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Sociologia della devianza

Corso O.P.I 2014/15

Candidata: Di Lorenzo Luisa

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Ho scelto questo argomento perche ad oggi sono innumerevoli gli atti di
devianza a cui assistiamo, dai bambini,ai ragazzi, agli adulti. Un atto deviante
è un qualcosa di sbagliato, che la società considera inadeguato. Il
comportamento deviante non è direttamente collegato ad una norma, ma alle
sue aspettative. Gli atti di devianza dipendono anche dal rapporto che si trova
in una famiglia o in una cerchia di amici e dal vissuto del deviato.

La sociologia della devianza studia il “comportamento deviante”.

Per devianza si intende comunemente ogni atto, anche solo verbale, di una
persona o di un gruppo che viola le norme di una collettività e che di
conseguenza va incontro a una qualche forma di sanzione, disapprovazione,
condanna, discriminazione. Un atto viene definito deviante non per la natura
stessa del comportamento, ma per la risposta che suscita nell'ambiente
socioculturale in cui ha luogo. Le ideologie della società moderna possono
essere considerate "insiemi di idee, di valori, riguardanti l'ordine comune e
aventi la funzione di guidare i comportamenti collettivi”.

Il tema è studiato nell'ambito della sociologia della devianza e del mutamento


sociale. Maggiormente comportamenti più a rischio si incontrano nell’età che
vanno tra i 14 e i 20 anni, che possono avere conseguenze gravi che si
trasportano negli anni e possono aggravarsi. I vari soggetti hanno capacità di
adattamento in base alle esigenze della situazione. Per comportamenti a
rischio si intendono quei comportamenti che producono un rischio fisico per
il soggetto.

Per cui è importante intervenire prima della preadolescenza evitando ogni


tipo di comportamento deviante.

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Spesso questi tipi di comportamenti nascono solo per un capriccio, dal fatto di
desiderare nuovi stimoli e vivere esperienze adrenaliniche o possono nascere
da fenomeni cognitivi quali l’egocentrismo e l’ottimismo ingiustificato.

Una delle prime teorie che parla di questo argomento è quella di Merton
,sociologo statunitense, che ci parla delle disfunzioni tra mete e mezzi, questa
contraddizione porta a un aumento considerevole di devianza ed è
comunemente usata negli studi di criminologia. Per tale disfunzione Merton
elaborò degli stadi di adattamento quali:

 Conformismo: adeguamento dei mezzi accettazione delle mete.


 Ritualismo: adeguamento dei mezzi riduzione delle mete.
 Innovazione: rifiuto dei mezzi e accettazione delle mete.
 Ribellione: rifiuto dei mezzi
rifiuto delle mete.
 Astensione: rifiuto dei mezzi
rifiuto delle mete.

Con conformismo Merton intende il


raggiungimento degli obiettivi sociali
attraverso mezzi legittimi.

Innovazione invece significa raggiungere


gli stessi obiettivi, rifiutando però i mezzi
legittimi. Un esempio di questo tipo di
innovazione è la ricerca di profitto
economico attraverso pratiche illegali (corruzione o altro).

Il ritualismo consiste nel seguire le norme legittime, senza condividere gli


scopi sociali .

L’astensione è l'atteggiamento di chi rifiuta sia gli scopi che i mezzi legittimi
per raggiungerli, colui che si ritira dunque dalla vita sociale (es.
tossicodipendenti, senza fissa dimora...).

La ribellione è l'atteggiamento di chi rifiuta entrambi e li sostituisce con altri.


Innovazione e ritualismo sono casi esemplari di anomia cioè una mancanza ,
perché in entrambi i casi c'è discontinuità tra scopi e mezzi per raggiungerli.

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Il deviato è colui che viene
sottoposto a stress continuo
qualora agisse in modo diverso
dagli standard della società,
abbiamo due tipi di devianza:

1. Devianza primaria; che


riguarda la violazione di
norme che per colui che
compie l’azione hanno poca
importanza e vengono
presto dimenticate
2. Devianza secondaria;
riguarda la violazione di
norme che agli occhi degli
altri, chi compie l’azione è
segnato a vita, condizionato
dall’atto compiuto.

Da questo secondo punto deriva il peggioramento della devianza data


dall’isolamento del soggetto dall’intera società.

I motivi che possono portare a compiere reati sono molteplici:

Una cattiva e incompiuta socializzazione


Il disadattamento familiare o lavorativo
Un certo tipo di devianza che può portare a forme di delinquenza
aggregata
Lo sfruttamento dei minori da parte di adulti sempre maggiore
Le crisi adolescenziali

L’adolescenza, infatti, è caratterizzata da un insieme di ambivalenze, quali il


bisogno di autonomia e il bisogno di protezione,l’idea di conformismo e allo
stesso tempo il desiderio di ribellione. Questo spinge il soggetto a manifestare
il suo disaggio attraverso atti di reato, che divengono per lui come uno
strumento di comunicazione per esprimere il suo malessere.

Il disagio giovanile si manifesta attraverso il soggetto con una vasta gamma di


stati d’animo, che vanno dal vivere momenti di difficoltà familiare, problemi
di salute odi rendimento scolastico o ancora difficoltà economica che portano
al consumo di stupefacenti prostituzione o al suicidio,questo è dato dal
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continuo soddisfacimento dei desideri e alla continua ricerca di nuove
esperienze.

Da ciò ne derivano i disturbi del comportamento sociale che si


dividono in :

Disturbo da deficit del controllo degli impulsi ossia


un’incapacità di resistere ad un impulso di compiere un’azione anche
pericolosa. Il soggetto avverte di eccitazione prima di compiere l’azione
fino a provare piacere, gratificazione dopo averla compiuta,
successivamente possono presentarsi o meno sensi di colpa. Il paziente
riconosce la pericolosità delle azioni, riconosce il suo stato mentale e
tenta di reprimere i gesti, tal volta anche di follia perla sua incolumità e
degli altri, ma senza successo.

Di tali disturbi fanno parte:

Il disturbo esplosivo intermittente che


consiste nell’incapacità di controllare
gesti impulsi aggressivi che portano il
soggetto a compiere azioni gravi.

La cleptomania che è l’incapacità di


resistere all’impulso di rubare oggetti e
non per il loro valore ma per il piacere
che provoca il furto in se.

Il gioco d’azzardo patologico il soggetto è


completamente assorbito dal gioco,
portandolo costantemente a riflettere su
come procurarsi i soldi e giocarli
aumentando sempre di più la posta.

La piromania si manifesta con appiccamenti di fuoco volontari, il


piromane prova tensione o eccitamento nel farlo. Si tratta solitamente di
persone che sono affascinate dal fuoco,abituali osservatori di esso.

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Disturbo della condotta dove il bambino o il ragazzo trasgredisce
ripetutamente norme etico-sociali che per buona parte sono relative ad
adempire i doveri della propria età, ad esempio la scuola, lo studio,le
continue fughe da casa. Azioni che se trasportate nel tempo portano
all’incapacità,nel soggetto,di mantenere un qualsiasi rapporto o un
qualsiasi lavoro.

Il disturbo della condotta viene diagnosticato al soggetto di età inferiore ai


18anni,se fosse di età superiore si parlerebbe di disturbo antisociale di
personalità.

I disturbi della condotta si dividono in tre tipi:

1. Tipo solitario aggressivo;quando il minore agisce in


solitudine commettendo atti di aggressione in cui appare
prepotente, ostile. Appare come cattivo ragazzo,facendo uso di
alcol, fumo ed essere punito accresce in lui la rabbia.
2. Tipo di gruppo le caratteristiche del comportamento del
soggetto si manifestano in un gruppo di pari con problemi simili.
In questo gruppo si manifestano atti vandalici lotte tra bande e
gravi aggressioni fisiche. Per ritrovare il benessere è bene
spostare il soggetto in un ambiente del tutto nuovo.
3. Tipo indifferenziato è una categoria che non può essere
classificata ne come tipo solitario - aggressivo ne come tipo di
gruppo.

Disturbo di tipo oppositivo – provocatorio


Questo è un tipo di disturbo che porta il bambino oil ragazzo a
reagire negativamente con i genitori o anche con gli insegnanti.
Prevale nei maschi prima della pubertà.
Talvolta volta queste reazioni possono scaturire da problemi di
famiglia, quindi avere scatti violenti in casa con adulti o coetanei
che si conoscono bene.
Questi comportamenti portano il soggetto ad avere bassa
autostima eccessi di collera e umore depresso e i soggetti sono
ostinati a voler difendere da soli i loro problemi non accettando

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aiuto da nessuno,portando quest’ultimo a fare uso di alcol e/o
droghe.

Il disagio giovanile

Indica un turbine di stati d’animo che vive una certa persona con
problemi affettivi – relazionali, problemi di salute,rendimento
scolastico, prostituzione. È uno stato d’animo che porta il soggetto a
non sentirsi a proprio agio nell’ambiente in cui si trova.

Quello che caratterizza il disaggio è che non si manifesta con atti di


devianza, ma silenziosamente,perche magari i ragazzi che ne
soffrono nella loro adolescenza hanno avuto difficoltà
nell’esprimerei loro problemi. Questo è dovuto principalmente dalle
famiglie che presentano situazioni di svantaggio a livelli economici,
di istruzione, ambienti privi di affetto e con comportamenti violenti.

Questo disagio porta alla dispersione scolastica con tutte le


conseguenze negative sul rendimento scolastico che sono
dovute,appunto, da un certo disinteresse da parte delle famiglie. E
senza un intervento in grado di riparare alla dispersione il soggetto
non potrà essere riportato al processo educativo sociale.

Il disadattamento

Le origini del disadattamento si hanno in famiglia nei primi anni di


vita per poi riproporsi nelle scuole con il gruppo dei pari.

Il disadattamento è la cattiva relazione che si instaura con il gruppo


di appartenenza, il soggetto non entra in relazione con nessuno si
sente diverso e distaccato da tutto e tutti. Le cause possono essere la
povertà l’emigrazione,i maltrattamenti, carenze affettive.

I sintomi che portano a capire questo disturbo possono essere:

 l’inganno
 facile irritabilità
 frequenti cambiamenti d’umore
 l’isolamento
 la sensazione di essere diverso

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Gli atteggiamenti che assumono solitamente i disadattati vanno
dalla regressione,atteggiamenti infantili,ai disturbi psicosomatici
o ancora addossare le colpe ad altre persone o ancora compensa
le sue mancanze con forme di esibizionismo o si passa anche alle
aggressioni ad altre persone che fanno parte della situazione o
anche su se stesso.

Il bullismo

Il bullismo è un disturbo della condotta. I bulli costituiscono un


gruppo ristretto e li si distingue dalla loro apparenza paurosa e dal
loro comportamento antisociale, privo di empatia e insensibilità
verso gli altri.

Nel mirino dei bulli appaiono coetanei più deboli e insicuri. I fattori
che rendono i soggetti bulli provengono da problematiche familiari
in quanto questi ultimi sono cresciuti in ambienti indifferenti e
troppo punitivi.

La delinquenza minorile

Gli adolescenti quando affrontano il cambio biologico nell’età della


pubertà avvertono un cambiamento anche nelle aspettative dei loro
compagni o dei loro genitori. Se durante questo cambiamento sono
ostacolati episodi traumatici possono cadere in una confusione di
identità quindi una confusione di giudizio e di comportamento.

Tuttavia se il soggetto viene aiutato e seguito correttamente


arrivando a delle aspettative di vita soddisfacenti per lui il suo
comportamento ritorna giusto.

Il suicidio e la depressione

Depressione, delinquenza, abusi disordini familiari o motivi sono


fattori che predispongono al suicidio. La maggior parte dei giovani
comunica le proprie intenzioni quindi è importante ascoltare e
prendere sul serio ogni affermazione. Vi sono segni premonitori che
bisogna tenere presente quali; grave depressione, disturbi del

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sonno, chiusura in se stessi,abusi di droghe e alcool, sentimenti di
colpevolezza.

La tossicodipendenza

Le sostanze psicoattive sono sostanze che danno alla psiche degli


stadi particolari esse si dividono in voluttuari, consentite dalla legge
come il caffè e il tabacco e poi ci sono le droghe vietate.

Le droghe possono essere pesanti(eroina,morfina derivati


dell’oppio) e leggere (hashish,marijuana). La caratteristica
principale delle droghe è che una volta assunte per un periodo
variabile inducono il consumatore a ripeterne l’uso fino a provocare
il fenomeno della dipendenza, che può essere psichica o fisica.

Gli assuntori di stupefacenti si distinguono in tre categorie:

 Consumatori che assumono droghe saltuariamente o con


dosaggi bassi
 Tossicodipendenti nei quali si è instaurata la dipendenza,
ma sono ancora in tempo per abbandonare l’uso delle droghe
 Tossicomani soggetti nei quali la tossicodipendenza è ormai
grave e tenace da ritenere l’assunzione delle droghe come
unica ragione di vita

Dall’uso delle droghe pesanti possono scaturire atteggiamenti


criminali diretta furti, rapine o aggressioni o ancora da sindrome di
carenza.

L’alcolismo

L’alcool è costituito come problema solo quando sene fa un


eccessivo abuso che si prolunga nel tempo, questo perche gli effetti
persistono anche quando il bevitore si astiene e il motivo è che
vengono
irrimediabilmente
danneggiate
strutture
organiche con
alterazioni fisiche
e psichiche.

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L’alcool può essere considerato una tossicomania perche induce ad
una forma di dipendenza verso l’alcol che spinge il soggetto a
prenderne sempre in maggiori quantità, agendo sui centri nervosi
con effetti che si manifestano attraverso due fasi successive: prima il
soggetto attraversa una fase di euforia dove quest’ultimo è allegro
ma poi subentra la seconda fase che lo porta alle depressione. E tal
volta l’abuso è così eccessivo da poter causare il coma o anche la
morte del bevitore.

Spesso l’alcolismo porta ad alterazione della memoria,può causare


troppa sicurezza nel soggetto da causare anche incidenti stradali o
ancora abusi e atti immorali.

Tutti gli atti di devianza pero, se presi sul nascere, si possono


risolvere. Quando si ha un problema è bene parlarne con un esperto
così che si possa risolvere e tornare a vivere serenamente. Non
bisogna scappare dai problemi e dalle paure, bensì affrontarle.

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