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Marx-Engels Opere luglio 1870 - ottobre 1871

[1] Karl Marx Primo Indirizzo del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori sulla guerra franco-prussiana[1]
Ai membri dellAssociazione internazionale dei lavoratori in Europa e negli Stati Uniti NellIndirizzo inaugurale dellAssociazione internazionale dei lavoratori del novembre 1864 abbiamo affermato: se lemancipazione delle classi operaie esige il loro concorso fraterno, come possono esse compiere questa grande missione, quando la politica estera non persegue che disegni criminali e, sfruttando i pregiudizi nazionali, non fa che sprecare il sangue e i tesori dei popoli in guerre di rapina?[2]. Abbiamo definito con queste parole la politica estera perseguita dallInternazionale: rivendicare le semplici leggi della morale e della giustizia che devono regolare tanto le relazioni degli individui quanto quelle superiori dei popoli[2]. Nessuna meraviglia che Luigi Bonaparte, che ha usurpato il potere sfruttando la lotta di classe in Francia, e lo ha perpetuato1 attraverso periodiche guerre allestero, abbia dovuto trattare fin da principio lInternazionale come un pericoloso avversario. Alla vigilia del plebiscito ha ordinato unincursione contro i membri del Comitato amministrativo dellAssociazione internazionale dei lavoratori in tutta la Francia, a Parigi, Lione, Rouen, Marsiglia, Brest ecc., con il pretesto che lInternazionale fosse una societ segreta coinvolta in un complotto per assassinarlo, pretesto immediatamente smascherato nella sua totale assurdit dai suoi stessi giudici[3]. Qual stato il vero crimine delle sezioni francesi dellInternazionale? Hanno detto al popolo francese pubblicamente e con enfasi che votare il plebiscito significava votare il dispotismo allinterno e la guerra allestero[4]. stato, in effetti, grazie al loro lavoro se in tutte le grandi citt, in tutti i centri industriali della Francia la classe lavoratrice si levata come un sol uomo per rifiutare il plebiscito. Sfortunatamente
1 Invece di perpetuato ledizione tedesca del 1870 porta mantenuto e quella del 1891 prolungato.

Karl Marx

lago della bilancia fu spostato dalla pesante ignoranza dei distretti rurali. Le Borse, i Gabinetti, le classi dirigenti e la stampa europea hanno celebrato il plebiscito come un segnale di vittoria dellimperatore francese sulle classi lavoratrici francesi, ed stato il segnale per lassassinio non di un individuo, ma di intere nazioni. Il complotto di guerra del luglio 1870 non che unedizione emendata del coup dtat1 del dicembre 1851[5]. Sulle prime la cosa sembrava talmente assurda che la Francia neanche credeva alla sua seriet. Ha creduto piuttosto che il deputato che aveva denunciato la guerra ministeriale stesse mettendo in atto un trucco da gioco di borsa[6]. Quando il 15 luglio la guerra stata infine annunciata al Corps lgislatif 2[7] lintera opposizione si rifiutata di votare i sussidi preliminari; perfino Thiers ha bollato la cosa come odiosa[8]; tutti i giornali indipendenti di Parigi lhanno condannata e, per quanto a dirlo possa sembrare incredibile, la stampa della provincia si associata quasi unanimemente. Nel frattempo i membri parigini dellInternazionale si erano di nuovo messi al lavoro. Nel Rveil del 12 luglio hanno pubblicato il loro Indirizzo ai lavoratori di tutte le nazioni, da cui riportiamo questi pochi passi:
Ancora una volta dicono con il pretesto dellequilibrio europeo, dellonore nazionale, la pace del mondo minacciata da ambizioni politiche. Lavoratori francesi, tedeschi, spagnoli! Uniamo le nostre voci in un grido di riprovazione contro la guerra! Una guerra per una questione di preponderanza o di dinastia non pu essere, agli occhi dei lavoratori, che unassurdit criminale. In risposta alle proclamazioni guerrafondaie di coloro che si autoesentano dal pagare il tributo di sangue, e trovano nelle disgrazie pubbliche una fonte di nuove speculazioni, noi protestiamo, noi che vogliamo pace, lavoro e libert! Fratelli di Germania! La nostra divisione avrebbe come unico risultato il completo trionfo del dispotismo su entrambe le sponde del Reno Lavoratori di tutti i paesi! Qualsiasi sia per il momento lesito dei nostri sforzi comuni, noi, i membri dellAssociazione internazionale dei lavoratori, che non conoscono frontiere, vi mandiamo come pegno dindissolubile solidariet gli auguri ed i saluti dei lavoratori di Francia.
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Colpo di Stato. Corpo legislativo.

Primo indirizzo del Consiglio sulla guerra franco-prussiana

Questo Indirizzo della nostra sezione di Parigi stato seguito da numerosi appelli francesi dello stesso tenore, dei quali possiamo citare qui solo la dichiarazione di Neuilly-sur-Seine, pubblicata sulla Marseillaise del 22 luglio:
La guerra giusta? No! La guerra nazionale? No! solo dinastica. In nome dellumanit, della democrazia e dei veri interessi della Francia, aderiamo completamente ed energicamente alla protesta dellInternazionale contro la guerra[9].

Queste proteste esprimevano i veri sentimenti dei lavoratori francesi, com stato presto dimostrato da un curioso incidente. La banda del 10 dicembre, inizialmente organizzata sotto la presidenza di Luigi Bonaparte, si presentava sotto le mentite spoglie dei blouses1 e veniva sguinzagliata per le strade di Parigi, per recitarvi linvasamento della febbre guerresca[10], mentre i veri lavoratori dei faubourgs 2 si facevano avanti con pubbliche dimostrazioni per la pace talmente imponenti che Pitri, il prefetto di polizia, ha ritenuto prudente fermare subito ogni ulteriore politica di strada con la scusa che la vera3 gente di Parigi aveva dato abbastanza sfogo al patriottismo represso e allesuberante entusiasmo per la guerra[11]. Qualsiasi cosa possa accadere nella guerra di Luigi Bonaparte con la Prussia, a Parigi la campana a morto del Secondo Impero gi suonata. Finir com cominciato, con una parodia. Non dimentichiamo per che sono stati i governi e le classi dirigenti europee che hanno permesso a Luigi Bonaparte di recitare per diciotto anni la crudele farsa dellImpero restaurato. Da parte tedesca, la guerra una guerra di difesa, ma chi ha costretto la Germania a difendersi? Chi ha messo Luigi Bonaparte nelle condizioni di muoverle guerra? La Prussia ! stato Bismarck che ha cospirato con lo stesso Luigi Bonaparte allo scopo di distruggere lopposizione popolare in patria e di annettere la Germania alla dinastia degli Hohenzollern. Con una sconfitta invece di una vittoria nella battaglia di Sadowa, i battaglioni francesi avrebbero invaso la Germania come alleati della Prussia[12]. Dopo la vittoria la Prussia si forse sognata per un solo
Camiciotto operaio. Sobborghi. 3 Invece di vera [real] ledizione tedesca del 1870 porta leale e quella del 1891 fedele.
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Karl Marx

momento di opporre una libera Germania ad una Francia asservita? Proprio il contrario. Oltre a mantenere con cura tutte le originarie bellezze del suo vecchio sistema, ha aggiunto tutti gli imbrogli del Secondo Impero, il suo dispotismo reale e il suo finto democraticismo, le sue mistificazioni politiche e i suoi giochi finanziari, le sue chiacchiere roboanti e il suo basso lgerdemains1. Il regime bonapartista, che finora fiorito soltanto da una parte del Reno, ha ora il proprio duplicato dallaltra parte. Da un tale stato di cose, cosaltro potrebbe risultare se non una guerra? Se la classe operaia tedesca permette che questa guerra perda il suo carattere strettamente difensivo e degeneri in una guerra contro il popolo francese, vittoria o sconfitta si dimostreranno ugualmente disastrose. Tutte le sofferenze che sono accadute alla Germania dopo la sua2 guerra di indipendenza[13] si ripresenteranno con rinnovata intensit. I principi dellInternazionale sono, comunque, troppo largamente diffusi e troppo saldamente radicati nella classe operaia tedesca per far temere un tale triste epilogo. Le voci dei lavoratori francesi hanno trovato eco in Germania. Una riunione di massa di lavoratori, tenutasi a Braunschweig il 16 luglio, ha espresso il suo pieno consenso allIndirizzo di Parigi, respingendo lidea di un antagonismo nazionale verso la Francia e concludendo le sue risoluzioni con queste parole:
Siamo nemici di tutte le guerre ma soprattutto delle guerre dinastiche Con profondo dolore ed afflizione siamo costretti ad intraprendere una guerra difensiva come un male inevitabile; ma, al tempo stesso, facciamo appello allintera classe operaia tedesca affinch renda impossibile il ripetersi di questo immenso disastro sociale rivendicando ai popoli stessi il potere di decidere sulla pace e sulla guerra e di farsi padroni del proprio destino[14].

A Chemnitz, una riunione di delegati che rappresentano 50.000 lavoratori della Sassonia, ha adottato allunanimit una risoluzione in questo senso[15]:
In nome della democrazia tedesca, e in particolare dei lavoratori che formano il Partito socialdemocratico, dichiariamo che lattuale guerra esclusivamente dinastica Siamo felici di stringere la mano fraterna che ci
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Giochi di prestigio. Ledizione tedesca del 1891 porta dopo la cosiddetta.

Primo indirizzo del Consiglio sulla guerra franco-prussiana

stata tesa dai lavoratori di Francia Memori della parola dordine dellAssociazione internazionale dei lavoratori: Proletari di tutti i paesi unitevi, non dimenticheremo mai che i lavoratori di tutte le nazioni sono nostri amici ed i despoti di tutte le nazioni nostri nemici[16].

Anche la sezione berlinese dellInternazionale ha risposto allIndirizzo di Parigi:


ci uniamo vivamente dicono alla vostra protesta Promettiamo solennemente che n il suono delle trombe n il rimbombo dei cannoni, n la sconfitta n la vittoria ci distoglieranno dalla nostra opera comune per lunione dei figli della fatica1 di tutte i paesi[17].

Che sia cos! Sullo sfondo di questo conflitto suicida si staglia la scura sagoma della Russia. di cattivo auspicio il fatto che il segnale dellattuale guerra sia stato dato nel momento in cui il governo moscovita aveva appena portato a termine le sue strategiche linee ferroviarie e stava gi ammassando le truppe in direzione del Pruth. Qualsiasi simpatia i tedeschi possano a buon diritto esigere in una guerra di difesa contro laggressione bonapartista, finirebbero subito col perderla qualora permettessero al governo prussiano di richiedere, o di accettare, laiuto dei cosacchi. Si rammentino che, dopo la guerra dindipendenza contro il primo Napoleone, la Germania rimasta prostrata per generazioni ai piedi dello zar. La classe lavoratrice inglese tende una mano di amicizia alla classe lavoratrice tedesca e francese. profondamente certa del fatto che qualsiasi svolta possa prendere questa orrenda guerra incombente, alla fine lalleanza delle classi lavoratrici di tutti i paesi eliminer la guerra. Proprio il fatto che mentre Francia e Germania ufficialmente stanno correndo verso una faida fratricida, i lavoratori della Francia e della Germania sinviino gli uni agli altri messaggi di pace e benevolenza2 un fatto grandioso, senza paragoni nella storia passata apre la prospettiva di un futuro pi luminoso. Dimostra che in contrasto con la vecchia societ, con le sue miserie economiche e il suo delirio politico, una nuova societ sta nascendo, la cui regola internazionale sar Pace, perch ci da cui sar regolata
1 Le edizioni tedesche del 1870 e del 1891 portano lavoratori invece di figli della fatica. 2 Invece di benevolenza le edizioni tedesche del 1870 e del 1891 portano amicizia.

Karl Marx

sar ovunque la stessa cosa, il lavoro! Pioniere di questa nuova societ lAssociazione internazionale dei lavoratori1. Il Consiglio generale: Applegarth, Robert Boon, Martin J. Bradnick, Fred. Stepney, Cowell Hales, John Hales, William Harris, George Lessner, Fred Lintern, W. Legreulier Maurice Zvy Milner, George Mottershead, Thomas Murray, Charles Odger, George Parnell, James Pfnder Rhl Shepherd, Joseph Stoll Schmutz Townshend W. Segretari corrispondenti: Eugne Dupont, per la Francia Karl Marx, per la Germania A. Serrailler, per il Belgio, lOlanda e la Spagna
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Questa frase omessa nelledizione tedesca del 1870.

Primo indirizzo del Consiglio sulla guerra franco-prussiana

Hermann Jung, per la Svizzera Giovanni Bora, per lItalia Anton Zabicki, per la Polonia James Cohen, per la Danimarca J.G. Eccarius, per gli Stati Uniti Benjamin Lucraft, presidente John Weston, tesoriere J. George Eccarius, segretario generale Ufficio: 256 High Holborn, W.C. 23 luglio 1870

Scritto tra il 19 e il 23 luglio 1870.

Note sulla guerra[18]

Note sulla guerra I


[The Pall Mall Gazette, n. 1703, 29 luglio 1870]

Fino ad ora stato a mala pena sparato un colpo di fucile, e gi trascorsa una prima fase della guerra, che finisce in modo deludente per limperatore dei francesi1. Alcune osservazioni sulla situazione politica e militare renderanno chiaro tutto ci. Oggi ammesso da tutti che Luigi Napoleone si aspettava di riuscire a isolare la Confederazione della Germania del Nord[19] dagli Stati del Sud, e di trarre vantaggio dal malcontento esistente tra le province della Prussia da poco annesse[20]. Sembravano promettere questo risultato la rapida incursione sul Reno con tutte le forze che era stato possibile raccogliere, lattraversamento del fiume da qualche parte tra Germersheim e Magonza, lavanzata nella direzione di Francoforte e Wrzburg. I francesi si sarebbero trovati a controllare le comunicazioni tra Nord e Sud, e avrebbero costretto la Prussia a far scendere sul Meno, in tutta fretta, tutte le truppe disponibili, anche se impreparate per una campagna. Lintero processo di mobilitazione, in Prussia, sarebbe stato scombussolato, e tutte le possibilit sarebbero state a favore degli invasori che sarebbero cos stati in grado di sbaragliare i Prussiani, man mano che essi arrivavano dalle varie parti del paese. Ragioni non solo politiche, ma anche militari favorivano un tentativo del genere. Il sistema di inquadramento francese, rispetto al sistema prussiano di Landwehr2 [21], consente una concentra1 2

Napoleone III. Milizia territoriale.

Note sulla guerra

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zione di circa 120.000-150.000 uomini assai pi rapida. La riserva di pace dei francesi differisce dallassetto di guerra esclusivamente per il numero di uomini in licenza e per linesistenza di depts, che vengono organizzati alla vigilia di una mobilitazione. Invece, la riserva di pace prussiana include meno di un terzo degli uomini che compongono lassetto di guerra e, per di pi, non solo le truppe, ma anche gli ufficiali nei restanti due terzi, in tempo di pace sono civili. La mobilitazione di questo elevato numero di uomini richiede del tempo ed , inoltre, un processo complicato, che potrebbe essere gettato nel caos pi completo dallattacco improvviso di unarmata ostile. Questa la ragione per cui la guerra era stata cos brusqu 1 dallimperatore. A meno che egli non si proponesse qualche mossa a sorpresa il linguaggio esaltato di Gramont[22] e la precipitosa dichiarazione di guerra2 sarebbero state unassurdit. Ma limprovviso e violento slancio del sentimento germanico ha posto fine ad ogni piano di questo tipo. Luigi Napoleone si trovato faccia a faccia, non con re Guglielmo Annessandro3, ma con lintera nazione tedesca. E, in questo caso, unincursione sul Reno, anche con una truppa di 120.000-150.000 uomini, non era neanche da pensarsi: andava intrapresa una campagna regolare con tutte le forze disponibili. Le Guardie, le Armate di Parigi e Lione e i Corpi darmata del campo di Chlons, che sarebbero stati sufficienti per il primo intento, adesso bastavano appena a costituire solo il nucleo di una grande armata di invasione. Ed iniziata in questo modo la seconda fase della guerra quella della preparazione di una grande campagna militare; e, da quel momento, le possibilit di un successo definitivo dellimperatore hanno cominciato a declinare. Proviamo a confrontare le forze che si stanno preparando per la reciproca distruzione; per semplificare le cose prenderemo in considerazione la sola fanteria. la fanteria, infatti, larma che decide dellesito delle battaglie: qualsiasi trascurabile contrappeso tra le forze della cavalleria, dellartiglieria, compresi mitrailleurs4 [23] ed altri marchingegni, quandanche capaci di fare miracoli, far prendere la bilancia a favore n delluna n dellaltra parte.
Improvvisata. La dichiarazione di guerra del 19 luglio 1870. 3 Unione di due parole: annessione e Alessandro, che allude ad Alessandro Magno. 4 Mitragliatori.
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Friedrich Engels

In tempo di pace la Francia possiede 376 battaglioni di fanteria (38 battaglioni di Guardie, 20 di chasseurs1, 300 di fanteria di linea, 9 di zuavi[24], 9 di turchi[25] ecc.), di otto compagnie ciascuno. In tempo di guerra, ognuno dei 300 battaglioni di fanteria lascia dietro di s due compagnie per costituire un dept, e avanza solo con sei compagnie. Adesso, per esempio, quattro delle sei compagnie di dept di ciascun reggimento di fanteria (di tre battaglioni) sono destinate a espandersi in un quarto battaglione, dopo essere state rinforzate da truppe in licenza e riserve. Le rimanenti due compagnie sembrano intese come dept, e in seguito possono costituire un quinto battaglione. Ma ci vorr senzaltro del tempo, almeno sei settimane, prima che questi quarti battaglioni siano organizzati al punto da essere pronti per il campo di battaglia; al presente questi, assieme alla Garde Mobile[26], possono essere annoverati solo tra le truppe di guarnigione. Quindi, per le prime battaglie decisive, la Francia non dispone di pi di 376 battaglioni. Per quanto se ne sa, le armate impegnate sul Reno comprendono 299 battaglioni, divisi in sei Corpi darmata, numerati da 1 a 6, pi le Guardie. Se si include il 7 Corpo darmata (generale Montauban), che si suppone destinato al Baltico[27], il complesso delle forze ammonta a 340 battaglioni, e non ne restano che 36 di guardia ad Algeri, nelle colonie, e allinterno della Francia. Da ci appare chiaro che la Francia ha impiegato ogni battaglione disponibile contro la Germania e non potr aumentare le sue forze con nuove formazioni addestrate per il campo di battaglia prima dellinizio di settembre, al pi presto. Adesso consideriamo il fronte opposto. Larmata della Germania del Nord consiste di tredici Corpi darmata, composti di 368 battaglioni di fanteria o, in cifra tonda, da ventotto battaglioni per Corpo darmata. Ogni battaglione conta, in tempo di pace, circa 540 uomini, che diventano 1.000 quando si in assetto di guerra. Quando viene ricevuto lordine di mobilitare larmata, alcuni ufficiali per ciascun reggimento di tre battaglioni vengono incaricati di formare il quarto battaglione. Le truppe di riserva vengono subito richiamate. Si tratta di uomini che hanno servito nel reggimento per due o tre anni, e restano passibili di essere richiamati fino allet di ventisette anni. Ce ne sono in numero sufficiente per formare tre battaglioni da campo e costituire una buona parte del quarto
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Cacciatori.

Note sulla guerra

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battaglione, che viene completato con gli uomini provenienti dalla Landwehr1. Cos, in pochi giorni, i battaglioni da campo sono pronti a marciare, e i quarti battaglioni possono seguirli entro quattro o cinque settimane. Allo stesso tempo, per ogni reggimento di fanteria, si costituisce un reggimento di Landwehr di due battaglioni composto di uomini fra i ventotto ed i trentasei anni di et, e non appena sono pronti, si procede alla formazione dei terzi battaglioni di Landwehr. Il tempo richiesto per tutto ci, inclusa la mobilitazione della cavalleria e dellartiglieria, esattamente di tredici giorni; e poich il primo giorno di mobilitazione stato il 16, oggi tutto pronto o dovrebbe esserlo. In questo momento, probabilmente, la Germania del Nord ha 358 battaglioni di fanteria in campo, e 198 battaglioni di Landwehr di guarnigione, da rinforzarsi, certamente non oltre la seconda met di agosto, con 114 battaglioni di fanteria e 93 terzi battaglioni di Landwehr. Fra tutte queste truppe vi sar a mala pena un uomo che non sia passato attraverso un regolare servizio nellarma. A costoro dobbiamo aggiungere le truppe di Hesse-Darmstadt, Baden, Wrttemberg e Baviera: in tutto 104 battaglioni di fanteria; ma poich in questi Stati il sistema della Landwehr2 non ha avuto ancora tempo di svilupparsi pienamente, vi possono essere non pi di 70-80 battaglioni disponibili per il fronte. La Landwehr viene principalmente adibita a mansioni di guarnigione, ma nella guerra del 1866 3 gran parte di essa fu impiegata come armata di riserva per il fronte. Senza dubbio, sar ancora cos. Dieci fra i tredici Corpi darmata della Germania del Nord sono adesso sul Reno, formando un totale di 280 battaglioni; poi ci sono i tedeschi del Sud, con diciamo 70 battaglioni; il totale di 350 battaglioni. Restano a disposizione sulla costa o come riserva tre Corpi darmata ovvero 84 battaglioni. Uno dei Corpi darmata, assieme alla Landwehr, sar sufficiente per la difesa della costa. I due Corpi darmata rimanenti, a quanto risulta, possono essere anchessi in marcia verso il Reno. Queste truppe possono essere rinforzate, il 20 agosto, da almeno 100 quarti battaglioni e da 40 o 50 battaglioni di Landwehr, uomini superiori ai quarti battaglioni e alle Guardie Mobili dei francesi, in prevalenza composti da truppe non addestrate. Il fatto che la Francia non ha a sua disposizione pi di 550.000
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Milizia territoriale. Milizia territoriale. 3 La guerra austro-prussiana del 1866.

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uomini addestrati, mentre la sola Germania del Nord ne ha 950.000. Questo un vantaggio per la Germania, che si far sentire in misura sempre maggiore quanto pi a lungo la battaglia decisiva viene rinviata, fino a raggiungere il punto culminante verso la fine di settembre. Date queste circostanze, non dobbiamo stupirci della notizia, che viene da Berlino, che i comandanti tedeschi sperano di preservare il suolo tedesco dalle sofferenze della guerra[28]; in altri termini che, se non saranno attaccati, presto saranno essi stessi ad attaccare. Come questattacco verr condotto, a meno che non venga anticipato da Luigi Napoleone, unaltra questione.
Scritto non prima del 27 luglio 1870.

Note sulla guerra II1


[The Pall Mall Gazette, n. 1705, 1 agosto 1870]

Lavanzata dellarmata francese dovrebbe aver avuto inizio la mattina di venerd 29 luglio, ma in quale direzione? Unocchiata alla mappa ce lo mostrer. La valle del Reno, sulla sponda sinistra, chiusa ad ovest dalla catena montuosa dei Vosgi nel tratto che va da Belfort a Kaiserslautern. A nord di questultima citt le colline diventano pi ondulate, fino diradare gradualmente nella pianura vicino a Magonza. La valle della Mosella nella Prussia renana forma una voragine profonda e sinuosa, che stata prodotta dallo stesso fiume attraverso un altopiano, che si innalza a sud della valle e che si congiunge con una considerevole catena montuosa chiamata Hochwald. Dove questa catena si avvicina al Reno, la caratteristica di altopiano diventa predominante, fino a quando le ultime colline incontrano le propaggini pi estreme dei Vosgi. N i Vosgi n lHochwald sono del tutto impraticabili per unarmata: entrambi sono attraversati da parecchie grandi strade in buono stato, ma nessuna di loro rappresenta quel tipo di terreno sul quale delle armate da 200.000 a 300.000 uomini potrebbero operare con vantaggio.
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La prima parte dellarticolo firmata Z.

Note sulla guerra

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La campagna tra i due, tuttavia, forma una specie di largo passaggio che si estende per 25-30 miglia, un terreno ondulato attraversato da numerose strade che vanno in tutte le direzioni e agevolano in ogni modo i movimenti di grandi armate. Oltre a ci, la strada che va da Metz a Magonza passa per questa breccia, e Magonza costituisce il primo punto importante su cui i francesi, con ogni probabilit, muoveranno. Dunque qui che abbiamo la linea naturale delle operazioni. In caso di invasione tedesca della Francia, entrambi gli eserciti preparati, il primo grande scontro avr luogo nellangolo della Lorena ad est della Mosella e a nord della strada ferrata cha va da Nancy a Strasburgo[29]; quindi, con unarmata francese che avanza dalle posizioni dove si era concentrata la scorsa settimana, la prima azione importante avr luogo da qualche parte lungo questo passaggio, oppure pi in l, sotto le mura di Magonza. Larmata francese era cos concentrata: tre Corpi darmata (il 3, il 4 e il 5) in prima linea a Thionville, St. Avold e Bitche; due (il 1 e il 2) in seconda linea a Strasburgo e Metz; e, in riserva, a Nancy le Guardie e a Chlons il 6 Corpo darmata. Negli ultimi giorni, la seconda linea stata portata avanti negli intervalli della prima, la Guardia si spostata a Metz, e Strasburgo stata lasciata alla Guardia Mobile[26]. Quindi lintero corpo delle forze francesi si concentrato tra Thionville e Bitches, cio allentrata del passaggio tra le montagne. La conclusione naturale, date queste premesse, che intendano marciare in quella direzione. Perci, linvasione deve essere cominciata con loccupazione dei passaggi della Saar e del Blies; Nei prossimi giorni seguir probabilmente loccupazione della linea che va da Tholey ad Homburg, quindi della linea che va da Birkenfeld a Landstuhl o da Oberstein a Kaiserslauten, e cos via ovviamente, a meno che non siano bloccati dallavanzata dei tedeschi. Senza dubbio, vi saranno, sulle colline, dei corpi di fiancheggiatori di entrambe le parti che verranno alle mani; ma, per una vera e propria battaglia, dovremo considerare il territorio appena descritto. Delle posizioni dei tedeschi non sappiamo nulla. Noi, tuttavia, supponiamo che, se la loro intenzione scontrarsi con il nemico sulla sponda sinistra del Reno, si saranno raccolti immediatamente di fronte a Magonza, ossia allaltro capo del passaggio. In caso contrario, resteranno sulla sponda di destra, che va da Bingen a Mannheim, concentrandosi sopra o sotto Magonza, a seconda di quello che le circostanze richiederanno. Quanto a Magonza, che nella sua vecchia struttura era esposta al

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bombardamento da parte dellartiglieria pesante, la costruzione di una nuova linea di forti, avanzati di 4.000-5.000 iarde dai bastioni della citt, sembra averla resa abbastanza sicura. Tutto ci fa supporre che i tedeschi saranno preparati e disposti ad avanzare non oltre due o tre giorni dopo i francesi. In tal caso ci sar una battaglia come quella di Solferino[30] due armate dispiegate su tutto il loro fronte che marciano luna contro laltra. Non dobbiamo aspettarci manovre sapienti e sofisticate: con eserciti di tali dimensioni gi abbastanza difficoltoso semplicemente spostarli verso il fronte in base al piano prestabilito. Qualsiasi contendente tenti delle manovre pericolose rischia di trovarsi schiacciato dal semplice movimento in avanti delle masse nemiche, molto prima che queste manovre possano essere perfezionate. *** Si parla molto oggi, a Berlino, di un lavoro, di argomento militare, sulle fortezze del Reno, scritto dal signor Von Widdern[31]. Lautore afferma che il Reno, da Basilea al Murg, non per niente fortificato, e che la sola difesa della Germania del Sud e dellAustria contro un attacco francese in quella direzione la solida fortezza di Ulm, occupata dal 1866 da un esercito misto di bavaresi e wrttemburghesi che ammonta a 10.000 uomini. In caso di guerra, questa forza potrebbe essere aumentata a 25.000 uomini, e altri 25.000 potrebbero venire stanziati in un campo trincerato allinterno delle mura della fortezza. Rastadt che, presumibilmente, rappresenter un formidabile ostacolo allavanzata francese, si trova in una valle attraverso la quale scorre il fiume Murg. Le difese della citt consistono di tre ampi forti, che dominano la campagna circostante, e sono uniti da mura. I forti a sud e ad ovest, chiamati Leopold e Frederick, sono sulla sponda sinistra del Murg; il forte a nord, chiamato Louis, sulla sponda destra, dove c anche un campo trincerato in grado di contenere 25.000 uomini. Rastadt a quattro miglia dal Reno, e la campagna intermedia coperta da boschi, cosicch la fortezza non pu impedire lattraversamento di unarmata in questo punto. La pi vicina fortezza a Landau, che tempo addietro consisteva di tre forti uno a sud, uno ad est e uno a nord-ovest, ed erano separati dalla citt dalle paludi sulle sponde del piccolo fiume Queich. I forti a sud e ad est sono stati recentemente abban-

Note sulla guerra

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donati, e lunico che rimasto a difesa quello a nord-ovest. La fortezza pi importante e meglio collocata nel distretto Gemersheim, sulle rive del Reno. Essa domina una considerevole estensione del fiume da entrambi i lati e praticamente lo chiude al nemico fino a Magonza e Coblenza e potrebbe facilitare di molto lavanzata di truppe dal Palatinato renano, se si gettassero attraverso il fiume, oltre al ponte galleggiante che gi esiste, due o tre ponti sotto la protezione dei suoi cannoni. Essa potrebbe, cos, costituire la base di alcune operazioni per lala sinistra di unarmata insediata sulla linea del fiume Queich. Magonza, una delle pi importanti fortezze del Reno, dominata dalle colline adiacenti; questo ha reso necessario moltiplicare le fortificazioni nella citt, il che significa, di conseguenza, uno spazio insufficiente per unampia guarnigione. Tutto il territorio tra Magonza e Bingen adesso massicciamente fortificato, e tra esso e la imboccatura del Meno (sulla sponda opposta del Reno) vi sono tre grossi campi trincerati. Per quanto riguarda Coblenza, il signor von Widdern sostiene che ci vorrebbe una forza grande sei volte quella della guarnigione per accerchiarla con qualche prospettiva di successo. Il nemico potrebbe forse dare inizio allattacco aprendo il fuoco su Fort Alexander dalla collina conosciuta come Kuhkopf, dove le sue truppe sarebbero riparate dai boschi. Lautore descrive anche le fortificazioni di Colonia e di Wesel, ma non aggiunge nulla a quanto gi si conosce sullargomento.
Scritto non pi tardi del 29 luglio 1870.

Note sulla guerra III1


[The Pall Mall Gazette, n. 1706, 2 agosto 1870]

Il piano di battaglia dei prussiani comincia, infine, ad emergere dalloscurit. Ci si ricorder che, sebbene vi siano stati rilevanti trasferimenti di truppe sulla riva destra del Reno, da est verso ovest e sud-ovest, si sentito parlare molto poco di concentrazioni nelle immediate vicinanze della frontiera minacciata. Le fortezze hanno ricevuto potenti rinforzi dalle truppe pi vicine. A Saarbrcken, 500 uomini del 40 fanteria e tre squadroni del 7 lan1

Larticolo firmato Z.

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cieri (entrambi dellOttavo Corpo darmata) hanno avuto scaramucce col nemico; i Cacciatori Bavaresi e i dragoni del Baden hanno prolungato la linea degli avamposti sul Reno. Ma non sembra che grandi masse di truppe siano state stanziate immediatamente nelle retrovie di questa cortina formata da poche truppe leggere. Lartiglieria non mai stata menzionata in nessuna di queste scaramucce. Treviri era quasi priva di truppe. Daltra parte, abbiamo sentito dire di grandi masse sulla frontiera belga, di 30.000 cavalieri intorno a Colonia (dove lintera campagna sulla riva sinistra del Reno, nei pressi di Aix-la-Chapelle, abbonda di foraggio), e di 70.000 uomini davanti a Magonza. Tutto questo ci apparso strano: sembrava un quasi colpevole frazionamento delle truppe, in contrasto con la serrata concentrazione francese a un paio dore di marcia dalla frontiera. Improvvisamente, da diverse regioni filtrano alcune indicazioni che sembrano dissipare il mistero. Il corrispondente del Temps, che si era avventurato fino a Treviri, tra il 25 e il 26 stato testimone del passaggio, per questa citt, di un grosso contingente di truppe di tutte le armi, dirette alla linea della Saar[32]. La debole guarnigione di Saarbrcken era stata, nello stesso tempo, considerevolmente rinforzata, probabilmente da truppe di Coblenza, quartier generale dellOttavo Corpo darmata. Le truppe di passaggio a Treviri dovevano appartenere a qualche altro Corpo darmata, proveniente da nord attraverso lEifel. Abbiamo appreso infine, da fonte privata[33], che il 27 il 7 Corpo darmata era in marcia da Aix-la-Chapelle in direzione della frontiera, passando per Treviri. Quindi, abbiamo qui almeno tre Corpi darmata, cio circa 100.000 uomini, spinti sulla linea della Saar. Due di questi sono il 7 e l8, che fanno entrambi parte dellArmata del Nord sotto il generale Steinmetz (il 7, l8, il 9 ed il 10 Corpo darmata). Possiamo supporre che lintera armata sia, al momento, concentrata tra Sarrebourg e Saarbrcken. Se i circa 30.000 cavalieri fossero realmente nelle vicinanze di Colonia, dovrebbero anchessi essersi mossi verso la Saar, attraversando lEifel e la Mosella. Linsieme di queste disposizioni starebbe a indicare che lattacco principale dei tedeschi sar condotto dalla loro ala destra, nello spazio compreso tra Metz e Saarlouis, in direzione della valle superiore del Nied. Se la cavalleria di riserva si mossa in questo modo, questa supposizione diventa una certezza. Questo piano presuppone la concentrazione di tutta quanta larmata tedesca tra i Vosgi e la Mosella. LArmata del Centro (il principe Fede-

Note sulla guerra

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rico Carlo, con il 2, il 3, il 4 e il 12 Corpo darmata) dovrebbe occupare una posizione o sul fianco sinistro dellarmata di Steinmetz, o alle sue spalle come riserva. Lesercito del sud (il principe ereditario1, con il 5 Corpo darmata, le Guardie e i Tedeschi del sud) dovrebbe costituire lala sinistra da qualche parte intorno a Zweibrcken. Riguardo a dove siano tutte queste truppe, e al modo in cui siano state trasportate nelle loro posizioni, siamo nella pi totale ignoranza. Sappiamo solo che il terzo Corpo darmata ha cominciato ad attraversare Colonia in direzione sud utilizzando la ferrovia sulla riva sinistra del Reno; possiamo, per, supporre che la mano che ha tracciato le disposizioni per cui 100.000-150.000 uomini si sono rapidamente concentrati sulla Saar provenendo da punti distanti e allapparenza divergenti, sia la stessa mano che ha tracciato delle analoghe linee di marcia convergenti per il resto dellesercito2. Si tratta, in effetti, di un piano audace, ma che con ogni probabilit si riveler efficace quanto qualunque altro piano concepibile. Esso pensato per una battaglia in cui lala sinistra tedesca, da Zweibrcken fino a Saarlouis, mantenga una linea puramente difensiva, mentre la destra, che marcia da Saarlouis e da ovest della stessa citt supportata da abbondanti riserve, attacchi il nemico in forze e interrompa le sue comunicazioni con Metz grazie al movimento sui fianchi della riserva di cavalleria al completo. Se il piano ha successo, e i tedeschi vincono la prima grande battaglia, lesercito francese rischia non solo di doversi ritirare dalla sua base pi vicina Metz e la Mosella ma anche di essere spinto a una posizione in cui tra s e Parigi vi sarebbero i tedeschi. I tedeschi, le cui comunicazioni tra Coblenza e Colonia sono perfettamente sicure, possono correre il rischio di una sconfitta in questa posizione, essa non avrebbe per essi delle conseguenze cos disastrose. Si tratta pur sempre di un piano audace, e potrebbe essere estremamente difficile portare al sicuro unarmata sconfitta, specialmente lala destra, attraverso gli stretti passaggi della Mosella e dei suoi affluenti. Molti uomini e larga parte dellartiglieria sarebbero, senza dubbio, perduti o fatti progionieri e la ricostituzione dellarmata al riparo delle fortezze del Reno potrebbe richiedere molto tempo. Adottare un piano del genere sarebbe una follia, a meno che il generale Moltke non fosse perfettamente sicuro di avere al suo comando
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Federico Guglielmo. Cio Helmuth Karl Bernhard Moltke.

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una forza cos schiacciante da rendere la vittoria indubitabile, e se, inoltre, non sapesse che i francesi non sono in una posizione tale da piombare sulle sue truppe mentre stanno ancora convergendo da tutti i lati verso il punto scelto per la prima battaglia. Sapremo molto presto forse gi oggi se le cose stanno davvero cos. Nel frattempo, bene ricordare che non si pu mai contare sulla realizzazione piena e conforme alle aspettative di questi piani strategici. Da una parte o dallaltra, c sempre qualche ostacolo che interviene; le truppe non arrivano nellesatto momento in cui servono, il nemico fa delle mosse inaspettate, o ha preso delle precauzioni inaspettate; e infine, il combattimento duro e tenace, o il buon senso del generale, spesso libera lesercito sconfitto dalle peggiori conseguenze che una sconfitta possa avere: la perdita di contatti con la propria base.
Scritto non pi tardi del 31 luglio 1870

Note sulla guerra IV


[The Pall Mall Gazette, n. 1710, 6 agosto 1870]

Il 28 luglio limperatore ha raggiunto Metz, e dal giorno seguente ha assunto il comando dellArmata del Reno. Conformemente alle tradizioni napoleoniche, questa data dovrebbe contrassegnare linizio delle operazioni attive; ma passata una settimana, e ancora non si ha notizia che lArmata del Reno nel suo insieme si sia mossa. Il 30, la modesta forza prussiana a Saarbrcken stata in grado di respingere una ricognizione francese. Il 2 agosto, la seconda divisione (Generale Bataille) del 2 Corpo darmata (Generale Frossard) ha conquistato le alture a sud di Saarbrcken e ha fatto uscire il nemico bombardando la citt, ma senza tentare di passare il fiume o di prendere dassalto le alture che, a nord, dominano la citt. Perci, la linea della Saar non stata forzata da questo attacco. Da allora, non abbiamo ricevuto pi notizie di unavanzata francese, e finora il vantaggio guadagnato in seguito ai fatti del 2 agosto quasi nil 1.
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Nulla.

Note sulla guerra

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Ora, si pu difficilmente dubitare che, quando limperatore ha lasciato Parigi per Metz, la sua intenzione fosse di attraversare subito la frontiera. Se lavesse fatto sarebbe stato in grado di disturbare in modo sostanziale i preparativi dei nemici. Il 29 e il 30 luglio le armate tedesche erano ancora ben lungi dallessersi concentrate. I tedeschi del sud stavano ancora convergendo, in ferrovia o a piedi, verso i ponti del Reno. File interminabili della cavalleria di riserva prussiana stavano passando per Coblenza e Ehrenbreitstein, marciando verso sud. Il 7 Corpo darmata si trovava tra Aix-la-Chapelle e Treviri, distante da tutte le ferrovie. Il 10 Corpo darmata stava lasciando Hannover, e le Guardie stavano partendo in treno da Berlino. Una decisa avanzata in quel momento avrebbe quasi sicuramente fatto arrivare i francesi ai forti esterni di Magonza, e avrebbe loro assicurato dei considerevoli vantaggi sulle colonne tedesche in ritirata: forse avrebbe anche permesso loro di gettare un ponte sul Reno e di proteggerlo con una testa di ponte sulla riva destra. In ogni caso, la guerra sarebbe stata portata entro il territorio nemico, e leffetto morale sulle truppe francesi sarebbe stato eccellente. Perch mai, allora, questo movimento in avanti non c stato? Per la buona ragione che, se anche i soldati francesi erano pronti, la loro intendenza non lo era. Non necessario basarsi sulle voci di parte tedesca, abbiamo la testimonianza del capitano Jeannerod[34], un vecchio ufficiale francese, oggi corrispondente di guerra per il Temps. Egli afferma con chiarezza che la distribuzione dei rifornimenti per la campagna cominciata solo il 1 agosto, che le truppe erano a corto di borracce, pentole ed altri utensili da campo, che la carne era putrida e il pane spesso ammuffito. Si dir, temo, che per ora lesercito del Secondo Impero stato battuto dal Secondo Impero stesso. Sotto un rgime1 che deve compensare i suoi sostenitori con tutti i soliti vecchi mezzi di corruzione, ormai noti, non ci si pu aspettare che questo modo di procedere si fermi allintendenza dellesercito. Questa guerra, stando allammissione del signor Rouher, era stata preparata da tempo; laccumulazione delle scorte di magazzino, in particolare degli equipaggiamenti, era evidentemente una delle parti pi semplici della preparazione, eppure proprio qui si sono verificate delle irregolarit tali da causare quasi una settimana di ritardo nel periodo pi critico della campagna.
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Regime.

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Ora, questo ritardo di una settimana ha fatto tutta la differenza a favore dei tedeschi: ha dato loro il tempo per portare le truppe al fronte e ammassarle nella posizione da loro scelta. I nostri lettori sanno della nostra ipotesi che linsieme delle forze tedesche siano, in questo momento, concentrate sulla riva sinistra del Reno, pi o meno di fronte allarmata francese. Tutti i rapporti pubblici e privati ricevuti da marted, quando abbiamo fornito al Times1 lunica opinione che abbia mai avuto sullargomento e che questa mattina esso si attribuisce[35], tendono a confermarlo. Le tre armate di Steinmetz, del principe Federico Carlo e del principe della Corona, rappresentano un totale di tredici Corpi darmata, o quanto meno 430.000-450.000 uomini. Il totale delle forze che gli si oppongono non pu superare, anche ad essere generosi, 330.000-350.000 soldati ben addestrati. Se fossero di pi, si tratterebbe di battaglioni non addestrati e di recente formazione. Ma le forze tedesche sono ben lungi dal rappresentare la potenza totale della Germania: solo per quanto riguarda le truppe di prima linea vi sono tre Corpi darmata (il 1, il 6 e l11) non inclusi nella nostra stima. Dove possano essere, non lo sappiamo. Sappiamo che hanno lasciato le loro guarnigioni e abbiamo seguito le tracce dellundicesimo Corpo darmata sulla riva sinistra del Reno e nel Palatinato Bavarese. Sappiamo anche con certezza che ad Hannover, Brema e dintorni, non vi sono altre truppe che di Landwehr2. Questo ci porterebbe alla conclusione che almeno la maggior parte di questi Corpi darmata sia stata spedita al fronte e, in tal caso, la superiorit numerica dei tedeschi si accrescer da circa 40.000 uomini a 60.000. Non ci stupiremmo se anche un paio di divisioni di Landwehr fossero state mandate a occupare i campi sulla Saar; ci sono 210.000 uomini della Landwehr che ora sono completamente pronti, e 180.000 uomini del quarto battaglione di fanteria ecc. quasi pronti, e alcuni di questi potrebbero essere tenuti in serbo per la prima carica decisiva. Non ammissibile supporre che questi uomini esistano solo sulla carta. La mobilitazione del 1866 qui a dimostrare proprio lopposto e lattuale mobilitazione ha dimostrato ulteriormente che ci sono pi uomini addestrati e pronti a marciare di quanto ce ne sia bisogno. I numeri sembrano incredibili, ma ugualmente non esauriscono la potenza militare della Germania. Alla fine di questa settimana, quindi, limperatore3 si trover faccia a faccia con una forza numericamente superiore. E se la scorsa settimana
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Cfr. qui sopra, pp x-x (inizio Nota sulla guerra III). Milizia territoriale. 3 Napoleone III.

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egli aveva intenzione di avanzare, ma non ne era in grado, oggi non pu farlo, n lo vuole. Che egli non sia ignaro della forza dei suoi avversari, sottinteso nei rapporti che vengono da Parigi, secondo cui 250.000 prussiani sarebbero ammassati tra Saarlouis e Neuenkirchen. Che cosa ci sia tra Neuenkirchen e Kaiserslautern tali rapporti non lo dicono. dunque possibile che linattivit dellesercito francese fino a gioved sia stata in parte causata da un cambiamento del piano di battaglia e che i francesi intendano restare sulla difensiva, anzich attaccare, e trarre vantaggio dallaumento di potenza che i fucili a retrocarica e lartiglieria a canna rigata consentono ad un esercito in attesa di un attacco in una posizione trincerata. Ma se questa fosse la decisione presa, sarebbe, per i francesi, un inizio deludente della campagna. Sacrificare mezza Lorena e Alsazia senza una regolare battaglia campale e dubitiamo che un esercito cos grande possa trovare una buona posizione pi prossima alla frontiera che nei dintorni di Metz sarebbe una grave decisione per limperatore. Contro una tale mossa dei francesi, i tedeschi potrebbero sviluppare il piano spiegato prima. Essi potrebbero tentare di invischiare gli avversari in una grande battaglia prima che Metz fosse raggiunta e potrebbero spingersi in avanti tra Saarlouis e Metz. In ogni caso essi potrebbero tentare di aggirare le posizioni trincerate francesi e di interrompere le loro comunicazioni con le retrovie. Un esercito di 300.000 uomini necessita di una grande quantit di vettovaglie e non potrebbe permettersi linterruzione della catena dei rifornimenti nemmeno per pochi giorni: sarebbe costretto ad uscire e a combattere allo scoperto, e cos il vantaggio della sua posizione si perderebbe. Qualunque scelta venga fatta, possiamo essere certi che qualcosa deve essere fatto presto. Tre quarti di milione di uomini non possono restare concentrati in uno spazio di cinquanta miglia quadrate per troppo tempo. Limpossibilit di sfamare una tale massa di uomini costringer luna o laltra parte a muoversi. In conclusione: ripetiamo che partiamo dalla supposizione che sia i francesi che i tedeschi abbiano richiamato al fronte ogni uomo disponibile per la prima grande battaglia. In questo caso, la nostra opinione, al momento, che i tedeschi disporranno di una superiorit numerica sufficiente per assicurarsi la vittoria, salvo gravi errori da parte loro. Questa supposizione confermata da tutti i rapporti pubblici e privati, ma evidente che tutto ci non equivale ad una certezza assoluta: dobbiamo trar-

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re le conclusioni da indizi che possono essere ingannevoli. Anche nel momento in cui stiamo scrivendo, non sappiamo quali disposizioni possono essere prese, ed impossibile prevedere quali errori grossolani o quali colpi di genio potranno venire dai comandanti di entrambe le parti. Le nostre ultime osservazioni, oggi, riguarderanno lassalto tedesco alle linee di Wissembourg in Alsazia[36]. Le truppe coinvolte appartenevano al 5 e all11 Corpo darmata prussiano e al 2 Corpo darmata bavarese. Abbiamo, cos, diretta conferma non solo che l11 Corpo darmata, ma anche le principali forze del principe ereditario sono nel Palatinato. Il reggimento menzionato nel rapporto[37] come Guardie granatieri del Re il 7 o 2 reggimento di granatieri della Prussia occidentale e, come il 58 reggimento, appartiene al 5 Corpo darmata. Il sistema prussiano consiste nellimpiegare sempre un intero Corpo darmata prima che le truppe di un altro Corpo darmata siano fatte intervenire. Ora, qui vengono impiegate truppe di tre Corpi darmata prussiani e bavaresi per un compito che anche un solo corpo avrebbe potuto svolgere. come se la presenza di tre Corpi darmata volesse dare ai francesi limpressione di una minaccia allAlsazia. Daltra parte, un attacco sopra la valle del Reno sarebbe fermato da Strasburgo, e una marcia sul fianco attraverso i Vosgi troverebbe i passi bloccati da Bitche, Phalsbourge e Petite Pierre, piccole fortezze sufficienti a bloccare le strade principali. Riteniamo che, mentre tre o quattro brigate dei tre Corpi darmata tedeschi attaccavano Wissembourg, il grosso di questi Corpi darmata stesse marciando da Landau e Pirmasens verso Zweibrcken, mentre, in caso di successo dei primi, un paio di divisioni di MacMahon si sarebbero mosse in direzione opposta verso il Reno. Qui esse sarebbero del tutto inoffensive, poich uninvasione del Palatinato dalla pianura sarebbe fermata da Landau e Germersheim. La faccenda di Wissembourg stata evidentemente condotta con superiorit numerica tale da rendere il successo quasi certo. Il suo effetto morale, in quanto primo serio combattimento, deve necessariamente essere grande, specialmente perch lassalto a una posizione trincerata sempre stato considerato difficile. Il fatto che i tedeschi abbiano stanato i francesi dalle trincee a colpi di baionetta, nonostante lartiglieria a canna rigata, mitragliere e chassepts[38], avr conseguenze su entrambi gli eserciti. senza dubbio la prima volta che le baionette prevalgono sui fucili a retrocarica, e per questo motivo lazione rester memorabile.

Note sulla guerra

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Proprio a causa di ci i piani di Napoleone ne saranno sconvolti. una notizia che non pu essere data allesercito francese neanche in forma molto attenuata, a meno che non si accompagni allannuncio di successi in altre regioni, ma non possibile tenerla segreta per pi di dodici ore al massimo. Ci possiamo aspettare, quindi, che limperatore metter in movimento le sue colonne in cerca di vittorie, e ci sarebbe da stupirsi se non avessimo presto dei rapporti sulle vittorie francesi. Ma, nello stesso tempo, i tedeschi, con ogni probabilit, si muoveranno a loro volta, e accadr che le avanguardie delle colonne avversarie verranno a contatto in pi di un luogo. Oggi, o al pi tardi domani, dovrebbe verificarsi il primo scontro generale.
Scritto non pi tardi del 5 agosto 1870.

Le vittorie prussiane
[The Pall Mall Gazette, n. 1711, 8 agosto 1870]

La rapida azione della 3a Armata tedesca getta sempre pi luce sui piani di Moltke. La concentrazione di questa armata nel Palatinato deve essere avvenuta attraverso i ponti di Mannheim e Gemersheim, forse anche attraverso i ponti di barche intermedi. Prima di impadronirsi delle strade che attraversano lo Hardt da Landau e Neustadt verso occidente, le truppe ammassate nella valle del Reno erano pronte ad un attacco sullala destra francese. Un tale attacco, con la superiore forza a disposizione, e con Landau vicino alla retroguardia, era perfettamente sicuro e avrebbe prodotto notevoli risultati. Se i tedeschi fossero riusciti ad allontanare dal corpo principale una parte considerevole delle truppe francesi, e a trascinarle nella valle del Reno, per poi sbaragliarle e spingerle su per la valle verso Strasburgo, queste forze sarebbero state fuori gioco per la battaglia principale, mentre la 3a Armata tedesca, essendo cos prossima al corpo principale dei francesi, sarebbe ancora stata in condizioni di prendervi parte. In ogni caso, un attacco sulla loro destra trarrebbe in inganno i francesi se, come continuiamo a credere, nonostante lopinione contraria di una folla di fanfaroni militari e civili, i tedeschi avessero lintenzione di portare lattacco principale sulla sinistra dei francesi stessi.

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Il successo dellimprovviso attacco su Wissembourg dimostra che i tedeschi possedevano delle informazioni sulle posizioni dei francesi che incoraggiavano una tale manovra. I francesi, nella loro ansia di revanche1, si sono gettati nella trappola a capofitto. Il maresciallo MacMahon ha concentrato immediatamente i suoi Corpi darmata in direzione di Wissembourg, e viene riportato che il completamento di questa manovra richiedesse due giorni[39]. Ma non era probabile che il principe ereditario2 gli concedesse tutto questo tempo. Egli ha sfruttato subito il vantaggio e lo ha attaccato sabato nei pressi di Woerth sulla Sauer, a circa quindici miglia a sud est di Wissembourg[40]. MacMahon valutava solida la sua posizione. Nondimeno, alle cinque del pomeriggio ne veniva scalzato e il principe ereditario suppose che egli fosse in piena ritirata su Bitche. Avrebbe in questo modo evitato di essere sospinto su Strasburgo, lontano dal suo centro, e avrebbe mantenuto le comunicazioni con il grosso dellesercito. Da successivi telegrammi francesi, tuttavia, risulta che in realt egli si ritirato verso Nancy e che il suo quartiere generale si trova attualmente a Saverne[41]. I due Corpi darmata francesi inviati per resistere allavanzata tedesca consistevano di sette divisioni di fanteria, delle quali, secondo noi, n sono state impiegate almeno cinque. possibile che nel corso degli scontri siano successivamente entrate tutte in linea, senza riuscire tuttavia a ristabilire lequilibrio, cos come non ci erano riuscite le divisioni austriache presentatesi sul campo di battaglia di Magenta[42]. Possiamo comunque presumere senzaltro che da un quinto a un quarto della potenza complessiva francese abbia qui subito una disfatta. Le truppe della parte avversa erano con ogni probabilit le stesse le cui avanguardie avevano preso Wissembourg il 2 Corpo darmata bavarese e il 5 e l11 Corpo darmata della Germania del Nord. Di questi, il 5 consiste di due reggimenti della Posnania, cinque della Slesia e uno della Westfalia, mentre l11 formato di uno della Pomerania, quattro dellHesse-Kassel e Nassau e tre della Turingia cosicch sono state impegnate truppe provenienti dalle pi diverse parti della Germania. Ci che maggiormente ci sorprende, in questo fatto darmi, il ruolo strategico e tattico giocato da ciascun esercito. lesatto contrario di
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Rivincita. Federico Guglielmo.

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ci che da tradizione avremmo potuto aspettarci. I tedeschi attaccano, i francesi si difendono. I tedeschi agiscono con rapidit e in grandi masse, manovrandole con facilit; i francesi ammettono che, dopo un concentramento di quindici giorni, hanno ancora le loro truppe talmente disperse da aver bisogno di due giorni per riunire due Corpi darmata. Di conseguenza sono stati battuti in scontri separati. A giudicare da come manovrano le loro truppe, potrebbero essere presi per austriaci. Come si deve spiegare ci? Semplicemente con le esigenze del Secondo Impero. La stangata di Wissembourg bastata a sollevare tutta quanta Parigi e, senza dubbio, a turbare anche la serenit dellesercito. Ci doveva essere una revanche 1 : per ottenerla stato immediatamente spedito MacMahon con due Corpi darmata; palesemente un falso movimento, ma, non importa, doveva essere compiuto ed stato compiuto, con i risultati che abbiamo visto. Se il maresciallo MacMahon non riceve rinforzi che gli permettano di fronteggiare nuovamente il principe ereditario, questultimo, con una marcia di una quindicina di miglia verso sud, pu impadronirsi della linea ferroviaria Strasburgo-Nancy e avanzare su Nancy, aggirando, con questa mossa, qualsiasi linea che i francesi sperassero di tenere davanti a Metz. senza dubbio il timore di ci che spinge i francesi ad abbandonare il distretto della Sarre. In alternativa, lasciando linseguimento di MacMahon alla sua avanguardia, il principe ereditario potrebbe sfilare alla sua destra, a ridosso delle colline verso Pirmasens e Zweibrcken, per ricongiungersi con la sinistra del principe Federico Carlo, che nel frattempo rimasto da qualche parte tra Magonza e Saarbrcken, malgrado i francesi si ostinassero a spingerlo verso Treviri. Non possiamo stabilire quale effetto avr sulla sua marcia la sconfitta del generale Frossard a Forbach[43], seguita ieri, a quanto sembra, dallavanzata dei prussiani su Saint-Avold. Se al Secondo Impero occorreva a ogni costo una vittoria dopo Wissembourg, adesso, dopo Woerth e Forbach, ne ha un bisogno ancora pi estremo. Se Wissembourg riuscita a sconvolgere tutti i precedenti piani sullala destra, le battaglie di sabato sconvolgono necessariamente tutti i progetti preparati per lintero esercito. Lesercito francese ha perso ogni capacit di iniziativa. I suoi movimenti sono dettati pi da necessit politiche che da esigenze militari. Ci sono almeno 300.000 uomini in vista del nemico. Se i loro movimenti devono essere governati non da ci che
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Rivincita.

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Friedrich Engels

avviene nel campo nemico, ma da quel che succede o pu succedere a Parigi, possono gi considerarsi battuti a met. Nessuno pu, beninteso, prevedere con certezza lesito della battaglia che ora imminente; possiamo tuttavia affermare che unaltra settimana di scelte strategiche, come quelle mostrate da Napoleone III da gioved1 in poi, basta da sola a distruggere il migliore e pi grande esercito del mondo. Limpressione che si ricava dai rapporti prussiani su queste battaglie[44] pu solo essere rafforzata dai telegrammi dellimperatore Napoleone. Sabato a mezzanotte ha spedito un nudo resoconto dei fatti: Il maresciallo MacMahon ha perso una battaglia. Il generale Frossard stato costretto a indietreggiare[45]. Tre ore pi tardi giungeva la notizia che le sue comunicazioni con il maresciallo MacMahon erano interrotte[46]. Alle sei di domenica mattina veniva virtualmente riconosciuta la gravit della sconfitta del generale Frossard, con lammissione che egli era stato respinto molto a ovest, lontano sia da Saarbrcken che da Forbach, e limpossibilit di bloccare immediatamente lavanzata prussiana con lannuncio che le truppe, che si erano ritrovate divise, sono state concentrate a Metz[47]. Il telegramma successivo di ardua interpretazione. La ritirata si compir in buon ordine[48]. Quale ritirata? Non del maresciallo MacMahon, poich le comunicazioni con lui erano ancora interrotte. Non del generale Frossard poich la nota prosegue affermando che Non abbiamo ricevuto notizie dal generale Frossard. E se alle otto e venticinque del mattino limperatore non poteva parlare che al futuro di una ritirata da effettuarsi con truppe di cui non conosceva la posizione, che valore pu essere accordato al telegramma di otto ore prima, nel quale si dice, con il verbo coniugato al presente, che la ritirata si compie in buon ordine? Questi ultimi messaggi sono, nel loro insieme, un prolungamento della nota Tout peut se rtablir2 del primo. Le vittorie dei prussiani erano troppo serie per permettere la tattica che limperatore avrebbe istintivamente adottato. Egli non poteva arrischiare di nascondere la verit, nella speranza di poterne cancellare le conseguenze con lannuncio simultaneo di unaltra e successiva battaglia dal diverso esito. Era impossibile risparmiare lorgoglio del popolo francese nascondendo la sconfitta di due armate, e quindi non gli rimaneva altra risorsa che affi1 2

4 agosto. Tutto pu sistemarsi.

Note sulla guerra

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darsi al desiderio appassionato di arginare i danni che gi altre volte le notizie di disastri simili hanno prodotto nei cuori francesi. Non v dubbio che i telegrammi privati abbozzavano, a beneficio dellimperatrice1 e dei ministri, la linea da tenere nelle dichiarazioni pubbliche, e molto probabilmente il testo dei rispettivi proclami stato fornito da Metz. In entrambi i casi ci par di capire che, quali che siano gli umori del popolo francese, coloro che sono investiti dellautorit, dallimperatore in gi, sono profondamente demoralizzati, cosa di per s, quanto mai significativa. Parigi stata dichiarata in stato dassedio[49] segnale inequivocabile delle conseguenze di unaltra vittoria prussiana, e il proclama ministeriale si conclude cos: Combattiamo con vigore e il paese sar salvo[50]. Salvo, si potrebbero forse chiedere i francesi, ma da che cosa? Da uninvasione tedesca, compiuta per distogliere i francesi da uninvasione della Germania. Se i prussiani fossero stati sconfitti e una simile esortazione fosse giunta da Berlino, il suo significato sarebbe stato chiarissimo, poich ogni nuova vittoria dellesercito francese avrebbe significato nuove annessioni alla Francia di territorio tedesco. Ma se il governo prussiano fosse avveduto, comprenderebbe che la sconfitta francese significa solo che il tentativo di impedire alla Prussia di perseguire indisturbata la sua politica in Germania fallito. Ci riesce difficile, inoltre, credere che la leva en masse2, sulla quale, a quanto si dice, i ministri francesi starebbero deliberando[51], abbia lo scopo di riproporre una guerra offensiva.
Scritto l8 agosto 1870.

Note sulla guerra V


[The Pall Mall Gazette, n. 1712, 9 agosto 1870]

Sabato 6 agosto stato il giorno critico della prima fase della campagna. I primi dispacci da parte tedesca hanno, nella loro estrema modestia, pi dissimulato che messo in luce limportanza dei risultati ottenuti quel
1 Eugenia Maria de Montijo de Guzman, imperatrice dei francesi, moglie di Napoleone III. 2 In massa.

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giorno[52]. solo attraverso gli ultimi e pi completi resoconti, nonch da alcune ammissioni, piuttosto goffe, contenute nei rapporti francesi[53], che noi siamo in grado di giudicare il totale cambiamento della situazione militare verificatosi sabato. Mentre MacMahon veniva battuto sul versante orientale dei Vosgi, le tre divisioni di Frossard, e infine un reggimento di Bazaine, il 69, in tutto 42 battaglioni, venivano respinti dalle colline a sud di Saarbrcken e pi su oltre Forbach dalla divisione del 7 Corpo darmata (Westfalia) di Kameke, e dalle due divisioni di Barnekow e Stlpnagel, e dall8 Corpo darmata (renano), in tutto 37 battaglioni. Poich i battaglioni tedeschi sono pi numerosi, la quantit di uomini coinvolta sembra essere stata pressoch uguale, ma i francesi avevano il vantaggio della posizione. Alla sinistra di Frossard cerano sette divisioni di fanteria di Bazaine e Ladmirault, e alle sue spalle le due divisioni della Guardia. Fatta eccezione per un reggimento, come affermato sopra, non un uomo di queste divisioni si visto a sostegno dello sfortunato Frossard. Questi ha dovuto retrocedere dopo una dura sconfitta, e al momento in piena ritirata su Metz; lo stesso vale per Bazaine, per Ladmirault e per le Guardie. I tedeschi li stanno inseguendo e domenica1 erano a St. Avold, con tutta la Lorena fino a Metz spalancata davanti a loro. Nel frattempo, MacMahon, De Failly e Canrobert sono in ritirata non su Bitche, come affermato in precedenza, ma su Nancy e sabato i quartieri generali di MacMahon erano a Saverne. Tuttavia questi tre Corpi darmata non soltanto sono stati battuti, ma anche respinti in direzioni divergenti rispetto alla linea di ritirata del resto dellArmata. Il vantaggio strategico, scopo dellattacco del principe ereditario, da noi2 illustrato ieri, sembra dunque almeno in parte raggiunto. Mentre limperatore si ritira ad ovest, MacMahon si spinge ancora pi a sud, e avr a mala pena raggiunto Lunville quando gli altri quattro Corpi darmata si saranno ammassati al riparo di Metz. Tuttavia tra Sarreguemines e Lunville vi sono solo poche miglia in pi che tra Saverne e Lunville. E non c da aspettarsi che, mentre Steinmetz insegue limperatore e il principe della Corona tenta di bloccare MacMahon nella gola dei Vosgi, il principe Federico Carlo, che sabato era a Blieskastel, con la sua avanguardia nei pressi di Sarreguemines, se ne stia l con cal1 2

7 agosto 1870. Cfr. qui sopra p. x.

Note sulla guerra

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ma a guardare. Tutta quanta la Lorena del Nord un ottimo terreno per la cavalleria, e Lunville, in tempo di pace, sempre stata il quartier generale di gran parte della cavalleria francese di stanza nei dintorni. Con una tale superiorit, quantitativa e qualitativa, della cavalleria da parte dei tedeschi, difficile pensare che essi non lanceranno subito grandi contingenti verso Lunville, allo scopo di intercettare le comunicazioni tra MacMahon e limperatore, distruggere i ponti ferroviari sulla linea Strasburgo-Nancy e, se possibile, i ponti sulla Meurthe. anche possibile che riescano a frapporre un corpo di fanteria tra i due corpi separati dellArmata francese, a spingere MacMahon a ritirarsi ancora pi a sud e a prendere una strada ancora pi tortuosa per ristabilire i collegamenti col resto dellArmata. Che qualche cosa del genere sia gi stato fatto appare chiaro dalla confessione dellimperatore secondo cui le sue comunicazioni con MacMahon sabato si erano interrotte[46]; e il timore di conseguenze ancora pi serie si manifesta in tono sinistro nel rapporto che contempla un trasferimento a Chlons del quartier generale francese[39]. Quattro degli otto Corpi dellArmata francese, quindi, sono stati pi o meno completamente sbaragliati, e sempre in combattimenti distinti, mentre non si sa quasi niente di uno di questi, il 7 (Flix Douay). La strategia che ha reso possibile degli errori cos grossolani degna degli austriaci nei loro tempi peggiori. Pi che Napoleone ci ricordano Beaulieu, Mack, Gyulay, e i loro simili. Immaginatevi Frossard che combatte a Forbach per un giorno intero, mentre alla sua sinistra, a non pi di dieci miglia dalla linea della Saar, sette divisioni se ne stanno a guardare! Sarebbe da irresponsabili, a meno che non si supponga che le fronteggino truppe tedesche sufficienti ad impedire che esse vengano in appoggio a Frossard o che lo assistano in un attacco indipendente. questa lunica possibile scusante di tutto ci ed ammissibile solo se, come abbiamo gi detto, i tedeschi avessero avuto intenzione di portare lattacco decisivo con la loro estrema destra. Limprovvisa ritirata su Metz conferma ancora questipotesi: assomiglia stranamente ad un tempestivo tentativo di allontanarsi da una posizione in cui le comunicazioni con Metz erano gi minacciate. Non ci noto quali truppe tedesche possano aver affrontato, o forse accerchiato, Ladmirault e Bazaine; tuttavia non dobbiamo dimenticare che sono state impiegate solo tre delle sette o pi divisioni di Steinmetz.

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Nel frattempo, ha fatto il suo ingresso un altro Corpo darmata della Germania settentrionale il 6 o dell Alta Slesia. Gioved scorso1 esso passato per Colonia, e adesso sar con Steinmetz o forse con Federico Carlo, che il Times nello stesso numero in cui si pubblica il telegramma che comunica il suo trasferimento da Amburgo a Blieskastel [54] insiste a collocare sullestrema destra, a Trves[55]. La superiorit dei tedeschi quanto ai numeri, al morale e alla posizione strategica, adesso deve essere tale da consentire loro di fare impunemente, per un po di tempo, tutto quello che vogliono. Se limperatore intende riunire i suoi Corpi darmata nel campo trincerato a Metz e non gli rimane che la scelta tra questo e unininterrotta ritirata su Parigi ci non sufficiente per fermare lavanzata dei tedeschi pi di quanto il tentativo di Benedek di radunare la sua armata sotto il rifugio di Olmtz abbia arrestato lavanzata prussiana su Vienna nel 1866[56]. Benedek! Che paragone per il conquistatore di Magenta e Solferino! Eppure, adesso pi appropriato di ogni altro. Come Benedek, limperatore aveva le sue truppe ammassate in una posizione da cui poteva muoversi in ogni direzione, e questo due settimane prima che il nemico si radunasse. Come Benedek, Luigi Napoleone riuscito a farsi battere corpo dopo corpo dalla superiorit numerica del nemico o dalla sua superiore capacit di comando. Ma, purtroppo, il paragone si ferma qui. Benedek, dopo una settimana di sconfitte giornaliere, aveva ancora una forza sufficiente per lo sforzo supremo di Sadowa. A quanto sembra, Napoleone, ha delle truppe disperse e quasi senza speranza e, dopo due giorni di combattimenti, non pu nemmeno permettersi di tentare una controffensiva generale. Supponiamo che si rinuncer alla progettata spedizione di truppe verso il Baltico, se mai si trattato di qualcosa di pi di una finta. Sulla frontiera orientale ci sar bisogno di tutti i battaglioni. Dei 376 battaglioni dellesercito francese, 300 erano nei sei corpi di fanteria e in uno delle Guardie, che noi sappiamo essersi fermate tra Metz e Strasburgo. Il 7 Corpo di fanteria (Douay) potrebbe essere stato spedito sul Baltico oppure riunito allesercito principale, che conterebbe cos quaranta battaglioni in pi. Il resto, trentasei battaglioni, a malapena bastato per lAlgeria e per diversi altri compiti interni. Quali altre risorse possono fare da rinforzo allimperatore? I 100 quarti battaglioni tuttora in formazione e la Gar1

4 agosto 1870.

Note sulla guerra

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de mobile[26]. Ma entrambi, i primi in gran parte, i secondi completamente, sono composti di reclute inesperte. In quanto tempo i quarti battaglioni possano essere pronti a marciare non si sa, ma dovranno farlo che siano pronti o no. Cosa sia al momento la Garde mobile si visto la settimana scorsa sui campi di Chlons[57]. Senza dubbio essi annoverano elementi che possono diventare dei buoni soldati, ma non lo sono ancora: non sono ancora truppe adatte a resistere allo scontro con uomini che stanno abituandosi a sostenere il fuoco delle mitragliere. Daltra parte, in circa dieci giorni, i tedeschi avranno da 190.000 a 200.000 uomini dei quarti battaglioni ecc., su cui contare il fior fiore del loro esercito, oltre che un numero pressoch uguale di Landwehr1, perfettamente idoneo per il proprio dovere sul fronte.
Scritto il 9 agosto 1870.

Note sulla guerra VI


[The Pall Mall Gazette, n. 1714, 11 agosto 1870]

Non c alcun dubbio, adesso, che raramente stata iniziata una guerra con un tale disprezzo delle elementari regole della prudenza quanto la napoleonica passeggiata militare su Berlino[58]. Una guerra per il Reno era lultima e pi importante carta di Napoleone; ma, nello stesso tempo, il suo fallimento implicava la caduta del Secondo Impero. In Germania lo si ben capito. Lattesa costante di una guerra francese fu una delle principali considerazioni che spinse moltissimi tedeschi ad aderire ai cambiamenti verificatisi nel 1866. Se da un lato la Germania fu smembrata, dallaltro fu rinforzata; lorganizzazione militare della Germania del Nord dava ben maggiori garanzie di sicurezza della pi ampia, ma sonnacchiosa e vecchia Confederazione[59]. Questa nuova organizzazione militare prevedeva di schierare sotto le armi, inquadrati in battaglioni, squadroni e batterie, 552.000 uomini di fanteria e 205.000 della Landwehr2 in undici giorni e, dopo altre due o tre settimane, ancora 187.000 uomini della riser1 2

Milizia territoriale. Milizia territoriale.

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va (Ersatztruppen), perfettamente pronti a entrare in battaglia. Su questo non vi era alcun mistero. Lintero piano, che mostrava la distribuzione di questa forza fra i diversi corpi, i distretti dai quali sarebbe stato arruolato ciascun battaglione ecc., era stato pi volte reso noto. Di pi, la mobilitazione del 1866 aveva dimostrato che questa organizzazione non esisteva solo sulla carta. Ogni uomo era debitamente registrato e si sapeva bene che nellufficio di ogni comando distrettuale della Landwehr erano pronti gli ordini per il reclutamento di ciascuno, e che si aspettava solo di mettere la data. Per limperatore francese, tuttavia, questo forze enormi esistevano solo sulla carta. Lintera forza che egli ha radunato per aprire la campagna era al massimo di 360.000 uomini per larmata del Reno e dai 30.000 ai 40.000 per la spedizione del Baltico, in tutto 400.000 uomini. Con una tale sproporzione numerica e con il tempo che ci vuole per preparare le nuove formazioni francesi (quarti battaglioni) al combattimento, la sua unica speranza di successo consisteva in un attacco improvviso da mettere in atto mentre i tedeschi erano ancora nel bel mezzo della loro mobilitazione. Abbiamo visto come questa opportunit sia sfumata e anche come sia stata trascurata la seconda opportunit, quella di unavanzata sul Reno; e adesso intendiamo far notare un altro errore grossolano. Lo schieramento dei francesi al momento della dichiarazione di guerra era eccellente. Era evidentemente parte integrante di un piano di battaglia studiato a lungo. Tre Corpi darmata a Thionville, Saint-Avold e Bitche in prima linea, direttamente sulla frontiera; due Corpi darmata a Metz e a Strasburgo in seconda linea; due Corpi darmata di riserva nei pressi di Nancy e un ottavo Corpo darmata a Belfort. Grazie alle ferrovie, tutte queste truppe potevano essere ammassate in pochi giorni per un attacco attraverso la Saar dalla Lorena, oppure attraverso il Reno dallAlsazia, per colpire a nord o a est, secondo necessit. Ma questa disposizione era concepita essenzialmente per un attacco mentre risultava del tutto inadeguata per la difesa. La prima fondamentale condizione per disporre un esercito per la difesa questa: collocare gli avamposti in posizione sufficientemente avanzata rispetto al corpo principale in modo che questultimo possa ricevere la notizia dellattacco nemico in tempo utile a concentrare le proprie truppe, prima che lavversario piombi loro addosso. Se supponiamo che occorra un giorno di marcia per far convergere le ali al centro, lavanguardia dovrebbe essere almeno ad un giorno di marcia dal centro. Ora, in questo caso, i tre Corpi darmata di Frossard, Ladmirault

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e De Failly, e in seguito anche una parte di quello di MacMahon, stavano compatti sulla frontiera, anche se dispiegati su una linea che va da Wissembourg a Sierck allincirca novanta miglia. Ritirare le ali al centro avrebbe richiesto due giorni interi di marcia; anche se si sapeva che i tedeschi si trovavano a poche miglia, non si fece un passo per accorciare la lunghezza del fronte o per spingere le avanguardie a una distanza che garantisse per tempo lavviso di un attacco imminente. C da stupirsi che i diversi Corpi darmata siano stati battuti luno dopo laltro? Vi fu poi lerrore grossolano di piazzare una divisione di MacMahon a est dei Vosgi, a Wissembourg, in una posizione che invitava allattacco con forze superiori. La sconfitta di Douay ha provocato lulteriore sbaglio, da parte di MacMahon, di riprendere la battaglia a est dei Vosgi, separando quindi ancor pi lala destra dal centro e lasciando scoperta la linea di comunicazione con esso. Mentre lala destra (quella di MacMahon e almeno una parte delle truppe di De Failly e Canrobert) veniva schiacciata a Woerth, il centro (Frossard e due divisioni di Bazaine, a quanto oggi risulta) stato seriamente battuto davanti a Saarbrcken[60]. Il resto delle truppe era troppo lontano per portare soccorso. Ladmirault si trovava ancora presso Bouzonville, il resto degli uomini di Bazaine e le Guardie erano presso Boulay, la massa delle truppe di Canrobert era a Nancy, parte di quelle di De Failly era stata completamente persa di vista e Flix Douay, lo scopriamo adesso, il 1 agosto si trovava ad Altkirch, allestremo sud dellAlsazia, a 120 miglia dal campo di battaglia di Woerth, e probabilmente con mezzi approssimativi di trasporto ferroviario. Tutto ci indica solo esitazione, indecisione, irresolutezza, e tutto questo nel momento cruciale della campagna. E quale idea potevano avere i soldati francesi dei loro avversari? Ha fatto benissimo limperatore a dire allultimo momento ai suoi uomini che avrebbero fronteggiato uno dei migliori eserciti dEuropa[61]; ma ci non servito a nulla dopo le lezioni di disprezzo per i prussiani loro propinate per anni. Lo dimostra chiaramente il caso del capitano Jeannerod, del Temps, da noi gi citato, che lasci lesercito solo tre anni fa. Fu fatto prigioniero dai prussiani allepoca dellaffare del battesimo del fuoco e trascorse con loro due giorni, durante i quali vide la maggior parte dell8 Corpo darmata. Si stup di trovare una tale differenza fra lidea che se nera fatta e la realt. Questa la prima impressione di quando venne portato al loro campo:

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Una volta giunti nella foresta ci fu un cambiamento totale. Cerano avamposti sotto gli alberi, battaglioni in massa lungo le strade; non inganniamo il pubblico in modo indegno del nostro paese e della nostra situazione: ho riconosciuto subito le caratteristiche che annunciano un eccellente esercito (une belle et bonne arme) e una nazione potentemente organizzata per la guerra. In che cosa consistevano queste caratteristiche? In ogni cosa. Il comportamento degli uomini, la subordinazione dei loro pi piccoli movimenti a dei capi protetti da una disciplina ben pi rigida della nostra, lallegria degli uni, il contegno serio e determinato degli altri, il patriottismo che la maggior parte di essi dava a vedere, il costante e totale zelo degli ufficiali e, soprattutto, il livello morale che purtroppo dobbiamo invidiare dei sottufficiali; ecco che cosa mi ha prima di tutto colpito, ci che ho sempre avuto sotto gli occhi nei due giorni trascorsi con quellesercito e in quel paese dove cartelli indicatori sistemati a distanza regolare, con i numeri dei battaglioni locali della Landwehr richiamavano alla mente lo sforzo di cui capace il paese in un momento di pericolo o di ambizione[62].

Da parte tedesca le cose stavano diversamente. Le qualit militari della Francia non erano certamente sottovalutate. La concentrazione delle truppe tedesche ha avuto luogo rapidamente, ma con prudenza. Ogni uomo disponibile stato inviato al fronte; e ora che anche il 1 Corpo darmata della Germania del Nord si unito allArmata del principe Federico Carlo a Saarbrucken, certo che ogni uomo, cavallo e arma delle 550.000 truppe di fanteria stata portata al fronte, per unirsi ai tedeschi del sud. E gli effetti di una superiorit cos enorme sono stati ulteriormente accentuati dalla superiorit del comando.
Scritto tra il 9 e l11 agosto 1870.

Note sulla guerra VII


[The Pall Mall Gazette, n. 1716, 13 agosto 1870]

Il pubblico attende da unintera settimana la grande battaglia davanti a Metz che un bollettino francese[63] ha descritto come imminente; e tuttavia nessuno dei nostri critici militari ha ritenuto opportuno spiegare che questa battaglia imminente non che un diversivo creato per distrarre quel mostro

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turbolento che il popolo di Parigi. Una battaglia davanti a Metz! E perch mai i francesi dovrebbero augurarsela? Hanno fatto rifugiare in quella fortezza quattro Corpi darmata; stanno tentando di portarvi alcune delle quattro divisioni di Canrobert; possono sperare che presto giunga loro la notizia che i rimanenti tre Corpi darmata, quelli di MacMahon, De Failly e Douay, hanno raggiunto la Mosella a Nancy e l hanno trovato riparo a ridosso del fiume. Perch dovrebbero cercare una battaglia campale prima ancora di avere riunito lesercito, quando i forti di Metz li proteggono da un attacco? E perch mai i tedeschi dovrebbero rompersi la testa in un attacco senza preparazione a questi stessi forti? Solo quando se tutto lesercito francese fosse riunito sotto i bastioni di Metz, i francesi potrebbero fare una sortita a est della Mosella e offrire battaglia davanti alla loro piazzaforte, ma non prima. Tutto ci non ancora avvenuto ed dubbio che possa mai avvenire. Domenica scorsa1, MacMahon stato costretto ad abbandonare Saverne, che la stessa notte stata occupata dai tedeschi. Egli aveva con s quel che rimaneva dei suoi Corpi darmata e di una divisione (ConseilDumesnil) del Corpo darmata di Douay, oltre a una divisione di De Failly che aveva coperto la sua ritirata. Quella stessa sera la 1a e la 2a armata tedesche hanno superato Forbach e sono giunte nei pressi di Saint-Avold. Entrambe questi luoghi sono pi vicini a Nancy di Saverne e sono considerevolmente pi vicini di Saverne a Pont--Mousson e Dieulouard, localit sulla Mosella situate fra Nancy e Metz. Adesso che i tedeschi devono, al pi presto, assicurarsi o costruire un passaggio su questo fiume, e farlo sopra Metz (per svariate e evidenti ragioni), adesso che sono pi vicini al fiume di MacMahon, e quindi, affrettandosi, potrebbero impedirne il congiungimento con Bazaine; adesso, che hanno truppe pi che sufficienti non evidente che tenteranno qualcosa del genere? La loro cavalleria, come abbiamo previsto, sta gi scorrazzando per tutta la Lorena settentrionale2 e dovrebbe essere gi entrata in contatto con lala destra di MacMahon; mercoled essa aveva oltrepassato Gros-Tenquin, che si trova a sole venticinque miglia dalla strada che collega Nancy a Saverne. I tedeschi sapranno, quindi, perfettamente dove egli si trova ed agiranno di conseguenza, e presto dovremo sapere in quale punto fra Nancy (o piuttosto Frouard) e Metz hanno attraversato la Mosella.
1 2

7 agosto. Cfr. qui sopra, p. x.

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Questa la ragione per cui da sabato non abbiamo notizie di nessun combattimento. Al momento tutto il lavoro lo fanno le gambe dei soldati; in atto una gara fra MacMahon e Federico Carlo per vedere chi dei due attraverser per primo il fiume. E se Federico Carlo vincesse la corsa, potremmo aspettarci una sortita francese da Metz, non per dare battaglia sotto i bastioni, ma per difendere il passaggio della Mosella; cosa che, in effetti, si potrebbe fare mediante un attacco sia sulla riva destra che sulla sinistra. I due ponti di barche catturati a Forbach potrebbero essere utilizzati molto presto. Riguardo a De Failly non sappiamo niente di preciso. A onor del vero, in un bollettino da Metz si afferma che egli si riunito allarmata[64]. Ma a quale? Quella di Bazaine o quella di MacMahon? Evidentemente, se c del vero nel bollettino, questultima, perch fra Bazaine e lui cerano, fin da quando si perso, le avanguardie delle colonne tedesche. Le due rimanenti divisioni di Douay che il 4 agosto si trovava ancora sulla frontiera svizzera, vicino a Basilea per il momento devono essere tagliate fuori dal resto dellarmata a causa dellavanzata tedesca verso Strasburgo, e possono riunirsi ad essa solo attraverso Vesoul. Delle truppe di Canrobert ritroviamo, nello stesso tempo, una divisione (Martimprey) a Parigi, schierata non contro i tedeschi, ma contro i repubblicani. I reggimenti 25, 26 e 28, che appartengono a quella divisione, sono stati segnalati fra le truppe impiegate marted a protezione del Corps lgislatif[65]. La parte rimanente dovrebbe ora essere a Metz e portare cos lesercito l presente a 15 divisioni (di fanteria), tre delle quali, tuttavia, sono completamente scompaginate a causa della disfatta di Spicheren. Quanto a Spicheren, inesatto sostenere che, in questo combattimento, i francesi sono stati schiacciati da forze in numero superiore. Disponiamo ora di un rapporto abbastanza completo dei generali Steinmetz[66] e Alvensleben[67], che mostra assai chiaramente quali truppe tedesche hanno partecipato ai combattimenti. Lattacco stato portato dalla 14a divisione, sostenuta dalle nostre vecchie conoscenze, del 40 reggimento in tutto quindici battaglioni. Essi soli, tutta fanteria, hanno combattuto per sei ore contro le tre divisioni, ossia trentanove battaglioni, che Frossard aveva successivamente impegnato. Quando stavano per essere annientati, ma ancora tenevano le alture di Spicheren, prese dassalto allinizio del combattimento, sopraggiunta la 5a divisione del 3 Corpo darmata brandeburghese, e almeno tre dei suoi quattro reggimenti hanno preso parte al combattimento in totale, ventiquattro o ventisette battaglioni tedeschi. Hanno respinto i francesi dal-

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la loro posizione e solo dopo linizio della ritirata lavanguardia della 13a divisione, che aveva aggirato lala destra francese lungo la valle della Rosselle, ha raggiunto il campo di battaglia, piombata su Forbach e, tagliando la strada per Metz, ha trasformato una ritirata ordinata in una disfatta. Al termine della battaglia i tedeschi avevano unaltra divisione (la 6a) pronta al combattimento ed essa, in effetti, stata parzialmente impiegata negli scontri; ma nello stesso tempo sono sopraggiunte due divisioni francesi, quelle di Montaudon e di Castagny (entrambe di Bazaine) e il 69 reggimento, che fa parte di questultima, ha subito gravi perdite. Se dunque a Wissembourg e Woerth i francesi sono stati schiacciati da forze superiori, a Spicheren sono stati battuti da truppe inferiori di numero. Quanto ai loro rapporti che unanimemente sostengono di essere stati schiacciati da forze numericamente superiori[68], non bisogna dimenticare che i singoli soldati non possono assolutamente valutare i numeri coinvolti in una battaglia, e che questa affermazione comune a tutti gli eserciti sconfitti. Non va inoltre dimenticato che solo ora si cominciano a riconoscere le solide qualit dellesercito tedesco. Apprendiamo ufficialmente dal quartier generale francese che il fuoco tedesco di molto superiore a quello francese quanto a intensit e precisione[69], e MacMahon sostiene che i francesi, nei boschi, non hanno alcuna possibilit contro i tedeschi, perch questi ultimi sanno servirsi molto meglio dei ripari. Quanto alla cavalleria, ecco ci che dice Jeannerod su Le Tempsdi gioved:
La loro cavalleria di molto superiore alla nostra, i soldati semplici hanno cavalcature migliori di molti ufficiali del nostro esercito, e montano meglio Ho visto un loro reggimento di corazzieri che era splendido I loro cavalli, inoltre, portano meno carico dei nostri. I corazzieri che ho visto portavano meno peso sui loro grossi destrieri che noi sui nostri piccoli cavalli arabi e della Francia meridionale[70].

Egli loda inoltre la grande conoscenza che gli ufficiali hanno del territorio, non solo del loro paese, ma anche della Francia. Ma non c da stupirsi. Ogni tenente provvisto di copie eccellenti delle mappe francesi dordinanza, mentre gli ufficiali francesi sono dotati di una mappa ridicola (une carte drisoire) dei luoghi di guerra. E cos via. Sarebbe stato un bene per lesercito francese se anche un solo giornalista altrettanto sincero fosse stato inviato in Germania prima della guerra.
Scritto tra l11 e il 13 agosto 1870.

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Note sulla guerra VIII


[The Pall Mall Gazette, n. 1717, 15 agosto 1870]

Dov MacMahon? La cavalleria tedesca, nella sua incursione fino alle porte di Lunville e Nancy, non sembra averlo incontrato, altrimenti avremmo avuto notizie di scontri. Daltra parte, se fosse arrivato in salvo a Nancy e avesse in tal modo ristabilito i collegamenti con lesercito a Metz, un fatto tanto confortante sarebbe stato certamente annunciato dal quartier generale francese. La sola conclusione che possiamo trarre da questo assoluto silenzio sul suo conto che il generale ha considerato troppo pericoloso seguire la strada diretta, da Saverne a Lunville e Nancy; e che, per non esporre il fianco destro al nemico, ha preso una strada defilata, pi a sud, attraversando la Mosella a Bayon o ancora pi su. Se questa congettura esatta, ha ben poche possibilit di poter mai raggiungere Metz; in questo caso limperatore, o chiunque comandi a Metz, deve essersi domandato se non sarebbe stato meglio, per lesercito, unimmediata ritirata a Chlons-sur-Marne, il punto pi vicino per ricongiungersi con MacMahon. Per questo motivo siamo disposti ad accettare le voci di una ritirata generale della linea francese in quella direzione. Nel frattempo, sentiamo di massicci rinforzi per lesercito francese. Il nuovo ministro della Guerra1 assicura la Camera che in quattro giorni due Corpi darmata di 35.000 uomini ciascuno saranno spediti al fronte[71]. Dove sono? Sappiamo che gli otto Corpi dellarmata del Reno e le truppe destinate al Baltico, insieme con la guarnigione dAlgeria, sono entrati nel conteggio generale dei battaglioni dellesercito francese, incluse le truppe da sbarco. Sappiamo che 40.000 uomini, presi dai Corpi darmata di Canrobert e della spedizione baltica, sono a Parigi. Sappiamo dal discorso del generale Dejean alla Camera che i quarti battaglioni, ben lontani dallessere pronti, dovevano essere completati e che ci si sarebbe fatto incorporando uomini della Garde mobile[72]. Da dove devono dunque venire questi 70.000 uomini? Soprattutto se, come probabile, il generale Montauban de Palikao non si separer dai 40.000 uomini a Parigi fino a che potr evitarlo. Tuttavia, se c un senso in ci che ha detto, questi due Corpi darmata dovrebbero riferirsi alle truppe di Parigi e al Corpo darmata di Can1

Il conte di Palikao.

Note sulla guerra

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robert, che finora stato sempre conteggiato come parte dellArmata del Reno; in questo caso, poich la guarnigione di Parigi lunico reale rinforzo, linsieme delle forze impiegate sul campo salir da venticinque a ventotto divisioni, almeno sette delle quali hanno subito gravi perdite. Veniamo inoltre a sapere che il generale Trochu stato nominato capo del 12 Corpo darmata che si sta formando a Parigi e il generale Vendez (?), capo del l3 Corpo darmata che si sta formando a Lione. Lesercito consisteva fino a oggi delle Guardie e dei Corpi darmata dal numero 1 al numero 7. I Corpi darmata numero 8, 9, 10 e 11 non li abbiamo mai sentiti; adesso, improvvisamente, si parla del numero 12 e del numero 13. Abbiamo visto che non esistono truppe dalle quali ricavare questi Corpi darmata, ad eccezione del numero 12, sempre ammesso che si riferisca alla guarnigione di Parigi. Sembra un misero espediente per ottenere la fiducia popolare attraverso la creazione sulla carta di armate immaginarie; non c altra interpretazione che si possa dare della pretesa costituzione di cinque Corpi darmata, quattro dei quali fino a oggi inesistenti. Indubbiamente tentativi di organizzare una nuova armata sono stati fatti; ma qual la materia prima disponibile? C innanzitutto la gendarmeria, con la quale si possono formare un reggimento a cavallo e uno a piedi; truppe eccellenti, ma non vanno oltre i 3.000 uomini e dovranno essere radunate da ogni parte della Francia. Cos pure i douaniers1, dai quali si spera di ricavare ventiquattro battaglioni; dubitiamo, tuttavia, che possano arrivare a met di questa cifra. Ci sono poi i congedati delle classi dal 1858 al 1863, e tra questi, i celibi sono gi stati richiamati con una legge speciale[73]. Tutti assieme potrebbero fornire un contingente di 200.000 uomini, il rinforzo pi prezioso per lesercito. Con meno della met di questi uomini si potrebbero completare i quarti battaglioni e con i rimanenti formare nuovi battaglioni. Ma qui hanno inizio le difficolt da dove prendere gli ufficiali? Bisogner toglierli dalle unit combattenti e, malgrado ci sia realizzabile con unampia promozione di sergenti al grado di sottotenente, ci non pu che indebolire i corpi da cui provengono. Linsieme di queste tre categorie fornir, al massimo, un aumento di 220.000-230.000 uomini e, in circostanze favorevoli, occorreranno da quattordici a venti giorni prima che anche solo una parte di essi sia pronta per unirsi allesercito attivo. Ma, per loro sfortuna, le circostanze non
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Doganieri.

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sono favorevoli. Oggi si ammette che non solo lintendenza, ma tutta quanta lamministrazione militare francese stata del tutto incapace anche solo di provvedere ai rifornimenti dellesercito alla frontiera. Quale sar la dotazione di equipaggiamento ed armi per queste riserve che nessuno si sarebbe mai aspettato di richiamare in campo? assai dubbio, a dire il vero, che altre nuove formazioni, oltre ai quarti battaglioni, saranno pronte prima di un paio di mesi. E poi non bisogna dimenticare che nessuno di questi uomini ha mai maneggiato un fucile a retrocarica e che, tutti ignorano completamente le nuove tattiche inaugurate da questarma. E se lattuale linea francese, come ammettono loro stessi, spara frettolosamente e a casaccio, loro sprecando le munizioni, che cosa potranno fare questi battaglioni appena costituiti in presenza di un nemico la cui fermezza e precisione di tiro sembra assai poco scossa dal frastuono della battaglia? Rimane la Garde mobile[26], la leva di tutti gli uomini non sposati fino ai trentanni e la Guardia nazionale stanziale. Quanto alla Garde mobile, quel poco di organizzazione formale che possedeva sembra essere andato perduto non appena stata spedita a Chlons. Di disciplina non ce nera affatto, e gli ufficiali, per la maggior parte completamente ignari dei loro compiti, sembrano perdere autorevolezza ogni giorno che passa; gli uomini non dispongono neppure di armi e la struttura nel suo insieme sembra ora essere in piena dissoluzione. Il generale Dejean lo ha riconosciuto in modo indiretto[74], proponendo di colmare i ranghi dei quarti battaglioni con la Garde mobile. E se questa, la parte in apparenza organizzata della leva en masse1, si rivelata del tutto inutilizzabile, che accadr del resto? Anche se ci fossero gli ufficiali, lequipaggiamento e le armi per questi uomini, quanto ci vorr per farne dei soldati? Nulla si previsto per unemergenza. Ogni ufficiale idoneo gi stato impiegato; i francesi non dispongono della quasi inesauribile riserva di ufficiali costituita dai volontari di un anno, circa 7.000 dei quali entrano ogni anno nellesercito tedesco e terminano quasi tutti il servizio abbastanza preparati per svolgere i compiti di ufficiale. Equipaggiamenti e armi sembrano in pari misura inesistenti; si dice anche che sar necessario ripescare dai magazzini i vecchi fucili a pietra focaia. In queste circostanze, che valore possono avere per la Francia questi 200.000 uomini? Fa bene ai francesi levocazione della Convenzione, di Carnot, delle loro armate alla frontiera[75] create dal niente, e
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In massa.

Note sulla guerra

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cos via. Ma, anche se siamo lontani dal dire che la Francia irrimediabilmente battuta, non dobbiamo dimenticare che nel successo della Convenzione gli eserciti alleati[76] giocarono una parte significativa. Gli eserciti che a quellepoca attaccarono la Francia annoveravano in media 40.000 uomini ciascuno; ve ne erano tre o quattro, ognuno operante senza legami con gli altri, distribuiti uno sulla Schelda, uno sulla Mosella, un terzo nellAlsazia ecc. A ciascuno di questi piccoli eserciti la Convenzione oppose una quantit enorme di reclute pi o meno inesperte che, agendo sui fianchi e sulla retroguardia del nemico, a quel tempo totalmente dipendente dai suoi depositi, lo costringevano a rimanere a ridosso della frontiera; diventati veri soldati in cinque anni di campagne, essi riuscirono infine a cacciare il nemico oltre il Reno. Ma si pu ipotizzare per un istante che una tattica simile possa servire a qualcosa contro lodierno enorme esercito dinvasione che, seppure disposto in tre corpi separati, sempre riuscito a mantenersi compatto agendo su distanze tali da permettere un supporto reciproco? Si pu ipotizzare che questo esercito conceder ai francesi il tempo per sviluppare le risorse ora latenti? Perch ci avvenga bisogna che i francesi siano pronti a fare quel che fino a ora non hanno mai fatto: abbandonare Parigi e la sua guarnigione al loro destino e continuare a combattere avendo la linea della Loira come base doperazioni. Pu darsi che non si giunger mai a questo, ma fino a che la Francia non sar pronta a prendere in considerazione lidea, meglio sarebbe se si evitasse di parlare di leva en masse.
Scritto il 14 o il 15 agosto 1870.

Note sulla guerra IX


[The Pall Mall Gazette, n. 1720, 16 agosto 1870]

Lesercito francese ha cominciato a passare sulla riva sinistra della Mosella. Questa mattina (domenica) alcune pattuglie di ricognizione segnalavano la presenza delle avanguardie prussiane. Quando una buona met dellesercito lasciare dallaltra parte i prussiani hanno attaccato in forze e, al termine di una battaglia durata quattro ore, sono stati respinti con considerevoli perdite[77].

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Tale stata la versione del dispaccio dellimperatore divulgata dal signor Reuter luned notte1. Essa conteneva, tuttavia, un errore notevole, avendo invece limperatore espressamente affermato che le pattuglie di ricognizione non avevano segnalato la presenza del nemico, sebbene fosse a breve distanza e in forze[78]. Tuttavia, a parte ci, niente potrebbe sembrare pi schietto e preciso di questo bollettino. Tutta la vicenda si svolge chiaramente davanti ai nostri occhi: i francesi attivamente impegnati in unoperazione rischiosa come lattraversamento di un fiume; gli scaltri prussiani, sempre pronti a cogliere proditoriamente lavversario, piombano su di essi non appena la met ha traghettato sullaltra riva; poi la valorosa difesa dei francesi riesce a coronare il suo sovrumano sforzo con una impetuosa avanzata che respinge il nemico arrecandogli gravi perdite. davvero pittoresco, ad esso manca un unico elemento il nome del luogo dove tutto ci sarebbe accaduto. Dal bollettino non possiamo che immaginare che questo passaggio del fiume, e il tentativo di impedirlo cos vittoriosamente contrastato, abbiano avuto luogo in aperta campagna. Ma come possibile, se i francesi potevano servirsi di tutti i ponti dentro Metz ponti perfettamente al riparo da qualsiasi intervento ostile? se disponevano, per giunta, di tutto lo spazio necessario per costruire ponti di barche supplementari lungo le cinque o sei miglia di fiume coperte dai forti che circondano Metz? Gli ufficiali francesi non vorranno dare a intendere di avere deliberatamente trascurato questi vantaggi, portato lesercito fuori da Metz, costruito i ponti allo scoperto e attraversato il fiume sotto gli occhi e a portata di tiro del nemico semplicemente per ingaggiare quella battaglia davanti a Metz che promettono da unintera settimana? E se il passaggio della Mosella si verificato usando i ponti posti allinterno delle fortificazioni di Metz, come hanno potuto i prussiani attaccare le truppe francesi ancora sulla riva destra, se esse si trovavano, come avrebbero dovuto, allinterno della linea dei forti avanzati? Lartiglieria di questi forti avrebbe facilmente reso il posto troppo caldo per qualsiasi truppa assalitrice. Lintera faccenda sembra impossibile. Se lo stato maggiore francese avesse almeno fornito il nome della localit, avremmo potuto seguire sulle mappe le differenti fasi della gloriosa battaglia. Ma questo nome non lo
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hanno comunicato. Per nostra fortuna, i prussiani non sono cos misteriosi; essi dicono che la battaglia si svolta vicino a Pange, sulla strada per Metz[79]. Se guardiamo la mappa, tutto diventa chiaro[80]. Pange non sulla Mosella, ma a otto miglia di distanza, sulla Nied, circa quattro miglia oltre i forti avanzati di Metz. Se i francesi avessero passato la Mosella gi solo con met delle truppe, non avrebbero avuto, dal punto di vista militare, alcuna ragione di conservare forze ingenti a Pange o l vicino. Se vi sono andati non stato per ragioni militari. Napoleone, una volta costretto ad abbandonare Metz e la linea della Mosella, non se l sentita di dare inizio a una ritirata che avrebbe dovuto continuare fino a Chlons, senza una battaglia e, se possibile, una vittoria reale o simulata. Loccasione era favorevole. Mentre met delle truppe attraversava, laltra avrebbe fatto irruzione fra i forti a est di Metz, respinto le avanguardie prussiane e avrebbe dato inizio a un combattimento tanto generale quanto sarebbe sembrato utile, attirando il nemico sotto la portata dei cannoni dei forti per poi, con una brillante avanzata di tutto il fronte, respingerlo ben distante dalle fortificazioni. Un tale piano non poteva fallire del tutto; poteva sfociare in qualche cosa che si sarebbe potuto spacciare per una vittoria, avrebbe ripristinato la fiducia nellesercito, forse anche a Parigi, e avrebbe reso meno umiliante la ritirata su Chlons. Queste considerazioni spiegano lapparentemente semplice, ma in realt assurdo, bollettino proveniente da Metz. Ogni singola parola del bollettino in un certo senso corretta, mentre il contesto globale costruito per evocare, a una lettura superficiale, unimpressione totalmente falsa. Queste considerazioni spiegano anche come le parti possano entrambe gridare vittoria. I prussiani hanno respinto i francesi fin sotto i loro forti, ma essendosi avvicinati troppo hanno dovuto a loro volta ritirarsi. Questo basta per la famosa battaglia davanti a Metz, che poteva anche non essere combattuta, poich la sua influenza sullandamento della campagna sar uguale a zero. Si sar notato che il conte di Palikao, parlando alla Camera, stato molto pi cauto. Non c stata, ha dichiarato, quella che normalmente si dice una battaglia, ma scontri parziali, circa i quali ogni persona con competenze militari pu rendersi conto che i prussiani hanno ricevuto uno scacco e sono stati costretti ad abbandonare la linea di ritirata dellesercito francese[81].

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Lultima affermazione del maresciallo sembra essere esatta solo in via provvisoria, in quanto sicuramente il Corpo darmata francese stato bersaglio di seri attacchi prussiani a Mars-La-Tour e Gravelotte. In realt, era proprio tempo che Napoleone e il suo esercito lasciassero Metz. Mentre i francesi si attardavano dalle parti della Mosella, la cavalleria tedesca passava la Mosa a Commercy e distruggeva la linea ferroviaria che parte di l verso Bar-le-Duc; sono anche apparsi a Vigneulles, minacciando i fianchi delle colonne che si ritiravano da Metz verso Verdun. Fino a che punto questi cavalieri siano pronti ad affrontare i rischi lo vediamo dal modo in cui un loro squadrone entrato a Nancy, ha requisito 50.000 franchi e costretto gli abitanti a distruggere la ferrovia. E la cavalleria francese dov? Dove sono i quarantatre reggimenti aggregati agli otto Corpi darmata? E i dodici reggimenti di cavalleria della riserva che figurano nelltat1 dellArmata del Reno? Lunico ostacolo sulla strada dei tedeschi ora la fortezza di Toul, che non avrebbe alcuna importanza se non controllasse la linea ferroviaria. I tedeschi vogliono sicuramente la ferrovia ed useranno di conseguenza i mezzi pi sbrigativi per sottomettere Toul che, essendo una fortezza antiquata e senza forti avanzati, completamente esposta ai bombardamenti. Verremo probabilmente presto a sapere che si arresa, dopo essere stata bombardata dodici ore, o forse anche meno, dallartiglieria da campo. Se vero, come dicono i giornali francesi, che MacMahon, lasciato il suo esercito, era a Nancy due giorni dopo la battaglia di Woerth[82], possiamo immaginare che questo corpo sia in balia di una totale disorganizzazione e che questa abbia contagiato anche le truppe di De Failly. I tedeschi stanno ora marciando sulla Marna, quasi sulla stessa linea di fronte delle due armate francesi e con una di queste armate su ciascun fianco. La linea di marcia di Bazaine va da Metz a Chlons attraverso Verdun e St-Mnehould; quella dei tedeschi da Nancy a Vitry attraverso Commercy e Bar-le-Duc; quella delle truppe di MacMahon (perch, anche se il maresciallo ha raggiunto limperatore a Chlons, non ha con s il suo esercito) da qualche parte pi a sud, ma senza dubbio anchesse dirette verso Vitry. La riunificazione delle due armate francesi diventa dunque ogni giorno pi dubbia; e a
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Organico.

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meno che le truppe di Douay non abbiano ricevuto in tempo lordine di partire da Belfort per Vitry attraverso Vesoul e Chaumont, esse potrebbero doversi ricongiungere allesercito passando da Troyes e Parigi, poich Vitry sar ben presto impercorribile in treno per i soldati francesi.
Scritto il 18 agosto 1870.

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[The Pall Mall Gazette, n. 1721, 19 agosto 1870]

Senza dubbio, se il generale Moltke anziano, i suoi piani hanno tutta lenergia della giovent. Non soddisfatto di avere gi incuneato il suo compatto esercito fra unala dei francesi e il resto delle loro truppe, ripete oggi la medesima manovra, apparentemente con il medesimo successo. Se avesse continuato la sua marcia diritto sulla Marna, accontentandosi di infastidire il fianco destro e la retroguardia francese durante la loro marcia parallela verso la stessa meta, agli occhi della maggior parte dei critici militari egli avrebbe gi fatto abbastanza. Davvero non ci si aspettava che avrebbe usato le gambe dei soldati con lo straordinario vigore come ora sembra aver fatto. Quelli che avevamo preso per semplici attacchi di distaccamenti contro i fianchi esposti e la retroguardia della lunga colonna in movimento da Metz verso Verdun, appaiono ora come i preliminari di un attacco in forze. Tre o quattro Corpi darmata tedeschi hanno marciato in semicerchio attorno al lato meridionale di Metz; lavanguardia di queste truppe ha raggiunto la linea di marcia francese marted mattina1 e si immediatamente gettata su di essa. Lesercito francese aveva iniziato domenica la ritirata da Metz; gli scontri fra Pange e Fort Bellecroix di quella stessa sera possono avere ritardato questo movimento, che continuato luned e non era ancora completato marted. stato compiuto da almeno due diverse colonne che hanno seguito le due strade che si separano, cinque miglia a ovest di Metz, a Gravelotte; la strada pi a
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16 agosto.

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nord attraversa Doncourt ed Etain, quella pi a sud Vionville, Mars-laTour e Fresnes, ed entrambe si riuniscono a Verdun. nei pressi di Marsla-Tour che ha avuto luogo lattacco tedesco[83]; il combattimento durato tutto il giorno e, stando al rapporto tedesco, terminato con la disfatta dei francesi che hanno perduto due aquile, sette cannoni e 2.000 prigionieri, e sono stati respinti verso Metz[84]. Daltra parte, anche Bazaine canta vittoria. Egli sostiene che le sue truppe hanno respinto i tedeschi e hanno passato la notte sulla posizione conquistata. Ma nel suo telegramma di mercoled sera[85] ci sono due affermazioni in cattivo auspicio. Egli dichiara di avere combattuto tutto il giorno di marted fra Doncourt e Vionville; vale a dire su un fronte che si estendeva da Doncourt a Vionville, rivolto a ovest, contro i tedeschi che sbarravano la via per Verdun su entrambe le direttrici. Quale che sia il successo che egli dice di aver conseguito, non si spinge ad affermare di avere aperto le strade per Verdun, si trattasse anche di una soltanto. Se cos avesse fatto, avrebbe evidentemente dovuto continuare la sua ritirata di notte, il pi rapidamente possibile, dato che il nemico al mattino avrebbe certamente ricevuto rinforzi. Ma egli si ferma e trascorre la notte sulla posizione conquistata, qualsiasi cosa significhino queste parole. Non soddisfatto di ci, egli vi resta fino alle quattro del pomeriggio di mercoled e anche allora annuncia non lintenzione di muoversi, bens quella di ritardare i suoi ulteriori movimenti di qualche ora per aumentare la sua scorta di munizioni. Possiamo dunque essere certi che anche la notte di gioved stata trascorsa in quella localit; poich lunico luogo in cui poteva rifornirsi di munizioni era Metz, siamo propensi a concludere che la posizione conquistata era di retroguardia, che la ritirata verso Verdun era ed rimasta tagliata fuori e che, a questo punto, il maresciallo Bazaine o sar rientrato a Metz o avr tentato di fuggire per una strada pi a nord. Se questa opinione corretta e non vediamo su quali basi si potrebbe giustificarne unaltra una parte dei francesi di nuovo separata dal resto dellesercito. Non sappiamo quali truppe siano riuscite a passare verso Verdun il luned e il marted mattina, prima dellarrivo dei tedeschi. Ma la frazione respinta su Metz evidentemente considerevole e, qualunque ne sia la consistenza, di altrettanto sar indebolita la grande armata che si cerca di concentrare a Chlons. C, per, una via duscita per la quale Bazaine potrebbe cercare di fuggire. Una linea ferroviaria corre, a ridosso della frontiera belga, da Thionville a Longuyon, Montmdy e

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Mzires, dove incontra una linea trasversale che conduce verso Reims e Chlons; ma le truppe che utilizzassero questa ferrovia di frontiera o semplicemente marciassero in questa direzione potrebbero essere schiacciate sulla frontiera da un nemico incalzante e costrette o alla resa o a valicare il confine per essere disarmate dai belgi. Non del resto molto probabile che su questa linea secondaria ci sia materiale rotabile sufficiente per trasportare una parte considerevole delle truppe; e, infine, abbiamo rapporti da Verdun secondo cui i prussiani, che devono avere attraversato la Mosella fra Metz e Thionville, mercoled erano a Briey[86], sulla strada che da Metz porta al troncone utilizzabile di quella ferrovia. Se Bazaine tentasse di portare in salvo le sue truppe sconfitte seguendo questa direzione, nella migliore delle ipotesi condurrebbe questi reparti ad una dissoluzione completa. Una lunga ritirata con il nemico sulla linea diretta di comunicazione delle truppe battute, sarebbe il modo di procedere pi disastroso. Lo provano le truppe di MacMahon che, un po alla volta, continuano ad arrivare in treno a Chlons. Il 12 ne sono arrivati circa 5.000, in quale stato ce lo dice il Sicle. Erano uomini di ogni arma e di ogni reggimento, senza armi, senza munizioni, senza zaini; la cavalleria non aveva cavalli, gli artiglieri non avevano cannoni; un accozzaglia eterogenea, disorganizzata, demoralizzata per la cui riorganizzazione in battaglioni, squadroni e batterie saranno necessarie settimane intere. Basti dire che i corrispondenti si rifiutano di descrivere lo stato delle truppe di linea di Chlons nel timore di divulgare dettagli utili al nemico. La grande armata che doveva concentrarsi a Chlons, non vi si potr mai riunire. Dopo che le truppe di Canrobert erano state dislocate in parte a Parigi e in parte a Metz, rimanevano qui solo i diciotto battaglioni di mobiles[26] che non vale nemmeno la pena di menzionare in una guerra come questa. Da allora sono stati inviati da Parigi a Chlons alcuni contingenti della fanteria di marina; le due divisioni restanti di Douay, se le disposizioni di Bazaine hanno ancora un senso, ormai saranno arrivate; e forse anche qualche quarto battaglione, di certo non molti. Alcuni reggimenti di gendarmi e douaniers1 di nuova formazione potrebbero arrivare nel corso dei prossimi giorni. Anche alcuni modesti corpi di francs-tireurs2 [87] potrebbero fare la loro comparsa; ma, escludendo dal conto tutte le reclute senza addestramento, la parte principale grande armata che pu essere
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Doganieri. Franchi tiratori.

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concentrata a Chlons prima dellarrivo dei tedeschi dovrebbe essere costituita, in ogni caso, da truppe che si ritirano da Metz. E quali possano essere adesso, dopo gli scontri di marted, non lo sappiamo ancora. La nomina del generale Trochu al comando dellesercito destinato alla difesa di Parigi, che segue cos da presso la sua nomina a comandante del 12 Corpo darmata in formazione a Parigi, dimostra che non si ha lintenzione di inviare al fronte le truppe che ora sono a Parigi. Parigi deve essere tenuta sotto controllo. E tuttavia, chi sar capace di mantenere lordine, quando sar nota la verit sulla battaglia di marted scorso?
Scritto il 19 agosto 1870.

La crisi della guerra


[The Pall Mall Gazette, n. 1722, 20 agosto 1870]

Limperatore ha lasciato lesercito, ma il suo demone lo accompagna ancora quel demone che, impazientemente, ha lanciato unaffrettata dichiarazione di guerra e in seguito non pi riuscito a decidere nulla. Lesercito doveva essere pronto a marciare al pi tardi il 20 luglio. Il 20 luglio arriv e niente era stato fatto. Il 29, Napoleone III assunse il comando supremo a Metz; era ancora in tempo per una avanzata quasi senza ostacoli sul Reno: tuttavia lesercito non si mosse. Lirresolutezza dellimperatore sembra tale, da renderlo incapace di decidere se attaccare o schierarsi in una posizione di difesa. Le teste di colonna tedesche stavano gi convergendo da ogni parte verso il Palatinato e ogni giorno ci si poteva aspettare che attaccassero. Eppure i francesi restavano fermi alla frontiera posizione scelta per un attacco che non fu mai messo in atto, e assolutamente inadatta per una difesa che sarebbe ben presto diventata lunica scelta possibile. Lesitazione protrattasi dal 29 luglio al 5 agosto emblematica dellintera campagna. Lesercito francese, a ridosso della frontiera, non aveva avanguardie a distanza conveniente davanti al corpo principale, e non cerano che due modi per rimediare a questo difetto. Le avanguardie avrebbero potuto spingersi fin verso il territorio nemico oppure restare nella loro attuale posizione sulla frontiera, mentre i corpi principali avrebbero potuto avvicinarsi tra loro arretrando di una giornata di marcia. La prima

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opzione avrebbe per potuto provocare collisioni con il nemico in circostanze fuori del controllo dellimperatore, mentre la seconda avrebbe comportato una ritirata improponibile da un punto di vista politico prima della battaglia iniziale. Cos lesitazione si protratta senza che fosse fatto assolutamente nulla, come se il nemico potesse essere contagiato da questa situazione e a sua volta si trattenesse muoversi. Invece il nemico si mosso. Gi il giorno prima che tutte le sue truppe arrivassero al fronte, il 4 agosto, i tedeschi avevano deciso di approfittare del debole schieramento dei francesi. La battaglia di Wissembourg ha attirato la totalit delle truppe di MacMahon e di De Failly ancor pi lontano dal centro delle posizioni francesi; e il 6, quando ormai i tedeschi erano del tutto pronti, la loro 3a Armata ha sconfitto a Woerth le sei divisioni di MacMahon, e le ha spinte, assieme alle due divisioni che rimanevano a De Failly, attraverso Saverne in direzione di Lunville, mentre i corpi avanzati della 1a e della 2a Armata battevano le truppe di Frossard e parte di quelle di Bazaine a Spicheren, e facevano arretrare verso Metz lintero centro e la sinistra dei francesi. A questo punto tutta la Lorena si apriva tra le due armate francesi in ritirata e in questa grande breccia si precipitata la cavalleria tedesca, seguita dalla fanteria, per approfittare del vantaggio conseguito. Il principe ereditario1 stato biasimato per non avere inseguito lesercito battuto di MacMahon fino a Saverne e oltre. Ma dopo Woerth linseguimento stato condotto in maniera impeccabile. Non appena le truppe sconfitte furono spinte abbastanza lontano a sud da potere raggiungere il resto dellesercito francese solo per una via indiretta, gli inseguitori, in marcia su Nancy, si mantennero costantemente fra i due tronconi; e i risultati provano che questo tipo di inseguimento (lo stesso di Napoleone dopo Jena[88]), altrettanto efficace di un tallonamento diretto dei fuggiaschi. Ci che rimasto di queste otto divisioni tagliato fuori dal corpo principale oppure lo ha raggiunto in condizioni di totale disgregazione. Ecco il risultato delle esitazioni che hanno segnato linizio della campagna. Ci si poteva senzaltro aspettare che un simile errore non si sarebbe ripetuto. Limperatore ha rimesso il comando nelle mani del maresciallo Bazaine e il maresciallo Bazaine avrebbe di certo dovuto sapere che, qualsiasi mossa facesse o non facesse, il nemico non gli avrebbe lasciato crescere lerba sotto i piedi.
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Federico Guglielmo.

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La distanza tra Forbach e Metz non arriva a 50 miglia. La maggior parte dei corpi doveva marciare per meno di 30 miglia. In tre giorni avrebbero potuto riparare tutti a Metz, e il quarto giorno poteva iniziare la ritirata su Verdun e Chlons. Perch non cera pi alcun dubbio sulla necessit di questa ritirata. Le otto divisioni del maresciallo MacMahon e le residue due divisioni di Douay pi di un terzo di tutto lesercito non potevano riunirsi a Bazaine in un punto pi vicino di Chlons. Bazaine aveva dodici divisioni, includendo la guardia imperiale; cos, anche dopo il ricongiungimento con le tre divisioni di Canrobert, avrebbe potuto disporre, tra cavalleria e artiglieria, al massimo di 180.000 uomini una forza del tutto insufficiente per affrontare il nemico in campo aperto. Quindi, a meno che non intendesse abbandonare lintera Francia allinvasore, o andare a rinchiudersi l dove la fame lo avrebbe ben presto costretto ad arrendersi o a combattere alle condizioni imposte dal nemico, sulla necessit egli non avrebbe presumibilmente dovuto avere il minimo dubbio di un immediato ritiro da Metz. Eppure non si muove. L11 la cavalleria tedesca a Lunville; egli non d ancora segni di movimento. Il 12 attraversa la Mosella, impone requisizioni a Nancy, distrugge i binari ferroviari fra Metz e Frouard e compare a Pont--Mousson. Il 13, la loro fanteria occupa Pont--Mousson e ottiene il controllo dentrambe le rive della Mosella. Domenica 14, infine, Bazaine mette in marcia i suoi uomini verso la riva sinistra del fiume; segue il combattimento a Pange che, come viene ammesso, ritarda di nuovo la ritirata. Possiamo supporre che solo luned la ritirata verso Chlons sia davvero iniziata con la partenza del convoglio degli equipaggiamenti e dellartiglieria. Ma quello stesso luned la cavalleria tedesca attraversa la Mosa a Commercy e si trova a non pi di dieci miglia dalla linea di ritirata francese, a Vigneulles. Non si sa quante truppe abbiano potuto ritirarsi luned e nelle prime ore di marted mattina. Non siamo in grado di dirlo, ma sembra certo che il grosso dellesercito era ancora indietro quando il 3 Corpo darmata tedesco e la cavalleria della riserva hanno attaccato le colonne in marcia vicino a Mars-laTour, alle nove circa del mattino di marted 16 agosto. Lesito noto: la ritirata di Bazaine stata di fatto bloccata. I suoi telegrammi del 17 dimostrano che egli si limitato a mantenere le posizioni che avrebbe invece voluto abbandonare. Mercoled 17 sembra che i due eserciti abbiano ripreso fiato, ma gioved le residue speranze nutrite da Bazaine di ritirarsi in buon ordine sono

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fatalmente cadute. Quel mattino i prussiani lo hanno attaccato e, dopo nove ore di combattimenti:
Larmata francese stata completamente annientata, tagliata fuori dalle comunicazioni con Parigi e respinta verso Metz[89].

Quella stessa sera o il mattino seguente lArmata del Reno ha dovuto riguadagnare la fortezza che aveva lasciato allinizio della settimana. Una volta bloccata al suo interno, sar facile per i tedeschi tagliarle tutti i rifornimenti, soprattutto in quanto il paese stato spogliato di tutto dalla presenza prolungata delle truppe e lesercito invasore requisir per il proprio consumo tutto ci che si sar riusciti ad ammassare. Di conseguenza la fame obbligher Bazaine a muoversi, ma difficile dire in quale direzione. Un movimento verso ovest sar di certo impedito dallopposizione di forze schiaccianti; verso nord estremamente pericoloso; forse un movimento verso sud-est potrebbe avere in parte successo, ma senza risultati immediati. Anche se riuscisse a raggiungere Belfort o Besanon con una armata disorganizzata, egli non potrebbe esercitare alcuna apprezzabile influenza sullesito della campagna. Questa la situazione nella quale lirresolutezza in questa seconda fase della campagna ha spinto lesercito francese. Senza dubbio il governo di Parigi se ne rende perfettamente conto. Lo prova il richiamo della Guardia mobile[26] da Chlons a Parigi. Da quando il grosso delle forze di Bazaine stato tagliato fuori, la posizione di Chlons, che era un semplice luogo di raccolta e niente di pi, ha perso ogni importanza. Il pi vicino luogo di raccolta per tutte le forze ora diventato Parigi, ed verso questa citt che tutto deve ora dirigersi. Non esiste forza alcuna in grado di opporsi in campo aperto alla 3a Armata tedesca, ora probabilmente in marcia verso la capitale. Presto la Francia scoprir, alla prova dei fatti, se le fortezze di Parigi valgono o no il loro costo. Sebbene la catastrofe finale incombesse da giorni, ancora adesso difficile comprendere come le cose abbiano potuto effettivamente prendere questa piega. Nessuna previsione stata pari alla realt. Ancora due settimane fa gli inglesi stavano facendo ipotesi sulle conseguenze di una vittoria dellesercito francese nella prima grande battaglia. Il rischio su cui si focalizzavano i loro timori era che Napoleone III trasformasse un successo iniziale in occasione per una pace frettolosa a spese del Belgio. Su questo punto sono stati rapidamente rassicurati. Le battaglie di Woerth e

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Forbach hanno messo in chiaro che allesercito francese non era riservato alcun spettacolare trionfo. La dimostrazione che la Germania non aveva nulla da temere dalla Francia sembrava promettere una rapida conclusione della guerra. Sarebbe presto giunto il momento, si pensava, in cui i francesi avrebbero dovuto riconoscere che il loro tentativo di controllare lunificazione della Germania sotto la guida Prussiana era fallito, e che, di conseguenza, venivano loro a mancare i motivi per battersi, mentre i tedeschi, una volta estorta lammissione a cui miravano, difficilmente avrebbero perseverato in una guerra incerta e fortunosa. I primi cinque giorni di questa settimana hanno, ancora una volta, cambiato del tutto laspetto della faccenda. La potenza militare della Francia sembra, a tutti gli effetti, completamente schiantata cos come sembra che, al momento, non vi siano limiti allambizione tedesca se non quello, opinabile, della moderazione tedesca. Non possiamo al presente stimare gli esiti politici di questa tremenda disfatta. Possiamo solo osservare con stupore la sua ampiezza e repentinit e con ammirazione la capacit delle truppe francesi di farvi fronte. Che dopo quattro giorni di combattimenti pressoch ininterrotti e nelle condizioni pi scoraggianti, il quinto giorno abbiano saputo resistere per nove ore allattacco di forze superiori conferisce ai francesi un enorme credito di coraggio e determinazione. Mai neppure nelle sue campagne pi trionfali, lesercito francese si coperto di vera gloria quanto nella disastrosa ritirata da Metz.
Scritto il 20 agosto 1870.

Note sulla guerra XI


[The Pall Mall Gazette, n. 1725, 24 agosto 1870]

Sebbene non siano ancora noti tutti i dettagli delle tre terribili battaglie combattute la settimana scorsa intorno a Metz[90], abbiamo su di esse informazioni sufficienti per poter dare una versione intelligibile di ci che di fatto avvenuto. La battaglia di sabato 14 agosto, stata iniziata dai tedeschi allo scopo di ritardare la ritirata dei francesi verso Verdun. Ci che rimaneva del Corpo darmata di Frossard stato visto attraversare la Mosella in direzione di

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Longeville la domenica pomeriggio; si notavano segni di movimento delle truppe accampate a est di Metz. Il 1 Corpo darmata (Prussia orientale) e il 7 (Westfalia e Hannover) ricevettero lordine di attaccare. Respinsero i francesi fino a cadere loro stessi sotto il tiro dei forti; ma i francesi, in previsione di questa mossa, avevano ammassato grossi contingenti in posizione protetta nella valle della Mosella, in una stretta gola solcata da est a ovest da un torrente che sfocia nel fiume principale a nord di Metz. Questi contingenti piombarono allimprovviso sul fianco destro dei tedeschi gi provati dal fuoco dei forti, costringendoli, a quanto si dice a ritirarsi disordinatamente; dopodich i francesi devono essersi di nuovo ritirati, perch certo che i tedeschi sono rimasti padroni di quella parte del campo di battaglia fuori della portata dei forti, e che sono retrocessi fino ai precedenti bivacchi solo dopo lalba. Lo apprendiamo sia da lettere private di uomini che hanno partecipato alla battaglia[91], sia dalla lettera di un corrispondente da Metz, apparsa nelledizione di luned1 del Manchester Guardian, il quale ha visitato il campo di battaglia luned mattina, trovandolo occupato da prussiani che si prendevano cura dei feriti francesi, abbandonati sul posto. Entrambe le parti, in un certo senso, possono affermare di avere raggiunto lo scopo per il quale avevano ingaggiato battaglia: i francesi hanno attirato i tedeschi in una trappola e hanno loro inflitto gravi perdite; i tedeschi hanno ritardato il ritiro dei francesi fino a che il principe Federico Carlo non ha raggiunto la linea lungo la quale questa ritirata doveva compiersi. Da parte tedesca sono stati impegnati due Corpi darmata o quattro divisioni; da parte francese i Corpi darmata di Decaen e Ladmirault e parte delle Guardie, ossia sette divisioni allincirca. In questa battaglia i francesi hanno goduto dunque di una notevole superiorit numerica. Si dice inoltre che la loro posizione era rafforzata da postazioni di tiro e trincee dalle quali potevano sparare con maggiore precisione del solito. La ritirata dellarmata del Reno verso Verdun non cominciata in forze prima di marted 16. In quello stesso momento le colonne di testa del principe Federico Carlo il 3 Corpo darmata (Brandeburgo) giungevano nei dintorni di Mars-la-Tour. Attaccavano immediatamente e per sei ore tenevano in ballo lesercito francese. Rinforzati in seguito dal 10 Corpo darmata (Hannover e Westfalia) e frazioni dell8 (Renania) e del 9 (Schleswig-Holstein e Mecklenburg), essi non solo mantenevano le
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loro posizioni, ma respingevano il nemico impossessandosi di due aquile, di sette cannoni e facendo pi di duemila prigionieri. Le forze avversarie erano costituite dai Corpi darmata di Decaen, Ladmirault, Frossard e una parte almeno del Corpo darmata di Canrobert (questi aveva raggiunto Metz da Chlons negli ultimi giorni in cui la ferrovia via Frouard era ancora utilizzabile), e dalle Guardie, vale a dire, in tutto, da quattordici a quindici divisioni. Le otto divisioni tedesche dovevano dunque fronteggiare forze numericamente superiori, anche se, come probabile, non tutte le truppe di Bazaine hanno preso parte alla battaglia. bene tenerlo presente, poich i bollettini francesi continuano a spiegare le sconfitte in base alla costante inferiorit numerica[92]. Che il movimento retrogrado dei francesi sia stato bloccato risulta chiaro dal fatto che essi stessi parlano di combattimenti di retroguardia avvenuti il 17 nei pressi di Gravelotte, in una posizione pi arretrata di cinque miglia rispetto a quella tenuta il 16[93]. Allo stesso tempo il fatto che solo quattro Corpi darmata tedeschi abbiano potuto scendere in campo marted dimostra che il loro successo stato parziale. Il capitano Jeannerod, che il 17 arrivato da Briey a Conflans, vi ha trovato due reggimenti di cavalleria delle Guardie, molto provati, che si davano alla fuga al semplice grido di: arrivano i prussiani![94]. Questo dimostra che, sebbene la sera del 16 la strada per Etain non fosse effettivamente in possesso dei tedeschi, questi erano cos vicini da rendere impossibile la ritirata per questa via senza unaltra battaglia. Tuttavia, Bazaine sembra aver rinunciato a ogni pensiero di questo genere, poich si trincerato in una posizione molto forte vicino a Gravelotte, e qui ha atteso lattacco tedesco, che avvenuto il 18. Laltopiano sul quale corre la strada da Mars-la-Tour a Metz passando per Gravelotte intersecato da una serie di profondi dirupi, formati dai torrenti che scorrono da nord a sud verso la Mosella. Uno di questi dirupi si trova immediatamente davanti a Gravelotte (a ovest); altri due corrono, in linee parallele, dietro al primo. Tutti e tre costituiscono una forte posizione difensiva, che stata rinforzata con opere in terra e barricando e munendo di feritoie i muri di fattorie e villaggi occupati a causa della loro importanza tattica. Ricevere il nemico da queste posizioni trincerate, lasciare che vi si rompesse la testa, respingerlo infine con un potente retour offensif1 e liberare cos la strada per Verdun questa era, eviden1

Contrattacco.

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temente, lunica speranza rimasta a Bazaine. Ma lattacco stato portato con tali forze ed energia da far cadere una posizione dopo laltra e far ripiegare larmata del Reno sotto la protezione dei cannoni di Metz. Contro quattordici o quindici divisioni francesi sono state impiegate dodici divisioni tedesche, pi quattro di riserva. Il numero degli uomini impegnati da entrambe le parti stato nel complesso pressoch uguale, forse con una lieve prevalenza dei tedeschi, poich quattro dei loro sei Corpi darmata sono rimasti pressoch intatti; ma questa leggera superiorit numerica non poteva assolutamente compensare la solidit delle posizioni francesi. Lopinione pubblica francese stenta ancora ad accettare pienamente la realt della situazione di Bazaine e del suo esercito, una situazione che la copia di quella in cui il generale Bonaparte costrinse Wrmser a Mantova nel 1796 e Mack a Ulm nel 1805[95]. Che la brillante Armata del Reno, speranza e forza della Francia sia, dopo quattordici giorni di campagna, ridotta alla scelta se tentare a forza il passaggio tra le forze nemiche in condizioni disastrose, o capitolare, pi di quanto i francesi possano convincersi a credere. Essi cercano tutte le giustificazioni possibili. Una tesi che Bazaine si starebbe, per cos dire, sacrificando, per far guadagnare tempo a MacMahon e a Parigi. Mentre Bazaine tiene impegnate due delle tre armate tedesche davanti a Metz, Parigi potr organizzare le sue difese e MacMahon avr il tempo per creare una nuova armata. Bazaine rimane dunque a Metz non perch non pu fare altro, ma perch nellinteresse della Francia che egli vi rimanga. Ma, si potrebbe domandare, dove sono gli elementi della nuova armata di MacMahon? Il suo Corpo darmata conta adesso 15.000 uomini al massimo; le truppe residue di De Failly, sono disorganizzate e disperse da una lunga e tortuosa ritirata si dice che sia arrivato a Vitry-le-Franois con 7.000-8.000 uomini; forse una divisione di Canrobert; le due divisioni di Flix Douay che nessuno sembra sapere dove si trovino: circa 40.000 uomini, compresa la fanteria da sbarco della progettata spedizione nel Baltico. Questi numeri includono ogni battaglione e squadrone che rimasto alla Francia del suo vecchio esercito fuori da Metz. A questi si aggiungerebbero i quarti battaglioni. Sembra che ne stiano arrivando in gran numero a Parigi, ma costituiti in gran parte da reclute. Linsieme di queste truppe pu raggiungere qualcosa come 130.000-150.000 uomini, ma il nuovo esercito non pu certo essere paragonato, in termini di qualit, alla vecchia armata del Reno. Inoltre, i vecchi reggimenti che ha

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inglobato non possono che essere demoralizzati. I nuovi battaglioni formati in tutta fretta contengono molte reclute, non possono contare su ufficiali validi quanto il vecchio esercito. La proporzione di cavalleria e artiglieria deve essere veramente esigua; il grosso della cavalleria a Metz, e gli approvvigionamenti necessari per lequipaggiamento di nuove batterie, per le bardature ecc., in alcuni casi sembrano esistere solo sulla carta. Jeannerod cita un esempio su Le Temps di domenica[96]. Quanto alla Guardia mobile[26], dopo essere stata ritirata da Chlons a Saint Maur, nei pressi di Parigi, sembra che sia stata di nuovo dispersa per mancanza di vettovaglie. Ed per far guadagnare tempo a forze come queste che dovrebbe essere sacrificata la migliore armata posseduta dai francesi. E sacrificata lo , se vero che rinchiusa a Metz. Se Bazaine avesse tenuto intenzionalmente lesercito in questa posizione, avrebbe commesso un errore cos grossolano da rendere trascurabili, al suo confronto, tutti i precedenti errori commessi in questa guerra. Per quanto riguarda le voci di una ritirata di Bazaine da Metz e di un suo ricongiungimento con MacMahon a Montmdy, la confutazione della storia che ieri lo Standard ha fatto circolare stata svolta in modo pi che sufficiente stamani da chi scrive sulla rubrica militare dello stesso giornale. Anche se qualche distaccamento della forza di Bazaine fosse fuggito al nord, dopo o durante i recenti combattimenti attorno a Mars-la-Tour, il grosso della sua armata resta tuttora rinchiuso a Metz.
Scritto il 23 o il 24 agosto 1870.

Note sulla guerra XII


[The Pall Mall Gazette, n. 1727, 26 agosto 1870]

Gli ultimi due fatti della guerra sono questi: il principe ereditario si sta spingendo oltre Chlons e MacMahon ha messo in marcia lintero esercito da Reims, non si sa con certezza con quale meta. MacMahon, stando ai rapporti francesi, ritiene che la guerra proceda con eccessiva lentezza; per affrettarne i tempi e sembra che egli da Reims sia andando in soccorso di Bazaine[97]. Questa mossa potrebbe davvero far precipitare la situazione verso una crisi conclusiva.

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Nel nostro articolo di mercoled, stimavamo la forza di MacMahon dai 130.000 ai 150.000 uomini in base al presupposto che tutte le truppe provenienti da Parigi lo avessero raggiunto1. Avevamo ragione a supporre che egli aveva a Chlons tutto quel che rimaneva delle truppe sue e di De Failly; e anche che le due divisioni di Douay erano a Chlons; sappiamo ora che queste ultime vi sono arrivate, via Parigi, con un tortuoso tragitto in ferrovia ed anche che la fanteria da sbarco e altre sezioni dellarmata del Baltico sono l. Adesso per veniamo a sapere che ci sono ancora truppe di fanteria nei forti intorno a Parigi; che una parte degli uomini di MacMahon e Frossard, soprattutto della cavalleria, sono tornati a Parigi per essere riorganizzati e che MacMahon ha in campo non pi di 80.000 uomini appartenenti a truppe regolari. Possiamo dunque ridurre le nostre stime di 25.000 uomini e abbassare a 110.000-120.000 il numero massimo delle forze di MacMahon, un terzo dei quali sarebbero reclute. E con questo esercito egli avrebbe deciso di andare in soccorso di Bazaine a Metz. Ora, il prossimo e pi immediato avversario di MacMahon lesercito del principe ereditario. Le sue avanguardie hanno occupato, il 24, il vecchio campo di Chlons, secondo quanto telegrafatoci da Bar-le-Duc[98]. Se ne pu dedurre che il suo quartiere generale allora si trovava in questa citt. La strada per Metz pi vicina a MacMahon, quella che passa per Verdun. Da Reims a Verdun, passando per una strada di campagna quasi rettilinea, ci sono pi di settanta miglia; per la strada maestra, via SainteMenehould, le miglia sono pi di ottanta. Questultima strada passa per giunta attraverso il campo di Chlons cio attraverso le linee tedesche. La distanza che separa Bar-le-Duc da Verdun meno di quaranta miglia. Pertanto, che MacMahon si serva delluna o dellaltra strada per Verdun, lesercito del principe ereditario pu non solo piombargli sul fianco, ma pu anche passare dietro la Mosa e riunirsi alle due armate tedesche schierate fra Verdun e Metz, molto prima che MacMahon riesca a sboccare da Verdun sulla riva destra della Mosa. Il risultato non cambierebbe neppure se il principe ereditario si fosse spinto fino a Vitry-le-Franois e dovesse impiegare un giorno in pi per concentrare le sue truppe dal loro esteso fronte di marcia, tale la differenza di spazio a suo favore. In tali circostanze si pu dubitare che MacMahon intenda prendere una delle due suddette strade per Verdun o se, invece, non intenda
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Cfr. qui sopra p. x.

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sottrarsi subito allimmediato raggio dazione del principe ereditario e scegliere la strada che da Reims porta a Verdun attraverso Vouziers, Grandpr e Varennes, oppure quella che, attraverso Vouziers giunge a Stenay, dove attraverserebbe la Mosa e poi, a sud-est, marcerebbe su Metz. Questo gli assicurerebbe solo un vantaggio momentaneo, per poi rendere doppiamente certa la sconfitta finale. Entrambe queste strade sono ancora pi fuori mano, e concederebbero ancora pi tempo al principe ereditario per unire le sue forze con quelle che si trovano davanti a Metz e cos opporre a MacMahon e Bazaine una schiacciante superiorit numerica. Pertanto, qualunque sia il modo scelto da MacMahon per avvicinarsi a Metz, egli non pu liberarsi del principe ereditario, il quale, per giunta, ma tutta la libert di scegliere se affrontarlo in combattimento da solo oppure unitamente alle altre armate tedesche. del tutto evidente, quindi, che il muoversi in soccorso di Bazaine prima di essersi sbarazzato del principe ereditario, un grossolano errore da parte di MacMahon. Il tragitto pi breve, rapido e sicuro per giungere a Metz per lui dritto attraverso la 3a Armata tedesca. Se marciasse direttamente su di essa, lattaccasse dovunque lincontra, la sconfiggesse e la respingesse per qualche giorno in direzione sud-est, cos da interporre, come un cuneo, la sua armata vittoriosa fra la 3a Armata tedesca e le altre due come il principe ereditario ha fatto con lui allora e solo allora avrebbe qualche possibilit di arrivare a Metz e liberare Bazaine. Ma se si fosse sentito forte abbastanza per farlo, possiamo essere certi che lavrebbe fatto subito. La diversione per Reims assume un aspetto differente. Non si tratta cio di una mossa per liberare Bazaine da Steinmetz e Federico Carlo, ma di una mossa di MacMahon per liberarsi dal principe ereditario. E, da questo punto di vista, la cosa peggiore che potesse fare, perch abbandona tutte le comunicazioni dirette con Parigi alla merc del nemico e allontana dal centro verso la periferia le ultime forze disponibili di cui Francia dispone, spostandole di proposito molto pi lontano dal centro di quanto lo sia il nemico stesso. Una tale mossa sarebbe giustificabile se eseguita con forze molto superiori di numero, ma qui stata messa in atto con una irrimediabile inferiorit numerica e con la prospettiva quasi certa della sconfitta. Che conseguenze avr questa sconfitta? Ovunque avvenga, spinger lesercito vinto lontano da Parigi, verso la frontiera settentrionale dove sconfiner in territorio neutrale o sar costretto a capitola-

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re. MacMahon, se davvero sta facendo questa mossa, sta deliberatamente ponendo il suo esercito in una posizione simile a quella nella quale fu costretto lesercito prussiano a Jena nel 1806 dalla marcia sul fianco compiuta da Napoleone intorno alla parte meridionale della foresta della Turingia. Un esercito numericamente e moralmente pi debole viene deliberatamente spinto in una posizione in cui lunica linea di ritirata dopo una sconfitta, una stretta striscia di terra che conduce in territorio neutrale o al mare. Napoleone costrinse i prussiani a capitolare raggiungendo Stettino prima di loro[99]. Le truppe di MacMahon potrebbero essere costrette ad arrendersi in quella angusta striscia di terra francese che penetra in Belgio fra Mzires e Charlemont-Givet[100]. Nella migliore delle ipotesi i francesi potrebbero rifugiarsi nelle fortezze settentrionali Valenciennes, Lilla ecc., dove, in ogni caso, saranno del tutto inoffensivi. E a questo punto la Francia sar alla merc dellinvasore. Il piano nel suo insieme appare cos stravagante che pu essere spiegato solo da esigenze politiche. Ha pi che altro laria di un coup de dsespoir1. come se qualcosa dovesse essere fatto ad ogni costo, prima che a Parigi sia dato di comprendere la situazione effettiva. Non il piano di uno stratega, ma di un algrien2[101] abituato a combattere degli irregolari; il piano non di un soldato, ma di un avventuriero politico e militare, della specie che ha fatto carriera in Francia negli ultimi diciannove anni. Le parole attribuite a MacMahon per giustificare questa risoluzione sono perfettamente in armonia con ci: Che cosa direbbe la gente se egli non andasse in soccorso di Bazaine?[97] Certo, ma Che cosa direbbe la gente se egli si cacciasse in una posizione peggiore di quella in cui si messo Bazaine? tipico del Secondo Impero. Salvare le apparenze, nascondere la sconfitta; questo che conta. Napoleone ha puntato tutto su una carta e ha perso; e adesso MacMahon vorrebbe giocare ancora va banque 3, quando le probabilit sono dieci a uno contro di lui. Pi presto la Francia si liberer di questi uomini e meglio sar. la sua sola speranza.
Scritto il 25 agosto 1870.

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Atto di disperazione. Algerino. 3 Vada la banca, unimpresa azzardata in cui si mette in gioco tutto.

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Note sulla guerra XIII


[The Pall Mall Gazette, n. 1728, 27 agosto 1870] Le notizie giunte ieri via telegrafo hanno suscitato grande sensazione fra i nostri colleghi. Arrivavano da Berlino e dicevano che il quartiere generale del re era stato trasferito a Bar-le-Duc, che alcuni Corpi della 1a e 2a armata rimanevano a fronteggiare larmata di Bazaine mentre il resto delle forze tedesche aveva risolutamente intrapreso la marcia su Parigi[102]. Fino a oggi i movimenti delle armate tedesche erano stati tenuti segreti nel corso della loro esecuzione. Solo quando la mossa era stata fatta, quando il colpo era stato sferrato, abbiamo saputo dove erano inviate le truppe. Ci pare strano che si sia dun tratto invertito il modo di procedere; che il taciturno Moltke improvvisamente e senza ragione apparente proclami al mondo intero che sta marciando su Parigi, e che lo sta facendo risolutamente. Nello stesso tempo sentiamo dire che le avanguardie del principe ereditario1 si spingono sempre pi vicino a Parigi e che la cavalleria allarga il suo raggio dazione sempre pi a sud. Si dice anche che i terribili Ulani siano stati visti a Chteau-Thierry, quasi a met strada fra Chlons e Parigi. Non potrebbe esserci un motivo speciale, non evidente a prima vista, perch lannuncio delle intenzioni del re di Prussia venga fatto solo adesso e perch, allo stesso tempo, la cavalleria tedesca raddoppi la sua attivit? Confrontiamo le date. La sera di luned 22 agosto, MacMahon ha iniziato i suoi movimenti sulla strada che attraverso Reims porta a Rethel e, per pi di quattordici ore, le colonne hanno continuamente attraversato la citt. La sera di mercoled, se non prima, la notizia di questa marcia potrebbe avere raggiunto il quartier generale tedesco. Questo movimento non poteva significare altro che lintenzione di liberare Bazaine dalla trappola nella quale si era chiuso. Pi MacMahon avanza nella direzione presa, pi mette in pericolo le sue comunicazioni con Parigi e la sua linea di ritirata pi si va a mettere fra lesercito tedesco e la frontiera belga. Una volta che abbia superato la Mosa, che si dice abbia intenzione di attraversare a Laneuville, di fronte a Stenay, gli si potrebbe facilmente tagliare la ritirata. Ora, cosa potrebbe incoraggiare MacMahon a insistere in questa sua pericolosa
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Federico Guglielmo.

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manovra pi della notizia che, mentre lui si precipita a soccorrere Bazaine, i tedeschi hanno lasciato davanti a Metz solo una parte relativamente piccola delle loro forze e stanno marciando risolutamente su Parigi con il grosso delle truppe? Cos, mercoled notte, questa stessa notizia rimbalza via telegrafo da Pont--Mousson a Berlino, da Berlino a Londra, da Londra a Parigi e a Reims, da dove, senza dubbio, linformazione stata subito trasmessa a MacMahon; e mentre questultimo marcia verso Stenay, Longuyon e Briey, lArmata del principe ereditario, lasciati uno o due Corpi darmata nella Champagne, dove al momento non c nessuno che si opponga loro, lancerebbe il grosso dellesercito in direzione di Saint-Mihiel, attraverserebbe qui la Mosa e cercherebbe di guadagnare, da Fresnes, una posizione dalla quale minacciare le comunicazioni dellarmata di MacMahon con la Mosa, pur restando a distanza utile dalle truppe tedesche schierate davanti a Metz. Se unoperazione siffatta riuscisse e se MacMahon dovesse essere sconfitto in tale circostanza, la sua armata potrebbe soltanto sconfinare in territorio neutrale oppure arrendersi ai tedeschi. Senza dubbio, i movimenti di MacMahon sono perfettamente noti al quartier generale tedesco. Da quando la battaglia di Rezonville (o Gravelotte, come deve essere ufficialmente chiamata) ha sancito il fatto che Bazaine era rinchiuso a Metz, larmata di MacMahon diventata il prossimo obbiettivo non solo dellarmata del principe ereditario ma di tutte le truppe che potevano essere ritirate da Metz. anche vero che nel 1814 gli Alleati, dopo il ricongiungimento di Blcher e Schwarzenberg fra Arcis-sur-Aube e Chlons, marciarono su Parigi, senza prestare la minima attenzione alla marcia di Napoleone verso il Reno[103], e con questa marcia decisero la campagna. Ma a quellepoca Napoleone era stato sconfitto ad Arcis e non era in grado di tenere testa agli eserciti alleati; non cera un esercito francese assediato dagli alleati in una fortezza di frontiera che egli potesse soccorrere e, soprattutto, Parigi non era fortificata. Adesso, al contrario, qualunque possa essere il valore militare, numerico e morale dellesercito di MacMahon, non ci sono dubbi che sar sufficiente a liberare su Metz, se il blocco sostenuto solo dalle truppe strettamente necessarie per tenere in scacco Bazaine. E, daltra parte, qualunque cosa si pensi delle fortificazioni di Parigi, nessuno sar tanto folle da aspettarsi che cadano come le mura di Gerico al primo squillo di tromba degli invasori[104]. Questi ultimi dovranno necessariamente mettere in atto un lungo blocco per affamare la difesa oppure linizio, se non qualcosa di pi, di un asse-

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dio regolare. Cosicch, mentre i tedeschi starebbero arrivando risolutamente davanti a Parigi per arenarsi davanti ai forti, MacMahon batterebbe le truppe tedesche davanti a Metz, si riunirebbe a Bazaine e cos la Francia avrebbe, sulle linee di comunicazione e di rinforzo tedesche, un contingente abbastanza forte da costringerle a una ritirata pi risoluta dellavanzata. Essendo larmata di MacMahon, date le circostanze, veramente troppo forte perch i tedeschi ne trascurino lesistenza, dobbiamo concludere che la notizia di una risoluta marcia di re Guglielmo su Parigi, che la maggior parte dei nostri colleghi considera di enorme rilievo, o falsa ed stata messa in giro di proposito per ingannare il nemico o, se invece veramente lindiscreta diffusione di informazioni esatte, si riferisce a una decisione presa prima di conoscere lultima mossa di MacMahon, nel qual caso sar rapidamente capovolta. In entrambi i casi, uno o due Corpi darmata potrebbero continuare ad avanzare su Parigi, ma il grosso delle truppe disponibili marcer verso nord-est[105] per raccogliere in pieno quei vantaggi che MacMahon ha praticamente deposto ai loro piedi[106].
Scritto il 26 agosto 1870.

Note sulla guerra XIV


[The Pall Mall Gazette, n. 1731, 31 agosto 1870]

I tedeschi sono stati ancora una volta troppo rapidi per MacMahon. La 4a Armata, sotto il comando del principe ereditario Alberto di Sassonia, comprendente almeno due corpi (la Guardia prussiana e il 12 Corpo darmata o Corpo reale sassone), se non di pi, ha puntato improvvisamente sulla Mosa, si assicurata alcuni passaggi da qualche parte fra Stenay e Verdun e ha lanciato la cavalleria al di l del fiume. Le strettoie delle Argonne sono in mano loro. Gioved scorso1 a Sainte-Menehould, hanno fatto prigioniere 800 Gardes mobiles[26] e sabato, a Buzancy, hanno sconfitto una brigata di cavalleria francese. Gioved scorso[107], lungo il cammino, hanno inviato una forte pattuglia di ricognizione contro
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25 agosto.

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Verdun ma, constatando che il luogo era in grado di riceverli, non hanno insistito con un attacco in piena forza. Contemporaneamente MacMahon che, stando ai rapporti francesi, aveva lasciato Reims il 22 e il 23 con un esercito di 150.000 uomini ben equipaggiati, ben provvisti di artiglieria, munizioni e provviste, la sera del 25 non si era ancora spinto oltre Rethel, a ventitr miglia circa da Reims. Non sappiamo con certezza quanto tempo vi sia rimasto e quando sia ripartito. Ma lo scontro di cavalleria a Buzancy, sulla strada per Stenay, a circa venti miglia di distanza, dimostra che neppure sabato la sua fanteria era arrivata l. Questa lentezza nei movimenti Francesi contrasta fortemente con il dinamismo dei tedeschi. Senza dubbio, essa dipende in gran parte dalla composizione dellesercito francese fatto di truppe pi o meno demoralizzate e nuove formazioni nelle quali prevalgono giovani reclute; alcune sono persino dei semplici corpi di volontari con numerosi ufficiali non di carriera. evidente che questo esercito non pu avere n la disciplina n la coesione della vecchia Armata del Reno e sar quasi impossibile muovere rapidamente e in ordine 120.000-150.000 uomini con queste caratteristiche. Poi ci sono i convogli. La gran massa dei convogli pesanti dellarmata del Reno certamente fuggita da Metz il 14 e il 15, ma si pu immaginare che non fossero nelle condizioni migliori, cos come non dovevano esserlo i rifornimenti di munizioni e le condizioni dei cavalli. Possiamo infine dare per scontato che lIntendenza francese non sia migliorata dallinizio della guerra e che, di conseguenza, il rifornimento di un grande esercito in una zona estremamente povera non sar agevole. Ma pur ammettendo tutte queste difficolt, siamo costretti a vedere nella lentezza di MacMahon un preciso sintomo di indecisione. La via pi breve per andare in soccorso di Bazaine, una volta scartata la strada diretta che passa per Verdun, era quella per Stenay, ed egli si mosso in questa direzione. Tuttavia, prima di oltrepassare Rethel, deve avere saputo che i tedeschi serano impadroniti dei passaggi sulla Mosa e che il fianco destro delle sue colonne sulla via di Stenay non era sicuro. La rapidit dellavanzata tedesca sembra avere sconvolto i suoi piani. Ci dicono che venerd si trovava ancora a Rethel, dove riceveva rinforzi freschi da Parigi, e che lindomani intendeva muoversi verso Mzires. Dato che non abbiamo avuto notizie di scontri importanti, questo sembra molto probabile. Ci implicherebbe per un abbandono quasi totale del progetto di soccorrere Bazaine, poich un movimento nella ristretta striscia di territorio francese sulla

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riva destra della Mosa, fra Mzires e Stenay, presenterebbe grandi difficolt e pericoli, causerebbe ulteriori ritardi, darebbe agli avversari tutto il tempo necessario per circondarlo da ogni lato. Perch ormai non ci sono pi dubbi che forze pienamente sufficienti, facenti parte dellarmata del principe ereditario, siano state spedite a nord proprio per questo scopo. Tutte le notizie sulla posizione della 3a Armata indicano un suo movimento verso nord per le tre direttrici pi adatte allo scopo Epernay, Reims, Rethel; Chlons, Vouziers; infine Bar-le-Duc, Varennes, Grandpr. Il fatto che la notizia del combattimento a Sainte-Menehould sia stata telegrafata da Barle-Duc[108] rende plausibile persino che una parte della 3a Armata abbia sconfitto le Gardes mobiles[26] e abbia occupato la citt. Ma quali intenzioni pu avere MacMahon, se davvero marcia su Mzires? Dubitiamo che lui stesso abbia unidea chiara di cosa intende fare. Sappiamo adesso che la sua marcia a nord stata, almeno fino ad un certo punto, imposta dallinsubordinazione dei suoi uomini, che avrebbero protestato contro la ritirata dal campo di Chlons a Reims e chiesto con forza di essere guidati contro il nemico. Si dato inizio allora alla marcia in soccorso di Bazaine. Pu essere alla fine della settimana che MacMahon si fosse convinto che il suo esercito non aveva la mobilit necessaria per una marcia diretta su Stenay e che sarebbe stato meglio prendere la strada, per il momento pi sicura, di Mzires. Questo avrebbe certamente ritardato, e forse persino reso irrealizzabile, il progetto di soccorrere Bazaine; ma MacMahon ha mai nutrito unautentica fiducia nella sua capacit di portarlo a termine? Ne dubitiamo. Quindi, lavanzata su Mzires potrebbe in ogni caso ritardare la marcia del nemico su Parigi, concedere ai parigini un lasso maggiore di tempo per approntare la loro difesa, far guadagnare tempo per lorganizzazione degli eserciti di riserva di l dalla Loira e a Lione; inoltre, in caso di necessit, non sarebbe forse possibile arretrare lungo la frontiera settentrionale verso la triplice cintura di fortezze e cercare se non vi sia tra esse qualche quadrilatero? alcune di queste idee, pi o meno vaghe, possono aver indotto MacMahon, che certo non assomiglia in nulla ad uno stratega, a fare una seconda mossa falsa dopo essersi impegolato nella prima; e cos vediamo lultima armata che la Francia ha sul campo e che probabilmente avr, sul campo nel corso di questa guerra, marciare deliberatamente verso la sua rovina, dalla quale potrebbero salvarla solo i pi grossolani errori del nemico; quel nemico che, fino ad ora, di errori non ne ha fatti.

Note sulla guerra

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Abbiamo detto: lultima armata che la Francia probabilmente potr schierare in questa guerra. Bazaine deve essere dato per perso, a meno che MacMahon non riesca a portargli soccorso e questo pi che dubbio. Larmata di MacMahon, nel migliore dei casi, sar sparpagliata nelle fortezze della frontiera settentrionale, dove per sar del tutto innocua. Le armate di riserva di cui ora si parla saranno composte di reclute inesperte, mescolate a un certo numero di veterani e, inevitabilmente, comandate da ufficiali non di carriera; avranno armi di tutti i tipi e nessun addestramento specifico per i fucili a retrocarica, cosicch le munizioni saranno usate in modo inopportuno in poche parole, questi soldati saranno inadatti al combattimento, inadatti a tutto tranne che alla difesa delle fortificazioni. Mentre i tedeschi non solo hanno rimpiazzato le perdite dei loro battaglioni e squadroni, ma spediscono in Francia una divisione dopo laltra di Landwehr1, i quarti battaglioni francesi non sono ancora stati completati. Solo sessantasei di questi sono stati inquadrati in rgiments de marche2 e inviati a Parigi o a MacMahon; gli altri trentaquattro, qualche giorno fa, non erano ancora pronti a muovere. Lorganizzazione militare fa acqua da tutte le parti; una nazione nobile e valente vede vanificati tutti gli sforzi per la propria difesa, perch ha tollerato per ventanni che i suoi destini fossero guidati da una banda di avventurieri che hanno trasformato lamministrazione, il governo, lesercito, la marina di fatto tutta la Francia in una fonte di arricchimento personale.
Scritto il 30 o il 31 agosto 1870.

Note sulla guerra XV


[The Pall Mall Gazette, n. 1733, 2 settembre 1870]

Il 26 agosto, mentre tutti i nostri colleghi, salvo rare eccezioni, erano troppo impegnati a dissertare sullimmensa importanza della risoluta marcia su Parigi del principe ereditario3 per avere tempo da dedicare
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Milizia territoriale. Reggimenti pronti alla battaglia. 3 Federico Guglielmo.

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a MacMahon, noi ci arrischiavamo a sottolineare che il vero fatto del giorno erano le mosse di questultimo per recare soccorso a Metz. Dicevamo che in caso di sconfitta le truppe di MacMahon potrebbero essere costrette alla resa in quella angusta striscia di terra francese che penetra in Belgio fra Mzires e Charlemont-Givet1. Ci che avevamo previsto allora adesso quasi compiuto. MacMahon ha con s il 1 Corpo darmata (il suo), il 5 (che prima era di De Faille e che ora di Wimpffen), il 7 (di Douay), il 12 (di Lebrun), e le truppe che era stato possibile racimolare a Parigi fino al 29 agosto, comprese persino le mobiles ribelli di Saint-Maur e, in pi, anche la cavalleria dei Corpi darmata di Canrobert che era stata lasciata a Chlons. Linsieme di queste forze assomma forse a 150.000 uomini, di cui soltanto la met proviene per dalla vecchia armata; il resto composto di quarti battaglioni e mobiles in proporzioni pressoch uguali. Si dice che queste truppe siano ben provviste di artiglieria, ma gran parte devono essere batterie di nuova formazione, e sono notoriamente a corto di cavalleria. Anche se questo esercito fosse numericamente pi forte di quanto calcoliamo, le truppe in soprannumero devono essere reclute, e non ne aumenterebbero la forza, che noi stimiamo appena equivalente a 100.000 buoni soldati. MacMahon ha lasciato Reims per Rethel e la Mosa la sera del 22, ma il 13 Corpo darmata partito da Parigi il 28 e il 29; poich a quella data la ferrovia diretta a Rethel via Reims era minacciata dal nemico, queste truppe devono essere state trasportate con le ferrovie del nord, attraverso Saint-Quentin, Avesnes e Hirson. Potrebbero non avere completato il viaggio prima del 30 o del 31, quando i combattimenti erano gi cominciati sul serio; cos, le truppe attese da MacMahon non erano l quando stato necessario. Mentre egli continuava a perdere tempo fra Rethel, Mzires e Stenay, i tedeschi convergevano su di lui da ogni parte. Il 27, una brigata della sua avanguardia di cavalleria era stata battuta a Buzancy. Il 28 Vouziers, importante crocevia delle Argonne, era in mano ai tedeschi e due loro squadroni attaccavano e prendevano Vrizy, un villaggio occupato dalla fanteria francese, che ha dovuto arrendersi una prodezza che, per inciso, ha un solo precedente la presa di Dembe Wielkie da parte della cavalleria polacca, contro la cavalleria e la fanteria russe nel 1831[109]. Per il giorno 29 le fonti degne di fede non han1

Cfr. qui sopra p. x.

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no notizia di nessun combattimento. Ma il 30 (marted), i tedeschi, dopo aver concentrato forze sufficienti, sono piombati addosso a MacMahon e lo hanno sconfitto. I comunicati tedeschi parlano di una battaglia dalle parti di Beaumont[110] e di scontri vicino a Nouart[111] (sulla strada da Stenay a Buzancy)[112], ma fonti belghe riferiscono di combattimenti sulla riva destra della Mosa, fra Mouzon e Carignan[113]. Si possono facilmente conciliare i due rapporti: supponendo che il telegramma belga sia sostanzialmente corretto, la 4a Armata tedesca (4 e 12 corpo darmata, pi la Guardia), a quanto sembra, ha disposto il 4 e il 12 corpo sulla riva sinistra della Mosella, dove successivamente sono stati raggiunti dal 1 Corpo darmata bavarese, primo contributo della 3a Armata in arrivo dal sud. Questi si sono imbattuti a Beaumont nel grosso delle forze di MacMahon, che evidentemente erano in marcia da Mzires verso Stenay; le hanno attaccate e una frazione, probabilmente i bavaresi, piombando sui francesi e aggirandoli sul fianco destro, li ha spinti fuori dalla linea diretta di ritirata, verso la Mosa, a Mouzon, dove le difficolt e i ritardi del passaggio sul ponte spiegherebbero le grandi perdite in prigionieri, artiglieria e rifornimenti. Nel frattempo, lavanguardia del 12 Corpo darmata tedesco, che sembra fosse stata inviata in unaltra direzione, ha incontrato il 5 Corpo darmata francese (quello di Wimpffen) che, secondo tutte le apparenze, marciava, lungo la direttrice di Le Chne Populeux, la valle della Bar e Buzancy, in direzione del fianco tedesco. Lo scontro ha avuto luogo a Nouart, sette miglia circa a sud di Beaumont e si concluso con un successo dei tedeschi: che sono riusciti a fermare il movimento sul fianco di Wimpffen, mentre veniva data battaglia a Beaumont. Una terza parte delle forze di MacMahon, secondo i rapporti belgi, deve essere avanzata sulla riva destra della Mosa, dove, stando a quanto si dice si era accampata la notte precedente a Vaux, fra Carignan e Mouzon; ma anche questi corpi sono stati attaccati dai tedeschi (probabilmente dalle Guardie) e completamente sconfitti, oltretutto, si dice, con la perdita di quattro mitragliere[113]. Lensemble 1 di questi tre combattimenti (sempre supponendo che i rapporti belgi siano, nella sostanza, corretti) sancirebbe quella completa sconfitta di MacMahon che noi abbiamo pi volte preannunciato2. I quattro Corpi darmata che lo hanno contrastato ammonterebbero ora a
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Insieme. Cfr. qui sopra pp. x.

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100.000 uomini, ma c da chiedersi se siano stati impiegati tutti. Le truppe di MacMahon, come abbiamo detto, dovrebbero allincirca essere equivalenti allo stesso numero di buoni soldati1. Che la loro resistenza non possa essere paragonata a quella della vecchia armata del Reno, implicito nelle considerazioni di un telegramma ufficiale tedesco, secondo cui le nostre perdite sono moderate[114], e nel numero di prigionieri catturati. ancora troppo presto per azzardare una critica alle disposizioni tattiche di MacMahon in previsione di questa battaglia e nel corso della stessa, perch ne sappiamo ancora poco. Ma la sua strategia non pu che essere severamente condannata. Egli ha buttato via ogni possibilit di fuga. La sua posizione fra Rethel e Mzires gli permetteva di combattere cos da tenere aperta una linea di ritirata per Laon e Soissons, e quindi la possibilit di raggiungere nuovamente Parigi o la Francia occidentale. Egli ha invece combattuto come se lunica linea di ritirata fosse stata Mzires e come se il Belgio gli appartenesse. Si dice che sia a Sedan. A questora i tedeschi vittoriosi devono essersi allineati lungo la riva sinistra della Mosa, non solo davanti a questa fortezza, ma anche di fronte a Mzires, da dove la loro ala sinistra potr, in un giorno o poco pi, distendersi fino alla frontiera belga vicino a Rocroi; a quel punto MacMahon sar intrappolato in quella striscia di territorio sulla quale sei giorni fa abbiamo puntato il dito. Una volta l, non avr molta scelta. circondato da quattro fortezze Sedan, Mzires, Rocroi e Charlemont; ma sulle dodici miglia quadrate di territorio a disposizione, con un esercito superiore di fronte e un territorio neutrale alle spalle, non pu giocare ai quattro cantoni. Verr preso per fame o battuto; dovr arrendersi ai prussiani oppure ai belgi. Gli resta aperta per ancora una strada. Abbiamo appena detto che si comportato come se il Belgio gli appartenesse. E se davvero la pensasse cos? E se il mistero di fondo di questa inesplicabile strategia fosse la ferma determinazione di servirsi del territorio belga, come se appartenesse alla Francia? Da Charlemont parte una strada diritta che attraversa Philippenville in territorio belga e sfocia in territorio francese, nelle vicinanze di Maubeuge. Questa strada lunga la met di quella che in territorio francese da Mzires porta a Maubeuge. E se MacMahon intendesse usare questo tratto di strada per la fuga, qualora si trovasse in estremo pericolo? I belgi, pu aver pensato, non saranno in grado di fare resistenza contro un esercito forte come il suo; e se, nel caso
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Cfr. qui sopra pp. x.

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che i belgi fossero incapaci di fermarlo, i tedeschi, come probabile, inseguissero MacMahon in territorio belga, sorgerebbero complicazioni politiche nuove che casomai potrebbero migliorare, ma certamente non peggiorare, lattuale situazione della Francia. Inoltre, se MacMahon riuscisse a trascinare in territorio belga anche una sola pattuglia tedesca, verrebbe sancita una rottura della neutralit che farebbe da alibi a ulteriori violazioni del territorio belga. Idee di tal genere possono essere passate nella testa di questo vecchio algerino, idee del tutto conformi ai metodi della guerra africana, le uniche che potrebbero legittimare una strategia come quella che ha messo in mostra. Ma anche questa alternativa gli potrebbe essere negata se il principe ereditario agisse con la consueta rapidit, potrebbe raggiungere Montherm e la confluenza dei due fiumi Semois e Mosa prima di MacMahon, e quindi MacMahon sarebbe intrappolato fra la Semois e Sedan su un terreno appena sufficiente ad accampare i suoi uomini e senza speranza alcuna di una scappatoia in territorio neutrale.
Scritto il 1 settembre 1870.

Le disfatte francesi
[The Pall Mall Gazette, n. 1734, 3 settembre 1870]

Un grande esercito, quando viene messo con le spalle al muro, lotta fino. Perch le truppe di Bazaine capissero che erano realmente intrappolate a Metz ci sono anzitutto volute tre battaglie; dopoch sono state necessarie altre trentasei ore di combattimenti disperati, giorno e notte, mercoled e gioved scorso[115] per convincerle se mai si sono convinte che non cera via di fuga dalla rete in cui i prussiani le avevano prese. Neppure la battaglia di marted bastata per spingere MacMahon ad arrendersi. Ha dovuto aver luogo una nuova battaglia a quanto pare la pi grande e sanguinosa della serie combattuta gioved[116], Ed stato necessario che egli stesso fosse ferito, perch prendesse coscienza della sua reale posizione. I primi resoconti della battaglia vicino a Beaumont[117] e Carignan[118] sembrano sostanzialmente corretti, con leccezione che la linea di ritirata dei Corpi darmata francesi che hanno combattuto a Beaumont, lungo la riva sinistra della Mosa verso Sedan, non era stata

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completamente tagliata. Sembra che una parte di queste truppe pare sia fuggita lungo la riva sinistra fino a Sedan o, almeno, gioved si combatteva ancora sulla stessa riva. Vi , inoltre, qualche dubbio sulla data del combattimento a Nouart, che lo stato maggiore di Berlino tende a collocare nella giornata di luned[119]. Ci farebbe meglio concordare i telegrammi tedeschi e, in tal caso, viene a cadere lipotesi di un movimento accerchiante attribuito al 5 Corpo darmata francese. Lesito del combattimento di marted stato disastroso per i Corpi darmata francesi impegnati. Oltre 20 cannoni, undici mitragliere e 7.000 prigionieri sono dei risultati quasi equivalenti a quelli di Woerth, ottenuti per molto pi facilmente e con minori sacrifici. I francesi sono stati respinti su entrambe le rive della Mosa, fino alle immediate vicinanze di Sedan. Sulla riva sinistra, la loro posizione dopo la battaglia risulta delimitata ad ovest dal fiume Bar e il canale delle Ardenne, che scorrono entrambi lungo la stessa vallata ed entrano nella Mosa a Villers, fra Sedan e Mzires; ad est dalla gola e dal ruscello che, da Raucourt, scende nella Mosa a Remilly. Con entrambi i fianchi protetti, il corpo principale occuperebbe laltopiano centrale, pronto ad affrontare gli attacchi da qualsiasi parte provengano. Sulla riva destra, il fiume Chiers, che confluisce nella Mosa circa quattro miglia sopra Sedan, di fronte a Remilly, deve essere stato attraversato dai francesi dopo la battaglia di marted. Ci sono tre gole parallele che corrono in direzione nord-sud dalla frontiera belga, la prima e la seconda verso il Chiers, la terza, quella pi larga, immediatamente davanti a Sedan, in direzione della Mosa. Sulla seconda gola, nel punto pi elevato, c il villaggio di Cerney; sulla terza, in alto, dove essa attraversata dalla strada per Bouillon in Belgio, c Givonne; e pi in basso, dove la strada per Stenay e Montmdy attraversa la gola, c Bazeilles. Nella battaglia di gioved queste tre gole devono avere costituito altrettante successive posizioni di difesa per i francesi, che naturalmente avranno tenuto lultima e pi forte posizione con grandissima tenacia. Questa parte del campo di battaglia in qualche modo simile a quello di Gravelotte, ma mentre in quel luogo le gole potevano essere e di fatto sono state aggirate per laltopiano dal quale le gole scendevano, qui la vicinanza della frontiera belga rendeva assai rischioso ogni tentativo di aggiramento e pressoch obbligato un attacco frontale diretto. Mentre i francesi si attestavano in questa posizione e vi facevano convergere le truppe che non avevano preso parte alla battaglia di mar-

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ted (fra le altre probabilmente anche il 12 Corpo darmata, comprendente le mobiles parigine), i tedeschi hanno avuto un giorno di tempo per concentrare il loro esercito e quando, gioved, hanno attaccato, avevano sul posto lintera 4a Armata (la Guardia, il 4 e il 12 Corpo darmata) e tre Corpi darmata (il 5, l11 e uno bavarese) della Terza; una forza moralmente, se non numericamente, superiore a quella di MacMahon. Il combattimento iniziato alle sette e mezza del mattino e alle quattro e un quarto, quando il re di Prussia ha telegrafato[120], era ancora in corso e i tedeschi stavano guadagnando terreno da tutte le parti. Secondo fonti belghe, i villaggi di Bazeilles, Remilly, Villers e Cernay erano in fiamme e la cappella di Givonne erano nelle mani dei tedeschi[121]. Questo starebbe a indicare che, sulla riva sinistra della Mosa, i due villaggi che, in caso di ritirata, avrebbero dovuto difendere i fianchi dei francesi, erano stati presi o resi indifendibili; mentre sulla riva destra la prima e la seconda linea di difesa erano state conquistate e la terza, fra Bazeilles e Givonne, era perlomeno sul punto di essere abbandonata dai francesi. In queste circostanze, non vera dubbio che il calare della notte avrebbe visto i tedeschi vittoriosi e i francesi respinti a Sedan. Questo, infatti, viene confermato nei telegrammi provenienti dal Belgio, che annunciano che MacMahon stato completamente circondato e che migliaia di soldati francesi hanno attraversato la frontiera e sono stati disarmati[122]. In queste circostanze, cerano solo due alternative davanti a MacMahon la capitolazione o lo sconfinamento in territorio belga. Lesercito sconfitto non poteva sopravvivere rinchiuso dentro e attorno a Sedan, vale a dire in uno spazio non pi ampio, nella migliore delle ipotesi, del suo accampamento; e anche se fosse riuscito a mantenere aperte le comunicazioni con Mzires, che si trova circa dieci miglia a ovest, esso sarebbe stato comunque circondato in una stretta striscia di territorio, impossibile da difendere. MacMahon quindi, non essendo in grado di aprirsi un varco attraverso i suoi nemici, doveva per forza o passare in territorio belga oppure arrendersi. Casualmente, a MacMahon, messo fuori combattimento dalle ferite, stato risparmiato il dolore di una decisione. toccato al generale De Wimpffen annunciare la resa dellesercito francese. Questa conclusione quasi certamente stata affrettata dalla notizia, ammesso che potessero ricevere delle notizie, del decisivo fallimento degli sforzi di Bazaine per uscire da Metz. I tedeschi

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avevano previsto le sue intenzioni ed erano pronti ad affrontarlo su tutti i punti. Non solo Steinmetz, ma anche il principe Federico Carlo (come appare dai Corpi darmata menzionati, il 1 e il 9[123]) erano in agguato, e unaccurata linea di trincee rafforzava ulteriormente la barriera intorno a Metz.
Scritto il 3 settembre 1870.

Note sulla guerra XVI


[The Pall Mall Gazette, n. 1737, 7 settembre 1870]

La capitolazione di Sedan decide la sorte dellultimo esercito francese rimasto in campo. Decide, nello stesso tempo, la fine di Metz e dellarmata di Bazaine; essendo fuori di questione ogni soccorso, anchessi dovranno capitolare se non questa settimana, quasi certamente non pi tardi della prossima. Resta il colossale campo trincerato di Parigi, ultima speranza della Francia. Le fortificazioni della citt costituiscono il pi imponente complesso di opere di ingegneria militare mai costruito; fino ad ora non sono mai state messe alla prova e le opinioni circa il loro valore non sono soltanto divise, ma assolutamente contraddittorie. Unanalisi dei fatti ci dar una base sicura sulla quale fondare le nostre conclusioni. Montalembert, ufficiale francese di cavalleria, ma anche ingegnere militare di non comune e forse ineguagliata genialit, stato il primo a proporre e a realizzare, nella seconda met del diciottesimo secolo, il piano di attorniare le fortezze di forti avanzati a distanza tale da proteggere la citt dai bombardamenti. Prima di lui, le opere esterne cittadelle, lunette, eccetera erano pi o meno collegate alla cinta o ai bastioni della citt e quasi mai erano pi distanti della base dello spalto[124]. Egli propose la costruzione di forti, abbastanza vasti e potenti da poter reggere separatamente un assedio, e distanti dai bastioni della citt da 600 a 1200 iarde e pi. La nuova teoria venne disprezzata per anni in Francia, mentre trov estimatori in Germania quando, dopo il 1815, dovette essere fortificata la linea del Reno. Colonia, Coblenza, Magonza e in seguito Ulm, Rastadt e Germersheim furono attorniate da forti avanzati; le idee

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di Montalembert furono elaborate da Aster e altri, e ne sort un nuovo sistema di fortificazioni, conosciuto sotto il nome di scuola tedesca. Con il tempo i francesi cominciarono a vedere lutilit dei forti avanzati e, quando Parigi fu fortificata, fu subito evidente che non valeva la pena di alzare quellimmensa linea di bastioni intorno alla citt, senza proteggerla con forti avanzati, perch una breccia aperta in un solo punto del bastione avrebbe provocato la caduta di tutta la cerchia. Le guerre moderne hanno mostrato in pi di una circostanza la validit di questi campi trincerati, costituiti da una cerchia di forti avanzati, aventi come nucleo la fortezza principale. Mantova, grazie alla sua posizione, era un campo trincerato, cos come pi o meno lo era Danzica nel 1807, furono infatti queste le uniche due fortezze che abbiano mai fermato Napoleone I. Ancora nel 1813 Danzica, grazie ai suoi forti avanzati per la maggior parte opere campali fu in grado di opporre una lunga resistenza[125]. Tutta la campagna di Radetzky del 1849 in Lombardia fece perno sul campo trincerato di Verona, a sua volta nucleo del celebre Quadrilatero[126], cos come tutta la campagna di Crimea era dipesa dalle sorti del campo trincerato di Sebastopoli, che resistette cos a lungo semplicemente perch gli alleati non furono capaci di investirlo da ogni lato e di tagliare fuori gli assediati dai rinforzi e dai rifornimenti[127]. Lesempio di Sebastopoli il pi adatto a illustrare il nostro ragionamento, poich la piazza fortificata pi estesa tra quelle che abbiamo preso precedentemente in considerazione. Ma Parigi ancora pi vasta di Sebastopoli. Il perimetro dei forti misura ventiquattro miglia circa. La potenza della piazzaforte ne sar accresciuta in misura proporzionale? Le sue fortificazioni sono dei modelli nel loro genere. Esse sono di estrema semplicit; una elementare cinta di bastioni senza neanche una singola lunetta davanti alle cortine[128]; i forti, per la maggior parte quadrati o pentagoni bastionati, senza alcuna lunetta o altre opere esterne; qua e l opere a corno o a corona[129] per coprire uno spazio esterno pi elevato. Queste fortificazioni sono concepite pi per una difesa attiva che passiva. Ci si aspetta che la guarnigione di Parigi irrompa fuori, usando i forti a protezione dei fianchi e, con ripetute sortite su larga scala, renda impossibile un assedio regolare anche solo di due o tre forti. In questo modo, mentre i forti proteggono la guarnigione della citt da una manovra di avvicinamento del nemico, la guarnigione dovr proteggere i forti dalle batterie dassedio, distruggendo continuamente le opere degli assedianti. Aggiungiamo

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che la distanza dei forti dalle mura preclude ogni possibilit di bombardamento efficace della citt, almeno fino a che due o tre forti non siano stati presi. Inoltre, la posizione alla confluenza della Senna e della Marna, fiumi il cui corso sinuoso e accompagnato da un sistema collinare sul fronte pi esposto, quello di nord-est offre grandi vantaggi naturali, sfruttati al meglio nella progettazione delle opere. Se queste condizioni sono soddisfatte e i due milioni di abitanti verranno regolarmente approvvigionati, Parigi una piazza senza dubbio molto forte. Rifornire di viveri gli abitanti non un grosso problema, se la faccenda presa in mano in tempo e procede in modo sistematico. Che tutto ci sia stato fatto nel caso attuale, assai dubbio. Loperato dellultimo governo ha tutta laria di un lavoro spasmodico e poco ponderato. Raccogliere bestiame vivo, senza adeguate scorte di foraggio, stata una perfetta assurdit. Possiamo presumere che, se agiscono con labituale decisione, i tedeschi troveranno Parigi impreparata per un lungo assedio. Ma che dire della condizione fondamentale, la difesa attiva, la guarnigione che esce allo scoperto e attacca il nemico anzich bersagliarlo da dietro le mura? Per dimostrare pienamente la potenza delle sue fortificazioni e impedire al nemico di trarre vantaggio dal suo punto debole, la mancanza di strutture esterne di protezione nei principali fossati, Parigi deve avere tra i suoi difensori un esercito regolare. Ed era questa lidea di fondo degli uomini che concepirono le fortificazioni: qualora un esercito francese fosse stato battuto, accertata la sua incapacit a reggere in campo aperto, esso avrebbe potuto ripiegare su Parigi e partecipare alla difesa della capitale, sia direttamente, come guarnigione forte abbastanza da prevenire con attacchi costanti un regolare assedio e anche un completo accerchiamento, sia in modo indiretto, prendendo posizione dietro la Loira, reclutando nuove forze e poi piombando, appena si offre lopportunit, sui punti deboli che gli assedianti, nella loro immensa linea dinvestimento, non avrebbero mancato di presentare. Ora, la condotta complessiva dei comandanti francesi in questa guerra ha contribuito a privare Parigi di questa essenziale condizione per la sua difesa. Di tutto lesercito francese restano solo le truppe rimaste a Parigi e il Corpo darmata del generale Vinoy (il 13, in origine agli ordini di Trochu), in tutto forse 50.000 uomini, per la maggior parte, per non dire tutti, quarti battaglioni e garde mobile. A questi si potrebbero forse aggiungere ancora 20.000 o 30.000 uomini di altri quarti battaglioni e un

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numero indefinito di garde mobile delle province, reclute totalmente inabili al combattimento in campo aperto. Abbiamo potuto vedere a Sedan la scarsa utilit di queste truppe in battaglia. Esse si dimostreranno, indubbiamente, pi affidabili quando disporranno di forti sui quali ripiegare, e con qualche settimana in pi di addestramento, disciplina e combattimenti le miglioreranno senzaltro. Ma la difesa attiva di una grande citt come Parigi comporta movimenti di grandi masse in aperta campagna, combattimenti regolari a una certa distanza dal riparo dei forti, tentativi di fare breccia nella linea di assedio o di impedirne il completamento. Difficilmente la guarnigione di Parigi sar allaltezza di questo compito, che richiede lattacco a un nemico superiore portato con rapidit e sorpresa e con perfetto controllo delle truppe da parte degli ufficiali. Noi riteniamo che la 3a e la 4a armata tedesca, forti di 180.000 uomini, compariranno davanti a Parigi la prossima settimana, lanciando colonne volanti di cavalleria intorno alla citt, distruggendo le comunicazioni ferroviarie, e quindi ogni possibilit di ampi rifornimenti, e preparandosi a un regolare assedio. Esso sar completato allarrivo della 1a e della 2a Armata dopo che la caduta di Metz avr liberato una quantit di uomini che saranno mandati oltre la Loira per battere il paese e prevenire qualsiasi tentativo di costituire una nuova armata francese. Se Parigi non si arrendersi, inizierebbe un regolare assedio che, in assenza di una difesa attiva, non potrebbe che procedere in modo relativamente veloce. Tale sarebbe essere il corso normale delle cose se le uniche considerazioni valide fossero di carattere militare; ma la situazione arrivata a un punto in cui queste considerazioni potrebbero passare in secondo piano rispetto a fatti politici che non nostro compito pronosticare in questa sede.
Scritto fra il 3 e il 7 settembre 1870.

Note sulla guerra XVII


[The Pall Mall Gazette, n. 1739, 9 settembre 1870]

Il tempo che occorrer agli eserciti tedeschi per marciare su Parigi e aprire una fase nuova della guerra, ci d modo di riconsiderare ci che successo dietro il fronte in movimento, davanti alle fortezze.

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Lasciando da parte Sedan, corollario alla capitolazione dellesercito di MacMahon, i tedeschi hanno preso quattro fortezze la Petite Pierre e Vitry senza colpo ferire; Lichtenberg e Marsal dopo un breve bombardamento. Si sono limitati a bloccare Bitche; stanno assediando Strasburgo e hanno bombardato, fino a oggi senza risultati, Phalsbourg, Toul, Montmdy; intendono iniziare, in pochi giorni, un regolare assedio a Toul e Metz. Con leccezione di Metz, che protetta da forti avanzati molto distanti dalla citt, tutte le fortezze che hanno resistito sono state sottoposte a bombardamento. Questa procedura costituisce da sempre una parte delle operazioni di un assedio regolare; dapprima essa aveva lo scopo di distruggere le scorte di viveri e di munizioni degli assediati, ma da quando si usa stivarle in sotterranei a prova di bomba appositamente costruiti, il bombardamento stato impiegato sempre pi spesso per incendiare e distruggere il maggior numero possibile di edifici allinterno della fortezza. La distruzione dei beni e delle provviste degli abitanti della citt divenuta uno strumento di pressione sugli stessi e, tramite loro, sulla guarnigione e sul comandante. Nei casi in cui la guarnigione era debole, indisciplinata e demoralizzata e il comandante privo di polso, un solo bombardamento provocava la resa della fortezza. Cos fu in particolare nel 1815, dopo Waterloo[130], quando unintera serie di fortezze, presidiate in gran parte dalla Guardia nazionale[131], si arresero dopo breve bombardamento, senza aspettare di essere assediate. Avesnes, Guise, Maubeuge, Landrecies, Marienbourg, Philippeville, eccetera, caddero tutte dopo poche ore o, al massimo, pochi giorni di bombardamento. stato senza dubbio il ricordo di questi successi e il fatto di sapere che molti dei luoghi di frontiera erano presidiati dalle mobiles e da Guardie nazionali stanziali, ad avere indotto i tedeschi a tentare nuovamente lo stesso piano. Inoltre, dato che lintroduzione della canna rigata in artiglieria ha fatto delle granate larma pressoch esclusiva dellartiglieria campale, adesso , in confronto, pi facile bombardare una citt e incendiarne gli edifici con i cannoni in dotazione a un Corpo darmata, senza bisogno, come un tempo, di attendere larrivo dei mortai e dei pesanti obici da assedio. Sebbene sia ammesso nella guerra moderna, non si deve dimenticare che il bombardamento di edifici civili in una fortezza sempre una misura disumana e crudele, alla quale non si dovrebbe fare ricorso senza una ragionevole speranza di forzare la resa e senza un certo grado di necessit.

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Se luoghi come Phalsbourg, Lichtenberg e Toul vengono bombardati, ci pu essere giustificato dal fatto che essi ostacolano passi di montagna e ferrovie il cui immediato possesso della pi grande importanza per linvasore e pu, secondo calcoli ragionevoli, essere ottenuto con pochi giorni di bombardamento. Se due di queste fortezze hanno resistito fino ad ora, questo torna tanto pi a onore della guarnigione e degli abitanti. Ma il bombardamento di Strasburgo, che ha preceduto linizio dellassedio, una faccenda del tutto diversa. Strasburgo, una citt di oltre 80.000 abitanti, attorniata da fortificazioni erette secondo lantiquato modello del sedicesimo secolo, fu fortificata da Vauban, che costru una cittadella fuori della citt, pi vicina al Reno, e la colleg alle mura della citt con le linee continue di quello che allora veniva chiamato campo trincerato. Poich la cittadella domina la citt ed in grado di resistere anche dopo la capitolazione di essa, il modo pi semplice per prendere entrambe sarebbe di attaccare subito la cittadella, onde evitare due assedi successivi; tuttavia, le difese della cittadella sono cos forti, la sua posizione sulle pianure paludose nei pressi del Reno rende cos difficile scavare trincee, che le circostanze possono, e generalmente devono, consigliare un previo attacco alla citt, la cui caduta ridurrebbe, agli occhi di un debole comandante della piazza, lutilit di unulteriore difesa della sola cittadella a meno che egli non voglia assicurarsi migliori condizioni di resa. In ogni caso, se la citt sola viene presa, la cittadella resta da conquistare e un comandante ostinato potrebbe resistere e tenere sotto il suo fuoco la citt e gli edifici occupati dagli assedianti. In queste circostanze, di quale utilit sarebbe un bombardamento della citt? Se tutto andasse bene, gli abitanti potrebbero demoralizzare gran parte della guarnigione e obbligare il comandante ad abbandonare la citt e rinchiudersi, con i suoi soldati migliori, 3.000 o 5.000 uomini, nella cittadella, da dove potrebbe continuare la difesa e tenere la citt sotto il suo fuoco. La tempra del generale Uhrich (perch questo e non Ulrich il nome di questo valoroso vecchio soldato) era talmente nota, da impedire a chiunque di credere che egli potesse lasciarsi intimorire fino alla resa, sia della citt che della cittadella, qualsiasi fosse il numero di granate che gli cadevano addosso. Bombardare una piazza dominata da una cittadella indipendente di per s unassurdit oltre che una crudelt inutile. Certo, lanci sporadici di granate, oppure il lento bombardamento nel corso di un assedio, producono sempre danni in una citt assediata, ma

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questo niente rispetto alla distruzione e al sacrificio di civili durante un regolare e sistematico bombardamento di sei giorni, come quello che stato inflitto a questa sventurata citt. I tedeschi affermano che per ragioni politiche devono entrare in possesso della citt al pi presto. Essi intendono tenerla dopo aver concluso la pace. Se cos, questo bombardamento la cui durezza senza precedenti, non solo stato un crimine, ma anche un errore grossolano. Eccellente maniera, davvero, di conquistare la simpatia di una citt destinata allannessione, dandole fuoco e uccidendone tanti abitanti a colpi di granate esplosive! Il bombardamento ha anticipato la resa anche di un solo giorno? A quanto pare, no. Se i tedeschi volevano annettersi la citt alienando le simpatie francesi dei suoi abitanti, il piano doveva essere di prenderla con un assedio il pi possibile breve e regolare, per poi assediare la cittadella e mettere il comandante nel dilemma se rinunciare a qualcuno dei mezzi di difesa a sua disposizione o bombardare lui la citt. Allo stato attuale delle cose, lenorme quantit di granate rovesciate su Strasburgo non ha supplito alla necessit di un assedio regolare. Il 29 agosto deve essere stata aperta la prima parallela sul lato nord-est della fortezza, nei pressi di Schiltigheim, a 500-650 iarde dalle fortificazioni. Il 3 settembre la seconda parallela (alcuni corrispondenti, per sbaglio, dicono la terza) stata aperta a 330 iarde. Linutile bombardamento stato infine sospeso dal re di Prussia ed possibile che si debba attendere fino al 17 o al 20 prima che sia aperta nei bastioni una breccia praticabile. Ma in questi casi ogni pronostico azzardato. il primo esempio di assedio in cui vengono lanciate granate a percussione da cannoni a canna rigata contro strutture in muratura. Negli esperimenti compiuti durante lo smantellamento di Jlich, i prussiani ottennero risultati straordinari; nelle strutture in muratura furono aperte brecce e i fortini furono demoliti a grande distanza e con fuoco indiretto (ossia di batterie che sparavano senza poter vedere il bersaglio); ma fu un esperimento effettuato solo in tempo di pace, cui necessita il riscontro in una guerra reale. Strasburgo servir a dare unidea abbastanza buona degli effetti della moderna artiglieria pesante a canna rigata nelle operazioni di assedio, e da questo punto di vista il suo assedio merita di essere considerato con particolare interesse.
Scritto tra il 7 e il 9 settembre 1870.

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Grandezza e decadenza degli eserciti


[The Pall Mall Gazette, n. 1740, 10 settembre 1870]

Quando Luigi Napoleone fond un Impero della pace[132] sui voti dei contadini e sulle baionette dei loro figli, i soldati dellesercito, questo esercito non occupava un rango particolarmente preminente in Europa, se non, forse, per tradizione. Si era in pace dal 1815 pace interrotta, per alcuni eserciti, dagli eventi del 1848 e del 1849. Gli austriaci avevano condotto una vittoriosa campagna in Italia e unaltra disastrosa in Ungheria; n la Russia in Ungheria, n la Prussia nella Germania meridionale avevano raccolto allori di cui vantarsi[133]; la Russia aveva una sua guerra permanente nel Caucaso e la Francia in Algeria[134]. Ma dopo il 1815 nessuno dei grandi eserciti aveva pi affrontato un suo pari in campo aperto. Luigi Filippo aveva lasciato lesercito francese in condizioni tuttaltro che efficienti; le truppe algerine e soprattutto i corpi dlite chasseurs-pied1, zuavi, turchi, chasseurs dAfrique2 pi o meno tutti costituiti per la guerra dAfrica, erano certamente oggetto di molte attenzioni, ma la gran massa della fanteria, la cavalleria e il materiale bellico in Francia erano molto trascurati. La Repubblica non miglior lo stato dellesercito. Ma venne limpero della pace, e si vis pacem, para bellum3[135] lesercito divenne subito il principale oggetto dattenzione. A quellepoca la Francia disponeva di un buon numero di ufficiali relativamente giovani che avevano servito in Africa in posizioni di responsabilit, quando ancora vi si combatteva sul serio. La Francia possedeva, nei corpi speciali algerini, truppe che erano indubbiamente superiori a qualsiasi altra in Europa. Essa disponeva, nei numerosi sostituti[136], veri e propri veterani, di un maggior numero di soldati di professione in servizio rispetto a qualsiasi altra potenza continentale, Ci che occorreva era portare il grosso delle truppe sul livello dei corpi speciali. Vi si riusc ampiamente. Il pas gymnastique4 (il double5 degli inglesi), fino ad allora praticato solo dai corpi speciali, fu esteso a tutta la fanteria, ottenendo una rapidit di
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Fanteria leggera. Fanteria dAfrica. 3 Se vuoi la pace, tieniti pronto alla guerra. 4 Passo di ginnastica, passo di corsa regolare e cadenzato. 5 Doppio, passo doppio.

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manovra sconosciuta in precedenza negli eserciti. La cavalleria fu dotata, per quanto possibile, di cavalli migliori; il materiale dellintero esercito fu ispezionato e completato; e, infine, fu dato inizio alla guerra di Crimea. Lorganizzazione dellesercito francese si dimostr molto superiore rispetto a quella inglese; i rapporti numerici fra gli eserciti alleati fecero s che gran parte della gloria se gloria vi fu andasse ai francesi; il carattere di questa guerra, che ruot attorno a un solo grande assedio, mise in risalto il peculiare genio matematico dei francesi cos come fu applicato dai loro ingegneri; nel complesso la guerra di Crimea elev lesercito francese al rango di primo esercito dEuropa. Venne poi lepoca del fucile e del cannone a canna rigata. Lincomparabile superiorit di fuoco del fucile a canna rigata rispetto al moschetto a canna liscia condusse alla soppressione o, in certi casi, alla rigatura generalizzata di questultimo1. In meno di un anno, la Prussia aveva convertito i suoi vecchi moschetti in fucili; lInghilterra adott gradualmente lEnfield, lAustria dot di uneccellente carabina di piccolo calibro (Lorentz) tutta la fanteria. Solo la Francia mantenne il vecchio moschetto a canna liscia, limitando i fucili ai soli corpi speciali. Ma, mentre il grosso dellartiglieria conservava il corto mortaio da 12, invenzione prediletta dallimperatore, meno efficiente per della vecchia artiglieria a causa della carica ridotta, un certo numero di batterie da 4 a canna rigata furono messe a punto e tenute pronte per una guerra. Tecnicamente presentavano ancora dei difetti, essendo i primi cannoni a canna rigata dal quindicesimo secolo, ma la loro efficacia si dimostr molto superiore a quella di qualsiasi altra arma ad anima liscia allora esistente. A questo punto scoppi la guerra in Italia[137]. Lesercito austriaco era retto da metodi piuttosto approssimativi: gli sforzi straordinari non erano mai stati il suo forte; era in effetti un esercito rispettabile, ma niente di pi. Il suo comando annoverava alcuni fra i migliori e un buon numero dei peggiori generali del tempo. Gli appoggi a corte avevano portato la massa di questi ultimi negli alti comandi. Le cantonate dei generali austriaci e la maggiore ambizione dei soldati francesi diedero alla Francia una vittoria piuttosto sofferta. Magenta non port alcun trofeo, Solferino solo alcuni e la politica cal il sipario prima che arrivasse alla ribalta la reale difficolt della guerra, la lotta per il Quadrilatero.
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Il testo di Engels porta precedente [former], chiaramente una svista.

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Dopo questa campagna, lesercito francese divenne un modello per lEuropa. Se, dopo la guerra di Crimea, lo chasseur--pied1 era gi diventato il beau idal 2 del soldato di fanteria, lammirazione si estese ora a tutto lesercito francese. I suoi regolamenti furono studiati, i suoi campi divennero scuole di formazione per ufficiali di tutte le nazioni. Linvincibilit dei francesi divenne un articolo di fede in quasi tutta Europa. La Francia nel frattempo rigava tutti i vecchi fucili e armava tutta lartiglieria di cannoni a canna rigata. Ma la stessa campagna che aveva consacrato lesercito francese come il migliore dEuropa, suscit anche tentativi che finirono col procurargli prima un rivale, poi un conquistatore. Dal 1815 al 1850 lesercito prussiano aveva fatto la ruggine al pari degli altri eserciti europei. Ma alla macchina da guerra prussiana questa ruggine della pace aveva provocato pi guasti che a qualsiasi altro esercito. In quel periodo, il sistema prussiano univa, in ciascuna brigata, un reggimento di linea a un reggimento di Landwehr3, cosicch la met delle truppe da campo doveva essere istruita daccapo ad ogni mobilitazione. Il materiale assegnato alla linea ed alla Landwehr era divenuto estremamente insufficiente; fra il personale responsabile erano in molti a rubacchiare. Per farla breve, quando il conflitto con lAustria del 1850 impose la mobilitazione, essa fall miseramente e la Prussia dovette passare sotto le forche caudine[138]. Il materiale fu quindi immediatamente sostituito con grandi costi e tutta lorganizzazione rivista, ma solo nei dettagli. Quando la guerra italiana del 1859 impose unaltra mobilitazione, il materiale era di qualit migliore, bench non ancora completo, ma lo spirito della Landwehr, eccellente per una guerra nazionale, si mostr del tutto restio ad una dimostrazione militare che poteva sfociare in una guerra contro luno o laltro dei belligeranti. Ci si risolse a riorganizzare lesercito. Questa riorganizzazione, condotta dietro le spalle del parlamento, mantenne sotto le armi la totalit dei trentadue reggimenti di fanteria di Landwehr, completando gradualmente i ranghi con una aumentata leva di reclute, trasformandoli infine in reggimenti di fanteria, e aumentandone il numero da quaranta a settantadue. Lartiglieria fu incrementata nella stessa proporzione, la cavalleria in misura molto inferiore. Questo aumento del1 2

Fanteria leggera. Bellideale. 3 Milizia territoriale.

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lesercito fu allincirca proporzionato alla crescita della popolazione prussiana che dal 1815 al 1860 pass da 10,5 a 18,5 milioni. Nonostante lopposizione della seconda Camera[139], esso rimase praticamente un esercito in forze. Esso inoltre, fu reso pi efficiente sotto tutti gli aspetti. Era stato il primo a dotare di fucili a canna rigata tutta la fanteria. Ora i fucili ad ago a retrocarica, in precedenza riservati solo ad una parte della fanteria, furono forniti a tutti, e ne venne accantonata una scorta. Gli esperimenti con i cannoni a canna rigata, portati avanti per qualche anno, furono condotti a termine e i nuovi modelli, adottati gradualmente, andarono a rimpiazzare i pezzi ad anima liscia. Lesagerata attenzione alladdestramento di parata, eredit del vecchio e severo Federico Guglielmo III, lasci sempre pi il posto ad un migliore sistema di addestramento che esercitava principalmente alle operazioni davanguardia e alla formazione in ordine sparso, e i modelli, in entrambe le specialit, furono, per lo pi, quelli adottati dai francesi in Algeria. La colonna di compagnia divenne la principale formazione da combattimento prescritta ai battaglioni avanzati. Si pose molta cura nelle esercitazioni di tiro al bersaglio, e si ottennero risultati significativi. Anche la cavalleria fu molto migliorata. Lallevamento di cavalli, soprattutto nella Prussia orientale, grande paese dellallevamento ippico, era stato curato per anni, con linnesto di molto sangue arabo, e adesso i frutti si cominciavano a vedere. Il cavallo della Prussia orientale, di taglia e velocit inferiori a quello inglese, un cavallo da guerra di gran lunga superiore, capace, durante una campagna, di tenere cinque volte tanto. Leducazione professionale degli ufficiali, a lungo trascurata, risal allalto livello prescritto, e, nel complesso, lesercito prussiano sub una completa trasformazione. Fu sufficiente la guerra danese[140] per dimostrarlo, a tutti coloro che volevano vedere, ma non si volle farlo. Giunse allora il colpo di tuono del 1866 e non si pot pi non aprire gli occhi. Successivamente venne lestensione del sistema prussiano allesercito della Germania settentrionale e, nelle sue linee essenziali, anche a quelli della Germania meridionale; il risultato mostra con quanta facilit possa essere introdotto. Infine arriv il 1870. Ma, nel 1870 lesercito francese non era pi quello del 1859. Il peculato, il ladrocinio e la tendenza generale a utilizzare il pubblico ufficio nellinteresse privato, che sono lessenza stessa del sistema del Secondo Impero, avevano permeato lesercito. Se Haussmann e la sua cricca facevano milioni a palate con il colossale affare parigino[141], se lintero ministero dei lavori pubblici, ogni contratto governativo, ogni ufficio civico, erano sfac-

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ciatamente ed apertamente trasformati in strumenti per derubare la comunit, lesercito, solo, doveva rimanere virtuoso? Quellesercito, al quale Luigi Napoleone doveva tutto un esercito comandato da uomini altrettanto avidi di ricchezze quanto i pi fortunati parassiti civili di corte? Quando si seppe che il governo era solito accettare il denaro delle sostituzioni senza fornire i sostituti e necessariamente ogni ufficiale reggimentale lo sapeva; quando cominciarono altre malversazioni su forniture ecc., per compensare i fondi straordinari che segretamente il ministro della guerra girava allimperatore; quando le pi alte cariche furono in mano a uomini al corrente di tutti i segreti, che non potevano essere cacciati, qualsiasi cosa facessero o non facessero, il rilassamento morale si diffuse tra gli ufficiali reggimentali. Siamo ben lontani dallaffermare che il peculato a danno della nazione fosse comune tra di loro, ma disprezzo per i superiori, negligenza dei propri doveri e allentamento della disciplina furono le inevitabili conseguenze. Se i comandanti avessero imposto il rispetto, gli ufficiali, come era ormai consuetudine, avrebbero mai osato seguire le marce in carrozza? Era tutto un marciume; latmosfera di corruzione in cui viveva il Secondo Impero aveva finito per contagiare anche il suo principale sostegno: lesercito; nellora del giudizio, non era rimasto da opporre al nemico che le gloriose tradizioni del servizio e linnato coraggio dei soldati, qualit che da sole non bastano a mantenere la superiorit di un esercito.
Scritto il 9 o il 10 settembre 1870.

Note sulla guerra XVIII


[The Pall Mall Gazette, n. 1744, 15 settembre 1870]

Sembra che vi siano ancora molti equivoci a proposito delle operazioni dassedio in corso in Francia. Alcuni nostri colleghi, del Times per esempio, sono inclini a pensare che i tedeschi, sebbene eccellenti sul campo, non sappiano come si conduce un assedio[142]; altri ritengono che lassedio di Strasburgo sia tirato per le lunghe, pi che per conquistare la citt, per far fare esperienza e pratica al genio e allartiglieria tedesca. E questo perch n Strasburgo, n Toul, n Metz, n Phalsbourg si sono ancora arrese. A quanto pare si completamente dimenticato che lultimo

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assedio condotto prima di questa guerra, quello di Sebastopoli, si trascin per undici mesi nelle trincee, prima che la citt si arrendesse. Per correggere considerazioni cos rozze, che non possono essere avanzate se non da persone inesperte di questioni militari, sar necessario ricordare loro in cosa consiste in realt un assedio. Le mura della maggior parte delle fortezze sono bastionate sono cio munite a ogni angolo di sporgenze pentagonali chiamate bastioni, che con il loro fuoco proteggono sia lo spazio antistante, sia il fossato posto immediatamente ai loro piedi. In questo fossato, a met strada tra i due bastioni c una costruzione staccata di forma triangolare, chiamata lunetta, che copre parte dei bastioni e la cortina ossia la sezione di mura fra i bastioni; il fossato circonda questa lunetta. Fuori da questo grande fossato si trova il camminamento, unampia strada protetta dallo spalto, una sovrastruttura in terra alta circa sette piedi e lievemente degradante verso lesterno. In molti casi si aggiungono altre opere atte ad aumentare le difficolt di un attacco. Le cortine di tutte queste opere sono rafforzate alla base da muraglioni in mattoni o protetti dalle acque dei fossati, in modo da rendere impossibile lassalto alle opere finch esse rimangono intatte; le opere sono concepite in modo tale che quelle esterne sono comandate cio dominate da quelle interne, mentre le prime, a loro volta, comandano la campagna dallalto delle loro mura. Per attaccare una fortezza come questa ancora in uso il metodo perfezionato da Vauban, sebbene lartiglieria a canna rigata degli assediati potrebbe imporre varianti qualora il terreno davanti alla fortezza sia perfettamente piano su unampia distanza. Ma poich gran parte delle fortezze stata costruita allepoca dellartiglieria ad anima liscia, il terreno oltre le 800 iarde dalle opere in genere non stato preso in considerazione e in quasi tutti i casi fornisce agli assedianti un approccio protetto fino a questa distanza, senza bisogno di ricorrere a trincee normali. La prima cosa da fare dunque quella di investire la fortezza, stringerla da vicino con gli avamposti e altri distaccamenti, compiere una ricognizione delle fortificazioni, portare avanti i cannoni dassedio, le munizioni e altri approvvigionamenti e organizzare i magazzini. Nella guerra attuale un primo bombardamento con artiglieria da campagna ha aperto questa fase preliminare, che pu anche durare a lungo. Strasburgo stata parzialmente investita il 10 agosto, completamente il 20, bombardata dal 23 al 28; lassedio regolare ha avuto tuttavia inizio solo il 29. Lassedio vero e proprio inizia

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con lapertura della prima parallela, una trincea nella quale la terra scavata accumulata sul lato verso la fortezza, per nascondere e proteggere gli uomini che vi transitano. La prima parallela tracciata generalmente a una distanza tra le 600 e le 700 iarde dalle fortificazioni. In essa vengono poste le batterie dinfilata, direttamente sul prolungamento di ogni lato cio su quelle linee di mura il cui fuoco controlla lo spazio antistante; questo viene fatto su tutta la parte di fortezza che soggetta allattacco. Il loro obiettivo di aprire il fuoco lungo questi lati, per distruggerne i cannoni e ucciderne i serventi. Occorrono almeno venti batterie, ognuna di due o tre pezzi, ossia cinquanta cannoni pesanti in totale. Nella prima parallela venivano di solito piazzati anche alcuni mortai per bombardare la citt e i magazzini a prova di bomba della guarnigione; con lartiglieria attuale, i mortai sono impiegati solo su questo secondo bersaglio, poich per il primo bastano i cannoni a canna rigata. Dalla prima parallela, vengono spinte avanti altre trincee su linee il cui prolungamento non incontra le strutture della fortezza, affinch da queste non le si possa prendere dinfilata; esse avanzano a zigzag spingendosi fino a circa 350 iarde dalle fortificazioni, dove viene scavata la seconda parallela una trincea simile alla prima, ma pi breve. Questo lavoro viene generalmente compiuto la quarta o quinta notte dopo lapertura delle trincee. Nella seconda parallela vengono piazzate le controbatterie, una contro ciascuno dei lati attaccati e ad essi quasi parallele; devono demolire frontalmente i cannoni e i bastioni opposti e incrociano il fuoco con le batterie dinfilata. Sono in tutto una sessantina di cannoni di grosso calibro. Gli assedianti avanzano di nuovo con zigzag che diventano pi corti e ravvicinati a mano a mano che si avvicinano alla fortezza. A 150 iarde circa dalle fortificazioni viene scavata una semiparallela per le batterie di mortai, e ai piedi dello spalto, a circa sessanta iarde dalla struttura principale si apre la terza parallela, anchessa munita di batterie di mortai. Questi lavori possono essere terminati la nona o la decima notte dopo lapertura delle trincee. Quando si a questa distanza dalle fortificazioni iniziano le vere difficolt. Il fuoco di artiglieria degli assediati, che tiene sotto tiro la campagna, a questo punto sar quasi del tutto cessato, ma la fucileria dallalto delle mura ora pi precisa che mai, e rallenter seriamente lattivit nelle trincee. A questo punto il lavoro di avvicinamento richiede maggiore cautela e un piano diverso, che qui non possiamo spiegare nei dettagli. Lundicesima notte gli assedianti potrebbero raggiungere gli angoli salienti del cammina-

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mento, dirimpetto ai punti salienti dei bastioni e delle lunette; la sedicesima notte potrebbero aver completato il coronamento dello spalto cio aver portato le loro trincee sotto la cresta dello spalto parallelo al camminamento. Solo allora gli assedianti potranno piazzare delle batterie per demolire le opere in muratura delle cortine, in modo di aprire cos un passaggio attraverso il fossato fino dentro la fortezza e ridurre al silenzio i cannoni sui fianchi dei bastioni che sparano lungo il fossato impedendone lattraversamento. Questi fianchi e la loro artiglieria possono essere distrutti e la breccia aperta il diciassettesimo giorno. La notte seguente si pu terminare la discesa nel fossato e la costruzione sopra di esso di un passaggio coperto per proteggere gli assalitori dal tiro laterale e si pu dare lassalto. Con questo schizzo abbiamo cercato di dare unidea della successione delle fasi nellassedio di una fortezza del tipo pi debole, semplice e modesto (un esagono di Vauban) e di determinare il tempo necessario alle diverse fasi sempre che le operazioni dassedio non siano disturbate da sortite fortunate supponendo che la difesa non manifesti iniziativa, coraggio e risorse straordinarie. Eppure, anche ipotizzando le circostanze pi favorevoli, abbiamo visto che occorrono almeno diciassette giorni prima di poter aprire un varco nelle opere principali ed essere in condizione di dare lassalto. Se la guarnigione della fortezza abbastanza numerosa e ben rifornita, non ci sono motivi militari che ne impongano la resa prima. Da un punto di vista puramente militare resistere un tale lasso di tempo non altro che un dovere. E tuttavia la gente lamenta che Strasburgo che ha subito solo quattordici giorni di trincee, che pu contare su opere esterne poste sul fronte dattacco grazie alle quali prolungare la resistenza cinque o sei giorni pi della media non sia ancora stata presa. Si lamentano che Metz, Toul, Phalsbourg non si siano ancora arrese. In realt non si sa ancora se contro Toul sia stata aperta una sola trincea e delle altre fortezze sappiamo solo che non sono ancora state investite da un assedio in piena regola. Quanto a Metz, si direbbe che per il momento non ci sia alcuna intenzione di cingerla veramente dassedio, dato che il modo pi efficace per prenderla pare quello di affamare lesercito di Bazaine. Questi impazienti scrittori dovrebbero sapere che sono ben pochi i comandanti di fortezze disposti ad arrendersi a una pattuglia di quattro lancieri, o anche a un bombardamento, se dispongono di guarnigioni e provviste adeguate. Se Stettino si arrese nel 1807 a un reggimento di cavalleria, se le fortezze francesi di confine capitolarono nel 1815 per effetto, o anche solo per timore di un breve bombardamento, non dob-

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biamo per dimenticare che Woerth e Spicheren messe insieme non valevano n Jena n Waterloo; sarebbe inoltre assurdo dubitare che, nellesercito francese, ci sia un buon numero di ufficiali capaci di sostenere un assedio regolare, sia pure con una guarnigione di Gardes mobiles[26].
Scritto fra il 10 e il 15 settembre 1870.

Come combattere i prussiani


[The Pall Mall Gazette, n. 1746, 17 settembre 1870]

Dopo la guerra dItalia del 1859, quando la potenza militare francese era allapice, il principe Federico Carlo di Prussia, lo stesso che oggi affronta lesercito di Bazaine a Metz, scrisse un opuscolo: Come combattere i francesi[143]. In questi giorni, mentre limmensa potenza militare della Germania, organizzata sul sistema prussiano, travolge tutto ci che le si presenta davanti, ci si chiede chi, nel futuro, combatter i prussiani e come. E quando una guerra, in cui la Germania inizialmente si limitata a difendersi dallo chauvinisme1 francese, sembra, gradualmente ma chiaramente, trasformarsi nella guerra per gli interessi di un nuovo chauvinisme tedesco, questa domanda merita di essere presa in considerazione. La Provvidenza sempre dalla parte dei grossi battaglioni, era il motto preferito di Napoleone per spiegare come le battaglie si vincessero o perdessero[144]. in base a questo principio che la Prussia ha agito. Si preoccupata di avere i grossi battaglioni. Quando nel 1807 Napoleone le viet di tenere un esercito di pi di 40.000 uomini, essa conged le sue reclute dopo sei mesi soli di addestramento e le sostitu con nuove leve; e cos, nel 1813, con una popolazione di quattro milioni e mezzo di abitanti, la Prussia era gi in grado di mettere in campo 250.000 uomini. In seguito, questo stesso principio di un servizio breve nel reggimento e di un lungo periodo di servizio nella riserva fu sviluppato pi compiutamente e, inoltre, armonizzato alle esigenze di una monarchia assoluta. Gli uomini venivano tenuti nei reggimenti per due o tre anni, non solo per essere meglio addestrarti, ma per essere abituati allobbedienza incondizionata.
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Sciovinismo.

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Ora, proprio questo il punto debole del sistema prussiano: il dover conciliare due obiettivi diversi e in fin dei conti incompatibili. Da un lato, esso pretende di fare di ogni uomo fisicamente abile un soldato; di avere un esercito permanente col solo scopo di farne una scuola dove i cittadini imparino luso delle armi oltre che un nucleo intorno al quale raccogliersi in caso di attacco esterno. E fin qui il sistema puramente difensivo. Ma, dallaltro lato questo stesso esercito deve fungere da supporto armato e principale sostegno di un governo quasi assoluto; A questo scopo, la scuola di addestramento dei cittadini alle armi si deve tramutare in scuola di obbedienza assoluta ai superiori e di indottrinamento monarchico. Questi valori possono essere assimilati solo durante un servizio di lunga durata. E qui emerge la contraddizione. Una politica estera difensiva richiede laddestramento di molti uomini per brevi periodi, in modo di poter disporre di una riserva numerosa in caso di attacco straniero; la politica interna esige invece laddestramento di un numero limitato di uomini per lunghi periodi, in modo da disporre di un esercito fedele su cui poter contare, in caso di rivolta interna. La monarchia quasi assoluta ha scelto una via di mezzo. Tiene gli uomini sotto le armi per tre anni interi, e limita il numero delle reclute a seconda dei mezzi finanziari. Il tanto vantato obbligo del servizio militare per tutti non esiste nella realt. Si trasformato in una coscrizione che si distingue da quella degli altri Stati solo perch pi opprimente. Costa di pi, coinvolge pi uomini e li mantiene, pi che altrove, soggetti al richiamo. E, nello stesso tempo, quello che allorigine era il popolo armato per la sua stessa difesa, ora diventato un esercito pronto e a portata di mano per lattacco, uno strumento della politica di gabinetto. Nel 1861, la Prussia aveva una popolazione di poco superiore ai diciotto milioni e ogni anno 227.000 giovani, al compimento del ventesimo anno, erano soggetti alla chiamata di leva[145]. Di questi, una buona met era fisicamente abile al servizio se non nellimmediato, almeno un paio danni pi tardi. Ebbene, invece di 114.000, non pi di 63.000 reclute allanno venivano effettivamente inserite nei ranghi, di modo che quasi la met della popolazione maschile fisicamente abile era esclusa dallistruzione militare. Chi stato in Prussia durante una guerra sar rimasto sbalordito dallenorme quantit di giovani, sani e robusti, fra i 20 e i 32 anni, che se ne stanno tranquilli a casa loro. Lo stato di sospensione della vita osservato da alcuni corrispondenti in Prussia nel corso della guerra esiste solo nella loro immaginazione[146].

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Dal 1866, le reclute annuali, nella Confederazione della Germania del Nord, non sono state pi di 93.000 su una popolazione di trenta milioni. Se fossero stati reclutati anche i restanti giovani fisicamente abili sia pure a seguito di un rigoroso esame medico la cifra sarebbe salita almeno a 170.000 uomini. Le necessit dinastiche da un lato e quelle finanziarie dallaltro, hanno determinato questa limitazione del numero di reclute. Lesercito rimasto un utile strumento per gli scopi dellassolutismo allinterno e per le guerre di gabinetto allestero; ma non si mai resa disponibile la totalit delle forze per la difesa della nazione. Questo sistema manteneva tuttavia unenorme superiorit sullantiquato sistema di quadri degli altri grandi eserciti continentali. In confronto, la Prussia arruolava il doppio di soldati da una popolazione dello stesso numero. Essa riusciva a farne anche dei bravi soldati, grazie a un sistema che esauriva le sue risorse e che il popolo non avrebbe mai tollerato se non fosse stato per le costanti allusioni di Luigi Napoleone alla frontiera del Reno e le aspirazioni allunit tedesca, per le quali si sentiva istintivamente che lesercito era il necessario strumento. Una volta assicurati il Reno e lunit della Germania, il sistema militare diverr intollerabile. Qui abbiamo la risposta alla domanda come combattere i Prussiani. Se una qualsiasi nazione altrettanto popolata, egualmente intelligente, coraggiosa, civilizzata, realizzasse davvero ci che la Prussia ha messo solo sulla carta, facesse cio di ogni cittadino fisicamente abile un soldato, se questa nazione in tempo di pace limitasse leffettivo periodo di ferma e di addestramento a quello realmente necessario per questo scopo e nulla di pi, se organizzasse la mobilitazione in caso di guerra cos come ha fatto la Prussia di recente ebbene, noi siamo convinti che questa nazione avrebbe sulla Germania prussianizzata lo stesso enorme vantaggio che la Germania prussianizzata ha dimostrato di avere sulla Francia durante questa guerra. A giudizio di autorit prussiane di primo piano (compreso il generale von Roon, ministro della guerra), due anni di servizio sono del tutto sufficienti per fare di uno zoticone un ottimo soldato. Con buona pace dei militaristi di sua maest1, noi saremmo persino dellidea che, per la massa delle reclute, diciotto mesi due estati e un inverno basterebbero. Lesatta durata della ferma tuttavia una questione secondaria. I prussiani, come abbiamo gi avuto modo di vedere, han1

La regina Vittoria.

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no ottenuto risultati eccellenti con sei mesi di servizio e da uomini che fino a poco tempo prima erano ancora servi della gleba. Lessenziale che si realizzi davvero il principio del servizio obbligatorio per tutti. Se la guerra dovesse continuare fino allamara conclusione cui inneggiano rumorosamente oggi i filistei tedeschi, lo smembramento della Francia, possiamo essere certi che anche i francesi, allora, adotteranno questo principio. Sono stati fino a oggi una nazione bellicosa, ma non militaresca. Hanno detestato il servizio nel loro esercito, fondato sul sistema dei quadri, con una lunga ferma e scarse riserve addestrate. Serviranno volentieri in un esercito a ferma breve e lunga disponibilit nella riserva, e lo faranno a maggior ragione se ci permetter loro di cancellare linsulto e di restaurare lintegrit della Francia. E cos, sar la Francia ad avere i grossi battaglioni ed essi produrranno lo stesso effetto di quelli prussiani in questa guerra, a meno che anche la Germania non adotti lo stesso sistema. Ma con una differenza. Come il sistema prussiano di Landwehr1 ha rappresentato un progresso rispetto al sistema francese dei quadri, avendo abbassato la durata della ferma e alzato il numero degli uomini in grado di difendere il paese, cos il sistema della leva realmente obbligatoria per tutti sar un progresso rispetto a quello prussiano. Gli armamenti per la guerra diventeranno ancora pi si ridurranno colossali, ma gli eserciti del tempo di pace diventeranno pi piccoli; i cittadini di una nazione, nessuno escluso dovranno combattere di persona, e non attraverso sostituti, per le controversie dei loro governanti; la difesa diventer pi forte e laggressione pi difficile; lestensione stessa degli eserciti si tramuter infine in riduzione delle spese e garanzia di pace.
Scritto attorno al 16 settembre 1870.

Note sulla guerra XIX[147]


[The Pall Mall Gazette, n. 1754, 27 settembre 1870]

Le fortificazioni di Parigi hanno gi dimostrato il loro valore. solo grazie ad esse se i tedeschi non si sono impadroniti della citt gi da oltre una settimana. Nel 1814 una mezza giornata di combattimenti attorno alle alture di Montmartre costrinse la citt a capitolare. Nel 1815 alcuni
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Milizia territoriale.

Note sulla guerra

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terrapieni, costruiti allinizio della campagna provocarono qualche ritardo; ma la loro resistenza sarebbe stata molto pi breve se gli alleati non avessero avuto la certezza assoluta, che la citt si sarebbe arresa senza combattere[148]. In questa guerra la diplomazia, qualunque cosa si aspettassero i tedeschi, non si potuta permettere di intralciare la loro azione militare. Questa azione militare, rapida, ardita, decisiva fino alla met di settembre, divenuta lenta, esitante, ttonnante 1, dal giorno in cui le colonne tedesche sono entrate nel raggio dazione di quellimmenso campo fortificato che Parigi. Ed naturale. Il semplice accerchiamento di una citt cos vasta richiede molto tempo e molta prudenza, anche se si dispone di 200.000-250.000 uomini. Questa forza, per quanto imponente, basterebbe appena a circondare la citt su ogni lato, anche se, come in questo caso, essa non dispone di un esercito in grado di scendere in campo a dare aperta battaglia. Che a Parigi non ci sia un tale esercito chiaramente dimostrato dai pietosi risultati della sortita del generale Ducrot nei pressi di Meudon[149]. Le truppe di linea si sono comportate, se possibile, peggio della Garde mobile[26]: se la sono letteralmente svignata[150], i famosi zuavi in testa. La cosa facilmente spiegabile. I veterani in gran parte uomini dei Corpi darmata di MacMahon, De Failly e Flix Douay che avevano combattuto a Woerth erano completamente demoralizzati da due ritirate disastrose e sei settimane di costanti insuccessi; ed naturale che tali cause pesino fortemente su dei mercenari, perch gli zuavi, in gran parte sostituti, non meritano altro nome. E questi sono gli uomini sui quali si puntava per rafforzare le reclute inesperte che hanno colmato i ranghi dei battaglioni di linea decimati. Dopo questa vicenda ci possono essere dei rapidi colpi di mano, che qua e l potrebbero anche avere successo, ma ben difficilmente si avranno altre battaglie in campo aperto. Un altro punto: i tedeschi sostengono che Parigi si trova sotto il fuoco dei loro cannoni, piazzati sulle alture vicino a Sceaux[151]; ma questa affermazione va accolta con considerevole prudenza. Le alture pi vicine sulle quali i tedeschi possono avere piazzato le batterie, sopra Fontenayaux-Roses, a circa 1500 metri dal forte di Vanves, distano otto chilometri pieni, 8700 iarde, dal centro della citt. I tedeschi non hanno artiglieria da campo pi pesante dei cosiddetti obici a canna rigata da 6 (peso del proiettile circa 15 libbre), ma anche se avessero a disposizione obici da 12, con
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Indecisa.

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proiettili da 32 libbre, la gittata massima di questi cannoni, agli angoli di elevazione permessi dai loro affusti, non supererebbe i 4.500-5.000 metri. Questa millanteria non deve dunque preoccupare pi di tanto i Parigini. Parigi non ha da temere bombardamento alcuno fino a che non saranno caduti un paio di forti o pi, e anche in tal caso le granate verrebbero disseminate sullenorme superficie della citt, cosicch i danni materiali sarebbero relativamente modesti e leffetto morale pressoch nullo. Consideriamo lenorme quantit di artiglieria schierata a Strasburgo: quanta di pi ne dovr essere impiegata per sottomettere Parigi, tenendo presente che un attacco in piena regola con parallele sar necessariamente limitato a una parte minima delle mura! Fino a che i tedeschi non riescono a radunare sotto le mura di Parigi tutta questa artiglieria, con le munizioni e le attrezzature necessarie, Parigi salva. Dal momento in cui il materiale dassedio pronto, da quel momento soltanto comincer il vero pericolo. Possiamo adesso pienamente apprezzare la forza intrinseca delle fortificazioni di Parigi. Se a questa forza passiva, a questa mera forza di resistenza, si aggiungesse la forza attiva, la potenza offensiva di un vero esercito, il valore della prima verrebbe immediatamente accresciuto. Mentre le forze assedianti saranno inevitabilmente divise dai corsi dacqua della Senna e della Marna in almeno tre parti, comunicanti solo con ponti costruiti nelle retrovie delle loro linee di battaglia cio obbligate a percorsi tortuosi e perdite di tempo la gran massa dellesercito francese dentro Parigi potrebbe attaccare con forze superiori una qualsiasi delle tre parti, a scelta, infliggerle perdite, distruggere tutte le opere iniziate e ritirarsi sotto la protezione dei forti prima che giungano rinforzi agli assedianti. Se lesercito di Parigi non fosse sclusivamente pi debole a confronto delle forze assedianti, potrebbe rendere impossibile il completo assedio della citt o infrangerlo in qualsiasi momento. Di quale importanza sia laccerchiamento completo di una piazza sotto assedio, al fine di non permettere laffluire di rinforzi dallesterno, dimostrato dal caso di Sebastopoli, il cui assedio si protrasse tanto solo per lafflusso costante di rinforzi russi attraverso la parte settentrionale della citt, accesso che si pot bloccare solo allultimo momento. Man mano che gli eventi si svilupperanno davanti a Parigi, diventer sempre pi evidente la perfetta assurdit delle scelte dello stato maggiore imperiale in questa guerra, scelte che hanno sacrificato due armate e lasciato Parigi senza la sua principale arma di difesa, la possibilit di rispondere allattacco con lattacco.

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Per lapprovvigionamento di una citt cosi grande, le difficolt ci sembrano inferiori a quelle di una piccola piazzaforte. Una capitale come Parigi non solo gode di una perfetta organizzazione commerciale adeguata al suo approvvigionamento costante, ma allo stesso tempo il mercato e il deposito principale dove si raccolgono e si scambiano i prodotti agricoli di una regione molto estesa. Un governo energico potrebbe prendere con facilit le misure necessarie per costituire, attraverso queste strutture, grandi scorte per resistere a un assedio di media durata. Non abbiamo modo di giudicare se ci sia stato fatto o meno, ma non vediamo per quale ragione non dovrebbe essere stato fatto, e con rapidit anche. In ogni caso, dovessero i combattimenti proseguire fino alle estreme conseguenze, come si sente dire[152], dopo lapertura delle trincee la resistenza non durer molto a lungo. Le opere in muratura delle scarpate sono piuttosto esposte e lassenza di lunette davanti alle cortine favorisce lavvicinamento dellassediante e il tiro diretto sulle mura. Langustia dei forti consente solo un numero limitato di difensori: la loro resistenza ad un assalto, se non assecondata da unavanzata di truppe negli intervalli tra i forti, non pu essere lunga. Ma se le trincee giungessero fino agli spalti dei forti senza essere distrutte dalle sortite dellesercito di Parigi, proprio questo fatto dimostrerebbe che lesercito troppo debole sotto il profilo numerico, organizzativo o morale, per azzardare una sortita con qualche possibilit di successo nella notte dellassalto. Una volta catturati un paio di forti, auspicabile che la citt rinunci a una lotta senza speranza. Dovrebbero altrimenti essere riprese le operazioni dassedio, aperte un paio di brecce e intimata la resa alla citt. E se la resa fosse nuovamente respinta, si arriverebbe a una disperata battaglia di barricate. Speriamo che si possa fare a meno di questi inutili sacrifici.
Scritto tra il 23 e il 27 settembre 1870.

La storia dei negoziati[153]


[The Pall Mall Gazette, n. 1758, 1 ottobre 1870]

Non abbiamo difficolt a prendere per vera la storia proposta ieri allattenzione dei lettori sulla base della versione del signor Jules Favre, fat-

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ta eccezione per alcuni piccoli errori, come per esempio quello di attribuire a Bismarck lintenzione di annettere Metz, Chteau-Salins e Soissons[154]. Il signor Favre ignora evidentemente la posizione geografica di Soissons. Il conte Bismarck ha parlato di Sarrebourg, citt che da tempo viene compresa nella nuova linea di frontiera strategica, della Germania mentre Soissons ne fuori quanto Parigi o Troyes. Riferendo la conversazione, il signor Favre forse non stato del tutto preciso, ma quando riporta fatti contestati dalla zelante stampa prussiana, lEuropa neutrale sar generalmente disposta ad accettare la sua testimonianza. Quindi, se a Berlino si contesta ci che il signor Favre ha riferito sulla proposta di capitolazione di Mont Valrien, pochi crederanno che il signor Favre se lo sia inventato o abbia completamente frainteso il pensiero del conte Bismarck. Nel suo rapporto, Favre mostra fin troppo chiaramente quanto poco abbia capito della situazione attuale o quanto siano confuse e indistinte le sue idee. Veniva per trattare un armistizio al quale doveva seguire la pace. Siamo pronti a scusargli la supposizione che la Francia abbia ancora il potere di imporre al nemico la rinuncia a ogni pretesa territoriale, ma difficile capire a quali condizioni egli pensi di ottenere la fine delle ostilit. Il punto sul quale si infine insistito la resa di Strasburgo, Toul e Verdun le cui guarnigioni diverrebbero prigioniere di guerra. Toul e Verdun sembra siano state, in linea di massima, concesse. Ma Strasburgo? Il signor Favre ha considerato tale richiesta solo come un insulto e niente pi. Signor conte, voi state parlando con un francese, non dimenticatelo. Sacrificare in questo modo una guarnigione eroica, la cui condotta ha suscitato lammirazione universale e pi particolarmente la nostra, sarebbe un atto di codardia, e io prometto di non dire che ci avete offerto una tale condizione. Rileviamo in questa replica una scarsa considerazione per la realt delle cose nientaltro che unesplosione di sentimenti patriottici. Poich questi sentimenti agitavano con forza Parigi, non era evidentemente possibile trascurarli negli attuali frangenti, ma bisognava anche ponderare i fatti. Strasburgo da cos lungo tempo sotto assedio che la sua prossima caduta del tutto certa. Una fortezza regolarmente assediata pu resistere per un tempo dato, grazie a uno sforzo straordinario pu anche prolungare la resistenza di alcuni giorni, ma, a meno che non arrivi in soccorso un esercito, la sua caduta matematicamente certa. Trochu e lo stato maggiore del genio a Parigi ne sono perfettamente consapevoli, sanno che non v alcun eserci-

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to in grado di andare in soccorso di Strasburgo; tuttavia il collega di Trochu nel governo, Jules Favre, a quanto pare non ne tiene alcun conto. Nella richiesta di resa di Strasburgo egli ha visto solo un insulto alla sua persona, alla guarnigione di Strasburgo e alla Francia intera. I principali interessati, il generale Uhrich e la sua guarnigione, hanno tuttavia gi fatto abbastanza per il loro onore. Risparmiare loro gli ultimi giorni di una lotta disperata se in questo modo si fossero potute migliorare le deboli possibilit di salvezza della Francia non sarebbe stato percepito come un insulto, ma come una ricompensa ben meritata. Il generale Uhrich avrebbe certamente preferito arrendersi per ordine del governo e in cambio di qualche cosa, piuttosto che sotto la minaccia di un assalto e senza contropartita. Nel frattempo, Toul e Strasburgo sono cadute e Verdun, fino a che Metz tiene, non di alcuna utilit militare per i tedeschi, che hanno cos ottenuto, senza concedere larmistizio, quasi tutto ci che Bismarck mercanteggiava con Jules Favre. Si dir che mai armistizio fu offerto a condizioni meno onerose e in termini pi generosi dal conquistatore e che mai fu tanto sconsideratamente rifiutato dai vinti. Jules Favre non ha di certo brillato per acume in questa trattativa, nonostante il suo istinto, fosse pi o meno corretto mentre Bismarck figura nelle inedite vesti del conquistatore magnanimo. Lofferta, come laveva intesa Favre, era insolitamente vantaggiosa e, se fosse stata semplicemente quale egli laveva inteso, avrebbe dovuto sottoscriverla immediatamente. La proposta, quindi, doveva avere un significato diverso da quello che Favre aveva creduto di cogliere. Larmistizio fra due eserciti schierati sul campo pu essere deciso facilmente. Si traccia la linea di demarcazione magari una striscia di territorio neutrale fra i due belligeranti e la faccenda sistemata. Ma qui c soltanto un esercito sul campo: laltro, quel che ne rimasto, rinchiuso in fortezze pi o meno assediate. Che fare di esse? Quale dovr essere il loro status durante larmistizio? Bismarck si guarda bene dal fare un solo accenno al riguardo. Se larmistizio di due settimane fosse concluso, senza clausole a proposito di queste citt, lo status quo vi sarebbe ovviamente mantenuto, salvo per ci che concerne le ostilit in atto nei confronti delle guarnigioni e delle fortificazioni. Bitche, Metz, Phalsbourg, Parigi e non sappiamo quante altre piazze fortificate rimarrebbero sotto assedio e tagliate fuori da ogni linea di rifornimento e comunicazione; la gente che vi rinchiusa consumerebbe le provviste come se non ci fosse neppure larmistizio, che quindi sortirebbe per gli assedianti quasi lo stesso effetto che

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avrebbe avuto un combattimento ininterrotto. Anzi, potrebbe persino succedere che durante larmistizio una o pi fortezze esaurissero le loro scorte e fossero costrette ad arrendersi subito agli assedianti per evitare linedia totale. Se ne deduce che il conte Bismarck, astuto come sempre, aveva trovato il modo di trasformare larmistizio in un espediente per costringere alla resa le fortezze del nemico. Certo, se i negoziati fossero continuati abbastanza a lungo da produrre una bozza daccordo, lo stato maggiore francese si sarebbe accorto del trucco e avrebbe necessariamente posto, a proposito delle suddette citt, richieste tali, che lintero progetto sarebbe saltato. Il compito del signor Favre era appunto quello di scandagliare in profondit le proposte di Bismarck per mettere in chiaro ci che questultimo aveva tutto linteresse a tenere nascosto. Se avesse chiesto quale sarebbe stato, durante larmistizio, lo status delle citt assediate, non avrebbe concesso al conte Bismarck loccasione di sfoggiare di fronte al mondo unapparente magnanimit; ma era cosa troppo profonda per il signor Favre, anche se di una profondit epidermica. Invece di chiarire questi argomenti, egli andato su tutte le furie alla richiesta di Strasburgo, con la sua guarnigione come prigioniera di guerra, mostrando al mondo intero che il portavoce del governo francese, malgrado le severe lezioni degli ultimi due mesi, incapace di valutare la situazione di fatto, perch ancora sous la domination de la phrase1.
Scritto il 1 ottobre 1870.

Note sulla guerra XX


[The Pall Mall Gazette, n. 1759, 3 ottobre 1870]

un fatto sorprendente che la Francia, pur tenendo conto degli inconcepibili errori che hanno praticamente portato allannientamento dei suoi eserciti, sia virtualmente alla merc di un conquistatore che controlla a malapena un ottavo del suo territorio. La zona effettivamente occupata dai tedeschi delimitata da una linea che va da Strasburgo a Versailles e da unaltra che da Versailles giunge a Sedan. In questa stretta ban1

Sotto il dominio della frase.

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da di terra resistono ancora le fortezze di Parigi, Metz, Montmdy, Verdun, Thionville, Bitche e Phalsbourg. Il controllo, il blocco o lassedio di queste piazzeforti impegna quasi tutte le forze tedesche inviate fino ad oggi in Francia. Gran parte della cavalleria rimane libera di scorazzare per il paese, da Parigi fino a Orlans, Rouen, Amiens e anche pi lontano; tuttavia non pensabile, per il momento, unoccupazione vera e propria di qualche grande distretto. Vi , senza dubbio, una forza di 40.00050.000 uomini di Landwehr1 in Alsazia, a sud di Strasburgo, che pu essere raddoppiata con laggiunta di gran parte dei Corpi darmata che hanno portato a termine lassedio di Strasburgo. Queste truppe sono destinate, a quanto pare, a unincursione verso il meridione della Francia: stato annunciato che marceranno su Belfort, Besanon e Lione. Ora, ciascuna di queste tre fortezze un grande campo trincerato con forti avanzati ben distanti dal nucleo principale; un assedio, ma anche un serio blocco di tutte e tre queste fortezze, richiederebbe ben pi delle forze di questo esercito. Diamo dunque per scontato che si tratti di semplice fumo negli occhi e che la nuova armata tedesca non si occuper di queste fortezze finch potr farne a meno; che essa invader e occuper la valle della Sane, la parte pi ricca della Borgogna e poi avanzer verso la Loira per aprire una via di comunicazione con lesercito che accerchia Parigi e per essere impiegata in conformit alle circostanze. Ma persino questo potente corpo di truppe, che al momento non ha collegamenti immediati con lesercito schierato davanti a Parigi, che gli consentano di fare a meno di comunicazioni dirette ed autonome con il Reno, persino questo potente corpo di truppe, dicevamo, impiegato solo in una semplice scorreria e non in grado di assoggettare un territorio esteso. Quindi, per un paio di settimane, le sue operazioni non potranno ampliare la porzione di territorio francese in mani tedesche. Essa resta limitata a un ottavo dellintero territorio francese. Eppure la Francia, bench non si rassegni ad ammetterlo, , di fatto, conquistata. Come spiegarlo? La causa principale leccessiva centralizzazione dellamministrazione francese, soprattutto di quella militare. Fino ai tempi pi recenti la Francia era divisa, per motivi militari, in ventidue regioni, ciascuna delle quali alloggiava, per quanto possibile, guarnigioni che insieme formavano una divisione di fanteria oltre a cavalleria e artiglieria corrispondenti. Fra i comandan1

Milizia territoriale.

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ti di queste divisioni e il ministro della guerra non esistevano intermediari. Queste divisioni erano inoltre strutture puramente amministrative, non militari. I reggimenti che le componevano non erano destinati a unirsi in brigata in caso di guerra. Erano semplicemente sotto il controllo disciplinare dello stesso generale in tempo di pace. Nellimminenza della guerra potevano essere inviate a Corpi darmata, divisioni o brigate del tutto diversi. Non esisteva uno stato maggiore divisionale oltre a quello amministrativo o personalmente assegnato al generale in comando. Sotto Luigi Napoleone queste ventidue divisioni furono riunite in sei Corpi darmata, ciascuno agli ordini di un maresciallo di Francia. Ma questi Corpi darmata non erano organizzazioni permanenti pi di quanto non lo fossero le divisioni. Erano organizzate per fini politici, non militari[155]. Non avevano uno stato maggiore regolare. Erano lesatto opposto dei Corpi darmata prussiani, ognuno dei quali organizzato in permanenza per la guerra, con la sua quota di fanteria, cavalleria, artiglieria e genio; con un proprio stato maggiore militare, medico, giudiziario e amministrativo pronto per una campagna. In Francia, il settore amministrativo dellesercito (lintendenza e cos via) riceveva gli ordini non dal maresciallo o generale in comando, ma direttamente da Parigi. Se, in questo contesto, viene paralizzata Parigi, se sono tagliate anche le comunicazioni, non rimane alcun nucleo organizzativo nelle province; anchesse sono paralizzate, tanto pi che la dipendenza delle province da Parigi e dalla sua iniziativa, consacrata da tempo, diventata un costume consolidato, un articolo di fede nazionale; ribellarvisi sarebbe non solo criminoso, ma addirittura sacrilego. A questa causa principale se ne aggiunge unaltra, secondaria, ma in questo caso non meno importante: in virt dellintrinseco sviluppo storico della Francia, il suo centro situato pericolosamente vicino alla frontiera nord-orientale. E questo era ancora pi vero trecento anni fa, quando Parigi era situata a unestremit del paese. Coprire Parigi con una vasta fascia di territorio conquistato a nord e nord-est stato lobiettivo della serie quasi ininterrotta di guerre contro Germania e Spagna, che allora possedeva il Belgio. Dai tempi di Enrico II e della conquista dei tre vescovadi di Metz, Toul e Verdun (1552) fino alla rivoluzione, lArtois, parte delle Fiandre e lo Hainaut, la Lorena, lAlsazia e il Montbliard furono quindi conquistati e annessi alla Francia per formare un cuscinetto che ricevesse il primo urto di uninvasione verso Parigi. Dobbiamo ammettere che quasi tutte queste province erano predestinate per stirpe, lingua e costumi a diventare parte inte-

Note sulla guerra

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grante della Francia, e che la Francia ha saputo soprattutto con la rivoluzione del 1789-98 assimilare completamente il resto. Ma anche adesso Parigi rimane pericolosamente esposta. Da Bayonne a Perpignan, da Antibes a Ginevra, la frontiera terrestre del paese si trova a grande distanza da Parigi. Da Ginevra, attraverso Basilea, fino a Lauterbourg in Alsazia, la distanza resta la stessa: in altre parole, la frontiera forma un arco, che ha Parigi come centro, e un solo e identico raggio di 250 miglia. Ma da Lauterbourg la frontiera abbandona larco e forma una corda interna distante, in un punto, solo 120 miglia da Parigi. L o le Rhin nous quitte, le danger commence1, scriveva Lavalle in una sua opera di stampo sciovinistico sulle frontiere della Francia[156]. Se, invece, da Lauterbourg prolunghiamo il tracciato dellarco verso nord, esso segue quasi esattamente il corso del Reno fino al mare. Ecco dunque lorigine della rivendicazione francese di tutta la riva sinistra del Reno. Solo acquisendo questa frontiera Parigi sarebbe coperta sul fianco pi esposto, avrebbe frontiere equidistanti e in pi un fiume a segnare il confine. Se la politica europea fosse dettata dalla preoccupazione della sicurezza militare di Parigi, la Francia avrebbe certamente i titoli per rivendicare la riva sinistra del Reno. Fortunatamente cos non e se la Francia ci tiene a mantenere Parigi come capitale deve accollarsi, oltre ai vantaggi, anche gli inconvenienti, uno dei quali che loccupazione di quella piccola parte della Francia in cui Parigi compresa, pu paralizzare la sua azione nazionale. Ma se le cose stanno cos, se la Francia non pu vantare diritti sul Reno in base al semplice fatto che la sua capitale si trova in una posizione esposta, la Germania dovrebbe a sua volta rammentare che considerazioni militari analoghe non le concedono maggiori diritti sul territorio francese.
Scritto tra l1 e il 3 ottobre 1870.

Note sulla guerra XXI


[The Pall Mall Gazette, n. 1762, 6 ottobre 1870]

A prestare fede ai dispacci inviati da Parigi tramite pallone aerostatico, a difesa della citt ci sono forze innumerevoli. Da cento a duecentomila Gardes mobiles[26] delle province, 250 battaglioni di Guardie nazionali
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Dove ci lascia il Reno, comincia il pericolo.

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parigine, forti ciascuno di 1500, chi dice addirittura 1800, forse 1900 uomini cio, a una stima prudente, 375.000 uomini; almeno 50.000 soldati di linea, oltre a fanteria di marina, marinai, franchi tiratori e cos via. In pi dice lultima informazione fatta circolare di rincalzo nel caso queste forze siano messe fuori combattimento, ci sono dietro di esse 500.000 cittadini in grado di portare le armi e pronti, alloccorrenza, a sostituirli[157]. Davanti a Parigi schierato un esercito tedesco composto di sei Corpi darmata della Germania del Nord, (4, 5, 6, 11, 12 e la Guardia), due Corpi darmata bavaresi e la divisione del Wrttenberg; in tutto otto Corpi e mezzo, per un totale di circa 200.000-230.000 uomini certamente non di pi. Eppure questo esercito tedesco, sebbene distribuito su una linea dassedio di 80 miglia almeno, tiene manifestamente in scacco lenorme forza dentro la citt, le taglia gli approvvigionamenti, sorveglia tutte le strade e i sentieri che portano fuori di Parigi e ha finora respinto vittoriosamente tutte le sortite della guarnigione. Com possibile? In primo luogo, non v dubbio che le cifre sugli uomini armati di Parigi sono cifre di fantasia. Se il numero di 600.000 uomini in armi di cui si sente tanto parlare fosse ridimensionato a 350.000-400.000, saremmo pi vicini alla realt. Tuttavia non si pu negare che siano molti pi gli uomini impegnati a difendere Parigi di quelli fuori pronti ad attaccarla. In secondo luogo, la qualit dei difensori di Parigi del tipo pi svariato. Fra tutti, possiamo considerare veramente affidabili solo la fanteria di marina e i marinai, impegnati a difesa dei forti esterni. I soldati di fanteria ci che rimane dellesercito di MacMahon, rinforzato da uomini della riserva, in gran parte reclute non addestrate hanno rivelato la loro demoralizzazione nel corso dellepisodio del 19 settembre, nei pressi di Meudon. Le mobiles, di per s stesse buoni elementi, stanno ricevendo solo ora unistruzione militare, sono mal comandate e armate con tre diversi modelli di fucili, lo Chassept[38], il Mini convertito ed il Mini non convertito[158]. Nessuno sforzo, nessuna scaramuccia con il nemico pu conferire loro, nel poco tempo disponibile, quella fermezza che sola li renderebbe capaci di fare ci che pi conta affrontare il nemico in campo aperto e batterlo. La mancanza di validi istruttori, di ufficiali e sergenti esperti la prima causa che impedisce loro di divenire buoni soldati. Tuttavia sembrano i migliori elementi a difesa di Parigi; quanto meno, essi sono disposti ad accettare la disciplina. La Guardia nazionale stanzia-

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le un corpo molto disomogeneo. I battaglioni dei faubourgs1, composti di lavoratori, dimostrano buona volont e una certa risolutezza; saranno obbedienti e si disciplineranno istintivamente, se guidati da uomini che riscuotono la loro fiducia politica e personale, mentre saranno riottosi con qualsiasi altro comandante. Inoltre non sono addestrati, non hanno neppure ufficiali istruiti e, salvo si arrivi ad una battaglia finale sulle barricate, le loro eccellenti qualit combattive non saranno messe alla prova. Il grosso della Guardia nazionale, quella armata da Palikao, invece di borghesi, in particolare piccoli bottegai, e costoro sono poco inclini a combattere per principio. Il loro contributo alla guerra consiste nel fare la guardia alle loro botteghe e alle loro case, ma se queste verranno bombardate da lontano dal nemico il loro marziale entusiasmo svanir. Sono pi una forza organizzata contro il nemico interno, che contro quello esterno. Tutte le loro tradizioni guardano in questa direzione e nove su dieci di loro sono convinti che il nemico interno , in questo momento preciso, annidato nel cuore stesso di Parigi, in attesa delloccasione per dar loro addosso. Si tratta in gran parte di uomini sposati, non avvezzi a rischi e disagi e che gi, infatti, lamentano il rigore del dovere che li costringe a trascorrere una notte su tre alladdiaccio, sui bastioni della citt. In un corpo siffatto ci saranno compagnie, anche battaglioni che in circostanze particolari mostreranno coraggio, ma nel complesso, soprattutto per le esigenze di un servizio regolare e faticoso, esso non affidabile. Con tali forze dentro Parigi non stupisce che i tedeschi, molto inferiori per numero e dispersi su ampi spazi, se ne stiano fuori tranquilli, senza timore di attacchi da questo lato. E in effetti, tutti i combattimenti avvenuti finora dimostrano che lArmata di Parigi (se cos si pu chiamare) inetta ad agire in campo aperto. Il primo grande attacco alle truppe assedianti, quello del 19, stato abbastanza esemplare. Il Corpo darmata del generale Ducrot, 30.000-40.000 uomini, stato bloccato per unora e mezzo da due reggimenti prussiani (il 7 e il 47) finch due reggimenti bavaresi sono venuti in appoggio ed unaltra brigata bavarese riuscita a prendere sul fianco i francesi. Questi ultimi, ritiratisi in disordine, hanno abbandonato nelle mani del nemico una ridotta munita di otto cannoni, e numerosi prigionieri. Il numero dei tedeschi coinvolti in questa occasione non doveva superare i 15.000. Da allora in poi i francesi
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Sobborghi.

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hanno condotto le loro sortite in modo alquanto diverso, rinunciando a ingaggiare battaglia. Mandano scarni reparti a sorprendere avamposti e altri piccoli distaccamenti e quando una brigata, una divisione o altro supera la linea dei forti, si limita a una semplice dimostrazione. Queste azioni mirano pi a far fare esperienza alle reclute francesi che a infliggere danni al nemico. Certamente contribuiranno a migliorarli gradualmente, ma solo una piccola parte della gran massa degli uomini chiusi in Parigi trarr profitto da un addestramento su scala cos ridotta. Il generale Trochu, dopo la battaglia del 19, era perfettamente consapevole del carattere delle truppe sotto il suo comando. Lo dimostra chiaramente il suo proclama del 30 settembre[159], nel quale biasima quasi esclusivamente la fanteria mentre lusinga la mobile[26], il che dimostra soltanto che egli considera questa (a ragione) la parte pi valida degli uomini al suo comando. Sia il proclama che il cambiamento di tattica adottato da allora dimostrano chiaramente che egli non si fa illusioni sulla capacit dei suoi uomini ad operare in campo aperto. Egli daltronde deve essere al corrente del fatto che ogni altra forza rimasta alla Francia, che porti il nome di Armata di Lione[160], di Armata della Loira o altri, dello stesso valore della sua e che, quindi, inutile sperare nellarrivo di un esercito che rompa laccerchiamento o lassedio di Parigi. Ci pare dunque singolare linformazione da noi ricevuta secondo la quale Trochu si sarebbe opposto, in una riunione del consiglio dei ministri, alla proposta di negoziare la pace. La notizia arriva sicuramente da Berlino, fonte dinformazione non imparziale su ci che avviene allinterno di Parigi. Sia come sia, non riusciamo a credere che Trochu nutra qualche speranza di successo. Nel 1867, le sue opinioni riguardo allorganizzazione dellesercito[161] erano nettamente a favore una ferma di quattro anni nel reggimento e di tre anni a disposizione nella riserva, come di norma al tempo di Luigi Filippo; egli riteneva anche che la durata della ferma prussiana due o tre anni fosse del tutto insufficiente a formare dei buoni soldati. Lironia della storia gli impone ora di combattere una guerra al comando di uomini del tutto inesperti in pratica non addestrati e in pi indisciplinati contro quegli stessi prussiani che ancora ieri giudicava soldati incompiuti. E questo dopo che quegli stessi prussiani hanno avuto ragione, nellarco di un mese, dellintero esercito regolare francese.
Scritto il 5 o il 6 ottobre 1870.

Note sulla guerra

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Analisi ragionata del sistema militare prussiano


[The Pall Mall Gazette, n. 1764, 8 ottobre 1870]

Qualche settimana fa avevamo rilevato che il sistema prussiano di reclutamento, sebbene abbia la pretesa di fare di ogni cittadino un soldato, tuttaltro che perfetto 1. Nella terminologia ufficiale prussiana, lesercito dovrebbe essere la scuola in cui la nazione intera viene educata alla guerra. Tuttavia, solo una modesta percentuale della popolazione passa per questa scuola. Ritorniamo su questo argomento illustrandolo con alcuni dati precisi. Secondo i prospetti dellufficio di statistica prussiano[145], negli anni dal 1831 al 1854 stato arruolato in media il 9.84 per cento allanno dei giovani idonei alla leva; l8.28 per cento allanno restava a disposizione; il 6.40 per cento era riformato definitivamente per infermit fisiche; il 53.28 per cento era considerato temporaneamente inabile, da rivedere in un anno successivo; gli altri erano assenti o compresi in categorie troppo insignificanti perch valga la pena di citarle. Quindi, durante questi ventiquattro anni, nemmeno un decimo dei giovani cittadini ha ottenuto lammissione alla scuola nazionale di guerra. E questa sarebbe la cosiddetta nazione in armi[162]! Nel 1861 le cifre sono le seguenti: giovani di ventanni, classe 1861, 217.438; giovani di classi precedenti, ancora arruolabili, 348.364; totale 565.802. Di questi: 148.946, il 26.32 per cento, erano assenti; 17.727, il 3.05 per cento, erano totalmente inabili; 76.590, il 13.50 per cento, erano collocati nella Ersatz Reserve2[163] esonerati dal servizio in tempo di pace, ma mobilitabili in caso di guerra; 230.236, il 40.79 per cento, erano rinviati a casa per un futuro riesame a causa di accertate inidoneit temporanee; 22.369, il 3.98 per cento, erano scartati per altri motivi; restavano abili al servizio 69.934 uomini, il 12.36 per cento, e di questi solo 59.459, il 10.50 per cento, sono stati effettivamente inquadrati nei ranghi. Dopo il 1866, senza dubbio, le percentuali di reclute arruolate ogni anno saranno aumentate, ma non possibile che lo siano state in modo considerevole; nella migliore delle ipotesi attualmente prester servizio
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Cfr. qui sopra, p. xx. Riserva ausiliaria.

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nellesercito non pi del 12-13 per cento della popolazione maschile della Germania del Nord. Questo dato decisamente in netto contrasto con le accese descrizioni degli inviati speciali durante la mobilitazione in Germania. A loro dire, ogni uomo fisicamente idoneo indossava luniforme, si metteva il fucile in spalla o inforcava il cavallo; ogni attivit era interrotta, fabbriche e botteghe chiuse, i raccolti marcivano nei campi: ogni produzione era ferma, ogni commercio interrotto era, a tutti gli effetti, una sorta di sospensione della vita[146], un tremendo sforzo nazionale che, durando anche solo qualche mese, avrebbe condotto al totale collasso della nazione. La trasformazione dei civili in soldati prosegu a un ritmo che era difficile immaginare fuori dalla Germania; ma se le stesse persone che scrivevano allora dessero unocchiata alla Germania adesso, dopo il prelevamento di un milione e pi di uomini dalla vita civile, troverebbero le fabbriche in attivit, i raccolti nei granai, le botteghe e gli uffici aperti. La produzione, se mai si fermata, lo ha fatto per mancanza di ordini, non di braccia; per le strade si vedono giovani robusti in quantit, idonei a portare il fucile in spalla quanto quelli partiti per la Francia. Le cifre sopra riportate chiariscono tutto. Il totale degli uomini che ha prestato servizio nellesercito non supera il 12 per cento dellintera popolazione adulta maschile. Pi del 12 per cento di costoro non pu dunque essere mobilitato, e l88 per cento rimane a casa, anche se una parte di questi ultimi verr chiamata con il proseguire della guerra a colmare i vuoti aperti da battaglie e malattie. Si tratter del due o tre per cento che si aggiunger nel corso di sei mesi. In ogni caso la stragrande maggioranza degli uomini non verr chiamata. La nazione in armi quindi una mistificazione. Il motivo lo abbiamo gi findicato1. la necessit, per la dinastia prussiana e per il governo, finch insistono nella loro tradizionale politica, di avere un esercito che sia docile strumento di questa politica. Secondo lesperienza prussiana occorrono tre anni di servizio per piegare il civile medio a questa esigenza. Nessuno, neppure il pi duro ed ostinato prussiano, ha mai seriamente sostenuto che il soldato di fanteria cio la massa dellesercito sia incapace di apprendere in due anni tutti i suoi doveri militari; ma, come fu detto nei dibattiti alla Camera dal 1861 al 1866, il vero spirito militare, labitudine allobbedienza incondizionata, si
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Cfr. qui sopra pp. xx (in CW 104-107).

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assimila nel terzo anno. Ora, considerato che la cifra stanziata per il bilancio militare rigida, pi a lungo gli uomini rimangono in servizio, meno reclute possono essere trasformate in soldati. Oggi, con la ferma di tre anni, 90.000 reclute allanno entrano nellesercito; la ferma di due anni le farebbe salire a 135.000; quella di diciotto mesi permetterebbe larruolamento e laddestramento di 180.000 uomini ogni anno. Appare evidente dalle cifre citate, e lo sar sempre pi, che c una quantit di uomini fisicamente adatti allo scopo e che la formula nazione in armi dissimula la creazione di un grande esercito per la politica di Gabinetto allestero e per la reazione allinterno. Una nazione in armi non sarebbe per Bismarck lo strumento migliore con cui lavorare. La popolazione della Confederazione della Germania del Nord poco meno di 30 milioni. Il suo esercito in assetto di guerra si aggira sui 950.000 uomini, appena il 3.17 per cento della popolazione. Il numero dei giovani ventenni ogni anno circa l1.23 per cento della popolazione, diciamo 360.000. Questi, in base allesperienza degli Stati minori della Germania, sono, almeno per met, idonei al servizio attivo nellimmediato o nel corso dei due anni successivi quindi darebbero 180.000 uomini. Buona parte degli altri adatta al servizio di presidio, ma per il momento potremmo non metterli in conto. Le statistiche prussiane sembrano differire da quelle su esposte, ma in Prussia le statistiche devono, per ovvie ragioni, essere raggruppate in modo da dare un risultato compatibile con lillusione della nazione in armi. La verit fa per ugualmente capolino. Nel 1861 avevamo, oltre ai 69.934 uomini abili per il servizio militare, 76.590 uomini collocati nella Ersatz Reserve, il che porta il totale degli uomini idonei al servizio a 146.524, soltanto 59.459 dei quali, appena il 40 per cento, erano arruolati. Possiamo in ogni caso sostenere in tutta tranquillit che una buona met di questi giovani idonea a servire nellesercito. Questo significa che 180.000 reclute potrebbero entrare in linea ogni anno, soggette a richiamo per dodici anni, per il momento perlomeno. Questi numeri, sia pure mettendo nel conto i decessi e altre cause di riduzione degli effettivi, fanno una forza di 2.160.000 uomini addestrati, pi che doppia dellattuale; vagliando laltra met quando raggiunge i venticinque anni, si potrebbero formare altri 500.000-600.000 buoni soldati per i presidi, forse anche di pi. Dal 6 all8 per cento della popolazione gi addestrato e disciplinato, che pu essere mobilitato immediatamente in caso dattacco, con i quadri neces-

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sari tenuti in essere anche in tempo di pace, come gi avviene ora ecco come dovrebbe essere una nazione in armi; ma questo non sarebbe un esercito adatto alle guerre di Gabinetto, di conquista e neppure a una politica interna reazionaria. Applicata integralmente, la formula prussiana sarebbe dunque questa. Ma se un paese che solo in apparenza pu definirsi nazione in armi riuscito a dispiegare una tale potenza, di che cosa sarebbe capace se lo fosse davvero? Possiamo essere certi che se la Prussia, insistendo nella conquista, spinge la Francia su questo terreno, questultima, in una forma o nellaltra, riuscir a trasformare lapparenza in realt. Si costituir in nazione in armi e nel giro di pochi anni stupir la Prussia con la massa schiacciante dei suoi soldati, come la prussia questestate ha stupito il mondo. Ma la Prussia non potrebbe fare altrettanto? Certamente, ma se lo facesse cesserebbe di essere la Prussia di oggi. Ci guadagnerebbe in capacit difensive, mentre perderebbe in potenza offensiva; avrebbe pi uomini, ma non cos disponibili allinvasione fin dallinizio di una guerra; dovrebbe rinunciare a qualsiasi idea di conquista, e, quanto alla sua attuale politica interna, sarebbe messa seriamente a repentaglio.
Scritto tra il 6 e l8 ottobre 1870.

Note sulla guerra XXII


[The Pall Mall Gazette, n. 1766, 11 ottobre 1870]

In una delle nostre precedenti Note abbiamo richiamato lattenzione sul fatto che ancora oggi, dopo la caduta di Strasburgo, la totalit dellimmenso esercito tedesco in Francia impegnata fino in fondo, sebbene meno di un sesto del territorio francese sia in mano agli invasori1. Questo fatto talmente significativo che ci sembra giustificato prenderlo in considerazione. Metz, con lesercito di Bazaine rinchiuso dentro la sua cerchia di forti, d da fare a otto Corpi darmata tedeschi (il 1, il 2, il 3, il 7, l8, il 9 e il 10, la divisione dellAssia e le divisioni di Landwehr2 del
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Cfr. qui sopra p. x. Milizia territoriale.

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generale Kummer), in tutto sedici divisioni di fanteria. Parigi impegna diciassette divisioni di fanteria (le Guardie, il 4, il 5, il 6, l11 e il 12 della Germania del Nord, il 1 e il 2 Corpo darmata bavarese e la divisione del Wrttemberg). Il 13 e il 14 Corpo darmata di recente formazione, soprattutto Landwehr, e alcuni distaccamenti dei Corpi gi menzionati occupano la regione conquistata e vi tengono sotto controllo, blocco o assedio, le piazzeforti ancora in mano ai francesi. Il 15 Corpo darmata (la divisione del Baden e perlomeno una divisione di Landwehr), reso libero dalla capitolazione di Strasburgo, il solo a disposizione per operazioni attive. Truppe fresche di Landwehr devono raggiungerlo, per iniziare alcune operazioni, di carattere ancora indefinito, in direzione pi meridionale. Queste forze comprendono ora la quasi totalit delle truppe organizzate di cui dispone la Germania, con la notevole eccezione dei quarti battaglioni di linea. Contrariamente a quanto avvenne durante la guerra contro lAustria, nella quale furono impiegati contro il nemico, ora questi 114 battaglioni sono stati lasciati a casa; conformemente allo scopo originario, costituiscono i quadri per laddestramento e lorganizzazione degli uomini coi quali colmare i vuoti che battaglie e malattie potranno aver causato nei ranghi dei rispettivi reggimenti. Non appena i mille uomini di cui si compone il battaglione sono in grado di affrontare il nemico, vengono spediti a raggiungere i tre battaglioni del reggimento al fronte; ci avvenuto su larga scala dopo i duri combattimenti di met settembre davanti a Metz. Gli ufficiali e i sottufficiali del battaglione, tuttavia, restano in patria, pronti a ricevere e preparare per il servizio attivo una nuova infornata di mille uomini presi dallErsatz Reserve o dalla nuova leva di reclute. Tale misura era assolutamente necessaria in una guerra sanguinosa come questa, della quale non possibile prevedere con certezza il termine, ma, nel frattempo, essa priva i tedeschi del servizio attivo di 114 battaglioni e delle forze corrispondenti di cavalleria e artiglieria, per un totale di 200.000 uomini. Senza contare dunque questi ultimi, loccupazione di appena un sesto della Francia e il compito di costringere alla capitolazione due grandi piazzeforti poste allinterno di questo territorio Metz e Parigi tiene cos impegnate tutte le forze tedesche da lasciare appena 60.000 uomini per operazioni nei territori non ancora conquistati. E questo nonostante la mancanza in campo di un esercito francese in grado di opporre una seria resistenza.

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Se mai ce ne fosse stato bisogno, ecco la prova dellenorme importanza, nella guerra moderna, dei grandi campi trincerati disposti attorno al nucleo di una fortezza. I due campi trincerati in questione non sono stati affatto utilizzati nel modo migliore, come forse potremo dimostrare in unaltra occasione. La guarnigione di Metz ha truppe in eccedenza rispetto alla sua dimensione e importanza, mentre Parigi non dispone quasi per niente di truppe veramente adatte alla guerra in campo aperto. Eppure, la prima di queste piazzeforti tiene in scacco 240.000 nemici e la seconda 250.000; e se la Francia disponesse di 200.000 soldati veri dietro la Loira, assediare Parigi sarebbe impossibile. Disgraziatamente, la Francia non dispone di questi 200.000 uomini, n esiste alcuna possibilit che possa reperirli, organizzarli e disciplinarli in tempo utile. Per questo motivo, la capitolazione dei due grandi centri di difesa solo questione di settimane. Lesercito di Metz ha saputo finora conservare splendidamente la sua disciplina e le sue qualit combattive, ma i ripetuti rovesci avranno alla lunga ragione di ogni speranza di salvezza. I francesi sono soldati di primordine quando si tratta di difendere le fortezze e sanno sopportare la frustrazione molto meglio durante un assedio che non sul campo; se per prende piede lo scoraggiamento, questo poi si diffonde con rapidit e in modo irresistibile. Quanto a Parigi, non prendiamo troppo alla lettera le 400.000 Guardie nazionali, le 100.000 mobiles e i 60.000 uomini delle truppe di fanteria, che Gambetta pretende di avere non pi degli innumerevoli cannoni e mitragliere che si starebbero fabbricando a Parigi nonch la grande solidit delle barricate[164]. Non v dubbio, tuttavia, che a Parigi vi siano elementi bastanti per organizzare una difesa di tutto rispetto, anche se a questa difesa necessariamente passiva, viste le caratteristiche della guarnigione, mancher lelemento determinante la capacit di muovere potenti attacchi contro gli assedianti. Comunque, evidente che, se risorgesse fra i francesi un reale entusiasmo nazionale, tutto potrebbe essere ancora tentato. Mentre la massa delle forze dinvasione, eccetto quei 60.000 uomini e la cavalleria che possono fare incursioni ma non occupazioni, immobilizzato nel territorio conquistato, nei rimanenti cinque sesti della Francia potrebbero essere costituite bande armate in grado di dar fastidio ai tedeschi da ogni parte, intercettando le loro comunicazioni, distruggendo ponti e ferrovie, approvvigionamenti e munizioni alle loro spalle, costringendoli a

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distaccare dai loro due grandi eserciti abbastanza truppe da offrire a Bazaine loccasione di fuggire da Metz e da rendere illusorio lassedio di Parigi. Gi oggi il movimento delle bande armate fonte di notevole preoccupazione per i tedeschi, sebbene non ancora di pericolo, e la preoccupazione crescer a mano a mano che le zone limitrofe a Parigi saranno a corto di viveri e di altri approvvigionamenti e bisogner spingere le requisizioni in distretti pi lontani. Il nuovo esercito tedesco che si va formando in Alsazia sar con ogni probabilit presto distolto da qualsiasi spedizione meridionale dalla necessit di assicurare le comunicazioni tedesche e controllare un territorio pi vasto attorno a Parigi. Ma quale sorte avrebbero avuto i tedeschi se il popolo francese fosse stato percorso dallo stesso nazionalismo fanatico che scosse gli spagnoli nel 1808[165] se ogni citt e quasi ogni villaggio, fosse divenuto una fortezza, ogni contadino e ogni cittadino un combattente? Nemmeno i 200.000 uomini dei quarti battaglioni sarebbero stati capaci di tenere schiacciato un popolo simile. Ma il fanatismo nazionale non pi nei costumi delle nazioni civilizzate. Lo si pu ancora rinvenire fra i messicani o i turchi; ma in questo Occidente europeo impegnato a far denaro se ne sono inaridite le sorgenti e i venti anni durante i quali lincubo del Secondo Impero ha gravato sulla Francia, tutto hanno fatto tranne che temprare il carattere nazionale. Cos, vediamo molte chiacchiere e pochi fatti; molta teatralit e totale negligenza organizzativa; scarsa resistenza non ufficiale e molta sottomissione al nemico; pochi veri soldati e un numero sterminato di franchi tiratori. Scritto l11 ottobre 1870.

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[The Pall Mall Gazette, n. 1768, 13 ottobre 1870]

Gli ufficiali dello stato maggiore prussiano a Berlino sembrano diventare impazienti. Tramite i corrispondenti da Berlino[166] del Times e del Daily News, ci informano che il materiale dassedio tutto pronto da qualche giorno davanti a Parigi e che lassedio sta per cominciare. Nutriamo i nostri dubbi su quel tutto pronto. In primo luogo, sappiamo che, dalle parti di La Fert-sous-Jouarre, diverse galle-

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rie dellunica linea ferroviaria disponibile, fatte saltare dai francesi in ritirata, non sono state ancora riaperte; in secondo luogo sappiamo che, se pure la ferrovia fosse stata agibile, riunire lenorme quantit di materiale necessaria per lassedio regolare ed efficiente di un centro vasto come Parigi richiede tempi lunghi; e, in terzo luogo, sono passati cinque o sei giorni dallannuncio di Berlino, ma non si ancora avuta notizia dellapertura della prima parallela. Ne dobbiamo concludere, perci, che il pronti per lassedio o per un attacco in piena regola, va inteso pronti a iniziare un attacco irregolare, ovvero il bombardamento. Nondimeno, un bombardamento di Parigi, capace di ridurre la citt alla resa, richiede molti pi cannoni di quelli necessari per un assedio regolare. Nel secondo caso, lattacco pu essere limitato a uno o due punti della linea di difesa; nel primo bisogna invece rovesciare costantemente sulla vasta area della citt un numero di bombe sufficiente ad appiccare per ogni dove pi incendi di quanti la popolazione riesca a spegnerne e a rendere troppo rischioso il tentativo di farlo. Abbiamo invece visto che persino Strasburgo, con 85.000 abitanti, stata perfettamente in grado di sopportare un bombardamento di incomparabile asprezza e che, se si esclude il sacrificio di qualche quartiere isolato e ben delimitato, gli incendi sono stati tenuti facilmente sotto controllo. La spiegazione di ci sta nella superficie relativamente estesa della citt. facile bombardare e far capitolare una localit di cinque o diecimila abitanti che non disponga di una notevole quantit di rifugi a prova di bomba, ma una citt di 50.000 o 100.000 abitanti pu sopportare bombardamenti intensi, soprattutto se costruita, come il caso di molte citt francesi, in pietra da taglio o con spessi muri di mattoni. Parigi, allinterno delle fortificazioni, misura dodici chilometri per dieci; allinterno delle antiche barriere[167], che comprendono larea urbana a maggiore densit, misura nove chilometri per sette, vale a dire che questa parte della citt comprende unarea di circa cinquanta milioni di metri quadri, pari a quasi sessanta milioni di iarde quadrate. Per lanciare una media di una granata allora su ogni mille iarde quadre [32 metri] di questa superficie bisognerebbe lanciare 60.000 granate ogni ora, un milione e mezzo di granate ogni ventiquattro ore; per riuscirci bisognerebbe disporre di almeno 2.000 grossi cannoni. Ebbene, una granata allora in uno spazio lungo poco meno di cento piedi e largo altrettanti significa un debole bombardamento. Ovviamente, il bombardamento potrebbe essere con-

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centrato temporaneamente su uno o pi quartieri fino a distruggerli completamente, per passare poi ai quartieri limitrofi; ma, per essere efficace, questo bombardamento dovrebbe durare almeno quanto un assedio regolare, se non pi a lungo, mentre necessariamente minore sarebbe la certezza di far capitolare la citt. Tra laltro, fino a che non vengono presi i forti, Parigi in realt fuori portata per un bombardamento effettivo. Le alture esterne pi vicine alla citt in mano agli assedianti, quelle di Chtillon, distano in linea daria 8.000 metri, pari a 8700 iarde, o 5 miglia, dal Palais de Justice1, che rappresenta allincirca il centro della citt[168]. Su tutto il lato sud la distanza sarebbe pi o meno la stessa. A nord-est la linea dei forti si trova a 10.000 metri, (11.000 iarde circa) dal centro cittadino, di modo che le batterie per bombardare questo settore dovrebbero essere sistemate 2.000 iarde pi lontano, quindi a 7 o 8 miglia dal Palazzo di Giustizia. A nord ovest le anse della Senna e il forte di Mont Valrien proteggono cos bene la citt che le batterie di bombardamento dovrebbero essere piazzate solo in ridotte coperte o in parallele scavate a regola darte, ossia non prima che sia cominciato un assedio regolamentare, del quale supponiamo il bombardamento sarebbe un preliminare. Non ci sono dubbi sul fatto che i cannoni pesanti prussiani ad anima rigata, del calibro di cinque, sei, sette, otto e nove pollici, possono essere aggiustati in modo da scagliare i loro proiettili di venticinque fino a pi di trecento libbre di peso, fino a cinque miglia di distanza. Nel 1864 i pezzi a canna rigata da ventiquattro di Gammelmark bombardarono Sonderburg[169] da una distanza di 5.700 passi = 4.750 iarde, ovvero quasi tre miglia, sebbene fossero vecchi cannoni di bronzo la cui carica di polvere non poteva superare le 4 o 5 libbre per un proiettile di 68 libbre. Lalzo era di necessit considerevole e lo si ottenne modificando gli affusti, i quali per, con cariche maggiori, avrebbero ceduto. Gli attuali pezzi prussiani di acciaio fuso possono sopportare cariche molto maggiori, proporzionate al peso dei proiettili, ma per ottenere una gittata di cinque miglia lalzo dovrebbe essere ancora molto notevole e gli affusti dovrebbero essere modificati di conseguenza; venendo utilizzati per usi diversi da quelli per i quali sono stati costruiti, andrebbero presto fuori uso. Nulla logora un affusto pi del tiro a piena carica con alzo anche solo di cinque o sei
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Palazzo di Giustizia.

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gradi; visto che in questo caso lalzo medio arriverebbe ad almeno quindici gradi, gli affusti cadrebbero a pezzi insieme con le case di Parigi. Tuttavia, anche senza considerare queste difficolt, il bombardamento di Parigi con batterie distanti cinque miglia dal centro della citt darebbe, nella migliore delle ipotesi, risultati parziali. Le distruzioni potrebbero portare allesasperazione, ma non basterebbero per spargere il terrore. Con simili gittate, le granate non possono essere indirizzate con sufficiente precisione su luoghi specifici della citt. Per quanto visibili dalle alture dove sarebbero installate le batterie, gli edifici degli ospedali, dei musei, delle biblioteche difficilmente sarebbero risparmiati, pur dando ordini precisi di evitare certi quartieri. Gli edifici militari, gli arsenali, i magazzini, i depositi, anche se visibili, non potrebbero essere bersagliati dagli assedianti con qualche margine di sicurezza, e cos anche la comune scusa per un bombardamento ossia che si mirava alla distruzione dei mezzi di difesa degli assediati verrebbe a cadere. Quanto detto presuppone per che gli assedianti dispongano dei mezzi per un bombardamento serio cio di duemila cannoni e mortai di grosso calibro con lanima rigata. Ma se, come supponiamo sia il caso, il parco dassedio tedesco di circa quattro o cinquecento cannoni, esso non baster per sconvolgere la citt fino a renderne probabile la resa. Il bombardamento di una fortezza, sebbene sia ancora considerato un atto lecito dalle leggi di guerra, comporta comunque un tale carico di sofferenze per la popolazione civile che la storia biasimer chiunque vi faccia ricorso senza una ragionevole probabilit di strappare la resa della citt. Ci fa sorridere lo sciovinismo di Victor Hugo, che considera Parigi una citt santa santa davvero! e qualsiasi tentativo di attaccarla un sacrilegio[170]. Noi guardiamo a Parigi come a una qualsiasi citt fortificata che, scegliendo di difendersi, deve correre tutti i rischi di un attacco vero e proprio, dallapertura di trincee, alle batterie di assedio e ai colpi vaganti che possono abbattersi su edifici non militari. Ma se il semplice bombardamento non pu indurre Parigi alla resa e se tale bombardamento dovesse ugualmente avere luogo, sarebbe un tale errore dal punto di vista militare che ben pochi ne riterrebbero responsabile solo lo stato maggiore di Moltke. Si direbbe che Parigi stata bombardata non per ragioni militari ma politiche.
Scritto il 12 o il 13 ottobre 1870.

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Il destino di Metz
[The Pall Mall Gazette, n. 1771, 17 ottobre 1870]

Se dobbiamo prestare fede alle notizie che vengono da Berlino, lo stato maggiore prussiano sembra prevedere che Parigi sar conquistata prima di Metz. Questa convinzione evidentemente fondata su considerazioni politiche quanto militari. I disordini a Parigi sui quali contava il conte Bismarck non sono ancora iniziati, anche se egli confida che discordia e guerra civile esplodano non appena i grossi cannoni degli assedianti cominceranno a bombardare la citt. Fino a questo momento, i parigini hanno smentito lopinione che si aveva di loro nel quartiere generale tedesco ed possibile che continuino a farlo fino alla fine. Se sar cos, la speranza che Parigi capitoli prima della fine del mese si riveler quasi certamente illusoria e Metz si arrender prima di Parigi. Metz, come fortezza, infinitamente pi forte di Parigi. Le fortificazioni di questultima sono state concepite sulla base dellipotesi che la totalit, o almeno gran parte di un esercito francese battuto, si ritiri dentro la citt, e conduca la difesa con costanti attacchi contro un nemico che, nel tentativo di assediare lintera piazza, inevitabilmente si ritroverebbe indebolito in ogni punto della lunga linea presidiata. La potenza difensiva di queste opere non dunque elevata, e per buone ragioni. Se si fosse tenuto conto anche di ci che successo a causa degli errori della strategia bonapartista i costi delle fortificazioni sarebbero saliti fino a raggiungere somme immense, per prolungare la difesa sarebbe a malapena di due settimane. Inoltre, i terrapieni innalzati durante o prima dellassedio potrebbero rinforzare notevolmente le opere esistenti. Il caso di Metz diverso. Metz era leredit lasciata allattuale generazione da Cormontaigne e da altri grandi ingegneri del secolo scorso, una fortezza davvero potente potente per i suoi apparati difensivi. Il Secondo Impero vi ha aggiunto una cerchia di sette grandi forti avanzati, a due miglia e mezzo o tre dal centro della citt, cos da metterla al sicuro anche dai bombardamenti con artiglieria a canna rigata, trasformandola in un vasto campo trincerato, secondo solo a Parigi. Un assedio di Metz richiederebbe sempre tempi lunghi anche se la citt fosse presidiata solo dalla sua normale guarnigione. Ma un assedio contro 100.000 uomini, posti sotto la protezione dei suoi forti, sarebbe pressoch impossibile. La fascia di terreno che

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i francesi dominano si estende infatti per due miglia buone oltre la linea dei forti; respingere i francesi sulla linea dei forti per conquistare il terreno nel quale scavare poi le trincee richiederebbe una serie di combattimenti corpo a corpo quali se ne visti solo davanti a Sebastopoli; e supponendo che la guarnigione non si demoralizzi per i continui combattimenti e che il sacrificio di un cos alto numero di vite non sfinisca gli assedianti, la lotta potrebbe continuare per diversi mesi. I tedeschi non hanno neppure tentato un assedio regolare, ma cercano di affamare la piazza. Se il blocco sar applicato rigidamente, un esercito di 100.000 uomini, che si aggiunge a una popolazione di quasi 60.000 abitanti e ai contadini che hanno cercato rifugio dietro i forti, presto o tardi esaurir le scorte di provviste; ma prima che ci avvenga, pu anche capitare che la demoralizzazione della guarnigione imponga la resa. Quando un esercito si sente completamente accerchiato, frustrati tutti i tentativi di spezzare la morsa, cadute tutte le speranze di soccorso dallesterno, anche il migliore degli eserciti perde gradualmente la disciplina e la coesione sotto il peso di sofferenze, privazioni, fatiche e pericoli che sembrano ormai avere il solo scopo di salvare lonore della bandiera. Invano abbiamo cercato per qualche tempo sintomi di demoralizzazione. La dotazione di viveri allinterno della citt si dimostrata superiore al previsto e lesercito di Metz se l passata piuttosto bene. Le scorte per, anche se abbondanti, sono probabilmente male assortite, il che abbastanza naturale, perch si tratta di forniture casuali, lasciate accidentalmente in citt, mai concepite per luso cui ora devono servire. Ne consegue che alla lunga la dieta dei soldati non solo sar diversa da quella alla quale sono abituati, ma assolutamente anormale, provocando malattie di vario genere che rischiano di aggravarsi quotidianamente, mentre le loro cause agiscono ogni giorno sempre pi in profondit. Questa fase del blocco sembra ormai essere stata raggiunta. Tra i generi che scarseggiano a Metz c il pane, alimento base del contadino francese, e il sale. Questultimo assolutamente indispensabile per conservare la salute, come pure il pane, dato che questo quasi lunico alimento contenente lamido produttore di grassi che i francesi consumino. La necessit di sfamare soldati e abitanti principalmente con carne, ha, a quanto si dice, causato dissenteria e scorbuto. Pur non fidandoci eccessivamente di ci che dicono i disertori, che in genere spiattellano quello che ritengono gradito al nemico, pensiamo che in queste voci ci sia del vero, perch appunto ci

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che ci si pu aspettare accada in tali circostanze. Che quindi crescano rapidamente le probabilit di demoralizzazione del tutto naturale. Il bravo corrispondente del Daily News davanti a Metz, afferma, a proposito della sortita di Bazaine del 7 ottobre, che i francesi, insediatisi nei villaggi a nord di Fort Saint-Eloy (a nord di Metz, nella valle della Mosella), hanno formato, sulla destra, vicino al fiume, un corpo di almeno 30.000 uomini che ha marciato contro i tedeschi. Questa colonna, o gruppo di colonne, aveva lo scopo di rompere laccerchiamento. Un compito che richiedeva la massima determinazione. Dovevano marciare con decisione, dritto davanti a loro, sotto il fuoco incrociato di un semicerchio di truppe e batterie. Lintensit del fuoco sarebbe cresciuta fino al momento del contatto con la massa del nemico. Se allora fossero riusciti a sbaragliarlo, il fuoco sarebbe immediatamente calato, mentre, in caso di ritirata, avrebbero dovuto passare di nuovo sotto lo stesso fuoco incrociato. Gli uomini certo lo sapevano e Bazaine avr sicuramente impegnato, in questo sforzo supremo, le truppe migliori. Ma, a quanto pare, i francesi non sono mai arrivati a portata di tiro del grosso dei tedeschi. Prima ancora di arrivare al punto critico il fuoco dellartiglieria e della linea dei mitragliatori aveva gi rotto la loro coesione: le fitte colonne hanno prima vacillato e poi sbandato. la prima volta in questa guerra che si dice ci degli uomini che hanno saputo sfidare il gelo dellacciaio e la vampa del fuoco a Vionville, a Gravelotte e nelle ultime sortite. Questa incapacit a portare fino in fondo il compito assegnato dimostrerebbe che lesercito di Metz non pi quello di una volta. Ci sembra indicare non ancora demoralizzazione, ma scoraggiamento e sfiducia il sentimento che non valga nemmeno la pena di tentare. Pochi passi separano questo stadio da quello della demoralizzazione, soprattutto trattandosi di soldati francesi. E sebbene sia prematuro trarre da queste indicazioni previsioni sulla rapida caduta di Metz, ci stupiremmo di non avvertire presto altri sintomi che annunciano che la difesa al declino. Sul corso della guerra la resa di Metz avrebbe uninfluenza morale minore, ma uninfluenza materiale maggiore di quella di Parigi. Se Parigi fosse conquistata, la Francia potrebbe darsi per vinta, ma non pi di quanto sia gi. La stragrande maggioranza delle truppe che accerchiano Parigi dovrebbe essere utilizzata per il controllo della citt e dei dintorni ed pi che dubbio che i tedeschi possano distogliere una quantit di uomini suf-

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ficiente a permettere loro unavanzata fino a Bordeaux. Ma, se capitolasse Metz, pi di 200.000 tedeschi sarebbero liberi di agire e questo esercito, nello stato attuale delle forze francesi in campo, potrebbe andare dove gli pare nel paese che gli si spalanca davanti e fare ci che vuole. Loccupazione, oggi arrestata dai due grandi campi trincerati, riprenderebbe subito e ogni tentativo di operazioni di guerriglia, che oggi sarebbe ancora efficace, a quel punto verrebbe immediatamente schiacciato.
Scritto tra il 13 e il 17 ottobre 1870.

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[The Pall Mall Gazette, n. 1775, 21 ottobre 1870]

Laccerchiamento di Parigi ha compiuto un mese esatto e in questo lasso di tempo due questioni legate ad esso si sono risolte praticamente secondo le nostre previsioni1. La prima che Parigi non pu sperare nel soccorso di un esercito esterno in tempo utile. LArmata della Loira priva di cavalleria e di artiglieria da campagna, mentre la fanteria, salvo rare eccezioni, composta di giovani o di veterani demoralizzati. Queste truppe sono mal comandate e mancano totalmente della coesione che sola potrebbe porli nelle condizioni di affrontare in campo aperto i veterani spronati dai continui successi che von der Tann sta guidando contro di loro. Anche se lArmata della Loira raggiungesse una consistenza di 100.000 o 120.000 uomini, cosa che potrebbe avvenire prima della caduta di Parigi, essa non sarebbe comunque in grado di rompere laccerchiamento. I tedeschi, grazie alla loro grande superiorit nella cavalleria e nellartiglieria da campagna, delle quali potranno in gran parte fare a meno davanti a Parigi, una volta giunte le forze dassedio con i loro artiglieri, e grazie alla superiorit della fanteria nei corpo a corpo, sono in grado di affrontare quellarmata anche in condizione di inferiorit numerica, senza timore dei risultati. Le truppe che attualmente battono il paese ad est e a nord di Parigi per un raggio di cinquanta e sessanta miglia potrebbero, alloccorrenza, essere richiamate in via provvisoria per rafforzare von
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Cfr. qui sopra pp. xx.

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der Tann, come pure due delle divisioni impegnate nellaccerchiamento. Quanto allArmata di Lione, quelli dei suoi reparti che hanno una qualche consistenza avranno abbastanza da fare con il 14 Corpo darmata della Germania del Nord agli ordini del generale Werder, attualmente a Epinal e Vesoul, e con il 15 Corpo darmata, che gli sta sul fianco destro o alle spalle. LArmata del nord, comandata da Bourbaki, ancora in formazione. Da quanto siamo venuti a sapere, le mobiles di Normandia e Piccardia sono estremamente carenti sia in ufficiali che in addestramento; alla Guardia nazionale stanziale, ma anche a gran parte delle mobiles, verr ordinato di presidiare le venticinque e pi fortezze disseminate fra Mzires e Le Havre. Non dunque probabile un soccorso significativo da questa parte, Parigi dovr contare solo su se stessa. La seconda questione risolta lincapacit della guarnigione di Parigi ad agire in modo offensivo su grande scala. Questa guarnigione composta da elementi simili a quelli delle truppe che si trovano fuori Parigi ed altrettanto carente in cavalleria e in artiglieria campale. Le tre sortite del 19 e 30 settembre e del 13 ottobre hanno pienamente dimostrato la sua inettitudine a destare serie preoccupazioni alle forze accerchianti. Per usare le parole dei tedeschi: Essi non sono mai riusciti a far breccia neppure nella nostra prima linea. Sebbene il generale Trochu dichiari in pubblico che la sua riluttanza ad affrontare il nemico in campo aperto dovuta alla carenza di artiglieria campale e che non tenter altre sortite prima di avervi rimediato[171], non pu non sapere che non c artiglieria campale al mondo che possa evitargli, alla prossima sortita en masse 1, una completa disfatta. E mentre prepara la sua artiglieria campale, se davvero non si tratta di un semplice pretesto, il fuoco delle batterie tedesche contro i forti e il completamento delle loro linee di accerchiamento ne avranno reso impossibile lutilizzo in campo aperto. Trochu e il suo quartiere generale sembrano rendersene perfettamente conto. Tutte le loro misure sono orientate verso la difesa passiva pura e semplice, senza altre grandi sortite che quelle necessarie a sedare le rimostranze di una guarnigione indisciplinata. I bastioni dei forti non resisteranno a lungo ai proiettili dei cannoni pesanti tedeschi, di cui parleremo pi avanti. Pu darsi, come del resto nelle speranze dello stato maggiore di Berlino, che bastino due o tre giorni per ridurre al silenzio
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In massa.

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lartiglieria sui bastioni dei forti meridionali e demolire da lontano e con tiro indiretto i rivestimenti in muratura delle scarpate in uno o due punti; si potr cos procedere allassalto, mentre il fuoco delle batterie installate sulle alture dominanti impedir ogni aiuto efficace dalle fortificazioni retrostanti. N larchitettura dei forti, n la configurazione del terreno possono impedirlo. In tutti i forti che circondano Parigi le scarpate cio il lato interno del fossato che la facciata esterna dei bastioni sono rivestite in muratura solo fino allaltezza dellorizzonte, il che generalmente considerato insufficiente a prevenire una scalata. La deroga alla norma generale era giustificata dalla considerazione che Parigi avrebbe sempre beneficiato della difesa attiva di un esercito. Nella presente circostanza, potrebbe persino rivelarsi un vantaggio nel senso che, essendo basse, le opere in muratura saranno un difficile bersaglio per il tiro indiretto delle batterie, che non possono inquadrarle. La demolizione a distanza sar dunque unoperazione pi estenuante a meno che le alture sulle quali le batterie sono installate non permettano un tiro cadente; ma ci potr essere solo sul terreno. In ogni caso, non potr essere lunga la resistenza di questi forti meridionali, dominati da alture che per la maggior parte restano a tiro dellartiglieria pesante a canna rigata. Ma immediatamente dietro, tra i forti e la cinta muraria, si dispiegata loperosit della guarnigione. Sono stati costruiti ovunque dei terrapieni e, pur ignorandone naturalmente i dettagli, siamo certi che saranno progettati ed eseguiti con la cura, la previdenza e la perizia che da due secoli contraddistinguono lo stato maggiore del genio francese. questo, evidentemente, il campo di battaglia scelto dalla difesa; un terreno disseminato di forre e costoloni, officine e villaggi, in gran parte costruiti in pietra, che facilita il lavoro degli ingegneri e favorisce la resistenza di truppe giovani ma poco disciplinate. Qui, ci aspettiamo che i tedeschi troveranno pane per i loro denti. Il Daily News ci informa tuttavia da Berlino, che i tedeschi si accontenteranno di conquistare alcuni forti e lasceranno che la fame faccia il resto. Ma pensiamo proprio che non avranno scelta, a meno di far saltare i forti e ritirarsi poi sulle attuali posizioni di puro accerchiamento; in questo caso per, i francesi potrebbero gradualmente spingersi avanti e recuperare il terreno perduto. Noi riteniamo pertanto che i tedeschi intendano tenere tutti i forti che riusciranno a conquistare come postazioni di bombardamento per intimorire gli abitanti con tiri isolati, oppure per servirsene, compatibil-

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mente con i mezzi che avranno a disposizione, per bombardamenti veri e propri. In questo caso non potranno evitare lo scontro che i difensori imporranno sul terreno scelto e preparato a questo scopo, poich i forti saranno sotto il fuoco fitto e preciso delle nuove opere fortificate. Qui si assister forse allultimo scontro di qualche interesse scientifico di questa guerra, forse quello di maggiore rilievo per la scienza militare. La difesa sar in grado di riprendere loffensiva, sia pure su scala ridotta, e, ristabilito in una certa misura lequilibrio delle forze in campo, prolungare la resistenza fino a quando la fame imporr la capitolazione. Perch dobbiamo convincerci che un mese delle scorte di viveri accantonate a Parigi stato, ormai, gi consumato e nessuno fuori della citt sa se essa approvvigionata per pi di un altro mese. Sembra esserci una grande confusione di idee tra gli inviati speciali a proposito dei cannoni da assedio tedeschi; ed comprensibile che sia cos, perch la nomenclatura dei vari calibri stabilit dagli artiglieri tedeschi si fonda su principi assurdi e contraddittori almeno quanto quelli adottati in Inghilterra. Sar utile fare un po di chiarezza al riguardo, visto che da un giorno allaltro questi grandi cannoni avranno la parola. Tra le vecchie armi dassedio utilizzate a Strasburgo e ora mandate a Parigi, cerano i mortai da venticinque e da cinquanta libbre cos classificati in ragione del peso della sfera di marmo che si adatta al loro calibro. Il calibro di circa 8 pollici e 1/2, 8 pollici e 3/4 rispettivamente e il peso effettivo delle granate sferiche che essi lanciano di 64 libbre nel primo caso e di 125 nel secondo. C poi il mortaio ad anima rigata, calibro di 21 centimetri, 8 pollici e 1/4, che lancia una granata oblunga lunga 20 pollici che pesa un po pi di 200 libbre. Questi mortai hanno un effetto devastante, non solo perch la rigatura conferisce maggiore precisione al tiro, ma soprattutto perch la granata oblunga, cadendo sempre sul suo baricentro, dal quale sporge la spoletta a percussione, assicura lesplosione della carica al momento stesso dellimpatto, combinando cos in un unico istante gli effetti della percussione con quelli dellesplosione. Quanto ai cannoni ad anima rigata ci sono pezzi da 12 e 24 libbre, cos classificati per via del peso delle sfere di ferro pieno che venivano usate prima della rigatura. I loro calibri rispettivi sono di circa 4 pollici e 1/2 e 5 pollici e 1/2 e il peso dei proiettili di 33 e 64 libbre. Oltre a questi, sono stati inviati a Parigi alcuni dei cannoni a canna rigata costruiti per le navi corazzate e per la difesa delle coste contro queste

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stesse navi. I dettagli della costruzione non sono mai stati divulgati, ma il loro calibro dovrebbe aggirarsi attorno ai 7, 8 e 9 pollici e le granate dovrebbero avere il peso rispettivo di circa 120, 200 e 300 libbre. I pezzi pi pesanti utilizzati dentro o davanti a Sebastopoli furono il cannone da marina inglese da 68 libbre, gli obici da 8 e 10 pollici, e gli obici francesi da 8 pollici e 3/4 e da 12, il cui proiettile di maggior peso, la granata sferica da 12 pollici, pesava 180 libbre. Lassedio di Parigi, quindi, superer quello di Sebastopoli, quanto quello di Sebastopoli aveva superato tutti i precedenti per peso e massa dei proiettili impiegati. Possiamo anche aggiungere che il parco dassedio tedesco schierer tanti cannoni quanti noi avevamo previsto, cio circa 400.
Scritto il 19 ottobre 1870.

Saragozza-Parigi
[The Pall Mall Gazette, n. 1776, 2 ottobre 1870]

Per farsi unidea appropriata di unoperazione colossale come lassedio e la difesa di Parigi pu essere utile cercare, nella storia militare, un precedente assedio su grande scala che possa, perlomeno in una certa misura, servire da paragone per ci che si prepara. Sebastopoli sarebbe un esempio adeguato se la difesa di Parigi avesse luogo in condizioni normali, cio se ci fosse in campo un esercito in grado di soccorrere Parigi o rinforzare la sua guarnigione come appunto avvenne a Sebastopoli. Ma Parigi si difende in condizioni del tutto eccezionali: non ha una guarnigione in grado di operare una difesa attiva o combattere in campo aperto, n pu ragionevolmente sperare in un aiuto esterno. Perci il pi grande assedio che si ricordi, quello di Sebastopoli, inferiore solo a quello che sta per iniziare, non offre una rappresentazione appropriata di ci che accadr davanti a Parigi; solo nelle fasi successive dellassedio, e soprattutto per contrasto, i fatti della guerra di Crimea potranno essere presi a paragone. Neppure gli assedi della guerra civile americana offrono esempi migliori. Essi si sono svolti in una fase dello scontro nella quale gli eserciti, non solo quello del Sud, ma, seguendo il suo esempio, anche quello del Nord, non erano pi di soldati alle prime armi e avevano assunto il

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carattere di truppe regolari. In questi assedi la difesa stata estremamente attiva. A Vicksburg, come a Richmond, ci furono lunghi scontri preliminari per impadronirsi del terreno sul quale poter piazzare le batterie dassedio e, fatta eccezione per lultimo assedio di Grant a Richmond, vi furono sempre anche dei tentativi di liberazione[172]. Qui a Parigi abbiamo una guarnigione di reclute fiaccamente sostenuta da altre reclute, disseminate fuori della citt, e attaccate da un esercito regolare provvisto di tutti i mezzi della guerra moderna. Per trovare qualche cosa di analogo dobbiamo andare a ritroso fino allultima guerra nella quale un popolo in armi dovette battersi con un esercito regolare e di fatto combatt su larga scala la guerra nella penisola Iberica. Qui troviamo un celebre esempio, che vedremo essere simile in pi di un aspetto: Lassedio di Saragozza. Il diametro di Saragozza solo un terzo e la superficie solo un nono di quella di Parigi; ma le sue fortificazioni, sebbene erette in fretta e prive di forti avanzati, sono confrontabili a quelle di Parigi quanto a potenza difensiva complessiva. La citt era presidiata da 25.000 soldati spagnoli, scampati alla disfatta di Tudela[173]; tra questi, solo 10.000 erano veri soldati di fanteria; il resto giovani reclute; cerano, inoltre, contadini e cittadini, che facevano salire la guarnigione a 40.000 uomini. In citt cerano 160 cannoni. Inoltre, una forza di 30.000 uomini raccolti nelle province vicine poteva accorrere in difesa della citt. Nellaltro campo, il maresciallo francese Suchet disponeva di non pi di 26.000 uomini con i quali accerchiare la fortezza su entrambe le rive dellEbro, e di altri 9.000 che coprivano lassedio da Catalayud. La proporzione numerica delle forze era dunque simile a quella degli eserciti che stanno dentro e fuori a Parigi: gli assediati quasi due volte pi numerosi degli assedianti. Tuttavia, i difensori di Saragozza non furono in grado di uscire e di affrontare gli assedianti in campo aperto, come non ne sono capaci oggi i parigini. N in alcuna fase gli spagnoli allesterno poterono ostacolare seriamente lassedio. Laccerchiamento della citt fu completato il 19 dicembre del 1808 e gi il 29 veniva aperta la prima parallela a sole 350 iarde dal bastione principale. Il 2 gennaio 1809 era aperta la seconda parallela a 100 iarde dalle mura; l11 furono aperte le brecce e tutto il fronte investito fu preso dassalto. A questo punto, quando la resistenza di una fortezza ordinaria difesa da una guarnigione di truppe regolari si sarebbe esaurita, cominci invece una forte difesa popolare. Il tratto di bastione dal quale i francesi avevano fatto irruzione venne isolato dal resto della citt con nuove difese.

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Terrapieni, difesi dallartiglieria, sbarravano tutte le strade che partivano dalla breccia e dietro, a distanza appropriata, ne erano state alzate altre. Negli spessi muri delle case, costruite secondo lo stile massiccio della calda Europa meridionale, erano state aperte delle feritoie, presidiate dalla fanteria. Il bombardamento francese era incessante ma, in mancanza di mortai pesanti, non aveva effetti decisivi sulla citt. Continu comunque per quarantuno giorni, senza interruzione. Per piegare la citt, i francesi dovettero conquistarla casa per casa, ricorrendo al pi lento dei metodi: la mina. Infine, il 20 febbraio, dopo che un terzo degli edifici era stato raso al suolo e gli altri resi inabitabili, Saragozza si arrese. Dei centomila esseri umani presenti in citt allinizio dellassedio, 54.000 erano morti. Questa difesa un classico nel suo genere e merita la fama che si guadagnata, ma, di fatto, la citt seppe resistere solo 63 giorni in tutto. Laccerchiamento richiese 10 giorni, lassedio della piazza 14; lassedio delle difese interne e i combattimenti casa per casa 39. Questi sacrifici appaiono del tutto sproporzionati rispetto alla durata della difesa e ai risultati ottenuti. Se Saragozza fosse stata difesa da 20.000 buoni soldati intraprendenti, Suchet, con le forze di cui disponeva, non avrebbe potuto mantenere lassedio contenendo le loro sortite e la citt sarebbe restata in mano agli spagnoli fin dopo la guerra austriaca del 1809[174]. Non dobbiamo certo aspettarci che Parigi si dimostri una seconda Saragozza. Le case di Parigi, per quanto solide, non sono massicce quanto quelle della citt spagnola. N ci sono indizi che la popolazione riveli il fanatismo degli spagnoli del 1809, n che una met degli abitanti sia disposta a morire di fame o di malattia. E tuttavia, una fase di battaglia simile ai combattimenti avvenuti a Saragozza dopo la distruzione dei bastioni, nelle strade, nelle case e nei conventi della citt, potrebbe ripetersi nei villaggi fortificati e nelle opere difensive approntate tra i forti di Parigi e le mura. Come dicevamo ieri nella ventiquattresima delle nostre Note sulla guerra 1 qui sta, secondo noi, il centro di gravit della difesa. Qui i giovani delle mobiles possono confrontarsi con i loro avversari, anche con azioni offensive e ad armi pari, obbligandoli a operare in modo pi sistematico di quanto lo stato maggiore di Berlino sembrasse immaginare quando, poco tempo fa, pensava di far crollare la difesa della citt nel giro di dodici o quattordici giorni dal primo colpo delle batterie das1

Cfr. qui sopra p. x.

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sedio. Qui, inoltre, la difesa potrebbe tenere tanto impegnati obici e mortai degli attaccanti, da far loro escludere, almeno per il momento, un bombardamento della citt, anche solo parziale. I villaggi allesterno della cinta, essendo stretti tra il fronte di attacco tedesco e la linea francese di difesa, dovranno in ogni caso essere sacrificati; se questo sacrificio risparmier la citt, tanto meglio per la difesa. Quanto a lungo possa durare questa resistenza sul territorio esterno alle mura non possiamo minimamente prevederlo. Dipender dalla forza intrinseca delle opere di difesa, dallo spirito con il quale verr sostenuta la lotta, dalle modalit dellattacco. Se la resistenza sar accanita, i tedeschi si affideranno principalmente allartiglieria in modo da risparmiare le truppe. In ogni caso, considerando la massa di fuoco che essi potranno concentrare su ogni obiettivo, probabile che non occorreranno pi di due, tre settimane per arrivare ai piedi delle mura. Lapertura di una breccia e lassalto sar questione di pochi giorni. Neppure a questo punto i francesi saranno costretti a cedere le armi, ma sar meglio rinviare ogni considerazione in proposito a quando ci sar una maggiore probabilit che si arrivi a questa fase. Fino ad allora ci sia anche concesso di non pronunciarci sui meriti e demeriti delle barricate del signor Rochefort[175]. In conclusione, siamo dellopinione che se le nuove fortificazioni fra i forti e la cinta sapranno opporre una resistenza valida, lattacco si limiter per quanto possibile dipender in larga misura dallenergia della difesa al tiro dartiglieria, verticale e orizzontale, e alla presa di Parigi per fame.
Scritto tra il 19 e il 22 ottobre 1870.

Note sulla guerra XXV


[The Pall Mall Gazette, n. 1780, 27 ottobre 1870]

Mentre sono imminenti i negoziati per larmistizio[176], opportuno illustrare le posizioni prese dai diversi Corpi degli eserciti tedeschi, che non sembrano ben chiare a tutti. Parliamo dellesercito tedesco perch a proposito di quello francese c assai poco da dire. Al di l delle truppe rinchiuse a Metz, tutto il resto costituito da reclute, la cui organizzazione non stata mai resa nota e non pu che variare di giorno in giorno. Del resto, la

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caratteristica di queste truppe, che in ogni combattimento si dimostrano pi o meno inadatte a sostenere un confronto sul campo, toglie ogni interesse alla loro struttura organizzativa e consistenza numerica. Quanto ai tedeschi, sappiamo che essi hanno iniziato con tredici Corpi darmata della Germania del Nord (Guardia compresa), una divisione dellAssia, una del Baden, una del Wrttemberg e due Corpi darmata bavaresi. La 17a divisione del 9 Corpo darmata della Germania del Nord (di cui una brigata del Mecklenburg) rimasta sulla costa finch la flotta francese ha incrociato nel Baltico. In sua vece, al 9 Corpo darmata stata aggregata la 25a divisione (o divisione dellAssia) che ne fa ancora parte. Allinterno del paese sono rimaste, insieme alla 17a divisione, nove divisioni di Landwehr1 (una delle Guardie e una per ciascuna delle vecchie province della Prussia[177], poich dal 1866, quando il sistema prussiano fu introdotto in tutta la Germania del Nord, c stato il tempo appena sufficiente per formare il numero necessario di uomini della riserva, ma, per il momento almeno, nessuna Landwehr). Poi il richiamo della flotta francese e il completamento dei quarti battaglioni di fanteria ha liberato queste forze, che hanno formato nuovi Corpi darmata poi inviati in Francia. Prima della fine della guerra non saranno noti i dettagli sulla formazione di tutti questi Corpi, ma ci che nel frattempo filtrato ci permette una visione abbastanza chiara del carattere generale del piano. Davanti a Metz abbiamo, sotto il principe Federico Carlo, il 1, 2, 3, 7, 8, 9 e 10 Corpo darmata; il 9 al momento composto dalla 18a a e dalla 25a divisione, oltre a due divisioni di Landwehr; una la prima (Prussia orientale) al comando del generale Kummer, dellaltra non noto il numero in totale sono sedici divisioni di fanteria. Davanti a Parigi ci sono, sotto il principe ereditario2, il 5, 6 e 11 Corpo darmata della Germania del Nord, i due Corpi darmata bavaresi e la divisione di Landwehr3 della Guardia; sotto il principe ereditario di Sassonia4, il 4 e 12 Corpo darmata della Germania del nord e le Guardie prussiane; sotto il granduca di Mecklenburg5 il 13 Corpo darmata e
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Milizia territoriale. Federico Guglielmo. 3 Milizia territoriale. 4 Alberto. 5 Federico Francesco II.

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la divisione del Wrttemberg. Il 13 Corpo darmata composto dalla 17a divisione sopra citata e da una divisione di Landwehr. Di queste truppe, in tutto venti divisioni, quattro sono state distaccate altrove. In primo luogo, verso sud e verso ovest, von der Tann, con due divisioni bavaresi e la 22a divisione della Germania del Nord (dell11 Corpo darmata), tiene con i bavaresi Orlans e la linea della Loira; mentre la 22a divisione (generale Wittich) ha occupato successivamente Chteaudun e Chartres. In secondo luogo a nord-est di Parigi stata distaccata la 17a divisione ad occupare Laon, Soissons, Beauvais, Saint-Quentin, mentre altre truppe probabilmente colonne volanti composte soprattutto di cavalleria sono avanzate fino alle porte di Rouen. Supponendo che queste ultime equivalgano a unaltra divisione, abbiamo cinque divisioni in tutto, distaccate dallesercito schierato davanti a Parigi, a perlustrare il paese, raccogliere bestiame e provviste, prevenire la formazione di bande armate e tenere a distanza qualsiasi corpo di truppe il governo di Tours[178] possa avere modo di inviare. Rimarrebbero dunque, a compiere laccerchiamento, quindici divisioni di fanteria, sette Corpi darmata e mezzo. Oltre al 13 Corpo darmata, il granduca di Mecklenburg comanda linsieme delle forze distaccate nella Champagne e nelle altre regioni occupate a ovest della Lorena, le guarnigioni di Sedan, Reims, Epernay, Chlons,Vitry e le truppe che assediano Verdun. Esse sono composte di Landwehr1, soprattutto dell8a divisione. Le guarnigioni in Alsazia e in Lorena, quasi tutte di Landwehr, sono sotto il comando dei governatori militari di queste province. In pi, ci sono truppe scaglionate lungo le linee ferroviarie e le strade principali, con il compito esclusivo di mantenerle in funzione e aperte per i trasporti militari. Queste truppe, distaccate dai vari corpi di fanteria, equivalgono ad almeno una divisione e sono agli ordini dellEtappen-Commandant2. La divisione del Baden e unaltra divisione di Landwehr sono state fuse nel 14 Corpo darmata e ora, al comando del generale von Werder, stanno avanzando su Besanon, mentre il generale Schmeling, con la quarta divisione della riserva, ha appena portato a termine un vittorioso assedio di Schelestadt ed in procinto di occuparsi di Neu Brisach. Troviamo qui citata per la prima volta una divisione della riserva che, nel1 2

Milizia territoriale. Comandante di retrovia.

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la terminologia militare prussiana, qualche cosa di molto diverso da una divisione di Landwehr. Fino a questo momento abbiamo in effetti contato sei delle nove divisioni di Landwehr ed lecito supporre che il presidio dellAlsazia e della Lorena, e in parte delle fortezze del Reno, impegni le ultime tre. Limpiego del termine divisione della riserva dimostra che i quarti battaglioni dei reggimenti di linea stanno arrivando gradualmente sul suolo francese. Ce ne saranno nove, e in alcuni casi dieci, per ogni Corpo darmata; sono stati costituiti in altrettante divisioni della riserva, e probabilmente portano lo stesso numero del corpo al quale appartengono. La quarta divisione della riserva sarebbe dunque formata con i quarti battaglioni del 4 Corpo darmata reclutato nella Sassonia prussiana. Questa divisione fa parte del nuovo 15 Corpo darmata. Quale sia laltra divisione non lo sappiamo con ogni probabilit si tratta di una delle tre con le quali il generale Lwenfeld appena partito dalla Slesia diretto a Strasburgo; le altre due dovrebbero quindi formare il 16 Corpo darmata, per un totale di quattro su tredici divisioni della riserva. Ne rimarrebbero perci nove a disposizione entro i confini della Germania del Nord. Quanto alla forza numerica di questi Corpi, i battaglioni della Germania del Nord schierati davanti a Parigi sono stati riportati di sicuro agli effettivi di 750 uomini in media. I bavaresi sarebbero pi deboli, a quanto si dice. La cavalleria non pu superare in media le 100 sciabole per squadrone invece delle 150 previste; in tutto, un Corpo darmata schierato davanti a Parigi conterebbe mediamente 25.000 uomini portando linsieme dellesercito l presente a un totale di circa 190.000 uomini. I battaglioni davanti a Metz, indeboliti dal maggior numero di malati, non dovrebbero contare pi di 700 uomini in media. Quelli di Landwehr1 non dovrebbero raggiungere i 500. La stampa polacca ha di recente cominciato a reclamare, per i suoi connazionali, unampia parte della gloria conquistata dalle armate prussiane. La verit al riguardo che il totale della popolazione di lingua polacca in Prussia si aggira sui due milioni, cio un quindicesimo dellintera popolazione della Germania del Nord; fra questi consideriamo anche i polacchi-dacqua della Slesia superiore ed i masuri della Prussia orientale[179], i quali sarebbero entrambi veramente molto sorpresi se si sentissero chiamare polacchi. Al 1, 2, 5 e 6 Corpo darmata sono stati aggre1

Milizia territoriale.

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gati dei soldati polacchi, ma lelemento polacco realmente predominante in una sola divisione del 5 e forse in una brigata del 6 Corpo darmata. stata una scelta politica del governo prussiano, quella di disperdere lelemento polacco in un gran numero di Corpi dellesercito. Quindi i polacchi della Prussia occidentale sono stati distribuiti fra il 1 ed il 2 Corpo darmata, e quelli di Posen fra il 2 e il 5, sempre curando di avere in ogni Corpo darmata una maggioranza tedesca. In questo momento si sta energicamente perseguendo la capitolazione di Verdun. La citt e la cittadella non sono fortificate in modo molto massiccio, ma i fossati hanno acque profonde. L11 e il 12 ottobre la guarnigione stata respinta dai villaggi che circondano la citt e laccerchiamento stato completato. Il 13 ha avuto inizio un bombardamento con quarantotto cannoni e mortai (pezzi francesi catturati a Sedan), piazzati da 700 a 1.300 iarde dalle fortificazioni. Il 14 sono giunti da Sedan alcuni vecchi pezzi francesi da 24 e il giorno successivo alcuni dei nuovi cannoni prussiani a canna rigata gi usati per ridurre a ragione Toul. Il 18 erano in piena attivit. La citt sembra avere sofferto parecchio, poich lagglomerato urbano molto compatto.
Scritto tra il 22 e il 27 ottobre 1870.

La caduta di Metz
[The Pall Mall Gazette, n. 1782, 29 ottobre 1870]

La guerra attuale una guerra di capitolazioni, ognuna delle quali sembra destinata a superare per grandezza le precedenti. Prima toccato agli 84.000 uomini che hanno deposto le armi a Sedan: un fatto del genere, o almeno anche solo contabamente paragonabile, non si era mai visto in nessuna delle guerre precedenti, neppure in quelle contro lAustria. Ora la volta della resa di 170.000 uomini, con la fortezza di Metz a relegare in secondo piano Sedan, tanto quanto Sedan ogni precedente capitolazione. Metz sar, a sua volta, superata da Parigi? Se la guerra dovesse continuare, non ci possono essere dubbi in proposito. I tre errori capitali che, dal 2 agosto al 2 settembre hanno portato Napoleone da Saarbrcken a Sedan e che hanno di fatto privato la Fran-

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cia di tutto il suo esercito, sono stati: primo, avere opposto allattacco nemico uno schieramento che ha permesso ai tedeschi vittoriosi di incunearsi negli spazi esistenti tra i corpi dellesercito francese, dividendolo cos in due tronconi non pi in grado di riunirsi e neppure di agire di concerto; secondo, il ritardo dellarmata di Bazaine ad abbandonare Metz, ritardo che lha costretta a rimanervi rinchiusa senza speranze; terzo, la marcia in soccorso di Bazaine con forze e lungo un percorso che invitava obiettivamente il nemico a catturare lintera armata dei soccorritori. Gli effetti del primo errore si sono fatti sentire dallinizio alla fine della campagna. Quelli del terzo hanno condotto a Sedan; quelli del secondo li abbiamo appena visti a Metz. Tutta quellArmata del Reno, alla quale Napoleone aveva promesso unardimentosa campagna[180] in una regione piena di fortezze, adesso prigioniera di guerra, o in queste stesse fortezze, o sulle strade che vi conducono e la Francia ha perso, non solo virtualmente, ma concretamente, quasi tutte le sue truppe regolari. La perdita degli uomini e del materiale bellico, consegnato insieme a Metz, che deve essere enorme, rappresenta un colpo tremendo per la Francia, ma non il pi duro. Il peggio per la Francia che, con quegli uomini e quel materiale, viene privata di quellorganizzazione militare di cui avrebbe bisogno pi di qualsiasi altra cosa. Di uomini ce n in abbondanza anche di gi addestrati fra i venticinque e i trentacinque anni, dovrebbero essercene almeno 300.000. Il materiale pu essere sostituito, prendendolo dai magazzini, dalle fabbriche e acquistandolo allestero. Date le circostanze, ogni buon fucile a retrocarica valido, poco importa quale sia il modello o se le munizioni delluno si adattino agli altri. Poich tutto ci che utilizzabile benvenuto, un uso adeguato di telegrafi e piroscafi, metterebbe a disposizione del governo pi armi e cartucce di quante ne servano. In questo arco di tempo potrebbe persino esserci una nuova fornitura di artiglieria campale. Ci che pi manca alla Francia, invece, una solida organizzazione capace di trasformare degli uomini armati in un esercito. Lorganizzazione si personifica negli ufficiali e sottufficiali dellesercito regolare e cessa di esistere con la loro resa. Il numero di ufficiali sottratti al servizio attivo in Francia, persi sul campo di battaglia o nelle capitolazioni, non deve essere meno di dieci o dodicimila; quello dei sottufficiali sar quasi tre volte tanto. Con limprovvisa perdita, per la difesa nazionale, di tante forze organizzative diventa molto difficile trasformare masse di uomini in compagnie e battaglioni di soldati. Chiunque abbia visto delle leve popolari sul

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campo di esercitazione o sotto il fuoco siano essi Baden Freischaaren, Bull-Run Yankees, Mobiles Francesi o British Volunteers[181] si sar reso conto che la causa principale dellimpotenza e dellinconsistenza di queste truppe dipende dal fatto che gli ufficiali non sanno fare il loro mestiere; e chi pu insegnarlo loro, in Francia, oggi? I pochi ufficiali a mezza paga o invalidi, non sono in numero sufficiente per affrontare un compito del genere: non possono essere ovunque e linsegnamento non pu essere solo teorico, ma anche pratico, non solo verbale, ma nellazione e con lesempio. In un battaglione, pochi giovani ufficiali o sergenti di nuova nomina possono velocemente prendere confidenza con i loro compiti grazie allosservazione costante di quanto fanno dei vecchi ufficiali; ma che fare se gli ufficiali sono quasi tutti nuovi e se non si trova neppure un numero sufficiente di vecchi sergenti da promuovere? Gli stessi uomini che ora, in ogni occasione, si mostrano inetti allazione in massa in campo aperto avrebbero gi imparato a combattere se solo avessero potuto essere incorporati nei vecchi battaglioni di Bazaine; anzi, se avessero anche solo avuto la possibilit di essere comandati da ufficiali e sergenti di Bazaine. Il pi grave danno inferto dalla capitolazione di Metz. Alla Francia la perdita definitiva, per questa campagna, di quasi tutto quanto le restava della sua organizzazione militare. Potremo formarci unopinione precisa sulla conduzione della difesa di Metz dopo aver sentito quanto hanno da dire i difensori stessi. Ma se la realt che 170.000 uomini atti al combattimento si sono arresi, la conclusione che la difesa non stata allaltezza della situazione. In nessun momento, dalla fine di agosto in poi, lesercito assediante stato doppio di quello assediato. La sua forza ha oscillato tra i 200.000 e i 230000 uomini, distribuiti su una circonferenza di almeno ventisette miglia solo in prima linea; questo vuol dire che il cerchio occupato dalla massa dei soldati doveva avere unestensione periferica di almeno trentasei, quaranta miglia. In pi, questo cerchio era tagliato in due dalla Mosella, varcabile solo su ponti arretrati rispetto alla prima linea. Se un esercito di 170.000 uomini non riuscito a schierare forze superiori in un punto qualsiasi del cerchio e a spezzarlo prima dellarrivo di sufficienti rinforzi, bisogna concludere che la disposizione delle truppe accerchianti era oltremodo encomiabile, oppure che i tentativi di sfondare non sono mai stati compiuti nel modo dovuto. Con ogni probabilit, in seguito verremo a sapere che anche in questo caso, come durante tutta la guerra, considerazioni politiche hanno paralizzato lazione militare.

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Se la pace non si conclude in breve, la Francia dovr presto sopportare le conseguenze di questultimo disastro. Noi pensiamo che le due divisioni di Landwehr1 saranno lasciate di guarnigione a Metz. Il 2 Corpo darmata gi in marcia su Parigi, ma ci non significa nel modo pi assoluto che debba prendere parte allaccerchiamento della capitale. Ma anche supponendo che sia cos, resterebbero sei Corpi, per 130.000-140.000 uomini, che Moltke pu mandare dove gli pare. Le comunicazioni dellesercito con la Germania sono state mantenute, senza sforzi eccessivi dalle truppe del principe Federico Carlo; per questo scopo gli basta distaccare pochi uomini, ammesso che sia necessario. Il resto a disposizione per invadere lovest e il sud della Francia. Non sar necessario tenere unite queste forze. Esse verranno probabilmente divise in due o tre tronconi formando, assieme ai Corpi darmata di von der Tann, un totale di 150.000 uomini, ai quali verr ordinato di avanzare nelle regioni della Francia non ancora occupate dai tedeschi. Quasi sicuramente un Corpo darmata occuper le ricche province della Normandia e di Le Maine fino alla Loira, facendo perno su Le Mans, dove convergono cinque linee ferroviarie. Un altro Corpo darmata potr essere spinto in direzione di Bordeaux, dopo avere ripulito la linea della Loira da Tours a Nevers e occupato o distrutto gli arsenali e le fabbriche militari di Bourges. Questo Corpo darmata potrebbe marciare da Metz attraverso Chaumont e Auxerre, in una parte del paese che non stata ancora esaurita dalle requisizioni. Un terzo Corpo darmata potrebbe puntare direttamente a sud per collegarsi con il generale Werder. Poich linterno della Francia praticamente privo di fortezze degne di questo nome, non vi sar resistenza alcuna se non quella evanescente delle nuove reclute e quella pi passiva, ma anche pi ostinata, della popolazione. Se con queste armate di colpo libere Moltke vorr tentare lassedio di qualche altra fortezza, oppure la cattura di un porto navale fortificato come Cherbourg, resta da vedere; Non ha bisogno di conquistare altre fortezze, eccetto quelle di Phalsbourg e Belfort, che bloccano delle linee ferroviarie principali, e poi, naturalmente, Parigi.
Scritto fra il 27 e il 29 ottobre 1870.
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Milizia territoriale.

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[The Pall Mall Gazette, n. 1787, 4 novembre 1870]

Non rimane pi alcun ragionevole dubbio sul fatto che larmata arresasi a Metz era composta di 173.000 uomini, 140.000 dei quali erano in grado di combattere, mentre poco pi di 30.000 erano malati o feriti. Il Daily News, in un telegramma da Berlino, ci fornisce lelenco, che dice completo, di queste truppe: 67 reggimenti di fanteria, 13 battaglioni di chasseurs--pied 1, 18 battaglioni tra quarti e dpt2, 36 reggimenti di cavalleria in dettaglio, 10 di corazzieri, 1 di Guide[182], 11 di dragoni, 2 di lancieri, 3 di ussari, 6 di chasseurs--cheval3 e 3 di chasseurs dAfrique4, oltre a 6 squadroni di dpt. Tale informazione proviene presumibilmente dallo stato maggiore prussiano di Berlino e contiene una sintesi o di quella che, sulla base di fonti precedenti e indirette, essi ritengono essere la composizione delle forze francesi presenti a Metz, oppure di rapporti francesi caduti nelle mani dei conquistatori al momento della resa. Questultima ipotesi appare la pi verosimile. Sappiamo che a Metz erano presenti le seguenti forze di fanteria: la Guardia (8 reggimenti, pari a 30 battaglioni, e 1 battaglione di cacciatori), il 2 Corpo darmata (quello di Frossard, di 3 divisioni), il 3 (di Decaen, in precedenza di Bazaine, 4 divisioni), il 4 (di Ladmirault, 3 divisioni), il 6 (di Canrobert, 3 divisioni) e una divisione del 5 Corpo darmata (quello di De Failly), per un totale di 14 divisioni di linea, ciascuna composta di un battaglione di cacciatori e 4 reggimenti (12 battaglioni) di fanteria, tranne due divisioni di Canrobert che non avevano cacciatori. In tutto avremmo 12 battaglioni di cacciatori e 168 battaglioni di linea o, con le Guardie, un totale generale di 13 battaglioni di cacciatori e 198 di fanteria e, con i 18 battaglioni di dpt, in tutto 229 battaglioni, cio pi dei 221 dati come totale dal Daily News. Daltra parte, questa lista riporta solo 64 reggimenti di fanteria, mentre il collega ne ha contati 67. Dobbiamo dunque concludere che i tre reggimenti mancanti formavano la guarnigione di Metz e che
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Fanteria leggera. Deposito. 3 Cavalleria leggera. 4 Fanteria africana.

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per questa ragione non figuravano nei ruoli dellArmata del Reno. Quanto alla discrepanza sul numero di battaglioni, si pu spiegare facilmente. Le perdite subite da molti reggimenti nelle battaglie di agosto e nelle sortite di settembre e ottobre, cos come le malattie, devono essere state tali da dover fondere tre battaglioni in due o forse addirittura in uno. Che una tale forza, grande quanto lesercito di Napoleone a Lipsia[183], sia stata costretta alla resa, un fatto inaudito nella storia bellica e difficile da credere, anche adesso che accaduto. Diventa per ancor pi inconcepibile se confrontiamo la potenza di questo esercito con quella dellesercito vincitore. Il 18 agosto Bazaine era respinto dalle alture di Gravelotte e riparava sotto i cannoni dei forti di Metz; pochi giorni dopo, laccerchiamento della piazza era completo. Ma dellesercito tedesco che aveva combattuto a Gravelotte, 3 Corpi darmata, ovvero 75 battaglioni, venivano distaccati al comando del principe ereditario di Sassonia1, non pi tardi del 24 agosto; tre giorni dopo la cavalleria tedesca batteva gli chasseurs--cheval 2 di MacMahon a Buzancy. Davanti a Metz restavano 7 Corpi darmata, cio 175 battaglioni e 12 battaglioni di Landwehr3, in tutto 187 battaglioni che accerchiavano un esercito di almeno 221 battaglioni! Allepoca Bazaine poteva presumibilmente contare su 160.000 combattenti se non di pi. I prussiani avevano sicuramente fatto il possibile per rimpiazzare con uomini freschi della riserva le perdite delle ultime battaglie, ma non si pu credere che i ranghi dei loro battaglioni siano stati riportati a 1.000 effettivi. Anche supponendo che ci siano riusciti, ad eccezione della Landwehr, i cui battaglioni hanno solo cinquecento o seicento uomini, la forza complessiva dei prussiani sarebbe stata di non pi di 182.000 uomini o, comprendendo la cavalleria e lartiglieria, di 240.000 uomini, vale a dire solo una volta e mezzo lesercito rinchiuso a Metz. Questi 240.000 uomini erano disseminati su un fronte di 27 miglia e separati in due tronconi da un fiume non guadabile. In queste condizioni impossibile dubitare che se Bazaine avesse davvero tentato uno sfondamento con la massa delle sue truppe, avrebbe avvio successo salvo supporre che i francesi, dopo Gravelotte, non fossero pi quelli di prima, e non ci sono ragioni per crederlo.
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Alberto. Cavalleria leggera. 3 Milizia territoriale.

Note sulla guerra

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Lautore di queste note assolutamente certo che Bazaine, dopo la proclamazione della Repubblica, abbia rinunciato per motivi politici a spezzare laccerchiamento di Metz. altrettanto certo che ogni giorno di ritardo diminuiva le possibilit di successo di uneventuale sortita; tuttavia gli stessi prussiani sembrano adesso pensare che, se fossero stati al posto dei francesi, sarebbero riusciti nellimpresa. Ma ci che resta inesplicabile linazione, se non lindecisione, di Bazaine negli ultimi giorni di agosto e nei primi di settembre. Il 31 agosto egli azzarda un attacco verso nord est, proseguito per tutta la notte e il mattino successivo; eppure tre sole divisioni prussiane bastano a respingerlo sotto i cannoni dei forti. Rispetto allenorme potenza che avrebbe potuto dispiegare, il tentativo deve essere stato estremamente fiacco. Un generale, con ai suoi ordini sedici divisioni di eccellente fanteria, che viene respinto da tre divisioni nemiche incredibile! Quanto ai motivi politici che si dice abbiano causato linazione di Bazaine dopo la rivoluzione del 4 settembre e agli intrighi nei quali stato coinvolto, con la connivenza del nemico, nel corso dellultimo periodo di accerchiamento[184], essi sono del tutto in sintonia con lo stile del Secondo Impero che, in un modo o nellaltro, intendevano restaurare. Si capisce fino a che punto il Secondo Impero avesse perso ogni comprensione del carattere francese se il generale al comando dellunico esercito regolare rimasto alla Francia ha potuto pensare di restaurare la dinastia caduta con laiuto dellinvasore del suo paese. La precedente carriera militare di Bazaine non era delle pi brillanti. La sua campagna messicana[185] ha dimostrato che egli teneva pi in conto le ricompense che la gloria o la reputazione del suo paese. La sua nomina a comandante in capo dellarmata del Reno dovuta a circostanze accidentali; egli la ha ottenuta non perch fosse il pi adatto, ma perch era il meno inadatto tra i candidati possibili, e le considerazioni decisive sono state tuttaltro che strettamente militari. Egli rester negli annali come luomo che ha commesso latto pi disonorevole della storia militare francese come colui che ha impedito a 160.000 francesi di aprirsi un varco attraverso lesercito accerchiante che, in quelle circostanze, era sicuramente di forza inferiore, e li ha consegnati come prigionieri di guerra quando non rimasto pi nulla da mangiare.
Scritto fra il 29 ottobre e il 4 novembre 1870.

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Lapologia dellimperatore
[The Pall Mall Gazette, n. 1788, 5 novembre 1870]

Come tanti altri grandi personaggi caduti in disgrazia, Luigi Napoleone sembra consapevole di dovere al pubblico una spiegazione delle cause che lo hanno condotto, al di l delle sue intenzioni, da Saarbrcken a Sedan; siamo quindi in possesso di ci che egli spaccia per la sua spiegazione dei fatti[186]. Dato che non abbiamo alcun motivo, n intrinseco n estrinseco, per avanzare sospetti sulla genuinit del documento, semmai il contrario, per il momento lo prendiamo per vero. In realt siamo pressoch tenuti a considerarlo autentico, non fosse altro che per una pura questione di forma, perch se c un documento che conferma, nelle linee generali e nel dettaglio, le opinioni sulla guerra espresse da The Pall Mall Gazette, proprio questa limperiale autogiustificazione. Luigi Napoleone ci informa che era perfettamente al corrente della grande superiorit numerica dei tedeschi; che sperava di controbilanciarla con una rapida invasione della Germania meridionale per costringere questultima alla neutralit e assicurarsi, con un primo successo, lalleanza dellAustria e dellItalia. A questo scopo 150.000 uomini dovevano essere concentrati a Metz, 100.000 a Strasburgo e 50.000 a Chlons. Dopo un rapido concentramento i due primi contingenti avrebbero attraversato il Reno a Karlsruhe, mentre i 50.000 uomini di Chlons sarebbero avanzati su Metz per opporsi a qualsiasi mossa dellavversario contro il fianco e le spalle delle forze avanzanti. Ma questo piano sfum non appena limperatore giunse a Metz. Qui trov solo 100.000 uomini e a Strasburgo solo 40.000, mentre le riserve di Canrobert erano dappertutto fuorch a Chlons, dove avrebbero dovuto trovarsi. Le truppe erano anche sprovviste degli effetti necessari per una campagna, zaini, tende, pentole da campo e gavette per il rancio. Tra laltro, nulla si sapeva della posizione del nemico. Infatti, laudace e impetuosa offensiva si fin dallinizio rovesciata in una difesa assai modesta. C veramente ben poco di nuovo per i lettori della Pall Mall Gazette. Nelle nostre Note sulla guerra abbiamo indicato il piano dattacco suaccennato come quello pi razionale che la Francia poteva perseguire e abbiamo messo a fuoco le cause per le quali stato abbandonato1. Ma c
1

Cfr. qui sopra, pp. x.

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un fatto, che stato causa immediata delle prime sconfitte, e di cui limperatore non d alcuna spiegazione: perch ha lasciato i suoi numerosi Corpi darmata nella falsa posizione dattacco a ridosso della frontiera, quando lintenzione di attaccare era stata abbandonata da tempo. Quanto alle sue cifre, ne parleremo pi avanti. Le cause del fallimento dellamministrazione militare, limperatore, le individua nei difetti della nostra organizzazione militare, per come si evoluta negli ultimi cinquantanni. Ma non era la prima volta che questa organizzazione veniva messa alla prova. Si era disimpegnata abbastanza bene durante la guerra di Crimea. Aveva ottenuto risultati brillanti allinizio della guerra dItalia, quando in Inghilterra, come in Germania, veniva additata a modello di organizzazione militare. Senza dubbio anche allora aveva mostrato delle pecche, ma c una differenza fra quei tempi ed oggi: allora funzionava e adesso no. Limperatore non tenta di spiegare questa differenza, che era proprio la questione di cui rendere conto oltre che, nello stesso tempo, il punto pi debole del Secondo Impero, che aveva inceppato gli ingranaggi di questa organizzazione con ogni sorta di corruzione e traffici disonesti. Quando Metz fu raggiunta dallesercito in ritirata la sua forza effettiva fu portata a 140.000 uomini dallarrivo del maresciallo Canrobert, con due divisioni e la riserva. Questa affermazione, confrontata con il numero di soldati che hanno appena abbassato le armi a Metz, ci impone di guardare pi da vicino alle cifre imperiali. Larmata di Strasburgo doveva essere composta dai Corpi darmata di MacMahon, De Failly e Douay, cio dieci divisioni in tutto, e per un totale di 100.000 uomini, mentre adesso ci dicono che non superava i 40000 uomini. Omettendo dal conto le tre divisioni di Douay, sebbene almeno una di queste sia accorsa a sostenere MacMahon a Woerth oppure dopo, risulterebbero meno di 6000 uomini per ogni divisione (tredici battaglioni), cio a malapena 430 uomini per battaglione, anche se non calcoliamo ogni singolo uomo della cavalleria e dellartiglieria. Ora, pur con tutto il credito che siamo inclini a dare alle ruberie e agli sperperi del Secondo Impero, stentiamo a credere che nellesercito ci fossero novanta battaglioni la cui forza effettiva, venti giorni dopo la chiamata alle armi dei riservisti e dei congedati, fosse in media di 430 uomini anzich 900. Quanto allesercito di Metz esso comprendeva le Guardie pi dieci divisioni di linea, 161 battaglioni; e se prendiamo per

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buona la cifra, fornitaci dal documento, di 100.000 uomini solo di fanteria, senza contare la cavalleria e lartiglieria, risulterebbe ancora che ogni battaglione aveva non pi di 620 uomini e queste sono indubbiamente cifre inferiori alla realt. Ma ancor pi sorprendente che dopo la ritirata su Metz questo esercito sarebbe stato portato a 140.000 uomini dallarrivo di due divisioni di Canrobert e di riserve. Si sarebbero quindi aggiunti altri 40.000 uomini. Ora, dato che le riserve in arrivo a Metz dopo Spicheren potevano essere solo di cavalleria e artiglieria, poich le guardie erano gi arrivate da tempo, non potevano contare pi di 20.000 uomini, gli altri 20.000 appartenevano quindi alle due divisioni di Canrobert. Queste ultime, venticinque battaglioni, in totale avevano dunque 800 uomini per battaglione; battaglioni di Canrobert, quindi i meno pronti di tutti, risulterebbero, secondo questo calcolo, pi forti di quelli concentrati e mobilitati molto prima. Ma, se prima delle battaglie del 14, 16 e 18 agosto lesercito di Metz non contava pi di 140.000 uomini, come possibile che dopo le perdite di questi tre giorni certamente non meno di 50.000 uomini e dopo le perdite nelle sortite seguenti e i morti per malattia, Bazaine sia riuscito a consegnare ai prussiani 173.000 prigionieri? Ci siamo addentrati nel computo di queste cifre allunico scopo di mostrare che esse si contraddicono le une con le altre e con i fatti risaputi della campagna. Possiamo dunque scartarle sullistante come totalmente scorrette. Oltre allorganizzazione dellesercito, altre circostanze hanno appesantito il volo dellaquila imperiale verso la vittoria. Prima di tutto il tempo cattivo, poi lingombro delle salmerie e infine lassoluta ignoranza, nella quale siamo sempre rimasti, circa la posizione e la forza dellesercito nemico. Tre circostanze avverse, davvero. Ma il cattivo tempo cera da entrambe le parti, poich il re Guglielmo, in tutti i suoi devoti riferimenti alla Provvidenza, non ha mai detto che faceva brillare il sole sulle posizioni tedesche mentre faceva cadere la pioggia su quelle francesi. E non risulta neppure che i tedeschi fossero privi dellingombro delle salmerie. Quanto allignorare la posizione del nemico, esiste una lettera di Napoleone a suo fratello Giuseppe[187], che lamentava lo stesso inconveniente in Spagna[188], e che non affatto elogiativa nei confronti dei generali che si abbandonano a lamentele del genere. Napoleone dice che se i generali ignorano i movimenti del nemico colpa loro, e prova che non sono capaci di fare il loro mestiere. Viene a volte da dubitare, alla lettu-

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ra di queste scuse da maldestro timoniere, se questo libello sia davvero stato scritto per gente adulta. La versione della parte giocata da Luigi Napoleone stesso non piacer molto ai suoi amici. Dopo le battaglie di Woerth e Spicheren egli decise immediatamente di ritirare lesercito nel campo di Chlons. Ma questo piano, sebbene dapprima approvato dal consiglio dei ministri, due giorni dopo parve tale da provocare un deprecabile effetto sullopinione pubblica e, in seguito a una lettera del signor E. Ollivier (!), limperatore vi rinuncia. Conduce lesercito sulla riva sinistra della Mosella e quindi non prevedendo una battaglia generale e aspettandosi solo scontri parziali prosegue per Chlons. appena partito che avvengono le battaglie del 16 e 18 agosto, concluse con larroccamento di Bazaine e del suo esercito a Metz. Nel frattempo, lImperatrice e i ministri, abusando dei loro poteri, e dellimperatore, allinsaputa convocano la Camera e, con la riunione di questa eminente e forte istituzione, il Corpo legislativo degli Arcadi[189], sanciscono il destino dellImpero. Lopposizione in tutto venticinque persone, pensate un po! diventa onnipotente e paralizza il patriottismo della maggioranza e lazione del governo governo che, tutti lo ricordiamo, non era quello del riguardoso Ollivier, ma quello del rude Palikao. Da questo momento in poi, i ministri sembrano timorosi di pronunciare il nome dellimperatore; e lui, che aveva lasciato lesercito e rinunciato al comando al solo scopo di riprendere le redini del governo, si rese ben presto conto che non poteva pi svolgere il ruolo che gli apparteneva. In effetti, gli stato fatto capire che era virtualmente deposto e che la sua presenza era diventata ingombrante. In queste condizioni, la maggior parte degli individui con un minimo di rispetto di s avrebbe abdicato. Ma lui no: la sua consueta irresolutezza, per usare un eufemismo, perdura ed egli saggrega allesercito di MacMahon, come un peso morto, incapace di far del bene, cos come di impedire gli errori altrui. Il governo di Parigi preme su MacMahon, gli chiede di muoversi e di portare soccorso a Bazaine. MacMahon rifiuta, perch equivarrebbe a precipitarsi alla rovina. Palikao insiste. Quanto allimperatore, non si oppose. Non era da lui contestare la scelta del governo e dellimperatrice reggente, che aveva dimostrato tanta intelligenza ed energia fra le pi grandi difficolt. Ammiriamo lumilt delluomo che per ventanni aveva affermato, come unica via di salvezza per la Francia, la sottomissione alla sua volon-

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t personale e che ora, quando Parigi impone un piano di campagna contrario ai principi pi elementari dellarte della guerra non si oppone perch non da lui contestare il punto di vista dellImperatrice reggente che aveva ecc, ecc! La descrizione delle condizioni dellesercito che si accinge a questa marcia fatale la conferma esatta in ogni dettaglio di ci che noi pensavamo allepoca1. C un unico aspetto positivo. Durante la ritirata a tappe forzate, il Corpo darmata di De Failly almeno riuscito a perdere, senza combattere, quasi tutte le salmerie, ma il Corpo darmata non sembra avere apprezzato questo vantaggio. Lesercito ha puntato su Reims il 21 agosto. Il 23 avanzato fino al fiume Suippe, a Btheniville, sulla strada diretta per Verdun e Metz. Ma problemi di intendenza hanno costretto MacMahon a ripiegare senza indugio su una linea ferroviaria e quindi, il 24, con una conversione sulla sinistra ha raggiunto Rethel, dove lintera giornata del 25 stata persa nella distribuzione dei viveri ai soldati. Il 26 il quartiere generale ha raggiunto Tourteron, dodici miglia pi a est; il 27, percorse altre sei miglia, a Le Chne-Populeux. Qui MacMahon, accorgendosi che otto Corpi darmata tedeschi lo stanno accerchiando, ordina di ritirarsi nuovamente verso ovest. Durante la notte per arrivano da Parigi ordini tassativi di puntare su Metz. Senza dubbio limperatore avrebbe potuto dare il contrordine, ma aveva preso la risoluzione di non opporsi alle decisioni della reggenza. Questa virtuosa rassegnazione costringe allobbedienza MacMahon, e cos, il 28 egli raggiunge Stonne, sei miglia pi a est. Ma questi ordini e contrordini hanno ritardato i movimenti. Nel frattempo lesercito prussiano aveva proceduto a marce forzate, mentre noi, per lingombro delle salmerie[di nuovo!], abbiamo impiegato sei giorni, con le truppe affaticate, per coprire venticinque leghe. Vennero quindi le battaglie del 30, 31[di agosto] e del 1 settembre e infine la catastrofe, narrata in modo esauriente, ma senza aggiungere altri nuovi particolari. E questa la morale che ne ricava: Lo scontro, certo, era impari, ma lavremmo sostenuto pi a lungo e con un esito meno disastroso per il nostro esercito se le operazioni militari non fossero state costantemente subordinate a considerazioni politiche.
1

Cfr. qui sopra p. x.

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nel fato del Secondo Impero e di ogni cosa che lo riguardi di cadere senza ispirare piet. La commiserazione che, non viene mai a mancare a tante grandi disgrazie, sembra in un modo o nellaltro, venirgli negata. Persino lhonneur au courage malheureux1 che di questi tempi non si pu evocare in francese senza una certa ironia, sembra essergli negato. Dubitiamo che, date le circostanze, Napoleone possa trarre qualche vantaggio da un documento il cui succo che la sua eminente capacit strategica stata costantemente annichilita dallassurdit degli ordini, dettati da ragioni politiche, provenienti dal governo di Parigi e che il suo potere di annullare tali ordini insensati stato anchesso oscurato dal suo illimitato rispetto per la reggenza dellImperatrice. Il meglio che si possa dire di questo straordinariamente fiacco libello di avere riconosciuto che in guerra le cose vanno necessariamente male quando le operazioni militari vengono costantemente subordinate a considerazioni politiche.
Scritto fra l1 e il 5 novembre 1870.

La lotta in Francia
[The Pall Mall Gazette, n. 1793, 11 novembre 1870]

Durante le prime sei settimane di guerra, mentre le vittorie tedesche si susseguivano con rapidit, mentre limpeto degli invasori sera solo in parte smorzato e in campo cerano ancora armate francesi in grado di opporvisi, lo scontro, in termini generali, restato fra eserciti. La popolazione dei distretti invasi stata coinvolta nei combattimenti solo in minima parte. vero che una dozzina di contadini alsaziani sono stati deferiti alla corte marziale e fucilati per avere partecipato ai combattimenti o per avere mutilato dei feriti; ma una tragedia come quella di Bazeilles costituiva uneccezione. Ne prova lenorme impressione suscitata da questo episodio e laspra controversia svoltasi sulla stampa per discutere se e fino a che punto fosse legittimo il trattamento riservato al villaggio. Se fosse utile riaprire la disputa noi potremmo riferire il racconto di irrefutabili testimoni oculari, secondo cui gli abitanti di Bazeilles si sono getta1

Onore al coraggio sfortunato.

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ti su alcuni feriti bavaresi, li hanno maltrattati e buttati fra le fiamme delle case incendiate dalle granate; in seguito a questo fatto, il generale von der Tann ha dato lo stupido e barbaro ordine di distruggere tutto il villaggio stupido e barbaro principalmente perch significava dar fuoco a case nelle quali centinaia di suoi uomini giacevano feriti. In ogni caso, Bazeilles stata distrutta nellardore della battaglia e attraverso la forma di combattimento pi esasperante quello casa per casa e strada per strada, in cui necessariamente bisogna decidere allistante sui rapporti che sopraggiungono e le decisioni devono essere prese immediatamente e dove chi coinvolto non pu vagliare i fatti e confrontare i punti di vista delle parti in causa. Nelle ultime sei settimane il carattere della guerra ha subito un notevole cambiamento. scomparso lesercito regolare francese; i combattimenti sono sostenuti da reclute la cui inesperienza ne fa pi o meno degli irregolari. Ogni volta che tentano il combattimento in campo aperto sono facilmente sconfitte; quando invece combattono al coperto di villaggi o citt, dietro barricate e feritoie, si mostrano capaci di opporre una valida resistenza. Sono incoraggiate a combattere in questo modo, con sorprese notturne e azione di guerriglia, dai proclami e dagli ordini del governo che intimano anche alla popolazione delle province di dare ogni sostegno ai soldati. Questa resistenza potrebbe essere domata facilmente se il nemico disponesse di forze sufficienti per occupare lintero paese. Ma ci non stato possibile fino alla capitolazione di Metz. La forza degli invasori si esaurita prima di poter raggiungere Amiens, Rouen, Le Mans, Blois, Tours e Bourges da un lato, Besanon e Lione dallaltro. E il fatto che questa forza si sia esaurita cos presto, dovuto non poco alla maggior concentrazione della resistenza. I sempiterni quattro Ulani[190] non possono pi ora irrompere in un villaggio o una citt lontano dalle loro linee e imporre lassoluta sottomissione ai loro ordini senza rischiare di essere catturati o uccisi. Le colonne di requisizione devono essere scortate da forze importanti; le compagnie o gli squadroni isolati si devono guardare dalle sorprese notturne quando si acquartierano in un villaggio, e dalle imboscate quando sono in marcia. Attorno alle posizioni tedesche c sempre una fascia di territorio conteso ed qui che la resistenza popolare si fa sentire con maggiore intensit. Per domare questa resistenza popolare, i tedeschi fanno ricorso a un codice di guerra barbaro e antiquato, fondato sullassunto che ogni citt o villaggio dove uno o pi abitanti prendono parte alla difesa, sparano sulle loro truppe e, in generale, aiutano i francesi, deve essere dato alle

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fiamme; che ogni uomo colto armi alla mano e che non sia, a loro avviso, un soldato regolare, deve essere fucilato sul posto; che, quando c motivo di credere che una parte considerevole della popolazione si resa colpevole di delitti di questo genere, tutti gli uomini abili alle armi devono essere immediatamente massacrati. Questo sistema viene applicato senza piet da sei settimane, ed tuttora in vigore. impossibile aprire un giornale tedesco senza imbattersi in una mezza dozzina di resoconti di esecuzioni militari di questo genere, presentate in tutta tranquillit come normali, semplici operazioni di giustizia militare, esercitata rigorosamente da onesti soldati contro assassini e briganti codardi. In questi resoconti tutto sembra svolgersi senza disordini, n indiscriminate razzie, n stupri di donne, n irregolarit. Niente del genere. Tutto si compie in modo sistematico e ordinato; il villaggio condannato circondato, gli abitanti evacuati, le provvigioni razziate, le case incendiate; i colpevoli supposti o reali vengono portati davanti alla corte marziale, dove li attende con ineluttabile certezza un giudizio sbrigativo e una mezza dozzina di pallottole. Ad Ablis, un villaggio di 900 abitanti sulla strada per Chartres, uno squadrone del 16 ussari (Sleswig-Holstein) stato sorpreso nella notte da irregolari francesi e ha perso la met dei suoi uomini; per punire questo atto di insolenza, lintera brigata di cavalleria ha marciato su Ablis e ha incendiato tutta la citt; due rapporti diversi, entrambi fatti da testimoni oculari del dramma, affermano che tutti gli uomini validi sono stati separati dagli altri abitanti e fucilati o fatti a pezzi senza eccezione alcuna[191]. Non che un caso fra molti. Un ufficiale bavarese nei dintorni di Orlans scrive che il suo distaccamento ha incendiato cinque villaggi in dodici giorni[192], e non esagerato sostenere che, nel centro della Francia, dovunque passino delle colonne volanti tedesche troppo spesso restano tracce di incendi e di sangue. Nel 1870 non pi possibile definire legittime simili pratiche guerresche, dire che lintervento dei civili o di chiunque non sia riconosciuto come soldato regolare sia da equiparare al brigantaggio e vada punito con il ferro e con il fuoco. Questi criteri potevano essere validi ai tempi di Luigi XIV e Federico II, quando i combattimenti si verificavano soltanto tra eserciti. Ma dalla guerra dindipendenza americana fino alla guerra di secessione americana, in Europa come in America, la partecipazione popolare ai conflitti non stata leccezione, ma la regola. Ogni volta che un popolo si sottomesso, solo perch i suoi eserciti erano stati incapaci di resistere, ha subito il disprezzo universale riservato a una nazione di codar-

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di; e ogni volta che un popolo ha condotto questa vigorosa resistenza irregolare, gli invasori hanno dovuto presto riconoscere limpossibilit di applicare il vecchio codice del sangue e del fuoco. Gli inglesi in America[193], i francesi con Napoleone in Spagna, gli austriaci nel 1848 in Italia e Ungheria, furono condotti assai presto a riconoscere la legittimit della resistenza popolare dal timore di rappresaglie contro i loro prigionieri. Neppure i prussiani a Baden, nel 1849, o il papa1 dopo Mentana[194], hanno osato fucilare indiscriminatamente i prigionieri di guerra, nonostante fossero irregolari e ribelli. Esistono due soli esempi moderni di applicazione spietata di questo antiquato codice di sterminio: la repressione inglese della rivolta dei sepoy[195] in India e la condotta di Bazaine e dei francesi in Messico. Fra tutti gli eserciti del mondo, lultimo ad avere il diritto di riesumare questi metodi quello prussiano. Nel 1806 la Prussia croll perch in nessuna parte del paese vi fu traccia di uno spirito di resistenza nazionale. Dopo il 1807, i riorganizzatori dellamministrazione e dellesercito fecero di tutto per rianimarlo. A quellepoca la Spagna dava un esempio glorioso di come una nazione possa resistere a un esercito invasore. Ogni capo militare prussiano esort i propri concittadini a prendere esempio da questa resistenza. Scharnhorst, Gneisenau, Clausewitz erano unanimi; lo stesso Gneisenau si rec persino in Spagna per combattere contro Napoleone. Il nuovo sistema militare introdotto allora in Prussia fu un tentativo di organizzare la resistenza popolare contro il nemico, per quanto ci era possibile in una monarchia assoluta. Non solo ogni uomo abile doveva servire nellesercito e nella Landwehr2 fino al quarantesimo anno det, ma i ragazzi fra i diciassette e i venti anni e gli uomini tra i quaranta e i sessanta erano inquadrati nella Landsturm, la leve en masse 3, che doveva mobilitarsi alle spalle e sui fianchi del nemico, ostacolarne i movimenti, intercettarne i convogli e i corrieri, ricorrere a qualsiasi arma, impiegare qualsiasi mezzo per fiaccare linvasore pi efficaci saranno i mezzi, meglio sar - e, soprattutto, non indossare alcun tipo di uniforme, cosicch i Landsturmer4 possano in qualsiasi momento riprendere le loro vesti civili e restare sconosciuti al nemico[196].
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Pio IX. Milizia territoriale. 3 Leva di massa. 4 Militi della leva di massa.

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Tutta questa Landsturm Ordnung1, cos si chiama la legge del 1813 - il cui autore non altri che Scharnhorst, lorganizzatore dellesercito prussiano - aspira a suscitare un inflessibile spirito di resistenza nazionale, per il quale tutti i mezzi sono giustificati e i pi efficaci sono i migliori. Ma allora questo era rivolto dai prussiani contro i francesi; se ora i francesi si comportano allo stesso modo contro i prussiani, tutto cambia. Ci che in quelle circostanze era patriottismo, adesso nellaltro diventa brigantaggio e codardia assassina. Il fatto che lattuale governo prussiano si vergogna della vecchia, semi-rivoluzionaria Landsturm Ordnung2, e cerca di farla dimenticare con la sua condotta in Francia. Ma ogni atto di crudelt gratuita commesso in Francia ne far riaffiorare il ricordo, e le giustificazioni di cui si ammanta questo ignobile modo di fare la guerra, riusciranno solo a dimostrare che, se lesercito prussiano ha compiuto enormi passi in avanti dopo Jena, il governo prussiano sta rapidamente facendo maturare le identiche condizioni che resero possibile Jena.
Scritto tra il 5 e ll1 novembre 1870.

Note sulla guerra - XXVII


[The Pall Mall Gazette, n. 1797, 16 novembre 1870]

Chi credeva, con Gambetta, che alle abili e ben congegnate manovre con le quali lArmata della Loira ha attirato i bavaresi di von der Tann fuori da Orlans sarebbe subito seguita unavanzata su Parigi stato deluso. Gli scontri, o comunque si voglia chiamarli, di Coulmiers[197], hanno avuto luogo il 9 e fino alla sera del 13 sembra che gli avamposti bavaresi siano rimasti indisturbati davanti a Toury, a meno di venticinque miglia da Orlans. Va ascritto al merito del generale dAurelles de Paladines laver avuto il buonsenso, ma anche la forza morale di fermarsi in tempo, dopo il primo successo. Con Gambetta dietro di lui che dubitava ai suoi
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Ordinamento sulla leva di massa.

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uomini la strada per Parigi, proclamando che la capitale li attendeva per essere liberata dai barbari[198], non deve essere stato facile tenere a freno queste giovani e indisciplinate truppe, pronte a gridare al tradimento se non vengono condotte al pi presto davanti al nemico e altrettanto pronte a darsela a gambe quando ne sospettano la presenza. Che dAurelles sia riuscito a fermarli sulla strada per Parigi dimostra che i suoi sforzi per imporre la disciplina non sono stati vani e che con il primo successo ha conquistato la loro fiducia. Le sue mosse, che hanno condotto a prima vittoria francese, sono state ineccepibili. Von der Tann non poteva avere pi di 25.000 uomini nelle vicinanze di Orlans, in una posizione esposta che poteva arrischiarsi a mantenere nella convinzione che le sue truppe di soldati esperti sarebbero state capaci, in ogni circostanza, di aprirsi la strada attraverso un qualsiasi numero di reclute avversarie. DAurelles ha potuto mettere in campo contro i bavaresi una forza quattro volte superiore e lo ha fatto secondo la maniera usuale in questi casi: ha aggirato i tedeschi sui fianchi e ha schierato alle loro spalle, soprattutto a destra, una forza tale che Von der Tann stato immediatamente costretto a ripiegare verso i suoi rincalzi. Queste truppe, la 21a divisione di fanteria della Germania del Nord comandata da Wittich, la divisione di cavalleria del principe Alberto[di Prussia] e il 13 Corpo darmata (17a divisione della Germania del Nord e la divisione Wrttemberg) lo hanno raggiunto a Toury ll1 o al pi tardi il 12. Una forza di almeno 65.000-70.000 uomini dunque riunita a Toury, al comando del granduca di Mecklenburg e, bench sia guidata da un capo non proprio eccezionale, il generale dAurelles far bene a pensarci due volte prima di azzardare un attacco. Ma altre ragioni oltre a questa dovrebbero consigliare al generale dAurelles una pausa di riflessione prima di altre mosse. Se la sua intenzione davvero quella di andare in soccorso di Parigi, egli dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che le sue forze non sono sufficienti per raggiungere questo obiettivo se il suo movimento non viene, nello stesso tempo, assecondato vigorosamente dallinterno della citt. Sappiamo che il generale Trochu ha selezionato la parte pi disciplinata e meglio organizzata delle sue truppe inquadrandola in quello che potremmo chiamare lesercito attivo di Parigi. Sotto il comando del generale Ducrot, queste truppe sembrano destinate a quelle grandi sortite senza le quali la

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difesa di una citt come Parigi pari a quella di un soldato che combatta con il braccio destro al collo. Non probabilmente un caso se questa riorganizzazione dellarmata di Parigi coincide puntualmente con lavanzata dellArmata della Loira. Il generale Trochu e il generale dAurelles hanno sicuramente cercato, comunicando con palloni e piccioni viaggiatori, di organizzare un attacco simultaneo, da effettuarsi in un momento precedentemente concordato; a meno che i tedeschi non attacchino prima lArmata della Loira, possiamo attenderci una sortita su larga scala da Parigi, pi o meno sincronizzata con una nuova avanzata di dAurelles. La sortita, nella parte meridionale della citt, con lobiettivo di prendere contatto con lArmata della Loira, dovrebbe impegnare come minimo tutti i tre Corpi darmata di Ducrot, mentre sul lato nord est e nord ovest la 3a Armata di Trochu potrebbe simulare attacchi diversivi, sostenuti dal fuoco dei forti, per impedire allesercito accerchiante di mandare rinforzi verso sud. Siamo daltra parte convinti che il generale Moltke ne abbia tenuto conto e non si far cogliere di sorpresa. Siamo pi che certi che la grande superiorit numerica di cui i francesi potrebbero disporre sul campo abbondantemente compensata dalla differente qualit delle truppe e del comando tedeschi. Questo tentativo di liberare Parigi dalla morsa dei barbari dovr essere compiuto al pi presto, se vuole avere qualche speranza di riuscita. Oltre alle cinque divisioni di fanteria che fronteggiano lArmata della Loira, davanti a Parigi ci sono al momento sedici divisioni di fanteria (il 2, 4, 5, 6 e 12 Corpo darmata, la guardia, il l Corpo darmata bavarese, la 21a divisione e la divisione di Landwehr1 della Guardia). Questa forza deve essere, secondo le valutazioni di Moltke, sufficiente a mantenere un effettivo blocco di Parigi, altrimenti egli avrebbe fatto convergere sulla capitale, oltre al 2 Corpo darmata, anche altre truppe scelte fra quelle rese disponibili dalla capitolazione di Metz. E, considerando che le loro posizioni davanti a Parigi sono dovunque fortemente trincerate e saranno presto protette dalle potenti batterie dassedio, sar senza dubbio cos. Cominciano ad arrivarci notizie del principe Federico Carlo, che dopo la capitolazione di Metz era diventato invisibile insieme con i suoi tre Corpi darmata (3, 9 e
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Milizia territoriale.

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10). Il primo frammento dinformazione che abbiamo avuto da allora diceva che il 9 reggimento aveva sostenuto una scaramuccia con le mobiles alle porte di Chaumont, nellAlta Marna, il 7 novembre[199]. Poich il 9 reggimento appartiene alla 7a brigata (del 2 Corpo darmata) che gi da tempo si trova davanti a Parigi, la faccenda era incomprensibile. Si poi riusciti a stabilire che il telegramma aveva citato per errore il 9 reggimento invece della 9a brigata e le cose si sono chiarite. La 9a brigata la prima del 3 Corpo darmata e appartiene perci allesercito del principe Federico Carlo. La localit dello scontro, combinata con la notizia generalmente accreditata nei circoli militari di Berlino che il principe stesse marciando su Troyes, citt che si dice abbia raggiunto il 7 o l8, lascia pochi dubbi sul fatto che egli abbia preso la direzione da noi prevista per il grosso delle sue truppe, ovvero marciare da Metz per Chaumont e Auxerre e spingersi in avanti nella direzione di Bordeaux, dopo aver ripulito la linea della Loira da Tours a Nevers1. Adesso veniamo a sapere che queste forze hanno occupato la linea della Yonne a Sens[200], a circa cinquanta miglia da Gien sulla Loira e a sole trenta miglia da Montargis, da dove potrebbero attaccare sui fianchi, con una buona giornata di marcia, qualsiasi posizione francese a nord di Orlans. I distaccamenti segnalati a Malesherbes e Nemours potrebbero essere stati inviati dal principe Federico Carlo per prendere contatto con il fianco sinistro di von der Tann, oppure trattarsi di fiancheggiatori posti sullestrema sinistra della linea di marcia del 13 Corpo darmata. In ogni caso dobbiamo aspettarci che colonne volanti del principe stabiliscano presto le comunicazioni, da una parte con von der Tann a Toury, dallaltra con Werder a Digione. Se lArmata della Loira ritarda il suo attacco fino allarrivo del principe Federico Carlo, essa si trover, oltre ai 70.000 che ha gi di fronte, altri 75.000 uomini sul fianco destro e alle spalle, e ogni progetto di soccorrere Parigi dovr essere abbandonato. Essa dovr darsi molto da fare per la propria salvezza e arretrare senza speranza, davanti allonda montante degli invasori che coprir la Francia centrale su un fronte esteso da Chartres a Digione.
Scritto tra il 5 e l11 novembre 1870.
1

Cfr. qui sopra p. x.

Note sulla guerra

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Capitali fortificate
[The Pall Mall Gazette, n. 1801, 21 novembre 1870]

Se c una questione militare che, in seguito a questa guerra, si pu considerare definita una volta per tutte, quella dellutilit di fortificare la capitale di un grande Stato. Anche dopo aver deciso di fortificare Parigi, continuata nella letteratura militare di tutti i paesi la controversia se sia utile o no e persino se sia possibile difendere una fortezza cos vasta. Questa discussione non pu essere risolta che da una esperienza pratica lattuale assedio di Parigi, unica capitale fortificata esistente; e sebbene lassedio vero e proprio di Parigi non sia ancora iniziato, le sue fortificazioni hanno comunque gi reso un tale servizio alla Francia, che la questione pu sin dora considerarsi risolta in loro favore. La pericolosa vicinanza di Parigi alla frontiera nord-orientale della Francia una frontiera oltretutto difficilmente difendibile perch sprovvista di ostacoli naturali come fiumi o montagne port innanzitutto alla conquista delle terre di confine pi vicine, poi alla costruzione di una tripla cintura di fortezze dal Reno al Mare del Nord, e, in terzo luogo, alla brama inesausta per lintera riva sinistra del Reno, che ha condotto la Francia al punto in cui ora si trova. Le conquiste sono state ridimensionate e definite dai trattati del 1814 e 1815[201] e le fortezze si sono dimostrate quasi inutili e del tutto inadatte ad arrestare grandi eserciti durante le invasioni di quei due anni; infine, nel 1840 le rivendicazioni sul Reno furono per un certo periodo tenute sotto controllo da una coalizione europea antifrancese[202]. Fu cos che la Francia, divenuta una grande potenza, tent di controbilanciare la pericolosa posizione di Parigi nellunico modo possibile fortificandola. Nella guerra attuale la Francia era protetta sul lato pi vulnerabile dalla neutralit del Belgio. Tuttavia bastato solo un mese per spazzare via dal campo tutte le forze organizzate francesi. Met si era arresa ed era prigioniera, laltra met era rinchiusa senza speranza a Metz, e la resa solo questione di settimane. In circostanze normali la guerra, a questo punto, si sarebbe conclusa. I tedeschi avrebbero occupato Parigi e qualsiasi parte del territorio francese, a loro piacimento, e, dopo la capitolazione di Metz, se non prima, sarebbe stata conclusa la pace. La Francia ha quasi tutte le fortezze vicino alla frontiera: una volta spezzata questa cintura di citt fortificate su un

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fronte sufficientemente ampio per garantire libert di movimento, le altre fortezze ai confini o sulle coste avrebbero potuto essere trascurate e la parte centrale del paese occupata, dopo di che, queste fortezze di confine sarebbero state facilmente costrette ad arrendersi una dopo laltra. Nei paesi evoluti, le fortezze dellinterno sono necessarie anche per la guerriglia, come sicuri centri di ritirata. Nella guerra della penisola iberica la resistenza degli spagnoli fu resa possibile soprattutto dalle fortezze. Nel 1809, i francesi cacciarono dalla Spagna le truppe inglesi di sir John Moore[203]; furono vittoriosi ovunque sul campo, ma non conquistarono mai il paese. Lesercito anglo-portoghese, quando sbarc di nuovo, era relativamente modesto e non avrebbe potuto affrontare i francesi se non fosse stato per le innumerevoli bande armate spagnole che, sebbene facili da battere in campo aperto, tormentavano i fianchi e le spalle di ogni colonna francese e bloccavano gran parte dellesercito invasore. Queste bande non avrebbero potuto reggere a lungo se non fosse stato per le numerose fortezze disseminate nel paese; fortezze per lo pi piccole e antiquate, ma che potevano essere espugnate solo con un assedio regolare e che offrivano quindi rifugi sicuri alle bande, quando queste erano attaccate in campo aperto. Poich di simili fortezze la Francia del tutto priva, anche la guerriglia non potrebbe mai assumere unimportanza significativa, se non ci fossero altri elementi a compensarne lassenza. Uno di questi la fortificazione di Parigi. Il 2 settembre, a Sedan, capitolava lultima armata francese in campo aperto1. Oggi, 21 novembre, dopo quasi 11 settimane, quasi la met delle truppe tedesche in Francia ancora inchiodata intorno a Parigi, mentre la maggior parte delle altre truppe si affretta a lasciare Metz per proteggere laccerchiamento di Parigi dallintervento della nuova Armata della Loira, armata che, a prescindere dal suo valore, non avrebbe neppure potuto essere costituita se le fortificazioni di Parigi non fossero esistite. Laccerchiamento di queste fortificazioni ha avuto inizio da due mesi e ancora non sono terminati i preparativi per un assedio regolare; la dimostrazione che lassedio di una fortezza delle dimensioni di Parigi, anche se difesa solo da reclute e da una popolazione risoluta, richiede, soltanto per essere posto in essere, il tempo necessario a portare a termine con successo quello di una normale fortezza. Lavvenimento ha provato che una citt di due milioni di abitanti pu essere approvvigionata forse anche pi agevolmente di una for1

Riferimento alla capitolazione dellesercito francese presso Sedan, cfr. qui sopra p. x.

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tezza pi piccola che rappresenta in minor misura il centro su cui gravita la produzione del territorio circostante; infatti, sebbene si sia posto mano seriamente allapprovvigionamento di Parigi solo dopo il 4 settembre, una quindicina di giorni prima che laccerchiamento fosse completato, Parigi non ancora ridotta alla fame dopo nove settimane di blocco. Di fatto, mentre le armate francesi non hanno resistito che un mese, Parigi resiste gi da due mesi e tiene ancora bloccato il grosso degli invasori. Indubbiamente pi di quanto sia mai riuscito a una fortezza prima dora e ripaga pienamente le spese affrontate per i suoi lavori. E non dimentichiamo quanto abbiamo sottolineato pi di una volta, ossia che questa difesa di Parigi viene condotta in condizioni del tutto eccezionali, senza lattivo sostegno esterno di un esercito regolare. Quale carattere avrebbe assunto questa resistenza, di quanto sarebbe stato ritardato, se non evitato, laccerchiamento e quanti pi uomini dellesercito invasore sarebbero stati bloccati intorno a Parigi se larmata di MacMahon avesse puntato sulla capitale anzich su Sedan? Ma non tutto. La difesa di Parigi non solo ha regalato alla Francia due mesi di respiro che in circostanze meno disastrose avrebbero avuto un valore inestimabile, e ancora lo potrebbero avere, ma ha aperto la possibilit di cogliere quelle opportunit che i mutamenti politici possono far maturare nel corso dellassedio. Si pu insistere a proprio piacimento che Parigi una fortezza come le altre, rimane tuttavia il fatto che lassedio di Parigi produrr nel mondo uneco maggiore che non centinaia di assedi minori. Quali che siano le leggi della guerra, la coscienza moderna rifiuta di accettare per Parigi il trattamento di Strasburgo. In queste circostanze si pu contare con certezza sulla mediazione dei paesi neutrali e sul fatto che prima della resa della citt, salteranno fuori delle rivalit politiche contro i conquistatori; in realt, unoperazione delle dimensioni e della durata dellassedio di Parigi ha molte probabilit di essere decisa tanto nel Gabinetto di qualche potenza non belligerante, da alleanze e contro-alleanze, quanto nelle trincee, dalle batterie di demolizione[204] e di breccia. Forse stiamo per assistere a qualcosa del genere. possibile che limprovvisa irruzione in Europa della questione orientale[205] faccia per Parigi ci che non pu fare lArmata della Loira salvarla dalla resa e liberarla dallassedio. Se, come appare molto probabile, la Prussia non riuscir a fugare il sospetto di una complicit di qualunque tipo con la Russia e lEuropa manterr la determinazione di non tollerare che la Russia violi la parola data, allora diventer della massima importanza che la Francia non venga completamente schiacciata e Parigi non cada nelle

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mani dei Prussiani. dunque assolutamente necessario costringere immediatamente la Prussia a dichiarare in modo inequivocabile le proprie intenzioni e, qualora tentasse di barare, prendere le necessarie misure per rafforzare le speranze e la resistenza di Parigi. Trentamila soldati britannici che, sbarcati a Cherbourg o a Brest, si affiancassero allArmata della Loira, le conferirebbero quella stabilit che oggi le manca. La rara solidit della fanteria britannica e persino il suo difetto corrispondente, la goffaggine nelle manovre di fanteria leggera particolarmente adatta a infondere sicurezza a reclute inesperte; lo ha dimostrato in modo ammirevole in Spagna, al comando di Wellington; lo stesso ha fatto in tutte le guerre dellIndia a contatto con truppe indigene quanto mai inaffidabili. Nella situazione attuale, il peso di un Corpo darmata britannico andrebbe oltre la sua mera consistenza numerica, come sempre stato quando un Corpo darmata britannico stato impiegato a questo scopo. Un paio di divisioni transalpine, avanguardia di un esercito italiano, puntando su Lione e la valle della Sone attirerebbero subito il principe Federico Carlo; c lAustria; ci sono i regni scandinavi che potrebbero minacciare la Prussia su altri fronti e distogliere truppe; leco di tali notizie indurrebbe Parigi ad affrontare la fame pi nera piuttosto che la resa e, a quanto pare, di pane ne ha in abbondanza e cos le fortificazioni della citt potrebbero veramente, nonostante la situazione disperata, salvare il paese, dandogli il tempo di resistere fino allarrivo dei soccorsi.
Scritto il 21 novembre 1870.

Note sulla guerra XXVIII


[The Pall Mall Gazette, n. 1803, 23 novembre 1870]

Se mai vi stata una possibilit di liberare Parigi, essa si presentata in questi ultimi otto giorni. Una decisa avanzata dellArmata della Loira, rinforzata da tutte le truppe che si potevano raccogliere dallest della Francia, contro larmata di ricognizione di Mecklenburg1, combinata a una sortita en masse 2 dellinsieme delle forze disciplinate di Trochu; i due
1 2

Federico Francesco II. In massa.

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attacchi condotti simultaneamente e prima dellarrivo del principe Federico Carlo con la 2a Armata questo era lunico piano che prometteva di riuscire. Se noi guardiamo alle contro-disposizioni dei tedeschi, non possiamo evitare di concludere che questa combinazione avrebbe avuto pi possibilit di successo di quanto potesse apparire a prima vista. La settimana scorsa erano schierate davanti a Parigi diciassette divisioni di fanteria, comprese quella del Wrttemberg che non aveva lasciato le sue posizioni tra la Senna e la Marna, come dapprima era stato erroneamente riportato. Larmata di ricognizione comandata da Mecklenburg contava due divisioni della Germania del Nord e due bavaresi, oltre alla cavalleria. Dopo la battaglia di Coulmiers, dAurelles, anzich stare alle calcagna dei bavaresi, si e messo in marcia verso nord e poi verso ovest in direzione di Chartres, dove per il momento labbiamo perso di vista. I tedeschi hanno seguito questo movimento ruotando il fronte a ovest; i bavaresi di von der Tann mantenevano il controllo del territorio tra Etampes e Ablis, mentre la 17a e la 22a divisione marciavano su Chartres e Dreux. Questultima citt veniva nel frattempo rioccupata da truppe francesi; si supponeva che dAurelles, rinforzato da Kratry e altri contingenti, mirasse ad aggirare larmata di ricognizione per piombare sullesercito che accerchiava Parigi. Al conte Moltke questa minaccia apparsa cos seria che egli ha distaccato immediatamente le truppe pi vicine, alcune frazioni del 5 e 12 Corpo darmata, a sostegno di Mecklenburg, e ha ordinato al 2 bavarese, al 6 della Germania del Nord, alla 21a divisione e a quella del Wrttemberg, di essere pronte a marciare verso sud se necessario. I rinforzi gi inviati hanno permesso a Mecklenburg di riprendere Dreux gi il 17 e, il 18, di inseguire il nemico oltre Chateauneuf. Impossibile dire quali truppe francesi siano state sconfitte laggi. Forse frazioni dellArmata della Loira, ma non certamente il grosso di questa armata. Da allora non si ha notizia di ulteriori mosse francesi, ma intanto il tempo passa e il principe Federico Carlo si avvicina sempre pi e, ormai, dovrebbe essere a una distanza tale da poter sostenere lala sinistra di Mecklenburg. Non c dubbio che i francesi si siano lasciati sfuggire una grande opportunit. Lavanzata dellArmata della Loira aveva tanto vivamente impressionato Moltke da indurlo a impartire senza esitare ordini che, fossero divenuti esecutivi, avrebbero condotto addirittura a rinunciare allaccerchiamento di Parigi. La consistenza delle frazioni del 5 e 12 Corpo darmata distaccate verso Dreux non doveva essere superiore a una brigata

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di ciascun Corpo darmata, una divisione in tutto; ma, oltre a queste, due divisioni bavaresi, tre della Germania settentrionale e quella del Wrttemberg erano state messe allerta per marciare contro dAurelles al primo segnale. In caso di necessit, quindi, almeno sette delle diciassette divisioni che si trovano davanti a Parigi, ed esattamente quelle che la bloccano a sud, avrebbero dovuto marciare contro larmata di soccorso. Al principe ereditario non sarebbero rimasti che il 2 Corpo darmata e la maggior parte del 5 per controllare la lunga linea di terreno che da Choisy, sulla Senna, passando per Versailles, arriva fino a Saint-Germain, mentre le Guardie, il 4 e gran parte del 12 Corpo darmata avrebbero dovuto tenere tutta la linea settentrionale che da Saint-Germain compie un cerchio attorno a Gonesse e SaintBrice, attraversa la Marna e raggiunge di nuovo la Senna a monte di Parigi. Dieci divisioni di fanteria avrebbero dovuto tenere una linea di accerchiamento di quaranta miglia, con un fronte di quattro miglia per ogni divisione. Questa dispersione di forze avrebbe ridotto laccerchiamento a una semplice linea di osservazione e Trochu, con le otto divisioni al comando di Ducrot e altre sette della 3a Armata al suo comando diretto, poteva contare su una superiorit di almeno tre a uno rispetto allavversario, qualsiasi punto avesse scelto per lattacco. Con queste premesse la vittoria non gli sarebbe sfuggita. Egli avrebbe potuto sfondare le linee tedesche, prendere il parco dassedio, le munizioni e gli approvvigionamenti e distruggerli, infliggendo tali perdite in uomini da rendere impossibile, per qualche tempo, un completo accerchiamento di Parigi e a maggior ragione un assedio. Fino a questo punto abbiamo descritto soltanto le opportunit che si offrivano a Trochu, indipendentemente da quelle dellArmata della Loira. quasi certo che questa non sarebbe stata in grado di competere con le undici divisioni tedesche che avrebbe avuto di fronte, se fossero state concentrate. Ma questa eventualit era piuttosto remota. Con ogni probabilit un audace e rapido attacco di dAurelles, combinato con una forte e contemporanea sortita di Trochu, avrebbe portato scompiglio nei piani di Moltke. Nessuno dei Corpi che Trochu avrebbe potuto essere inviato incontro a dAurelles. Solo il caso avrebbe deciso a quale dei due comandanti francesi sarebbe toccato affrontare il grosso dei tedeschi, ma resta il fatto che le loro forze complessive superavano di molto quelle che i tedeschi potevano contrapporre loro. La distanza tra Parigi e Dreux meno di cinquanta miglia. Un simultaneo attacco ai tedeschi, da entrambi i lati e con tutte le forze disponibili avrebbe, con ogni probabilit, sorpreso alcu-

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ne delle loro divisioni in marcia fra i due punti estremi, senza possibilit di un immediato intervento. Se lattacco fosse stato realmente simultaneo, avrebbe sicuramente dato ai francesi una superiorit numerica schiacciante o a Dreux o a Parigi, e sarebbe stato pressoch impossibile non ottenere almeno una vittoria. Conosciamo bene gli inconvenienti e le difficolt connesse alle operazioni combinate e quanto spesso esse falliscano. Ma in questo caso va sottolineato che lunica condizione necessaria alla riuscita era la simultaneit degli attacchi. Inoltre evidente che, considerata la distanza di quaranta miglia fra unarmata e laltra, anche i prussiani avrebbero dovuto combinare i loro movimenti. impossibile spiegare per quale ragione n dAurelles n Trochu abbiano colto loccasione che si offriva loro. Gli scontri di poco conto dalle parti di Dreux e Chteauneuf non erano certamente di tale natura da imporre un arretramento dellArmata della Loira, non essendo impegnate pi di tre divisioni tedesche, contro otto almeno che ne conta questa armata. Forse DAurelles era in attesa di ulteriori rinforzi; forse i suoi piccioni viaggiatori si sono persi; forse cerano divergenze di idee fra lui e Trochu, non possiamo saperlo. Ma questo rinvio fatale alla loro causa. Il principe Federico Carlo continua la sua marcia e a questo punto potrebbe essere abbastanza vicino allesercito del Granduca di Mecklenburg da poterlo appoggiare, rendendo superfluo laccorrere delle sei divisioni da Parigi. Se ci avverr i due generali francesi avranno gettato unaltra opportunit di vittoria forse lultima.
Scritto tra il 21 e il 23 novembre 1870.

La situazione militare in Francia


[The Pall Mall Gazette, n. 1806, 26 novembre 1870]

Ieri abbiamo richiamato lattenzione sul fatto che, per la prima volta, dalla capitolazione di Sedan le prospettive della Francia sembrano assai migliorate[206], e che anche la resa di Metz, pur disimpegnando 150.000 soldati tedeschi, non ha prodotto gli effetti disastrosi che a prima vista si potevano temere. Se oggi torniamo sullargomento per ribadire una volta di pi, con alcuni dettagli di carattere militare, la correttezza di questo punto di vista.

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Le posizioni delle armate tedesche il 24 novembre, per quanto siamo riusciti a sapere, erano le seguenti: Accerchiamento di Parigi: la 3a armata (con il 2, 5 e 6 Corpo darmata, il 2 Corpo darmata bavarese, il 21, quello del Wrttemberg e le divisioni di Landwehr1 delle Guardie) e la 4a Armata (il 4 e il 12 Corpo darmata, pi la guardia): in totale diciassette divisioni. Armata di ricognizione, che protegge laccerchiamento: la 1a Armata a nord (1 e 8 Corpo darmata); lArmata del duca di Mecklenburg (17a e 22a divisione e il 1 Corpo darmata bavarese) a ovest e sud ovest; a sud la 2a Armata (3, 9 e 10 Corpo darmata pi una divisione di Landwehr, un distaccamento della quale stato rudemente maltrattato da Ricciotti Garibaldi[207] a Chtillon); in totale quindici divisioni. Distaccati per compiti speciali nel sud est della Francia, il 14 Corpo darmata (quello di Werder con due divisioni e mezza) e il 15 Corpo darmata; a Metz e dalle parti di Thionville il 7 Corpo darmata; sulla linea di comunicazione perlomeno una divisione e mezza di Landwehr; in tutto almeno otto divisioni. Di queste quaranta divisioni di fanteria, le prime diciassette sono al momento completamente impegnate davanti a Parigi; limmobilit delle ultime otto dimostra che i francesi stanno dando pi filo da torcere di quanto avessero previsto. Restano disponibili per una qualsiasi operazione le quindici divisioni delle tre armate di ricognizione, per un totale, cavalleria e artiglieria comprese, di 200.000 combattenti al massimo. Ora, prima del 9 novembre sembrava che nessun serio ostacolo potesse impedire a questi uomini di dilagare su gran parte del centro e persino del sud della Francia. Da allora la situazione mutata notevolmente. Non tanto il fatto che Von der Tann sia stato sconfitto e costretto alla ritirata, n che dAurelles abbia mostrato la sua abilit nel comandare le sue truppe, che ci ispira verso lArmata della Loira un rispetto maggiore di quello che, lo confessiamo, abbiamo nutrito fino a ieri; sono, invece, principalmente le energiche misure prese da Moltke per contrastarne lattesa marcia su Parigi che ce la fanno apparire sotto una luce diversa. Non solo questi ha ritenuto necessario mettere in allerta per questa eventualit rischiando persino di togliere de facto laccerchiamento di Parigi gran parte delle forze che attuavano il blocco del lato meridio1

Milizia territoriale.

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nale della citt, ma ha anche cambiato di colpo la direzione di marcia delle truppe in arrivo da Metz, allo scopo di avvicinarle il pi possibile a Parigi e concentrare intorno alla citt la maggior parte delle forze tedesche; per di pi, ora ci giunge voce che i tedeschi stiano accingendosi a proteggere il parco dassedio con opere difensive. Qualunque cosa si possa pensare, evidentemente Moltke non considera lArmata della Loira una marmaglia in armi, ma un vero esercito, serio, temibile. La precedente perplessit sul carattere di questarmata era alimentata in gran parte dalle informazioni trasmesse dai corrispondenti inglesi a Tours[208]. Tra costoro sembra non esservi alcun militare in grado di distinguere le caratteristiche che differenziano un esercito da unaccozzaglia di uomini armati. I loro articoli sulla disciplina, lefficienza delladdestramento, la consistenza numerica, larmamento, lequipaggiamento, lartiglieria, i trasporti in breve, sui dati essenziali per esprimere una valutazione mutavano da un giorno allaltro. Noi tutti sappiamo le enormi difficolt affrontate per la formazione di questarmata: la mancanza di ufficiali, di armi, di cavalli, di materiale di ogni genere e in particolare di tempo. Gli articoli trasmessi sottolineavano soprattutto queste difficolt, cosicch lArmata della Loira veniva generalmente sottovalutata anche da persone le cui simpatie non hanno il sopravvento sulla capacit di giudizio. I medesimi corrispondenti sono ora unanimi nellelogiarla[209]. Dicono che questa armata sia meglio comandata e disciplinata di quelle che hanno dovuto soccombere a Sedan e Metz. In una certa misura senzaltro vero. indubbiamente pervasa da uno spirito migliore di quello delle armate bonapartiste, dalla determinazione di fare del suo meglio per il paese, cooperando, obbedendo agli ordini per raggiungere questo scopo. Questo esercito ha recuperato una lezione importante che quello di Luigi Napoleone aveva dimenticato il servizio di fanteria leggera, larte di proteggere i fianchi e la retroguardia dagli attacchi a sorpresa, di mantenere i contatti con il nemico, di sorprendere i suoi distaccamenti, di procurarsi informazioni e fare dei prigionieri. Lo documenta il corrispondente del Times al seguito del duca di Mecklenburg[210]. Adesso sono i prussiani a non conoscere le mosse del nemico, a brancolare nel buio, mentre prima era il contrario. Un esercito che ha capito queste cose ha capito molto. Non dobbiamo per dimenticare che lArmata della Loira, cos come le consorelle dellovest e del nord, deve ancora dimostrare la sua

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tempra in uno scontro generale e contro forze numericamente pari. Nellinsieme promette comunque bene e alcuni elementi rendono probabile che anche una grossa sconfitta non intaccherebbe pi di tanto il suo morale, come invece capita a molti eserciti inesperti. Il fatto che le crudelt e le brutalit dei prussiani anzich piegare la resistenza popolare, ne hanno raddoppiato le energie, al punto che i prussiani sembrano aver compreso il loro errore; e non si sente quasi pi parlare di incendi di villaggi o di massacri di contadini. Ma queste azioni hanno avuto i loro effetti e la guerriglia si estende ogni giorno di pi. Quando leggiamo sul Times, nelle corrispondenze sullavanzata di Mecklenburg verso Le Mans nessun nemico in vista[211], nessuna forza regolare che opponga resistenza in campo aperto ma cavalleria e franchi tiratori che fanno scaramucce sui fianchi; le truppe prussiane, prive di notizie sui movimenti delle truppe francesi, marciano a ranghi serrati in grossi contingenti non possiamo fare a meno di ricordare le marce dei marescialli di Napoleone in Spagna o delle truppe di Bazaine in Messico. Quando questo spirito di resistenza popolare si risveglia, neppure eserciti di 200.000 uomini possono andare molto lontano nelloccupazione di un paese ostile. Giunge presto il momento in cui i distaccamenti degli occupanti diventano pi deboli della difesa che incontrano, e i tempi del raggiungimento di questo limite dipendono interamente dallenergia della resistenza popolare. Anche un esercito sconfitto riesce a trovare rifugi sicuri per sottrarsi allinseguimento del nemico se la popolazione del paese si solleva; ed appunto questa la condizione che adesso potrebbe verificarsi in Francia. E se la popolazione dei distretti occupati dal nemico dovesse sollevarsi, o pi semplicemente se le sue linee di comunicazione dovessero interrompersi spesso, il limite oltre il quale linvasione mostrerebbe la sua impotenza si avvicinerebbe ancor pi. Non ci meraviglieremmo se risultasse che Mecklenburg ha gi spinto troppo avanti la sua avanzata, a meno che, beninteso, non venga poderosamente sostenuto dal principe Federico Carlo. Per il momento, naturalmente, tutto dipende da Parigi. Se Parigi riesce a resistere per un altro mese e le informazioni sulla situazione degli approvvigionamenti non lo escludono affatto allora la Francia potrebbe avere sul piede di guerra un esercito abbastanza forte da rompere laccerchiamento, con laiuto della resistenza popolare, tramite un

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attacco ben organizzato contro le linee di comunicazione prussiane. Questa volta la macchina organizzativa francese sembra funzionare abbastanza bene. Ci sono pi uomini del necessario, le armi stanno giungendo in quantit maggiori del previsto grazie alle risorse dellindustria moderna e alla rapidit delle moderne comunicazioni; solo dallAmerica sono arrivati 400.000 fucili a canna rigata[212], lartiglieria viene fabbricata in Francia con una rapidit in precedenza sconosciuta. Si sono trovati, o si sono formati, persino degli ufficiali. Insomma, gli sforzi compiuti dalla Francia dopo Sedan per riorganizzare la difesa nazionale non hanno precedenti nella storia e, per concludersi in un quasi sicuro successo, richiedono un solo elemento in pi il tempo. Se Parigi tiene duro anche solo un altro mese, lobiettivo si avviciner molto. E, se Parigi non dovesse avere approvvigionamenti bastanti, Trochu potrebbe sempre fare il tentativo di attraversare la linea dassedio con le truppe che sono allaltezza del compito; oggi sarebbe azzardato sostenere che non ha possibilit di riuscita. Se avesse successo, Parigi assorbirebbe, una guarnigione di almeno tre Corpi darmata prussiani distaccati per tenerla sotto controllo e Trochu, in sostanza, avrebbe liberato pi francesi di quanti tedeschi libererebbe la resa di Parigi. A prescindere da ci che la fortezza di Parigi difesa dai francesi pu fare, evidente che forze tedesche non riuscirebbero mai a tenerla contro assedianti francesi. Occorrerebbero tanti uomini per controllare la popolazione allinterno quanti se ne dovrebbero schierare sui bastioni per respingere lattacco esterno. Cos possibile, ma non ineluttabile che la caduta di Parigi comporti la caduta della Francia. Non questo il momento di abbandonarsi a speculazioni sulla probabilit di questo o di quellevento della guerra. Abbiamo una conoscenza approssimativa di un solo fattore la potenza dellesercito prussiano. Dellaltra parte in causa, la forza numerica e intrinseca delle forze francesi, sappiamo ben poco. Inoltre, sono in azione oggi fattori morali che sfuggono a qualsiasi calcolo e dei quali possiamo solo dire che sono tutti a favore della Francia e a sfavore della Germania. Ma una cosa certa, che le forze belligeranti sono ora molto pi bilanciate di quanto lo siano mai state dopo Sedan e che un rinforzo anche lieve di truppe addestrate francesi potrebbe ora ristabilire completamente lequilibrio.
Scritto il 26 novembre 1870.

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Note sulla guerra XXIX


[The Pall Mall Gazette, n. 1811, 2 dicembre 1870]

La tempesta lungamente attesa si infine scatenata. Dopo un lungo periodo di marce e di manovre da entrambe le parti, movimentato solo da scaramucce ed episodi di guerriglia, la guerra entrata in unaltra di quelle fasi critiche nelle quali i colpi di scena si succedono luno allaltro. Il 27 novembre larmata francese del nord stata sconfitta davanti ad Amiens; il 28 una consistente frazione dellArmata della Loira stata battuta dal principe Federico Carlo a Beaune-la-Rolande; il 29 Trochu ha tentato senza successo una sortita a sud di Parigi e il 30, a quanto pare, ha attaccato con tutte le forze a disposizione le truppe sassoni e del Wrttemberg che accerchiavano Parigi sul lato nord est. Queste diverse azioni sono il risultato di operazioni combinate, le uniche, come noi avevamo pi volte segnalato1, che possano offrire alla Francia qualche possibilit di successo. Se lArmata del Nord, con forze numericamente inferiori, avesse saputo tenere in scacco i due Corpi darmata di Manteuffel, in modo da impedirgli di portare rinforzo alle linee del principe ereditario di Sassonia2 attorno al lato nord di Parigi, le sue forze sarebbero state ben impiegate. Ma cos non stato. Lavanzata in campo aperto stata presto bloccata da un numero inferiore di prussiani, perch, dal confronto fra fonti diverse, emerge con certezza che uno solo dei Corpi darmata di Manteuffel stato coinvolto nella battaglia[213]. Limpiego dellArmata del Nord sarebbe stato migliore se i suoi reparti combattenti fossero stati inviati per ferrovia verso sud in direzione di Le Mans, oppure avessero disturbato continuamente gli avamposti e i distaccamenti di Manteuffel, ma rifiutando la battaglia, a meno di trovarsi sotto le mura di una delle numerose fortezze settentrionali che ne costituiscono la base operativa. Ma nelle attuali condizioni della Francia, e con unarmata formata da soldati giovani, un generale non pu battere sempre in ritirata anche se strategicamente necessario: una scelta simile potrebbe demoralizzare le sue truppe ancor pi di una completa disfatta. Cos ora, lArmata del Nord trova rifugio nelle sue fortezze, dove potr
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Cfr. qui sopra, p. xx. Alberto.

Note sulla guerra

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riordinarsi e dove a Moltke non converr, proprio ora, farla inseguire da Manteuffel. Ma, allo steso tempo, Manteuffel libero di muoversi in qualsiasi altra direzione e se, come comunicano da Lille[214] (sebbene questa informazione sia stata smentita[215]), ha di nuovo evacuato Amiens per affrettarsi sulla strada di Parigi, dobbiamo riconoscere che lArmata del Nord ha fallito nella sua missione. A occidente, il 21 Corpo darmata francese a Le Mans e il 22 (gi di Kratry) al campo di Conlie, sono riusciti ad attirare lontano da Parigi le truppe del granduca di Mecklenburg1 senza esporsi a serie sconfitte. La nostra supposizione che le truppe tedesche avanzanti si fossero spinte troppo oltre2 sembra confermata dalle fonti francesi, unanimi nel sostenere che esse hanno nuovamente evacuato le posizioni occupate a est e a sud est di Le Mans, ora riprese dai francesi[216]. Questi ultimi non sembrano tuttavia aver lanciato le forze regolari in un deciso inseguimento del nemico, giacch non vi notizia di scontri di qualche importanza; lArmata dellOvest, al pari di quella del Nord, non pertanto riuscita a inchiodare le truppe nemiche che aveva di fronte. Dove sia ora e che cosa stia facendo, non ci viene detto; pu essere che limprovviso dissidio sorto fra Kratry e Gambetta ne abbia paralizzato i movimenti proprio nel momento pi decisivo. In ogni caso, se non poteva battere le truppe di Mecklenburg e se non era neppure in grado di tenerle occupate sul posto, sarebbe stato pi saggio inviare per ferrovia, di rinforzo allArmata della Loira, le truppe gi equipaggiate e pronte al combattimento, in modo da lanciare lattacco principale con forze concentrate. Questo attacco principale poteva essere sferrato solo dallArmata della Loira, il Corpo darmata di maggiore consistenza fra le truppe francesi attualmente sul piede di guerra, e poteva essere diretto solo contro il principe Federico Carlo, dato che la sua armata la pi numerosa delle tre che coprono laccerchiamento di Parigi. Dalle informazioni che abbiamo, lArmata della Loira risulta composta dal 15, 16, 17 e 19 Corpo darmata, gli stessi che per qualche tempo sono stati schierati davanti a Orlans, e dal 18 (ora di Bourbaki), oltre che dal 20 di riserva dietro la Loira. Il 18 e il 20 sono stati entrambi impegnati completamente o in parte negli scontri del 28, quindi devono avere attraversato la Loira prima di quel
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Federico Francesco II. Cfr. qui sopra p. x.

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giorno e perci linsieme di questi sei Corpi darmata deve essere stato a disposizione per un attacco alla 2a Armata tedesca. In questa guerra un Corpo darmata francese sempre stato composto di tre o quattro divisioni di fanteria. Secondo un ordre de bataille 1 pubblicato una quindicina di giorni fa da un giornale militare di Vienna, il Kamerad, il 15 Corpo darmata comprendeva cinque brigate in due divisioni, il 16 quattro brigate in due divisioni; il 18 dieci brigate in tre divisioni. Anche non volendo seguire le indicazioni del Journal de Bruxelles, che attribuisce allArmata della Loira un effettivo a ranghi completi di diciotto divisioni di fanteria (o tre per corpo), dato che molte di esse dovrebbero essere ancora in formazione, non ci sono dubbi sul fatto che lattacco del 28 poteva essere sferrato con dodici o quindici divisioni, invece che con cinque-sei. sintomatico per le truppe dellArmata della Loira che esse siano state sbaragliate da avversari molto inferiori numericamente, dato che solo tre divisioni di fanteria tedesca (le due del 10 Corpo darmata e la 5a), quindi meno della met della 2a Armata, sono state impegnate contro di esse. La disfatta deve in ogni caso essere stata grave: non lo indicherebbero solo le corrispondenze tedesche, ma anche il fatto che da allora lArmata della Loira non ha rinnovato lattacco con forze maggiormente concentrate. Da questi diversi elementi si deduce che il tentativo di portare soccorso a Parigi dallesterno per ora fallito perch, innanzitutto, non si sono colte le irripetibili occasioni della settimana che ha preceduto larrivo della 1a e 2a Armata tedesche e, in secondo luogo, perch gli attacchi fatti non sono stati portati con lenergia e la concentrazione di forze necessarie. Le giovani truppe che compongono il nuovo esercito francese non possono sperare di cogliere subito un successo contro soldati veterani, senza un rapporto di due a uno, e dunque stato commesso il doppio errore di portarli in battaglia senza gettare nella mischia ogni uomo, ogni cavallo, ogni arma disponibili. Daltra parte, noi non ci aspettiamo che le sconfitte di Amiens e Bearne-la-Rolande abbiano altre gravi conseguenze oltre a quella di privare Parigi di aiuto. Le linee di ritirata delle armate dellOvest e della Loira restano del tutto sicure, a meno che non vengano compiuti errori madornali. Per di pi, la maggior parte di queste due armate non stata coinvolta nella disfatta. Fino a dove potranno spingersi le truppe tedesche, mandate al loro inseguimento dipende dallenergia della resistenza popo1

Ordine di battaglia.

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lare e dalla guerriglia un fattore che i prussiani hanno il particolare talento di suscitare dovunque vadano. Non c da temere che il principe Federico Carlo possa avanzare indisturbato da Orlans a Bordeaux, cos come il principe ereditario1 ha potuto fare da Metz a Reims. Il territorio che egli deve saldamente occupare prima di poter avanzare pi a sud troppo esteso e, salvo sventagliare grosse colonne volanti le sette divisioni del principe Carlo saranno presto disseminate in lungo e in largo, e la loro forza durto si smorzer. La Francia ha bisogno di tempo e linsorgere dello spirito popolare di resistenza forse glielo dar. Il riarmo perseguito nei tre mesi trascorsi dovrebbe essere stato completato ovunque e il numero di nuovi combattenti che ogni settimana diventano disponibili dovrebbe essere in crescita, per qualche tempo almeno. Quanto alle due sortite da Parigi, le notizie[217] che abbiamo ricevuto fino a questo momento sono troppo contraddittorie e vaghe per trarne una conclusione. Tuttavia sembra, secondo quanto afferma lo stesso Trochu[218], che i risultati conseguiti fino alla sera del 30 non siano tali da giustificare le grida di vittoria innalzate a Tours. Del resto le posizioni che i francesi ancora tengono a sud della Marna sono quelle protette dal fuoco dei forti di Parigi; e lunico caposaldo al di l della linea di questi forti che siano riusciti a tenere per un breve periodo Mont Mesly ha dovuto essere nuovamente abbandonato. pi che probabile che la lotta sia ripresa, ieri davanti a Parigi e oggi nei dintorni di Orlans e Le Mans. In ogni caso, in pochissimi giorni si decider ora lesito della seconda crisi della guerra, che, con ogni probabilit, decider della sorte di Parigi.
Scritto il 2 dicembre 1870.

Note sulla guerra XXX


[The Pall Mall Gazette, n. 1812, 3 dicembre I870]

La 2a Armata di Parigi ha iniziato loffensiva il 29 novembre con una sortita sul fronte meridionale della citt, in direzione di LHay-lesRoses e Choisy-le-Roy. Secondo fonti prussiane, stato il 1 Corpo
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Federico Guglielmo.

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darmata di Ducrot, al comando di Vinoy, ad aver attaccato il 6 Corpo darmata prussiano di Tmpling[219]. Sembra che fosse solo una finta per allarmare i prussiani e indurli a rafforzare questo lato, dal quale gli assediati avrebbero potuto, in caso di successo, raggiungere lArmata della Loira per la via pi breve. Se lobiettivo fosse stato diverso, Vinoy senzaltro sarebbe stato sostenuto da altri Corpi darmata e avrebbe perso ben pi di duecento uomini fra morti e feriti, oltre a un centinaio di prigionieri. Lattacco vero e proprio stato sferrato il mattino seguente. Questa volta Ducrot avanzato sulla riva destra della Senna, nei pressi della confluenza con la Marna, mentre una seconda sortita sulla riva sinistra era diretta contro Tmpling e attacchi diversivi impegnavano, a ovest di Saint-Denis, il 4 Corpo darmata e le Guardie. Non sappiamo quali truppe siano state impiegate negli attacchi diversivi, ma da un rapporto ufficiale francese si sa che la sortita contro Tmpling stata condotta dallammiraglio de La Roncire Le Noury. Questo ufficiale comanda una delle sette divisioni della 3a Armata di Parigi che rimane sotto il comando diretto di Trochu; dunque verosimile che tutti gli attacchi secondari siano stati affidati a questa armata, in modo da lasciare tutte le divisioni valide di Ducrot per il vero attacco sulla Marna. Questo attacco, a sua volta, stato condotto su due divergenti direzioni. Una parte delle truppe si necessariamente diretta a est verso Chelles, lungo la riva destra della Marna, forse allo scopo di tenere sotto controllo il 12 Corpo darmata sassone che accerchia il lato est di Parigi. Si trattato di un altro attacco subordinato di cui sappiamo ben poco, salvo che i sassoni sostengono di avere mantenuto le posizioni[220], cosa che probabilmente hanno fatto. Il corpo principale delle truppe di Ducrot, con in testa il 2 Corpo darmata di Renault, ha invece varcato la Marna su otto ponti ed ha attaccato le tre brigate del Wrttemberg che occupavano la zona fra la Marna e la Senna. Come abbiamo gi evidenziato, il corso della Marna, prima di congiungersi con la Senna, forma una gigantesca S, la cui curva settentrionale lambisce Parigi mentre quella meridionale se ne allontana. Entrambe le curve sono sotto il tiro dei forti, ma mentre la configurazione di quella superiore, o prominente, favorisce una sortita, quella inferiore, concava, completamente dominata dal terreno della riva sinistra cos come dai forti; in pi, la direzione che prende il fiume e la moltepli-

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cit dei suoi bracci rendono difficile la costruzione di ponti sotto il fuoco nemico. Per queste ragioni gran parte della curva sembra essere rimasta una sorta di zona neutra, intorno alla quale si sono svolti i combattimenti effettivi. Le truppe che dovevano attaccare a ovest sono avanzate, protette dal fuoco del forte di Charenton e della ridotta di La Gravelle, su Mesly e Bonneuil. Fra queste due localit si alza una collina isolata, chiamata Mont Mesly, che con i suoi cento piedi di altezza domina la pianura circostante e che necessariamente costituiva il primo obiettivo dellavanzata francese. La forza messa in campo a questo scopo viene valutata, in un telegramma del generale Obernitz, comandante della divisione Wrttemberg, in una divisione[221]; tuttavia, poich i francesi allinizio hanno sfondato il fronte della 2a e 3a brigata del Wrttemberg, che li ha affrontati, e sono stati respinti solo allarrivo di rinforzi, e poich appare evidente che Ducrot, che ha abbastanza truppe a disposizione, non avrebbe effettuato un attacco di tale importanza con due sole brigate, possiamo dare per certo che questo un altro dei molti casi in cui la parola Abtheilung, che indica una qualsiasi frazione di un esercito, stata tradotta erroneamente con il termine divisione, che designa invece una frazione specifica, di due o al massimo tre brigate. Comunque sia, i francesi hanno preso Mont Mesly e i villaggi ai suoi piedi e, se lavessero saputo tenere e trincerare, avrebbero ottenuto un risultato che valeva la giornata di combattimento. Ma sono arrivati i rinforzi: le truppe prussiane del 2 Corpo darmata, in particolare la 7a brigata; le posizioni perdute sono state riconquistate e i francesi respinti allombra del forte di Charenton. Successivamente, i francesi tentavano il secondo attacco pi sulla loro sinistra. Coperti dal fuoco della ridotta della Faisanderie e del forte di Nogent, attraversavano la Marna nella curva superiore della S e prendevano i villaggi di Brie e Champigny, che segnano le estremit dellapertura. La posizione realmente occupata dalla 1a brigata del Wrttemberg, che teneva questa zona un po arretrata, ai limiti dellaltopiano che si stende da Villiers a Coeuilly. Non e certo che i francesi abbiano mai preso Villiers; re Guglielmo lo afferma[222], il generale Obernitz lo nega. certo per che i francesi non lhanno in ogni caso tenuto e che lavanzata oltre la linea dei forti stata respinta.

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Il risultato di questo giorno di combattimenti dellarmata di Ducrot, affrontati con la Marna alle spalle, cio a sud di essa, cos riassunto nel bollettino ufficiale francese: Lesercito ha poi varcato la Marna su otto ponti e ha mantenuto le posizioni prese dopo aver catturato due cannoni[223]. Vale a dire che ha rinculato di nuovo sulla riva destra o settentrionale del fiume, dove ha mantenuto una qualche posizione, che stata ovviamente presa, ma non al nemico. Evidentemente, i redattori dei bollettini di Gambetta, sono i medesimi che fornivano questi servizi a Napoleone. Il primo dicembre i francesi hanno dato altri segni di considerare la sortita un fallimento. Sebbene il Moniteur annunciasse per quel giorno un attacco verso sud comandato dal generale Vinoy[224], apprendiamo da Versailles, primo dicembre (senza indicazione dellora), che i francesi nella giornata non avevano compiuto alcun movimento; al contrario, essi hanno chiesto un armistizio per potersi occupare dei morti e dei feriti rimasti sul campo di battaglia fra le posizioni dei due eserciti[225]. Se si fossero ritenuti in grado di riconquistare il campo di battaglia, avrebbero senza dubbio rinnovato immediatamente i combattimenti. Quindi, non c dubbio, in questa prima sortita Trochu stato sconfitto e, per di pi, da forze nettamente inferiori in numero. Siamo certi che egli intenda presto rinnovare i suoi sforzi. Sappiamo troppo poco dello svolgimento di questo primo tentativo per poter giudicare se Trochu sapr avere maggior fortuna; certo che se venisse respinto una seconda volta gli effetti sia sulle truppe che sulla popolazione di Parigi sarebbero demoralizzanti. Nel frattempo, come avevamo previsto1, lArmata della Loira si di nuovo messa in movimento. Gli scontri tra Loigny e Patay[226], come viene riportato da Tours[227], sono con ogni evidenza gli stessi a cui si fa riferimento in un telegramma da Monaco[228], secondo il quale Von der Tann ha strappato una vittoria a ovest di Orlans. Anche in questo caso, entrambi i contendenti gridano vittoria. Nel giro di un paio di giorni sapremo qualcosa di pi da queste zone di combattimento poich al momento ignoriamo le posizioni rispettive dei combattenti, del tutto vano azzardare pronostici.
Scritto il 3 dicembre 1870.
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Cfr. qui sopra p. x.

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Le sorti della guerra


[The Pall Mall Gazette, n. 1816, 8 dicembre 1870]

Lultima sconfitta dellarmata francese della Loira e la ritirata di Ducrot oltre la Marna supponendo che questa manovra sia definitiva come stato riferito sabato1 hanno decretato lesito finale della prima operazione combinata per soccorrere Parigi. Il fallimento stato completo e la gente ha ricominciato a domandarsi se questa nuova serie di sventure non dimostri che la Francia incapace di resistere ancora con successo se, quindi, non sia meglio abbandonare subito la partita, firmare la resa di Parigi e la cessione dellAlsazia e della Lorena. Il fatto che la gente ha smarrito ogni ricordo di una vera guerra. Quella di Crimea, dItalia e quella austro-prussiana, furono tutte guerre convenzionali guerre di governi che firmavano la pace non appena la macchina militare si rompeva o cominciava a dare segni di usura. Una guerra vera, alla quale partecipa la nazione intera, non si era pi vista nel cuore dellEuropa da un paio di generazioni. Si vista nel Caucaso, in Algeria, dove i combattimenti sono durati pi di ventanni quasi senza interruzioni; lavremmo vista in Turchia se gli alleati avessero concesso ai turchi di difendersi a modo loro. Il fatto che le nostre convenzioni concedono solo ai barbari il diritto a una vera autodifesa; ci aspettiamo che degli Stati civilizzati combattano secondo letichetta e pensiamo che la nazione reale non sar cos indelicata da continuare a battersi anche dopo la resa della nazione ufficiale. I francesi si stanno attualmente rendendo colpevoli di questa indelicatezza. Con sgomento dei prussiani, che si considerano i migliori arbitri in fatto di etichetta militare, i francesi hanno continuato a combattere per tre mesi, dopo lestromissione dal campo dellesercito ufficiale; ed hanno persino fatto cose che quellesercito non era mai stato capace di fare in questa campagna. Hanno ottenuto un successo importante e numerosi altri pi modesti, hanno preso al nemico cannoni, convogli e fatto prigionieri. vero che di recente hanno subito una serie di importanti rovesci, ma del tutto insignificanti in confronto a quelli che il loro defunto esercito ufficiale era uso subire dagli stessi avversari. vero che il loro primo
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Cfr. qui sopra p. x.

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tentativo di liberare Parigi dallaccerchiamento, con un contemporaneo attacco dallinterno e dallesterno, fallito; ma significa forse che necessariamente non esistono pi margini per un secondo tentativo? Le due armate francesi, quella di Parigi e quella della Loira, si sono battute bene, stando alle testimonianze degli stessi tedeschi. Certo, sono state battute da forze numericamente inferiori, ma bisognava aspettarselo da truppe giovani e di recente formazione opposte a veterani. I loro movimenti tattici sotto il fuoco, secondo il corrispondente del Daily News, un giornalista che dimostra di conoscere ci di cui scrive, sono stati rapidi e convinti; mancavano di precisione, ma era un difetto comune anche a molte altre truppe francesi vittoriose. Su una cosa non possono esserci dubbi: questi eserciti hanno dimostrato di essere veri eserciti e gli avversari dovranno trattarli con il dovuto rispetto. Sono senza dubbio composti di elementi eterogeni. Vi sono battaglioni di linea, composti in proporzioni diverse di veterani, vi sono mobiles di varia efficienza militare; vi sono battaglioni ben comandati, ben addestrati e ben equipaggiati e battaglioni di grezze reclute, ignoranti anche dei primi elementi del manual and platoon; vi sono franchi tiratori di ogni sorta, buoni, cattivi e mediocri i pi, forse, di questultimo genere. Vi comunque, un nucleo di buoni battaglioni combattivi, attorno ai quali raggruppare gli altri, e un mese di combattimenti discontinui evitando sconfitte schiaccianti, faranno di tutti degli ottimi combattenti. Meglio guidati dal punto di vista strategico, avrebbero gi avuto qualche vittoria. E dato che tutta la strategia richiesta oggi consiste nel ritardare scontri decisivi, pensiamo che ce la possano fare. Ma le truppe concentrate a Le Mans e vicino alla Loira sono ben lontane dallesaurire tutte le forze francesi. Ci sono perlomeno altri 200.000300.000 uomini che stanno organizzandosi in localit molto pi arretrate. Ogni giorno che passa li prepara al combattimento. Ogni giorno guadagnato, per un po almeno, permetter di mettere al fronte un numero sempre crescente di soldati freschi. E alle spalle di questi soldati ci sono ancora pi uomini pronti a sostituirli. Armi e munizioni affluiscono ogni giorno in grandi quantit: con le moderne fabbriche di armamenti, le fonderie di cannoni, i telegrafi, i bastimenti a vapore e il controllo dei mari non si corre il pericolo di rimanerne privi. Un mese di tempo far unimmensa differenza per quanto riguarda lefficienza di questi uomini; se di mesi ne avranno due, saranno eserciti capaci di turbare i sonni di Moltke.

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Dietro a queste forze pi o meno regolari c la grande Landsturm1, la massa del popolo che gli stessi prussiani hanno spinto a quella guerra di autodifesa, che, come dice il padre di re Guglielmo2, giustifica tutti i mezzi[196]. Quando Fritz3 marciava da Metz a Reims, da Reims a Sedan e da qui a Parigi non si sentiva parlare di rivolta popolare. Le sconfitte delle armate imperiali erano accolte con una sorta di stupore; ventanni di regime imperiale avevano abituato la massa del popolo a una subordinazione inerte e passiva alle direttive ufficiali. In alcune occasioni, a Bazeilles per esempio, i contadini parteciparono ai combattimenti, ma furono eccezioni. Per, quando i prussiani dopo aver circondato Parigi hanno oppresso la campagna sotto un pesante sistema di requisizioni, applicandolo in modo sconsiderato; quando hanno cominciato a fucilare i franchi tiratori e a incendiare i villaggi che avevano dato loro ospitalit, rifiutato le offerte francesi di pace e dichiarato la loro intenzione di proseguire in una guerra di conquista, ebbene, a questo punto tutto cambiato. Evocata dalle loro stesse crudelt, la guerriglia scoppiata dovunque intorno ai prussiani ed sufficiente che i tedeschi si addentrino in un nuovo dipartimento perch la Landsturm4 si sollevi sempre pi estesa. Bisogna leggere nei giornali tedeschi i resoconti sullavanzata delle armate di Mecklenburg5 e di Federico Carlo per cogliere lo straordinario effetto che questa impalpabile insurrezione, che appare e scompare, ma sempre incombe, ha sui movimenti dellesercito nemico. Persino la sua folta cavalleria, alla quale i francesi non possono opporre nulla, in gran parte neutralizzata dalla ostilit generale, attiva e passiva, degli abitanti. Esaminiamo adesso la posizione dei prussiani. Essi non possono certo rinunciare ad alcuna delle diciassette divisioni schierate davanti a Parigi, poich Trochu potrebbe ripetere in qualsiasi momento una sortita en masse 6. Per qualche tempo le quattro divisioni di Manteuffel avranno il loro daffare in Normandia e in Piccardia e non da escludere che possano essere persino ritirate. Le due divisioni e mezzo di Werder non possono andare oltre Digione, se non per rapide incursioni, almeno fino a quando
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Leva di massa. Federico Guglielmo III. 3 Federico Guglielmo, principe ereditario di Prussia. 4 Leva di massa. 5 Federico Francesco II. 6 In massa.

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Belfort non sar costretta alla resa. I reparti che sorvegliano la lunga ed esile linea di comunicazione lungo la ferrovia che da Nancy porta a Parigi non possono cedere nemmeno un uomo dai loro presidii. Il 7 Corpo darmata ha gi il suo da fare con le fortezze della Lorena e gli assedi di Longwy e Montmdy. Rimangono, per operazioni sul campo nellampio territorio costituito dal centro e dal sud della Francia, le undici divisioni di fanteria del principe Federico Carlo e di Mecklenburg, certamente non pi di 150.000 uomini, cavalleria compresa. I prussiani impiegano dunque ventisei divisioni per tenere lAlsazia, la Lorena, le due lunghe linee di comunicazione per Parigi e Digione e per accerchiare Parigi; ma non non occupano direttamente neanche un ottavo del territorio francese e indirettamente di certo non pi di un quarto. Per il resto del paese non restano che quindici divisioni, quattro delle quali al comando di Manteuffel. Fino a dove i tedeschi si possano spingere dipende interamente dallenergia della resistenza popolare che potrebbero incontrare. Ma dato che queste truppe devono far passare tutte le comunicazioni per Versailles perch la marcia di Federico Carlo non ha aperto una nuova linea di comunicazione via Troyes e si muovono in un paese insorto, dovranno dispiegarsi su un fronte molto ampio, lasciare nelle retrovie distaccamenti per tenere aperte le strade e mantenere lordine fra la popolazione; cos, arriveranno ben presto a un punto in cui le loro forze si assottiglieranno fino a equilibrarsi con quelle che i loro avversari possono opporre e allora la bilancia torner a pendere dalla parte dei francesi; oppure le armate tedesche potrebbero scegliere di muoversi in grandi colonne volanti, scorrazzando per il paese senza occuparlo in modo definitivo; in questo caso le truppe regolari francesi potranno per qualche tempo cedere loro terreno cogliendo poi ogni occasione di colpire sui fianchi e alle spalle. Poche colonne mobili, simili a quelle che Blcher sguinzagli nel 1813 contro i fianchi dei francesi, sarebbero molto efficaci se impiegate per linterruzione della linea di comunicazione dei tedeschi. Questa linea vulnerabile su quasi tutta la sua estensione, da Parigi a Nancy. Alcuni Corpi, composti di uno o due squadroni di cavalleria e tiratori scelti, lanciati contro questa linea di comunicazione, a distruggere le rotaie, le gallerie, i ponti, attaccando i treni e cos via, richiamerebbero dal fronte, dove pi pericolosa, la cavalleria tedesca. Ma le incursioni alla ussara non sono davvero nello stile dei francesi.

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Tutto ci nellipotesi che Parigi continui a tenere. Giunti a questo punto, nulla pu costringere Parigi a cedere, se non la fame. Ma la notizia apparsa sul Daily News di ieri, una corrispondenza dallinterno della citt, dissiperebbe, se esatta, ogni apprensione al proposito. A Parigi ci sono ancora 25.000 cavalli oltre a quelli dellesercito; se ciascuno pesa 500 chili, ci sarebbero 6 chili e 1/4 (14 libbre) di carne per ogni abitante, ovvero 1/4 di libbra circa al giorno per due mesi. Con questo, pane e vino ad libitum 1 e una notevole quantit di carne salata e altri alimenti, Parigi potrebbe tenere duro fino allinizio di febbraio. La Francia avrebbe il vantaggio di altri due mesi di respiro, che oggi per lei valgono pi di due anni in tempo di pace. Con una direzione energica e intelligente sia a livello centrale che locale, la Francia potrebbe riuscire in questo intervallo a liberare Parigi e a risollevarsi. E se Parigi dovesse cadere? Avremo tutto il tempo per esaminare questa ipotesi quando sar pi probabile. La Francia ha in ogni caso saputo far senza Parigi per pi di due mesi e pu continuare a battersi senza di lei. Naturalmente, la caduta di Parigi potrebbe fiaccare lo spirito di resistenza ma anche le brutte notizie di questi ultimi sette giorni avrebbero potuto farlo. N una cosa n laltra deve necessariamente avere questo effetto. Se i francesi fortificano qualche buona posizione di manovra, come Nevers, vicina alla confluenza della Loira e dellAllier, se affrettano i lavori alle fortificazioni avanzate attorno a Lione, cos da rendere questa citt forte quanto la capitale, la guerra potrebbe continuare anche dopo la caduta di Parigi. Ma non ancora il momento di parlare di questo. Ci azzardiamo anzi ad avanzare lidea che, se lo spirito di resistenza del popolo non si affievolisce, la posizione dei francesi, malgrado le recenti sconfitte, ancora molto forte. Hanno il controllo dei mari e possono importare armi; hanno una quantit di uomini per farne dei soldati; tre mesi i primi ed i peggiori di lavoro organizzativo sono ormai alle spalle e possono sperare di avere davanti un altro mese, se non due, di respiro mentre i prussiani danno segni di stanchezza; considerando tutto questo, la resa ora sarebbe alto tradimento. Chi pu dire quali incidenti possono capitare, quali altre complicazioni europee possono sorgere nel frattempo? I francesi devono continuare la lotta con ogni mezzo.
Scritto fra il 4 e l8 dicembre 1870.
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A piacimento.

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Franchi tiratori prussiani


[The Pall Mall Gazette, n. 1817, 9 dicembre I870]

Da un po di tempo a questa parte erano sparite dai giornali le notizie di villaggi francesi incendiati dai prussiani. Avevamo cominciato a sperare che le autorit prussiane avessero riconosciuto lerrore commesso e, nellinteresse delle loro stesse truppe, avessero bandito questo sistema. Ci sbagliavamo. I giornali hanno ricominciato ad abbondare di notizie sulla fucilazione di prigionieri e la distruzione di villaggi. Il Brsen Courier di Berlino, in data Versailles, 20 novembre, riporta: Ieri sono giunti i primi feriti e i prigionieri degli scontri del 17 a Dreux. Si andati per le spicce con i franchi tiratori e si dato un esempio; sono stati messi in fila e uno dopo laltro hanno ricevuto una palla in testa. stato diramato un ordine generale a tutto lesercito che vieta espressamente di far prigionieri i franchi tiratori e intima anzi, se vengono colti sul fatto, di passarli per le armi su delibera di una corte marziale convocata sul campo. Contro questi briganti miserabili e codardi, contro questi straccioni[Lumpengesindel] questa prassi diventata assolutamente necessaria. E la Tages-Presse di Vienna aggiunge alla stessa data: La settimana scorsa si potevano vedere impiccati nella foresta di Villeneuve quattro franchi tiratori che avevano sparato dal bosco contro i nostri ulani. Una nota ufficiale, datata Versailles, 26 novembre[229], afferma che gli abitanti delle campagne nei dintorni di Orlans, istigati dai preti cui il vescovo Dupanloup ha intimato di predicare la crociata, hanno dato inizio ad azioni di guerriglia contro i tedeschi; si spara sulle pattuglie, gli ufficiali che portano ordini vengono abbattuti a fucilate da contadini che fingono di lavorare nei campi; per rappresaglia, vengono immediatamente passati per le armi tutti i civili sorpresi. Non pochi preti settantasette sono in attesa di giudizio. Questi sono solo pochi esempi, ma moltiplicabili allinfinito, e fanno pensare che i prussiani intendano perseverare nelle brutalit fino alla conclusione della guerra. Giunti a questo punto, sar bene richiamare la loro attenzione una volta di pi su alcuni eventi della moderna storia prussiana.

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Lattuale re di Prussia1 ricorder perfettamente i tempi della pi profonda degradazione del suo paese, della battaglia di Jena, della lunga fuga fino allOder, delle successive capitolazioni di quasi tutte le truppe prussiane, della ritirata oltre la Vistola di ci che ne rimaneva e del completo collasso del sistema politico e militare del paese. Fu allora che, al riparo di una fortezza costiera della Pomerania, una spontanea iniziativa patriottica organizz la resistenza attiva contro il nemico. Schill, una semplice cornetta dei dragoni, promosse a Kolberg la formazione di un corpo franco (gallice 2, franchi tiratori), con il quale, aiutato dalla popolazione, piombava su pattuglie, distaccamenti, corrieri, si impadroniva di denaro, di provviste, di materiali da guerra, catturava il generale francese Victor, preparava linsurrezione generale del paese nelle retrovie francesi e sulla loro linea di comunicazione, e pi in generale compiva quelle stesse imprese che ora vengono contestate ai franchi tiratori francesi, qualificati dai prussiani come briganti e straccioni da punire con una pallottola in testa anche se prigionieri e disarmati. Il padre dellattuale re di Prussia3, invece, li elogi espressamente e promosse Schill. noto che nel 1809, quando la Prussia era in pace, ma lAustria era in guerra con la Francia, questo stesso Schill guid il suo reggimento in una campagna personale, alla garibaldina, contro Napoleone, venne ucciso a Stralsund e i suoi uomini furono fatti prigionieri. Di questi, Napoleone, che secondo le leggi di guerra prussiane avrebbe avuto ogni diritto di far fucilare tutti, fece passare per le armi, a Wesel, solo undici ufficiali. Il padre dellattuale re di Prussia, sia pure contro la sua volont, ma spinto dallemozione popolare e da quella dello stesso esercito, dovette far erigere, sulle tombe degli undici franchi tiratori, un mausoleo in loro onore. I franchi tiratori erano appena nati, che gi i prussiani, come si conviene a un paese di pensatori, procedevano a elevarne la prassi a sistema e a elaborarne la teoria. Il grande teorico dei franchi tiratori, il grande filosofo franc-tireur4 fu Anton Neithardt von Gneisenau, per qualche tempo feldmaresciallo al servizio di sua maest prussiana. Gneisenau aveva diretto la difesa di Kolberg nel 1807 e aveva avuto al suo comando alcuni franchi tiratori di Schill; nella difesa fu aiutato con grande slancio
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Guglielmo I. In lingua gallica, cio in francese. 3 Federico Guglielmo III. 4 Franco tiratore.

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dagli abitanti del posto, che non potevano pretendere al titolo di Guardie nazionali, mobili o stanziali, e che perci, secondo le pi recenti determinazioni prussiane, avrebbero chiaramente meritato di essere immediatamente giustiziati[230]. Gneisenau, invece, fu a tal punto impressionato dalle risorse di cui un paese invaso poteva disporre grazie a unenergica resistenza popolare, che dedic alcuni anni a studiare come organizzare al meglio questa resistenza. La guerriglia in Spagna, linsurrezione dei contadini russi sulla linea della ritirata francese da Mosca, gli fornirono ulteriori esempi e, nel 1813, riusc a mettere in pratica le sue teorie. Nellagosto del 1811 Gneisenau aveva gi formulato i piani per la preparazione di uninsurrezione popolare. Bisognava organizzare una milizia senza uniforme, ma con un berretto militare (gallice, kpi) e cinturone bianco e nero, forse un cappotto militare; in breve, pi o meno la stessa divisa degli odierni franchi tiratori francesi. Quando il nemico si presenta con forze superiori si nascondono armi, berretti e cinture e i miliziani assumono laspetto di comuni abitanti del paese[231]. Esattamente ci che oggi i prussiani ritengono sia un crimine da castigare con proiettili e capestro. Questi miliziani devono tormentare il nemico con attacchi continui, interrompere le comunicazioni, prendere o distruggere i suoi convogli di rifornimenti, evitare attacchi regolari e ritirarsi in boschi e paludi eludendo il confronto con i grossi contingenti di soldati regolari. Allo scoppio della guerra, il clero di ogni confessione ricever lordine di predicare linsurrezione, dipingendo loppressione francese nei colori peggiori, ricordando al popolo lesempio dei giudei sotto i Maccabei e chiamandolo a seguirne lesempio Ogni prete far prestare ai propri parrocchiani un giuramento che li impegni a non cedere viveri, armi o altro al nemico, a meno che non vi siano costretti con la forza. Di fatto, essi avrebbero dovuto quindi predicare lidentica crociata che il vescovo di Orlans1 aveva ordinato al suo clero di predicare, e a causa della quale non pochi preti francesi sono adesso in attesa di giudizio. Chi vorr consultare il secondo volume della Vita di Gneisenau del professor Pertz[231], trover, a fronte della pagina con il titolo, la riprodu1

Flix Antoine Philibert Dupanloup.

Note sulla guerra

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zione di una parte del brano succitato in facsimile autografo di Gneisenau. Di fronte a essa c il facsimile di una nota a margine del re Federico Guglielmo: Non appena un prete verr fucilato, tutto ci avr termine. Evidentemente il re non riponeva molta fiducia nelleroismo del suo clero. Ma ci non gli imped di approvare espressamente i piani di Gneisenau; come non imped qualche anno dopo, quando quegli stessi uomini che avevano cacciato i francesi venivano arrestati e processati come demagoghi[232], che un acuto inquisitore di demagoghi del tempo, nelle cui mani era caduto il documento originale, istruisse un procedimento legale contro lignoto autore del succitato tentativo di sobillare il popolo alla fucilazione del clero! Fino al 1813 Gneisenau si dedic non solo alladdestramento dellesercito regolare, ma anche alla preparazione di uninsurrezione popolare contro il giogo francese. Lo scoppio della guerra fu immediatamente accompagnato da insurrezioni, resistenza contadina e franchi tiratori. Il territorio fra il Weser e lElba prese le armi in aprile; poco dopo insorse il popolo del Magdeburgo e lo stesso Gneisenau scrisse una lettera ad alcuni amici in Franconia la lettera pubblicata da Pertz incitandoli a sollevarsi lungo le linee di comunicazione nemiche. Venne infine il riconoscimento ufficiale della guerra popolare, il Landsturm Ordnung1 del 21 aprile 1813[196] (pubblicato solo in luglio), in cui ogni uomo abile non arruolato nei quadri di linea o della Landwehr2, veniva richiamato per raggiungere il suo battaglione di Landsturm3 e prepararsi a quella sacra lotta di autodifesa che legittima il ricorso a ogni mezzo. Il Landsturm doveva disturbare tanto lavanzata che la ritirata del nemico, tenendolo sempre in allarme, piombare sui convogli di munizioni e di approvvigionamenti, sui corrieri, sui rinforzi e le ambulanze, sorprendere il nemico di notte, massacrando gli sbandati e le pattuglie e gettando nellinsicurezza ogni suo movimento; nello stesso tempo, doveva portare assistenza allesercito prussiano, scortare le spedizioni di denaro, di provviste e munizioni, i prigionieri e cos via. Di fatto, questa legge si pu definire come lesauriente vademecum del franco tiratore e, redatta da uno stratega tuttaltro che mediocre, oggi applicabile in Francia cos come a quel tempo lo fu in Germania.
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Ordinanza sulla leva di massa. Milizia territoriale 3 Leva di massa.

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Per fortuna di Napoleone essa fu applicata in modo molto parziale. Il re ebbe timore della sua stessa opera. Concedere al popolo di combattere per s, senza lordine del re era troppo antiprussiano. Il Landsturm1 fu dunque sospeso in attesa di nuove disposizioni del re, che non vennero mai. Gneisenau and su tutte le furie, ma alla fine dovette fare a meno del Landsturm. Se fosse ancora in vita, con tutte le sue posteriori esperienze prussiane, forse vedrebbe nei franchi tiratori francesi un riflesso se non addirittura unincarnazione del suo beau idal di resistenza popolare. Perch Gneisenau era un uomo e un uomo di genio.
Scritto fra il 4 e il 9 dicembre 1870.

Note sulla guerra XXXI


[The Pall Mall Gazette, n. 1824, 17 dicembre 1870]

La campagna della Loira sembra trovarsi in una momentanea battuta darresto. Questo ci d tempo e modo di confrontare note e date e di riordinare i materiali confusi e contraddittori in una ricostruzione tanto chiara degli avvenimenti, quanto possibile fare nelle attuali circostanze. LArmata della Loira ha cominciato a esistere come corpo distinto il 15 novembre, quando dAurelles de Paladines, fino ad allora comandante del 15 e 16 Corpo darmata, ha avuto la responsabilit del nuovo organismo battezzato con quel nome. In questo momento non dato sapere quali altre truppe siano entrate a far parte di questa formazione; infatti, questa armata ha ricevuto continuamente rinforzi almeno fino alla fine di novembre, quando comprendeva nominalmente questi Corpi darmata: 15 (Pallires), 16 (Chanzy), 17 (Sonis), 18 (Bourbaki), 19 (Barral, stando alle notizie prussiane) e 20 (Crouzat). Di questi, il 19 non mai comparso nei bollettini francesi o tedeschi e quindi si presume che non sia mai stato impiegato. Oltre a questi, si trovavano a Le Mans e nel vicino campo di Conlie il 21 Corpo darmata (Jaurs) e larmata di Bretagna che, con le dimissioni di Kratry stata associata al comando di Jaurs. Potremmo aggiungere che un 22 Corpo darmata, comandato dal
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Leva di massa.

Note sulla guerra

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generale Faidherbe, stanziato al nord avendo come base operativa Lille. Abbiamo omesso dallelenco il Corpo di cavalleria del generale Michel, aggregato allArmata della Loira; questo Corpo, sebbene si dica sia molto numeroso, non pu, a causa della sua recente formazione e del materiale grezzo di cui dispone, essere considerato altrimenti che un corpo di volontari o di cavallerizzi dilettanti. Gli elementi di cui si componeva questarmata erano del tipo pi disparato: veterani richiamati nei ranghi, reclute novizie e volontari riluttanti a ogni disciplina; solidi battaglioni come gli zuavi papalini[233] accanto a folle informi che di battaglione portavano solo il nome. Ad ogni modo, una qualche disciplina era attecchita, anche se larmata nel suo complesso portava ancora il segno della grande fretta con cui era stata costituita. Se questarmata avesse potuto permettersi altre quattro settimane di preparazione, sarebbe diventata un formidabile avversario[234], hanno detto gli ufficiali tedeschi che hanno avuto modo di conoscerla sul campo di battaglia. Escludendo tutte le reclute assolutamente inesperte, che sono pi che altro dimpaccio, possiamo valutare la consistenza complessiva dei cinque Corpi darmata (escluso il 19) in 120.000-130.000 uomini che meritano il nome di combattenti. Le truppe di Le Mans potrebbero contribuire con altri 40.000 uomini. Di fronte a loro hanno larmata del principe Federico Carlo, comprese le truppe agli ordini del granduca di Mecklenburg1, la cui forza, apprendiamo adesso dal capitano Hozier, era inferiore ai 90.000 che si diceva. Ma questi 90.000, grazie allesperienza fatta in guerra, lorganizzazione e le prove di comando date dai loro generali, sono in grado di affrontare un numero di avversari doppio rispetto al loro, considerando le truppe che vengono loro opposte. Le condizioni erano quindi di quasi parit e ci va a totale credito del popolo francese che dal nulla, nel giro di tre mesi ha saputo creare un esercito. La campagna ha avuto inizio con lattacco francese contro von der Tann a Coulmiers e la riconquista di Orlans il 9 novembre. seguita la marcia di Mecklenburg in aiuto a von der Tann; poi le manovre di dAurelles verso Dreux che hanno attirato in questa direzione la totalit delle forze di Mecklenburg impegnandolo in una marcia su Le Mans. Questa marcia stata ostacolata dalle forze irregolari francesi in misura del tut1

Federico Francesco II.

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to sconosciuta in precedenza in questa guerra; la popolazione ha mostrato una capacit di resistenza agli invasori estremamente determinata; i franchi tiratori disturbavano i fianchi degli invasori, mentre le truppe regolari si limitavano ad attacchi dimostrativi eludendo la battaglia aperta. Le lettere dei corrispondenti tedeschi al seguito dellesercito di Mecklenburg, la loro collera e indignazione contro questi maligni francesi che si ostinano a combattere nel modo pi conveniente per loro e svantaggioso per il nemico sono la prova migliore della conduzione straordinariamente buona di questa breve campagna difensiva attorno a Le Mans. I francesi hanno trascinato Mecklenburg in una vera e propria caccia allanatra selvatica, allinseguimento di unarmata invisibile fino a circa venticinque miglia da Le Mans: a questo punto, egli ha esitato a proseguire e ha compiuto una conversione a sud. Il piano originario prevedeva evidentemente di portare un colpo schiacciante allarmata di Le Mans, convergere poi a sud verso Blois, aggirando il fianco dellArmata della Loira, mentre Federico Carlo, atteso per quel momento, sarebbe piombato sul suo fronte e la retroguardia. Ma questo piano, come molti altri da allora, fallito. DAurelles ha lasciato Mecklenburg al suo destino, ha marciato contro Federico Carlo e il 24 novembre ha attaccato il 10 Corpo darmata prussiano a Ladon e Mzires e un grosso contingente di prussiani il 28 a Beaune-la-Rolande. chiaro che, in questa occasione, dAurelles ha mal condotto le sue truppe. Solo una parte dei suoi uomini era ben preparata, sebbene si trattasse del suo primo tentativo di crearsi un varco attraverso larmata prussiana irrompendo sulla strada di Parigi. Il solo risultato stato quello di ispirare al nemico rispetto per le sue truppe. Ha ripiegato sulle posizioni trincerate davanti a Orlans, dove ha concentrato le sue truppe. Le ha dispiegate da destra a sinistra in questordine: il 18 Corpo darmata allestrema destra, poi il 20 e il 15 a est della linea ferroviaria Parigi-Orlans; a ovest di essa il 16 e allestrema sinistra il 17. Se tutte queste truppe fossero state ammassate in tempo, non ci sono dubbi che avrebbero travolto lesercito di Federico Carlo, che aveva in quel momento meno di 50.000 uomini. Ma mentre appena dAurelles si fu ben sistemava nei trinceramenti, Mecklenburg riprendeva la marcia verso sud raggiungendo lala destra del cugino1, che assumeva il comando supremo. I 40.000 uomini di
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Federico Carlo.

Note sulla guerra

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Mecklenburg erano dunque riusciti a riunirsi per lattacco contro dAurelles, mentre larmata francese di Le Mans, sazia della gloria di aver respinto lavversario, se ne rimasta nei suoi accampamenti a una sessantina di miglia dal punto dove si decideva la campagna. In quel mentre giunta improvvisa la notizia della sortita di Trochu del 30 novembre[235]. Occorreva un nuovo sforzo per sostenerlo. Il primo dicembre dAurelles ha iniziato una avanzata generale contro i prussiani, ma era troppo tardi. Mentre i tedeschi gli venivano incontro con tutte le loro forze, il suo 18 Corpo darmata allestrema destra sembrava aver smarrito la strada e non ha partecipato ai combattimenti. DAurelles ha dovuto quindi battersi con quattro Corpi (di combattenti effettivi) di numero probabilmente poco superiore a quello degli avversari. stato battuto; ma ha dato limpressione di ritenersi sconfitto prima ancora di esserlo davvero. Da qui lirresolutezza manifestata quando, dopo aver ordinato la sera del 3 dicembre la ritirata di l dalla Loira, si contraddetto il mattino successivo decidendo di difendere Orlans[236]. Ne sortito il risultato consueto: ordine, contrordine, disordine. Essendo lattacco prussiano concentrato sulla sinistra e sul centro, i suoi due Corpi darmata sulla destra, evidentemente confusi dagli ordini contraddittori ricevuti, hanno perso la linea di ritirata su Orlans e sono stati costretti ad attraversare il fiume, il 20 a Jargeau e il 18 ancora pi a est, a Sully. Una piccola parte di questultimo stata a quanto pare sospinta ancora pi a est, poich il 3 Corpo darmata prussiano lha incontrata il 7 dicembre a Nevoy, vicino a Gien, e lha inseguita in direzione di Briare, sempre sulla riva destra del fiume. Orlans caduta nelle mani dei tedeschi la sera del 4, e subito stato organizzato linseguimento. Mentre il 3 Corpo darmata seguiva il corso superiore della Loira sulla riva destra, il 10 veniva mandato a Vierzon e le truppe di Mecklenburg sulla riva destra verso Blois. Prima di raggiungere questa localit, questultima forza si imbatteva a Beaugency in una parte almeno dellarmata di Le Mans che, essendosi finalmente ricongiunta alle truppe di Chanzy, seppe opporre una resistenza accanita e in parte vittoriosa. Tuttavia questa resistenza venne presto spezzata, perch il 9 Corpo darmata prussiano stava marciando sulla riva sinistra del fiume verso Blois, dove avrebbe tagliato la via di ritirata di Chanzy verso Tours. Questo movimento aggirante si rivel efficace: Chanzy si ritir per mettersi al sicuro e Blois cadde nelle mani degli

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invasori. Il disgelo e le forti piogge resero nel frattempo impraticabili le strade e linseguimento fu sospeso. Il principe Federico Carlo ha telegrafato al quartiere generale che lArmata della Loira completamente dispersa in varie direzioni, che il suo centro distrutto e che essa ha cessato di esistere come armata[237]. Per quanto tutto ci suoni bene, ben lontano dallessere corretto. Non c dubbio, anche secondo le fonti tedesche, che i settantasette pezzi dartiglieria presi a Orlans erano quasi tutti cannoni navali abbandonati nei trinceramenti[238]. Saranno stati fatti 10.000 prigionieri, forse 14.000 contando anche i feriti, in gran parte veramente demoralizzati; ma le condizioni dei bavaresi che il 5 dicembre si accalcavano in disordine sulla strada da Artenay a Chartres, senza armi n zaini, non erano migliori. sorprendente che linseguimento del 5 e dei giorni successivi non abbia aggiunto alcun trofeo da esibire; quando unarmata davvero allo sbando, i suoi uomini non possono sfuggire a una cavalleria attiva e numerosa come la prussiana. Il meno che si possa dire che si tratti di una versione estremamente inesatta. Il disgelo non pu essere usato come alibi: esso iniziato verso il 9, perci ci sono stati quattro o cinque giorni di strade e campi gelati per un inseguimento attivo. Non il disgelo ha bloccato lavanzata dei prussiani, ma la consapevolezza che lenergia di questi 90.000 uomini, ormai ridotti a circa 60.000 per le perdite e le guarnigioni lasciate per strada, si pressoch esaurita. Il punto oltre il quale diventa imprudente inseguire un esercito, sia pure sconfitto, stava per essere raggiunto. Potranno esserci incursioni anche su grande scala, pi lontano a sud, ma loccupazione del territorio terminata. LArmata della Loira, al momento divisa in due armate al comando di Bourbaki e Chanzy, avr tutto il tempo e lo spazio per ricostituirsi e per inglobare battaglioni di nuova formazione. A seguito di questa divisione, ha cessato di esistere come armata, ma essa resta la prima armata francese che in questa campagna si comportata in modo non inglorioso. Sentiremo parlare ancora, con ogni probabilit, dei suoi due successori. La Prussia comincia, nel frattempo, a dare segni di stanchezza. Gli uomini della Landwehr1 di quaranta e pi anni legalmente liberi dal servizio dopo i trentadue anni sono richiamati alle armi. Si dato fondo alle riserve addestrate. In gennaio le reclute circa 90.000 dalla Germa1

Milizia territoriale.

Note sulla guerra

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nia del Nord verranno inviate in Francia. Con questi si potrebbero raggiungere i 150.000 uomini di cui tanto si sente parlare, ma non sono ancora l e, quando arriveranno, modificheranno concretamente il carattere dellesercito. Il logoramento di questa campagna stato terribile ed destinato a crescere ogni giorno di pi. Il tono malinconico delle lettere provenienti dallesercito lo dimostra almeno quanto lelenco delle perdite. Non sono pi le grandi battaglie a riempire questi elenchi, ma le scaramucce in cui uno, due, cinque uomini vengono uccisi. Lerosione costante svolta dalle ondate di guerra popolare, a lungo andare, sgretola e disperde i pi grossi eserciti e, ci che pi pesa, senza che essi ottengano alcun risultato visibile. Mentre Parigi resiste, migliora di giorno in giorno le posizioni dei francesi, e limpazienza di Versailles per ottenerne la resa la prova tangibile che questa citt pu ancora diventare un pericolo per gli assedianti.
Scritto fra il 13 e il 17 dicembre 1870.

Note sulla guerra XXXII


[The Pall Mall Gazette n. 1829, 23 dicembre 1870]

I combattimenti della scorsa settimana provano lesattezza della nostra valutazione sulle posizioni relative dei combattenti, quando affermavano che le armate tedesche giunte da Metz sulla Loira e in Normandia avevano in gran parte esaurito la loro capacit di occupare nuovi territori1. Da allora, infatti, non aumentato di molto il territorio occupato da queste forze. Il granduca di Mecklenburg2, con i bavaresi di von der Tann (che malgrado la loro disorganizzazione e la mancanza di calzature sono indispensabili al fronte), con il 10 e il 17 Corpo darmata e la 22a divisione, si lanciato allinseguimento delle truppe di Chanzy in lenta ritirata attraverso un combattimento continuo, da Beaugency a Blois, da Blois a Vendme e Epuisay e oltre. Chanzy ha difeso ogni posizione offerta dai corsi dacqua che da nord si gettano nella Loira, e quando il 9 Corpo darmata (o perlomeno la divisione dellAssia) ha aggirato la sua destra a Blois, arrivando dalla riva sinistra del fiume, Chanzy si ritirato su Ven1 2

Cfr. qui sopra p. x. Federico Francesco II.

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dme e si attestato sulla linea della Loira. Ha resistito agli attacchi del nemico il 14 e il 15, ma ha abbandonato la posizione la sera del secondo giorno e ha battuto in ritirata lentamente, sempre facendo fermamente fronte, verso Le Mans. Il 17 ha sostenuto un altro scontro di retroguardia con von der Tann a Epuisay, alla congiunzione delle strade da Vendme e da More per Calais, e ha quindi ripreso la ritirata, a quanto pare senza essere pi inseguito. La ritirata nel complesso sembra essere stata condotta con grande prudenza. Una volta decisa la divisione della vecchia Armata della Loira in due Corpi darmata, dei quali luno, agli ordini di Bourbaki, doveva condurre lazione a sud di Orlans e laltro, agli ordini di Chanzy (che aveva rilevato anche le truppe stanziate vicino a Le Mans) doveva condurre la difesa della Francia occidentale a nord della Loira una volta prese queste decisioni, dicevamo, lobiettivo di Chanzy non poteva essere quello di provocare azioni decisive. Al contrario, il suo piano doveva necessariamente consistere nel contendere ogni pollice di terreno senza correre rischi e senza farsi intrappolare e nel contempo infliggere al nemico le maggiori perdite possibili ed educare le sue giovani truppe allordine e alla disciplina sotto il fuoco. In questa ritirata avrebbe sofferto maggiori perdite lui rispetto al nemico, soprattutto di sbandati, ma di questi ultimi, gli uomini peggiori dei battaglioni, di cui poteva fare benissimo a meno. Avrebbe per rinsaldato il morale delle sue truppe, senza perdere da parte del nemico quel rispetto che lArmata della Loira aveva gi conquistato alle truppe della Repubblica. In questo modo gli inseguitori, indeboliti dalle perdite in combattimento, dalle malattie e dai distaccamenti lasciati lungo le linee di rifornimento, avrebbero a un certo punto dovuto rinunciare allinseguimento o rischiare a loro volta una disfatta. Questo sarebbe accaduto, con ogni probabilit, a Le Mans; qui ci sono due campi di addestramento, a Yvre-lEvque e a Conlie, con truppe a vari livelli di preparazione e di armamento, di cui non si conosce la consistenza; ma devono esserci certamente pi battaglioni gi organizzati di quanti ne servano a Chanzy per respingere qualsiasi attacco di Mecklenburg. Questo aspetto pare che sia stato colto anche dal capo dellarmata prussiana, o meglio dal suo capo di stato maggiore, il generale Stosch, che in realt il vero ispiratore dei movimenti dellarmata di Mecklenburg. Perch, dopo aver saputo che il 10 Corpo darmata della Germania del Nord, il giorno 18, inseguiva Chanzy oltre Epuisay, ora viene comunica-

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to che il generale Voigts-Rhetz (che comanda quello stesso 10 Corpo darmata) ha battuto, il giorno 21, un Corpo darmata francese vicino a Monnaie respingendolo oltre Notre-Dame-dO. Monnaie trentacinque miglia circa a sud di Epuisay, sulla strada che da Vendme porta a Tours, e Notre-Dame-dO qualche miglio pi vicino a Tours. Se ne deduce che, dopo avere inseguito le forze principali di Chanzy in direzione e fin nei pressi di Le Mans, le truppe di Mecklenburg sembrano ora dirette una parte almeno verso Tours; probabilmente lhanno gi raggiunta, ma non verosimile che siano in grado di occuparla in modo permanente. Alcuni critici prussiani hanno biasimato la ritirata eccentrica dellArmata della Loira dopo le battaglie davanti a Orlans, sostenendo che i francesi sono state costretti a questo passo falso dallazione vigorosa del principe Federico Carlo che avrebbe sfondato il loro centro[239]. Che le pessime decisioni prese da dAurelles sotto lincalzare dellassalto nemico abbiano pesato sulla scelta di questa ritirata eccentrica e anche sulla successiva decisione di dividere larmata in due comandi distinti, lo possiamo credere senza difficolt. Ma c unaltra motivazione da tenere presente. La Francia ha, bisogno sopra ogni cosa, di tempo per raccogliere le sue energie, e di spazio cio di quanto pi territorio possibile da cui trarre uomini e materiali. Non essendo ancora nella posizione adatta per cercare battaglie decisive, deve tentare di sottrarre alloccupazione nemica quanto pi territorio possibile. E poich linvasione ha raggiunto il punto in cui le forze dellattacco e quelle della difesa si bilanciano, i francesi non hanno alcun bisogno di tenere concentrate truppe come se si preparassero a unazione decisiva. Al contrario, queste possono, senza correre grandi rischi, essere suddivise in grossi contingenti per coprire la maggiore estensione possibile di territorio e opporre al nemico, in qualsiasi direzione esso avanzi, una forza sufficientemente grande da impedire unoccupazione permanente. Poich nei dintorni di Le Mans ci sono ancora 60.000 o forse 100.000 uomini (in pessime condizioni di equipaggiamento, addestramento e disciplina, questo vero, ma in quotidiano miglioramento), per i quali sono stati raccolti gli equipaggiamenti, le armi e anche i rifornimenti che vengono concentrati nella Francia occidentale sarebbe un grave errore abbandonarli solo perch le teorie strategiche esigono che, in circostanze normali, unarmata battuta si ritiri in un unico contingente; in questo caso lo si sarebbe potuto fare solo puntando

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verso sud e lasciando scoperta la Francia occidentale. I campi militari prossimi a Le Mans hanno al contrario tutto ci che serve per permettere a unarmata dellovest, col tempo, di diventare ancora pi forte della vecchia Armata della Loira, mentre in tutto il sud si stanno organizzando i rinforzi per larmata di Bourbaki. Quello che a prima vista poteva sembrare un passo falso, si rivelato invece una misura necessaria e appropriata, che non preclude in alcun modo la possibilit che tutte le forze francesi cooperino, tra qualche tempo, a unazione decisiva. Limportanza di Tours sta nel fatto che essa rappresenta il nodo ferroviario pi occidentale fra il nord est e il sud della Francia. Se Tours fosse stabilmente in mano ai prussiani, Chanzy non avrebbe pi alcuna comunicazione ferroviaria n con il governo di Bordeaux n con Bourbaki a Bourges. Ma, con le forze attuali, i prussiani non hanno alcuna possibilit di tenere Tours. Qui essi sarebbero pi deboli di quanto non lo fosse von der Tann davanti a Orlans, ai primi di novembre. E una perdita temporanea di Tours, per quanto non irrilevante, pu essere accettata. Non abbiamo molte notizie dalle altre colonne tedesche. Il principe Federico Carlo, con il 3 Corpo darmata e forse met del 9, scomparso completamente alla vista, ma non c prova che stia avanzando. Manteuffel ridotto a fare la parte di una grossa colonna volante in missioni di requisizione e non sembra in grado di occupare in permanenza territori di l di Rouen. Werder, molestato dalla guerriglia su ogni lato, riesce a tenere Digione solo a prezzo di unattivit incessante e intanto ha scoperto che deve bloccare anche Langres se vuole assicurarsi le spalle. Chiss dove trover le truppe per questo compito, visto che le forze di cui dispone gi non gli bastano e che la Landwehr1 intorno a Belfort e in Alsazia ha per le mani pi lavoro di quanto sia in grado di compiere. Le forze appaiono dovunque sul punto di equilibrarsi. in atto una gara ai rinforzi, una gara nella quale i francesi partono pi favoriti di quanto non fossero tre mesi fa. Se potessimo affermare con certezza che Parigi resister sino alla fine di febbraio, saremmo portati a credere che la Francia possa vincere la gara.
Scritto il 22 o 23 dicembre 1870.
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Milizia territoriale.

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La situazione tedesca in Francia


[The Pall Mall Gazette n. 1830, 24 dicembre 1870]

Il logorio di questa guerra comincia a farsi sentire sulla Germania. Il primo esercito di invasione, che comprendeva tutte le truppe di linea del nord e del sud, era forte di 640.000 uomini circa. Due mesi di campagna hanno talmente ridotto questo esercito che il primo contingente di uomini dei battaglioni e degli squadroni di dept quasi un terzo della forza iniziale ha ricevuto lordine di partenza. Sono giunti fra la fine di settembre e linizio di ottobre e, sebbene fossero 200.000 uomini circa, non sono bastati a riportare i battaglioni al fronte alla forza originaria di 1.000 uomini ciascuno. Quelli schierati davanti a Parigi contavano da 700 a 800 uomini e quelli davanti a Metz erano ancora pi deboli. Si sono aggiunti malattie e combattimenti e quando il principe Federico Carlo giunto sulla Loira i suoi tre Corpi darmata erano ridotti a meno della met degli effettivi, con 450 uomini in media per battaglione. I combattimenti di questo mese e il tempo rigido e variabile hanno certo provato severamente sia le truppe schierate davanti a Parigi che quelle che coprono laccerchiamento, cosicch i battaglioni dovrebbero essere ormai ridotti a 400 uomini ognuno in media. Ai primi di gennaio, dopo tre mesi di addestramento, le reclute della leva del 1870 saranno pronte per entrare in battaglia. Potranno essere circa 110.000, appena 300 uomini per battaglione. Ci risulta che una parte di questi si trovano oltre Nancy e che nuovi contingenti arrivano quotidianamente; i battaglioni quindi potrebbero ben presto essere portati a 650 uomini. Se inoltre, come probabile a giudicare da varie segnalazioni, quello che resta delle pi giovani leve non istruite della riserva di dept (Ersatz Reserve) stato addestrato assieme alle reclute della leva regolare, i rinforzi potrebbero salire di altri 100 uomini per battaglione, portandoli tutti a 750 uomini: sarebbero circa i tre quarti della forza originaria, e lesercito raggiungerebbe i 480.000 effettivi, sul milione di uomini che la Germania ha mandato al fronte. Ci significa che pi della met degli uomini partiti dalla Germania con i reggimenti di linea o che li hanno raggiunti dopo, sono stati uccisi o messi fuori combattimento in meno di quattro mesi. Se a qualcuno queste cifre apparissero inverosimili, pu fare il confronto con le perdite e le sofferenze di altre campagne, quelle del 1813 e 1814 per esempio, e con-

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siderare che le continue e rapide marce dei prussiani nel corso di questa guerra hanno messo a dura prova le truppe. Finora ci siamo occupati solo delle truppe di fanteria, ma anche la quasi totalit della Landwehr1 stata schierata in Francia. I battaglioni di Landwehr avevano in origine 800 uomini per le Guardie e 500 per gli altri battaglioni, ma sono stati gradualmente portati, nellinsieme, a 1.000 effettivi. Il totale complessivo sarebbe quindi di 240000 uomini, inclusa la cavalleria e lartiglieria. La maggior parte sono in Francia da qualche tempo a sorvegliare le comunicazioni, bloccare le fortezze e cos via. Anche solo per questo compito non sono attualmente in numero sufficiente, e quindi si stanno ora organizzando altre quattro divisioni di Landwehr (probabilmente formando un terzo battaglione per ogni reggimento di Landwehr) per almeno cinquanta battaglioni, cio ancora 50.000 uomini. Questi uomini stanno per essere mandati in Francia e quelli che fanno ancora la guardia ai prigionieri francesi in Germania saranno sostituiti da battaglioni di guarnigione. Non possiamo dire con certezza come siano stati formati questi uomini prima di aver ricevuto il testo completo del decreto che li istituisce, il contenuto del quale ci noto, per il momento, solo grazie a un sunto telegrafico[240]. Ma, se come a noi risulta, le quattro nuove divisioni di Landwehr non possono essere costituite che richiamando uomini di quaranta e anche pi anni, a quali altri uomini si far ricorso per avere soldati addestrati nei battaglioni di guarnigione se non a quelli tra i quaranta e i cinquanta anni? Non c dubbio che queste misure danno fondo alla riserva di uomini addestrati, e alla coscrizione di unintera leva annuale. Le truppe di Landwehr2 in Francia hanno marciato, combattuto e bivaccato meno di quelle di linea. In genere hanno goduto di alloggi decenti e buon cibo e hanno svolto compiti leggeri, per cui le loro perdite si possono valutare in circa 40.000 uomini, fra morti e invalidi. Rimarrebbero quindi 250.000 uomini, compresi i nuovi battaglioni in formazione, ma non dato sapere quando la totalit di questi uomini potr essere pronta per il servizio oltre frontiera, se mai lo sar. Diciamo che, per i due mesi a venire, 200.000 uomini sarebbe una stima fin troppo alta delleffettiva forza della Landwehr presente in Francia.
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Milizia territoriale. Milizia territoriale.

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Sommando le truppe di linea e la Landwehr si raggiungerebbe dunque, nella seconda met di gennaio, una forza di 650.000-680.000 tedeschi in armi in Francia, 150.000-200.000 dei quali sono ora per strada o si preparano a farlo. Ma questa forza avr un carattere ben diverso da quella finora impiegata. Una buona met dei battaglioni di linea sar di giovani di venti o ventuno anni uomini inesperti sui quali, per et e costituzione, la durezza di una campagna invernale peser terribilmente. Questi uomini riempiranno presto gli ospedali e i battaglioni vedranno di nuovo scemare i loro effettivi. La Landwehr1, daltro canto, sar sempre pi composta di uomini sopra i trentadue anni, quasi tutti sposati e padri di famiglia, ai quali a causa dellet i bivacchi allaperto, nel freddo e nellumidit causeranno senza alcun dubbio problemi reumatici, rapidamente e in massa. E non c dubbio che gran parte di questa Landwehr dovr affrontare pi marce e combattimenti di quante ne abbia affrontate finora, per via del pi esteso territorio di cui dovranno assicurare la sorveglianza. Le truppe di linea stanno ringiovanendo di molto, mentre la Landwehr invecchia daltrettanto rispetto al passato; le reclute aggiunte alle truppe di linea hanno a malapena avuto il tempo di assimilare laddestramento e la disciplina, mentre i rinforzi per la Landwehr hanno avuto tutto il tempo di dimenticare luno e laltra. Lesercito quindi tedesco sta ricevendo elementi che ne porteranno il carattere, rispetto a prima, molto pi vicino a quello delle nuove leve francesi che lo fronteggiano; con il vantaggio, tuttavia, per i tedeschi, che i nuovi elementi vengono innestati sui quadri forti e solidi del vecchio esercito. Detto questo, quali risorse umane restano alla Prussia? Le reclute che compiranno ventanni nel 1871 e gli uomini pi anziani della Ersatz Reserve, questi ultimi per nulla addestrati, quasi tutti sposati e in unet nella quale si ha scarsa inclinazione e capacit per il mestiere di soldato. Richiamare questi uomini, che hanno per lunga consuetudine considerato del tutto nominali i loro rapporti con lesercito, sar dunque impopolare. Ancor pi impopolare sarebbe la leva degli uomini fisicamente validi che, per una ragione o per laltra, hanno evitato finora la chiamata alle armi. Per una guerra spiccatamente difensiva tutta questa gente avrebbe marciato senza esitare, ma per una guerra di conquista, e in un momento in cui il successo di questa politica di conquista appare sempre pi
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Milizia territoriale.

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dubbio, non accetteranno volentieri di farlo. Un esercito composto essenzialmente da uomini sposati difficilmente regger le alterne fortune di una guerra di conquista; con un simile compito uno o due grossi rovesci basteranno a demoralizzare truppe di questo genere. Pi lesercito prussiano, prolungandosi la guerra, diventa realmente nazione in armi, meno atto a una guerra di conquista. Il filisteo tedesco schiamazzi quanto vuole per lAlsazia e la Lorena, il fatto certo che la Germania non sapr affrontare per amore di questa conquista le stesse privazioni, disgregazioni sociali, sospensioni della produzione nazionale che invece la Francia sopporta volentieri per difendersi. Questo stesso filisteo tedesco, messo in divisa e mobilitato, perderebbe tutto il suo fervore su qualche campo di battaglia francese o in qualche gelido bivacco. E, alla fin fine, pu essere un bene che le due nazioni si trovino faccia a faccia nella realt, armate di tutto punto.
Scritto il 23 o 24 dicembre 1870.

Note sulla guerra XXXIII


[The Pall Mall Gazette, n. 1841, 6 gennaio 1871]

Natale ha inaugurato linizio del vero e proprio assedio di Parigi. Fino a ora la gigantesca fortezza era stata solo accerchiata. vero che erano state costruite alcune batterie per cannoni pesanti da assedio ed era stato anche messo insieme un parco dassedio, ma non un solo cannone era stato messo in posizione, non una sola feritoia era stata aperta, non un colpo era stato sparato. Tutti questi preparativi erano stati fatti sul fronte meridionale e sud occidentale. Sugli altri fronti erano stati alzati ripari che parevano essere pi che altro difensivi, per bloccare le sortite e proteggere la fanteria e lartiglieria degli assedianti. Le trincee si trovavano a una distanza dai forti di Parigi naturalmente maggiore a quella necessaria per delle batterie dassedio. Fra i forti e gli assedianti si stendeva unampia fascia di terra di nessuno, sulla quale potevano dispiegarsi le sortite. Quando stata respinta la grande sortita di Trochu del 30 novembre, egli rimasto comunque padrone di una parte di quella terra di nessuno sul lato orientale di Parigi, in particolare nellaltopiano isolato di Avron,

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davanti a Fort Rosny. Non sappiamo in quale data il generale abbia iniziato a fortificare questa zona, ma il 17 dicembre stato annunciato che il monte Avron e le alture di Varenne (nei meandri della Marna) erano stati fortificati e armati di cannoni pesanti. Con leccezione di qualche ridotta avanzata sul fronte meridionale, vicino a Vitry e Villejuif, luoghi che non paiono avere grande importanza, questo il primo tentativo su larga scala fatto dai difensori per estendere le loro posizioni con dei salienti. Ed eccoci del tutto naturalmente ricondotti a un paragone con Sebastopoli. A pi di quattro mesi dallapertura delle trincee alleate, verso la fine di febbraio del 1855, dopo che gli assedianti avevano sofferto terribilmente a causa dellinverno, Todleben avvi la costruzione di opere avanzate, a una considerevole distanza dalle sue linee. Il 23 febbraio aveva terminato la costruzione della ridotta Seleginsk, a 1.100 iarde dal bastione principale; lo stesso giorno un assalto alleato alle nuove fortificazioni fall; il 1 marzo fu completata unaltra ridotta (Volynsk) in una posizione ancora pi avanzata, a 1.450 iarde dal bastione. Queste due opere furono denominate dagli alleati ouvrages blancs1. Il 12 marzo fu completata la lunetta Kamtschatka, il Mamelon vert2 degli alleati, distante 800 iarde dai bastioni, e davanti a tutte queste opere furono scavate delle buche per i tiratori. Il 22 fu respinto un assalto e, a coronamento delle opere, fu completato anche il Quarry [cava] a destra del Mamelon; tutte le ridotte erano collegate da un camminamento coperto. Per tutto aprile e maggio gli alleati tentarono invano di riconquistare il terreno sul quale erano state erette queste opere. Dovettero avanzare contro di esse con regolari trincee dassedio e solo il 7 giugno, dopo larrivo di consistenti rinforzi, riuscirono a prenderle dassalto. La caduta di Sebastopoli fu quindi ritardata di tre mesi interi grazie a queste opere campali avanzate, che pure erano state attaccate con i pi potenti cannoni navali dellepoca. La difesa del monte Avron fa una ben misera figura a confronto di questa vicenda. Solo il 17, dopo che i francesi avevano avuto pi di quattordici giorni per la costruzione, le batterie francesi sono state completate. Nel frattempo gli assedianti hanno richiesto lartiglieria da assedio, in gran parte vecchi cannoni gi usati in precedenti assedi. Il 22 sono state completate le batterie contro il monte Avron ma non stata intrapresa
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Ridotte bianche. La collina verde di Mamelon.

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alcuna azione fino a che non svanito il pericolo di una sortita en masse dei francesi e, il 26, sono stati smobilitati gli accampamenti dellArmata di Parigi attorno a Drancy. Poi, il 27, le batterie tedesche hanno aperto il fuoco, che continuato il 28 e il 29. Il fuoco delle fortificazioni francesi stato presto ridotto al silenzio e le opere sono state abbandonate il 29, perch, dice una nota francese, non cerano pi casematte in cui riparare la guarnigione[241]. stata indubbiamente una misera difesa e una giustificazione ancor pi misera. Lerrore principale sembra dipendere dalla costruzione delle opere. Da tutte le descrizioni siamo portati a concludere che su questaltura non stata costruita nessuna ridotta chiusa, ma solo batterie aperte alle spalle e senza protezione efficace sui fianchi. Le batterie erano inoltre puntate in una sola direzione, verso sud o sud est, quando nei pressi, a nord est, si trovano le alture di Raincy e di Montfermeil, i posti migliori in assoluto per installare delle batterie contro il monte Avron. Gli assedianti ne hanno approfittato per circondare Avron con un semicerchio di batterie che in poco tempo hanno messo a tacere i cannoni e cacciato la guarnigione. Per quale ragione non si dato riparo alla guarnigione? Il gelo solo una mezza scusa, perch i francesi avevano tutto il tempo che volevano; quello che i russi seppero fare nellinverno della Crimea e su un suolo roccioso poteva essere fatto a dicembre anche davanti a Parigi. Lartiglieria impiegata contro Avron era certo pi efficiente di quella degli alleati davanti a Sebastopoli, ma era comunque la stessa usata contro le ridotte di Duppel, anchesse opere campali, che pure resistettero tre settimane. Si potrebbe supporre che la guarnigione di fanteria abbia tagliato la corda lasciando scoperta lartiglieria. Pu anche darsi, ma ci non giustifica i costruttori delle fortificazioni. Lo stato maggiore del genio dentro Parigi deve essere davvero male organizzato, almeno a giudicare da questa prova del suo operato. La rapida caduta del monte Avron ha stimolato lappetito degli assedianti per altri successi di questo genere. Hanno aperto il fuoco sui forti orientali, soprattutto Noisy, Rosny e Nogent. Dopo due giorni di bombardamenti questi forti erano quasi ridotti al silenzio. Non sappiamo cosa altro venga messo in atto contro di essi. Non stata fatta neppure menzione di un eventuale fuoco dai trinceramenti costruiti negli spazi fra questi forti. Possiamo essere comunque certi che gli assedianti stanno facendo del loro meglio per spingere avanti le loro trincee, anche solo in maniera approssimativa, verso questi forti e per assicurarsi un solido inse-

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diamento sul monte Avron. Non saremmo sorpresi se riuscissero nellimpresa meglio dei francesi nonostante le intemperie. Ma quali effetti avr tutto ci sul corso dellassedio? Se questi tre forti dovessero cadere nelle mani dei prussiani, si tratterebbe indubbiamente di un grosso successo, che permetterebbe loro di portare le batterie a 3.000 o a 4.000 iarde dalla cinta muraria. Ma non detto che essi debbano cadere subito. Questi forti hanno tutti casematte a prova di bomba per le loro guarnigioni e gli assedianti non dispongono ancora di mortai a canna rigata, che possiedono del resto solo in quantit limitata. Questi mortai sono lunico tipo di artiglieria che pu distruggere rapidamente le casematte a prova di bomba; i vecchi mortai hanno una gittata troppo incerta e non possono procurare risultati tangibili in tempi brevi, mentre i cannoni da 24 (con granate da 64 libbre) non hanno unelevazione sufficiente a produrre gli effetti del fuoco verticale. Se il fuoco dei forti sembra ridotto al silenzio, questo significa semplicemente che i cannoni sono stati messi al riparo, perch possano servire in caso di assalto. Le batterie prussiane possono demolire i parapetti dei bastioni, ma questo non equivale ad aprire una breccia. Per fare breccia nella muratura ben protetta della scarpata, anche con fuoco indiretto, dovrebbero piazzare delle batterie a non pi di 1.000 iarde dai forti e questo si pu fare solo con parallele e approcci in piena regola. La procedura sommaria di assedio, di cui tanto parlano i prussiani, consiste solo nel mettere a tacere il fuoco nemico da una maggiore distanza, in modo da rendere meno pericolosi e pi rapidi gli approcci; a questa fase segue un violento bombardamento e lapertura di brecce nel bastione tramite il fuoco indiretto. Se con questo non si ottiene la resa e nel caso dei forti di Parigi arduo immaginare che ci possa verificarsi non resta che spingere gli approcci al solito modo fino allo spalto e arrischiare un assalto. Lassalto di Dppel fu intrapreso dopo aver spinto gli approcci fino a 250 iarde dalle opere in rovina e a Strasburgo gli scavi furono condotti alla vecchia maniera fino alla cresta degli spalti e anche oltre. Detto questo, dobbiamo ancora una volta ribadire il punto che sovente abbiamo evidenziato su queste colonne e cio che la difesa di Parigi deve essere condotta in modo attivo e non solo passivo1. Se mai c stato un momento adatto a sortite, questo momento lattuale. Non si tratta, per ora almeno, di aprire un varco nella linea nemica, ma di accettare
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Cfr. qui sopra pp. xx.

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gli scontri localizzati che lassediante impone allassediato. Che il fuoco dellassediante possa, in quasi tutti i casi, essere reso superiore, in un punto dato, a quello dellassediato un vecchio assioma incontrastato; se lassediato non compensa questa inferiorit che gli propria con lintraprendenza, laudacia e lenergia delle sue sortite, rinuncia alla sua migliore opportunit. Dicono alcuni che le truppe che si trovano allinterno di Parigi hanno perso coraggio; ma non c ragione che sia cos. Possono avere perso fiducia in chi le comanda, ma questa tuttaltra faccenda ed quanto succeder se Trochu persiste nellinazione. Vale la pena di spendere qualche parola sullingegnosa ipotesi avanzata da qualcuno, che Trochu abbia in mente di ritirarsi con le sue truppe sulla penisola fortificata di Mont Valrien come in una cittadella, dopo la caduta di Parigi. Questa acuta congettura, avanzata da qualche sovrumano genio dello stato maggiore di Versailles, basata principalmente sul fatto che molti carri vanno e vengono tra Parigi e la penisola. Solo un generale dallintelligenza fuori del comune potrebbe prendere in considerazione lidea di arroccarsi in una bassa penisola alluvionale, circondata da togni parte da alture dominanti dalle quali il nemico avr una vista panoramica sulle sue truppe e ne potr falciare con comodo i ranghi. Ma fin dalle sue origini lo stato maggiore prussiano stato infestato dalla presenza di uomini dal sovrumano acume. Stando a loro il nemico sempre in procinto fare la mossa pi improbabile. Come recita il detto tedesco, sentono crescere lerba. Chiunque si sia occupato di letteratura militare prussiana si prima o poi imbattuto in tipi del genere; stupisce solo che si trovi ancora qualcuno che dia loro credito.
Scritto fra il 2 e il 6 gennaio 1871.

Note sulla guerra XXXIV


[The Pall Mall Gazette, n. 1842, 7 gennaio 1871]

Nonostante i numerosi scontri avvenuti dopo la nostra ultima rassegna delle posizioni relative dei combattenti nelle province1, i cambiamenti sono stati ben pochi; confermando la correttezza della nostra opinione sullequilibrio, per il momento, delle forze in campo.
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Cfr. qui sopra pp. xx.

Note sulla guerra

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Larmata dellOvest di Chanzy rimasta davanti a Le Mans; quella di Mecklenburg la fronteggia su una linea che da Blois, attraverso Vendme, arriva a Verneuil. Ci sono stati parecchi combattimenti discontinui verso Vendme, ma nulla cambiato nelle posizioni relative dei due eserciti. Chanzy si nel frattempo aggregato tutti gli uomini addestrati e armati del campo di Conlie, che stato quindi smobilitato; si dice inoltre che abbia fortificato una solida posizione nei dintorni di Le Mans per farne un punto dappoggio in caso di ripiegamento e ci si attende che prenda loffensiva[242]. Poich Gambetta ha lasciato Bordeaux il giorno 5 diretto proprio Le Mans, pu darsi che questo sia abbastanza vero. Della reale forza e organizzazione delle truppe di Chanzy nulla sappiamo, oltre al fatto che, prima di ritirarsi su Le Mans, disponeva di tre Corpi darmata. N siamo meglio informati delle forze opposte; le truppe di Mecklenburg e quelle che originariamente erano larmata del principe Federico Carlo sono a tal punto mischiate che lordre de bataille 1 primitivo non pi in vigore. Dovremo considerarle come ununica armata quale, in realt, sono dopo che il principe Federico Carlo ne ha assunto il comando unificato; lunica distinzione che Mecklenburg comanda quelle truppe che, cheval 2 della Loira, fanno fronte a ovest, mentre il principe tiene sotto il suo comando diretto quelle che, lungo la Loira, da Blois a Gien, fanno fronte a sud e sorvegliano Bourbaki. Linsieme di questi due Corpi darmata conta dieci divisioni di fanteria e tre di cavalleria; numerosi distaccamenti sono per stati dislocati lungo la linea di marcia che da Commercy, attraverso Troyes, giunge sulla Loira. Essi si ricongiungono gradualmente allarmata man mano che vengono sostituiti da nuovi arrivi di Landwehr3. L11 dicembre il principe Federico Carlo giunto a Briare con lintenzione di marciare su Nevers, aggirare la destra di Bourbaki e tagliarne le comunicazioni dirette con le truppe opposte a Werder. Solo di recente abbiamo appreso che, alla notizia della risoluta e inaspettata resistenza che Mecklenburg incontrava da parte di Chanzy, egli ha immediatamente rinunciato al suo piano, ha fatto dietro-front con il grosso delle sue truppe e ha puntato su Tours[243]; per quanto sappiamo, le sue truppe sono arrivate in vista della citt, ma non vi sono entrate. Scopriamo cos che lintel1 2

Ordine di battaglia. Su entrambe le rive. 3 Milizia territoriale.

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ligente e valorosa ritirata di Chanzy ha avuto per effetto non solo la salvezza delle sue truppe, ma anche quella di Bourbaki. Questultimo generale dovrebbe trovarsi da qualche parte fra Bourges e Nevers. Se, come stato ventilato, Bourbaki si fosse messo in marcia verso est contro Werder o contro la linea di comunicazioni prussiana, gi ne avremmo sentito parlare. Molto probabilmente sta riorganizzando e rinforzando la sua armata e, in caso di avanzata di Chanzy, sentiremo certamente parlare anche di lui. A nord della Senna Manteuffel, con il 1 Corpo darmata, tiene Rouen e il circondario, mentre ha inviato l8 Corpo in Piccardia. Questultimo ha avuto la vita dura in questa marcia. Il generale Faidherbe non concede molto riposo alla sua armata del nord. I tre dipartimenti pi settentrionali della Francia, dalla Somme alla frontiera belga, ospitano una ventina di fortezze di varie dimensioni che, sebbene inutilizzabili contro una grande invasione dal Belgio, nella situazione attuale diventano basi operative gradite e quasi inattaccabili. Quando Vauban, quasi duecento anni fa, progett questa tripla cintura di fortezze, non pensava certo che potessero servire da immenso campo trincerato, una sorta di quadrilatero multiplo, a unarmata francese, contro un nemico proveniente dal cuore della Francia. Ma cos e, per quanto minuscolo sia questo territorio, esso non solo inespugnabile, ma anche molto importante per le sue risorse industriali e la densit della sua popolazione. Respinto in questo sicuro rifugio dopo la battaglia di Villers-Bretonneux (27 novembre)[244], Faidherbe vi ha riorganizzato e rinforzato il suo esercito; verso la fine di dicembre avanzava nuovamente su Amiens e il 23 si scontrava con Manteuffel sullHallue in una battaglia dallesito incerto. In questa battaglia disponeva di quattro divisioni (35.000 uomini secondo i suoi calcoli) contro le due divisioni dell8 Corpo darmata prussiano (24.000 uomini stando ai rapporti prussiani). Che con questo rapporto di forze abbia saputo tenere testa a un generale rinomato come von Goeben segno che le sue mobiles e mobiliss stanno migliorando. A causa, a suo dire, del gelo e di inefficienze dellintendenza e dei convogli, ma pi probabilmente perch non riponeva abbastanza fiducia nella solidit dei suoi uomini in una seconda giornata di duri combattimenti, si poi ritirato, indisturbato, di l della Scarpe[245]. Von Goeben lo ha inseguito, lasciando gran parte della 16a divisione a tenere aperte le comunicazioni e accerchiare Pronne, ed avanzato su Bapaume e oltre con la sola 15a divisione e la colonna volante del principe Alberto il giovane (equivalente al massimo a

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una brigata). Alle quattro divisioni di Faidherbe si presentata unopportunit. Senza un attimo di esitazione, egli uscito dal suo rifugio e ha attaccato i prussiani. Dopo uno scontro preliminare il 2 gennaio, i due Corpi principali si sono dati battaglia davanti a Bapaume, il giorno seguente. La chiarezza dei resoconti di Faidherbe[246], la grande superiorit numerica dei francesi, (otto brigate cio almeno 33.000 uomini contro tre brigate prussiane, ovvero da 16.000 a 18.000 uomini, calcolati sulla base dei gi citati dati forniti dalle due armate), il linguaggio elusivo di Manteuffel[247], non lasciano dubbi sul fatto che in questa battaglia i francesi hanno avuto la meglio. Del resto, la millanteria di Manteuffel ben nota in Germania: tutti ricordano come, quando era governatore dello Schleswig, lui, che di alta statura, si offrisse di coprire con il suo corpo, sette piedi per volta, tutto il paese. I suoi rapporti, anche dopo la censura di Versailles, sono di gran lunga i meno affidabili di tutti i resoconti prussiani. Daltra parte Faidherbe non ha sfruttato la vittoria, ma dopo lo scontro si ritirato in un villaggio a qualche miglia dal campo di battaglia, cosicch Pronne non stata liberata e, come gi stato sottolineato su queste colonne, i frutti della battaglia sono stati tutti per i prussiani. impossibile prendere sul serio le scuse avanzate da Faidherbe per giustificare la sua ritirata[246]. Ma, quali che fossero le sue ragioni, se con le sue truppe non sa far altro che ritirarsi dopo aver battuto tre brigate prussiane, non sar certo lui a liberare Parigi. Nel frattempo, Manteuffel pu disporre di importanti rinforzi. La 14a divisione (Kameke) del 7 Corpo darmata, dopo aver costretto alla resa Montmdy e Mzires, si sta avvicinando al campo di battaglia accompagnata dal suo treno dassedio. I combattimenti nei dintorni di Guise sembrano segnare una tappa di questa avanzata; Guise sulla strada diretta che collega Mzires a Pronne e questa naturalmente sta per divenire la prossima fortezza da bombardare. Dopo Pronne, se tutto va bene per i prussiani, toccher con ogni probabilit a Cambrai. Nel sud est, Werder in piena ritirata dal 27 dicembre, quando ha evacuato Digione. trascorso un po di tempo prima che i tedeschi decidessero di spendere qualche parola in proposito, mentre i prussiani mantengono un totale silenzio; la vicenda trapelata in un angolino della Karlsruher Zeitung[248]. Il 31, dopo un combattimento, Werder ha evacuato anche Gray e adesso copre lassedio di Belfort, a Vesoul. Larmata di Lione, al comando di Crmer (che secondo voci un ufficiale emigrato da Hannover) lo sta

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inseguendo, mentre sembra che Garibaldi sia in azione a ovest, contro la principale linea di comunicazione prussiana. Werder, che, a quanto si dice, in attesa di un rinforzo di 36.000 uomini, sar del tutto al sicuro a Vesoul[249], ma altrettanto non si pu dire della sua linea di comunicazione. Apprendiamo ora che il generale Zastrow, comandante del 7 Corpo darmata, stato inviato da quelle parti e comunica con Werder. A meno che non gli sia stato assegnato un nuovo comando, dovrebbe avere con s la 13a divisione, che nel frattempo, a Metz, stata rilevata dalla Landwehr1, ed egli potr dunque disporre di altre forze per operazioni attive. Dovrebbe essere uno dei suoi battaglioni che stato attaccato, e che pare sia stato sconfitto, vicino a Salieu, sulla strada che da Auxerre porta a Chlons-sur-Sane. Quale sia lo stato delle comunicazioni sulle linee ferroviarie secondarie (facendo sempre eccezione per la linea Nancy-Parigi, che ben sorvegliata e fino a questo punto indenne) lo mostra una lettera da Chaumont (Alta Marna) alla Cologne Gazette2, nella quale si depreca che i franchi tiratori abbiano per la terza volta interrotto la linea ferroviaria fra Chaumont e Troyes; lultima volta, il 24 di dicembre, hanno tolto i bulloni alle rotaie: un treno con 500 uomini di Landwehr ha deragliato e si fermato; i franchi tiratori hanno cominciato a sparare dal bosco, ma sono stati dispersi. Il corrispondente considera questo comportamento non solo sleale, ma infame[250]. Proprio come il corazziere austriaco in Ungheria nel 1849: Questi ussari sono proprio delle infami canaglie! Vedono che ho la corazza, e mi sciabolano in faccia. La situazione delle comunicazioni una questione di vita o di morte per lesercito che assedia Parigi. Pochi giorni di interruzione pesano per settimane. I prussiani lo sanno e stanno concentrando tutta la Landwehr3 nella Francia del nord-ovest per tenere sotto controllo una fascia di territorio abbastanza ampia da assicurare lagibilit della linea ferroviaria. La caduta di Mzires apre loro una seconda linea ferroviaria dalla frontiera attraverso Thionville, Mzieres e Reims; questa linea ha un fianco pericolosamente scoperto verso lArmata del nord. Se si vuole liberare Parigi, il modo forse pi facile interrompere questa linea di comunicazione.
Scritto il 6 o il 7 gennaio 1871.
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Milizia territoriale. Klnische Zeitung. 3 Milizia territoriale.

Note sulla guerra

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Note sulla guerra XXXV


[The Pall Mall Gazette, n. 1848, 14 gennaio 1871]

Le armate sul campo hanno intrapreso due operazioni che potrebbero facilmente portare la guerra a un punto critico. La prima di queste la marcia di Bourbaki contro Werder; la seconda la marcia del principe Carlo Federico contro Chanzy. Le voci di una marcia di Bourbaki verso circolavano da quasi una settimana, ma non cera nulla in esse che le distinguesse dal resto delle voci che stanno ora diffondendosi cos massicciamente. Il fatto che la mossa potesse essere buona in se stessa non era un motivo per credere che fosse stata realmente compiuta. Comunque non ci pu essere ora nessun dubbio che Bourbaki, con almeno la 18a armata la 20a e la 24a una nuova armata arrivato nellest della Francia ed ha aggirato la posizione di Werder a Vesoul con un movimento via Besanon per Lure, tra Vesoul e Belfort. Vicino a Lure, Werder lo ha attaccato a Villersexel il 9 e ne seguito uno scontro in cui entrambe le parti rivendica la vittoria. stato evidentemente uno scontro di retroguardia, dal quale Werner uscito senza danni. Chiunque possa aver vinto in questo primo scontro, altre e pi generali battaglie debbono sicuramente seguire nel giro di un giorno o due, tali da portare la situazione ad un punto critico[251]. Se questo movimento di Bourbaki viene effettuato con forze sufficienti cio con ogni uomo, cavallo e cannone che non sia assolutamente necessario altrove, e se condotto con il dovuto vigore, pu rivelarsi il punto di svolta della guerra. Noi abbiamo gi evidenziato la debolezza della lunga linea delle comunicazioni tedesche e la possibilit che Parigi venga liberata da un attacco in forze contro questa linea1. Queste sono ora le carte in tavola e dipender da come saranno giocate se realmente ci avverr. Delle forze che stanno ora invadendo la Francia, la quasi totalit delle truppe di linea sono impegnate o nellassedio di Parigi o nella copertura di questo assedio. Su trentacinque divisioni (comprendenti la Landwehr2 della Guardia che stata usata sempre come truppe di linea) trentadue sono impegnate
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Cfr. qui sopra p. x. Milizie territoriali.

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in questo compito. Due sono con Werder (tre brigate del Baden ed una della Prussia), ed una al comando di Zastrow andata a raggiungerlo. Oltre a queste, Werder ha almeno due divisioni di Landwehr per continuare lassedio di Belfort e per occupare le fortezze nellAlsazia meridionale. Cos la regione, nella sua intera lunghezza e larghezza, a nord est della linea Mzires-Parigi attraverso Laon e Soissons fino a Parigi e da qui attraverso Auxerre e Chtillon fino a Hningen, vicino a Basilea, con tutte le sue fortezze catturate, deve essere tenuta dal resto delle Landwehr nella misura in cui si rendono disponibili. Se poi consideriamo che vi sono anche da sorvegliare i prigionieri di guerra in Germania e le fortezze da presidiare in patria; che solamente nove armate prussiane (quelle esistenti prima del 1866) hanno abbastanza soldati veterani per formare dei battaglioni di Landwehr1, mentre le altre dovranno aspettare cinque anni prima di essere in grado di farlo, possiamo supporre che le rimanenti forze disponibili per loccupazione di questa parte della Francia non siano molto numerose. vero che diciotto battaglioni di dpt2 sono ora in procinto di essere inviati a presidiare le fortezze in Alsazia e Lorena e che battaglioni di presidio di nuova formazione debbono rimpiazzare i Landwehr allinterno della Prussia. Tuttavia la formazione di questi battaglioni di presidio, secondo quanto riportato sulla stampa tedesca, procede piuttosto lentamente e cos lesercito di occupazione sar, ancora per qualche tempo, relativamente debole e scarsamente capace di tenere sotto controllo la popolazione delle province sotto la sua sorveglianza. contro questa parte dellesercito tedesco che Bourbaki sta muovendo. Egli ha tentato evidentemente di incuneare le sue truppe tra Vesoul e Belfort cos da isolare Werder e batterlo separatamene spingendolo in direzione nord occidentale. Poich Werder ora probabilmente davanti a Belfort e si ricongiunto con Tresckow, Bourbaki deve sconfiggere entrambi per rompere lassedio e spingere gli assedianti indietro nella valle del Reno, dopodich potrebbe avanzare su lato orientale dei Vosgi fino a Luneville dove si troverebbe sulla principale linea di comunicazione tedesca.
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Milizie territoriali. Deposito.

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La distruzione delle gallerie ferroviarie vicino a Phalsbourg, bloccherebbe la linea per Strasburgo per un periodo considerevole, mentre quella del nodo ferroviario di Frouard bloccherebbe la linea da Saarbrcken a Metz e potrebbe anche essere possibile mandare una colonna volante verso Thionville per distruggere anche la linea vicino a questa localit, cos da spezzare lultima linea transitabile che hanno i tedeschi. Questa colonna potrebbe sempre ritirarsi in Lussemburgo o in Belgio e deporre le armi; la sua perdita sarebbe stata ampiamente ripagata. Questi sono gli obiettivi che Bourbaki deve avere di mira. Con la regione di Parigi privata di risorse, linterruzione delle linee di comunicazione da Parigi alla Germania anche per pochi giorni sarebbe un problema serio per i 240.000 tedeschi davanti a Parigi e la presenza in Lorena dai 120.000 ai 150.000 soldati francesi potrebbe essere un mezzo per rompere lassedio di Parigi anche pi efficace di una vittoria di Chanzy su Carlo Federico: in fin dei conti, infatti, questultimo sarebbe spinto indietro verso le forze assedianti per essere da loro appoggiato. vero, i tedeschi hanno unaltra linea di comunicazione ferroviaria attraverso Thionville, Mzires e Reims, che Bourbaki potrebbe non avere la possibilit di raggiungere anche con delle colonne volanti; ma allora c lassoluta certezza di un generale sollevamento della popolazione nelle zone occupate appena Bourbaki riuscisse a penetrare in Lorena. Non c bisogno di spiegare quali ripercussioni vi sarebbero, in queste circostanze, per il traffico di quella seconda linea ferroviaria. Inoltre, un successo di Bourbaki come prima conseguenza obbligherebbe Goeben a ritirarsi e cos larmata del Nord potrebbe avere loccasione di tagliare la linea tra Soisson e Mzires. Noi consideriamo la manovra di Bourbaki come la pi importante e la pi promettente che sia stata fatta in questa guerra da un generale francese. Ma essa, lo ripetiamo, deve essere condotta adeguatamente. I piani migliori sono senza valore se sono realizzati in modo debole e irresoluto; e noi non verremo a sapere probabilmente nulla di positivo sulle forze di Bourbaki o sul modo in cui le manovra fino allesito degli scontri con Werder. Siamo tuttavia informati che in previsione di una situazione simile, i corpi di Werder saranno ingranditi per costituire una grande quinta Armata sotto Manteuffel, il quale deve passare la sua prima Armata a Goeben e portare in aiuto di Werder il 2 il 7 e il 14 Corpo[252].

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Ora, la 13a divisione del 7 Corpo darmata, stata gi mandata verso Vesoul sotto Zastrow; la 14a divisione ha a malapena conquistato Mzires e Rocroi e non ci si pu perci aspettare che sia a Vesoul molto presto; il 14 Corpo proprio quello che Werder ha sempre avuto con s (la divisione Baden e il 30 e il 34 reggimento prussiano sotto Goltz); per quanto riguarda il 2 Corpo che davanti a Parigi, ci aspettiamo che essa non partir prima della resa della citt dato che esso indispensabile allassedio, ma anche se fosse inviato ora arriverebbe solamente dopo che lazione decisiva di Werder contro Bourbaki ha avuto luogo. Per quanto riguarda gli altri rinforzi per Werder provenienti dalle riserve che si pu supporre esistano in Germania, dobbiamo considerare, in primo luogo, che qualunque Landwehr1 resasi disponibile stata inviata o in corso di invio; in secondo luogo, che i battaglioni di dpt2, la sola altra forza di riserva esistente sono stati appena privati dei loro uomini addestrati, e sono in questo momento costituiti da semplici quadri. Cos Bourbaki dovr in ogni caso condurre le sue prime e pi decisive azioni prima che i progettati rinforzi possano arrivare; e, se vittorioso, sar in una posizione favorevole per affrontare questi rinforzi quando arriveranno uno dopo laltro da differenti direzioni. Daltro canto, il principe Carlo Federico a dispetto della sua marcia vittoriosa su Le Mans, potrebbe aver commesso il primo sbaglio della Germania in questa guerra, lasciando Bourbaki completamente libero allo scopo di concentrare tutte le sue forze contro Chanzy. Ora, Chanzy era senza dubbio il suo pi immediato avversario e, in quel momento, anche il pi pericoloso. Ma la regione in cui opera Chanzy non quella dove decisivi successi possono essere riportati sui francesi. Chanzy ha appena subito una vera e propria sconfitta[253], questo liquida per ora i suoi tentativi per la liberazione di Parigi, ma nulla di pi. Chanzy pu ritirarsi a suo piacimento verso la Britannia o verso il Calvados. In entrambi i casi, egli trova allestremo limite della sua ritirata un grande arsenale navale, Brest o Cherbourg, con forti avanzati che lo proteggeranno fino a quando la flotta francese potr trasportare i suoi uomini a sud della Loira o a nord delle Somme.
1 2

Milizia territoriale. Deposito.

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Di conseguenza la Francia occidentale una zona dove i francesi possono condurre una guerra per sorprendere il nemico, fatta di avanzate e di ritirate senza mai essere portati allo scoperto contro il loro volere. Non ci stupiremmo se Chanzy fosse stato spinto a combattere da Gambetta, che si dice lo abbia raggiunto[254], e che di sicuro subordina le considerazioni militari a quelle politiche. Dopo la sconfitta e la perdita di Le Mans, Chanzy non potrebbe fare nulla di meglio che trascinare Carlo Federico il pi lontano possibile verso ovest, cos che questa parte delle forze prussiane risulti relativamente inoffensiva quando la campagna di Bourbaki comincer a svilupparsi. Faidherbe al nord evidentemente troppo debole per fare qualsiasi cosa di decisivo contro Goeben. Poich, come sembra, Chanzy non pu sconfiggere Carlo Federico e quindi liberare Parigi, sarebbe meglio mandare la maggiore parte degli uomini a nord per sbarazzarsi di Goeben sia ad Amiens che a Rouen e tentare, concentrando le forze, unavanzata sulla linea ferroviaria da Mziers a Parigi specialmente ora che Bourbaki sta minacciando laltra linea ferroviaria in mano tedesca. Le linee di comunicazione sono le parti pi sensibili della posizione di un esercito e se la linea del nord, cos esposta ad un attacco dal nord sia a Soissons che a Rethel, dovesse essere seriamente minacciata mentre Bourbaki allopera sul confine sud della Lorena, si potrebbe vedere allimprovviso un gran bello scompiglio a Versailles.
Scritto il 13 o il 14 gennaio 1871.

Note sulla guerra XXXVI


[The Pall Mall Gazette, n. 1852, 19 gennaio, 1871]

Da quando, dopo Sedan, Parigi stata per la prima volta seriamente minacciata da un attacco nemico, abbiamo insistito sulla grande forza di una capitale fortificata come Parigi. Non abbiamo per trascurato di aggiungere che per il pieno sviluppo del suo potere difensivo necessario

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una grande armata regolare a presidiarla1. Unarmata troppo potente per essere rinchiusa dentro le mura o perch gli si possa impedire di manovrare in campo aperto intorno alla fortezza, che servirebbe sia come perno che come base delle sue operazioni. In condizioni normali tale esercito sarebbe in realt quasi sempre disponibile. Le armate francesi, battute vicino al confine si ritirerebbero a Parigi come nel loro ultimo e principale baluardo. In circostanze normali arriverebbero qui ancora sufficientemente forti e troverebbero sufficienti rinforzi per portare a termine il compito loro assegnato. Ma questa volta la strategia del Secondo Impero ha fatto s che tutte le armate francesi scomparissero dal campo. Una era riuscita a farsi bloccare, apparentemente senza via di scampo, a Metz. Laltra si era appena arresa a Sedan. Quando i prussiani sono arrivati davanti a Parigi, qualche dept mezzo incompleto, un gruppo di mobiles provinciali appena arruolati e la locale Guardia nazionale (formata neppure per met) costituivano tutte le forze disponibili per la sua difesa. Anche in queste circostanze lintrinseca forza del luogo si dimostrata cos formidabile per gli invasori, il compito di attaccare lege artis2 limmensa citt e le sue fortificazioni esterne apparso loro cos enorme che vi hanno rinunciato subito, preferendo prendere la citt per fame. In quei giorni Henri Rochefort e altri hanno formato una Commissione delle Barricate incaricata della costruzione di una terza linea interna di difesa che avrebbe dovuto preparare il terreno per quel tipo di combattimento tipico di Parigi, la difesa sulle barricate e la resistenza casa per casa. La stampa in quei giorni si fatta grandi beffe di questa commissione;ma le pubblicazioni semiufficiali del comando prussiano non lasciano dubbi che fu soprattutto la certezza di andare incontro a una resistenza ostinata sulle barricate che fece optare per la presa per fame. I prussiani sapevano molto bene che i forti e dopo di essi la cinta di mura, se difesi solo dallartiglieria, entro un certo tempo sarebbero caduti. Ma poi sarebbe arrivato un momento della lotta in cui i nuovi arruolati ed anche i civili sarebbero stati degni avversari per i veterani; in cui si sarebbe dovuto procedere casa dopo casa, via dopo via e, considerando il gran numero di difensori, con unimmensa perdita di vite umane. Chiunque faccia riferimento agli scritti su questo argomento nello Staats-Anzeiger prussiano, si render con1 2

Cfr. qui sopra pp. xx e p. x. Secondo le regole.

Note sulla guerra

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to che fu questo il motivo decisivo che stato addotto contro un regolare assedio. Il blocco cominciato il 19 Settembre esattamente quattro mesi fa. Il giorno seguente il generale Ducrot, che comandava le truppe regolari di Parigi, ha fatto una sortita con tre divisioni in direzione di Clamart e ha perso sette cannoni e 3.000 prigionieri. Questa stata seguita da sortite simili il 23 e il 30 settembre, e il 13 e il 31 ottobre, ognuna delle quali si risolta in una considerevole perdita per i francesi senza altri vantaggi, forse, se non quello di far abituare le giovani truppe al fuoco nemico. Il 28 fu fatta unaltra sortita contro Le Bourget, con maggior successo; Il villaggio stato preso e tenuto per due giorni; Ma il 30 la 2a divisione delle Guardie prussiane 13 battaglioni, quindi meno di 10.000 uomini ha ripreso il villaggio. I francesi hanno evidentemente fatto cattivo uso di questi due giorni nei quali avrebbero potuto trasformare il massiccio villaggio in una fortezza, trascurando di tenere dei rinforzi a portata di mano per sostenere in tempo i difensori, altrimenti una forza cos modesta non avrebbe potuto strappar loro il villaggio. Dopo questi sforzi seguito un mese di calma. Trochu aveva evidentemente intenzione, molto saggiamente, di migliorare laddestramento e la disciplina dei suoi uomini, prima di rischiare ancora grandi sortite. Allo stesso tempo per, egli ha trascurato di portare avanti quella guerra di avamposti, pattugliamenti e perlustrazioni, di imboscate e sorprese che ora costituisce la regolare occupazione degli uomini sul fronte francese intorno a Parigi un tipo di guerra adatto come nessunaltro a far s che le giovani truppe acquistino fiducia nei loro ufficiali e in se stesse e a trasmettere loro labitudine di mantenere la calma di fronte al nemico. Truppe che si sono rese conto che piccoli raggruppamenti, singole unit, mezze compagnie o compagnie, possono sorprendere, battere o fare prigionieri similari piccole unit del nemico, allo stesso modo imparano presto ad affrontarlo battaglione contro battaglione. Inoltre, imparano quale sia esattamente il servizio di avamposto, cosa che molti di loro sembravano ignorare fino a dicembre. Il 28 novembre, infine, stata inaugurata la serie di sortite culminata nella grande sortita del 30 novembre attraverso la Marna e nellavanzamento dellintero fronte orientale di Parigi. Il 2 dicembre i tedeschi hanno ripreso Briey e parte di Champigny mentre il giorno seguente i francesi hanno riattraversato la Marna. Come tentativo di sfondare le linee trincerate che

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gli assedianti avevano costruito, lattacc fallito completamente, essendo stato condotto senza la necessaria energia. Ha lasciato per nelle mani dei francesi, davanti alle loro linee, una considerevole porzione di terreno fino a quel momento conteso. Una striscia di terreno larga circa 2 miglia, da Drancy alla Marna, vicino a Neuilly, entrata in loro possesso; una regione completamente dominata dal fuoco dei forti, disseminata di massicci villaggi facili da difendere e dotata di una nuova posizione dominante sullaltipiano di Avron. Qui vi era quindi lopportunit di allargare in maniera permanente il cerchio della difesa. Da questa zona, una volta resa sicura, si sarebbe potuto tentare un ulteriore avanzamento incuneandosi a tal punto nella linea degli assediamenti da rendere possibile un attacco vittorioso al loro fronte, oppure da costringerli a concentrare qu una grande forza indebolendo le loro linee in altri punti e facilitando cos un attacco francese. Bene, questo terreno rimasto nelle mani dei francesi per un mese intero. I tedeschi sono stati costretti a erigere delle batterie dassedio contro Avron e due giorni di fuoco da queste batterie sono bastati a respingere i francesi; una volta persa Avron, anche le altre posizioni sono state abbandonate. Nuovi attacchi sono stati portati su tutto il fronte orientale e nord orientale il 21; Le Bourget stata mezza conquistata, Maison Blanche e Ville-Evrard sono state prese ma questo terreno favorevole stato perso di nuovo la stessa notte. Le truppe sono state lasciate sul terreno davanti ai forti dove hanno bivaccato ad una temperatura tra i nove e i ventuno gradi sotto zero e sono state alla fine messe al riparo perch non potevano, naturalmente, farcela. Nellinsieme, questo episodio pi caratteristico di ogni altro della mancanza di decisione ed energia della mollesse 1 potremmo quasi dire dellindolenza con la quale viene condotta la difesa di Parigi. Lincidente di Avron, indusse alla fine i Prussiani a trasformare lattacco in un vero e proprio assedio e a far uso dellartiglieria da assedio che era stata fatta arrivare per casi imprevisti. Il 30 Dicembre cominciato il bombardamento regolare dei forti orientali e nord-orientali; il 5 gennaio quello dei forti meridionali. Entrambi sono stati portati avanti senza interruzione e ultimamente sono stati accompagnati, con un atto di crudelt gratuito, dal bombardamento della citt stessa. Nessuno sa meglio del comando a Versailles e nessuno ha pi spesso indotto la stampa a sostenerlo, che il bombardamento di una citt cos grande come Parigi non pu affrettare la sua resa di un istante. Il can1

Irresolutezza.

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noneggiamento dei forti stato seguito dallapertura di regolari trincee parallele, almeno contro Issy; abbiamo notizia di cannoni riuniti in batterie vicino ai forti, e, a meno che la difesa non contrasti lattacco in modo pi risoluto rispetto a quanto accaduto finora, potremmo presto avere notizia di un effettivo danno fatto a uno o pi forti. Trochu, comunque, persiste nella sua inattivit, magistrale o meno che sia. Le poche sortite fatte negli ultimi giorni non appaiono altro che platoniche, come le chiama un accusatore di Trochu sul Sicle[255]. Ci riferiscono che i soldati rifiutano di seguire i loro ufficiali. Se cos, questo non prova altro se non che hanno perso ogni fiducia nella direzione suprema. E, davvero, non possiamo non concludere che un cambiamento del comando in capo a Parigi sia diventato una necessit. C unindecisione, una letargia, una mancanza di reale energia in tutti gli atti di questa difesa che non pu essere interamente ricondotta alla qualit delle truppe. Il fatto che le posizioni, tenute per un mese, durante il quale si sono verificati solo dieci giorni di gelo intenso, non siano state dotate di trincee in modo appropriato pu essere solo colpa di Trochu, il cui compito era provvedere a che ci venisse fatto. Questo mese inoltre, stato il periodo critico dellassedio. Alla fine, La questione rimasta in sospeso era chi, tra gli assediati e gli assedianti, avrebbe guadagnato terreno. Inattivit e indecisione, non delle truppe ma del comandante in capo, hanno fatto volgere la bilancia a sfavore degli assediati. E perch questa inattivit e questa indecisione continuano anche adesso? I forti sono sotto il fuoco nemico, le batterie degli assedianti vengono portate sempre pi vicino; lartiglieria francese che Trochu ha in dotazione inferiore a quella degli attaccanti. Se vengono difesi dalla sola artiglieria, possibile calcolare lesatto giorno in cui, date queste circostanze, i bastioni dei forti mura e tutto il resto crolleranno. Inattivit e indecisione non possono salvarli. Qualcosa deve essere fatto; e se Trochu ne incapace, farebbe meglio a lasciar tentare qualcun altro. Kinglake ha conservato un rapporto nel quale il carattere di Trochu appare nella stessa luce che nella difesa di Parigi. Quando lavanzata verso Varna era stata decisa sia da Lord Raglan che da Saint Arnaud[256] e la divisione leggera britannica era gi stata distaccata, il colonnello Trochu un uomo cauto e riflessivo, esperto nella scienza strategica del quale si presumeva fosse una parte della sua missione controllare uneventuale impetuosit nei movimenti del maresciallo francese il colonnello Trochu chiese lintervento di Lord Raglan ed avvi nei negoziati, alla fine dei

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quali Saint-Arnaud dichiarava di aver deciso di inviare a Varna non pi di una divisione e di voler schierare il resto dellesercito in posizione non avanzata ma arretrata rispetto alla catena balcanica[257] e invitava Lord Raglan a seguire il suo esempio. E questo in un momento in cui i turchi erano quasi vittoriosi sul Danubio e senza aiuto straniero! Si dice che le truppe a Parigi sono scoraggiate e non sono pi pronte per grandi sortite, che troppo tardi per lanciarsi contro le opere di assedio prussiane, che Trochu sta risparmiando le sue truppe per un grande sforzo allultimo momento e cosi di seguito. Ma se 500.000 uomini armati a Parigi dovranno arrendersi a un nemico che non neppure la met del loro numero, che si trova tra laltro in una posizione alquanto sfavorevole per la difesa, ci non avverr sicuramente fino a quando la loro inferiorit non risulter evidente al mondo intero oltre che a loro stessi. Certo non si siederanno per mangiare lultimo pasto e poi arrendersi! E se sono scoraggiati perch si riconoscono irrimediabilmente battuti o perch non hanno pi nessuna fiducia in Trochu? Se troppo tardi per fare sortite ora, tra un altro mese esse saranno ancora pi impraticabili. E per quanto riguarda il gran finale di Trochu, prima si fa meglio ; al momento gli uomini sono ancora passabilmente nutriti e forti non si sa come saranno in febbraio.
Scritto tra il 14 e il 19 gennaio 1871.

Note sulla guerra XXXVII


[The Pall Mall Gazette, n. 1854, 21 gennaio 1871]

Questa stata una settimana veramente sfortunata per le armate francesi. Dopo la sconfitta di Chanzy, Bourbaki stato respinto davanti a Belfort, ed ecco ora che giunge lo scacco che, stando a resoconti prussiani[258], Faidherbe ha appena subito di fronte a St. Quentin[259]. Non ci pu essere alcun dubbio riguardo al fallimento di Bourbaki. Fin dai fatti di Villersexel il 9, egli ha mostrato una lentezza di movimento che denota o indecisione da parte sua o una forza insufficiente da parte delle truppe. Lattacco alle posizioni trincerate che Werder aveva preparato per proteggere lassedio di Belfort oltre la Lisaine (o Isel su altre mappe) non cominci prima del 15, e la sera del 17 Bourbaki abbandonava la par-

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tita sfiduciato. Non ci pu essere ora alcun dubbio che la spedizione sia stata intrapresa con forze insufficienti. Il 15 Corpo darmata stato lasciato vicino a Nevers; del 19 non abbiamo notizie da un mese; le truppe riunite da Lione si sono ridotte ad un solo Corpo darmata, il 24. Veniamo adesso a conoscenza di notevoli rinforzi che si stanno velocemente avvicinando a Digione, ma, considerando quelli altrettanto forti che stanno rapidamente arrivando nel campo opposto, essi non consentiranno a Bourbaki di riprendere subito loffensiva. Ci si pu chiedere se Bourbaki dovesse proprio portare le sue giovani truppe allassalto delle posizioni trincerate difese dai fucili a retrocarica; tuttavia, finora poco sappiamo delle condizioni tattiche nelle quali si sono svolti i tre giorni di combattimenti: pu darsi che egli non sia stato in grado di agire altrimenti. Che i comandi prussiani non avessero considerato la spedizione di Bourbaki con lo stesso sprezzante disinteresse come invece fece molta gente qui a Londra, dimostrato dallestremo zelo con cui essi si sono preparati allo scontro. Non v alcun dubbio che la mossa di Bourbaki fosse conosciuta a Versailles almeno fin da quando egli ha iniziato la sua marcia verso est, se non da prima. Il 2 gennaio il 2 Corpo darmata ha ricevuto ordini di marciare da Parigi in direzione sud-est, verso il bacino dellAlta Senna. Circa nello stesso tempo Zastrow ha lasciato i dintorni di Metz con la 13a divisione diretto a Chtillon. Immediatamente dopo la resa di Rocroi, il 9, alla 14a divisione (lunica rimanente del 7 Corpo darmata di Zastrow) stato ordinato di muoversi da Charleville verso Parigi, quindi, da qui, di seguire il 2 Corpo darmata; e gi il 15 troviamo una sua avanguardia (un battaglione del 77 reggimento) impegnata in combattimento vicino a Langres. Allo stesso tempo truppe di Landwehr1 sono state fatte muovere velocemente verso lAlsazia meridionale dalla Germania e Manteuffel evidentemente deve il suo nuovo comando2 proprio a questa prima seria manovra contro il punto pi debole dellintera linea tedesca. Se Bourbaki avesse portato sufficienti forze per sopraffarre Werder, avrebbe potuto farlo indietreggiare nella valle del Reno, frapponendo la catena dei Vosgi tra Werder e le sue stesse truppe e, marciando con la parte pi numerosa delle sue forze contro questi rinforzi tedeschi, avrebbe potuto attaccarli singolarmente man mano che arrivava1 2

Milizia territoriale. Cfr. qui sopra p. x.

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no da differenti direzioni. Egli avrebbe potuto farsi strada fino alla ferrovia Parigi-Strasburgo, il che avrebbe reso molto difficile il mantenimento dellassedio di Parigi. La sua sconfitta non dimostra lerrata strategia della sua manovra: prova solo che stata attuata con forze insufficienti. Lautore di queste Note ancora dellopinione che il piano pi veloce e sicuro per liberare Parigi sia un attacco contro la ferrovia Parigi-Strasburgo, lunica linea ferroviaria diretta che hanno i tedeschi. Siamo infatti a conoscenza che laltra linea, via Thionville e Mzires, ancora impraticabile, e rimarr tale ancora per diverso tempo, dato che stato fatto saltare un tunnel nelle Ardenne. Tra laltro, il secondo caso in questa guerra in cui la demolizione di un tunnel interrompe una ferrovia per mesi, mentre le distruzioni e di ponti e viadotti sono state sempre riparate in tempi incredibilmente brevi. Per quanto riguarda Chanzy, egli ha evidentemente compiuto un enorme errore nellaccettare una battaglia campale. Avrebbe dovuto essere a conoscenza della mossa di Bourbaki da almeno un mese e avrebbe dovuto capire che questa era la vera mossa strategica per la liberazione di Parigi, e che nel frattempo lui avrebbe avuto addosso lintero peso dellesercito di Carlo Federico. Non era obbligato ad accettare la battaglia; al contrario, avrebbe potuto far allontanare i suoi avversari pi di quanto non fosse prudente per questi ultimi, per mezzo di una lenta ritirata e con continui ingaggi della retroguardia, come quelli grazie ai quali si guadagn la sua reputazione in dicembre. Egli aveva abbastanza tempo per spostare in luoghi sicuri i suoi depositi e per scegliere se ritirarsi in Bretagna, con i suoi porti fortificati, o a Nantes, a sud della Loira. Tra laltro Carlo Federico, con tutte le sue forze, non avrebbe potuto seguirlo per molto. Una tale ritirata militare sarebbe stata pi consona a quanto sapevamo di Chanzy in precedenza; e, siccome egli doveva essere a conoscenza che i nuovi rinforzi che aveva ricevuto non erano ancora pronti per unazione generale a causa di carenze dellequipaggiamento, dellarmamento o della disciplina, non possiamo che giungere alla conclusione che la battaglia davanti a Le Mans stata combattuta non per ragioni militari, ma per ragioni politiche, e che il principale responsabile di ci non Chanzy, bens Gambetta. Per quanto concerne ora la ritirata di Chanzy, essa , ovviamente, resa ancora pi difficile dalla precedente sconfitta; Chanzy per eccelle nelle ritirate, e, finora, i vincitori non sembrano avere danneggiato in modo profondo la coesione della sua armata. Se non fosse cos essi avrebbero portato delle prove sostanziali a sostegno della loro affermazione che essa mostra segni

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di disgregazione[260]. Non ancora chiaro se la ritirata dellarmata di Chanzy sia una mossa stravagante. In qualsiasi caso, dal fatto che una parte delle sue truppe si sia ritirata verso Alenon, e unaltra parte verso Laval, non ne segue necessariamente che il primo troncone verr spinto nella penisola del Cotentin verso Cherbourg, e laltro in quella della Bretagna verso Brest. Non sarebbe neanche questo un grave disastro visto che la flotta francese pu navigare da un porto ad un altro in poche ore. La campagna della Bretagna, grazie alle sue numerose fitte siepi fitte come quelle nellisola di Wight, solo pi numerose perfettamente adatta per la difesa, specialmente per le truppe inesperte, la cui inferiorit qui quasi si annulla. Non probabile che Carlo Federico si intrappoli in un labirinto in cui gli eserciti della Prima Repubblica hanno dovuto combattere per anni contro una semplice insurrezione contadina[261]. La conclusione che possiamo trarre riguardo a tutta la campagna di gennaio questa: i francesi hanno perso dappertutto, perch hanno tentato di fare troppe cose differenti contemporaneamente. Possono sperare di vincere solo concentrando le loro forze in un punto, al rischio di essere temporaneamente fatti arretrare in altri punti, dove, ovviamente, dovrebbero evitare battaglie campali. A meno che non facciano cos, e al pi presto, Parigi deve essere considerata condannata. Ma, se essi agiscono seguendo questo vecchio principio potrebbero ancora vincere, comunque la situazione di oggi possa sembrare per loro negativa. I tedeschi hanno oramai ricevuto tutti i rinforzi che potevano aspettarsi per i tre mesi a venire mentre i francesi devono avere nei loro campi di addestramento dai due ai trecentomila uomini almeno, che, in questo lasso di tempo, saranno pronti ad affrontare il nemico.
Scritto il 21 gennaio 1871.

Note sulla guerra XXXVIII


[The Pall Mall Gazette, n. 1858, 26 gennaio 1871]

Ci troviamo di nuovo in una fase critica della guerra, che potrebbe rivelarsi la fase critica. Da quando abbiamo appreso che il pane stato razionato a Parigi dal governo, non c pi alcun dubbio che linizio della

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fine arrivato. Chiedersi quanto tempo debba passare per lofferta della resa un mero dettaglio. Ammesso allora che una forza assediata di circa 500.000 uomini armati voglia arrendersi a circa 200.000 assedianti, qualsiasi condizione questi ultimi scelgano di imporre, rimane da vedere se ci sar possibile senza altri combattimenti. In ogni caso, qualsiasi combattimento non potrebbe sostanzialmente alterare lo stato delle cose. Sia che Parigi resista unaltra quindicina di giorni, sia che una parte di questi 500.000 uomini armati riesca ad aprirsi un varco tra le linee degli assedianti, lulteriore corso della guerra non cambier di molto. Il generale Trochu deve essere ritenuto il principale responsabile di questa conclusione fallimentare dellassedio. Egli non era certo luomo che poteva formare un esercito dal materiale indubitabilmente eccellente che aveva tra le sue mani. Ha avuto circa cinque mesi di tempo per trasformare i suoi uomini in soldati; eppure, negli ultimi giorni di assedio questi non sembrano combattere meglio di quanto non facessero allinizio. Lultima sortita da Valrien[262] stata condotta con assai meno impeto rispetto alla precedente per lattraversamento della Marna; essa ha mostrato pi un certo aspetto teatrale piuttosto che la rabbia della disperazione. E non basta dire che le truppe non erano in grado di scagliarsi contro i bastioni presidiati dai veterani tedeschi. Perch non lo erano? Cinque mesi sono un lasso di tempo sufficiente per trasformare gli uomini che Trochu aveva al suo comando in soldati, e non ci sono circostanze pi adatte per questo proposito che quelle dellassedio di un grande campo trincerato. Non c dubbio che gli uomini, dopo le sortite di novembre e dicembre, avevano perso coraggio; ma questo era successo perch conoscevano la loro inferiorit rispetto agli avversari, o perch avevano perso tutta la fiducia nella presunta determinazione di Trochu di combattere fino alla fine? Tutti i rapporti da Parigi concordano nellascrivere la mancanza di successo allassenza di fiducia dei soldati nei confronti del comando supremo. Ed assolutamente vero. Trochu, non lo dobbiamo dimenticare, un orleanista, e, come tale, vive a livello letteralmente fisico la paura di LaVillette, Belleville, e degli altri quartieri rivoluzionari di Parigi. Egli aveva pi paura di questi ultimi che non dei prussiani. Questa non una mera supposizione o deduzione da parte nostra. Sappiamo, da una fonte indubitabile, di una lettera inviata da Parigi da un membro del governo1, nella quale si affer1

Jules Favre.

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ma che Trochu stato esortato da ogni parte a mettere in atto unenergica offensiva, ma di come egli abbia sempre rifiutato, perch un tale corso delle cose avrebbe potuto consegnare Parigi ai demagoghi. La caduta di Parigi, perci, appare ora quasi certa. Sarebbe un duro colpo per la nazione francese, immediatamente dopo St. Quentin, Le Mans e Hricourt, e il suo effetto morale, in queste circostanze, sarebbe molto pesante. Inoltre ci sono eventi che incombono nel sud-est che potrebbero rendere questo colpo moralmente devastante. Bourbaki sembra indugiare nei dintorni di Belfort in un modo tale da far pensare che non abbia affatto compreso la sua situazione. Il 24 Corpo darmata, al comando di Bressolles, il 24 era ancora a Blmont, circa dodici miglia a sud di Montbliard e vicino alla frontiera Svizzera. Anche supponendo che esso formi la retroguardia di Bourbaki, gli altri due Corpi darmata che aveva con s non dovrebbero essere molto pi lontani. Nel frattempo, scopriamo che alcuni distaccamenti prussiani, fin dal 21, hanno tagliato, a Dle, la ferrovia tra Besanon e Digione; essi hanno inoltre occupato St. Vith, unaltra stazione sulla stessa linea pi vicina a Besanon, e stanno perci stringendo la ritirata di Bourbaki in direzione di Lione, nella stretta striscia tra il fiume Doubs e la frontiera svizzera, una regione di catene montuose e vallate longitudinali e parallele dove una forza relativamente piccola potrebbe trovare un gran numero di posizioni da cui poter fermare la ritirata di unarmata proprio come quella di Bourbaki. Crediamo che questi distaccamenti sul Doubs siano la 13a divisione del 7 Corpo darmata di Zastrow, o forse una parte del 2 Corpo darmata di Fransecky, che ricomparso il 23 a Digione. Il 60 reggimento, che con il 21 forma l8a brigata (o la 4a brigata del 2 Corpo darmata), era stato respinto davanti a quella citt da Garibaldi perdendo la bandiera. Siccome Garibaldi possiede, al massimo, 15.000 uomini, non sar in grado di tenere la citt contro le forze superiori che sicuramente nel frattempo saranno sopraggiunte. Egli sar respinto indietro e lavanzata prussiana continuer verso e oltre il Doubs. A meno che Bourbaki non abbia nel frattempo fatto buon uso delle gambe dei suoi soldati per garantirsi un vantaggio, egli potrebbe essere spinto, con tutto il suo esercito, nella fortezza di Besanon, facendone una nuova Metz, o in un angolo dello Jura confinante con il territorio svizzero ed essere quindi obbligato a deporre le armi dalluna o dallaltra parte della frontiera[263]. Anche se riuscisse a scappare con il grosso delle sue truppe, quasi certo che un

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gran numero di sbandati, buona parte del bagaglio e forse lartiglieria dovrebbero essere sacrificati. Dopo i tre giorni di battaglia a Hricourt, Bourbaki non aveva alcun motivo per rimanere un giorno in pi nella sua posizione esposta, vicino alla frontiera, con i rinforzi prussiani che marciavano verso le sue linee di comunicazione. I suoi tentativi di liberare Belfort erano falliti; ogni possibilit di un ulteriore movimento offensivo in quella direzione era svanita; la sua posizione diventava ogni giorno pi pericolosa, e nulla, se non una rapida ritirata, avrebbe potuto salvarlo. A quanto sembra ha trascurato anche questa possibilit e se la sua imprudenza dovesse portare a una seconda Sedan, il colpo per il popolo francese potrebbe essere, dal punto di vista morale, devastante. Diciamo dal punto di vista morale, perch da quello materiale potrebbe non esserlo. La Germania non certamente cos esausta come pretende Gambetta[264] tuttavia in questi ultimi giorni essa sta compiendo uno sforzo relativo e assoluto maggiore di quello che potr compiere ancora nei mesi a venire. Presto o tardi le forze tedesche dovranno diminuire, mentre nulla vieta che le forze francesi, anche dopo la resa della guarnigione di Parigi e di Bourbaki dovesse accadere anche questo possano ancora crescere. Gli stessi prussiani sembrano aver abbandonato la speranza di essere in grado di conquistare ed occupare lintera Francia. Finch il blocco compatto di territori nel sud rimane libero, e finch la resistenza, passiva e occasionalmente attiva (come la distruzione del ponte sulla Mosella vicino a Toul), non cessa nel nord, non vediamo come la Francia possa essere obbligata ad arrendersi, a meno che non si stanchi della guerra.
Scritto il 25 o 26 gennaio 1871.

Note sulla guerra XXXIX


[The Pall Mall Gazette, n. 1860, 28 gennaio 1871]

Solo due volte, dopo Sedan, le operazioni dellesercito francese hanno impensierito seriamente il generale Moltke. La prima volta stato circa alla met di novembre, quando larmata della Loira, dopo la sconfitta di von der Tann a Coulmiers, si allontanata verso sinistra per raggiungere Pari-

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gi da ovest, avanzando verso Dreux. Allora Moltke, con una risolutezza degna di tale momento critico, si preparato a togliere immediatamente lassedio nel caso che Mecklenburg1, malgrado tutti i rinforzi temporanei distaccati in suo aiuto, non fosse stato abbastanza forte da arrestare lavanzata nemica. Lavanzata fu fermata e lassedio pot continuare. La seconda volta stata la marcia di Bourbaki verso est, che ha turbato non poco la quiete dei quartieri generali di Versailles. Quanto questa mossa sia stata presa seriamente dimostrato dai passi subito intrapresi per contrastarla. Le truppe di Werder il 14 Corpo darmata e le divisioni di riserva di Tresckow e Schmeling sono state subito rinforzate da due ulteriori Corpi darmata, uno dei quali, il 2, ha lasciato Parigi gi il 2 gennaio. Il tono delle comunicazioni semi-ufficiali ha iniziato a farsi cauto. L11 il Provinzial-Correspondenz richiama lattenzione sul fatto che nella Francia orientale battaglie importanti e decisive sono imminenti e che Bourbaki intende, dopo aver liberato Belfort, fare breccia nella linea di comunicazione prussiana a Nancy[265]. Corrispondenti non ufficiali, anche se ancora prudenti, parlano pi francamente. Ne citeremo solo uno, Wickede, della Cologne Gazette2. Subito dopo lo scontro di Villersexel, grazie al quale Werder ha reso sicure le sue linee di comunicazione con Tresckow e la ritirata delle truppe di questultimo davanti a Belfort, Wickede scrive:
ci si assicurati che i francesi non liberassero Belfort e, dopo gli ultimi scontri vittoriosi, possiamo sperare che essi non riusciranno ad avanzare da Chaumont a Nancy o verso qualche altro punto della nostra linea ferroviaria, mentre fino a poco tempo fa vi era qualche ragione per temere che invece ci potesse succedere[266].

E il 16 gennaio, da Nancy, egli scrive che, dopo larrivo di Manteuffel con tre divisioni oltre Chtillon, il timore che un Corpo darmata ostile possa prendere possesso di Nancy timore che ragionevolmente (mit Recht3) avremmo potuto nutrire qualche giorno addietro ora completamente scomparso[267]. (Immediatamente dopo questa lettera se ne trova una da Baden che inizia con le parole: non ci sono dubbi che la situazione davanti a Belfort appare molto seria[268]).
1 2

Francesco Federico II. Klnische Zeitung. 3 Con ragione.

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Ma Herr1 Wickede era destinato ad avere apprensioni ulteriori. Il giorno seguente, infatti, ha dovuto comunicare la notizia delloccupazione di Flavigny[269] (undici miglia da Nancy) da parte delle truppe francesi. Immediatamente sono state rinforzate le Guardie, sono state fatte uscire forti pattuglie, tutte le venti locomotive della stazione sono state portate a pressione, gli ufficiali, gli impiegati del governo e gli altri tedeschi hanno fatto i bagagli e si sono preparati a una immediata partenza. Si creduto che gli uomini a Flavigny fossero lavanguardia di Garibaldi; si sono rivelati invece circa venti franchi tiratori provenienti dai Vosgi, che presto sono spariti di nuovo. Ma, la guarnigione di Nancy non stata del tutto tranquilla fino al 19, quando le notizie della sconfitta finale di Bourbaki sulla Lisaine sata resa nota, e solo allora Wickede ha potuto assumere di nuovo il suo tono precedente. I francesi non farebbero meglio, dopo tutte queste sconfitte, a convincersi che una resistenza ulteriore senza speranza? Questa era lopinione di chi pi direttamente era interessato a unoperazione che, dopo il suo fallimento, il Times classifica come semplicemente assurda[270]. Si sarebbe potuto discutere se loperazione fosse stata intrapresa con forze sufficienti; o se, in caso di successo, i suoi effetti si sarebbero potuti sviluppare in tempo per salvare Parigi prima che la fame la obbligasse alla resa; o se questa fosse o meno la migliore direzione per muovere contro le linee di comunicazione tedesche. Ma bollare una tale mossa, la pi strategicamente efficace, come semplicemente assurda solo i Moltke del Times potevano farlo. Nel frattempo il conte Moltke ha operato con la sua usuale maestria. Egli era troppo in ritardo per poter portare rinforzi a Werder prima dellarrivo di Bourbaki. Ha fatto quindi unaltra ottima scelta, concentrando i suoi rinforzi a Chtillon, dove Manteuffel aveva a disposizione tre divisioni (la 3a, la 4a e la 13a) il 15 se non prima, e dove questultime sono state raggiunte dal 60 reggimento (del 3 Corpo darmata), lasciato nei dintorni dal principe Carlo Federico. Possiamo supporre che, durante questo lasso di tempo, si sia aggiunta anche la 14a divisione. In ogni caso, nella sua avanzata verso sud, Manteuffel aveva almeno quarantuno, se non cinquantatre, battaglioni al suo seguito. Con queste truppe egli ha marciato sul fiume Doubs, lasciandosi a sud la citt di Digione, dove si era limitato a tene1

Il signor.

Note sulla guerra

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re occupato Garibaldi con lattacco del 23, evidentemente senza alcuna intenzione di ritardare la sua avanzata combattendo seriamente o conquistando la citt. Al contrario, egli ha perseguito fermamente lobiettivo principale: impedire la ritirata di Bourbaki. Secondo i pi recenti telegrammi Questo obiettivo stava per essere raggiunto[271]. Le sue truppe si sono attestate lungo il Doubs, a Quingey e Mouchard, dove, in questultima localit, la ferrovia da Digione a Pontalier per la Svizzera incrocia quella da Besanon a Lione. Rimane ancora una buona strada lungo la quale Bourbaki potrebbe fuggire, ma questa strada passa nei pressi di Champagnole, a non pi di venticinque miglia da Mouchard, e potrebbe essere stata occupata nel frattempo. In questo caso rimarrebbe a Bourbaki solo la mulattiera che passa per le sorgenti del Doubs, dove difficilmente potr far transitare la sua artiglieria; e anche questa via potrebbe essere tagliata prima che egli riesca a essere in un luogo sicuro. Se non riuscisse ad aprirsi un varco attraverso le truppe nemiche in un territorio particolarmente favorevole alla difesa, egli non avrebbe altra scelta che ritirarsi al riparo dei forti di Besanon o arrendersi in campo aperto: la scelta tra Metz e Sedan, a meno che non si arrenda agli svizzeri. inconcepibile che egli abbia indugiato cos a lungo vicino a Belfort, visto che gli ultimi telegrammi prussiani lo danno ancora a nord est di Besanon. Se non era stato in grado di sconfiggere Werder prima dellarrivo di Manteuffel, come poteva aspettarsi di farlo successivamente? Il dovere di Bourbaki era evidentemente di ritirarsi subito in una posizione di sicurezza dopo la sconfitta finale alle porte di Belfort. Perch non abbia agito cos totalmente inesplicabile. Ma se dovesse accadergli il peggio, dopo il suo misterioso viaggio da Metz a Chiselhurst[272], dopo il suo rifiuto di onorare la Repubblica a Lille, si pu star certi che nasceranno dubbi sulla lealt dellex comandante della Guardia Imperiale.
Scritto il 28 gennaio 1871.

Note sulla guerra XL


[The Pall Mall Gazette, n. 1864, 2 febbraio 1871]

Se dobbiamo credere allultimo telegramma da Berna[273], e non v motivo per non farlo, le nostre previsioni riguardo al destino dellesercito

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di Bourbaki1 si sono realizzate. stato comunicato che il Consiglio Federale Svizzero ha ricevuto notizie ufficiali secondo cui questarmata, circa 80.000 effettivi, entrata nel territorio svizzero, dove, ovviamente, dovr consegnare le armi. Il luogo esatto dove ci accaduto non riportato, ma dovrebbe essere da qualche parte a sud di Blmont e non pi a sud di Pontarlier. Vari distaccamenti avrebbero passato la frontiera in punti differenti, mentre il grosso delle truppe dovrebbe probabilmente averla passata a Les Brenets, dove la strada da Besanon a Neuchtel entra in territorio svizzero. Cos unaltra armata francese si dissolta, a causa, per usare un eufemismo, dellindecisione del suo capo. Bourbaki pu anche essere un ufficiale brillante a capo di una divisione, ma lo spirito necessario per prendere una decisione coraggiosa in un momento cruciale e molto diverso da quello che permette a un uomo di comandare una divisione con significativo successo sotto il fuoco nemico. Come molti uomini di indubbio e brillante coraggio personale, Bourbaki sembra mancare del coraggio morale necessario per giungere a una risoluzione decisiva. La sera del 17 al pi tardi, quando la sua incapacit di sfondare le linee di Werder gli diventata totalmente evidente, la sua mente avrebbe dovuto indicargli subito quale dovesse essere la linea di condotta da seguire. Egli avrebbe dovuto sapere che i rinforzi prussiani si stavano avvicinando alla sua linea di ritirata da nordovest. Avrebbe dovuto sapere che la sua posizione, con davanti un nemico vittorioso, e una lunga linea di ritirata alle spalle, vicina ad una frontiera neutrale, era estremamente pericolosa e che lobiettivo della sua spedizione era irrimediabilmente fallito; che il suo pi immediato, anzi, il suo unico dovere, in quelle circostanze, era di salvare la sua armata. In altre parole, egli avrebbe dovuto ritirarsi nel modo pi veloce possibile consentitogli dallo stato della sua armata. Ma la decisione di ritirarsi, di dover ammettere nei fatti di aver fallito nella sua spedizione, a quanto sembra, si rivelata al di sopra delle sue forze. Egli ha indugiato sul teatro delle sue ultime battaglie, incapace di avanzare, riluttante a ritirarsi, e quindi ha dato a Manteuffel il tempo di tagliargli la ritirata. Se si fosse allontanato subito percorrendo anche solo quindici miglia al giorno, avrebbe potuto raggiungere Besanon il 20, e i dintorni di Dole il 21, proprio quando i primi prussiani hanno fatto la loro comparsa in quei luoghi. Questi prussiani non potevano essere molto forti. Persino lavanguardia di Bourbaki avrebbe potuto essere suffi1

Cfr. qui sopra, p. x.

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ciente se non per sbaragliarli completamente, almeno per confinarli sulla riva destra o ad ovest del Doubs. Questo sarebbe stato sufficiente ad assicurare la linea di ritirata di Bourbaki, specialmente con un avversario della forza di Manteuffel. Questultimo, infatti, agisce abbastanza correttamente fino a che nellesecuzione degli ordini di Moltke, non incontra difficolt, ma sprofonda sotto il livello della mediocrit non appena queste difficolt chiamano in gioco le sue forze intellettuali. Uno dei punti pi curiosi del documento concordato tra Bismarck e Jules Favre[274] che i quattro dipartimenti dove stanno operando Bourbaki e Garibaldi non sono inclusi nellarmistizio generale ma che i prussiani si riservano virtualmente la possibilit di continuare a combattere in questi luoghi a loro discrezione[275]. una clausola senza precedenti, che mostra pi di ogni altra come il conquistatore, nel vero stile prussiano, abbia estorto ogni concessione che la sua temporanea superiorit gli ha permesso di imporre. Larmistizio deve essere esteso allovest, dove Carlo Federico ha compreso che meglio non avanzare oltre Le Mans, al nord, dove Goben fermato dalle roccaforti, ma non a sud-est, dove lavanzata di Manteuffel promette unaltra Sedan. Jules Favre, nel consentire a questa clausola, ha di fatto consentito alla resa di Bourbaki o ai prussiani o agli svizzeri, concedendosi solo il vantaggio di scaricare la responsabilit dellatto dalle sue spalle su quelle di Bourbaki. Nellinsieme, la capitolazione di Parigi un documento che non ha precedenti. Quando Napoleone si arrese a Sedan, si rifiut di intavolare negoziati che non riguardassero la sua resa personale e quella dellesercito. In quanto prigioniero, non poteva impegnarsi per il governo e per la Francia. Firmando la resa di Parigi e del suo esercito, M. Jules Favre ha accettato delle clausole che vincolano il resto della Francia, sebbene egli si trovi esattamente nella stessa posizione di Napoleone a Sedan, anzi, in una situazione peggiore. Napoleone, quasi fino al giorno della sua capitolazione, poteva comunicare liberamente con il resto della Francia. M. Jules Favre, per cinque o sei settimane, ha avuto rare e frammentarie opportunit per cosa succedeva fuori Parigi. Le sue informazioni riguardo alla situazione militare fuori dalle mura potevano essergli fornite solo da Bismarck. Cos, basandosi su queste affermazioni unilaterali, fornite dal nemico, si avventurato ad agire. Jules Favre doveva scegliere tra due mali. Poteva fare come ha fatto, assicurando tre settimane di armistizio alle condizioni del nemico, e vin-

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colando cos ad esso il vero governo della Francia, quello di Bordeaux, Oppure poteva rifiutarsi di agire in nome del resto della Francia e offrire di trattare solo per Parigi, e se gli assedianti difficolt, fare come fece il comandante di Phalsbourg: spalancare le porte e invitare i conquistatori a entrare. Per la sua dignit e il suo futuro politico questultima sarebbe stata la scelta migliore. Per quanto riguarda il Governo di Bordeaux, esso dovr aderire allarmistizio e allelezione di una Assemblea nazionale. Non ha alcun mezzo per obbligare i generali a rifiutare larmistizio, ed esiter a creare divisioni tra il popolo. La resa di Bourbaki agli svizzeri un ulteriore colpo devastante che si aggiunge ai molti che la Francia ha ricevuto di recente; e come avevamo dichiarato anticipando levento1, noi crediamo che questo colpo, seguito immediatamente alla resa di Parigi, deprimer a tal punto gli spiriti della nazione che verr conclusa la pace. Riguardo alle risorse materiali della Francia, esse sono cos lontane dallessere esaurite che la resistenza potrebbe continuare per mesi. Un fatto sorprendente testimonia quali immense difficolt si incontrano nel tentativo di una conquista completa della Francia. Il principe Carlo Federico, dopo sette giorni di battaglia, ha respinto larmata di Chanzy, oramai in uno stato di completa disgregazione. Con leccezione di poche brigate, non rimanevano pi truppe che gli si opposero. Il paese, sul suo fronte, era ricco e relativamente ancora in forze. Eppure egli ferma la sua marcia a Le Mans, proseguendo oltre solo con la sua avanguardia, e non oltre brevi distanze. I nostri lettori si ricorderanno che noici attendavamo proprio questo risultato2; infatti si pu dire, con un certo grado di verit, che, nel conquistare un grande paese, mentre larea da occupare cresce aritmeticamente, le difficolt delloccupazione crescono geometricamente. tuttora nostra opinione che i ripetuti disastri della campagna di gennaio abbiano scosso a tal punto il morale della nazione che la proposta Assemblea Nazionale non solo si riunir, ma probabilmente firmer anche la pace. Di conseguenza, insieme con la guerra, anche queste note giungeranno al termine.
Scritto il 2 febbraio 1871.
1 2

Cfr. qui sopra, p. x. Cfr. qui sopra, p. x.

Note sulla guerra

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Laspetto militare degli affari francesi


[The Pall Mall Gazette, n. 1869, 8 febbraio 1871]

Se la serie dei disastri delle armate francesi che hanno segnato la campagna di gennaio le sconfitte di Faidherbe e Chanzy, la caduta di Parigi, la sconfitta e la resa agli svizzeri di Bourbaki , se tutti questi scioccanti eventi, concentrati nel breve periodo di tre settimane, possono essere a ben ragione considerati la causa del crollo dello spirito di resistenza in Francia, non sembra ora improbabile che i tedeschi, con le loro esorbitanti richieste[276], potrebbero risvegliarlo di nuovo. Se la nazione sta per essere rovinata completamente dalla pace come dalla guerra, perch allora fare la pace? I possidenti, il ceto medio delle citt e i grandi proprietari terrieri, con parte dei piccoli contadini, finora hanno formato il partito della pace; si sarebbe potuto fare assegnamento su di loro per eleggere allAssemblea Nazionale dei deputati favorevoli alla pace. Ma se si insiste in richieste inaudite, la voglia di una guerra al coltello potrebbe nascere anche dai loro ranghi come da quelli dei lavoratori delle grandi citt. Ad ogni modo, bene non escludere la possibilit che la guerra possa riprendere dopo il 19 febbraio[277]. Anche perch gli stessi tedeschi, se ci fidiamo del Daily News di oggi, sono cos insoddisfatti di come si stanno mettendo le cose da non rinunciare a seri preparativi per la ripresa delle ostilit. Ci sia consentito, allora, di gettare un altro sguardo sullaspetto militare della questione. I ventisette dipartimenti della Francia ora occupati dai prussiani rappresentano unarea di 15.800.000 ettari, con una popolazione (tenendo conto anche delle fortezze non ancora arresesi) di poco meno di 12.500.000 individui. La superficie dellintera Francia 54.240.000 ettari, e la sua popolazione di 37.382.000 persone. In cifra tonda, dunque, trentotto milioni e mezzo di ettari con 25.000.000 di persone rimangono ancora da conquistare vale a dire pi di due terzi della popolazione, e molto pi di due terzi del territorio. Certamente, Parigi e Metz, la cui resistenza ha ritardato a lungo unulteriore avanzata nemica, sono cadute. Linterno dei territori non conquistati non annovera altri campi trincerati, eccetto Lione, in grado di giocare lo stesso ruolo svolto da quelle due fortezze. Si consideri inoltre che poco meno di 700.000 francesi (non

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contando la Guardia nazionale di Parigi) sono prigionieri di guerra o internati in Svizzera. Ma ci sono altre circostanze che potrebbero rimediare a queste mancanze, anche se le tre settimane di armistizio non dovessero essere usate per la creazione di nuovi campi, circondati da fortificazioni. Per questi ultimi c ancora molto tempo. Il grosso della Francia ancora non conquistata si trova a sud della linea Nantes-Besanon. Esso forma un blocco compatto coperto su tre lati dal mare o da frontiere neutrali, cosicch solo la sua linea di confine a nord esposta allattacco nemico. Qui si trova la vera forza della resistenza nazionale, qui bisogna cercare gli uomini e i mezzi per portare avanti la guerra qualora ricominci. Per conquistare e occupare questo immenso triangolo di 450 miglia per 250, contro una disperata resistenza, regolare e irregolare, dei suoi abitanti, le odierne forze prussiane non sarebbero sufficienti. La resa di Parigi, tolti i quattro Corpi di armata che rimarranno di guarnigione nella capitale, liberer nove divisioni. La resa di Bourbaki libera le sei divisioni di fanteria di Manteuffel. In tutto quindici divisioni, da 150.000 a 170.000 soldati in pi per le operazioni sul campo, da aggiungere alle quattro divisioni di Goeben e alle otto di Carlo Federico. Goeben per molto occupato nel nord, e Carlo Federico ha mostrato con la sua battuta darresto a Tours e a Le Mans che la sua potenza offensiva si sta esaurendo completamente; per la conquista del sud rimangono dunque solo le quindici divisioni di cui parlavamo in precedenza, e per alcuni mesi a venire non potranno arrivare altri rinforzi. A queste quindici divisioni i francesi dovranno opporre allinizio per lo pi nuove formazioni. Vicino a Nevers e Bourges dovrebbero trovarsi il 15 e il 25 Corpo darmata. Nelle stesse zone ci dovrebbe essere il 19, di cui non abbiamo pi avuto notizie dallinizio di dicembre. Poi c il 24, scampato alla disfatta di Bourbaki, e anche le truppe di Garibaldi, rinforzate di recente a 50.000 uomini, anche se non sappiano da quali corpi e da quali distretti provengano. In tutto, quindi, circa tredici o quattordici divisioni, forse anche sedici, ma assolutamente insufficienti, sia come numero che come qualit, ad arrestare lavanzata delle nuove armate che verranno sicuramente inviate contro di loro, se larmistizio dovesse scadere senza che sia stata firmata la pace. Tuttavia, le tre settimane di armistizio daranno a queste divisioni francesi non solo il tempo di consolidar-

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si ma permetteranno alle reclute pi o meno in esperte che si trovano ora nei campi di addestramento, stimate da Gambetta in 250.000 unit, di trasformarsi, i migliori battaglioni almeno, in utili Corpi darmata da opporre al nemico. Perci, se la guerra dovesse ricominciare, i francesi potrebbero essere in condizione di respingere ogni serio tentativo di invasione del sud, forse non al confine della Loira o molto pi a nord di Lione, ma perlomeno in punti dove la presenza del nemico non indebolira in maniera significativa la loro capacit di resistenza. Larmistizio garantisce ovviamente molto tempo per rimettere in sesto lequipaggiamento, la disciplina, e il morale delle armate di Faidherbe e Chanzy, cos come delle altre truppe a Cherbourg, Havre, ecc. Linterrogativo se questo periodo sar veramente impiegato in questo modo. Quindi, mentre la forza dei francesi aumenter in maniera considerevole, sia in numero che in qualit, quella dei tedeschi a malapena ricever un qualsiasi rinforzo. Da questo punto di vista, allora, larmistizio rappresenter un grande vantaggio per i francesi. In aggiunta al blocco compatto della Francia del sud, rimangono libere le due penisole della Bretagna con Brest, e del Cotentin con Cherbourg, e, inoltre, i due dipartimenti settentrionali con le loro fortezze. Anche le Havre rappresenta un luogo ben fortificato, e ancora libero, sulla costa. Ognuno di questi quattro distretti ha almeno una localit ben fortificata sulla costa pronta per accogliere unarmata in ritirata. In questo modo la flotta, che in questo momento non ha nulla, assolutamente nulla, da fare, pu mantenere le comunicazioni tra il sud e tutti questi dipartimenti e pu trasportare truppe da un luogo allaltro, nel caso fosse necessario, permettendo, repentinamente, che un esercito in gravi difficolt riesca a riprendere loffensiva con forze superiori. Questi quattro distretti del nord e dellovest, quindi, essendo in una certa misura inattaccabili, rappresentano altrettanti punti deboli nei fianchi dei prussiani. La linea di reale pericolo per i francesi si estende da Angers a Besanon; per i tedeschi essa si estende, oltre a questa, da Angers attraverso Le Mans, Rouen, e Amiens, fino alla frontiera Belga. I vantaggi ottenuti sui francesi lungo questa linea non potranno mai diventare decisivi, se questi ultimi usano del buon senso; ma quelli ottenuti sui tedeschi potrebbero, a certe condizioni, risultare tali.

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Questa la situazione strategica. Usando la flotta a loro vantaggio, i francesi potrebbero spostare i loro uomini ad ovest e a nord, in modo tale da obbligare i tedeschi a mantenere forze in soprannumero in queste zone, e di conseguenza indebolire le forze inviate per la conquista del sud, cio proprio quello che dovrebbero evitare di fare. Concentrando le loro armate pi di quanto abbiano fatto finora, facendo fare sortite a un numero maggiore di piccole bande partigiane, i francesi potrebbero accrescere lefficacia delle forze disponibili. Sembra che a Cherbourg e Havre siano concentrate pi truppe di quelle necessarie per la difesa. La ben realizzata distruzione del ponte di Fortenoy, vicino a Toul, nel centro della regione occupata dai conquistatori, mostra cosa possono fare dei partigiani audaci. Se la guerra dovesse effettivamente ricominciare dopo il 19 febbraio, essa dovr davvero essere una guerra al coltello, una guerra come quella della Spagna contro Napoleone; una guerra in cui n fucilazioni n incendi saranno sufficienti a spezzare lo spirito di resistenza.
Scritto il 7 o 8 febbraio 1871.

Il disastro di Bourbaki
[The Pall Mall Gazette, n. 1878, 18 febbraio 1871]

Il corrispondente dello Standard ci fornisce finalmente una testimonianza oculare di ci che accaduto nellesercito di Bourbaki durante la sua disastrosa campagna di gennaio. Il corrispondente era con la divisione del generale Crmer, che formava lestrema sinistra durante lavanzata, e la retroguardia durante la ritirata. Il suo resoconto, sebbene parziale e pieno di imprecisioni per quanto riguarda quello che non accadeva sotto i suoi occhi, molto prezioso in quanto ci fornisce fatti e date finora sconosciuti, e quindi aiuta a chiarire meglio questa fase della guerra. A quanto sembra, larmata di Bourbaki, 133.000 uomini con 330 cannoni, si meritava a malapena il nome di armata. Gli uomini di linea, comandati da discreti ufficiali, erano inferiori fisicamente a quelli della mobile, mentre questi ultimi avevano a malapena qualche

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ufficiale che possedesse almeno i rudimenti nel suo dovere. I resoconti ricevuti dalla Svizzera lo confermano[278]; se essi danno una descrizione peggiore della condizione fisica degli uomini, non dobbiamo dimenticare leffetto di un mese di campagna oppressi dal freddo e dalla fame. Secondo tutti i resoconti, lequipaggiamento, vestiario e scarpe, sembra essere stato, miserabile. Sembra che fosse praticamente assente un commissariato o anche solo una qualche forma di organizzazione in grado di realizzare, con un certo ordine e regolarit, delle requisizioni e di distribuire il cibo cos procurato. Ora, dei quattro Corpi darmata e mezzo impiegati, tre (il 15, il 18 e il 20) erano stati affidati a Bourbaki fin dal 5 di dicembre; il piano di marciare verso est deve essere stato deciso pochissimo tempo dopo. Tutti i suoi movimenti, fino al 5 di gennaio, non sono stati altro che marce per concentramento, senza disturbi da parte del nemico. Esse perci non avrebbero dovuto ostacolare il miglioramento dellorganizzazione di questa armata, piuttosto il contrario. Napoleone, nel 1813, trasforma le sue nuove reclute fresche in soldati durante la marcia verso la Germania. Bourbaki aveva un mese completo per lavorarci sopra; e se, dopo questo lasso di tempo a lui concesso, le sue truppe sono arrivate in presenza del nemico nello stato descritto, egli non pu essere considerato esente da biasimo. Come organizzatore egli non appare davvero nella luce migliore. Si dice che il piano originale prevedesse di marciare su Belfort in quattro colonne: una lungo la riva del Doubs attraverso il giura, per prendere o aggirare Montbliard e la sinistra prussiana, una seconda colonna lungo la valle del fiume, per lattacco frontale, una terza colonna per una via pi a ovest, attraverso Rougemont e Villersexel, contro la destra del nemico. La divisione di Crmer doveva arrivare da Digione per la Lure oltre la destra prussiana. Ma questo piano fu modificato. Tutte e tre le colonne sono avanzate sullunica strada lungo la valle, perdendo, si sostiene, cinque giorni, durante i quali a Werder sono giunti rinforzi. Lintera armata, poi, stata respinta ununica linea di ritirata, perdendo altro tempo, ed stata tagliata fuori da Lione e spinta verso la frontiera svizzera. Ora, era assolutamente ovvio che disporre circa 120.000 uomini, oltretutto cos male organizzati come questi, in ununica colonna su di una singola linea

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di marcia, avrebbe causato confusione e ritardo. Tuttavia, non sicuro che questo errore abbia effettivamente avuto la dimensione appena accennata. Secondo tutti i precedenti resoconti, le truppe di Bourbaki sono arrivati davanti a Belfort in un ampio fronte, esteso da Villersexel alla linea di frontiera svizzera[279], il che implica luso delle varie strade menzionate nel piano originale. Ma quale che possa essere stata la causa, il ritardo c stato davvero, ed stato la causa principale della sconfitta nella battaglia di Hricourt. Lo scontro di Villersexel ha avuto luogo il 9. Villersexel si trova circa a venti miglia dalle posizioni prussiane di Hricourt, e Bourbaki ci a messo cinque giorni, fino alla sera del 14, per portare le sue truppe davanti a questa posizione cos da poter attaccare il mattino successivo! Questo, labbiamo precisato in un articolo precedente, stato il primo grande errore della campagna1, e apprendiamo ora, dal resoconto del corrispondente, che anche gli ufficiali di Crmer se ne erano resi conto ancor prima che la battaglia di Hricourt incominciasse. In quei tre giorni di scontri 130.000 francesi hanno combattuto contro 35.000 40.000 tedeschi, e non sono riusciti a forzare le loro posizioni fortificate. Con una tale superiorit numerica, sarebbero stati possibili i pi arditi movimenti sui fianchi. Quaranta o cinquantamila uomini che avessero attaccato risolutamente i tedeschi alle spalle, mentre gli altri li impegnavano di fronte, non avrebbero certo mancato di scalzarli dalla loro posizione. Invece, stata attaccata, solo la parte frontale della posizione, quella trincerata e con immensi e inutili perdite. Gli attacchi sui fianchi sono stati portati con tale debolezza che una singola brigata tedesca (quella di Keller), non solo stata sufficiente per respingerli sul lato destro tedesco, ma riuscita anche a contenere Frahier e Chenebrier in modo da aggirare i francesi. Le giovani truppe di Bourbaki si sono trovatr quindi di fronte al compito pi duro che ci possa essere per un soldato in battaglia, quando la loro superiorit numerica avrebbe dovuto rendere pi facile conquistare la posizione manovrando. Ma probabilmente lesperienza degli ultimi cinque giorni aveva persuaso Bourbaki che era inutile aspettarsi mobilit dal suo esercito.
1

Cfr. qui sopra, p. x.

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Alla sconfitta finale del 17 gennaio, seguita la ritirata su Besanon. probabile che questa ritirata abbia avuto luogo per lo pi lungo lunica strada nella valle del Doubs, bench ci sia giunta notizia anche di grossi raggruppamenti che si sono ritirati altre strade pi vicine alla frontiera svizzera. Ad ogni modo, il pomeriggio del 22 la retroguardia, comandata da Crmer, arrivata a Besanon. Quindi lavanguardia doveva esservi giunta non pi tardi del 20, ed essere stata pronta a marciare il 21 contro i prussiani, che quel giorno stavano raggiungendo Dole. Invece no. I prussiani vengono ignorati fin dopo larrivo di Crmer, che, dimprovviso, cambiando la sua posizione dalla retroguardia allavanguardia viene inviato a incontrarli il 23 verso Saint Vit. Il giorno seguente viene ordinato a Crmer di tornare a Besanon. Due giorni vengono sprecati nellindecisione e nellinattivit, finch, il 26, Bourbaki, dopo aver passato in rassegna il 18 Corpo darmata, tenta il suicidio. Inizia quindi una ritirata disordinata in direzione di Pontarlier. Ma quel giorno i tedeschi a Mouchard e Salins erano pi vicini alla frontiera svizzera di quanto non lo fossero i fuggiaschi cosicch la ritirata in questi ultimi venne di fatto tagliata. La corsa era gi finita i tedeschi poterono occupare facilmente gli sbocchi di tutte le valli longitudinali attraverso i quali la fuga era ancora possibile, mentre le altre truppe incalzavano la retroguardia francese. Sono seguiti quindi gli scontri intorno a Pontarlier, che hanno fatto aprire gli occhi allarmata sconfitta sulla gravit della sua situazione. Il risultato stato la Convenzione di Les Verrires e la resa dellintero esercito alla Svizzera[280]. Tutto il comportamento di Bourbaki, dal 15 al 26, sembra dimostrare che egli avesse perso tutta la fiducia nei suoi uomini e di conseguenza avesse perso anche tutta la fiducia in se stesso. Perch egli abbia fermato la marcia delle sue colonne a Besanon fino allarrivo di Crmer, gettando cos al vento ogni possibilit di fuga; perch abbia richiamato la divisione di Crmer, la migliore dellarmata, subito dopo averla inviata a Besanon incontro di prussiani, che bloccavano la strada diretta per Lione; perch dopo di ci abbia indugiato ancora altri due giorni, portando il tempo perso a Besanon a sei giorni completi tutto ci impossibile da spiegare, a meno di supporre che Bourbaki mancasse del tutto di quella risolutezza che la prima qualit del responsabile di un comando indi-

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pendente. Si ripete la storia della campagna di agosto[281]. curioso, inoltre, che questa singolare esitazione si sia manifestata ancora una volta in un generale ereditato dallImpero, mentre nessuno dei generali della Repubblica, quali che siano stati i loro errori, ha mai mostrato una tale indecisione, o ha subto per questo un tale castigo.
Scritto allincirca il 18 febbraio 1871.

[3] Karl Marx Al Comitato del Partito operaio socialdemocratico [282]


Londra, 2 agosto 1870

Amici! Anzitutto il mio grazie per lampio rapporto sul Partito dei lavoratori in Germania! Lho immediatamente comunicato al Consiglio generale. Il lavoro richiestomi sui rapporti di propriet della terra in Germania per ora non pu essere fatto per assoluta mancanza di tempo[283]. Come avrete visto dallIndirizzo del Consiglio generale che vi ho spedito la settimana passata, ho incorporato in questo testo alcune parti1 dellappello emanato alla riunione di Braunschweig (del 16 luglio 1870)[284] In base allarticolo 3 degli Statuti[285], il Consiglio generale non pu rinviare la data del Congresso. Tuttavia, nelle attuali circostanze straordinarie, potrebbe assumersi la responsabilit di un passo simile se trovasse lindispensabile sostegno delle sezioni. Sarebbe perci auspicabile che ci pervenisse ufficialmente dalla Germania una richiesta motivata in questo senso.

Cfr. qui sopra, p. X testo [1] CW, p. 6.

[4] Karl Marx e Friedrich Engels Lettera al Comitato del Partito operaio socialdemocratico[286]

La camarilla militare, i professori, la borghesia e la politica da osteria danno ad intendere che questo1 sarebbe il mezzo per proteggere per sempre la Germania dalla guerra con la Francia. invece il mezzo pi efficace per trasformare questa guerra in unistituzione europea. in effetti il mezzo pi sicuro per perpetuare nella Germania ringiovanita il dispotismo militare come una necessit per laffermazione di una Polonia occidentale lAlsazia e la Lorena[287]. il mezzo pi infallibile per trasformare limminente pace in un semplice armistizio, finch la Francia si sia ripresa al punto di rivendicare il territorio perduto. il mezzo pi infallibile per far rovinare Germania e Francia in un dilaniamento reciproco. I farabutti e i pazzi 2, che hanno scoperto queste garanzie per la pace perpetua, dovrebbero certo sapere in base alla storia della Prussia, in base alla cura da cavallo di Napoleone in occasione della pace di Tilsit[288], come tali misure coercitive per mettere a tacere un popolo vitale producano proprio il contrario del fine prefissatosi. E che cos la Francia, anche dopo la perdita dellAlsazia e della Lorena, in confronto alla Prussia dopo la pace di Tilsit! Se lo sciovinismo francese, finch perduravano le vecchie relazioni tra Stati, aveva una certa giustificazione materiale nel fatto che dal 1815 Parigi, la capitale, e con essa la Francia, dopo poche battaglie perse erano state abbandonate quale nuovo alimento potr ora esso trarre qualora il confine orientale venga situato sui Vosgi e quello settentrionale a Metz?
Lannessione dellAlsazia-Lorena da parte dei tedeschi. I farabutti e i pazzi fu scritto a mano di Engels al posto dei puntini sul volantino originale.
2 1

Lettera al Comitato del Partito operaio socialdemocratico

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Che i lorenesi e gli alsaziani desiderino le benedizioni del governo tedesco non osa affermarlo nemmeno il teutonico pi fanatico1. il principio del pangermanesimo e dei confini sicuri[289] che viene proclamato e che dalla parte orientale porter a dei bei risultati per la Germania e lEuropa! Chiunque non sia completamente stordito dalle grida del momento o non abbia interesse a stordire il popolo tedesco, costretto ad ammettere che la guerra del 1870 porta in grembo una guerra tra Germania e Russia con la stessa necessit con cui la guerra del 1866 port a quella del 1870. Dico necessariamente, inevitabilmente, salvo nel caso improbabile che si abbia prima lo scoppio di una rivoluzione in Russia. Se questo improbabile evento non si realizzasse, la guerra tra Germania e Russia dovrebbe essere considerata fin dora un fait accompli (un fatto compiuto). Dipende interamente da come si comporta ora il vincitore tedesco che questa guerra sia stata utile o dannosa. Se prendono lAlsazia e la Lorena, la Francia si metter con la Russia a far guerra alla Germania. superfluo illustrarne le disastrose conseguenze. Se concludono una pace onorevole con la Francia, quella guerra emanciper lEuropa dalla dittatura moscovita, la Prussia verr assorbita nella Germania, alla parte occidentale del continente sar permesso uno sviluppo pacifico, verr infine favorito lo scoppio della rivoluzione sociale russa, i cui elementi hanno bisogno soltanto di un simile impulso dallesterno per svilupparsi; quindi anche il popolo russo ne trarr beneficio. Ma temo che i farabutti e i pazzi continueranno indisturbati il loro stolto gioco se la classe operaia tedesca non alzer in massa la propria voce. Lattuale guerra apre una nuova epoca della storia mondiale per il fatto che la Germania ha dimostrato che, anche senza lAustria tedesca, in grado, indipendentemente da paesi stranieri, di percorrere la propria strada. Che trovi nellimmediato la sua unit nella caserma prussiana, un castigo che ha abbondantemente meritato. Ma anche cos un risultato stato subito raggiunto. Misere piccolezze, come, ad esempio, il conflitto tra i nazional-liberali tedeschi del nord ed i tedeschi del sud del Partito popolare[290], non continueranno ad intralciare inutilmente il cammino. Le relazioni si svilupperanno su vasta scala e si semplificheranno. Se quin1 pi fanatico stato scritto a mano da Engels sulla sua copia del volantino al posto dei puntini sul testo stampato.

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Karl Marx e Friedrich Engels

di la classe operaia tedesca non gioca il ruolo storico che le toccherebbe colpa sua. Questa guerra ha spostato il baricentro del movimento operaio continentale dalla Francia alla Germania. Spetta perci una maggiore responsabilit alla classe operaia tedesca
Scritto tra il 22 e il 30 agosto 1870.

[5] Karl Marx Secondo Indirizzo del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori sulla guerra franco-prussiana[291]
Ai membri dellAssociazione internazionale dei lavoratori in Europa e negli Stati Uniti Nel nostro primo Indirizzo, del 23 luglio, dicevamo:
a Parigi la campana a morto del Secondo Impero gi suonata. Finir com cominciato, con una parodia. Non dimentichiamo per che sono stati i governi e le classi dirigenti europee che hanno permesso a Luigi Bonaparte di recitare per diciotto anni la crudele farsa dellImpero restaurato1.

Gi prima che le operazioni belliche fossero cominciate, noi consideravamo la bolla di sapone bonapartista come una cosa del passato. Come non ci eravamo sbagliati riguardo alla vitalit del Secondo Impero, cos non abbiamo avuto torto quando temevamo che la guerra tedesca avrebbe perso il suo carattere strettamente difensivo e sarebbe degenerata in una guerra contro il popolo francese2. La guerra difensiva si conclusa, in effetti, con la resa di Luigi Bonaparte, la capitolazione di Sedan e la proclamazione della Repubblica a Parigi. Ma gi molto prima di questi avvenimenti, gi nellistante stesso in cui il disfacimento totale delle armi bonapartiste era divenuto evidente, la camarilla militare prussiana si era decisa per la conquista. Sul cammino di costoro stavano come un odioso ostacolo i proclami di re Guglielmo allinizio della guerra. Nel suo discorso dal trono alla Dieta della Germania del Nord aveva dichiarato solennemente di muovere guerra allimperatore dei francesi, e non al popolo francese[292]. L11 agosto aveva promulgato un Indirizzo alla nazione francese, in cui diceva3:
Cfr. qui sopra, p. x testo [1]. Cfr. qui sopra, p. x testo [1]. 3 Questa frase e la seguente citazione dallIndirizzo sono omesse nella traduzione tedesca di Marx pubblicata in edizione separata dopo il 1870. Il testo che segue fino a Hanno dato quindi subito limbeccata abbreviato.
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Karl Marx

Avendo limperatore Napoleone attaccato per terra e per mare la nazione tedesca, che desiderava e continua a desiderare di vivere in pace col popolo francese, ho assunto il comando dellesercito tedesco per respingere la sua aggressione, e sono stato condotto da eventi militari a varcare i confini della Francia[293].

Non pago di asserire il carattere puramente difensivo della guerra col dichiarare di aver assunto il comando supremo dellesercito tedesco soltanto per respingere laggressione, aggiungeva di avere varcato i confini della Francia soltanto condotto da eventi militari. Una guerra difensiva, naturalmente, non esclude operazioni offensive, dettate da eventi militari. Cos, questo pio re si era impegnato di fronte alla Francia e al mondo ad una guerra puramente difensiva. Come liberarlo da questa solenne promessa? I direttori di scena dovevano presentarlo come se cedesse controvoglia allirresistibile imperativo della nazione tedesca. Hanno dato quindi subito limbeccata alla borghesia liberale tedesca con i suoi professori, i suoi capitalisti, i suoi assessori comunali e i suoi uomini di penna. Quella borghesia, che, nella sua lotta per la libert civile, aveva dato mostra, dal 1846 al 1870, di uno spettacolo senza precedenti dinconcludenza, incapacit e vigliaccheria, si sentita, naturalmente, quanto mai entusiasta di calcare la scena europea come leone ruggente del patriottismo tedesco. Ha rivendicato la propria indipendenza civile fingendo di costringere il governo prussiano ad adottare proprio i piani segreti di questo governo. Chiedendo a gran voce lo smembramento della Repubblica francese, fa penitenza per la sua fede quasi religiosa e continuata nellinfallibilit di Luigi Bonaparte. Ascoltiamo per un istante le speciose dichiarazioni di questi intrepidi patrioti! Non osano dare ad intendere che il popolo dellAlsazia-Lorena stia ardentemente desiderando di gettarsi tra le braccia della Germania; proprio il contrario. Per punire il suo patriottismo francese, Strasburgo, una citt dominata da una cittadella indipendente, stata bombardata inutilmente e perfidamente per sei giorni con granate tedesche, che lhanno incendiata e hanno ucciso un gran numero dei suoi abitanti inermi! Certo, un tempo il territorio di queste province faceva parte dellantico Impero tedesco. Sembra questa la ragione per cui il territorio e gli esseri umani che vi son cresciuti sopra debbano essere confiscati come unimprescrittibile propriet tedesca. Se la carta dEuropa dovesse essere rifatta secon-

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do una disposizione di spirito antiquaria, non dovremmo in ogni caso dimenticare che a suo tempo lElettore di Brandeburgo, per i suoi domini prussiani, era il vassallo della Repubblica polacca[294]. Ad ogni modo, i patrioti pi scaltriti reclamano lAlsazia e la parte della Lorena di lingua tedesca come una garanzia materiale contro laggressione francese. Dal momento che questo ignobile pretesto ha confuso le menti deboli di molta gente, siamo obbligati a soffermarci pi compiutamente su questo punto. indubbio che la configurazione generale dellAlsazia, in confronto allopposta riva del Reno, e la presenza di una grande citt fortificata come Strasburgo, a circa met strada tra Basilea e Germersheim, favorisca molto uninvasione francese della Germania meridionale, mentre oppone particolari difficolt ad uninvasione della Francia dalla Germania meridionale. Non vi inoltre alcun dubbio che lacquisizione dellAlsazia e della Lorena di lingua tedesca darebbe alla Germania meridionale una frontiera molto pi forte, nella misura in cui essa sarebbe in questo caso padrona della dorsale dei Vosgi in tutta la loro estensione, e delle fortezze poste sui loro passi settentrionali. Se anche Metz venisse annessa, la Francia sarebbe certo privata momentaneamente delle sue due basi principali di operazione contro la Germania, ma ci non le impedirebbe di costruirne una nuova a Nancy o a Verdun. Con quale parvenza di fair play pu la Germania invidiare alla Francia Strasburgo e Metz, le uniche due fortezze di una certa importanza che la Francia ha su quel lato, quando la Germania possiede Coblenza, Magonza, Germersheim, Rastatt e Ulm, tutte basi di operazione contro la Francia, di cui si abbondantemente servita in questa guerra? Per di pi Strasburgo rappresenta una minaccia per la Germania meridionale solo finch questa resti una potenza separata dalla Germania settentrionale. Dal 1792-1795 la Germania meridionale non mai stata attaccata da quella direzione, perch la Prussia prendeva parte alla guerra contro la Rivoluzione francese; ma non appena la Prussia nel 1795 concluse una pace separata[295] e lasci che il Sud se la cavasse da s, cominciarono gli attacchi alla Germania meridionale, con base a Strasburgo, e durarono fino al 1809. Il fatto che una Germania unita pu sempre rendere innocui Strasburgo e qualsiasi esercito francese in Alsazia, concentrando tutte le proprie truppe, com stato fatto in questa guerra, fra Saarlouis e Landau, e avanzando o accettando battaglia sulla strada tra Magonza e Metz. Finch il grosso delle truppe tedesche

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schierato su questa linea, qualsiasi esercito francese che avanzi da Strasburgo verso la Germania meridionale verrebbe subito aggirato, e vedrebbe minacciati i propri collegamenti. Se lattuale campagna ha dimostrato qualcosa, la facilit dinvadere la Francia dalla Germania. Ma, in buona fede, non al tempo stesso unassurdit ed un anacronismo fare delle considerazioni militari il principio secondo cui devono essere fissate le frontiere delle nazioni? Se questa regola dovesse imporsi, lAustria avrebbe ancora diritto a Venezia e alla linea del Mincio, e la Francia alla linea del Reno, per proteggere Parigi che si trova sicuramente pi esposta ad un attacco da nord-est di quanto Berlino non sia esposta ad un attacco da sud-ovest. Se i confini dovessero essere fissati in base ad interessi militari, le pretese non avrebbero mai fine, perch ogni linea militare necessariamente difettosa e suscettibile di miglioramenti con lannessione di un ulteriore territorio esterno; e, oltre a ci, i confini non potrebbero mai essere stabiliti in modo definitivo ed equo, perch dovrebbero sempre venire imposti al vinto dal vincitore, e quindi porterebbero gi in s i germi di nuove guerre. Questa la lezione di tutta la storia. Per le nazioni come per gli individui. Per togliere loro il potere di offesa, occorre privarli dei mezzi di difesa. Non basta prenderli per la gola, occorre ucciderli. Se c mai stato un vincitore che abbia preso garanzie materiali per spezzare il vigore di una nazione, questi stato per primo Napoleone col trattato di Tilsit[288] e col modo in cui lo applic nei confronti della Prussia e del resto della Germania. Tuttavia, pochi anni dopo, la sua colossale potenza si infranta come un giunco marcio davanti al popolo tedesco. Quali sono le garanzie materiali che la Prussia, nei suoi sogni pi sfrenati, pu o tenta dimporre alla Francia in confronto a quelle che per primo Napoleone aveva strappato alla Prussia stessa? Il risultato non sar meno disastroso. La storia valuter quale sar la pena non in base allestensione di miglia quadrate conquistate alla Francia, ma in base allenormit del crimine di aver fatto rivivere di nuovo, nella seconda met del secolo XIX, la politica di conquista! Ma i portavoce del patriottismo teutonico dicono che non si devono confondere i tedeschi con i francesi. Ci che noi vogliamo non la gloria, ma la sicurezza. I tedeschi sono un popolo essenzialmente pacifico. Sotto la loro sobria tutela, la stessa conquista si muta da una condizione di guerra futura in un pegno di pace perpetua. Naturalmente, non sono stati i tede-

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schi ad invadere la Francia nel 1792 col sublime proposito di abbattere a colpi di baionetta la rivoluzione del XVIII secolo! Non sono stati i tedeschi ad insudiciarsi le mani di sangue tenendo sotto il giogo lItalia, opprimendo lUngheria e smembrando la Polonia. Il loro attuale sistema militare, che divide lintera popolazione maschile adulta in due parti un esercito permanente in servizio e un altro esercito permanente in licenza, entrambi tenuti ugualmente ad unobbedienza passiva ai governanti per diritto divino , un simile sistema militare , naturalmente, una garanzia materiale per il mantenimento della pace, e il fine ultimo di tendenze civilizzatrici! In Germania, come dappertutto, i sicofanti del potere costituito avvelenano lo spirito popolare con lincenso di una auto-glorificazione menzognera. Indignati come pretendono di essere alla vista delle fortezze francesi a Metz e Strasburgo, questi patrioti tedeschi non vedono alcun male nellimmenso sistema di fortificazioni moscovite a Varsavia, Modlin e Ivangorod. Mentre gongolano davanti ai terrori dellinvasione imperialista, ammiccano davanti allinfamia della tutela autocratica. Come nel 1865 erano state scambiate promesse tra Luigi Bonaparte e Bismarck, cos nel 1870 sono state scambiate promesse tra Bismarck e Gorchakov[296]. Come Luigi Bonaparte silludeva che la guerra del 1866, portando allesaurimento comune di Austria e Prussia, avrebbe fatto di lui il supremo arbitro della Germania, cos Alessandro silludeva che la guerra del 1870, portando allesaurimento comune di Germania e Francia, avrebbe fatto di lui il supremo arbitro dellEuropa occidentale. Come il Secondo Impero considerava la Confederazione della Germania del Nord incompatibile con la propria esistenza, cos la Russia autocratica deve sentirsi minacciata dallesistenza di un Impero tedesco sotto la direzione prussiana. Questa la legge del vecchio sistema politico, secondo cui il guadagno di uno Stato una perdita per laltro. Linfluenza preponderante dello zar sullEuropa ha le sue radici nel suo tradizionale ascendente sulla Germania. In un momento in cui nella stessa Russia forze sociali vulcaniche minacciano di scuotere le basi stesse dellautocrazia, pu lo zar permettersi di tollerare una tale perdita di prestigio estero? Gi i giornali di Mosca riprendono il linguaggio dei giornali bonapartisti dopo la guerra del 1866. Credono veramente i patrioti teutonici che saranno garantite alla Germania libert e pace 1 costringendo la Francia a gettarsi nelle
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Ledizione tedesca del 1870 porta indipendenza prima di libert e pace.

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braccia della Russia? Se la fortuna delle armi, larroganza del successo e gli intrighi dinastici condurranno la Germania allo smembramento della Francia, le rimarranno aperte soltanto due strade. O essa dovr diventare, in ogni situazione, il burattino dichiarato dellingrandimento russo1, oppure, dopo una breve tregua, dovr prepararsi ad unaltra guerra difensiva, e non a una delle guerre localizzate di recente invenzione, ma ad una guerra di razze una guerra contro le razze latine e slave coalizzate2. La classe operaia tedesca ha sostenuto risolutamente la guerra, che non aveva la possibilit di impedire, come una guerra per lindipendenza della Germania e la liberazione della Francia e dellEuropa dallincubo pestilenziale del Secondo Impero. Sono stati gli operai tedeschi che, insieme ai braccianti agricoli, hanno fornito i nervi e i muscoli di eroiche armate, lasciando dietro di s famiglie ridotte alla fame. Decimati dalle battaglie allestero, verranno decimati unaltra volta dalla miseria a casa loro3. A loro volta, ora essi si fanno avanti per chiedere garanzie: garanzie che i loro enormi sacrifici non siano stati compiuti invano, garanzie di aver conquistato la libert, e che la vittoria conseguita sulle armate bonapartiste non sar trasformata, come avvenne nel 1815, nella sconfitta del popolo tedesco[297]; e, come prima di queste garanzie, esigono una pace dignitosa per la Francia e il riconoscimento della Repubblica francese. Il Comitato centrale4 del Partito operaio socialdemocratico tedesco il 5 settembre ha pubblicato un Indirizzo in cui insiste energicamente su queste garanzie.
Noi vi si dice protestiamo contro lannessione dellAlsaziaLorena. E siamo coscienti di parlare a nome della classe operaia tedesca. Nel comune interesse della Francia e della Germania, nellinteresse della pace e della libert, nellinteresse della civilt occidentale contro la barbarie orientale, gli operai tedeschi non tollereranno senza reagire lannes1 Ledizione tedesca del 1870 porta qui una strada che in accordo con la tradizione degli Hohenzollern. 2 Ledizione tedesca del 1870 aggiunge qui la seguente frase: Questa la prospettiva di pace garantita dai dementi patrioti della borghesia tedesca. 3 Ledizione tedesca del 1870 porta: E i fanfaroni patriottici diranno, per confortarli, che il capitale non ha patria e che i salari sono regolati dalla non patriottica legge internazionale della domanda e dellofferta. quindi ormai tempo che la classe operaia tedesca faccia sentire la propria voce e non permetta pi ai gentiluomini della borghesia di parlare in suo nome. 4 Nelledizione tedesca del 1870 la parola centrale omessa.

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sione dellAlsazia-Lorena Resteremo fedelmente al fianco dei nostri compagni operai in tutti i paesi per la causa comune internazionale del proletariato![298].

Purtroppo, non possiamo aver fiducia in un loro successo immediato. Se gli operai francesi non sono riusciti ad arrestare laggressore in tempo di pace, hanno gli operai tedeschi maggiori possibilit di arrestare il vincitore in mezzo al fragore delle armi? LIndirizzo degli operai tedeschi chiede alla Repubblica francese lestradizione di Luigi Bonaparte come criminale comune. I loro governanti stanno, invece, gi facendo ogni sforzo per riportarlo nuovamente alle Tuileries considerandolo luomo migliore per rovinare la Francia. Comunque vada, la storia prover che la classe operaia tedesca non fatta di quella stessa materia malleabile di cui fatta la borghesia tedesca. Faranno ci che devono. Come loro, noi salutiamo lavvento della Repubblica in Francia, ma, al tempo stesso, nutriamo delle apprensioni che speriamo si rivelino infondate. Questa Repubblica non ha rovesciato il trono; ha semplicemente preso il suo posto rimasto vacante 1. stata proclamata non come conquista sociale, ma come una misura nazionale di difesa. nelle mani di un governo provvisorio composto in parte da noti orleanisti, in parte da repubblicani borghesi, su alcuni dei quali linsurrezione del giugno 1848[299] ha impresso il suo indelebile marchio dinfamia. La divisione del lavoro tra i membri di questo governo non promette nulla di buono. Gli orleanisti si sono impadroniti delle fortezze dellesercito e della polizia, mentre ai presunti repubblicani sono toccati i dipartimenti delle chiacchiere. Alcuni dei loro primi atti indicano molto chiaramente che dallImpero hanno ereditato non solo un cumulo di rovine, ma anche il suo terrore della classe operaia. Se si esigono ora dalla Repubblica, con una fraseologia avventata, cose che alla fine risultano impossibili, non lo si fa forse col fine di preparare lappello per un governo possibile? La Repubblica, agli occhi di alcuni suoi amministratori borghesi, non deve forse solo servire come mero sostituto temporaneo e ponte verso una restaurazione orleanista? Le circostanze nelle quali si trova ad agire la classe operaia francese sono dunque estremamente difficili. Ogni tentativo di rovesciare il nuo1 Ledizione tedesca del 1870 porta qui: il suo posto reso vacante dalle baionette tedesche.

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vo governo, nel corso della crisi attuale, con il nemico che quasi bussa alle porte di Parigi, sarebbe una follia disperata. I lavoratori francesi devono compiere il proprio dovere come cittadini1; ma, al tempo stesso, non devono lasciarsi illudere dai souvenirs 2 nazionali del 1792, cos come i contadini francesi si lasciarono ingannare dai souvenirs nazionali del Primo Impero[300]. Non devono ripetere il passato, ma costruire il futuro. bene che approfittino con calma e risolutezza delle opportunit offerte dalla libert repubblicana, per dedicarsi alla propria organizzazione di classe. Ci infonder loro una nuova potenza erculea per la rigenerazione della Francia e per il nostro compito comune, lemancipazione del lavoro. Dalle loro energie e dalla loro saggezza dipende il destino della Repubblica. Gli operai inglesi hanno gi preso le misure per vincere, con una salutare pressione dallesterno, la riluttanza del loro governo al riconoscimento della Repubblica francese[301]. Gli attuali indugi del governo inglese sono probabilmente intesi ad espiare la guerra antigiacobina, come pure lindecente fretta con cui ha dato il suo riconoscimento al coup dtat 3 [302]. I lavoratori inglesi richiedono anche al loro governo che si opponga con tutte le forze allo smembramento della Francia, che viene spudoratamente reclamato a gran voce da una parte della stampa inglese4. la stessa stampa che per ventanni ha divinizzato Luigi Bonaparte come provvidenza dEuropa e che ha acclamato freneticamente la ribellione dei proprietari di schiavi[303]. Oggi come allora essa si adopera a favore dei proprietari di schiavi. Le sezioni dellAssociazione internazionale dei lavoratori in ogni paese chiamino alla mobilitazione la classe dei lavoratori. Se essi trascurano il proprio dovere, se restano passivi, la tremenda guerra attuale sar soltanto lannuncio di conflitti internazionali ancora pi terribili, e porter in ogni nazione ad un rinnovato trionfo sul lavoratore dei signori della spada, della terra e del capitale. Vive la Rpublique!
Ledizione tedesca del 1870 aggiunge: ed essi lo faranno. Ricordi. 3 Colpo di Stato. 4 Ledizione tedesca del 1870 porta che parte della stampa inglese naturalmente appoggia con lo stesso fragore dei patrioti tedeschi.
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Il Consiglio generale: Robert Applegarth; Martin J. Boon; Fred. Bradnick; Caihil; John Hales; William Hales; George Harris; Fred. Lessner; Lopatin; B. Lucraft; George Milner; Thomas Mottershead; Charles Murray; George Odger; James Parnell; Pfnder; Rhl; Joseph Shepherd; Cowell Stepney; Stoll; Schmutz Segretari corrispondenti: Eugne Dupont, per la Francia Karl Marx, per la Germania e la Russia A.Serraillier, per il Belgio, lOlanda e la Spagna Hermann Jung, per la Svizzera Giovanni Bora, per lItalia Zvy Maurice, per lUngheria Anton Zabicki, per la Polonia James Cohen, per la Danimarca J.G. Eccarius, per gli Stati Uniti William Townshend, presidente John Weston, tesoriere J. George Eccarius, segretario generale Ufficio: 256, High Holborn, London, W.C., 9 settembre 1870
Scritto tra il 6 e il 9 settembre 1870.

[6] Karl Marx Sullarresto dei membri del Comitato centrale del Partito socialdemocratico dei lavoratori[304]

[The Pall Mall Gazzette, n. 1744, 15 settembre 1870]

Il Comitato Centrale della sezione tedesca dellAssociazione internazionale dei lavoratori sito in Braunschweig ha pubblicato il 5 del corrente mese un Indirizzo alla classe operaia tedesca, facendo ad essa appello per impedire lannessione dellAlsazia e della Lorena, e per arrivare ad una pace onorevole con la Repubblica francese[298]. Non solo questo Indirizzo stato requisito per ordine del comandante generale, Vogel von Falckenstein, ma tutti i membri del comitato, anche lo sfortunato stampatore del documento, sono stati arrestati e messi in ceppi come delinquenti comuni, e trasferiti a Ltzen, nella Prussia orientale.
Scritto verso il 14 settembre 1870.

[7] Friedrich Engels Al sesto Congresso delle sezioni belghe dellAssociazione internazionale dei lavoratori[305]

Londra, 23 dicembre 1870 Cittadini! Il Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori porge le sue congratulazioni al vostro sesto congresso. Proprio il fatto che questo congresso si sia riunito dimostra ancora una volta che il proletariato belga sta continuando senza tregua i suoi sforzi per emancipare la classe operaia, anche mentre una guerra feroce e fratricida sta riempiendo tutta lEuropa di orrore, soppiantando per il momento tutti gli altri argomenti nelle menti del pubblico. Abbiamo visto con particolare soddisfazione le sezioni belghe seguire, per quanto riguarda questa guerra, la linea dazione e proclamare le idee prescritte dagli interessi del proletariato di tutti i paesi: ripudiare qualsiasi idea di conquista e sostenere la Repubblica francese. Del resto, sotto questo aspetto, i nostri amici belgi sono in perfetta armonia con i lavoratori degli altri paesi. A partire dalloccupazione di Rouen da parte dei prussiani, i nostri ultimi contatti con la Francia sono stati temporaneamente troncati. Ma in Inghilterra, America e Germania il movimento tra i lavoratori contro la guerra di conquista e per il sostegno alla Repubblica francese si sviluppato molto rapidamente. In Germania, in particolare, questo movimento talmente cresciuto che il governo prussiano, nellinteresse della sua politica di conquista e di reazione, si visto obbligato ad affrontare duramente i lavoratori. Il Comitato centrale della socialdemocrazia tedesca, che si stava riunendo a Braunschweig, stato arrestato, e molti membri di questo partito hanno subito lo stesso destino; infine, due deputati del parlamento della Germania del Nord, i cittadini Bebel e Liebknecht,

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che rappresentavano in quella sede il punto di vista e gli interessi della classe operaia, sono stati messi dietro le sbarre. LInternazionale accusata di aver dato a tutti questi cittadini la parola dordine per una vasta cospirazione rivoluzionaria; siamo davanti, senzombra di dubbio, alla seconda edizione del famoso complotto ordito dallInternazionale a Parigi, un complotto che la polizia bonapartista pretendeva di aver scoperto e che pi tardi and in fumo in modo cos pietoso[3]. Nonostante queste persecuzioni, il movimento internazionale dei lavoratori progredisce e si rinforza continuamente. Lattuale congresso vi fornir lopportunit di venire a conoscenza del numero delle sezioni e delle altre societ affiliate, cos come dellinsieme dei membri di ciascuna di esse, in modo da avere unidea precisa dei progressi fatti dal nostro movimento in Belgio. Gradiremmo che comunicaste al Consiglio generale i risultati di queste statistiche sullo stato della nostra associazione in Belgio, statistiche che intendiamo portare a termine anche per altri paesi. Non c bisogno di dire che consideriamo questa comunicazione confidenziale e che i fatti che saranno portati a nostra conoscenza non saranno resi pubblici. Inoltre, il Consiglio generale nutre la speranza che nel corso dellanno 1871 le sezioni belghe sapranno anche ricordare le risoluzioni dei vari congressi internazionali riguardo alle rimesse destinate ad esso. Lattuale guerra rende impossibili le rimesse dalla maggior parte dei paesi continentali, e siamo ben coscienti che anche i lavoratori belgi sono colpiti dalla depressione generale provocata da questa guerra; il Consiglio generale si sofferma su questo punto anche per ricordare alle sezioni belghe che senza supporto materiale gli impossibile divulgare la propaganda nella misura in cui desidererebbe. A motivo dellassenza del segretario per il Belgio, il cittadino Serraillier, il Consiglio generale ha dato incarico al sottoscritto di inviare questa comunicazione al congresso. Saluti e fraternit1, Friedrich Engels

Il giornale porta inoltre per il Consiglio generale.

[8] Karl Marx Sulla libert di stampa e riunione in Germania[306]


[The Daily News, 19 gennaio1871]

Al direttore del Daily News Signore, nellaccusare il governo francese di


avere reso impossibile la libera espressione di opinione in Francia tramite la stampa e i rappresentanti nazionali[307],

Bismarck evidentemente intendeva fare solo del Witz 1 berlinese. Se vuole essere edotto sulla vera opinione francese, la prego di rivolgersi al signor Stieber, il direttore del Moniteur di Versailles e nota spia della polizia prussiana! Su espresso ordine di Bismarck, i signori Bebel e Liebknecht sono stati arrestati, con laccusa di alto tradimento, semplicemente perch hanno osato compiere il loro dovere quali rappresentanti nazionali tedeschi, cio protestare nel Reichstag2 contro lannessione dellAlsazia e della Lorena, votare contro nuovi sussidi di guerra, esprimere la loro solidariet alla Repubblica francese e denunciare il tentativo di trasformare la Germania in una caserma prussiana[308]. Per avere espresso le stesse opinioni i membri del Comitato socialdemocratico di Braunschweig, fin dallinizio dello scorso settembre, sono stati trattati come dei galeotti, e stanno ancora subendo un finto processo per alto tradimento. La stessa sorte capitata a numerosi operai che diffondevano lIndirizzo di Braunschweig[298]. Con pretesti simili, il signor Hepner, vice-direttore del Volksstaat di Lipsia, processato per alto tradimento. Ai pochi giornali tedeschi indipendenti che esistono fuori della Prussia proibito laccesso nei domini degli Hohenzollern. Le riunioni dei lavoratori tedeschi in favore di una pace onorevole per la Francia vengono quo1 2

Spirito. Parlamento.

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tidianamente disperse dalla polizia. Secondo la dottrina ufficiale prussiana, com stata ingenuamente formulata dal generale Vogel Von Falckenstein, ogni tedesco che tenti di contrastare gli scopi potenziali della guerra prussiana in Francia colpevole di alto tradimento. Se il signor Gambetta e compagnia fossero, come gli Hohenzollern, obbligati a reprimere violentemente lopinione popolare, dovrebbero soltanto applicare il metodo prussiano, e, con la scusa della guerra, proclamare lo stato dassedio per tutta la Francia. I soli soldati francesi in territorio tedesco marciscono nelle prigioni prussiane. Tuttavia, il governo prussiano si sente costretto a mantenere rigorosamente lo stato dassedio, cio la forma di dispotismo militare pi brutale e pi ripugnante, la sospensione di ogni legge. Il territorio francese infestato da circa un milione dinvasori tedeschi. Tuttavia, il governo francese pu tranquillamente fare a meno del metodo prussiano di rendere possibile la libera espressione di opinione. Considerate questo e quel quadro! La Germania, comunque, si dimostrata un campo troppo piccolo per lamore onnicomprensivo di Bismarck per lopinione indipendente. Quando i lussemburghesi hanno dato libero corso alle loro simpatie per la Francia, Bismarck ha preso questa espressione dopinione a pretesto per rinunciare al trattato di neutralit di Londra[309]. Quando la stampa belga ha commesso un peccato simile, lambasciatore prussiano a Bruxelles, il signor von Balan, ha invitato il ministero belga a vietare non solo tutti gli articoli di giornale anti-prussiani, ma anche la stampa di semplici notizie che si reputava potessero incoraggiare i francesi nella loro guerra dindipendenza. Veramente una modestissima richiesta questa, sospendere la Costituzione belga pour le roi de Prusse!1. Non appena alcuni giornali di Stoccolma si sono concessi alcune leggere battute sulla notoria piet di Guglielmo Annexander2, Bismarck ha strigliato il consiglio dei ministri svedese con torve missive. Perfino sotto il meridiano di San Pietroburgo riuscito a sorvegliare una stampa troppo licenziosa. In seguito ad una sua umile supplica, i direttori dei principali giornali di Pietroburgo sono stati convocati dal censore capo, che ha ordinato loro di guardarsi da qualsivoglia biasimo nei confronti del fedele vassallo borussico dello zar. Uno di questi direttori, il signor Saguljajew, stato cos imprudente da rendere noto questo avertissement 3 sulle colonne del Golos.
Letteralmente: per il re di Prussia, e metaforicamente: per nulla. Ironico paragone con Alessandro il Macedone, con la fusione delle parole annessione e Alessandro. 3 Avvertimento.
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Sulla libert di stampa e riunione in Germania

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La polizia russa gli si subito scagliata contro e lo ha spedito via in qualche remota provincia[310]. Sarebbe uno sbaglio credere che queste procedure poliziesche siano dovute solo al parossismo della febbre bellica. Sono invece la vera applicazione metodica dei principi della legge prussiana. Esiste in realt una strana clausola nel codice di procedura penale prussiano, in forza della quale ogni straniero, per le sue azioni o per i suoi scritti, nel suo paese o in qualsiasi altro paese straniero, pu essere processato per oltraggio al re di Prussia e per alto tradimento contro la Prussia[311]. La Francia e la sua causa fortunatamente lungi dallessere disperata lotta in questo momento non soltanto per la propria indipendenza nazionale, ma per la libert della Germania e dellEuropa. Rispettosamente, Karl Marx Londra, 16 gennaio 1871.

[9] Friedrich Engels Al Consiglio federale spagnolo dellAssociazione internazionale dei lavoratori 1[312]
Londra, 13 febbraio 1871 Cittadini, il Consiglio generale stato molto lieto di ricevere la vostra lettera del 14 dicembre. Abbiamo anche ricevuto la vostra lettera precedente, datata 30 luglio; essa stata passata al cittadino Serraillier[313], il segretario per la Spagna, con la disposizione dinviarvi la nostra risposta. Ma subito dopo il cittadino Serraillier andato in Francia a combattere per la Repubblica, e in seguito rimasto confinato a Parigi. Se perci non avete ricevuta alcuna risposta alla vostra lettera del 30 luglio, che ancora nelle sue mani, ci dovuto a queste circostanze. Ora, il Consiglio generale, nella sua riunione del 7 del corrente mese, ha incaricato nel frattempo il sottoscritto F. E. di sbrigare la corrispondenza con la Spagna e gli ha trasmesso la vostra ultima lettera[314]. Nel frattempo, abbiamo regolarmente ricevuto i giornali degli operai spagnoli La Federacion da Barcellona, La Solidaridad da Madrid (fino al dicembre 1870), El Obrero da Palma (fino alla sua sospensione) e recentemente La Revolucion Social da Palma (il primo numero soltanto). Questi giornali ci hanno tenuti aggiornati su quanto stava accadendo in Spagna relativamente al movimento del lavoro; abbiamo visto con molta soddisfazione che le idee della rivoluzione sociale stanno sempre pi divenendo patrimonio comune della classe operaia del vostro paese. Senza dubbio, le vuote declamazioni dei vecchi partiti politici hanno attratto troppo, come dite voi, lattenzione popolare, cos da costituire un grosso ostacolo per la nostra propaganda. Ci accaduto dovunque nei primi anni del movimento proletario. In Francia, in Inghilterra, in Germa1

Il titolo della lettera in spagnolo.

Al Consiglio federale spagnolo dellAssociazione internazionale dei lavoratori

247

nia i socialisti hanno dovuto, e ancora devono, combattere linfluenza e lazione dei vecchi partiti politici, sia aristocratici che borghesi, monarchici o persino repubblicani. Ovunque lesperienza ha dimostrato che il modo migliore per liberare i lavoratori da questo dominio dei vecchi partiti fondare in ogni paese un partito proletario con un proprio programma politico, un programma politico molto chiaramente distinto da quelli degli altri partiti, dal momento che deve esprimere le condizioni per lemancipazione della classe operaia. I dettagli di questo programma politico potrebbero variare in funzione delle circostanze specifiche di ciascun paese; ma poich le relazioni fondamentali tra lavoro e capitale sono ovunque le stesse ed ovunque esiste la dominazione politica delle classi possidenti sulle classi sfruttate, i principi e gli obiettivi del programma politico del proletariato saranno identici, perlomeno in tutti i paesi occidentali. Le classi possidenti, aristocrazia terriera e borghesia, mantengono asserviti i lavoratori, non solo in virt della loro ricchezza, col semplice sfruttamento del lavoro da parte del capitale, ma anche attraverso il potere coercitivo dello Stato, dellesercito, della burocrazia, dei tribunali. Rinunciare a combattere i nostri nemici nellarena politica significherebbe abbandonare uno dei pi potenti mezzi dazione, e in particolare di organizzazione e propaganda. Il suffragio universale ci fornisce un eccellente mezzo dazione. In Germania i lavoratori, fortemente organizzati come partito politico, sono riusciti a mandare sei deputati alla sedicente assemblea nazionale; e lopposizione che i nostri amici Bebel e Liebknecht sono stati inoltre capaci di organizzare contro la guerra di conquista ha avuto a favore della nostra propaganda internazionale un effetto maggiore di quello che avrebbero avuto anni di propaganda attraverso la stampa e attraverso congressi. Anche in Francia, in questo momento, rappresentanti dei lavoratori sono stati appena eletti e proclameranno ad alta voce i nostri principi allassemblea nazionale. Alle prossime elezioni la stessa cosa avverr in Inghilterra. Siamo lieti di sentire che desiderate mandarci i contributi provenienti dalle diverse sezioni del vostro paese; li riceveremo con gratitudine. Vi preghiamo di mandarli nella forma di un assegno emesso su una banca qui a Londra, pagabile a John Weston, il nostro tesoriere, a mezzo lettera raccomandata al sottoscritto al 256 High Holborn, Londra (sede del nostro Consiglio) oppure al suo domicilio, il cui indirizzo 122 R.P.R 1.
1

Regents Park Road.

248

Friedrich Engels

Attendiamo con grande interesse i dati statistici della vostra federazione che avete promesso di mandarci. Per quanto riguarda il Congresso dellInternazionale, inutile pensarci finch continua questa guerra. Ma se, come sembra probabile, la pace verr presto ristabilita, il Consiglio riprender immediatamente questo importante argomento e considerer il vostro gentile invito di tenere il Congresso a Barcellona. Non abbiamo ancora sezioni in Portogallo; forse sarebbe pi facile per voi che per noi stabilire rapporti con gli operai di quel paese. In questo caso, per favore, scriveteci di nuovo al riguardo. Analogamente, crediamo che sarebbe meglio, perlomeno inizialmente, se voi stessi prendeste contatto con i tipografi di Buenos Aires, con laccordo che ci facciate poi conoscere quali risultati sono stati raggiunti. Nel frattempo, ci fareste davvero un piacere e promuovereste la causa mandandoci per nostra conoscenza una copia degli Anales de la Sociedad tipografica de Buenos Aires. Per il resto, il movimento internazionale continua a fare progressi nonostante tutti gli ostacoli. In Inghilterra i Consigli centrali del lavoro1 di Birmingham e Manchester e, tramite loro, gli operai di due delle pi importanti citt industriali del Paese si sono appena affiliati direttamente alla nostra associazione. In Germania attualmente stiamo soffrendo, per mano dei governi, la stessa persecuzione a cui Luigi Bonaparte ci ha sottoposto in Francia un anno fa. I nostri amici tedeschi, di cui pi di cinquanta sono in prigione, stanno letteralmente soffrendo per la causa internazionale; sono stati arrestati e perseguitati perch si sono opposti alla politica di conquista con tutte le loro forze e perch hanno chiesto che il popolo tedesco fraternizzasse con il popolo francese. In Austria molti dei nostri amici sono stati imprigionati, ma nondimeno il movimento sta facendo progressi. Ovunque in Francia le nostre sezioni sono state la vita e lanima della resistenza contro linvasione. Hanno preso il potere locale nelle grandi citt del Sud, e se Lione, Marsiglia, Bordeaux e Tolosa hanno dato prova di unenergia sconosciuta altrove, stato grazie agli sforzi degli internazionalisti. In Belgio siamo ben organizzati; le nostre sezioni belghe hanno appena celebrato il loro sesto congresso regionale. In Svizzera le divergenze che erano sorte tra le nostre sezioni qualche tempo fa sembra si stiano risolvendo. Abbiamo ricevuto dallAmerica
1

Engels d il nome inglese Trades Council tra parentesi, dopo quello francese.

Al Consiglio federale spagnolo dellAssociazione internazionale dei lavoratori

249

ladesione di nuove sezioni francesi, tedesche e ceche (boeme) e, per quanto riguarda gli altri, continuiamo a mantenere rapporti fraterni con la grande organizzazione dei lavoratori americani, la Lega del Lavoro1[315]. Sperando di ricevere presto da voi ulteriori notizie, vi inviamo i nostri fraterni saluti. Per il Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori. F. E.

Engels d il nome inglese The Mabour League tra parentesi, dopo quello francese.

[10] Friedrich Engels La situazione in Russia[316]


[The Pall Mall Gazzette, n. 1900, 16 marzo 1871]

Al direttore di The Pall Mall Gazette1 Signore, Il governo inglese dichiara di non sapere nulla di unalleanza tra Russia e Prussia[317]. In Germania nessuno mette in discussione lesistenza di tale alleanza; al contrario, la stampa filo-prussiana esulta al riguardo, mentre i giornali anti-prussiani ne sono indignati. Uno di questi, Der Volksstaat, ritiene che il signor Gladstone, con i suoi dinieghi, intendesse soltanto insinuare che non si trattava di un trattato di alleanza ma piuttosto di vassallaggio[318] e che in questo caso egli sarebbe nel giusto. In effetti, i telegrammi scambiati tra Versailles e San Pietroburgo, tra il Vostro fino alla morte, Guglielmo e il suo pi riservato nipote Alessandro, non lasciano possibilit di dubbio riguardo ai rapporti esistenti tra quelle che sono ora le due grandi monarchie militari del continente. Questi telegrammi, a proposito, sono stati pubblicati per la prima volta sul Journal de St. Ptersbourg[319]; e ci che piuttosto significativo il fatto che non siano stati ristampati integralmente dalla stampa tedesca, in quanto stata eliminata, in particolare, lassicurazione di devozione fino alla morte dellimperatore Guglielmo. In ogni caso, il contesto completo della corrispondenza non pu lasciare dubbi sul fatto che limperatore Guglielmo intenda esprimere il profondo senso di obbligazione che sente nei confronti della Russia e la sua sollecitudine a mettere in cambio i propri servizi a disposizione della Russia. Poich limperatore ha passato i settantanni, e le vedute
1

Frederick Greenwood.

La situazione in Russia

251

del suo presunto erede1 appaiono incerte, c sicuramente un forte incentivo per la Russia a battere il ferro finch caldo. Inoltre, la situazione interna russa lungi dallessere soddisfacente. Le finanze sono quasi irrimediabilmente dissestate; la forma particolare in cui lemancipazione dei servi e gli altri cambiamenti politici e sociali ad essa connessi sono stati condotti ha sconvolto la produzione agricola ad un grado quasi incredibile. Le mezze misure di carattere liberale che di volta in volta sono state accordate, ritirate e poi ancora accordate hanno dato alle classi colte abbastanza spazio per sviluppare una distinta opinione pubblica; e quellopinione pubblica si oppone su ogni punto alla politica estera che lattuale governo sembra aver seguito finora. Lopinione pubblica in Russia essenzialmente e violentemente panslavista vale a dire ostile ai tre grandi oppressori della razza slava: i tedeschi, gli ungheresi e i turchi. Unalleanza prussiana per essa ripugnante quanto unalleanza austriaca o turca. Essa chiede, inoltre, unimmediata azione di guerra in senso panslavista. La tranquilla, lenta, ma assai sicura azione sotterranea della diplomazia russa tradizionale mette a dura prova la sua pazienza. Successi come quelli che sono stati ottenuti alla Conferenza[205], per quanto possano essere importanti in se stessi, sono nulla per i panslavisti russi. Essi non sentono altro che il grido dangoscia dei loro fratelli di razza oppressi; non sentono nulla cos intensamente come la necessit di restaurare la perduta supremazia della santa Russia con un grand coup 2, una guerra di conquista. Essi sanno, inoltre, che il loro presunto erede 3 uno di loro. Considerato tutto ci ed essendo state sufficientemente completate le grandi linee ferroviarie strategiche verso il sud e il sud-est, in modo che possano efficientemente servire a propositi dattacco contro lAustria o la Turchia, o contro entrambe , non c forse un grosso incentivo per il governo russo, e personalmente per limperatore Alessandro, ad applicare i vecchi sistemi bonapartisti, stornando le difficolt interne con una guerra allestero finch lalleanza prussiana sembra ancora sicura? In queste circostanze, il nuovo debito russo di dodici milioni di sterline assume un significato del tutto particolare. vero, una protesta patriottica stata fatta circolare in Borsa si afferma sia stata senza fir1 2

Federico Guglielmo. Gran colpo. 3 Alessandro, il futuro imperatore Alessandro III.

252

Friedrich Engels

me e sembra sia rimasta tale e ci hanno detto che limporto del prestito stato pi che coperto. Per quali scopi, tra gli altri, questi dodici milioni dovrebbero essere usati, lo sappiamo dallOstsee Zeitung di Stettino, un giornale che per molti anni non solo ha avuto le migliori informazioni in assoluto sulle faccende russe, ma anche lindipendenza per pubblicarle. La guerra franco-prussiana, sostiene il corrispondente da Pietroburgo di questo giornale (in data 4 marzo, secondo il calendario gregoriano) ha convinto le autorit militari russe della totale inefficacia del sistema di fortificazione finora seguito nella costruzione delle fortezze russe e il ministro della guerra ha gi stabilito il piano per i cambiamenti necessari.
Si riferisce che il nuovo sistema, basato sullintroduzione di avamposti, devessere applicato, in primo luogo, alle pi importanti fortezze di confine, la ricostruzione delle quali si deve cominciare immediatamente. Le prime fortezze che devono essere fornite di avamposti sono Brest-Litowsk, Demblin e Modlin.

Ora, Brest-Litowsk, Demblin (o Iwangorod) e Modlin (o NowoGeorgiewsk, secondo il suo nome russo ufficiale) sono esattamente le tre fortezze che, con Varsavia come punto centrale, dominano la porzione pi grande del regno di Polonia; e Varsavia non riceve nessun avamposto per lottima ragione che gi li ha da molti anni. La Russia, dunque, non perde tempo nel chiudere la sua stretta sulla Polonia, e nel rafforzare la sua base di operazioni contro lAustria, e la fretta con cui ci viene fatto non di buon auspicio per la pace in Europa. Tutto questo pu ancora essere chiamato armamento puramente difensivo. Ma il corrispondente in questione non ha ancora finito:
I preparativi di guerra in Russia, iniziati allo scoppio della guerra franco-prussiana, continuano con immutato fervore. Recentemente, il ministro della guerra ha ordinato la formazione dei quarti battaglioni. Lesecuzione di questo ordine gi cominciata in tutti i reggimenti, inclusi quelli nel regno di Polonia. I distaccamenti messi da parte per il servizio ferroviario e telegrafico da campo, cos come per le unit sanitarie, sono gi stati organizzati. Gli uomini vengono energicamente istruiti e addestrati nelle loro mansioni specifiche, e alle unit sanitarie viene anche insegnato come applicare le prime fasciature ai feriti, come fermare le emorragie e come far rinvenire uomini privi di conoscenza.

La situazione in Russia

253

Ora, in quasi ogni grande esercito continentale i reggimenti di fanteria consistono, in assetto di pace, di tre battaglioni, e il primo passo inequivocabile dallassetto di pace a quello di guerra la formazione dei quarti battaglioni. Il giorno in cui Luigi Napoleone ha dichiarato guerra, anchegli ha ordinato la formazione dei quarti battaglioni[320]. In Prussia, la loro formazione in assoluto la prima cosa che viene fatta dopo il ricevimento dellordine di mobilitazione[321]. In Austria lo stesso, cos come in Russia. Qualsiasi cosa si possa pensare dellimprovviso manifestarsi di questa necessit di avamposti per le fortezze polacche, o dellaltrettanto improvviso empressement 1 di introdurre nel servizio russo i Krankentrger 2 prussiani e distaccamenti ferroviari e telegrafici (in un paese dove sia le ferrovie che i telegrafi sono piuttosto scarsi), qui, nella formazione dei quarti battaglioni abbiamo un segno inequivocabile del fatto che la Russia ha effettivamente oltrepassato il confine che divide lassetto di pace dallassetto di guerra. Nessuno pu credere che la Russia abbia compiuto questo passo senza uno scopo; e se questo passo significa qualcosa, significa attacco contro qualcuno. Questo forse spiega a cosa servano i dodici milioni di sterline. Vostro ecc. E.
Scritto verso il 15 marzo 1871.

1 2

Sollecitudine. Portaferiti, barellieri.

[11] Karl Marx e Friedrich Engels Al direttore del Times1 [322]

Signore, nel vostro numero del 16 marzo il vostro corrispondente da Parigi afferma:
Karl Marx ha scritto una lettera ad uno dei suoi principali affiliati a Parigi, dichiarandosi non soddisfatto dellatteggiamento che i membri di quellassociazione (lInternazionale) avevano tenuto in quella citt ecc.[323].

Il vostro corrispondente ha evidentemente preso questaffermazione dal Paris-Journal del 14 marzo, nel quale viene promessa anche la pubblicazione completa della pretesa lettera[324]. Il Paris-Journal del 19 marzo contiene, in effetti, una lettera datata Londra, 28 febbraio 1871[325], che si pretende sia stata firmata da me, i cui contenuti concordano con laffermazione del vostro corrispondente. Mi permetto ora di dichiarare che questa lettera , dallinizio alla fine, una sfacciata contraffazione.
Scritto il 20 o 21 marzo 1871.

J.T. Delane.

[12] Karl Marx Dichiarazione al direttore del Times e ad altri giornali da parte del Consiglio generale[326]
Al direttore del Times
[The Times n. 27018, 23 marzo 1871]

Signore, ho ricevuto istruzioni da parte del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori di domandarle la cortesia di pubblicare quanto segue sulle colonne del vostro giornale: stata fatta circolare sulla stampa inglese laffermazione secondo cui i membri parigini dellAssociazione internazionale dei lavoratori si sarebbero associati alla cosiddetta Lega antitedesca[327], dichiarando che, dora in avanti, tutti i tedeschi sarebbero stati esclusi dalla nostra associazione[328]. Questa affermazione lesatto contrario della realt. N il Consiglio federale della nostra associazione a Parigi n nessuna delle sezioni di Parigi rappresentate da quel consiglio hanno mai approvato una risoluzione del genere. La cosiddetta Lega antitedesca, nella misura in cui esiste davvero, frutto esclusivamente dellattivit delle classi alte e medie: ha avuto origine nello Jockey Club[329], ed stata portata avanti per le adesioni dellaccademia, della borsa, di alcuni banchieri e industriali ecc. I lavoratori non hanno nulla a che fare con essa. Lobiettivo di queste calunnie evidente. Poco tempo prima dello scoppio dellultima guerra, lInternazionale diventata il capro espiatorio generale di tutti gli eventi non graditi. Ci si ripete ora nuovamente. Mentre la stampa svizzera e prussiana laccusano di aver provocato il caso delle recenti ingiurie di cui sono stati vittime i tedeschi a Zurigo[330], giornali francesi quali il Courrier de Lyon, il Courrier de la Gironde, La Libert ecc. parlano di certe riunioni segrete degli internazionalisti tenu-

256

Karl Marx

tesi a Ginevra e Berna, con lambasciatore prussiano come presidente, in cui si sarebbe tramato un piano per consegnare Lione ai prussiani e agli internazionalisti per farne un saccheggio comune[331]. J. George Eccarius, segretario generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori 256, High Holborn, 22 marzo
Scritto il 21 marzo 1871.

[13] Karl Marx Alle redazioni di Der Volksstaat e di Die Zukunft[332]


[Der Volksstaat, n. 26, 29 marzo 1871]

Il Paris-Journal, uno dei pi riusciti organi di stampa della polizia parigina, nel suo numero del 14 marzo ha pubblicato un articolo sotto la sensazionale insegna: Le Grand Chef de lInternationale[324] (Grand Chef certamente la traduzione francese dellHaupt-Chef di Stieber)[333].
Costui comincia larticolo , com noto, un tedesco e, quel ch peggio, un prussiano. Si chiama Karl Marx, vive a Berlino ecc. Orbene! Questo Karl Marx scontento del comportamento dei membri francesi dellInternazionale. Per capire che tipo sia basta questo: ritiene che gli associati francesi si occupino in modo assolutamente eccessivo della politica e insufficientemente delle questioni sociali. Questa la sua impressione, che ha formulato decisamente in una lettera al suo fratello e amico, il cittadino Serraillier, uno dei gran sacerdoti parigini dellInternazionale. Karl Marx prega i membri francesi, in particolare gli affiliati parigini, di non perdere di vista che la loro societ ha un unico scopo: lorganizzazione del lavoro e il futuro delle societ operaie. Invece, si disorganizza il lavoro, anzich organizzarlo, e lui ritiene che coloro che si allontanano da questa linea debbano essere richiamati al rispetto degli Statuti dellAssociazione. Dichiariamo di essere in grado di pubblicare questa notevole lettera del signor Karl Marx non appena verr comunicata ai membri dellInternazionale .

In effetti, nel suo numero del 19 marzo, il Paris-Journal riporta una presunta lettera firmata da me[325], che stata subito riprodotta da tutta la stampa reazionaria parigina e ha poi continuato il suo cammino sui giornali londinesi. Nel frattempo, tuttavia, il Paris-Journal ha avuto notizia del fatto che abito a Londra e non a Berlino. Di conseguenza, la lettera stavolta datata da Londra, contrariamente al suo primo annuncio. Questa correzione successiva presenta tuttavia ancora linconvenien-

258

Karl Marx

te che mi costringe a corrispondere con il mio amico Serraillier, che si trova anche lui a Londra, facendo una deviazione per Parigi. La lettera, come ho gi dichiarato sul Times1, dal principio alla fine una vergognosa falsificazione. Lo stesso Paris-Journal e altri organi parigini della buona stampa hanno diffuso la voce che il Consiglio federale parigino dellInternazionale avrebbe deciso, al di fuori della sua competenza, di escludere i tedeschi dallAssociazione internazionale dei lavoratori[328]. I quotidiani londinesi si sono affrettati a raccogliere la benvenuta notizia e si sono dilungati in maligni articoli di fondo sul suicidio, finalmente avvenuto, dellInternazionale. Purtroppo, il Times riporta oggi la seguente dichiarazione del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori 2:
Sta facendo il giro della stampa inglese una comunicazione secondo cui i membri parigini dellAssociazione internazionale dei lavoratori avrebbero dichiarato lesclusione di tutti i tedeschi dallInternazionale, operando quindi nel senso della Lega antitedesca. La comunicazione nella pi stridente contraddizione rispetto ai fatti. N il Consiglio federale della nostra associazione a Parigi, n alcuna delle sezioni parigine da esso rappresentate si sono mai sognate di prendere una simile decisione. La cosiddetta Lega antitedesca, nella misura in cui davvero esiste, opera esclusiva dellaristocrazia e della borghesia. stata formata dal Jockey Club[329] e sostenuta dagli appoggi del mondo accademico, della borsa, di alcuni banchieri e industriali ecc. La classe lavoratrice non ha mai avuto niente a che fare con essa. Lo scopo di queste calunnie salta agli occhi. Poco prima dello scoppio della recente guerra, lInternazionale doveva fare da capro espiatorio per tutti gli eventi non graditi. La stessa tattica viene ora ripetuta. Mentre, per esempio, giornali svizzeri e prussiani denunciano lInternazionale come lautrice delle ingiustizie contro i tedeschi a Zurigo[330], contemporaneamente, giornali francesi, come il Courrier de Lyon, il Courrier de la Gironde, la Libert di Parigi ecc. riferiscono di certe riunioni segrete degli internazionalisti a Ginevra e Berna, sotto la presidenza dinviati prussiani, in cui si sarebbe escogitato il piano di consegnare Lione ai prussiani e agli internazionalisti alleati allo scopo di farne un saccheggio comune.

Fin qui la dichiarazione del Consiglio generale. nella natura delle cose che i grandi dignitari e le classi dominanti della vecchia societ, le
1 2

Cfr. qui sopra, pp. xx testo [11]. Cfr. qui sopra, pp. xx.

Alle redazioni di Der Volksstaat e di Die Zukunft

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quali possono mantenere ancora il proprio potere e lo sfruttamento delle masse popolari produttrici solo mediante lotte e contrasti nazionali, riconoscano nellAssociazione internazionale dei lavoratori il loro avversario comune. Per annientarlo tutti i mezzi sono buoni. Londra, 23 marzo 1871 Karl Marx, segretario del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori per la Germania

[14] Karl Marx Al direttore di De Werker[334]


Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori, 256, High Holborn, Londra, W.C. Londra, 31 marzo 1871 Cittadino, la mia cosiddetta lettera, indirizzata agli internazionalisti di Parigi, , semplicemente, come ho gi affermato sul Times del 22 marzo1, una falsificazione del Paris-Journal[325], uno di quei giornali malfamati covati nella cloaca imperialista. Del resto, sembra che tutti gli organi della buona stampa in Europa abbiano ricevuto la consegna di servirsi della falsificazione come del loro grande strumento di guerra contro lInternazionale. Agli occhi di questi onesti fautori della religione, dellordine, della famiglia e della propriet, il reato di falsificazione non rappresenta neppure un peccatuccio. Saluti e fraternit Karl Marx

Cfr. qui sopra, p. x testo [11].

[15] Karl Marx Al direttore del Times[335]


[The Times, n. 27028, 4 aprile 1871]

Signore, mi permetter dintromettermi ancora nelle sue colonne per contraddire falsit largamente diffuse? Un telegramma del mondo finanziario, datato Parigi, 30 marzo, contiene un estratto dal Gaulois[336] che, con il titolo sensazionale di Supposta organizzazione della rivoluzione di Parigi a Londra, ha adornato i giornali londinesi di sabato scorso[337]. Avendo durante la scorsa guerra rivaleggiato con successo col Figaro e col Paris-Journal nella macchinazione di fanfaronate alla Mnchhausen che ha fatto della petite presse 1 di Parigi la favola di tutto il mondo, il Gaulois sembra adesso pi che mai convinto che il pubblico dei giornali aderir sempre al principio Credo quia absurdum est2[338]. Ma forse che lo stesso barone di Mnchhausen si sarebbe addossato il compito di organizzare a Londra nella prima parte di febbraio, quando il sig. Thiers ancora non aveva nessuna carica ufficiale, linsurrezione del 18 marzo, chiamata in essere dallo sforzo dello stesso sig. Thiers di disarmare la Guardia nazionale di Parigi? Non pago di spedire i sigg. Assi e Blanqui in un viaggio immaginario a Londra, per cospirare con me in segreto conclave, il Gaulois aggiunge a questo conclave due personaggi immaginari un Bentini, agente generale per lItalia e un Dermott, agente generale per lInghilterra. Mi d anche cortesemente conferma del mio rango di capo supremo dellInternazionale, prima conferitomi dal Paris-Journal[324]. Nonostante questi due rispettabili giornali, mi spiace dover dire che il Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori continuer a sbrigare i propri affari senza la carica di capo o di presidente. Ho lonore di essere, Signore, il suo devotissimo Karl Marx Londra, 3 aprile
1 2

Stampa scandalistica. Credo perch assurdo.

[16] Friedrich Engels Sullo sciopero dei lavoratori di sigari ad Anversa[339]


[Der Volksstaat, n. 30, 12 aprile 1871]

Ad Anversa 500 lavoratori delle fabbriche di sigari sono rimasti senza lavoro. Gli industriali li avevano messi di fronte ad una scelta: o sciogliere il loro sindacato (appartenente allAssociazione internazionale dei lavoratori) o venire licenziati. Tutti senza eccezioni hanno respinto decisamente questa pretesa, e cos gli industriali hanno chiuso le loro officine. I lavoratori hanno nella loro cassa 6.000 franchi (1.600 talleri); si sono gi messi in collegamento con i lavoratori di sigari di Olanda e dInghilterra, e da quella parte ogni immigrazione bloccata. DallInghilterra riceveranno un sostegno economico non indifferente: 176 sterline (1.200 talleri) sono gi partite e ci si sta dando da fare per un ulteriore aiuto. I lavoratori di Anversa del resto chiedono solo un prestito, perch dichiarano di essere in grado di restituire ogni aiuto ricevuto. Se i lavoratori tedeschi dei sigari o qualche altro sindacato sono in grado di dare un sostegno ai loro fratelli di Anversa, da sperare che non si tirino indietro. Il denaro va inviato a Ph. Coenen, Boomgaardsstraat 3, Anversa. In ogni caso, loro dovere dissuadere i lavoratori tedeschi dei sigari dallemigrare verso Anversa finch gli industriali di quella citt si ostinano nelle loro pretese.
Scritto il 5 aprile 1871.

[17] Karl Marx Informazione su Karl Vogt[340]

In Papiers et correspondance de la famille impriale, ora ufficialmente pubblicato, si trova, sotto la lettera V (quelli che hanno ricevuto denaro sono elencati in ordine alfabetico) verbotenus1: Vogt, il lui est remis en aot 1859 40.000 fr.2[341].
Scritto il 10 o 11 aprile 1871.

1 2

Letteralmente. Vogt, gli sono consegnati nellagosto 1859 40.000 fr..

[18] Friedrich Engels Abbozzo di un appello del Consiglio generale alle Trade unions dei filatori e dei tessitori di Manchester per il sostegno allo sciopero degli operai tessili spagnoli[342]

I sigg. fratelli Battl, di Barcellona, possiedono una grande impresa di filatura e tessitura e danno impiego a circa 900 operai. Non solo pagano salari di gran lunga peggiori rispetto a quelli di qualsiasi altra azienda del settore, ma hanno cercato continuamente di ridurli ancora di pi sostituendo uomini con donne e adulti con bambini. Ultimamente, hanno licenziato senza eccezioni tutti quegli operai che erano sospettati di appartenere al sindacato dei cardatori, filatori e tessitori uniti. Il 26 febbraio i membri di questo sindacato hanno tenuto un grande incontro per considerare la situazione nelle officine dei sigg. Battl. stata adottata allunanimit una nuova lista di salari che, anche se stabiliva un lieve rialzo dei compensi pagati fino a quel momento, era ancora molto al di sotto degli onorari pi bassi pagati dagli altri; ed stata nominata una delegazione per richiedere lapprovazione di questa lista e, nel caso di un rifiuto, le persone impiegate nello stabilimento avrebbero dovuto scioperare. La delegazione non stata nemmeno ricevuta, dato il rifiuto dei sigg. B. di ricevere una delegazione che non fosse formata solo dai loro operai. Questa nuova delegazione ha presentato la nuova lista dei salari, ma ha ricevuto un secco rifiuto. Tutti gli operai hanno immediatamente scioperato, con leccezione di circa venticinque, dei quali la maggior parte si da allora unita allo sciopero. Ci accaduto il 27 febbraio, e quindi gli operai sono adesso in sciopero da quasi nove settimane, e i fondi a disposizione del sindacato stanno iniziando a scarseggiare. Le rimanenti sezioni dellInternazionale in Spagna stanno facendo del loro meglio per raccogliere denaro per loro, ma proprio in questo momento hanno un gran numero di scioperi da sostenere. Per non parlare degli eventi minori, i bottai di Santander e i conciatori di Valencia sono in sciopero perch i loro padroni pretendono che abbandonino sia i sindacati sia lInternazio-

Abbozzo di un appello del Consiglio generale alle Trade Unions di Manchester 265

nale; e quindi, vi sono adesso, complessivamente, circa 1.500 persone in Spagna che le varie sezioni locali dellInternazionale devono sostenere. Barcellona e le zone vicine sono il South Lancashire della Spagna, vi sono grandi e numerosi stabilimenti di filatura e tessitura del cotone, e la maggior parte della popolazione di questo distretto vive sullindustria del cotone. Ultimamente hanno sofferto molto la competizione dei filati inglesi e si produrrebbe unimpressione particolarmente positiva in Spagna se le industrie cotoniere del Lancashire potessero fare qualcosa in favore dei filatori di cotone e dei tessitori su telaio meccanico di Spagna. Lattiva e stretta relazione commerciale tra i diversi paesi del mondo ha fatto s che ogni evento che colpisce la societ in una nazione produca necessariamente i suoi effetti in tutte le altre nazioni; e non sarebbe affatto sorprendente se una generale riduzione dei salari nellindustria del cotone spagnola (cosa che sembra inevitabile se fallir questo sciopero) dovesse nel lungo periodo contribuire a tenere bassi i salari anche nel South Lancashire.
Scritto il 18 o il 19 aprile 1871.

[19] Karl Marx e Friedrich Engels Risoluzione del Consiglio generale di espulsione di Henri Louis Tolain dallAssociazione internazionale dei lavoratori[343]

Il Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori, considerando la risoluzione del Consiglio generale delle sezioni di Parigi di espellere il cittadino Tolain dallAssociazione[344] poich, dopo essere stato eletto allAssemblea nazionale come rappresentante delle classi lavoratrici, ha tradito la loro causa nel modo pi vergognoso; risoluzione che il Consiglio generale chiamato a confermare; considerando che il posto di ogni membro francese dellAssociazione internazionale dei lavoratori senza dubbio dalla parte della Comune di Parigi e non da quella dellusurpatrice e controrivoluzionaria Assemblea di Versailles; conferma la risoluzione del Consiglio federale di Parigi e dichiara che il cittadino Tolain espulso dalla Associazione internazionale dei lavoratori. Il Consiglio generale stato impedito dal prendere pi prontamente provvedimenti su tale questione dal fatto che la suddetta risoluzione del Consiglio federale di Parigi gli stata presentata, nella sua forma autentica, solo il 25 aprile.
Scritto tra il 22 e il 25 aprile 1871.

[20] Friedrich Engels Di nuovo il signor Vogt[345]


[Der Volksstaat, n. 38, 10 maggio 1871]

Dopo la campagna di Augusta del 1859[346], che gli frutt un bel sacco di botte, sembr che il signor Vogt ne avesse avuto abbastanza della politica. Si volse con tutte le sue energie alla scienza naturale, in cui gi in precedenza, come lui stesso dice, aveva compiuto scoperte tanto stupefacenti. Cos, nello stesso periodo in cui grazie a Kchenmeister e Leuckard era stata messa in luce la complicatissima storia dello sviluppo dei vermi intestinali, compiendo con ci un reale, grande progresso nella scienza, aveva fatto la stupefacente scoperta che i vermi intestinali comprendono due classi: vermi rotondi, che sono rotondi, e vermi piatti, che sono piatti. A questa enorme conquista ne affiancava ora una ancora pi grossa. Il ritrovamento di molte ossa umane fossili di epoca preistorica aveva fatto diventare di moda lo studio comparato dei crani di diverse razze umane. Si misurarono crani in tutte le direzioni, si confrontarono, si discusse, non si pervenne ad alcun risultato finch finalmente Vogt, col suo solito trionfalismo, non annunci la soluzione dellenigma, e cio che tutti i crani umani rientrano in due classi: quelli che sono oblunghi (teste lunghe, dolicocefali) e quelli che sono tondeggianti (teste corte, brachicefali). Ci che i pi precisi e diligenti osservatori, con un lungo e faticoso lavoro non erano riusciti a portare a termine, Vogt lo risolse mediante la semplice applicazione del suo principio dei vermi. Se accanto a queste stupefacenti scoperte mettiamo anche quella di una nuova specie nel campo della zoologia politica, e cio la scoperta della banda sulfurea[347], anche il critico pi esigente dovr ammettere che Vogt aveva gi fatto abbastanza per una vita umana. Ma il grande spirito del nostro Vogt non aveva requie. La politica manteneva la sua irresistibile attrazione per un uomo che anche al banco della birreria compiva imprese cos grosse. Il fracco di botte dellanno 1
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Anno: in italiano nel testo.

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Sessanta era felicemente superato, il libro di Marx Il signor Vogt non era pi in libreria, su tutte quelle storie fasulle era cresciuta di nuovo lerba, il nostro Vogt aveva compiuto, con il plauso dei filistei tedeschi, giri di conferenze, si era recato a tutti i raduni di scienze della natura, a congressi di etnografia e di antiquariato, avvicinando autentici grandi della scienza; poteva quindi tranquillamente e nuovamente fare luomo per bene e ritenersi chiamato, dopo aver imbottito la testa al filisteo tedesco con le scienze naturali, ad imbottirgliela anche politicamente. Stavano arrivando grandi cose: Napoleone il Piccolo[348] aveva capitolato a Sedan, i prussiani erano davanti a Parigi, Bismarck pretendeva lAlsazia e la Lorena. Era il momento migliore perch Vogt pronunciasse la sua importante parola. Questa parola si chiama Lettere politiche di Carl Vogt a Friedrich Kolb, Biel, 1870; contiene dodici lettere, apparse anzitutto sulla Tagespresse di Vienna e poi ristampate sul Moniteur di Vogt, il Bieler Handelskourier[349]. Vogt si dichiara contro lannessione e contro la prussificazione della Germania, e gli secca terribilmente di trovarsi su questa posizione come un seguace degli odiati socialdemocratici, cio della banda sulfurea. Diffondersi sul contenuto generale del pamphlet sarebbe superfluo, essendo del tutto indifferente che cosa pensi un Vogt su simili cose. Per di pi gli argomenti che porta non sono che quelli pi usuali dei filistei da boccale di birra, solo che stavolta Vogt rispecchia non il filisteo tedesco ma quello svizzero. A noi interessa solo la simpatica personalit del signor Vogt stesso, quale si snoda attraverso le sue diverse svolte e trasformazioni. Prendiamo dunque la piccola brossura e poniamo accanto ad essa il libro delle disgrazie di Vogt, gli Studi sulla situazione presente dellEuropa, 1859 [350], dei cui postumi ha sofferto tanto e tanto a lungo. Qui, accanto ad una completa parentela spirituale, accanto alla medesima trasandatezza del modo di scrivere, troviamo, a pagina 10, che Vogt raggiunge le sue concezioni con le proprie orecchie e che cosaltro dovrebbero essere le orecchie se non proprie? ; qui troviamo che oggi il signor Vogt dice proprio il contrario di ci che predicava undici anni fa. Gli Studi avevano lo scopo di convincere il filisteo tedesco che la Germania non aveva interesse a immischiarsi nella guerra che Luigi Bonaparte allora aveva in mente contro lAustria. A questo scopo, Luigi Bonaparte dove-

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va essere presentato come un uomo del destino liberatore dei popoli, doveva essere difeso dagli attacchi forsennati dei repubblicani e perfino di qualche liberale borghese, e il presunto repubblicano Vogt si prest anche a questo certamente con una grossa espressione agrodolce e non senza che si notasse in lui un po di mal di pancia, ma lo fece. Le male lingue e la gente della banda sulfurea volevano sostenere che il bravo Vogt si sottoponesse a tutti questi disturbi e smorfie solo perch da parte bonapartista aveva ricevuto ci che gli inglesi chiamano consideration, cio denaro contante. Erano venute fuori anche cose sospette di ogni sorta. Vogt aveva offerto denaro a diverse persone, qualora avessero accettato di intervenire sulla stampa nella sua stessa direzione, cio mostrando apprezzamento per limmagine di Bonaparte come liberatore dei popoli[351]. Il signor Brass, la cui virt notoriamente al di sopra di ogni sospetto, da quando dirige la Norddeutsche Allgemeine Zeitung[352], perfino il signor Brass respinse pubblicamente la mangiatoia francese che Vogt voleva mettergli davanti[353]. Ma non vogliamo continuare a parlare di queste storie antipatiche e assumiamo senzaltro che i mali di pancia e le smorfie di Vogt gli appartengano ereditariamente. Ora, rispetto a quellepoca, si avuta la disgrazia di Sedan, e con ci cambia tutto anche per il signor Vogt. Lo stesso imperatore dei francesi liberatore dei popoli ora viene trattato con un certo distacco; di lui si dice semplicemente che la rivoluzione gli mise i piedi in testa. Anche senza la guerra il potere imperiale non avrebbe visto il capodanno del 1871 alle Tuileries (p. 3). Ma sua moglie! Ascoltiamo:
Naturalmente, se Eugenia avesse vinto (poich questa spagnola ignorante, che non ha mai voluto scrivere secondo lortografia, sta, o meglio stava, insieme a tutta la coda di drago dei preti fanatici e dei contadini), se Eugenia avesse vinto, momentaneamente la situazione sarebbe diventata ancora peggiore che dopo la vittoria prussiana ecc.

Dunque: se i francesi nel 1859 avessero vinto contro gli austriaci, avrebbe vinto il Bonaparte liberatore dei popoli; se nel 1870 avessero vinto contro i prussiani, avrebbe vinto lincolta Eugenia con la sua coda di drago. Si vede il progresso. Ancora peggio va alla coda di drago di Luigi Bonaparte, poich ora si vede che anche lui ne aveva una. Gi a p. 4 si parla dei terribi-

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li sprechi dellimpero. A p. 16 della gentaglia che stava al vertice dellarmata imperiale e dellamministrazione. Questi sperperi e questa gentaglia erano gi nel 1859, e da molto tempo, in piena fioritura; Vogt, che allora non aveva occhi per vederli, li vede ora con totale precisione: un altro progresso. E non basta. Anche se Vogt stesso non arriva ad attaccare i suoi liberatori di un tempo, non pu fare a meno di citare la lettera di un dotto francese in cui si dice: Se avete qualche influenza, cercate di allontanare da noi il peggior disonore celle de ramener linfme 1 (di riportare linfame, Luigi Bonaparte). Meglio piuttosto Enrico V, gli Orleans, un Hohenzollern, meglio tutto piuttosto che questo Traupmann [354] coronato che avvelena tutto ci che tocca (p. 13). Per quanto cattivi possano essere lex-imperatore e la sua incolta moglie con le loro rispettive code di drago, Vogt ci consola col fatto che nella famiglia ce n ancora uno che fa eccezione: il principe Napoleone, meglio noto col soprannome di Plonplon. Di lui Vogt racconta, a p. 33, che Plonplon in persona gli avrebbe detto che non avrebbe nessun rispetto dei tedeschi meridionali se agissero diversamente (cio se non scendessero in guerra contro i francesi), e anche che sarebbe stato convinto dellesito infelice della guerra e non ne avrebbe fatto mistero. Chi accuser ancora Vogt di ingratitudine? Non commovente vedere che lui, il repubblicano, anche nella sfortuna allunga la mano fraterna al principe e gli prepara una testimonianza a cui richiamarsi, se la grande concorrenza dovesse scrivere il nome di un uomo sostitutivo dellinfame? Negli Studi la Russia e la politica russa vengono lodate a tutto spiano, questimpero, dopo labolizione della servit della gleba, sarebbe pi un seguace del movimento di liberazione che un suo oppositore; la Polonia sarebbe sulla miglior via per fondersi con la Russia (come linsurrezione del 1863 ha dimostrato!) e Vogt trova del tutto naturale che la Russia costituisca il punto fermo attorno al quale le nazionalit slave tendono via via a raggrupparsi. E che allora, nel 1859, la politica russa si sia mossa mano nella mano con Luigi Napoleone era naturalmente agli occhi di Vogt un enorme guadagno. Ora va tutto diversa1

Quello di riportare linfame.

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mente, per cui dice: Non sono nemmeno per un momento in dubbio che un conflitto tra mondo slavo e germanico sia imminente[] e che in questo la Russia assumer la guida di una parte (pp. 30, 31). E ora viene dimostrato che, dopo lannessione dellAlsazia, la Francia in questo conflitto dovrebbe mettersi subito a fianco degli slavi, anzi dovrebbe accelerare per quanto possibile lo scoppio di questo conflitto per riconquistare lAlsazia, cosicch la stessa alleanza russo-francese, che nel 1859 avrebbe dovuto essere una fortuna per la Germania, ora gli si presenta come uno spauracchio e uno spettro. Ma Vogt conosce il suo filisteo tedesco. Egli sa che pu offrirgli di tutto e pu contraddirsi dieci volte. Senza volere, ci domandiamo ora come sia avvenuto che Vogt undici anni fa abbia potuto avere la sfrontatezza di strombazzare unalleanza tra la Russia e la Francia bonapartista come la miglior garanzia del libero sviluppo della Germania e dellEuropa. E la Prussia? Negli Studi alla Prussia viene dato chiaramente ad intendere che essa potrebbe sostenere in modo indiretto i piani di Luigi Napoleone contro lAustria, limitarsi alla difesa dei territori della Confederazione germanica, e poi in successive trattative di pace ricavare il proprio tornaconto nelle pianure della Germania settentrionale. I confini di quella che sarebbe poi stata la Confederazione del Nord[19] i Monti Metalliferi, il Meno e il mare vengono gi allora presentati alla Prussia come unesca. E nel poscritto alla seconda edizione, uscita durante la guerra italiana, quando gi i fucili dei bonapartisti erano caldi e non cera pi tempo da perdere in preamboli e in discorsi, ecco che anche Vogt se ne salta fuori chiedendo con le sue parole alla Prussia di cominciare una guerra civile in Germania per la fondazione di unautorit centrale unitaria, per lincorporazione della Germania nella Prussia: questa unificazione della Germania non richiederebbe pi settimane di quanti siano stati i mesi della guerra in Italia. E va bene. Precisamente sette anni dopo, e proprio dintesa con Luigi Napoleone, la Prussia si comporta precisamente secondo i suggerimenti bonapartisti ripetuti pappagallescamente da Vogt; si cade in una guerra civile, si ottiene per il momento una ricompensa nelle pianure della Germania settentrionale, si crea, almeno per il Nord, unautorit centrale unitaria ed il signor Vogt? Il signor Vogt improvvisamente viene a lamentarsi con noi che la guerra del 1870 stata la con-

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seguenza necessaria e inevitabile di quella del 1866! (p. 3). Lamenta linsaziabile politica di rapina della Prussia, che continuamente si attacca ad ogni occasione di rapina come il pescecane ad un pezzo di lardo (p. 20). Non ho visto mai n da nessuna parte uno Stato ed un popolo che si siano meritati questo nome (stato di rapina) pi della Prussia (p. 35). Lamenta lincorporazione della Germania nella Prussia come la pi grande disgrazia che abbia colpito la Germania e lEuropa (lettere 8 e 9). A Bismarck succede di aver seguito il consiglio di Vogt, e a Vogt di aver dato un consiglio a Bismarck. Fin qui sembrava che tutto andasse ancora bene per il nostro Vogt. Le vecchie storie malfamate erano state in effetti dimenticate dai filistei, gli Studi erano totalmente scomparsi, Vogt poteva spacciarsi di nuovo per un cittadino dabbene e per un passabile democratico, e il fatto che queste sue Lettere politiche si contrapponessero alla banale tendenza in auge tra i filistei tedeschi poteva avere per lui un certo vantaggio. Perfino la fatale coincidenza con i socialdemocratici sulla questione dellannessione non poteva che tornargli ad onore: poich Vogt non era passato alla banda sulfurea, necessariamente doveva esser stata la banda sulfurea ad essersi convertita a Vogt! Ma ecco che lo sguardo cade su una piccola, sottile riga nella lista spese, appena pubblicata, dei fondi segreti di Luigi Napoleone:
Vogt il lui a t remis en Aot 1859, frs. 40.000. Vogt gli sono stati versati in agosto 40.000 franchi[341].

Vogt? Chi Vogt? Che sfortuna per Vogt che non ci sia accanto alcunaltra indicazione! Gi! Se fosse indicato il professor Karl Vogt in Ginevra, con strada e numero di casa, Vogt avrebbe potuto dire: questo non sono io, mio fratello, mia moglie, il mio figlio maggiore, tutto ma non io Ma in questo modo! Vogt e basta, senza indicazioni, nome, indirizzo, pu essere solo il Vogt unico, lo studioso di fama mondiale, il grande scopritore dei vermi rotondi e dei vermi piatti, dei crani lunghi e dei crani corti, nonch della banda sulfurea, luomo la cui rinomanza cos nota anche ai poliziotti dei fondi segreti che ogni altra indicazione sarebbe superflua! O esiste un altro Vogt, il quale aveva reso al governo bonapartista del 1859 servizi tali che nellagosto di quellanno (e Vogt proprio allora stava a Parigi) gli pag 40.000 franchi? Che lei,

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signor Vogt, abbia prestato quei servizi cosa risaputa: i suoi Studi ne sono la prova. Questi Studi comparvero in prima edizione in primavera, in seconda durante lestate; che dal primo aprile del 1859 fino allestate lei abbia invitato una persona dietro laltra ad influire, in cambio di un pagamento da parte sua, nel senso dellinteresse bonapartista, lha ammesso lei stesso[355]; nellagosto 1859, dopo la fine della guerra, lei era a Parigi e ora dobbiamo credere che il Vogt e basta, quello a cui nellagosto del 1859 Bonaparte fece pagare i 40.000 franchi, era un altro Vogt del tutto sconosciuto? Impossibile. Lo giuriamo su tutti i vermi rotondi e piatti: finch non ci si dimostra il contrario dobbiamo ammettere che lei sia il Vogt in questione. Ma dir forse lei questa unaffermazione che non si fonda se non sulla parola dellattuale governo francese, cio dei comunardi o, che fa lo stesso, comunisti, detti anche la banda sulfurea; chi creder a persone simili? A questo sarebbe da rispondere che la pubblicazione di Correspondance et papiers de la famille impriale stata fatta dal Governo di Difesa nazionale, di cui un atto ufficiale, da esso garantito. E che cosa pensa di questo governo, Jules Favre, Trochu ecc.? Gli uomini che ora si sono trovati rapidamente al vertice non stanno indietro a nessuno in fatto dintelligenza, energia e saldi principi, ma non possono fare limpossibile questo dice lei a p. 52. No, signor Vogt, non possono fare limpossibile, ma avrebbero potuto per lo meno far sparire il suo nome come ringraziamento per un caloroso riconoscimento come questo, che diventato cos raro per loro. Intanto, come dice lei stesso, signor Vogt, il denaro a volte lequivalente del danno che lindividuo soffre sulla sua persona (p. 24) e, se la sua valorosa persona nei suoi salti politici dal 1859 ha sofferto danni solo morali, si spera , si consoli, nel modo pi piacevole, con lequivalente. Quando nellestate passata si scaten il fragore delle armi, lei era convinto che tutto lo spettacolo del governo francese servisse solo a coprire, con vistosi armamenti, i terribili sprechi dellImpero. Sotto Luigi Filippo facevano questo i vermi del legno le spese segrete che andavano al di l del bilancio dello Stato venivano scritte sul conto di legno della Marina sotto lImpero nemmeno tutti i vermi del legno della terra sarebbero stati sufficienti a coprire tutte le falle (p. 4). Siamo cos arrivati di nuovo agli amati vermi, e precisamente a quelli del legno[356]. A quale classe appartengono, ai vermi rotondi o a quelli piatti? Chi potrebbe

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stabilirlo? Solo lei, signor Vogt, e lei in effetti lo stabilisce. Secondo la Correspondance ecc. lei appartiene ai vermi del legno e ha contribuito a rodere le spese segrete che andavano al di l del bilancio dello Stato fino allimporto di 40.000 franchi. E che lei sia un verme rotondo lo sa chiunque la conosca.
Scritto nella seconda met di aprile e non pi tardi del 4 maggio 1871.

[21] Karl Marx La guerra civile in Francia Indirizzo del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori[357]

A tutti i membri dellAssociazione in Europa e negli Stati Uniti I.


Il 4 settembre 1870, quando i lavoratori di Parigi hanno proclamato la Repubblica, che stata quasi istantaneamente acclamata in tutta la Francia senza una sola voce di dissenso, una cricca di avvocati arrivisti, con Thiers come loro uomo di Stato e Trochu come loro generale, ha preso possesso dellHtel de Ville1. Erano in quel momento talmente imbevuti di una fede cos fanatica nella missione di Parigi di rappresentare la Francia in tutte le epoche di crisi storiche, che, per legittimare i loro titoli usurpati di governatori della Francia, hanno ritenuto del tutto sufficiente tirar fuori i loro mandati scaduti di rappresentanti di Parigi. Nel nostro secondo Indirizzo sullultima guerra, cinque giorni dopo lascesa di questi uomini, vi abbiamo detto chi erano2. Nondimeno, nel subbuglio della sorpresa, con i veri capi della classe operaia ancora rinchiusi nelle prigioni bonapartiste ed i prussiani gi in marcia su Parigi, Parigi ha sopportato che assumessero il potere allespressa condizione che fosse da esercitare per lo specifico scopo della difesa nazionale. Parigi, tuttavia, non poteva essere difesa senza armare la sua classe operaia, organizzandola come forza effettiva ed addestrando le sue fila attraverso la guerra stessa. Ma Parigi armata era la rivoluzione armata. Una vittoria di Parigi sullaggressore prussiano sarebbe stata la vittoria delloperaio francese sul capitalista francese ed i suoi parassiti di Stato. In questo conflitto tra dovere
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Municipio. Cfr. qui sopra, p. X[punto preciso del testo 5].

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nazionale ed interesse di classe il Governo di Difesa nazionale non ha esitato un istante a trasformarsi in un Governo di Diserzione nazionale. Il primo passo che hanno fatto stato quello dinviare Thiers in pellegrinaggio presso tutte le corti dEuropa, per implorarvi una mediazione offrendo il baratto della Repubblica con un re. Quattro mesi dopo linizio dellassedio, quando hanno pensato che fosse giunto il momento opportuno per annunciare la prima parola di capitolazione, Trochu, alla presenza di Jules Favre e di altri suoi colleghi, si rivolto ai sindaci di Parigi riuniti in questi termini:
La prima domanda postami dai miei colleghi la sera stessa del 4 settembre stata questa: pu Parigi resistere ad un assedio dellarmata prussiana, con qualche possibilit di successo? Non ho esitato a rispondere in modo negativo. Alcuni dei miei colleghi qui presenti possono garantire della verit delle mie parole ed il fatto che non ho cambiato opinione. Ho detto loro, in questi stessi termini, che, allo stato attuale delle cose, il tentativo di Parigi di resistere allassedio dellarmata prussiana sarebbe stata una follia. Senza dubbio, ho aggiunto, sarebbe uneroica follia; ma niente di pi Gli eventi [manovrati da lui stesso] non hanno smentito la mia previsione.

Questo bel discorsetto di Trochu stato reso pubblico successivamente dal sig. Corbon, uno dei sindaci presenti[358]. Cos, la sera stessa della proclamazione della Repubblica, i colleghi di Trochu erano al corrente del fatto che il suo piano era la capitolazione di Parigi. Se la difesa nazionale fosse stata qualcosa di pi che un pretesto per il governo personale di Thiers, Favre e compagnia, i parvenus del 4 settembre avrebbero abdicato il 5, avrebbero esposto al popolo di Parigi il piano di Trochu e lo avrebbero invitato ad arrendersi immediatamente o a prendere in mano il proprio destino. Invece, gli infami impostori hanno deciso di risanare leroica follia di Parigi con un regime di fame e di teste rotte, mentre labbindolavano con manifesti roboanti che declamavano che Trochu, il governatore di Parigi, non avrebbe mai capitolato[359], e Jules Favre, il ministro degli esteri, non avrebbe ceduto n un metro del nostro territorio, n una pietra delle nostre fortezze[360]. In una lettera a Gambetta, questo stesso Jules Favre confessa che ci da cui si stavano difendendo non erano i soldati prussiani, ma gli operai di Parigi[361]. Per tutta la durata dellassedio i tagliagole bonapartisti, a cui Trochu aveva saggiamente affidato il comando dellesercito di Parigi, si facevano volgar-

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mente beffe, nella loro corrispondenza privata, della ben nota parodia della difesa (si veda, per esempio, la corrispondenza di Alphonse Simon Guiod, comandante supremo dartiglieria dellesercito della Difesa di Parigi e Gran Croce della Legion dOnore, a Suzanne, generale di divisione dartiglieria, corrispondenza pubblicata dal Journal Officiel della Comune[362]). La maschera dellimpostura stata alla fine lasciata cadere il 28 gennaio 1871[274]. Con il vero eroismo della pi completa abiezione, il Governo di Difesa nazionale, nella sua capitolazione, si rivelato come il governo francese dei prigionieri di Bismarck un comportamento cos ignobile che lo stesso Luigi Bonaparte a Sedan si ritratto di fronte ad esso. Dopo gli eventi del 18 marzo, nella loro disordinata fuga a Versailles i capitulards [363] hanno lasciato nelle mani di Parigi la prova documentaria del loro tradimento, per distruggere la quale, come dice la Comune nel suo Manifesto alle province, quegli uomini non avrebbero esitato a fare di Parigi un cumulo di rovine lavato da un mare di sangue[364]. Alcuni dei membri principali del Governo di Difesa avevano, per di pi, delle loro ragioni molto particolari per volere ardentemente una tale conclusione. Poco dopo la conclusione dellarmistizio, il sig. Millire, uno dei rappresentanti di Parigi allAssemblea nazionale, adesso fucilato su espresso ordine di Jules Favre, ha pubblicato una serie di documenti legali autentici[365] a riprova del fatto che Jules Favre, che conviveva con la moglie di un ubriacone residente ad Algeri1, accumulando, nel corso di molti anni, le pi audaci falsificazioni, aveva trovato il sistema di arraffare, nel nome dei figli del suo adulterio, una grossa eredit che ne ha fatto un uomo ricco, e, in una causa intentatagli dagli eredi legittimi, sfuggito allo scandalo solo per la connivenza dei tribunali bonapartisti. Poich non vi era forza retorica sufficiente a sbarazzarsi di questi secchi documenti legali, Jules Favre, per la prima volta nella sua vita, ha trattenuto la lingua, aspettando quietamente lo scoppio della guerra civile, per poi denunciare convulsamente il popolo di Parigi come una banda di galeotti evasi in rivolta totale contro la famiglia, la religione, lordine e la propriet. Questo stesso falsario era appena salito al potere, dopo il 4 settembre, quando con animo sensibile ha prosciolto la societ Pic and Taillefer, condannati per falso, anche sotto lImpero, nello
Jeanne Charmont, che si era separata da suo marito, Vernier, allinizio degli anni Quaranta.
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scandaloso affare delltendard[366]. Uno di questi uomini, Taillefer, avendo osato far ritorno a Parigi durante la Comune, stato immediatamente rimesso in prigione; e poi Jules Favre ha proclamato, dalla tribuna dellAssemblea nazionale, che Parigi stava mettendo in libert tutti i galeotti! Ernest Picard, il Joe Miller1 del Governo di Difesa nazionale, che si autonominato ministro delle finanze della Repubblica dopo essersi invano sforzato di diventare ministro degli interni dellImpero, il fratello di un certo Arthur Picard, un individuo espulso dalla Borsa di Parigi come truffatore (vedi il rapporto della prefettura di polizia datato 31 luglio 1867), e condannato, per sua stessa confessione, per un furto di 300.000 franchi, quando era dirigente di una delle filiali della Socit gnrale [367], rue Palestro n. 5 (vedi il rapporto della prefettura di polizia, 11 dicembre 1868)[368]. Questo Arthur Picard stato fatto da Ernest Picard direttore del suo giornale, llecteur Libre[369]. Mentre la volgare consorteria degli speculatori era sviata dalle frottole ufficiali di questo giornale del Ministero delle Finanze, Arthur correva avanti e indietro tra il Ministero delle Finanze e la Borsa, dove svendeva i disastri dellesercito francese. Lintera corrispondenza finanziaria di questa degna coppia di fratelli caduta nelle mani della Comune. Jules Ferry, un avvocato spiantato prima del 4 settembre, ha trovato il sistema come sindaco di Parigi durante lassedio di farsi una fortuna sulla carestia. Il giorno in cui dovesse dar conto della sua cattiva amministrazione sarebbe il giorno della sua condanna. Questi uomini non potevano dunque trovare i loro tickets-of-leave[370] se non tra le rovine di Parigi: erano proprio gli uomini che Bismarck voleva. Con laiuto di qualche rimescolamento di carte, Thiers, fino ad allora il segreto suggeritore del governo, ora apparso alla sua testa con i ticket-of-leave men[370] come suoi ministri. Thiers, questo gnomo mostruoso, ha incantato la borghesia francese per quasi mezzo secolo, poich la pi perfetta espressione intellettuale della loro stessa corruzione di classe. Prima di diventare un uomo di Stato, aveva gi dato prova delle sue capacit di dire menzogne come storico. La cronaca della sua vita pubblica il memoriale delle sventure della Francia. Legato ai repubblicani prima del 1830, sinsinu in un ministero sotto Luigi Filippo tradendo il suo protettore Laffitte, singrazi il re suscitan1

Nella traduzione tedesca Karl Vogt; nella traduzione francese Falstaff.

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do sommosse popolari contro il clero, durante le quali furono saccheggiate la chiesa di Saint Germain lAuxerrois e il palazzo arcivescovile, e facendo il ministro spia e laccoucheur1 carcerario della duchessa di Berry[371]. Il massacro dei repubblicani in rue Transnonain, e la susseguente infame legge di settembre contro la stampa e il diritto di associazione furono opera sua[372]. Quando riapparve come capo del Gabinetto nel marzo 1840, stup la Francia con il suo piano di fortificare Parigi. Ai repubblicani che denunciarono il suo piano come un sinistro complotto contro la libert di Parigi[373], replic dalla tribuna della Camera dei deputati:
Come! Immaginare che delle opere di fortificazione possano mai danneggiare la libert! E prima di tutto voi calunniate ogni governo possibile supponendo che un giorno possa tentare di preservarsi bombardando la capitale; ma quel governo sarebbe cento volte pi impossibile dopo la sua vittoria che prima[374].

A dire il vero, nessun governo avrebbe mai osato bombardare Parigi dalle fortezze se non quel governo che prima ha consegnato queste fortezze ai prussiani. Quando il re Bomba si mise alla prova a Palermo[375], nel gennaio 1848, Thiers, che da tempo non era pi ministro, si lev di nuovo alla Camera dei Deputati:
Sapete, signori, cosa sta accadendo a Palermo. Voi, ognuno di voi, vibra di orrore [in senso parlamentare] nel sentire che una grande citt stata bombardata per quarantotto ore da chi? Forse da un nemico straniero nellesercizio dei diritti di guerra? No, signori, dal suo stesso governo. E perch? Perch quella disgraziata citt reclamava i propri diritti. Bene, per avere reclamato i propri diritti, ha ottenuto quarantotto ore di bombardamento Consentitemi di far appello allopinione dEuropa. Levarsi da questa tribuna, forse la pi grande dEuropa, e far riecheggiare qualche parola [parole, in effetti] di indignazione contro questi atti, significa rendere un servizio al genere umano Quando il reggente Espartero, che ha reso dei servigi al suo paese [cosa che il sig. Thiers non ha mai fatto], voleva bombardare Barcellona per reprimerne linsurrezione, si lev da tutte le parti del mondo un generale grido dindignazione[376].

Diciotto mesi dopo, il signor Thiers fu tra i pi fieri difensori del bombardamento di Roma da parte di un esercito francese[377]. In effetti,
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Ostetrico.

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la colpa di re Bomba sembra essere consistita esclusivamente nel fatto di aver limitato il bombardamento a quarantotto ore. Qualche giorno prima della Rivoluzione di febbraio, consumato dal lungo esilio dalla poltrona e dal denaro a cui laveva condannato Guizot, e fiutando nellaria lodore di unimminente agitazione popolare, Thiers, in quello stile pseudo-eroico che gli valso il soprannome di Mirabeau-mouche 1, dichiar alla Camera dei deputati:
Io sono del partito della Rivoluzione, non solo in Francia, ma in Europa. Desidero che il Governo della Rivoluzione rimanga nelle mani di uomini moderati ma se questo Governo dovesse cadere nelle mani di teste calde, persino in quelle dei radicali, non abbandonerei per ci la mia causa. Sar sempre del partito della Rivoluzione[378].

Venne la Rivoluzione di febbraio. Invece di rimpiazzare il Gabinetto Guizot con il Gabinetto Thiers, come aveva sognato il piccolo uomo, sostitu Luigi Filippo con la Repubblica. Nel primo giorno della vittoria popolare si tenne prudentemente nascosto, dimenticando che il disprezzo degli operai lo proteggeva dal loro odio. Ancora, con il suo leggendario coraggio, continu a schivare la scena pubblica, finch i massacri di giugno[299] non la liberarono per il genere di azione che gli si addiceva. Divenne allora la mente direttiva del Partito dellordine[379] e della sua Repubblica Parlamentare, quellanonimo interregno, in cui tutte le fazioni rivali della classe dominante cospirarono insieme per soffocare il popolo, e cospirarono luna contro laltra per restaurare ognuna la propria monarchia. Allora, come adesso, Thiers denunci i repubblicani come il solo ostacolo al consolidamento della Repubblica; allora, come adesso, parl ai repubblicani come il boia parl a Don Carlos: Ti assassiner, ma per il tuo stesso bene. Adesso, come allora, dovr proclamare nel giorno successivo alla sua vittoria: LEmpire est fait lImpero pronto. A dispetto delle sue ipocrite omelie sulle libert necessarie[380] e del suo personale rancore verso Luigi Bonaparte, che si era preso gioco di lui ed aveva cacciato a calci il parlamentarismo ed al di fuori della sua atmosfera fittizia il piccolo uomo consapevole di dissolversi nel nulla ha messo mano in tutte le infamie del Secondo Impero, dalloccupazione di Roma con truppe francesi alla guerra con la Prussia, cui ha
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Mirabeau-mosca.

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incitato con la sua feroce invettiva contro lunit tedesca non in quanto maschera del dispotismo prussiano, ma come violazione del diritto acquisito della Francia sulla disunione tedesca. Ardente nel brandire, con le sue braccia da nano, in faccia allEuropa la spada di Napoleone I, di cui diventato il lustrascarpe storico[381], la sua politica estera culminata sempre nella pi assoluta umiliazione della Francia, dalla convenzione di Londra del 1840[382] alla capitolazione di Parigi del 1871, e allattuale guerra civile, in cui sprona i prigionieri di Sedan e Metz contro Parigi col permesso speciale di Bismarck[383]. A dispetto della versatilit del talento e dellambiguit dei suoi propositi, questuomo stato dedito durante la sua intera vita alla pi fossilizzata routine. evidente che gli sono sempre rimaste oscure le correnti sotterranee pi profonde della societ moderna; ma anche i cambiamenti superficiali pi palpabili rifuggivano un cervello la cui vitalit si era tutta riversata nella lingua. Per questa ragione non si mai stancato di denunciare come un sacrilegio qualsiasi deviazione dal vecchio sistema protezionista francese. Quando era ministro di Luigi Filippo, dileggi la ferrovia come una folle chimera; e quando era allopposizione sotto Luigi Bonaparte stigmatizz come una profanazione ogni tentativo di riformare il marcio sistema militare francese. Mai, nella sua lunga carriera politica, stato colpevole di una singola nemmeno la pi piccola misura di utilit pratica. Thiers stato coerente solo nella sua brama di ricchezza e nel suo odio verso gli uomini che la producono. Entrato povero come Giobbe nel suo primo ministero sotto Luigi Filippo, lo lasci da milionario. Il suo ultimo ministero sotto lo stesso re (del 1 marzo 1840) lo espose a pubbliche accuse di peculato alla Camera dei deputati, alle quali fu ben lieto di replicare con le lacrime articolo in cui egli commercia tanto liberamente quanto Jules Favre o qualsiasi altro coccodrillo. A Bordeaux1 la sua prima misura per salvare la Francia dallimminente rovina economica stata di sussidiare se stesso con tre milioni allanno[384], la prima e lultima parola della Repubblica Economica, di cui aveva aperto la prospettiva ai suoi elettori parigini nel 1869. Uno dei suoi ex colleghi della Camera dei Deputati del 1830, anche lui un capitalista e nondimeno un devoto membro della Comune di Parigi, il sig. Beslay, recentemente si rivolto cos a Thiers in un manifesto pubblico:
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La traduzione del 1891 reca: Nel 1871.

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lasservimento del lavoro al capitale sempre stato la pietra angolare della tua politica, e il giorno stesso in cui hai visto la Repubblica del Lavoro istallarsi allHtel de Ville1, non hai mai smesso un attimo di gridare fuori dalla Francia: questi sono criminali! [385].

Un maestro nella piccola furfanteria di Stato, un virtuoso nello spergiuro e nel tradimento, un artista in tutti i meschini stratagemmi, gli scaltri espedienti e le ignobili perfidie del conflitto partitico parlamentare; senza mai uno scrupolo nellattizzare una rivoluzione quando era fuori del palazzo e nel soffocarla nel sangue quando era al timone dello Stato; con pregiudizi di classe al posto di idee e vanit al posto di un cuore; con una vita privata tanto infame quanto odiosa la sua vita pubblica anche ora che sta recitando la parte di un Silla francese non pu far a meno di far risaltare labominio delle sue prodezze con il ridicolo della sua ostentazione. La capitolazione di Parigi, con la consegna alla Prussia non solo di Parigi, ma di tutta la Francia, ha chiuso la lunga serie di intrighi volti al tradimento con il nemico, cui hanno dato inizio gli usurpatori del 4 settembre, come ha detto anche Trochu quel giorno stesso[358]. Daltro canto, essa ha segnato linizio della guerra civile che costoro stavano per intraprendere, con laiuto della Prussia, contro la Repubblica e Parigi. La trappola era preparata nei termini stessi della capitolazione. In quel momento pi di un terzo del territorio era nelle mani del nemico, i collegamenti tra la capitale e le province erano recisi, tutte le comunicazioni erano disorganizzate. In circostanze di questo genere, senza poter disporre dei tempi lunghi necessari ai preparativi, eleggere una vera rappresentanza della Francia era impossibile. In considerazione di ci, la capitolazione ha stabilito che unAssemblea nazionale dovesse essere eletta entro otto giorni; tanto che in molte parti della Francia la notizia delle elezioni imminenti arrivata soltanto alla loro vigilia. Questa Assemblea, poi, in virt di unespressa clausola della capitolazione, doveva essere eletta al solo scopo di decidere della pace o della guerra ed, eventualmente, per concludere un trattato di pace[386]. La popolazione non poteva non sentire che i termini stessi dellarmistizio rendevano impossibile la continuazione della guerra, e che, per ratificare la pace imposta da Bismarck, gli uomini peggiori di Francia erano i migliori. Ma non contento di queste precauzioni, Thiers, ancora pri1

Municipio.

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ma che il segreto dellarmistizio fosse trapelato a Parigi, partito per un giro elettorale nelle province, per dare una scossa capace di riportare in vita il partito legittimista[387], che ora, con gli orleanisti, avrebbe dovuto prendere il posto dei bonapartisti, ormai non pi presentabili. Non ne aveva paura. Impossibile come governo della Francia moderna, ed i cui uomini, perci, erano disprezzabili come rivali, quale partito si poteva meglio prestare come strumento della controrivoluzione1 di quello la cui azione, con le parole dello stesso Thiers (Camera dei deputati, 5 gennaio 1833), si era sempre ridotta alle tre risorse dellinvasione straniera, della guerra civile e dellanarchia?[388]. Credevano veramente nellavvento del loro lungamente atteso millennio retrospettivo. Il tallone dellinvasione straniera schiacciava la Francia, cera un Impero caduto ed un Bonaparte prigioniero; e loro erano sempre l. La ruota della storia era tornata evidentemente indietro per fermarsi alla chambre introuvable2 del 1816[389]. Nelle Assemblee della Repubblica, dal 1848 al 1851, essi erano stati rappresentati dai loro campioni parlamentari istruiti e preparati; adesso era la truppa del partito che si faceva avanti tutti i Pourceaugnac[390] di Francia. Non appena questa Assemblea di Rurali si riunita a Bordeaux[391], Thiers le ha fatto intendere con chiarezza che i preliminari di pace dovevano essere approvati immediatamente, senza neanche gli onori di un dibattito parlamentare, come lunica condizione a cui la Prussia avrebbe permesso loro di dare inizio alla guerra contro la Repubblica e contro Parigi, la sua fortezza[392]. In effetti, la controrivoluzione non aveva tempo da perdere. Il Secondo Impero aveva pi che raddoppiato il debito nazionale, e affondato tutte le grandi citt sotto pesanti debiti municipali. La guerra aveva terribilmente accresciuto i passivi commerciali e devastato senza piet le risorse della nazione. Per completare la rovina, lo Shylock prussiano era l, patto alla mano, per esigere il mantenimento di mezzo milione dei suoi soldati sul suolo francese, la sua indennit di cinque miliardi e linteresse del 5 per cento per le rate non pagate[393]. Chi doveva pagare il conto? Solo col rovesciamento violento della Repubblica gli accaparratori della ricchezza potevano sperare di ributtare sulle spalle dei produttori di questa ricLe traduzioni tedesche del 1871 e del 1891 recano reazione. Le traduzioni tedesche del 1871 e del 1891 recano inoltre la Camera del Landrath e degli Junker.
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chezza i costi di una guerra che loro, gli accaparratori, avevano provocato. Limmensa rovina della Francia spronava dunque questi patriottici rappresentanti della terra e del capitale ad innestare, proprio sotto gli occhi dellinvasore e sotto la sua protezione, sulla guerra esterna una guerra civile una ribellione di schiavisti. Sulla strada di questo complotto si ergeva un grande ostacolo: Parigi. Disarmare Parigi era la prima condizione del successo. Thiers ha intimato dunque a Parigi di deporre le armi. Parigi stata allora esasperata dalle frenetiche dimostrazioni antirepubblicane dellAssemblea dei Rurali e dalle equivoche espressioni dello stesso Thiers circa lo stato giuridico della Repubblica; dalla minaccia di decapitare e decapitalizzare Parigi[394]; dalla nomina di ambasciatori orleanisti; dalle leggi di Dufaure circa le cambiali e gli affitti scaduti, che hanno provocato la rovina del commercio e dellindustria parigina[395]; dalla tassa Pouyer Quertier di due centesimi su ogni copia di tutte le pubblicazioni possibili e immaginabili[396]; dalla condanna a morte di Blanqui e di Flourens[397]; dalla soppressione dei giornali repubblicani; dal trasferimento dellAssemblea nazionale a Versailles; dal ripristino dello stato dassedio dichiarato da Palikao e scaduto il 4 settembre; dalla nomina del dcembriseur Vinoy[398] a governatore di Parigi; di Valentin, il gendarme dellImpero, a suo prefetto di polizia, e infine da quella di DAurelle de Paladines, il generale gesuita, a comandante in capo della sua Guardia nazionale[399]. E ora dobbiamo rivolgere una domanda al sig. Thiers ed agli uomini della Difesa nazionale suoi tirapiedi. noto che, per lintervento del suo ministro delle Finanze, il sig. Pouyer Quertier, Thiers aveva contratto un prestito di due miliardi. Ora vero o non vero: 1) che laffare fu congegnato in maniera che un compenso di parecchie centinaia di milioni fosse messo al sicuro a vantaggio privato di Thiers, Jules Favre, Ernest Picard, Pouyer Quertier e Jules Simon? e 2) che nessuna parte di questo denaro doveva essere pagata prima della pacificazione di Parigi?[400] In ogni caso, doveva esserci qualcosa di molto pressante nella questione, perch Thiers e Jules Favre, in nome della maggioranza dellAssemblea di Bordeaux, sollecitassero sfrontatamente loccupazione immediata di Parigi da parte delle truppe prussiane. Questo per non era il gioco di Bismarck, come egli ha raccontato in modo beffardo, e in pubblico, agli estasiati filistei di Francoforte, al suo ritorno in Germania[401].

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II.
Parigi in armi era lunico serio ostacolo sulla via del complotto controrivoluzionario. Parigi doveva perci essere disarmata. Su questo punto lAssemblea di Bordeaux era la sincerit in persona. Se le declamazioni roboanti dei suoi Rurali non fossero state sufficientemente udibili, la consegna di Parigi alle tenere cure del triumvirato di Vinoy il dcembriseur[398], Valentin, il gendarme bonapartista, e Aurelle de Paladines, il generale gesuita, non avrebbe lasciato nemmeno lombra del dubbio. Ma mentre esibivano con insolenza il loro vero proposito di disarmare Parigi, i cospiratori le hanno chiesto di deporre le armi con un pretesto che era la pi evidente, la pi sfacciata delle menzogne. Lartiglieria della Guardia nazionale di Parigi, diceva Thiers, apparteneva allo Stato, ed allo Stato doveva essere restituita[402]. Le cose stavano cos: dal giorno stesso della capitolazione, in cui i prigionieri di Bismarck avevano firmato la resa della Francia, ma si erano riservati una numerosa guardia del corpo con lesplicito proposito di intimorire Parigi, Parigi stava in guardia. La Guardia nazionale si riorganizzata ed ha affidato il proprio comando supremo ad un Comitato centrale eletto dallinsieme dei battaglioni, con leccezione di alcuni frammenti delle vecchie formazioni bonapartiste. Alla vigilia dellentrata dei prussiani a Parigi, il Comitato centrale ha preso delle misure per la rimozione a Montmartre, Belleville e La Villette dei cannoni e delle mitrailleuses1 proditoriamente abbandonati dai capitulards[363] proprio nei quartieri e nei pressi dei quartieri che i prussiani stavano per occupare. Questa artiglieria era stata ottenuta grazie alle sottoscrizioni della Guardia nazionale. Era stata ufficialmente riconosciuta come propriet privata di questultima nella capitolazione del 28 gennaio, ed a questo stesso titolo era stata esentata dalla consegna generale nelle mani del vincitore delle armi appartenenti al governo[403]. E Thiers era cos completamente sprovvisto persino del pi inconsistente dei pretesti per iniziare la guerra contro Parigi, che ha dovuto far ricorso alla flagrante menzogna secondo cui lartiglieria della Guardia nazionale sarebbe stata propriet dello Stato! Il sequestro della sua artiglieria doveva evidentemente costituire soltanto latto preliminare del disarmo generale di Parigi, e, perci, della
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Mitragliatrici.

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rivoluzione del 4 settembre. Ma questa rivoluzione era diventata il regime legale della Francia. La Repubblica, la sua opera, era stata riconosciuta dal conquistatore nei termini della capitolazione. Dopo la capitolazione era stata riconosciuta da tutte le potenze straniere, e nel suo nome era stata convocata lAssemblea nazionale. La rivoluzione dei lavoratori di Parigi del 4 settembre costituiva il solo titolo legale dellAssemblea nazionale che aveva sede a Bordeaux, e del suo esecutivo. Altrimenti lAssemblea nazionale avrebbe dovuto immediatamente lasciare il posto al Corps lgislatif 1, eletto nel 1869 a suffragio universale sotto lautorit francese e non prussiana, e disperso con la forza dalle armi della rivoluzione. Thiers e i suoi ticket of leave men[370] avrebbero dovuto capitolare in cambio salvacondotti firmati da Luigi Bonaparte, che li avrebbero salvati da un viaggio alla Caienna[404]. LAssemblea nazionale, con il suo potere di procura nello stabilire i termini della pace con la Prussia, era soltanto un episodio di questa rivoluzione, la cui vera incarnazione era sempre Parigi armata, Parigi che laveva iniziata, Parigi che per essa aveva sopportato un assedio di cinque mesi, con gli orrori della carestia, e che, aveva fatto della sua resistenza, a dispetto del piano di Trochu, la base di unostinata guerra di difesa nelle province. E ora, Parigi doveva deporre le armi di fronte allordine ingiurioso degli schiavisti ribelli di Bordeaux, e riconoscere che la sua rivoluzione del 4 settembre non significava altro che un semplice trasferimento di potere da Luigi Bonaparte ai suoi avversari monarchici; oppure doveva ergersi come il campione della Francia pronto al sacrificio di s, di quella Francia la cui salvezza dalla rovina e la cui rigenerazione erano impossibili senza il rovesciamento rivoluzionario delle condizioni politiche e sociali che avevano generato il Secondo Impero, e che, grazie alle sue amorevoli cure, erano maturate fino alla completa corruzione. Parigi, consumata da una carestia di cinque mesi, non ha esitato un momento. Ha deciso eroicamente di affrontare tutti i rischi di una resistenza contro i cospiratori francesi, persino con i cannoni prussiani che la sorvegliavano dalle sue stesse fortezze. Tuttavia, aborrendo la guerra civile in cui Parigi stava per essere spinta, il Comitato centrale ha continuato ad insistere in un atteggiamento meramente difensivo, nonostante le provocazioni dellAssemblea, le usurpazioni dellesecutivo, e la minacciosa concentrazione di truppe allinterno ed intorno a Parigi.
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Corpo legislativo.

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Thiers ha dato il via alla guerra civile mandando Vinoy, alla testa di una moltitudine di sergents-de-ville 1 e di alcuni reggimenti di fanteria in una spedizione notturna contro Montmartre, per impadronirsi di sorpresa dellartiglieria della Guardia nazionale. noto come questo tentativo sia andato a monte di fronte alla resistenza della Guardia nazionale e al fraternizzare dei soldati col popolo. Aurelle de Paladines aveva fatto stampare in anticipo il suo bollettino di vittoria, e Thiers teneva pronti i manifesti che dovevano annunciare le sue misure da coup dtat 2. Hanno dovuto essere sostituiti dagli appelli di Thiers, che comunicavano la sua magnanima decisione di lasciare la Guardia nazionale in possesso delle sue armi, con le quali, ha detto, era sicuro che si sarebbe raccolta intorno al governo contro i ribelli[402]. Su 300.000 Guardie nazionali, solo 300 hanno risposto a questo appello a raccogliersi attorno al piccolo Thiers contro se stesse. La gloriosa rivoluzione operaia del 18 marzo ha stabilito su Parigi il proprio dominio indiscusso. Il Comitato centrale era il suo governo provvisorio. LEuropa parsa per un momento dubitare se i suoi recenti e sensazionali atti politici e bellici avessero una qualche realt o non fossero piuttosto i sogni di un passato da lungo tempo trascorso. Dal 18 marzo fino allentrata delle truppe di Versailles a Parigi, la rivoluzione proletaria rimasta talmente immune dagli atti di violenza che abbondano nelle rivoluzioni, e ancor pi nelle controrivoluzioni delle classi superiori, che ai suoi oppositori non stato lasciato alcun pretesto per protestare su ci, se si eccettuano lesecuzione dei generali Lecomte e Clment Thomas, e il caso di place Vendme. Uno degli ufficiali bonapartisti impegnato nel tentativo notturno contro Montmartre, il generale Lecomte, aveva ordinato per quattro volte all81 reggimento di fanteria di far fuoco su una folla inerme riunita in place Pigalle, e, al rifiuto dei suoi uomini, li aveva furiosamente insultati. Invece di sparare sulle donne e sui bambini, i suoi soldati hanno sparato su di lui. Le abitudini inveterate, acquisite dai soldati nelladdestramento ricevuto dai nemici della classe operaia, non probabile, naturalmente, che cambino proprio nel momento in cui questi soldati cambiano parte. Gli stessi uomini hanno giustiziato anche Clment Thomas.
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Guardie municipali. Colpo di stato.

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Il generale Clment Thomas, un insoddisfatto ex sergente furiere, nellultimo periodo del regno di Luigi Filippo si era arruolato nella direzione del giornale repubblicano Le National[405], per prestare servizio nella duplice funzione di uomo di paglia (grant responsable 1) e di attaccabrighe pronto al duello per conto di quel giornale molto combattivo. Dopo la rivoluzione di febbraio, gli uomini del National, giunti al potere, trasformarono questo vecchio sergente furiere in un generale alla vigilia della carneficina di giugno, di cui fu, come Jules Favre, uno dei sinistri ideatori, e di cui divenne uno dei pi vili esecutori. In seguito, lui e la sua carica di generale scomparvero per molto tempo, per risalire in superficie l1 novembre 1870. Il giorno prima, il Governo di Difesa, prigioniero allHtel de Ville 2, aveva solennemente data la sua parola a Blanqui, a Flourens e ad altri rappresentanti della classe operaia di abdicare al potere usurpato nelle mani di una Comune da eleggersi liberamente da parte di Parigi[406]. Invece di mantenere la sua parola, ha scatenato su Parigi i bretoni di Trochu, che prendevano allora il posto dei corsi di Bonaparte[407]. Solo il generale Tamisier, rifiutando di macchiare il suo nome con una simile mancanza di lealt, ha rassegnato le dimissioni da comandante in capo della Guardia nazionale, e al suo posto Clment Thomas ridiventato ancora una volta generale. Durante tutto il periodo in cui ha tenuto il coman-do, ha fatto guerra, non ai prussiani, ma alla Guardia nazionale di Parigi. Ne ha impedito larmamento generale, ha aizzato i battaglioni borghesi contro i battaglioni operai, ha epurato gli ufficiali ostili al piano di Trochu, e ha sciolto, con il marchio dinfamia di codardia, quegli stessi battaglioni proletari il cui eroismo adesso ha stupito i loro nemici pi inveterati. Clment Thomas era pieno di orgoglio per aver riconquistato la sua preminenza di giugno 3 come nemico personale della classe operaia di Parigi. Solo pochi giorni prima del 18 marzo, aveva presentato al ministro della Guerra, Le Fl, un suo piano per farla finita con la fine fleur 4 [la crema] della canaille 5 parigina[408]. Dopo la disfatta di Vinoy, deve aver sentito il bisogno di apparire sulla scena dellazione nella qualit di una spia dilet-tante. Il Comitato centrale e gli operai di Parigi sono stati altrettanto responsabili delluccisione di Clment Thomas e di Lecom1 2

Amministratore responsabile. Municipio. 3 Del giugno 1848. 4 Il fior fiore. 5 Canaglia.

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te quanto la principessa di Galles1 lo stata della sorte della gente che morta schiacciata il giorno del suo ingresso a Londra. Il massacro di cittadini inermi in place Vendme un mito che il sig. Thiers ed i Rurali hanno insistentemente ignorato nellAssemblea, affidandone la divulgazione esclusivamente al servilismo del giornalismo europeo. Gli uomini dellordine, i reazionari di Parigi, hanno tremato di fronte alla vittoria del 18 marzo. Per loro era il segnale che il giudizio popolare stava infine arrivando. Si levavano di fronte ai loro volti gli spettri delle vittime assassinate con le loro mani dai giorni del giugno 1848 fino al 22 gennaio 1871[409]. Il loro panico stato la loro sola punizione. Persino i sergents-de-ville 2, invece di essere disarmati e rinchiusi come si sarebbe dovuto fare, hanno trovato le porte di Parigi completamente aperte per ritirarsi sicuri a Versailles. Gli uomini dellordine non soltanto non sono stati disarmati, ma stato loro permesso di riunirsi e di occupare tranquillamente pi di un punto strategico proprio nel centro di Parigi. Questa indulgenza del Comitato centrale questa generosit degli operai armati , cos stranamente in contrasto con le abitudini del Partito dellordine, sono state da questultimo fraintese come meri sintomi di consapevole debolezza. Di qui il suo stupido piano di tentare, col pretesto di una manifestazione disarmata, quello che Vinoy non era riuscito a fare con i suoi cannoni e le sue mitragliatrici. Il 22 marzo una turbolenta folla di elegantoni si mossa dai quartieri ricchi con tutti i petits crevs 3 nelle sue fila e alla sua testa i ben noti amici intimi dellImpero gli Heeckeren, Cotlogon, Henri de Pne ecc. Col pretesto codardo di una dimostrazione pacifica, questa feccia, armata segretamente con le armi degli sgherri, si messa in ordine di marcia, ha malmenato e disarmato le pattuglie isolate e le sentinelle della Guardia nazionale che incontrava sul suo cammino e, allimbocco di rue de la Paix, al grido di: Abbasso il Comitato centrale! Abbasso gli assassini! Lunga vita allAssemblea nazionale!, ha tentato di rompere il cordone posto in quel punto e di prendere cos di sorpresa il quartier generale della Guardia nazionale in place Vendme. In risposta ai loro colpi di pistola, sono state fatte le sommations4 [410] dobbligo (lequivalente francese del Riot act inglese), ed essendo state queste senza effica1 2

Alessandra. Guardie municipali. 3 Smidollati. 4 Intimazioni.

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cia, il generale della Guardia nazionale1 ha comandato il fuoco. Una scarica ha disperso in una fuga disordinata gli stupidi bellimbusti, che si aspettavano che la sola esibizione della loro rispettabilit avrebbe avuto sulla rivoluzione di Parigi lo stesso effetto delle trombe di Giosu sulle mura di Gerico[411]. I fuggitivi hanno lasciato dietro di s due Guardie nazionali uccise, nove gravemente ferite (tra le quali un membro del Comitato centrale2), e tutta la scena della loro impresa disseminata di pistole, pugnali e bastoni da stocco, come prova del carattere disarmato della loro pacifica dimostrazione[412]. Quando, il 13 giugno 1849, la Guardia nazionale parigina fece una dimostrazione veramente pacifica per protestare contro il criminoso assalto delle truppe francesi a Roma, Changarnier, allora generale del Partito dellordine, fu acclamato dallAssemblea nazionale, e in particolare da Thiers, come il salvatore della societ, per aver lanciato le sue truppe da tutti i lati contro quegli uomini disarmati, per sparar loro e passarli a fil di spada, e calpestarli sotto gli zoccoli dei cavalli. Allora Parigi fu messa in stato di assedio. Dufaure sollecit attraverso lAssemblea nuove leggi repressive[413]. Nuovi arresti, nuove proscrizioni sinstaur un nuovo regno di terrore[414]. Ma le classi inferiori trattano queste cose diversamente. Il Comitato centrale del 1871 ha semplicemente ignorato gli eroi della dimostrazione pacifica, al punto che, soltanto due giorni dopo, hanno potuto radunarsi, agli ordini dellammiraglio Saisset, per quella dimostrazione armata che stata coronata dal famoso fuggi fuggi di Versailles. Nella sua riluttanza a continuare la guerra civile aperta dal tentativo brigantesco di Thiers a Montmartre, il Comitato centrale, questa volta, si reso colpevole di un errore decisivo non marciando immediatamente su Versailles, in quel momento completamente indifesa, ponendo fine con ci alle cospirazioni di Thiers e dei suoi Rurali. Invece di fare questo, si permesso di nuovo al Partito dellordine di saggiare le proprie forze alle urne, il 26 marzo, il giorno dellelezione della Comune. Allora, nelle mairies3 di Parigi, hanno scambiato blande parole di riconciliazione con i loro troppo generosi vincitori, mormorando in cuor loro solenni voti di sterminarli a tempo debito. Guardiamo ora il rovescio della medaglia. Thiers ha cominciato la sua seconda campagna contro Parigi ai primi di aprile. La prima infor1 2

Jules Bergeret. Louis Charles Maljournal. 3 Municipi.

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nata di prigionieri parigini condotta a Versailles stata sottoposta a rivoltanti atrocit, mentre Ernest Picard, con le mani nelle tasche dei pantaloni, gli gironzolava intorno facendosi beffe di loro, e mentre le Mesdames Thiers e Favre, circondate dalle loro dame donore (?) applaudivano dal balcone gli oltraggi della plebaglia di Versailles[415]. I soldati di fanteria fatti prigionieri sono stati massacrati a sangue freddo; il nostro valoroso amico, generale Duval, il fonditore di ferro, stato fucilato senza alcuna forma di processo. Galliffet, il mantenuto della propria moglie, cos famosa per le spudorate esibizioni nelle orge del Secondo Impero, si vantato in una solenne dichiarazione[416] di aver ordinato lassassinio di una piccola truppa della Guardia nazionale, con il suo capitano ed il loro tenente, presa di sorpresa e disarmata dai suoi chasseurs1. Vinoy, il fuggiasco, stato nominato da Thiers Gran Croce della Legion dOnore per il suo ordine generale di fucilare ogni soldato di fanteria trovato nei ranghi dei federati. Desmarets, il gendarme, stato decorato per avere fatto a pezzi a tradimento come un macellaio il magnanimo e cavalleresco Flourens, che il 31 ottobre 1870 aveva salvato le teste dei membri del Governo di Difesa[417]. Su gli incoraggianti particolari del suo assassinio si trionfalmente dilungato Thiers allAssemblea nazionale[418]. Con lesaltata vanit di un Pollicino parlamentare, al quale si consente di recitare la parte di un Tamerlano, ha negato a coloro che si sono ribellati alla sua piccolezza ogni diritto ad una condotta di guerra civile, persino il diritto di neutralit per le ambulanze[419]. Nulla di pi orribile di quella scimmia a cui stato permesso per un momento di dare pieno sfogo ai suoi istinti di tigre, come gi aveva previsto Voltaire[420]. (Vedi nota p. 35)2. Dopo il decreto della Comune del 7 aprile che ordinava rappresaglie e dichiarava essere suo dovere proteggere Parigi contro le prodezze cannibalesche dei banditi di Versailles e di chiedere occhio per occhio, dente per dente[421], Thiers non ha messo fine al barbaro trattamento dei prigionieri, e anzi li ha insultati nei suoi bollettini come segue: Mai espressioni pi spregevoli di una democrazia spregevole si erano presentate di fronte allo sguardo afflitto dei cittadini onesti[422] onesti come lo stesso Thiers e i suoi ticket of leave men[370] ministeriali. Tuttavia, le
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Cacciatori. Cfr. qui avanti pp. xx-xx[Note a Guerra civile in Francia].

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fucilazioni dei prigionieri sono state sospese per un certo tempo. Ma, appena Thiers e i suoi generali decembristi hanno preso coscienza del fatto che il decreto della Comune sulle rappresaglie era soltanto una vuota minaccia, che venivano risparmiati persino i gendarmi-spie travestiti da Guardie nazionali catturati a Parigi, persino i sergents-de-ville presi con bombe incendiarie, allora le fucilazioni in massa dei prigionieri sono state riprese e continuate ininterrottamente fino alla fine. Le case dove si erano rifugiate delle Guardie nazionali venivano circondate da gendarmi, cosparse di petrolio (che ha fatto la sua comparsa per la prima volta in questa guerra) ed infine incendiate; i corpi carbonizzati venivano poi portati con lambulanza della Stampa alle Ternes[423]. Quattro Guardie nazionali che si erano arrese ad uno squadrone di chasseurs1 a cavallo alla Belle pine il 25 aprile, sono state in seguito uccise, una dopo laltra, dal capitano, un degno uomo di Galliffet. Una delle sue quattro vittime, creduta morta, Scheffer, si trascinata fino agli avamposti parigini e ha testimoniato questo fatto di fronte a una commissione della Comune[424]. Quando Tolain ha fatto uninterpellanza al Ministro della Guerra sul rapporto di questa commissione, i Rurali hanno coperto la sua voce e hanno proibito a Le Fl di rispondere[425]. Sarebbe stato un insulto per il loro glorioso esercito parlare delle sue prodezze. Il tono irriverente col quale i bollettini di Thiers hanno annunciato la strage a colpi di baionetta dei federati sorpresi nel sonno al Moulin Saquet e le fucilazioni in massa di Clamart ha urtato i nervi persino del non certo ipersensibile Times di Londra[426]. Ma sarebbe ridicolo tentare oggi di raccontare nei dettagli anche solo le atrocit preliminari commesse da coloro che hanno bombardato Parigi e hanno fomentato una ribellione di schiavisti protetti da uninvasione straniera. Nel mezzo di tutti questi orrori, Thiers, dimentico dei suoi lamenti parlamentari sulla terribile responsabilit che pesa sulle sue spalle da nano, si vanta nei suoi bollettini che lAssemble sige paisiblement (lAssemblea continua a riunirsi in pace)[427], e dimostra con le sue continue gozzoviglie, ora con i generali decembristi, ora con i principi tedeschi, che la sua digestione non affatto turbata, nemmeno dagli spettri di Lecomte e di Clment Thomas.
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Cacciatori.

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III.
Allalba del 18 marzo Parigi si levata al grido tonante di Vive la Commune!1. Che cos la Comune, quella sfinge che tormenta tanto lo spirito borghese? I proletari di Parigi diceva il Comitato centrale nel suo manifesto del 18 marzo in mezzo alle disfatte ed ai tradimenti delle classi dominanti, hanno capito che per loro suonata lora di salvare la situazione prendendo in mano la direzione degli affari pubblici Hanno capito che loro dovere improrogabile e loro assoluto diritto farsi padroni del proprio destino prendendo il potere di governo[428]. Ma la classe operaia non pu semplicemente impadronirsi della macchina statale cos com, e manovrarla per i propri fini[429]. Il potere centralizzato dello Stato, con i suoi organi onnipresenti: esercito permanente, polizia, burocrazia, clero e magistratura organi prodotti secondo un piano di divisione sistematica e gerarchica del lavoro ha origine nellepoca della monarchia assoluta, quando serv alla nascente societ borghese come unarma poderosa nelle sue lotte contro il feudalesimo. Tuttavia, il suo sviluppo rest ostruito da ogni sorta di ciarpame medievale: diritti signorili, privilegi locali, monopoli municipali e corporativi, e costituzioni provinciali. La scopa gigantesca della Rivoluzione francese del XVIII secolo spazz via tutte queste reliquie dei tempi passati, sgomberando cos simultaneamente il suolo sociale dagli ultimi intralci alla sovrastruttura delledificio dello Stato moderno, edificato sotto il Primo Impero, a sua volta scaturito dalle guerre di coalizione della vecchia Europa semifeudale contro la Francia moderna. Durante i successivi rgimes2, il governo, posto sotto il controllo parlamentare cio sotto il diretto controllo delle classi possidenti non divent solamente il focolaio di enormi debiti nazionali e di tasse opprimenti; con le sue irresistibili attrattive di posti, guadagni, clientele, non solo divenne il pomo della discordia tra le fazioni rivali e gli avventurieri delle classi dirigenti, ma anche il suo carattere politico cambi insieme ai cambiamenti economici della societ. Nella misura in cui il progresso dellindustria moderna sviluppava, ampliava, intensificava lantagonismo
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Viva la Comune! Regimi.

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di classe tra capitale e lavoro, il potere dello Stato assumeva sempre pi il carattere del potere nazionale del capitale sul lavoro, di una forza pubblica organizzata di asservimento sociale, di uno strumento del dispotismo di classe 1. Dopo ogni rivoluzione che segnava una fase progressiva nella lotta di classe, il carattere puramente repressivo del potere dello Stato si stagliava in un rilievo sempre pi marcato. La rivoluzione del 1830, facendo passare il potere dai grandi proprietari fondiari ai capitalisti, lo trasfer dai pi remoti antagonisti degli operai a quelli pi diretti. I repubblicani borghesi che, in nome della Rivoluzione di febbraio, presero il potere statale, se ne servirono per i massacri di giugno, allo scopo di convincere la classe operaia che la Repubblica sociale significava la Repubblica che assicurava la loro soggezione sociale, e allo scopo di convincere la massa monarchica della classe borghese e dei grandi proprietari fondiari che potevano in tutta sicurezza lasciare le cure e gli emolumenti del governo ai borghesi repubblicani. Tuttavia, dopo la loro unica eroica impresa di giugno, i repubblicani borghesi dovettero retrocedere dalla prima fila alla retroguardia del Partito dellordine una combinazione formata da tutte le frazioni e fazioni rivali della classe sfruttatrice nel loro ormai apertamente dichiarato antagonismo con le classi produttrici. La forma pi propria del loro governo di societ per azioni fu la Repubblica parlamentare, con Luigi Bonaparte come presidente. Il loro fu un regime di dichiarato terrorismo di classe e di deliberato oltraggio alla vile multitude 2. Se la Repubblica parlamentare, come diceva Thiers, le divideva [le differenti frazioni della classe dirigente] meno[430], apriva un abisso tra questa classe e lintero corpo della societ, escluso dalle sue ristrette fila. La loro unione aveva rimosso le restrizioni che le loro divisioni sotto i rgimes 3 precedenti avevano imposto al potere dello Stato; ed in presenza della minaccia di sollevazione del proletariato, esse utilizzarono adesso il potere dello Stato senza piet e con ostentazione come strumento nazionale di guerra del capitale contro il lavoro. Tuttavia, nella loro ininterrotta crociata contro le masse produttrici, furono per costrette non soltanto ad investire lesecutivo di
1 Cos reca la traduzione tedesca del 1871: il potere dello Stato assumeva sempre pi il carattere del potere pubblico di oppressione del lavoro, il carattere di uno strumento del dominio di classe. 2 Vile moltitudine. 3 Regimi.

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poteri repressivi sempre pi accresciuti, ma allo stesso tempo a privare la loro stessa roccaforte parlamentare lAssemblea nazionale luno dopo laltro, di tutti i mezzi di difesa contro lesecutivo. Lesecutivo, nella persona di Luigi Bonaparte, le mise alla porta. Il prodotto naturale della Repubblica del Partito dellordine fu il Secondo Impero. LImpero, col coup dtat 1 come certificato di nascita, il suffragio universale come sanzione, e la spada come scettro, professava di appoggiarsi sui contadini, la grande massa di produttori non direttamente coinvolta nella lotta tra capitale e lavoro. Professava di salvare la classe operaia mettendo fine al parlamentarismo, e, insieme con questo, al manifesto servilismo del governo nei confronti delle classi possidenti. Professava di salvare le classi possidenti mantenendo la loro supremazia economica sulla classe operaia; e, infine, professava di realizzare lunit di tutte le classi facendo rivivere per tutte la chimera della gloria nazionale. In realt, era la sola forma di governo possibile in un periodo in cui la borghesia aveva gi perduto e la classe operaia non aveva ancora acquisito la capacit di governare la nazione. Fu acclamato in tutto il mondo come il salvatore della societ. Sotto il suo dominio, la societ borghese, liberata da preoccupazioni politiche, consegu uno sviluppo che essa stessa non poteva aspettarsi. La sua industria e il suo commercio si ampliarono sino a raggiungere dimensioni colossali; la truffa finanziaria celebr delle orge cosmopolite; la miseria delle masse stava in stridente contrasto con lostentazione senza vergogna di lusso sfarzoso, appariscente e degradato. Il potere dello Stato, che in apparenza si libra al di sopra della societ, era nello stesso tempo lo scandalo pi grande di quella societ e il vero e proprio focolaio di tutta la sua corruzione. La sua decomposizione, e la decomposizione della societ che aveva salvato, sono state messe a nudo dalle baionette della Prussia, essa stessa ben desiderosa di trasferire da Parigi a Berlino la sede suprema di quel rgime 2. Limperialismo , allo stesso tempo, la pi prostituita e lultima forma del potere statale che la nascente societ borghese aveva cominciato ad elaborare come strumento della propria emancipazione dal feudalesimo, e che la societ borghese sviluppata aveva infine trasformato in uno strumento per lasservimento del lavoro al capitale.
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Colpo di Stato. Regime.

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La Comune era la diretta antitesi dellImpero. Il grido di Repubblica sociale, col quale la rivoluzione di Febbraio era stata annunciata dal proletariato di Parigi, esprimeva soltanto una vaga aspirazione ad una Repubblica che non avrebbe dovuto solamente prendere il posto della forma monarchica di dominio di classe, ma dello stesso dominio di classe. La Comune stata la forma positiva di questa Repubblica. Parigi, sede centrale del vecchio potere governativo e, al tempo stesso, roccaforte sociale della classe operaia francese, si era sollevata in armi contro il tentativo di Thiers e dei Rurali di restaurare e perpetuare quel vecchio potere governativo lasciatole in eredit dallImpero. Parigi poteva resistere soltanto perch, in seguito allassedio, si era sbarazzata dellesercito e lo aveva sostituito con una Guardia nazionale, la cui massa era costituita da operai. Questo fatto doveva ora essere trasformato in unistituzione. Il primo decreto della Comune, perci, stato la soppressione dellesercito permanente, e la sua sostituzione con il popolo in armi[431]. La Comune era formata da consiglieri municipali, eletti a suffragio universale nelle diverse circoscrizioni della citt, responsabili e revocabili a breve termine. La maggioranza dei suoi membri erano naturalmente operai o rappresentanti riconosciuti della classe operaia. La Comune non doveva essere un corpo parlamentare, ma un corpo di lavoro esecutivo e legislativo al tempo stesso. Invece di continuare ad essere il rappresentante del governo centrale, la polizia stata immediatamente spogliata dei suoi attributi politici e trasformata in agente responsabile della Comune, revocabile in qualunque momento. Lo stesso valeva per i funzionari di tutte le altre branche dellamministrazione. Dai membri della Comune in gi, il servizio pubblico doveva essere svolto per salari operai [432]. I vantaggi acquisiti e le indennit di rappresentanza degli alti dignitari dello Stato sono scomparse insieme agli alti dignitari. Le funzioni pubbliche hanno cessato di essere propriet private dei fantocci del governo centrale. Non solo lamministrazione municipale, ma tutte le altre iniziative fino ad allora esercitate dallo Stato sono passate nelle mani della Comune. Una volta sbarazzatasi dellesercito permanente e della polizia, gli elementi di forza fisica del vecchio governo, la Comune era ansiosa di spezzare la forza spirituale di repressione, il potere dei parroci, con labolizione del carattere pubblico[433] e lespropriazione di tutte le chiese in quanto enti possidenti. I sacerdoti sono stati restituiti agli asili della vita privata, per vivere della carit dei fedeli, ad imitazione dei loro predeces-

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sori, gli apostoli. Tutti gli istituti di istruzione sono stati aperti gratuitamente al popolo, e liberati al tempo stesso da ogni ingerenza della Chiesa e dello Stato. Cos, non solo listruzione stata resa accessibile a tutti, ma la scienza stessa stata liberata dai ceppi che le erano stati imposti dai pregiudizi di classe e dalla forza del governo. I funzionari della giustizia dovevano essere spogliati di quella finta indipendenza che non era servita ad altro che a mascherare il loro abietto servilismo a tutti i governi succedutisi, a cui, di volta in volta, avevano prestato, e rotto, i giuramenti di fedelt. Come gli altri funzionari pubblici, i magistrati ed i giudici dovevano essere elettivi, responsabili e revocabili. La Comune di Parigi doveva, naturalmente, servire da modello per tutti i grandi centri industriali della Francia. Una volta stabilito a Parigi e nei centri secondari il rgime 1 della Comune, il vecchio governo centralizzato avrebbe dovuto, anche nelle province, cedere il passo allautogoverno dei produttori. In un abbozzo sommario di organizzazione nazionale, che la Comune non ebbe il tempo di sviluppare[434], stabilito con chiarezza che la Comune doveva essere la forma politica anche del pi piccolo villaggio di campagna, e che nei distretti rurali lesercito permanente doveva essere sostituito da una milizia nazionale, con un periodo di servizio estremamente breve. Le comuni rurali di ogni distretto dovevano amministrare i loro affari comuni mediante unassemblea di delegati con sede nel capoluogo, e queste assemblee distrettuali dovevano a loro volta inviare i propri deputati alla delegazione nazionale a Parigi; ogni deputato doveva essere revocabile in ogni momento e legato ad un mandat impratif 2 (istruzioni formali) dei propri elettori. Le poche ma importanti funzioni che ancora sarebbero rimaste ad un governo centrale non dovevano essere soppresse, come stato falsamente affermato in modo intenzionale, ma dovevano venire assolte da funzionari comunali, quindi strettamente responsabili. Lunit della nazione non doveva essere spezzata, ma doveva al contrario essere organizzata dalla costituzione comunale, e diventare una realt attraverso la distruzione del potere dello Stato che pretendeva di essere lincarnazione di quellunit indipendente, e superiore, alla nazione stessa, mentre non ne era che unescrescenza parassitaria. Mentre gli organi meramente repressivi del vecchio potere governativo dovevano essere amputati,
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Regime. Mandato imperativo.

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le sue funzioni legittime dovevano essere strappate ad unautorit che usurpava un primato sulla societ stessa, e restituite agli agenti responsabili della societ. Invece di decidere una volta ogni tre o sei anni quale membro della classe dirigente dovesse rappresentare falsamente il popolo in parlamento, il suffragio universale doveva servire al popolo costituito in comuni, cos come il suffragio individuale serve ad ogni altro imprenditore in cerca di operai e dirigenti per i suoi affari. Ed ben noto che le imprese, come i singoli, in materia di affari reali sanno generalmente come mettere luomo giusto al posto giusto, e se una volta tanto commettono un errore sanno prontamente porvi rimedio. Daltra parte, nulla avrebbe potuto essere pi estraneo allo spirito della Comune, che mettere al posto del suffragio universale linvestitura gerarchica. in generale destino delle creazioni storiche completamente nuove di essere scambiate per copie di forme di vita sociale vecchie e persino defunte, con le quali possono avere una certa rassomiglianza. Cos, questa nuova Comune, che rompe il moderno potere dello Stato, stata scambiata per una riproduzione dei comuni medievali, che prima precedettero e poi divennero il sostrato proprio di questo potere di Stato. La Costituzione della Comune stata scambiata per un tentativo di frammentare in una federazione di piccoli Stati, come era stata immaginata da Montesquieu[435] e dai girondini[436], quella unit delle grandi nazioni, che, se originariamente stata attuata con la forza politica, ora diventata un potente coefficiente della produzione sociale. Lantagonismo della Comune contro il potere dello Stato stato scambiato per una forma spropositata della vecchia lotta contro lipercentralizzazione. Particolari circostanze storiche possono avere impedito lo sviluppo classico della forma borghese di governo che si avuto in Francia, e possono avere permesso, come in Inghilterra, di completare i grandi organi centrali dello Stato con corrotte assemblee parrocchiali, con consiglieri comunali maneggioni, e feroci guardiani della legge dei poveri nelle citt, e magistrati virtualmente ereditari nelle campagne. La Costituzione della Comune avrebbe restituito al corpo sociale tutte le forze fino allora assorbite dallo Stato parassita che si nutre della societ e ne ostacola il libero movimento. Con questo solo atto avrebbe dato inizio alla rigenerazione della Francia. La classe media provinciale francese ha visto nella Comune un tentativo di restaurare il dominio che il suo ceto aveva esercitato sulle campagne sotto Luigi Filippo, e che, sotto Luigi Napoleone, era stato soppiantato dal-

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la presunta supremazia della campagna sulle citt. In realt, la Costituzione della Comune poneva i produttori rurali sotto la direzione intellettuale dei capoluoghi dei loro distretti, e l assicurava loro, negli operai, i naturali amministratori dei loro interessi. Lesistenza stessa della Comune implicava, come naturale conseguenza, la libert municipale locale, ma non pi come un impedimento al potere dello Stato, ormai soppiantato. Poteva entrare solo nella testa di un Bismarck il quale, quando non occupato dai suoi intrighi di ferro e di sangue, ama sempre riprendere il suo vecchio mestiere, cos adatto al suo calibro mentale, di collaboratore del Kladderadatsch[437] (il Punch di Berlino) poteva entrare solo in una testa del genere di attribuire alla Comune di Parigi laspirazione a quella caricatura della vecchia organizzazione municipale francese del 1791 che la costituzione municipale prussiana, la quale riduce lamministrazione delle citt a meri ingranaggi secondari della macchina poliziesca dello Stato prussiano[438]. La Comune ha fatto una realt del motto di tutte le rivoluzioni borghesi, il governo a buon mercato, distruggendo le due maggiori fonti di spese: lesercito permanente1 e la burocrazia statale. La sua stessa esistenza presupponeva la non esistenza della monarchia, che, perlomeno in Europa, il normale ingombro e lindispensabile copertura del dominio di classe. Essa forniva alla Repubblica le basi di autentiche istituzioni democratiche. Ma n il governo a buon mercato, n la vera Repubblica erano la sua meta finale; essi erano solo suoi fattori concomitanti. La pluralit delle interpretazioni alle quali la Comune stata sottoposta, e la pluralit di interessi che lhanno interpretata a loro favore, mostrano che essa ha costituito una forma politica completamente espansiva, mentre tutte le precedenti forme di governo sono state decisamente repressive. Il suo vero segreto stato questo. Era essenzialmente un governo della classe operaia2, il prodotto della lotta della classe dei produttori contro quella della classe sfruttatrice, la forma politica infine scoperta con cui compiere lemancipazione economica del Lavoro. Senza questultima condizione, la Costituzione della Comune sarebbe stata una cosa impossibile ed unillusione. Il governo politico dei pro1 2

Permanente omesso nelle traduzioni tedesche del 1871 e del 1891. Governo della classe operaia in corsivo nelle traduzioni tedesche del 1871 e del

1891.

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duttori non pu coesistere con la perpetuazione del loro asservimento sociale. La Comune doveva quindi servire da leva per estirpare le basi economiche sulle quali riposa lesistenza delle classi, e quindi del dominio di classe. Emancipato il lavoro, ogni uomo diviene un lavoratore, ed il lavoro produttivo cessa di essere lattributo di una classe. un fatto strano. Nonostante tutti gli alti discorsi e limmensa letteratura degli ultimi sessantanni sulla emancipazione del lavoro, dappertutto, non appena gli operai prendono le cose in mano con piglio deciso, immediatamente si sente risuonare tutta la fraseologia apologetica dei portavoce della societ presente con i suoi due poli, capitale e schiavit salariata (il proprietario fondiario adesso soltanto il socio passivo del capitalista), come se la societ capitalista si trovasse ancora nel suo pi puro stato di innocenza verginale, con i suoi antagonismi ancora non sviluppati, con i suoi inganni non ancora screditati, con le sue realt di prostituzione non ancora messe a nudo. La Comune, essi esclamano, intende abolire la propriet, la base di ogni civilt! Sissignori, la Comune intendeva abolire quella propriet di classe che fa del lavoro di molti la ricchezza di pochi. Essa mirava allespropriazione degli espropriatori. Voleva fare della propriet privata individuale una verit trasformando i mezzi di produzione, la terra e il capitale, ora principalmente mezzi di asservimento e di sfruttamento del lavoro, in semplici strumenti di un lavoro libero e associato. Ma questo comunismo, limpossibile comunismo! Ma via, quei membri delle classi dominanti che sono abbastanza intelligenti da rendersi conto dellimpossibilit di perpetuare il sistema presente e sono molti sono diventati gli apostoli importuni e rumorosi della produzione cooperativa. Se la produzione cooperativa non deve restare unipocrisia e un tranello; se essa deve sostituire il sistema capitalista; se le societ cooperative riunite devono regolare la produzione nazionale secondo un piano comune, prendendola cos sotto il proprio controllo, e ponendo fine alla costante anarchia e alle periodiche convulsioni che sono lesito fatale della produzione capitalista che cosa sarebbe questo, signori, se non comunismo, possibile comunismo? La classe operaia non si aspettava miracoli dalla Comune. Essa non ha utopie belle e pronte da introdurre par dcret du peuple 1. Sa che per mandare a effetto la propria emancipazione, e con essa quella forma pi alta cui
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Per decreto del popolo.

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tende irresistibilmente la societ presente attraverso le sue attivit economiche, dovr passare attraverso lunghe lotte, attraverso una serie di processi storici che trasformeranno circostanze e uomini. Essa non ha da realizzare ideali, ma ha da liberare gli elementi della nuova societ dei quali gravida la vecchia societ borghese che sta crollando. Nella piena coscienza della sua missione storica, e con leroica risoluzione di agire in tal senso, la classe operaia pu permettersi di sorridere delle rozze invettive dei maggiordomi con la penna e linchiostro, e del patrocinio didattico dei dottrinari borghesi dai buoni propositi, che spargono le loro ignoranti insulsaggini e le loro manie settarie col tono oracolare dellinfallibilit scientifica. Quando la Comune di Parigi ha preso la conduzione della rivoluzione nelle proprie mani; quando semplici operai, per la prima volta, hanno osato violare il privilegio governativo dei loro superiori naturali1, e, in circostanze di una difficolt senza precedenti, hanno compiuto la loro opera con modestia, con coscienza ed efficienza, e lhanno compiuta per salari il pi alto dei quali ammontava ad appena un quinto di ci che, secondo unalta autorit scientifica2, il minimo richiesto per un segretario di un certo comitato scolastico di una metropoli[439] , il vecchio mondo si dibattuto in convulsioni di rabbia alla vista della Bandiera Rossa, simbolo della Repubblica del Lavoro, sventolante sullHtel de Ville3. E tuttavia questa stata la prima rivoluzione in cui la classe operaia stata apertamente riconosciuta come la sola classe capace di iniziativa sociale, persino dalla grande maggioranza della classe media parigina bottegai, commercianti, artigiani , con la sola eccezione dei ricchi capitalisti [440]. La Comune li aveva salvati attraverso unavveduta sistemazione di quella causa di contrasto sempre ricorrente nella classe media stessa: i conti dei debitori e dei creditori[441]. Questa stessa parte della classe media, dopo aver contribuito alla repressione dellinsurrezione operaia del giugno 1848, era stata subito sacrificata senza tante cerimonie ai suoi creditori dallAssemblea costituente di allora[442]. Ma questo non era il solo motivo per cui adesso si raccoglieva intorno alla classe operaia. Sentiva che non vi era che unalternativa: o la Comune o lImpero, sotto qualsia1 Nelle traduzioni tedesche del 1871 e del 1891 questa frase seguita dalla frase dei possidenti. 2 Nelle traduzioni tedesche del 1871 e del 1891 segue il professor Huxley. 3 Municipio.

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si nome potesse riapparire. LImpero laveva rovinata economicamente con la devastazione della ricchezza pubblica, con le truffe finanziarie su larga scala che aveva favorito, con limpulso dato allaccelerazione artificiale della concentrazione del capitale, e con la concomitante espropriazione della sua gente. Laveva annullata politicamente, laveva scioccata moralmente con le sue orge, aveva insultato il suo volterianesimo affidando leducazione dei suoi figli ai frres ignorantins [443], aveva rivoltato il suo sentimento nazionale francese, precipitandola a capofitto in una guerra che lasciava un solo compenso per le rovine che aveva prodotto la scomparsa dellImpero. Infatti, dopo lesodo da Parigi di tutta lalta bohme bonapartista e capitalista, il vero Partito dellordine della classe media si era presentato sotto le sembianze dellUnion rpublicaine[444], iscrivendosi sotto i colori della Comune e difendendola dallintenzionale falsificazione di Thiers. Il tempo ci dovr mostrare se la gratitudine di questo grande corpo della classe media resister alla dura prova presente. La Comune aveva perfettamente ragione di dire ai contadini che la sua vittoria era la loro sola speranza[445]. Di tutte le menzogne escogitate a Versailles e ripetute dai gloriosi giornalisti da strapazzo europei, una delle pi formidabili stata quella secondo cui i Rurali rappresentavano i contadini francesi. Basti pensare allamore del contadino francese per gli uomini a cui, dopo il 1815, aveva dovuto pagare il miliardo di indennit[446]! Agli occhi del contadino francese, la stessa esistenza del grande proprietario fondiario in s unusurpazione delle sue conquiste del 1789. Il borghese, nel 1848, aveva gravato il suo piccolo appezzamento di terra con unimposta addizionale di quarantacinque centesimi per franco[447]; ma allora laveva fatto in nome della rivoluzione, mentre ora aveva fomentato una guerra civile contro la rivoluzione, per scaricare sulle spalle del contadino il peso maggiore dei cinque miliardi dindennit da pagare ai prussiani. La Comune, invece, in uno dei suoi primi proclami, dichiarava che i veri artefici della guerra avrebbero dovuto pagarne i costi[448]. La Comune avrebbe liberato il contadino dallimposta del sangue gli avrebbe dato un governo a buon mercato , avrebbe trasformato le sue attuali sanguisughe, il notaio, lavvocato, il funzionario esecutivo e gli altri vampiri giudiziari, in impiegati comunali salariati, eletti da lui e responsabili davanti a lui. Lo avrebbe liberato della tirannia della garde champtre1, del gendarme e del
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Guardia campestre.

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prefetto; avrebbe sostituito i lumi del maestro di scuola allistupidimento del prete. E il contadino francese , prima di tutto, un uomo che fa i conti. Avrebbe trovato estremamente ragionevole che la retribuzione dei sacerdoti, invece di essere estorta dagli agenti delle imposte, dovesse dipendere solo dallazione spontanea dei sentimenti religiosi dei parrocchiani. Questi erano i grandi benefici immediati che il governo della Comune e soltanto quel governo offriva ai contadini francesi. perci del tutto superfluo dilungarsi qui sugli altri problemi pi complessi, e tuttavia vitali, che solo la Comune era in grado e nello stesso tempo era obbligata a risolvere in favore del contadino, e cio quello del debito ipotecario, che pesava come un incubo sul suo lotto di terra; quello del proltariat foncier (il proletariato rurale) che cresceva di giorno in giorno per tale ragione, e della sua espropriazione che avviene ad un ritmo sempre pi rapido in conseguenza dello stesso sviluppo dellagricoltura moderna e della concorrenza dellazienda agricola capitalista. Il contadino francese aveva eletto Luigi Bonaparte presidente della Repubblica, ma il Partito dellordine cre lImpero. Ci che il contadino francese vuole realmente, cominci a mostrarlo nel 1849 e nel 1850, opponendo il suo sindaco al prefetto del governo, il suo maestro di scuola al prete del governo, e se stesso al gendarme del governo. Tutte le leggi fatte dal Partito dellordine nel gennaio e nel febbraio 1850 furono aperte misure di repressione contro il contadino[449]. Il contadino era bonapartista, perch la grande Rivoluzione, con tutti i benefici che aveva avuto per lui, era personificata ai suoi occhi da Napoleone. Come avrebbe potuto questa illusione, che si dissip rapidamente sotto il Secondo Impero (e nella sua stessa natura ostile ai Rurali), questo pregiudizio del passato, resistere allappello della Comune agli interessi vitali ed ai bisogni urgenti dei contadini? I Rurali questa era, di fatto, la loro principale inquietudine sapevano che tre mesi di libera comunicazione tra la Parigi comunarda e le province avrebbero portato ad una sollevazione generale dei contadini, e di qui la loro preoccupazione di stabilire attorno a Parigi un blocco poliziesco, in modo da bloccare la diffusione della peste bovina. Se la Comune era dunque la vera rappresentante di tutti gli elementi sani della societ francese, e perci il vero governo nazionale, essa era, allo stesso tempo, in quanto governo operaio, in quanto audace campione dellemancipazione del lavoro, assolutamente internazionale. Sotto lo sguardo dellesercito prussiano, che aveva annesso alla Germa-

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nia due province francesi, la Comune ha annesso alla Francia gli operai di tutto il mondo. Il Secondo Impero era stato il giubileo della furfanteria cosmopolita, le canaglie di tutti i paesi erano, infatti, accorse al suo appello per prendere parte alle sue orge e al saccheggio del popolo francese. Anche in questo momento il braccio destro di Thiers Ganesco, il ripugnante valacco, e il suo braccio sinistro Markovski, la spia russa. La Comune ha concesso a tutti gli stranieri lonore di morire per una causa immortale. Tra la guerra esterna perduta per il suo tradimento, e la guerra civile fomentata dalla sua cospirazione con gli invasori stranieri, la borghesia aveva trovato il tempo di far mostra del proprio patriottismo organizzando battute di caccia poliziesche contro i tedeschi residenti in Francia. La Comune ha nominato come ministro del Lavoro un operaio tedesco1[450]. Thiers, la borghesia, il Secondo Impero, avevano continuamente ingannato la Polonia con alte professioni di solidariet, mentre in realt la tradivano con la Russia, di cui facevano il lavoro sporco. La Comune ha onorato gli eroici figli della Polonia mettendoli alla testa dei difensori di Parigi2. E, per segnare ampiamente la nuova era della storia che essa era consapevole di iniziare, la Comune, sotto gli occhi dei prussiani vincitori da una parte, e dellesercito di Bonaparte, guidato da generali bonapartisti, dallaltra, ha abbattuto il simbolo colossale della gloria militare, la colonna Vendme[451]. La grande misura sociale della Comune stata la sua stessa esistenza operante. Le sue misure particolari potevano solo far presagire la tendenza di un governo del popolo per il popolo. Tali sono state labolizione del lavoro notturno dei giornalieri fornai[452]; la proibizione, sanzionabile, della pratica degli imprenditori di ridurre i salari imponendo ai loro lavoratori delle multe con i pi svariati pretesti[453] procedimento in cui limprenditore riunisce nella sua persona le funzioni di legislatore, giudice ed esecutore, e per giunta fa man bassa del denaro. Unaltra misura di questo tipo stata la consegna alle associazioni operaie, sotto riserva dindennizzo, di tutte le officine e le fabbriche che erano state chiuse, sia che i capitalisti in questione fossero fuggiti o che avessero preferito sospendere il lavoro[454]. Le misure finanziarie della Comune, notevoli per la loro avvedutezza e moderazione, potevano essere soltanto quelle compatibili con la situazione di una citt assediata. Considerando le ruberie colossali com1 2

Lo Frankel. Jaroslaw Dombrowski e Walery Wrblewski.

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messe ai danni della citt di Parigi dalle grosse compagnie finanziarie e dagli imprenditori sotto la protezione1 di Haussmann[141], la Comune avrebbe avuto un titolo incomparabilmente maggiore per confiscare le loro propriet rispetto a quello che aveva Luigi Napoleone contro la famiglia dOrleans. Gli Hohenzollern e gli oligarchi inglesi che hanno tratto, gli uni e gli altri, una buona quantit dei loro possedimenti dal saccheggio della Chiesa, sono stati, naturalmente, assai scandalizzati dal fatto che la Comune non ricavasse pi di 8.000 franchi dalla secolarizzazione dei beni ecclesiastici[455]. Mentre il governo di Versailles, non appena ripresi un po di coraggio e di forza, usava i mezzi pi violenti contro la Comune; mentre reprimeva la libera espressione dopinione in tutta la Francia, proibendo persino le riunioni di delegati delle grandi citt; mentre sottoponeva Versailles ed il resto della Francia ad uno spionaggio che superava di gran lunga quello del Secondo Impero; mentre faceva bruciare dai suoi gendarmi inquisitori tutti i giornali stampati a Parigi e filtrava tutta la corrispondenza da e per Parigi; mentre allAssemblea nazionale i pi timidi tentativi di dire una parola in favore di Parigi erano sommersi da urla sconosciute persino alla Chambre introuvable del 18162; con la barbara condotta di guerra di Versailles fuori, e con i suoi tentativi di corruzione e di cospirazione dentro Parigi, non avrebbe la Comune tradito vergognosamente la sua missione se avesse finto di osservare tutte le convenzioni e le apparenze del liberalismo, come in tempi di perfetta pace? Se il governo della Comune fosse stato dello stesso stampo di quello di Thiers, allora non ci sarebbe stata unopportunit maggiore di sopprimere i giornali del Partito dellordine a Parigi di quanto non ce ne fosse di sopprimere quelli della Comune a Versailles. Certo, per, era irritante, per i Rurali, che, nel momento stesso in cui dichiaravano che il solo mezzo di salvezza per la Francia era il ritorno alla Chiesa, la miscredente Comune dissotterrasse i bizzarri 3 misteri del convento di Picpus e della chiesa di Saint Laurent[456]. Era una satira sul sig. Thiers il fatto che, mentre questi riempiva di gran croci al merito i generali bonapartisti, come riconoscimento della loro maestria nel perdere battaglie, nel firmare capitolazioni e nellarrotolare sigarette a Wilhelmshhe[457], la Comune destituisse e arrestasse i suoi generali se solo erano sospettati di
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Le traduzioni tedesche del 1871 e del 1891 recano dominazione. Le traduzioni tedesche del 1871 e del 1891 recano Camera degli Junkers. 3 La traduzione francese del 1872 reca significativi.

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negligenza nelladempimento dei loro doveri. Lespulsione dalla Comune e larresto dietro suo ordine di uno dei suoi membri che si era infiltrato sotto falso nome e che aveva scontato a Lione sei giorni di carcere per bancarotta semplice1 [458], non costituiva forse un insulto intenzionale scagliato contro il contraffattore Jules Favre, che continuava ad essere ministro degli Esteri della Francia, che continuava a vendere la Francia a Bismarck ed a dettare i suoi ordini a quel governo esemplare del Belgio? Ma in realt la Comune non pretendeva allinfallibilit, invariabile attributo di tutti i governi di vecchio stampo. Essa rendeva pubblici i suoi atti e le sue sentenze, metteva il pubblico al corrente di tutte le sue manchevolezze. In ogni rivoluzione sinsinuano, al fianco dei suoi veri agenti, uomini di diverso tipo; alcuni superstiti e devoti di passate rivoluzioni, che non comprendono il movimento presente, ma conservano uninfluenza popolare per lonest e il coraggio loro riconosciuti, o per la pura forza della tradizione. Altri meri schiamazzatori, i quali, a forza di ripetere anno dopo anno la stessa serie di declamazioni stereotipate contro il governo del giorno, hanno rubacchiato la reputazione di rivoluzionari della pi bellacqua. Dopo il 18 marzo, sono riapparsi anche alcuni uomini di questo genere, e in qualche caso sono riusciti a svolgere ruoli di primo piano. Nella misura del loro potere, hanno intralciato lazione reale della classe operaia, esattamente come uomini di tale genere avevano intralciato il pieno sviluppo di ogni precedente rivoluzione. Sono un male inevitabile; col tempo ci se ne sbarazza, ma alla Comune non era concesso tempo. Meravigliosa, in verit, stata la trasformazione apportata dalla Comune a Parigi! Pi nessuna traccia della depravata Parigi del Secondo Impero. Parigi non era pi il luogo di convegno dei proprietari fondiari inglesi, degli assenteisti irlandesi[459], dei gretti ex-schiavisti americani, degli ex-proprietari di servi russi, e dei boiardi valacchi. Non pi cadaveri alla Morgue, non pi furti con scasso notturni, quasi sparite le rapine; di fatto, per la prima volta dopo le giornate del febbraio 1848, le strade di Parigi erano sicure, e senza nessuna polizia di nessun tipo. Non sentiamo pi parlare diceva un membro della Comune di assassinii, furti ed aggressioni; sembra, in effetti, che la polizia abbia trascinato con s a Versailles tutti i suoi compari conservatori[460]. Le cocottes 2 avevano seguito le
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Stanislas Pourille. Donnine allegre.

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orme dei loro protettori i fuggiaschi sostenitori della famiglia, della religione e, soprattutto, della propriet. Al loro posto, sono ricomparse le vere donne di Parigi eroiche, nobili e leali, come le donne dellantichit. Una Parigi che lavorava, pensava, lottava, dava il proprio sangue quasi dimentica, nel suo portare in grembo una societ nuova, dei cannibali alle sue porte , radiosa nellentusiasmo della sua storica iniziativa! Opposto a questo nuovo mondo di Parigi, il vecchio mondo di Versailles quella assemblea di spiriti maligni1 di tutti i defunti rgimes 2, legittimisti ed orleanisti, bramosi di nutrirsi della carcassa della nazione , con un codazzo di repubblicani antidiluviani, che sancivano con la loro presenza nellAssemblea, la rivolta degli schiavisti, che si affidavano, per il mantenimento della loro Repubblica parlamentare, alla vanit del decrepito saltimbanco3 che ne era a capo, e facevano una caricatura del 1789 tenendo le loro squallide riunioni al Jeu de Paume 4[461]. Eccola l, questa Assemblea, che rappresentava tutto ci che in Francia era morto, sorretta in una vita apparente soltanto dalle spade dei generali di Luigi Bonaparte. Parigi tutta verit, Versailles tutta menzogna; e questa menzogna si esprimeva con la bocca di Thiers. Thiers dice ad una delegazione di sindaci della Seine et Oise: Potete contare sulla mia parola, alla quale non ho mai mancato![462]. Dice allAssemblea stessa che era lAssemblea pi liberamente eletta e pi liberale che la Francia avesse mai avuto[463]; dice alla sua eterogenea soldatesca che era lammirazione del mondo ed il pi bellesercito che la Francia avesse mai avuto[464]; dice alle province che il bombardamento di Parigi ad opera sua era un mito: Se sono stati sparati alcuni colpi di cannone, non stata opera dellesercito di Versailles, ma di alcuni insorti che cercano di far credere che stanno combattendo, mentre non osano nemmeno metter fuori la testa[465]. Dice ancora alle province che lartiglieria di Versailles non bombarda Parigi, la sta soltanto prendendo a cannonate[466]. Dice allarcivescovo di Parigi 5 che le presunte esecuzioni e rapGhouls: spiriti maligni che si credeva dissotterrassero e divorassero i cadaveri. Regimi. 3 Nelle traduzioni tedesche Pickelhring, nome dato alla figura del burlone nellantica commedia inglese, passato, gi nel XVI secolo, col nome di Hanswurst, negli spettacoli delle compagnie girovaghe tedesche. 4 Sala della pallacorda. 5 Georges Darboy.
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presaglie (!) attribuite alle truppe di Versailles non erano che balordaggini[467]. Dice a Parigi che egli era soltanto ansioso di liberarla dagli odiosi tiranni che la opprimono[468], e che, di fatto, la Parigi della Comune non era niente pi che un manipolo di criminali[463]. La Parigi del sig. Thiers non era la Parigi reale della vile multitude1, ma una Parigi immaginaria, la Parigi dei francs fileurs[469], la Parigi dei boulevards2, maschi e femmine la Parigi ricca, capitalista, dorata, oziosa, che ora si accalcava a Versailles, Saint Denis, Rueil e Saint Germain con i suoi lacch, i suoi furfanti, con la sua bohme di letterati e le sue cocottes 3; che considerava la guerra civile come un gradevole diversivo[470], guardando lo svolgimento della battaglia attraverso i binocoli, contando i colpi di cannone, e giurando sul proprio onore e su quello delle sue prostitute che lo spettacolo era allestito assai meglio di quello solito della Porte Saint Martin4. Gli uomini che cadevano erano realmente morti; le grida dei feriti erano grida sul serio; e, per di pi, tutto linsieme era cos intensamente storico. Questa la Parigi del sig. Thiers, come lemigrazione di Coblenza era la Francia del sig. de Calonne[471].

IV.
Il primo tentativo della cospirazione degli schiavisti per abbattere Parigi facendola occupare dai prussiani stato vanificato dal rifiuto di Bismarck. Il secondo tentativo, quello del 18 marzo, si concluso con la rotta dellesercito e la fuga a Versailles del governo, il quale ha ordinato a tutta lamministrazione di sciogliersi e di seguire le sue orme. Sotto lapparenza di condurre trattative di pace con Parigi, Thiers ha trovato il tempo di prepararsi alla guerra contro di essa. Ma dove trovare un esercito? I resti dei reggimenti di linea erano scarsi quanto ad effettivi e poco sicuri quanto a carattere. Il suo appello pressante alle province di soccorrere Versailles con le loro Guardie nazionali e i loro volontari ha incontrato un secco rifiuto[472]. Solo la Bretagna ha fornito un pugno di chouans [473],
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Vile moltitudine. Grandi viali. 3 Donnine allegre. 4 Il teatro della Porte Saint Martin.

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che combattevano sotto una bandiera bianca, ognuno portando sul petto un cuore di Ges di stoffa bianca, al grido di Vive le roi! (Viva il re!)[474]. Thiers stato perci costretto a mettere assieme, in fretta e furia, una ciurma eterogenea, composta di marinai, fucilieri di marina, zuavi pontifici, gendarmi di Valentin, sergents de ville 1 e mouchards 2 di Pitri 3. Questo esercito, tuttavia, sarebbe stato comicamente inefficiente senza i reparti dei prigionieri di guerra dellImpero, che Bismarck ha concesso in numero appena sufficiente per alimentare la guerra civile, e per tenere il governo di Versailles in totale dipendenza dalla Prussia. Durante la guerra stessa, la polizia di Versailles stata costretta a badare allesercito di Versailles, mentre i gendarmi dovevano trascinarlo al combattimento esponendosi essi stessi in tutti i punti pericolosi. I forti che sono caduti non sono stati presi, ma comprati. Leroismo dei federati ha convinto Thiers che la resistenza di Parigi non poteva essere spezzata dal suo genio strategico e dalle baionette a sua disposizione. Intanto le sue relazioni con le province diventavano sempre pi difficili. Non un solo indirizzo di approvazione giunto ad allietare Thiers ed i suoi Rurali. Tuttal contrario. Delegazioni ed indirizzi in cui si richiedeva, in un tono tuttaltro che rispettoso, la conciliazione con Parigi sulla base dellinequivocabile riconoscimento della Repubblica, lammissione delle libert comunali, e lo scioglimento dellAssemblea nazionale, il cui mandato era scaduto, affluivano da ogni parte[475], ed in numero tale che Dufaure, il ministro della Giustizia di Thiers, nella sua circolare del 23 aprile ordinava ai pubblici ministeri di considerare come un crimine lappello alla conciliazione[476]! Tuttavia, considerando la prospettiva senza speranza offerta dalla sua campagna, Thiers ha deciso di cambiare tattica ordinando, in tutto il paese, elezioni municipali da tenersi il 30 di aprile, sulla base della nuova legge municipale che lui stesso aveva dettata allAssemblea nazionale[477]. Un po per gli intrighi dei suoi prefetti, un po per le intimidazioni poliziesche, Thiers si sentiva del tutto fiducioso di poter conferire, grazie al verdetto delle province, allAssemblea nazionale quel potere morale che essa non aveva mai avuto, e di ottenere infine dalle province la forza fisica necessaria per la conquista di Parigi.
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Guardie municipali. Spioni. 3 La traduzione del 1872, al posto di di Pitri, reca imperiali.

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Thiers si preoccupato fin dallinizio di accompagnare la sua condotta di guerra banditesca contro Parigi, che egli esaltava nei suoi bollettini, ed i tentativi dei suoi ministri dinstaurare in tutta la Francia un regno di terrore, da unazione secondaria di conciliazione che doveva servire a pi di uno scopo. Doveva trarre in inganno le province, allettare gli elementi della classe media di Parigi, e, soprattutto, dare ai pretesi repubblicani dellAssemblea nazionale lopportunit di mascherare il loro tradimento contro Parigi dietro la loro fiducia in Thiers. Il 21 marzo, quando, ancora senza un esercito, aveva dichiarato allAssemblea: Accada quel che accada, non invier un esercito contro Parigi[478]. Il 27 marzo s alzato ancora per dire: Ho trovato la Repubblica come fatto compiuto, e sono fermamente deciso a mantenerla[479]. In realt, reprimeva la rivoluzione a Lione e Marsiglia[480] in nome della Repubblica, mentre le urla dei suoi Rurali soffocavano a Versailles persino la semplice menzione del suo nome. Dopo questa impresa, ha ridotto il fatto compiuto ad un fatto ipotetico. Ai principi dOrleans, cui aveva prudentemente intimato di allontanarsi da Bordeaux, veniva ora permesso, in flagrante violazione della legge, di tessere intrighi a Dreux. Le concessioni offerte da Thiers nei suoi interminabili colloqui coi delegati di Parigi e delle province, bench variassero continuamente di tono e di colore secondo il tempo e le circostanze, di fatto non sono mai andate oltre leventuale limitazione della vendetta a quel pugno di criminali implicati nellassassinio di Lecomte e Clment Thomas[463], con la sottintesa premessa che Parigi e la Francia avrebbero accettato senza riserve lo stesso sig. Thiers come la migliore delle Repubbliche possibili, come egli aveva fatto nel 1830 con Luigi Filippo. E aveva cura di rendere dubbie anche queste concessioni con i commenti ufficiali fatti al loro riguardo allAssemblea attraverso i suoi ministri. Per agire aveva il suo Dufaure. Dufaure, questo vecchio avvocato orleanista, sempre stato il giudice supremo dello stato dassedio, ora nel 1871 sotto Thiers, come nel 1839 sotto Luigi Filippo, e nel 1849 sotto la presidenza di Luigi Bonaparte[481]. Quando non aveva incarichi, fece una fortuna patrocinando i capitalisti di Parigi, e si fece un capitale politico intervenendo nelle aule giudiziarie contro le leggi da lui stesso create. Ora non soltanto si affrettava a far votare dallAssemblea nazionale una serie di leggi repressive che avrebbero dovuto, dopo la caduta di Parigi, estirpare gli ultimi residui di libert repubblicana in Francia[482], ma prefigurava il destino di Parigi, abbreviando la procedura delle corti marziali[483], a suo parere troppo lenta, ed intro-

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ducendo un originale codice draconiano per le deportazioni. La rivoluzione del 1848, abolendo la pena di morte per crimini politici, laveva sostituita con la deportazione. Luigi Bonaparte non aveva osato, almeno in teoria, restaurare il rgime 1 della ghigliottina. LAssemblea dei Rurali, non ancora abbastanza audace da insinuare che i parigini non erano dei ribelli, ma degli assassini, doveva perci limitare le sue prospettive di vendetta contro Parigi al nuovo codice di deportazione di Dufaure. In tutte queste circostanze, Thiers stesso non avrebbe potuto continuare la sua commedia di conciliazione, senza suscitare come si prefiggeva di fare le urla di rabbia dei Rurali, le cui menti ruminanti non intendevano n il suo gioco, n la sua necessit di ipocrisia, di tergiversazione e procrastinazione. Nellimminenza delle elezioni municipali del 30 aprile, Thiers ha recitato il 27 aprile una delle sue grandi scene di riconciliazione. In un profluvio di retorica sentimentale, ha esclamato dalla tribuna dellAssemblea:
Non vi altra cospirazione contro la Repubblica che quella di Parigi, che ci costringe a versare sangue francese. Lo ripeto ancora una volta. Che queste empie armi cadano dalle mani che le impugnano, e la punizione sar immediatamente sospesa da un atto di pace che escluder solo il piccolo numero di criminali.

Alle violente interruzioni dei Rurali ha replicato:


Signori, ditemelo, vi imploro, mi sbaglio? Vi rammaricate veramente per il fatto che io vi abbia detto questa verit, che c solo un pugno di criminali? Non una fortuna, in mezzo alle nostre disgrazie, che coloro che sono stati capaci di versare il sangue di Clment Thomas e del generale Lecomte non siano che rare eccezioni?[463].

La Francia ha fatto, tuttavia, orecchi da mercante a quello che Thiers silludeva fosse un canto delle sirene parlamentare. Su 700.000 consiglieri comunali eletti nei 35.000 comuni ancora rimasti alla Francia, i legittimisti, gli orleanisti ed i bonapartisti riuniti non sono riusciti ad averne neanche 8.000[484]. Le elezioni supplementari che sono seguite sono state ancora pi chiaramente ostili. Cos, invece di ottenere dalle province la forza materiale che le era assolutamente necessaria, lAssemblea nazionale ha perso anche lultima possibilit di rivendicare una sua forza morale,
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Regime.

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quella di essere lespressione del suffragio universale del paese. Per completare la disfatta, i neoeletti consigli municipali di tutte le citt della Francia hanno minacciato apertamente lAssemblea usurpatrice di Versailles di convocare una contro Assemblea a Bordeaux. Dunque, per Bismarck, il momento lungamente atteso dellazione decisiva era infine arrivato. Ha intimato perentoriamente a Thiers di mandare plenipotenziari a Francoforte per la definitiva risoluzione di pace. Obbedendo umilmente al richiamo del suo padrone, Thiers si affrettato a spedire il suo fido Jules Favre, accompagnato da Pouyer Quertier. Pouyer Quertier, un eminente cotoniere di Rouen, fervente e persino servile partigiano del Secondo Impero, non aveva trovato in esso altro difetto che il trattato commerciale con lInghilterra[485], dannoso per i suoi interessi di bottega. Non appena installato a Bordeaux come ministro delle Finanze di Thiers, ha denunciato questo tremendo trattato, lasciando intendere che sarebbe stato di l a poco abrogato, e ha avuto persino la sfrontatezza di tentare, bench invano (poich aveva fatto i conti senza Bismarck), limmediata applicazione dei vecchi dazi protettivi contro lAlsazia, alla qual cosa diceva non si opponeva nessun precedente trattato internazionale. Questuomo, che considerava la controrivoluzione come uno strumento per ridurre i salari a Rouen, e la resa delle province francesi come uno strumento per far salire i prezzi delle sue merci in Francia, non era forse il predestinato ad essere scelto da Thiers come il compare di Jules Favre nel suo ultimo sommo tradimento? Allarrivo a Francoforte di questa squisita coppia di plenipotenziari, quel bravaccio di Bismarck ha posto subito loro limperiosa alternativa: o la restaurazione dellImpero, o laccettazione incondizionata delle mie condizioni di pace! Queste condizioni comportavano una riduzione degli intervalli di tempo entro cui doveva essere pagata lindennit di guerra, e il mantenimento delloccupazione dei forti di Parigi da parte delle truppe prussiane fino a che Bismarck non si fosse sentito soddisfatto dello stato di cose in Francia; cos la Prussia veniva riconosciuta come larbitro supremo della politica interna francese! In cambio, offriva di liberare, per lo sterminio di Parigi, lesercito bonapartista prigioniero e di prestargli lassistenza diretta delle truppe dellimperatore Guglielmo. Forniva come pegno della sua buona fede il fatto che faceva dipendere il pagamento della prima rata dellindennit dalla pacificazione di Parigi. Naturalmente, Thiers ed i suoi plenipotenziari hanno abboccato bramosamente allamo.

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Hanno firmato il trattato di pace il 10 maggio, ed esso stato ratificato dallAssemblea di Versailles il 18[393]. Nellintervallo tra la conclusione della pace e larrivo dei prigionieri bonapartisti, Thiers si sentito ancor pi costretto a ricominciare la sua commedia di conciliazione, giacch le sue marionette repubblicane avevano un estremo bisogno di un pretesto per chiudere gli occhi davanti ai preparativi della carneficina di Parigi. Non pi tardi dell8 maggio replicava ad una delegazione di conciliatori della classe media: Quando gli insorti si disporranno alla capitolazione, le porte di Parigi si spalancheranno per tutti per una settimana, eccetto che per gli assassini dei generali Clment Thomas e Lecomte[486]. Alcuni giorni dopo, interpellato con violenza dai Rurali a proposito di queste promesse, ha rifiutato di fornire una qualsiasi spiegazione; non per senza aver dato loro questo significativo suggerimento: Vi dico che vi sono tra di voi uomini impazienti, uomini che hanno troppa fretta. Bisogna che attendano ancora otto giorni; alla fine di questi otto giorni, non vi sar pi alcun pericolo, e allora il compito sar proporzionato al loro coraggio e alle loro capacit[486]. Non appena MacMahon stato in grado di assicurargli che a breve sarebbe potuto entrare in Parigi, Thiers ha dichiarato allAssemblea che sarebbe entrato a Parigi con le leggi in mano, e avrebbe richiesto una completa espiazione per gli sciagurati che avevano sacrificato la vita dei soldati e distrutto monumenti pubblici[487]. Quando il momento della decisione si stava avvicinando, ha detto allAssemblea, Sar impietoso![488] a Parigi, che era condannata; e ai suoi banditi bonapartisti che avevano licenza statale di dar libero corso alla vendetta su Parigi a saziet[489]. Infine, quando il tradimento ha aperto le porte di Parigi al generale Douay, il 21 maggio, Thiers, il 22, ha rivelato ai Rurali lo scopo della sua commedia di conciliazione, che essi cos ostinatamente avevano perseverato nel non capire. Vi ho detto qualche giorno fa che stavamo avvicinandoci al nostro scopo; oggi vengo a dirvi che lo scopo raggiunto. Lordine, la giustizia e la civilt hanno infine trionfato[487]. Era cos. La civilt e la giustizia dellordine borghese si mostrano nella loro luce livida ogni volta che gli schiavi e i lavoratori1 di questordine si levano contro i loro padroni. Allora questa civilt e questa giustizia si presenta1 Nella traduzione francese del 1872 gli schiavi e le vittime; nelle traduzioni tedesche del 1871 e del 1891 soltanto gli schiavi.

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no come aperta barbarie e vendetta senza legge. Ogni nuova crisi nella lotta di classe tra lo sfruttatore ed il produttore porta alla luce questo fatto con sempre maggiore evidenza. Perfino le atrocit dei borghesi nel giugno del 1848 svaniscono di fronte allindicibile infamia del 1871. Leroismo sino al sacrificio di s con cui la popolazione di Parigi uomini, donne e ragazzi ha combattuto per otto giorni dopo lentrata dei versagliesi riflette tanto la grandezza della loro causa, quanto le azioni infernali della soldatesca riflettono lo spirito innato di questa civilt di cui essi sono i vendicatori mercenari. Una civilt gloriosa, invero, il cui grande problema come riuscire a sbarazzarsi dei mucchi di cadaveri che ha prodotto, dopo la fine della battaglia! Per trovare un parallelo alla condotta di Thiers e dei suoi segugi, dobbiamo ritornare fino ai tempi di Silla e dei due triumvirati di Roma[490]. Le stesse stragi indiscriminate a sangue freddo, la stessa noncuranza nel massacro di fronte allet e al sesso; lo stesso sistema di tortura dei prigionieri; le stesse proscrizioni, ma questa volta di unintera classe; la stessa caccia selvaggia ai capi nascosti, per paura che uno potesse sfuggire; le stesse denunce di nemici politici e privati; la stessa indifferenza per la carneficina di persone del tutto estranee alla lotta. C per la differenza che i romani non avevano ancora le mitragliatrici per lesecuzione di gruppo dei proscritti, e non avevano la legge in mano, n, sulle labbra, il grido di civilt. E dopo questi orrori, guardate laltra faccia, ancora pi rivoltante, di questa civilt borghese, com descritta dalla sua stessa stampa!
Mentre echeggiano ancora in lontananza spari isolati scrive il corrispondente da Parigi di un giornale conservatore di Londra , e feriti sventurati muoiono privi di cure tra le lapidi del Pre Lachaise, mentre 6.000 insorti vagano terrorizzati in unagonia disperata nel labirinto delle catacombe, e sciagurati si precipitano nelle strade per essere abbattuti a mucchi dalle mitragliatrici rivoltante vedere i cafs gremiti di devoti dellassenzio, del biliardo e del domino; femmine dissolute passeggiare per i boulevards, e il rumore della baldoria che turba la notte dai cabinets particuliers 1 dei ristoranti alla moda[491].

Il sig. Edouard Herv scrive nel Journal de Paris, un giornale versagliese soppresso dalla Comune: Il modo con cui la popolazione di Parigi (!) ha manifestato ieri la sua soddisfazione era ben pi che frivolo; e temiamo che ci peggiori col passar del tempo. Parigi ha adesso unaria
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Salette private.

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da giorno di fte 1 tristemente fuori luogo; ed necessario che queste cose finiscano, se non vogliamo essere chiamati i parisiens de la dcadence 2[492]. E poi cita questo passo da Tacito:
Tuttavia, allindomani di quella lotta spaventosa, ancor prima che fosse completamente terminata, Roma, degenerata e corrotta, ricominci ancora una volta a sguazzare nel pantano voluttuoso che stava distruggendo il suo corpo e corrompendo il suo animo alibi proelia et vulnera, alibi balneae popinaeque (qui scontri e ferite, l bagni e ristoranti)[493].

Il sig. Herv dimentica semplicemente di dire che la popolazione di Parigi di cui parla non che la popolazione della Parigi del sig. Thiers, i francs-fileurs [469] che ritornano in massa da Versailles, Saint Denis, Rueil e Saint Germain, la Parigi del Declino. In tutti i suoi sanguinosi trionfi sui campioni giunti sino allestremo sacrificio per una nuova e migliore societ, questa civilt nefasta, fondata sullasservimento del lavoro, soffoca i lamenti delle sue vittime sotto uno strepito di calunnie la cui eco risuona nel mondo intero. La serena Parigi operaia della Comune viene improvvisamente trasformata dai segugi dellordine in un pandemonio. E che cosa prova questa tremenda trasformazione agli spiriti borghese di tutti i paesi? Ma come, che la Comune ha cospirato contro la civilt! Il popolo di Parigi muore con entusiasmo per la Comune in un numero che non ha eguali in nessuna altra battaglia conosciuta dalla storia. Che cosa prova questo? Ma come, che la Comune non era il governo del popolo, ma lusurpazione di un pugno di criminali! Le donne di Parigi offrivano con gioia la loro vita sulle barricate e sul luogo dellesecuzione. Che cosa prova ci? Ma come, che il demone della Comune le ha trasformate in Megere ed Ecati! La moderazione della Comune nel corso di due mesi di dominio incontrastato eguagliata solo dalleroismo della sua difesa. Che cosa prova ci? Ma come, che per mesi la Comune ha celato con cura, sotto una maschera di moderazione e umanit, la sete di sangue dei suoi istinti diabolici che dovevano scatenarsi solo nellora della sua agonia! La Parigi operaia, nellatto del suo eroico sacrificio di s, ha coinvolto nelle sue fiamme edifici e monumenti. Mentre fanno a pezzi il corpo vivo del proletariato, i suoi dominatori non devono pi aspettarsi di poter rientrare trionfalmente nellarchitettura intatta delle loro dimore. Il
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Festa. Parigini della decadenza.

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governo di Versailles grida: furia incendiaria e sussurra questo segnale a tutti i suoi agenti, fino al pi remoto villaggio, per dare ovunque la caccia ai suoi nemici come sospetti di essere incendiari di professione. La borghesia di tutto il mondo, che guarda compiacente al massacro indiscriminato dopo la battaglia, rabbrividisce dorrore di fronte alla profanazione di mattoni e malta! Quando i governi danno alla loro flotta la licenza statale di uccidere, bruciare e distruggere, non forse questa una licenza di incendiare? Quando le truppe britanniche hanno dato deliberatamente fuoco al Campidoglio a Washington ed al palazzo destate dellimperatore cinese[494], non si trattava di furia incendiaria? Quando i prussiani, non per ragioni militari, ma spinti dal mero livore della vendetta, hanno dato fuoco, con laiuto del petrolio, a citt come Chteaudun e ad innumerevoli villaggi, non si trattava di furia incendiaria1? Quando Thiers, per sei settimane, ha bombardato Parigi col pretesto che voleva dar fuoco solo a quelle case in cui cera della gente, non si trattava di furia incendiaria? In guerra il fuoco unarma legittima come ogni altra. Gli edifici occupati dal nemico sono bombardati perch prendano fuoco. Se i loro difensori devono ritirarsi, vi appiccano essi stessi le fiamme per impedire a coloro che attaccano di far uso degli edifici. Essere distrutti dal fuoco sempre stato il destino inevitabile di tutti gli edifici situati sul fronte di combattimento di tutti gli eserciti regolari del mondo. Ma nella guerra degli asserviti contro i loro asservitori, la sola guerra giustificabile nella storia, ci non si pu pi in nessun modo considerare valido! La Comune ha impiegato il fuoco esclusivamente come mezzo di difesa. Lo ha impiegato per sbarrare alle truppe di Versailles quei lunghi viali diritti che Haussmann aveva espressamente aperto al fuoco dellartiglieria; lo ha impiegato per coprirsi la ritirata, allo stesso modo che i versagliesi, nella loro avanzata, hanno fatto uso di bombe che hanno distrutto almeno altrettanti edifici quanti ne ha distrutti il fuoco della Comune. Ancora oggi si discute su quali edifici siano stati incendiati dai difensori e quali dagli attaccanti. E la difesa ha fatto ricorso al fuoco solo quando le truppe versagliesi avevano gi dato inizio allassassinio indiscriminato dei prigionieri. Inoltre, la Comune, gi molto tempo prima, aveva annunciato pubblicamente[495] che, se costretta, come misura estrema, si sarebbe sepolta
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Nelle traduzioni tedesche del 1871 e del 1891 questa frase omessa.

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sotto le rovine di Parigi, e avrebbe fatto di Parigi una seconda Mosca[496], come aveva promesso di fare anche il Governo di Difesa nazionale, ma solo per coprire il suo tradimento. A questo scopo Trochu aveva procurato il petrolio. La Comune sapeva che ai suoi avversari non importava nulla della vita del popolo di Parigi, ma che si preoccupavano molto dei loro edifici parigini. E Thiers, daltra parte, li aveva avvertiti che nella sua vendetta sarebbe stato implacabile. Non appena ha avuto il suo esercito pronto da un lato, e i prussiani a chiudere la trappola dallaltro, ha proclamato: Sar senza piet! Lespiazione sar completa e la giustizia sar inflessibile![497]. Se gli atti degli operai di Parigi sono stati vandalismo, stato il vandalismo di una difesa disperata, non il vandalismo del trionfo, come quello perpetrato dai cristiani a danno dei tesori artistici davvero inestimabili dellantichit pagana; e persino questo vandalismo stato giustificato dalla storiografia come elemento concomitante inevitabile e relativamente insignificante della lotta titanica tra una nuova societ in ascesa ed una vecchia societ che crolla. Minore comunque del vandalismo di Haussmann, che ha raso al suolo la Parigi storica per far posto alla Parigi del turista! Ma lesecuzione da parte della Comune dei sessantaquattro ostaggi, con larcivescovo di Parigi1 in testa! La borghesia e il suo esercito nel giugno 1848 ristabilirono un costume da molto tempo scomparso dalla condotta di guerra: la fucilazione dei loro prigionieri disarmati. A questo costume brutale si sono da allora pi o meno strettamente attenuti coloro che hanno represso tutti i tumulti popolari in Europa e in India; provando cos che ci costituisce un vero progresso della civilt! Daltra parte, i prussiani, in Francia, avevano ristabilito la pratica di prendere ostaggi innocenti che, con la propria vita, dovevano rispondere loro delle azioni di altri. Quando Thiers, come abbiamo visto, fin dallinizio del conflitto, ha messo in vigore la pratica umanitaria di fucilare i prigionieri comunardi, la Comune, per proteggere la loro vita, stata costretta a far ricorso alla pratica prussiana di prendere ostaggi. La vita degli ostaggi era stata perduta pi volte per le continue fucilazioni dei prigionieri da parte dei versagliesi. Come potevano essere ancora risparmiati dopo la carneficina con cui i pretoriani[498] di MacMahon avevano celebrato il loro ingresso in Parigi? Si doveva far diventare una mera simulazione
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Georges Darboy.

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anche lultimo ostacolo di cui si disponeva contro la ferocia senza scrupoli dei governi borghesi la presa di ostaggi? Il vero assassino dellarcivescovo Darboy Thiers. La Comune aveva offerto continuamente di scambiare larcivescovo, e per giunta molti altri preti, contro il solo Blanqui, allora nelle mani di Thiers. Thiers s rifiutato ostinatamente. Sapeva che con Blanqui avrebbe dato alla Comune una testa; mentre larcivescovo avrebbe servito meglio al suo scopo in forma di cadavere. Thiers ha agito sulla base del precedente di Cavaignac. Quali grida di orrore non sollevarono Cavaignac ed i suoi uomini dordine nel giugno 1848 stigmatizzando gli insorti quali assassini dellarcivescovo Affre! Sapevano perfettamente che larcivescovo era stato fucilato dai soldati dellordine. Il sig. Jacquemet, il vicario generale dellarcivescovo, presente sul luogo, aveva immediatamente dopo fornito loro le prove[499]. Tutto questo coro di calunnie che il Partito dellordine, nelle sue orge di sangue, non manca mai di sollevare contro le sue vittime, prova soltanto che i borghesi dei nostri giorni si considerano come i successori legittimi del barone di un tempo, che riteneva giusta ogni arma nelle proprie mani contro il plebeo, mentre nelle mani del plebeo unarma di qualsiasi genere costituiva di per s un crimine. La cospirazione della classe dominante per abbattere la Rivoluzione mediante una guerra civile portata avanti sotto il patrocinio dellinvasore straniero una cospirazione che abbiamo seguito dal 4 settembre fino allentrata dei pretoriani di MacMahon per la porta di Saint Cloud culminata nella carneficina di Parigi. Bismarck gongola di fronte alle rovine di Parigi, in cui vede forse la prima parte di quella distruzione generale delle grandi citt che aveva invocato fin da quando era ancora un semplice rurale alla Chambre introuvable prussiana del 1849[500]. Gongola di fronte ai cadaveri del proletariato di Parigi. Per lui ci non solo lo sterminio della rivoluzione, ma lestinzione della Francia, adesso veramente decapitata, e dallo stesso governo francese. Con la superficialit caratteristica di tutti gli uomini di Stato di successo, vede soltanto la superficie di questo tremendo evento storico. Quando mai prima dora la storia ha esibito lo spettacolo di un vincitore che corona la sua vittoria trasformandosi non solamente in gendarme, ma in sgherro mercenario del governo vinto? Non cera guerra tra la Prussia e la Comune di Parigi. Al contrario, la Comune aveva accettato i preliminari di pace, e la Prussia aveva annunciato la sua neutralit[501]. La Prussia

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non era perci parte belligerante. Ha interpretato la parte dello sgherro, uno sgherro codardo, perch non si esponeva ad alcun pericolo; uno sgherro mercenario, dal momento che aveva contrattato in anticipo il pagamento del suo compenso di sangue, 500 milioni alla caduta di Parigi. E cos, infine, emerso il vero carattere della guerra, ordinata dalla Provvidenza come castigo della Francia corrotta e senza dio per mano della pia e morale Germania! E questa violazione senza precedenti del diritto delle genti, anche nel senso in cui lo intendevano i giuristi del vecchio mondo, invece di spingere i governi civili dEuropa a dichiarare fuori legge tra le nazioni il criminoso governo prussiano, mero strumento del gabinetto di San Pietroburgo, li incita solamente a interrogarsi se le poche vittime sfuggite al duplice cordone che circonda Parigi debbano o no essere consegnate al boia a Versailles! Che dopo la guerra pi tremenda dei tempi moderni, i vincitori ed i vinti abbiano fraternizzato per il comune massacro del proletariato questo evento senza eguali non indica, come pensa Bismarck, la repressione definitiva di una nuova societ che si solleva, ma landare in rovina della societ borghese. Il pi alto slancio di eroismo di cui la vecchia societ ancora capace la guerra nazionale; ed ora dimostrato che un mero imbroglio di governo, volto a differire la lotta delle classi, accantonato non appena questa lotta di classe divampa in guerra civile. Il dominio di classe non pu pi mascherarsi sotto ununiforme nazionale; i governi nazionali sono uniti contro il proletariato! Dopo la Pentecoste del 1871, non vi pu pi essere n pace, n tregua tra gli operai di Francia e gli sfruttatori del loro prodotto. Il pugno di ferro di una soldatesca mercenaria potr tenere, per qualche tempo, le due classi sotto una comune oppressione. Ma la battaglia deve esplodere sempre di nuovo, in proporzioni sempre crescenti, e non pu esserci dubbio su chi sar alla fine il vincitore i pochi sfruttatori, o limmensa maggioranza lavoratrice. E la classe operaia francese soltanto lavanguardia del moderno proletariato. Cos, mentre i governi europei testimoniano, davanti a Parigi, il carattere internazionale del dominio di classe, denigrano lAssociazione internazionale dei lavoratori la contro-organizzazione internazionale del lavoro contro la cospirazione cosmopolita del capitale come la fonte principale di tutti questi disastri. Thiers la denunciava come despota del lavoro, pretendendo di esserne il liberatore[502]. Picard ha

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ordinato che tutte le comunicazioni tra gli internazionalisti francesi e quelli allestero fossero interrotte[503]; il conte Jaubert, questo mummificato complice di Thiers del 1835, dichiara che il grande problema di tutti i governi civili quello di estirpare lInternazionale[504]. I Rurali le strepitano contro, e tutta la stampa europea si unisce al coro. Un rispettabile scrittore francese, completamente estraneo alla nostra Associazione, dice quel che segue:
I membri del Comitato centrale della Guardia nazionale, e cos pure la maggior parte dei membri della Comune, sono le menti pi attive, pi intelligenti ed energiche dellAssociazione internazionale dei lavoratori uomini completamente onesti, sinceri, intelligenti, leali, puri e fanatici nel senso buono della parola[505].

Lo spirito borghese, permeato di pregiudizi polizieschi, simmagina naturalmente che lAssociazione internazionale dei lavoratori agisca al modo di una cospirazione segreta, il cui corpo centrale comanda, di quando in quando, le insurrezioni nei diversi paesi. La nostra Associazione, in realt, non altro che il collegamento internazionale tra gli operai pi avanzati nei vari paesi del mondo civile. Dovunque, sotto qualsiasi forma e in qualsiasi condizione, la lotta di classe raggiunga una qualche consistenza, del tutto naturale che i membri della nostra associazione si trovino in primo piano. Il terreno su cui essa cresce la stessa societ moderna. Essa non pu venire sradicata da nessuna carneficina, per quanto feroce. Per sopprimerla, i governi dovrebbero sopprimere il dispotismo del capitale sul lavoro la condizione della loro stessa esistenza parassitaria. La Parigi operaia, con la sua Comune, sar celebrata per sempre come la gloriosa messaggera di una nuova societ. I suoi martiri hanno per urna il grande cuore della classe operaia. I suoi sterminatori la storia li ha gi inchiodati a quella gogna eterna, dalla quale non riusciranno a riscattarli tutte le preghiere dei loro preti. IL CONSIGLIO GENERALE M.J. Boon, Fred. Bradnick, G.H. Buttery, Caihil, Delahaye, William Hales, A. Hermann, Kolb, Fred. Lessner, Lochner, J.P. MacDonnell,

La guerra civile in Francia

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George Milner, Thomas Mottershead, Ch. Mills, Charles Murray, Pfander, Roach, Rochat, Rhl, Sadler, A. Serraillier, Cowell Stepney, Alf. Taylor, William Townshend. SEGRETARI CORRISPONDENTI: Eugne Dupont, per la Francia; Karl Marx, per la Germania e lOlanda; Fred. Engels, per il Belgio e la Spagna; Hermann Jung, per la Svizzera; P. Giovacchini, per lItalia; Zvy Maurice, per lUngheria; Antoni Zabicki, per la Polonia. James Cohen, per la Danimarca; J.G. Eccarius, per gli Stati Uniti, Hermann Jung, presidente John Weston, tesoriere Georg Harris, seg. finanziario John Hales, seg. generale Ufficio: 256, High Holborn, London, W.C., 30 maggio 1871.

Note I.
La colonna dei prigionieri si fermata nellAvenue Ulrich ed stata allineata su quattro o cinque file, sul marciapiede, col fronte verso la strada. Il generale Marchese di Galliffet ed il suo stato maggiore sono smontati da cavallo e hanno cominciato lispezione della fila a partire da sinistra. Camminando lentamente, esaminando le persone allineate, il generale si arrestava qua e l, battendo sulla spalla di un prigioniero, o facendogli cenno di uscire dalle ultime file. Nella maggior parte dei casi, luomo cos designato veniva spinto, senza ulteriori cenni, al centro della strada, dove si era formata ben

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presto una piccola colonna supplementare Era evidente che ci doveva dar luogo a pi di un errore. Un ufficiale a cavallo ha indicato al generale Galliffet un uomo e una donna accusati di non so quale reato. La donna, precipitandosi fuori dalle file, si gettata in ginocchio, e con le braccia tese ha protestato la sua innocenza in termini appassionati. Il generale ha aspettato un momento, e poi col viso pi impassibile e col contegno pi distaccato ha detto: Signora, ho frequentato tutti i teatri di Parigi, la vostra scena non avr alcun effetto su di me (ce nest pas la peine de jouer la comdie1) Non era bene, quel giorno, farsi notare per essere pi alto, pi sporco, pi pulito, pi vecchio o pi brutto del proprio vicino. Un individuo mi ha colpito particolarmente, perch probabilmente il suo sollecito congedo dai mali di questo mondo era dovuto al fatto di avere il naso rotto Sono stati scelti cos pi di un centinaio di prigionieri, un plotone di esecuzione li ha presi in consegna, e la colonna ha ripreso la sua marcia lasciandoseli indietro. Pochi minuti dopo cominciato un fuoco intermittente alle nostre spalle, che continuato per pi di un quarto dora. Era lesecuzione di quei disgraziati condannati in modo cos sommario Corrispondente da Parigi del Daily News, 8 giugno[506].

Questo Galliffet, il mantenuto dalla propria moglie, cos celebre per le sue spudorate esibizioni nelle orge del Secondo Impero, aveva meritato durante la guerra il soprannome di Caporale Pistola francese.
Le Temps, che un giornale prudente, e non incline alle notizie sensazionali, racconta una storia raccapricciante di persone non finite dalle fucilate e sepolte ancora vive. In gran numero sono state sepolte nella piazza presso a Saint Jacques la Boucherie; alcuni molto superficialmente. Di giorno, il frastuono delle strade affollate ha impedito di accorgersi di qualcosa; ma nella quiete notturna gli abitanti delle case vicine sono stati svegliati da lontani gemiti, e la mattina stata vista una mano contratta uscire dalla terra. In seguito a ci, stato ordinato di procedere alle esumazioni Non ho il minimo dubbio che numerosi feriti siano stati sepolti vivi. Posso provarlo con un esempio. Quando Brunel stato fucilato con la sua donna il 24 maggio scorso, nel cortile di una casa di place Vendme, i loro corpi sono rimasti sul posto fino al pomeriggio del 27. Quando la squadra dei becchini andata a rimuovere i cadaveri, ha trovato la donna ancora in vita, e lha caricata su unambulanza. Bench fosse stata colpita da quattro pallottole, ora fuori pericolo[507] Corrispondente da Parigi dellEvening Standard, 8 giugno[508].
1

Non il caso di fare la commedia.

La guerra civile in Francia

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II.
La seguente lettera apparsa sul Times del 13 giugno[509]: Al direttore del Times. Signore, il 6 giugno 1871, il sig. Jules Favre ha inviato una circolare a tutte le potenze europee indicando loro di perseguitare lAssociazione internazionale dei lavoratori[510]. Poche osservazioni basteranno per qualificare tale documento. Proprio nella parte preliminare dei nostri Statuti si asserisce che lInternazionale stata fondata il 28 settembre 1864, in una riunione pubblica tenutasi alla St. Martins Hall, Long Acre, Londra[511]. Per qualche sua ragione, Jules Favre sposta la data della sua origine indietro al 1862. Allo scopo di spiegare i nostri principi, dichiara di citare il loro (dellInternazionale) foglio del 25 marzo 1869. E che cosa cita? Il foglio di una societ che non lInternazionale[512]. Aveva gi fatto ricorso ad una manovra di questo tipo quando, avvocato ancora relativamente giovane, dovette difendere il giornale National, querelato per diffamazione da Cabet. Allora pretese di leggere dei passi dai pamphlet di Cabet mentre leggeva dei pezzi da lui inseriti un trucco smascherato durante la seduta del tribunale, e che se non fosse stato per lindulgenza di Cabet, sarebbe stato punito con lespulsione di Jules Favre dallordine degli avvocati di Parigi[513]. Neanche uno di tutti i documenti da lui citati come documenti dellInternazionale appartiene allInternazionale. Dice, per esempio: LAlleanza si dichiara atea, dice il Consiglio generale, costituitosi a Londra nel 1869. Il Consiglio generale non ha mai pubblicato un documento simile. Ha invece pubblicato un documento[514] che invalidava gli Statuti originali dellAlleanza LAlliance de la Dmocratie Socialiste a Ginevra citati da Jules Favre. Nel corso della sua circolare, che pretende in parte di essere diretta anche contro lImpero, Jules Favre non fa che ripetere contro lInternazionale quelle contraffazioni poliziesche dei pubblici ministeri dellImpero che non stavano miseramente in piedi neanche davanti alle aule di tribunale dellImpero medesimo.

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noto che nei suoi due Indirizzi (del luglio e settembre scorsi) sullultima guerra1 il Consiglio generale dellInternazionale ha denunciato i piani prussiani di conquista della Francia. Pi tardi, il sig. Reitlinger, il segretario privato di Jules Favre, si rivolto, naturalmente invano, ad alcuni membri del Consiglio generale perch organizzassero, a nome del Consiglio, una manifestazione politica contro Bismarck, in favore del Governo di Difesa nazionale; in particolare, si richiedeva loro di non menzionare la Repubblica. I preparativi per una manifestazione in occasione dellatteso arrivo a Londra di Jules Favre sono stati fatti certamente con le migliori intenzioni nonostante il parere del Consiglio generale, che nei suoi indirizzi del 9 settembre aveva espressamente messo in guardia gli operai parigini contro Jules Favre e i suoi colleghi. Che cosa direbbe Jules Favre se, a sua volta, lInternazionale dovesse trasmettere una circolare su Jules Favre a tutti i gabinetti europei portando la loro attenzione in particolare sui documenti pubblicati a Parigi dal defunto signor Millire?[365] Sono, stimato signore, il vostro devoto servitore, John Hales Segretario del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori 256, High Holborn, W.C., 12 giugno 1871. In un articolo su LAssociazione Internazionale ed i suoi scopi, lo Spectator di Londra (24 giugno), da pio delatore qual , cita, tra altri stratagemmi simili in modo ancora pi completo di quanto non abbia fatto Jules Favre , il sopraccitato documento dellAlleanza come se fosse opera dellInternazionale, e ci undici giorni dopo la pubblicazione della smentita sull Times. Questo non ci sorprende. Federico il Grande usava dire che di tutti i preti i protestanti sono i peggiori.
Scritto tra la seconda met di maggio e linizio di giugno del 1871.

Cfr. qui i due indirizzi sulla guerra franco-prussiana, pp. XXX testi[1] e[5].

[22] Karl Marx [Al direttore di The Pall Mall Gazzette][515]


F. Greenwood, Esq.

8 giugno 1871

Mio caro signore, potrebbe farmi la cortesia di inserire queste poche righe nel prossimo numero della sua pubblicazione? Distinti saluti K. Marx Al direttore di The Pall Mall Gazzette Signore, dalla corrispondenza da Parigi pubblicata sul vostro numero di ieri[516] vedo che mentre ci simmagina che io viva a Londra, venivo in realt arrestato in Olanda su richiesta di Bismarck-Favre. Ma pu darsi che questa sia soltanto unaltra delle innumerevoli storie sensazionali riguardanti lInternazionale che negli ultimi due anni la polizia franco-prussiana non si mai stancata dinventare, la stampa di Versailles di pubblicare e il resto della stampa europea di riprodurre. Ho lonore di essere il vostro devotissimo Karl Marx 1, Modena Villas, Maitland Park 8 giugno 1871

[23] Friedrich Engels Riunione del sottocomitato del Consiglio generale dell11 giugno 1871. Verbale[517]

Il Sottocomitato stato chiamato a considerare lopportunit di produrre una replica alla circolare di Jules Favre del 6 giugno relativa allInternazionale[510]. Presenti i cittadini Eccarius, Engels, Marx, Hales e Weston. Il cittadino Weston stato nominato presidente ed il citt. Engels segretario della riunione. Il citt. Engels legge labbozzo di una replica che stato adottato allunanimit. stato inoltre deciso unanimemente di mandare questa replica a tutti i quotidiani di Londra. I verbali della riunione sono stati approntati ed adottati unanimemente. F. Engels. John Weston

[24] Karl Marx e Friedrich Engels Dichiarazione del Consiglio generale sulla circolare di Jules Favre[518]

[The Times, n. 27088, 13 giugno 1871]

Al direttore del Times Signore, il 6 giugno 1871, il sig. Jules Favre ha indirizzato una circolare a tutte le potenze europee, indicando loro di perseguitare lAssociazione internazionale dei lavoratori[510]. Poche osservazioni saranno sufficienti a qualificare quel documento. Proprio nella parte preliminare dei nostri Statuti si asserisce che lInternazionale stata fondata il 28 settembre 1864, in una riunione pubblica tenutasi alla St. Martins Hall, Long Acre, Londra[511]. Per qualche sua ragione, Jules Favre sposta la data della sua origine indietro al 1862. Allo scopo di spiegare i nostri principi, dichiara di citare il loro (dellInternazionale) foglio del 25 marzo 1869. E che cosa cita? Il foglio di una societ che non lInternazionale[512]. Aveva gi fatto ricorso ad una manovra di questo tipo quando, avvocato ancora relativamente giovane, dovette difendere il giornale National, querelato per diffamazione da Cabet. Allora pretese di leggere dei passi dai pamphlet di Cabet mentre leggeva dei pezzi da lui inseriti un trucco smascherato durante la seduta del tribunale, e che se non fosse stato per lindulgenza di Cabet, sarebbe stato punito con lespulsione di Jules Favre dallordine degli avvocati di Parigi[513]. Neanche uno di tutti i documenti da lui citati come documenti dellInternazionale appartiene allInternazionale. Dice, per esempio: LAlleanza si dichiara atea, dice il Consiglio generale, costituitosi a Londra nel 1869. Il Consiglio generale non ha mai pubblicato un docu-

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mento simile. Ha invece pubblicato un documento[514] che invalidava gli Statuti originali dellAlleanza LAlliance de la Dmocratie Socialiste a Ginevra citati da Jules Favre. Nel corso della sua circolare, che pretende in parte di essere diretta anche contro lImpero, Jules Favre non fa che ripetere contro lInternazionale quelle contraffazioni poliziesche dei pubblici ministeri dellImpero che non stavano miseramente in piedi neanche davanti alle aule di tribunale dellImpero medesimo. noto che nei suoi due Indirizzi (del luglio e settembre scorsi) sullultima guerra il Consiglio generale dellInternazionale ha denunciato i piani prussiani di conquista della Francia1. Pi tardi, il sig. Reitlinger, il segretario privato di Jules Favre, si rivolto, naturalmente invano, ad alcuni membri del Consiglio generale perch organizzassero, a nome del Consiglio, una manifestazione politica contro Bismarck, in favore del Governo di Difesa nazionale; in particolare, si richiedeva loro di non menzionare la Repubblica. I preparativi per una manifestazione in occasione dellatteso arrivo a Londra di Jules Favre sono stati fatti certamente con le migliori intenzioni nonostante il parere del Consiglio generale, che nei suoi indirizzi del 9 settembre aveva espressamente messo in guardia gli operai parigini contro Jules Favre e i suoi colleghi. Che cosa direbbe Jules Favre se, a sua volta, lInternazionale dovesse trasmettere una circolare su Jules Favre a tutti i gabinetti europei portando la loro attenzione in particolare sui documenti pubblicati a Parigi dal defunto signor Millire[365]? Sono, stimato signore, il vostro devoto servitore, John Hales Segretario del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori 256, High Holborn, W.C., 12 giugno 1871
Scritto non pi tardi dell11 giugno 1871.

Cfr. qui i due indirizzi sulla guerra franco-prussiana, pp. XXX testi [1] e [5].

[25] Karl Marx e Friedrich Engels Dichiarazione del Consiglio generale al direttore del Times[519]

Al Times In risposta al vostro articolo di fondo del 19 giugno 1871 sullInternazionale[520], il Consiglio generale di questa Associazione mi ha incaricato di specificare i seguenti dati di fatto. I pretesi manifesti di Parigi, pubblicati dal Paris-Journal[521] e da giornali simili proclami che voi accostate al nostro Indirizzo sulla guerra civile in Francia sono mere contraffazioni della polizia di Versailles. Voi dite:
Le note politiche pubblicate dal professor Beesly[505], e citate laltro giorno su queste colonne, sono citate anche con piena approvazione nellIndirizzo del Consiglio, e adesso possiamo comprendere quanto appropriatamente lex imperatore fosse qualificato come il salvatore della societ.

Ora, il Consiglio, nel suo Indirizzo, non cita nulla dalle note politiche eccetto la testimonianza dello scrittore, che un noto e stimato savant 1 francese, in merito alle caratteristiche personali degli internazionalisti coinvolti nellultima rivoluzione di Parigi. Che cosha a che fare questo con lex imperatore e con la societ da lui salvata! Il programma dellAssociazione non stato, come voi affermate, preparato dai sigg. Tolain e Odger sette anni fa. stato pubblicato dal Consiglio provvisorio, scelto alla riunione pubblica tenuta alla St. Martins Hall, Long Acre, Londra il 28 settembre 1864[522]. Il signor Tolain non mai stato un membro di quel Consiglio n era presente a Londra quando venne compilato il programma.
1

Dotto.

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Voi affermate che Millire era uno dei pi spietati membri della Comune. Millire non mai stato un membro della Comune. Proseguite poi: Dovremmo anche far notare che Assi, che stato recentemente presidente dellAssociazione ecc.. Assi non mai stato un membro dellInternazionale, e quanto alla carica di presidente dellAssociazione, stata abolita fin dal 1867[523].
Scritto il 19 o il 20 giugno 1871.

[26] Karl Marx e Friedrich Engels Dichiarazione del Consiglio generale al direttore di The Standard[524]

Al direttore di The Standard Nel vostro articolo di fondo sullInternazionale (del 19 giugno)[525] affermate:
Dei due programmi (quello di Londra e quello di Parigi) recentemente pubblicati in favore della Comune[521], quello della sezione di Parigi ha il merito di essere il pi onesto e il pi schietto.

Disgraziatamente, il manifesto di Parigi stato pubblicato non dalla nostra sezione parigina, ma dalla polizia di Versailles. Voi dite:
Gli internazionalisti londinesi insistono con non minore ardore dei loro fratelli parigini che la vecchia societ deve perire e perir necessariamente. Parlano di dare alle fiamme palazzi pubblici e di fucilare gli ostaggi come di uno sforzo gigantesco di abbattere la societ il quale, per quanto possa inizialmente fallire, verr perseguito fin quando non dar buon esito.

Ora, il Consiglio generale di questa Associazione vi intima di indicare esattamente le pagine e le righe dei nostri Indirizzi dove si troverebbero le parole da voi attribuiteci!
Scritto il 19 o il 20 giugno 1871.

[27] Friedrich Engels Dichiarazione del Consiglio generale sulla lettera di George Jacob Holyoake[526]

Al direttore del Daily News Signore, sono incaricato dal Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori di dichiarare quanto segue, in risposta alla lettera del sig. Geo. Jacob Holyoake sul Daily News di marted[527]: 1. Rispetto allinsinuazione che lIndirizzo pubblicato dal Consiglio1 possa diventare una causa di morte o deportazione a Versailles, il Consiglio pensa che i suoi amici parigini siano dei giudici migliori del signor Holyoake. 2. una regola del consiglio che i nomi di tutti i suoi membri, assenti o presenti, siano apposti ai suoi documenti pubblici. In questo caso, tuttavia, stata fatta uneccezione, e il consenso dei membri assenti stato formalmente richiesto2. 3. Rispetto allaffermazione che questo Indirizzo non pu essere un prodotto inglese, sebbene sia stato chiaramente rivisto da una penna sassone o celtica, il Consiglio si permette di far presente che, naturalmente, la produzione di una Societ internazionale non pu avere alcun carattere nazionale. Tuttavia, il Consiglio non ha bisogno di avere alcun segreto a tale proposito. LIndirizzo, come molte precedenti pubblicazioni del Consiglio, stato redatto dal segretario corrispondente per la Germa1 2

La guerra civile in Francia, cfr. qui sopra, pp. XX. Questultimo periodo si trova nel manoscritto, e non nel giornale.

Dichiarazione del Consiglio generale sulla lettera di Holyoake

333

nia, Dr. Karl Marx, stato adottato allunanimit e non stato rivisto da nessuno. 4. Il 1870, il signor George Jacob Holyoake si presentato come candidato a membro del Consiglio, ma non stato ammesso[528]. Sono, stimato Signore, il vostro devoto servitore. John Hales, segretario del Consiglio generale dellA.I.L.
Scritto il 20 giugno 1871.

[28] Friedrich Engels Lettera del Consiglio generale al direttore di The Spectator (e di The Examiner)[529]

Al direttore di The Spectator (e di The Examiner) Signore, renderete un grande servizio al Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori se darete pubblicit al fatto che tutti i pretesi manifesti e altre pubblicazioni degli internazionalisti di Parigi, che abbondano in questo momento sulla stampa inglese (e che sono state tutte pubblicate prima dal ben conosciuto Paris-Journal) sono senza eccezione alcuna una pura contraffazione della polizia di Versailles. Sono ecc.
Scritto il 20 o il 21 giugno 1871.

[29] Karl Marx Al direttore di The Echo[530]

Al direttore di The Echo Signore, nel vostro articolo di fondo del 19 giugno affermate: Se lInternazionale si vanta di aver causato questa guerra civile e di avere diretto i consigli dei suoi capi, bene che si sappia almeno che ecc.[531].
Scritto probabilmente il 20 o il 21 giugno 1871.

[30] Friedrich Engels Dichiarazione del Consiglio generale al direttore di The Pall Mall Gazette[532]

Al direttore di The Pall Mall Gazette Stimato Signore, The Pall Mall Gazette di marted afferma: Il sig. G.J. Holyoake ecc. Ora il sig. G.J. H[olyoake] non afferma niente del genere. Egli afferma nel Daily News di marted: ed una cosa ben differente. una regola (come al Daily News n. 2)1 Sono stimato Signore ecc., J[ohn] H[ales] Segretario del Consiglio generale dellA.I.L.
Scritto probabilmente il 21 giugno 1871.

1 Engels rimanda al testo della lettera al Daily News sulla lettera di George Jacob Holyoake, testo [27 definitivo], cfr. qui sopra p. x.

[31] Karl Marx Al direttore del Daily News[533]


[The Eastern Post, n. 144, 1 luglio 1871]

Signore, un Consiglio costituito da pi di trenta membri non pu certo redigere i propri documenti. Deve affidare questo compito alluno o allaltro dei suoi membri, riservandosi il diritto di rifiutare o correggere. LIndirizzo sulla Guerra civile in Francia, da me redatto, stato adottato allunanimit dal Consiglio generale dellInternazionale, e rappresenta dunque ufficialmente il suo punto di vista. Per quanto riguarda per le accuse personali mosse contro Jules Favre e Co., le cose stanno diversamente. Su questo punto la grande maggioranza del Consiglio ha dovuto concedermi la sua fiducia. Questa stata la ragione per cui ho appoggiato la mozione di un altro membro del Consiglio1 secondo cui il signor John Hales, nella sua risposta al signor Holyoake2, dovesse indicare me come lautore dellIndirizzo. Mi ritengo il solo responsabile di quelle accuse, e con ci sfido Jules Favre e Co. a querelarmi per diffamazione. Nella sua lettera il signor Llewellyn Davies scrive: triste leggere accuse personali di bassezza lanciate cos gratuitamente da un francese a un altro[534]. Questa frase non fa venire un po alla mente quellipocrisia farisaica che William Cobbett ha cos spesso rimproverato allo spirito inglese? Permettetemi di chiedere al signor Llewellyn Davies che cosa sia peggio, la petite presse 3 francese, che costruisce, al servizio della polizia, le calunnie pi infami contro i comunardi, morti, prigionieri o nascosti, o la stampa inglese che le riproduce a tuttoggi, nonostante il suo preteso disprezzo per la petite presse. Non considero uninferiorit francese che, per esempio, delle accuse cos serie quali quelle
1 2

Friedrich Engels. Cfr. qui sopra, pp. XX testo [27 definitivo]. 3 Stampa scandalistica.

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mosse contro il defunto Lord Palmerston per un quarto di secolo da un uomo come il signor David Urquhart[535] possano essere state soffocate in Inghilterra ma non in Francia.
Scritto il 26 giugno 1871.

[32] Friedrich Engels Dichiarazione del Consiglio generale sulle lettere di George Jacob Holyoake e Benjamin Lucraft[536]
[The Daily News, n. 7852, 29 giugno 1871]

Al direttore del Daily News Signore, sono incaricato dal Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori di rispondere alle lettere dei signori G.J. Holyoake e B. Lucraft, apparse nel vostro numero di luned scorso[537]. Trovo nei verbali del Consiglio che il signor Holyoake ha presenziato, con autorizzazione, ad una riunione del Consiglio, il 16 novembre 1869, e, durante la seduta, ha espresso il desiderio di divenire membro del Consiglio e di partecipare al prossimo Congresso generale dellInternazionale, che si sarebbe dovuto tenere a Parigi nel settembre del 1870[538]. Quando questi si ritirato, il signor John Weston ne ha proposto la candidatura a membro, ma la proposta stata accolta in modo tale che il signor Weston non ha insistito, ma lha ritirata. Riguardo alla dichiarazione del signor Lucraft di non essere stato presente quando stato votato lIndirizzo, posso affermare che il signor Lucraft era presente ad una riunione del Consiglio tenutasi il 23 maggio 1871, quando venne ufficialmente annunciato che labbozzo dellIndirizzo La guerra civile in Francia sarebbe stato letto e discusso alla successiva riunione ordinaria del Consiglio, il 30 maggio. Era perci lasciato del tutto al signor Lucraft di decidere se sarebbe stato presente o assente in questoccasione, e non soltanto egli conosceva che era regola del Consiglio di apporre i nomi di tutti i suoi membri, presenti o assenti, ai suoi documenti pubblici, ma egli era uno dei pi strenui sostenitori di quella regola, e si opposto in parecchie occasioni ai tentativi di disattenderla il 23 maggio, tra le altre e allora ha informato

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spontaneamente il Consiglio del fatto che alla Comune di Parigi andava il suo totale sostegno. La sera di marted 20 giugno, durante una riunione del Consiglio, il signor Lucraft stato costretto ad ammettere di non avere neppure letto lo stesso Indirizzo, ma che tutte le sue impressioni su di esso derivavano dalle dichiarazioni della stampa. In merito al disconoscimento del signor Odger, tutto ci che posso dire che stato interpellato personalmente ed informato che il Consiglio era in procinto di pubblicare un Indirizzo, e gli stato domandato se fosse contrario a che il suo nome vi apparisse associato, ed egli disse No. Il pubblico pu tirare da s le proprie conclusioni. Posso aggiungere che le dimissioni dei signori Lucraft e Odger sono state accettate dal Consiglio allunanimit[539]. Sono, signore, il vostro devoto servitore, John Hales Segretario del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori 256, High Holborn, W.C.
Scritto il 27 o forse il 28 giugno 1871.

[33] Karl Marx [Lettera a Max Friedlnder direttore della Neue Freie Presse][540]

Caro amico, dovresti essere cos gentile da pubblicare sul tuo giornale la seguente dichiarazione e da mandarmi una copia del numero in questione. Con sinceri saluti, Karl Marx

[Neue Freie Presse. Morgenblatt, n. 2462, 4 luglio 1871]

Alla redazione della Neue Freie Presse Sotto il titolo Una soire socialista, firmato W.[541], la Presse di Vienna reca un feuilleton in cui ho lonore di figurare. W. mi ha incontrato, a quanto dice, in una soire 1 da Herzen. Si ricorda addirittura del discorso che vi avrei tenuto. Deciso avversario di Herzen, mi sono sempre rifiutato dincontrarmi con lui, e perci non lho mai visto in tutta la mia vita. Dubito che il fantasioso W. sia mai stato a Londra. Eccezion fatta per i palazzi, in essa non ci sono le scale marmoree che W. avrebbe trovato perfino nel cottage di Herzen. Sfido qui lo stesso W., che la ricerca di allori presso il Paris-Journal e simili organi polizieschi non lascia dormire, a rivelare il proprio nome. Londra, 30 giugno 1871 Karl Marx
1

Serata.

[34] Friedrich Engels LIndirizzo La guerra civile in Francia e la stampa inglese[542]


[Der Volksstaat, n. 54, 5 luglio 1871]

Londra. 30 giugno. Da quando esiste Londra, nessuno scritto a stampa ha suscitato uno scalpore pari a quello dellIndirizzo del Consiglio generale dellInternazionale 1. La grande stampa ha tentato dapprima di usare il suo metodo preferito, quello di ucciderlo col silenzio; ma alcuni giorni sono stati sufficienti per dimostrarle che questo, stavolta, non funzionava. Il Telegraph, lo Standard, lo Spectator, la Pall Mall Gazette, il Times hanno dovuto degnarsi, uno dopo laltro, di fare su questo documento degno dattenzione un articolo di fondo[543]. Poi sono arrivate sui giornali delle lettere di terzi, che attiravano particolarmente lattenzione su questo o quel punto. Poi di nuovo un articolo di fondo, e alla fine della settimana ci tornavano sopra i settimanali. Tutta la stampa ha dovuto riconoscere unanimemente che lInternazionale diventata una grossa potenza europea, con la quale bisogna fare i conti e che non pu essere messa da parte non parlandone. Tutti hanno dovuto riconoscere la maestria stilistica con cui lIndirizzo stato scritto una lingua energica come quella di William Cobbett, dice lo Spectator. Cera da aspettarsi che questa stampa borghese si sarebbe avventata quasi unanimemente su di unaffermazione cos energica del punto di vista proletario, su di una giustificazione cos decisa della Comune di Parigi. Come cera da aspettarsi che le trovate alla Stieber[544] inventate dai fogli parigini controllati dalla polizia ed i pezzi appioppati da Jules Favre[510] allInternazionale ma appartenenti ad unassociazione completamente diversa (lAlleanza della socialdemocrazia di Bakunin)[512], venissero attribuiti allInternazionale stessa malgrado la protesta pubblica del Consiglio generale2. Intanto, il
1 2

La guerra civile in Francia, cfr. qui sopra, p. x testo [21]. Cfr. qui sopra, pp. xx testo [24 definitivo].

LIndirizzo La guerra civile in Francia e la stampa inglese

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clamore venuto alla fine a disturbare perfino il filisteo. Il Daily News ha cominciato a tranquillizzare e lExaminer, lunico foglio che si comportato davvero decentemente, in un minuzioso articolo si pronunciato decisamente per lInternazionale[545]. Due membri inglesi del Consiglio generale, di cui uno (Odger) gi da tempo era in fin troppo buoni rapporti con la borghesia, e laltro (Lucraft), con la sua elezione nel Consiglio scolastico londinese, sembra essere diventato pieno di ogni riguardo verso lopinione della gente rispettabile, si sono lasciati spingere dal clamore dei giornali a dichiarare le loro dimissioni dallInternazionale dimissioni accolte allunanimit. Sono gi stati sostituiti da altri due lavoratori inglesi1 e si accorgeranno presto di che cosa significhi tradire il proletariato nellora della decisione. Un prete inglese, Llewellyn Davies, si lamentato sul Daily News per gli insulti, contenuti nellIndirizzo, verso Jules Favre e consorti, e ha ritenuto auspicabile che la verit o falsit di queste accuse fosse appurata, ritengo attraverso un processo del governo francese contro il Consiglio generale[534]. Il giorno dopo Karl Marx ha dichiarato sullo stesso giornale che, in quanto autore dellIndirizzo, si riteneva personalmente responsabile di queste accuse 2; ma sembra che lambasciata francese non abbia alcun ordine di procedere contro di lui in una causa per diffamazione. Infine la Pall Mall Gazette ha dichiarato che non per niente necessario che il carattere privato di un uomo di Stato sia sempre sacro e che solo le sue azioni pubbliche possano venire attaccate[546]. Naturalmente, se il carattere privato delluomo di Stato inglese venisse messo in piazza, sarebbe giunto il giorno del giudizio del mondo oligarchico e borghese. Un articolo di e su lo straccione Nec aev, partendo dal Wiener Wanderer, ha fatto il giro della stampa tedesca, con la celebrazione delle sue imprese, insieme a quelle di Serebrennikov e di Elpidin[547]. Se questo dovesse ripetersi, dovremmo ritornare su questo bel terzetto e guardarlo pi da vicino. Per ora basti solo losservazione che Elpidin una nota spia russa.
Scritto il 30 giugno 1871.

1 2

J. Roach e A. Taylor. Cfr. qui sopra, pp. xx testo [31 definitivo].

[35] Karl Marx Lettera al direttore di The Pall Mall Gazette, Frederick Greenwood[548]

[The Pall Mall Gazette, n. 1992, 3 luglio 1871] Haverstock-hill, N.W., 30 giugno 1871

Signore, ho dichiarato al Daily News e voi lo avete ristampato nella Pall Mall che mi ritengo il solo responsabile delle accuse mosse contro Jules Favre e co.1. Nella vostra edizione di ieri, voi dichiarate che queste accuse sono delle diffamazioni[546]. Dichiaro che voi siete dei diffamatori. Non colpa mia se voi siete tanto ignoranti quanto arroganti. Se vivessimo sul continente, vi solleciterei a rendermene conto in un altro modo. Omaggi, Karl Marx

Cfr. qui sopra, pp. xx testo [31 definitivo].

[36] Friedrich Engels Robert Reid, ex-corrispondente del Daily Telegraph. 1 luglio 1871[549]

Bower, corrispondente del Morning Advertiser, nel ristorante Peters al momento dellarresto, stato lasciato libero, con laltro corrispondente del Times, Dallas, e un attach1 russo[550], ma rientrato per prendere la sua dama (inglese), che per si era appena messa con un altro signore, contro cui si scagliato lo ha assalito stato arrestato e messo sotto chiave per questo. Questi 3 hanno pubblicato sulla Verit una lettera falsa[551]. 1) Ci sarebbero stati membri della Comune nel caff con sciarpe rosse e dorate e anche prostitute nel caff che presentavano i propri bigliettini, e 2) che Bower era stato arrestato senza motivo (erano solo i commissari di polizia che avevano sciarpe rosse ma senza frange dorate). Sul Telegraph i servizi di Reid sono stati spesso alterati. Una lettera molto importante stata da loro soppressa. Il 20 maggio Wr[ight] ha avuto il giornale. Sul Telegraph del 17 o 18 maggio il corrispondente da Versailles dichiarava che Courbet con un martello aveva distrutto oggetti darte al Louvre[552]. Reid il 20 ha mostrato a Courbet questo telegramma. Seguente lettera di Courbet a direttore del Telegraph[553]:
Signore, non solo non ho distrutto alcuna opera darte al Louvre, ma al contrario stata mia cura che tutte quelle che erano disperse presso vari ministeri in differenti edifici nella capitale fossero raccolte e rimesse nei posti per loro appropriati nel museo. In maniera identica stato avvantaggiato il Luxembourg. Sono stato io a preservare e sistemare tutte le opere darte rimosse dalla casa del sig. Thiers. Sono accusato di aver distrutto la colonna Vendme, mentre documentato che il decreto per la sua distruzione sta1

Addetto.

346

Friedrich Engels

to approvato il 14 aprile e io sono stato eletto alla Comune il 20, sei giorni dopo. Ho sollecitato caldamente la preservazione dei bassorilievi e ho proposto di formare per essi un museo nella Corte degli Invalidi. Conoscendo lintegrit dei motivi in base ai quali ho operato, conosco anche le difficolt che si ereditano venendo dopo un rgime1 come lImpero. Salut et fraternit 2 G. Courbet Htel de Ville3, 20 maggio 71.

Questa lettera stata mandata da Reid al Telegraph, ma non stata stampata[553]. Verso il 10/12 aprile: v. carte. Tolain. Il corrispondente del Times desidererebbe sapere come si pronunci in merito il Consiglio generale Il Times sopprime la nostra dichiarazione[343]. Reid era incaricato dal Telegraph di inviare telegrammi e c da giurare che questi nel corso della stampa sono stati modificati a sfavore della Comune. Adolphus Smith ex corrispondente del Daily News conferenza sulla Comune, Teatro di Charing Cross 3/7/71[554]. Presente alla manifestazione di rue de la Paix4. I fucili della Guardia nazionale in place Vendme erano accatastati a mucchi e un inglese che lui chiamava (Leatham?) e che era nella prima fila del corteo si lanciato per impadronirsi di uno di questi mucchi.
Regime. Saluti e fraternit. 3 Municipio. 4 La manifestazione controrivoluzionaria del 22 marzo 1871, descritta da Marx ne La guerra civile in Francia, cfr. qui sopra p. xx.
2 1

Robert Reid, ex-corrispondente del Daily Telegraph. 1 luglio 1871

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Jourde stato fino allultimo nel ministero delle Finanze in fiamme, ha salvato libri e soldi. E lui dovrebbe aver appiccato il fuoco! Un inglese che abita di fronte a lui di cui pu fare il nome ha visto 2 bombe penetrare nel tetto, esplodere e subito dopo fumo, poi fiamme e infine a poco a poco tutto ledificio in fiamme.
Scritto l1 luglio 1871.

[37] Karl Marx Il signor Washburne, ambasciatore americano a Parigi[555]

Al Comitato Centrale di New York per le sezioni degli Stati Uniti dellAssociazione internazionale dei lavoratori Cittadini, il Consiglio generale dellAssociazione ritiene sia suo dovere darvi pubblica comunicazione sulla condotta, durante la guerra civile francese, del signor Washburne, lambasciatore americano. I. La seguente dichiarazione fatta da Robert Reid, uno scozzese che ha vissuto per diciassette anni a Parigi, e ha operato durante la guerra civile come corrispondente del Daily Telegraph di Londra e del New York Herald. Permetteteci di osservare, di passaggio, che il Daily Telegraph, nellinteresse del governo di Versailles, ha falsificato perfino i brevi dispacci telegrafici trasmessigli dal signor Reid. Il signor Reid, che ora si trova in Inghilterra, pronto a confermare la sua dichiarazione attraverso una deposizione scritta.
Il sibilo dellallarme generale, confuso col tuono del cannone, continuato per tutta la notte. Era impossibile dormire. Dove sono, pensavo, i rappresentanti dEuropa e dAmerica? possibile che, durante questo spargimento di sangue innocente, essi non facciano alcuno sforzo di riconciliazione? Non potevo sopportare pi a lungo questo pensiero e sapendo che il signor Washburne era in citt, mi sono deciso ad andare subito da lui. Era, credo, il 17 aprile; la data esatta pu essere comunque accertata dalla mia lettera a Lord Lyons, al quale ho scritto il giorno stesso. Attraversando gli Champs Elyses, mentre mi recavo a casa del signor Washburne, ho incontrato numerosi carri-ambulanza pieni di feriti e moribondi. Esplodevano granate intorno allArco di Trionfo, e molta gente innocente si aggiungeva alla lunga lista delle vittime del signor Thiers.

Il signor Washburne, ambasciatore americano a Parigi

349

Arrivato al numero 95 di rue de Chaillot, ho chiesto al portiere dellambasciatore degli Stati Uniti, e mi stato indicato il secondo piano. Il livello del piano a cui abiti , a Parigi, un indicatore quasi infallibile della ricchezza e della posizione una sorta di barometro sociale. Un marchese lo troviamo al primo piano frontale e un umile artigiano al quinto piano sul retro le scale che li dividono rappresentano labisso che c tra di loro. Mentre salivo le scale, non incontrando alcun grosso servitore in braghe rosse e con lunghe calze di seta, pensavo, Ah! Gli americani spendono i loro soldi per le cose pi utili, mentre noi gettiamo via i nostri. Entrato nella stanza del segretario, ho chiesto del signor Washburne. Desidera incontrarlo personalmente? S . Dopo che gli stato annunciato il mio nome, sono stato introdotto alla sua presenza. Era disteso in una poltrona e leggeva un giornale. Mi aspettavo che si alzasse, ma rimasto seduto sempre col giornale davanti a s, un atto di grossa scortesia in un paese dove le persone sono di solito cos educate. Ho detto al signor Washburne che avremmo tradito la causa dellumanit se non avessimo cercato di raggiungere una conciliazione. Che ci fossimo riusciti o no, era in ogni caso nostro dovere tentare; e il momento sembrava assai favorevole visto che i prussiani stavano proprio allora facendo pressioni su Versailles perch la situazione venisse definitivamente risolta. Linfluenza congiunta di America e Inghilterra avrebbe fatto pendere la bilancia in favore della pace. Il signor Washburne ha detto: La gente di Parigi ribelle. Occorre che posi le armi . Ho replicato che la Guardia nazionale aveva diritto legale alle armi, ma che non era questo il punto. Quando lumanit oltraggiata, il mondo civile ha il diritto di interferire, e io vi chiedo di collaborare con Lord Lyons a tal fine. Il signor Washburne: Quelli di Versailles non ne vorranno sapere. Se rifiutano, sar loro la responsabilit morale. Il signor Washburne: Io non la vedo cos. Non posso farci niente. Avreste fatto meglio ad andare da Lord Lyons. In questo modo finito il nostro colloquio. Ero tristemente deluso quando lasciai il signor Washburne. Avevo trovato un uomo scortese e arrogante, del tutto privo di quei sentimenti di fraternit che ci si aspetterebbe di trovare in un rappresentante di una repubblica democratica. In un paio di occasioni avevo avuto lonore di un colloquio con Lord Cowley, quando era il nostro rappresentante in Francia. I suoi modi aperti e cortesi contrastavano sensibilmente con lo stile freddo, presuntuoso e con pretese aristocratiche dellambasciatore americano.

350

Karl Marx

Ho insistito anche con Lord Lyons affinch, a difesa dellumanit, lInghilterra simpegnasse in un serio sforzo di riconciliazione, persuaso comero che il governo inglese non potesse assistere freddamente ad atrocit quali i massacri della stazione di Clamart e di Moulin Saquet, per non parlare degli orrori di Neuilly, senza incorrere nella maledizione di ogni amico dellumanit. Lord Lyons mi ha risposto verbalmente tramite il signor Edward Malet, il suo segretario, di avere inoltrato la mia lettera al governo, e che avrebbe inoltrato volentieri qualsiasi altra comunicazione io gli avessi mandato su tale questione. C stato un momento in cui le possibilit di una riconciliazione erano assai favorevoli, e se il nostro governo le avesse fatte valere, al mondo sarebbe stata risparmiata la carneficina di Parigi. Ad ogni modo, non stata certo colpa di Lord Lyons se il governo britannico venuto meno al proprio dovere. Ma torniamo al signor Washburne. Il 24 maggio, un mercoled mattina, stavo passando in Boulevard des Capucins, quando ho sentito chiamare il mio nome, e, girandomi, ho visto il dottor Hossart a fianco del signor Washburne, che si trovava in una carrozza aperta in mezzo a un gran numero di americani. Dopo i consueti saluti, ho cominciato a conversare col dottor Hossart. Ben presto la conversazione, che riguardava le orribili scene che ci circondavano, divenuta generale, quando il signor Washburne mi si rivolto con laria di un uomo che sa ci che sta dicendo: Tutti coloro che appartengono alla Comune, e quelli che solidarizzano con loro, saranno fucilati . Ahim! Sapevo che stavano uccidendo vecchi e giovani per il crimine di solidariet, ma non mi aspettavo di sentirlo dire semi-ufficialmente dal signor Washburne; eppure, mentre stava ripetendo questa frase sanguinaria, era ancora in tempo a salvare larcivescovo[556].

II.
Il 24 maggio, il segretario del signor Washburne1 venuto ad offrire alla Comune, allora riunita nella mairie2 dellundicesimo arrondissement3, una mediazione da parte dei prussiani tra i versagliesi e i federati nei seguenti termini: Sospensione delle ostilit. Rielezione della Comune da una parte, e dellAssemblea Nazionale
1 2

J.A. McKean. Municipio. 3 Circoscrizione.

Il signor Washburne, ambasciatore americano a Parigi

351

dallaltra; Le truppe di Versailles avrebbero lasciato Parigi, e avrebbero stabilito i propri quartieri nelle fortificazioni ed intorno ad esse. La Guardia nazionale avrebbe continuato a difendere Parigi. Non sarebbe stata inflitta alcuna punizione agli uomini che facevano parte o avevano fatto parte dellesercito federato. La Comune, in una seduta straordinaria, ha accettato queste proposte, a condizione che si lasciassero alla Francia due mesi di tempo per preparare le elezioni generali di unAssemblea Costituente. Ha avuto luogo un secondo colloquio col segretario dellambasciata americana. Nella sua seduta mattutina del 25 maggio, la Comune ha deliberato di mandare cinque cittadini tra i quali Vermorel, Delescluze ed Arnold provvisti di pieni poteri a Vincennes, dove, stando allinformazione fornita dal segretario del signor Washburne, si sarebbe trovato un delegato prussiano. La delegazione per stata bloccata dalle Guardie nazionali alle porte di Vincennes. In seguito ad un altro ed ultimo colloquio sempre col segretario americano, il cittadino Arnold, al quale aveva rilasciato un salvacondotto, il 26 maggio si recato a St. Denis, dove non stato ricevuto dai prussiani. Il risultato di questo intervento americano (che ha fatto credere alla rinnovata neutralit dei prussiani ed alla loro volont di fare da mediatori tra i belligeranti), nella congiuntura pi critica, stato quello di paralizzare la difesa per due giorni. Nonostante le precauzioni prese per mantenere segreti i negoziati, essi sono stati subito conosciuti dalle Guardie nazionali, che allora, del tutto fiduciose nella neutralit prussiana, si sono rifugiate presso le linee prussiane, per consegnarsi come prigionieri. noto come i prussiani abbiano tradito la loro fiducia, facendo sparare addosso ad una parte dei fuggiaschi dalle loro sentinelle e consegnando al governo di Versailles coloro che si erano arresi. Durante tutto il corso della guerra civile, il signor Washburne, tramite il suo segretario, non ha mai smesso di esprimere alla Comune la sua ardente solidariet, che soltanto la sua posizione diplomatica gli impediva di manifestare pubblicamente, e la sua decisa riprovazione del governo di Versailles.

La presente dichiarazione n. II resa da un membro della Comune di Parigi1, che, come il signor Reid, se necessario, la confermer attraverso una deposizione scritta.
1

Auguste Serraillier.

352

Karl Marx

Per apprezzare pienamente la condotta del signor Washburne, le dichiarazioni del signor Robert Reid e del membro della Comune di Parigi devono essere lette come una sola, come due parti complementari di uno stesso schema. Mentre il signor Washburne dichiara al signor Reid che i comunardi sono ribelli che meritano la loro sorte, dichiara alla Comune la sua solidariet alla sua causa e il suo disprezzo verso il governo di Versailles. Lo stesso 24 maggio, mentre, in presenza del dottor Hossart e di molti americani, comunica al signor Reid che non soltanto i comunardi ma perfino coloro che solidarizzano con loro saranno inevitabilmente condannati a morte, comunica, tramite il suo segretario, alla Comune che non soltanto i suoi membri saranno salvati, ma anche ogni uomo dellesercito federato. Vi chiediamo ora, cari cittadini, di rendere noti questi fatti alla classe operaia degli Stati Uniti, e di interpellarla perch decida se il signor Washburne un rappresentante degno della Repubblica americana. Il Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori: M.J. Boon, Fred. Bradnick, G.H. Buttery, Caihill, William Hales, Kolb, F. Lessner, George Milner, Thos. Mottershead, Chas. Murray, P. MacDonnell, Pfnder, John Roach, Rhl, Sadler, Cowell Stepney, Alfred Taylor, W. Townshend. Segretari corrispondenti: Eugne Dupont, per la Francia; Karl Marx, per la Germania e lOlanda; F. Engels, per il Belgio e la Spagna; H. Jung, per la Svizzera; P. Giovacchini, per lItalia; Zvy Maurice, per lUngheria; Anton Zabicki, per la Polonia; James Cohen, per la Danimarca; J.G. Eccarius, per gli Stati Uniti. Hermann Jung, presidente George Harris, seg. finanziario John Weston, tesoriere John Hales, segretario generale Ufficio 256, High Holborn, London, W.C., 11 luglio 1871
Scritto tra il 7 e l11 luglio 1871.

[38] Karl Marx Al direttore del Morning Advertiser[557]


[The Morning Advertiser, n. 24997, 13 luglio 1871]

Al direttore del Morning Advertiser Signore, in uno dei vostri articoli di fondo di oggi[558], citate una serie di frasi, quali Londra, Liverpool e Manchester in rivolta contro lodioso capitale ecc., di cui siete cos gentili da attribuirmi la paternit. Permettetemi di precisare che tutte le citazioni[559] a partire dalle quali voi basate il vostro articolo sono dei falsi dallinizio alla fine. Siete probabilmente stati ingannati da alcune delle contraffazioni che la polizia parigina usa pubblicare quasi quotidianamente col mio nome, al fine di portare elementi contro gli internazionalisti prigionieri a Versailles. Sono il vostro ecc. Karl Marx
1, Modena-villas, Maitland Park, Haverstock-hill, N.W., 11 luglio 1871

[39] Karl Marx Al direttore di The Standard[560]


[The Standard, n. 14651, 17 luglio 1871]

Al direttore di The Standard


Signore, nello Standard di questa mattina[561], il vostro corrispondente da Parigi traduce dalla Gazette de France[562] una lettera datata Berlino, 28 aprile 1871, e pretende che sia stata firmata da me. Permettetemi di precisare che questa lettera un falso dallinizio alla fine, proprio come tutte le precedenti lettere, a me attribuite, pubblicate ultimamente nel ParisJournal e in altri giornali della polizia francese. Se la Gazette de France dichiara di aver preso la lettera dai giornali tedeschi, anche questa devessere una menzogna. Un giornale tedesco non avrebbe mai indicato Berlino accanto alla data nella contraffazione. Vostro devotissimo Karl Marx Londra, 13 luglio

[40] Friedrich Engels Appunti su Giuseppe Mazzini[563]

Mazzini autore del manifesto e dello statuto: respinto era del tutto centralista e volgar-democratico e sostenitore di societ segrete. Gli italiani e Wolff sono rimasti fino allaffaire Lefort, quando Wolff ha abbandonato la seduta, gli altri sono usciti solo dopo Le Loubez, circa 3 mesi dopo la fondazione. Essi volevano unassociazione internazionale di Friendly Societies1 e si meravigliavano di non essere compresi, volevano qualcosa del tutto diverso da noi. Gi nel Journal de Lige2 contro Vsinier venne dichiarato dal Comitato centrale che Mazzini non era mai appartenuto allAssociazione e che il suo progetto era stato respinto[564]. Opuscolo sullinsurrezione di giugno di L. Blanc contro Mazzini, il quale denunciava gli insorti proprio come fa ora con il borghese[565].
Scritto tra il 25 e il 28 luglio 1871.

1 2

Societ amiche. LEcho de Verviers et de larrondissement.

[41] Friedrich Engels Lintervento di Giuseppe Mazzini contro lAssociazione internazionale degli operai[566]
[Il Libero Pensiero, n. 9, 31 agosto 1871]

Mazzini nel suo Indirizzo agli operai italiani dice:


QuestAssociazione fondata anni addietro in Londra ed alla quale io ricusai fin da principio la mia cooperazione[]. Un nucleo dindividui, che sassuma di governare direttamente una vasta moltitudine duomini diversi per patria, tendenze, condizioni politiche, interessi economici, mezzi dazione, finir sempre per non operare, o dovr operare tirannicamente. Per questo io mi ritrassi e si ritrasse poco dopo la sezione operaia italiana ecc.[567].

Ora ecco i fatti. Dopo la riunione del 28 settembre 1864 nella quale lAssociazione internazionale degli operai fu fondata, tostoch il consiglio provvisorio eletto in quellAssemblea si radun, il maggiore L. Wolff present un manifesto ed un progetto di Statuti steso da Mazzini stesso[568]. Nel qual progetto non solamente non si trovava difficolt a governare direttamente una moltitudine ecc. non solamente non diceva che questo nucleo dindividui finir sempre per non operare, o dovr operare tirannicamente, ma al contrario gli Statuti erano ispirati ad una centralizzata cospirazione, dando poteri tirannici al corpo centrale Il manifesto era nello stile solito di Mazzini: la democrazia borghese che offriva diritti politici agli operai, onde poter conservare i privilegi sociali delle classi medie e superiori. Questo manifesto e progetto di statuto furono naturalmente rigettati. Glitaliani rimasero membri sino a che alcune questioni non furono di nuovo messe fuori per causa di certi borghesi francesi, che volevano servirsi dellInternazionale. Non essendo questi riusciti, Wolff dapprima e poscia gli altri si ritirarono[569]. E cos lInternazionale la fece finita con Mazzini. Qualche tempo dopo il Consiglio centrale provvisorio, rispondendo ad un articolo di Vsinier[570], dichiar nel Journal de Lige1 che Mazzini non era stato mai membro dellAssociazione internazionale e che i suoi progetti, manifesti e statuti erano stati rigetta-

Lintervento di Giuseppe Mazzini

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ti[564]. Mazzini ha furiosamente attaccata la Comune di Parigi anche sulla stampa inglese[571]. Questo proprio ci che egli ha sempre fatto, quando i proletari si sono sollevati; dopo linsurrezione di Giugno 1848 egli fece lo stesso, denunciando i proletari insorti, tanto oltraggiosamente, che lo stesso Luigi Blanc scrisse un opuscolo contro di lui[565]. E Luigi Blanc ha diverse volte ripetuto in quel tempo che linsurrezione di giugno era opera di agenti bonapartisti! Mazzini chiama Marx uomo dingegno dissolvente, di tempra dominatrice ecc. forse perch Marx ha saputo molto ben dissolvere la cabala ordita da Mazzini a danno dellInternazionale, dominando talmente la mal dissimulata libidine di autorit del vecchio cospiratore, s da renderlo per sempre innocuo allAssociazione. Se cos, lInternazionale devesser ben lieta di possedere fra i suoi membri un ingegno ed una tempra, che in tal guisa dissolvendo e dominando lha tenuta in piedi per sette anni, lavorando pi che ogni altro uomo per portarla alla sua attuale superba posizione. Riguardo allo smembramento dellAssociazione, che, secondo Mazzini, gi cominciato in Inghilterra[572], il fatto che due membri inglesi del Consiglio 2, che erano divenuti troppo intimi con la borghesia, trovarono lIndirizzo sulla guerra civile troppo spinto e si ritirarono. In loro vece quattro nuovi membri inglesi ed uno irlandese 3 sono entrati a far parte del Consiglio generale, il quale si stima con ci pi rafforzato di prima. Invece di essere in uno stato di dissoluzione lInternazionale ora per la prima volta riconosciuta pubblicamente da tutta la stampa inglese come una grande potenza europea; e mai un piccolo opuscolo ha fatto in Londra tanta impressione quanto lIndirizzo del Consiglio generale sulla guerra civile in Francia, del quale si pubblicher ora la terza edizione. mestieri che gli operai italiani osservino che il grande cospiratore ed agitatore Mazzini non ha per essi altro consiglio che: Educatevi, istruitevi come meglio potete (come se ci potesse esser fatto senza mezzi!) adopratevi a creare pi frequenti le societ cooperatrici di consumo (nemmeno di produzione!) E fidate nellavvenire!!!
Scritto il 28 luglio 1871.
LEcho de Verviers et de larrondissement. George Odger e Benjamin Lucraft. 3 Alfred Taylor, John Roach, Charles Mills, Georg Lochner e Joseph Patrick McDonnell.
2 1

[42] Karl Marx Lettera di accompagnamento al direttore del Times[573]

Al direttore del Times


7 agosto 1871 4, Maitland Park, Haverstock Hill, N.W.

Signore, siccome la nota del Journal Officiel[574] in contraddizione con larticolo del Times sul rinvio dei processi di Versailles[575] stata assai commentata sulla stampa continentale, ci che le allego pu forse interessare i suoi lettori. La lettera citata viene da un avvocato impegnato nella difesa di alcuni dei prigionieri. Vostro devotissimo Karl Marx

[43] Friedrich Engels Al direttore del Times[576]

Al direttore del Times Stimato Signore, le osservazioni del Times sul ripetuto rinvio del processo dei prigionieri comunisti a Versailles[575] hanno indubbiamente colpito nel segno e hanno espresso i sentimenti del pubblico francese. La nota stizzita con cui il Journal Officiel[574] replica a queste osservazioni non altro che unulteriore prova di questo fatto. In seguito allarticolo del Times, molti reclami sono stati rivolti alla stampa parigina, reclami che, in queste circostanze, non avevano possibilit di essere pubblicati. Ho davanti a me la lettera di un francese che, per la sua posizione ufficiale, conosce i fatti di cui scrive, e la cui testimonianza intorno ai motivi di questo inspiegabile ritardo dovrebbe avere qualche valore. Ecco alcuni estratti da questa lettera:
Finora nessuno conosce quando la 3 Corte marziale inizier le sedute. Causa di ci sembra essere il fatto che il capitano Grimail, Commissaire de la Rpublique (pubblico accusatore), stato sostituito da un uomo pi affidabile; stato scoperto allultimo momento, grazie ad un attento esame del suo rapporto generale che doveva essere letto in aula, che forse era un pochino repubblicano, che aveva prestato servizio sotto Faidherbe ecc. nellarmata del Nord ecc. Ad ogni modo, un altro ufficiale si presenta subito al suo ufficio dicendo: ecco il mio mandato, sono il vostro successore; il povero capitano ne rimase tanto sorpreso che quasi ne impazzito Il signor Thiers ha la pretesa di fare ogni cosa da solo, e questa mania giunge al punto che non soltanto, contrariamente a ogni regola di correttezza, ha convocato tutti i juges dinstruction1 nel suo gabinetto, ma pretende perfino di
1

Pubblici ministeri.

360

Karl Marx

regolare la composizione del pubblico da ammettere in aula; egli stesso, per mezzo di M.B. St. Hilaire, distribuisce i biglietti dammissione Intanto a Satory i prigionieri muoiono come mosche la morte impietosa lavora pi rapidamente della giustizia di questo piccolo uomo di Stato In una cella della prigione di Versailles c un individuo grande e grosso che non parla una parola di francese, si pensa sia un irlandese. Come sia finito in questo guaio resta ancora un mistero. Tra i prigionieri c un uomo onestissimo di nome, in cella da due mesi e non ancora stato interrogato. una cosa infame. Vostro devotissimo Justitia

Londra, 7 agosto 1871

[44] Karl Marx Al direttore de LInternational[577]

Al direttore de LInternational Signore, In un articolo intitolato La Socit LInternationale, voi dite:


oltre alle loro dure economie, gli operai, in preda al fanatismo, forniscono ai membri del Consiglio ogni comfort desiderabile per vivere piacevolmente a Londra[578].

Vi far osservare che, con leccezione del segretario generale che riceve un salario di 10 shillings 1 a settimana, tutti i membri del Consiglio svolgono le proprie funzioni e le hanno sempre svolte gratuitamente. Vi richiedo di inserire queste righe nel vostro prossimo numero. Se il vostro giornale continuer a diffondere simili calunnie, sar perseguito giudizialmente. Distinti saluti K. Marx
Scritto il 17 agosto 1871.

Scellini.

[45] Karl Marx Lettera di accompagnamento al direttore del Public Opinion[579]

Signore, non soltanto le richiedo di aggiungere la replica qui acclusa nel vostro prossimo numero1, ma esigo delle ampie e complete scuse allo stesso posto del vostro giornale in cui avete messo quelle calunnie[580]. Sarebbe spiacevole essere costretto ad intraprendere unazione legale contro il vostro giornale. I miei omaggi K.M.
Scritto il 19 agosto 1871.

1 Cfr. qui avanti, p. x testo [46].

[46] Karl Marx Al direttore del Public Opinion[581]


[Public Opinion, n. 518, 26 agosto 1871]

Signore, nella vostra edizione odierna, traducete dalla berlinese Die National-Zeitung che, com noto, un organo di Bismarck una diffamazione delle pi orribili contro lAssociazione internazionale dei lavoratori[582], in cui si trova questo passo:
Il capitale, dice Karl Marx, fa commercio della vita e della forza del lavoratore, ma questo nuovo Messia non andato avanti di un solo passo; prende alloperaio il denaro che il capitalista gli ha pagato per il suo lavoro, e generosamente gli d in cambio un titolo di credito su uno Stato che esister forse tra un migliaio danni. Quali storie edificanti si raccontino sulla vile corruzione degli agitatori socialisti, che abuso vergognoso essi facciano del denaro loro affidato, e che accuse reciproche essi si gettino lun laltro in faccia, sono cose che abbiamo appreso abbondantemente dai congressi e dagli altri organi di partito. C qui un mostruoso vulcano di sconcezze, dalle cui eruzioni non poteva uscire niente di meglio di una Comune di Parigi[580].

In risposta ai disonesti redattori della National-Zeitung, ritengo sufficiente dichiarare che non ho mai chiesto n ricevuto un solo centesimo dalla classe operaia di questo o di qualsiasi altro paese. Eccettuato il segretario generale, che riceve un salario settimanale di dieci scellini, tutti i membri del Consiglio generale dellInternazionale fanno il loro lavoro gratuitamente. Il bilancio finanziario del Consiglio generale, presentato annualmente ai congressi generali dellAssociazione, sempre stato approvato allunanimit senza provocare nessuna discussione. Vostro devotissimo Karl Marx
Haverstock Hill, 19 agosto 1871 Scritto il 19 agosto 1871.

[47] Karl Marx Al direttore del Gaulois[583]


[Le Gaulois, n. 1145, 27 agosto 1871]

Brighton, 24 agosto 1871

Signore, siccome avete pubblicato degli estratti del resoconto di una conversazione che ho avuto con uno dei corrispondenti del New York Herald[584], spero che pubblicherete anche la seguente dichiarazione che ho inviato al New York Herald. Vi trasmetto questa dichiarazione nella sua forma originale, cio in inglese. Vostro devotissimo Karl Marx Al direttore del New York Herald
Londra, 17 agosto 1871

Signore, nellHerald del 3 agosto, ho trovato il resoconto di una conversazione che ho avuto con uno dei vostri corrispondenti[585]. Permettemi di dire che devo declinare qualsiasi responsabilit per le affermazioni che mi vengono attribuite in quel resoconto, sia che tali affermazioni si riferiscano ad individui legati ai recenti eventi francesi, sia che si riferiscano a delle opinioni politiche ed economiche. Di quanto si riferisce che io abbia detto, qualcosa lho detto in modo diverso, e qualcosaltro non lho detto affatto. Vostro devotissimo KARL MARX

[48] Karl Marx Lettera al direttore del Sun, Charles Dana[586]


[The Sun, 9 settembre 1871] Brighton, 23 agosto 1871

Mio caro signore, in primo luogo, la debbo pregare di scusare il mio prolungato silenzio. Avrei dovuto rispondere alla sua lettera gi da molto tempo se non fossi stato tanto sovraccaricato di lavoro al punto che la mia salute ne ha risentito, e il mio dottore ha ritenuto necessario di esiliarmi per pochi mesi in questo luogo di bagni di mare, con la rigida ingiunzione di non fare nulla. Potr fare ci che mi chiede dopo il mio ritorno a Londra non appena capiter unoccasione favorevole per andare al pi presto in stampa. Ho mandato una dichiarazione al New York Herald, nella quale declino qualsiasi responsabilit per le porcherie e le assolute menzogne che il suo corrispondente mi addossa[585]. Non so se lHerald labbia stampata. Il numero di rifugiati comunardi che arrivano a Londra in aumento, mentre i nostri mezzi per aiutarli sono ogni giorno pi scarsi, tanto che molti si trovano in uno stato assai deplorevole. Faremo un appello agli americani perch ci vengano in soccorso[587]. Per darle unidea dello stato di cose che prevale in Francia sotto la Rpublique Thiers1, vi dir che cos successo alle mie figlie. La mia secondogenita, Laura, sposa del signor Lafargue, un medico. Hanno lasciato Parigi pochi giorni prima del primo assedio e si sono diretti a Bordeaux, dove vive il padre di Lafargue2. Questi, essendo molto malato, voleva vedere il proprio figlio, che lo ha curato, anzi stato al
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Repubblica Thiers. Franois Lafargue.

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Karl Marx

suo capezzale fino alla sua morte. Lafargue ha una casa a Bordeaux, e lui e mia figlia sono rimasti l. Durante il periodo della Comune, Lafargue ha agito come segretario delle sezioni dellInternazionale di Bordeaux, ed stato anche inviato come delegato a Parigi, dove rimasto sei giorni per conoscere bene quale fosse la situazione. Durante tutto questo periodo egli non stato infastidito dalla polizia di Bordeaux. Verso la met di maggio, le mie due figlie non sposate si sono recate a Bordeaux, e di l, insieme alla famiglia Lafargue, a Bagnres de Luchon, nei Pirenei, vicino alla frontiera con la Spagna L mia figlia maggiore, che ha sofferto di un forte attacco di pleurite, ha fatto la cura delle acque e si sottoposta ad un trattamento medico regolare. Il bambino appena nato a Lafargue e sua moglie morto[588], e mia figlia pi piccola 1 si distratta negli incantevoli dintorni di Luchon per quanto le afflizioni familiari lo permettessero. Luchon una stazione climatica per malati e per il beau monde 2, ed in assoluto il posto meno adatto per gli intrighi politici. Inoltre, mia figlia, la signora Lafargue, aveva subito la disgrazia di perdere il suo bambino, e subito dopo la sepoltura nella seconda met di agosto chi appare alla loro dimora? Lillustre Kratry ben noto per le infamie commesse durante la guerra messicana[589] e per il ruolo equivoco da lui svolto durante la guerra franco-prussiana, prima come prefetto di polizia a Parigi, e pi tardi come soi-disant 3 generale in Bretagna, e adesso prefetto della Haute-Garonne 4 e il signor Delpech, procuratore generale di Tolosa, accompagnati dai gendarmi. Lafargue era stato avvertito la sera prima, e aveva attraversato la frontiera spagnola, dopo essersi procurato un passaporto spagnolo a Bordeaux. Per quanto figlio di genitori francesi, nato a Cuba, e perci spagnolo. A casa delle mie figlie stata fatta una visita domiciliare, e loro stesse sono state sottoposte ad un rigoroso interrogatorio incrociato da parte dei due imponenti rappresentanti della Rpublique Thiers. Erano stati incaricati di far saltar fuori una corrispondenza insurrezionale. Questa corrispondenza consisteva semplicemente in lettere alla loro madre, il cui contenuto non era certo lusinghiero verso il governo francese, ed in
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Eleanor Marx. Bel mondo. 3 Sedicente. 4 Alta Garonna.

Lettera al direttore del Sun, Charles Dana

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alcune copie di giornali di Londra! Per circa una settimana la loro casa stata sorvegliata da gendarmi. Hanno dovuto promettere di lasciare la Francia, dove la loro presenza era troppo pericolosa, non appena terminati i preparativi necessari alla partenza, e al tempo stesso sono state considerate persone poste sotto la haute surveillance 1 della polizia. Kratry e Delpech si erano illusi di trovarle sprovviste di passaporti, ma fortunatamente erano in possesso di regolari passaporti inglesi. Altrimenti sarebbero state sottoposte allo stesso trattamento subito dalla sorella di Delescluze 2 e da altre donne francesi innocenti quanto loro. Non sono ancora ritornate, e sono probabilmente in attesa di notizie da parte di Lafargue. Nel frattempo i giornali di Parigi raccontavano le menzogne pi incredibili; Le Gaulois, per esempio, ha trasformato le mie tre figlie in tre miei fratelli, ben noti e pericolosi agenti della propaganda dellInternazionale, bench io non abbia fratelli[590]. Contemporaneamente La France, un organo parigino del governo Thiers, forniva un racconto completamente ingentilito di quanto accaduto a Luchon, e ha affermato che il signor Lafargue potrebbe tranquillamente tornare in Francia senza correre alcun pericolo[591], mentre il governo francese richiedeva al governo spagnolo di arrestare Lafargue in quanto membro della Comune di Parigi!, della quale non ha mai fatto parte, e alla quale, in quanto residente a Bordeaux, non poteva appartenere. In effetti, Lafargue stato arrestato, e condotto, scortato dai gendarmi, a Barbastro, dove ha passato la notte in prigione, di l a Huesca, dove il governatore ha ricevuto per telegramma lordine dal ministro dellInterno spagnolo 3 di mandarlo a Madrid. Secondo il Daily News del 24 agosto, stato infine rimesso in libert[592]. Tutto quanto accaduto a Luchon ed stato scritto sui giornali 4 non erano altro che dei tentativi meschini di Thiers & Co. di vendicarsi di me in quanto autore dellIndirizzo del Consiglio generale dellInternazionale sulla guerra civile. Tra la loro vendetta e le mie figlie stava il passaporto inglese, e il sig. Thiers tanto un codardo nelle sue relazioni con le potenze straniere quanto privo di scrupoli nei confronti dei suoi connazionali inermi.
Stretta sorveglianza. Louise Azmia Delescluze. 3 Prxedes Mateo Sagasta. 4 Nel frammento ancora esistente del manoscritto scritto and in Spain [e in Spagna] invece che and in the papers [e sui giornali].
2 1

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Karl Marx

Quanto a Cluseret, non penso che sia un traditore, ma certamente si assunto un incarico che richiedeva un coraggio che non ha avuto, ed in questo modo ha causato un gran danno alla Comune. Non so dove si trovi. E ora addio1! Il suo vecchio amico Karl Marx
Scritto il 25 agosto 1871.

Addio in italiano nel testo.

[49] Karl Marx La Comune e larcivescovo Darboy[593]


[ The Examiner, n. 3318, 2 settembre 1871]

La Comune e larcivescovo Darboy


Signore, il passo dellIndirizzo del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori La guerra civile in Francia, che ha dato il via alle grida dindignazione morale da parte della stampa londinese, era questo: Il vero assassino dellarcivescovo Thiers1. Dalla lettera acclusa, indirizzata al sig. Bigot, lavvocato del sig. Assi alla corte marziale di Versailles, dal sig. Eugne Fondeville, che pronto a confermare le sue dichiarazioni attraverso una deposizione scritta, vedrete che lo stesso arcivescovo condivide in realt il mio giudizio su questo caso. Al tempo della pubblicazione dellIndirizzo, non ero ancora informato dellincontro del sig. Fondeville col sig. Darboy, ma anche allora la corrispondenza dellarcivescovo col sig. Thiers rivelava la sua strana apprensione nei confronti della buona fede del capo dellesecutivo francese. Un altro fatto ormai al di fuori di dubbio e cio che allepoca dellesecuzione degli ostaggi il governo comunardo non esisteva ormai pi, e dunque non sarebbe pi dovuto essere ritenuto responsabile di quellevento. Sono il vostro ecc., KARL MARX
Londra, 29 agosto

Cfr. qui sopra, p. x.

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Karl Marx

Londra, 19 agosto 1871 Signore, mi prendo la libert di scrivervi per parlarvi dellesistenza di certi documenti relativi agli avvenimenti della Comune e per chiedervi di fare uso dei privilegi della vostra professione e della vostra qualit di difensore di un accusato per ottenerne la produzione durante il dibattimento. Intorno al 15 aprile, un giornale di Parigi riproduceva una lettera scritta al Times nella quale un individuo dichiarava di avere fatto visita agli ostaggi a Mazas, ed accusava la Comune di essersi comportata in modo barbaro nei loro confronti. Volendo assolutamente rendermi conto della veridicit di simili asserzioni, mi sono recato in questa prigione dove ho potuto assicurarmi del contrario. Quel giorno mi sono incontrato con i sigg. Darboy, Bonjean, Deguerry, e col sig. Petit, segretario dellarcivescovo, che, essendo ancora vivo, potr darvi dei ragguagli a questo riguardo. Successivamente, ho fatto loro frequenti visite e qualche giorno prima della caduta della Comune i sigg. Darboy e Bonjean mi hanno consegnato dei loro testi autografi di cui vi riporto qui sotto a grandi linee il contenuto. Ecco il riassunto conciso del documento Darboy. Ha per titolo Il mio arresto, la mia detenzione e le mie riflessioni a Mazas. Ne risulta che, a parte il suo arresto, per il quale accusa la Comune, getta sul governo di Versailles tutta la responsabilit per la sua detenzione. Lo accusa soprattutto di sacrificare gli ostaggi per riservarsi una sorta di diritto di rappresaglia per lavvenire. Sostiene questo, da una parte, sulla base dei suoi tentativi scritti, e sulla base delle richieste fatte dai suoi amici al sig. Thiers, richieste e trattative che hanno condotto soltanto a dei rifiuti, in particolare quello del sig. Lagarde. Afferma che non soltanto si discusso di scambiare gli ostaggi contro Blanqui, ma anche contro il cadavere del generale Duval. Dichiara inoltre di essere trattato bene, loda estesamente la condotta del cittadino Garau, direttore di Mazas. Prevede ormai la propria morte ed ecco ci che scrive al riguardo: certo che Versailles non vuole n scambi n conciliazione, daltra parte se la Comune ha avuto il potere di arrestarci, non ha quello di farci mettere in libert, infatti, in questo momento, la nostra liberazione senza scambio provocherebbe a Parigi una rivoluzione che rovescerebbe la Comune. Quanto al sig. Bonjean, mi ha consegnato un lungo trattato di economia agricola che aveva composto in prigione, due lettere per la sua famiglia e una specie di diario della sua detenzione. Sebbene questo documento non abbia lo stesso valore dal punto di vista della difesa di quello del sig. Darboy, esso prova che gli ostaggi a Mazas sono stati trattati con umanit.

La Comune e larcivescovo Darboy

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Essendo inutile insistere sullimportanza di documenti del genere, vi spiegher ora in seguito a quale concorso di circostanze ne sono stato privato. Luned 22 maggio al mattino, costretto a lasciare il Ministero dei Lavori pubblici, mi sono dovuto rifugiare nel solo edificio pubblico che si trovasse aperto, rue du Temple; l ho posato la mia valigia e i miei documenti. Gioved 25, quando i versagliesi si sono impadroniti del quartiere, pensavo, prima che a ritirarmi, a mettere al sicuro i documenti. Il padrone dellalbergo, di cui avevo creduto di potermi fidare, mi ha ceduto un armadio a muro di una stanza al secondo piano di cui ho portato via la chiave. Oltre alle carte che ho menzionato sopra, ho depositato anche cinque lettere di MacMahon che mi erano state consegnate alla prefettura di polizia, parecchi documenti ufficiali, tra i quali il mio mandato di delegato a Neuilly durante larmistizio del 25 aprile, due lasciapassare, una lettera spedita da Londra al sig. Thiers, ed alcune fotografie di vari membri della Comune. Il 27 maggio ho mandato due uomini in rue du Temple; avrebbero dovuto riportarmi, oltre alla mia valigia, i documenti depositati nellarmadio a muro. Alla loro richiesta, il proprietario dellalbergo ha risposto che, siccome parecchi suoi vicini avevano detto a pi riprese che un membro della Comune si era rifugiato da lui, aveva ritenuto prudente forzare larmadio a muro e bruciare i documenti. La valigia mi stata consegnata, anchessa era stata forzata, e le mie carte private, certificati ed altre cose, mi erano state sottratte. Ora, nonostante che il padrone dellalbergo mi abbia confermato personalmente la distruzione di questi documenti, sono persuaso del contrario, e da Parigi mi arrivano voci che mi assicurano che colui a cui li avevo affidati ne ancora in possesso o li ha consegnati da poco alla polizia. Seguono delle informazioni per procurarsi i documenti in questione, e le formule di saluto. La lettera stata inviata a Bigot il 19 agosto 1871. E. Fondeville Proprietario terriero a St. Macaire

[50] Karl Marx Al direttore de La Vrit[594]


Associazione internazionale dei lavoratori, 256, High Holborn, Londra. W.C.
30 agosto 1871

Signor Direttore, avendo letto nel Daily News di oggi che il signor Renaut attribuisce allInternazionale un manifesto che invita i contadini francesi a bruciare tutti i castelli che possono ecc.[595], il signor John Hales, il segretario generale del Consiglio generale dellAssociazione internazionale dei lavoratori, ha inviato immediatamente al sig. L. Bigot, il difensore di Assi, questo dispaccio telegrafico: Proclama incendiario attribuito allInternazionale un falso. Siamo pronti a fare a questo riguardo dichiarazione giurata davanti magistrato inglese. Ora, mi affretto ad avvertire il pubblico francese tramite il vostro stimabile giornale che tutti i manifesti, stampati a Parigi in nome dellInternazionale dopo lentrata delle truppe del governo francese a Parigi, tutti questi manifesti, senza alcuna eccezione, sono dei falsi. Vi dichiaro ci non soltanto sulla mia parola donore, ma sono pronto a rendere dichiarazione giurata (the affidavit) davanti ad un magistrato inglese. Ho ragione di credere che queste infami produzioni non provengano addirittura neanche direttamente dalla polizia, ma dal signor B1, da un individuo legato a uno di questi giornali parigini che lo Standard (giornale Tory) designa in uno dei suoi ultimi numeri[596] come gli organi del demi-monde 2. Gradisca, Signore, i sensi della mia pi alta stima Karl Marx
Molto probabilmente Ch. Bradlaugh. Societ equivoca (dal titolo di una commedia di Alexandre Dumas figlio che descrive gli ambienti corrotti della societ parigina).
2 1

[51] Karl Marx Al direttore di The Evening Standard[597]


[The Evening Standard, n. 14695, 6 settembre 1871]

Al direttore Signore, nel vostro numero del 2 settembre, il vostro corrispondente da Berlino pubblica la traduzione di un interessante articolo dellInternazionale, apparso sulla Cologne Gazette 1[598], che mi accusa di vivere a spese delle classe operaia. Fino al 30 agosto, la data della lettera del vostro corrispondente, nessun articolo del genere apparso sulla Cologne Gazette, da cui, dunque, il vostro corrispondente non poteva tradurlo. Larticolo in questione apparso, invece, pi di due settimane fa, sulla NationalZeitung di Berlino[582]; e una sua traduzione inglese, letteralmente identica a quella fatta dal vostro corrispondente, figurava sul settimanale di Londra, Public Opinion[580], il 19 agosto. Il numero successivo di Public Opinion conteneva la mia replica a quelle calunnie2, e vingiungo dunque di inserire quella replica, di cui vi allego una copia, nel prossimo numero del vostro giornale. Il governo prussiano ha le sue ragioni per promuovere, con ogni mezzo in suo potere, la diffusione di tali infami calunnie sulla stampa inglese. Questi articoli non sono altro che gli annunci dimminenti attacchi del governo contro lInternazionale. Vostro devotissimo Karl Marx
Haverstock Hill, 4 sett., 1871

1 2

Klnische Zeitung. Cfr. qui sopra, p. xx testo [46 definitivo].

[52] Karl Marx e Friedrich Engels Proposte al Consiglio generale riguardo ai preparativi per la Conferenza di Londra[599]

Rechnungsablage 1 1) Trovare un posto per le riunioni della Conferenza. 2) Trovare un albergo per i membri della Conferenza proporre lo stesso dellultima volta, Leicester Square. 3) Nominare un comitato che si occupi di questi due punti[600]. 4) Che tutto il Consiglio assista alle riunioni della Conferenza, col diritto di prendere parte al dibattito, ma che soltanto un certo numero del Consiglio abbia una delega che dia diritto di votare tale numero dovr essere fissato dal Consiglio quando sar noto il numero dei delegati alla Conferenza. 5) Che i francesi ora residenti a Londra che sono membri riconosciuti dellInternazionale stabiliscano la rappresentanza della Francia alla Conferenza nel numero di tre delegati. 6) Che se i membri di qualche paese non fossero rappresentati alla Conferenza, il segretario corrispondente per quel paese sia nominato a rappresentarli.

Scritto non pi tardi del 5 settembre 1871.

Rendiconto finanziario.

[53] Karl Marx e Friedrich Engels Proposte da sottoporsi alla Conferenza da parte del Consiglio generale[601]
Proposte da sottoporsi alla Conferenza da parte del Consiglio generale 1) Che, dopo la chiusura della Conferenza, non sia riconosciuta, da parte del Consiglio generale e da parte dei Consigli centrali dei vari paesi, come appartenente allAssociazione nessuna sezione finch non abbia versato il suo contributo annuale di 1 penny a testa per lanno corrente al Consiglio generale 1. 2) ) Per quei paesi in cui lorganizzazione regolare dellAssociazione potrebbe per il momento essere divenuta impossibile per interferenza del governo, i delegati di ogni paese sono invitati a proporre piani di organizzazione che siano compatibili con le particolari circostanze del caso. ) LAssociazione pu essere riformata con altri nomi, ) ma sono formalmente escluse tutte le organizzazioni segrete. 3) Il Consiglio generale sottometter alla Conferenza una relazione sulla sua amministrazione degli affari dellInternazionale a partire dallultimo congresso[602]. 5) Il Consiglio generale proporr alla Conferenza di discutere lopportunit di rendere pubblica una risposta ai vari governi che hanno perseguitato e stanno perseguitando lInternazionale; che la Conferenza nomini un Comitato incaricato di redigere questa risposta dopo la sua chiusura. 4) Risoluzione del Congresso di Basilea da rendere effettiva: Che, al fine di evitare confusione, si diano istruzioni ai Consigli centrali dei vari paesi di designarsi dora innanzi Consigli federali col nome del paese che rappresentano; e le sezioni locali o i loro
Il testo che segue cancellato nel manoscritto: Non si ammetter alcuna eccezione a questa regola finch non sar dimostrato al Consiglio generale che la sezione in questione stata impossibilitata da ostacoli legali vigenti ad eseguire la regola stessa.
1

376

Karl Marx e Friedrich Engels

Comitati si designino come sezioni o Comitati delle loro rispettive localit[603]. 6) 1 7) Che tutti i delegati del Consiglio generale a cui sono assegnate missioni specifiche abbiano il diritto di presenziare, e di essere ascoltati, a tutte le riunioni dei Consigli federali e dei comitati o sezioni locali, senza che per questo siano qualificati a votare in quella sede. 8) Che il Consiglio generale sia incaricato di pubblicare una nuova edizione degli Statuti che includa le risoluzioni dei Congressi facenti riferimento a questo; e siccome unincompleta traduzione francese stata finora in circolazione in Francia, e ritradotta in spagnolo e in italiano, si provveda ad unautentica traduzione francese da inoltrarsi anche in Spagna e Italia. Germania-Olanda 2. 3 lingue stampate luna accanto allaltra
Scritto approssimativamente tra il 5 e il 12 settembre 1871.

Il testo del punto 6 cancellato nel manoscritto: Che in tutti i paesi in cui lAssociazione regolarmente organizzata, i consigli federali inviino relazioni regolari sugli importi imposti e ricevuti sotto forma di contributi locali o distrettuali. Marx cancell il testo di questo punto durante la seduta del sottocomitato del 9 settembre 1871. 2 La fine della frase indecifrabile. Potrebbe essere: Spagna e Italia, Olanda, anche Germania. Si tratta di unaggiunta, da parte di Marx, al testo di Engels.

[54] Friedrich Engels Riunione del sottocomitato[604]


9 settembre, 8 del mattino
Longuet presidente. Marx propone che riguardo a Landeck il Consiglio generale non ha nulla a che fare con la questione[se] egli appartenga ancora allInternazionale oppure no, e che sia demandato agli internazionalisti francesi a Londra di risolvere la questione. L., nel processo degli internazionalisti a Parigi, ha fatto ammenda e ha promesso di non legarsi allInternazionale in futuro[605]; ma tali questioni non possono venire risolte dal Consiglio. Mottershead favorevole. Approvato allunanimit. La Conferenza. Marx: una conferenza non composta di delegati delle sezioni ma di delegati dei paesi che vengono a consultarsi col Consiglio in circostanze straordinarie ed perci assai diversa da un congresso e dotata di poteri piuttosto diversi. Ci non deve essere dimenticato. La prima questione sar: 1) la questione del denaro, i contributi non sono pervenuti come avrebbero dovuto. La Conferenza non ha il potere di cambiare gli Statuti ma pu farli rispettare. Quindi proposta n. 1, le sezioni paghino prima di essere ammesse. Jung favorevole. Approvato allunanimit. Marx: 2) (i paesi in cui lInternazionale soppressa propongano i loro piani, e siano loro consentiti altri nomi ma non segreti). Eccarius favorevole. Approvato allunanimit. Marx: 3) che siano designati alcuni membri per redigere il rapporto del Consiglio sugli ultimi due anni da sottoporsi alla Conferenza. Approvato come faccenda di ordinaria amministrazione. Jung propone. Eccarius favorevole alla proposta di Marx di redigere il rapporto. Marx: 4) far rispettare la risoluzione del Congresso di Basilea secon-

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Friedrich Engels

do cui il Consiglio centrale deve essere chiamato Consiglio federale ecc. ecc. Serraillier favorevole. Approvato allunanimit. Marx: 5) replica da inviare ai vari governi da redigersi successivamente. Engels favorevole. Approvato allunanimit. [Marx:] 6) nei paesi regolarmente organizzati devono essere inviati rapporti regolari delle tassazioni locali e distrettuali. Lo stesso Marx ritira questa proposta. Marx: 7) tutti i delegati del Consiglio generale hanno il diritto di partecipare e di intervenire a riunioni dei consigli distrettuali e delle sezioni locali. Serraillier favorevole. Approvato allunanimit. Marx: 8) il Consiglio generale deve pubblicare una nuova edizione degli Statuti ed una versione autentica francese e tedesca, stampate una a fronte dellaltra; e tutti gli altri paesi devono avere le loro traduzioni approvate dal Consiglio generale prima della pubblicazione. Jung favorevole. Approvato allunanimit. Mottershead: si richieda alla Conferenza di incaricare il Consiglio di far rispettare lart. V degli Statuti relativo ad una statistica generale della classe operaia e la risoluzione del Congresso di Ginevra sullo stesso oggetto. Affinch ci sia effettuato, si potrebbe stabilire che le Trade unions ecc. che si rifiutano di fornire le informazioni richieste non saranno sostenute dal Consiglio generale in caso di sciopero. McDonnell favorevole. Approvato allunanimit! Marx: riunione del sottocomitato alle 8 a casa di Marx luned sera. Approvato.
Scritto il 9 settembre 1871.

[55] Friedrich Engels Riunione del sottocomitato[606]

Luned 11 settembre 1871 in 1, Maitland Park Serraillier presidente. Engels nominato segretario. Proposto da Engels, Hales favorevole, che il conto del sig. Truelove[607] di 25 11.6 sterline sia accettato, mettendo da parte la questione del prezzo dei volantini e delle cinquemila copie1. Approvato allunanimit. Proposto da Engels, Eccarius favorevole: che si paghino 10 al signor Truelove come acconto, e il pagamento del resto sia dilazionato finch non abbia presentato un resoconto delle copie vendute. Approvato allunanimit. Proposto da Marx, Longuet favorevole: che, al fine di evitare ogni malinteso, il Consiglio generale sia sollecitato a dichiarare in apertura della Conferenza che una Conferenza non altro che una riunione di delegati di vari paesi chiamati a consultarsi e a decidere insieme col Consiglio generale su misure amministrative rese necessarie da circostanze straordinarie2. Hales ha proposto, Longuet favorevole: che il Consiglio generale raccomandi la formazione di un Consiglio federale inglese. Ritirato, da sottoporsi al Consiglio generale domani. Marx propone, Jung favorevole: che sia raccomandata la formazione di sezione operaie femminili3.
Scritto l11 settembre 1871.

1 2

Della terza edizione della Guerra civile in Francia. Cfr. qui avanti p. x testo [35] appendici, p. 645 Mega. 3 Cfr. qui avanti p. x testo [37] appendici, p. 665Mega.

[56] Friedrich Engels


Proposta sui luoghi delle riunioni e sullapertura delle sessioni della Conferenza di Londra[608]

Che la Conferenza si riunisca luned alle 10 al Blue Post e che i giorni successivi le riunioni del Comitato siano tenute la mattina e le riunioni serali della Conferenza plenaria alle 8 marted a High Holborn e mercoled e gioved al Blue Post.
Scritto il 17 settembre o immediatamente prima.

LA CONFERENZA DI LONDRA
DELLASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI,

17-23 SETTEMBRE 1871[609]

[57] Friedrich Engels Appunti delle sedute della Conferenza di Londra[610]

[Riunione della Conferenza del 17 settembre] Jung presidente Hales inglese Rochat francese Engels segretario per la redazione e la traduzione delle risoluzioni. 1) Fondeville[611] da ammettersi solo con voto consultivo. 2) Incontrarsi alluna del pomeriggio e alle 8 della sera (marted, mercoled e gioved)[612]. 3) Far rispettare la risoluzione del congresso di Basilea di ridurre il tempo degli interventi a 5 minuti[613]. 4) Nominare una commissione di 5 per relazionare sulla controversia svizzera mercoled sera[614]. Marx. McDonnell. Verrycken. Vaillant. Eccarius. 5) Commissione di 6 per fissare lordine del giorno. Lorenzo, Mottershead, Frankel 1. Riunione della Conferenza del 18 settembre, ore 2 Serraillier presidente. Mottershead segretario inglese[615]. Verbale francese letto ed approvato allunanimit. Rob[in] chiamato. Martin 2o segretario. Relazione di De Paepe della comm[issione] sullordine del giorno. 1) La relazione del Consiglio generale da presentare appena pronta interrompendo per questo il dibattito. Engels per la relazione finanziaria. 2) Lordine del giorno del Comitato adottato in altro modo. Comitato di controllo finanziario nominati Lorenzo, Coenen, Fluse e Perret.
1

Mancano i nomi di Csar de Paepe, Eugne Steens e Auguste Serraillier.

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Friedrich Engels

Marx per cominciare subito con le proposte del Consiglio generale per lorganizzazione1 approvato. 1) Nomi di Consigli e Sezioni (ma Comitato o Consiglio)[616]. 2) Stampa degli Statuti in 3 lingue[617]. Riunione della Conferenza del 19 settembre, 2,30 del pomeriggio Presiede Serraillier. Verbale letto ed approvato. I belgi: Cohn dia un resoconto della sua missione in Belgio[618]. Engels: che Hales gli scriva su questo e lo chiami a comparire. Approvato. 3) Marx sezioni femminili e sezioni miste allunanimit[619]. 4) Marx statistica[620]. Adottato allunanimit. Utin. Ogni settore dovrebbe avere un Comitato statistico e il segretario di questo Comitato andrebbe pagato (da raccomandarsi) approvato con un voto contrario. Utin. Mozione dordine. Le astensioni devono essere motivate per iscritto ed inserite nei verbali. De Paepe e Frankel i Consigli federali devono spedire una volta allanno una relazione statistica. Approvato. Hermann e Fluse per stabilire il periodo dellanno in cui le relazioni statistiche devono essere fatte. Marx propone l1 agosto[621]. Riunione del 19, ore 9. Sera, 256, High Holborn Comunicazioni di Hales ed Engels[622]. Marx: 5) Ingresso alle sedute dei delegati del Consiglio generale, approvato. 6) Pagamento anticipato prima del riconoscimento[623]. In Belgio ciascuno paga al Consiglio federale 20 cent., 10 per quel Consiglio e 10 per Londra. Espulsa comm[issione][624]. Engels: programma degli spagnoli per lorganizzazione[625]. Riunione del 20 settembre, ore 3. Blue Post Proposta di Utin sul programma spagnolo. Approvata[626]. Data lettura dei programmi generali pervenuti.
1

Cfr. qui avanti p. x testo [36] appendici.

Appunti delle sedute della Conferenza di Londra

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Marx: che tutti i programmi soltanto generali vengano posti alla fine dellintero ordine del giorno. Approvato. Bastelica: tali programmi vanno assegnati ad un Comit1 (Frankel, Serraillier e De Paepe). Approvato. Engels: da stabilire lordine delle 4 proposte. Marx: 1) Delahaye. 2) Vaillant. 3) De Paepe e Verrycken 4) Utin. Becker2. Approvato. 1) Proposta di Delahaye. Contrario Frankel ecc. Riunione serale Jung alla presidenza. Proposta del Com[itato] sulla raccolta di denaro. Approvata. Tranne larticolo 6[627]. Proposta Vaillant[668]. 3 Serraillier e Frankel[628]. Aggiornato[629] Riunione del 22 settembre4, 6 di sera, ore 6 Serraillier alla presidenza. Proposte di Vaillant e Utin, Frankel-Serraillier[630]. Proposta Bastelica-Proposta di Perret. Approvate[631] proposta belga circa Cohen a domani[632] Relazione di Marx sulla scissione svizzera 5. N. 1. Alliance approvato, 2. 3. idem. Riunione del 23 settembre6, ore 11.35 Serraillier presidente circa il verbale, Serraillier che la lettera venga rimandata indietro. Vaillant Engels: che la lettera venga ritirata oppure vada al Conseil gnral7.
1 2

Comitato. Cfr. qui avanti p. x testo 39 appendici. 3 Testo illeggibile. 4 Engels scrive la data errata. Questa seduta si tenne in realt il 21 settembre 1871. 5 Cfr. qui avanti p. x (in testo [42] appendici). 6 Engels scrive la data errata. Questa seduta si tenne in realt il 22 settembre 1871. 7 Consiglio generale.

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Friedrich Engels

Approvato[633]. Relazione finanziaria. Approvata e richiesta una migliore contabilit[634]. Proposta Verrycken. Per suo stesso desiderio ridotta e ritirata per il Congresso[635]. Altra proposta di Verrycken De Paepe, N. 1 approvato, N. 2 pure[636]. Utin far passare prima le comunicazioni allautorizzazione del Conseil gnral1[637]. Utin e Engels circa i segretari. De Paepe: approvazione dellaccettazione delle persone della Comune[638]. Pomeriggio Proposta di Becker 1. 2. 4. Ordine del giorno. 3. il Consiglio generale deve emettere una circolare e preparare per le sezioni relazioni sulla popolazione rurale per il Congresso[639]. Marx. Risoluzione del Conseil gnral sulle organizz[azioni] speciali 1) Consiglio federale inglese. Unanimi. 2) Organizzazione nei paesi oppressi. a. Francia. Adottata la risoluzione Utin. b. Italia Risoluzione Marx. Adottata. c. Russia risoluzione Marx e Utin adottata. d. Spagna risoluzione Lorenzo. Ordine del giorno e accordo su di esso. e. Germania. Voto di ringraziamento Utin e Rochat[640]. Delibera comune del Consiglio generale (societ segrete) approvato[641]. Marx: Indirizzo approvato. Traduzione tedesca e francese, spedirlo sia in tedesco che in francese[642]. Questione russa: 1) che Utin venga tradotto ed inviato al Conseil gnral2, che decide la pubblicazione[643]. Che il Consiglio generale pubblichi ci che vuole delle risoluzioni della Conferenza[644]. Che il Consiglio generale abbia il diritto di convocare una conferenza o congresso[645]. Che Herman proceda contro Cohn[646].
Scritto tra il 17 e il 23 settembre 1871.
1 2

Consiglio generale. Consiglio generale.

[58] Friedrich Engels Verbale della seduta della Commissione per gli avvenimenti della Svizzera del 18 settembre 1871[647]
Seduta della Commissione per la questione della Svizzera

18 settembre, a casa di Marx

Engels nominato segretario, Verrycken nominato presidente. Marx: la disputa ha origine dopo la formazione dellAlleanza della Democrazia socialista a Ginevra, fondata da Bakunin ed altri. Legge le due comunicazioni fatte allAlleanza dal Consiglio generale nel 1868 e nel marzo del 1869; in questultima, la dissoluzione dellAlleanza, e la comunicazione del censimento delle sue sezioni e della loro forza numerica posta come condizione della loro ammissione nellInternazionale[648]. Queste condizioni non sono mai state soddisfatte, lAlleanza non si mai veramente dissolta, ha sempre mantenuto una specie dorganizzazione. Lorgano delle sezioni ginevrine, Lgalit, l11 dicembre 1869[649], criticava il Consiglio generale per non avere fatto il suo dovere, non rispondendo ai suoi articoli[650], al che il Consiglio generale ha risposto che non era suo dovere di immischiarsi nelle polemiche dei giornali, ma che era pronto a rispondere a richieste e denunce fatte dal Consiglio federale romando, e questa circolare stata comunicata a tutte le sezioni[651]; tutte hanno approvato la condotta del Consiglio generale. Il Consiglio svizzero ha disconosciuto Lgalit, con la cui redazione era in corso una scissione; essa fu cambiata, e in seguito lorgano degli aderenti dellAlleanza divenuto Le Progrs e pi tardi La Solidarit. Giunto il Congresso del Locle[652], i due partiti, la Federazione romanda di Ginevra e quella delle montagne (lAlleanza), sono giunti ad unaperta separazione. Il Consiglio generale ha lasciato le cose come stavano, ha solamente proibito al nuovo consiglio di costituirsi come Consiglio romando accanto allaltro. Guillaume, che aveva predicato lastensione da ogni forma di

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Friedrich Engels

politica, contrariamente ai nostri Statuti[653], nel momento in cui la guerra scoppiata, ha pubblicato un proclama in cui domandava a nome dellInternazionale la formazione di un esercito per aiutare la Francia, e ci ancor pi contrario ai nostri Statuti. Robin deve andare: larticolo de Lgalit segnalava degli articoli di Statuti e risoluzioni del congresso che il Consiglio generale non aveva osservato; ci si lamentava di non venire a sapere niente del Consiglio generale perch il Consiglio di Ginevra non comunicava niente ed ecco che apparso questo articolo. La controversia tra la redazione de Lgalit e il Consiglio romando era provocata da circostanze locali. Ho cercato di fare opera di conciliazione quando sono stato a Ginevra e ho continuato a fare lo stesso da qui. Ma ho scoperto che a Ginevra il comitato era tutto e lassemblea generale non era niente e questo mi ha parecchio infastidito! Quanto alle sezioni delle montagne, Guillaume si lamenta perch Jung non ha risposto alle sue lettere; Jung, a cui ne parlavo, mi dice che proprio questo che rimprovera a Guillaume. Certamente, dunque, molte lettere sono andate smarrite. Venendo qui, credevo ancora che una fusione dei due partiti fosse possibile, ma mi accorgo ora che essa impossibile, e la cosa migliore mi sembra che questi due partiti esistano indipendentemente. Eccoci alla questione dello status legale dellAlleanza allinterno della nostra associazione. Quelli di Neuchtel hanno ricevuto due lettere di Jung ed Eccarius che attestano che lAlleanza stata ammessa nellInternazionale, lettere riconosciute come autentiche dal Consiglio generale. Poi alla vigilia della Conferenza ho ricevuto una lettera di Guillaume che ho consegnato a Jung. Ecco il mio ruolo in questa vicenda. Se non c spazio per una conciliazione, credo che i due partiti potranno vivere luno accanto allaltro tranquillamente, ma non credo che il Consiglio o la Conferenza abbiano il diritto di escludere delle Sezioni senza averle ascoltate; ed io non ho alcun mandato per rappresentarle. Del resto lAlleanza si dissolta e il motivo della contesa venuto meno con essa. Perret. La scissione si prodotta per delle ragioni di principio e non per delle circostanze secondarie. Bakunin, Perron e Robin hanno voluto imporre una dittatura nella redazione de Lgalit, e ci stato la causa di tutto. Volevano mandare via il direttore Whry. Abbiamo cercato di fare opera di conciliazione, ma inutilmente. Costretti a dare le dimissioni dal consiglio di redazione, hanno pubblicato un manifesto a Neuchtel contro il comitato federale, stampa-

Verbale della seduta della Commissione per gli avvenimenti della Svizzera 389

to a Neuchtel presso Guillaume. Poi hanno fatto inserire delle dichiarazioni di protesta nel Journal de Genve, riprodotte dai giornali reazionari. Nella dichiarazione di protesta che hanno pubblicato il 16 gennaio 1870 hanno messo i nomi di Dutoit e di Becker senza il loro permesso, e questi due hanno protestato contro ci[654]. Utin. La vicenda ha inizio con larrivo di Robin, che si messo in contatto con Bakunin. Ci avvenuto poco prima del congresso di Basilea. Lintenzione era di formare lalleanza a cui era stata per due volte rifiutata lammissione allInternazionale. Gi allepoca delle elezioni per il congresso si vedevano degli elementi di scissione. Bakunin ha definito gli operai di Ginevra dei borghesi reazionari. Dopo il congresso, Robin divenuto a tutti gli effetti il padrone del giornale, e vi ha messo quello che ha voluto, senza rispettare i regolamenti. Si dichiara nel giornale ambasciatore delle sezioni belghe presso il Consiglio federale. Traducevo allora degli articoli inglesi e tedeschi per il giornale, a condizione che non mi si parlasse di Bakunin. Un giorno Robin si presenta con una lunga lista di lagnanze contro il Consiglio generale e mi ha chiesto di firmarla, cosa che ho rifiutato. Durante la mia assenza a Berna, ha inserito nella parte estera del giornale, disattendendo alla sua promessa, e senza che lo sapessi, un lungo articolo contro il Consiglio generale. Poi mi ha dichiarato che Whry era un intrigante, quasi un delatore; e si stava cercando di escluderlo dal comitato di redazione, uno dei nostri uomini migliori; mi ha chiesto di aiutarlo e mi ha offerto di entrare nella redazione; avrebbe fatto vedere al Comitato federale che non si poteva fare a meno di lui e di Perron e avrebbero ricevuto i pieni poteri. Ero allora dalla loro parte, li ho difesi alla sezione centrale, ma essa ha deciso contro di loro; e il giornale apparso senza di loro e senza di me. Poi Robin ha cercato di persuadermi a non dare loro la traduzione dei documenti relativi allo sciopero di Waldenburg[655], perch, se li si fosse lasciati senza appoggio, il giornale sarebbe and