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CAPITOLO 1

la restaurazione europea (1815 - 1848)

Date fondamentali ➪ ✓ 1852 stretto il patto tra Cavour e Rattazzi, detto


il connubio
✓ 1876 cade la destra storica sostituita dalla sinistra
storica
✓ 1887 al governo Francesco Crispi
✓ 1913 patto Gentiloni tra liberali e cattolici

1. 1 il congresso di Vienna

. Viene sconfitto definitivamente Napoleone nel 1815 a WATERLOO. I sovrani d’Europa si
trovarono a Vienna per la conferenza internazionale di pace.
In questa conferenza si dovevano RIDISEGNARE I CONFINI DEGLI STATI e DECIDERE DEL
DESTINO DELLE DINASTIE REGNANTI, (quelle spodestate che volevano tornare al potere e
quelle che volevano rimanere sul trono).

I protagonisti sono ➪ ✓ Asburgo d’Austria


✓ Borbone di Francia
✓ Romanov di Russia
✓ Hannover di Gran Bretagna

All’inizio esclusero la Francia sconfitta, ma l’abilità del ministro degli esteri CHARLES
MEURICE DE TEYLLERAND, che sa sfruttare i contrasti presso le sorti dei paesi vincitori,
premise che il paese sconfitto di rientrare in questa conferenza.
Il protagonista assoluto ➪ il principe d’austria KLEMENS VON METTERNICH

Ridisegnare i confini
Dopo tanti anni di guerra che aveva sconvolto i confini europei , specialmente le aree che
non si erano ancora organizzate , in Stati Nazionali , il congresso assolse il compito di
RISCRITTURA del continente
Italia
In Italia settentrionale ci sono solo due stati

✓ REGNO DI SARDEGNA ➪ governato dalla dinastia dei SAVOIA. Decide di rafforzare il regno
dandoli i territori dell’ex Repubblica di Genova

✓ REGNO LOMBARDO - VENETO ➪ controllato dall’AUSTRIA e comprendeva Lombardia e Triveneto.


Vuole rafforzarlo ulteriormente con le fortezze di Ferrara e Piacenza

Nell’Italia centrale venne controllata dell’Austria e la situazione era la seguente

✓ GRAN DUCATO DI TOSCANA ➪ capo c’era la dinastia ASBURGO - LORENA

✓ DUCATO DI MODENA ➪ con la dinastia AUSTRIA - ESTE

✓ DUCATO DI PARMA, PIACENZA e GUASTALLA ➪ viene assegnato a MARIA LUISA D’AUSTRIA ,


la moglie di napoleone e alla sua morte, si prevedeva il ritorno dei BORBONI

✓ LO STATO PONTIFICIO ➪ che è guidato dal PAPA e comprendeva (EMILIA, ROMAGNA,


MARCHE, UMBRIA, LAZIO)

Nell’ Italia meridionale


✓ REGNO DELLE SICILIE ➪ univa il REGNO DI NAPOLI e REGNO DI SICILIA guidate dai BORBONI
La presenza diretta (LOMBARDO - VENETO) e quella indiretta (legate all’AUSTRIA per vincoli di
sangue e di alleanza) , gli ASBURGO D’AUSTRIA POSSEDEVANO UN INFLUENZA PREPONDERANTE .
Europa centrale

L’europa centrorientale aveva un ampio spazio geopolitico. All’inizio era instabile perchè era
abitato da più gruppi nazionali.
I problemi riguardavano però lo spazio polacco e tedesco. Lo SPAZIO POLACCO ➪ decisero di
sparire il vecchio ducato di Varsavia tra la PRUSSIA e la RUSSIA.
Rispetto all’aerea di lingua tedesca c’è un processo di semplificazione di 300 stati aggregati
alla Confederazione del Reno e dell’Sacro Romano Impero e si passo in 39 stati della nuova
CONFEDERAZIONE TEDESCA.

Nell’area tedesca la Prussia ➪ territori della WESTFALIA e della


RENANIA SETTENTRIONALE , usci dal
congresso molto rafforzata.

E da quel momento viene vista da molti tedeschi come l’unificazione


completa di tutti gli stati di lingua tedesca

Francia

Era la grande sconfitta e per questo doveva essere la grande punita.


Venne riportata ai confini precedenti all’inizio delle guerre rivoluzionarie e con la perdita
delle colonie che vennero assegnate alla Gran Bretagna.

Unione di Belgio e Paesi Bassi

Le Fiandre austriache vennero unite al REGNO DEI PAESI BASSI, che e guidato dal principe
GUGLIELMO D’ORANGE - NASSAU.

Questa unione e giustificata per creare uno stato - cuscinetto abbastanza forte per le future
ambizioni della Francia.
IN GENERALE : il nuovo equilibrio fu raggiunto dai CRITERI TIPICAMENTE SETTECENTESCHI con il
passaggio di intere regioni da uno stato all’altro, come compensi di territori ceduti e SENZA IL
MINIMO RIGUARDO PER I PRINCIPI DI NAZIONALITÀ o per volontà delle popolazioni interessate

Riportare al potere le dinastie spodestate


Tutti i lavori del Congresso di Vienna era per la PAURA DELLA RIVOLUZIONE che si pensava che
lo sconvolgimento napoleonico fosse innescato dalla novità della “DEMOCRAZIA ALLA FRANCESE”,
i sovrani ritennero che fosse una priorità RESTAURARE LE TRADIZIONI PILASTRI DEL VECCHIO
ORDINE: la MONARCHIA, CHIESA e PRIORITÀ.

Il principio chiave della RESTAURAZIONE - parola usata per indicare il periodo dal 1815 al 1848-
e quello del LEGITTIMISMO DINASTICO ovvero i diritto dei sovrani spodestati, a tornare sul trono
che possedevano prima degli eventi rivoluzionari.

Questo principio però si scontra con durissime leggi della politica ➪ se in Francia fu restaurata
la monarchia dei Borboni (ascesa al trono di LUIGI XVIII) non fu cosi regimi repubblicani di
VENEZIA e di GENOVA. I diritti delle due antiche repubbliche furono infatti sacrificati a una
duplice necessità Compensare L’Austria per la perdita dei possedimenti nelle Fiandre e di
rafforzare il Regno di Sardegna

La santa alleanza
Ambiva a creare un equilibrio stabile in Europa, Assole in due modi:

✓ Si operò sulla cartina del continente , RAFFORZANDOLO GRAZIE ALLE POTENZE MILITARI
CONTINENTALI (Prussia, Impero Russo, Impero Austriaco) e CIRCONDANDO LA FRANCIA con
un SITEMA A CUSCINETTO DI STATI RESI PIÙ FORTI RISPETTO A PRIMA (Regno di
Sardegna e il Regno unificato con Belgio e Olanda )

✓ I sovrani di Russia, Prussia e Austria, decisero di permanete il loro impegno a mantenere lo


STATUS QUO. Nel settembre del 1815 si stipula una ALLEANZA PERSONALE, facendo riferimento
alla tradizione religiosa cristiana che i tre sovrani strinsero. Infatti la SANTA ALLEANZA
(patto politico - militare che vedeva impegnati i contraenti a DARSI UN AIUTO RECIPROCO,
che serve a reprimere ogni eventuale minaccia rivoluzionaria)
Irritata dai toni reazionari, nel Novembre 1815 ➪ la Gran Bretagna promotrice di un secondo
trattato internazionale, QUADRUPLICE ALLEANZA.
Meno riposo nei toni da “crociata”, questo’ultimo si impegnava i contraenti contro una possibile
velleità di rivincita francese. Si impegnavano ugualmente a intervenire tutte le volte che
sommovimento minacciasse di sovvertire l’equilibrio europeo.

N.b: nacque dunque ➪ Sistema di alleanze


che legava esplicitamente al MANTENIMENTO DELL’ORDINE INTERNAZIONALE
ALLA CONSERVAZIONE DELL’ORDINE INTERNO AI SINGOLI PAESI

1. 2 I caratteri della restaurazione



Era impossibile cancellare tutto quel ventennio Che era avvenuto in Europa.
Non solo le idee della rivoluzione francese che si erano radicate nella conoscenza dei
cittadini, ma le istituzioni erano cambiate. In maniera irreversibile.
Gli stati modellati dall’esperienza napoleonica erano diventati molto PIÙ EFFICENTI di un
tempo.
La società era mutata abituandosi ai vantaggi dati dalla CERTEZZA DEL DIRITTO (garantiva
sia rispetto all’integralità personale e sia al rispetto alla proprietà individuale).
Gli STATI DELLA RESTAURAZIONE dovettero CERCARE UN DIFFICILE COMPROMESSO tra i
principi e la chiara consapevolezza di non poter più modificare il quadro esistente. Non ci
sarebbero riusciti.

1. 3 la restaurazione nei diversi paesi



La restaurazione ebbe CARATTERI DIFFERENTI A SECONDA DEI PAESI, si ha uno spostamento in
senso conservatore degli assetti politici.
GRAN BRETAGNA ➪ dopo il 1815 videro schiacciante prevalenza della destra del partito
conservatore , nel dominio degli interessi della grande proprietà terriera e nella imposizione di
un forte dazio sul grano (consentiva ai proprietari terrieri di vendere a prezzo maggiorato il loro
grano)
Solo nel corso del anni ’20 si e imposto un riequilibrio, con la progressiva affermazione dell’ala
liberal - moderata.

In alcuni paesi si assunse forme repressive molto accentuate


SPAGNA ➪ re Ferdinando VII cancellò la COSTITUZIONE DI CADICE (1815)
REGNO DI SARDEGNA ➪ abrogazione in blocco della legislazione napoleonica da parte di re
Vittorio Emanuele I

FRANCIA ➪ ha la reazione più morbida, dove re LUIGI XVIII promulgò una costituzione che
garantiva le libertà fondamentali e assicurava rispetto degli assetti economici - sociali. Si trattava
di un compromesso precario
Negli anni successivi la dinamica politica rimase molto tesa e inquinata da tante pretese
dell’aristocrazia reazionaria (ULTRAS).
Nel 1824 il principale esponente ascese al trono con il nome di CARLO X, regimi a base
parzialmente rappresentativa, con parlamenti eletti a suffragio (molto ristretto) , furono
mantenuti REGNO DEI PAESI BASSI, SVEZIA, DANIMARCA, SVIZZERA, alcuni stati della
CONFEDERAZIONE GERMANICA

1. 4 società segrete, cospirazioni e insurrezioni



Anche quando volle essere moderata, la Reazione non potè fare a meno di allontanare dai ruoli
di potere gli uomini, che avevano fatto carriera durante gli anni di Napoleone.
Gli “uomini nuovi” sono spesso molto preparati, perchè sono consapevoli del loro valore , e si
trovano cosi discriminati, sopprattuto nella classe sociale, che trovarono consensi le SOCIETÀ
SEGRETE.
Perchè in tutti i paesi l’espressione del dissenso era impedita o limitata, le società segrete
diventarono principale STRUMENTO DI LOTTA POLITICA.
In ITALIA e SPAGNA la più importante era la CARBONERIA , era desiderosa d’imporre regimi
importati alla costituzionalismo moderato. Le altre associazioni (adelfi, filadelfi ➪
propugnavano soluzioni decisamente più democratiche)
Tutte le società segrete condividevano un medesimo modello organizzativo ➪ PIRAMIDE e
INIZIATICO Impediva agli aderenti di conoscere i fini dell’organizzazione di cui facevano
parte.
Il limite più grande e che consisteva in una base sociale molto ristretta, formata per lo più
da studenti e da militari, qualche membro dell’aristocrazia liberale e pochissimi esponenti
della borghesia

1. 5 i motti rivoluzionari del 1820 - 1821



Ci sono un paio di rivolte:
✓ SPAGNA ➪ 1 gennaio 1820, i soldati spagnoli in attesa di essere imbarcati, si sono ribellarti
al sovrano per il ripristino della COSTITUZIONE LIBERALE del 1812. Santa alleanza la
blocca dalle truppe francesi

✓ REGNO DI NAPOLI ➪ furono i militari guidati da GUGLIERMO PEPE , buona parte affiliati
alla carboneria per chiedere la concessione di una carta costituzionale. Santa alleanza
blocca grazie all esercito austriaco

✓ REGNO LOMBARDO - VENETO ➪ tentativo insurrezionale fu subito stroncato ➪ l’arresto


dei suoi capi SILVIO PELLICO e PIETRO MARONCELLI

✓ PIEMONTE ➪ le forze liberali che all’inizio era a favore del principe CARLO ALBERTO di
SAVOIA, reggente del regno, reggente del regno in attesa del rientro in italia di CARLO
FELICE (scelto da Vittorio Emanuele I, costretto ad abdicare per insurrezione nel MARZO
1821) Carlo felice era contrario a ogni ipotesi di concessione della costituzione. Carlo Alberto
decise alla fine di rientrare nei ranghi
1. 6 i motti rivoluzionari del 1830 - 1831

1830 - 1831 ➪ l’europa fu invasa da un nuova ondata rivoluzionaria, meno intesa rispetto
quella prima. Hanno conseguenze molto più profonde e durature, che riguardarono il
paese rappresentano il centro di irradiazione delle ideologie rivoluzionarie, che tutti i
liberali in fondo guardavano per riprendere le armi e cancellare gli assetti usciti dal
congresso di vienna

✓ FRANCIA ➪ dopo 3 giorni di sangue a Parigi, 29 luglio 1830 re Carlo


x , fu costretto alla fuga. A quel punto le camere dichiarano
DECADUTA DELLA DINASTIA BORBONICA e viene nominato LUIGI
FILIPPO D’ORLÈANS (punto di rifermento della aristocrazia
“illuminata”). 9 agosto 1830 Luigi Filippo fu proclamato dal
parlamento RE DEI FRANCESI PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE. La
vittoria dei liberal - moderati sconvolgeva l’assetti uscito dal
congresso di Vienna. In quel momento cessava di essere un pilastro
della reazione legittimista

✓ BELGIO ➪ con la vittoria dei liberali francesi, la


popolazione di lingua francese si rivendicano della
creazione di un propio stato indipendente. La conferenza
internazionale di LONDRA del DICEMBRE 1830 accetto
e si limitò a sancire la separazione del REGNO DEL
BELGIO (affidato dalla dinastia TEDESCA DEI
SASSONIA - COBURGO) dal REGNO DEI PAESI
BASSI

✓ POLONIA -➪ insurrezione scoppiata mirava


all’indipendenza del paese dal dominio RUSSO
(novembre 1830). La rivolta ebbe inizialmente con
successo, e di proclamare la rinascita dello stato Polacco.
La Reazione Russa alla campagna militare era
particolarmente violenta e sanguinosa, però ricondusse al
paese intero sotto il controllo ZARISTA (ottobre 1831)
✓ ITALIA ➪ aprirono nuovi scenari, pensava il DUCA
FRANCESCO IV DI MODENA, che incoraggiò le trame delle
società segrete con a capo CIRO MENOTTI a sfruttare a propio
vantaggio gli eventuali disordini. Si rese conto che l’Austria
non avrebbe permesso alcun mutamento dello status quo. Il
duca abbandonò ogni idea e fece ARRESTARE i capi
dell’insurrezione. Cosi fecero anche a MODENA e scoppiò
ugualmente a BOLOGNA (4 febbraio 1831), dilagando nelle
regioni settentrionali dello stato pontifico. Rispetto alle
insurrezioni di prima, questa si distingueva per la
componente non piccola di BORGHESIA COMMERCIALE e di
ARISTOCRAZIA LIBERALE. A fine MARZO l’esercitò austriaco
riportò l’ordine e sconfiggendo a RIMINI l’esercito degli
insorti

1. 7 Mazzini e la Giovane Italia



La sconfitta delle insurrezione porto anche la FINE DELLA CARBONERIA.
Dopo tanti fallimenti, fu chiara l’inadeguatezza del modello della setta ➪ scarsa
chiarezza sui fini dell’azione.
Il primo a offrire una soluzione e GIUSEPPE MAZZINI

GIUSEPPE MAZZINI ➪ nasce a GENOVA nel 1805 , aderisce alla carboneria nel 1827. Viene
arrestato e processato e costretto all’espatrio . Con l’esilio di Mazzini si stacco dalla
carboneria. Dopo aver stretto solidi rapporti con vari esposti dell’associazionismo
democratico e repubblicano (FILIPPO BUONAROTTI), iniziò a ragionare sul modello della
setta fino ad arrivare a elaborare una propria proposta. La novità è la RINUNCIA ALLA
SEGRATEZZA.
Infatti era necessario a orrire ai patrioti italiani un programma chiaro, che e una visione
organica del mondo e della politica (ideologia)
IDEOLOGIA ➪ era fortemente influenzato dal CLIMA ROMANTICO DELL’EPOCA. Dove c’è la
NAZIONE ➪ un entità culturale e spirituale, che e libera da ogni egoismo e da ogni
pretesa di esclusività.
Gli individui, la famiglia e la collettività e la sola forza in grado di promuovere
l’affermazione della libertà e dell’uguaglianza
CAPITOLO 2
LA PRIMAVERA DEI POPOLI, IL BIENNIO 1848 - 1849
Date fondamentali

➭ 1845 - 1846 : grave crisi economica e carestia in molti paesi europei


➭ 1848 : rivoluzioni liberali in Italia, Francia, Germania e Austria - Ungheria
➭ 1849: nasce la Repubblica Romana

Il biennio rivoluzionario del 1848 - 1849 rappresento un evento comune in molti paesi.
Scoppio all’improvviso e scosse i governi. L’ampiezza dei motti, oltre all’intensità e la novità
dei temi agitati, il biennio rivoluzionario del 1848 - 1849 e uno straordinario “MODERNO”.
Si affaccia al epoca della società di massa

2. 1 caratteri del biennio ➭


✘ lo sconvolgimento IMPROVVISO e radicale dalle
classi dirigenti
rivoluzioanrio ✘ L’ESTENSIONE GEOGRAFICA molto ampia dei moti,
con varie sollevazioni
✘ coinvolgimento dei PAESI MOLTO DIFFERENTI tra di
loro, per tradizioni e istituzioni politiche
✘ MOTIVAZIONI DIFFERENTI -> questione sociale,
indipendenza della nazione

Colpisce poi come inevitabile differenze anche caratteristiche comuni

2. 2 i fattori comuni
➯ CRISI ECONOMICA (1846 -1847): negli anni immediatamente precedenti, l’Europa fu colpita da una
serie di gravi carestie agricole, che produssero un forte aumento dei prezzi alimentari.
Alle carestie si aggiungerà anche un nuovo fenomeno, quello delle CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE di
tutta una serie di beni.
Gli investimenti finanziari e la quantità di bene prodotti diventarono eccessivi rispetto alla capacità
del mercato di assorbirli.
IRLANDA 1845 ➯ un cattivo raccolto di patate (malattia del tubero) provoco 750.00 morti, e i
sopravvissuti danno al via a IMPONENTI FENOMENI DI EMIGRAZIONE verso gli stati uniti. Solo nel 1845
lasciarono l’isola oltre un milione di persone

➯ AZIONE CONSAPEVOLE DI AGITAZIONE SVOLTA DAI DEMOCRATICI: c’era una tradizione


rivoluzionaria alimentata dai ex soldati e politici dell’epoca napoleonica ( es -> moti carbonari del
1821 e del 1831).
La dove furono affrontati in campo una politica sinceramente riformatrice -> GRAN BRETAGNA
dove abboni i DAZI sul grano determino l’immediata diminuzione del prezzo del pane

➯ RICHIESTA DEL SUFFRAGIO UNIVERSALE E DI CARTE COSTITUZIONALI: la crescita economica della


borghesia produsse la richiesta di un maggiore coinvolgimento nella politica dei vari paesi, con
l’allargamento del suffragio e l’approvazione di carte costituzionali per tutelare le conquiste
poltiche

☀ EMERGERE DELLA QUESTIONE SOCIALE : paesi maggiormente investiti


dall’industrializzazione, si assiste a un progressivo affermarsi della questione sociale.
Un eccessiva urbanizzazione, miseria e pessime condizioni di lavoro diventano TEMI PIÙ
IMPORTANTI nel dibattito politico (1848 -> pubblicato manifesto dei comunisti , scritto
da MARX ed ENGELS)

➯ SPINTA VERSO L’EMANCIPAZIONE NAZIONALE DAL CONTROLLO DI POTENZE STRANIERE


( esempio ITALIA e UNGHERIA) ➯assoluto protagonista dei MOTI DEL 1848 - 1849 fu il concetto di
STATO NAZIONALE

COS'è LA NAZIONE E COS'è LO STATO NAZIONALE?


La rivoluzione francese aveva operato alla RISEMANTIZZAZIONE del termine NAZIONE

➯ prima della rivoluzione la parola NAZIONE rappresentava un riferimento


geografico

➯ dopo la rivoluzione la parola NAZIONE inizio a indicare CONTRATTO FRA I CITTADINI


CHE FORMA O TIENE UNA SOCIETÀ POLITICA

Lo STATO e un strumento che da forma a un contratto tra cittadini, era indispensabile perchè
permette di esprimere VOLONTÀ DEL POPOLO E IDENTITÀ COLLETTIVA.
Per questo si comincio a parlare di STATI NAZIONALI
2. 3 IL RUOLO DECISIVO DEGLI INTELLETTUALI PER ➭ Si affermano in Europa due modi di
concepire il concetto nazione, vengo
LA DIFFUSIONE DEL TEMA NAZIONALE entrambi elaborati tra L’ETÀ MODRNA e
PERIODO CONTEMPORANEO

A. LA NAZIONE È UN ENTITÀ OGGETTIVA ESISTENTE DA LUNGO TEMPO (visione tedesca) : elaborazione


intellettuale del ROMANTICISMO TEDESCO che e anche L’OPPOSIZIONE DELLA VISIONE LAICA E
VOLONTARISTICA dell’illuminismo francese. Gli intellettuali tedeschi creano un IDEA DI NAZIONE
BASATA SU ELEMENTI NON VOLONTARISTICI . Si accentò l’importanza dei radici storico - culturali
dei POPOLI. Il ruolo della LINGUA era uno strumento di trasmissione di una precisa identità.

B. LA NAZIONE È UNA COSTRUZIONE POLITICA RECENTE. (Visione francese): gli intellettuali danno
ruolo fondamentale nel SELEZIONARE ALCUNI CARATTERI che a loro dire
contraddistinguerebbero i vari popoli, una volta selezionati di vari caratteri, gli intellettuali,
proposti come PROVA DELL’ESISTENZA “A PRIORI” di diverse nazioni. Furono a difronte su un
idea dell’appartenenza a una comunità, più grande della comunità tradizionali. Questo
processo di costruzione d’identità nazionale, e avviene con maggiore facilità laddove
esisteva una elitè culturale forte, provvista lingua nazionale scritta .

NOTA BENE -> il vero mortori dei tumulti nel 1848 il PROBLEMA NAZIONALE si intrecciò ad altri problemi: quelli di
SOVRANITÀ POPOLARE e quello di RAPPORTO TRA STATO E SOCIETÀ CIVILE.
Si passerà cosi dalle RIVENDICAZIONI LIBERALI alle inedite richieste di MAGGIORE DEMOCRAZIA e di
LIMITAZIONE DELLE DISEGUAGLIANZE SOCIALI.

2. 4 GLI EVENTI E I LUOGHI

FRANCIA ➭ L’esperienza rivoluzionaria si distinse da quella degli altri paesi, perchè non esisteva una
questione nazionale da risolvere (stato - nazione da secoli).
Per la prima volta comparvero temi come quello della diseguaglianza sociale de ridurre,
agitato dai PRIMI SOCIALISTI che saranno i tipici della lotta politica negli anni seguenti

PRIMA DEI TUMULTI


In Francia regnava dal 1830 la monarchia liberale di LUIGI FILIPPO D’ORLEANS e si trattava di un regime
OLIGARCHICO e conduceva una politica ultramoderna .
Cerano possibilità di arricchimento personale ma anche a una forte COMPRESSIONE DEI DIRITTI POLITICI E
D’OPINIONE.
Contro il regime si coalizzo una forte e disomogenea opposizione all’obiettivo del SUFFRAGIO UNIVERSALE
(come mezzo per realizzare gli ideali di giustifica sociale).
Per aggirare i divieti di riunione pubblica, SI ORGANIZZARONO “BANCHETTI CONVIVIALI” (momenti di compagni
politica).
Il divieto di riunione provocò tumulti -> PARIGI 22 FEBBRAIO 1848
LA RIVOLUZIONE
La guardia nazionale reprime l’insurrezione, solidarizzò con i manifestanti e si rifiutò di sparare contro
loro. 24 FEBBRAIO 1848 ➭ luigi Filippo d’orleans fuggi da Parigi : viene proclamata la SECONDA REPUBBLICA.
Fu convocata un’assemblea costituente che serve per eleggere SUFFRAGGIO UNIVERSALE MASCHILE. Il nuovo
governo era formato da democratici e repubblicani e da alcuni socialisti. Fu cancellata ogni limitazione alla
libertà di riunione, si permise la nascita di NUOVI GIORNALI, e fu abolita LA PENA DI MORTE PER REATI POLITICI

LA LEGISLAZIONE SOCIALE DEL GOVERNO ➭ 11 ore massime di lavoro al giorno


REPUBBLICANO ➭ affermato il principio del DIRITTO AL LAVORO (dobbiamo
ricordarci ATELIERS NATIONAUX➭programma di lavori di
pubblica utilità, pensati per i disoccupati. Fecero scaturire
forti malumori dei benpensanti borghesi)
➭ ABOLITA LA SCHIAVITÙ

LA REAZIONE
L’ ASSEMBLEA COSTITUENTE (23 aprile 1848) ➭ videro la vittoria dei repubblicani moderati e dei buonpartisti.
Il nuovo governo e più moderato, che nel GIUGNO 1848 ➭ chiuse ATERIERS NATIONAUX e provocò una nuova
sollevazione popolare a Parigi.
La repressione militare era guidata da CAVAIGNAC , fu durissima. Migliaia i morti dopo la resa a causa delle
fucilazioni sommarie

LA STABILIZZAZIONE CONSERVATRICE
NOVEMBRE 1848 ➭ fu approvata la costituzione democratica che e ISPIRATA AL MODELLO PRESIDENZIALE
STATUNITENSE, prevedeva:

➭ presidente della repubblica eletto dal popolo e dura 4 anni

➭ assemblea legislativa eletto dal suffragio universale

Le elezioni presidenziali del DICEMBRE 1848 blocco LUIGI NAPOLEONE BONAPARTE ➭ fratello di napoleone, che
stavinse le elezioni e diventa il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.
Il 2 DICEMBRE 1851 bonaparte ➭ attuo un COLPO DI STATO MILITARE (confermato a plebiscito a suffragio
universale). Nel DICEMBRE 1852 Bonaparte ➭ assunse la corona e diventa NAPOLEONE III

L'EUROPA CENTRALE ➭ Il motivo dominante del biennio 1848 - 1849 fu la lotta contro L’AUTORITARISMO
per la costruzione di stati nazionali.

LO SCONTRO FU TRA ➭ BORGHESIA LIBERALE (settori popolari)

ASSOLUTISMO
ci furono altre date

➭ 13 MARZO 1848: insurrezione a VIENNA: principe di METTERNICH fugge dalla capitale


➭ 15 MARZO 1848 : insurrezioni a BUDAPEST
➭ 17 -18 MARZO 1848 : si sollevano a VENEZIA e MILANO , e anche a BERLINO si spara
➭ 19 MARZO 1848 : a PRAGA presenta una petizione per ottenere maggior autonomia
➭ OTTOBRE 1848 : RIVOLTA A VIENNA (nel sangue)

Impero asburgico

La sollevazione in Ungheria
➭ viene GUIDATA DAGLI INTELLETTUALI con a capo PËTOFI che portò alla nascita del governo nazionale
con a capo LAJOS KOSSUTH
➭ il nuovo governo decretò FINE DEI RAPPORTI FEUDALI nelle campagne ( provvedimento che determinò
con l’appoggio dei contadini e di uno nuovo stato nazionale)
➭ viene eletto un PARLAMENTO e formato UN ESERCITO NAZIONALE

La sollevazione dei popoli slavi ➭ APRILE 1848 : governo provvisorio a Praga ➭ domandano
autonomie non indipendenza
➭ GIUGNO 1848 : a Praga si riunì il congresso di tutti i popoli slavi,
soggetti alla corona asburgica. gli incidenti scoppiati fecero
scogliere con forza il congresso e abolire il governo ceco

Gli assi nella manica dell'imperatore d'Asburgo


☛ L’ESERCITO RIMASE FEDELE ALLA CASA DI ASBURGO (appena riorganizzati passano all’contrattaco)
☛ La cada di Asburgo SFRUTTÒ I CONTRSTI TRA LE DIVERSE NAZIONALI
☛ Attivismo del giovane imperatore FRANCESCO GIUSEPPE che sciolse d’autorità il REICHSTAG e
promulgò una COSTITUZIONE MODERATA

GERMANIA Nel 1834 viene realizzato lo ZOLLVEREIN (unione doganale) tra i 38 stati della
confederazione germanica.
Si tratta di un passaggio importante che rafforzava la convinzione di molti ormai
maturo il tempo per superare Lo stato di estrema frammentazione dello spazio
tedesco. ➭ nel 1848 rimanevano 36 stati.

I suoi molti effetti vi era anche la marginalizzazione dell’impero asburgico, di non partecipare
all’unione doganale
18 marzo ➭ MANIFESTAZIONE POPOLARE A BERLINO
➭ Re Guglielmo V di Prussia concessione concesse libertà di stampa e convocò il parlamento
prussiano (per promuovere un'assemblea costituente di tutti gli Stati tedeschi)
I liberali dei vari Stati tedeschi sì riunirono spontaniamente in assemblea Francoforte (la dieta)

➭ l'assemblea di Francoforte fu assorbita dalla questione istituzionale: promuovere la nascita


della PICCOLA GERMANIA (riunire tutti gli Stati tedeschi attorno alla Prussia escludendo l'Austria
perché nazione non omogeneo dal punto vista etnico) oppure GRANDE GERMANIA (costituire un
unico Stato tedesco anche con l’Austria)
➭ nel frattempo in Prussia si crearono un movimento liberal-democratico declinava rapidamente
soprattutto perché LA BORGHESIA DI VENIVA VIA SEMPRE PIÙ TIMOROSA di possibili rivolgimenti
sociali a Berlino.
➭ nel aprile del 1849 la delegazione inviata a Berlino l'assemblea di fare confronti e RIFIUTÒ AD
ACCETTARE LA CORONA DA PARTE DEL RE DI PRUSSIA (non vuole una corona offerta dal popolo che lo
avrebbe sottoposto una sorta di tutela)

Italia

IL DIBATTITO POLITICO PRECEDENTE AL 1848


Prima del 1848 molti pensatori si erano confrontati al possibile futuro dell'Italia, sulla questione del
migliore assetto istituzionale per prossimo Stato nazione le principali idee erano:
➭ avrebbero dovuto costituirsi le CONFEDERAZIONI DI STATI, ciascuno governato dal pronto tuo
principale è sottoposto la presidenza ONORARIA DEL PAPA (Vincenzo Gioberti)
➭ l'Italia avrebbe dovuto costituirsi come CONFEDERAZIONE DI STATI dotato di larghissima autonomia
e animati dalle forze democratiche: il modello era come quello della Svizzera (Carlo Cattaneo).
➭ l'Italia avrebbe dovuto costituirsi come uno STATO CENTRALIZZATO con un modello della Francia,
organizzato attorno al Piemonte e della sua dinastia sabauda (Italo Balbo)
➭ l'Italia aveva dovuto costituirsi come uno STATO CENTRALIZZATO E REPUBBLICANO realizzato grazie
alle insurrezioni popolari e senza i vari principi fossero concetto di un ruolo (Giuseppe Mazzini)

GLI EVENTI
La guerra dei sovrani

➭ gennaio 1848: scoppiò un'insurrezione a Palermo (insurrezione della tradizione


aspirazione della Sicilia autonoma da Napoli)
29 gennaio 1848 Ferdinando Secondo concesse una costituzione

➭ nella penisola si innescò un processo a catena anche gli altri sovrani concedettero
costituzioni liberali (Leopoldo Secondo in Toscana, Carlo Alberto nel regno di Sardegna:
è Pio XI lo stato di Chiesa)

➭ iniziano un poi le sollevazioni contro l'Austria:


17 marzo 1848 insorge a Venezia (il 23 marzo si costituirà Repubblica veneta guidato da
Daniele Manin),
18 marzo 1848 succede a Milano (la direzione dell'operazione viene assunta da Carlo
Cattaneo il 22 marzo gli austriaci si ritirarono all’interno delle fortezze dei
quadrilatero)
➭ il 23 marzo 1848 il Piemonte di Carlo Alberto dichiarò guerra all'Austria e così iniziò la prima
guerra d’ indipendenza

➭ questa scelta condizioni altri stati italiani che furono costretti a inviare i contingenti militari
in aiuto dell'esercito piemontese. Sembrò così aveva perso il progetto di Gioberti che
immaginava una guerra nazionale contro tutti i principi italiani contro l’Austria

➭ dopo poche settimane le truppe non piemontesi si ritirarono dal conflitto la ragione di ciò di
ciò risiedeva:
1. Nella scarsa abilità del re Carlo Alberto che non faccio nulla per nascondere le mire
espansionistiche del Piemonte;
2. Nell'insostenibile difficoltà per Pio IX di assecondare una guerra che che metteva
contro la potenza cattolica come l’Austria
3. Nella conquista del potere da parte di Ferdinando di Borbone (che non ti aveva più il
pericolo di nuove sollevazioni a Napoli)
4. Dopo le vittorie (Pastrengo il 30 aprile, Goito il 30 maggio) arrivo la sconfitta a Custoza
(23 - 25 luglio) dopo un primo armistizio chiesto nel 9 agosto 1848 il Piemonte riprese la
guerra il 20 marzo 1848.
5. Sconfitta decisiva di Novara il 22-23 marzo 1849 re Carlo Alberto abdicò in favore di
Vittorio Emanuele II il 23 marzo 1849

LA GUERRA POPOLARE

ROMA e VENZIA
➭ novembre 1848 fu ucciso a Roma durante una sollevazione popolare, il Primo Ministro liberal-
moderato Pellegrino Rossi a quel punto il Papa lasciò la città e si rifugiò a Gaeta
➭ gennaio 1849 si intendono le elezioni per l'assemblea costituente e nel febbraio 1849 viene
proclamata la Repubblica romana (9 febbraio 1849-1 luglio 1849)
➭ il governo della Repubblica romana fu formato da un triumvirato (Carlo armelline, Giuseppe
Mazzini, Aurelio Saffi e a capo dell'esercito fu nominato Giuseppe Garibaldi)
➭ la Repubblica romana fu attaccata dai francesi che fecero riportare il Papa sul trono
➭ 4 luglio 1349 e veniva promungata la costituzione la Repubblica romana cadde
➭ agosto 1849 anche a Venezia dopo lungo assedio cedette agli austriaci

2. 5 LE CAUSE DEL FALLLIMENTO DEI


MOVIMENTI DEL 1848 - 1849
A determinare il fallimento del ciclo di sollevazioni del 1848-1149 sono anzitutto le profonde
fratture che attraversano le forze del cambiamento e della rivoluzione in particolare i liberal -
moderati erano spaventate per l’audacia delle richieste sociali avanzate da liberal- democratici.
I liberal . Moderati si sarebbero quindi velocemente ravvicinate le vecchie classi digerenti e la
sconfitta sul campo non cancellerò però la forza del concetto dell'idea della nazione
CAPITOLO 3
CAPITOLO 3
L'EUROPA DELLE GRANDI POTENZE
Il periodo 1850 1870 fu caratterizzato da:

☞ conflittualità e instabilità in Europa


☞ Protagonisco della FRANCIA DI NAPOLEONE III
☞ indebolimento dell'impero austroungarico
☞ la crescita economica e militare della PRUSSIA che poi diventato Germania

3. 1 Francia
DATE FONDAMENTALI
!
☞ 1852 proclama imperatore Luigi Napoleone con il nome di Napoleone III
☞ 1853 inizia la guerra di Crimea
☞ 1859 la Francia partecipa a fianco del Piemonte alla guerra all’Austria- Ungheria
☞ 1870 sconfitta di Sedan e detronizzazione di Napoleone III
☞ 1871 viene istituita Comune
☞ 1890 viene riaperto il caso Dreyfus e si confronta due modelli di Francia

I CARATTERI DELLA FRANCIA DELLA SECONDA METà DELL'800


Nella seconda parte del secolo la Francia RIMASE DA PARTE DELLA
RIVOLUZIONE, la parte dell'instabilità politica.
ciò nonostante affermò un SISTEMA DI GOVERNO FORTEMENTE CENTRALIZZATO:

1. Esercito forte
2.Un parlamento che non rappresentava la VOLONTÀ
GENERALE
della nazione in quanto LUOGO DELLA MEDIAZIONE CON LA
PERIFERIA
Una grande molteplicità di partiti, in realtà sistema politico si accentrava attorno a due grandi
tradizioni: il partito del mouvement e quello della resistance

FRANCIA DI NAPOLEONE - 2 dicembre 1850 ➪ colpo di stato determinò estensione a 10


➪ anni del potere del presidente Luigi Napoleone.
III - 21 novembre 1855 ➪ proclamò imperatore col nome di
Napoleone III

E per questo la Francia tornava ad essere una monarchia.


il regime di Napoleone III è un grande modello del tutto nuovo di regime monarchico.
Si trattava di un regime che non aveva pure del suffragio universale.al contrario ridendosi
contro che il popolo e conservatore, il regime di Napoleone III soffocò la libertà facendo forte
del consenso la maggioranza dei francesi.

Questa caratteristica nuova sarebbe stata coniata a una categoria politologica: il


BONAPARTISMO

Bonapartismo ➪ si intende un regime che fortemente rende omaggio al


principio della sovranità popolare, non avendo paura di
introdurre certe dose di riformismo sociale; è fondato sul
controllo burocratico e su decisivo consenso di gruppi
militari

Alla base del potere di Napoleone III c’era :

1. La possibilità di impedire alle forze politiche di esprimersi liberamente (censura)


2. L'ottimo sviluppo economico di quegli anni (processo di industrializzazione e
sostegno delle banche di credito mobiliare. Porta un grande aumento delle funzioni
pubblici ed è una ampia rete ferroviaria)

LA VOCAZIONE BELLICISTA DELLA FRANCIA DI NAPOLEONE III


Vicino al desiderio di emulare il grande zio Napoleone III spinge verso una politica estera
aggressiva e spregiudicata era la consapevolezza della forza economica del paese.
Quali guerre a partecipato Napoleone III?

1. GUERRA DI CRIMEA ➪ ottobre 1853 - febbraio 1856


L'origine della guerra e stata la disputa tra Francia e Russia
attorno alla questione della tutela dei luoghi santi.
Quando l'impero ottomano fu a costretto a cedere alle pressioni
francesi, quali avrebbero favorito il clero cattolico rispetto a
quello ortodosso, la Russia avanzò la richiesta di ottenere il
protettorato dei territori ottomani abitati da cristiani
ortodossi.
Il Rifiuto dell'impero ottomano la Russia invase i principiati
danubiani (Moldavia e Valacchia).
Questa azione fece scoppiare la guerra fra Russia e impero
ottomano, con Gran Bretagna Francia che intervennero per
evitare la propria sconfitta ottomana.
Partecipò anche il Piemonte di Cavour.
in questo modo Cavour riuscì a detestare l'interesse della
Francia Napoleone III per laquestione nazionale italiana

2. LA GUERRA DEL 1859 IN ITALIA ➪ 27 aprile -12 luglio 1859 , SECONDA


GUERRA D’INDIPENDENZA
prologo:Con gli accordi di PLOMNIèRES'➪ 21 luglio 1858
Cavour strinse un'alleanza segreta con Napoleone III.
Il patto prevedeva la cessazione di Nizza e Savoia alla Francia in
cambio Napoleone III avrebbe aiutato militarmente i piemontesi per
consentire loro di conquistare Lombardia il Veneto.
Napoleone III in realtà voleva sostituire influenza austriaca in
Italia quella francese, attraverso l'acquisizione dei Ducati dell’
Italia e la loro assegnazione ai principi francesi.

campagna militare:
Quando scoppia la guerra gli eserciti si affrontano in due durissime battaglie.
uno sul campo di San Martino e a Solferino ➪ 24 giugno 1859
risultati:
Napoleone III avviò trattative di pace con l'Austria senza tener conto
dell'accordo con il Piemonte, e quindi i piemontesi furono costretti a fare
l’altrettanto.
L'8 luglio 1859 ➪ si giunge un armistizio di Villafranca. Il Piemonte ottenne
Lombardia ma non il Veneto

3. LA GUERRA FRANCO - PRUSSIANA ➪ 19 luglio 1870 - 10 maggio 1871


motivi
Da Tempo la Francia era fortemente preoccupata la crescita
rapida di economico- militare della Prussia ➪ fin dal 1866 si era fatto
in una situazione prebellica.
Il preteso fu rappresentato dalla vacanza del trono di Spagna e
delle potenze europee per decidere a quale famiglia nobiliare dovesse
essere assegnato.
durante la discussione diplomatica fu inviato da Guglielmo I,
DISPACCIO DI EMS, a Napoleone III.
Il telegramma fu manipolato da Bismark in modo da risultare
offensivo.
Napoleone III dichiarò guerra alla Prussia

campagna militare
L'efficienza militare prussiana fu amplificata da superiorità
logistica, una rete una sviluppatissima di ferrovie tedesche
sposto con rapidità le truppe e consentì loro di avere uno
schiacciante superiorità.
la Francia fu sconfitta la battaglia di Sedan ➪ 31 agosto -1
settembre 1870Il disastro militare portò alla caduta di
Napoleone III e la nascita della terza Repubblica.
LA FRANCIA DELLA TERZA REPUBBLICA
Primo periodo (1871-1879) fu caratterizzato da grande instabilità

La comune di Parigi
18 marzo 1871 - 21 maggio 1871, ➪ Parigi si ribellò l'ipotesi di pace
con la Germania e proclamò la nascita del Comune.
Fu adottata la bandiera rossa e si chiamarono alle armi tutti i
cittadini.
Nel periodo della comune i magistrati diventano elettivi e fu
garantita l'istruzione laica garantita e i salari vennero
equiparati per tutte le professioni.
La comune fu repressa nel sangue dalle truppe francesi del
legittimo governo (fuggito a Bordeaux ).

CARATTERI ED EVENTI PECULIARI DELLA TERZA REPUBBLICA


1. PARLAMENTARISMO PURO ➪ era un sistema più politico che non riconosceva un ruolo
decisivo ai partiti. A che fare con grandi schieramenti pro o contro il sistema, e animati
da importanti scelte di tipo morale. Grazie posti disponibili nella ammistrazione pubblica e
nelle istituzioni non era poi necessario costituire un'organizzazione particolare come il
partito. Era eletto da un rappresentante della nazione, in parlamento per la politica
consisteva soprattutto nella capacità del leader di aggregare i deputati attorno alcune
singole idee o provvedimenti

2. Le grandi riforme ➪ fece subito scelte simboliche importante


1879 ➪ le camere ritornarono a Parigi
1880 ➪ la marsigliese viene adottata come inno nazionale e 14 luglio fu scelto la festa
nazionale
➪ Viene concessa una larga amnistia per condannati del Comune.
➪ La terza Repubblica si costituì come un regime liberale (piedi libertà di stampa,
riunione politica ed attività sindacale)
➪ Furono adottate anche leggi anticlericali. -> espulsione dei gesuiti, ripristino del
divorzio e laicizzazione degli ospedali
➪ un fortissimo investimento fu fatto nella scuola: istituì la gratuità della scuola
(1881) e l'obbligo di insegnamento primario (1882)

3. LA CRISI BOULANGISTA ➪ il successo delle forze liberali fu contrastato dalla destra con
composita ma agguerrita che si nutriva dello spirito antitedesco e dal desiderio di
conquistare il potere. Il ritorno alla guida del paese appare possibile sul finire degli anni
ottanta, quando nel 1885 il generale Georges BOULANGER diventa ministro della guerra.
Grazie atteggiamento antitedesco si trasformò in un campione del revanscismo. Lo
stesso Boulanger lanciò attorno alla sua persona un'organizzazione di un forte
movimento politico di stampo autoritario e antiparlamentare. Nel 1888 fu minacciato di
essere processato per attentato alla sicurezza dello Stato scappò in Belgio (dove si
suicidò nel 1891)

4 LA CRISI DI FINE SECOLO IN FRANCIA ➪ le forze antiparlamentari e anche antirepubblicane


si trovarono modo di allearsi dopo il tentativo vegliato dei BOULANGER, in occasione della
crisi politica determinata dal caso ALFREDO DREYFUS. Dopo una ingiusta condannata di
essere una spia tedesca nel 1898 viene riaperto il caso. Sulla scena politica si si
affrontarono l'estrema destra antisemita degli intellettuali progressisti che alla fine
ottennero la riabilitazione dell'ufficio degradato.
Grazie la mobilitazione a favore del DREYFUS fu scagionato dalle accuse solo nel 1906, chE
rappresentò poi il traino per la pittura dei progressisti alle elezioni del 1899

5. LA FRANCIA POTENZA COLONIALE ➪ fu la stessa Germania a indirizzare la Francia della


terza Repubblica verso gli obiettivi coloniali. l'obiettivo di BISMARCK era quello di distogliere
la Francia dal desiderio di rivincita, per mettere invece in competizione con la Gran
Bretagna. La Francia possedeva possedeva già una colonia: nel 1830 a occupato l’ Algeria
(che nel 1870 diventarono cittadini francesi).nel 1881 la Francia conquistò la TUNISIA
(azione che aveva aperto un periodo grave tensione con la Italia). 1883-1884 fu l'impero di
ANNAM (che andò a formare l'Indocina francese) e del Madagascar. Negli anni 80 fu
progressivamente occupata l'Africa occidentale. In questo momento la maggior tensione
che portò fu nel 1898 che consiste i francesi e gli inglesi a rischiare uno scontro armato a
FASCIODA ➪ Sudan. E nel 1904 la Francia e Gran Bretagna sviluppò un rapporto stretto che
condurrà alla stipula di un avere propria alleanza militare

3.2 gran bretagna

DATE
FONDAMENTALI

➪ 1837 inizia il regno della Regina Vittoria


➪ 1867 riforma elettorale raddoppia il numero dei cittadini con diritto di voto
➪ 1874 i conservatori di Benjamin Disraeli vincono le elezioni
➪ 1876 la regina Vittoria è proclamata imperatrice delle indie
➪ 1906 si forma un governo liberal - laburista
➪ 1911 viene abolito il potere di veto assoluto della Camera dei Lords

Parlando della Gran Bretagna descriviamo come il paese più sviluppato dell'epoca, sia dal punto
di vista della libertà civile, e dal punto di vista la potenza economica.
Erano estratti i due terzi del carbone mondiale, come la metà del ferro: nel paese la rete
ferroviaria era sviluppatissima; il tonnellaggio della flotta navale era pari alla metà del
tonnellaggio mondiale, era al centro delle rotte commerciali e dei traffici finanziari ed era
l'impero più vasto.
Il tasso di analfabetismo era più basso al mondo; avevano istituzioni politiche più libere di
Europa.
Ma ciò esistevano molti problemi, accentuati dall'evidenza sproporzione tra la ricchezza di
pochi e la miseria di molti

La politica inglese ➪ Il periodo (età vittoriana) prese il nome della regina Vittoria che
incarnò lo spirito del paese.
La regina Vittoria rappresenta la perfezione morale della società
inglese dell’epoca.
Nonostante fosse una nazione ricca e portata al progresso era
così poteva così contare su una politica profondamente prevalsa
dalla tensione religiosa.
Anche se veniva all'essere considerato come modello inarrivabile, il
sistema rappresentativo inglese non era però particolarmente
democratico è aperto, la camera dei Lords si accedeva per diritto
ereditario o per nomina della regina e la stessa Camera dei Comuni era
espressione di un corpo elettorale al pari al 15% di una popolazione
maschile.
Tale spirito conservatore aveva però dei vantaggi.
la classe politica inglese era molto esperta e competente e il periodo fu
contraddistinto da alternarsi del governo dei liberali e dei
conservatori

Le fasi politiche

➪ 1848 - 1874 : presenza quasi interrotta dei liberali al governo con i due leader Henri Palmerston
e William Gladstone. La politica liberale portò ad alcune incisioni incisive riforme: il rinforzo
amento della scuola pubblica, l'introduzione del principio del concorso pubblico e per il
reclutamento , abolizione del voto palese (cioè viene introdotto il voto segreto), la riforma
elettorale del 1867 (che permise di raddoppiare il numero degli elettori, rappresentata dal
colleghi cittadini) e il riconoscimento delle Trade Unions (1871).
I liberali di Gladstone s’impegnavano anche nel cercare una soluzione al problema irlandese

➪ 1874 - 1880 : governo del conservatore Benjamin Disraeli. il conservatore non aveva paura di
cercare consenso sul territorio delle riforme sociali ma capì che le masse popolari erano
attratte dalla retorica della grandezza nazionale. la politica estera della Gran Bretagna era
decisamente più aggressiva e imperialista

➪ 1880 - 1886 : ritorno di Gladstone e si concentra sulla questione irlandese e nel 1886 si presentò
in parlamento con la proposta per l'home rule (che prevedeva una forte autonomia per il Irlanda
ma ha l’obbligo di rimanere sotto la Gran Bretagna solo in caso di guerra). Proprio per questo il
progetto portò la scissione del partito liberale (con uscita di Joseph Chamberlain) e la caduta
del governo Gladstone.
le successive elezioni vinte da Disraeli.

l'impero britannico
L'impero britannico si forma un arco di tempo molto lungo.il suo culmine come potenza
economica politica fu tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX.
E la forza politica militare della Gran Bretagna era scorretto la sua potenza economica.
tra il congresso di Vienna e la guerra franco - prussiana e la Gran Bretagna diventa infatti la
prima potenza industriale al mondo (1837 controllava oltre il 30% della produzione industriale).
Viene definita officina del mondo poter prosperare attraverso il libero commercio senza
ricorrere al controllo diretto. il gioiello dell'impero coloniale era l'India (1876 la regina Vittoria
viene proclamata imperatrice dell’India)
L'obiettivo primario della politica coloniale inglese era quello di garantire confini con l'India e
mantenere libere le rotte marittime, sul piano internazionale si mosse nel senso di mantenere il
controllo dei nodi strategici delle vie di comunicazione: ➪ 1882 si assicurò il possesso
dell'oggetto (per il Canale di Suez); nel 1899 conquistò il Sudan (per controllare il Nilo): 1899-1902
si impegnano in una durissima guerra con le popolazione Boere (colonie Olandesi) in Sudafrica
3. 3 germania

Date fondamentali

➪ 1862 : il re di Prussia Guglielmo I chiama come Primo Ministro Otto Von Brismark
➪ 1866: guerra tra Prussia e Austria - Ungheria, vinto da Prussia
➪ 1870: guerra tra Prussia e Francia, vinta dalla Prussia, e proclamazione del Reich tedesco
➪ 1875: fondato il partito socialdemocratico (SPD)
➪ 1888 sale al trono Guglielmo II
➪ 1890 licenziamento di Bismark, Guglielmo II avviò una politica di internazionale più aggressiva
➪1897: avviato il piano di potenziamento della flotta da guerra tedesca

dalla Prussia alla germania


La via prussiana allo sviluppo
In Prussia si assiste a una mancata evoluzione delle istituzioni in senso liberal -parlamentare.
Di conseguenza del fallimento dei liberali nel 1848, il dominio sociale e politico rimase nelle mani del
ceto aristocratico-terriero.
La Prussia divenne lo Stato leader del processo di unificazione tedesca.le ragioni sono state:

1. Il rapido e impetuoso sviluppo industriale (aiutato dalla presenza dello stato come il
finanziatore), nell’ottima rete di comunicazioni interne, centralizzata suo sviluppo delle
ferrovie
2. Nell'importante investimento fatto sul sistema formativo. In Prussia il sistema
scolastico era controllato dallo Stato, che diffondeva i programmi ministeriali e
imponeva un esame finale, inoltre si incentivava fortemente lo sviluppo della cultura
tecnica e i processi di integrazione tra scuola e impresa
3. Nell'efficienza del suo esercito (riformato da Guglielmo I negli anni sessanta)

Il problema dell'unificazione nazionale tedesca sarà risolto dal cancelliere otto von Bismark
(1862 al 1890) proprio attraverso l'uso della forza e al grande vittoria militare ottenute
dall’esercito prussiano.

➪ LA GUERRA CONTRO L’AUSTRIA (1866) ➪ 1866 la Prussia si scontrò contro l'Austria-


Ungheria per il controllo dei ducati di Schleswing e Holstein. Alla guerra partecipò anche il
regno d'Italia (nota come seconda guerra di dipendenza), alleato alla Prussia. Benché
vittoriosa sull'Italia grazie di battaglia di Custoza e di Lissa, l’Austria - Ungheria viene
sconfitta dalla Prussia. Decisiva fu la battaglia di Sadowa (3 luglio 1866)

LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA SONO


A. Dal punto di vista geopolitico: l'Austria dovette accettare lo scioglimento della vecchia
confederazione germanica, spostando i suoi interessi verso l'area danubiana - balcanica e
accettando una sorta di ruolo da junior partner rispetto alla Prussia
B. Dal punto di vista politico: la borghesia liberale tedesca rinunciò a guidare il processo di
riunificazione e accettare di collocarsi in posizione subordinata rispetto alla monarchia e
alla aristocrazia.
➪LA GUERRA FRANCO - PRUSSIANA (1870) ➪ la nuova potenza tedesca poteva affermarsi in
modo definitivo solo sconfiggendo la Francia di Napoleone III, fin dal 1866 decisero a
fare guerra alla Prussia alla fine di ridimensionare il ruolo dell'ambizione.il preteso fu
costruito da una questione dinastica, relativa al trono di Spagna. Fu vinta grazie la
battaglia di Sedan (il 30 agosto-1 settembre 1870. 18 gennaio 1871 nella reggia di
Versailles Guglielmo I fu incoronato imperatore (kaiser) di Germania. Alla Francia
sconfitta fu imposta una pesante identità di guerra cioè la cessione delle regioni di
confine di Alsazia e Lorena

Il modello tedesco s’impone


La rapidità in cui la potenza tedesca si impone stupri molti dal punto di trasformare la
Germania in un vero proprio modello da seguire. La politica di potenza si confaceva del resto
col progressismo dissolvere dell’ atmosfera di ottimismo e fiducia fil dominante in Europa.
Per consolidare le conquiste, Bismark sviluppò un piano intelligente d'azione diplomatica. Da
questo punto di vista decisive furono le soluzioni prese al congresso di Berlino (1878). E si
dividono in:

1. Spostare il desiderio di rivincita francese verso lo sforzo coloniale, isolandola


2. Non entrare in dissidio con la Gran Bretagna, anzi spingere la Francia ad ampliare il
proprio impero coloniale al fine di determinare la rottura dei due paesi
3. Tenere la Germania è al centro di tutte le alleanze, allegando l’austro- Ungheria, Italia
e la Russia

La strategia di Bismak assicurò il ruolo centrale in Germania in Europa e un lungo periodo di


pace.
Questa strategia risentiva però di alcune debolezze:

➪ L'alleanza tra Italia e Austria Ungheria era mirata a irrisolte questione di confini sulle
regioni il redente (Trentino e Venezia Giulia)
➪ I buoni rapporti tra Austria Ungheria e Russia era un resi difficili dalla contrapposizione
geopolitica (miravano all'espansione nei Balcani, guidato da impero ottomano)
➪ non veniva considerata difficoltà di limitare il protagonismo dei giovani Stati slavi
(soprattutto la Serbia)

➪ era sottovalutato il ritmo di crescita della stessa Germania (presso quello che in primo
momento sembrava necessario per le conquiste sarebbero apparso come una camicia di
forza pro sviluppo)

la germania imperiale
Il sistema politico
Nella Germania imperiale il potere esecutivo era detenuto da un governo centrale per
presieduto da un cancelliere responsabile di fronte all'imperatore (non al parlamento); il
potere legislativo era nelle mani della camera eletta al suffragio universale e da un consiglio
federale (rappresentanti degli Stati federati).

La camera elettiva avevano in realtà margine d'azione molto ridotti, poiché il cancelliere
poteva essere sfiduciato solamente dall'imperatore. L'atmosfera conservatrice consolidata
dalla forza del blocco sociale che guidava il paese era imperniato sull'alleanza fra il mondo
industriale-bancario e aristocrazia terrena-militare (blocco rinsaldato dalla scelta
protezionista del 1879)
Le principali forze tedesche sono:
➪ Partito conservatore (espressione degli junkers, est del paese)
➪ Partito nazional-liberale (rappresentati dalla borghesia industriale e
commerciale, e anche intellettuali liberal -progressisti)
➪ Il Zentrum (partito di ispirazione cattolica nelle regioni meridionali del
paese)
➪ Il partito socialdemocratico

I condizionamenti conservatori erano rafforzati dal fatto che filtri alla libertà espressione
della volontà popolare (come la possibilità di esprimere un voto a seconda dove si pagano le
tasse dirette e si votava pubblicamente senza possibilità di segreto).
Nonostante tale limitazione al libero sviluppo il cancelliere si attacca alla forza politica dei
partiti che meno si riconoscevano nel sistema gerarchicamente organizzato da Germania
imperiale

Il kulturkampf contro i cattolici


I primi ad essere colpiti furono i cattolici.
➪ 1873 e il 1880 furono prese misure volte a riaffermare il carattere laico dello Stato e a porre
sotto il loro controllo l'attività del clero cattolico.
Kulturkampf ➪ non ottenne però grandi risultati i cattolici divenuti punto di riferimento per
coloro che si opponevano alla politica del cancelliere, raddoppiando i loro consensi elettorali.
➪ 1887 con l'adozione di una legislazione ecclesiastica molto più moderata, il periodo di dura
contrapposizione con il mondo cattolico fidi
Bismark aveva individuato un nuovo nemico

L’attacco ai socialdemocratici
➪ 1878 e il 1890 furono infatti approvate le leggi che miravano a limitare la possibilità di svolgere
attività politica al partito socialdemocratico

Il riformismo conservatore
Però non apparire come un semplice reazionario nello stesso periodo cambio varie serie di leggi,
soprattutto quelli che si istruivano il sistema di assicurazioni obbligatorie e rafforzavano la
tutela dei lavoratori.
a questo proposito si parla di riformismo conservatore di Bismark

Die wieltpolitik
L'equilibrato sistema di alleanze e messo a piedi da Bismark, finalizzato a consolidare conquiste
realizzate anche attraverso la creazione di motivi di scontro tra potenziali nemici della
Germania, s’infranse con la salita al potere1888 del nuovo kaiser Guglielmo II.
L'ambizione dell'imperatore voleva una spettacolare crescita economica e politica della
Germania (induceva i gruppi di gente tedeschi a pretendere per il paese un ruolo di grande
potenza) condusse uno scambio di atteggiamento con la politica estera.
➪ 1890 Bismark fu costretto a dimettersi. L'imperatore Guglielmo Secondo dai vertici militari
diede avvio a una politica esterna più aggressiva. L’obiettivo della Weltpolitik di Guglielmo II
divenne le soddisfazioni delle ambizioni imperiali della Germania: qualvolta se ne fosse presentata
l'occasione la Germania si sarebbe mostrata reclamare anche minacciando la guerra.
In contemporaneo programma di accelerato riarmo navale da parte del reso come obiettivo
quello di consentire alla Germania di possedere uno strumento (la flotta da guerra) in grado di
garantire la proiezione in ogni angolo della terra.

Tale atteggiamento aggressivo ebbe però immediata di ripercussioni internazionali.


Non solo esasperò il clima nazionalistico esistente negli altri paesi ma conduce a un rapido
avvicinamento tra potenze (Francia, Gran Bretagna, Russia) che Bismark aveva cercato di
mantenere l'un l'altra sospettose.

Allo stesso modo la Germania finì per irrigidire il proprio sistema di alleanze, legandosi in modo
sempre più vincolante all'Austria Ungheria

3.4 IMPERO RUSSO

DATE FONDAMENTALI

➪ 1854: inizia la guerra di Crimea
➪ 1861 :lo zar Alessandro Secondo abolisce la servitù della gleba
➪ 1863 : rivolta in Polonia soffocata dall'esercito zarista
➪ 1903 inaugurata la ferrovia Transiberiana
➪ 1904 inizia la guerra con il Giappone
➪ 1905 scoppia la rivoluzione in Russia
➪ 1906 il Primo Ministro Stolypin avvia una prima riforma agraria

La Russia più delle grandi protagoniste dell'ottocento.


Col passare dei decenni, accentuata dalla soffocante autocrazia zarista, finì per riprodurre
anche il peso geopolitico rispetto alle principali potenze europee straordinariamente
arretrato.
Nonostante l'abolizione della servitù della gleba a (1861), che restituì libertà personale a a circa
60 milioni di persone, non erano stati fatti passi significativi della modernizzazione delle
sterminate campagne russe.
L'organizzazione del lavoro contadino era ancora al 90% dei russi, rimaneva fondata sulle
comunità di villaggio (la obscina).
Queste comunità di villaggio erano quasi tutti indipendenti con l'assemblea formata dai
capifamiglia (i mir) che segnavano i fondi da coltivare e curavano l'esaltazione dei tributi.
A dominare erano ancora un'esigua e ricchissima aristocrazia terrena, residente nelle grandi
città.
L'isolamento delle masse contadine era poi acuita dalla mancanza delle istituzioni statali capaci di
organizzare efficacemente il paese.
Unico indizio della presenza dello Stato era la polizia segreta (okrana), che controllata dallo zar.
La borghesia russa rimaneva assai debole (numericamente e politicamente)a in compenso a
vivace la vita intellettuale, perchè erano abituati a confrontarsi più avanzata cultura europea.
Le istituzioni politiche della Russia poteva classificare con un autocrazia.
➪ 1905 : le leggi delle fondamentali della Russia continuavano ad essere esempio descrivibile del
potere dello zar come illimitato.
Nonostante la grande arretratezza dell'impero russo visse alla fine dell'ottocento una
soluzione di modernizzazione.
Degli anni 90 viene alimentata dagli investimenti stranieri (soprattutto francesi) e se costruì
una prima base industriale.
A trainare gli investimenti che portano anche la nascita del gruppo operaio città come a
Mosca e San Pietroburgo e a Baku furono le costruzioni ferroviarie in particolare la grande
impresa della ferrovia Transiberiana

I MOTIVI DI DEBBOLEZZA
Lo scatenarsi di nazionalismi e dei movimenti estremisti
In quanto impero che univa varie le popolazioni all'interno dei suoi confini, la Russia soffre nella
seconda parte dell'ottocento accentuato dal desiderio di indipendentista delle numerose etnie
sottomesse.
L'insoddisfazione di questi popoli soprattuto quelle del Baltico ed all'area del Caucaso, era del
resto alimentato dalle politiche di russificazione seguita dai governi dell’epoca.
Tra le rivolte più famose si può ricordare quella scoppiata ➪ Polonia nel 1873-1864, la cultura
repressione avevano dato il via all'imponente fenomeno di emigrazione di esulti.
I problemi riguardano i territori abitati da popolazioni russe.

Nelle campagne si diffusero una serie di movimenti radicali pericolosi per la loro capacità di
produrre un segno di indebolimento del controllo stato generale centrale e per rendere
popolare gli atteggiamenti nichilisti.
Tra i movimenti ebbero maggiore diffusione il populismo (derivato dalla parola d'ordine
utilizzata andare al popolo).
Benché molto differenti tra di loro, i diversi movimenti avevano un nucleo ideologico in comune.
Tutti alimentavano il socialismo agrario propriamente russo, capace di scuotere dalla patria il
proprietario delle campagne e di mobilitarlo all'interno delle mobilità d'azione proprio della
tradizione comunitaria russa.

La sconfitta militare e la rivoluzione del 1905


➪ 1904 la Russia entrò in guerra contro il Giappone.
L'origine del conflitto è affrontato con grande leggerezza dello Stato maggiore russo anche a
causa delle forti pregiudizi razziali nutrite nei confronti di popolazioni non europee, e anche
come conseguenza della recentissima espansione verso oriente della Russia degli opposti
imperialisti.

La guerra dopo la battaglia navale di Tsushiama, fu vinta dal Giappone.


Alla sconfitta militare si aggiunge il peggioramento delle condizioni di vita della popolazione
russa, colpito da un brusco aumento dei prezzi dei generi alimentari.
Quando un corteo Pacifico di protesta viene preso a fucilate dall'esercito a Pietroburgo
qualcosa si spezzo nel rapporto con lo zar, il suo popolo da quel momento lo zar diventa la
principale ragione il malessere dei russi.

Prima di canali legati attraverso cui esprimersi la protesta politica e sociale si coagulò in un
moto rivoluzionario, nelle diverse zone della Russia.

Durante la rivolta si organizzarono seguendo l'esempio del Comune di Parigi e nascono i primi
soviet (assemblea dove si discuteva e si votava attraverso il processo di democrazia).
Appena fu possibile lo zar stronco la rivolta.
Le riforme di Stolypin
Subito dopo aver condotto la spettato repressione di un moto di rivoluzionario o
oppositivamente politica, il Primo Ministro avvia una grande riforma agraria.
La riforma che intendeva dissolvere la struttura agraria fondata sulla mir, avrebbe dovuto
modernizzare il paese e migliorare le condizioni degli abitanti della campagna.

Per una serie di ragioni (alti tassi di interesse richiede interesse richiesti per concedere i
prestiti ai contadini al fine di acquisire le terre e l'estensione media ridotta dei poderi) la
riforma finì per peggiorare ulteriormente le condizioni di vita della popolazione contadina:
incapace di sopravvivere sul terreno è troppo cari e troppo piccoli, moltissimi piccoli
agricoltori deciso di emigrare verso città in cerca di maggiore fortuna.

Quando la grande guerra scoppiò l'insieme di queste contraddizioni e delle tante


arretratezza si trasformò una rabbia sociale, si trasformò in una rivoluzione
CAPITOLO 4
IL SISTEMA POLITICO DELL'ITALIA LIBERale e la pratica del trasformismo
Date fondamentali ➪ ➪ 1852 stretto il patto tra Cavour e Rattazzi, detto il connubio
➪ 1876 cade la destra storica sostituita dalla sinistra storica
➪ 1887 al governo Francesco Crispi
➪ 1913 patto Gentiloni tra liberali e cattolici

4. 1 il trasformismo
➪ cos’è il trasformismo?
L'origine del termine risalgo ai discorsi pronunziati da Agostino Depretis, leader della sinistra
tra il 1875 e il 1876.
Il trasformismo ➪ è un processo di trasformazione dei partiti che avrebbe dovuto portare
all'unificazione delle varie frazioni di liberali presenti nella camera: il tutto al fine di promuovere
un sistema politico più idoneo ad affrontare le gravi emergenze del nuovo Stato unitario.
L'intenzione di Depretis era nobile (ampliare il consenso dei confronti del giovane Stato,
mediante l'allargamento della partecipazione politica e settori progressisti della borghesia).
Però la parola finì per indicare una pratica parlamentare consistente nel continuo scambio di
voti tra maggioranza e opposizione, con frequente passaggio dei deputati da un settore
all'altro della camera.
Il modello trasformista finirà per essere caratterizzato dalla presenza di:

1. Una grande maggioranza che si aggregava torno un leader


parlamentare, senza distinzione derivante da precise pregiudiziali di
tipo politico
2. Una maggioranza capace di monopolizzare l'area della legittima,
relegando le opposizioni ai lati estremi dello schieramento
parlamentare.

Si trattò probabilmente di una pratica inevitabile


Lo Stato italiano nacque con una forte deficit di legittimità politica, assediato da nemici interni
(i cattolici i primi socialisti e anarchici) ed esterni( il papato nostra Ungheria la Spagna e la
Francia).

Mancando il consenso diffuso ad essendo molto forte a differenza dei governanti nei
confronti di stessi governanti si finisce per rincorrere il meccanismo della cooptazione di
sempre nuove Elite (oltre che i nuovi gruppi di interesse).
Lo Stato divenne lo strumento che consentiva di cooptare nuove Elite all'interno dell'area della
maggioranza.
Da strumento occasionale il trasformismo divenne quindi in pratica abitudinale; del resto, il
sistema politico liberale non riusciva a liberarsi dal complesso della cittadella assediata.
Poiché l'opposizione veniva invariabilimente visto come pericolosa alternativa al sistema la
conflittualità politica finiva per trasferirsi al l'interno della maggioranza e all'interno del
governo

➪ il primo esempio di trasformismo: il connubio di cavour


➪ 1849 - 1860 per la prima volta sia le zone concentrazione governativa di carattere moderato
e monarchico (un raggruppamento di corso utile e a rafforzare il governo rispetto all'influenza
democratico repubblicano e te la destra clericale).
Non potendo trovare un accordo con repubblicano Mazzini Cavour e gli esponenti liberali furono
infatti costretti a unirsi a un sistema liberale del partito della sovversione.
Fu in tale che va collocata l'operazione del connubio (1855) due tra Cavour, leader della destra
liberale moderata e Rattazzi leader della sinistra liberale progressista.
Con il connubio molti democratici e molti radicali entrano nel governo dando origine alla destra
storica.
Per riunire i ragionevoli attraverso il connubio era per Cavour necessario al fine di:

1. Adattare il modello politico subalpino al modello politico costituzionali europei


2. Arginare, attraverso la costituzione di un'ampia base parlamentare e che viene
chiamata influenza della monarchia e di re Vittorio Emanuele II
3. Compattere e tutti gli elementi moderati anche coloro che cullavano idee
progressiste

Dal connubio rimasero fuori mazziniani definiti ormai come forza antisitema.
Si creò con la rottura di base della vita politica italiana.

4. 2 L'UNITà D'ITALIA E LA NUOVA CLASSE POLITICA


Nelle elezioni del 1861 i liberali moderati e conquistare una netta maggioranza (il diritto al voto
era concesso per 2,2% della popolazione italiana).
A partire da questo il sistema politico italiano si è configurò come una sorta di regime: non si
prevedeva ciò cioè una possibile alternativa alla guida dei moderati
Poiché l'opposizione cioè democratici repubblicano-mazziniani e la grande maggioranza dei
cattolici era considerata pericolosa per la tua tenuta del sistema liberale appena costituitosi
essa viene del tutto emarginato dal gioco politico.

A mano a mano che avessi abbandonato le pregiudiziali antisistema avrebbe però potuto
essere integrata (in modo trasformistico, come adesione dei singoli politici)
➪ 1867 esistevano almeno sei gruppi di parlamentari:

1. Consorteria Emiliana con a capo Marco Minghetti


2. La permanente del piemontese guidato da Quintino Sella
3. Il centro sinistra di Rattazzi
4. La sinistra meridionale di Crispi e Nicotera
5. La sinistra avanzata di Cairoli e Zandrelli
6. L'estrema sinistra di Agostino Bertani

Sia nella destra sia la sinistra convivevano posizioni molto differenti.


La ragione di tale frammentazione risedeva nelle forti rivalità tra i differenti leader come nella
vivace competizione tra i differenti gruppi regionali.
➪ destra storica che appariva socialmente più compatta della sinistra, si ritrovarono posizioni
ideologiche e proposte politiche molto differenti: vi erano uomini di destra pura e liberali
progressisti; uomini che proponevano il decentramento amministrativo e altri cosa
rigorosamente legati al modello di stato accentrato; cattolici liberali e liberarli anticlericali
sostenitore dal pareggio del bilancio a tutti i costi ed altri preoccupati di non bloccare lo
sviluppo del paese.
All'interno della destra storica esistevano però alcuni elementi di forte coesione:

- La tenacia e volontà di conseguire la piena unificazione nazionale


- L'obiettivo prioritario del riordino dell'amministrazione della finanza
- Il fortissimo senso di stato
- Il totale rifiuto di qualsiasi atteggiamento che potrebbe essere tenuto sovversivo

➪ sinistra storica era invece composta da ex garibaldini ed ex mazziniani che al certo punto
avevano accettato di integrarsi all'interno del sistema politico liberale e monarchico.
Dal punto di vista sociale sulla destra storica era caratterizzata da un'alta presenza di
proprietari terreni settentrionali della sinistra storica militavano per lo più esponenti della
media borghesia in maggior parte professionisti avvocati.
Il principale obiettivo della politica sinistra era quello di riconciliare la politica nazionale col
paese reale democratizzando e modernizzando lo stato del paese.
Tra le richieste della sinistra ci sono:

1. La diffusione dell’istruzione
2. Largamento del suffragio elettorale
3. L'abolizione dell'impopolare tassa sul macinato e richiesta di una
politica di sgravi fiscali
4. L'avvio di una politica di investimento volta la produzione dello
sviluppo industriale del paese

In politica estera la sinistra storica abbandonò pian piano la tradizione alleanza con la Francia
e si avvicina alla Germania.

La sinistra era però molto simile alla destra, soprattutto le modalità di funzionamento del
raggruppamento: era cioè popolata da gruppi politici raccolti attorno a forti leader o legati
alla comune provenienza regionale.
C'era così la sinistra moderata di Depretis, la sinistra avanzata di Cairoli e Zandrelli, la sinistra
meridionale di Nicotera e Crispi.

4. 3 il funzionamento del sistema politico


Il sistema liberale sera costituito a piramide

1. Al vertice c’erano poche decine di grandi notabili, che dominavano la scena


parlamentare. Questi grandi notabili si preoccupavano di tessere il rapporto
con gli altri parlamentari, mentre si raccordano il territorio d’origine, che
periodicamente li eleggeva era assicurato da luogotenenti sul posto
2. Al di sotto dei grandi notabili si trovano una serie di deputati -
notabili ad influenza provinciale o regionale, che dovevano la loro
elezione ai grandi notabili che si occupano di trasmettere a questi
ultimi le richieste dei propri territori
3. Alla base infine ci sono i piccoli notabili locali impegnatissimi nella
conquista delle amministrazioni comunali e provinciali

Il sistema si riteneva sul fatto che i grandi notabili disponevano all’interno amministrazione
statale, di uomini fidati e devoti.
Era propio questo il rapporto tra grandi notabile e amministrazione statale a consentire di
utilizzare discrezionalmente le risorse pubbliche .
Il semplice deputato si sarebbe quindi sempre dimostrato fedelissimo del leader di partito, come
nel governo in modo da potere ottenere risorse pubbliche da spendere all’interno del collegio di
elezione.

La ribellione del semplice deputato al volere del leader in solo caso di decisioni che ledevano gli
interessi sociali o materiali del collegio di appartenenza

Come si costruisce una maggioranza parlamentale

1. La maggioranza si costruiva al momento della determinazione degli aventi al diritto al


voto , operando sul corpo elettorale per escludere o minimizzare l’influenza di alcuni
gruppi sociali
2. La maggioranza veniva creata operando sul momento elettorale (manovrando i singoli
colleghi i candidati più vicino potessero avere maggiori possibilità di Vittoria)
3. La maggioranza veniva creata dopo le elezioni in parlamento . LEADER ➭ che si occupava
di raccogliere i deputati più influenti, promettendo incarichi personali e benefici per il
loro collegio di appartenenza

In ogni caso per costruire una maggioranza , serviva il controllo dell’apparato statale che
appariva del resto del tutto normale e che un governo utilizzasse a proprio piacimento i
funzionali statali.
I governi intenti a preparare le elezioni sono

• Prefetti, ovvero della massima autorità dello stato nelle provincie


Quali agivano in tre direzioni:

1. Sfruttano i sottoprefetti come veri e propri galoppini elettorali


2. Minacciando di trasferimento o di punizioni tutti gli impiegati statali e minacciando i
sindacati di scioglimento delle giunte
3. Agendo come mediatori nei conflitti locali tra i notabili e grandi elettori (potevano
fare comprare con la promessa di favori o di titoli e di agevolazioni varie)

I magistrati : i governi potevano contare su alcune miglia di giudici selezionati da un criterio


rigidamente politico.
Dal momento che i magistrati rappresentavano il 10% dell’elettorato politico per titolo e quasi il
3% dell’elettorato complessivo, il loro voto appariva particolarmente importante

Gli impiegati : la burocrazia che rappresentava con altro 10% dell’elettorato complessivo era
fortemente influenzata dalla pratica dell raccomandazione politica
L’azione per costruire una maggioranza elettorale comincia cominciava subito, non appena il
governo entrava in carica.
Per prima cosa il nuovo governo dava avvio a un vasto procedimento di trasferimento dei
perfetti , da fare arrivare nei collegi più difficili uomini capaci e fidati.
Gli ultimi avrebbero trovato il modo di frapporre ostacoli di ogni genere dei possibili futuri
candidati di opposizione.
Era pratica comune è quella di sciogliere compreresti valide amministrazioni locali sotto il
controllo dei deputati di opposizione.
Una volta sciolte l'amministrazione di quelle città erano rette da una commissario ministeriale
(nominato dal perfetto, anche egli lavorato per la riuscita del candidato ministeriale)

La destra ad affidarsi alla burocrazia statale e al fine di conservare il proprio potere.


Alla mancanza di un rapporto con l'elettorato non impiegatizio rappresentò però un elemento di
debolezza per i moderati.
I nuovi interessi economici non si sentivano infatti sufficientemente rappresentati e lo stesso
oggetto in peggio atteso si mostrò più propenso ad accettare la parte del partito di
opposizione.
Utilizzando un sistema di relazioni capillare, accentuava la natura prevalentamente clientelare
dello scambio.

SINISTRA, a poco a poco a catturare il malcontento che serpeggiava presso molti settori della
borghesia terriera e industriale.
➭ elezioni del 1874: la destra vinse le elezioni politiche di stretta misura.
In quell’occasione la sinistra apparve come un avversario ormai del tutto legittimato, senza più
nessuna connotazione di forma antistema.
L’occasione contingente della caduta della destra storica fu aspra discussione al tema della
nazionalizzazione delle neonate ferrovie (marzo 1876) .

In quel caso gli interessi particolari di una parte della destra ( il gruppo toscano attorno ad
Ubaldino Peruzzi, azionista delle società ferrate e contrario alla nazionalizzazione che il governo
della destra voleva operare) ebbero la meglio sull’unità di partito : i voti del gruppo toscano
finirono per convolvere con quelli della sinistra .

A riprova della somiglianza tra i due raggruppamento, del nuovo governo di Agostino Depretis
con i molti uomini della destra che sarebbero passati nelle fila della Sinistra storica.

• Il secondo esempio di trasformismo: i governi di Agostino Depretis e della Sinistra


Storica

Benché ispirato dalle idee democratiche, con il passare del tempo il governo di Depretis si spostò
progressivamente su posizioni più conservatrici .
Furono estromessi gli esponenti più progressisti della Sinistra e prese vita una sorta di grande
centro

➭ 1887 : la guida della Sinistra Storica fu assunta dal siciliano Francesco Crispi.
A spingere Depretis verso il trasformismo erano un insieme di fattori:
1. La convinzione che tra i due schieramenti parlamentari fosse ormai
formata una comune e radicata cultura politica liberale ( Destra e
Sinistra Storica si assomigliavano moltissimo)
2. La consapevolezza occorresse costruire un grande partito liberale,
moderno e nazionale (unica via per liberare il sistema politico
dall’influenza degli interessi particolari di collegio, e potere finalmente
impostare la vita politica sul dibattito pubblico attorno a grandi temi)
3. La convenzione che occorre adeguare il partito liberale ai tempo nuovi,
per permettere di rispondere alla sfida dei partiti estremi

Nonostante le nobili intenzioni, depretis non usci dai limiti del trasformismo, le soluzioni
infatti a essere cercate e trovate solamente all’interno di una ristretta classe digerente.
La vita politica alla Camera continuò a basarsi sulla contrattazione tra i gruppi personali
rappresentati da alcuni influenti leader e sulla capacità del governo di attirare una
maggioranza di deputati.

• Il terzo esempio di trasformismo: l’età giolittiana


L’età giolittiana (1901 - 1912) il ministerialismo divenne un fenomeno politico
A causa della forte concorrenza del Partito socialista e del Cattolicesimo politico in molte
aree dell’Italia centro - settentrionale i liberali iniziarono a inviare alla Camera solo i
deputati ministeriali.

In quei collegi le elezioni erano ormai divenute sempre più spesso una lotta accensa tra il
candidato costituzionale e quello sovversivo.
I nuovi rapporti di forza imposero ai liberali di Destra e di Sinistra di accantonare le divisioni
interne e di concordare candidature unitarie.

In età giolittiana pero un fatto nuovo, il più evidente dal 1904 il mondo cattolico li fieramente
estraneo alla competizione politica del mondo liberale .

PERCHE’?
Il crescere della quella sociale e l’affermazione del socialismo.
I cattolici ed abbandonare la tradizione differenza nei confronti dello stato liberale, stesso
modo molti liberali abbandonarono gli atteggiamenti anticlericali del passato.

L’avvicinamento cattolico non basta però a Giolitti che cerco di integrare i pezzi del mondo
socialista della maggioranza liberale.

Di fronte all'indisponibilità di quest'ultima a entrare entrare a far parte di un governo


borghese, Giolitti si rivolse decisamente ai cattolici.
1904 ➭ la mobilitazione cattolica si sarebbe rivelata decisamente per eleggere molti deputati
liberali del collegio centro settentrionale.
Nel meridione Giolitti utilizza strumenti simili a quelli adoperati in passato accentuando
spesso le pratiche di corruzione e di malaffare

Perché il mondo liberare non riuscì a superare il metro trasformista?


Gli studiosi ritengono che una delle cause principali di capacità del mondo politico liberale di
superare il trasformismo di sé nella sua incapacità di strutturarsi sotto forma di moderno
partito conservatore.
Il problema è dato dal fatto che le due anime della borghesia italiana quella legata agli interessi
industriali e quella agraria rimaneva separate inconciliabili.
Un tentativo di costruire un moderno partito conservatore fu però fatto da Sydney Sonnino.
Settembre 1900 ➭ Sonnino propose la formazione di un unico partito della borghesia italiana,
conservatore ma capace di alcune importanti riforme sociali.

La sua proposta cade nel vuoto.


Ciò avviene perché il sistema elettorale basata (basato sul collegio uninominale a doppio turno)
favoriva a tal punto i liberali da disincentivare ogni sforzo in direzione della costruzione di una
forma - partito di tipo moderno
CAPITOLO 55
CAPITOLO
UN NUOVO SOGGETTO POLITICO: IL PARTITO DI MASSA
DATE FONDAMENTALI

➭ 1864: fondata la prima internazionale operaia
➭ 1867: Karl Marx pubblica il capitale
➭ 1875: fondato il partito socialdemocratico tedesco (SPD)
➭ 1889: fondata la seconda internazionale operaia
➭ 1892: fondato il partito socialista Italiano (PSI)
➭ 1905: fondata la Section Française dell’internationale ouvrière (SFIO)
➭ 1906: fondato il Labor party in gran Bretagna

5.1 I PARTITI DI NOTABILI E PARTITI DI MASSA


Per fare una prima sommaria distinzione tra queste due forme di rappresentanza politica
possiamo dire che i partiti di notabili i e partiti organizzati di massa si distinguono per alcune
caratteristiche peculiari:

➭ I PARTITI DI NOTABILI :
A. Sono strutture embrionali, attivabile soltanto nelle occasioni elettorali: non
prevedono alcun legame di tipo organizzativo né in senso orizzontale né in
senso verticale
B. L'identità del partito è trovata all'interno del parlamento
C. Il principale paese ha organizzato attraverso i partiti notabili e l’Inghilterra

➭ I PARTITI ORGANIZZATI DI MASSA


A. Hanno un seguito di massa ben localizzato dal punto di vista sociale
B. Hanno un'organizzazione diffusa sulla terra il territorio nazionale,
l'organizzazione è stabile e non dipende dalla vicinanza della scadenza
elettorale
C. Hanno un corpo di funzionari a positivamente retribuiti per svolgere
un'attività politica
D. Hanno un ideologia di riferimento è un programma politico

In Germania la politica nazionale condusse una precoce strutturazione del sistema con la
presenza dei partiti di massa.
Proprio in Germania nacque si sviluppò il partito socialdemocratico che rappresentò un
modello da seguire per tutti i partiti socialisti del continente
La struttura dei partiti di massa
I partiti di massa in genere possiedono:
➭ struttura piramidale organizzata in sezioni, federazioni e direzione centrale
➭ più o meno una fitta rete di organizzazioni economiche, sociali e culturali politicamente vicine
➭ una particolare differenza verso la vita parlamentare (i gruppi parlamentari e prima tenuti
sotto controllo dalla direzione dei partiti per lungo tempo)

5.2 IL PROTOTIPO DEI PARTITI DI MASSA: IL PARTITO SOCIALISTA


Fu il socialismo considerato come un semplice movimento di pensiero che inventò alla metà
dell’ottocento, il modello di partito di massa

Le condizioni sociali di nascita


Fu proprio verso la metà dell'ottocento che inizio a formarsi un mondo operaio industriale.
Gli operai specializzati erano pochi, ambiente più ampio era il lumpenproletariat (Proletariato
degli straccioni)
In breve tempo i fenomeni di urbanizzazione condussero però in città moltissimi ex contadini,
che andarono a ingrossare la classe sociale del proletariato.

Solo allora a contatto diretto con la ricchezza delle classi più agiate e questa classe
disagiata prese davvero conoscenza dell'enorme distanza che separava i gruppi sociali.
Alla rabbia che ho preso lo monto si aggiungeva poi lo smarrimento per la perdita dei
tradizionali punti di riferimento.

I nuovi legami che si formavano erano del resto sempre più spesso determinati dai rapporti
lavorativi, come delle abitudini sociali appresi in ambiente urbano.

Quello che tempo veniva considerato come naturale - ossia la differenza sociale, l'esistenza
dei poveri e ricchi - viene a questo punto sempre più violentemente contestato.
Nacque così una nuova identità di classe operaia

➭ il pensiero socialista: gli utopisti

I primi socialisti vengono definiti un utopisti, ritenevano che per superare le ingiustizie del
capitalismo industriale non fosse sufficiente di purismo filantropico o caritativo.
Le loro radici del male risiedevano gli stessi principi del capitalismo.
Dunque si doveva lavorare per sostituire i valori capitalisti dell'individualismo, della concorrenza
del profitto con quelli di solidarietà e dell’uguaglianza.
Tutto ciò sarebbe avvenuto se si fosse costruito una società completamente nuova, non solo
nelle situazioni politiche ma soprattutto nelle strutture economiche

Tra i pensatori possiamo ricordare:

➭ CLAUDE - HENRI DE SAINT -SIMON (1760 - 1825) : fautore dell'industrialismo teorizzò l'evento di
una società governata da tecnici e produttori.
Alla base del pensiero vi è la convinzione che non bisogna combattere i borghesi in quanto tali
sono coloro che sfruttano i proiettaiato e vivere le sue spalle senza svolgere alcuna attività
➭ Robert Owen (1771-1858) : industriale con toni ero costruire uno stabilimento moderno new
lanark organizzatore delle Trade Unioni , delle cooperative di consumo e di innumerevoli altre
iniziative sociali.
Alla base del pensiero vi era la convinzione che il carattere dell'uomo fosse determinato
dall'educazione ricevuta e dall'ambiente in cui aveva vissuto

➭ CHARLES FOURIER (1772 - 1837) : la sua visione era radicalmente antindustriale favorevole a una
società esclusivamente agricola.
I suoi scritti vagheggiavano la relazione in una società organizzata in tante piccole comunità
autosufficienti dal punto di vista economico.
All'interno del falansteri anche quelle sessuali dovevano essere totalmente libere per evitare il
rischio di cadere nell'alienazione delle falansteri si sarebbe praticata la continua variazione
dell'occupazione lavorativa

➭ AUGUSTE BLANQUI (1805 - 1881) : fu un uomo politico protagonista delle tante insurrezioni del
periodo compreso tra il 1848 e il 1870. Fu il primo ad elaborare il concetto della dittatura del
proletariato

➭ LOUIS BLANC (1811 - 1882) : fu il vero capostipite del socialismo riformista francese.
a parere i mali della società capitalista potevano essere curate solo attraverso l'interno dello
Stato come regolatore e al limite del gestore improprio dei processi produttivi (idea di creare
gli ateliers sociaux)

➭ PIERRE - JOSEPH PROUDHON (1809 - 1865) : tutto ciò che una persona poteva produrre doveva
appartenere quindi il possesso di mezzi di produzione e affermava che tutto il capitale doveva
essere il mezzo disposizione della collettività.
la sua visione della cooperazione era in realtà a sfondo anarchico assai più che socialista

➭ il pensiero socialista: Marx, Engels e il socialismo scientifico

Il socialismo scientifico si contrappose a quello utopistico perché affermava di voler


analizzare le leggi di movimento dell'economia in modo da prevedere la tendenza di sviluppo.
I socialisti scientifici erano poi convinti che la classe fosse l'unico vero motore della storia
➭ capitale (1867): Marx affermava che l'appartenenza a una classe non era determinata dalla
ricchezza e dalla povertà bensì dal possesso o meno di mezzi di produzione.
Solo quando il lavoratore veniva privato di ogni proprietà con cui lavorava diventa realmente
proletariato.
Procedendo di aver usato un metodo scientifico nell'analizzare il capitalismo a venendo
scoperto le leggi naturali, il marxismo si spingeva fino a prevedere le prossima fine

Max affermava che alcune contraddizioni implicite del capitalismo fosse sul punto di esplodere
queste contraddizioni erano:
• Il fatto che il capitale fosse sempre più concentrato in poche
mani e avrebbe determinato la formazione di massa
proletaria sempre più basse e misera che inevitabilmente
avrebbe finito per ribellarsi e prendere il potere
• Il fatto che il capitalismo fosse condannato, per
sopravvivere ad aumentare continuamente la quantità di
merci prodotte avrebbero inevitabilmente portato la
saturazione dei mercati. le crisi di sovrapproduzione
sarebbero divenute sempre più difficile da superare, dunque
avrebbero alimentato rabbia sociale favorito lo scoppio di
rivolgimenti rivoluzionari
• Esisteva una contraddizione fondamentale tra l'esigenza del
capitalismo di concentrare sempre più la produzione e il suo
carattere fondamentale anarchico

A parere di marx proprio convento in cui il capitalismo aveva espresso appieno le sue
potenzialità si sarebbero create le condizioni per il suo superamento.
Questa speranza nella sostituzione del sistema capitalismo come sistema di socialista fu
descritta come una sorta di legge di natura.
La proposta marxista si affermò gradualmente su tutte le teorie socialiste. fu però solamente
sul fine dell'ottocento che il marxismo riuscì a diventare la dottrina ufficiale movimento
operaio.

E tale affermazione avrebbe dopo un duro e lungo scontro con le altre tendenze di pensiero
socialiste.
lo scenario di questo scontro fu la prima internazionale dei lavoratori (1864-1876)

La prima internazionale dei lavoratori (1864 - 1876)


La prima internazionale esprimeva l'esigenza di creare un collegamento tra i vari movimenti
socialisti.
Incaricato di redigere lo statuto provvisorio Max sarebbe riuscito a inserire importanti
articoli legati al suo pensiero in grado di qualificare il testo come classista
La fondazione dell'internazionale avrebbe rappresentato un evento simbolico di grande portata
capace anche di impaurire l'opinione pubblica europea, il suo funzionamento fu subito
compromesso dall'eterogeneità delle componenti e dalle aspre rivalità che dividevano in leader.

1. Il primo scontro fu tra gli aderenti alle Proudhon (basato sulle


cooperative sul principio dell'ampia autonomia) e quelli che si rifacevano
al pensiero di Marx (socializzazione dei mezzi di produzione e imporre il
principio di un'organizzazione centralizzata)
2. Secondo scontro fu quello che contrappose seguaci di Bakunin e quelli di
Max. per Michail Bakunin (1814 - 1876) l'ostacolo al raggiungimento della
piena libertà era costituito dall'esigenza dello Stato poiché lo Stato e la
religione rappresentava uno strumento di asservimento della
popolazione, il compito prioritario di ogni rivoluzionario doveva essere
quello di liberare le masse dall'influenza nefasta della religione per poi
condurre all'assalto del potere statale (punto sarebbe caduto anche il
sistema capitalistico e il comunismo si sarebbe potuto instaurare
spontaneamente). Benché condividessero opinione che è stato religione
presentassero strumento di repressione Marx riteneva proprio in
Italia la distruzione del sistema capitalistico. A parere suo le estinzione
dello Stato è sempre stata dopo una fase transitoria di dittatura del
proiettariato. Lo scontro tra Marx e Bakunin si risolve al congresso
dell'Aja del 1872 con la vittoria di Max

➭ 1876: convinto che fosse ormai uno strumento inutile e forse è meglio puntare sulla
realizzazione dei forti partiti socialisti Max decise di sciogliere la prima internazionale

La novità dei partiti socialisti


I partiti socialisti si organizzarono sul modello del partito di massa moderno pur pensandola
come sezione attuale di un unico movimento internazionale dei lavoratori perciò sia
proselitismo rivoluzionario nella società sia l'azione politica nelle istituzioni.
I partiti socialisti decisero quindi di partecipare alle elezioni e di inviare loro rappresentanti nel
parlamenti.
Negli ultimi anni del secolo iniziano anche a dibattere circa la possibilità di partecipare ai governi
borghesi.

5. 3 I PARTITI SOCIALISTI NEI DIVERSI PAESI EUROPEI


Partiti ispirati alle idee dei pensatori socialisti nacquero un po' tutto il continente.
Sei un modello di pensiero appariva comune realtà ciascuno risentiva delle particolari condizioni
d'azione e del rapporto con il presente tessuto associativo

➭ GERMANIA : SOZIALDEMOKRATISCHE PARTEI DEUTSCHLANDS (SPD)


Viene fondato nel 1875 riunendo l'associazione generale degli operai di Ferdinand Lassalle E il
partito socialdemocratico dei lavoratori di Auguste Bebel.

Dopo aver assistito alla durissima repressione scatenandosi contro da Bismark la SPD
organizzerà la società operaia tedesca in una sorta società alternativa: un operaio socialista
poteva vivere ogni momento della sua vita all'interno dei luoghi e organizzazioni vicine alla SPD.
Hai ragione il successo attuale ottenuto per il prestigio che la resistenza la repressione statale
aveva determinato e per la forza della sua organizzazione interna, SPD diventerà il modello da
seguire per tutti i partiti socialisti europei

➭ GRAN BRETAGNA
In Gran Bretagna il Marxsismo non ebbe grande successo.
Molto forte era il resto del radicamento della situazione sindacale, abituate a una visione
fortemente pragmatica riformista dell'azione politica.
Le formazione socialisti inglesi si possono ricordare:

1. THE FABIAN SOCIETY (1884) : fondata dal coniuge Sydney e Beatrice Webb
la società Fabiana credeva nella graduale evoluzione della società.a
poco a poco le riforme avrebbero condotto al socialismo. Perché
favorevole alla creazione di un'alternativa la proprietà privata dei
mezzi di produzione, il Fabianesimo non predicava la necessità del
passaggio rivoluzionario.
2. INDIPENDENT LABOUR PARTY (1893) si trattava di un partito operaista
che alla nascita di Labor party nel 1906, avrebbe costruito alla
sinistra. Fu pacifista e internazionalista, mantenendo le sue posizioni
anche durante i conflitti mondialI

➭ FRANCIA
In Francia i gruppi socialisti furono generalmente poco premiabili al marxismo alla tedesca.
Di ispirazione federalista è fortemente influenzato dagli richiami alla tradizione simbolica della
rivoluzione francese, I gruppi socialisti erano naturalmente disponibili a fare fronte comune
con la borghesia progressista contro i conservatori. Tale predisposizione era del resto
favorito dal sistema elettorale a doppio turno per il collegio da terza Repubblica, che stimolava i
partiti affini a presentarsi insieme al secondo turno. Sul finire dell'ottocento vi erano in Francia
formazioni che si richiamavano al socialismo:
• 1882 ➭ partito operaio di JULES GUESDE
• 1884 ➭ federazione dei lavoratori socialisti di PAUL BROUSSE
• 1890 ➭ sindacalisti rivoluzionari di JULES ALLEMANE
• Blandisti di VAILLANT

1905 ➭ tutti questi gruppi si unirono nella SèCTION FRANÇAISE DE


L’INTERNATIONALE OUVRIèRE (SFIO)

➭ RUSSIA
Il socialismo russo si sviluppò in condizione di clandestinità
1890 ➭ fu fondato il partito socialdemocratico russo (ispirazione marxista e più di intellettuali).
Uno dei principali ideologie del partito socialdemocratico fu il russo VALDIMIR II’ic ULI’JANOV
(Lenin).

Il suo progetto era quello di trasformare il partito in senso centralizzato e rigidamente


disciplinato, composto da rivoluzionari di professione

1903 ➭ Lenin e provocò la scissione nel partito socialdemocratico russo (Deriva da questa
divisione e la distinzione in bolscevichi e menscevichi)

Accanto al partito socialdemocratico russo si sviluppò anche il partito socialista rivoluzionario


(1905). Si trattava di un partito ancora la tradizione populista e all riforma agraria contadina.

➭ ITALIA
Tra gli anni 70 e 80 dell'ottocento il socialismo dovette competere con un forte movimento
mazziniano.
In Marzzinianesimo fiutava il principio della lotta di classe lo strumento dello sciopero e inoltre
era particolarmente attivo nella costruzione di sodalizi e associazioni naturali

Progressivamente si affermò anche l'internazionalismo insurrezionalista e anarchico guidato da


personalità carismatiche come Carlo Cafiero, Andrea costa ed Enrico Malatesta
All'interno dell'internazionalismo insurrezionalista si svilupperà un processo di avvicinamento al
socialismo di ispirazione marxista.

• 1881 ➭ Andrea costa fondò il partito socialista rivoluzionario di Romagna (nel 1882 ➭
risultò il primo socialista eletto in parlamento italiano)
• 1882 ➭ nacque il partito operaio Italiano (si trattava di una federazione di
associazioni operaie con un giornale con me “le plebe “
• Negli anni ottanta il filosofo Antonio Labriola tradusse diffuse in Italia le opere di
Marx
• 1889 ➭ fu fondata la lega socialista milanese (guidata da Filippo turati e Anna
Kuliscioff)
• 1892 ➭ Genova nacque il partito dei lavoratori italiani (1895 e prenderà il nome di
partito socialista Italiano)

Il partito socialista italiano abbiamo a che fare col partito moderno dotato:

• Un programma minimo e un massimo (ovvero un programma di riforme da


ottenere in parlamento è una prospettiva rivoluzionaria di lungo periodo)
• Un'organizzazione permanente di partito, strutturato secondo il principio
di un voto per testa (non più per federazione)

La seconda internazionale dei lavoratori (1889-1916)


La seconda internazionale si costituì come una struttura federativa tra autonomi
partiti nazionali con l'ambizione di fuggire dal centrale di coordinamento del movimento
operaio internazionale.
Si organizzò anche il periodo dei congressi alla fine di mettere appunto una ideologia
sempre più omogenea e condivisa .

Negli anni seconda internazionale si affermava una versione semplificata del socialismo
marxista, venata di darwinismo sociale e di evoluzionismo positivistico.
Nella maggior parte dei partiti socialisti continuerà a proclamarsi rivoluzionaria per non
esserlo più

• Lo scontro tra Eduard Bernstein e Karl Kautsky circa l'opportunità di


entrare a far parte di governi natura borghese. Bernstein riteneva che
poiché il controllo della società capitalistica non appariva inevitabile né
prevedibile a breve scadenza, occorresse instaurare rapporti di
collaborazione con la borghesia progressista. Kautsky ribadiva invece i
postulati classici dell'ortodossia marxista
• E dibattito su cosa fare in caso di guerra internazionale. Al congresso di
Stoccarda del 1907 fu stabilito il principio dell'opposizione ideologica alla
guerra: poiché tutti i lavoratori erano da considerarsi fratelli ogni
conflitto era da aggiudicarsi te praticabile in quanto frutto degli interessi
capitalisti. Il problema era come impedire la guerra.il russo non Lenin e la
tedesca Rosa Luxembourg affermarono che in realtà la guerra non doveva
essere impedita perché proprio adesso sarebbe potuta scaturire la
rivoluzione sociale la maggioranza dei partiti socialisti europei si trovò
nell'idea che la guerra dovesse essere impedita attraverso immediata
proclamazione di uno sciopero generale che bloccasse tutti i paesi di
procinto di scontrarsi fra di loro

La prima guerra mondiale dimostrò l'inconcludenza delle discussioni dell’internazionale.


1914 ➭ alcuni partiti socialisti votarono i crediti di guerra i propri governi
l'organizzazione internazionale di fatto si frantumò
CAPITOLO 6
LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
DATE FONDAMENTALI ➭ ➭ 1856: inventato il forno Bessemer, fondamentale per lo
sviluppo della siderurgia
➭ 1887: l’italia adotta la tariffa protezionistica sul grano, lo
zucchero, i prodotti siderurgici e chimici
➭ 1894: i fratelli Lumière inventavano il proiettore
cinematografico
➭ 1900: esposizione universale a Parigi
➭ 1913: henry Ford adotta la catena di montaggio nei suoi
stabilimenti

Il periodo compreso fra il 1870 e il 1914 e si dividono in due fasi economiche ben distinte:
prima fase (1873 - 1896) ➭ sviluppo più contraddittorio (grande pressione).
Seconda fase (1896 - 1914) ➭ sviluppo travolgente (soprattuto fino al 1908)
Tuttavia l’intero periodo, anche nella sua prima fase fu caratterizzato da una forte
accelerazione dell’economia, che viene favorita da alcune innovazioni tecnologiche che nacquero
o si diffusero a cavallo fra 800 e il 900.

Molti studiosi e lecito parlare di una seconda rivoluzione industriale.


L’agricoltura subi un processo di profondo rinnovamento, ne aumentò in grande misura la
produttività.
Questo grande sviluppo riguardo anche se non esclusivamente, fino a quel momento solo
marginalmente interessati dall’industrializzazione.
A determinare, promuovere e facilitare la diffusione di tale processo furono una serie di
fenomeni generali.

➭ PRECONDIZIONI
1. La seconda rivoluzione industriale potè svilupparsi grazie alla tendenza sempre più diffusa
delle persone a concentrarsi nelle città urbane e infatti mise delle giovani industrie come un
vero e propio esercito di lavoratori a basso prezzo inoltre poiché gran parte dei prodotti di
queste industrie erano spendibili in ambito urbano e quelle stesse messe rappresentarono
anche il primo mercato di consumatori
2. Rispetto ai tempi della prima rivoluzione industriale , nei ultimi decenni dell’ottocento fu il
ruolo dagli stati nazionali. Assai più strutturati e complessi di quelli della fine del settecento,
gli stati nazionali di questo periodo misero a disposizione delle nuove serie di importanti
infrastrutture ➭scuola di massa con programmi di studio validi su tutto il territorio
nazionale, oppure come il completamento della ferrovia). Ciò gli stati nazionali, impegnati nella
competizione imperialistica e quindi decisi a difendere il primato nazionale in settori
considerati strategici, che ebbero un ruolo decisivo di promuovere la crescita industriale
attraverso il varo di leggi protezionistiche ➭ elevate le tariffe doganali per merci straniere
in modo da mantenere i prodotti nazionali protetti dalla concorrenza. La concentrazione
industriale e finanziaria ➭ rimuovendo le leggi che impedivano i trust cioè concentrazione
orizzontali di aziende che
producono lo stesso bene o forniscono il medesimo servizio da mantenere alti i prezzi
attraverso l’assenza di libera concorrenza che portano la nascita di banche miste, capace
di raccogliere il risparmio comune e reinvestirlo anche a medio - lungo termine nelle imprese
industriali.
3. La rapidità dei processi industriali fu poi favorita dall’ormai sviluppatissima rete di
comunicazione mondiale ➭ e parla anche relativamente a questo periodo, di mondializzazione
o di prima globalizzazione. Grazie alle flotte con scafi d’acciaio con motori diesel gli oceani
venivano solcati con straordinaria rapidità, mentre il completamento dalla ferroviaria
ormai in connessione gli angoli più remoti del paese.
4. Gli ultimi decenni dell’ottocento furono, grazie celerità ed economicità delle comunicazioni e
in ragione della fortissima crescita demografica ➭ 266 milioni di abitanti in Europa ai 402 nel
1900, in virtù necessità dei paesi giovani in via di industrializzazione, anni caratterizzati da
imponenti flussi demografici ➭ 1871 e il 1914 furono 34 milioni le persone lasciano l’europa, 14
dei quali peR stabilirsi definitivamente in paesi fuori dal continenti. Questa massa che
lasciarono le loro case per inseguire il sogno o semplice sopravvivenza, contribuirono a
creare un mercato globalizzato della forza lavoro e delle competenze lavorative e dei
saperi tecnici. Tutti fattori che contribuiranno allo sviluppo della seconda rivoluzione
industriale.

Se le precondizioni sono quelle appena state sintetizzate, la seconda rivoluzione industriale


potè svilupparsi appieno perchè fu caratterizzata sia nuove scoperte scientifiche sia da
nuovi modelli di produzione.

A proposito delle nuove scoperte scientifiche va segnalato il fatto che a differenza del
passato e le ultime furono spesso fatte, promosse in gran parte dagli stati attraverso
facilitazione di vario tipo e avendo ben in mente la possibilità di un loro uso industriale e
commerciale, fu insomma una stretta connessione tra istituzioni scientifiche e industria, con
pianificazione della ricerca in modo da trasformare quest’ultime in una sorta di processo
industriale

➭ le nuove scoperte scientifiche


Nel settore metarllurgico ➭ un ruolo fondamentale la realizzazione del convertitore Bessemer e
del forno martin - siemens.
Permisero la realizzazione di macchine e utensili più resistenti rispetto a quelli realizzati in ferro
1878 ➭ adozione del processo thomas poterono essere utilizzati materiali di ferro con alta
percentuale di fosforo
Questo metodo di defosforazione che consenti alla germania di trasformarsi da paese
agricolo a industriale .
L’acciaio permise infatti nuove soluzioni anche nel campo della meccanica
1870 ➭ utilizzo del cemento armato amplio le possibilità in quello delle costruzioni
Nel campo della chimica ➭ furono scoperti dei processi che consentirono la produzione di
fertilizzanti, coloranti sintetici, ammoniaca, dinamite, soda e prodotti farmaceutici.
Nel settore eletrico ➭ produssero la dinamo ( moto meccanico in elettricità) , trasformatore
( che consentiva di passare dall’elettricità a corrente continuava a quella a corrente
alternativa, con grandi vantaggi per quello che riguarda il trasporto su lunga distanza
dell’energia) e la lampadina.
1883 ➭ ingegnere tedesco Gottilieb Daimler brevetto il primo motore a benzina ,preludio alla
comparsa della prima automobile a benzina.
Parallelamente ai trasporti anche le comunicazioni si fecero più veloci e semplice.
La scoperta dell’elettromagnetismo con invenzione del telegrafo prima e del telefono poi fu
decisiva per lo sviluppo delle comunicazioni intercontinentali.
➭ nuovi modelli di produzione: dal taylorismo al fordismo
Con il termine taylorismo ➭ studio scientifico dei processi lavorativi, con l’obbiettivo di
comprendere ogni singolo passaggio in modo da razionalizzare gli stessi processi e renderli più
efficienti.
La teoria e il metodo furono messi a punto dall’ingegnere americano F.W TAYLOR (1856 - 1915) .
➭ si indicano la scienza che si occupa di considerare la relazione tra tutti gli aspetti di un lavoro,
sia manuale sia impiegatizio, organizzato secondo criteri ripetitivi, parcellizzati e
standardizzati.

Il termine fordismo ➭ un preciso sistema di organizzazione politica industriale attuato a


partire dal 1913 da henry Ford nella fabbrica di automobili.
Si basano sui principi del taylorismo, il fordismo mirava ad accrescere l’efficenza produttiva
attraverso una rigorosa pianificazione delle singole operazioni e delle fasi di produzione, l’uso
generalizzato della catena di montaggio, un complesso di incentivi alla manodopera.

➭ i paesi della seconda rivoluzione industriale


La nazione che si sviluppò maggiormente nel senso dell’industrializzazione che nel periodo della
seconda rivoluzione industriale fu certamente la Germania , che nei ultimi decenni del secolo
giunse a mettere seriamente in discussione leadership fin li detenuta dalla Gran Bretagna.

Tra i paesi che in quegli anni si svilupparono un moderno sistema industriale, pertengo dalle
invenzione e dai processi della seconda rivoluzione industriale, si devono anche ricordare gli Stati
Uniti, Russia, Giappone e Italia
CAPITOLO 7
L'ITALIA IN ETàGIOLITTIANA
DATE FONDAMENTALI

➭ 1900: Assassinio di re Umberto I
➭ 1901: Governo Zanardelli
➭ 1903: Governo di Giolitti
➭ 1904: Primo sciopero generale in Italia
➭ 1905: Stabilizzazione delle ferrovie
➭ 1906: Nasce la Confederazione generale dei lavoratori
➭ 1910: Nasce l’Associazione nazionalista italiana
➭ 1912: Guerra in Libia
➭ 1913: Prime elezioni a suffragio universale

7.1 L'ETà GIOLITTIANA : CONSIDERAZIONI E AVVIO


Il periodo giolittiano corrisponde al decennio 1903 - 1904.
Si tratta di un periodo storico complesso e contraddittorio, se e vero che fu un epoca
fondamentale per la storia, ed è caratterizzata da tanti progressi
➭ Campo economico
➭ Campo politico
➭ campo civile
È altrettanto vero che lo sviluppo non manco di incoerenze.
Sarebbero esplose tutti insieme nel primo dopo guerra con una responsabilità decisiva nella
formazione del fascismo

Che aspetti positivi troviamo

• La crescita economica: l'Italia divenne un paese industriale, crebbero tutti gli


indicatori di reddito e di specialità. È una fase più espansiva più intesa fu nel
periodo del 1895 - 1903, che poi continuo con minore intensità fino al 1907
• La crescita del grado di libertà interna: Giolitti consentì la libertà di
organizzazione sindacale imponendo il principio della neutralità dello Stato
rispetto ai confini propri del mondo del lavoro: si sviluppò un'effettiva libertà di
stampa e fu approvata una legislazione sociale più avanzata
• La crescita delle libertà politiche: 1912 ➭ fu votato il suffragio universale, nel
sistema politico si giunse poi alla piena accettazione quali soggetti politici
legittimi dei cattolici e dei socialisti
• La crescita del prestigio internazionale: il paese fu reso più autorevole dal suo
inserimento, con clausole più favorevoli all'interno di alleanza solida come la
triplice ed è la via di una politica estera di riavvicinamento della Francia
Tra gli aspetti negativi troviamo

• L'aggravarsi del dualismo nord-sud: il forte sviluppo industriale della parte


settentrionale del paese aggravò la distanza con la parte meridionale, non investita
da analoghi processi di industrializzazione
• Il frequente continuo ricorso a pratiche clientelari e all'uso della forza coercitiva
dello Stato al fine di pilotare le elezioni (non a caso Gaetano Salvemini dedico a Giolitti
un libro dal titolo il ministro della malavita)
• Il discredito della funzione parlamentare: Giolitti governo attraverso la fedeltà di
una maggioranza a lui personalmente legata, senza un preciso programma politico
l'appoggio di un particolare partito
• La politica estera non è sempre coerente: il avvicinamento alla Francia non poté non
preoccupare l'Austria-Ungheria (1908 ➭ valuto anche la possibilità in corrispondenza
con il terribile terremoto di Messina detta accade prevalentamente l'Italia) allo
stesso modo la guerra di Libia benché preparata dalla diplomazia italiana alla fine fu
intrapresa da Giolitti con estrema riluttanza per la consapevolezza delle
ripercussioni, in politica estera in terra che essa avrebbe avuto
• Non si superò la sindrome della cittadella occupata: non fu cioè risolto il nodo
dell'estrema diffidenza provata dalla èlite liberali nei confronti dei moderni partiti
politici di massa

Valutazione sul periodo da parte di alcuni grandi storici del passato

➭ Benedetto croce: diede un giudizio del tutto positivo di Giolitti e così lo considera come
l'epoca nel quale è meglio sia attualità del governo liberale.
Croce parlò di uomini malvagi che avrebbero intaccato il corpo sano della nazione e
l'esperimento giudice hanno condotto il fallimento

➭ Gaetano Salvemini: pur riconoscendo in molti passi in avanti fatti dal paese nel periodo
Giolitti ano Salvemini pensava che fossero state troppe e troppo gravi ritardi inoltre
stigmatizzò l'autoritarismo dell'Elite politica dove (Giolitti non eliminò ma rafforzò).
Salvemini sostiene che Giolitti apri la strada a Mussolini perché scrisse la sua politica la logica di
continuità col passato

➭ Gioacchino volpe: diede un giudizio molto critico sulla classe dirigente liberale Giolitti
rimproverandogli di essere stato troppo terra terra è troppo interessato al particolare

➭ giudizio complessivo: le critiche mostrano come il periodo Giolitti sia solcato da violenti
conflitti di classe , crisi delle forme tradizionali della politica del declino del prestigio delle
istituzioni parlamentari e dal crescere dell'insoddisfazione da parte dei ceti popolari da parte
di alcuni borghesi
Messaggio a Tiziana fu un periodo in realtà tutt'altro che omogeneo, possiamo trovare tre
momenti:
➭ il periodo della nuova politica liberale (1901-1903)
➭ il periodo della stabilizzazione moderata (1904-1911)
➭ il periodo di crisi del sistema (1912-1914)

Si sarebbe aperto solo dopo la risoluzione della grave crisi poetica di fine secolo, una crisi che
non fu solamente italiana.
Prima di Giolitti: la crisi di fine secolo
In Italia la crisi di fine secolo consistette nella difficoltà, culturale prima ancora che politica,
delle classi dirigenti di mantenere fede proprio principi liberali.
la preside fine secolo fu acuita da una serie difficoltà:

• Il fallimento del progetto di Crispi, conclamato con la sconfitta coloniale di Adua nel
1896, di inserimento passivo delle masse nello Stato per mezzo di un forte
nazionalismo popolare. l'obiettivo di Crispi era quello di governare senza l'ausilio di
partito organizzato alimentando un sentimento nazionalista e incarnando
personalmente il volere popolare
• Degli ultimi anni dell'ottocento vi fu la fase più acuta della grande crisi agraria, che
provocò molti popolari per ottenere l'abbassamento del prezzo del pane

La repressione politico-giudiziaria da parte del tribunale militare funzionò da apripista per


l'adozione da parte del governo di un pacchetto di provvedimenti fortemente distruttivi delle
libertà statuarie.
In questo clima assai teso giunse anche l'avallo teorico da parte di Sydney Sonnino, che
pubblicò un discorso articolo su nuova antologia dal titolo torniamo allo statuto,
nell'articolo Sonnino invitava il sovrano a riprendere per intero le prerogative politiche lo sa
tutto gli attribuivano. Il modello prospettato era quello tedesco dove il kaiser nominava
direttamente il cancelliere senza dipendere dalla volontà del parlamento

Il tentativo di rendere permanenti i provvedimenti adottati per decreto e determinò una


durissima battaglia parlamentare, da parte delle opposizioni per la prima volta della tecnica
dell’ostruzionismo.
Nell'estate del 1899 Giolitti si propose come leader di un vasto schieramento sostenuto dalle
forze progressiste.
Le elezioni del giugno 1900 furono successo che Giolitti e per tutti coloro che si opponevano alle
leggi restrittive. l'assassinio di re Umberto I (luglio 1900) si era molto esposto in favore di una
soluzione conservatrice, chiusa questa fase
Il nuovo re Vittorio Emanuele III non avevo infatti intenzione di assumere un ruolo da
protagonista politico la monarchia

Il 23 settembre 1912 ➭ ha fatto uscire allo scoperto pubblicando sulla stampa un articolo dove
si esponeva il suo progetto di governo. Si trattava di un programma scarno fatto di pochi punti
ma immediatamente attuabili.

Questi riguardavano la revisione del sistema fiscale elaborazione delle imposte sui consumi di
prima necessità. L'obiettivo era quello di giungere a un compromesso, sociale e politico, tra la
borghesia reale e la sinistra riformista: un tale compromesso avrebbe consentito la borghesia
italiana di guarire dal complesso dello Stato assedio.

Un'accelerazione della presentazione del progetto politico di Giolitti fu poi data dagli eventi di
Geova nel dicembre 1900 ➭ la decisione del prefetto di quella città di sciogliere la località del
lavoro, avanzata rivendicando sì ai tutela dei portuali, fu più preteso per Giolitti per annunciare
che le istituzioni avrebbero dovuto adottare un atteggiamento di neutralità nei confronti di
lavoro.
In piena sintonia con settori più dinamici dellla borghesia produttiva , Giolitti esplose allora la
conseguenza della naturalità della mobilitazione sociale delle classi popolari.
Contrariamente a quel che molti bene pensanti credevano progetti da solidarietà destituzione
liberali e la funzionalità dell'apparato produttivo non avrebbe notato che i benefici
dell'esistenza di interlocutori organizzati (come il partito socialista e il movimento sindacale),
perché proprio questi ultimi avrebbe aiutato il mondo liberale a incarnare in Renzo delle classi
popolari all'interno del sistema politico economico borghese

Nel governo Zanardelli nato da nuove elezioni, Giolitti entrò a far parte con messo all’interno.
non sfuggirà però nessuno che ha personalità dominante era la sua.
iniziava così l’epoca giolittiana vera e propria.

Chi era Giovanni Giolitti?


Nacque a Mondovì il 27 ottobre 1842.
Enfant prodige dell'amministrazione pubblica italiana.
1862 ➭ inizia una carriera ministeriale
1882 ➭ fu nominato consigliere di Stato
1882 ➭ si candidò come deputato e viene eletto
1889 ➭ Fu Ministro del tesoro del secondo governo Crispi (si mise nel 1890 perché contrari alla
politica coloniale).
Maggio 1892 ➭ divenne la prima volta presidente del consiglio.
Il suo rifiuto di esprimere con la forza le proteste sociali e lo scandalo della Banca romana (che
lo accusano di aver coperto alcune irregolarità fiscali) lo consistono a dimettersi nel dicembre
del 1893

7. 2 il periodo breve della nuova politica


liberale (1901 - 1903)
14 febbraio 1901 ➭ si instaurò il governo Zanardelli-Giolitti (con Giolitti come ministro
dell’interno).
1 marzo 1901 ➭ fu presentato dal ministro del Tesoro Wollenberg il piano di riforma fiscale.
Prevedeva l'A soppressione del dazio di consumo su farina e pane pasta , l’aumento
dell'imposizione diretta dell'introduzione dell'imposta progressiva sulle successioni: per la prima
volta si immaginava un sistema fiscale basato sulla tassazione diretta e (base al reddito
effettivamente percepito dalle persone) piuttosto che su quella indiretta (che veniva applicato
a tutti i ricchi poveri della stessa misura).
3 agosto 1901 ➭ Wollenberg si dimise.
Si trattò del primo fallimento

Perché Giolitti accettò le dimissioni di Wollenberg, accanto un angelo il suo progetto di riforma
fiscale?
Lo fece perché è convinto che i miglioramenti salariali che sarebbero stati ottenuti dalle masse
lavoratrici classe nuova politica di neutralità dello Stato dei confini del lavoro avrebbero
compensato la gravosità delle imposte indirette.
Abbiamo qui una prima prova della relativa indifferenza dei giolitti per le masse del meridione:
non avendo organizzazioni sindacali forti e sviluppate con me il Nord, queste ultime avevo finito
di pagarti i costi.
Sul piano delle riforme sociali adottati dal governo Giolitti possiamo ricordare
➭ I piani speciali per il meridione: per la città di Napoli, la legge per l'acquedotto della Puglia, la
legge speciale per la Basilicata
➭ le norme a tutela del lavoro infantile femminile, le leggi a tutela della vecchiaia, l'invalidità, la
missione regali da parte delle cooperative cattoliche e socialiste

Tra le conseguenze della propria crisi economica nel 1903 vi fu la fine del governo Zanardelli, che si
basava sulla benevola astensione dei socialisti.
Quando questi passarono dall'opposizione Zanardelli rassegno le dimissioni

7.3 il PERIODO DELLA STABILIZZAZIONE MODERATA


(1904 - 1912)
Tocco a Giolitti di formare il nuovo governo.
Per costruire la nuova maggioranza e di anzitutto si rivolse ai socialisti, che però
rifiutarono.allo stesso modo Giolitti non riuscì a convincere i radicali (la formazione politica
borghese maggiormente orientata a sinistra) che motivarono la loro indisponibilità con la
mancanza concezione loro esponenti di ministeri importanti con quello di guerra o degli interni.

Giolitti si risolse allora utilizzare le pratiche di tipo trasformistico: rinuncio a chiari i piatti
programmatici e preferì rivolgersi a tutti i singoli deputati che si fossero resi disponibili.
Nacque così la maggioranza giudiziale: un gruppo ampio di deputati a lui direttamente legati,
genericamente progressisti, ma individualmente moderati conservatori.

Il periodo in cui si sviluppò il sistema di potere giudiziario coincise con momento di grande
crescita economica.
Le ragioni di tale sviluppo si risiedono in un mix di condizioni esterne e interne:

• Precondizioni internazionali
• Periodo Giolitti ano fu catalizzato da forte rialzo dei prezzi (della ripresa
economica in atto)
• Fu contraddistinto da una maggiore disponibilità di capitali (grazie alla
diffusione delle banche miste)
• Poté avvalersi di nuove risorse tecnologiche (elettricità, petrolio, invenzione)
• Precondizioni interne (maturate nell'ultimo decennio dell’ottocento)
• Furono completate le infrastrutture nazionali e fu creato un vero mercato
interno nazionale
• In questo periodo fu portata a termine la regolamentazione degli istituti di
emissione, che consente di accedere ai nuovi capitali (dopo lo scandalo della Banca
romana si affermò in maniera decisiva il ruolo, regolatore della banca italiana,
parlamentarmente nacquero anche in Italia le banche miste: credito Italiano nel
1895 e la banca commerciale del 1894)
• In questo periodo fu portato a compimento il risanamento del bilancio (già
iniziato dal ministro Sonnino ai tempi del quarto governo Crispi)
. In questo periodo sia braccio senza riserve il protezionismo che permise la
crescita dell'apparato industriale nazionale

Il miglioramento delle condizioni economiche del paese fu una grande parte è anche merito
dell'azione di governo Giolitti.
In tutto il decennio questi ultimi realizzarono cospicui avanzi di bilancio.
Tali avanzi di bilancio permisero di affrontare alcuni nodi spinosi, riforme che andavano a
toccare alcuni monopoli politicamente protetti
• Le riforme in campo economico dei governi Giolitti
➭ la nazionalizzazione delle ferrovie 1904 il 1905
Le ferrovie erano regolarmente da convenzioni con società private, spesso legate a influenti
membri del parlamento (1876 ➭ la destra storica era caduta proprio perché aveva affrontato il
tema della stabilizzazione delle ferrovie ).
1904 ➭ era ormai difficile negare il bilancio estremamente negativo del sistema: i ferrovieri
lavorano in condizioni estremamente disagiate, lo stato del materiale era molto scadente, vi era
tua cura per il rinnovo tecnico.

In più erano molto forti delle pressioni dell'industria meccanica nazionale perche lo Stato
italiano, divenendo proprietario avviasse un piano di ingenti investimenti.
1904 ➭ il progetto fu presentato in parlamento portato avanti dal luogo tenente di Giolitti,
Alessandro Fortis. La reazione parlamentare fu veramente al punto da portare al governo il
principale avversario di Giolitti: Sydney Sonnino.
divenuto presidente del consiglio con programma molto ambizioso incentrato sulla volontà di
realizzare una grande riforma agraria , Sonnino non riuscì però a costruire una maggioranza
solida e stabile.

Dopo quattro mesi fu costretto a dimettersi. A quel punto la maggioranza giudizio una poté
realizzare la statalizzazione delle ferrovie nel 1906.

Tra le altre grandi infrastrutture realizzate in età Giolitti ricordiamo: l'acquedotto pugliese,
traforo del Sempione 1906 la bonifica delle zone paludose di Ferrara e di Rovigo, la creazione
dell'Iva nel 1905

• La regolarizzazione degli istituti di emissione e il riordino del sistema bancario


29 giugno 1906 ➭ sfruttando la situazione economica internazionale favorevole e la ritrovata su
unità di bilancio il governo Giolitti realizzò un'importante conversione della rendita (la
significativa riduzione degli interessi sul debito pubblico pagati dallo Stato).
Con un atto unilaterale concordato con le maggiori banche private internazionali.

1907 ➭ lo Stato italiano intervenne poi per salvare dal fallimento la società bancaria italiana.
fu questa l'occasione per affermare in modo definitivo il primato della banca italiana siccome
l'unico ente di emissione di cartamoneta sia come banca regolatrice del sistema finanziario

• L'azione per ridurre il peso dei monopoli industriali e finanziari


Il protezionismo aveva creato pericolosi legami tra Stato e industria privata.
erano stati fortemente favoriti dalle tariffe protezioniste i settori della siderurgica, gli
industriali cotonieri e i zuccherieri.
Giolitti decise di agire per ridurre i privilegi dei principali Monopoli:

➭ 1908: fu istituita la legge sulle convenzioni marittime, che colpì la società di navigazione
Generale
➭ 1912: poi istituita una legge sul monopolio statale sulle assicurazioni sulla vita (nacque così ina)

I limiti dell'azione di governo in campo economico


La politica economica di Giolitti finì per privilegiare il Nord.
forse era inevitabile dal momento che Giolitti cercò di rafforzare e rendere più compatibili sul
piano internazionale settori maggiormente dinamici dell'industria nazionale.
Questi erano tutti localizzati al Nord in prevalenza nel triangolo industriale (Milano, Torino,
Genova).
Per cercare di compensare l'attenzione agli interessi industriali settoriali Giolitti varò anche
una serie di leggi speciali per il meridione.
Banche importanti queste leggi furono limitate dal loro carattere estemporaneo.
la politica economica di Giolitti fu in seguito anche fortemente criticata perché eccessivamente
prudente.

Invece di sfruttare al massimo un periodo di eccezionale prosperità aggregando i principali


problemi del paese e Giolitti intervenne solamente da dove aveva la sicurezza del potere
ottenere risultato.
fu quindi un riformismo dei piccoli passi

Il crescere dell’ antigiolittismo nel paese


Dal 1906 al 1912 ➭ la politica italiana fu dominata dalla cosiddetta dittatura Giolittiana.
Poiché si trattava di una maggioranza solida quanto priva di un vero programma, nel paese
crederebbero insofferenze per Giolitti per il suo pragmatismo privo di slanci ideali e per la
deterrà deleteria influenza che i suoi metodi parevano avere sul partiti.

Sempre più diffuso divenne la antiparlamentarismo, che trovo una bandiera dell'opposizione a
Giolitti opera (un corruttore) influenzato dal clima idealistico dei primi anni del secolo fu
soprattutto la cultura italiana a veicolare l'antigiolittismo esistente nel paese

• Giolitti e il rapporto con i partiti popolari


Giolitti e il PSI
Giolitti guardo sempre con interesse le partito socialista, sperando di poterlo portare prima o
poi all'interno della propria maggioranza.
Le speranze di Giolitti erano alimentate dalla natura del partito socialista Italiano (nato nel
congresso di genova nel 1892).

Si trattava infatti di un partito fortemente imbevuto di positivismo ottocentesco (era cioè


convinto che la radicale trasformazione del sistema economico sociale e del sistema politico
potesse avvenire automaticamente in modo naturale e indolore) ampiamente rappresentato
all'interno del mondo del lavoro attraverso un'articolata rete di associazioni.

Benché hai convinto di poter dialogare con l’ala riformista, che è rappresentata da Filippo
turati, Giolitti era costretto a subire la mancanza di una collaborazione stabile in quanto il PSI
era però periodicamente attraversato da ventate di spirito massimalista.
La rottura definitiva tra Giolitti e socialisti avvenne nel 1912 con la guerra di Libia

Giolitti e i cattolici
La collaborazione tra Giolitti e il mondo cattolico fu più complessa, caratterizzata da un lento
processo di avvicinamento.
Per tutta la prima parte della storia dello Stato liberale i cattolici si erano infatti rifiutati di
partecipare alla vita politica del paese.
La crisi del fine secolo e l'affermarsi del socialismo ha visto una minaccia nel sistema di valori
proprio del mondo cattolico, che portò a un cambiamento di atteggiamento delle gerarchie
vaticane confronti della politica italiana.
1904 ➭ con l'enciclica il fermo proposito, Papa Pio X per la prima volta autorizzò i fedeli cattolici,
laddove si richiamasse la vittoria dei candidati socialisti, a partecipare elezioni politiche.
A partire dall'edizione del 1909 ➭ il processo di avvicinamento tra Giolitti e i cattolici si fecero più
intenso.
La vera svolta fu però nel 1912. ➭ Lo scoppio della guerra di Libia fu visto dai cattolici come un
grande guerra nazionale, che consisteva loro ritorno nell'alveo della nazione con tutti gli onori.

Nel 1912 in coincidenza con l'adozione del suffragio universale il mondo liberale E quello cattolico
strinsero un vero proprio patto politico: il patto Gentiloni.
Secondo gli accordi di elettori cattolici avrebbero dato il loro voto i candidati liberali che
fossero detti disponibili ad appoggiare alcuni punti qualificanti del programma politico
cattolico

• La politica estera nell'età Giolittiana


Neanche poco interessato alle questioni di politica internazionale, Giolitti ebbe un ruolo molto
importante nella sostenere l'azione moderata e intelligente della diplomazia italiana.
Il rafforzamento del paese dal punto di vista economico, oltre che la solidità politica degli
esecutivi giudiziali, allora volta contribuirono a rafforzare l'immagine dell'Italia quale partner
affidabile.
Dal punto di vista generale l'epoca Giolittiana vide di esaurirsi del sistema bismarckiano e a
formarsi di due blocchi contrapposti

➭ la triplice intesa
➭ la triplice alleanza

In questo scenario di progressiva radicalizzazione, l'Italia mantenne un atteggiamento


accorto.
Rinnovo sempre i suoi impegni nella triplice alleanza, migliorandoli progressivamente e avendo
cura di non alimentare un sentimento irredentista, non rinunciò però a cercare una politica di
crescente intesa con la Francia e con la Gran Bretagna.

In questo periodo la diplomazia italiana si mosse con coerenza avendo chiari gli obiettivi di
medio lungo periodo.
Questi possono riassumersi in 2 punti

➭ favorire il mantenimento dello status quo nel Mediterraneo, evitando l'espansione dell'Austria-
Ungheria o della Russia nei Balcani
➭ ottenere da tutte le grandi potenze di riconoscimento delle mire italiane sulla Libia

7.4 IL PERIODO DELLA CRISI DEL


SISTEMA GIOLITTIANO (1912 - 1914)
Benché abbiamo saputo mantenere una solida maggioranza parlamentare fino allo scoppio della
prima guerra mondiale, in realtà dal 1912 apparve evidentemente il progressivo esaurirsi del
controllo giudiziario sulla politica nazionale.
I motivi della crisi del sistema giolittiano erano di varia natura.

➭ in questi anni di si assistette a una crisi culturale che alimentava il discredito del sistema
giudiziario e del parlamentarismo in generale
Sempre più forte si fece la domanda di autorità e di moralità, che consentissero di promuovere
una politica di grandi imprese
➭ in questi anni finì la congiuntura economica straordinariamente positiva che aveva
contraddistinto gli anni precedenti; il peggioramento della situazione con i economica ebbe
riflessi politici immediati perché radicalizzò la posizione del partito socialista e degli
imprenditori

➭ lo scoppio della guerra di Libia allontanò in modo definitivo i socialisti della posizione e
collaborante anche occasionale con Giolitti

➭ le elezioni politiche del 1913 mostrarono che i vecchi metodi di Giolitti non sarebbero più stati
sufficienti per gestire l'elezione e ottenere maggioranze parlamentari manipolabili

La radicalizzazione rese quindi inservibili e quella che era sempre stata la migliore qualità di
Giolitti: ovvero la capacità di mediare
Maggio 1914 ➭ Giolitti rassegnò le dimissioni e indico al re come successore Antonio Salandra
Era convinto che il potere in questo modo preparare meglio al suo ritorno al governo.
Lo scoppio della prima guerra mondiale avrebbe sconvolto le speranze di Giolitti di rilanciare la
sua politica con un prossimo ritorno governo
CAPITOLO
CAPITOLO 88
LA PRIMA GUERRA MONDIALE
DATE FONDAMENTALI ➭ ➭ 28 giugno 1914 : attentato di Sarajevo
➭ 28 luglio 1914: L’impero Austro - ungarico dichiara guerra alla
Serbia
➭ 26 - 29 agosto 1914: Battaglia di Tannenberg
➭ 6 - 12 settembre 1914: Battaglia della marna
➭ 26 aprile 1915 : Patto di Londra tra italia e alleati
➭ maggio 1915: Sottomarini tedeschi affondano il piroscafo
lusitania
➭ febbraio 1916 : inizia la battaglia di Verdun
➭ maggio 1916: Strafexpedition austriaca in trentino
➭ luglio 1916: inizia la battaglia della Somme
➭ 1917: scoppia la rivoluzione in Russia, gli stati uniti entrano in
guerra
➭ 23-24 ottobre 1917: gli austro - Ungheria sfondano il fronte
italiano a Caporetto
➭ novembre 1918: austria - Ungheria e germania chiedono
l’armistizio

La prima guerra mondiale rappresenta un tronante decisivo nella storia del 900, al punto che è
ormai affermata l’interpretazione del 1914 come vero inizio del secolo.
Dal punto di vista culturale e sociale la prima guerra mondiale fu sconvolgente, e determinò una
profonda rivoluzione nel modo di pensare degli europei

Vediamo alcuni punti


➭ la prima guerra mondiale compromise fortemente l’idea che solo attraverso la guerra i
giovani maschi potessero dare una reale prova del loro coraggio
➭ la prima guerra mondiale compromise fortemente l’idea che la guerra rappresentasse un
necessario rito di passaggio dall’età infantile all’età adulta
➭ la prima guerra mondiale evidenzio come il coraggio virile fosse ormai del tutto inutile e si
affermò l’alienante consapevolezza della riduzione, nell’età moderna, dell’uomo a semplice
materiale
➭ la prima guerra mondiale esaltò la riscoperta delle comunità. Come valore assoluto,
parallelamente si assistente alla svalutazione dell’individuo e dei suoi diritti
➭ la prima guerra mondiale accelerò tutti i processi di omologazione
8. 1 LE CAUSE
DEL
CONFLITTO
Da parecchi anni l’Europa era attraversata da venti di guerra.
La politica aggressiva della germania e le difficoltà dell’impero ottomano non potevano che
lasciare presagire la prossima fine del luogo periodo di pace.
Le ragioni profonde del conflitto, si accumularono nel corso degli anni, furono di differenti tipi:

1. la politica internazionale che viveva in tutta ima serie di contrasti i principali sono
➱ il conflitto economico e coloniale tra gran bretagna e germania, alimentato dalla
decisione del Kaiser Guglielmo II di portare avanti una politica di sostenuto riamo
navale

➱ la tensione tra germania e Francia, alimentata dal desiderio francese di


riconquistare l’Alsazia e la Lorena

➱ la tensione nella regione dei Balcani tra Austria - Ungheria e Russia

➱ la sfiducia crescente tra due alleati come italia e l’austria Ungheria

Inoltre a rendere più complessa la situazione contribuivano altri fattori:


➭ la situazione di irrigidimento delle alleanze che riduceva i margini di mediazione in caso di crisi
interazione
➭la sottovalutazione dei pericoli da parte della diplomazia specialmente per quel che
riguardava il meccanismo della mobilitazione generale

2. Alimentare la corsa verso la guerra contributi anche l’estrema diffusione di una vera e
propria cultura della guerra. Questa mentalità bellicista era alimentata da vari fattori .
➭ progressiva affermazione dell’idealismo (la selezione delle specie di Darwin)
➭ progressiva affermazione di un forte senso della decadenza incombente
➭ esistenza di canoni culturali nazionalpatriottici condivisi dalla grande maggioranza della
popolazione
➭ assai scarsa consapevolezza della grande differenza tra questa guerra e tutte quelle
combattute nel passato
➭ senso di alienazione prodotto dallo stillicidio di episodi quasi bellici, vi era cioè una sorta di
spasmodica attesa per il prossimo e inevitabile scoppio del conflitto, quando questo avviene
l’angoscia si trasformo in senso di liberazione

3. Ad alimentare la corse verso la guerra concorsero le forti tensioni che attraversano la vita
politica interna dei diversi stati europei
➭ gli stretti legami tra classe politica e grandi interessi industriali un pò ovunque portarono a
una vera e propria corsa agli armamenti
➭ in pressoché tutti i paesi le gerarchie militari spesso di derivazione aristocratica, in questi
anni accrebbero il loro peso politico, ottenendo ingenti finanziamenti e condizionando sempre
più le decisioni dei politici
Tale condizionamento era rafforzato dall’affermazione di un nazionalismo aggressivo, capace
di diffondersi anche negli strati popolari e sempre più decisivo per la formazione dei governi .
Utilizzando in maniera strumentale lo sciovinismo e il patriottismo e furono messe in moto
manovre politiche atte a fare cadere le precedenti maggioranze
➭ alla prova della mobilitazione bellica nazionalista il pacifismo socialista falli completamente e
rivelandosi incapace di resistere ai richiami mobilitanti del patriottismo

La polveriera d’Europa: i Balcani


La penisola balcanica rappresentava l’area più instabile del continente.
all’origine di tale instabilità stava il malessere dell’impero ottomano, da tempo in gravissima
crisi perchè incapace di reggere la competizione con i più moderni stati europei.
A luogo l’integrità territoriale dell'impero ottomano sui Balcani era stata comunque
assicurato da Francia e Gran Bretagna, preoccupati di neutralizzare la situazione al fine di
impedire un'espansione della Russia e dell'Austria Ungheria.
1908 ➭ austro- Ungheria si annesse la regione della Bosnia Erzegovina (azione resa possibile
dalla contemporanea rivoluzione scoppiata in Turchia)
1912 e il 1913 ➭ area fu poi sconvolta dalle due guerre che coinvolsero i giovani Stati dell'area
(Bulgaria, Serbia, Montenegro e Grecia).
A risaltare in questo panorama confuso fu l'attivismo della Serbia, saldamente la alleata della
Russia decise rappresentare il punto di riferimento per irredentismo panslavo esistente
nell'area balcanica.

8. 2 LO SCOPPIO DELLE OSTILITà


28 giugno 1914 ➭ furono uccisi a Sarajevo nel corso di una visita ufficiale l'arciduca Francesco
Ferdinando da Augusto e la moglie Sofia.
L'attentato fornì il preteso da tempo deciso di dimensionare la Serbia per inviare un durissimo
ultimatum al governo di Belgrado.
Spalleggiata dalla Germania l'Austria Ungheria rifiutò ogni proposta di compromesso: il 28 luglio
1914 fu quindi dichiarata la guerra.

A quel punto scattò il gioco delle alleanze della mobilitazione militare.


30 luglio 1914 ➭ la Russia dichiarò guerra all'Austria Ungheria
1-4 agosto 1914 ➭ la Germania dichiarò guerra alla Russia e alla Francia

Per dare l'attuazione al piano schilieffen la Germania invase allora il Belgio neutrale,
4 agosto 1914 ➭ Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania
12 agosto 1914 ➭ Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra austria - Ungheria

Ci si rese presto conto che la guerra appena scoppiata era totalmente differente rispetto a
quelle precedenti, non fosse altro per le dimensioni dell’ecatombe.

Nel primo mese di guerra l'esercito francese perse 5000.000 di uomini alla fine del 1914 le perdite
austroungariche ammontavano a oltre 1 milione di uomini

Sul fronte occidentale


Le truppe tedesche attuarono il piano Schliffen, che avevano già da anni preparato.
Questo prevedeva l'invasione del Belgio per arrivare attraversando le Fiandre fino a Parigi,
La facilità dell'avanzata tedesca che portò le truppe a pochi chilometri da Parigi parve
testimoniare una buona riuscita del piano.in realtà il piano fallì.
Le ragioni di cui vanno cercate:

➭ nella resistenza dell'esercito belga


➭ nell'efficienza del corpo di spedizione inglese
➭ inaspettata velocità di mobilitazione russa (che impose ai tedeschi di distogliere truppe per
spostare all’est)
➭ Buon funzionamento del sistema ferroviario francese (che permise di trasferire da parte
delle truppe di stanza in Lorena)

settembre 1914 ➭ i francesi bloccarono i tedeschi sul fiume marna

Sul fronte orientale


A oriente la guerra fu anche per l'estensione maggiore del fronte, assai più mobile che non sul
fronte occidentale.
Il peso della guerra specie nelle fasi iniziali fu sostenuto soprattutto dall'Austria Ungheria.
L'attacco della salvia non fu però decisivo nonostante le forti perdite subite l'esercito di quel
paese riuscì infatti a resistere fino a novembre del 1916 ➭ quando l'entrata in guerra della
Bulgaria a fianco alla Germania ed Austria Ungheria non rese insospettire la posizione delle
residue forze serbe.
Per assistere l'ottava armata tedesca posata difesa della Prussia orientale attaccato dalle
truppe russe gli austroungarici avanzano con difficoltà in Polonia.
Ci fu un punto di svolta si ebbe con la battaglia di Tannenberg (27- 30 agosto 1914)
settembre 1915 ➭ iniziò la ritirata dell'esercito russo che sarebbe continuata fino alle porte di
Minsk e fino a rivolgimenti rivoluzionari del 1917

8.3 L'ITALIA DELLA


NEUTRALITà
ALL'INTERVENTO (1915)
L'Italia poté evitare di entrare in guerra fianco degli alleati perché l'austro Ungheria non aveva
avvisato del suo intenzione di fare guerra alla Serbia.
Inoltre gli impegni italiani avevano da tempo assunto un chiaro spirito difensivo
Inizialmente l'Italia cerco di concordare con l'Austria Ungheria compensi territoriali per
mantenere la propria neutralità.
In particolare si pensava di ottenere il Trentino (molto più difficile sarebbe stato l'acquisizione
di Trieste)
Atteggiamento intransigente dei dilatori dell’ Austria Ungheria portò l'Italia in a intavolare
trattative anche con la Francia e Gran Bretagna.
Al governo Salandra si presentarono quattro possibili ipotesi di lavoro:

➭ ingresso nel conflitto a fianco di Vienna e Berlino


Si trattava dell'ipotesi meno probabile. Così facendo l'italiano avrebbe tutto adeguati compensi
territoriali vabbè rischiato il blocco economico da parte la flotta inglese

➭ mantenimento della neutralità non negoziata


L'Italia bevuto mantenersi neutrale senza concordare compensi aspettando il corso degli
eventi. Il disco consisteva nella possibilità di una decisiva vittoria tedesca sul fronte francese
in questo caso l'Austria avrebbe chiuso qualità di ogni possibilità di espansione commerciale e
militare nei Balcani

➭ assunzione di una posizione di neutralità negoziata conviene per Vienna e Berlino


Si trattava delle ipotesi su cui si impegnò a fondo giolitti .con la mediazione tedesca forse
sarebbe potuto ottenere il Trentino

➭ entrare in guerra con Francia e Gran Bretagna


Tale ipotesi di lavoro deve assolutamente prioritario di fronte alle difficoltà incontrate
negoziato con Austria- Ungheria sulla cezione del Trentino a fare propendere questa ipotesi
era anche la larghezza di concezioni che Francia Gran Bretagna erano disposti a concedere in
cambio dell'entrata in guerra dell’Italia
26 aprile 1915 ➭ fu firmato il patto di Londra, prevedeva in cambio dell'entrata in guerra entro
un mese dall'Italia (e naturalmente la vittoria finale) i seguenti compensi: Trento e Bolzano , la
Venezia Giulia con Trieste il fiume Isonzo, la città di Zara e Sebenico, la città albanese di Valona e
alcune Val vaghe promesse riguardo le concezioni territoriali a sud di Smirne.
Nel periodo di neutralità in Italia si sviluppò un intenso dibattito politico tra interventisti e
neutralisti

INTERVENTISTI ➭ favorevoli alla partecipazione dell'Italia al conflitto


• I liberal-conservatori, speravano in un rafforzamento delle istituzioni in senso autoritario
• I irredentisti, che vedevano la guerra come prosecuzione dell'epoca risorgimentale
• I socialisti rivoluzionari, convinti che la guerra avrebbe accelerato il corso da rivoluzione
sociale
• I nazionalisti
• Gli industriali del settore pesante
• La massoneria
• I futuristi con Marinetti, D'Annunzio e altri intellettuali
NEUTRALISTI ➭ contrari alla partecipazione dell'Italia alla guerra
• I cattolici, sia per rispetto ai principi evangelici sia per non andare contro la cattolicissima
Austria
• I socialisti che vedevano la guerra come un inutile strage
• Giolitti e i Giolittiani che ritenevano di poter ottenere comunque dall'Austria le terre il redente
in cambio della neutralità
• Gli industriali che producevano per l'esportazione, i quali speravano di poter sostituire sui
mercati internazionali la Germania impegnata nella guerra

La decisione di entrare in guerra fu alla fine hai preso dal re che continuava a mantenere un
forte controllo della politica militare ad estero. Benché Giolitti possessivi possedesse la
maggioranza dei consensi in Parlamento, alla fine decise di non provocare un pericoloso
contrasto con la monarchia. Una volta ritirandosi Giolitti la strada era aperta per Salandra
Sonnino e altri interventisti.

8.4 I PRINCIPALI AVVENIMENTI DELLA


GUERRA
➭ 1915: fu un anno di Stassi durante il quale i francesi inglesi riuscirono a contenere le offensive
tedesche, il 22 aprile 1915. La prima volta utilizzati i gas asfissianti a Ypres

➭ 1916 fu l'anno delle grandi battaglie sul fronte occidentale.


mentre tedeschi miravano a colare le truppe francesi a Verdun (la battaglia inizio febbraio per
concludersi in dicembre), gli alleati continuarono a pensare di poter sfondare le linee
avversarie.
Sul fronte italiano si ebbero vari e infruttuose offese sul fiume Isonzo tra il maggio e giugno
1916 gli austroungarici lanciarono offensiva chiamata la strafinspektion in Trentino che
rischio di determinare lo sfondamento del fronte

➭ 1917 fu un anno chiave con grandi sconvolgimenti.


Marzo 1917 ➭ scoppiò la rivoluzione in Russia.
A compensare le difficoltà russe il 6 aprile 1917 ➭ gli Stati Uniti entrano in guerra a fianco degli
alleati.
Il paese dell'evento fu inizialmente limitato però potenza industriale economica di Stati Uniti era
tale da costringere Tedesco a ottenere rapidamente la Vittoria.
Il 23 e 24 ottobre 1917 gli austroungarici sfondarono il fronte italiano a Caporetto ne seguì una
tragica ritirata.
L'Italia fu sul punto di chiedere a mestizia e poi il fronte si ricostruì sulla linea che andavano dal
Montegrappa al Piave

➭ 1918 fu un anno ambiguo nella prima parte del 1918 dalla vittoria della Germania e dell'Austria
Ungheria apparve a portata di mano.
Marzo 1918 ➭ la Russia di Lenin firmò il trattato di Brest-litovsk, mettendo fine ai
combattimenti sul fronte orientale.questo permise il trasferimento di tutte le truppe
austrotedesche a occidente.
La nuova offensiva riportò i tedeschi a pochi chilometri da Parigi
Giugno 1918 ➭ anche l'esercito austroungarico passo all’attacco
Gli italiani riuscirono a restare sul Piave. A partire dall'estate la situazione si capovolse
Nell'agosto ➭ inizio al contrattacco le alleato in Francia
nell’ottobre ➭ tocco gli italiani a oltrepassare il Piave e lanciare una grande offensiva
In Germania in Austria Ungheria il fronte interno già scosso dal blocco economico della lunga
premura di rifornimenti alimentari alla fine cedette.

4 novembre 1918 ➭ fu firmato l'armistizio fra Italia e Austria Ungheria


11 novembre 1918 ➭ dopo la fuga e abdicazione del kaiser anche la Germania firmò l’armistizio

8. 5 i caratteri originali della grande guerra

➭ la trincea : poiché le armi nuove in particolare la mitragliatrice i gas e l'artiglieria si rivelarono


staordinariamente efficaci se usati in difesa la prima guerra mondiale si trasformò
rapidamente una guerra di trincea.
La trincea era scavata nella terra per chilometri proietta da un filo spinato e terrapieni
La vita in trincea presentava condizioni igieniche terribili con la preferenza dell'esperienza l su
quella visiva

➭ i bombardamenti: l'eccezionale quantità di proiettili scagliati sulle trincee nemiche s’abbatté


anche sul equilibrio psichico dei soldati

➭ lo sbalzo: nonostante la netta prevalenza della difesa al suo attacco per gran parte la guerra
gli alti comandi di tutti eserciti continuarono ritenere che la soluzione del conflitto dipendesse
dallo sfondamento della fronte
CAPITOLO
CAPITOLO 9
9
LA RIVOLUZIONE RUSSA
DATE FONDAMENTALI ➭ ➭ 18 febbraio 1917: scontri a Pietrogrado e avvio della rivoluzione
➭ 3 marzo 1917: abdicazione dello zar Nicola II
➭ 3 aprile 1917: Lenin redige le TESI DI APRILE
➭ 24 - 25 ottobre 1917: presa del potere da parte dei bolscevichi
➭ 5 gennaio 1918: Lenin scioglie l’Assemblea costituente
➭ marzo 1918: trattato di Brest - Litovsk
➭ marzo 1921: rivolta dei marinari di Kronstadt e avvio della NEP
➭ 24 gennaio 1924: morte di Lenin

30 luglio 1914 ➭ lo zar Nicola II firmò l’ordine di mobilitazione dell’esercito , du attraversato da


un sentimento di orgoglio patriottico.
La maggior parte delle forze politiche presenti nella Duma votò infatti i crediti di guerra.
Fuori dalla mobilitazione patriottica rimasero solo le diverse formazione socialiste, sempre
però tra loro divise.
La durezza della guerra e l’impreparazione generale del paese cambiarono però presto le cose:
con le sconfitte e la penuria di generi alimentari, la situazione sociale e politica a poco a poco
degenerò.
Fino allo scoppio della rivoluzione.

9. 1 le cause del malessere russo


Tra le cause del malessere russo alla vigilia della guerra possiamo elencare:
➭ la diffusione nel paese , in particolare negli anni Sessanta e Settanta dell’ottocento, di un
atteggiamento di rifiuto totale dell’ordine costituito.
Da un lato si trattò di un atteggiamento di rigetto della società del tempo, dall’altro tale
attitudine si trasformò in uno sforzo concreto di accostarsi in modo più diretto ai problemi
delle classi subalterne per fare loro comprendere la necessità di chiedere riforme.
La parola d’ordine di questi giovani intellettuali rivoluzionari era l’andata al popolo , con il termine
populismo che diede nome a un vero e propio movimento.
Il vero legame tra le diverse anime del populismo era la prospettiva di nascere un socialismo
agrario in grado di fare leva sul proletariato delle campagne e sulla tradizione comunitaria delle
società rurale russa

➭ la combattività del partito operaio socialdemocratico (d’inspirazione marxista)


1903 ➭ era diviso tra Bolscevichi (maggioranza) e Menscevichi (minoranza)

➭ le conseguenze della dura repressione alla rivoluzione del 1905


Se prima dei massacri del 1905 la popolazione russa non considerava lo Zar quale responsabile
delle difficoltà del paese , dopo il 1905 anche la famiglia imperiale du messa sul banco degli
accusati.

9.2 la prima rivoluzione ;


febbraio 1917
Il cattivo andamento delle operazioni militari, peggiorate dalla decisione dello Zar di guidare
direttamente le truppe al fronte , un sempre più scoperto clima rivoluzionario.
Al tempo stesso, la pessima organizzazione interna produsse, in Russia prima che in altri paesi,
una serie di fenomeni sociali: penuria di prodotti alimentari, iperiflazione, mercato nero
➭ 18 febbraio 1917: la capitale Pietrogrado fu percorsa da una poderosa ondata di scioperi
contro il caro - viveri
➭ 26 febbraio 1917: la guarnigione della città si uni agli scioperanti scontrandosi con le truppe
fedeli allo zar
➭ 2 marzo 1917: il comitato rivoluzionario , composta dai principali partiti democratici e liberali
russi, i soviet, assemblee che riunivano i rappresentanti dei soldati che si accordarono per la
deposizione dello zar e l’istituzione di un governo provvisorio che avviasse una fase
costituente
➭ 3 marzo 1917: lo zar Nicola II abdicò in favore del fratello, il granduca Michail.
Fece però sapere che avrebbe accettato solo se la sua elezione fosse stata legittimata da un
pronunciamento dell’assemblea Costituente.
L’assemblea costituente ➭ che non esisteva, di fatto la monarchia zarista quel girono cessò di
governare il paese.

Il nuovo governo provvisorio guidato dal principe L’vov che era sostenuto dal partito
costituzionale - democratico , dai menscevichi e dai socialisti rivoluzionari , la sua autorità era
però minata dalla presenza di un centro di potere alternativo come era quello dei soviet

• Il dualismo di poteri nella Russia della Primavera - estate 1917


GOVERNO PROVVISORIO
➭ era emanazione della Duma (parlamento)
➭ era dominato, dal punto di vista politico, dal partito cadetto e da altre formazioni liberali
minori
➭ riteneva fosse suo compito quello di impostare le elezioni per la formazione della prossima
Assemblea Costituente, che avrebbe trasformato la Russia in un paese a regime parlamentare
➭ favorevole alla continuazione della guerra che riteneva che una vittoria tedesca avrebbe
imposto un prezzo troppo pesante e messo in serio pericolo l’integrità territoriale del paese

SOVIET
➭ i soviet , articolati in consigli degli operai e consigli dei soldati che nominavano i propri delegati
➭ inizialmente ebbero scopi molto pratici e poi iniziarono ad occuparsi di questioni di politica
nazionale
➭ nei soviet erano presenti socialisti - rivoluzionari , menscevichi e bolscevichi che vengono
guidati da elementi riformisti- moderati, con il passare delle settimane furono politicamente
conquistati dai bolscevichi
➭ erano in genere assolutamente contrari alla prosecuzione della guerra
• Il ritorno di Lenin dall’esilio e le tesi di aprile
Aprile 1917 ➭ Lenin tornò in Russia dal suo esilio in Svizzera, dopo un lungo viaggio attraverso
l’impero germanico favorito dalle autorità militari tedesche.
Appena ritornato in patria Lenin enunciò le cosiddette Tesi di aprile.
Tra i dieci punti in cui si articolava il suo programma:

➭ bisognava rifiutare ogni collaborazione con il Governo provvisorio , anzi bisogna risolvere il
dualismo di poteri e affidare subito ai soviet Tutto il potere
➭ l’esercito doveva essere sciolto e sostituito da una milizia armata
➭ bisognava procedere alla confisca senza indennizzo di tutte le proprietà agrarie
➭ bisognava operare la nazionalizzazione di tutte le banche
➭ bisognava concludere immediatamente la guerra indipendentemente dai costi che la pace
avrebbe determinato

9. 3 LA SECONDA RIVOLUZIONE: OTTOBRE 1917


La sostituzione del principe L’vov con Aleksandr Kerenskij che e un membro del soviet di
Pietrogrado che non basto a ricomporre il crescente contrasto tra le autorità e i fautori della
rivoluzione socialista.
Il prestigio e l’influenza dei bolscevichi erano del resto fortemente cresciuti.

Settembre 1917 ➭ questi ultimi avevano dato un contributo fondamentale per sventare il
tentativo di colpo di stato militare messo in atto del generale Lavr Kotnilov
A questo punto i bolscevichi, ormai padroni della situazione nelle grandi città, decisero di
prendere direttamente il potere.

24 ottobre 1917 ➭ i bolschievichi occuparono i punti nevralgici della capitale


25 ottobre ➭ Kerenskij fuggi dalla città e i bolscevichi s’impardronirono del Palazzo d’Inverno.

I primi provedimenti del nuovo governo, riguardano l’avvio di trattative di pace, la distribuzione
della terra secondo criteri egualitari del diritto all’autodeterminazione per tutte le popolazioni
dell’ex impero zarista.

12 novembre 1917 ➭ si tennero le elezioni per la formazione della tanto attesta Assemblea
Costituente .

Queste avevano determinato un grande successo per i socialrivoluzionari con un conseguente


fallimento politico dei bolscevichi , Lenin decise di accelerale sulla strada della dittatura del
proletariato.

Il risultato del voto fu dichiarato nulla e venne instaurata la repubblica dei soviet dei deputati
degli operai, dei soldati e dei contadini

9. 4 LA GUERRA CIVILE E
LA COSTRUZIONE DELLO STATO SOVIETICO
Con l’uscita della Russia dalla guerra, hanno creato il trattato di Brest - Litovsk (3 marzo 1918).
Lenin si era propsoto doi concentrare tutte le energie nella difesa del governo appena
istaurato e di procedere alla ricostruzione del paese.

Si trovò ad affrontare una sanguisuga guerra civile , scatenata dalle truppe


controrivoluzionarie dei “bianchi”.
17 luglio 1918 ➭ per evitare che i Romanov fossero liberati da truppe fedeli alla casata, i soviet
ordino di giustiziare lo zar Nicola II e tutta la sua famiglia .
1920 ➭ dopo avere anche combattuto contro le arme polacche del generale Pilsudski, il nuovo
governo bolscevico che sarebbe riuscito ad affermare il propio potere su tutto il territorio
russo.

Le necessità della dura guerra civile rafforzarono l’impianto dittatoriale del nuovo stato
sovietico.
Fu nel fuoco della guerra civile che fu infatti istituita la polizia politica (la ceka), organizzati i
campi di concentramento per gli oppositori e imposto il rigido controllo del partito su ogni
aspetto della vita civile.

La guerra civile impose l’adozione di provvedimenti eccezionali dal punto di vista economico.
Spinti dalla necessità di fare fronte all’emergenza, anche persuasi di poter bruciare le tappe
della socializzazione dell’economia, i dirigenti bolscevichi imposero un sistema provvisorio, il
comunismo di guerra, che prevedeva la nazionalizzazione delle terre e di tutte le industrie,
l’abolizione del libero commercio e della moneta, il razionamento di tutti i generi alimentari e di
consumismo.

Vista economico ➭ il comunismo di guerra fu un fallimento completo: l’obbligo di conferimento


dell’interna produzione agricola agli ammassi statali, in attesa di un improbabile restituzione del
necessario alla famiglia contadina produttrice, rapida scomparsa dei prodotti agricoli.
La produzione agricola crollò, mentre la guerra civile e la carestia spinsero molti russi a
spostarsi dalle città alla campagne per sfuggire alla fame.

La miseria e il pugno di ferro, adottato dai bolscevichi determinò uno stato di gravissima
tensione, al punto da spingere la guarnigione dei marinai di Kronstadt (da sempre fedeli
sostenitori della rivoluzione bolscevica) a insorgere nel marzo 1921.
La rivolta dei marinari di Kronstadt, fu comunque un campanello d’allarme.

A quel punto Lenin decise la revisione della politica economica fino a quel momento seguita.
Fu perciò varata la nuova politica economica (nep), i cui punti fondamentali consistevano oltre
che nella liberazione di una parte del settore industriale, a fine delle requisizioni forzate, nelle
reintroduzione di elementi di libero mercato, e nel maggiore rispetto delle tradizioni del mondo
rurale.

Alla NEP si affiancò un atteggiamento più disteso nelle relazioni internazionali .


Abbandonato il sogno di esportare la rivoluzione ➭ rafforzato nel biennio 1918 - 1920 Dalle tante
sollevazioni di stampo comunista scoppiate in Europa .

La russia sovietica iniziò a stipulare tratti commerciali con i paesi occidentali.


Dicembre 1922 ➭ il congresso panrusso dei soviet santi la nascita dell’UNIONE DELLE REPUBBLICHE
SOCIALISTE SOVIETICHE (URSS)

➭ dopo una lunga malattia, Lenin morì


CAPITOLO 10IL DIFFICILE DOPOGUERRA E L’AVVENTO DEL FASCISMO

DAT E FONDAMENTALI ➭ ➭ 9 novembre 1918: in Germania viene proclamata la Repubblica


➭ Gennaio 1919: Insurrezione spartachista in Germania
➭ 23 marzo 1919: Fondati i fasci di combattimento in italia
➭ 28 aprile 1919: fondata la società delle nazioni
➭ 28 giugno 1919: trattato di Versailles
➭ 11 settembre 1919: impresa di fiume
➭ 16 novembre 1919: Elezioni politiche in italia, grande risultato
del PSI e del PPI
➭ settembre 1920 : occupazione delle fabbriche nel nord italia
➭ gennaio 1921: nasce il partito comunista italiano
➭ 28 ottobre 1922: marcia su Roma
➭ giugno 1924: rapimento e omicidio del deputato socialista
Giacomo Matteotti

10. 1 I T RAT TAT I DI


PACE E
LA SOCIETA’ DELLE
NAZIONI
La conferenza di pace di Parigi era stata ospitata nella reggia di Versailles, e si apri il 18 gennaio
1919.
Vi partecipano le 32 nazioni, con l’esclusione dei paesi vinti e della russia bolscevica.
Nella conduzione delle trattative assunsero presto un ruolo preminente

➭ il presidente americano Woodrow Wilson


➭ il primo ministro francese Georges Clemenceau
➭ il premier britannico David Lloyd george

L’italia per essendo uno dei paesi vincitori, non riusci anche per l’incoerenza delle richieste
avanzate dal primo ministro Vittorio Emanuele Orlando e del ministro degli esterni Sidney
Sonnino, ad assumere un ruolo da protagonista.
La conferenza di pace fu animata dal vivace contrasto tra Francia e Gran Bretagna, e Stati Uniti
dall’altra.

Le due nazioni europeee intendevano muoversi , secondo le tradizioni linee della politica di
potenza, punendo con estrema durezza la germania, di quanto più era possibile delle risorse del
vecchio nemico, gli USA ambivano a sfruttare le grandi conferenza di pace per riorganizzare
l’intero sistema delle relazioni internazionali.
La diplomazia americana era costituita invece dai cosiddetti, 14 punti di Wilson , ovvero i principi
che avrebbero dovuto presiedere alla costruzione di una pace giusta, e alle distribuzioni belliche,
provocate dalle espansioni delle potenze europee.
Gennaio 1918 ➭ Wilson aveva infatti proposto l’edificazione di un sistema di relazioni
internazionali basato sulla cooperazione tra le nazioni, emancipazione delle nazionalità oppresse
e il riconoscimento dei diritti inviolabili dei popoli.
Il presidente americano promosse quindi il concetto della diplomazia aperta .
La rimozione delle barriere doganali, la piena libertà di navigazione e la drastica riduzione degli
armamenti avrebbero completato il quadro della futura riorganizzazione mondiale.
A tutela del futuro assetto internazionale, Wilson propose per l’istituzione della società delle
nazioni.

La speranza di una vera svolta nei rapporti internazionali, pero stata presto vanificata
dall’orientamento isolazionista assunto dalla nuova maggioranza repubblicana negli USA: gennaio
1920 ➭ il senato americano non ratificò l’adesione degli stati uniti alla nuova istituzione. Banche
dotato di importanti mezzi di persuasione, Wilson non raggiunge il suo scopo. I trattati di pace
furono infetti particolarmente duri e punitivi.

La germania ➭ accusata di essere l’unica responsabile del conflitto, di cedere parti importanti
del propio territorio:

➭ Alsazia e Lorena restituita alla Francia


➭ schleswing settentrionale passo alla danimarca
➭ gran parte della posnania, alla Prussia occidentale
➭ e della slegai andarono a formare il nuovo stato di Polonia,
➭ le colonie furono spartire tra i vincitori attraverso il sistema dei mandati affidati dalla
società delle nazioni .

Punto di vista economico ➭ impose le riparazioni molte onerose (1921 stabilite in modo definitivo
da pagare in 30 anni)
Per indebolire quanto più possibile la germana fu anche abolita la coscrizione militare , ponendo
grosse limitazioni alla consistenza delle forze armate tedesche, e venne creata una zona - la
renania - smilitarizzata.
Accanto al trattato di Versailles, che riguardava specifico la Germania

➭ trattato di Saint - Germain - en - Laye (10 settembre 1919) si sancì la scomparsa dell’impero
austro - ungarico .
Dalle sue ceneri nascono : repubblica di austria, Ungheria, si formarono la Cecoslovacchia, regno
di Slovenia, Croazia e Serbia (1929 ➭ rinominato Jugoslavia)

➭ il trattato di Sèvres (10 agosto 1920) sancì la scomparsa del vecchio impero ottomano
( travagliato da una dura guerra civile, condotto alla costruzione della repubblica di Turchia nel
1923)
➭ il trattato del Trianon (4 giugno 1920) l’ungheria fu gravata di pesanti riparazioni di guerra e
da numerose perdite territoriali, soprattutto in favore della Romania

➭ il trattato di Neully (27 novembre 1919) fu imposta alla Bulgaria la cessione della Tracia alla
Grecia, di una parte della Macedonia alla futura Jugoslavia e della Dobrugia alla Romania

Le popolazioni delle nazioni sconfitte vissero i trattati di pace come punizioni eccessive e
ingiuste .
Poiché i governi di questi paesi iniziarono ben presto a violare i termini finanziari e imposti
dagli accordi, il panorama internazionale entrò presto in fibrillazione e le revisione del
trattato di Versailles si trasformo in uno degli argomenti preferiti dalle forze antisistema .
10. 2 L’INSTABILITA’ EUROPEA
DELL’IMMEDIATO
DOPOGUERRA
i trattati di pace non diedero stabilità all’Europa del dopoguerra.
All’umiliazione determinata dalle imposizioni ai paesi sconfitti, di fronte a continue recriminazioni
e tensioni nazionalistiche, si aggiunge il danno provocato dall’incerta e discontinua applicazione
del principio di nazionalità.

Spregio a quest’ultimo, come evidente negazione del principio di autodeterminazione dei popoli,
all’austria ➭ vietato riunificarsi alla Germania .
Al resto dell’Europa centro - orientale, la decisione di punire i paesi vinti con pesanti perdite
territoriali ebbe come effetto quello di allargare i conflitti di nuovi stai (POLONIA, ROMANIA,
CECOSLOVACCHIA, YUGOSLAVIA) al punto da includervi elevate quote di popolazioni che avrebbero
potuto invocare altre destinazioni: tre milioni d tedeschi si ritrovano in Cecoslovacchia.
In pratica , nonostante il tanto invocato principio di autodeterminazione, all’indomani dei
trattati circa 30 milioni di persone e ritrovarono “prigionieri” all’interno di compagni statali
spesso percepite come a loro profondamente ostili.

Non migliori furono i risultati conseguiti nell’ambito della democratizzazione.


Le repubbliche nate dai trattati di pace si rivelarono fragili e percorse da spinte contrastanti,
che indebolirono sensibilmente le fondamenta.
Nella situazione fluida seguita al crollo dell’impero asburgico e della monarchia prussiana, le
circostanze erano infatti favorevoli alla diffusione di ideologie radicali di sinistra e di destra.
L’attrazione per il modello bolscevico, da una parte, per il nazionalismo violento e
antidemocratico, e scattano conflitti che mettendo all’angolo le forze riformiste e liberali,
determinarono nuova instabilità.

Il tentativo spartachista a Berlino


Gennaio 1919 ➭ frazione di sinistra della socialdemocrazia tedesca , spartachisti guidati da Rosa
Luxemburg e Karl Liebknecht , che tentarono in Germania la ia dell’insurrezione popolare.
Le reazione del governo fu durissima , con fucilazioni sommarie di centinaia di militanti comunisti.

Nella repressione furono coinvolte anche formazioni paramilitari di ex soldati in via di


smobilitazione (freikorps sono vere e proprie compagnie , che spesso professano un ideologia di
estrema destra nazionalista)

Le repubblica socialista in Ungheria


l’Ungheria ➭ fu primo paese in cui cadde la repubblica parlamentare che e nata nel Novembre
1918.
➭ marzo 1919 con una vasta mobilitazione operaia, sfociata nell’occupazione delle fabbriche e
nella costituzione di soviet, portò i socialdemocratici a cedere alle pressioni dei comunisti.
Fu proclamata la repubblica sovietica , presieduta da Bèla kun , nell’agosto 1919, l’esperienza
sovietica fu stroncata nel sangue da un brutale colpo di stato militare condotto ammiraglio
Miklòs Horty
Uscite vincitrici dal conflitto anche Francia e Gran Bretagna si trovarono negli anni Venti ad
attraversare un periodo di forti difficoltà interne, sia politiche che economiche.
In Francia lo sforzo per riuscire a riavalutare il franco assorbi molte delle residue energie del
paese, provocando vaste ondate di protesta e duri scontri sociali.
Difficoltà simili incontro la Gran Bretagna che dovette anche affrontare la spinosa questione
Irlandese.
1921 ➭ molti anni di guerriglia condotta dal movimento indipendentista Sinn Fèin, l’Irlanda fu alla
fine riconosciuta come stato libero.

La soluzione non risolse la questione, che avrebbe trovato un punto di svolta solo con la piena
indipendenza della Repubblica d’Irlanda ➭ 1949

10. 3 IL DOPO GUERRA


ITALIANO E
L’ASCESA DEL FASCISMO
Al pari di tutti gli altri paesi , anche in italia il processo di riconversione dall’economia e dalla
mentalità di guerra fu difficile e complesso.
Si tratta del resto di adattare alla pace un sistema industriale cresciuto a dismisura in funzione
dello sforzo bellico e di depotenziare l’aggressività che era stata propria del precedente
periodo.

Sul versante economico la situazione si presentava complessa, per una serie di problemi:
➭ finanziare la guerra e pagare i debiti, nel 1917 ➭ lo stato italiano aveva preso a battere
moneta senza più molti freni
Ciò che aveva determinato il crescere dell’inflazione , che a sua voce aveva fortemente
indebolito il tenore di vita e la capacità di spesa di ceti a reddito fisso.
All’indomani della guerra fu necessario affrontare il problema dell’inflazione troppo alta, che
comprometteva l’accesso al credito internazionale da parte del nostro paese.
Per continuare a prestare soldi all’italia gli investitori stranieri pretendevano ora l’adozione di
una severa politica di deflazione.
La drastica riduzione delle spese era però resa difficile dalla paura delle gravi tensioni sociali e
politiche che inevitabilmente essa avrebbe determinato.

➭ con la guerra era enormemente cresciuto anche il debito pubblico del paese (decuplicato dal
1914 al 1920).
Anche in questo caso, se si voleva sperare di ottenere crediti dalle banche americane e adottate
misure in grado di ridurre l’ammontare di quel debito

➭ all’indomani del conflitto l’Italia dipendeva, più strettamente che in passato, del commercio
con l’estero.
Non solo la bilancia dei pagamenti era peggiorata, ma tutta una serie di prodotti vitali, dal grano
al carbone, provenivano ormai quasi integralmente dall’estero

➭ la riconversione dell’apparato, dalle esigenze belliche e quelle civili produsse un forte


ridimensionamento della dimensione degli impianti e della produzione industriale. La
disoccupazione credere solo in parte mitigata dall’espulsione delle donne operaie delle fabbriche

➭ periodo bellico, per gli operai caratterizzato da condizioni di piena occupazione e di relativo
benessere, e rafforzato il senso di classe e la combattività dei lavoratori delle industrie.
Esempio ➭ russia bolscevica alimentava poi i sogni di rivoluzione sociale
Il primo biennio del dopo guerra fu quindi un periodo di forte conflittualità operaia, che ebbe il
suo culmine nelle occupazioni delle fabbriche (agosto - settembre 1920)
1921 ➭ la crisi economica scoppiata quell’anno, che portò sull’orlo del fallimento colossi come
l’IVA e l’ANSALDO che ridusse fortemente il potere contrattuale degli operai.
Giolitti ritiene al momento per adottare provvedimenti indispensabili, fin li rimandati per la
paura di sollevazioni violente.
Venne cosi abolito il prezzo politico del pane che pensa ormai in modo insostenibile sulla bilancia
dei pagamenti, e furono aumentate alcune tariffe protezionistiche.

Ancora più difficile era però la ricomposizione spirituale e morale del paese usciva dalla
guerra.
Parte il conflitto aveva abituato gli italiani a vivere i contrasti nell’ottica dello scontro per la
vita o per la morte, trasformando nel nemico da distruggere ogni avversario ed era propio il
modo particolare in che l’Italia era entrata in guerra a divenite ora il preteso per chiedere
vendetta delle sofferenze patite

Tale atteggiamento fu presente nelle classi popolari nei primi anni del dopo guerra spesso
aggressive nei confronti dei militari.
Come in altri paesi, in italia si assistette al fenomeno dei reduci di guerra incapaci di tornare
allo stato di semplici civili.

Erano disposti a mettere le loro competenze al servizio delle formazioni aggressive e radicali e
rappresentarono un ulteriore elemento di destabilizzazione

• Le tensioni sociali
I focolai di tensione erano molteplici.
Accanto alle gia ricordate masse operaie, conquistate dall’ideologia massimalista professata
dai socialisti chi alimentava in realtà instabilità sociale erano ceti fino a quel momento assai
poco attivi e rivoluzionari: i lavoratori del mondo della campagna e i ceti piccolo - borghesi

Le campagne di fermento
Il dopo guerra fu caratterizzato da un imponente fenomeno di passaggio di proprietà delle
terre. La ragione di tali compravendite risiedevano

➭ nella forte inflazione del periodo che consentiva ai piccoli contadini di acquistare a credito
fidando nel fatto che le rate, causa dell’inflazione che svalutava la moneta a ritmo accelerato
sarebbe state via via più leggere
Parallelamente il fenomeno di compravendita delle terre era favorito dalla paura dei ceti
agrari latifondisti che spesso preferirono liberarsi della terra per cercare investimenti
meno complessi e più redditizi.

Per questo motivo il prezzo della terra si abbasso di molto che consentono ai piccoli contadini
di comprare il tanto desiderato terreno di proprietà

➭ sia al nord che al sud la conflittualità sociale interna al mondo delle campagne fu nei primi
anni del dopoguerra, elevatissima.
Nel meridione fu molto diffuso il fenomeno dell’occupazione di terre incolte da parte di reduci
di guerra.
Ricordando le promesse del 1917 - 1918, quando la propaganda aveva diffuso la condizione che il
valore dimostrato nel resistere al nemico sarebbe stato premiato con distribuzione di terra
una volta il conflitto.
Nel nord soprattutto nella valle padana la tensione era invece determinata dal
comportamento aggressivo del mondo bracciantile socialista.
Forti di un’organizzazione quasi militare, braccianti socialisti riuscirono, al rinnovo di molti
contratti agrari a inserire il diritto all’imponibile di manodopera .
Da parte loro i proprietari terrieri, grandi e piccoli , si sentirono abbandonati dallo stato e
vittime di una serie di insostenibili soprusi ai fascisti perchè difendessero i loro diritti

La frustrazione dei ceti piccoli borghesi


Altro gruppo sociale era quello della piccola borghesia urbana. Più di altri indebolita e
impoverita dalla crisi economica.
I commercianti si sentivano “strozzati” dai grossisti e dalla concorrenza “sleale” delle
cooperative di consumo, le difficolta erano acuite dal fatto che i risparmi delle famiglie
venivano falcidiati dall’inflazione e dal fatto che i ceti impiegatizi erano sempre più colpiti dal
brusco diminuire del potere d’acquisito.

Tale situazione aumentava la paura di vedere diminuito il proprio status a scapito degli
operai.
La piccola borghesia rurale era in affanno, perchè strangolata dai debiti fatti per
acquistare la terra e perchè incapace di reggere le pretese bracciantili.
Alle preoccupazioni economiche si sommava la frustazione politico - culturale della piccola
borghesia, credevano profondamente nei valori patriottici e soffriva per la pretesa
umiliazione italiana a Versailles

• La questione adriatica, il mito della “vittoria mutilata” e fiume


Le contraddizioni della diplomazia al congresso di pace di Parigi furono abilmente sfruttate
dalla destra nazionalista italiana che utilizzo la cultura patriottica della piccola borghesia
italiana per trasformare una pretesa assai poco fondata in formidabile motivo
propagandistico

Il fallimento della diplomazia italiana a Parigi


A Versailles il presidente del consiglio orlando e il ministro degli esteri Sonnino si
ritrovarono presto isolati.
Da subito essi si arroccarono nella difesa di una posizione contraddittoria e confusa che
nessun alleato poteva appoggiare.
Gli esponenti italiani rivendicavano infatti il rispetto integrale delle promesse fatte con il
patto di Londra (TRENTINO FINO AL BRENNERO, TRIESTE E LA VENEZIA GIULIA, DALMAZIA E
VALONA) aggiungendo però anche la città di Fiume (che e esclusa dalle promesse del 1915).
La contraddizione risiedeva dunque nel ammetare il principio di nazionalità riguardo alle
terre promesse nel 1915 ma a quello stesso principio per rivendicare prossesso della città
di Fiume

Il motivo propagandistico della “vittoria mutilata” e l’impresa di fiume


Il trattato di pace che sanciva l’appartenenza dall’italia al novero delle grandi potenze
europee

Non solo il paese aveva resistito alla più grande guerra fino a quel momento combattuta ,
ma era uscito allargando i propri confini e vedendo scomparire il nemico storico austriaco.
Le risoluzioni del congresso di pace furono vissute dall’opinione pubblica italiana come una
nuova umiliazione nazionale.
Ad affermare questo sentimento furono soprattuto gli intellettuali nazionalisti, che
riuscirono nell’impresa di trasformare una vittoria in una sorta di sconfitta. Tra i più attivi
vi fu Gabriele D’annunzio che coniò il termine di vittoria mutilata
D’annunzio fu soprattuto protagonista di un atto difficilmente classificabile, a metà strada
tra l’impresa e il colpo di stato militare: occupazione di fiume
12 settembre 1919 ➭ d’annunzio s’impossessò della città di fiume e la proclamò annessa al Regno
d’Italia.

Il governo italiano non poteva legittimare quell’azione, pena la rottura delle relazioni
diplomatiche con tutte le principali potenze, si determinò una situazione di stallo.

Non osando dare l’ordine all’esercito di intervenire si aprirono lunghe e infruttuose trattative

MA PERCHè D’ANNUNZIO GUIDò L’IMPRESA SU FIUME?


La motivazione dell’impresa di fiume risiedesse, assai più che nell’imporre l’atto compiuto alla
diplomazia internazionale, nell’intenzione di provocare, trattandosi di un atto gravissimo di
aperta insubordinazione militare, la caduta del governo Nitri e la sua sostituzione con un
ministero nazionalista (se non addirittura con un governo di militari) .

Non riuscito nel suo principale obiettivo, si trasformò in un motivo permanente di mobilitazionE
e propaganda nazionalista.
La normalità sarebbe stata ricostituita da Giolitti.
Lo statista piemontese si preoccupò anzitutto di risolvere la questione sul versante della
politica internazionale.

Dopo aver definito un accordo sui confini con il nuovo regno di Yugoslavia ➭ con il trattato di
Rapallo del 12 novembre 1920, che vedeva Fiume come città libera
Giolitti diede ordine all’esercizio di intervenire a Fiume e riprendere il controllo della città ➭ 24
dicembre 1920
Gennaio 1924 ➭ Fiume sarebbe diventata pacificamente passata all’Italia.

L’esperienza di fiume metteva in evidenza alcuni punti importanti: non solo era possibile
realizzare in italia un modo nuovo di fare politica ma si mostrava la fattibilità anche per le
evidenti complicità nell’esercito e negli alti comandi della rivoluzione nazionale e sociale

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