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giovedì 26 gennaio 2006 SPETTACOLI 13

È RIPRESA AL TEATRO DIANA LA KERMESSE CONCERTISTICA CHE HA VISTO IN SCENA IL PIANISTA CANNAVALE E IL QUARTETTO SAVINIO

Un pomeriggio dedicato a Brahms nella rassegna “17&30 Classica”


NAPOLI. Sono ricominciati lunedì, dopo la pausa nata- posto. È una scrittura intensa, come intensi sono i sen- con l’espressività dei tempi precedenti. Un quarto tem- energico e melodico ed ha dato il massimo del lirismo
lizia, i concerti dal titolo “17&30 Classica”, la stagio- timenti che suscita, grazie alle sfumature timbriche ri- po brillantemente eseguito da Cannavale e Giuffredi espressivo nell’adagio del secondo movimento. Questo
ne concertistica del teatro Diana. E sono ricomincia- chieste al clarinetto. E di questa sonata va messo in cui sono andati i caldi applausi del pubblico. adagio è un canto triste, tragico, e intensamente ro-
ti con un pomeriggio “dedicato a Brahms” che ha avu- evidenza il secondo movimento, un andante un poco Un secondo tempo con cambio di formazione e co- mantico in cui il Savinio e Giuffredi hanno splendida-
to come interpreti il pianista Antonello Cannavale, il adagio. Dalle prime note si riconosce una melodia dol- me si diceva, con il clarinetto di Giuffredi che ha se- mente evidenziato i momenti di tensioni musicali al-
clarinettista Corrado Giuffredi e il Quartetto Savinio. ce e moderna, resa in modo pregevole dal tocco ele- gnato la continuità della serata unendosi al Quartet- la calma melodica che lo caratterizza.
Cardine del concerto, è stato il clarinetto di Giuffre- gante del pianoforte di Cannavale e da un clarinetto to Savinio nell’esecuzione del Quintetto in Si minore E bellissimi anche gli altri movimenti, ancora una
di, che ha rappresentato il punto di unione logica tra da cui Giuffredi ha saputo trarre suoni pieni ed espres- op.115. Il Quartetto Savinio, si sa, a Napoli è molto se- volta interpretati con la grazia, l’energia e il senti-
le due composizioni del primo e del secondo tempo: la sivi. E il terzo movimento quasi si perde nell’ombra ri- guito. Perché è una formazione di Napoli, ma soprat- mento che caratterizza questi musicisti. E il prossimo
Sonata in Fa minore op. 120 n.1 per clarinetto e pia- spetto alla bellezza del secondo, per cui l’allegretto gra- tutto perché è una formazione di ottima levatura mu- appuntamento con i concerti della rassegna “17&30
noforte e il Quintetto in Si minore per clarinetto e quar- zioso, con la sua gentilezza, pur suonato con la stessa sicale. Con Giuffredi al clarinetto si è formata un’ar- Classica” è previsto per il 6 febbraio con il basso-ba-
tetto d’archi op.115. Due composizioni vicine per na- precisione risulta quasi anonimo per chi ancora ri- monica simbiosi che ha dato origine ad una bellissi- ritono Eugenio Leggiadri Gallani, e la pianista Ga-
scita e per la presenza di questo strumento, cui Brahms pensa alla magia creata dalla musica dell’andante. A ma esecuzione del quintetto in programma. Il quin- briella Orlando che presenteranno un programma ac-
si avvicina stimolato dal clarinettista Richard Mühl- riportare l’ascoltatore all’attenzione ci pensa il Viva- tetto è sicuramente un’altra delle gemme musicali ca- cattivante dal titolo “I più celebri personaggi maschi-
feld. La sonata op.120 è una delle composizioni ca- ce del quarto movimento, una sorta di Rondò sonata meristiche create da Brahms. Il quintetto di musici- li dell’opera buffa”.
meristiche più affascinanti che Brahms abbia com- ricco di passaggi brillanti e dinamici che contrastano sti ha eseguito l’allegro con slancio alternativamente VALENTINA DI MATTEO

TEATRO DIANA | L’attore fino a sabato è il protagonista della commedia “La neve e l’arte di scioglierla senza farla bollire”

Gnocchi, un professore confusionario


MARIAGRAZIA POGGIAGLIOLMI
massa incredula, che usando i nu- «L’onorevole Ignazio La Russa ad esempio
meri fino a mezzo milione, attra- - continua il “santone” Gnocchi - ha dormito
NAPOLI. Un corso “pazzo”, rivoluzionario, na- verso poi il “sistema della trian- con il pigiama di filanca quando ha sognato
tivo di Boston, dallo strano nome “Delivering golazione” con il “numero collet- di diventare l’uomo più bello del mondo e lo
& Amazing Unforgettable”, sta trovando pro- tore”, il numero “Schulz” tutto è stesso ha fatto il premier Silvio Berlusconi
seliti nel pubblico del teatro Diana attraver- possibile. quando ha pensato di realizzare le tre ali-
so lo spettacolo “La neve e l’arte di scioglierla Tra i “ma”, i “boh”, tra i dubbi quote Irpef». Fra i vari punti messi a segno
senza farla bollire” di Francesco Freyrie ed cocenti e le risate del pubblico dal corso non manca quello che tien conto
Eugenio Ghiozzi. La regia è di Margherita Mi- Gene Gnocchi va avanti con le sue delle tecniche di postura nella bara, dato che
reira. A tenere, fino a sabato, questo corso bizzarre spiegazioni. Altra lezio- è dimostrato che tutti i morti hanno poi pro-
“sui generis” è il “folle” volto televisivo di ne? Come evitare di sognare. «I blemi di cervicale. Tra le raccomandazioni
“Quelli che il calcio...”, Gene Gnocchi, che nei sogni possono essere - spiega il del professore: non vestire troppo i defunti so-
panni di un tal Balthasar Guardacci e soste- professore -“bellici”, “ansiogeni”, lo per il desiderio di sbarazzarsi di tutte le co-
nuto da una “ambigua” dottoressa Milletti Ga- “apotropaici”, “catastrofici”, to- se; da evitare le scarpe strette, meglio far cal-
vazzi, stuzzica la curiosità degli spettatori fa- gliamo quelli “erotici”, dato che zare l’infradito. «Si è perso il bon ton di co-
cendo loro credere di poter migliorare la vi- ormai l’87% non pratica “l’eroti- me allestire le casse».Se nella vita di tutti i
ta attraverso piccole tecniche di “accorgi- smo” da anni». Dunque, secondo giorni siamo soliti farci mille domande per lo
mento”, ma in realtà finisce per confonderli il Guardacci, gli incubi derive- più complicate e senza risposte, non pensa-
sempre più. Tutto vestito di bianco, Gene rebbero, ascoltate bene, non so- te, precisa Guardacci, che quando passere-
Gnocchi, saluta il pubblico ed interagisce Teatro Diana. Gene Gnocchi durante lo spettacolo dal titolo “La neve e l’arte di scioglierla senza farla bollire” (FOTO GILDA VALENZA) lo dalla mancanza di un discorso mo a miglior vita queste saranno finite. «In
senza sosta passando da un argomento al- chiaro con il proprio subconscio, Paradiso vi chiederete: qual è il mio compi-
l’altro, per poi perdersi dietro pensieri no sen- mette che sarà capace di cambiare la vita ai “cacciato” dall’aula se manca ancora di at- ma anche dall’indossare un pigiama di “fi- to? La risposta è solo una: farsi sognare da un
se. presenti che, a conclusione del corso, non si tenzione. Non tutti infatti sono capaci di ri- lanca”. Già, perché questo tessuto al contat- parente e dettargli i numeri del lotto». “La ne-
Si ride proprio per le assurdità e le strava- riconosceranno neanche più. Le lezioni sono cordare le cose, ad esempio: chi ci ha dato la to con le lenzuola creerebbe un campo ma- ve e l’arte di scioglierla senza farla bollire”
ganze delle elucubrazioni mentali del pro- veloci, si susseguono con l’attiva partecipa- patente? O dove abbiamo comprato quei “cal- gnetico, capace di attirare i “sogni collettivi” ha di sicuro lasciato il pubblico in sala un po’
fessor Guardacci dalle mani “sante”, che pun- zione del pubblico, c’è chi viene sgridato, chi zini marroni a righe gialle” che portiamo al di tutti gli inquilini e perciò sarebbe “per- stordito, ma soprattutto con un grande pun-
tando una telecamera sugli spettatori, pro- viene addirittura ammonito di poter esser piede? Il professor Guardacci assicura alla dente”. to interrogativo: “a cosa ho assistito”?

MUSICA | Alla chiesa dei Santi Marcellino e Festo IL RECITAL DELL’ARTISTA L’ATTORE COLLABORA ATTIVAMENTE CON IL CANTANTE

Concerti all’Università, successo Lucia Cassini al Primo Tommaso Bianco, “papà” di D’Angelo
della rassegna di Campanella presenta “Collection” nel fortunato musical “Core pazzo”
NAPOLI. La chiesa dei Santi Marcel- Provenza e Costa Azzurra, o al più NAPOLI. Debutta stasera alle ore 21 al teatro Il Primo, NAPOLI. “Core pazzo”, lo spettacolo che raccon- Cosa pensava
lino e Festo è la suggestiva sede do- nell’Oriente vicino o ai tropici ma nell’ambito della rassegna “Gemme della Risata”, Lu- ta la vita di Nino D’Angelo, attualmente al Po- di Nino D’An-
ve l’Università Federico II ospita i senza eccessi. Ed il successo è alle- cia Cassini, artista di incomparabile intensità emoti- liteama, vede sulla scena un nutrito cast di at- gelo al tempo
suoi concerti, curati dal pianista Mi- gro, quasi, di conseguenza per le so- va e di straordinaria teatralità, e ancora poliedrica, tori: Antonio Fischetti, Stefania Lai, Ida Ren- dei suoi film e
chele Campanella con successo me- nate con clarinetto (Stefano Novel- eclettica, caleidoscopica, che propone lo spettacolo dano, Mena Steffen, Anna Russano e Lina San- delle sue prime
ritato, giunti al loro sesto ciclo di fa- li), con flauto (Andrea Oliva) in dia- dal titolo “Collection”. Il lavoro, che prende spunto toro e soprattutto Tommaso Bianco (nella foto), canzoni?
ma ormai consolidata e frequenta- logo con il pianoforte, che resta pri- dal suo ultimo cd realizzato dalla “Lucky Planets” nel che veste i panni del “papà” di Nino. Dopo aver «Da sempre ho
zione consueta in città, ben oltre la mo tra pari anche nel trio, dove lo af- 2005, concentra il linguaggio musicale nelle radici interpretato “Cinematografo” al teatro Cilea creduto nelle sue
dotta cerchia dei docenti e studen- fiancano oboe (Paolo Pollastri) e fa- della musica popolare e di tradizione, conservando spettacolo scritto e diretto da Ettore Massare- grandi capacità,
ti dell’Ateneo Maggiore di Napoli. gotto (Francesco Bossone), e nel nei testi, nei coloro e nei suoni la propria identità e se, che ha raccolto il consenso del pubblico so- prendevo parte
È questa chiesa, in inverno gelida, brillante sestetto dove si esibiscono collocandola in quel mosaico della cultura mediterra- prattutto per la sua interpretazione e per quel- ai suoi film come
fulgente di pitture rimarchevoli, tutti i solisti cui si aggiunge il corno, nea. Il programma del recital propone brani celebri la di Oscar Di Maio, Tommaso Bianco racconta attore di prosa
ma per la temperatura, per gli spif- che era stato protagonista del mo- dell’artista partenopea che alterna con dei “pezzi” di come è nata la collaborazione con D’Angelo. perché mi piace-
feri micidiali, quasi imbarazzante mento più alto del concerto con l’e- autentica bravura nel corso di un suggestivo show at- «È un rapporto di grande stima e affetto che va. In tutta la mia
sala da musica, che tale resterebbe, secuzione dell’intensa, nobile “Ele- tento alle sfumature, alle pennellate dai colori tenui, andrà sempre più avanti. La nostra amicizia e vita ho sempre
nonostante l’apparato di riscalda- gia” in memoria di Dennis Brain. a passaggi deliziosamente sfumati, per concedersi a la nascita di questo spettacolo, che è un lavo- fatto tutto quello
mento e l’afflusso di pubblico, se Ai nostri giorni il suo nome dice prorompenti caroselli di ritmo. La vocazione e il ta- ro completo ed emozionante, di cuore come è in cui ho creduto.
mancasse la grande qualità della qualcosa purtroppo solo a chi ha lento di Lucia Cassini si sviluppano pienamente in Nino che ha il coraggio di raccontarsi, di nar- Nino era ed è
musica che ci porta lontani dalle mi- avuto la fortuna di ascoltare almeno questo evento di straordinario coinvolgimento del rare pezzi della sua vita, di mettere in gioco i espressione di un
serie del gelo del mese di gennaio da i suoi dischi, quello con i concerti di pubblico. Il recital, che debutta in prima nazionale, si sentimenti. Si parla del ruolo del padre ed è cinema popolare, della musica popolare ed io
tanto tempo, assai inclemente, cer- Mozart diretto da Karajan, soprat- avvale di una ensemble musicale di tutto rispetto: al giunto in un momento della mia vita, anche do- credo fortemente in questo genere».
to negli ultimi sei anni. Quasi a vo- tutto, uno dei dischi mitici dell’ado- pianoforte Mario Messina, alla batteria Oreste Fisca- po la separazione da mia moglie, in cui la mia
ler rendere più confortevole ed av- lescenza di molti quarantenni e cin- le, al basso Luigi Fiscale, al sax Giuseppe La Greca. figura di padre è stata messa da me in discus- Cosa riesce trasmettere questo spettacolo?
vincente la serata d’apertura della quantenni di oggi. Per il bravissimo Si replica fino a domenica. sione molto spesso». «Ha una carica emozionale molto forte. Evi-
stagione 2006, è stato proposto un cornista morto quasi cinquant’anni denzia la grande crescita di D’Angelo che, a mio
delizioso concerto di musiche di fa (1957), giovane in un incidente di parere, è anche legata alla crescita sociale del
Francis Poulenc, introdotto proprio macchina, pare per avere bevuto pubblico perché la nostra città non è solo da
da Campanella, che negli anni si sve-
la a sorpresa amabile illustratore,
troppo, il cornista Arcangelo Losa-
vio ha avuto qualche indispensabi-
NOTIZIE IN BREVE buttare, ma continua a produrre cultura».

con spunti di riflessione tanto per- le parola di ricordo. Nel singolare Il pubblico spesso si lamenta di vedere dei pro-
tinenti quanto di immediata presa pezzo composto e struggente nel dotti di scarsa qualità, come ha reagito a que-
sul pubblico: ma mai la lezione, con
i suoi rischi di inaridimento dida-
contenuto canto del corno, nel se-
vero dialogo tra gli strumenti c’è sta-
Il Quintetto Bibiena al teatro Delle Palme sto spettacolo?
«Il pubblico ha reagito con una partecipazione
scalico, prevale sul piacere ascol- to un singolare raccoglimento. NAPOLI. Al teatro Delle Palme, stasera alle ore 21, l’associazione “Alessandro Scarlatti” presenta il incredibile e non solo da parte dei fans di Ni-
tando il pianista, che guida in ma- È questa la musica di Poulenc in Quintetto Bibiena affiancato dal pianista Roberto Cominati per un concerto che segna il secondo no. È uno spettacolo sincero che suscita anche
niera essenziale proprio a gustare le qualche modo più vicina a quella del appuntamento nell’ambito dell’esecuzione integrale dei Quintetti di Mozart. Durante il concerto le lacrime negli spettatori. Anzi, a dire la verità
musiche in programma. E le pagine suo capolavoro operistico, i “Dialo- verranno eseguite anche partiture di Ibert e Ravel. Programma della serata: Jacques Ibert (1890- anch’io mi sono emozionato ed ho pianto spes-
di Poulenc, che di tanto in tanto è ghi delle Carmelitane” che all’Ope- 1962), Trois Pieces Breves per quintetto di fiati Maurice Ravel (1875-1937), Ma Mere l’Oye (trascr. so. Credo in questo lavoro perché è spontaneo
capitato di ascoltare in vari récital, ra di Roma ed alla “Scala”, qui con D. Walther), Wolgang Amadeus Mozart (1765-1791), Fantasia per quintetto di fiati K 608 (trascr. W. come Nino ed il pubblico lo ha capito e ci ha in-
ora proposte in una brillante mono- Muti, hanno avuto di recente ese- Meyer), Quintetto in mi bemolle maggiore K 452 per oboe, clarinetto, corno, fagotto e pianoforte coraggiato per tutto il tempo. Al giorno d’oggi
grafia, sono state una inaugurazione cuzioni memorabili. Il resto è stato Il quintetto Bibiena è un gruppo di eccellenti fiati italiani che si presenta affiancato dal pianista bisogna trovare spettacoli che funzionino».
sobria e spiritosa. brio, umore buono senza perdere napoletano Roberto Cominati.
Si trattava di sicuro pure di musi- mai il controllo né del “bon ton”, né Quali sono i suoi progetti per il futuro?
ca complessa per le dotte citazioni della qualità della scrittura anche ri- «Non mi piace molto parlarne per scaramanzia,
e, soprattutto, per i riferimenti sti- cercata, moderna ed avventurosa ma posso dire che ci sono molte idee, soprat-
listici, per il virtuosismo significati-
vo, ma una vena di invenzione sor-
ma sempre con signorile spezzatu-
ra da gentiluomo. Tutti i solisti, at-
“CantaNapoli” in onda su Radiouno Rai tutto con Nino D’angelo. Sono nel cast di “As-
sunta Spina”, per la regia di Riccardo Milani,
ridente attraversa tutte le partiture tivi nell’Orchestra dell’Accademia NAPOLI. Terza puntata, la notte tra domani e sabato, dalle 3 alla 4 su Radiouno Rai, per con Michele Placido le cui riprese iniziano a
di Poulenc, con uno sguardo ora lie- nazionale di Santa Cecilia, hanno “CantaNapoli”, la vetrina dell’Archivio Sonoro della Canzone Napoletana dedicata a tutto quanto fa, marzo».
to ora tenero sia nei passi più melo- collaborato con slancio alla spreta faceva o farà melodia partenopea ieri, oggi e domani, a partire dai tesori conservati presso la
dici sia in quelli di più rilevato con- riuscita della singolare locandina, struttura del centro Rai di Napoli, da cui va in onda la trasmissione condotta da Paquito Del Bosco e È sicuro di non dimenticare niente?
torno ritmico, con tratto signorile avendo come riconosciuto leader, Federico Vacalebre. Dopo Peppe Barra, Sal Da Vinci, Nunzio Gallo e i Virtuosi di San Martino, in «C’è una cosa che dico sempre perché ho una
mai irridente. Vanno dunque consi- guida pratica, e perfino spirituale studio questa settimana una regina della canzone napoletana come Angela Luce e Maurizio Capone grande voglia di realizzarla: mettere in scena
derate queste composizioni unita- forse, Michela Campanella lucida- con i Bung&bangt, orchestra ecologica di percussioni riciclate, che ascolteremo in un concerto “Pensaci Giacomino” di Luigi Pirandello nella
riamente sotto il segno dell’alto ar- mente ed con passione calato nella registrato a Tokyo nello scorso novembre. Ogni settimana, infatti, il programma alterna omaggi ai versione di Raffaele Viviani in dialetto napole-
tigianato, che anela senza spasimi a musica di Poulenc. protagonisti della storia passata della canzone partenopea, ricordati dai nuovi big di CantaNapoli, a tano».
paradisi raggiungibili, magari tra MASSIMO LO IACONO registrazioni di concerti dal vivo. ROBERTA D’AGOSTINO