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Tpoi e dia nella Retorica di Aristotele

SARA RUBINELLI

ABSTRACT
Il passo della Retorica (1358 a 10-21) dove introdotta la distinzione tpoi e dia uno dei pi controversi dellopera aristotelica. Il presente lavoro propone un chiarimento della natura e del ruolo di tpoi e dia nella costruzione di unargomentazione dialettico-retorica. Tale chiarimento viene presentato attraverso un confronto tra Topici e Retorica che, se pur espressamente evidenziato da Aristotele stesso, sembra essere stato trascurato da quanti si sono occupati dellesegesi di tale sezione della Retorica.

Il rinnovato interesse per i Topici di Aristotele ha dato vita, negli ultimi cinquantanni, ad una serie di studi signi cativi sul funzionamento dei tpoi nellargomentazione dialettica.1 Aristotele parla di tpoi anche nella Retorica, ma le modalit con cui ci avviene sono tuttaltro che chiare. In Retorica 1358a 10-21 lautore, dopo aver introdotto i tpoi dialettici dei Topici nel trattato presenta il concetto di dia (o edh):2
lgv gr dialektikow te ka =htorikow sullogismow enai per n tow tpouw lgomen (Retorica 1358a 10-12)3 dico che i sillogismi dialettici e retorici sono quelli a proposito dei quali parliamo di topoi . . . dia d, sa k tn per kaston edow ka gnow protsen stin (Retorica 1358a 17-18)

Accepted December 2002 Il presente articolo ha origine da una tesi di dottorato sulla natura dialettica e retorica del concetto di tpow/locus in Aristotele e Cicerone condotta nella School of Classics dellUniversit di Leeds (UK). Desidero al proposito ringraziare il mio supervisor Dott. Hans Gottschalk, il Prof. Christopher Rowe e il lettore anonimo di Phronesis per gli essenziali commenti che ne hanno permesso la realizzazione. 1 Cfr. in particolare J. Brunschwig, Aristote: Topiques I-IV, con introduzione e note, Parigi 1967; O. Primavesi, Die Aristoteliche Topik, Zetemata 94 (1996) e P. Slomkowski, Aristotles Topics, Leiden-New York-Kln 1997. 2 Gli dia sono detti edh in Retorica 1358a 27 e ancora in 1358a 30-31. Si veda infra nota 19. 3 Testo da R. Kassel, Aristotelis Ars Rhetorica, Lderitz & Bauer, Berlin 1976. Koninklijke Brill NV, Leiden, 2003 Also available online www.brill.nl Phronesis XLVIII/3

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elementi speci ci sono poi quelli che derivano dalle proposizioni riguardanti ciascuna specie e ciascun genere . . .

I critici, quasi allunanimit, sulla base di alcuni passi della Retorica dove Aristotele fa riferimento agli dia con il termine tpoi,4 interpretano dia nel senso di dioi tpoi, e parlano di essi come di un secondo tipo di tpoi che rappresenterebbe un allontanamento dalla metodologia topica dialettica. 5 Di contro a questa interpretazione va per osservato che lespressione dioi tpoi mai appare nel trattato e, soprattutto, che a Retorica 1358a 29-30 Aristotele rimanda sia il concetto di tpow che di dia a quanto espresso nei Topici,6 un fattore, questultimo, che fa effettivamente dubitare dellesistenza di siffatta differenziazione della metodologia topica della Retorica rispetto da quella dei Topici. Lindagine che qui propongo ha per ne quello di chiarire la natura concettuale degli dia e la relazione tpoi dia, mostrando da ultimo lidentit di fondo della metodologia topica dei Topici e della Retorica. I risultati ottenuti, oltre a portar luce su una delle questioni pi controverse della Retorica, vengono principalmente proposti come un contributo per
Su questo si veda infra, note 22 e 23. Nellimpossibilit di citare lintera schiera di tali interpreti, mi limito a segnalare alcuni degli interventi pi rilevanti: E. M. Cope, An introduction to Aristotles Rhetoric, London and Cambridge 1867, 124-9; W. M. A. Grimaldi, The Aristotelian topics, Traditio 14 (1958), 1-16 e Studies in the Philosophy of Aristotles Rhetoric, Hermes Einzelschriften 25 (1972), 1-151, in particolare, 115 sgg.; W. A. De Pater, Les Topiques dAristote et la dialectique platonicienne, Fribourg 1965, 117-24 e La fonction du lieu et de linstrument dans les Topiques, in G. E. L. Owen, Aristotle on Dialectic. The Topics, Proceedings of the Third Symposium Aristotelicum, Oxford 1968, 164-88; Y. Pelletier, Lieux et arguments oratoires, Laval th ologique et philosophique 37 (1981), 45-67; J. Sprute, Topos und Enthymeme in der aristotelischen Rhetorik, Hermes 103 (1975), 68-90 e Die enthymemtheorie der aristotelischen Rhetorik, Abhandlungen der Akademie der Wissenschaften in Gttingen, Phil.-Hist. Klasse, Folge 3, Nr. 124, Gttingen 1982; S. Cazzola-Gastaldi, Lo statuto concettuale della retorica aristotelica, Rivista critica di storia della Filoso a 31 (1976), 41-72. Contro una lettura del termine dia nel senso di dioi tpoi si attestano F. Solmsen, Die Entwicklung der aristotelischen Logik und Rhetorik, Berlin, 1929, 163, alla cui interpretazione diacronica risponde, peraltro, il presente lavoro; G. Kennedy (tr.), Aristotle On Rhetoric, a Theory of Civic Discourse, newly translated with Introduction, Notes and Appendixes, Oxford 1991, 46, che in maniera differente dal suo studio The art of persuasion in Greece, London, 1963, 100, propone per dia la traduzione speci cities. 6 Kayper on ka n tow topikow, ka ntaya diaireton tn nyumhmtvn t te edh ka tow tpouw j n lhpton, come dunque facemmo nei Topici, anche qui bisogna distinguere, a proposito degli entimemi, i topoi e le specie da cui debbono essere tratti.
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la comprensione della teoria dell argomentazione dialettico-retorica di Aristotele. 1. Il tpow dialettico Come apparir da quanto segue, un chiarimento del termine dia presuppone una messa a fuoco dellessenza di un tpow dialettico. Soprattutto, una corretta analisi degli dia richiede un confronto con i contenuti dei Topici che, se pur esplicitamente sottolineato da Aristotele,7 sembra peraltro essere stato trascurato da quanti si sono occupati dellesegesi di Retorica 1358a 10-21. 8 Un tpow dialettico uno schema logico composto da una legge logica posta a fondamento del tpow stesso, e da un istruzione che agevola lapplicazione della legge che fornisce lo scheletro dellargomentazione da costruire. In tali termini, un tpow si con gura come una strategia (ed il termine non nuovo) 9 che guida il parlante ad un approccio formale dellargomentazione a partire dal predicato logico (cio laccidente, la propriet, il genere o la de nizione) 10 contenuto nella proposizione da discutere.11 La natura formale del tpow, se pur, in generale, non chiaramente enfatizzata dagli studiosi, 12 risulta chiara da quanto si legge nella Retorica. I

Cfr. supra, nota 6. Cfr. per es. Grimaldi, Studies in the philosophy . . ., cit., 14-6, che solo alla ne della sua discussione della Retorica, notando che a word should peraphs be said about the Topics, presenta unanalisi completamente insuf ciente della topica dialettica, e De Pater, Les Topiques dAristote . . ., cit., 93-122 che spiega la distinzione tra tpoi e dia basandosi pi su teorie moderne dellargomentazione (gli schemi di Toulmin) che sui passi dei Topici e della Retorica dove Aristotele esempli ca il concetto di tpow dialettico. Ugualmente, E. E. Ryan, Aristotles theory of rhetorical argumentation, Montr al 1984, 47-83, tratta della topica della Retorica senza di fatto quasi mai citare i Topici. 9 Cos per es. E. Stump, Boethius De Topicis Differentiis, Ithaca 1978, 168. 10 Si veda Topici A5. 11 Tale de nizione di tpow stata da me discussa in S. Rubinelli, Problemas de tpoi en Aristteles: notas sobre una hiptesis diacrnica, Anuario Filoso co 35 (2002), 367-407. Sul fatto poi che la maggior parte degli argomenti costruiti sulla base di tpoi abbiano la forma di sillogismi ipotetici cfr. Brunschwig, Aristote . . ., cit., XLI e Slomkowski, Aristotles Topics, cit., in particolare i capitoli quarto e quinto. 12 Per un tentativo cfr. J. Christensen (1988), The formal character of koinoi topoi in Aristotles rhetoric and dialectic. Illustrated by the list in Rhetorica II, 23, Cahiers de linstitut du moyen ge grec et latin 57, 3-10.
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tpoi, annota Aristotele, aiutano la costruzione di sillogismi o entimemi13 intorno a qualunque argomento:
otoi (scil. o tpoi) d esn o koin per dikavn ka fusikn ka per politikn ka per polln diaferntvn edei, oon to m llon ka tton tpow:14 odn gr m llon stai k totou sullogsasyai nymhma epen per dikavn per fusikn per touon: (Retorica 1358 a 12-16) I topoi sono quelli che si applicano in comune a questioni di giustizia, sica, politica e a molti soggetti che differiscono per specie, come il topos del pi e del meno. Da esso sar possibile costruire un sillogismo o formulare un entimema intorno alla giustizia, alla sica o a qualunque soggetto. . . .

Ancora, si legge in Retorica 1358 a 21-22:


k kena mn o poisei per odn gnow mfrona Quelli [i topoi] non renderanno esperti in alcuna disciplina

Il senso di questultimo passo chiaro. I tpoi non rendono esperti in alcuna disciplina perch non apportano alcuna informazione contenutistica speci ca; come tali, chiaro che essi non contribuiscono allaspetto materiale dellargomentazione. Ne segue, dunque, che i tpoi possono solo aiutare la costruzione di sillogismi e entimemi dal punto di vista dellaspetto logico-formale dellargomentazione. E questo con lindubbio vantaggio di poter essere applicati ad un numero illimitato di contesti argomentativi. 15
13 Intendo qui il termine sillogismo nellaccezione codi cata da Aristotele in Topici 100a 25-7, ovvero come argomento valido di tipo deduttivo. Per quanto riguarda il concetto di entimema, pur non ignorando che la de nizione di esso sia oggetto di accesa discussione (cfr. M. F. Burnyeat, Enthymeme: Aristotle on the logic of persuasion, in D. J. Furley and A. Nehamas (eds.) (1994), Aristotles Rhetoric. Philosophical essays, Proceedings of the 12th Symposium Aristotelicum, Princeton, 1994, 3-55, rist. in A. Oksenberg Rorty (ed.), Essays on Aristotles Rhetoric, Berkeley-Los AngelesLondon, 1996, 88-115) mi rifaccio a quanto Aristotele sottolinea in Retorica 1356b 10-13, 1357a 16-18 e 30-32. Un entimema un argomento valido di tipo deduttivo di fatto un sillogismo costruito sulla base di premesse che, per quanto riguarda il loro valore di verit, sono vere p t pol. Un entimema inoltre un sillogismo che pu essere presentato in un certo modo, ovvero con una premessa, o con la conclusione, soppressa. Cos vedi il prezioso studio di H. W. B. Joseph, An Introduction to Logic, Oxford, 19162, 351. 14 Il tpow to m llon ka tton ampiamente illustrato nei Topici. Cfr. per es. Topici 114b 37 115a 14. 15 Fanno eccezione alcuni tpoi dei Topici che non offrono al parlante degli schemi logici, bens strategie dargomentazione di diverso tipo (si veda ad es. Topici 110a 1422 and 111a 8-13). In queste occorrenze, Aristotele sembra utilizzare il termine tpow

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Detto ci, va ora indicato un presupposto fondamentale per lutilizzo di un tpow che, se pur dovrebbe risultare naturale a chiunque si occupi di topica, non stato sinora suf cientemente evidenziato. 16 I tpoi sono degli schemi logici, ma proprio perch logici, essi offrono al parlante solo la struttura logica dellargomentazione che egli intende costruire. Di fatto, il parlante necessita di contenuti materiali, s da poter applicare i tpoi e discutere ef cacemente una tesi controversa nel contesto in questione. Un tpow agevola la selezione di siffatti contenuti dal momento che ne presenta la forma. Vero per che la scelta delle premesse di fatto un atto separato che dipende, in ultima istanza, dalle conoscenze del parlante. Che Aristotele nei Topici si mostri consapevole della necessit di avere contenuti materiali in aggiunta ai tpoi provato dallesistenza di una sezione nel primo libro del trattato ove egli d indicazioni sugli strumenti (gli rgana) per disporre di sillogismi:
T d rgana di n eporsomen tn sullogismn st tttara, n mn t protseiw laben, deteron d posaxw [kaston] lgetai dnasyai dielen, trton tw diaforw eren, ttarton d to moou skciw. Esti d trpon tin ka t tra totvn protseiw: sti gr kay kaston atn poisai prtasin (Topics 105a 21-27)17 Daltro canto gli strumenti attraverso cui avremo abbondanza di sillogismi sono quattro: in primo luogo, lassumere proposizioni; in secondo luogo, il saper distinguere in quanti sensi unespressione particolare sia usata; in terzo luogo, lo scoprire le differenze, in quarto luogo, la ricerca della somiglianza. In certo modo anche gli ultimi tre casi sono proposizioni: infatti possibile costruire proposizioni sulla base di ciascuno di essi.

Tali rgana, descritti accuratamente in Topici A 14-17, altro non sono che istruzioni per assicurarsi protseiw , ovvero, proposizioni di contenuto speci che che, come tali, fungeranno da premesse per lutilizzo dei tpoi nella discussione di un problema determinato.18
in un senso pi generico di quello codi cato in Retorica 1358 a 10-17 che appare anche nella lista di tpoi presentata a Retorica B23. Come ho cercato di mostrare in Rubinelli, Problemas de tpoi en Aristteles . . ., cit., cui mi permetto di rinviare per ragioni di brevit tale accezione di tpow va, a mio avviso, attribuita ad una fase di sviluppo della topica anteriore al completo concepimento dellesatta natura formale di un tpow. 16 E non mancano casi in cui il punto sia addirittura stato frainteso. Si veda V. Sainati, Aristotele. Dalla Topica allAnalitica, Teoria 13 (1993), 1-117, in particolare 80-100 e Slomkowski, op. cit., 47. 17 Testo da Brunschwig, op. cit. 18 Cos, ad esempio, le istruzioni presentate come quarto rganon (Topici 108a

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2. La Retorica La cornice esegetica proposta permette di comprendere la natura del termine dia o edh19 nella Retorica. Seguendo la de nizione aristotelica, gli edh sono le proposizioni (le protseiw ) che appartengono alle varie discipline speci che:
lgv d edh mn tw kay kaston gnow daw protseiw (Retorica 1358a 31) Chiamo specie le proposizioni proprie di ciascun genere . . .

Ci signi ca, dunque, che come nella sezione degli rgana dei Topici Aristotele mostra unattenzione per la componente materiale dellargomentazione, cos lintroduzione degli dia nella Retorica il risultato della medesima attenzione. Gli dia rappresentano quel sostrato materiale la cui conoscenza permette lutilizzo dei tpoi e leffettiva costruzione di argomenti. Tanto pi che Aristotele sembra aver raccolto le protseiw della Retorica seguendo egli stesso le istruzioni presentate nel primo rganon dei Topici.20 Da quanto sopra indicato, si chiarisce la natura della relazione tpoi dia. I tpoi, per essere applicati, necessitano degli dia: infatti, se pur delineano la struttura degli argomenti e facilitano la ricerca delle premesse necessarie, non contengono, come gi sottolineato, alcuna informazione sui contenuti materiali delle speci che discipline della sica, piuttosto che della medicina, della musica, delletica e cos di seguito. Lunico caso in cui mi sembra possibile costruire argomenti utilizzando esclusivamente tpoi quando la questione da risolvere riguarda un aspetto dei tpoi stessi. La maggior parte degli argomenti derivano in ultima istanza dagli dia, ed il punto sottolineato da Aristotele in Retorica 1358 a 26-28:
sti d t plesta tn nyumhmtvn k totvn tn edn legmena tn kat mrow ka dvn, k d tn koinn lttv.

7-17) agevoleranno il reperimento delle protseiw utili per lapplicazione del tpow p tn movn (Topici 114b 25-36) che basato, per lappunto, sulla somiglianza tra oggetti. Lutilit di ciascun rganon comunque sottolineata da Aristotele stesso in Topici A18. 19 Che Aristotele parli ora di dia ora di edh mi sembra dovuto ad una certa negligenza terminologica, tipica peraltro dello stile dellautore. Idia e edh sono termini intercambiabili: gli edh sono infatti caratterizzati come ci che particolare e proprio (tn kat mrow ka dvn, Retorica 1358a 28), e tale caratterizzazione rende adeguatamente la natura degli dia. 20 In particolare, Aristotele sembra aver applicato nella Retorica le istruzioni di

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La maggior parte degli entimemi derivano dalle specie, particolari e proprie, i meno numerosi dai comuni [dai topoi che sono comuni] . . .21

Gli dia, a loro volta, possono essere utilizzati attraverso i tpoi. Non escludo, tuttavia, che possano fungere da contenuti di un argomento costruito indipendentemente dai tpoi qualora si argomenti non a partire dal predicato logico contenuto nella proposizione da provare or confutare, bens ricercando il termine medio responsabile dellunione dellestremo maggiore e dellestremo minore nella conclusione di un sillogismo. E chiaro, dunque, che in un tentativo di offrire un quadro esegetico corretto della topica aristotelica, lespressione dioi tpoi (peraltro, va ripetuto, non aristotelica) va abbandona ta. Sia nei Topici che nella Retorica tra tpoi, da intendere come schemi logici di argomentazione, e protseiw, da intendere come i contenuti delle argomentazioni, esiste una differenza essenziale e funzionale in termini di forma e materia di un argomento. In questottica, il fatto che nella Retorica vi siano alcuni passi dove il termine tpow usato in riferimento agli dia22 lo si spiega in altro modo. Tpow era gi in uso nella tradizione retorica pre-Aristotelica con il senso generico di materia di un discorso o di un argomento linglese topic. Come gi notato da Eide,23 Aristotele, nel riferirsi agli dia come tpoi, utilizza il termine in questa seconda accezione. E lidea difendibile perch , effettivamente, gli dia rappresentano la materia degli argomenti. Si tratta comunque di un uso secondario e sporadico di tpow che Aristotele sembra attentamente evitare nel passo dove tpoi ed dia vengono presentati nella Retorica. La teoria dargomentazione creata dAristotele per le discussioni dialettiche e retoriche si mostra qui in tutta la sua coerenza. Che poi Aristotele
Topici 105b 12-18: klgein d xr ka k tn gegrammnvn lgvn, tw d diagrafw poiesyai per kstou gnouw potiyntaw xvrw, oon per gayo per zou, ka per gayo pantw, rjmenon p to t stin. parashmanesyai d ka tw kstvn djaw . . . yeh gr n tiw t p tinow erhmnon ndjou, Occorre in ne esercitare la scelta anche partendo dai discorsi scritti, e fare delle descrizioni riguardanti ogni genere, assunto separatamente ad esempio il bene o lanimale, come pure tutti gli oggetti buoni cominciando dallessenza. Bisogna inoltre annotare le opinioni di individui . . . in realt, si pu sempre proporre ci che detto da un uomo celebre. 21 Su questa interpretazione cfr. anche Grimaldi, Studies in the philosophy . . ., cit., 127-8. 22 Si veda, in particolare, Retorica 1376a 32 e 1396b 30. 23 Si veda T. Eide, Aristotelian topos and Greek geometry, Symbolae Osloenses LXX (1995), 5-21.

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nei Topici presti maggior attenzione allillustrazione dei tpoi, mentre nella Retorica maggior spazio dato alla trattazione degli dia, lo si deve, mi sembra, a ragioni di carattere pratico. Se, infatti, un dibattito dialettico pu riguardare qualunque argomento un fattore, questo, che rende chiaramente impossibile una trattazione esaustiva di tutti i contenuti materiali delle argomentazioni , la retorica limitata nellorizzonte aristotelico a questioni di carattere giudiziario, deliberativo ed epidittico. Aristotele, dunque, mentre nei Topici descrive compiutamente il sistema dei tpoi e relega la discussione delle protseiw ad una serie di istruzioni per agevolarne la raccolta, nella Retorica rimanda, invece, la trattazione dei tpoi ai Topici e si sofferma su quella degli dia medesimi. 3. Un corollario Inquadrata in questo modo la natura di tpoi e dia nella Retorica, mi sembra ora utile analizzare in conclusione un corollario che Aristotele accenna in Retorica 1358a 23-26 e che, a quanto mi consta, non stato sino ad ora compreso. Dopo aver presentato tpoi e dia e aver sottolineato che i tpoi non rendono esperti in alcuna disciplina, Aristotele aggiunge:
tata d, s tiw n bltion klghtai tw protseiw lsei poisaw llhn pistmhn tw dialektikw ka =htorikw: n gr ntx rxaw, okti dialektik od =htorik ll kenh stai w xei tw rxw. Per quanto riguarda questi [gli dia], invece, quanto pi opportunamente uno sceglier le premesse, praticher inavvertitamente una scienza diversa dalla retorica; se uno infatti far appello ai fondamenti, non vi sar pi dialettica n retorica, ma quella scienza di cui possiede i principi.

Lautore stabilisce una relazione tra il valore di verit delle protseiw che vengono assunte nella costruzione di un sillogismo o di un entimema24 ed il dominio di appartenenza del sillogismo o dellentimema stessi, ed il senso della relazione istituita perfettamente comprensibile. Aristotele, si visto, dichiara in Retorica 1358 a 10-12 che i sillogismi dialettici o retorici sono quelli che si costruiscono sulla base dei tpoi. Posto per, come gi pi volte sottolineato, che lapplicazione dei tpoi richieda lutilizzo di contenuti materiali speci ci (le premesse o protseiw), la scelta di tali contenuti determina la disciplina cui largomento costruito

Sul signi cato da me attribuito ai termini sillogismo ed entimema cfr. supra, nota 13.
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appartiene in concreto. Un sillogismo propriamente dialettico o retorico quando costruito attraverso premesse esprimenti le convinzioni generalmente condivise dalla gente gli endoxa che, come tali, non rientrano tra i fondamenti di alcuna scienza speci ca. Per Aristotele, infatti, gli endoxa rappresentano il campo contenutistico della retorica e della dialettica.25 Se, invece, nel selezionare le premesse di un sillogismo il parlante sceglier come contenuti materiali le rxai di una certa disciplina i fondamenti concettuali ritenuti veri allinterno di una disciplina (si pensi alle leggi della sica, ai principi dellarmonia o alle leggi del diritto) , il sillogismo non sar pi dialettico o retorico, ma apparterr alla disciplina in questione. Mi spiego con un esempio. Aristotele presenta nella Retorica (1397b 12-13) il seguente argomento:
e mhd o yeo pnta sasi, sxol o g nyrvpoi se neppure gli d i sanno tutte le cose, ancor pi dif cilmente le sapranno gli uomini.

Largomento unapplicazione del tpow to m llon ka tton, una strategia ampiamente illustrata nei Topici che consiste nel confutare lappartenenza di un predicato nel passo, il sapere tutte le cose come accidente di un soggetto gli uomini mostrando che il predicato non appartiene ad un altro soggetto cui verosimile appartenga in maggior misura gli dei. Questo in virt della legge logica per cui se una determinazione non appartiene alloggetto, cui verosimile appartenga in maggior misura, non apparterr neppure alloggetto, cui verosimile appartenga in minor misura.26 Nellesempio di Aristotele il tpow in questo caso applicato attraverso lendoxon gli dei non sanno tutte le cose e largomento che ne risulta appartiene pertanto al dominio retorico-dialettico. Si veda invece un altro esempio illustrato da Cicerone nei Topica (10):27

Si veda Retorica 1354 a 1-3. Cfr. anche Retorica 1355a 25-29 e Topici 100a 29-30. 26 Cfr. Retorica 1397b 12-15 e Topici 115 a 6-8. 27 La scelta di inserire un esempio di Cicerone giusti cata dal fatto che, mentre Aristotele utilizza i tpoi esclusivamente sulla base di endoxa nelle opere ove egli applica la sua metodologia dialettica (in particolare nella Fisica), Cicerone, nellintento di educare il giurista Trebazio (cfr. Topica 1-5), li applica al corpus giuridico romano che, come tale, espressione di un sistema di rxai.
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Si neque censu nec vindicta nec testamento liber factus est, non est liber; neque ulla est earum rerum; non est igitur liber.28 Se [il tale] non stato liberato per inserimento nella lista censuaria, o per mezzo della bacchetta o per testamento, egli non libero. Nessuna di queste condizioni stata soddisfatta; dunque egli non libero.

In questo caso, largomento un applicazione del tpow che suggerisce di stabile o confutare lattribuzione di un termine generico nel passo, laggettivo libero nel senso di manomesso come accidente di un soggetto, mostrando che il soggetto appartiene o meno ad una delle specie del termine generico stesso. La strategia si fonda sulla legge logica per cui degli oggetti che ricevono la predicazione di un genere, sar necessariamente predicata anche una delle sue specie.29 Nel passo, Cicerone mostra che il predicato non appartiene al soggetto perch nessuna delle specie di manomissione ammesse dal diritto romano ha avuto luogo. Diversamente dallargomento precedente, lautore non applica il tpow sulla base di un endoxon, bens avvalendosi, in termini aristotelici, di una delle rxai del corpus giuridico romano, ovvero, quella per cui la manomissione di uno schiavo avviene censu, vindicta o testamento. Nella prospettiva aristotelica, largomento costruito da Cicerone non dialettico o retorico, ma rientra nel dominio del diritto. La distinzione degli ambiti di appartenenza dei sillogismi che Aristotele delinea di notevole importanza per degli oratori ma, come egli sottolinea, per lo pi ignorata. 30 Un sillogismo costruito sulla base dei fondamenti delle varie discipline ha infatti un valore di verit ed una forza probativa superiore a quello sviluppato attraverso endoxa. Tornando agli esempi presentati sopra, mentre largomento offerto da Aristotele, pur essendo valido dal punto di vista logico, pu essere contestato da un interlocutore che non ammetta che gli d i non sappiano tutto, nella Roma del primo secolo a.C., largomento che Cicerone presenta inoppugnabile ed assume i caratteri di una vera e propria dimostrazione. University of Leeds University of Lugano
Testo da K. Bayer, Cicero: Topica, Zrich, 1993. Cfr. Topici 111a 34-35. 30 Il punto sottolineato in Retorica 1358a 2-9. Naturalmente, come precisa pi oltre Aristotele (Retorica 1358a 23-25), il fatto che tale distinzione, in generale, non sia nota ai parlanti fa s che il passaggio di un sillogismo da un ambito di appartenenza ad un altro avvenga inavvertitamente (lsei poisai . . .).
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