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Il blog dell'Ingegneria del suono - Capitolo 5.

Equalizzatori e Filtri

Questo blog dedicato all'Ingegneria del suono. Qui troverete anzitutto un corso multimediale su questa materia. Se volete saperne di pi riguardo a questo progetto potete riferirvi al Menu principale, mentre se volete accedere direttamente agli argomenti del corso potete partire dall'indice cliccando qui [Indice]. Altrimenti possibile stabilire un percorso di navigazione a partire dalle Aree tematiche. Menu principale
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Capitolo 5. Equalizzatori e Filtri


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Sommario
5.1. Introduzione 5.2. Equalizzatori 5.2.1. Equalizzatore a campana 5.2.2. Equalizzatore a scaffale 5.2.3. Equalizzatori parametrici 5.2.4. Equalizzatore grafico 5.2.5. Equalizzatori attivi e passivi 5.3. Filtri 5.3.1. Filtri Passa-Basso e Passa-Alto 5.3.1.1. Pendenza 5.3.2. Filtro Passa-Banda

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5.1. Introduzione
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Abbiamo visto come l'insieme delle frequenze udibili dall'orecchio umano sia compreso nell'intervallo 20Hz-20KHz. Quando un segnale elettrico rappresentante un'onda acustica (per esempio il segnale che esce da un microfono posto nelle vicinanze di una sorgente sonora) entra in un circuito, viene manipolato e il suo contenuto di frequenze viene modificato. Per avere una chiara visione di questo fatto dobbiamo pensare ai segnali sia nella loro rappresentazione in tempo che nella loro rappresentazione in frequenza [Rappresentazione tempo - frequenza] . Dunque sia x(t) il nostro segnale che entra in un circuito elettrico e sia y(t) il segnale che ne esce. In ogni istante di tempo il circuito interviene sul segnale in ingresso secondo un comportamento che tipico del circuito che stiamo considerando e che comunque viene descritto da una funzione del tempo h(t). A questo punto dati i tre segnali x(t), y(t), h(t) consideriamo il loro equivalente in frequenza X(f), Y(f), H(f). Nel dominio della frequenza vale l'equazione: vai Equazione 5.1. Funzione di trasferimento di un circuito

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ed questa formula che ci permetter di vedere chiaramente come agiscono sul segnale i circuiti di filtro ed equalizzazione tenendo comunque presente che i discorsi fatti fin qui valgono in generale per i segnali che attraversano un circuito elettrico (la H(f) prende il nome di funzione di trasferimento mentre la h(t) viene chiamata risposta impulsiva). Nota: importante sottolineare che la formula precedente non vale nel dominio del tempo nel quale vale un altro tipo di relazione matematica tra le funzioni x(t), y(t), h(t) notevolmente pi complicata ma di cui non avremo bisogno (per fortuna) per continuare la nostra trattazione. Nella figura seguente riassumiamo quanto detto:

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Segnale attraverso un circuito

5.2. Equalizzatori
Un equalizzatore un circuito in grado di amplificare o attenuare un certa banda di frequenze e di lasciarne altre inalterate. A questo punto siamo in grado di interpretare la curva che descrive l'azione di un equalizzatore: si tratta di una grafico in un diagramma Ampiezza -Frequenza che va moltiplicato per il segnale di ingresso al fine di ottenere il segnale di uscita. Due esempi preliminari chiariranno ulteriormente questo concetto. 1. Caso in cui H(f) = costante e in particolare pari a 1 su tutto lo spettro. Avremo, in virt della formula di cui sopra: Y(f) = X(f) cio il circuito non interviene sul segnale in ingresso. 2. Caso in cui H(f)=1 in una particolare banda di frequenze e 0 altrove:

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Esempio di filtro ideale

Il risultato Y(f) proviene dalla moltiplicazione di X(f) e H(f). Dove H(f) pari a 0 si ottiene Y(f)=0, dove H(f) =1 si ottiene Y(f)=X(f). Questo un primo esempio di filtro passa-banda ideale. Anche se l'argomento verr discusso nel dettaglio pi avanti possiamo gi vedere come una funzione di trasferimento di questo tipo consenta di estrarre dal segnale in ingresso solo una determinata banda (compresa tra 5KHz e 10KHz) che in questo caso risulta essere la nostra banda di interesse. Si tratta di un filtro ideale perch nella realt non possibile costruire circuiti che abbiano funzione di trasferimento con delle transizioni cos brusche, queste nella realt saranno smussate e vedremo come la ripidit della pendenza aumenti all'aumentare della complessit e della raffinatezza e dunque del costo del circuito che stiamo considerando. Vi sono diversi tipi di equalizzatori e nelle prossime sezioni ne analizzeremo quelli pi importanti.

5.2.1. Equalizzatore a campana

Peak Bell EQ La sua funzione di trasferimento ha la forma descritta nella seguente figura:

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Equalizzatore a campana

Questo tipo di equalizzatore dotato di 3 controlli: 1. Guadagno (attenuazione/amplificazione - cut/ boost) Agisce sull'ampiezza A della campana che pu essere sia positiva (amplificazione) che negativa (attenuazione). L'amplificazione massima un parametro che dipende dalla qualit del circuito: arrivare a 15dB di guadagno senza introdurre distorsioni implica l'uso di tecnologie sofisticate. Generalmente troviamo questo tipo di EQ sui canali del mixer. Pi il mixer di fascia professionale, pi i suoi peak EQ consentono guadagni elevati senza introdurre distorsioni. Nei mixer di fascia media generalmente i guadagni sono dell'ordine di 12dB (ricordiamo che tra 12 dB e 15dB c' di mezzo un raddoppio del segnale in termini elettrici dunque c' una notevole differenza). 2. Frequenza di taglio (frequenza centrale center frequency) la frequenza alla quale si ha il guadagno massimo (o minimo) sulla campana. Generalmente un potenziometro ne consente la variazione permettendo di centrare la campana esattamente nella zona di frequenze che vogliamo manipolare. 3. Fattore di merito Q (Q factor) un parametro che misura l'ampiezza della campana cio l'ampiezza della banda di

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frequenze che vengono amplificate (o attenuate). calcolato in base alla seguente formula: Q= fc/(larghezza relativa di banda) dove la larghezza relativa di banda misurata a 3dB al di sotto del picco (vedi figura precedente). Il fattore di merito Q indipendente dalla zona di frequenze in cui lo si sta considerando. Vediamo questo fatto con un esempio numerico tenendo presente che la scala delle frequenze ` logaritmica. Tra 20Hz e 100Hz la larghezza relativa di banda di 80Hz. Ora se ci spostiamo alle alte frequenze per esempio a 10000 Hz abbiamo che la nostra campana si estenderebbe tra i 9960 e i 10040Hz cio avremmo una campana strettissima (oltretutto impossibile da realizzare per motivi fisici). Dunque se fissassimo solo il valore della larghezza relativa di banda e con il controllo della frequenza centrale facessimo scorrerere il filtro lungo tutto lo spettro di frequenza osserveremmo che la campana si restringe andando verso le alte frequenze e si allarga andando verso le basse. Dato che vogliamo che una volta fissata , la larghezza di banda resti costante lungo tutto lo spettro, introduciamo nella formula la frequenza centrale come fattore di normalizzazione. Divertiamoci un p coi numeri per vedere come variano i fattori in gioco (sia w=larghezza relativa di banda): se fc=100Hz e w=40Hz il che significa che la campana ha un'azione rilevante sulla banda 80Hz-120Hz Avremo: Q=100/40=2.5 se fc=10000Hz e Q=2.5 avremo: w=10000/ 2.5=400Hz il che significa la banda 9800 Hz - 12000 Hz Si vede come sia necessario che la w vari se vogliamo che la campana mantenga una forma costante lungo lo spettro di frequenza (dato che abbiamo imposto un fattore di merito Q costante). Dato che la fc stata decuplicata, mantenendo lo stesso fattore Q, anche la banda stata decuplicata, in questo modo la forma della campana non stata modificata (ricordiamo che le frequenze sono rappresentate in una scala logaritmica
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soprattutto per dare una rappresentazione consona alla percezione dell'orecchio umano. Alle basse frequenze una differenza di 20Hz rilevante, alle alte frequenze diventa rilevante una differenza di 200Hz).

5.2.2. Equalizzatore a scaffale

Shelving EQ Questo tipo di equalizzatore viene utilizzato per avere un controllo sugli estremi dello spettro delle frequenze udibili. dotato di 2 controlli standard: 1. Frequenza di taglio (roll-off): Calcolata nel punto in cui la curva di guadagno decade di 3dB rispetto al valore massimo) 2. Guadagno (gain): Applica una amplificazione o una attenuazione alla banda del segnale superiore alla frequenza di taglio

Equalizzatore a scaffale

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5.2.3. Equalizzatori parametrici

1. Completamente parametrici: possibile modificare tutte e tre le grandezze che caratterizzano la campana di equalizzazione: frequenza centrale (fc), guadagno (A), fattore di merito (Q). I mixer professionali hanno su ogni canale un equalizzatore parametrico a 4 bande: bassi, medio bassi, medio alti, alti. 2. Semi parametrici: il fattore di merito Q non variabile cio la forma della campana fissa (generalmente Q viene fissato ad un valore circa pari a 1.5) 3. Di picco: sono fissi i valori di fc e Q ed possibile intervenire solo sul guadagno. Questi EQ sono il tipo pi economico e vengono installati su mixer di fascia bassa. Le figure seguenti descrivono la sezione di equalizzazione di un mixer di fascia bassa confrontata con quella di uno di fascia alta. Possiamo notare che il guadagno massimo applicabile di 12dB nel primo caso e 15dB (o addirittura 18dB) nel secondo. Inoltre lo spettro di frequenze viene suddiviso in 3 bande (Bassi, Medi, Alti) nel primo caso mentre nel secondo in 4 bande (Bassi, Medi Bassi, Medi Alti, Alti). Infine, nel secondo caso, la curva di guadagno dei bassi e degli alti pu assumere la forma di una campana o di un equalizzatore a scaffale permettendo una versatilit ancora maggiore.

Equalizzatore su un mixer amatoriale

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Equalizzatore su un mixer professionale

5.2.4. Equalizzatore grafico

composto da una serie di singoli equalizzatori a campana. La larghezza della campana varia a seconda del contesto operativo per il quale l'equalizzatore viene disegnato. Tabella 5.1. Cassificazione di equalizzatori Largezza della campana
1 ottava 1/2 ottava 1/3 ottava

Contesto di lavorativo
Musicista/Hi-Fi Semi professionale Professionale

Numero di bande (numero di cursori dell'equalizzatore)


10 20 31

5.2.5. Equalizzatori attivi e passivi

Equalizzatori passivi utilizzano solo componenti passivi, che non necessitano di una alimentazione e dunque non possono realizzare un reale aumento del guadagno. Generalmente quando il guadagno viene posto al massimo, il segnale non viene alterato mentre viene attenuato quando il guadagno viene diminuito tramite un potenziometro o un cursore. Il loro principale difetto che introducono una leggera caduta sul segnale a causa della perdita sui componenti passivi. Equalizzatori attivi utilizzano componenti elettronici attivi quali i transistors [Transistor] dunque consentono un reale aumento del guadagno. Tuttavia a causa della circuiteria attiva si possono introdurre maggiori distorsioni nonch del rumore anche se ci avviene solo utilizzando

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equalizzatori attivi di scarsa qualit. Di seguito viene riportato il confronto tra il guadagno di un eq. Attivo contro uno passivo:

Confronto tra equalizzatore attivo e passivo

5.3. Filtri
I filtri vengono utilizzati per eliminare delle bande di frequenze dal segnale originario. Generalmente vengono realizzati con una circuiteria passiva e sono identificati da una frequenza di taglio fc (sempre calcolata nel punto in cui il guadagno subisce una perdita pari a 3dB).

5.3.1. Filtri Passa-Basso e Passa-Alto

I due tipi di filtro pi importanti sono il filtro passabasso (LPF - Low Pass Filter) e il filtro passa-alto (HPF - High Pass Filter). Il primo permette il passaggio delle sole frequenze minori della frequenza di taglio o meglio le frequenze maggiori della frequenza di taglio vengono attenuate in maniera sempre maggiore fino a diventare trascurabili. Il secondo compie le stesse operazioni del primo consentendo il passaggio delle sole alte frequenze:

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Filtri passa-basso e passaalto

Tipiche utilizzazioni di filtri passa-alto sono l'eliminazione di vibrazioni a bassa frequenza come quelle generate da musicisti che camminano su un palco su cui sono poggiati i microfoni o come il rumore di fondo generato da un condizionatore d'aria. Filtri passa-basso vengono invece usati per esempio per eliminare fruscii o rumori ad alta frequenza. Riportiamo di seguito una figura di confronto tra un filtro passa-basso e un equalizzatore a scaffale:

Confronto tra filtro passa basso ed equalizzatore a scaffale

Possiamo vedere come l'equalizzatore a scaffale amplifichi una banda di frequenze lasciando inalterato il resto dello spettro mentre il filtro passa-basso lascia inalterate le basse frequenze e attenua le frequenze maggiori della frequenza di taglio. Vediamo nel filtro che dopo qualche ottava il guadagno diminuito di qualche decina di dB e questo significa che quelle frequenze sono ormai trascurabili essendo la loro ampienzza molto minore in confronto a quella delle frequenze minori della frequenza di taglio.

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5.3.1.1. Pendenza

Slope Rate La pendenza di un filtro stabilisce quanto rapidamente l'ampiezza decada. Abbiamo visto in precedenza come in diverse situazioni (anche se non in tutte) si renda necessaria una pendenza quasi verticale. Nella realt ci non realizzabile ma ci si possa solo avvicinare a tale risultato. La pendenza si misura in dB/ottava cio si misura di quanti dB diminuisce il guadagno in un'ottava (sappiamo gi che a tale termine corrisponde un raddoppio della frequenza). Facciamo un esempio numerico per fissare le idee riferito alla figura seguente:

Pendenze dei filtri

Si vede che il guadagno del primo filtro, passando da fc a 2fc diminuisce di 12dB mentre il secondo, passando da 2fc a 4fc ( ancora un'ottava) diminuisce di 6dB dunque il primo filtro avr una pendenza di 12dB/ottava, il secondo di 6dB/ ottava. Nei filtri analogici abbiamo 4 pendenze standard, sono le seguenti: Tabella 5.2. Valori delle pendenze dei filtri Pendenza (dB/ ottava)
6 12 18 24

Ordine del filtro


Primo Secondo Terzo Quarto

Numero di poli
1 2 3 4

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Il numero di poli si riferisce all'equazione del circuito che realizza il filtro, a noi basti notare che ogni volta che il numero dei poli aumenta di uno, la pendenza aumenta di 6dB/ottava. Esistono anche filtri digitali realizzati mediante degli algoritmi software; alcuni di questi vengono utilizzati per realizzare suoni mediante la sintesi sottrattiva e simulano filtri a 6 poli (36 dB/ ottava).

5.3.2. Filtro Passa-Banda

Sovrapponendo un filtro passa basso e uno passa alto otteniamo due altri tipi di filtri: il filtro passa banda e il filtro a reiezione di banda. Il primo consente il passaggio di una certa banda di frequenze e impedisce il passaggio del resto del segnale (ancora valgono le considerazioni del confronto precedente fra equalizzatore a campana e filtro passa-banda). Il secondo impedisce il passaggio di una certa banda e consente il passaggio del resto delle frequenze del segnale.

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Paragrafo "5.2.1. Equalizzatore a campana" Fattore di merito Q (Q factor) Se fc=10000Hz e Q=2.5 avremo: w=10000/ 2.5=4000Hz il che significa la banda 8000 Hz - 12000 Hz scritto da Michele alle ore 14:18:23 Complemrnti per il laboro scritto da JOSE alle ore 13:01:56 complimenti per il sito scritto da alessandro alle ore 17:35:09

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