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ZEFFERINO DE SANCTIS

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' 1 1
© Copyright 1970
By RADIOPRATICA - Milano
Proprietà Letteraria e Artistica Riservata

PRIMA EDIZIONE - FEBBRAIO 1970


ZEFFERINO DE SAN.CTIS

FONDAMENTI
DELLA RADIO

disegni di
E. CORRADO

RADIOPRATICA - MILANO
PRESENTAZIONE

Nell'intento di continuare un dialogo, aperto armai da


oltre un decennie, con tutti colora che nutrono vivo inte­
resse per questa disciplina sempre nuova, è nata la pre­
sente trattazione che, pur non sconfinando in analitici svi­
luppi matematici, non sempre efficaci per il lettore relati­
vamente preparato, si attiene alle nozioni elementari del­
l'aritmetica, con qualche breve richiamo algebrico, senza
peraltro introdurre il banale o seguire la falsatiga del fu­
mette.
Anche quest'opera, quindi, si inserisce, senza clamore
o stonature, nella già nutrita collana di volumi approntati
dalla Editrice Radiopratica, perché è sorta, come le prece­
denti, vicino ai lettori, dai quali mi è venuto l'insegnamento
primo, in quotidiana convivenza epistolare; accumulando
da ogni fonte l'utile, facendo tesoro dell'esperienza e delle
impressioni che ognuno, spontaneamente e senza veli, mi
ha trasmesso.
A tutti costoro, che saranno i miei primi giudici e ai
quali, soprattutto, dedico queste righe, formula l'augurio
di poter trovare profitto e qualità per apprendere.
Il testa, articolato in dieci capitoli, si apre con una
parte dedicata ai componenti elettronici, e prosegue con
l'analisi più semplice dei principali processi radiotecnici.
Ci si accosta poi alle generalità di costruzione per arrivare,
infine, ai montaggi veri e propri <;i ei principali tipi di radio­
apparati. 1 circuiti comprendenti i tubi sono trattati molto
intimamente.
Tre capitoli, dedicati alla taratura e alla messa a punta
dei circuiti riceventi e trasmittenti, a valvole e a transistor,
concludono la presentazione degli argomenti.
Nel porgere le mie scuse per le omissioni, a tutti co­
lora che vorranno richiamare la mia attenzione su inesat­
tezze, errori nelle illustrazioni o nei riferimenti grafici,
estendo un caldo ringraziamento in cambio dell'occasione
che mi offrono di poter sempre migliorare.

l'AUTORE
_____ lndi.ce __________

pag. pag.

PRESENTAZIONE 5 Sezione di filo necessario per effettuare


l'avvolgimento secondario 80
1 • CONDENSATORI 9 Numero di spire da avvolgere in cm' 80
Realizzazione del trasformatore 82
Storia del condensatore 11
Simbolismo 12 4 - SORGENTI ELETTRICHE 85
Armature e dielettrico 13
Varietà di condensatori 14 Elettricità in natura 87
Capacità del condensatore 17 Cariche· elettriche 88
Usi del condensatore 22 Gli elettroni 89
Collegamento di condensatori 26 Generatore elettrico 91
Lettura dei valori capacitivi 28 Energia e tensione 91
Esperimenti col condensatore 30 Arco elettrico 91
Reattanza del condensatore 35 Elettrizzazione per influenza 92
Il potere delle punta 93
2 • RESISTOR! 39 Tensione elettrica 94
Misura della tensione 95
Resistenza elettrica 41 Potenza elettrica 96
Tipi di resistenze 42 Misura della potenza elettrica 97
Fotoresistenze e termistori 45 Misura della corrente 98
Caratteristiche delle resistenze 47 Effetti fisiologici della corrente 99
Collegamenti di resistenze 49 La pila 103
Resistenze di catodo 52 Pi le a sacco 103
Nomi di resistenze 54 P ile al mercurio, al manganese,
Esperimenti con le resistenze 55 al nichel-cadmio 103

3 - TRASFORMATORI 61 5 - AMPLIFICAZIONE 107

L'autotrasformatore 64 Generalità 109


Caratteristiche di amplificazione 109
Il calcolo dell'induttanza 64
Controllo del suono 110
Come si determina il valore dell'induttanza 64
Differenza tra i segnali 112
Come si determina il numero delle spire 66
Controllo di tonalità 114
Pratica con i nomogrammi 68
Controllo di tono sulla placca 115
Bobine per onde corte 70
Controllo di tono sulla griglia 116
Esperimenti con le induttanze 73
Il tono sulla controreazione 116
Trasformatore per campanelli 73 Condensatore soppressore 117
Collegamenti nei trasformatori 75 Amplificazione di bassa frequenza 117
Calcolo del trasformatore di alimentazione 76 Circuito amplificatore B.F. 118
Numero di spire per volt Amplificatore in controfase 119
delravvolgimento primario 78 Push-pull e inversione 120
Numero di spire per volt Trasformatore di uscita 123
dell'avvolgimento secondario 79 Pratica dell'amplificazione 127
Sezione di filo necessario per effettuare Amplificatore a valvola 128
l'avvolgimento primario 80 Amplificatore a transistor 130
pag. pag.

6- RETTIFICAZIONE 133 1 nuclei negli apparecchi. radio 204


1 compensatori di taratura 207
Filtro di livellamento 135 Attrezzi di taratura 207
Teoria del livellamento 136 Cacciaviti per taratura­ 208
Trasformazione di tensione 138 Accorgimenti di pretaratura 210
Trasformatore d'alimentazione 140 Strumenti per taratura 210
Avvolgimento primario 141 Taratura di un ricevitore a valvole 217
Avvolgimenti secondari 142 Taratura delle medie frequenze 217
Autotrasformatore 142 Allineamento della gamma OM 224
Raddrizzamento con diodo 143 Scala parlante 226
Raddrizzamento con doppio diodo 144 Controllo di allineamento 235
Raddrizzatore al selenio 145 Allineamento della gamma OC 235
Rivelazione 147 Allineamento a centro scala 238
Taratura per confronto 238
7- MONTAGGI 155 Taratura approssimativa 240
Taratura approssimativa OC 244
Ricevitore reflex - teoria 157
Montaggio tunicelle 245
Ricevitore reflex - montaggio 158 245
Taratura dei ricevitori F.M.
Ricevitore in reazione - teoria 160
Ricevitore in reazione - montaggio 160 9 - TARATURA DEl RICEVITORI
Ricevitore a rivel. di griglia - teoria 162
A TRANSISTOR 253
Ricevitore a rivel. di griglia - montaggio 164
Ricevitore reflex monovalvolare - teoria 165 Taratura di un ricevitore a transistor 255
Ricevitore reflex monovalvolare - montaggio 165 Amplificatore MF 255
Ricevitore bivalvolare a reazione - teoria 168 Trasformatori MF 258
Ricevitore bivalvolare a reazione - montaggio 171 Taratura con oscillatore modulato 259
Ricevitore monovalvolare per O.M. - teoria Taratura onde corte 264
Ricevitore monovalvolare per O.M. - Taratura approssimativa 264
montaggio 173 Accorgimenti per migliorare il rendimento 266
Ricevitore con reazione di emittore - teoria 174
Ricevitore con reazione di emittore - 10 - MESSA A PUNTO DEl
montaggio 175 RADIOTELEFONI 269
Ricevitore con ampl. BF - teoria 176
Ricevitore con ampl. BF - montaggio 176 Generalità 271
Ricevitore supereterodina a 5 valvole - teoria 177 Composizione e taratura di un radiotelefono 272
Ricevitore supereterodina a 5 valvole - Taratura con strumentazione 273
montaggio 185 Taratura sezione ricevente 273
Ricevitore supereterodina a 5 valvole - Taratura stadio alta frequenza 275
cablaggio 189 Taratura oscillatore con amplificatore AF 277
Ricevitore supereterodina a 5 valvole - Accordo di antenna 279
taratura 192 Taratura empirica ·dello stadio ricevente 280
Taratura di un trasmettitore a valvole di
8- TARATURA DEl RICEVITORI A VALVOLE 201 media potenzà 281
Accordo di antenna con accoppiamento a
Cos'è la taratura? 203 LINK 283
Nuclei e compensatori 204 Potenza massima nello stadio finale 285
CONDENSAlORI
Condensatori 11

STORIA DEL CONDENSATORE

'\ un po' difficile attribuire alla ge­ Quello storico condensatore, costituito

E
nialità di un solo uomo l'inven­ da una lastra di vetro e due fogli di sta­
zione del condensatore. Certo è gnola, veniva caricato con una macchina
che il « quadro » del fisico ame­ generatrice di elettricità di tipo a strofi­
ricana Beniamino Franklin, nato a Bo­ nio. Ma il più noto fra tutti i condensa­
ston nel 1706, rappresenta il più antico tari, che appartengono alla storia del pas­
esempio di condensatore che si conosca. sato, è certamente quello della classica

NeZ 1746 Pieter Van Musschoenbroek esegul la sua prima


esperienza con la bottiglia di Leyda. Egli sospese la canna
di un vecchio archibugio a fili di seta; alla canna fissà un
pezzo di fila di ferro che, attraverso un tappo di sughero,
pescava nell'acqua di una bottiglia. Mise poi la canna in
contatto con una macchina elettrica a strofinio, pensando
di immagazzinare nell'acqua una parte di elettricità.

E
12 Fondamenti della Radio

bottiglia di Leyda. Esso fu realizzato dal Volta che, per primo, utilizzando un sot­
fisico olandese Pieter Musschenbroeck, tile strato di vernice isolante, riusd ad
nato appunto a Leyda, in Olanda, nel 1745. elevare notevolmente la capacità di un
La bottiglia di Leyda, che ha ara im­ condensatore costituito da due piatti me­
portanza puramente storica, è costituita tallici posti in contatto. I tecnici e gli
da un recipiente di vetro, le cui pareti, scienzlati di allora lo chiamarono « elet­
esterna ed interna, costituiscono il die­ troforo >>, ma Alessandro Volta, nel 1782,
lettrico del condensatore. Le due armatu­ scrisse: << •• .io arno meglio chiamarlo con­
re del condensatore sono rappresentate densatore ». E da allora il termine di con­
da altrettanti rivestimenti di stagnola ap­ densatore divenne generale.
plicati dentro e fuori la bottiglia. All'in­ Le esperienze e le scoperte continuaro­
terno della bottiglia sono presenti i ritagli no nel tempo, finchè nel 1845 il fisico
di stagnola, che mantengono il contatto italiano Carlo Matteucci costrul per pri­
elettrico fra l'armatura interna e il rea­ mo il condensatore a pacchetto, con fo­
faro esterno, terminante con un tappo glietti di mica alternati con foglietti me­
sferico. tallici, e su quel principio costruttivo an­
Della bottiglia di Leyda si conoscono cor oggi si realizzano moiti tipi di con­
anche esemplari a capacità variabile, nei densatori fissi, cioè a capacità costante,
quali è possibile estrarre più o meno
largamente impiegati nel settore dell'elet­
l'armatura interna del condensatore, co­
tronica.
stituita da un cilindro metallico. E' super·
fluo aggiungere che per caricare una bot­ Simbolismo
tiglia di Leyda si mette a terra l'armatura
esterna, e con il tappo sferico si tocca il Non è possibile, allo stato attuale della
conduttore della macchina generatrice di. tecnica, concepire un circuito radioelet­
elettricità. trico senza l'inserimento di condensato­
Il perfezionamento del condensatore è ri. Questi possono essere ridotti di nu­
stato comunque realizzato da Alessandro mero e, in parte, sostituiti con altri ele-

Scarica istantanea di una


bottiglia di Leyda me­
diante un eccitatore, che
mantiene isolate le mani
dell'operatore.
Condensatori 13

La storia dei primi esperimenti con la bottiglia di Leyda


non è precisa su tale argomento. Sembra infatti che l'espe­
rimento di Cunaeus, rappresentato in figura, abbia precedu­
to queiio di Musschaenbroek.

menti, ma non possono mai essere elimi­ linguaggio della radiotecnica e dell'elettro­
nati; perchè ancora non si è trovato un nica; e occorre anche acquisire familiari­
sistema in grado di immagazzinare le ca­ tà con le grandezze fisiche che permetto­
riche elettriche, di restituirle quando ve no di valutare elettricamente agni com­
ne sia bisogno e, soprattutto, di bloccare ponente elettronico.
le correnti continue, lasciando via libera Nel linguaggio universale, il condensa­
a quelle alternate, cui appartengono, ad tore si indica disegnando due lineette pa­
esempio, i segnali radio. Anche nei circui­ rallele tra di lora, che trovano precisa ri­
ti integrati, di nuovissima concezione tec­ ferimento nella realtà in quanta il con­
nica, i condensatori vengono riprodotti, densatore più elementare è costituito ·da
pur evitando le tradizionali tecniche co­ due lamine affacciate tra lora. Questo
struttive, con sistemi elettrochimici mo­ simbolo è generico, perchè esso subisce
derni, ma i valori capacitivi raggiunti so­ delle varianti quando il riferimento è fat­
no bassi e non possono adattarsi a tutti ta con un condensatore, fisso o variabile,
gli usi. con un condensatore elettrolitico o con
Dunque il condensatore esiste, perchè un compensatore, ·che è da considerarsi
sempre presente nei circuiti elettronici, come un condensatore semifisso, regala­
perchè insos.tituibile e sempre attuale. E bile, di norma, per mezzo di una vite.
chï si appresta ad assimilare i rudimenti
della radio, deve ben conoscere questo Armature e dielettrlco
importante componente nella sua compo­
sizione interna ed esterna, nel sua prin­ Ogni condensatore è costituito, nella
cipio di funzionamento e nelle sue appli­ sua espressione più semplice, da due la­
cazioni pratiche. Ma ancor prima di cio mine di materiale conduttore, affacciate
conviene conoscere il simbolismo del con­ l'una all'altra e separate da uno strato di
densatore, perchè esso appartiene al vero materiale solido o gassoso (aria). Le due
14 Fondamenti della Radio

Ogni condensatore è costi­


tuito, nella sua espressione

--{][}-
più semplice, da due lami­
ne di materiale conduttore,
atfacciate una all'altra, che
prendono il nome di << ar-
mature>>.

lamine vengono denominate le «armatu­ Varietà di condensatori


re» del condensatore, mentre il materiale
isolante interposto è detto «dielettrico». La prima suddivisione fondamentale che
si pub fare di tutti i condensatori, attual­
La proprietà fondamentale del conden­
mente prodotti dall'industria e montati
satore di accogliere e conservare cariche
nei circuiti elettrici, comprende la cate­
elettriche prende il nome di << capacità»,
goria dei condensatori variabili e quella
e cio per analogia con quanto si dice di
dei condensatori fissi. I primi presentano
un qualsiasi contenitore di sostanze liqui­
la caratteristica fondamentale di variare
de. L'unità di misura della capacità è det­
il loro valore capacitivo in conseguenza
ta «farad>>, ma in pratica questo valore
di una semplice operazione meccanica e­
è raramente usato, perchè troppo gran­
sterna; i secondi mantengono costante
de; nell'elettrotecnica e nell'elettronica si il loro valore capacitivo.
fa invece uso dei sottomultipli del farad: Esiste peraltro una terza, granéle cate­
il millifarad, il microfarad ed il picofarad. goria di condensatori semifissi, nei quali
Il farad viene definito, fisicamente, come il valore capacitivo vien fatto variare di
il rapporto fra la carica di un «coulomb " quando in quando, per mezzo di un'azio­
e la differenza di potenziale di un «volt » ne meccanica esterna; questo tipo di con­
misurata fra le armature del condensato­ densatori prende il nome specifico di
re nelle quali si è accumulata la carica e­ «compensatori >
> . Nella categoria dei con­
lettrica di un coulomb. densatori variabili il concetto costruttivo
I condensatori possono essere a lamine rimane pressochè lo stesso; quel che va­
piane, oppure avvolte in modo da assume­ ria, tra un componente e l'altro, è la for­
re la forma di un cilindro e possono a­ ma, il modo con cui varia la capacità e i
vere anche altre forme. limiti fra cui la capacità stessa si estende.
I dielettrici interposti fra le armature Pub variare anche la natura del dielettri­
co, che pub essere rappresentato dall'aria,
di un condensatore possono essere di
dalla mica o dalla celluloide. Nei ricevi­
varia natura: aria, vetro, mica, carta,
tori radio di tipo commerciale, ad esem­
ebanite, celluloide, olio, ceramica, op­
·pio, i condensatori variabili sono forma­
pure uno strato sottilissimo di ossido
ti da un certo numero di lamine fisse e
depositato elettroliticamente sulla super­
mobili con interposta, in veste di dielet­
ficie di una delle armature, per esempio,
trico, l'aria. Nei piccoli ricevitori radio
di alluminio. Il valore capacitivo di un
sperimentali, realizzati per scopi dilettan­
condensatore pub essere determinato da
tistici o ricreativi, il dielettrico è rappre­
vari fattori, come la forma e la superficie sentato da un certo numero di foglioline
delle armature, la loro vicinanza e anche di mica 0 di celluloide.
la natura del dielettrico interposto. A tal I condensatori fissi assumono forme di­
proposito giova ricordare che più grandi verse e possono essere diversamente co­
sono le superfici delle armature, maggio­ struiti. In elettronica vengono largamente
re è la capacità del condensatore; più vi­ impiegati i condensatori fissi, ceramici,
cine sono le armature, maggiore è la ca­ in polistirolo, a carta, paraffi.nati, a mica,
pacità. elettrolitici. Naturalmente i condensato-
Condensatori 15

ri fissi di basso valore capacitivo sono di ne posto un elettrolita gelatinoso, che ha


piccole dimensioni, mentre i condensa­ lo scopo di conservare la pellicola di ossi­
tari di elevato valore capacitivo assuma­ do. Questo elettrolita è costituito da un
no forme di dimensioni maggiori, compa­ composta di borato di sodio o di ammo­
tibilmente con il progressa della tecnica nio, con acido borico, glicerina e amido.
industriale. L'elettrolita viene spalmato su un nastro
1 condensatori elettrolitici si differen­ di carta porosa o di altra sostanza pari­
ziano da tutti gli altri tipi di condensato­ menti porosa. Con questo sistema di com­
ri per le loro caratteristiche costruttive. posizione del condensatore elettrolitico,
Essi infatti vengono realizzati tenendo l'elettrolita rimane immobilizzato e pre­
conto del classico principio degli elettro­ sente lungo tutta la lunghezza dei due
liti. nastri di alluminio. ·

ln questi particolari tipi di componenti In pratica, i due nastri di alluminio ri­


elettronici si approfitta del fatto che mol­ mangano distanziati tra di loro molto di
ti ossidi metallici sono isolanti. Basta os­ più di quanto avviene nei condensatori a
sidare una lastra di alluminio perchè so­ carta, ma bisogna considerare che il se­
pra di essa si formi una pellicola isolan­ conda nastro di alluminio, quello di mi­
te molto sottile. Ponendo poi sopra que­ nor purezza, svolge il compito di applica­
sta lastra una seconda lastra di alluminio re la tensione all'elettrolita, che rappre­
le due !astre risultano separate da una senta, in realtà, il vero seconda elettrodo
pellicola isolante, e risultano in pari tem­ del componente. lnfatti, l'elettrolita è un
po vicinissime tra loro. Su questo princi­ buon conduttore e non è proprio necessa­
pio si basano i condensatori elettrolitici, rio che i due elettrodi del condensatore
che sono adatti per raggiungere valori ca­ siano della stessa natura; essi debbono
pacitivi molto elevati. necessariamente essere due conduttmi,
Nei condensatori elettrolitici sono pre­ anche di natura diversa, come ad esem­
senti due nastri di alluminio, di cui uno pio metallo e liquida o metallo e gelatina;
è di grande purezza ed è quello sul quale quest'ultimo è il caso dei normali conden­
si deposita la pellicola di ossido. Sopra satori elettrolitici.
la pellicola di ossido, che tende sponta­ ln virtù del fenomeno dell'elettrolisi,
neamente a ridursi e a scomparire duran­ sul nastro di alluminio di grande purezza
te il funzionamento del condensatore, vie- avviene la formazione della pellicola di

reoforo

Esempio di condensato­
re rudimentale che ricar­
da, alla lontana, la clas­
sica bottiglia di Leyda.
L'armatura· interna del
condensatore è rappre­ armatura esterna
sentata da un insieme di . '• ____J{r ivestimento di stagnola l
ritagli di stagnola pres­
sata, mentre l'armatura
esterna è costituita da
un rivestimento di sta­
gnola applicato alla su­
perficie esterna del reci­
piente di vetro.
ritagli stagnola
armatura interna
pressata
16 Fondamenti della Radio

La prima suddivisione fondamentale che si puà fare di tutti


i condensatori comprende la categoria dei condensatori va­
riabili e quella dei condensatori fissi, rappresentati in figura,
che mantengono costante il loro valore capacitivo.

Simbolismo universale dei condensatori: 1) condensatore fis­


so di qualunque tipo; 2) condensatore passante; 3) compen­
satore; 4) condensatore doppio; 5) condensatore elettroliti­
co; 6) altro simbolo di condensatore elettrolitico; 7) simbolo
poco usato di condensatore fisso; 8) condensatore elettroliti­
co; 9) altro simbolo di condensatore elettrolitico; JO) simbo­
lo poco usato di condensatore fisso; 11) condensatore elet­
trolitico doppio; 12) condensatore fisso doppio.

1 1 :-- 1 --1--: l 1
T T
�- r t--- --� T T
2 3 4 5 6

7 8 9 10 11 12
Condensatori 17

ossido, purchè a questo nastro venga ap­ puo applicare sui terminali del compo­
plicata la tensione positiva, mentre all'al­ nente. Sottoponeildo un condensatore elet­
tro nastro, o alla gelatina, viene applicata trolitico ad una tensione di lavoro di valo­
la tensione negativa. Ecco interpretato il re superiore a quello indicato dal costrut­
motivo per cui i condensatori elettroliti­ tore, si provoca un aumento della corrente
ci sono componenti polarizzati, cioè mu­ e del fenomeno dell'elettrolisi, che contri­
niti di un morsetto positivo e di uno ne­ buiscono ad un ispèssimento della pellico­
gativo. Invertendo l'ordine di applicazio­ la di ossido e, quindi, ad una diminuzione
ne delle due tensioni sui morsetti del con­ del valore capacitivo del condensatore. Ma
densatore elettrolitico, si corre il rischio i condensatori elettrolitici possono sop­
di distruggere in breve tempo questo com­ portare, senza danno, per qualche istante,
ponente elettronico. eventuali aumenti di tensione, sino ai va­
Per quanto finora detto è facile intui­ lori indicati dai costruttore con la si­
re che la formazione della pellicola di os­ gia Vp.
sido avviene di continuo finchè il conden­
satore rimane sotto tensione, e cio vuol
Capacità del condensatore
anche significare che, da un nastro al­
l'altro, fluisce una certa quantità di cor­
La carica elettrica, che un dato conden­
rente elettrica, che è necessaria per la
satore viene ad assumere, dipende unica­
realizzazione del fenomeno dell'elettrolisi.
mente dalla tensione esistente fra le ar­
La sostanza gelatinosa del condensato­
mature. Peraltro, due o più condensatori
re elettrolitico, che rappresenta l'elettroli­
diversi, quando vengono caricati tutti fino
ta, non ha, allo stato attuale della tecnica,
a raggiungere la medesima tensione, as­
una durata indefinita; essa si esaurisce
sumono in generale sulle rispettive arma­
col passare del tempo e con il continuo
ture delle quantità di elettricità diffe­
riformarsi della pellicola di ossido. Quan­
renti.
do l'elettrolita si è del tutto esaurito, non
Si esprime brevemente questo fatto di­
si ha più formazione di pellicola di ossi­
cendo che i vari condensatori hanno una
do, oppure quest'ultima si assottiglia tan­
capacità diversa, e precisamente una
to da lasciare scoperte alcune zone super­
« »

capacità maggiore quelli che per una da­


ficiali. Tra il nastro positivo e la sostanza
gelatinosa del condensatore elettrolitico ta tensione assumono sulle armature una
carica elettrica maggiore, e capacità mino­
si stabilisee, in questo caso, un contatto
diretto, che pone il condensatore elettro­ re invece quelli che assumono una carica

litico in cortocircuito. Anche la capacità elettrica minore.


del condensatore diminuisce col passare D'altra parte, per uno stesso condensa­
del tempo, perchè la sostanza gelatinosa tore, la quantità di elettricità ( o carica
si asciuga, determinando un precario con­ elettrica), che si trova addensata sulle ar­
tatto con la pellicola di ossido; è come se mature, è proporzionale in ogni caso alla
si verificasse un allontanamento tra le ar­ tensione esistente fra un'armatura e l'al­
mature del condensatore, il che equivale tra: ossia, comunque si vari lo stato di
ad una diminuzione del valore capacitivo carica di un dato condensatore, la carica
del componente. elettrica dislocata sulle armature e la
In tutti i condensatori elettrolitici ven­ corrispondente tensione fra una armatura
gono indicati, normalmente, almeno due e l'altra, aumentano o diminuiscono in
valori: quello capaci��vo e quello relativo proporzione. Ne segue che il rapporto tra
alla tensione di lavoro. In taluni compo­ la carica elettrica
<< Q » e la tensione « V »
.
nenti è riportato anche un terzo valore: rimane sempre costante, e costituisce una
quello relativo alla tensione di punta grandezza fisica caratteristica, che ha un
(Vp). La tensione di lavoro sta ad indi­ valore determinato per ogni singolo con­
care il valore esatto del voltaggio che si densatore; questo rapporta viene assun-
18 Fondamenti della Radio

Questi tipi di condensatori, di attuale con­


cezione tecnica e di elevata precisione, ven­
gono usati nei circuiti di alta frequenza di
tutti gli apparati radioelettrici.. La diversa
posizione dei due terminali, lungo il corpo
del componente, distingue il collegamento
con l'armatura interna e quella esterna
(terminale distanziato da una delle due
estremità).

to per definire la capacità « C >> del con­


densatore ponendo senz'altro:

Q
C= -­

V
nella quale << C » è la capacità del conden­
satore, « Q » è la carica elettrica espressa
in coulomb e « V » è la tensione espressa
in volt.
In tal caso si viene a definire la capa­
cità di ogni condensatore mediante la ca­
rica elettrica che esso assume, rapportata
all'unità di tensione. Cioè la capacità vie­
ne definita mediante la quantità di elettri­
cità che viene a trovarsi contrapposta
sulle armature, positiva sull'una e negati­
va sull'altra, quando esiste fra di esse la
tensione di un volt. Poichè il « coulomb »

rappresenta l'unità di misura della quan­


tità di elettricità o di carica elettrica cor­
rispondente ad un ampere al secondo, si
puà dire che la capacità di un condensa­
tore esprime in generale quel numero co-

Alcuni tipi di condensatori fissi di uso co­


mune e di maderna fabbricazione: a) con­
densatore in film poliestere; b) conden­
satore in film poliestere con terminali
per circuiti stampati; c) condensatore in

film poliestere con terminali assiali; d)
condensatori professionali in polistirolo
per circuiti stampati; e) condensatori ·in
film poliestere con reofori in piattina di
rame. stagnato; f) condensatori professio­
nali in polistirolo, che trovano largo im­
piego in telefonia ed in radiotrasmissione;
g) condensatori professionali in polistiro­
lo adatti per apparecchiature di controllo
e regolazione industriale.
Condensatori 19

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20 Fondamenti della Radio

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� Normalmente, coll'aumentare
del valore capacitivo del con­
densatore, aumentano anche le
dimensioni del componente
( disegni a sinistra). In alto so­
no rappresentati due tipi di
condensatori con valore capa­
citivo espresso in codice.

Condensatori di tipo passante,


comunemente usati per corto­
circuitare segnali di alta fre­
quenza nei circuiti di quei ra­
dioapparati nei quali occorre
procedere con cautela nella
pratica della schermatura.
Condensatori 21

stante di coulomb che devono essere di risultato si richiederebbe un condensa­


volta in volta dislocati sulle armature af­ tore con armature di estensione enorme
finchè la tensione tra l'una e l'altra si ele­ e praticamente irrealizzabile.
vi ogni volta e progressivamente di un Basti pensare, infatti, che la capacità
volt. della terra si aggira intorno ai 708 micro­
La capacità dei condensatori viene mi­ farad. Cio vuol dire che, in pratica, la
surata conseguentemente in coulomb per capacità dei condensatori in uso è sem­
volt (coulomb/volt). In memoria del fisi­ pre molto più piccola di un farad: un mi­
co inglese « Faraday», l'unità di capacità lionesimo di farad rappresenta già una
cosi definita viene designata col nome in­ capacità assai elevata, perchè l'ordine di
ternazionale «farad», ponendo precisa­ grandezza più comune delle capacità di­
mente: scende fino ai milionesimi ed anche ai
miliardesimi di farad. Il milionesimo di
coulomb
farad si designa col nome di «microfa­
1 farad
rad ,, e si indica con il simbolo �F.
=

1 volt
Il microfarad è l'unità di misura della
Cosi dicendo, ad esempio, che un dato capacità più usata in pratica per definire
condensatore ha la capacità di 1/1000 di i condensatori; peraltro, nelle formule che
farad (oppure 1/1000 di coulomb/volt) esprimono le cariche. elettriche in cou­
si esprime il fatto che quel condensatore lomb e le tensioni in volt, le capacità de­
vierie ad assumere fra le sue armature la vono sempre essere espresse in farad.

Nel disegno è dato a vedere il siste­


ma di composizione interna di un
condensatore di tipo· a carta, che
rappresenta il dielettrico del compo­
nente. Le due armature sono costi­
tuite da due strisce di alluminio.

quantità di elettricità di 1/1000 di cou­ Anche la superficie terrestre costituisce


lomb per ogni volt di tensione. la armatura di un condensatore, la cui se­
In generale se un dato condensatore ha conda armatura non è formata, come erro­
la capacità « C », vuol dire che se esso neamente si crede, dalle stelle, bensl dai
viene caricato fino a raggiungere tra un'ar­ pulviscolo e in genere dagli invisibili por­
matura e l'altra la ten!J,one «V», sulle ar­ tatori di elettricità di cui è piena l'atmo­
mature viene a trovarsi contrapposto una sfera.
quantità di elettricità: La superficie terrestre si comporta da
elettrodo negativo, mentre gli strati del­
Q = CxV
l'atmosfera agiscono da elettrodo posi­
La capacità di un condensatore dipen­
tivo.
de: dall'estensione delle superfici affac­
Non si puo calcolare con esattezza la

ciate delle armature; dalla distanza che


capacità elettrica della terra, poichè uno
separa le armature e dal tipo di dielettri­
degli elettrodi è gassoso. Comunque è uso
co interposto.
calcolarla con la seguente formula:
Un condensatore avrebbe la capacità
di un farad qualora potesse assumere la raggio della terra
carica di un coulomb per ogni volt di ten­ Capacità della Terra =

sione fra le armature: per ottenere questo unità di capacità


22 Fondamenti della Radio

Per l'applicazione di tale formula, da­


to che il raggio della terra viene espres­

l. so con una unità di misura di lunghezza


(nel nostro caso in centimetri) non si

T puà esprimere la capacità con la nota u­


nità di misura, cioè il farad; la capacità
compensa tore dovrà quindi essere espressa in centime­
tri. E con tale unità di misura vengono
talvolta designati, da taluni costruttori
stranieri, i valori capacitivi dei conden­


satori.
Poichè un farad corrisponde a 899 mi­
Hardi di centimetri, è facile applicare la
formula e concludere che la capacità del­
C. variabile per onde corte la terra è di 708 microfarad.

Usi del condensatore


Teoricamente il condensatore, come è
stato detto, è formata da due superfici,
affacciate tra di loro a breve distanza e
separate da un isolante o dielettrico. Ma
nella realtà i condensatori appaiono sotto
aspetti molto diversi tra loro, e la costi­
C. varia bi le 1 se zione tuzione del condensatore dipende dai
particolare impiego che di esso viene fat­
to in un determinato punta di un circuito
radioelettrico.
Il condensatore di maggiore importan­
za, presente in quasi tutti gli apparati ra­
dioelettrici, è il« condensatore variabile >>;
questo condensatore puà essere compo­
sta da una o più sezioni ed è formata da
un insieme di lamine fisse, che formano
lo « statore », e da un insieme di lamine
C. variabile 2 sezioni
mobili che formano il « rotore ».

Il condensatore variabile ê un
componente che risulta mon­
LAMINE MOVIBILI tato in quasi tutti gli apparati
! ROTORE ) radioriceventi. Esso è compo­
sta da due insiemi di armature
fisse e mobili. Questi tipi di
condensatori possono essere
ad una, due e più sezioni. Il
compensatore è un condensa­
tore variabile che viene rego­
LAMINE FISSE lato, in sede di taratura, una
! STATORE )
volta per tutte; esso viene mon-·
tato nei circuiti di alta fre­
quenza degli apparecchi radio.
Condensatori 23

contatto di massa

1 (!} dado

tJ\ �-------
lamine
rotore
grano

� sfera

lamine statore

1 condensatori che vengono usati in


maggiore quantità sono quelli a mica, ce­
Vista in « esploso » di un con­ ramici, a pasticca; un altio tipo di con­
densato1·e variabile a due se­ densatore, molto usato, e in grado di sop­
zioni. L'intera carcassa metal­ portare tensioni elevate è il condensatore
lica e l'insieme· delle lamine a carta. Il condensatore elettrolitico è
mobili, che compongono le due
quello che è destinato ad immagazzinare
sezioni del componente, costi­
una grande quantità di cariche elettriche;
tuiscono il conduttore unico di
esso è presente nei circuiti di alimentazio­
massa che, in sede di montag­
ne dei ricevitori radio e puà assumere
gio, verrà intimamente colle­
forme diverse. Nei condensatori elettroli­
gato con il telaio metallico del­
l'apparato. tici il dielettrico è costituito da una pel­
licola di ossido che viene a formarsi su
una delle due superfici affacciate di due
24 Fondamenti della Radio

Alcuni tipi di compensatori di


uso comune negli apparati radio­
elettrici. Questi componenti tro­
vano impiego soltanto nei circui­
ti di alta frequenza. Il primo, a
sinistra, viene chiamato compen­
satore di tipo a chiocciola.

nastri di alluminio; Sui terminali dei con­ condensatori; anche in questo caso il
densatori elettrolitici è sempre indicata conduttore negativo si trova in intimo
la polarità, per cui un terminale deve es­ contatto elettrico con l'involucro esterno
sere collegato al potenziale positivo, l'al­ del componente. Sull'involucro esterno
tro al negativo. L'inversione della polari­ della maggior parte dei condensatori im­
tà danneggerebbe irreparabilmente il con­ piegati nei circuiti radioelettrici viene
densatore. sempre indicato il valore capacitivo e il
In generale, su tutti i condensatori elet­ valore della tensione massima alla quale
trolitici il terminale positivo del com­ possono venire sottoposti; il corretto im­
ponente si trova da quella parte in cui, piego di un condensatore impone di non
sull'involucro esterno, è riportata una oltrepassare mai il limite della sua ten-

Microcompensatori di valori capacitivi compresi tra


4,5 e 20 pF. La regolazione della capacità si ottiene
facendo ruotare la vite applicata in testa ai compo-
nenti.

crocetta ( + ), mentre il terminale negati­ sione di lavoro, giacchè tensioni più ele­
vo si trova da quella parte in cui, sempre vate finirebbero col perforare il dielettri­
sull'involucro esterno del componente, è co, danneggiando il condensatore. In al­
riportato un trattino (-). In taluni tipi cuni tipi di condensatori ceramici, il va­
di condensatori elettrolitici, il terminale lore capacitivo del componente viene ri­
positivo si trova da una parte,_ ed appare levato mediante lettura con il codice dei
completamente isolato, mentre il termina­ colori.
le negativo si trova all'estremità opposta Il ·condensatore variabile, nei circuiti
e risulta in intimo contatto elettrico con radioelettrici, è sempre presente all'entra­
l'involucro metallico esterno del compo­ ta e concorre, unitamente ad una bobina,
nente. In taluni tipi moderni di condensa­ alla composizione del circuito di sintonia.
tori elettrolitici, il terminale positivo è Le variazioni manuali di capacità del con­
rappresentato da un conduttore più !un­ densatore variabile creano delle variazio­
go di quello negativo. Nei condensatori ni delle caratteristiche radioelettriche del
elettrolitici doppi o tripli (condensatori circuito di sintonia, facendo variare il va­
nei quali sono incorporati due o tre con­ lore della frequenza di accordo. I conden­
densatori), sono presenti due o tre termi­ satori elettrolitici trovano impiego in tut­
nali positivi, mentre vi è un unico condut­ ti quei circuiti nei quali necessita operare
tore negativo, comune per i due o i tre un livellamento di una tensione unidire-
Condensatori 25

zionale. 1 condensatori ceramici, in poli­


stirolo, a carta, servono invece per accop­
piare e ctisaccoppiare tra loro i vari cir­
cuiti, oppure per mettere in fuga tensioni
indesiderabili 0 superflue.
Il principio di accoppiamento per mez­
di un condensatore di due stadi radioelet­
trici consiste in cio: attraverso i conden­
satori possono fluire soltanto le correnti
altemate, che sono quelle rappresentative
dei segnali radio, mentre non possono
fluire le ·Correnti continue che, general­
mente, sono quelle che provvedono ad
alimentare gli elettrodi delle valvole.
Facendo riferimento al funzionamento
normale di una qualsiasi valvola elettro-
Condensatori in film polieste­
re metallizzato; il rivestimen­
Il valore capacitivo, nei condensatori di
to è in resina fenolica impre­
tipo a pasticca, puo essere direttamente
gnata;. questi condensatori so­
impresso sul corpo del componente, ma
no dotati di avvolgimento an­
puo essere anche indicato per mezzo di
tinduttivo con terminali in ra- ,
alcune fascette colorate, che trovano un
me stagnato saldati diretta­
precisa riferimento con il codice relativo.
mente sulle testate.
Questi tipi di condensatori son� i più co­
munemente usati nei circuiti stampati.
26 Fondamenti della Radio

pliee, quello che non richiede l'applica­


zione di speciali formule matematiche, in
quanta è possibile determinare il valore
della capacità risultante semplicemente
sommando tra di lora tutti i valori delle
Ogni circuito oscillante è sempre compo­ capacità che concorrono al collegamento.
sta da una induttanza e da una capacità: Si puà dire quindi che il valore capaciti­
il condensatore quindi concorre sempre vo di più condensatori collegati in paral­
alla fonfzazione dei circuiti oscillatori, lelo è data dalla somrria delle capacità sin­
come ad esempio quello di sintonia. gale. Tale concetto si spiega facilmente:
nel col!egamento in parallelo di due o più

nica, si rileva che il segnale amplificato condensatori, tutte le armature con cari­
esce dalla placca, sulla quale è anche ap­ che elettriche di uno stesso segno risul­
plicata la tensione continua di alimenta­ tano elettricamente connesse tra di lora,
zione anodica. e risultano pure connesse tra di lora tut­
La presenza del condensatore fra l'usci­ te le armature sulle quali sono condensa­
ta di una valvola (placca) e l'entrata di te le cariche elettriche di segno opposto.
una valvola successiva (griglia) impedi­ Pertanto il risultato è evidente: si ottiene
sce alla corrente anodica continua di rag­ un unico condensatore costituito di due
giungere la griglia della valvola successi­ sole armature le cui superfici risultano
va, mentre permette il passaggio dei se­ essere la somma delle superfici dei vari
gnali radio (correnti alternate) dalla plac­ condensatori che partecipano al collega­
ca della valvola precedente alla griglia mento in parallelo.
controllo della valvola successiva. Mentre il calcolo della capacità risul­
tante di un insieme di due o più conden­
Collegamento di condensatori satori collegati in parallelo tra di lora
è assai semplice, perchè si tratta di ese­
condensatori possono collegarsi tra
guire una semplice operazione di addizio­
lora con due sistemi diversi: in parallelo
ne dei valori capacitivi che concorrono
e in serie. Il collegamento in parallelo è
al collegamento, per i condensatori colle­
quello in cui due o più condensatori sono
collegati tra di lon) uno di fianco all'altro, gati in serie tra di lora il calcolo si pre­
mentre il collegamento in serie è quello senta un po' più complicato; si tratta in­
in cui i condensatori vengono collegati fatti, in questo seconda casa, di applicare
uno dopa l'altro. Per conoscere il valore talune formule algebriche, peraltro sem­
della capacità risultante dal collegamento plici ed accessibili anche a colora che non
di un certo numero di condensatori, si hanna una specifica preparazione alge­
debbono applicare talune formule. brica.
Il collegamento in parallelo di due o Se i condensatori collegati tra di lora
più condensatori è certamente il più sem- in serie hanna lo stesso valore capacitivo,

R
In tutti i circuiti
di fi.ltro sono sem­
pre presenti due
condensatori, colle­
gati a monte e a
valle della resisten­
za di fi.ltro R o .del­
la induttanza L.
Condensatori 27

A seconda della loro sistemazione nei vari punti di un cir­


cuito radioelettrico, i condensatori possono assumere de­
nominazione diversa. Nello schema teorico, a sinistra, il
condensatore C prende il nome di << conden.satore di fuga ».

Nello schema teorico, a destra, il condensatore C assume


la denominazione di << condensatore di accoppiamento »:

esso blocca la corrente continua di alimentazione della pri­


ma valvola, mentre permette il passaggio dei segnali radio
da una valvola all'altra.

allora la capacità risultante è data dalla


seguente formula: C

Cl + + + .....
c Cl C2 C3
N
Queste formule valgono per i collega­
in cui C rappresenta il valore capaciti­ menti in serie e in parallelo di tutti i tipi
vo risultante dai collegamento in serie di di condensatori, anche dei condensatori
N condensatori; Cl rappresenta il va­ elettrolitici. Per questi ultimi componen­
lore capacitivo di un solo condensatore, ti, peraltro, il collegamento di due o più
mentre N è il numero dei condensato­ condensatori puà interessare anche agli
ri che partecipano al collegamento. effetti della tensione di lavoro risultante.
Se i condensatori collegati in serie han­ Per ottenere, infatti, una tensione di la­
no valori capacitivi diversi e sono solo voro più elevata, si puà facilmente risol­
due, vale la seguente formula: vere il problema collegando, in serie tra
di !oro, più condensatori elettrolitici iden­
Cl xC2 . tici; generalmente se ne collegano due
c soltanto.
Cl+ C2 ln pratica, il collegamento in serie dei
condensatori elettrolitici presenta le se­
Ma i condensatori possono essere più guenti caratteristiche:
di due e allora occorre applicare la se- · 1) l.a carica Q assunta dall'insieme è u­
guente formula: gualè a quella di un condensatore.
28 Fondamenti della Radio

Ull

In questo esempio di circui­


to elementare di un « ti­
mer » il condensatore C vie­
ne denominato « condensa­
tore di carica »; i tempi di
chiusura ed-apertura del re­
lè, collegato neZ circuito a­
nodico della valvola, dipen­
dono essenzialmente dalle
caratteristiche elettriche del
condensatore.

2) La tensione si distribuisce in ragione tale motivo, non risulta uniformemente


inversa della capacità: ripartita lungo il collegamento dei con­
densatori: uno dei condensatori puo ri­
Q
suhare soggetto ad una tensione di valore
V=
di gran lunga superiore a quello della
c
tensione di lavoro e cio puo provocare un
3) La capacità dell'intero collegamento, cortocircuito nel condensatore stesso. Per
quando si tratta di condensatori elet­
tale motivo occorre collegare, in parallelo
trolitici di identico valore capacitivo,
a ciascun condensatore, una resistenza di
è uguale a quella di un solo conden­ valore lnferiore alla resistenza di isola­
satore divisa per il numero dei con­
mento del condensatore;
da 100.000 a
densatori che partecipano al collega­
2.00.000 ohm 1/2 watt.
-

mento di serie.
In tal modo léi corrente che attraversa
Con due condensatori da 32 iJ.F colle­ le resistenze è molto più elevata della c�r­
gati tra di loro, si ottiene una capacità
rente di fuga dei condensatori; la ten­
pari a 32 : 2 = 16 microfarad; la tensione sione totale, in virtù di tale accorgimento,
sui terminali del circuito risulta allora
risulta uniformemente ripartita fra cia­
moltiplicata per due. Per esempio, se o­ scuna resistenza e, quindi, fra ciascun
gnuno dei due condensatori sopporta la condensatore; se le resistenze hanno il
tensione di 550 volt, l'insieme sopporterà medesimo valore esse sono percorse dalla
la tensione di 550 x 2 = 1.100 volt. Il si­ stessa corrente.
stema avrebbe tutti i requisiti tecnici ne­
cessari per garantire il perfetto funziona­
Lettura dei valori capacitivi
mento se non vi fosse un inconveniente;
le correnti di fuga dei condensatori sono In talurii tipi di condensatori, di attuale
molto disuguali e la tensione totale, per produzione industriale, il valore capaciti-
Condensatori 29

vo ad altre caratteristiche tecniche relati­ pre sottomano là dove si lavora.


ve al componente, viene indicato per mez­ Per interpretare il codice a colori che
zo di fascette, anelli o punti colorati, che caratterizza i colori capacitivi dei conden­
trovano immediato riferimento con il co­ satori occorrono distinguere tre casi di­
siddetto codice di lettura. Dunque, per co­ versi:
noscere l'esatto valore capacitivo di que­ .1• Caso: sul corpo dei condensatori sono
sti tipi di condensatori occorre mandare presenti cinque colori (occorre servirsi
a memoria il codice, oppure averlo sem- della seguente tabella):

Coeff. Moltlplic.
Colore di 1" cifra 2• cifra del Tolleranza
temper. pF.

nero NPO 0 0 1 ± 20%


marrone N/30 1 1 10 ± 1%
rosso N/80 2 2 100 ± 2%
arancione N/150 3 3 1000 ± 2,5%
giallo N/220 4 4 10000 -

1
verde N/330 s 5 100000 ± 5%
blu N/470 6 6 1000000 -

viola N/750 7 7

1
- -

grigio -
8 8 0,01 -

bianco P/100 9 9 0,1 ± 10%

La prima cifra viene letta a partire dal­ NPO invece significa che anche se la
la striscia di colore più vicina all'estremi­ temperatura aumenta o diminuisce, non
tà del condensatore o dalla parte senza ci sono variazioni della capacità del con­
terminali. densatore. Il significato degli altri colori
Che cosa significano le sigle NPO o è uguale a quello usato per le resistenze.
N/330 o P/100? Esempi. Si supponga che la successione
Questi simboli rappresentano il coeffi­ dei colori sia: nero - marrone - verde -
ciente di temperatura che viene indicato rosso -bianco: allora il primo colore (ne­
quando il condensatore con il variare del­ ro) sta a significare che il condensatore
la temperatura del suo corpo, varia anche non cambia valore con il variare della
la sua capacità in farad (o picofarad). La temperatura (NPO); il secondo colore
lettera N sta ad indicare una variazione (marrone), indica il valore della prima
negativa, mentre la lettera P indica una cifra del numero che rappresenta la ca­
variazione positiva della capacità: cioè, pacità del picofarad e cioè 1: il terzo
in altre parole, se c'è P vuol dire che se colore indica la seconda cifra del numero
il condensatore si scalda, cioè aumenta di che rappresenta il valore in picofarad:
temperatura, la sua capacità aumenta con nel caso citato (verde) la seconda cifra
il crescere della temperatura. è 5: il quarto colore rappresenta il nume­
Esempio: N/330 indica che se la tempe­ ro di zeri da aggiungere alle cifre tro­
ratura aumenta di 10" (gradi centigradi), vate: nell'esempio posto (rosso) il mol­
la capacità del condensatore diminuisce tiplicatore è 100, per cui il valore della
dello 0,330%: viceversa P/100 indica che capacità è di 1500 pF; il quinto colore,
per ogni 10" di aumento di temperatura al solito, indica la tolleranza, ossia rap­
la capacità del condensatore aumenta del­ presenta l'approssimazione con la qua­
lo 0,100%. le puè> essere vero il valore del conden-
30 Fondamenti della Radio

satore espresso dai colori: nell'esempio codice del colore delle resistenze e dei
riportato (bianco) il condensatore ha tol­ condensatori già citato.
leranza del 10% ossia il suo valore è com­ Il 2• colore indica il valore della secon­
preso tra 1350 e 1650 pF. da cifra della capacità.
Si supponga ancora di aver sotto mano Il 3• colore rappresenta il moltiplica­
un condensatore in cui i cinque colori si tore, ossia il numero per il quale deve
succedono nel seguente ordine: viola - essere moltiplicato il numero dato dalle
giallo - viola - bianco - verde. Allora si ha: prime due cifre, come nel caso delle re­
1•) colore (viola N/750): il condensatore, sistenze.
per ogni dieci gradi d'aumento di tempe­ Il 4• colore indica la tolleranza.
ratura, diminuisce la sua capacità dello 3• caso: sul corpo del condensatore so­
0,750%; 2•) colore (giallo): la prima cifra no presenti solo 3 colori. In questo caso
del condensatore è 4; 3•) colore (viola): mancano sia la tolleranza sia il coefficien­
la seconda cifra del condensatore è 7: 4") te di temperatura, e quindi i tre colori in­
colore (bianco): le due cifre trovate ( 4)) dicano il solo valore delle cifre signifi­
devono essere moltiplicate per 0,1 e quin­ cative e del moltiplicatore, come nel ca­
di si ha che il valore del condensatore so delle resistenze quando erano presenti
è di 4,7 pF; 5") colore (verde): la tolleran­ tre soli colori.
za della capacità del condensatore vale Occorre stare attenti che in certi con­
il 5%: cioè il valore del condensatore è densatori, detti « pin-up », rivestiti di ce­
di 4,7 ± 5% ossia 4,7 0,2 pF (il suo
± ramica, a volte pare che ci siano 2 o ad­
valore è compreso tra 4,5 e 4,9 pF). dirittura un colore soltanto. Ora, siccome
2· caso: sul corpo del condensatore so­ non è facile separare le tre zone di colore,
no presenti quattro colori. vuol dire che le fasce di colore sono uni­
In queste condizioni non è presente il te; quindi non bisogna essere tratti in
valore del coefficiente di temperatura: inganno: bisogna vedere se la fascia di
quindi la lettura si esegue nel modo se­ colore è stretta o larga, e quindi vedere
guente: se con un colore solo si indicano due fa­
Il 1• colore (quello dei due periferici sce insieme.
più vicino all'estremità) indica il valore Per esempio nel condensatore da 220
della prima cifra della capacità, con il pF pin-up ci sono solo due colori: rosso
Condensatori 31

e marrone; ma siccome la zona di rosso elettriche dei condensatori, conviene ef­


è più larga di quella del marrone, vuol fettuare cort essi alcune esperienze che
dire che indica due colori, ossia 2 e 2; poi facciano « vedere » quanto è stato finora
il marrone indica il moltiplicatore (10). esposto in sede teorica.
Inoltre se è presente un solo colore, per La conduttività elettrica di un conden­
esempio rosso, allora vuol dire che i tre satore per le sole correnti alternate puo
colori rappresentati in codice sono uguali, essere evidenziata per mezzo di un sem­
e quindi si ha il significato 2,2 e 100, ossia pliee circuito di alimentazione di una lam­
2200 pF. pada ad incandescenza.
La pila di alimentazione, necessaria per
questo esperimento, deve erogare una ten­
Esperimenti col condensatore
sione continua di un valore superiore a
Per potersi convincere praticamente del­ quella di esercizio della lampada ad incan­
le varie funzioni e delle caratteristiche descenza. A tale scopo pub servire una

La lampadina si accende debolmente at­


traversa la resistenza. Chiudendo l'inter­
ruttore si sottopone il condensatore elet­
trolitico alla tensione continua erogata
·dalle pile, e in tali condizioni la lampadi­
na si spegne temporaneamente. Riportan­
do l'interruttore nella posizione iniziale,
la lampadina torna ad accendersi nor­
malmente.
32 Fondamenti della Radio

pila a 9 V, collegata ad una lampada a �-------------- -----�


6 V-50 mA, interponendo, in serie al cir­
cuito, una resistenza da 200 ohm. L'inseri­
mento della resistenza si rende necessario Il processo di carica di un con­
per creare una caduta di tensione sui ter­ densatore elettrolitico puà es­
minali della lampadina, in modo da evita­ sere praticamente provato col­
re il flusso di una corrente eccessiva che legando, in un primo tempo,
potrebbe bruciare il filamento. una pila sui terminali del com­
Il condensatore, che deve evidenziare ponente e collegando poi il
il fenomeno di carica e quello di condut­ condensatore con una lampa­
tività delle sole correnti variabili, viene dina. Sfruttando l'energia elet­
inserito in parallelo alla lampada, colle­ trica immagazzinata dal con­
gando in serie ad esso un intètruttore. densatore, la lampadina si ac­
In un primo tempo, lasciando aperto cenderà per un attimo.
l'interruttore, la lampadina si accenderà
emettendo una certa intensità di luce,
che non è quella normale di esercizio a
Condensatori 33

ll condensatore è
un componente che
si lascia attraversa­
re soltanto dalla
corrente alternata
e non da quella
continua. Questo e­
s p e r i m e n t o sta a
provare pratica­
mente tale concet­
to. Chiudendo l'in­
terruttore la lampa­
dina si accende per
un attimo, ma poi
rimane spenta.

6V
50 mA

causa della presenza della resistenza di condensatore elettrolitico è nulla, c10e


caduta di tensione. sale dal valore zero a quello di 9 volt in
Chiudendo poi l'interruttore, si potrà no­ un determinato intervallo di tempo; du­
tare uno spegnimento momentaneo della rante questo tempo la corrente elettrica
lampada. Perchè? Semplicemente perchè non puà considerarsi continua, bensi va­
la corrente elettrica ha incontrato una riabile (variazione da 0 a 9 volt), e le cor­
nuova via di flusso attraverso il condensa­ renti variabili, per quel chè si sa dalla
tore elettrolitico da 1000 �J.F. E ci si do­ teoria del condensatore, attraversano age­
manderà a questo punto in qual modo la volmente tutti i condensatori. Nell'esperi­
corrente della pila, che è una corrente mento citato esiste dunque un intervallo
continua, possa scorrere attraverso il con­ di tempo, sia pur breve, nel quale la cor­
densatore elettrolitico, dato che attraverso rente si riversa nel circuito composta dal­
i condensatori, di qualunque tipo essi sia­ la pila e dal condensatore elettrolitico,
no, non possono transitare le correnti venendo a mancare nel ramo compren­
continue. Occorre peraltro tener conto dende la lampadina, la quale subisce una
di un particolare elettrico di notevole im­ repentina diminuzione nel processo di lu­
portanza che si verifica all'atto della chiu­ minosità. Durante questo stesso interval­
sura del circuito. Infatti, quando si agisce lo di tempo le cariche elettriche si con­
sull'interruttore, con lo scopo di chiudere densano sulle armature del condensatore,
il circuito, la tensione sui terminali del fino a che la tensione elettrica fra le arma-
34 Fondamenti della Radio

ture stesse raggiunge il valore di 9 volt. tamente dopo l'apertura dell'interruttore,


A pattire da questo momento la corren­ si potrebbe misurare la tensione di 9 V.
te, divenuta continua, non potrà più attra­ Questa misura renderebbe evidente il fe­
versare il condensatore e riprenderà a nomeno di carica del condensatore, quan­
scorrere nel ramo del circuito in cui è in­ do questo viene inserito fra i morsetti di
serita la lampadina, la quale si accenderà una sorgente di energia elettrica. La mi­
nuovamente con la stessa intensità lumi­ surazione deve essere effettuata subito
nosa eroga ta nel caso in cui si mantenga dopo l'apertura dell'interruttore, perchè
aperto l'interruttore. altrimenti, col passare del tempo, la cari­
Se si dovesse applicare uno strumento ca elettrica tende ad esaurirsi e la stessa
misuratore di tensione, cioè un voltmetro, tensione scenderebbe a valori più bassi.
sui terminali del condensatore, immedia- Per poter evidenziare ulteriormente il

Il condensatore, come avviene per qual­


INT.
siasi altro componente, oppone una
certa resistenza al passaggio della cor­
rente alternata, che prende il nome di
2 20 v
<< reattanza capacitiva ». La reattanza
diminuisce coll'aumentare della capa­
cità, come è dimostrato in questo espe-
rimento. 220 v �

RETE
220V
Condensatori 35

_
_

_..__
__ ij
D m • · }•:::�:,:•"'
J l, 8 +3mm.

\
Condensatori a disco saldabili a coeffi­ 1
1
ciente di temperaturd definito. Questi tipi
di condensatori sono privi di connessioni
e non sono isolati; l'argentatura stagnata
è adatta alla saldatura diretta.

fenomeno di carica e scarica di un con­ immediatamente dopo, si spegnerà e ri­


densatore, si puà effettuare ancora un marrà spenta pur essendo chiuso il dr­
esperimento, realizzando un circuito ana­ cuita di alimentazione. Il momentaneo
logo a quello precedente, ma senza l'inse­ accendersi della lampadina è dovuto al­
rimento della resistenza di caduta e con l'istantaneo passaggio di corrente attra­
l'impiego di un deviatore in sostituzione verso il condensatore elettrolitico duran­
dell'interruttore. L'esperimento si esegue te il periodo di carica. Quando il conden­
in due tempi successivi. In un primo mo­ satore è carico _la corrente continua non
mento, con il deviatore commutato a si­ potrà più transitare attraverso la lam­
nistra, in modo da chiudere il circuito pada.
composta dalla pila e dal condensatore
elettrolitico, si sottopone il condensatore Reattanza del condensatore
stesso alla tensione di carica, per alcuni
istanti. Successivamente si commuta, con Come avviene per le resistenze, anche
rapidità, il deviatore verso destra e si no­ il condensatore, che è un conduttore di
terà un repentino bagliore nella lampada. corrente variablle (pulsante o alternata),
La luminosità della lampada perdura sol­ oppone una certa resistenza al passaggio
tanta per un attimo, cio'è per quel brevis­ della corrente. Questa resistenza prende
simo istante di tempo necessario al con­ il nome di « reattanza »; essa dipende, ·ol­
densatore elettrolitico per scaricarsi qua­ tre che dalle caratteristiche· eJettriche del
si completamente. condensatore, anche dalla frequenza della
L'esperimento con il quale si riesce ad corrente alternata. Per chiarire tale con­
evidenziare il fenomeno per- cui la corren­ cetto conviene collegare, in serie con una
te continua non puà attraversare i conden­ lampadina, alimentata in corrente alter­
satari consiste nel collegare, in serie alla nata, due condensatori, in parallelo fra
sorgente di corrente continua a 9 V e alla di loro, dei quali uno puà essere inserito
lampadina a 6 V, un condensatore elettro­ o disinserito a· piacere per mezzo di un in­
litico da 1000 �J.F. Chiudendo il circuito terruttore.
per mezzo dell'interruttore, si noterà un Nel circuito comprendente un solo con­
brevissimo bagliore nella lampadina che, densatore, quello che ha il valore di
36 Fondamenti della Radio

200.000 pF, si riesce ad accendere la lam­ Il valore della reattanza di un condensa­


padina della potenza di 0,5 watt circa con tore viene espresso in ohm e puo essere
una certa intensità luminosa. Ovviamente dedotto dalla seguente formula pratica:
la lampadina deve essere adatta per la
tensione alternata di 220 V. Chiudendo Reattanza del condensatore (ohm) =

l'interruttore, cioè aumentando il valore


capacitivo del condensatore collegato in 1.000.000
serie, l'intensità luminosa della lampadina
aumenterà oltremodo. Tale fenomeno è 6,28 x frequenza (in c/s) x capac. (IJ.F)
dovuto appunto alla diminuzione della re­ Volendo applicare questa formula per

sistenza opposta dai condensatore al pas­ la valutazione della reattanza nel circuito
sperimentale or ora descritto, si dedur­
saggio della corrente. Più propriamente
rebbe che, nei due casi, i valori ohmmici
si deve dire che, con l'aumento della capa­
sarebbero i seguenti:
cità, è diminuito il valore della reattanza.
Occorre far bene attenzione a non con­
1.000.000
fondere mai la resistenza ohmmica con la
15,923 ohm (circa)
reattanza, anche se quest'ultima è da con­
6,28 x 50 x 0,2
siderarsi, in certo qual modo, una vera e
propria resistenza al passaggio della cor­ 1.000.000
rente alternata. 7,961 ohm (circa)
Tutt'al più si potrebbe parlare di « resi­ 6,28 x 5(} x 0,4
stenza capacitiva », che è un termine più
esatto, ma che lascia il posto a quello più Dai valori trovati si puo dedurre che
usato di reattanza. con l'aumentare della capacità, la reattan­
E' stato detto che la reattanza di un con­ za diminuisce e la corrente trova una via
densatore dipende, oltre che dalla sua di più facile scorrimento. Nel primo ca­
capacità, anche dalla frequenza della ten­ sa, infatti, con l'inserimento di un solo
sione alternata; cioè, col diminuire della condensatore, del valore di 200.000 pF,
frequenza, la corrente alternata diviene la reattanza ha assunta il valore di 15,923
sempre più simile alla corrente continua ohm. Con il raddoppio della capacità, il
e la reattanza tende a diventare infinita. valore della reattanza si è dimezzato.
RESISTORI
Resistori 41

RESISTENZA ELETTRICA

uando gli elettroni sono costretti circuito, cioè di limitare l'intensità di cor­

Q
a mettersi in movimento lungo un rente.
filo conduttore, a causa di una ten­ La resistenza elettrica è pur essa una
sione applicata ai suoi terminali, grandezza fisica, come lo sono l'intensità
essi incontrano sempre una certa resisten­ di corrente, la tensione, la capacità, l'in­
za al loro moto dovuta alla natura del ma­ duttanza, la reattanza, ecc. Anche la resi­
teriale che compone il filo conduttore. In stenza elettrica, dunque, possiede un'unità
questo senso esistono in natura metalli di misura, che prende il nome di « ohm »

che sono più o meno buoni conduttori di dal nome del fisico Ohm.
elettricità. Ad esempio l'argenta è un otti­ Si suol dire che un conduttore elettrico
mo conduttore di elettricità, il rame è un ha la resistenza di un ohm quando, sotto­
buon conduttore di elettricità, lo zinco posto alla tensione elettrica di un volt, è
lo· è meno. Oltre ai metalli, vi sono anche percorso da una corrente di un ampere.
leghe metalliche che sono più o meno Cosi, ad esempio, se un filo conduttore
buone conduttrici di elettricità. Anzi pro­ presenta una resistenza elettrica del va­
prio le leghe metalliche vengono compo­ lore di 100 ohm, cio vuol dire che quel
ste per realizzare una maggiore resisten­ conduttore richiede, sui suoi terminali,
za al flusso elettronico. Le resistenze elet­ una tensione di 100 volt per ogni ampere
triche, ad esempio, installate nelle stufe che deve attraversarlo.
per riscaldamento sono costituite da le­ Per definire praticamente l'unità di re­
ghe metalliche capaci di offrire una certa sistenza elettrica, si è convenuto di costrui­
resistenza al movimento degli elettroni. re un campione internazionale, scegliendo
E questa resistenza si traduce in forza come metallo di riferimento il mercurio
di attrito interna ai conduttori stessi. La purissimo alla temperatura di zero gradi
forza di attrito poi si trasforma in calore. (è necessario stabilire una temperatura
Le resistenze delle stufe per riscaldamen­ di riferimento, perchè la resistenza elet­
to, infatti, si riscaldano al punto da arro­ trica varia col variare della temperatura);
ventarsi. Nel settore dell'elettronica e in questo campione è costituito da una co­
quello specifico della radiotecnica, assai lonna di mercurio racchiusa in un tubo
raramente si fa impiego di resistenze con di vetro, avente un'altezza di 106,3 cm. e
lo scopo di trasformare l'energia elettrica della sezione costante di 1 mm'.
in energia termica. In questi settori, inve­ In pratica per la misura delle resistenze
ce, le resistenze svolgono quasi sempre lo di valore elevato si usa spesso il megaohm,
stesso compito: quello di creare una ca­ che equivale ad un milione di ohm.
duta di tensione, oppure limitare il passag­ Un corpo conduttore che presenti una
gio degli elettroni lungo i conduttori in resistenza elettrica dell'ordine dei mega-
42 Fondamenti della Radio

pot-=nz

til j

fotores1stenza NTC VDR

Simboli elettrici delle resistenze di tipo più comune, mon­


tate sui circuiti radioelettrici. Il potenziom,etro è una resi­
stenza variabile; la fotoresistenza yaria col variare della
luce; le resistenze NTC coll'aumentare della temperatura
diminuiscono di valore; le resistenze VDR variano di valore
col variare della tensione ad esse applicata.

ohm sarà naturalmente un cattivo condut­ Tipi di resistenze


tore, perchè anche sotto l'azione di una
tensione notevole verrà attraversato sem­ Le resistenze, impiegate nei circuiti elet­
pre da una piccola quantità di corrente; tronici, sono di vari tipi· e dimensioni, a
un conduttore della resistenza di un mega­ seconda del loro impiego.
ohm viene infatti attraversato dalla cor­ Una prima suddivisione viene fatta fra
rente di un microampere, e cioè da un due tipi fondamentali di 'resistenze: quel­
milionesimo di ampere per ogni volt di le fisse e quelle variabili. Le resistenze
tensione applicata ai suoi terminali. fisse costituiscono un ostacolo costante
Praticamente i corpi conduttori che han­ al movimento degli elettroni, quelle varia­
no resistenze cOsi elevate si considerano bili costituiscono un ostacolo che pub es­
in genere più vicini alla categoria dei co r­ sere variato manualmente, oppure a cau­
pi isolanti. sa del variare della luce, ·della temperatu­
Un isolante perfetto dovrebbe avere una ra, della tensione.
resistenza elettrica infinita; ma in natura Le resistenze fisse, quelle più comuni e
questo corpo non esiste. Tutti i corpi iso­ più usate nei circuiti elettronici, assumo­
lanti sono percio da considerarsi in realtà no il nome di << resistori >>, anche se i tec­
come dei pessimi conduttori di corrente nici professionisti o dilettanti preferisco­
elettrica, e cioè corpi con una resistenza no chiamarle << resistenze ».

elettrica elevatissima ma non mai infinita. Normalmente i resistori si presentano


La distinzione tra corpi conduttori e esteriormente sotto l'aspetto di un cilin­
corpi isolanti è dunque fittizia, perchè le dretto, variamente colorato, munito di
resistenze elettriche che si devono consi­ due terminali alle estremità; questi ter­
derare in pratica si estendono con conti­ minali rappresentano i conduttori utili
nuità da valori piccolissimi, dell'ordine di della resistenza. Per la costruzione dei re­
qualche ohm, ai valori elevatissimi di mol­ sistori, le varie case produttrici adottano
te migliaia di megaohm nei corpi che rap­ materiali ë metodi di fabbricazione al­
presentano i migliori isolanti. quanto diversi. 1 sistemi più comuni so­
Si pub dire quindi che i corpi condutto­ no quelli dell'impasto a carbone, dello
ri e quelli isolanti rappresentano sempli­ strato cH carbone, dello strato metallico
cemente i due estremi di una serie con­ e del filo metallico.· Tali concetti costrut­
tinua che si ottiene classificando i corpi tivi valgono per la composizione interna
in ordine di resistenza elettrica crescente. del resistore, ma oltre a cio variano anche
Resistori 43

i materiaU di rivestimento isolante ester­ trica, mentre godono di una normale sta­
no; tra questi vanno ricordati la lacca, lo bilità di funzionamento. Questi tipi di re­
smalto, le resine al silicone, le resine ve­ sistori sono i più comuni nei circuiti ra­
trificate. dioelettrici.
E' ovvio che, a seconda del sistema co­ I resistori a strato di carbone sono co­
struttivo, interna ed esterno, del resista­ stituiti da un sottile deposito di carbone
re, questo componente elettronico presen­ su un supporta isolante e chimicamente
ti proprietà leggermente diverse. I resi­ puro; con questi tipi di componenti si
stori ad impasto di carbone, ad esempio, puo raggiungere un elevato grado di sta­
consentono una buona dissipazione di ca­ bilità di funzionamento e valori di tolle­
lore e, conseguentemente, di potenza elet- ranza molto ristretti.

resistenza

involucro esterno
isolante

rz processo di costruzione e di
composizione delle resistenze
varia fra un tipo e l'altro e va­
cilindretto
c eramico terminale ria anche col variare della
nazionalità di fabbricazione.
Quella rappresentata in alto
è una resistenza di tipo ame­
ricana; quella in bassa è di
r esistenza
tipo europeo, destinata a scom­
a sp1rale parire col passare del tempo.

Anche i resistori a strato metallico per­ l'elemento resistivo è formato da uno


mettono di ottenere tolleranze molto ri­ strato di miscela di carbone depositato su
strette sul valore nominale; essi sono un supporta di materiale impregnato di
composti da un supporta isolante sul resina. La variabilità dell'elemento resi­
quale è depasitato uno strato metallico. stivo è ottenuta per mezzo di un cursore,
Quando si presenta il problema di do­ meccanicamente manovrabile, che è colle­
ver dissipare potenze elettriche notevoli, gato al terminale centrale del potenzio­
si fa impiego dei resistori a filo metallico, metro per mezzo di un anello metallico.
isolati in smalto o cementati; la dissipa­ Le caratteristiche elettriche di questi tipi
zione è possibile in quanta i resistori a fi­ di resistenze variabili dipendono dalla
lo metallico ammettono temperature di composizione chimica della miscela e da­
lavoro assai più elevate che gli altri tipi; gli altri processi di fabbricazione; general­
questa funzione, ovviamente, comporta un mente si ottengono potenze nell'ordine
aumento notevole delle dimensioni del di 1 watt e tolleranze abbastanza ampie.
componente ed anche del costo di fabbri­ Con il nome di reostati si indicano nùr­
cazione. malmente le resistenze variabili a filo,
Tra le resistenze variabili, i tipi più no­ costituite da uno strato di filo metallico
ti e più usati prendono il nome di << po­ avvolto su un supporta isolante di resina
tenziometri >> e << reostati >>. o di ceramica; quest. tipi di potenziome­
Più propriamente prendono il nome di tri (attualmente vengono chiamati cos!.,
potenziometri quei con ponenti nei quali mentre il termine reostato è relegato alla
44 Fondamenti della Radio

resistenza a densità Le resistenze varia­


uniforme bili, comunemente
denominate «poten­
ziometri», a strato
di grafite, possono
essere a variazione
lineare ( disegno a
sinistra) o logarit­
mica ( disegno in
basso).

resistenza a densità
variabile

La variazione di ti­
po lineare o loga­
ritmico, delle resi­
stenze variabili, di­
pende dalla densi­
tà dello strato di
grafite, che puà es­
sere uniforme o va­
riabile.

storia dell'elettronica) permettono di dis­ del componente. La variazione, infatti, puo


sipare potenze elettriche notevoli, anche essere lineare oppure logaritmica. Nel
di parecchie centinaia di watt e presenta­ primo caso il valore di resistenza com­
no limiti di tolleranza assai più ristretti preso tra il terminale iniziale e quello
rispetto ai tipi a strato di carbone. centrale è proporzionale all'angolo di ro­
Fra i potenziometri sono molto comuni tazione del cursore, percio al 50% del to­
i tipi muniti di interruttore, che è di so­ tale. Cio vuol dire che, ad esempio, se lo
lito inserito ad una delle due estremità spostamento di un millimetro del curso­
del componente e coïncide con l'inizio del­ re lungo lo strato di grafite determina un
la rotazione dell'albero. In radiotecnica aumento di 100 ohm, lo spostamento di
questo tipo di potenziometro regola il vo­ due millimetri determina l'aumento di
lume sonoro di un ricevitore radio e per­ 200 ohm.
mette di accendere e spegnere l'intero Per i potenziometri a variazione loga­
circuito dell'apparato; la regolazione si ritmica le cose vanno diversamente; la re­
ottiene manovrando un bottone applicato sistenza, infatti, non è più distribuita in
sull'albero del potenziometro. maniera uniforme lungo tutto l'arco, ma
Agli effetti delle variazioni resistive i aumenta verso l'estremo finale; pertanto,
potenziometri si comportano in due modi al50% della rotazione il valore è solo il
diversi, a seconda del sistema costruttivo 10% della resistenza totale.
Resistari 45

Esistono anche potenziometri a varia­


zione logaritmica inversa, nei quali al 50%
della rotazione il valore è il 90% della re­
sistenza totale.

Fotoresistenze e termistori
Resistore ad impasto
Esistono alcuni tipi speciali di resisten­
« morganite », con va­
ze il cui valore ohmmico varia al variare
lore resistivo espresso
della luminosità d'ambiente o della tem­
in codice.
peratura. Queste resistenze prendono i
nomi particolari di fotoresistori ( o foto­
resistenze) e termistori. L'impiego di que­
sti componenti elettronici viene fatto in
particolari tipi di circuiti, come lo sono
le cellule fotoelettriche, i segnalatori di
presenza, gli avvisatori d'incendia, gli in­
terruttori automatici di una rete di illu­
minazione, ecc.
I fotoresistori sono costituiti da mate­
riali fotoconduttivi, quali il solfuro di cad­
mia e il seleniuro di cadmia, la cui pro­ Resistore a fila laccato
prietà intrinseca consiste nel far variare con potenza di dissi­
il valore della resistenza al variare dell'in­ pazione massima di 5
tensità di flusso luminoso incidente sulla watt.
loro superficie.
In condizioni di totale oscurità la resi­
stenza assume valori molto elevati, che
possono raggiungere e superare i mega­
ohm; in condizioni di piena illuminazione,
la resistenza diminuisce fino a poche cen­
tinaia o migliaia di ohm.
I termistori, che vengono indicati con
la sigla NTC (Negative Temperature Coe­
fficient), sono elementi resistivi dotati del­
la particolarità di presentare un elevato Resistore a filo con
coefficiente di temperatura negativo; in cursore regolabile.
pratica, all'aumentare della temperatura,
diminuisce notevolmente il valore della
resistenza ohmmica. Essi sono costituiti
da una miscela di ossidi metallici, trattati
chimicamente in modo da presentare pro­
prietà !lemiconduttrici, i quali vengono
pressati insieme ad un legante plastico
e sinterizzati ad alta temperatura.
Il valore nominale della resistenza vie­
ne normalmente calcolato alla temperatu­
ra di 25°C. Ai fini dell'impiego è abbastan­
Resistore a fila smal­
za utile poter conoscere la variazione di
tato con elevato coef­
questa resistenza al variare della tempe­
ficiente di dissipazione.
ratura; la dipendenza tra questi due para­
metri è logaritmica.
46 Fondamenti della Radio

Per le loro caratteristiche i termistori la sigla indicativa è compreso nelle tre


vengono utilizzati in numerose applicazio­ seguenti parole: Voltage Dependènt Resi­
ni: misura e regolazione della temperatu­ stors. Un'altra caratterïstica intrinseca di
ra, misura del flusso di gas e liquidi, com­ tali componenti è la seguente: il valore
pensazione del coefficiente di temperatura della resistenza diminuisce coll'aumenta­
di bobine e avvolgimenti, temporizzazione re della tensione applicata.
di relè, compensazione di circuiti transi­ I resistori di tipo VDR vengono larga­
storizzati. mente impiegati nei circuiti stabilizzatori
Nei circuiti elettronici si trovano anco­ di tensione, in quelli di sincronizzazione
ra altri tipi di resistori, come ad esempio, di oscillatori per frequenze TV, per eli­
i VDR e gli MDR. I resistori di tipo VDR, minare lo scintilllo tra i contatti dei relè.
denominati anche variatori, sono elementi Per quanto riguarda i resistori di tipo
in cui il valore della resistenza varia in MDR, occorre ricordare che questi com­
'llaniera non lineare al variare della ten­ ponenti godono della proprietà di variare
sione ad essa applicata. Il significato del- linearmente il proprio valore al variare

Esempi di potenziometri miniatura normalmente montati


sugli apparecchi radio portatili e muniti di circuito. stam­
pato. Alcuni di questi potenziometri sono anche muniti di
interruttore che, solitamente, coïncide con l'inizio della
rotazione.


'


-


'

.a
� •
Resistori 47

del campo magnetico in cui sono immer­


si. La sigla indicatrice di tali componenti
si riferisce alle tre lettere iniziali delle
tre seguenti parole: Magnetic Dependent
Resistors. Questi tipi di resistori trovano
impiego nei circuiti convertitori per cor­
renti continue e alternate, negli amplifi­
catori galvanometrici e in taluni tipi di
trasduttori di segnali.

Caratteristiche delle resistenze

Le grandezze fisiche fondamentali, che


caratterizzano le resistenze, sono: la dis­
sipazione, la tolleranza, la tensione mas­
sima di lavoro, il coefficiente di tempera­
tura.
Per dissipazione si intende la proprietà Potenziometri semifissi di tipo
della resistenza di trasformare l'elettrici­ miniatura, comunemente appli­
tà in calore, cioè · l'energia elettrica in cati sui circuiti stampati per
energia termica. la realizzazione di apparecchia­
La dissipazione dipende dalla composi­ ture di piccole dimensioni.
zione propria della resistenza e, abbastan­
za direttamente, anche da due altri fatto­
ri: la temperatura ambiente e le dimen­
sioni. Normalmente la potenza nominale
viene misurata alla temperatura di 70°C.
Per quel che riguarda le dimensioni, que­
ste si estendono fra i 2-3 mm., per i tipi
miniatura che dissipano pochi centesimi
di watt, e i 100 mm. per i resistori più
grossi, a filo, che possono dissipare anche
un centinaio di watt.
Per quel che riguarda la tolleranza, i
resistori vengono costruiti nelle gamme
di tolleranza del 20% - 10% - 5%. Ma esi­
stono anche tipi di resistori di alta preci­
sione, con tolleranza compresa fra il 2%
e 1'1 %. I limiti di tolleranza dello 0,5%
vengono raggiunti in quei tipi di resistori
destinati ad impieghi particolari, come ad
esempio gli strumenti di misura; in que­
sto caso si tratta di speciali tipi di resi­
stori ad impasto e a filo.
Anche la tensione massima di lavoro co­ Potenziometri di tipo normale
stituisce una grandezza che dipende prin­ muniti di interruttore. Quello
cipalmente dalle dimensioni del resistore, a sinistra è un potenziometro
per quanto in una certa misura essa risul­ doppio che trova larga applica­
ti influenzata anche dai tipo di rivestimen­ zione negli amplificatori di bas­
to isolante adottato. I valori variano da sa frequenza.
poche centinaia di volt, nei tipi più cornu­
ni, fino a superare agevolmente i 1000 volt
48 Fondamenti della Radio

Pur avendo la stessa funzione,


i resistori assumono espressio­
ni esteriori diverse, a seconda
del luogo di prov.enienza. 1 re­
sistori qui riprodotti sono di
costruzione americana. Quello
in alto, a destra, funziona da
partitore di tensione, perché
in esso si puà sfruttare la ca­
duta di tensione che si verifica·
lunga l'intero corpo del com­
ponente.

in alcuni tipi di resistori a filo di potenza te sull'involucro esterno del componente


elevata. o che puà essere dedotto per mezzo di Ûn
Il coeffi.ciente di temperatura permette codice a colori.
di stabilire la variazione del valore ohm­ Le maggiori case produttrici di resista­
mico del resistore al variare della tempera­ ri mantengono i valori ohmmici corrispon­
tura. Normalmente questa variazione risul­
denti a quelli compresi nelle tabelle in­
ta inferiore all'l% per ogni grado centi­
ternazionali, ma per impieghi particolari
grado di variazione. Per particolari im­
vengono tuttora prodotti resistori aventi
pieghi dei resistori vengono attualmente
valori non compresi nelle normali tabelle.
fabbricati componenti che mantengono
Mentre in taluni tipi di resistori viene
praticamente un valore costante al varia­
stampato il valore ohmmico direttamen­
re della temperatura; si tratta in questo
caso di resistori ad alta stabilità. te in eike, nella maggior parte dei resi­
Un altro dato importante, che caratte­ stori il valore nominale della resistenza
rizza ogni tipo di resistenza, è costituito ohmmica viene individuato tramite gli a­
dalla conoscenza diretta del valore ohm­ nelli colorati stampati sul corpo del resi­
mico, che puà essere indicato direttamen- store, secondo il codice dei colori.

CODICE DEI COLORI

1
I Anello II Anello III Anello IV Anello
Colore
1• cifra 2" cifra Moltiplicatore Tolleranza

Nero 0 0 1 -
Bruno 1 1 10 ± 1%
Rosso 2 2 100 ± 2%
Arancio 3 3 1000 -
Giallo 4 4 10000 -
Verde 5 5 100000 -
Blu 6 6 1000000 -
Violetto 7 7 · - -
Argento 8 8 - -
Bianco 9 9 - -
Oro - - : 10 ± 5%
Argento - - : 100 ± 10%
Resistori 49

Quando nel corpo del resistore non è Vi è un altro motivo, fondamentale,


presente il quarto anello, il valore della per cui il tecnico elettronico ricorre tai­
tolleranza è inteso nella misura del ±20%. volta al collegamento in serie e in paral­
lelo delle resistenze. E il motivo è dovuto
Collegamenti di resistenze alle esigenze di potenza elettrica di taluni
punti di un circuito. Quando la resisten­
Le resistenze rappresentano i compo­ za, ad esempio, ha il compito di provoca­
nenti radioellettrici dominanti nei circuiti re una certa caduta di tensione, lasciando
radio; esse risultano applicate · in gran fluire una certa quantità di corrente, quel­
numero e sono distribuite un po' dovun­ la resistenza deve essere in grado di po­
que, in ogni punto del telaio in cui risulta ter dissipare in calore una determinata
realizzato un circuito. Le resistenze pos­ quantità di energia; se questa resistenza
sono apparire isolatamente, oppure con­ non è dotata della potenza prescritta, essa
nesse a due a due o in fila, una dopo l'al­ puo andare distrutta molto presto.
tra. In ogni caso esistono due fondamen- In pratica, quando il radiotecnico deve

• 1:
Pot enzi o m etri di
medie dimensioni, ·.

. . comunemente mon­
.. tati nelle fonovali­
gie.

tali sistemi di collegamento delle resisten­ sostituire una resistenza della potenza di
ze: il collegamento « in serie » e quello 2 W e ha a disposizione soltanto resisten­
" in parallelo ». Nel collegamento in serie ze della potenza di 1 W, riesce a raggiun­
gli elementi risultano connessi in fila, uno gere il valore della potenza prescritta me­
dopo l'altro; nel collegamento in parallelo diante un collegamento di due o più re­
gli elementi sono connessi parallelamente sistenze da 1 W.
l'uno all'altro. Perchè si usano questi si­ La somma dei valori ohmmici delle
stemi di collegamento delle resistenze? resistenze, invece, puo essere talvolta
Non è possibile dirlo subito, in poche pa­ aritmetica e talvolta algebrica. In ogni ca­
role. Si puo anticipare, per ora, qualche so si tratta di eseguire alcune semplici
notizia; non sempre il radioriparatore ha operazioni, che non richiedono particola­
a sua disposizione una resistenza di valo­ ri conoscenze dell'algebra e neppure un
re identico a quello del componente che faticoso esercizio di calcolo. Occorre in­
è andato distrutto nell'apparato in ripara­ vece conoscere il calcolo con le frazioni.
zione e, per accelerare i tempi, deve uni­ Quando le resistenze, chiamate anche
re assieme due o più resistenze, in modo resistori, vengono collegate una dopo l'al­
tale che la loro somma risulti identica al tra, si dice che si effettua un collegamen­
valore del componente che deve sostituire. to in serie di resistenze. Più resistenze
50 Fondamenti della Radio

Esempi di produzioni industriali di resistori, montati su


nastro o verticalmente in un contenitore. La figura qui sot­
ta riportata riproduce cinque tipi di resistori dello stesso
valore ohmmico, ma di wattaggio diverso, da 0,125 watt a
2 watt.

0"125W 0'33W 0'50W w 2 w


Resistori 51

1W

0 'fil 0 =
Per aumentare la poten­ 150 !L 150 !L 300!L
za di dissipazione, si pos­
sQno collegare in serie o 150n
in parallelo fra di lora


due resistenze dello stes­ 1W

sa tipo. = �

� 150n
75n.

collegate in serie tra di loro equivalgono loro in parallelo conviene applicare la


ad un'unica resistenza il cui valore ohm­ seguente formula:
mica è dato dalla somma aritmetica dei
valori delle singole resistenze.
Si tratta, quindi, del calcolo più sem­ R
pliee, la cui formula è la seguente:

R Quando le resistenze sono .Più di due,


allora occorre applicare la seguente for­
mula:
in cui R �appresenta il valore della resi­
stenza complessiva, mentre Rt, R2, R3,
R4 rappresentano i valori delle singo­
R
•••••

le resistenze collegate in serie tra di loro.


Nel caso particolare in cui tutte le resi­
+ + + .....
stenze collegate in serie tra di loro abbia­
no lo· stesso valore ohmmico, la formula
precedente assume la seguente espressio­
Naturalmente, per poter applicare que­
ne:
ste formule, occorre avere un po' di dime­
stichezza con le operazioni matematiche
relative alle frazioni. La conclusione che
si trae dai due diversi concetti relativi
in cui R rappresenta il valore ohmmico ai due tipi di collegamenti di resistenze
di una sola resistenza ed n rappresenta il elettriche è la seguente:
numero delle resisten'ze collegate in serie. « Collegando due 6 più resistenze in
Il calcolo diviene un poco più comples­ serie ira di loro, il valore complessivo del­
so quando si tratta di calcolare il valore la resistenza risultante aumenta, mentre,
della resistenza risultante da un insieme collegando due o più resistenze in paral­
di più resistenze collegate f�a loro in pa- · lelo tra di loro, il valore della resistenza
rallelo. risultante diminuisce ».

Il collegamento in parallelo, di due o I motivi per cui in pratica, nei circuiti,


più resistenze, si ha quando le resistenze vengono inserite due, tre o più resistenze
sono collegate parallelamente tra di" loro al posto di una, siano esse collegate in
e trasformano un unico conduttore, là do­ serie o in parallelo, possono essere mol­
ve esse sono inserite, in due, tre, o più teplici. Nel collegamento in serie, poichè
rami conduttori a seconda che le resisten­ ogni resistenza provoca una caduta di
ze collegate siano due, tre o più di tre. tensione nel circuito, è possibile ottenere
Nel caso di due resistenze collegate tra tutta una serie decrescente di tensioni
52 Fondamenti della Radio

Come avviene per i


condensatori, anche
le resistenze assu­
mono denominazio­
ni diverse, a secon­
da del loro impiego.
A sinistra la resi­
stenza Rl è denomi­
n a ta « resistenza
RI
di catodo » ; a de­
stra, la resistenza
Rl prende il nome
di « resistenza di
griglia ».

necessarie per l'alimentazione di partico­ zoccolo corrispondente al catodo della val­


lari apparati utilizzatori. vola e la massa dell'apparecchio radio,
Il collegamento in paralÎèlo, comune- cioè il telaio, è chiamata anche resistenza
. mente, viene fatto per derivare la corren­ di polarizzazione di griglia. Essa serve a
te elettrica attraverso rami diversi, oppu­ mantenere la griglia controllo della valvo­
re per diminuire la resistenza elettrica in la ad un valore negativo necessario per il
un punta di un circuito. In entrambi i suo corretto funzionamento.
tipi di collegamento di resistenze, i valori
Il valore negativo della tensione di gri­
delle tensioni e delle correnti si ottengono
glia controllo si deduce dai prontuari del­
facilmente applicando le diverse espres­
le valvole: esso è condizionato dai valore
s ioni della legge di Ohm.
della tensione di placca e della corrente
di catodo.
Resistenze di catodo
Molto spesso nei prontuari delle valvole
La resistenza di catodo, che è collegata, elettroniche è anche indicato il valore del­
nei ricevitori a valvole, fra il piedino dello la resistenza di catodo in relazione a valo-

l potenziometri semifis­
si vengono regolati, una
volta per tutte, in sede
di messa a punto e tara­
tura dei radioapparati.
Essi si distinguono dai
potenziometri normali
per l a brevità del perno
di comando.
Resistori 53

ri precisi della tensione di placca e della dere il valore della corrente totale assar­
corrente totale di catodo. Ma pub anche bita dalla valvola ed espressa in ampere:

sorgere la necessità di far lavorare una


8,5 : 0,032 = 265 ohm
valvola elettronica con valori di tensioni
e correnti diverse da quelli indicati nei
Dunque, per far funzionare regolarmen­
prontuari. In questi casi occorre procede­
te una valvola amplificatrice finale di po­
re al calcolo della resistenza di catodo.
tenza, di tipo 6V6, con la tensione di plac­
Facciamo un esempio. Supponiamo di
ca di 180 volt, occorre applicare tra il ca­
dover calcolare il valore ohmmico della
todo della valvola stessa e il telaio dell'ap­
resistenza catodica di una valvola elettro­ parecchio radio una resistenza da 265
nica di tipo 6V6. Ricorrendo ad un pron­ ohm. Si tratta ora di stabilire il wattaggio
tuario di valvole si possono rilevare i dati di questa resistenza, per evitare che essa
caratteristici. Molto spesso questi dati possa bruciarsi durante il funzionamento
vengono elencati su due colonne diverse, del circuito e per fare in modo che essa
in corrispondenza a due valori diversi del­ possa agevolmente dissipare, cioè trasfor­
le tensioni di placca. Pub capitare, ad e­ mare in energia termica la potenza elettri­
sempio, che per la valvola 6V6 vengano ca in gioco. ,
elencati i dati caratteristici relativi a due Il valore della potenza di dissipazione
diverse tensioni di placca: quella di 180 della resistenza di catodo si ottiene sem­
volt e quella di 250 volt. Se si fa impiego plicemente moltiplicando il valore della
della valvola 6V6 con la tensione anodica tensione misurata sui suoi terminali, che
di 180 volt, dal prontuario delle valvole si corrisponde al valore della tensione ne­
rilevano i seguenti dati: gativa di griglia controllo, per il valore
della corrente catodica totale, cioè tutta
la corrente che fluisce attraverso il ca­
Vg 1 8,5 volt;
todo:
la 29 mA;
lg2 3 mA. 8,5 x 0,032 = 0,27 watt

Il primo dato si riferisce alla tensione La determinazione della potenza di dis-


negativa cui si deve portare la griglia con­
trollo della valvola affinchè essa possa re­ Quanda la resistenza partecipa alla cam­
golarmente funzionare con la tensione a­ pasiziane di un filtra, in una cellula di
nodica di 180 volt. Il secondo dato «la» tipa a « p greca », essa viene denaminata
si riferisce alla corrente di placca, mentre « resistenza di filtra ».
il terzo dato « l g2 » si riferisce alla cor­
rente di griglia schermo.
Per ottenere il valore complessivo della R1
corrente di catodo, occorre tener conto
della corrente anodica e di quella di gri­
glia schermo, perchè entrambe fluiscono
attraverso il catodo della valvola. La cor­
rente catodica totale si otterrà, dunque,
facendo la somma delle due correnti di
placca e di griglia schermo:

29 + 3 = 32 mA {0,032 A)

Per determinare il valore ohmmico del­


la resistenza di catodo, occorre ora divi- FIL TRO
54 Fondamenti della RadiP

+ AT sipazione della resistenza di catodo è mol­


to importante per qualsiasi tipo di valvo­
la, perchè impiegando resistenze di wat­
taggio insuffi.ciente, queste possono bru­
ciarsi. Nell'e!!empio ora citato si puo as­
sumere il valore di 1/2 watt, perchè 1/2
watt corrisponde a 0,5 watt, che è senz'al­
tro un valore superiore a 0,27 watt e ga:
rantisce un huon margine di sicurezza.

Nomi di resistenze

Le resistenze elettriche, presenti nei cir­


cuiti radioelettrici, pur presentandosi qtla­
si sempre sotto uno stesso aspetto esterio­
re, prendono nomi diversi a seconda del
circuito in cui vengono montate e a se­
conda della funzione da esse svolta.
La resistenza RI, inserita fra La resistenza di catodo, or ora menzio­
la linea di alimentazione ano­ nata, è una resistenza comune, quasi sem­
dica e la placca di una valvola, pre di tipo chimico, che non si differenzia
prende il nome di « resistenza assolutamente dagli altri tipi di resisten­
di carico anodico ». ze montate nel circuito di uno stesso ri­
cevitore radio; ma essa prende il nome
di resistenza di catodo soltanto perchè
La resistenza RI, collegata fra .è collega.ta fra il catodo e la massa dell'ap­
la linea ad alta tensione e la parecchio radio. Per questo motivo, in
griglia schermo di una valvola, gergo radiotecnico, proprio in virtù della
prende il nome di « resistenza funzione svolta, vengono menzionate le
di griglia schermo ». resistenze di griglia, le resistenze di cadu­
ta, le resistenze di filtro, le resistenze di
carico, le resistenze dei partitori di ten-
.
sione.
La resistenza di griglia è collegata fra
la griglia controllo della valvola e il te­
+AT
laio del ricevitore radio. Il compito attri­
buito a tale componente è quello di far in
modo che i pochi elettroni che si accumu­
lano sulla griglia controllo della valvola,
durante il flusso di correntc catodica, ven­
gano messi in fuga a massa, per evitare
che la griglia possa raggiungere il punto
di interdizione, bloccando il funzionamen­
to della valvola. Questa resistenza prende
anche il nome di resistenza di fuga, pro­
prio in virtù del fatto che essa mette in
fuga, a massa, gli elettroni indesiderati, .
che vengono captati malauguratamente
dalla griglia controllo della valvola. Il va­
lore di tale resistenza deve essere molto
elevato, ed è normalmente dell�ordine dei
Resista ri 55

megaohm; essa infatti non deve in alcun da due o più resistenze, che producono
modo convogliare a massa la tensione del due o più cadute di tensione, in modo da
segnale da amplificare applicato alla gri­ avere a disposizione diversi valori di ten­
glia, perchè una tale condizione interferi­ sioni.
rebbe negativamente sul corretto funzio­
namento della valvola. Esperimenti con le resistenze
La resistenza di filtro è .cosl. chiamata
perchè partecipa alla composizione della Una esperienza molto interessante, che
cellula di filtro montata a valle delle val­ ha per fine di determinare il valore di una
vole raddrizzatrici o dei raddrizzatori di resistenza di caduta, consiste nell'indivi­
corrente al silicio o al selenio. Essa con­ duare il valore ohmmico da collegare in
corre, unitamente ai condensatori elettro­ serie ad una lampadina, progettata per
litici, che compongono la cellula di filtro, funzionare con la tensione di 6 volt, da
al livellamento della tensione pulsante, alimentarsi con una pila da 9 volt. Il pro­
cioè alla trasformazione della tensione blema dunque consiste nel determinare
pulsante unidirezionale in tensione con- il valore di una resistenza che provochi
'
tinua. la caduta di tensione di tre volt, in modo
La resistenza di carico anodico è quella che sui terminali della lampadina sia pre­
resistenza che viene applicata fra la linea sente la tensioqe di esercizio di 6 volt.
di alimentazione anodica delle valvole e Per individuare tale dato è necessario
le placche delle valvole stesse. La presen­ conoscere anche il valore di esercizio della
za di tale resistenza è necessaria per po­ corrente che attraversa la lampadina; ma
ter avere sui suoi terminali la tensione quasi tutti i costruttori di lampadine si
rappresentativa del segnale amplificato. preoccupano di riportare questo dato sul
Se questa resistenza non ci fosse, dalla componente stesso; nel nostro caso, dun­
placca della valvola non si potrebbe prele­ que, si dovranno leggere sulla lampadina
vare alcun segnale amplificato. i seguenti dati: 6 volt- 0,3 ampere.
I partitori di tensione sono composti Se il valore della corrente che attraver-

La denominazione di « resistenza di protezione "


si dà a quelle resistenze che vengono collegate in
serie ad un carico utile in un circuito di alimenta­
zione ( disegno a sinistra). Le resistenze RI ed R2,
neZ disegno a destra, compongono un « partitore
di tensione "·

R1 + 250V

R1

0
100V
LJ
n:
c:(
LJ
R2

PROTEZIONE
PARTITORE
56 Fondamenti della Radio

2W

Con questo esperimento si vuale


evidenziare il cancetta di dissipa­
6 v
zione termica di una resistenza.
0,3A
Le due resistenze camprese neZ
circuita hanna la stessa valare,
ma quella da 1/4 di watt si riscal­
da eccessivamente.

sa la lampadina è di 0,3 A, questa stessa di determinare il valore della resistenza


corrente dovrà anche attraversare la re­ da collegare in serie alla resistenza della
sistenza di caduta. lampadina in modo che con la tensione
Applicando la legge di Ohm di 9 V si ottenga un flusso di corrente di
0,3 ampere. Pet ridurre la tensione di 9
V: 1 R
volt al valore di 6 volt, con un flusso di
=

si ottiene: corrente di 0,3 A, occorre una resistenza


il cui valore è di:
6 : 0,3 = 20 ohm
3 : 0,3 = 10 ohm
Questo è il valore della resistenza del
filamento della lampadina. Si tratta ora in cui 3 indica il valore della caduta di
Resistari 57

tensione che si vuol ottenere, mentre 0,3 Esso viene determinato per mezzo della
indica il valore dell'intensità di corrente seguente formula:
che deve percorrere la resistenza di ca­
duta ed anche quella della lampadina. W VA
Concludendo, occorre dire che per poter
alimentare correttamente la lampadina cioè:
con i dati caratteristici prima citati e
con una pila da 9 volt, occorre collegare 0,3 x 3 = 0,9 watt
in serie ad essa una resistenza da 10
ohm. Dunque, la potenza di dissipazione del­
·Si tratta ora di stabilire il valore della la resistenza deve essere di 1 watt. In
potenza di dissipazione di tale resistenza. pratica per una maggiore sicurezza del

La fotoresistenza è un compo­
nente il cui valore ohmmico va­ !NT. Ill

r
ria col variare della luce che la
colpisce. Questo circuito eviden­
fotoresist.
zia tale fenomeno facendo varia­
re le condizioni di luminosità am­
bientale. 220V -"t- R1

RETE
220V

LN1
58 Fondamenti della Radio

partitore di tensione, composta da due re­


sistenze R1=140 Kohm ed R2=70 Kohm,
Esempio di fotoresi­ si riduce la tensione di rete di 220 volt al
stenza di produzione valore di 110 volt. La lampada al neon
Philips con valore re­ LNl deve avere un valore della tensione
sistivo massimo, in o­ di innesco di 60-70 volt. Mantenendo il
scurità completa, di circuito al buio la lampada al neon non
JO megaohm. si accende, mentre sottoponendo la foto­
resistenza alla luce, la lampada al neon si
circuito, c10e per evitare un surriscalda­ accende e si accende sempre più con l'au­
mento della resistenza di caduta, si puà mentare dell'intensità di luce incidente
assumere il valore di 2 watt. Se si inse­ sulla superficie attiva della fotoresisten­
risse nel circuito una resistenza di 1/4 di za. Si esperimenta cosl il fatto per cui,
watt, si sperimenterebbe l'insufficienza di coll'aumentare della luce, la resistenza in­
tale valore perchè la resistenza stessa si terna della fotoresistenza -diminuisce ed
riscalderebbe al punto tale da bruciarsi. aumenta, di conseguenza, il flusso di cor­
Un'altra esperienza molto interessante rente che percorre il circuito, facendo in
puà essere realizzata con l'uso di unâ foto­ modo che la lampada al neon si illumini
resistenza di tipo ORP60. Realizzando un sempre di più.
TRASFORMATORI
Trasformatori 63

TRASFORMATORI

1 1 trasformatore rappresenta uno dei fiancati ma, in ogni caso, sono isolati
componenti più importanti di ogni tra di loro. Il filo conduttore di cui sono
ricevitore radio. Esso provvede a formati è isolato in smalto o doppio stra­
trasformare la tensione elettrica del­ to di cotone o seta. Il trasformatore del
la rete-luce nei valori di tensione necessa­ ricevitore radio è dotato di un avvolgi­
ri per alimentare il circuito del radiori­ mento primario composto da un numero
cevitore. Esso rappresenta una macchina elevato di spire (da alcune centinaia sino
elettrica, più precisamente una macchina ad un migliaio ed oltre). Più grande è la
statica, e fonda il suo principio di funzio­ tensione applicata all'avvolgimento pri­
namento sulla teoria dell'induzione elet­ mario e più grande è il numero di spire
tromagnetica. di cui esso è composto. Facciamo qualche
L'elemento essenziale per far funziona­ esempio: per la tensione di 110 V occor­
re un trasformatore è l'impiego delle cor­ rono 560 spire; per la tensione di 220 V
renti elettriche variabili (correnti pulsanti occorrono più di 1000 spire. Il diametro
o correnti continue). Infatti soltanto se le del filo, con cui si effettua l'avvolgimento,
correnti sono variabili, anche il campo e­ dipende dalla intensità di corrente che si
lettromagnetico da esse generato è varia­ vuol far scorrere attraverso l'avvolgimen­
bile e puo generare in un avvolgimento, to stesso.
elettricamente isolato, una corrente in­ Il trasformatore dell'apparecchio radio
dotta. è dotato di un solo avvolgimento prima­
Ogni trasformatore è costituito almeno rio e di due o più avvolgimenti secondari.
da due avvolgimenti, elettricamente sepa­ Il numero di spire che compongono gli
rati tra di loro; in uno ·di questi due av­ avvolgimenti secondari è proporzionato a
volgimenti si fa scorrere la corrente che quello delle spire dell'avvolgimento pri­
si ha a disposizione; nel secondo avvolgi­ mario, la tensione presente ai capi dell'av­
mento si ottiene la tensione desiderata, volgimento secondario è quella stessa
che dipende dal calcolo con cui il trasfor­ presente sui terminali dell'avvolgimento
matore è stato progettato. I. due avvolgi­ primario. In tal caso non esiste trasfor­
menti prendono rispettivamente i nomi mazione di tensione. La tensione sui ter­
di « avvolgimento primario >> e « avvolgi­ nimali dell'avvolgimento secondario di­
mento secondario >>. pende dal rapporto di trasformazione,
I due avvolgimenti sono avvolti su un ossia dai rapporto del numero di spire
nucleo di ferro laminato, formato da un dell'avvolgimento primario e di quelle
pacchetto di lamierini di ferro al silicio. dell'avvolgimento secondario.
Gli avvolgimenti, che possono essere due Generalmente i trasformatori dei ricevi­
o più di due, sono sovrapposti oppure af- tori radio sono dotati di due o tre avvol-
64 Fondamenti della Radio

gimenti secondari: il primo serve a pro­ L'autotrasformatore presenta un solo


durre l'alta tensione necessaria per far vantaggio rispetto al trasformatore: quel­
funzionare le valvole, gli altri due servo­ lo di costare di meno e di essere meno vo­
no per accendere le lampadine che illu­ luminoso. Ma l'autotrasformatore presen­
minano la scala parlante del ricevitore ta anche un grande vantaggio rispetto al
radio e un particolare elemento, contenu­ trasformatore: quello di non avere un
ta dentro tutte le valvole elettroniche, isolamento elettrico fra la tensione di
che prende il nome di << filamento ». rete-luce e i circuiti radioelettrici. A molti,
L'avvolgimento secondario, che eroga infatti, sarà capitato di toccare con un
l'alta tensione, è costituito da· una grossa dito il telaio di un apparecchio radio fun­
bobina di filo molto sottile, da 0,1 a 0,2 zionante, dotato di autotrasformatore, e
mm. Il numero di spire è di 3000, più o di prendere la scossa; tale fenomeno si
meno, a seconda del tipo di trasformatore presta ad una immediata spiegazione:
e della tensione massima. Gli avvolgimenti poichè l'autotrasformatore è dotato di un
secondari, che erogano tensioni che si ag­ solo avvolgimento, la tensione della rete­
girano intomo ai 5-6 V, sono costituiti da luce, pur risultando trasformata nel suo
poche spire di filo di rame smaltato di dia­ valore reale, è direttamente applicata ai
metro maggiore. circuiti dell'apparecchio radio e, in parte,
In radiotecnica i trasformatori hanno anche al telaio.
proporzioni relativamente elevate rispetto
a tutti gli altri componenti e possono es­ Il calcolo dell'induttanza
sere« corazzati », oppure no. I primi sono
completamente rinchiusi in una custodia Il metodo grafico per il calcolo delle
metallica che ha funzioni di schermo; i bobine di alta frequenza è senza dubbio
secondi sono sprovvisti di tale custodia e il più semplice e il più 'rapido. Quello
in essi sono visibili i lamierini, che for­ matematico, se da una parte permette il
mano il pacco lamellare, e parte dell'av­ raggiungimento di risultati più precisi,
volgimento. dall'altra richiede operazioni assai corn­
Anche il trasformatore di alimentazio­ plesse, buona preparazione radiotecnica
ne, come tutti gli altri componenti radioe­ e una certa familiarità con la matemati­
lettrici, si esprime, nei circuiti teorici, per ca. Il metodo grafico permette di giunge­
mezzo di un simbolo elettrico. re agli stessi risultati, anche se i dati co­
struttivi ottenuti si riferiscono alle sole
L'autotrasformatore
bobine cilindriche ad un solo strato. Oc­
In moiti tipi di ricevitori radio il tra­ corre tener presente, tuttavia, che con
sformatore è sostituito da un componente entrambi i metodi, quello puramente ma­
molto simile, che prende il nome di « au­ tematko e quello grafico, non si riesce
totrasformatore ». Anche questo compo­ mai ad avere risultati precisissimi. La
nente fonda il suo principio di funziona­ precisione viene ottenuta in un seconda
mento sulla teoria dell'induzione elettro­ tempo, in fase sperimentale, apport�mdo
magnetica. Come il trasformatore, anche lievi alterazioni ai dati ottenuti.
l'autotrasformatore fa impiego di un pac­
co lamellare, ma non vi sono avvolgimen­ Come si determina
ti secondari; esiste un unico avvolgimento il valore dell'induttanza
dotato di prese intermedie; da queste pre­
se intermedie si preleva la tensione di va­ La grandezza elettrica prima che ca­
lore superiore a quella della rete-luce, e ratterizza una bobina è il valore della sua
si prelevano anche le basse tensioni ne­ induttanza. E la sua unità di misura, co­
cessarie per l'accensione dei filamenti del-· me si sa, è l'henry. Sottomultiplo molto
le valvole e delle lampadine di illumina­ usato è il « microhenry », corrispondente
zione della scala parlante. ad un millesimo di henry.
Trasformatori 65

;----- ----- NOMOGRAMMA N. 1 -------,

f. A
m c
KHz pf

1 Onde medit

1_-- ----
66 Fondamenti della Rad1b

Quando in pratica si vuol costruire una interseca le tre scale. Con la bobina di
bobina da inserire in un circuito oscilla­ 180 microhenry, dunque, e con un con­
torio, occorre, prima di tutto, determina­ densatore variabile della capacità di 500
re il valore della sua induttanza. Ma per pF, completamente chiuso, cioè quando
arrivare al valore dell'induttanza è neces­ le lamine mobili si trovano completamen­
sario conoscere il valore del condensato­ te introdotte fra quelle fisse, la frequen­
re variabile inserito nel circuito e la gam­ za di risonanza del circuito è pari alla
�a di frequenze in cui « lavora » quel cir­ lunghezza d'onda di 550 metri. Aprendo
cuito. Conoscendo questi due dati, me­ il condensatore variabile, invece, la fre­
diante il nomogramma n. 1 è facile dedur­ quenza di risonanza del circuito aumenta
re il valore dell'induttanza della bobina. gradatamente e diminuisce la lunghezza
Nel nomogramma n. 1 sono riportate d'onda.
tre scale. In quella di destra sono esposti Teoricamente, con il condensatore va­
i valori delle capacità dei condensatori va­ riabile completamente aperto, la capacità
riabili, espressi in picofarad (pF); nella. dovrebbe essere ridotta a zero; in pratica,
scala centrale sono espressi i valori di pero, si ha una capacità residua cl}e si ag­
frequenza in cui lavora un circuito, espres­ gira sull'ordine dei 10 picofarad� .I.noltre,
si in chilohertz (KHz), e do è indicato a questa capacità si deve aggiu�geré' quel­
nella numerazione a sinistra e sono pure la introdotta dal circuito oscillatorio e
espressi i corrispondenti valori (nume" cioè dalla bobina e dai collegamenti che,
razione di destra), della lunghezza di come ogni altro componente radioelettri­
onda, espressi in metri (rn). Nella scala co, hanno pure un loro valore capacitivo,
di sinistra sono indicati i valori dell'in­ sia pure di minima grandezza. Per tali ra­
duttanza in microhenry. gioni in un circuito oscillatorio per onde
Supponiamo ora di dover determinare medie è difficile ottenere una capacità mi­
il valore dell'induttanza della bobina di nima complessiva inferiore ai 40-50 pF
sintonia di un normale ricevitore super­ (ci riferiamo al caso di bobine autoco­
eterodina. Occorre tener presente che struite).
i condensatori variabili, nei radioricevi­ Nei circuiti ad onde corte, in cui si im­
tori, hanno in genere il valore di 500 pF; piegano condensatori variabili di minor
fanno eccezione i ricevitori a circuito capacità, anche quella residua è logica­
supereterodina a transistor, in cui ven­ mente inferiore. Inoltre, per questi cir­
gono utilizzati condensatori variabili a cuiti le bobine vengono costruite in modo
minor capacità. E per quanto si riferisce che l'inevitabile capacità che si forma tra
alla lunghezza d'onda (o frequenza), ba­ spira e spira sia ridotta al minimo e si
sta ricordare che, per le onde medie, il cerca, altresi, di effettuare dei collega­
valore massimo di lunghezza d'onda è di menti tanto più corti quanto minore è la
circa 550 metri (limite estremo di gam­ lunghezza d'onda.
ma raggiunto con il condensatore varia­
Come si determina
bile completamente chiuso).
il numero delle spire
Con questi dati ora si fa impiego del
nomogramma n. 1; in pratica ci si servi­ Abbiamo imparato, mediante il nomo­
rà di un righello e si congiungerà il va­ gràmma n. 1, a determinare il valore del­
lore di 500 pF (scala di destra) con quel­ l'induttanza delle bobine. Vediamo ora
la di 500 metri (scala al centro). Il ri­ come è possibile, conoscendo l'induttanza,
ghello, cosi disposto, passerà per il valore determinare il numero delle spire con cui
di 180 microhenry circa e questo è il va­ si deve costruire una bobina.
lore dell'induttanza della bobina che si Il problema è abbastanza semplice e a
deve · inserire nel circuito supposto nel­ cio serve il nomogramma n. 3. Per far uso
l'esempio. Nel nomogramma n. 1 questo di questo nomogramma, pero, oltre all'in­
esempio è indicato dalla linea intera che duttanza della bobina, occorre pure cono-
Trasformatori 67

-:-------� NOMOGRAMMA N. 2--------.

---

----

Onde Corte
68 Fondamenti della Radio

scere il diametro della stessa e la lunghez­ e la scala L del nomogramma, in un pun­


za dell'avvolgimento o, più precisamente, to sul quale si farà un segno col lapis
il rapporto tra il diametro della bobina qualora si sia fatto uso del righello nel
e la sua lunghezza. Per conoscere tali dati congiungere la scala D e la scala L, senza
si ricorre ad una regola empirica. Per le tracciare alcuna linea per non sporcare
bobine delle onde medie si sceglie il valo­ il nomogramma. Basterà ora congiungere
re del diametro entro i limiti di 2-3 cen­ il punto della scala D/B, corrispondente
timetri, mentre per le onde corte e cortis­ al rapporto diametro/lunghezza della bo­
sime questi limiti sono di 1-2 centimetri. bina, con il punto segnato a lapis sulla
Sempre con una regola empirica si de­ linea tratteggiata, per conoscere il nume­
termina il valore del rapporto diametro­ ro di spire indicato sulla scala N nel pun­
lunghezza della bobina. Questo valore va to in cui essa viene intersecata dai ri­
scelto entro i limiti di 0,5-2. Ovviamente, ghello.
una volta fissati il diametro della bobina Ma spieghiamoci meglio riprendendo
e il valore del rapporto testè citato, si l'esempio già citato. Le condizioni poste
deduce facilmente la misura della lun­ erano le seguenti:
ghezza. Ma facciamo subito un esempio.
Supponiamo di aver fissato il diametro Rapporto
della bobina che si vuol costruire nella
misura di 2,5 centimetri e di aver attribui­ diam./lungh. (D/B) 1,5 centimetri
to al rapporto diametro/lunghezza il va­ Diametro bobina (D) 2,5 centimetri
lore di 1,5. Induttanza (L) 189 microhenry
La lunghezza della bobina si ottiene· su­
bito dividendo il suo diametro per il va­ Congiungiamo il punto corrispondente
lore del rapporto e cioè dividendo 2,5 per a 180 sulla scala L e segnamo con un lapis
1,5 che dà come quoziente 1,66 centimetri il punto in cui questa congiungente inter­
(2,5: 1,5 =1,66 centimetri). seca la linea verticale tratteggiata.
Serviamoci, ora, del nomogramma n. 3. Congiungiamo ora il punto corrispon­
In esso, a comincjare da destra, nella pri­ dente a 1,5 sulla scala D/B con .il punto
ma scala sono ripor.tate le misure dei prima segnato col lapis sulla linea tratteg­
diametri delle bobine, espresse in centi­ giata verticale; si trova che questa con­
metri; nella seconda scala sono riportati giungente interseca la scala N nel .punto
i valori del rapporto diametro/lunghezza
contrassegnato con il valore 90. E questo
(D/B), di cui abbiamo ampiamente par­
numero indica appunto il numero di spire
lato; nella terza scala sono riportati i va­
con cui deve essere costituita la bobina.
lori delle induttanze delle bobine, espres­
Questo esempio è rappresentato, nel no­
se in microhenry e che si determinano me­
mogramma n. 3, dalle due linee intere che
diante il nomogramma n. 1 nel modo che
intersecano le varie scale.
apbiamo insegnato; nella quarta colonna,
Per quanto riguarda il diametro del fi­
che sarebbe poi la prima a sinistra, sono
lo da utilizzare per l'avvolgimento, esso
riportati i vari numeri di spire.
lo si deduce dividendo il valore della
L'impiego pratico di questo nomogram­
lunghezza dell'avvolgimento, espresso in
ma è semplice. Si congiunge dapprima
millimetri, per il numero delle spire; nel
il punto della scala D, corrispondente al
nostro esempio si ha:
diametro della bobina, con il punto della
scala L, corrispondente al valore dell'in­
duttanza già determinata mediante il no­ 16,6 : 90 = 0, 18 millimetri
mogramma n. 1.
Questa linea interseca la linea tratteg­ Dunque per l'avvolgimento occorre uti­
giata verticale, che si trova fra la scala N lizzare filo da 0,18 millimetri di diametro.
Trasformatori 69

.----- NOMOGRAMMA N. 3
N L (pH)
-


---------.
O(cm)

----

2 r1 0,1

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70 Fondamenti della Radio

Pratica con i nomogrammi 2 della scala D del nomogramma n. 3 con


il punto 250 della scala L e si segna con
Per imparare a far uso rapido dei no­ un lapis il punto in cui questa congiun­
mogrammi il lettore non dovrà acconten­ gente interseca la linea tratteggiata verti­
tarsi della sola lettura della nostra espo­ cale. Si congiunge ora · il punto 1 della
sizione. Occorre fare esercizio con diversi scala D/B con il punto segnato a lapis e
esempi ·prima di dire d'aver perfettamen­ si legge, sulla scala N, il valore corrispon­
te imparato a calcolare le bobine e, na­ dente al punto in cui questa scala viene
turalmente, custodire gelosamente i no­ intersecata dal righello. Questo valore cor­
mogrammi da noi riprodotti che, all'occa­ risponde al numero di spire con cui deve
sione, costituiranno un materiale prezioso essere avvolta la bobina: 130 circa (que­
per il laboratorio. sto esempio è rappresentato dalle due li­
Comunque eccoci di nuovo ad insistere nee tratteggiate sul nomogramma n. 3).
con gli esempi. Dividendo la lunghezza della bobina,
Risolviamo questo problema: « Si cal­ espressa in millimetri, per il numero di
coli una bobina per onde medie da utiliz­ spire, si ottiene il diametro del filo. Nel
zarsi con un condensatore variabile da nostro caso si ha:
350 pF ».
20 : 130 = 0,15 millimetri
La prima operazione da fare è la se·
guente: determinare il valore dell'indut,
tanza della bobina. A questo scopo ponia­
Bobine per onde corte
mo mano sul nomogramma n. 1 e armia­ La teoria esposta e gli esempi finora
moci. di un righello. Sappiamo che la ca­ citati sono sempre stati riferiti alla co­
pacità è di 350 pF e sappiamo pure che struzione delle bobine per onde medie.
la frequenza mass�ma su cui si accorda Tuttavia sappiamo quanto spesso nella
il circuito oscillatorio, per quel che riguar­ pratica si abbia a che fare con bobine per
da le onde medie corrispondenti ad una onde corte e del resto la teoria ora espo­
lunghezza d'onda, è di 550 metri circa. sta si estende facilmente anche a questo
Congiungiamo il punto corrispondente a tipo di bobine, per cui non ci resta che
350 sulla scala C con il punto corrispon­ produrre un ulteriore esempio di costru­
dente a 550 sulla scala centrale del nomo­ zione di bobina adatta per circuito oscil­
gramma n. 1. Questa congiungente inter­ latorio ad onde corte.
séca la scala L nel punto corrispondente Il procedimento è sempre lo stesso, pur­
al valore di 250 microhenry: è questo il chè si ricordi la regola empirica esposta
valore dell'induttanza della bobina che per la quale, nel caso delle onde corte,
si vuol costruire ( questo esempio è rap­ si consiglia di scegliere il diametro delle
presentato dalla linea tratteggiata nel no­ bobine compreso tra i valori di 1-2 centi­
mogramma n. 1). metri.
Determiniamo ora il numero delle spire Un secondo accorgimento, da tener pre­
e la sezione del filo. sente nella costruzione delle bobine per
Poniamo il diametro della bobina ugua­ onde corte, è quello di mantenere le spire
le a 2 centimetri e scegliamo il rapporto spaziate tra di loro, cioè di lasciar un cer­
D/B = 1 (si era detto che per i diame­ to intervallo tra spira e spira che, in linea
tri delle bobine per onde medie si consi­ di massima, si puà ritenere uguale al dia­
glia di scegliere valori compresi fra 2 e 3 metro del filo impiegato per l'avvolgimen­
centimetri e che il rapporto D/B va scelto to. Ma vedremo più avanti come ci si re­
fra i limiti di 0,5 e 2). La lunghezza della golerà a questo prop0sito. Intanto faccia­
bobina risulta: mo l'esempio.
La capacità del condensatore variabile
2 : 1 = 2 centimetri
sia di 100 pF e la massima lunghezza d'on­
Con un righello si càngiunge il punto da sia di 44 metri.
Trasformatori 71

roc ch etto

avvolg ime nto


Costruendo due bobine perfet­
tamente ideritiche a quella qui
rappresentata, si puà realizzare
l'esperimento, il cui schema
elettrico è a piè di pagina, che
permette di interpretare prati­
camente il principio di funzio­
namento del trasformatore.
di plastica

Serviamoci del nomogramma n. 2 e con essere di 24. Questo esempio sul nomo­
il solito sistema determiniamo il valore gramma n. 3 è indicato dalle due linee
dell'induttanza che risulta di 5,5 micro­ composte mediante punti e lineette.
henry. Dividendo ora la lunghezza della bobi­
Stabiliamo per la bobina un diametro na, espressa in millimetri, per il numero
di 1,5 centimetri e un rapporto D/B = 0,7 di spire, si ottiene il diametro del filo da
da cui ricaviamo la lunghezza B della bo­ impiegare:
bina:
21 : 24 = 0,87 millimetri
1,5 : 0,7 = 2,1 centimetri
Quindi per questa bobina bisognerebbe
Facciamo ora uso del nomogramma n. 3 utilizzare filo da 0,87 millimetri di diame­
e con il solito sistema, ormai ben noto, si tro. Ma come abbiamo già detto le bobine
determina il numero di spire che risulta per onde corte debbono essere costruite

Il contatto, a denti di sega, si riferisce, in pratica, ad


un filo strisciante sopra una lima. Con questo sistema
di chiusura del circuito pilotato dalla pila, nell'avvolgi­
mento primario fluisce una corrente variabile, che fa
funzionare il trasformatore, producendo rumorosità neZ­
la cuffi.a.

contatt1

"'
r::

.D
0
.D

4,5 v
'======�� �'F ============ �
72 Fondamenti della Radio

file grosso
avvolgimento
0-4-12V(sec.)

nu cleo

di rete

supporta

morsetti del secondario

Il trasformatore per campanelli elettrici è il più


comune fra tutti. Esso si compone, principalmen­
te, di due avvolgimenti, di un nucleo, composta da
un pacco lamellare, e da un supporta munito di
morsetti per il fissaggio dei terminali dei condut­
tori.

con le spire distanziate tra di !oro e c10 utilizzando filo ricoperto in seta o in co­
per diminuire la !oro capacità. Per tale tone. Il questo caso il diametro ottenuto
motivo, in pratica, si usa filo di diametro mediante il nomogramma viene conserva­
il cui valore sia la metà di quello che si ta nella realtà. lnfatti utilizzando filo con
deduce mediante l'impiego del nomogram­ doppia copertura di cotone il cui diametro
ma. esterno sia di 0,85 millimetri si ha, in pra­
Nel nostro caso si utilizzerà filo di dia­ tica, un filo di diametro 0,65 millimetri
metro 0,87 : 2 = 0,435 millimetri. circa ( diametro reale del filo cioè diame­
Questo accorgimento. va bene finchè si tro interno). La copertura in cotone del
voglia utilizzare filo di tipo smaltato, cioè filo funge da distanziatore fra le spire. E
scoperto. se anche la distanza che separa le spire
Ma il problema si risolve diversamente tra di !oro sarà inferiore a quella consi-
Trasformatori 73

gliata ( cioè pari al diametro del filo), essa della seconda bobina si collegheranno i
sarà sufficiente a ridurre la capacità della conduttori di una qualsiasi cuffia telefo­
bobina entro limiti praticamente accetta­ nica. Calzando la cuffia e sfregando il con­
bili. duttore proveniente dal morsetto positivo
Si tenga pero presente che l'uso di filo della pila sulla zigrinatura della lima, si
ricoperto in seta, o cotone, va limitato udranno, in cuffia, delle rumorosità. Per­
alle bobine per le gamme dei 40 e 80 me­ chè avviene tale fenomeno?
tri. Al di sotto dei 40 metri si consiglia Durante lo sfregamento del conduttore
di impiegare filo scoperto, tenendo distan­ sulla lima, la corrente che attraversa l'av­
ziate le spire tra di loro. volgimento della bobina non è più conti­
nua, ma è una corrente variabile e, com'è
Esperimenti con le induttanze stato detto, le correnti variabili che attra­
versano un'induttanza danno luogo alla
Per comprendere nella sua intima es­ formazione di un campo elettromagnetico
senza il funzionamento di un trasforma­ variabile; questo campo elettromagnetico
tore, occorre realizzare un rocchetto, mu­ investe una seconda bobina, generando
nito di foro centrale del diametro di 2 o in questa una corrente indotta, variabile,
3 centimetri, sul quale si realizza un avvol­ che produce rumorosità nella cuffia. Ma
gimento ordinato di 300-400 spire circa di le rumorosità possono essere più o meno
filo di rame smaltato del diametro di 0,5 intense a seconda della vicinanza delle due
millimetri. Uno dei due terminali dell'av­ bobine. Per rendersi conto di questo im­
volgimento verrà collegato al morsetto portante fenomeno basterà avvicinare o
negativo di una pila a 4,5 volt; l'altro ter­ allontanare tra di loro le due bobine du­
minale dell'avvolgimento verrà collegato rante l'ascolto.
saldamente ad una grossa lima. Il termi­ Per comprendere poi l'importanza del
nale positivo della pila viene lasciato li­ nucleo ferromagnetico, sempre presente
bero e, durante l'esperimento, verrà fatto nei trasformatori e quasi sempre nelle
strisciare sulla superficie zigrinata della bobine di induttanza, occorre inserire nei
lima. Ma per essere veramente completo, fori dei due rocchetti un ferro ripiegato
l'esperimento verrà completato con la co­ ad U; introducendo ed estraendo tale fer­
struzione di una seconda bobina perfetta­ ro dai rocchetti, si noterà che il rumore
mente identica alla prima; sui terminali in cuffia aumenta e diminuisce. Cio si spie-

Il nt{cleo ferromagnetico, presente nei trasformatori, serve ad


incanalare le linee di forza magnetiche generale dall'avvolgi­
mento, evitandone dannose dispersioni. Anche il campo magne­
tico (insieme delle linee di forza) segue l'andamento sinusoï­
dale della corrente che percorre gli avvolgimenti.
74 Fondamenti della Radio

grosso
cacc.iavite

voltmetro
50V f.s

prima rio

Con questo esperimento si stabilisee l'efficacia del


nucleo ferromagnetico sul quale si realizzano gli av­
volgimenti dei trasformatori. Il grosso cacciavite so­
stituisce il nucleo; la sua introduzione o l'estrazione
dal vano centrale del cartoccio provoca notevoli va­
riazioni di tensione.

ga facilmente se si pensa che il ferro rac­ tensione relativamente bassa (4-6-12 V),
coglie in sè i campi elettromagnetici, evi­ è percorso da una corrente elettrica rela­
tando le dispersioni ed aumentando in tai tivamente elevata. Per questi J;llOtivi I'av­
modo l'intensità della corrente indotta nel volgimento primario del trasformatore
secondo rocchetto. Su questo principio per campanelli è composto con filo con­
è basato il funzionamento di ogni trasfor­ duttore molto sottile, mentre I'avvolgi­
matore. mento secondario è composto con filo di
diametro relativamente elevato, allo scopo
Trasfoi:matore per campanelli di poter sopportare la notevole intensità
di corrente che lo percorre.
Il trasformatore più comune fra tutti e Il trasformatore per campanelli è corn­
universalmente conosciuto anche dai non pasto di due elementi fondamentali: I'av­
competenti è senza dubbio quello incor­ volgimento (in pratica due avvolgimenti
porato nelle suonerie elettriche per uso realizzati su un cartoccio-supporto) e il
domestico. Questo trasformatore è com­ nucleo ferromagnetico, che è composto da
posta da due avvolgimenti: quello sotto­ un pacco di lamierini di ferro dolce. Il
posto alla tensione di rete e quello che compito del pacco lamellare è quello di
eroga la bassa tènsione necessaria per il incorporare i campi elettromagnetici, im­
funzionamento del campanella elettrico. pedendone la dispersione nello spazio cir­
Il primo prende il nome di avvolgimento costante. La forma del nucleo ferroma­
primario, il secondo prende il nome di gnetico, cioè del pacco lamellare, non
avvolgimento secondario. L'avvolgimento viene stabilita a caso; essa riproduce in
primario, che è sottoposto ad una tensio­ pratica il percorso delle linee di forza
ne relativamente elevata (125-220 V), è magnetiche generate dall'avvolgimento pri­
percorso da una corrente elettrica di pic­ mario..
cola intensità; I'avvolgimento secondario, Per comprendere l'importanza del nu­
i cui terminali sono sottoposti ad una cleo ferromagnetico conviene eseguire un
Trasformatori 75

esperimento. Ci si fornisce di due. trasfor­ cuito deve essere completato collegando,


matori per campanelli elettrici. Si smonta in parallelo ai morsetti dello strumento,
uno di questi due trasformatori, metten­ un condensatore elettrolitico da 2 J.LF-15 Vl.
done a nudo il cartoccio contenente gli In serie ai conduttori dello strumento si
avvolgimenti; i terminali dell'avvolgimen­ collegheranno un diodo al germanio e una
to primario verranno collegati ai morsetti resistenza; il diodo al germanio, di tipo
di un· voltmetro da 50 volt fondo-scala; OA81, dovrà essere inserito sul conduttore
i terminali dell'avvolgimento secondario della tensione positiva, mentre la resisten­

verranno collegati sui morsetti dell'altro za, che ha il valore di 50.000 ohm, dovrà
essere inserita sul conduttore che fa capo
trasformatore per campanelli e precisa­
al morsetto negativo dello strumento. La
mente su quelli nei quali è presente la ten­
portata del voltmetro cosi ottenuto si
sione di 4 volt. Una volta inserita la spi­
aggira intorno ai 50 V fondo-scala.
na nella presa di corrente, il complesso è
pronto per l'esperimento. Ci si fornisce
di un grosso cacciavite, cioè di un caccia­ Collegamenti net trasformatorl
vite in cui la parte metallica sia di note­
voli dimensioni. Questo cacciavite verrà Gli avvolgimenti primari e quelli secon­
fatto entrare lentamente nel cartoccio con­ dari dei trasformatori possono essere tai­
tenente gli avvolgimenti del trasformato­ volta collegati tra di loro per un pratico
re; l'esperienza verrà completata estraen­ adattamento alla tensione dell'avvolgimen­
do poi lentamente il cacciavite dal car­ to primario e per ottenere valori diversi
toccio. Durante questi movimenti si ter­ di tensione sull'avvolgimento secondario.
rà sott'occhio l'indice dello strumento Ad esempio, possedendo un trasforma­
e si noterà che le indicazioni di maggiore tore munito di due avvolgimenti seconda­
tensione si otterranno soltanto quando ri, uno a 50 V e l'altro a 100 V, si possono
il cacciavite risulterà completamente in­ collegare tra di loro i due avvolgimenti
trodotto nel cartoccio. per ottenere una tensione risultante di
Durante la manovra di inserimento del 150 V. Si tratta di eseguire un collega­
cacciavite, l'indice del voltmetro si sposte­ mento in serie, che non puà essere realiz­
rà verso i valori superiori; durante la zato senza tener conto del senso di avvol­
manovra di estrazione del cacciavite, l'in­ gimento dei conduttori. Infatti, se nel
dice del voltmetro tenderà a . riportarsi punto di congiungimento di due terminali
verso lo zero. le due tensioni in essi presenti risultano
L'esperimento ora descritto puà essere di fase opposta, puà accadere che i valori
condotto anche con un voltmetro autoco­ delle tensioni, anzichè sommarsi tra di
struito, cioè facendo. impiego di un milli­ loro, si sottraggano, cioè invece di ottene­
amperometro da 1 mA fondo-scala. Il cir- re la tensione risultante di 150 V, puà ca-

DG1

Il voltmetro necessario per la


realizzazione dell'esperirriento
+ illustrato alla pagina prece­
C1 dente puo essere ottenuto an­
'\.;50 v max.
che servendosi di un milliam­
perometro e realizzando il cir­
cuito qui presentato.

R1
76 Fondamenti della Radio

pitare di ottenere una tensione di 50 V Per riavvolgere un trasformatore d'ali­


(100 - 50 = 50 V). mentazione difettoso o con qualche av­
Questo stesso principio di collegamento volgimento bruciato sarà suffi.ciente rile­
tra avvolgimenti secondari di uno stesso vare· il numero di spire e le altre caratte­
trasformatore si estende anche al caso ristiche degli avvolgimenti preesistenti,
di due trasformatori separati, per i qua­ in modo da poter procedere al riavvolgi­
li possono essere collegati tra loro gli av­ mento.
volgimenti primari e quelli secondari. Se, Per la risoluzione del seconda proble­
pe:r esempio, gli avvolgimenti secondari ma, cioè per la progettazione e la realiz­
sono in grado di erogare tensioni di 200 V zazione di un trasformatore di alimenta­
e 150 V, con il collegamento si potrà rag­ zione nuovo, le cose cambiano ed occorre
giungere il valore risultante di 350 V. Que­ proçedere all'esecuzione di alcuni calcoli,
sto tipo di collegamento rimane condizio­ peraltro semplici ed accessibili a tutti.
nato al tipo di avvolgimenti primari dei Gli elementi fondamentali che il costrut­
due trasformatori, che devono essere pro­ tore deve conoscere, prima di accingersi
·
gettati per l'alimentazione con uno stesso al calcolo, sono:
valore di tensione di rete.
1. - Tensione da applicare all'avvolgimen-
to primario.
Calcolo del trasformatore di alimentazione
2. - Tensione che si vuol ottenere sull'av­

I problemi che normalmente si presen­ volgimeqto secondario.


tano al radioriparatore, quando il trasfor­ 3. - lntensità di corrente che si vuol as­

matore di alimentazione è guasto o di­ sorbire dall'avvolgimento secondario.


fettoso, sono due: riavvolgere tutto o in
Prendendo le masse da questi dati, il
parte il trasformatore, cambiarne le ca­
costruttore dovrà calcolare:
ratteristiche.
Il primo problema è il più semplice e 1. - Sezione del nucleo ferromagnetico.
richiede un lavoro di ordine manuale; il 2. - Numero di spire per volt dell'avvol­
seconda problema è assai più complesso, gimento primario.
perchè richiede alcuni calcoli che, tutta­ 3. - Numero di spire per volt dell'avvol­
via, possono essere semplificati e resi ac­ gimento secondario.
cessibili anche a coloro che con la mate­ 4. - Sezione di filo necessario per effettua­
matica non hanna troppa dimestid:ezza. re l'avvolgimento primario.

:----- -----

Se il colle­
ga m e n t o
fra i d ue
avv o l g i ­
ment i se-
c o nd ar i è
ottenuto i n
150 V ri spetto al­
RETE
le fasi del­
la tensione,
il valore ri-
·sultante è
p ar i a l l a
somma del­
le s i ngol e
tensioni.
Trasformatori 77
trasf.
campanella
voltmetro
CA 50V f.s

Senza la presenza del nucleo ferromagnetico,


la tensione presente sull'avvolgimento se­
condario, segnalata dal voltmetro, assume
un valore di poco superiore a quello della
tensione presente neZ primario.

volt m.

sv

L'inserimento di un certo numero di lamie­


rini, in veste di nucleo ferromagnetico, pro­
voca un sensibile aumento del valore della
tensione presente nell'avvolgimento secon­
dario.

L'inserimento, nel cartoccio del trasforma­


tore sul quale sono realizzati gli avvolgimen­
ti, del maggior numero possibile di lamierini,
provoca il massimo aumento di tensione sul­
l'avvolgimento secondario.
78 Fondamenti della Radio

350 v

150V

Nei trasformatori è a volte possibile collegare, in parallelo fra di lqro,


gli avvolgimenti primari. Gli avvolgimenti secondari sono in grado
di. erogare una tensione pari alla somma delle singole tensioni, sol­
tanta se si realizzano collegamenti in serie e si tiene canto delle fasi
delle tensioni.

5. - Sezione di filo necessarlo per effettua­ una profondità di cm. 2, si dice che la se­
re l'avvolgimento secondario. zione del nucleo di quel pacco lamellare
6. - Numero di spire che si dovramîo av­ è di ·cm'. (2 x 3 = 6 cm'.). Ovviamente
volgere per cm'. Sezione del nucleo il calcolo della sezione del nucleo va fatto
ferromagnetico. con il pacco lamellare ben stretto, cioè
con i lamierini pressati l'uno sull'altro.
Facendo riferimento ai nuclei normali,
Tuttavia, poichè non è assolutamente pos­
costituiti da un pacco di lamelle, dotati di
sibile in pratica stringere il pacco lamella­
due finestre rettangolari, la sezione del
nucleo è data dal prodotto fra le due di­ re al punto di eliminare completamente

mensioni della colonna centrale (larghez­ gli spazi tra lamella e lamella, per il calco­
za x profondità). lo del trasformatore d'alimentazione oc­
Se, ad esempio, la colonna centrale di corre considerare due sezioni del nucleo:
un pacco lamellare è larga cm. 3 ed ha la « sezione teorica » e la « sezione lorda >>.
Trasformatori 79

Numero di spire per volt trasformatore. Il dato ricavato dalla tabel­


dell'avvolgimento primario la 1 dovrà essere moltiplicato per il valore
della tensione, espressa in volt, applicata
Il numero di spire per volt con il quale
all'avvolgimento primario; il prodotto
si dovrà effettuare l'avvolgimento prima­
rio è deducibile dalla quarta colonna del­ ottenuto dà il numero complessivo di spi­
la tabella 1, in corrispondenza della se­ re che si dovranno avvolgere per ottene­
zione del nucleo e della pott::nza utile del re l'avvolgimento primario.

TABELLA N. 1

Potenza utile Sez. teorica Sez.lorda Spire per Volt Spire per Volt
Watt cm' cm' avvolg. prim. avvolg.sec.

8,26 5 5,75 9,02 9,47


9,98 5,5 6,32 8,36 8,77
11,90 6 6,90 7,66 8,04
13,95 6,5 7,47 7,07 7,42
16,20 7 8,05 6,57 6,89
18,57 7,5 8,62 6,13 6,43
21,16 8 9,20 5,75 6,03
23,88 8,5 9,77 5,41 5,68
26,78 9 10,35 5,11 5,36
29,83 9,5 10,92 4,84 5,28
33,06 10 11,50 4,60 4,83
39,94 11 12,65 4,18 4,38
47,61 12 13,80 _3,83 4,02
55,80 13 14,95 3,54 3,71
64,80 14 16,10 3,26 3,42
74,30 15 17,25 3,03 3,18
84,64 16 18,40 2,83 3,01
95,45 17 19,55 2,70 2,83
106,09 18 20,70 2,55 2,67
119,24 19 21,85 2,42 2,54
132,25 20 23 2,30 2,41
145,68 21 24,15 2,19 2,29
160,02 22 25,30 2,08 2,18
171�76 23 26,45 1,99 2,08
190,44 24 27,60 1,91 2,00
206,49 25 28,75 1,84 1,93
223,50 26 29,90 1,76 1,84
241,02 27 31,05 1,70 1,78
259.21 28 32,20 1,64 1,72
278,05 29 33,35 1,59 1,65
297,56 30 34,50 1,52 1,59

del trasformatore si deduce dalla quinta


Numero di spire per volt
colonna della tabella 1, sempre in corri­
dell'avvolgimento secondarlo
spondenza dei precedenti valori. Anche in
Il numero di spire per volt necessario questo caso, il numero dedotto dalla quin­
per effettuare l'avvolgimento secondario ta colonna della tabella 1 dovrà essere
80 Fondamenti della Radio

moltiplicato per il valore del_l a tensione, za delle due principali tensioni dell'avvol­
espresso in volt, che si vuole assorbire gimento primario: 125 V - 220 V.
dall'avvolgimento secondario; il prodotto
di questi due numeri darà il numero com­ Sezione del filo necessario
plessivo delle spire che compongono l'av­ per effettuare l'avvolgimento secondario
volgimento secondario.
Osservando i valori riportati nella quar­ Anche questo data si ricava dalla tabella
ta e nella quinta colonna della tabella 1, n. 2, dopa aver stabilito il valore dell'in­
si noterà come il numero di spire per tensità di corrente espresso in ampere
volt dell'avvolgimento secondario risulti che si vuol assorbire dall'avvolgimento se­
sempre maggiore del numero di spire per condario del trasformatore.
volt dell'avvolgimento primario; questo
aumento è dovuto alla necessità di com­ TABELLA N. 2
pensare le immancabili perdite del tra­
sformatore stesso.
Diametro Corrente Spire
Sezione di filo necessario fila mm. Ampere per cm'
per effettuare l'avvolgimento primario
Per stabilire il diametro del filo di rame 0,07 0,0115 13950
smaltato con cui effettuare l'avvolgimento 0,08 0,015 11070
primario del trasformatore, occorrerà sta­ 0,09 0,019 9000
bilire il valore dell'intensità di corrente, 0,10 0,0235 6812
espresso in ampere, che deve fluire attra­ 0,11 0,029 5760
verso l'avvolgimento primario. Tale data 0,12 0,034 4929
si ottiene facilmente dividendo il valore 0,15 0,053 3172
della potenza, espresso in watt, che si vuo­ 0,18 0,077 2250
le assorbire dall'avvolgimento secondario, 0,20 0,095 1823
per la tensione espressa in volt applicata 0,22 0,115 !548
all'avvolgimento primario. 0,25 0,148 1440
Facciamo un esempio. Se dall'avvolgi­ 0,28 0,190 1026
mento secondario si deve assorbire una 0,30 0,210 865
potenza di 60 W e la tensione sull'avvol­ 0,32 0,240 765
gimento primario è di 120 V, allora si 0,35 0,290 639
avrà 60 : 120 = 0,5 ampere, e questo è 0,38 0,340 549
il valore dell'intensità di corrente che do­ 0,40 0,380 476
vrà fluire attraverso l'avvolgimento pri­ 0,45 0,480 396
mario. Ricorrendo alla tabella 2 si potrà 0,50 0,590 325
facilmente dedurre, in corrispondenza del 0,55 0,720 273
valore dell'intensità di corrente dell'av­ 0,60 0,850 228
volgimento primario il diametro del nlo 0,65 1,00 194
necessario per effettuare l'avvolgimento 0,70 1,160 164
primario ed il numero di spire per cm'. 0,75 1,330 148
Qualora il costruttore non dovesse in­ 0,80 1,500 130
contrare sulla seconda colonna della ta­ 0,85 1,700 115
bella 2 il valore esatto deÜ'intensità di 0,90 1,900 103
corrente dell'avvolgimento primario, do­ 0,95 2,100 96
vrà far riferimento al valore più prossimo. 1,00 2,400 87
Per semplificare ulteriormente il com­ 1,10 2,85 80
pito del costruttore riportiamo nella ta­ 1,20 3,96 55
bella n. 3 i dati costruttivi di un trasfor­ 1,30 3,96 49
matore d'alimentazione, in corrisponden-
Trasformatori 81

In ogni caso bisognerà sempre tener


presente che la potenza assorbita dall'av­
volgimento secondario non deve mai su­
perare il valore stabilito in sede di proget­
tazione; in caso contrario il trasformatore
potrebbe riscaldarsi eccessivamente con
RETE 220V il rischio di una bruciatura degli avvolgi­
menti.

Numero di spire da avvolgere per cm'

Il numero di spire da avvolgere per cm'


è deducibile dalla terza colonna. della ta­
bella n. 2, in corrispondenza al valore del
diametro del filo e della corrente. Questo
dato è assai importante perchè serve a
Con la tensione di rete di 220 V stabilire le dimensioni con cui dovranno
si possono alimentare due av­ essere ricavate le finestre del nucleo, cio�
volgimenti primari, contempo­ le dimensioni con le quali vanno ritagliati
raneamente, purchè progettati internamente i lamierini; per « finestre »

per una tensione di 110 V. intendiamo i due spazi vuoti del pacco la­
Il collegamento è del tipo in mellare.
serie.
TABELLA N. 3

1
1 Tensione di rete

1
Watt
125 Volt
1 220 Volt

N. tot. 0in N. tot. 0in


RETE 110 V mm.
spire mm. spire
---- --- --- --- ---

10 958 0,07 1686 0,07


15 822 0,08 1446 0,07
20 719 0,09 1265 0,07

1
25 639 0,10 1125 0,07
30 575 i 0,11 1012 0,08
35 523 0,11 920 0,09

!
40 479 0,12 843 0,09
45 479 0,15 843 0,10
50 443 0,45 779 0,32
55 443 0,45 779 0,35
60 408 0,45 718 0,35
Con il collegamento in paral­ 65 667
379 0,50 0,35
lelo di due avvolgimenti prima­ 667
70 379 0,50 0,38
ri, previsti per uno stesso va­ 75 623
354 0,55 0,38
lore di tensione, è possibile 80 354 0,55 623 0,40
l'alimentazione contemporanea 85 338 0,55 594 0,40
con un valore di tensione pari

1
90 338 0,55 594 0,45
a quello previsto per un sin­ 95 338 0,60 594 0,45
golo avvolgimento. lOO 319 0,60 561 0,45
1 1
82 Fondamenti della Radio

La sezione trasversale dell'avvolgimen­ incollato, in modo da formare un paralle­


to primario, espresso in cm', si ottiene di­ lepipedo la cui sezione è pari a qu�lla del­
videndo il numero di spire che si devono la sezione de!"nucleo. Sui bordi si incolla­
avvolgere per cm'. Con lo stesso proce­ no due cornici quadrate, anch'esse ricava­
dimento si determina la sezione trasver­ te dallo stesso cartoncino. L'avvolgimento
sale dell'avvolgimento secondario. Il va­ primario va effettuato per primo, avendo
lore della sezione dell'avvolgimento pri­ cura di interporre fra strato e strato di
mario e di quella dell'avvolgimento secon­ spire un foglio di carta sottile e paraffina­
dario vanno sommati assieme e il risul­ ta. Il terminale a 110 volt, nel caso di pri­
tato va diviso per 2. In questa maniera si mario universale, va collegato con il capo
determina la superficie di entrambe le iniziale dell'avvolgimento a 125 volt; quel­
finestre del nucleo. la terminale a 125 volt va collegato con
quello iniziale a 140 volt. 1 fili terminali
Realizzazione del trasformatore uscenti dai cartoccio dovranno essere iso­
lati con tubetto sterlingato. Prima di ini­
La realizzazione pratica del trasforma­ ziare l'avvolgimento secondario occorrerà
tore di alimentazione va iniziata subito do­ avvolgere sull'intero avvolgimento prima­
po aver effettuato tutti i calcoli necessari, rio un doppio strato di carta. Terminati
quando si ha sotto mano l'elenco precisa tutti gli avvolgimenti, si ricoprirà il tutto
dei dati costruttivi: dimensioni delle la­ con cartoncino e si immergerà il blocco
melle, del pacco lamellare, lunghezza del in un bagno di paraffina, allo scopo di
filo per gli avvolgimenti e diametro del assicurare compattezza e perfetto isola­
filo stesso. mento al complesso. 1 lamierini si infila­
Il primo elemento da costruire è il car­ no, uno per uno, internamente al cartoc­
toccio, sul quale si effettuerà in pratica cio ad avvolgimento ultimato, con l'avver­
l'avvolgimento del trasfon'natore. Il car­ tenza che i lamierini stessi vanno intro­
toccio viene costruito ricavandolo da un dotti uno in un senso e l'altro in senso
cartoncino opportunamente ripiegato ed contrario.
SORGENTI
ELETTRICHE
Sorgenti elettriche 87

ELETTRICITÀ IN NATURA

a natura rappresenta la sorgente da quelle negative, accumulandole sui suoi

L
universale dell'elettricità, perchè terminali d'uscita, che prendono il nome
l'energia elettrica viene ricavata di morsetti. Sui morsetti del generatore
esclusivamente da essa. Tutti gli elettrico si collegano gli apparati utilizza­
artifizi introdotti dall'uomo nello svilup­ tori, attraverso i quali scorrono le cariche
po della tecnka rappresentano soltanto elettriche, le quali tendono naturalmente
dei sistemi più o meno attuali, più o me- a ricongiungersi, in virtù di una forza di
. no economici, più o meno pratici per attrazione che è assolutamente naturale.
« estrarre » I'elettricità dai mondo fisico. Ed è proprio durante il movimento che le
E in· ogni caso, qualunque sia la sorgente cariche elettriche compiono il loro Iavoro
di elettricità, il processo con cui si pervie­ elettrico, facendo accendere le lampade
ne alla produzione di cariche elettriche
è sempre lo stesso: la separazione, negli
atomi, dei granuli di elettricità positiva
dai granuli di elettricità negativa. Le batterie d'auto rappresen­
La fisica elementare ci insegna che le tano una delle più note sorgen­
cariche elettriche di nome divetso si at­ ti di elettricità. Esse prendono
traggono, cioè le cariche elettriéhe posi­ il nome di accumulatori e, a
tive e quelle· negative, quando le condizio­ differenza di quanta avviene
ni fisiche sono favorevoli, si atttaggono e per le pile, possono essere ri­
rimangono unite tra di loro. In questo caricate.
modo non puo svolgersi alcun lavoro elet­
trico, perchè manca la forza di mutua at­
trazione tra le �ariche stesse. Tutti gli ap­
parati gene.ratori di elettricità provvedo­
no a distanziare tra di loro le cariche elet­
triche positive da quelle negative, dando
origine a quella forza di attrazione che
permette di produrre lavoro elettrico. E
questo lavoro si manifesta, attraverso una
serie di trasformazioni, in un lavoro che
puo essere di natura meccanica, chimica,
termodinamica, ottica, ecc. Il generatore
di elettricità, dunque, di qualunque natu­
ra esso sia, compie sempre lo stesso Iavo­
ro: separa le cariche elettriche positive
88 Fondamenti della Radio

Le dinamo, presenti nei


motori degli autoveico­
li, sono macchine gene­
ratrici di tensione e
corrente unidirezionale,
ad impulsi.

Gli alternatori,
come ad esem­
pio quello mon­
tata sulle bici­
clette, sono
macchine gene­
ratrici di ten­
sioni alternate
impulsive.

di illuminazione, mettendo in movimento Cariche elettriche


le macchine, producendo calore.
Lo studio sistematico dell'elettricità
Ma il lavoro di separazione dei granuli
prese l'avvio dalle ben note esperienze
infimi di elettricità positiva dai granuli di
condotte da William Gilbert, nel 1600, che
elettricità negativa, in tutti i generatori
si accorse della presenza dell'elettricità
di elettricità, avvengono di continuo, per­
originata per strofinio. n.vetro, l'ebanite,
chè essi, non appena le cariche elettriche
lo zolfo, la ceralacca, e moltissime altre
si sono naturalmente ricongiunte, prov­
sostanze, energicamente strofinate con un
vedono ad una nuova separazione, instan­
pezzo di flanella, hanno la proprietà di
cabilmente, finchè permangono le condi­
esercitare azioni meccaniche su corpi leg­
zioni fisiche adatte. La pila, ad esempio,
geri e mobilissimi. Questi fenomeni si pas­
continua ad erogare elettricità, cioè a di­
sono facilmente osservare sospendendo
slocare cariche elettriche positive e nega­
ad un sostegno di vetro, per mezzo di un
tive sui suoi morsetti, finchè le forze chi­
filo di seta, una pallina di midollo di sam­
miche intern€, che esercitano tale lavoro
buco. Con questo semplice apparecchio
non si esauriscono ·del tutto. Nelle centra�
la pallina risulta elettricamente isolata.
li idroelettriche la produzione di elettri­
Strofinando con un pezzo di flanella un
cità continua finchè l'acqua, scendendo
bastoncino di vetro, ed avvicinandolo alla
lungo le condotte forzate, continua a man­
pallina, quest'ultima viene attratta dai ve­
tenere in movimento le turbine. Nelle cen­
tro. Una volta stabilito il contatto tra que­
trali termoelettriche la produzione di elet­
tricità continua finchè esiste il necessario sti due elementi, la pallina non è più at­

combustibile che le mantiene in azione. tratta, ma, al contrario, viene respinta.

E per ultimo ricordiamo il più comune Se si sostituisce il vetro con un baston­


e più noto fra tutti gli alternatori: quello cino di ceralacca, e si strofina sempre con
applicato alle biciclette per l'illuminazio­ lo stesso sistema, accostando la ceralacca
ne notturna; questo alternatore cessa di alla pallina, questa, che sarebbe ancora
produrre elettricità quando viene a man­ respinta dal vetro elettrizzato, viene in­
care l'azione meccanica del ciclista che vece vivamente attratta dalla ceralacca.
mettendo in movimento il velocipede : L'ordine progressivo di queste due ele­
mantiene in movimento l'albero dell'alter­ mentari esperienze puo essere invertito
natore. se si tocca la pallina con un dito. Quest'ul-
Sorgenti elettriche 89

tima operazione serve per scàricare la pal­


lina elettrizzata.
Toccando dapprima la pallina con la
ceralacca strofinata e poi con il vetro, si
noterà che la ceralacca respinge la palli­
na mentre il vetro l'attira.
Questi esperimenti stanno a dimostrare
che con lo strofinlo si producono due di­
versi stati elettrici e che due corpi si re­
spingono se hanno lo stesso stato elettri­
co, mentre si attirano se hanno stato elet­
trico opposto. Questi due stati elettrici
prendono il nome di « positivo », quello Le cariche elettriche di nome di­
del vetro, e « negativo >> quello della ce­ verso, dette anche cariche etero­
ralacca. nime, si attraggono reciproca­
Questi fenomeni elettrici ci appaiono mente.
attraverso i loro effetti esterni, ma non
sono sufficienti a precisare l'intima origi­
ne dell'elettricità. La vera essenza fisica
dell'elettricità è rimasta sempre un miste­
ro sino alla fine del secolo scorso. Oggi
invece questo mistero è in gran parte sve­
lato: la scienza moderna ha infatti accer­
tato che l'elettricità esiste in forma di
veri e propri atomi di elettricità positiva
e negativa e che questi due atomi elettrici
rappresentano due elementi irriducibili
che costituiscono tutta la materia.
Questi atomi elettrici godono di pro­
prietà speciali, e la p:r;:ima di queste è la
seguente: tutti gli atomi elettrici di ugual
nome (positivi o negativi) si respingono,
mentre gli atomi elettrici di nome contra­
rio si attraggono.
Gli atomi elettrici raggruppati in un certo
numero in un corpo elettrizzato formano
la carica elettrica di questo, che puà es­
sere una carica elettrica positiva o nega­
tiva.

Gli elettroni

Ogni corpo è un aggregato di particelle


che conservano tutte le proprietà di una
sostanza chimicamente definita, e che
prendono il nome di << molecole ».

Nei corpi composti le molecole risulta­


no dall'intima unione di due o più atomi Le cariche elettriche dello stesso

di corpi semplici: l'atomo è la particella nome, dette anche cariche omoni­


me, si respingono tra di loro.
più piccola dei corpi semplici, chiamati
anche « elementi ». Ogni atomo è costitui-
90 Fondamenti della Radio

di << protone ». Ogni atomo materiale è


dunque un edificio costruito mediante
elettroni e protoni, presenti in ugual nu­
mero per conferire all'atomo stesso lo
stato elettricamente neutro: dal numero
degli elettroni e dei protoni dipendono
tutte le proprietà, ossia la natura chimica
dell'atomo.
L'atomo dell'elemento più leggero, ossia
dell'idrogeno, corrisponde al sistema più
semplice che si puà immaginare: esso è
costituito da un solo granulo di elettrici­
tà negativa, cioè da un solo elettrone, il
quale ruota attorno ad un solo granulo
positivo, cioè ad un protone; l'equilibrio
del sistema è assicurato dal contrasta
tra l'attrazione reciproca dei due granuli
elettrici di specie diversa.
Quando un atomo, per una ragione qual­
siasi, perde o acquista uno o più elettroni,
la natura stessa dell'atomo, chimica ed
elettrica, viene alterata. L'acquisto di un
elettrone trasforma l'atomo in una << cari­
ca negativa »; la perdita di un elettrone
trasforma l'atomo in una << carica positi­
va ». L'entità delle cariche dipende dai
numero di elettroni perduti o acquistati.
La corrente elettrica, per
Quando si strofinano tra di loro due
convenzione universalmente
corpi di natura diversa, i due corpi si e­
accettata, ha un verso di
lettrizzano, cioè assumono due cariche
progressione stabilito: essa,
di nome diverso: uno dei due corpi si e­
uscendo dal morsetto posi­
lettrizza positivamente, l'altro negativa­
tivo, attraversa l'intero cir­
cuito, fino a raggiungere il mente. Perchè? Semplicemente perchè du­

morsetto · negativo. rante l'azione meccanica dello strofinio


una parte di elettroni si trasferisce da un
corpo ad un altro. Uno dei due corpi, cioè,
to da un raggruppamento di tre parti­
si impoverisce di elettroni, mentre l'altro
celle elementari; queste particelle rap­
si arricchisce.
presentano gli infimi granuli dell'elet­
tricità e della massa. Due di esse sono i Quel corpo che si è arricchito di elet­
granuli elementari di elettricità positiva troni assume una carica negativa; mentre
e negativa, e vengono indicati coi nomi l'altro acquisisce una carica positiva.
di « positroni » ed « elettroni »; la terza è Quando si avvicinano tra loro i due corpi
il granulo elementare di massa materiale carichi di elettricità di nome diverso, essi
sprovvisto di carica elettrica e chiamato si attirano, e appena si toccano si annul­
<< neutrone ». Punque ogni · atomo è com­ lano le forze elettriche di attrazione, per­
posta da cariche positive; cariche negative chè gli elettroni rientrano negli edifici
e massa materiale. atomici dai quali erano stati strappati du­
Il positrone, a differertza dell'elettrone, rante l'operazione di strofinio. Quando
rimane strettamente vincolato ad un neu­ i due corpi si toccano essi ritornano allo
trone e tale associazione prende il nome stato elettricamente neutra.
Sorgenti elettriche 91

Generatore elettrlco trazione delle cariche elettriche aumenta­


no e si arriva al punto che esse raggiun­
Il generatore elettrico è un apparato
gono un'intensità tale da strappare le ça­
in grado di generare cariche eiettriche di
riche che si trovano condensate sui termi­
nome diverso, positive e negative. Queste
nali dei conduttori. In pratica sono gli
cariche vengono condensate su due ele­
elettroni che vengono strappati dai polo
menti del generatore, che prendono il
negativo e vengono attratti da quello po­
nome di « morsetti ». Sono generatori e­
sitivo; gli elettroni scavalcano violente­
lettrici la pila, gli accumulatori, gli alter­
mente lo spazio interposto e vanno a ri­
natori delle centrali elettriche. Tutti que­
congiungersi con gli atomi elettrici posi­
sti apparati, mediante un processo chimi­
tivi che li attraggono. Tutta l'energia po­
co o meccanico, provvedono ad impoveri­
tenziale che essi possedevano si trasfor­
re di elettroni un certo numero di atomi
ma in energia termica, cioè in calore, al­
per arricchirne altri. Gli atomi, cosi tratta­
l'atto degli urti degli elettroni stessi con­
ti, vanno a costituire le cariche elettriche
tro le molecole dell'aria e contro il filo
positive e negative disponihili sui morset­
c:onduttore collegato al morsetto positivo
ti del generator:e.
·del generatore. Questo fenomeno assume
l'aspetto di una scintilla, perchè l'aria ed
Energia e tensione
i punti colpiti dagli elettroni raggiungono
Le cariche elettriche, di nome diverso, immediatamente l'incandescenza; la lumi­
dislocate sui morsetti del generatore, ten­ nosità caratteristica di queste scintille de­
dono ad attrarsi, e questa forza di attra­ riva precisamente dalle molecole gassose
zione si traduce dicendo che le cariche e dai vari vapori metallici incandescenti
possiedono una certa « energia potenzia­ che escono dal conduttore colpito dagli
le » e si dice anche che fra i due morsetti elettroni.
del generatore (poli del generatore) esiste
una « differenza di potenziale >>, o una Arco elettrico
tensione elettrica >>.
Nel momento stesso in cui tra i due
«

Con il nome di tensione elettrica o dif­


conduttori collegati ai poli del generatore
ferenza di potenziàle tra i due poli di un
si adesca la scintilla, l'equilihrio elettrico
generatore si intende pertanto designare
si rompe e il generatore disloca verso il
l'energia che è disponihile allo stato po­
polo negativo altri elettroni, in sostitu­
tenziale nelle cariche elettriche che si tro­
zione di quelli che sono stati ·assorhiti dai
vano condensate sui due poli.
morsetto positivo. In questo modo, in
Se si collegano i terminali di due fili me­
condizioni opportune e con generatori suf­
tallici collegati ai due poli di un generato­
ficientemente potenti, il fenomeno pub
re elettrico, si puà facilmente constatare
ripetersi con continuità, e in Iuogo di
che fra essi scocca una scintilla elettrica.
Questo fenomeno puà essere osservato ri­ una scintilla istantanea, si ha allora un
correndo ad una semplice pila o ad una << arco elettrico >> persistente. In questo
comune hatteria di accumulatori. caso il passaggio di elettroni continua, sen­
Con i generatori elettrici più potenti za interruzione, e l'intero circuito è per­
come quelli installati, ad esempio, nelle corso da una corrente elettrica permanen­
centrali, oppure con una hatteria formata te, come se i morsetti del generatore fos­
da moite pile collegate in serie tra di !oro, sero collegati fra !oro per mezzo di un
il contatto tra i terminali dei due fili non conduttore metallico senza interruzione.
è neppure necessario, in quanto si posso­ I terminali dei due conduttori affacciati
no facilmente ottenere scintille tanto po­ tra loro, fra i quali si forma l'arco elettri­
tenti da assumere l'aspetto e il nome di co, prendono il nome di « elettrodo positi­
<< scariche elettriche >>. Quando si avvicina­ vo >> e << elettrodo negativo >>. La distanza
no i terminali dei due fili, le forze di at- cui devono trovarsi i due elettrodi perchè
92 Fondamenti della Radio

fra essi si adeschi per la prima volta la


scintilla, dipende dalla forma degli elet­
trodi, dalle condizioni ambientali e dalla
...)fb·:-_: tensione elettrica esistente fra i morsetti
del generatore. In ogni caso il fenomeno
della scarica deriva da una violenta com­
binazione tra le cariche elettriche di se­
gno opposto, inizialmente disgiunte sui
morsetti del generatore. Se la carica per­
mane, vuol dire che i conduttori sono col­
legati ai due poli opposti di un generato­
GENERA TORE re. Se la scarica ·cessa immediatamente
ELETTROSTATICO di esistere, vuol dire che i due conduttori
sono collegati a corpi inizialmente elet­
trizzati con cariche elettriche di segno
opposto. Il lampo è la violenta c,ombina­
zione di queste cariche e il tuono deriva
dallo spostamento d'aria che ne risulta.
Col nome di fulmine, invece, s'intende
una scarica analoga fra una nube e la ter­
ra. La formazione delle scariche elettriche
Il potere elettrico delle pun­ fra le nubi è dovuta alla loro elettrizzazio­
te consiste neZ generare un ne acquistata per strofinamento contro
vero e proprio venta elettri­ l'aria e per condensazione delle molecole
co, che è in grado di piega­ di vapore acqueo ionizzate dalle radiazioni
re la fiamma di una candela. solari.
La stesso venta elettrico
puà essere sfruttato (dise­ Elettrizzazione per influenza
. gno sotta riportato) per la
La formazione di cariche elettriche puà
formazione di un mulinello
essere ottenuta, come è stata ottenuta,
elettrico.
per mezzo di azioni meccaniche (strofi­
nl.o) oppure attraverso reazioni chimiche
(pila). Ma vi è un terzo modo per poter
dislocare elettroni in un punto o sulla
superficie di un corpo metallico: quello
dell'induzione elettrostatica.
Ogni corpo elettrizzato, cioè ogni corpo
in cui esiste un certo numero di carl.che
elettriche, ·positive o negative, genera un
«campo elettrico », cioè un insieme di
forze elettriche che si dipartono dal corpo
elettrizzato e sono in grado di influenzare
l'ambiente circostante.
Supponiamo di considerare una sfera
metallica dalla quale, in qualche modo,

AL GENER. siano stati sottratti elettroni; questa sfe­


ra risulta elettrizzata positivamente, cioè
ELETTROST
essa contiene tante cariche elettriche po­
sitive, cioè una carica positiva che è som­
ma di tutte le cariche contenute dalla
Sorgenti elettriche 93

sfera e che sono condensate sulla sua superfici dei corpi per induzione elettro­
superficie. Da ognuna di queste cariche statica godono della caratteristica di con­
prende origine una forza elettrica, invisi­ densarsi sui punti di maggior curvatura.
bile, che è in grado di influenzare qualun­ E poichè le punte rappresentano le forme
que corpo posto nelle vicinanze. geometriche di maggior curvatura, pro­
Supponiamo ora di avvicinare a quella prio in questi punti vanno a condensarsi
sfera elettrizzata positivamente un corpo le cariche elettriche se essi sono presenti
metallico allo stato neutro, cioè privo di in un corpo indotto. E se il fenomeno del­
cariche elettriche. Ebbene, le forze elettri­ l'induzione elettrostatica è notevole anche
che che si sprigionano dalla sfera tendono la condensazione delle cariche elettriche
a richiamare cariche negative, cioè elettro­ sulle punte è notevole. Ma quando le ca­
ni. Dal corpo metallico allo stato neutro riche elettriche sono troppo vicine tra lo­
vengono quindi strappati, agli atomi in ro, essendo cariche dello stesso nome,
quiete, gli elettroni, che si condensano in esse tendono a respingersi. Nel caso delle
quella parte della superficie del corpo che punte esse tendono a sfuggire nello spazio
si trova più vicina alla sfera positivamen­ circostante. Una punta metallica apparte­
te elettrizzata. Ora il corpo .avvicinato alla nente ad un corpo indotto puà quindi pro­
sfera non è più allo stato neutro. Un certo durre, con la fuoruscita violenta di elet­
numero di elettroni sono stati strappati troni, un vero e proprio << vento elettri­
ad un certo numero di atomi che, a loro co », in grado di far inclinare la fiamma
volta, �ono di�enuti cariche positive. Que­ di una candela; componendo una elemen­
ste cariche positive vengono respinte dal­ tare girandola munita di bracci a punte,
le forze elettriche positive uscenti dalla si puà ottenere un vero e proprio muli·
sfera, e vanno a dislocarsi nella parte più nello elettrico.
lontana del corpo che inizialmente si tro­
vava in uno stato elettrico neutro. Quel
corpo si è dunque elettrizzato, negativa­
mente da una parte e posidvamente dal­
l'altra, sotto l'influenza delle forze elettri­
che uscenti dalla sfera, e questo fenome­
no prende il nome di « induzione elettro­
statica ».

Se la sfera fosse stata elettrizzata nega­


tivamente, il fenomeno si sarebbe comun­
que avverato, ma supa parte del corpo in­
dotto più vicino alla sfera si sarebbero
condensate le cariche positive, mentre gli
elettroni si sarebbero condensati nella Lo strumento che permette
parte più lontana. Dei due elementi par­ di rivelare le misure delle
tecipanti al fenomeno la sfera prende il potenze elettriche prende il
nome di « corpo inducente », mentre il nome di wattmetro.
corpo inizialmente allo stato neutro pren­
de il nome di « corpo indotto ». L'elettriz­ Questo potere delle punte viene sfrutta­
zazione del corpo irtdotto cessa di esistere to nella costruzione dei parafulmini. Il
quando il corpo inducente viene allontana­ parafulmine è un sistema di conduttori
to, perchè vengono a mancare le forze · elettrici, collegato ad un certo numero di
elettriche in grado di produrre il fenome­ reti o !astre metalliche affondate nel ter­
no di induzione elettrostatica.
reno, terminante sulla sommità del tet­
to con un'asta munita di punte. Quando
Il potere delle punte
una nube carica di elettricità transita so­
Le cariche elettriche richiamate sulle pra l'edificio in cui è installato· il paraful-
94 Fondamenti della Radio

mine, essa carica di elettricità, per indu­


zione elettrostatica, la zona circostante.
Se la nube è carica di elettricità positiva,
tutta la zona circostante l'edificio in cui
è installato il parafulmine si carica di e­
lettricità indotta negativa. Le cariche ne­
gative sono attratte da quelle positive del­
la nube; esse raggiungono i conduttori e­
lettrici affondati nel terreno e da questi
si avviano verso l'asta del parafulmine
· per condensarsi, alla fine, sulle sue punte.
E qui interviene il « potere delle punte »;
le cariche elettriche, che in questo caso
sono rappresentate da elettroni, sfuggono
A c c o p p i a t o r e , comune­
mente chiamato . " porta dalle punte del parafulmine e si disper­

pile », in bachelite, adat­ dono nell'aria circostante per venir poi


to per il collegamento in spazzate via dalle correnti d'aria. Il com­

serie di due pile. pito del parafulmine è dunque quello di


distruggere le forze elettriche che si crea­
no tra le nubi e il suolo, eliminando le
cariche indotte sul terreno attraverso le
punte del parafulmine e facendo in modo
che il fulmine stesso non debba mai sca­
ricarsi sul parafulmine, ma in zone molto
Accoppiatore in bachelite più lontane dove non esiste questo siste­
con contenitore di plasti­ ma di protezione.
ca per il collegamento in
serie di due pile da 4,5 V. Tensione elettrica

La tensione elettrica rappresenta una


grandezza fisica fondamentale nello stu­
dio di tutta l'elettronica.
Per assimilare questo importante con­
cetto occorre rifarsi alla struttura dell'a­
tomo e ai principi dell'elettrostatica.
Quando nella struttura atomica vengo­
no a mancare uno o più elettroni, si crea
una condizione di instabilità elettrica.
L'atomo, impoverito di elettroni, si arric­
chisce di una forza di attrazione nei con­
fronti degli elettroni stessi sfuggiti, per
una qualsiasi causa naturale o artificiale,
alle sue orbite. Questa forza è la prima
che traduce in pratica il concetto di ten­
sione elettrica, perchè tra gli atomi e gli
elettroni si crea una vera e propria forza
di tensione, che si annulla soltanto quan­
do gli elettroni vengono captati e ricon­
dotti nelle orbite atomiche.
L'atomo impoverito di uno o più elettro­
ni diviene una carica elettrica positiva;
Sorgenti elettriche 95

ELEMENTO ALCALINO Zim Ossido di merturie


Esecuzione Ermetica
A Polo positive
B Giunta toroidale
C Aondella di ermeticita


D Collettore catodoco

Doaframma
Catodo all'ossido di
mercurio
.,1 .."'--.1-- G Anode a base di zinco
lnvoh..:cro metallico
interna
Polo negat1v0
Aondella di chiusura

Le pile al mercurio presentano il vantaggio di un elevato rap­


porta energia-volume. La scarica avviene ad una tensione molto
stabile per quasi tutto il periodo di utilizzazione. Esse vengono
prodotte anche in dimensioni minuscole, per essere utilizzate
nelle apparecchiature miniaturizzate e, in particolare, nelle pro­
tesi auditive.

quando invece nella struttura atomica essi dicono che in quel conduttore o in
vengono introdotti altri elettroni, l'atomo quella presa vi è la « forza ».
diventa una carica negativa. E proprio In pratica, dunque, la tensione elettrica
in virtù delle forze di attrazione prima ci­ è quella forza che, appena puo, mette in
tate anche fra le cariche elettriche, di movimento gli elettroni, cioè genera la
qualunque entità esse siano, si crea una corrente elettrica. In tutti i fenomeni elet­
tensione elettrica. Le cariche elettriche trici, quindi, la tensione rappresenta la
dello stesso nome si respingono tra di lo­ causa, mentre la corrente ne costituisce
ro, mentre le cariche elettriche di nome. l'effetto. Quando con due dita si toccano
diverso si attraggono; si suol anche dire i conduttori di rete, si offre l'opportunità
che le cariche omonime si respingono, alla tensione elettrica di mettere in movi­
mentre le cariche eteronime si attraggo­ mento gli elettroni, cioè di dar luogo al
no. In virtù di queste forze di attrazione · fenomeno della corrente elettrica che, at­
e . repulsione elettronica prende avvio il traversando le dita della mano, provoca
fenomeno della corrente elettrica. quella sgradevole sensazione che va sotto
La tensione elettrica, cioè la forza di at­ il nome di « scossa ».
trazione o repulsione che si esercita tra
le cariche elettriche, prende anche i nomi Misura della tensione
di << forza elettromotrice » e « differenza
di . potenziale ». Gli operai elettricisti la La tensione elettrica, come tutte le al­
chiamano più semplicemente « la forza». tre grandezze fisiche, è suscettibile di mi­
Quando essi individuano un conduttore sura, e l'unità di misura prende il nome
in cui è presente la tensione elettrica, op­ di <<volt» (abbrev. V). Cio in onore del
pure quando nell'esaminare una presa di grande fisico italiano Alessandro Volta.
corrente si accertano che fra le due boe­ Come per ogni unità di misura esistono
cole sussiste una differenza di potenziale, dei valori che sono multipli e sottomul-
96 Fondamenti della Radio

tipli di essa, anche per il volt si conoscono


i seguenti valori:

Chilovolt mille volt


(simbolo kV)
Millivolt un millesimo di volt
(simbolo mV)
Microvolt un milionesimo di volt
(simbolo IJ.V)

La tensione elettrica si misura per mez­


zo di uno strumento, che prende il nome
di voltmetro. Questo strumento viene u­
sato principalmente dagli elettrotecnici e
dagli elettricisti. I radiotecnici invece si
servono di un particolare strumento che
prende il nome di «tester»; questo stru­ Tutte le pile a 4,5 V, del tipo di quella
mento prende anche il nome di analizza­ rappresentata in figura, sono composte
tore universale perchè oltre alle misure internamente da tre elementi da 1,5 V
di tensione, consente altri tipi di misure ciascuno, collegati in serie tra di loro.
di grandezze elettriche e radioelettriche.

« P >> vuol dire che in un tempo << t >> si


Potenza elettrica trasmette dall'uno all'altro sistema l'e­
nergia:
Quando si verifica una trasmissione di
energia da un sistema ad un altro, oppu­ L
re una trasformazione di energia da una p
forma ad un'altra, si indica sempre col
nome di« potenza» la quantità di energia
che si trasmette o si trasforma nell'unità In generale si puà dire quindi che il
di tempo. In altre parole si suol dire che concetto di potenza esprime sostanzial­
la potenza elettrica misura il lavoro com­ mente la velocità con la quale si compie
piuto dalle forze elettriche nell'unità di una qualsiasi trasformazione di energia
tempo. nel tempo.
In particolare, se un data sistema corn­ In sostanza mentre si puà dire che un
pie in un certo tempo« t»un lavoro« L >>, data sistema possiede una certa << ener­
vuol dire che il sistema trasmette ad un gia >>, non si potrà mai dire invece che vi
altro nel tempo considerato l'energia: è disponibile una certa <<potenza >>, a me­
no di non precisarne anche la durata nel
L
tempo: cio che equivale allora a designare
W=
ancora l'energia.
Cqsl. è chiaro, ad esempio, che un serba­
toio d'acqua contiene e puà liberare, svuo­
Si dirà anche che il primo sistema svi­
tandosi, una quantità di energia ben de­
luppa e trasmette all'altro, che lo assorbe,
terminata: la potenza che si rende dispo­
la « potenza >>:
nibile, mentre lo svuotamento si compie,
L sarà grandissima se il serbatoio si svuota
p in un tempo molto breve, ma sarà invece
piccolissima se dal serbatoio si fa spillare
un filo di acqua che lo vuoti in un tempo
Inversamente, se un sistema qualunque molto lunga.
sviluppa e un altro assorbe la potenza Analogamente accade che le scariche
Sorgenti elettriche 97

atmosferiche (fulmini) mettono in gio­


co delle potenze enormi, mentre l'energia
liberata non è affatto molto rilevante, per­
chè si tratta sempre di un fenomeno oltre­
modo violento, ma di brevissima durata.
La potenza elettrica costituisce una
grandezza fisica cosi come lo è la tensione
elettrica e l'intensità di corrente.
L'espressione «potenza elettrica » ha SPEID
dei sinonimi che sono: «wattaggio»,«con­
sumo elettrico », «dissipazioue >>.

La potenza elettrica sta ad indicare l'e- ., .. �""'

. nergia elettrica che un qualsiasi compo­


nente elettrico consuma trasformandola
in altra forma di energia.
Consideriamo, ad esempio, una pila, con
Le dimensioni delle pile aumentano con
i morsetti collegati tra di loro per mezzo
l'aumentare dell'entitù dell'energia elettri­
di un filo conduttore. Gli elettroni che
ca immagazzinata. Quelle rappresentate in
man mano escono dal morsetto ne_gativo
figura sono pile che erogano una tensione
della pila per raggiungere quello positivo
dello stesso valore ma la durata di eser­
posseggono una certa energia potenziale,
cizio è diversa.
la quale diminuisce lungo il çonduttore
trasformandosi in calore; se al posto del
filo conduttore fosse stato inserito un viene trasformando in ogni minuto secon­

motorino elettrico, l'energia si sarebbe do. L'energia elettrica che si mette in


trasformata in lavoro meccanico. Si espri­ gioco quando si verifica uno spostamento
me "brevemente questo fatto dicendo che, di cariche elettriche tra due punti qual­

nell'interno della pila si genera dell'ener­ siasi, corrisponde, in ogni caso, al prodot­

gia elettrica, la quale si trasmette lungo to della tensione che esiste tra questi due

il circuito esterno che a sua volta l'assor­ punti per la quantità di elettricità che

be, trasformandola in una equivalente partecipa allo spostamento. Ne segue che

energia di altra forma. Le funzioni del ogni potenza elettrica resterà senz'altro

generatore elettrico (nel nostro caso la determinata, eseguendo il prodotto della

pila) si compiono necessariamente a spe­ tensione relativa al tratto di circuito che

se di un lâvo.-ro o di altra energia, equiva­ si considera per la intensità di corrente


(;he lo percorre, la quale esprime la quan­
lente a quella che questo trasforma man
tità di elettricità che lo attraversa ad ogni
mano in energia elettrica. In termini ma­
secondo. La potenza viene espressa diret­
tematici si designa col nome di «potenza
tamente in <<watt», eseguendo semplice­
elettrica» la quantità di energia che si
mente il prodotto della tensione espressa
in volt per l'intensità di corrente misurata
in ampere.
Ne deriva in particolare la definizione
elettrica dell'unità di potenza e cioè del
watt, come prodotto della tensione costan­
te di 1 volt per la corrente pure costante
di 1 ampère, si ha cioè:

Pile ad ossido di 1 watt = 1 volt x 1 ampere


mercurio di dimen­
sione media e mi­ In generale si puo dunque affermare
nima. che se un qualsiasi tratto di circuito elet-
98 Fondamenti della Radio

trico presenta agli estremi una tensione Il simbolo della potenza elettrica viene
costante V ed è percorso da una corrente indicato con la lettera W.
costante 1, esso eroga, oppure assorbe, la Per la potenza elettrica sono in uso i
potenza elettrica: seguenti multipli e sottomultipli:

w =v x 1 Chllowatt = mille watt


(simbolo kW)
Misura della potenza elettrica
Ettowatt cento watt
Per 'mïsurare la potenza elettrica tra­ (simbolo hW)
smessa lungo una linea occorrerebbe ap­
Milliwatt un millesimo di watt
plicare i due strumenti atti a rilevare la
( simbolo mW)
tensione e l'intensità di corrente, cioè il
voltmetro e l'amperometro. Microwatt un milionesimo di watt
L'amperometro va collegato in «serie» (simbolo !-LW)
ad un conduttore che puà essere indiffe­
rentemente quello di andata o quello di La formula prima citata, valida per va­
ritorno della corrente; il voltmetro, inve­ lutare la potenza elettrica, puà anche es­
ce, va inserito «in parallelo» al circuito, sere uttilizzata per determinare una delle
cioè va collegato fra un conduttore e l'al­ tre grandezze: watt, volt, ampere, quan­
tro. Il prodotto delle indicazioni dei due do ne siano conosciute due.
strumenti, cioè delle misure cosi rilevate Si ha infatti che:
(volt e ampere) determina la potenza e­
lettrica trasmessa lungo quel circuito. w w
In pratica, per la misura delle potenze V e I
elettriche, non si ricorre all'impiego di v
due strumenti, bensi di uno solo che è il
voltmetro e amperometro insieme, il qua­ La potenza elettrica puà essere determi­
le rileva direttamente la misura della po­ nata ancora quando siano note la tensio­
tenza elettrica espressa in watt o in gran­ ne e la resistenza, mediante un'altra im­
dezze che sono multiple o sottomultiple portante formula che verrà citata nel cor­
del watt; tale strumento prende il nome so delle successive puntate. Un'ulteriore
di wattmetro. formula permetterà, come v�dremo, di
Abbiamo detto che la potenza elettrica determinare il valore della potenza elet­
ha come unità di misura il «watt» (ab­ trica quando siano noti quelli della cor­
brev. W). rente e della resistenza.

La composizione più
semplice di una pila
è ottenuta dalla so­
vrapposizione di un
disco di rame, di uno
di carta assorbente
impregnata di acqua
salata e di un disco
di ferro.
Sorgenti elettriche 99

l-
Simbolo e l ett r ic o
della pila comune­
mente usato nella -
-

1-
progettazione degli -
schemi teorici. -
01Ù ELEMENT! Dl PILA
- COLLEGATI IN SERIE
1
1
Simbolo e l ettrico

jf
di a lcuni elementi 1
-
di pila collegati in -
serie tra di lora. -
La tensione risul­ -
ELEMENTO -
ta nte è data dalla

-r
Dl PILA
somma delle singo­
le tensioni degli e­
lemeuti.

Misura della corrente Microampere un milionesimo di ampère


( simbolo p.A)
L'intensità di corrente, cioè il numero
di elettroni che attraversano la sezione di
Lo strumento elettrico atto a rilevare
un conduttore elettrico in un minuto se­
le misure dell'intensità di corrente pren­
conda, costituisce una grandezza fisica la
de il nome di « amperometro ». L'ampero­
cui unità di misura è l'« ampere» (ab­
metro viene usato principalmente in elet­
brev. A).
tronica per la misura di correnti par­
I filamenti delle comuni lampadine ad
ticolarmente intense. Per la misura di
incandescenza sono percorsi da correnti
correnti più deboli si usa il milliam­
elettriche alternate la cui intensità puo
perometro e il microamperometr?. In
variare da alcuni decimi di ampere, sino
radiotecnica, la misura delle correntl elet­
ad alcuni ampere. I motori elettrici delle
triche si effettua con il tester, che viene
vetture tranviarie possono assorbire una
chiamato anche strumento universale di
corrente compresa fra i 50 e i 100 ampere.
<<

misura , o, più semplicemente, analiz­


Le massime correnti usate nella tecnica
<<

zatore universale ». Il tester costituisce


si riscontrano nei grandi forni ad arco
il ferro del mestiere più importante per
dell'industria siderurgica; questi forni so­
chi si occupa di elettroniea. Esso è lo
no attraversati da correnti la cui intensi­
strumento piü comune del laboratorio
tà puo superare anche notevolmente i
10.000 A.
sperimentale, il più usato di tut i, que lo � �
che permette di vedere » con Immedia­
L'ampere è una unità di misura della
<<

tezza e precisione tutte quelle grandezze


corrente poco spesso usata in elettronica,
elettriche che sfuggono ai nostri sensi,
dove si ha a che fare di frequente con
ma che bisogna assqlutamente conoscere
correnti la cui intensità è molto spesso
e valutare ogni volta che si ha a che fare
inferiore all'ampere. Conviene dunque
con un apparato elettronico.
far uso di valori che sono sottomultipli
La parola Tester deriva dall'in glese
dell'ampere. _
« to test», che significa: provare. E, mfat­
Essi sono:
ti, con il tester, prima ancora di rilevare
Milliampere un millesimo di ampère l'esatto valore di una grandezza elettrica,
( simbolo mA) si prova se in un determinato punto di
100 Fondamenti della Radio

+volt

positiva continua

Espressione analitica del­


tem po la tensione continua ero­
0
gata da una pila.

+volt

Diagramma caratteristico
della tensione unidirezio­
·
nale pulsartte, come puo
0 essere quella misurata a
valle di un raddrizzatore
di tensione alternata.

Diagramma rappresenta­
tivo della tensione alter­
0 tempo nata erogata da un alter­
natore.

semionda semionda
positiva negativa
Sorgenti elettriche 101

3 ORE Dl LUCE 1 ORA Dl LUCE

Questi due semplici schemi, nei quali risultano uti­


lizzate due lampadine perfettamente uguali e due pi­
le dello stesso valore di tensione, stanno ad esprime­
re la diversa durata di illuminazione ottenuta con
pile di diverse dimensioni, cioè di diversa quantità
di energia elettrica immagazzinata.

un circuito vi è tensione, se vi è passag­ mano accusa già una sensazione chiara­


gio di corrente, se vi è eontinuità nel cir­ mente percettibile (scossa elettrica) quan­
cuito o se invece esso è interrotto. do è attraversato da una corrente anche
inferiore ad un millesimo di ampere. Pur-·
Effetti fisiologici della corrente troppo tra i profani regna generalmente
moita confusione, perchè si ritiene che gli
Nel processo elettrico, la corrente rai\
effetti fisiologici della corrente dipendano
presenta un « effetto »; e come ogni altro
solo dalla tensione in gioco. In realtà gli
effetto anche questo ha la sua « causa ».
effetti in questione dipendono esclusiva­
La causa .della corrente, cioè del movi­
mente dall'intensità della corrente che at­
mento degli elettroni lungo i conduttori,
traversa l'organismo; percio l'effetto è
è una forza che viene universalmente de­
nullo, qualunque sia la tensione, se il con­
nominata con la parola « tensione elet­
tatto avviene in modo che sia nulla la cor­
trica ».
rente che attraversa il corpo. Facciamo un
Dunque, per parlare degli effetti fisio­
esempio. Sulla bobina ad alta tensione
logici della corrente occorre tener conto
dell'impianto elettrico di un'autovettura
anche della causa che produce la corrente
è presente una tensione dell'ordine di al­
stessa, cioè la tensiorie elettrica, più sem­
cune migliaia di volt; si tratta, quindi, di
plicemente denominata con la sola parola
una tensione elevata. Ma tale tensione an­
« tensione ».
che se applicata al corpo umano non co­
Chi si occupa praticamente di elettro­
stituisce alcun pericolo letale e cio perchè
nica, si trova a contatto ogni giorno con
. taluni circuiti che possono essere fonte di la corrente elettrica, che si puo assorbire
incidenti anche gravi. E' necessario, quin­ dalla bobina ad alta tensione dell'automo­
di, essere ferrati in tale materia per poter bile, ha una debole intensità. Viceversa,
agire con la massima disinvoltura e tener applicando al corpo umano la tensione
sempre presente quando è possibile di­ elettrica della rete-luce, che si aggira ap­
strarsi durante il lavoro e quando, invece, pena intorno al centinaio di volt, si posso­
occorre mantenere la massima attenzione no verificare effetti mortali. Cio perchè,
per non incorrere in spiacevoli inconve­ · se il corpo umano, che è un conduttore
nienti. abbastanza buono di elettricità, riesce a
Contrariamente a quanto si crede non stabilire un ottimo collegamento fra la
sono le tensioni elevate la causa prima di rete-luce e la terra, l'intensità di corrente
effetti mortali, bensi le correnti che attra­ puo raggiungere valori di una decina di
versano. il corpo umano. L'organismo u- milliampere, sufficienti a paralizzare i mu-
102 Fondamenti della Radio

Due diversi circuiti elettrici per un identico risultato: tre ore


di luce. In entrambi i casi le pile sono perfettamente identi­
che, ma è diverso il sistema di collegamento (in serie nel
primo caso e in paralle,lo nel seconda) e sono diverse le due
lampadine, pur essendo caratterizzate dallo stesso valore di
potenza elettrica.

3 ORE Dl LUCE

scoli del corpo umano e, in particolare, Si prende la scossa toccando un solo


il muscolo cardiaco. conduttore della linea di rete-luce se ·si
Dunque, occorre ricordare bene che, se appoggiano i piedi per terra; ma si puo
di pericolo si deve parlare, quando si la­ toccare senza alcun pericolo un solo filo
vora con l'elettricità, questo proviene sol­ di una linea a tensione anche molto ele­
tanto dalla intensità di corrente e non già vata se si appoggiano i piedi su un soste­
dalla tensione elettrica. Se le tensioni pos­ gno sufficientemente isolato allo stesso
sono costituire un pericolo all'incolumità modo come gli uccelli si posano, senza su­
fisica, cio deriva dal fatto che le tensioni hire alcun danno, sui fili della linea di tra­
elevate, in genere, sono capaci di mettere smissione dell'energia elettrica.
in movimento una grande quantità di e­ E' necessario in ogni modo tener sem­
lettroni, cioè di determinare correnti e­ pre ben presente che la tensione elettrica,
lettriche molto intense. nelle reti di distribuzione dell'energia e­
Finora si è parlato degli effetti fisiolo­ lettrica, sussiste fra un conduttore e l'al­
gici della corrente sotto un aspetto essen­ tro, e fra questi e il suolo. Il contatto ri­
zialmente teorico, ma, per l'allievo, sono sulta senz'altro mortale se la corrente
necessarie alcune citazioni di ordine prati­ che in tal modo viene a circolare attra­
co, da tenere bene a memoria e da mette­ verso il corpo raggiunge una intensità di
re in atto quando si lavora. appena una decina di millesimi di ampere.
Sorgenti Jzettriche 103

Si intuisce ara che la tensione della li­ gata, logicamente, alle caratteristiche del­
nea ha nel fenomeno soltanto una influen­ l'apparecd).iO utilizzatore. Per impieghi
za indiretta: essa deriva dal fatto che se speciali esistono particolari tipi di pile
la tensione è elevata, l'intensità di corren­ blindate in acciaio, con la scapa di evita­
te sopra indicata viene sempre raggiunta, re che la fuoruscita dell'acido danneggi
anche se il contatto dell'individuo con un i contenitori e gli apparati utilizzatori.
fila e con la terra è comunque imperfetto, Nella sua espressione più elementare la
mentre se si tratta di una linea di bassa pila pub essere costruita sovrapponendo
tensione si richiede un buon contatto. In un disco di ferro, un disco di carta assor­
condizioni particolari, ad esempio contat­ bente impregnata di acqua salata e un di­
to di mani bagnate con superfici metalli­ sco di rame. L'efficienza di una pila tan.to
che collegate a conduttori elettrici, sono elementare pub essere controllata colle­
più volte accaduti degli incidenti mortali gando sui suai terminali una cuffia; chiu­
con linee elettriche aventi una tensione dendo ed aprendo il circuito si ascoltano
fra i fili anche inferiore a 100 V. delle rumorosità, dovute al passaggio di
In tutti i fenomeni elettrici la tensione corrente generata dalla tensione presente
elettrïca rappresenta soltanto la causa sui morsetti dell'elemento di pila. Se si
di tutte le manifestazioni elettriche; la dovesse misurare con un voltmetro il va­
corrente costituisce sempre l'effetto. E lore della tensione di una pila cosi rudi­
perchè l'effetto abbia luogo non basta la mentale, si leggerebbero, sul quadrante
sola esistenza della causa ( tensione elet­ dello strumento, i valori di 0,4-0,5 volt.
trica), occorre àltresl che vi siano delle Le pile possono essere collegate tra di
condizioni favorevoli allo scorrimento de­ lora con due sistemi diversi: in serie e in
gli elettroni, cioè al passaggio della corren­ parallelo. Nel collegamento in serie la ten­
te elettrica. sione risultante è quella ottenuta dalla
Quando una scarica elettrica attraver­ somma delle tensioni delle singole pile
sando il nostro corpo ne paralizzza i mu­ che concorrono al collegamento. Quando
scoli, e in particolar modo il muscolo si collegano in parallelo tra di lora due o
cardiaco, provocandone l'ar:resto, cio è più pile dello stesso valore di tensione, si
dovuto al fatto che il corpo umano è stato ottiene una hatteria in grado di erogare
messo in condizioni di comportarsi come corrente per un tempo relativamente lun­
un buon conduttore elettrico. Quindi, la ga; il valore della tensione risultante è pa­
ripetiamo, non è la tensione elettrica che ri a quello di una sola pila.
uccide ma solo e sempre la corrente.
Pile a secco
La pila
Le pile a secco possono considerarsi le
La pila costituisce, attualmente, una più universalmente note. Esse sono com­
sorgente di elettricità insostituibile in nu­ poste di quattro elementi fondamentali.
merose applicazioni, specialmerite in tut­ Il primo elemento è rappresentato dall'e­
te le apparecchiature portatili di varia lettrodo positivo, che è un bastoncino ci­
genere che sempre più si vanna diffon­ lindrico di carbone compressa. Il seconda
dendo. elemento, che rappresenta l'elettrodo ne­
Le pile si distinguono per le caratteri­ gativo, è costituito dall.o zinco. Il terza
stiche costruttive e per le caratteristiche elemento è rappresentato dall'elettrolita,
elettriche. In commercio si trovano oggi che reagisce chimicamente con la zinco,
pile a secco, pile al mercurio, pile al man­ cioè con il metallo rappresentante il mor­
ganese e pile al nichel-cadmio. Tutte·que­ setto negativo della pila, dai quale ven­
ste sono disponibili in una vasta gamma gono asportati ioni positivi che, a lora
di tipi, diversi per dimensioni, valori di volta, risultano attratti dall'elettrodo po­
corrente e tensioni e la lora scelta è le- sitivo; cio vuol significare che, interna-
104 Fondamenti della Radio

mente alla pila, la corrente fluisce dal Questi tipi di .pile, oltre che essere carat­
morsetto negativo a quello positivo, men­ terizzati da piccole dimensioni, presenta­
tre nel circuito utilizzatore esterno la no il vantaggio di un elevato rapporto
corrente fluisce, per convenzione, dal mor­ energia/volume. La scarica avviene ad una
setto positivo a quello negativo. Di norma tensione assai stabile per quasi tutto il pe­
l'elettrolita è rappresentato dai �!oruro· riodo di utilizzazione.
di ammonio. Il quarto elemento, che com­ Le pile al manganese offrono una ele­
pone la pila a secco, è rappresentato dal vata sicurezza di funzionamento ed una
depolarizzante, che impedisce agli ioni durata più lunga rispetto ai tipi normali.
positivi di neutralizzarsi con altri ele­ In queste pile l'elemento depolarizzante
menti; il depolarizzante è solitamente co­ è rappresentato dai biossido di mangane­
stituitô da biossido di manganese. se, mentre l'elettrolita è costituito da una
soluzione alcalina.
Pile al mercurio, al manganese, Le pile al nichel-cadmio vengono usate
al nichel-cadmio quando sono richieste correnti di scarica
Le pile al mercurio, in virtù delle loro molto elevate, con periodi di erogazione
minuscole dimensioni, sono utilizzate in continua alternati a periodi disponibili
tutte le apparecchiature miniaturizzate, per la ricarica. Il !oro vantaggio rispetto
dove i problemi di spazio e di peso assu­ ai tradizionali accumulatori è principal­
mono importanza rilevante; la loro ap­ mente costituito dai minor peso. Esse
plicazione più comune avviene nelle pro­ vengono quindi consigliate per l'alimenta­
tesi auditive. L'elettrodo négativo della zione di apparati portatili di tipo profes­
pila al mercurio è rappresentato dallo sionale o semiprofessionale. La corrente
zinco, mentre l'elettrodo positivo è costi­ di ricarica delle pile al nichel-cadmio deve
tuito dai mercurio; l'elemento depolariz­ essere mantenuta in ogni caso tra lo 0,1
zante è costituito dall'ossido di mercurio. e lo 0,2 della corrente nominale.
AMPLIFICAZIONE
Amplificazione 109

GENERALITA

e onde radio, cioè i segnali radio mati amplificatori a radiofrequenza, risul­

L
captati da ogni ricevitore radio, tano montati nei ricevitori radio, subito
sono molto deboli e per poterie dopo il circuito di entrata. Gli amplifica­
trasformare in voci e suoni deb­ tori di media frequenza vengono montati
bono essere sottoposte ad u:n processo nei ricevitori radio a circuito superetero­
di rinforzo, che prende il nome di « am­ dina; gli amplificatori di bassa frequenza
plificazione ». All'amplificazione dei segna­ vengono montati in tutti gli apparecchi di
li radio provvedono le valvole eletironiche tipo normale, negli amplificatori ad alta
ed i transistor. Questi elementi pilotano fedeltà, in quelli stereofonici, nei registra­
i circuiti amplificatori, che si dividono in tori e in moltissime altre applicazioni
tre grandi categorie: della radiotecnica e dell'elettronica.

1") • Amplificatore A.F. Caratterlstiche di amplificazione


2") - Amplificatore M.F.
3") - Amplificatore B.F. Le caratteristiche principali di un am­
plificatore devono essere: grande fedeltà
L'amplificatore A.F. provvede ad ampli­ del segnale amplificato e notevole potenza
ficare le onde radio, cioè i segnali radio di data al segnale. Per fedeltà si intende la
alta frequenza, che entrano nel ricevitore qualità posseduta da un amplificatore nel
radio attraverso l'antenna. L'amplificato­ fornire potenza a un segnale di ingresso
re M.F. provvede ad amplificare i segnali nella griglia della valvola amplificatrice
di media frequenza, mentre l'amplificatore e di dare in uscita un segnale che è copia
B.F. amplifica i segnali di bassa frequenza. fedele di quello di ingresso, ossia con le
In ogni èaso si tratta sempre di amplifi­ stesse variazioni e la stessa proporzione
care lo stesso segnale il quale, in quel tra le varie ampiezze istantanee. Il segnale
percorso del ricevitore radio, che prende in uscita è quello presente sull'anodo della
il nome di circuito, si trasforma in ampiez­ valvola, che presenta delle variazioni ri­
za e in frequenza; l'ampiezza viene aumen­ spetto a quello entrante; si dice che esso
tata sempre più dall'ingresso all'uscita è affetto da distorsioni oppure che esso è
dell'apparecchio radio, fino al punta di distorto: cioè la forma d'onda del segna­
poter pilotare un altoparlante; la frequen­ le uscente non è più simile a quella del
za diminuisce sempre più, perchè dai va­ segnale entrante nell'amplificatore ma è
lori caratteristici delle onde luminose soggetta a disturbi e ad imperfezioni.
scende a quelli molto bassi delle onde Dunque, occorre che l'amplificatore di
sonore. In generale gli amplificatori per un apparecchio radio sia il più fedele pos­
alta frequenza, che vengono anche chia- sibile, altrimenti nell'altoparlante entra-
110 Fondamenti della Radio

no delle onde che non hanno la forma fe­ catrice un segnale proporzionale a quello
dele del segnale captato dall'antenna, per risultante dall'amplificazione, in modo che
cui viene emessa un'onda sonora distorta sulla griglia avvenga una somma algebri­
e cioè non uguale all'onda sonora di tra­ ca dei due segnali: quello da amplificare
smissione: in moiti casi la ricezione è addi­ e quello amplificato. In questo modo se i
rittura impossibile perchè incomprensi­ segnali sulla griglia sono differenti in quai­
bile. che valore, questo valore interviene nel­
Per evitare i fenomeni di distorsione oc­ l'amplificazione in maniera da non farlo
corre agire su due fattori principali. Prima più vivere all'uscita dell'amplificatore. Non
di tutto bisogna che la valvola amplifica­ è questo un concetto molto semplice da
trice o il transistor amplificatore lavorino afferrare e neppure pub essere interpreta­
nelle condizioni radioelettriche previste ta brevemente: di esso verrà trattato più
dal fabbricante, perchè quelle sono già avanti. In ogni caso la controreazione rap­
state sperimentate e consigliate come le presenta un rimedio agli inconvenienti
più fedeli. In secondo luogo occorre che i della distorsione che trova la sua principa­
componenti radioelettrici che fanno parte le applicazione pratica negli stadi ampli­
del circuito amplificatore non siano essi ficatori finali di potenza.
stessi causa di distorsione per errato di­
mensionamento o tipo di collegamento.
Controllo del suono
Quando il suono in uscita risulta distor­
to, cioè affetto da disturbi e da variazioni Quando si realizza o si ripara un ricevi­
indesiderate, pur essendo il circuito am­ tore radio o un amplificatore di bassa
plificatore montato con la massima atten­ frequenza, pub accadere che, nonostante
zione, occorre porre rimedio all'inconve­ tutti i nostri sforzi, il suono in uscita sia
niente mediante taluni sistemi tecnici. Tra distorto, ossia affetto da disturbi e da
questi il più noto è quello della << contro­ variazioni indesiderate. In questi casi uno
reazione >>, che consiste nel riportare nel­ dei rimedi più efficaci consiste nel realiz­
la griglia controllo della valvola amplifi- zare un circuito di « controreazione », che

Fig. 1

Esempio di circuito
c
1 ·+ ' di controreazione

·�
1 '
con ritorno del
gnale amplificato dal­
se­

la placca alla griglia


controllo della valvo­
la amplificatrice fina­
1 '
1 + ' le.
n .
0
A
Amp.'Nicazione 111

Fig. 2

La variante rappre­
- �-T
� �� sentata dalla curva
appuntita costituisce
la distorsione che il
circuito di controrea­
• A '
zione si propane di
eliminare.

' ;
_, :n;_
A-C=../

consiste nel rimandare nella griglia della La resistenza Rl, invece, riduce il valore
valvola amplificatrice un segnale propor­ della corrente e, di conseguenza, la tensio­
zionale a quello risultante dall'amplifica­ ne che, altrimenti, sarebbe troppo. elevata
zione, in modo che sulla griglia avvénga per la griglia controllo e porterebbe ra­
una somma algebrica dei due segnali pidamente la valvola fuori uso.
( quello da amplificare e quello amplifica­ Il segnale alternato contrassegnato con
to). In questo modo se i due segnali sulla la lettera «A» nella figura 1, rappresenta
griglia sono differenti in qualche valore, il segnale da amplificare applicato all'in­
questo valore interviene nell'amplificazio­ gresso della valvola, cioè alla sua griglia
ne in maniera da non farlo più vivere al­ controllo. Il segnale contrassegnato con
l'uscita del trasformatore. la lettera << B » rappresenta il.segnale am­
Per chiarire i brevi concetti fin qui pre­ plificato, cioè il segnale uscente dalla val­
sentati occorre fare riferimento al circuito vola ed applicato al trasformatore d'usd­
rappresentato in figura 1. Il circuito di ta e all'altoparlante. Con la lettera<< C»
controreazione vero e proprio è rappre­ è indicato il segnale che ritorna all'ingres­
sentato dal condensatore Cl e dalla re­ so della valvola attraverso il circuito di
sistenza Rl. Attraverso questi componenti controreazione.
una parte del segnale amplificato, uscente Osservando il segnale di entrata e quello
dalla valvola amplificatrice finale di bas­ d'uscita (A-B), si nota che vi è una com­
sa frequenza, viene riportata all'ingresso pleta inversione di fase, cioè la semionda
della valvola stessa, cioè sulla griglia con­ positiva entrante è divenuta una semion­
trollo. Il condensatore Cl blocca la ten­ da negativa all'uscita della valvola; l'in­
sione anodica continua applicata sulla versione di fase costituisce una delle carat­
placca della valvola, impedendole di rag­ teristiche dei circuiti amplificatori e, quin­
giungere la griglia controllo. Questo con­ di, delle valvole amplificatrici. Supponia­
densatore lascia passare invece la corrente mo ora che, per un qualsiasi motivo, il
alternata rappresentativa del segnale di segnale uscente risulti « tranciato» (linea
bassa frequenza amplificato della valvola. tratteggiata); in questo caso il segnale
112 Fondamenti della Radio

applicato all'altoparlante risulterebbe an­ gnale << B » non tranciato e quindi il suo­
ch'esso .« tranciato », se non vi fosse il no nell'altoparlante non è più distorto e
circuito di controreazione, che applica al­ l'ascolto puo considerarsi fedele.
l'ingresso della valvola una parte del se· Il concetto più difficile da assimilare è
gnale amplificato; la tranciatura del segna­ quello relativo alla diffetenza tra i segna­
le equivale ad una distùrsione del suono li < C ,, e <<A».
nell'altoparlante.
Quando il segnale « C » raggiunge la Differenza tra i segnali
griglia controllo della valvola (ancJ:.!e que­
sto segnale è « tranciato ») si verifica una Occorre pensare che nello stesso istante
somma algebrica, cioè una differenza tra in cui la valvola amplifica una tensione
il segnale contrassegnato con<< C » e quello di entrata <<A», si ha formazione del se­
contrassegnato con <<A»; in altre parole gnale dovuto alla controreazione (C) e
si puo dire che sulla griglia controllo della quindi la immediata effettuazione della
valvola si genera un nuovo segnale, che è differenza tr.a il segnale << C » e il segnale
formato dalla differenza dei valori istan­ <A»: se la differenza è zero, tutto va bene
tanei dei due segnali « C » e «A». Questa e non succede nient'altro; l'altoparlante
differenza è quella che pilota la griglia produrrà il suono corrispondente al se­
controllo della valvola la quale, in corri­ gnale << B ».
spondenza degli istanti in cui << B » risulta Se invece tra i valori istantanei c'è una
tranciato, produce un segnale maggiore; differenza, questa va a comandare imme­
all'uscita si ritrova, in questo modo, il se- diatamente, · cioè nello stesso istante, la

In questo terzo esempio di circuito di contro­


reazione si preleva il segnale dall'avvolgimento
secondario del trasformatore di uscita.
Amplificazione 113

Circuito teorico di control­


la manuale di tonalità dei
segnali amplifzcati di bassa
'-�---... +AT frequenza.

R1

Fig. 4

griglia controllo della valvola, imponen­ un terzo segnale contrassegnato con la


dole di amplificare più o meno, a seconda lettera « B" >>; questo segnale provoca un
che la differenza sia positiva oppure ne­ suono che è la fedele riproduzione del
gativa, finchè il segnale « B » non generi segnale applicato all'ingresso del circui­
un segnale « C » uguale e opposto al se­ to. Il circuito di controreazione puà esse­
gnale. Tutto cio avviene nello stesso re ottenuto anche in modo diverso da quel­
istante. li fin qui illustrati. Per esempio un altro
Facciamo ora un secondo esempio. Ri­ sistema di controreazione è quello rap­
ferendoci alla figura 2. Anche in questo ca­ presentato in figura 3, in cui la controrea­
so indichiamo con « A » il segnale da am­ zione prende inizio dall'avvolgimento se­
plificare, mentre indichiamo ancora con condario del trasformatore d'uscita e fi­
« B >> il segnale amplificato. Supponiamo nisce sul circuito di catodo della valvola
questa volta che il segnale amplificato pre­ preamplificatrice di bassa frequenza. Que­
senti una variante rispetto al segnale da sto sistema presenta dei vantaggi rispët­
amplificare, tappresentata da una curva to a quello precedentemente illustrato,
appuntita; questa variante costituisce la perchè permette di correggere gli errori
distorsione; il segnale riportato nel circui­ e le distorsioni introdotti dal trasforma­
to di entrata della valvola, attraverso il tore d'uscita.
circuito di controreazione, presenta pur Il condensatore Cl, che ha il valore di
esso la curva appuntita caratteristica del­ 25.000 pF, e la resistenza Rl, che ha il
la controreazione, ma quest'ultima si pre­ valore di 10.000 ohm, svolgono la stessa
senta già ridotta per l'effetto della resi­ funzione dei componenti analizzati nel
stenza Rl. precedente circuito. Questa volta, tutta­
Il segnale « C >> si sottrae al segnale «A>> via, il condensatore Cl ha un valore più
e forma istantaneamente sulla griglia con­ elevato (il valore nei precedenti schemi
trollo una curva appuntita di tensione era di 10.000 pF), perchè deve provocare
che, a sua volta, genera il segnale contras­ una minore caduta di tensione; anche la
segnato con « B >>, formato dalla sola cur­ resistenza ha un valore più basso, perchè
va appuntita uguale ed opposta a quella anch'essa -deve provocare una minore ca­
contrassegnata con la lettera « B >>; in duta di tensione: infatti, mentre negli e­
questo modo sull.l placca della valvola sempi precedenti la tensione variabile sul­
si ottiene la somma algebrica dei due se­ la placca ( segnale «B >> ) poteva essere
gnali « B >> e « B' », che danno luogo ad di 50-100 V, ora, sull'avvolgimento secon-
114 Fondamenti della Radio

daria del trasformatore d'uscita, si man­ presenti nel segnale sonoro amplificato,
tiene intorno a valori di 1-10 V, e quindi ai disturbi, ai ronzii, ecc. Con questo po­
occorre ottenere minor dislivello di po­ tenziometro si attenuano le frequenze alte,
tenziale per riportare il segnale amplifica­ in modo che il suono dell'altoparlante
to alla griglia controllo. diviene bassa, cioè più ovattato e con
Fino a questo momento abbiamo per tonalità bassa. Nella maggior parte dei
semplicità parlato di una somma algebri­ ricevitori radio e degli amplificatori di
ca dei segnali « A » e « C » i quali assuma­ bassa frequenza in cui è presente, il con­
no valori circa uguali. In realtà, cosl fa­ trollo di tonalità effettua la regolazione
cendo, si viene a verificare un valore di delle alte frequenze soitanto, togliendole
amplificazione molto bassa, in quanta il dal circuito se esse sono ritenute distur­
segnale in griglia risulta piccolo (diffe­ batrici; tuttavia questo controllo puà an­
renza « A » e « C » che sono quasi uguali) che mancare, senza che si manifestino in­
per cui sull'anodo la tensione ricavabile convenienti gravi. Il controllo di tonalità,
sarà ancora bassa e quindi dall'altopar­ dunque, deve considerarsi una... raffina­
lante uscirà un suono debolissimo. Per tezza. In alcuni tipi di ricevitori radio e,
questo, in pratica, si riporta nella griglia generalmente, negli amplificatori di bassa
il segnale « C » che è minore di « A »: cosl frequenza ad alta fedeltà, esistono addirit..
facendo restano, è vero, delle distorsioni, tura due o più controlli di tonalità: uno
ma queste sono molto diminuite rispetto per le note acute, ossia per l'eliminazione
al casa in cui la controreazione non c'è. delle freuqenze basse del segnale sonoro,
Inoltre si ottiene un buon valore di am­ ed uno per le note gravi, ossia per l'elimi­
plificazione, ossia si ricava una tensione nazione delle frequenze alte del suono
variabile sull'anodo che ha un valore ele­ uscente dall'altoparlante.
vato e quindi buono per essere portato, In linea di massima il controllo di to­
tramite il trasformatore, alî'altoparlante. nalità è composta da un circuito in cui
Riassumendo, con la controreazione si sono collegati: un condensatore ed una
riducono le distorsioni ma questo avviene resistenza variabile (potenziometro), sul­
a spese dell'amplificazione che verrà an­ la quale si agisce per ottenere la regola­
ch'essa ridotta; la riduzione di amplifica­ zione.
zione è tuttavia sempre minore della di­
storsione; conviene quindi ricorrere alla Realizzazione pratica del control­
controreazione, specialmente quando si la manuale di tano.
ha a che fare con circuiti riproduttori ad
alta fedeltà.

Controllo di tonalità alla Gl

Chi ascolta la radio o un amplificatore


di bassa frequenza sente spesso il bisogno
di rendere più cupa o più chiara la voce.
Per ottenere questo effetto si regala un
potenziometro, che provvede a sua volta
a regolare il suono emesso dall'altopar­
lante; il potenziometro, generalmente col­
legato con un condensatore in un punta
della sezione amplificatrice finale di po­
tenza dei radioapparati, provvede a sop­
primere le alte frequenze acustiche, che massa
potrebbero essere presenti con troppa e­
nergia e sono ·dovute alle alte frequenze Fig. 5
Amplificazione 115

Esempio di circuito amplificatore


finale con contralto manuale di
tonalità.

In questo caso il condensatore di


fuga è collegato tra la griglia
contralto e il potenziometro.

Cf

Fig. 7

Controllo di tono sulla placca lore compreso fra i 50.000 e i 100.000 ohm
nella posizione di Il).assimo inserimento.
Il controllo di tonalità pub essere col­ Esaminiamo ora il funzionamento di
legato sul circuito anodico della valvola questo circuito. Sulla placca della valvola,
amplificatrice finale di bassa frequenza, pun,to A, è presente una tensione continua,
oppure all'ingresso della valvola stessa, generalmente del valore di 200 V circa;
cioè sulla griglia controllo. questa tensione è composta in parte dalla
Il circuito per il controllo di tonalità, tensione di alimentazione e in parte da
collegato sul circuito anodico della val­ quella di amplificazione del segnale appli­
vola, è rappresentato in figura 4; gli ele­ cato all'entrata della valvola. In altre pa­
menti che concorrono alla composizione role si pub dire che per il punta A passa
del controllo di tonalità sono rappresenta­ un flusso di elettroni, cioè una corrente
ti dal condensatore Cl e dalla resistenza di elettroni diretta verso il trasforma'tore
Rl (potenziometro). Il condensatore Cl d'uscita e, quindi, verso l'alimentatore:
ha un valore compreso tra 10.000 e 100.000 questa corrente è generata dalla compo­
pF, mentre il potenziometro Rl ha un va- nente continua dovuta alla presenza del-
116 Fondamenti della Radio

l'alimentatore e dalla componente varia­ Un altro esempio di circuito per il con­


bile dovuta al segnale variabile sulla gri­ trollo della tonalità è presentato in figura
glia, che è stato amplificato. Quando que­ 7. Anche in questo caso il potenziometro
sta corrente arriva sul punto B, essa si Rl e il condensatore Cl hanno sempre
divide nei due rami in misura propor­ lo stesso valore; il condensatore Cl è ap­
zionale all'ostacolo incontrato; per esem­
·
plicato tra la presa centrale del potenzio­
pio la componente continua della corrente metro e la massa, dando cosi modo alle
va nel trasformatore d'uscita (avvolgimen­ alte frequenze di essere convogliate a
to primario), perchè non puà attraversa­ massa.
re il condensatore Cl; la corrente varia­ Esistono decine di altri sistemi di con­
bile, invece, si divide in due parti: una trollo di tono sulla griglia, ma poichè ab­
parte prende la via del circuito che con­ biamo visto il loro modo di funzionare
trona la tonalità, l'altra prende la via del . concettualmente, basterà applicare i ra­
trasformatore. L'entità di queste correnti gionamenti fatti ai casi particolari per
è determinata dalle caratteristiche radio­ comprendere qualsiasi sistema di questo
elettriche dei circuiti. tipo.

Controllo di tono sulla grlglia


II tono sulla controreazione
Il controllo di tonalità puà essere rea­
lizzato, ovviamente, con altri valori dei Il controllo di tonalità puà essere realiz­
componenti, sul circuito di griglia della zato sul circuito di controreazione, come
valvola amplificatrice finale. Un esempio indicato in figura 8 In questo circuito si
..

di questo tipo di circuito è rappresentato fa uso di un condensatore Cl da 10.000 pF


in figura 6. e di un potenziometro Rl da 1 megaohm.
Il potenziometro Rl ha un valore com­ Il funzionamento è simile a quello analiz­
preso tra 1 e 2 megaohm, mentre il con­ zato nel caso del circuito di controreazio­
densatore Cl ha un valore compreso tra ne e nel caso del controllo di tono sulla
5.000 e 10.000 pF. Il condensatore e il po­ placca, con questo tipo di controllo di to­
tenziometro si comportano allo stesso nalità ritornano all'ingresso del circuito
modo con cui si comportavano nel circui­ amplificatore soprattutto le alte frequen­
to precedentemente analizzato: 1 ragiona­ ze, che vanno a sottrarsi a quelle presenti
menti che sono stati fatti precedentemen­ sulla griglia riducendole e lasciando inten­
te valgono ancora: naturalmente cambiano se le basse frequenze acustiche.
i valori dei componenti Rl e Cl. Anche in questo caso esistono moiti

C1

Ciruito teorico dello


schema di amplificatore
finale con controllo di
tono sul circuito di con­
troreazione.
Amplificazione 117

Circuito teorico di am­


plificatore finale di bas­
sa frequenza munito di
condensatore soppresso­
re (Cl).

tipi di controlli di tonalità funzionanti su figura 9 il condensatore Cl ha il valore


questo schema: spesso sono impiegati con­ di 5.000 pF; questo valore capacitivo si
trolli di tonalità solamente sul circuito di presta ottimamente per l'esaltazione del­
controreazione. le basse frequenze acustiche.

Condensatore soppressore Amplificazione di bassa frequenza

In quasi tutti i circuiti amplificatori di Ogni circuito, di ogni. radioricevitore


bassa frequenza è presente, in parallelo di tipo commerciale, puà suddividersi,
all'avvolgimen. to primario del trasformato­ sommariamente, in tre parti fondamen­
re d'uscita, un condensatore, chiamato tali, che prendono il nome di « stadi ».
« condensatore soppressore ». A che cosa Questi tre stadi, a partire dall'antenna,
serve questo condensatore? Che cosa suc­ che rappresenta l'entrata del ricevitore
cederebbe se esso non venisse collegato radio, fino all'altoparlante, che costitui­
nel circuito? sce l'uscita dell'intero circuito, vengono
Il compito di questo condensatore è cosi denominati: stadio di alta frequenza,
quello di eliminare le frequenze acustiche stadio di media frequenza e stadio di bas­
troppo alte che derivano dai rumore delle sa frequenza.
valvole, da eventuale frusdo, da. frequen­ Esamineremo ora lo stadio di bassa fre­
ze nascenti nel circuito per effetti armoni­ quenza, che costituisce lo stadio amplifi­
ci particolari. Inoltre, il condensatore Cl catore finale dei segnali radio captati dal­
dello schema di figura 9 ha lo scopo di l'antenn�, quello che sfocia nell'altoparlan­
formare, unitamente al circuito dell'avvol­ te; lo stadio di amplificazione di bassa
gimento primarîo del trasformatore d'u­ frequenza esercita, quindi, l'ultima azione
scita, un circuito accordato simile al cir­ di « rinforzo » dei segnali, prima che que­
cuito d'ingresso (bobina-condensatore va­ sti si trasformino in voci e suoni.
riabile) degli apparecchi radio, in modo
da esaltare le frequenze acustiche intor, Circuito amplificatore B.F.
no ai 100-3.000 Hz. Più alta è la capacità
del condensatore Cl e più bassa è la fre­ In figura 10 è rappresentato lo schema
quenza esaltata; viceversa, più bassa è la di un amplificatore di bassa frequenza
capacità del condensatore Cl e più alte di uso molto comune.
sono le frequenze esaltate. Nel caso di La valvola Vl è un pentodo finale di tipo
118 Fondamenti della Radio

EL95. Il condensatore Cl, che ha il valore R2-C2. Lo scopo da raggiungere è quello


di 10.000 pF, permette di far passare sol­ di conferire al catodo un potenziale posi­
tanta la parte di corrente variabile di bas­ tivo di circa 10 o 20 V rispetto a massa,
sa frequenza, bloccando la corrente conti­ mentre la griglia deve trovarsi press'a po­
nua, cioè la çomponente continua della co al potenziale di massa o valori legger­
corrente. La corrente variabile, che passa mente superiori.
attraverso il condensatore Cl, raggiunge La corrente che scorre nella valvola im­
la griglia controllo della valvola Vl, per pone al catodo di rimanere positivo, con
essere amplificata; il segnale amplificato tensione pari ai valori richiesti, e cio a
viene raccolto sulla placca della valvola causa della presenza della resistenza Rl
ed applicato all'avvolgimento primario che provoca la caduta di tensione fino a
del trasforrriatore di uscita Tl; sull'avvol­ massa. Al condensatore C2, invece, è affi­
gimento secondario di Tl è collegato l'al­ dato il compito di far passare agevolmente
toparlante. Il condensatore C3, collegato la componente variabile della corrente
in parallelo all'avvolgimento primario del che fluisce nella valvola Vl, obbligando
trasformatore di uscita Tl, serve a corto­ la componente continua a passare sulla
circuitare l'eventuale parte di frequenza resistenza e quindi a far assumere al ca­
molto elevata uscente dalla placca della toda il voluto segno positivo rispetto à
valvola Vl; in questo modo non si permet­ massa.
te alle componenti di alta frequenza di Il motiva per cui negli amplificatori fi­
disturbare il lavoro del trasformatore. nali di bassa frequenza si ricorre all'uso
La griglia schermo della valvola Vl è di valvole pentodo è dovuto al fatto che
generalmente allo stesso potenziale della proprio con questi tipi di valvole si otten­
placca, cioè, in questo casa a 200 V. Il gono amplificazioni più potenti; con i pen­
gruppo resistivo-capacitivo Rl-C2 serve todi è possibile ricavare all'uscita segnali
per polarizzare il catodo della valvola; più robusti rispetto al casa in cui si usa­
ossia, per fare in modo che il pentodo no i triodi. 1 triodi vengono in genere im­
conduca, occorre che il catodo si trovi piegati soltanto per l'amplificazione delle
a un potenziale positivo rispetto alla gri­ alte frequenze.
glia, cioè la griglia deve trovarsi a un po-· Per concludere possiamo dire che il cir­
tenziale negativo rispetto al catodo: se cuito amplificatore a bassa frequenza o
cos'i non fosse la valvola non funzionereb­ arpplificatore finale, ha il compito di dare
be bene. energia a una tensione variabile che, irro­
E vediamo ora come avviene il funzio­ bustita, viene successivamente. trasforma­
namento del gruppo resistivo-capacitivo ta in suono dall'altoparlante.

Circuito teorico di un
amplificatore di bassa
frequenza di usa camu­
ne, pilotato da una val­
vola pentodo.
Amplificazione . 119

Schema elettrico di un
amplificatore di bassa
frequenza con uscita in
controfase a ingresso a
trasformatore.

Fig. ,11 li:====�=--• +AT.

La potenza di uscita, c10e il prodotto Ampllficatore in controfase


della tensione per la corrente nel circuito
di uscita, è proprio determinata dalla Il circuito in controreazione è, in prati­
stadio amplificatore a bassa frequenza; ca, l'insieme di due amplificatori di bassa
da questo dipende anche la fedeltà della frequenza collegati in parallelo tra di loro,
riproduzione, ossia l'assenza o meno di di­ con il circuito catodico in comune, in mo­
storsioni; cio vuol significare anche che, do che i catodi delle due valvole raggiun­
nella costruzione di questi apparati o nel­ gano entrambi lo stesso valore di tensione.
la verifica di quelli già costruiti, occorre Il segnale da amplificare è applicato
prestare particolare attenzione a questo all'avvolgimento primario del trasformato­
amplificatore finale, cioè ai suoi compo­ re Tl, il quale è dotato di una presa cen­
nenti, in modo che siano realizzate quelle trale sull'avvolgimento secondario. Se si
doti che lo rendono buono e accettabile. collega questa presa centrale a massa,
Esiste, come il lettore certamente sa, una quando all'avvolgimento primario è appli­
vasta gamma di questi amplificatori, ognu­ cato un segnale a tensione alternata, sul­
no dei quali puà essere esaminato, per una l'avvolgimento secondario sono presenti
prima verifica, ad orecchio, ascoltando due tensioni uguali di forma ma invertite:
cioè il suono che esce dall'altoparlante; ossia la parte positiva dell'una è negativa
in questo modo, a seconda della bontà nell'altra. Questi due segnali vengono ap­
del suono, si puà subito affermare se plicati alle due griglie controllo delle val­
l'amplificatore è buono o no, supponendo vole Vl e V2. Con questo sistema all'uscita
che il trasformatore e l'altoparlante siano si formano onde sonore provenienti dalla
in ottime condizioni e opportunamente tensione che giunge alle valvole Vl e V2,
collegati all'amplificatore stesso. che lavorano a turno, facendo meno fatica
Tra i tipi molto buoni esiste uno stadio e fornendo suono migliore.
amplificatore a bassa frequenza che pre­ Infatti si verifica proprio che la poten­
senta caratteristiche di fedeltà e di poten­ za che le valvole possono erogare è dop­
za eccezionali: questo stadio amplificatore pia di quella che puà erogare una valvola
·
si chiama « controfase »; a volte viene an­ sola.
che chiamato amplificatore con uscita in Il circuito di amplificatore finale in con­
« push-pull » usando la terminologia in­ trofase con ingresso a trasformatore, co­
glese. me quello presentato in figura 11, presen-
120 Fondamenti della Radio

ta alcuni piccoli inconvenienti. L'uso del


trasformatore, infatti, implica un costo
maggiore nella costruzione del ricevitore
radio, il · trasformatore Tl è un compo­
nente un po' caro ed è anche un elemento
di ingomhro. Un altro inconveniente è do­
vuto al fatto che il trasfctrmatore Tl in­
troduce sempre un po' di distorsione nel­
la tensione.
Per evitare questi svantaggi nel circuito
amplificatore finale in << push-pull », si fa
uso, in sostituzione del trasformatore, di
una valvola triodo, che prende il nome
·

di valvola invertitrice.

Push-pull e inversione

Quando si applica un segnale alternato


Il triodo amplificatore irrobu­
alla griglia di una valvola amplificatrice,
stisce ( amplifica) il segnale ap­
per esempio ad un triodo, si ricava all'u­
plicato alla sua griglia, inver­
scita della valvola un segnale amplificato,
tendolo nella fase ( segnale ca­
cioè irrobustito, simile a quello applicato
povolto).
alla griglia, ma capovolto, cioè invertito
in fase; in altre parole si dice che gli am-

Circuito teorico di un amplificatore di bassa frequenza


con ustita in push-pull. L'ingresso è del tipo a valvola;
la valvola Vl, cioè, provvede all'inversione dei segnali
da applicare alla valvola V2.
Fig. 13

L+AT
Amplificazione 121

Con l'aggiunta della valvola amplificatrice (V4) si ottie­


ne un sistema di amplificazione finale, con uscita in
push-pull, �olto più fedele e sicuro.

plificatori invertono i segnali di fase. In plificatrici finali funzionanti in controfa­


figura 12 è rappresentato questo fenome­ se. Basterà infatti inviare alla griglia con­
no: il segnale applicato alla griglia control­ troUa di una delle due valvole amplifica­
la della valvola V1 è di una certa grandez­ trici finali il segnale prelevato dalla placca
za; quando questo segnale viene raccolto del triodo, ed inviare all'altra griglia del­
sulla placca della valvola, esso è simile al l'altra valvola il segnale entrante nel trio­
precedente ma più grande, ed inoltre ri­ do invertitore di fase.
sulta invertito in fase, cioè quando sulla Occorre tener presente che in questo
griglia controllo della valvola ·è presente tipo di circuito si debbono utilizzare due
una alternanza positiva, sulla placca della condensatori in serie, che hanna lo scopo
valvola si preleva un'alternanza negativa. di bloccare la tensione continua prelevata
Dall'esposizione di questo concetto e sull'anodo dovuta all'alimentatore ed even­
dall'esame dello schema di figura 12 si tuali altre tensioni continue. lnoltre oc­
comprende facilmente ora in qual modo corre, come è logico, far in modo che l'am­
la valvola passa sostituire il trasformato­ piezza dei segnali sulla griglia e sull'anodo
re per ottenere l'inversione di fase del siano uguali, altrimenti una delle due
segnale da applicare alle due valvole am- valvole V1 o V2 del circuito di figura 11
122 Fondamenti della Radio

amplifica più dell'altra e, all'uscita, si ha fase del segnale: si tratta del sistema im­
un segnale distorto. A tale scopo si realizza piegante, oltre alla valvola invertitrice an­
il circuito che è rappresentato in fi­ che una valvola amplificatrice, che ha il
gura 13, utilizzato in pratica per gli appa­ compito di rendere uguali le due tensioni
recchi radio di maggior potenza e con da applicare alle griglie controllo delle due
maggiore fedeltà. In questo schema la valvole amplificatrici finali. Questo cir­
tensione da inviare alla griglia controllo cuito è rappresentato in figura 14.
delle valvole finali è presa sull'anodo e sul In questo stesso circuito sono rappre·
catodo della valvola Vl, dato che non c'è sentate anche le forme d'onda della ten­
differenza sostanziale tra questo sistema sione, che permettono di comprendere
di prelievo del segnale e quello effettuato meglio il funzionamento del circuito.
nello schema di figura 12. Le valvole Vl e V2 sono quelle che rea­
Esiste un altro sistema, ancora più fe­ lizzano il push-pull, mentre la valvola V3
·
dele, e sicuro, per ottenere l'inversione di rappresenta l'invertitrice di fase; la valvo-

Il tubo elettronico più sem­ Tra i semiconduttori, il


pliee per poter partecipare transistor a tre elettrodi
ad un processo di amplifi­ rappresenta il componente
cazione è il triodo, che è più indicato i:z svolgere un
composta di tre elementi processo di amplificazione.
fondamentali: catodo-griglia­ Quello qui sotto raffigurato
placca. è un transistor di tipo PNP.

griglia p

0 w
1- a::
0 0
:::> 1-
Fig. 15 Fig. 16
>

(/)
ct z
ct
0 a::
0
� Q)
L.. 1-
0 � .2
0:: catoda Q) Q)
Q)
1- Il)
E 10 0
Q) .0 u

place a

g riglia
b

as
-!
«< ollettore

fil ment do ,e � mettitore


4.mplificazione 123

la V4 costituisce la valvola amplificatrice, SEG NALE FEDELMENTE


AMPLIFICATO
che rende uguali in ampiezza i segnali
· applicati alle griglie controllo delle due
valvole amplificatrici finali. Il segnale da
amplificare entra nella griglia ·della valvola
V4 e viene amplificato da questa ed invia­
to alla griglia della valvola V2, invertito
di fase; contemporaneamente, la valvola
V3, cioè la valvola invertitrice di fase,
II processo di amplificazione di
preleva una porzione del segnale presente un qualsiasi segnale consiste in
sulla griglia della valvola V2 e lo amplifi­ un « rinforzo » del segnale stes­
ca, invertendolo di fase ed inviandolo poi sa, che deve mantenere l'iden­
alla griglia della valvola Vl, in modo che tica forma.
in questo punto la tensione risulti in op­
posizione di fase rispetto a quella presen­
te sulla griglia controllo della valvola V2.
Il risultato è che sull'altoparlante si ritro­
va un segnale ottimo e potentissimo, frut­
to del lavoro delle due valvole amplificatri­ SEGNALE AMPLIFICATO
MA DISTORTO
ci finali Vl eV2, nonchè delle due ausilia­
rie V3 e V4.

Trasformatore di uscita

Questo particolare trasformatore, pre­


sente in tutti gli apparecchi radio a val­ Fig. 18
vole, collegato fra la valvola amplificatrice
Rappresentazione grafica di un
finale e l'altoparlante, viene cosi chiamato
segnale amplificato ma distorto.
perchè è collegato all'uscita della valvola
La distorsione è un fenomeno
finale dell'apparecchio radio.
negativo agli effetti della ripro­
Come è stato più volte ripetuto, ogni
duzione sonora.
apparecchio radio è caratterizzato dalla
presenza di un circuito di entrata e di un SEGNAL E
USCENTE
circuito di uscita; tra questi due circuiti
si sviluppa l'intero percorso del ricevitore
radio.
Il circuito di entrata è rappresentato
dall'antenna e dai primi elementi ad essa
collegati; il circuito di uscita è caratte­
rizzato dalla presenza di un trasduttore
acustico, che puo essere la cuffia telefoni­
ca o l'altoparlante. Per pilotare una cuffia
telefonica non occorrono potenze elettri­
che di valore rilevante; per pilotare invece Fig. 19
un altoparlante è necessario che l'apparec­
chio radio sviluppi una certa quantità di NeZ tuba elettronico, denomina­
potenza elettrica, erogata dalla valvola to triodo, il segnale da ampli­
amplificatrice finale di bassa frequenza, ficare risulta applicato alla gri­
nell'altoparlante. All'avvolgimento prima­ glia controllo; quello amplifi­
rio del trasformatore di uscita è affidato cato viene prelevato dalla placca.
124 Fondamenti della Radio

anche il compito di fungere da elemento ridotto di molto mentre quello della cor­
di carico anodico della valvola amplifica­ rente viene elevato. Ed ecco spiegato il
trice finale. motivo per cui l'avvolgimento primario
Come si sa, la potenza elettrica è deter­ è caratterizzato da un filo molto sottile,
minata dal prodotto della tensione per mentre quello secondario è ottenuto con
l'intensità di corrente. Quindi, la potenza filo di sezione elevata, perchè deve soppor­
pub essere elevata quando sono elevati i tare la notevole intensità di corrente che
due fattori che la determinano, oppure lo attraversa.
quando è elevato uno solo di questi. Nel Quando si deve montare un trasforma.
nostro caso deve essere elevato il valore tore di uscita, si deve tener conto di aleu­
relativo alla corrente elettrica, perchè per ni dati essenziali: le caratteristiche radioe­
ottenere un campo elettromagnetico in­ lettriche della valvola amplificatrice finale,
tenso nell'altoparlante, cioè nella sua bo­ cioè l'impedenza dell'avvolgimento secon­
bina mobile; occorre che questa venga dario, che deve corrispondere all'impeden­
percorsa da una corrente di notevole in­ za dell'altoparlante da collegare, e, per
tensità. Dunque, il compito principale del ultima, la potenza di uscita misurata in
trasformatore di uscita è quello di tra­ watt, ·

sformare la potenza elettrica presente nel­ Nella tabella sono elencati, a titolo di
l'avvolgimento primario in una potenza esempio, alcuni valori di impedenza di ca­
elettrica, nell'avvolgimento secondario, rico delle valvole più comunemente impie­
nella quale il valore della tensione viene gate negli amplificatori di bassa frequenza.

Servendosi di una cuffi.a telefonica, è possibile concretiz­


zare il fenomeno dell'amplifi.cazione di un segnale. L'espe­
rimento. prevede il collegamento, in parallelo, dei due pa­
diglioni della cuffi.a stessa per mezzo di un cavo della lun­
ghezza di una decina di metri.

Fig. 20

OCCHIETTI PER
LE VITI

CAVETTO OA
TOGLIERE
VITI OA
ALLEN TARE
Amplificazione 125

segnale
debole
6
� MICRO CUFFIA $ segnale
debole

Fig. 21

entr. uscita

AMPLIFICATORE
segnale segnale
debote forte

alimentazione

Questo rudimentale telefono, che è il risultato della prepa­


razione dell'esperimento illustrato nella pagina preceden­
te, permette di realizzare un elementare processo di am­
plificazione. Il segnale ricevuto, tuttavia, apparirà molto
debole; per rinforzarlo occorre inserire, lunga la linea di
collegamento dei due auricolari, un apparato amplificatore
con alimentatore autonomo.

VALVOLA IMPEDENZA VALVOLA IMPEDENZA

UL84 2.5000 EL41 7.0000


45B5 2.5000 DL92 7.0000
UL41 3.0000 DL93 7.000.0
35 Q
L6 3.oooo 6BQ5 1.000 o
35D 5 3.0000 EL42 1o.oooo
35B 5 3.oooo DL94 10,0000
50B5 3.0000 3S4 10.0000
EL90 5.oooo DL96 15:oooo
UCL8 2 5.oooo P.P.6V6 5.ooo+ 5.oooo
6V6 5.oooo P.P.EL95 5.000+ 5.oooo
6 A Q5 7.0000 P.P.EL84 4.000+4.oooo
EL84 7.0000 P.P.6BQ5 4.000+4.000o
ECL86 5.oooo P.P.EL41 3.500+ 3.500o
P.P.EL86 1.750+ 1.750 n
126 Fondamenti della Radio

Anche l'avvolgimento secondario del sono quelli montati nei ricevitori radio a
trasformatore di uscita ha un suo valore circuito supereterodina, e questi tipi di
· di impedenzl!: questa deve essere uguale trasformatori sono stati i primi a nascere
all'impedenza della bobina mobile dell'al­ dopo l'avvento della radio. Attualmente,
toparlante. in virtù del continuo e costante progressa
1 valori più comuni delle impedenze de­ nel perfezionamento dell'amplificazione
gli avvolgimenti secondari dei trasforma­ di bassa frequenza, sono stati concepiti
tori di uscita sono: 2,5 3,8
- - 4,6 - 5 - 7 - 8 - trasformatori di uscita anche molto com­
16 - 20 - 500 - 800 ohm. plessi e assai costosi; tra questi ricordia­
1 trasformatori di uscita più comuni mo i trasformatori di uscita ultralineari,

COMPONENTI

Vl FC92 (6C4)
C2 10.000 pF
Cl 16 �J.F-250 VI(elettrolitico)
Vl C3 16 �J.F-250 VI (eiettrolltico)
Rl 10 megaohm 1/2 watt
-

R2 47.000 ohm 1 watt


-

R3 2.700 ohm 1 watt


-

USCITA raddrizz. al selenio


RSl ( 150 volt -50 mA)
Tl trasf. d'allmentaz. (30 watt)
interruttore

l
Sl

ALIMENTATORE

Fig _ 23 51
Amplificazione 127

al microfono

AMPLIFIC. ALIMENT.

RETE

Fig. 22

"""
all' auricolare
d' ascolto
Piano di cablaggio di un apparato ampli­ impiegati negli amplificatori Hi-Fi. In que­
ficatore, ad una sola valvola, che puà es­ sti trasformatori l'avvolgimento primario
sere inserito lunga la linea di collegamen­ ha una presa al 43% del numero totale
to dei due auricolari del rudimentale te­ delle spire, per 1.a polarizzazione delle
lefono illustrato in fig. 21. Il montaggio griglie schermo. Il nucleo è realizzato con
dei· componenti elettronici è ottenuto su lamierini ad alta permeabilità, mentre gli
telaio metallico, che ha funzioni di condut­ avvolgimenti sono suddivisi perfettamen­
tore unico di massa. Sulla parte destra è te tra di loro, allo scopo di garantire un
montato l'alimentatore vero e proprio, basso valore di capacità distribuita.
sulla parte sinistra è montato l'amplifica­
tore.
Pratica dell'amplificazione
·
·

Tutti i circuiti amplificatori, siano essi


di alta, di media o di bassa frequenza,
possono essere indifferentemente pilotati
da una o più valvole, oppure da uno o più


transistor.
La valvola, nella sua espressione più
Schema teorico dell'amplificatore (in alto) semplice, è rappresentata da un triodo,
e dell' a.Zimentatore (in bassa), il cui pia­ che comprende tre elettrodi fondamentali:
no di cablaggio, vista nella parte di sotta il catodo, la griglia e la placca; il quarto
del telaio, è rappresentato in fig. 22. elettrodo, cioè il filamento, non viene nor-
128 Fondamenti della Radio

malmente computato agli effetti della de­ tore vero e proprio, cosi come schematiz­
nominazione del triodo, perchè esso fun­ zato in figura 17. Questo amplificatore
ge soltanto da elemento produttore di ca­ puo essere a valvola o a transistor, perchè
lore. in entrambi i casi esso trasforma l'energia
Al catodo è affidato il compito di emet­ di un alimentatore qualsiasi in un aumen­
tere elettroni; la griglia rappresenta l'ele­ to di segnale.
mento di ingresso del segnale che si vuole
amplificare; la placca costituisce l'elemen­ Amplificatore a valvola
to di uscÜa della valvola, quello dai qua­
le si prelevano i segnali amplificati che L'amplificatore a valvola, necessario per
sono stati applicati alla griglia controllo. aumentare l'enthà del segnale ascoltato
Il transistor, che puo rappresentare l'e­ attraverso uno dei due auricolari della
lemento pilota di uno stadio amplificato­ cuffia telefonica, è rappresentato in fi­
re, puo essere in qualche modo parago­ gura 18.
nato alla valvola a tre elettrodi, perchè I segnali provenienti da uno dei due
anch'esso si compone di tre elementi, che elementi della cuffia telefonica vengono
prendono il nome di emittore, base e col­ applicati, tramite il condensatore Cl, alla
lettore. griglia controllo della valvola Vl, cioè
In figura 15 è rappresentata la corri­ all'elettrodo di entrata. Il condensatore
spondenza elettronica fra una valvola trio­ Cl, chiamato condensatore di accoppia­
do e un transistor. Nel transistor il catodo mento, permette il passaggio delle sole
prende il nome di emittore, la griglia pren­ componenti alternate del segnale, mentre
de il nome di base, mentre la placca assu­ arresta la componente continua, che non
me la denominazione di collettore. potrebbe dar luogo ad alcun fenomeno di
Prendendo le mosse da una normale amplificazione internamente alla valvo­
cuffia telefonica, è possibile interpretare, la Vl.
sul terreno della pratica, il concetto di La resistenza Rl, collegata fra la griglia
amplificazione. Per realizzare tale esperi­ controllo e il catodo della valvola, permet­
mento occorre smontare, con la massima te di eliminare, convogliandoli a massa,
attenzione, una cuffia telefonica, collegan­ quegli elettroni che, durante il percorso
done i due padiglioni in parallelo tra di catodo-placca, potrebbero venir catturati
loro, attraverso un cavo schermato, della dalla griglia impedendo il regolare funzio­
lunghezza di una decina di metri. In que­ namento della valvola. Il valore di questa
sto modo si realizza un rudimentale tele­ resistenza è molto elevato, con lo scopo di
fono, perchè ciascuno dei due auricolari impedire una fuga verso massa dei segnali
funge contemporaneamente da microfono provenienti dai microfono e applicati alla
e da altoparlante. L'amplificazione del se­ griglia.
gnalè ottenuta con tale esperimento è as­ I segnali amplificati vengono prelevati
sai debole, ma riflette, in pratica, l'intero dalla placca della valvola Vl sulla quale,
principio del fenomeno di amplificazione con un collegamento in serie, è applicato
elettronica. Naturalmente, per la realizza­ il secondo auricolare della cuffia. Questo
zione di questo elementare telefono, oc­ auricolare assolve a due compiti: quello di
corre sostituire il cavetto originale della trasformare i segnali amplificati in voci e
cuffia con un cavo schermato, provveden­ suoni e quello di costituire un elemento
do alla formazione di due occhielli alle di carico anodico della valvola Vl; infatti,
due estremità del cavo stesso, cosi come uno dei due terminali uscenti dall'aurico­
-illustrato in figura 16. lare è collegato all'alimentatore del cir­
Per aumentare la potenza dei segnali cuito.
sul trasduttore acustico che funge da alto­ L'alimentatore è composto da un tra­
parlante, occorre inserire, lungo la linea sformatore di alimentazione (Tl), che ri­
di collegamento, un apparato amplifica- duce la tensione di rete ai valori di 120
Amplificazione 129

volt e 6,3 volt; il primo di questi viene


Fig. 24
utilizzato per l'alimentazione del circuito
anodico, mentre il secondo serve per marr­
tenere acceso il filamento della valvola Vl.
La tensione ridotta- di 120 volt è ·di tipo
alternato, mentre per l'alimentazione ano­
dica della valvola si rende necessaria la
tensione continua. Occorre quindi prov­
vedere alla trasformazione della tensione
alternata in tensione continua. Il raddriz­
zatore RSl, che è di tipo al selenio, tra­
ENTRATA sforma la corrente alternata in corrent-e
pulsante, perchè attraverso questo passa­
no soltanto le semionde di uno stesso no­
me della corrente alternata.

PILA 4,5V
L'amplificatore, necessario per rinforzare
il segnale acustico del rudimentale telefo­
no illustrato in fig. 21, puà essere pilotato
COMPONENTI da un transistor, secondo lo schema qui
sopra riportato.
TR OC70 - OC7l - AC127 - OC75
Rl 87.000 ohm - l/4 di watt L'amplificatore a transistor, del quale il
Cl 10 (..I.F · - 6 VI ( elettrolitico) disegno qui sotto riportato raffigura il pia­
Sl interruttore no di cablaggio, deve essere montato in un
PILA 4,5 volt contenitore di materiale isolante.

scatolina isolante

all' auricolare
ct'ascoUo

�?�=f� D====� ___,


11
���������?

basetta
isolante

ffi Fig. 25
pila 4,5V
130 Fondamenti della Radio

La cellula di filtro, composta dai due di base, serve a mantenere polarizzata la


condensatori elettrolitici C2-C3 e dalla re­ base stessa alla esatta tensione di polariz­
sistenza R3, provvede a trasformare la zazione.
corrente pulsante in corrente continua. L'uscita del circuito è rappresentata dal
collettore del transistor che, nel caso del­
la valvola elettronica, corrisponde alla
Amplificatore a transistor
placca. Sul collettore del transistor TR
L'amplificatore a valvola, precedente­ sono presenti i segnali amplificati che, at­
mente descritto, puà essere sostituito con traversando il secondo auricolare della
un circuito amplificatore pilotato da un cuffia telefonica, si trasfoirnano in voci e
transistor, da interporsi sul collegamento suoni.
fra i due auricolari della cuffia telefonica. Anche in questo secondo tipo di ampli­
Il principio di funzionamento di questo ficatore, il secondo auricolare della cuffia
secondo tipo di amplificatore puà essere telefonica funge da elemento trasduttore
facilmente compreso analizzando il cir­ e da elemento di carico di collettore, con­
cuito teorico di figura 20. temporaneamente.
Anche in questo caso i segnali prove­ La semplicità di questo secondo tipo
venienti dall'auricolare in funzione di mi­ di amplificatore è ottenuta in virtù del
crofono vengono applicati all'entrata del­ circuito di alimentazione, che è rappre­
l'elemento amplificatore, cioè alla base del sentato da un'unica pila .da 4,5 volt. L'in­
transistor TR, tramite il condensatore di terruttore Sl permette di chiudere ed a­
accoppiamento Cl. La resistenza Rl, col­ prire il circuito di alimentazione dell'am­
legata fra il circuito di collettore e quello plificatore.

·1
RETTIFICAZIONE
Rettificazione 135

FILTRO Dl LIVELLAMENTO

alta tensione, ·cos! come essa si tavia, la cellula di livellamento si presenta

L
·
presenta all'uscita del circuito
raddrizzatore, che puo essere pi­
lotato da una. valvola raddrizzatrice o da
principalmente in due forme diverse: puo
essere composta da due condensatori elet­
trolitici e da una resistenza di elevato
un diodo, non puo essere direttamente wattaggio, oppure da due condensatori
sfruttata per alimentare i circuiti anodici elettrolitici e da una impedenza di bassa
dell'apparecchio radio. Perchè? Semplice­ frequenza che, in pratica, ha tutto l'aspet­
mente perchè essa non· è una corrente to di un trasformatore. In entrambi questi
continua, mentre gli anodi e le griglie del­ casi, si dice che la cellula di livellamento
le valvole abbisognano, per funzionare, di è di tipo a << p greca».
una corrente perfettamente continua. 1 due condensatori elettrolitici, che com­
La tensione presente sul catodo della pongono la cellula di filtro, non hanno mai
valvola raddrizzatrice, sul raddrizzatore un valore capacitivo inferiore agli 8 �J.F;
al selenio o sul terminale positi�o del dio­ il valore di questi condensatori puo an­
do al silicio non è una tensione perfetta­ che essere di 16-32 IJ.F, ed anche più. Il
mente continua, ma è soltanto una tensio­ primo condensatore elettrolitico, collega­
ne pulsante, che è in grado di generare to all'uscita del circuito raddrizzatore,
una corrente unidirezionale pulsante. Oc­ prende il nome di << condensatore a mon­
corre dunque trasformare questa tensio­ te», il secondo condensatore, collegato ·

ne in altra perfettamente continua 'perchè, all'uscita della cellula di filtro, prende il


come è stato detto, i circuiti anodici delle nome di « condensatore a valle».
valvole debbono essere alimentati con Da quanto fin qui detto, si puà riassu­
tensioni continue e non cori tensioni va­ mere dicendo che il circuito alimentatore,
riabili. E come pub essere raggiunto tale di tipo più completo, di un ricevitore ra­
risultato? Semplicemente facendo in mo­ dio, si compone di un trasformat0re, di
do che la corrente unidirezionale pulsante un circuito raddrizzatore e di un filtro di
attraversi, prima di essere utilizzata, uno livellamento. Il trasformatore di alimen­
speciale circuito, che prende il nome di tazione presenta un avvolgimento prima­
« cellula di filtro» oppure « cellula di li­ rio adatto per tutte le tensioni di rete,
vellamento ». un avvolgimento secondario per l'alta ten­
La cellula di filtro viene montata a valle sione, un avvolgimento secondario per
del catodo della valvola raddrizzatrice, del l'alimentazione dei filamenti delle valvole
raddrizzatore al selenio o del diodo al si­ a 6,3 volt, ed eventualmente di un avvol­
lido. Essa puo essere composta in modi gimento secondario per l'alimentazione
diversi, a seconda del tipo di circuito ra­ del filamento della valvola raddrizzatrice
dioelettrico che essa deve alimentare; tut- a 5 volt. Nel circuito dell'avvolgimento
136 Fondamenti della Radio

Il tipo di cellula di filtra ptu


comune è quello a "p greca »,

della quale, a sinistra, è rap­


presentato i( circuito teorico e,
a destra, quello pratico. Molto
spesso i due condensatori elet­
trolitici sono incorporati in un
unico componente.

pnmario sono compresi: il cambiotensio­ lettrico, che pub essere l'aria, la mica, la
ne, l'interruttore di accensione e il cordo­ carta paraffinata, ecc.
ne di alimentazione provvisto di spina. Quando si collega una pila, ad esempio
da 4,5 volt, sui terminali di un condensa­
Teoria del livellamento tore, dai morsetti della pila esce una cor­
rente elettrica. per tutto il tempo in cui
Per comprendere il funzionamento della le cariche positive e quelle negative si con­
cellula di filtro occorre risalire alla teoria densano sulle armature del condensatore
sul condensatore. stesso. Questa corrente, cioè questo afflus­
Il condensatore è un componente elet­ so di cariche elettriche sulle armature del
tronico che non si lascia attraversare dal­ condensatore, perdura finchè fra le arma­
la corrente continua, mentre permette in ture del componente si raggiunge la ten­
una certa misura, dipendente dalla tensio­ sione di 4,5 volt, cioè la stessa esistente
ne, dalla capacità del condensatore e dal­ fra i morsetti della pila. Cio sta a dimo­
la frequenza della corrente, il passaggio strare che la corrente continua non scor­
della corrente alternata. Ogni condensato­ re nei conduttori collegati al condensatore,
re, di qualunque tipo esso sia, è compo­ quando la tensione del generatore (pila)
sta di due armature (nei condensatori va­ è uguale a quella esistente fra le armature
riabili le armature sono in numero supe­ del componente. La corrente variabile in­
riore a due), separate tra loro da un die- vece passa, quando ovviamente sui termi-

Esempio di cellula di filtra composta di cinque elementi,


cioè due resistenze e tre condensatori elettrolitici. A sini­
stra è rappresentato il circuito teorico, a destra quello
pratico. Gli involucri metallici esterni dei condensatori
elettrolitici rappresentano i terminali di massa.
Rettificazione 137

nali del condensatore viene applicata una frequenza, per andare a caricare anche il
tensione variabile. Cio potrebbe facilmente condensatore a valle. In questo modo i due
essere constata.to inserendo un amperome­ condensatori elettrolitici si comportano
tro in uno dei due conduttori dell'esempio come due serbatoi di corrente sempre
prima citato; l'indice dello strumento, pronti a fornire corrente all'uscita del fil­
infatti, devierebbe fino al momento dell'u­ tro quando quella fornita dal raddrizzato­
guaglianza delle tensioni fra pila e conden­ re sta diminuendo oppure è nulla. Si è
satore. Invertendo i morsetti della pila interpretato cos!, sia pure grossolanamen­
l'indice dello strumento subirebbe un'ulte­ te, il funzionamento della cellula di filtro,
riore deviazione e la deviazione dello stru� che provvede ad erogare una corrente con­
mento continuerebbe a conservarsi purchè tinua ai circuiti anodici degli apparati
si continuasse ad invertire il collegamento radioelettrici.

Un tipo di cellula di filtro molto impor­ Nella cellula di filtro, chiamata anche
tante è quello in cui la resistenza è sosti­ cellula di livellamento, entra la corrente
tuita con una impedenza di bassa frequen­ unidirezionale pulsante ed esce la cor­
za, che ha l'aspetto e le dimensioni di un rente continua. Quest'ultima è rappresen­
trasformatore d'uscita. tata da un tratto rettilineo.

fra il condensatore e la pila. Ma l'inver­


sione del collegamento della pila significa
che sui terminali del condensatore si appli­
• +
ca una tensione alternata, la quale produ­
ce una corrente alternata che puo scorrere
liberamente attraverso il condensatore.
Ritornando al concetto della cellula di
filtro si puo osservare che la corrente ad
essa applicata è di tipo variabile, perchè
pulsante; questa corrente carica il con­
densatore a monte del filtro e soltanto
dopo averlo caricato puo scorrere aura­
verso la resistenza o l'impedenza di bassa
138 Fondamenti della Radio

I guasti che possono verificarsi nella no avere un valore capacitivo superiore ed


cellula di filtro sono tra i più comuni. anche la resistenza deve avere un valore
Quando uno dei due condensatori viene a ohmmico superiore.
mancare, nell'altoparlante si ode un forte
ronzio; quando uno di questi due conden­ Trasformazlone di tensione
satori va in cortocircuito, allora viene a
In tutti i ricevitori radio, a valvole e a
mancare l'intera alimentazione anodica e
transistor, che funzionano con la tensione
la valvola raddrizzatrice o il raddrizzatore
prelevata dalla rete-luce, è presente un
possono andare rapidamente fuori uso.
particolare circuito, che prende il nome di
Se la capacità dei due condensatori elet­
circuito alimentatore Esso provvede
trolitici fosse insufficiente, l'andamento
« ».

a trasformare la tensione di rete in altre


della tensione risulterebbe ondulatorio e
tensioni di tipo e valore diverso, a seconda
cioè, in pratica, darebbe luogo ad un ron­
delle... pretese dell'apparecchio radio. Fra
zio più o meno accentuato. Anche la resi­
queste trasformazioni, tuttavia, ve n'è una
stenza, collegata tra i due condensatori
che è la più importante di tutte: la trasfor­
elettrolitici, produce una azione filtrante
mazione della tensione alternata in ten­
che diviene maggiore quando essa è sosti:
sione continua o, il che è lo stesso, la
t';lita c'?n l'impedenza di bassa frequenza;
trasformazione della corrente alternata
CIO avv1ene perchè l'impedenza di filtro si
in corrente continua.
oppone alle brusche variazioni di corrente
in modo che la corrente stessa tende � A questo particolare processo di tra­

rimanere costante. sformazione provvedono alcuni compo­


nenti, il più importante dei quali è la val­
Assai spesso la tensione di alimentazione
vola raddrizzatrice monoplacca o biplac­
della placca della valvola amplificatrice
ca, oppure il raddrizzatore al selenio o al
finale di un ricevitore radio viene prele­
silicio.
vata a monte della cellula di filtra. In
La valvola raddrizzatrice e il raddrizza­
questo punta della cellula la tensione non
tore al selenio o al silicio non trasformano
è perfettamente livellata e presenta delle
la corrente alternata in corrente continua
« ondulazioni » sensibili, non sufficienti pe­
ma la raddrizzano soltanto, cioè trasfor:
raltro a provocare ronzio nell'altoparlante.
mano la corrente alternata in una corrente
Se si alimentasse, pero, anche la griglia
unidirezionale di tipo pulsante. La sucees­
schermo della valvola finale con tale si­
siva trasformazione di questa corrente
stema di collegamento, l'ascolto risulte­
in quella perfettamente continua viene ot­
rebbe impossibile a causa del ronzio che
tenuta per mezzo di un ulteriore circuito
accompagnerebbe le voci e i suoni. '
che prende il nome di cellula di filtra.
Quindi soltanto la placca della valvola
Dunque, volendo riassumere questi con­
amplificatrice finale puo essere alimentata
cetti, occorre dire che il trasformatore
collegandola direttamente a monte della
eleva o abbassa la tensione di rete in altre
cellula di filtro, cioè sul piedino rappresen­
tensioni di valore diverso, a seconda del
tativo del catodo della valvola raddrizza­
tipo di ricevitore radio che si vuol alimen­
trice o a valle dei raddrizzatori al selenio
tare; la valvola o il raddrizzatore trasfor­
o al silicio.
mano la corrente alternata in una corrente
Con tale sistema si dispone di una ten­
unidirezionale pulsante; la cellula di fil­
sione di placca superiore a quella che si
tra trasforma la corrente pulsante in cor­
avrebbe prelevandola a valle della cellula
rente continua. Gli elementi quindi che
di filtra, e cio offre il vantaggio di una
concorrono a detta trasformazione sono in
maggiore potenza di uscita nei ricevitori
numero di tre:
radio. Questo sistema di alimentazione
tuttavia, richiede un maggiore dimensi C: 1. - Trasformatore
namento del filtro di livellamento, cioè i 2. - Valvola (o raddrlzzatore)
condensatori elettrolitici del filtra debbo- 3. - Cellula di filtro
Rettificazione 139

f\f\0
semionde
positive 50 Hz

La tensione alternata, alla frequenza di 50 Hz,


viene applicata all'avvolgimento primario del
trasformatore. A valle del raddrizzatore RS, se
il carico è puramente resistivo ( R), sono pre­
senti le sole semionde positive, con lo stesso
valore di frequenza.

ten sione continua


pulsante

La tensione a valle del raddrizzatore ( RS) di­


viene pulsante quando in parallelo al carico ( R)
si applica un condensatore elettrolitico di ele­
vata capacità. La tensione è unidirezionale ma
non perfettamente continua.

imp. di f iltro

OJ1v�� '=��\=C:o > :�='


RS ===

5 =-=Fi
:===
0: - .._ � �n-
....: �
st\��-
n

L'alimentazione di quasi tutti gli apparati ra­


dioelettrici deve essere fatta per mezzo della
tensione continua. Questa è ottenuta aggiun­
gendo un'impedenza di filtra e un seconda con­
densatore elettrolitico di · elevata capacità, in
modo da comporre una cellula di filtra di tipo
a « p greca ».
140 Fondamenti della Radio

220

160
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I trasformatori di alimentazione, montati nelle apparec­


chiature radioelettriche, sono generalmente dotati di un
avvolgimento primario di tipo universale, cioè adatto a
tutte le tensioni di rete. Gli avvolgimenti secondari sono
di norma in numero di due: quello a bassa tensione e quel­
la ad alta tensione.

Trasformatore d'alimentazioné sua reale costruzione e non alle funzioni


specifiche che sono poi quelle che mag­
Il trasformatore d'alimentazione è un
giormente interessano l'allievo di radio­
componente sempre presente in tutti i ri­
tecnica.
cevitori radio di classe. Nei ricevitori radio
E.' assai raro, infatti, che il dilettante o
di tipo economico, invece, il trasformatore
il professionista provvedano da sè per la
di alimentazione viene sostituito con un
costruzione completa o per il riavvolgi­
componente molto simile, che prende il
mento di un trasformatore di alimenta­
nome di « autotrasformatore ».
zione interrotto o bruciato, perchè in que­
Il trasformatore è composta da un certo sti casi si ricorre sempre al laboratorio
numero di avvolgimenti di fila di rame elettrotecnico, specializzato in questo par­
smaltato, di diametro diverso, attorno ad ticolare tipo di lavoro di avvolgimento o
un supporta, che puà essere di cartone o riavvolgimento dei trasformatori. Passia­
di plastica e che prende il nome di « car­ mo dunque all'esame delle varie funzioni
toccio ».
del componente ed all'analisi particolareg-
Il cartoccio viene inserito nel nucleo
·
« », giata del suo circuito.
che è costituito da un insieme di lamine Il trasformatore di alimentazione nella
ferromagnetiche, che prende il nome di sua espressione più semplice è composta
« pacco lamellare ». di un avvolgimento primario e di due av­
Ma tutto cio appartiene alla conforma­ volgimenti secondari. L'avvolgimento pri­
zione pratica del componente, cioè alla mario è quello che va collegato alla presa
Rettificazione 141

AT Lb
v
.
Questo disegno vuol rappresentare il montaggio, in prati­
ca, degli elementi che compongono il circuito dell'avvol­
gimento primario del trasformatore di alimentazione pre­
sentato alla pagina precedente. Si noti la presenza del cam­
biotensione e dell'interruttore.

di rete, mentre gli avvolgimenti secondari sformatore di alimentazione è generalmen­


sono quelli che servono per alimentare il te dotato di un certo numero di terminali.
circuito anodico (AT) e il circuito di ac­ Due di questi terminali rappresentano le
censione delle valvole, cioè dei loro fila­ due estremità dell'intero avvolgimento
menti (BT); il trasformatore di alimenta­ primario; gli altri terminali rappresentano
zione, quello di tipo migliore, più comple­ le prese intermedie dell'avvolgimento,
ta, è dotato di un avvolgimento primario quelle che permettono di collegare il tra­
e di tre avvolgimenti secondari. Qualun­ sformatore alle diverse tensioni di rete.
que sia il tipo di trasformatore di alimen­ Quando si collega l'avvolgimento primario
tazione, l'avvolgimento primario risulta di un trasformatore di alimentazione, uno
sempre elettricamente isolato dagli avvol­ dei due terminali est�emi dell'avvolgimen­
gimenti secondari. Cio significa che, con
to, quello rappresentativo della tensione
l'usa del trasformatore di alimentazione,
0 volt, va collegato ad uno dei terminali
tutti i circuiti dell'apparecchio radio ven­
dell'interruttore di accensione, general­
gono isolati dalla rete-luce. Questo è uno
mente incorporato nel potenziometro che
dei primi vantaggi del trasformatore di
regala il volume sonoro del ricevitore ra­
alimentazione.
dio; gli altri terminali devono essere colle­
gati ai terminali, corrispondenti alle varie
Avvolgimento prlmarlo
tensioni, del cambiotensione. I due con­
L'avvolgimento primario di ogni tra- duttori di rete vanno collegati ad uno dei
142 Fondamenti della Radio

E E E
E

E E [
Questi simboli elettrici si riferiscono ai tipi più comuni di
trasformatori montati negli apparati radioelettrici. Gli av­
volgimenti primari sono sempre gli stessi; camb.iano nume­
ricamente e costruttivamente soltanto gli avvolgimenti se­
condari.

terminali dell'interruttore e al terminale serve per l'accensione della sola valvola


più distanziato del cambiotensione. raddrizzatrice montata nel circuito di rad­
drizzamento dell'alta tensione.
Avvolgimentl secondarl Gli avvolgimenti secondari a bassa ten­
sione si riducono ad uno soltanto quando
Nei migliori tipi di trasformatori di ali­
anche la valvola raddrizzatrice richiede
mentazione per ricevitori radio, gli avvol­
una tensione di accensione del filamento
gimenti secondari sono in numero di tre.
pari a que11a delle altre valvole dell'appa­
Vi è un avvolgimento secondario ad alta
recchio radio.
tensione, che serve per l'alimentazione
anodica dell'apparecchio radio, e vi sono
Autotrasfonnatore
due avvolgimenti secondari di bassa ten­
sione, che servono per l'accensione dei fi­ L'autotrasformatore è un trasformatore
lamenti delle valvole. Nell'avvolgimento in cui non esiste un avvolgimento primario
secondario ad alta tensione, la tensione di ed un avvolgimento secondario. Vi è un
rete viene elevata a valori che sono com­ solo avvolgimento, che funge da avvolgi­
presi fra i 250 e i 350 volt; questa tensione mento primai:io e da avvolgimento secon­
elevata viene applicata direttamente al cir­ dario nello stesso tempo. Questo avvolgi­
cuito raddrizzatore e, successivamente, ai­ mento è dotato di due terrninali estremi e
la cellula di filtro, per essere trasforrnata di alcuni terminali .facenti capo a prese
in una tensione continua. Questa tensione intermedie dell'avvolgimento. Le tensioni
viene poi applicata alle placche e alle gri­ aumentàte o ridotte rispetto a quelle del­
glie scherrno delle valvole. la rete-luce, vengono prelevate fra un ter­
Si è detto che gli avvolgimenti secondari minale estremo dell'avvolgimento e i ter­
a bassa tensione sono in numero di due. minali intermedi. Vi sono peraltro autotra­
Vi è infatti un avvolgimento a 6,3 volt, che sformatori che posseggono un avvolgimen­
serve per l'acc.ensione dei filamenti delle to secondario vero e proprio, a 6,3 volt,
valvole in corrente. alternata; vi è ancora al quale vengono collegati i filarnenti del­
un avvolgimento secondario a 5,3 volt, che le valvole, compreso quello della valvola
Rettificazione 143

raddrizzatrice. Non sempre nei ricevitori


radio esiste il trasformatore o l'autotra­
sformatore di alimentazione. Vi sono pic­
coli apparecchi radio a 4 e a 5 valvole, di
minime dimensioni, completamente sprov­
visti di trasformatore di alimentazione.
In questi apparecchi i filamenti delle val­
vole sono collegati uno dopo l'altro tra
di loro, in serie, e fanno capo alla rete-luce
direttamente, oppure tramite una resisten­
za di adatto valore che provoca la necessa­
ria caduta della tensione, atta a garantire
una regolare accensione dei filamenti sen­
za il pericolo di bruciare la valvola. In
questi tipi di ricevitori la tensione anodi­
ca si identifica con la tensione di rete e
pertanto vengono usate particolari valvo­
le, adatte a funzionare con una tensione
relativamente bassa.

Simbolo elettrico di un auto­


Raddrizzamento con diodo
trasformatore, normalmente
Abbiamo già detto che l'elemento rad­ montato sugli apparecchi radio
drizzatore della corrente alternata puô di tipo economico.
essere un diodo (valvola monoplacca), un
doppio diodo (valvola biplacca), oppure
un raddrizzatore al selenio o al silicio. A­
nalizziamo per prirno il funzionamento
Taluni tipi di autotrasforma­
della valvola diodo (monoplacca).
tori sono dotati di un avvolgi­
Il filamento della vavola monoplacca
mento secondario, di bassa
raddrizzatrice di corrente viene collegato
tensione, utilizzabile per l'ali­
all'avvolgimento secondario BT del tra­
mentazione del circuito di ac­
sformatore d'uscita. censione dei filamenti delle
Uno dei due terminali dell'avvolgimento valvole.
secondario AT del trasformatore di ali­
mentazione viene collegato alla placca
(anodo) della valvola raddrizzatrice; l'al­
tro terminale dell'avvolgimento seconda­
rio AT viene collegato a massa. La corrente
raddrizzata viene prelevata dal catodo del­
la valvola raddrizzatrice, che rappresenta
l'uscita del circuito raddrizzatore. Questa
uscita viene callegata poi al circuito livel­
latore e, successivamente, all'intero circui­
to anodico dell'apparecchio radio.
Come avviene questo raddrizzamento
della corrente internamente alla valvola?
Il diodo, come si sa, permette il tlusso
della corrente di elettroni tra catodo e
placca soltanto quando la placca è positi­
va rispetto al catodo, cioè quando sul ter-
144 Fondamenti della Radio

minale dell'avvolgimento secondario AT del trasformatore d'alimentazione è muni­


del trasformatore d'uscita, che è collegato ta di una presa centrale, che va collegata
alla plaeca, è presente I'alternanza positi­ a mas�a; i due terminali estremi di questo
va della tensione alternata (in questo caso avvolgimento vanno collegati alle due plac­
sul terminale collegato a massa è presente che della valvola. La tensione raddrizzata
I'altemanza negativa della tensione). In è prelevata dai catodo e da questo inviata
queste condizioni il diodo diviene condut­ al circuito di livellamento e, successiva­
tore e sul catodo è presente la tensione po­ mente, al circuito anodico dell'apparecchio
sitiva. Quando invece sull'anodo è presen­ radio. L'avvolgimento secondario BT del
te I'alternanza negativa, il catodo risulta trasformatore di alimentazione viene col­
positivo rispetto all'anodo e la valvola non legato al filamento della valvola raddrizza­
conduce, ossia non permette il passaggio trice. Con questo sistema la valvola rad­
della corrente. Ecco spiegato il motiva per drizzatrice funziona ad ogni alternanza
cui dai catodo escono le alternanze posi­ della tensione presente sull'avvolgimento
tive separate tra loro da un intervallo in secondario AT del trasformatore di alimen­
cui manca ogni presenza di tensione. tazione. Infatti, quando in una delle due
placche è presente l'alternanza negativa,
Raddrizzamento con doppio diodo
nell'altra è presente l'alternanza positiva:
Il sistema più completa di raddrizza­ la prima non conduce, la seconda coriduce.
mento della tensione alternata si ottiene Questa stessa osservazione si estende
con la valvola biplacca (doppio diodo). In al caso in cui le alternanze della tensione
questo caso I'avvolgimento secondario AT si invertono. Dunque, con la valvola rad-

Schema elettrico di .un circuito raddrizzatore, a valvola,


del tipo a semionda. La valvola raddrizzatrice è munita
di una sola placca; dal catodo escono soltanto le semi­
onde positive della corrente alternata erogata dall'avvol­
gimento secondario del trasformatore.

nn
Rettificazione 145

Le valvole raddrizzatrici munite di due placche permettono


il raddrizzamento di entrambe le semionde della tensione
alternata presente sui terminali dell'avvolgimento secon­
dario AT del trasformatore di alimentazione. Questo
sistema prende il nome.di raddrizzamento ad onda intera.
Si noti che il punta centrale dell'avvolgimento secondario
AT è collegato a massa.

drizzatrice biplacca dal catodo si puà sem­ taggio di un minor ingombro, di una lun­
pre assorbire corrente pulsahte unidire­ ga durata di funzionamento e basso costo.
zionale. Ecco spiegato il motivo per cui Tuttavia, il raddrizzatore al selenio è sog­
le alternanze positive uscenti dal catodo getto ad alcuni inconvenienti, tra i quali
sono unite tra di loro. In pratica, con il è da citarsi il rapido deterioramento del
doppio diodo, si ottiene, in uscita, una componente, se esso vien fatto funzionare
corrente che è doppia di quella ottenibile ad una temperatura superiore ad un cen­
con un diodo semplice dello stesso tipo. tinaio di gradi centigradi e con una corren­
Inoltre, dato che la forma della tensione te molto mtensa, dovuta, ad esempio, ad
raddrizzata è più regolare nel seconda ca­ un cortocircuito occasionale nel circuito
·

so, rispetto al primo, con il doppio diodo dell'apparecchio radio. Nei tipi più cornu­
si ottiene una corrente pulsante più fa­ ni di raddrizzatori al selenio, la caduta di
cilmente livellabile con il circuito di filtro. tensione, nel passaggio attraverso il com­
ponente, è di 5-10 volt; l'intensità di cor­
Raddrlzzatore al selenio rente, che questi raddrizzatori possono for­

Il raddrizzatore al selenio è un compo­ nire, si aggira fra i 50 e i 500 mA. General­

nente elettronico, semiconduttore, il cui mente, occorre applicare, in serie al rad­


funzionamento nel circuito di raddrizza­ drizzatore. dalla parte dell'anodo, una re­
mento della corrente nei ricevitori radio è sistenza protettiva e !imitatrice del valore
simile a quello della valvola monoplacca. di 5-20 ohm, in grado di dissipare una po­
Esso si differenzia dalla valvola, sotto l'a­ tenza di qualche watt, con lo scopo di pro­
spetto del sistema di cablaggio, per il fat­ teggere il raddrizzatore da eventuali cor­
to di non essere dotato di circuito di ac­ tocircuiti a valle del suo catodo. Per rico­
censione (filamento). Rispetto alla valvola noscere in pratica l'anodo o il catodo di
il raddrizzatore al selenio presenta il van- un raddrizzatore al selenio, occorre consi-
146 Fondamenti della Radio

QQQ

Schema teorico di un circuito alimentatore con raddrizza­


tore al selenio di tipo semionda. Il raddrizzatore sostituisce
la valvola raddrizzatrice monoplacca. A valle della tensione
alternata sono presenti soltanto le semionde positive della
tensione alternata presenti sui terminali dell'avvolgimento
secondario ad alta tensione.

derare i segni colorati o i segni grafici ferro. Il funzionamento si basa sul prin­
stampigliati sul corpo del componente: cipio che il contatto ossido-metallo offre
l'anodo, ci()è la parte da collegare all'av­ resistenza bassa alle correnti fluenti in
volgimento secondario AT del trasforma­ un senso e resistenza alta a quelle fluenti
tore di alimentazione, è in genere indicato in senso inversa. L'azione di rettificazio­
con una macchiolina o con il segno carat­ ne è molto stabile, ed il lungo impiego
teristico della tensione alternata, mentre ha solo l'effetto di aumentare leggermente
il catodo è indicato con il segno + o con la resistenza nel senso della conduzione
un punto rosso. durante le prime diecimila ore.
Per ottenere il raddrizzamento della cor­ La corrente rettificata da un raddrizza­
rente analogo a quello ottenuto con la tore al selenio dipende dalla estensione
valvola biplacca, occorre utilizzare un rad­ delle piastre metalliche, mentre la tensio­
drizzatore al selenio a doppia semionda. ne è legata al numero delle piastre che
Il raddrizzatore al selenio è costituito vengono collegate in serie fra loro sino ad
da una pellicola al selenio depositata su ottenere il valore desiderata.
una superficie metallica, ad esempio, di Nella maderna radiotecnica si tende og-

Con il sistema del raddriz­


zatore a ponte è possibile
ottenere una completa ret­ +

tificazione della corrente al­


ternata. Il raddrizzatore a
ponte sostituisce la valvola
raddrizzatrice biplacca.
Rettificazione 147

gi a sostituire i raddrizzatori al selenio Rivelazlone


con quelli al silicio, che sono dei diodi
Anche il processo di rivelazione dei se­
fabbricati esclusivamente per « giunzione »

gnali radio costituisce un argomento par­


di due materiali semiconduttori con carat­
ticolare dello stesso tema: quello della
teristiche P e N. 1 pregi dei raddrizzatori
rettificazione delle correnti elettriche.
al silicio sono i seguenti: attitudine a fun­
Per rivelazione si intende, in radiotecni­
zionare regolarmente a bassa temperatura,
ca, la separazione fra i segnali di alta fre­
pur potendo sopportare senza danno so­
quenza e quelli di bassa frequenza.
vraccarichi e riscaldamenti notevoli; im­
Come è noto, in tutte le stazioni radio­
pedenza uniforme anche alle frequenze
trasmittenti viene compiuto il processo in­
più elevate; ingombro ridottissimo in rap­
verso di quello della rivelazione, cioè il
porta alla potenza e alla resistenza inver­
sa molto elevata. processo di modulazione, che consiste nel
Per ottenere il raddrizzamento semion­ mescolare i segnali di alta frequenza, pro­
da, lo schema di principio è sempre quello dotti da un apparato oscillatore, con quelli
valida per i raddrizzatori semionda al se­ di bassa frequenza normalmente genera­
lenio. Per ottenere invece il raddrizzamen­ ti da un trasduttore acustico, come posso­
to ad onda intera, occorrono quattro diodi no esserlo, ad esempio, il microfono e il
collegati con lo stesso sistema del raddriz­ pick-up.
zatore al selenio di tipo a ponte. 1 segnali radio di alta frequenza, gene-

Schema pratico di un circuito alimentatore con rad­


drizzatore al selenio di tipo ·ad onda intera. Sul com­
ponente, che è munito di quattro terminali, sono ripor­
tati i simboli della corrente alternata e della corrente
continua. I conduttori della corrente ad alta tensione
uscenti dal trasformatore, risultano collegati con que f
terminali del· raddrizzatore che si trovano in corrispon­
denza dei simboli della corrente alternata.
148 Fondamenti della Radio

QO
vv

1

Cost funziona, durante un'alternanza del raddrizzatore di tipo


a ponte, una parte del componente. Due bracci del collegamento
risultano conduttori di corrente rettificata, mentre gli altri due
rimangono inattivi.

rati dalla stazione trasmittente, servon9 radio; questa rettifi.cazione consiste nell'e­
soltanto come elementi trasportatori delle liminazione di tutte le semionde di uno
voci e dei suoni, che sono invece rappre­ stesso nome dei segnali che hanna raggiun­
sentati dai segnali di bassa frequenza. to il circuito di sintonia del ricevitore
Nei circuiti di ogni apparecchio radio radio.
viene realizzato il processo inversa a quel­ Normalmente il circuito di rivelazione
la di modulazione, cioè il processo di ri­ di un apparecchio radio è pilotato da un
velazione, che consiste nel separare tra diodo di germanio oppure da un diodo
loro i due segnali. 1 segnali di alta frequen­ contenuto dentro una valvola elettronica
za vengono completamente eliminati, men­ multipla; di solito si tratta di un triodo e
tre quelli di bassa frequenza raggiungono un doppio diodo uniti insieme; il triodo
l'altoparlante. funge da elemento preamplifi.catore dei se­
Il processo di rivelazione consiste in un gnali di bassa frequenza; uno dei due diodi
primo tempo nella rettifi.cazione dei se­ serve a pilotare il circuito di rivelazione,
gnali captati dall'antenna dell'apparecchio mentre il seconda diodo provvede a forni-

Facendo riferimento al cir­


+
cuito rappresentato in alto,
con questo disegno si vuol
interpretare il funzionamen­
� to
del
degli altri
raddrizzatore
due
a
bracci
ponte,

� nella successiva alternanza.


Rettificazione 149

ca rico

Lo stesso risultato ottenibile con una valvola raddrizzatrice


biplacca puo essere raggiunto con due raddrizzatori al sele­
nio, collegati in serie ai due terminali estremi dell'avvolgi­
mento secondario ad alta tensione di un trasformatore di
alimentazione. Il terminale centrale del trasformatore di­
viene il conduttore della tensione negativa.

Circuito completa di un alimentatore per apparecchiature


radio, realizzatà per mezzo di un trasformatore di alimenta­
zione (T) e di quattro raddrizzatori al selenio, collegati fra
loro con il sistema a ponte. La resistenza, applicata sui con­
duttori di uscita della tensione rettificata simboleggia il
carico utile del circuito.

ca rico

re la tensione del circuito di controllo dia frequenza. 1 segnali radio passano dal­
automatico di volume (CAV). l'avvolgimento primario a quello seconda­
1 segnali di alta frequenza vengono affi­ rio del trasformatore di media frequenza
dati al circuito di rivelazione per mezzo in virtù del fenomeno di induzione elet­
di un accoppiamento a trasfonnatore, che tromagnetica.
nonnalmente è un trasformatore di me- In serie all'avvolgimento secondario del
150 Fondamenti della Radio

01000 A PUNTA ca � o

� ta-anode

01000 A GIUNZIONE
filamon � o do

�:·= :�·
i=p=·:·�.�
semicol'\duttori
plate a
pias�rina
di ferro
selenlo

m
01000 AL SELENIO

01000 A VUOTO

trasformatore è collegato il diodo di ger­


manio oppure il diodo di una valvola elet­
Alcuni tipi di diodi di largo tronica; a valle di questo elemento sono
impiego radiotecnico. Il diodo presenti soltanto le semiond.e positive dei
a punta, di tipo al germanio,
segnali di alta frequenza. Viene cosi. com­
è adatto a pilotare il processo piuto il processo di rettificazione dei se­
di rivelazione dei segnali radio.
gnali radio, che costituisce la prima pa�te
Il diodo a giunzione è più adat­
del processo di rivelazione vero e propno.
to al processo di rettificazio­
Infatti, nelle semionde positive, presenti
rie. Il diodo al selenio e il dio­
a valle del diodo rettificatore, sono presen­
do a vuoto vengono principal­
ti ancora i segnali di alta frequenza, che
mente usati per rettificare le
non permettono in alcun modo di ascolta­
correnti alternate.
re le voci e i suoni prodotti nella stazione
trasmittente. Per poter rendere udibili i
Rettificazione 151

DG

AF

��������'�llnl�ll•• semionda AF
positiva

bobine

Anche il processo di rivelazione è essenzial­


mente 11n processo di rettificazione delle cor­
renti di alta frequenza rappresentative dei se­
gnali radio. Attraverso il diodo DG passano sol­
tanta le semionde positive. La tensione del se­
gnale raddrizzato è presente sui terminali della
resistenza RI.
DG

AF

bassa frequen za
udibile

bobina

Il collegamento di un çondensatore di piccola


capacità, in parallelo alla resistenza di rivela­
zione RI, permette di eliminare le componenti
di alta frequenza comprese nella tensione retti­
ficata dal diodo di germanio DG. Il segnale at­
tenuto all'uscita del circuito diviene udibile se
applicato ad un trasduttore acustico.

DG

AF

tensione cont1nua

bobina

Quando il condensatore collegato in parallelo


alla resistenza di rivelazione RI è caratterizzato
da un elevato valore capacitivo, il segnale a
valle del diodo è costituito da una corrente
continua. Questo sistema di rettificazione vie­
ne usato nei circuiti di radiocomandi ad im­
pulsi.
152 Fondamenti della Radio

segnali radio, occorre necessariamente e­ dei microfarad, ma si tratta di casi molto


liminare dal treno di semionde positive rari, che nulla hanno a che vedere con i
tutte le componenti di alta frequenza. Tale normali ricevitori radio. Inatti, aumentan­
eliminazione viene ottenuta collegando in do notevolmente il valore capacitivo del
parallelo al circuito di rivelazione un con­ condensatore di rivelazione, si ottiene una
densatore, di capacità relativamente bas­ tensione continua che non è assolutamen­
sa, che permette di mettere in fuga, a mas­ te rappresentativa delle voci e dei suoni,
sa, le componenti di alta frequenza. ma che viene usata per inviare gli impulsi
Il condensatore di rivelazione pub avere necessari per il pilotaggio degli apparati
anche un valore molto elevato, dell'ordine a radiocomando.
1 .
MONTAGGI
Montaggi 157

RICEVITORE REFLEX • TEORIA

l ricevitore con circuito reflex, chia­ dio questo condensatore, che ha il valore

I
-
mato anche ricevitore radio a cir­
cuito riflesso, pone il suo principio
di funzionamento sull'amplificazione con­
capacitivo di alcune decine di picofarad,
viene sostituito da un compensatore, in
modo da poter individuare esattamente
temporanea dei segnali di alta frequenza quel valore capacitivo che permette un
e di quelli di bassa frequenza da parte di perfetto sistema di accoppiamento fra
uno stesso stadio pilota. Nel caso specifi­ circuito di antenna e circuito di sintonia;
co del circuito qui rappresentato, l'ampli­ in pratica, questo valore è quello che per­
ficazione dei due tipi di segnali è ottenuta mette di ottenere una ricezione chiara e
per mezzo dello stesso transistor TRl. potente il più possibile.
Facendo lavorare due volte uno stesso Il circuito di sintonia vero e proprio
elemento, cioè imponendo ad esso di as­ del ricevitore è composto dalla bobina di
solvere a due compiti diversi, si ottengo­ sintonia Ll e dal condensatore variabile

no un grande vantaggio economico ed una Cl. In questo circuito, a seconda della


posizione delle lamine mobili, rispetto a
notevole semplicità costruttiva, e il risul­
quelle fisse, del condensatore variabile C2,
tato è pari a quello che si otterrebbe con
viene catturato un solo segnale radio,
la realizzazione di due stadi distinti: uno
quello sul quale si vuole sintonizzare l'ap­
stadio amplificatore di alta frequenza ed
parecchio radio.
uno stadio amplificatore di bassa fre­
Questo segnale viene prelevato da un
quenza.
terminale intermedio della bobina di sin­
Il circuito di sintonia è sempre lo stesso,
tonia Ll e viene inviato alla base del tran­
quello adottato per qualsiasi altro tipo di
sistor TRl. E in questo elemento si svolge
ricevitore radio; cio che cambia è il con­
il primo processo di amplificazione, quello
cetto che regola il principio di funziona­
relativo ai segnali di alta frequenza. Sul
mento del circuito a valle del circuito di
collettore di TRI, dunque, sono presenti
entrata.
i segnali di alta frequenza amplificati, che
Il condensatore Cl, che prende il nome non possono scorrere attraverso l'elemen­
di condensatore di accoppiamento di an­ to Jl, perchè questo costituisce un com­
tenna, permette di eliminare una parte di ponente di sbarramento ai segnali di alta
quei segnali che entrando attraverso l'an­ frequenza, trattandosi appunto di un'impe­
tenna si trasformerebbero soltanto in denza di alta frequenza. Ai segnali radio,
rumori, cioè in disturbi acustici; ma il quindi, non resta che prendere la via di
condensatore di accoppiamento Cl serve CS per raggiungere il circuito di rivelazio­
anche per adattare l'antenna al circuito ne, quello che trasforma i segnali di alta
di sintonia. In moiti tipi di apparecchi ra- frequenza in segnali di bassa frequenza.
158 Fondamenti della Radio

L'impedenza di alta frequenza J2 per­ COMPONENTI


mette il passaggio delle semionde di uno
stesso nome dei segnali radio, giacchè Condensatorl
quelle di nome opposto vengono convo­
Cl 50 pF
gliate a massa dai diodo DG 1. Attraverso
C2 350 pF (condens. varlablle)
questo cîrcuito i segnali di bassa frequen­
C3 15.000 pF .
za, cioè i segnali rilevati, raggiungono la
C4 500.000 pF - 25 VI (ceramico)
base del transistor TRI per essere sotto­
CS 200 pF
posti al secondo processo di amplificazio­
ne, quello di bassa frequenza. Il conden­
Resistenze
satore C3 serve per convogliare a massa
quella parte di segnali di alta frequenza Rl 27.000 ohm
ancora compresi nei segnali rettificati dai R2 300.000 ohm
diodo DGl. R3 500.000 ohm (potenz. semifisso)
Le resistenze R2 ed R3 permettono di R4 33.000 ohm
polarizzare la base di TRI. Il valore esatto
di polarizzazione viene individuato speri­ Varie
mentalmente regolando R3, che è un po­
tenziometro semifisso, in modo da raggiun­ TRI = OC4S
gere il massimo volume sonoro in cuffia. DGl = Diodo al germanio (OA81)
J1 Impedenza AF (Geloso · 557)
Ricevitore reflex J2 lmpedenza AF (Geloso 557)
Montaggio L1 Bobina sintonia (vedl testo)
Sl Interruttore
Il montaggio del ricevitore reflex è assai Plla=9V
semplice. Deve essere realizzato in un Cuffia = 2.000 ohm
Montaggi 159

Lo schema riportato alla pagina precedente riproduce il


circuito teorico del ricevitore reflex pilotato con un tran­
sistor, alimentato con una pila da 9 volt e con uscita in
cuffia telefonica. Il disegno, qui sopra riportato, si rite­
risee al piano di cablaggio del ricevitore con circuito reflex.
Tutti i componenti risultano montati in un unico conte­
nitore di materiale isolante, in modo da permettere alle
onde radio di investire direttamente l'antenna di ferrite.

contenitore di materiale isolante, in modo Non vi sono particolari operazioni degne


da permettere alle onde radio di investire di nota relativamente al procedimento di
direttamente la bobina di sintonia L1 che, taratura di questo ricevitore. A montag­
essendo avvolta su nucleo di ferrite, funge
gio ultimato si dovrà soltanto intervenire
anche da antenna ricevente. In ogni caso
sul potenziometro semifisso R3, con l'in­
occorre tener presente che aggiungendo
tenta di individuare quella posizione per
al ricevitore una piccola antenna di 2-3
metri, la resa del ricevitore aumenta note­ la quale l'ascolto risulta il più forte pos­
volmente. sibile. Eventualmente, sempre con lo seo­
Tutti i componenti necessari per la rea­ po di aumentare la resa del circuito, si
lizzazione di questo ricevitore sono di fa­ potrà intervenire sulla posizione esatta
cile reperibilità commerciale. La bobina
· dell'avvolgimento L1 rispetto alla ferrite,
Ll dovrà essere costruita avvolgendo, su facendo scorrere di poco, da una parte e
una delle due estremità di un bastoncino dall'altra, lungo l'asse del nucleo, la bobina
di ferrite, di forma cilindrica e delle di-
stessa, fissandola definitivamente in quella
1fiensioni standard di 8 x 140 mm., 65 spire
posizione in cui l'ascolto diviene chiara e
compatte di filo di rame smaltato del dia­
patente. E' ovvio che con questo ricevitore
metro di 0,3 mm, ricavando una presa in­
termedia alla nona spira; questa presa si potranno ascoltare soltanto le emittenti
intermedia servirà per il collegamento fra locali e, forse, in condizioni atmosferiche
il circuito di sintonia e la base del tran­ particolarmente favorevoli, qualche emit­
sistor TRl. tente estera.
160 Fondamenti della Radio

Ricevitore in reazione TRl. Il condensatore C3 permette di con­


Teorla vogliare a massa la parte di segnali di alta
frequenza contenuta nelle semionde am­
Il ricevitore in reazione è certamente plificate di uno stesso nome dei segnali
quello che, costruito all'insegna della mas­ di alta frequenza. La cuffia telefonica
sima economia, offre il maggior grado di fuhge contemporaneamente da elemento
sensibilità che perme"tte la ricezione di di carico di collettore e da elemento tra­
malte emittenti, anche di quelle più deboli sdu'ttore acustico. L'interruttore Sl per­
e più lontane. I segnali radio captati dal­ mette di chiudere ed aprire il circuito di
l'antenna pervengono direttamente nel cir­ alimentazione pilotato dalla pila a 4,5 V.
cuito di sintonia, che è composta dalla
bobina Ll e dal condensatore variabile Ricevitore in reazione
Cl. La presa intermedia della bobina L1 Montaggio
permette di ricavare il segnale di alta fre­
quenza sintonizzato e di applicarlo, trami­ Il montaggio del ricevitore in reazione
te il condensatore C2, alla base del tran­ deve essere realizzato in un contenitore
sistor TRI. Questo transistor, che deve es­ metallico, con lo scopo di evitare che l'al­
sere un componente adatto per l'amplifi­ ta frequenza amplificata passa arrecare
cazione dei segnali di alta frequenza, svol­ disturbi notevoli nei ricevitori radio fun­
ge due compiti contemporaneamente: am­ zionanti in prossimità .del ricevitore in
plifica i segnali e li rivela. reazione.
Sul collettore di TRl sono presenti le L'antenna di ferrite è composta di due
semionde di uno stesso nome dei segnali avvolgimenti. Per l'avvolgimento primario
di alta frequenza amplificati. Queste rag­ Ll occorrono 65 spire compatte di filo di
giungono la bobina L2 la quale, essendo rame smaltato del diametro di 0,3 mm.;
accoppiata induttivamente con la bobina la presa intermedia, quella che permette
Ll, ritrasmette i segnali di alta frequenza di prelevare il segnale di alta frequenza
nel circuito di sintonia. Pertanto, nel cir­ sintonizzato nel circuito Ll - Cl, deve es­
cuito Ll - Cl è presente, per la seconda sere ricavata alla nona spira. !,..'avvolgi­
volta, lo stesso segnale iniziale ma ampli­ mento L2, che costituisce la bobina di rea­
ficato. Questo segnale riprende la via del zione, è composta di 15 spire compatte
condensatore C2 e viene nuovamente ap­ dello stesso tipo di filo. Gli avvolgimenti
plicato alla base del transistor TRl, che vengono realizzati su un nucleo di ferrite
provvede ad un seconda lavoro di ampli­ di dimensioni standard (8 x 140 mm.). Il
ficazione dello stesso segnale. Il cielo di bastoncino di ferrite deve essere di forma
amplificazione si ripete cosi all'infinito, cilindrica. La bobina L2, contrariamente
almeno teoricamente, apportando al circui­ a quanta avviene per la bobina Ll, dovrà
to del ricevitore un notevole grado di sen­ essere avvolta su un cilindretto di cartone
sibilità. Il potenziometro, collegato in se­ da rendersi scorrevole lungo l'asse della
rie al circuito di emittore, permette di ferrite. In sede di taratura la bobina L2
regolare il valore della corrente di emitto­ verrà avvicinata o allontanata dalla bobi­
re e in questo modo si riesce a contenere na Ll, in modo da individuare sperimental­
entro limiti accettabili per l'ascolto il nu­ mente la posizione per la quale la resa del
mero delle successive amplificazioni. Se ricevitore risulta ottima. Sempre in sede
queste infatti fossero oltremodo numero­ di taratura si interverrà sul potenziometro
se, nella cuffia non si udrebbero più le voci R2, ruotando il perno in modo da elimina­
e i suoni contenuti nei segnali radio capta­ re il fischio caratteristico della reazione
ti dall'antenna, ma si ascolterebbe soltanto e rendere possibile l'ascolto. Il potenzio­
un fischio acutissimo. metro R2 verrà regolato immediatamente
La resistenza Rl permette di polarizzare prima del punto in cui si sente ancora il
nella giusta misura la base del transistor fischio della reazione.
Montaggi 161

COMPONENTI

Cl - 350 pF (condens. variabile)


Circuito teorico del ricevitore
C2 15.000 pF
transistorizzato in reazione. Il
C3 5.000 pF
disegno riportato qui sotta si
riferisce al piano di cablaggio Rl 1 megaohm
del ricevitore in reazione. Si R2 5.000 ohm (potenz. a variaz. lin.)
noti l'esiguo numero di com­ TRl = OC170
ponenti elettronici che concor­ Ll bobina sintonia ( vedi testo)
rono alla composizione del cir­ L2 = bobina reazione ( vedi testo)
cuito. Sl = interruttore
Pila = 4,5 V
Cuffia = 2.000 ohm
162 Fondamenti della Radio

antenna esterna
Per esaltare il più pos­
sibile la sensibilità del
ricevitore in reazione
è necessaria l'antenna
esterna, che verrà rea­
lizzata prendendo lo
spunto da questo di­
segno.

Per questo tipo di ricevitore radio è regolato durante l'ascolto, in modo da ot­
necessaria l'antenna esterna, che verrà tenere un perfetto accoppiamento fra il
realizzata prendendo spunto dal disegno circuito di antenna e quello di entrata del
riportato a pagina 162. ricevitore. In pratica si noterà che, inter­
La lunghezza dell'antenna dovrà essere venendo sul compensatore d'aereo, si riu­
di 10 metri circa. Essa è ottenuta con scirà ad aumentare la potenza sonora e la
chiarezza di ricezione.
trecciola di rame, tesa fra due coppie di
isolatori di porcellana, in modo da garan­
Ricevitore a rivel. di grlglia
tire un perfetto isolamento del componen­
Teorla
te. La discesa di antenna, applicata in pros­
simità di una delle due estremità dell'an­ Questo ricevitore ad una sola valvola,
tenna vera e propria, deve essere realizzata funzionante con alimentazione derivata
con lo stesso tipo di filo, collegando in dalla rete-luce, pub considerarsi il più
serie un compensatore della capacità mas­ semplice apparecchio radio ad una val­
sima di 80 pF. Questo compensatore, verrà vola.

Alla pagina seguente è


presentato il circuito
teorico del ricevitore
monovalvolare con ri­
velazione di griglia.
Qui, a sinistra, è in­
vece riprodotto il pia­
no di cablaggio vista
nella parte di sotta del
telaio metallico, sul
quale si realizza l'inte­
ro montaggio dell'ap­
parecchio radio.

RETE
COMPONENTI Resistenze

RI - 2,2.megaohm

;s
Condensatori i';)
Cl
C2
=

=
50 pF
350 pF (condens. variabile)
R2 = 3.700 ohm - 1 watt
�.
Varie
C3 == 160 pF
C4 = 1.000 pF VI = 6AT6
CS = 32 1-1F - 250 VI (elettrolitico) RSl = raddrizz. al selenio (130 V- 50 mA)
C6 = 32 1-1F - 250 VI (elettrolitico) Tl - trasf. d'alimentaz. . (30-40 watt)
C7 = 5.000 pF SI = interruttore.

ANT
I C1

Vl

1�
-
o-
w
164 Fonèal'œnti della Radio

montato nei normali ."icevitori radio di


tipo commerciale. Dunque, la cuffia adem­
pie a due funzioni diverse: a quella di
elemento di carico e a quella di trasdut­
L1 tore acustico.
Il trasformatore di alimentazione Tl,
che deve avere una potenza di 30-40 watt,
deve essere dotato di avvolgimento prima­
rio universale, cioè adatto a tutte le ten­
sioni di rete e di due avvolgimenti secon­
dari. L'avvolgimento secondario a 125 volt
serve ad alimentare il circuito anodico
della valvola Vl, mentre l'avvolgimento
Questa bobina, realizzata
secondario a 6,3 volt serve per il circuito
su nucleo di ferrite e
di accensione del filamento della valvola.
composta di 80 spire, ser­
La tensione alternata a 125 volt viene
ve per comporre il cir­
raddrizzata dall'elemento RSl, che è un
cuito di sintonia del ri­
raddrizzatore al selenio per tensione a 130
cevitore monovalvolare
volt e adatto a sopportare una corrente
con rivelazione di griglia.
massima di 50 mA. La corrente a valle del
raddrizzatore RSl è soltanto una corrente
rettificata, che viene resa continua per
I segnali radio, captati dall'antenna, ven­ mezzo della cellula di filtro composta dal­
gono applicati al circuito di sintonia com­ la resistenza R2 e dai due condensatori
posto dall'antenna di ferrite Ll e dai con­ elettrolitici C5-C6. Il condensatore C7 co­
densatore variabile C2. Il segnale sintoniz­ stituisce il classico condensatore di rete,
zato viene applicato, tramite il condensa­ collegato fra una delle due fasi di rete luce
tore C3, alla griglia controllo della valvola e la massa del telaio; esso serve per sca­
Vl, che è di tipo 6AT6. Questa valvola, ricare a massa eventuali frequenze danno­
che è un triodo-doppio diodo, vien fatta se introdottesi nei conduttori di rete.
funzionare in veste di triodo soltanto, L'interruttore Sl, collegato in serie ad
giacchè le due placchette, che fanno capo uno dei due conduttori che compongono
ai piedini 5-6 dello zoccolo, sono collegate il cordone di alimentazione, permette di
entrambe a massa. I segnali di alta fre­ accendere e spegnere a piacere l'intero cir­
quenza vengono rivelati nel circuito com­ cuito.
posto dalla griglia controllo e dai catodo.
La tensione rivelata dei segnali radio è Ricevitore a rivel. di griglia
misurabile sui due terminali della resi­ Montaggio
stenza RI, che rappresenta appunto la
resistenza di rivelazione. La realizzazione pratica del ricevitore
I segnali. amplificati vengono prelevati monovalvolare è ottenuta su telaio metal­
dalla placca della valvola ed applicati alla lico, che funge da supporto per i vari com­
cuffi.a telefonica. Il condensatore C4 serve ponenti e da conduttore unico della linea
per mettere in fuga, a massa, quelle trac­ di massa.
ce di segnali di alta frequenza ancora con­ Sulla parte superiore del telaio risultano
tenute nel segnale di bassa frequenza am­ applicati: il trasformatore di alimentazio­
plificato. ne Tl, la valvola Vl e il condensatore elet­
L'elemento di carico anodico della val­ trolitieo doppio C5-C6. Tutti gli altri com­
vola Vl è rappresentato dalla cuffia tele­ ponenti risultano montati nella parte di
fonica, che si comporta come l'avvolgimen­ sotto del telaio, secondo il piano di cablag­
to primario del trasformatore d'uscita gio rappresentato a pagina 162.
Montaggi 165

La bobina Ll risulta avvolta su uno I due diodi della valvola Vl vengono


spezzone di ferrite di forma cilindrica, collegati assieme, in modo da costituire
della lunghezza di 60 mm. e del diametro un'unica placchetta, che rappresenta l'a­
di 8 mm. Il numero di spire di filo di rame nodo della sezione rivelatrice della valvola.
smaltato, del diametro di 0,5 mm., è di 80. La tensione del segnale rivelato viene pre­
Questo-ricevitore non richiede alcun pro­ levata, per mezzo del cursore del poten­
cedimento di messa a punto, perchè esso ziometro R3, nella misura voluta. Il poten­
dovrà immediatamente funzionare senza ziometro R3, pertanto, costituisce l'ele­
alcun ulteriore intervento al di fuori di mento di controllo manuale del volume
quelli necessari per la realizzazione dell'in­ sonoro del ricevitore radio. I condensatori
tero montaggio. La ricerca delle emittenti CS e C8 mettono in fuga, a massa, le parti
si ottiene semplicemente manovrando il di segnale di alta frequenza contenute nel­
condensatore variabile C2. la tensione rivelata. Attraverso la resisten­
za Rl i segnali di bassa frequenza raggiun­
Ricevitore reflex monovalvolare gono la griglia controllo della valvola Vl
Teoria che, in questo caso, si comporta da ele­
mento amplificatore dei segnali di bassa
Questo progetto di ricevitore radio in
frequenza. Sulla placca della valvola Vl
circuito reflex, monovalvolare, presenta la
sono presenti ora i segnali di bassa fre­
caratteristica intrinseca dei circuiti reflex,
quenza amplificati, che raggiungono la
oltre a quella della doppia sintonizzazione
cuffia.
dei segnali radio. Il circuito, infatti, è
Si tenga presente che attraverso la cuf­
dotato di una sola valvola che provvede
fia telefonica fluisce la tensione anodica di
ad amplificare i segnali di alta frequenza,
alimentazione della valvola Vl. Per tale
a rivelare gli stessi segnali e ad amplifi­
motivo i conduttori di cuffia dovranno ri­
care quelli di bassa frequenza, servendosi
sultare ben isolati tra loro e rispetto al­
di due circuiti accordati, composti dalle
l'operatore, in modo da scongiurare il pe­
due bobine Ll-L2 e dal condensatore va­
ricolo della scossa elettrica.
riabile doppio C2-C9.
L'alimentatore è di tipo normale; il tra­
1 segnali radio, captati dall'antenna, ven­
sformatore Tl deve avere una potenza
gorro applicati, tramite il condensatore di
di 30-40 watt e deve essere dotato di un
accoppiamento Cl, all'avvolgimento pri­
avvolgimento primario e di due avvolgi­
mario della bobina Ll, che è di tipo com­
menti secondari: quello a 125 volt per l'ali­
merciale (Corbetta CS2). Dall'avvolgimen­
to primario i segnali radio si portano, per mentazione del circuito anodico e quello
a 6,3 volt per l'alimentazione del circuito
induzione elettromagnetica, sull'avvolgi­
mento secondario che, assieme al conden­ di accensione della valvola Vl. La tensio­

satore variabile C2, compone il primo cir­ ne alternata a 125 volt viene dapprima rad­
drizzata da RSl e successivamente livella­
cuito accordato del ricevitore radio. In
ta dalla cellula di filtro composta dalla
questo circuito avviene una prima selezio­
resistenza R6 e dal condensatore elettroli­
ne dei segnali radio, che vengono poi ap­
tico doppio C12-C13.
plicati, tramite il condensatore di accop­
piamento C4, alla griglia controllo della La resistenza semifissa R4, che deve ave­

valvola Vl, che è un doppio diodo-pentodo re una potenza elettrica di 1 watt, serve

a pendenza variabile di tipo EBF89. Sulla ad alimentare la griglia schermo della val­
vola Vl. Questa resistenza va regolata, in
valvola della placca Vl si ritrovano, in un
primo tempo, i segnali radio di alta fre­ sede di taratura, per raggiungere le miglio­
ri -condizioni di resa del ricevitore.
quenza amplificati, i quali subiscono un'ul­
terio're sintonizzazione nel secondo circui­
to accordato, composta dalla bobina L2 Ricevitore reflex monovalvolare
e dalla seconda sezione del condensatore Montaggio
variabile doppio (C9). Il montaggio del ricevitore monovalvola-
166 Fondamenti della Radio

COMPONENTI Resistenze

Condensatori Rl 100.000 ohm


Cl = 50 pF R2 50.000 ohm
C2-C9 = 450 + 450 pF (condens. variab. R3 500.000 ohm (potenz. a variaz. log.)
doppio) R4 50.000 ohm - l watt (potenz. semi-
C3 30 pF (compensatore) fisso)
C4 150 pF RS 50.000 ohm
CS 250 pF
R6 2.200 ohm - l watt
C6 15.000 pF
C7 50 pF
C8 250 pF
Varie
C9 vedi C2
CIO 30 pF (compensatore) Vl = EBF89
CH 100.000 pF Ll-L2 = bobine sintonia (Corbetta CS2)
Cl2 32 �F · 250 VI ( elettrolitico) Tl = trasf. d'alimentaz. (30-40 watt)
Cl3 32 �F - 250 VI (elettrolitico) RSl = raddrizz. al selenio (130 V - 50 mA)
Cl4 5.000 pF Sl = interruttore

Alla pagina seguente è rappresentato l'intero circuito teo­


rico del ricevitore monovalvolare di tipo reflex, alimentato
con la tensione di rete-luce. Qui sotta è invece riportato il
piano di cablaggio del ricevitore, vista nella parte di sotta
del telaio metallico. Si noti la presenza della sbarra metal­
lica, in funzione di schermo, fra lo stadio di alta frequenza
e la rimanente parte del circuito.

0
;:s

�.

ANT.
@@ 1 M. 1
1 9td 11
n
cuffia

I C1
L2
R4

��

cs al f1lam.
C5

-------- ______________ _!

......
0\
--.)
168 Fondamenti della Radio

re deve essere realizzato seguendo il pia­


no di cablaggio di pagina 166 e servendosi
di un telaio metallico con funzioni di sup­
porto e conduttore ïmico del circuito di Piano di cablaggio del ricevi­
massa. tore bivalvolare con circuito a
Nella parte di sotto del telaio occorre reazione. Il controllo della rea­
inserire uno schermo elettromagnetico, zione è ottenuto per mezzo del
cosi come indicato nel disegno, in modo potenziometro RS, con il qua­
da separare tra loro i circuiti amplifica­ le si riesce a limitare il nu­
tori di alta frequenza dai circuiti ampli­ mero successivo delle amplifi­
ficatori di bassa frequenza. Questi scher­ cazioni dei segnali di alta fre­
mi sono costituiti da lamierini metal­ quenza.
lici, intimamente connessi con il telaio del
ricevitore. La necessità dell'applicazione
di tali schermi è imposta dai pericolo di
interferenze fra i segnali di alta e di bas­
sa frequenza, che potrebbero manifestarsi COMPONENTI
per mezzo di fischi od inneschi attraverso
l'altoparlante. Condensatori
Nella parte superiore del telaio sono ap­ Cl 150 pF
plicati: il condensatore variabile doppio C2 500 pF ( condens. variabile)
C2-C9,. il trasformatore di alimentazione C3 150 pF
Tl, la valvola Vl e il condensatore elet­ C4 50.000 pF
trolitico doppio C12-C13. Tutti gli altri CS 10.000 pF
C6 1.500 pF

ANT
compohenti elettrolitici risultano montati
nella parte di sotto del telaio. C7 50.000 pF
Si tenga presente che la presa di cuffia
dovrà risultare ben isolata, tenendo conto
che su questa presa è applicata la tensio­
ne anodica.
A montaggio ultimato, questo ricevitore

I
richiede un certo intervento per la messa
a punto e taratura. Il procedimento, in
questo caso, è il seguente. Si comincia col
sintonizzare il ricevitore su una emittente
radiofonica abbastanza potente, dalla par­
L2
te delle frequenze più elevate, cioè con il

���
condensatore variabile ruotato verso l'a­
pertura completa. Ottenuta questa condi­
Cl
zione, si interviene sui compensatori C3 e
ClO, ruotandoli in modo da raggiungere
C3
la massima resa. Successivamente, si sinto­ Circuito teorico
nizza il ricevitore su una emittente di no­ del ricevitore bi­
tevole potenza dalla parte delle frequenze valvolare a rea­
più basse, cioè con il condensatore varia­ zione. L'aggiunta
bile ruotato verso la chiusura, con le la­ della valvola am­
mine mobili quasi completamente intro­ plificatrice di bas­
dotte tra quelle fisse; questa volta si agisce sa frequenza V2
sui nuclei delle bobine L1 ed L2, facendoli esalta ancor più
ruotare· in modo da ottenere la massima la sensibilità del
resa. Queste due importanti operazioni ricevitore.
Montaggi 169

CS = 32 IJ.F - 350 VI (elettrolitico) R7 100.000 ohm


C9 = 32 IJ.F - 350 VI (elettrolitico) R8 2.200 ohm - 1 watt
CIO = 10.000 pF
Varie
Resistenze Vl = 6AU6
Rl 3,3 megaohm V2 = 6AT6
R2 100.000 ohm (potenz. a filo) Tl = trasf. d'alimentaz. (30-40 watt)
R3 50.000 ohm RSl = raddrizz. al selenio (130 V- 50 mA)
R4 50.000 ohm Ll bobina sintonia (vedi testo)
RS 50.000 ohm (potenz. a filo) L2 bobina reazione (vedi testo)
R6 10 megaohm Sl interruttore

RB

C5
R2 �1=====� Il =-1

R6
R3
170 Fondamenti della Radio

vanno ripetute più volte, sintonizzando


altemativamente il ricevitore radio su e­
mittenti sempre più deboli ma comprese
nei tratti estremi della gamma.
Il potenziometro semifisso R4 verrà re­
golato per ultimo, dopo aver sintonizzato
il ricevitore su una qualsiasi emittente di
debole potenza, facendo in modo di otte­
nere la massima resa.
Il potenziometro di volume R4, durante
le operazioni di taratura, deve essere re­ L'avvolgimento della bobina
golato al valore di massima potenza so­ di sintonia è composta di
nora. 95 spire; quello della bobi­
na di reazione è composta
Ricevitore bivalvolare a reazione di sole 19 spire. I due avvol­
Teorla gimenti risultano distanziati
tra di loro di 5 mm.
Aggiungendo una valvola amplificatrice
di bassa frequenza al classico ricevitore
a reazione monovalvolare, si ottiene un
apparecchio radio estremamente sensibile segnali di alta frequenza, costringendo il
e di ottime prestazioni. Con l'alimentazio­ ricevitore a funzionare al limite della so­
ne derivata dalla rete luce si ottiene inol­ glia di ascolto, cioè poco prima dell'insor­
tre un apparato funzionale, duraturo, di gere del fischio caratteristico della reazio­
facile trasportabilità.
ne, che rifletterebbe una serie infinita, al­
La teoria che regola il principio di fun­
meno teoricamente, di successive amplifi­
zionamento di questo ricevitore è sempre
cazioni dei segnali di alta frequenza.
quella che sta alla base dei circuiti reat­
Nella stessa valvola Vl si verifica anche
tivi pilotati a valvola.
il processo di rivelazione dei segnali ra­
I segnali radio, captati dall'antenna, ven­
dio i quali producono la tensione caratte­
gono applicati, tramite il condensatore
ristica della bassa frequenza che viene rac­
di accoppiamento Cl, ad una presa inter­
colta dal cursore del potenziometro R2 ed
media della bobina di sintonia Ll. Mano­
inviata, tramite il condensatore di accop­
vrando il condensatore variabile C2, il ri­
piamento CS, allo stadio amplificatore di
cevitore viene sintonizzato sulla emitten­
bassa frequenza pilotato dal triodo V2.
te che si vuol ricevere. I segnali radio di
alta frequenza risultano poi applicati, tra­ Pertanto, regolando il potenziometro RS

mite il condensatore di accoppiamento C3, si ottiene un preciso controllo della rea­


alla griglia controllo della valvola amplifi­ zione, mentre controllando il potenziome­
catrice di alta frequenza e rivelatrice Vl. tro R2 si ottiene la voluta regolazione del­
I segnali di alta frequenza, uscenti dalla la potenza sonora di ascolto.
placca della valvola, raggiungono la bobi­ La valvola Vl è di tipo 6AU6, mentre la
na di reazione L2 e da questa, in virtù del valvola V2 è di tipo 6AT6; questa seconda
fenomeno di induzione elettromagnetica, valvola che per costruzione sarebbe un
si trasferiscono nuovamente sulla bobina triodo-doppio diodo, viene montata nel
di sintonia Ll e, conseguentemente, sulla circuito in funzione di triodo amplificatore
griglia controllo della valvola Vl per es­ di bassa frequenza, giacchè le due plac­
sere sottoposti ad un secondo cielo di am­ chette vengono collegate tra loro e a mas­
plificazione. Regolando la tensione di gri­ sa, risultando quindi inutilizzate.
glia schermo della valvola, per mezzo del I segnali di bassa frequenza amplificati
potenziometro RS, si riesce a limitare il vengono raccolti sulla placca della valvola
numero successivo delle amplificazioni dei V2 ed inviati, tramite il condensatore di
Montaggi 171

accoppiamento C7, alla cuffia telefonica ta alla trentesima spira. L'avvolgimento


che, in questo caso, funge esclusivamente della bobina di reazione L2 è composto
da elemento trasduttore acustico; il ca­ di 19 spire di filo di rame smaltato del
rico anodico della valvola V2, infatti, è diametro di 0,3 mm.; anche per questo
rappresentato dalla resistenza R7. seconda avvolgimento le spire dovranno
L'alimentatore è di tipo classico; esso risultare compatte fra di loro e i due av­
è pilotato dal trasformatore Tl, che deve volgimenti rimarranno distanziati di 5
avere una potenza di 30-40 watt. Il tra­ mm., cosl come indicato nel disegno di
sformatore è dotato di un avvolgimento pagina 170.
primario universale e di due avvolgimenti Per questo tipo di ricevitore radio non
secondari: quello a 6,3 volt per l'alimenta­ è necessario alcun intervento di taratura
zione dei circuiti di accensione dei filamen­ e messa a punto, giacchè per la ricezione
ti delle due valvole e quello a 125 volt sono sufficienti le tre manovre dell'opera­
per l'alimentazione dei circuiti anodici. La tore sui comandi di sintonia (C2), di rea­
tensione alternata a 125 volt viene raddriz­ zione (RS) e di volume (R2).
zata dall'elemento RSl, che è un raddriz­
zatore al selenio per tensione di 130 volt Ricevitore monovalvolare per onde medie
e corrente massima di 50 mA. La tensione Teorla
raddrizzata viene successivamente livella­ Se in un ricevitore radio a circuito su­
ta dalla cellula di filtro, composta dalla pereterodina vengono eliminati il circuito
resistenza R8 e dai condensatori elettroli­ di conversione di frequenza, quello di
tici C8-C9. amplificazione di alta frequenza, i circuiti
accordati di media frequenza e lo stadio
Ricevitore bivalvolare a reazione amplificatore finale, l'apparecchio radio
Montaggio si riduce al progetto rappresentato a pagi­
na 172, nel quale del ricevitore a circuito
Il piano di cablaggio del ricevitore a supereterodina sono stati conservati: lo
reazione bivalvolare si realizza seguendo stadio alimentatore, quello preamplifica­
lo schema riportato a pagina 169. tore di bassa frequenza e il circuito di
Tutti gli elementi dell'apparecchio risul­ sintonia.
tano applicati su un unico telaio metalli­ Il circuito di sintonia è sempre lo stesso,
co, che ha funzioni di supporta e di con· quello adatto per la ricezione delle onde
duttore unico della linea di massa. Sulla medie ed è composta dalla bobina di sin­
parte superiore del telaio risultano appli­ tania L1 e dai condensatore variabile C2.
cati: il trasformatore di alimentazione Tl, Lo stadio rivelatore è quello stesso del
la valvola Vl e la valvola amplificatrice di ricevitore supereterodina, cioè a diodo
bassa frequenza V2, oltre al condensaiore mediante valvola elettronica. 1 segnali di
elettrolitico doppio a vitone C8-C9. Tutti alta frequenza, infatti, selezionati dai cir­
gli altri componenti elettronici risultano cuito di sintonia vengono direttamente
applicati nella parte di sotto del telaio, applicati, tramite il condensatore C3, alle
compresa anche la bobina di sintonia L1 placchette, unite insieme, della valvola Vl,
e quella di reazione L2. Queste due bobine che è di tipo 6AT6, cioè un doppio diodo­
vengono avvolte su uno stesso supporto, triodo. Questa valvola funge normalmente
costituito da un tubo cilindrico di cartone da triodo preamplificatore dei segnali di
bachelizzato del diametro di 20 mm. bassa frequenza e da diodo rivelatore e
L'avvolgimento della bobina di sintonia CAV. Nel caso del progetto di pag. 172, il
L1 è composta da 95 spire compatte di filo triodo funge da elemento amplificatore di
di rame smaltato del diametro di 0,3 mm.; bassa frequenza, mentre le due placchette
la presa intermedia, necessaria per l'ap­ risultano unite insieme e, assieme al ca­
plicazione al circuito di sintonia dei se­ toda, compongono il diodo rivelatore dei
gnali radio captati dall'antenna, è ricava- segnali radio di alta frequenza.
COMPONENTI

lB
Resistenze
Rl 50.000 ohm
Condensatori R2 500.000 ohm (potenz. a variaz. log.)
Cl = 1.000 pF R3 10 megaohm
C2 500 pF (cond. variabile ad aria) R4 2.600 ohm - 1 watt
C3 150 pF
C4 250 pF Varie
CS 5.000 pF Vl = 6AT6
C6 = 1.000 pF Tl = trasf. d'alimentaz. (30-40 watt)
rANT C7
CS
C9
32 IJ.F - 350 VI (elettrolitico)
32 IJ.F - 350 VI (elettrolitico)
5.000 pF
RSl
Sl =

Cuffia
= raddrizz. al selenio (130 V - 50 mA)
interruttore
= 2.000 ohm

J. C1

V1
Montaggi 173

Il circuito di rivelazione, dunque, è com­ La bobina di sintonia del


posto dalle placchette, che fanno capo ai ricevitore monovalvolare
piedini S-6 dello zoccolo della valvola Vl, per onde medie è realiz­
dal catodo, dal potenziometro R2 e dalla zata su supporta cilindri­
resistenza Rl. In questo circuito scorre la co di cartone bacheliz­
corrente di rivelazione dei segnali radio. zato.
Al condensatore C4 è affidato il compito
di mettere in fuga, a massa, la parte ad raddrizzatore al selenio RSl e dalla cellula
alta frequenza contenuta nei segnali rive­ di filtro R4-C7-C8. La tensione continua at­
lati. La tensione rivelata viene prelevata traversa la cuffia telefonica che funge con­
dal circuito di rivelazione per mezzo del temporaneamente da elemento trasduttore
cursore del potenziometro R2 e del con­ acustico e da elemento di carico anodico
densatore di accoppiamento CS, che la della sezione triodica della valvola Vl.
applica alla griglia controllo del triodo
amplificatore di bassa frequenza. Il poten­
Ricevitore monovalvolare per onde medie
ziometro R2, dunque, rappresenta il co­
Montaggio
mando manuale del volume sonoro del­
l'apparecchio radio. Il montaggio del ricevitore monovalvo­
La sezione triodica della valvola Vl am­ lare con rivelazione a diodo è rappresenta­
plifica i segnali rivelati e li applica alla to a pag. 179. La realizzazione è ottenuta
cuffia telefonica. su telaio metallico, sulla cui parte poste­
La sezione alimentatrice è composta dal dore sono applicati: il cambiotensione, la
trasformatore di alimentazione Tl, dal presa di antenna e le boccole che rappre-

-Alla pagina precedente è riprodotto il circuito teorico del ricevitore


monovalvolare adatto per l'ascolto in cuffza della gamma delle onde
medie. Qui sotta è invece riprodotto il piano di cablaggio del rice­
vitore, vista nella parte di sotta del telaio metallico. I comandi del
circuito sono riportati sul pannello frontale, mentre le prese di
cuffia, di antenna e il cambiotensione sono montati nella parte poste­
riore.

RETE
174 Fondamenti della Radio

sentano la presa di cuffia. Sulla parte àn­ de necessario alcun intervento di taratura
teriore sono applicati: l'interruttore Sl, o messa a punto. Esso deve funzionare
il comando di sintonia e quello di volume. immediatamente a montaggio ultimato.
Sulla parte superiore del telaio sono ap­ All'utente rimangono soltanto i controlli
plicati: il trasformatore di alimentazione manuali di sintonia, di volume e di accen­
Tl, il condensatore elettrolitico doppio a sione del circuito.
vitone C7-C8 e la valvola Vl; tutti gli altri
componenti elettronici risultano applicati Ricevitore con reazione dl emittore
nella parte di sotto del telaio metallico, Teoria
che rappresenta il conduttore unico di
massa. Il progetto del ricevitore rappresentato
La bobina di sintonia L1 è àvvolta su a pag. 174 è di una semplicità estrema, pur
cilindro di cartone bachelizzato del dia­ vantand'o doti di sensibilità di ricezione.
metro di 20 mm. Su di esso risultano av­ Il circuito reattivo composta sull'emitto­
volte 95 spire compatte di filo di rame re del transistor TRl, infatti, permette di
smaltato del diametro di 0,3 mm. con una spingere in misura elevata ,il processo
presa intermedia alla trentesima spira. di amplificazione dei segnali di alta fre­
Per questo tipo di ricevitore non si ren- quenza.

terra

COMPONENTI

Condensatori Varie
Cl 350 pF (condens. variabile)
TRl OC44 (OC45)
C2 5.000 pF
=

Ll bobina sintonia e reazione (vèdi


C3 4.500 pF
C4 1.500 pF testo)
Sl interruttore
Resistenze
Rl 22.000 ohm Pila = 4,5 volt
R2 = 5.000 ohm (potenzlometro) Cuffia = 2.000 ohm
,Montaggi 175

La bobina LI funge contemporanea­ plificazione di alta frequenza, di tipo


mente da bobina di sintonia e di reazio­ PNP.
ne, mentre il transistor TRI amplifica i Il condensatore C3 mette in . fuga, a
segnali di alta frequenza, li rivela ed am­ massa, i residui di alta frequenza conte­
plifica quelli di bassa frequenza. Con po­ nuti nei segnali uscenti dal collettore di
cbi elementi, dunque, si riesce ad ottene­ TRI. La cuffia telefonica anche in questo
re una resa molto elevata. La reazione caso funge da trasduttore acustico e da
è controllata per mezzo del potenziome­ elemento di carico di collettore. L'ali:
tro R2, che permette di regolare il circui­ mentazione è ottenuta con una pila da
to al di qua della soglia del fischio carat­ 4,5 volt, del tipo di quelle usate per le·
teristico della reazione, permettendo un lampade tascabili.
ascolto chiaro e preciso delle emittenti
�icevitore con reazione di emittore
radiofoniche. La .tensione rivelata è pre­
Montaggio
sente sui terminali della resistenza Rl. Il
transistor TRI è di tipo OC44 e pub es­ Il montaggio del ricevitore transisto­
sere vantaggiosamente sostituito con un rizzato si effettua su telaio metallicQ, se­
transistor di tipo OC45. In entrambi i ca­ guendo il piano di cablaggio illustrato a
si si tratta di transistor adatti per l'am- pagina 1-75.

Alla pagina precedente è riportato il circuito teorico


del ricevitore transistorizzato con reazione di emit­
tore. Qui sotta è riprodotto il piano di cablaggio
realizzato su telaio metallico. Dentro il telaio verrà
allogata anche la pila di alimentazione a 4,5 volt.

CU FFI A
176 Fondamenti della Radio

ANl

La bobina Ll è ottenuta avvolgendo TRl amplifica i segnali di alta frequenza e


95 spire compatte di filo di rame smalta­ li rivela, mentre il transistor TR2 amplifi­
to da 0,3 mm. su un supporto di cartone ·ca i segnali di bassa frequenza. La bobina
bachelizzato, di forma cilindrica, del dia­ Ll è di tipo commerciale, di quelle usate
metro di 20 mm. In questa bobina si do­ per i ricevitori a transistor. La bobina
vranno ricavare due prese intermedie, è avvolta su nucleo di ferrite di forma
quella per il collegamento di antenna e cilindrica, della misura standard di mm.
quella per il collegamento al circuito di 8 x 140. Il circuito di sintonia è compo­
reazione. A partire dal lato massa, cioè sta dalla bobina L1 e dal condensatore
dal terminale della bobina che fa capo variabile Cl. I segnali sintonizzati vengo­
alla presa di terra, si conteranno dap­ no prelevati dalla presa intermedia della
prima 5 spire e poi 30 spire; in altre pa­ bobina Ll e vengono trasmessi alla base
role si puo dire che le due prese inter­ del transistor TRl per essere sottoposti
medie vengono ricavate alla quinta e alla in parte ad un processo di amplificazione
trentesima spira a partire dal lato di e principalmente a quello di rivelazione.
massa. I segnali di bassa frequenza, dunque, so­
Neppure questo ricevitore, a montag­ no presenti sul collettore di TRl. Essi
gio ultimato, richiede alcun intervento di vengono applicati, tramite il çondensato­
messa a punto o taratura, fatta eccezione re di accoppiamento C2, alla base del
per il potenziometro R2 che verrà rego­ transistor TR2, che li amplifica al punto
lato durante l'ascolto in modo da elimi­ tale da poter pilotare la cuffi.a telefonica.
nare il fischio della reazione. La ricerca Il circuito è alimentato con una pila
delle emittenti si ottiene intervenendo da 1,5 volt. La sensibilità di questo rice­
sul perno del condensatore variabile Cl, vitore è condizionata alla qualità e al ti­
che deve essere di tipo adatto per i cir­ po di installazione dell'antenna collegata
cuiti transistorizzati. con il circuito di sintonia.

Ricevitore con ampl. BF COMPONENTI


Teoria
Cl 350 pF ( condens. variabile)
Il ricevitore presentato a pagina 176 è C2 10 �J.F
- 6 VI ( elettrolitico)
pilotato da due transistor. Il transistor Rl 2.500 ohm
Montaggi 177

ANT.
L1

CUFFIA

Il circuito teorico del ricevitore transistorizzato, mu­


nito di uno stadio amplifi.catore di bassa frequenza,
è rappresentato alla pagina precedente. Qui sopra
è invece riprodotto il piano di cablaggio dell'appa­
·recchio radio, che viene montato in un contenitore
di materiale isolante, con lo scapa di permettere alle
onde radio di investire direttamente l'antenna di
ferrite LJ. L'interruttore SJ e il perno di comando
del oondensatore variabile Cl risultano accessibili
dalla parte di sopra del contenitore.

TRl = AC127 trova in posizione centrale, mentre quel­


TR2 = AC127 lo di emittore è situato all'estremità op­
Ll = bobina sintonia posta.
Sl = interruttore Anche per questo tipo di ricevitore non
Pila = 1 ,5 volt è necessario alcun intervento di messa
Cuffia = 2.000 ohm a punto e taratura. All'operatore riman­
gono soltanto due interventi manuali:
Ricevitore con ampl. BF quello della ricerca delle emittenti per
Montaggio mezzo del condensatore variabile Cl e
quello dell'accensione del circuitô per
Il piano di cablaggio del ricevitore è mezzo dell'interruttore Sl. Questo rice­
rappresentato a pagina 177. Tutti i compo­ vitore, essendo alimentato a pila, puà co­
nenti elettronici risultano montati in un· stituire un apparecchio portatile, tenen­
contenitore di materiale isolante, che ha do conto che, senza l'a
_ pplicazione di
lo scopo di permettere alle onde radio di un'antenna esterna, si p·ossono ricevere
investire direttamente l'antenna di ferri­ soltanto le emittenti locali.
te Ll.
Si tenga presente che la disposizione
Ricevitore supereterodina a 5 valvole
dei terminali dei due transistor di tipo
Teoria
NPN è la stessa di quelli di tipo PNP. Il
terminale di collettore è sempre situato Che cosa significa supereterodina? Si­
da quella parte in cui, sull'involucro e­ gnifica semplicemente: circuito radio a
sterno del componente, è impresso un conversione di frequenza. Significa, in
puntino colorato; il terminale di base si altre parole, che nei ricevitori a circuito
178 Fondament·t della Radio
Montaggi 179

supereterodina le frequenze dei segnali


in arrivo, di qualunque valore esse siano,
COMPONENTI vengono sempre trasformate in un'altra
frequenza, che è sempre la stessa in ogni
Condensatorl tipo di ricevitore.
Nel ricevitore che presentiamo, il va­
Cl 2.200 pF lore della media frequenza è di 470 Kc/s.
C2 condensatore varlabile Pertanto, qualunque sia la frequenza del
C3 vedi C2 segnale radio in arrivo, essa viene sem­
C4 220 pF pre convertita in quella di 470 Kc/s. Se
cs 47 pF l'apparecchio, ad esempio, è accordato
C6 47.000 pF su una stazione, ad onde medie, di 1000
"JC7 10.000 pF Kc/s, tale frequenza viene cambiata in
. cs 10.000 pF quella di 470 Kc/s. Se la frequenza della
C9 220 pF stazione è di 800 Kc/s, anch'essa viene
ClO 10.000 pF cambiata in quella di 470 Kc/s; se l'ap­
Cll 10.000 pF parecchio è accordato su una stazione ad
Cl2 220 pF onde corte, ad esempio di 10.000 Kc/s, an­
Cl3 40 + 40 �F (elettrolitico) che questa frequenza di 10.000 kilocicli
Cl4 vedi Cl3 viene cambiata in quella di 470 kilocicli.
ClS 4.700 pF Convertire la frequenza del segnale in
Cl6 425 pF arrivo in un'altra frequenza qualsiasi, è
Cl7 50 pF ( compens.) cosa facile. A tale scopo provvede la
Cl8 50 pF (compens.) prima valvola del circuito, quella con­
Cl9 120 pF trassegnata con V1 nello schema elettri­
C20 50 pF (compens.) co. Ed è proprio per questo motivo che
C21 50 pF ( compens.) la prima valvola di un circuito superete­
rodina viene chiamata « convertitrice ».
Resistenze Questa prima valvola svolge tre compiti:
amplifica i segnali radio in arrivo dal­
Rl 1 megaohm l'antenna:, genera delle oscillazioni di alta
·iu 100 ohm frequenza e mescola queste oscillazioni
R3 22.000 ohm con quelle dei segnali radio in arrivo.
R4 4.700 ohm All'uscita della valvola, e per uscita in­
·R5 2,2 megaohm tendiamo la sua placca ( piedino 5), è pre­
R6 47.000 ohm sente il segnale radio che si vuol ricevere
R7 0,5 megaohm ed ascoltare, convertito nella frequenza
R8 10 megaohm di 470 Kc/s. Tutti i segnali radio che si
R9 220.000 ohm vogliono ricevere, qualunque sia la loro
RIO 470.000 ohm frequenza, si ritrovano sulla placca di
Rll 150 ohm - 1 watt questa valvola con la frequenza di 470
Rl2 1.000 ohm - 1 watt
Kc/s.
Lo stadio di alta frequenza, cioè la por­
Valvole ta di ingresso del circuito ai segnali ra­
dio, è composto principalmente dalle bo­
Vl 6BE6
bine di sintonia, dalle bobine oscillatrici,
V2 6BA6
dai condensatore variabile (C2-C3) e dal­
V3 6AT6 (6AV6)
la valvola convertitrice Vl.
1 V4 3505 (3SQL6)
I segnali radio, captati dall'antenna,
VS 35X4 (3SA3 - 35W4)
entrano nel circuito di sintonia attraver­
so il condensatore Cl .. Tale condensatore,
.....
00
0

LINGUETTA TELAIO

"lj
Q

f;l.
$::>

('<)

�.
f;l.

iii

$::>
f;l.
Cî'
Montaggi 181

che viene chiamato "condensatore d'an­ verso la semplice manovra di rotazione


tenna », ha il compito di impedire che del perno del condensatore variabile.
nel ricevitore radio possano entrare fre­ Quando si ruota il perno del condensa­
quenze disturbatrici di bassa •:alore esi­ tore variabile, la sezione di aereo ruota si­
stenti in prossimità del ricevitore radio. multaneamente alla sezione d'oscillatore,
Dunque, il condensatore Cl costituisce, (C3). Tale sezione è collegata, tramite il
·
in certo qual modo, un primo filtra del commutatore d'onda, alla bobina oscilla­
ricevitore, quello che permette l'accesso triee d'aereo o alla bobina oscillatrice
al circuito dei soli segnali radio di alta delle onde corte. Assieme a queste bobi­
frequenza. ne, il condensatore C3 costituisce il se­
Questi segnali attraversano l'avvolgi­ conda circuito oscillante del ricevitore,
mento primario Ll della bobina d'aereo quello che genera le oscillazioni locali. La
per onde medie e l'avvolgimento prima­ variazione della frequenza di risonanza
rio L3 della bobina d'aereo per onde di questo circuito avviene simultanea­
corte. mente a quella del circuito di sintonia,
Da questi avvolgimenti, i segnali radio in modo tale che la somma algebrica
si trasferiscono, per induzione, negli av­ delle due frequenze, quella in arriva dal­
volgimenti secondari L2 ed L4. Il commu­ l'antenna e quella generata dall'oscillato­
tatore d'onda preleva tali segnali, a se­ re locale, risulti sempre di 470 Kc/s.
conda della sua posizione, dalla bobina Tra la valvola Vl e la valvola V2 è in­
delle onde medie o da quella delle onde terposto un importante componente ra­
corte (nello schema teorico di fig. 21 il dioelettrico; il primo trasformatore di
commutatore risulta posizionato sulla media frequenza, che nello schema elet­
gamma delle onde medie). Il condensa­ trico è contrassegnato con la sigla MFl
tore variabile C2 rappresenta una delle e che nel gergo radiotecnico prende sem­
due sezioni in cui è suddiviso il conden­ plicemente il nome di media frequenza.
.
satore variabile che va applicato sopra La linea tratteggiata, che racchiude la
il telaio. Tale sezione prende il nome di media frequenza, sta ad indicare che i
<< sezione d'aereo >>; essa, assieme agli av­ due avvolgimenti, che rappresentano il
volgimenti secondari L2 o L4, compone primario e il secondario del trasforma­
il circuito di sintonia del ricevitore radio tore, sono racchiusi, assieme a due picco­
per le onde medie o per le onde corte; li condensatori, in una custodia metallica
è questo il circuito che permette di sele­ dalla cui parte inferiore fuoriescono i
zionare i segnali radio presenti sull'aù­ quattro conduttori contrassegnati, nello
tenna, scegliendo quello preferito attra- schema elettrico, con le lettere minusco-
1�: a, b, c, d. Lunga uno spigolo dei due
trasformatori di media frequenza risul­
tano praticati due fori; dentro questi fori
si notano due piccoli nuclei di ferrite,
recanti il taglio della vite. Questi nuclei
Il circuito teorico del ricevito­ risultano avvitati nei supporti dei due
re supereterodina, a 5 valvole, avvolgimenti, primario e secondario, che
è riportato a pag. 178. Qui, a compongono ciascun trasformatore di
sinistra, è rappresentato l'inte­ media frequenza. La loro regolazione
ro piano di cablaggio vista (possono essere avvitati e svitati dal
nella parte di sotta del telaio tecnico) va fatta in sede di taratura del
metallico. ricevitore, ma di cio sarà detto più a­
vanti.
Il trasformatore di media frequenza
MFl accoppia induttivamente lo stadio
di entrata di alta frequenza del ricevitore
182 Fondamenti della Radio

con lo stadio amplificatore di media fre­ uscita ed applicati all'avvolgimento pri­


quenza. Ma al trasformatore di media mario della seconda media frequenza
frequenza è affidato un altro compito, MF2, che provvede ad un ulteriore filtrag­
molto più importante del primo, quello gio delle frequenze e provvede altresi ad
di lasciar via libera ai soli segnali radio accoppiare lo stadio amplificatore di me­
la cui frequenza è di 470 Kc/s. Eventuali dia frequenza con lo stadio rivelatore.
segnali radio, di valore diverso di fre­ La valvola V3 è una valvola tripla; essa
quenza, che fossero riusciti ad oltrepas­ contiene internamente un numero di elet­
sare lo stadio convertitore, vengono « ri­ trodi che, un tempo, ai primordi della
fiutati >> dal trasformatore MFl e non pos­ radio, venivano montati in tre valvole di­
sono raggiungere la valvola amplificatrice verse. Dunque, nella valvola V3 sono com­
di media frequenza V2. Dunque, il tra­ prese tre valvole: due diodi rettificatori
sformatore MFl funge da elemento ac­ ed un triodo amplificatore di bassa fre­
coppiatore di due stadi e da filtro selet­ quenza. 1 due diodi sono rappresentati
tivo delle frequenze radio. dalle due placchette facenti capo ai pie­
1 segnali radio di media frequenza, che dini 5 e 6 dello zoccolo e dal catodo, co­
hanno attraversato MFl, vengono appli­ mune, facente capo al piedino 2 dello zoc­
cati alla griglia controllo (piedino 1) colo; il triodo è r�ppresentato dalla plac­
della valvola V2 e vengono da questa am­ ca, dalla griglia controllo e dal catodo;
plificati; essi vengono prelevati alla sua esiste dunque un solo catodo comune al-

Quando si fa acquisto di una scatola di montaggio


di un qualsiasi tipo di apparecchio radio, occorre,
come prima operazione, distendere le parti sul ban­
co di lavoro, con lo scopo di effettuare un primo
controllo dei materiali contenuti.
Montaggi 183

le tre diverse funzioni della valvola V3. fugare a massa la parte. residua di alta
Lasciamo per un momento da parte la frequenza ancora presente nelle semion­
sezione triodica della valvola ed occupia­ de del segnale rivelato.
moci dei due diodi. Dal circuito rivelatore viene prelevata
I due terminali dell'avvolgimento se­ una parte della tensione rivelata tramite
condario di MF2 sono collegati ad una la resistenza RS. Tale tensione viene ap­
placchetta della valvola (piedino 1) ed al plicata al secondario di MF1 e alla griglia
circuito di massa attraverso le resistenze controllo della valvola V1; è questa una
R6 ed R7. La placchetta corrispondente tensione negativa che polarizza più o me­
al piedino 1 dello zoccolo ed il catodo no le griglie controllo delle prime due
della valvola formano il diodo rivelatore; valvole. Quando il segnale ricevuto è
esso permette il passaggio delle sole se­ molto intenso, anche la tensione negativa
mionde di uno stesso nome del segnale aumenta e, di conseguenza, le griglie con­
di media frequenza. Dunque, in questo trollo sono maggiormente polarizzate e
circuito si effettua la rivelazione dei se­ le due prime valvole sono costrette ad
gnali radio, che divengono segnali di bas­ amplificare di meno. Viceversa, quando
sa frequenza. La tensione del segnale ri­ il segnale presente nel circuito di rivela­
velato è presente sui terminali della re­ zione è debole, anche la tensione negati­
sistenza R7, che è di tipo variabile. Al va di polarizzazione è bassa e le valvole
condensatore C9 è affidato il compito di amplificano di più. In cio consiste il fun-

Il telaio metallico rappresenta lo scheletro di ogni


tipo di ricevitore radio. In esso sono riportati tutti
i fori necessari per l'applicazione degli zoccoli delle
valvole elettroniche, dei trasformatori di media fre­
quenza, del trasformatore di alimentazione e di
altri elementi.
184 Fondamenti della Radio

zionamento del circuito CAV, cioè del di dosare l'entità del segnale fonografico
controllo automatico di volume. che si vuol amplificare.
Sulla resistenza R7 viene prelevata la Lo stadio amplificatore finale è pilota­
tensione del segnale rivelato ed applica­ ta dalla valvola V4, che è un pentodo. I
ta, tramite il condensatore ClO, alla gri­ segnali di bassa frequenza preamplificati
glia controllo della sezione triodica della dalla valvola V3 vengono prelevati dalla
valvola V3, che costituisce il preamplifi­ sua placca (piedino 7) per mezzo del con­
catore dei segnali di bassa frequenza. La densatore Cll e vengono applicati alla
resistenza R7 è un potenziometro ed il griglia controllo (piedini 1-9 indifferente­
cursore, corrispondente alla freccia dello mente) della valvola V4. Il condensatore
schema elettrico, permette di dosare la Cll accoppia lo stadio preamplificatore
quantità di tensione rivelata che si vuole di bassa frequenza con lo stadio amplifi­
amplificare e trasformare in voci e suoni. catore finale· e viene percià chiamato
Il potenziometro R7, quindi, rappresenta condensatore di accoppiamento. La re­
il regolatore manuale del volume sonoro sistenza RlO rappresenta la resistenza di
del ricevitore. polarizzazione di griglia controllo della
La presa fano è applicata sul circuito valvola V4.
di rivelazione, più precisamente il segnale I segnali amplificati vengono prelevati
proveniente dal pick-up è applicato sui dalla placca (piedino 6) ed applicati al­
terminali delle resistenze R6 ed R7 ed il l'avvolgimento primario del trasformato­
potenziometro permette, in questo casa, re d'uscita Tl, che rappresenta anche il

Il montaggio di agni tipo di apparecchio radio comincia sempre con le


operazioni di ordine meccanico. In questa foto l'operatore è stato ripreso
durante l'applicazione dei trasformatori di media frequenza.
185

Il potenziometro, che regala il volume sa­


nora del ricevitore radio, e neZ quale è
pure incorporato l'interuttore generale
dell'intero circuito, viene applicato al te­
laio per mezzo di un dada e, alle volte, di
un controdado.

carico anodico della valvola amplificatri­ applicata all'autotrasformatore T2, dota­


ce finale. Sull'avvolgimento secondario to di sei terminali; tre di questi termina­
di Tl è applicato l'altoparlante, che tra­ li fanno capo al cambiotensione e corri­
sforma in voci e suoni la corrente di bas­ spondono alle tensioni di rete di 125, 160
sa frequenza, suffi.cientemente intensa, e 220 volt. Il terminale 0 va collegato a
che percorre la sua· bobina mobile. massa, cioè con il telaio del ricevitore; il
L'alimentazione del ricevitore è ricava­ termjnale a 6,3 volt alimenta, in parallelo,
ta dalla rete-luce. La tensione di rete è i fi,lamenti delle valvole Vl, V2 e V3 e
186 Fondamenti della Radio

Ultimate le operazioni di ordine meccanico, il ricevitore comincia a pren­


dere vita con le operazioni relative alla composizione del piano di cablaggio.
In questa foto risulta in fase di completamento lo stadio di bassa fre­
quenza del ricevitore.·

quello della lampada-spia, che serve ad tano tutti i componenti per i quali non
illuminare la scala parlante del ricevito­ è necessario, o lo è solo in minima parte,
re. Il terminale a 70 volt serve ad alimen­ 1\Ïso del saldatore; in un secondo tempo
tare in serie i due filamenti delle valvole si effettua il cablaggio, cioè la saldatura
V4 e VS. dei conduttori e dei componenti. Le ope­
La tensione di alimentazione anodica razioni di taratura e messa a punto del
del circuito viene prelevata dai terminale ricevitore si effettuano a montaggio ul­
a 160 volt dell'autotràsformatore T2; essa timato.
viene applicata alla placca (piedino S) del­
Il montaggio meccanico avviene nel se­
la valvola raddrizzatrice monoplacca; la
guente ordine:
tensione raddrizzata è presente sul cato­
Montaggio dell'autotrasformatore nella
do (piedino 7) di VS; essa viene applica­
parte superiore del telaio (il suo irrigidi­
ta alla cellula di filtro composta dalla
mento si ottiene ribaltando le quattro lin­
resistenza R12 e dai due condensatori
guelle e saldandole a stagno sul telâio).
elettrolitici C13 e C14.
Applicazione nella parte di sotto del
Ricevitore supereterodina a 5 valvole telaio del trasformatore d'uscita Tl (an­
Montaggio che in questo caso il trasformatore si
Il montaggio del ricevitore si effettua fissa. ribaltando le linguelle con angolo
in due tempi. In un primo tempo si mon- di 90°).
Montaggi 187

Il cablaggio degli stadi di alta frequenza rappresenta l'ultima operazione


di montaggio dell'apparecchio radio. Essa si riferisce al collegamento del
gruppo di alta frequenza e dei terminali dello zoccolo della valvola con­
vertitrice.

Applicazione del potenziometro, in po­ nel foro centrale rispetto ai tre fori alli­
sizione tale che i terminali risultino ri­ neati di fronte all'autotrasformatore.
volti verso l'osservatore (il fissaggio si Applicazione dei due trasformatori di
ottiene stringendo l'apposito dado esa� media frequenza; le due medie frequenze
gonale). devono essere orientate come indicato
Applicazione del cambiotensione (il fis­ nello schema pratico. Nel disegno, per
saggio si ottiene mediante ribaltamento ragioni di chiarezza, sono stati indicati i
delle apposite linguelle ricavate sul te­ conduttori uscenti, mentre in realtà i due
laio). trasformatori. di media frequenza sono
Montaggio dei cinque zoccoli portaval­ muniti di quat�ro terminali sui quali van­
vola, nella identica posizione con cui so­ no effettuate le saldature dei conduttori.
no stati disegnati nello schema pratico 1 due trasformatori di media frequenza
(anche lo zoccolo va fissato mediante ri­ sono perfettamente identici tra loro e o�
baltamento delle apposite linguelle rica­ gnuno di essi puà quindi fungere indiffe­
vate sul telaio). Si tenga presente che rentemente da MFl o MF2.
quattro zoccoli sono perfettamente iden­ Applicazione del cambio d'onda.
tici tra ·loro (a 7 piedini), mentre un Applicazione della presa fono (si rea­
quinto zoccolo appare di dimensioni più lizza mediante ribaltamento di due lin­
grandi ed è a 9 piedini: esso va applicato guelle). Prima di compiere questa opera-
188 Fondamenti della Radio

L'apparecchio radio si trova ancora. durante le prime fasi di montaggio.


L'operatore effettua un controllo sull'isolamento dei componenti degli stadi
di bassa frequenza. Lo spazio limitato impone, alle volte, una estrema
vicinanza fra i componenti elettronici.

zione occorre ribaltare, verso l'interna l'effetto Larsen. L'importante è che l'ap­
del telaio, i quattro terminali del secon­ plicazione di questo componente venga
da trasformatore di media frequenza, fatta in modo che il suo perno risulti
per evitare che una delle due prese fono perfettamente parallelo al perno di co­
faccia contatto con la media frequenza. manda di sintonia.
Anche il piedino 6 dello zoccolo della Avvitamento della lampadina nell'aP.­
valvola V2 deve essere ripiegato verso posita linguella ricavata superiormente
l'esterno per impedire il contatto con
al telaio (il corpo metallico della lampa­
l'altra boccola della presa fono.
dina verrà saldato a stagna alla linguella­
Applicazione del perno di comando del­
supporto). Prima di effettuare la salda­
la sintonia. Esso va infilato attraverso il
tura occorre ribaltare la linguella verso
foro praticato nell'apposita squadretta
il basso, in modo che la lampadina risulti
saldata sulla parte anteriore del telaio;
in pos1z10ne verticale, con lo scopo di
il perno viene arrestato nella parte inter­
non toccare il cestello dell'altoparlante.
na del telaio per mezzo della apposita
Montaggio del gruppo di alta frequen­
moUetta di acciaio.
Il montaggio del condensatore variabi­ za. La linguella sporgente dall'insieme

le inizia con l'applicazione di quattro metallico deve sovrapporsi a quella sai­


gommini passanti sui quattro fori sim­ data nella parte interna. del telaio dietro
metrici. Il fissaggio avviene mediante una delle due rotelline di scorrimento
quattro viti, che non devono risultare della funicella della scala parlante.
completamente avvitate; l'applicazione Una volta realizzato l'incastro si. prov­
del condensatore variabile, infatti, deve vederà ad effettuare la saldatura a sta­
risultare elastica allo scopo di evitare gna.
Montaggi 189

Ricevitore supereterodina a 5 valvole terminale corrispondente alla tensione


Cablaggio di 125 V.
Applicazione della spina sul cordone
Attorcigliare i cinque conduttori uscen­
di alimentazione.
ti dall'autotrasformatore T2; far passare
Introdurre l'altro terminale del corda­
la trecciola ora ottenuta attraverso l'ap­
ne di alimentru:ione attraverso il foro
posito foro praticato fra T2 e lo zoccolo
praticato in prossimità del cambioten­
della valvola raddrizzatrice VS. Scioglie­ sione. Ad una distanza di 10 cm. si do­
re nuovamente la trecciola e comporre vranno realizzare due o tre nodi, con lo
una nuova trecciola con i tre conduttori scopo di creare un arresto del cavo sul
di color giallo-blu-nero; questi tre con­ telaio (se sottoposto a trazione, il cavo
duttori devono essere saldati sui tre ter­ non uscirà dai telaio e le saldature dei
minali del cambiotensione; il terminale terminali rimarranno integre).
nero va saldato sul terminale del cambio­ Saldatura dei terminali del cavo di ali­
tensione corrispondente alla tensione di mentazione. Uno di essi va saldato su
220 V; il terminale blu va saldato sul ter­ uno dei due terminali dell'interruttore
minale corrispondente alla tensione di Sl incorporato nel potenziometro di vo­
160 V; il terminale giallo va saldato sul lume R7; I'altro terminale va saldato sul

Il banco di lavoro, che dovrebbe essere di legna, deve possedere in agni


casa una superficie isolante, in modo da scongiurare agni pericolo di scossa
elettrica, che potrebbe essere provocata anche durante l'usa del saldatore.
190 Fondamenti della Radio

Pochi componenti mancano ancora al completamento dell'intero piano di


cablaggio. Conviene peraltro, di quando in quando, sospendere il lavoro
di saldatura per effettuare un controllo sulla esattezza delle connessioni,
facendo sempre riferimento allo schema teorico dell'apparecchio radio.

terminale centrale del cambiotensione. gare questo stesso piedino con i piedini
Saldare a massa il terminale bianco 4 degli zoccoli delie valvole Vl e V2.
uscente dai trasformatore. (Prima della Collegare il piedino 4 dello zoccolo del­
saldatura liberare il terminale dallo smal­ la valvola Vl con il terminale della lam­
to con una lametta da barba). padtna (sullo stagno che appare sul fon­
Saldare il conduttore marrone, prove­ do della lampadina).
niente dai trasformatore T2, sul piedino Con uno spezzone di filo collegare a
4 dello zoccolo della valvola VS. massa l'altro terminale dell'interruttore
Collegare con uno spezzone di filo il Sl incorporato con il potenziometro R7.
terminale 3 dello zoccolo della valvola Collegamento del trasformatore d'usd­
VS con il terminale S dello zoccolo della ta. L'avvolgimento primario si distingue
valvola V4. facilmente da quello secondario, che va
Col1egare a massa il piedino 4 dello collegato ai due terminali dell'altoparlan­
zoccolo della valvola V4. te; i conduttori .;dell'avvolgimento secon­
Collegare il conduttore verde prove­ dario, infatti, sono di filo rigido di rame
niente dall'autotrasformatore al piedino smaltato, mentre quelli dell'avvolgimento
4 dello zoccolo della valvola V3 e colle- primario sono rappresentati da due con-
Montaggi 191

Le connessioni al gruppo
di alta frequenza e ai ter­
minali del commutatore
di gamma rappresentano
le ultime operazioni di
saldatura dell' apparec­
chio radio.

duttori flessibili, composti da trecciole quenza, secondo il disegno rappresenta­


di rame sottile; questi ultÏiili vanno col­ tivo dello schema pratico del ricevitore.
legati al piedino 6 dello zoccolo della val­ Ultimato il cablaggio si applicheranno
vola V4 e al piedino 7 dello zoccolo della tutti i componenti, avendo cura di accor­
valvola VS; i due conduttor� dell'avvolgi­ ciare i loro terminali e di ripulirli accura­
mento secondario dovranno essere attor­ tamente prima della saldatura; l:accor­
cigliati tra loro, in modo da comporre ciamento dei terminali dei componenti
una trecciola, e fàtti passare attraverso si rende necessario per non creare aggro­
l'apposito foro che immette i conduttori vigliamenti con i conduttori, che non
nella parte di sopra del telaio; essi ver­ permetterebbero la « lettura » precisa
ranno collegati all'altoparlante a cablag­ del circuito in sede di controllo dell'esat­
gio ultimato. tezza dei collegamenti.
Il cablaggio deve essere completato con Avvertenze. Si tenga presente che il
i collegamenti sui terminali dei due tra­ condensatore variabile deve essere colle­
sformatori - di media frequenza, sui ter­ gato a massa, altrimenti il ricevitore non
minali del commutatore per il cambio funziona. Cio significa che con un salda­
d'onda e su quelli del gruppo di alta fre- tore di una certa potenza si dovrà effet-
192 Fondamenti della Radio

Talvolta la presenza di un
modello di ricevitore per­
fettamente identico, già
montato, tarato e funzio­
nante, puà essere di gran­
de aiuto durante il lavoro
di montaggio.

tuare una buona saldatura in un punto tore Cl venga sottoposto ad eventuali


della carcassa metallica del componente, dannose trazioni.
qpplicando in quel punto uno spezzone
di filo di rame di una certa sezione; l'al­
Ricevitore supereterodina a 5 valvole
tro capo dello spezzone di filo dovrà es­
Taratura
sere saldato perfettamente al telaio me­
tallico. Si faccia attenzione nel collegare La taratura costituisce l'ultima opera­
il condensatore Cl di non far colare lo zione da farsi, dopo aver completato il
stagno fino in fondo al terminale che ap­ montaggio del ricevitore e dopo essersi
pare nella parte superiore del gruppo accertati, schemi alla mano, della preci­
A.F., perchè altrimenti si creerebbe un sione dei collegamenti effettuati.
cortocircuito e il ricevitore non funzio­ Soltanto dopo questa certezza si po­
nerebbe. Il conduttore d'antenna deve tranno infilare le cinque valvole nei ri­
essere annodato due o tre volte in pros­ spettivi zoccoli ed accendere il ricevito­
simità del foro del telaio dal quale viene re. Nel migliore dei casi, ma cià non ca­
fatto uscire, in modo di c:reare un punto pita spesso, si potrà verificare un pronto
di arresto e di evitare che il condensa- funzionamento del ricevitore. In caso con-
Montaggi 193

Le saldature devono esse­


re eseguite a regala d'ar­
te, se non si vuol incorre­
re nell' insuccesso. La
punta del saldatore deve
stazionare per qualche se­
conda sul punta di colle­
gamento.

trario occorre procedere alla taratura dei possibile. L'operazione va ripetuta per
·
circuiti accordati prima di decidere se si due o tre volte. Si tenga presente che
sono commessi errori. quando le medie frequenze sono starate,
Per la taratura del ricevitore si posso­ le emittenti possono apparire sotto for­
no seguire due metodi: qu�llo con l'oscil­ ma di un fischio più o meno intenso, ac­
latore modulato e quello, empirico, a compagnato da rumorosità. In assenza
orecchio, ma che non dà mai risultati totale di emittenti occorre dunque agire
perfetti. con pazienza sui quattro nuclei delle due
La taratura dell'apparecchio, senza medie frequenze, ruotando contempora­
l'impiego dell'oscillatore modulato, si ese­ neamente il comando di sintonia, fino ad
gue nel seguente modo. ascoltare un fischio, un rumore o, nel
Facendo ruotare la manopola di co­ migliore dei casi, un.a emittente.
mando di sintonia si cerca di individuare Per quanto riguarda il gruppo A.F. si
una emittente molto debole e si regolano procede cosi. Si porta la lancetta della
i nuclei delle due medie frequenze, co­ scala parlante verso quella estremità del­
minciando dalla seconda (MF2), fino ad la scala dove sono indicate le stazioni
ottenere un ascolto che sia il più potente che trasmettono sulla lunghezza d'onda
194 Fondamenti della Radio

Il condensatore variabile
deve essere maneggiato
con cautela, per evitare
che eventuali urti passa­
no danneggiare il giuoco
delle lamine mobili den­
tro quelle fisse, compro­
mettendo l'intero sistema
di isolamento.
Montaggi 195

I/operatore si sta preparando per il lavo­ più alta (minima frequenza) facendo cor­
ro di applicazione della funicella di tra­ rispondere la lancetta con una emittente
scinamento dell'indice destinato a scorre­ italiana nota di cui si conosce il program­
re lunga la scala parlante. ma trasmesso in quel momento. Si regola
il nucleo dell'oscillatore onde medie (1)
fino a che si arriva a ricevere l'emittente
su cui è stata fermata la lancetta della
scala. Si regola quindi il nucleo relativo
all'aereo onde medie ( 4) fino ad ottenere
la massima potenza di uscita. Questa
stessa operazione si esegue poi portando
l'indice della scala del ricevitore verso
l'altra estremità della scala stessa, dalla
parte delle onde più corte (frequenze al­
te) sopra l'indicazione di una nota emit­
tente italiana di cui si conosce il program­
ma trasmesso in quel momento. Si agisce
dapprima sul compensatore dell'oscilla­
tore onde medie (dado esagonale 1) fino
alla ricezione della emittente e poi sui
compensa tore d'aereo (dado esagonale
Quando si eseguono le saldature di fili 4) fino ad ottenere la massima uscita.
flessibili su ancoraggi fissi, i terminali del Con questo stesso ordine le operazioni
conduttore debbono essere mantenuti fer­ fin qui elencate vanno ripetute per la
mi per mezzo di una pinzetta. gamma onde corte.
196 Fondamenti della Radio

-- _}
Montaggi 197

Il montaggio della funi­


cella rappresenta un'ope­
razione talvolta diffi.col­
tosa, perchè occorre rag­
giungere una elevata pre­
cisione di scorrimento
ed una misurata tensione
del fila.

Le operazioni di taratu­
ra vanna iniziate soltan­
to dopa aver completato
l'intero montaggio e do­
po essersi accertati del
funzionamento del rice­
vitore.

Il ricevitore montato, ta­


rata e perfettamente fun­
zionante attende ora le
sole operazioni di appli­
cazione del complesso
sul mobile contenitore.
198 Fondamenti della Radio

La taratura del gruppo di


alta frequenza, per mez­
zo dell'oscillatore modu­
lato, rappresenta l'ultima
fase di questo importan­
te processo di messa a
punta del ricevitore.

L'oscillatore modulato è
uno strumento assoluta­
mente indispensabile per
il raggiungimento della
messa a punta perfetta
del ricevitore radio.

L'operatore sta eseguen­


·
do le operazioni di tara­
tura del primo trasfor­
matore di media frequen­
za, agenda su uno dei due
nuclei di ferrite conte­
nuti neZ componente.
Montaggi 199
TARATURA
DEl RICEVITORI
A VALVOLE
152 Fondamenti della Radio

segnali radio, occorre necessariamente e­ dei microfarad, ma si tratta di casi molto


liminare dal treno di semionde positive rari, che nulla hanno a che vedere con i
tutte le componenti di alta frequenza. Tale normali ricevitori radio. Inatti, aumentan­
eliminazione viene ottenuta collegando in do notevolmente il valore capacitivo del
parallelo al circuito di rivelazione un con­ condensatore di rivelazione, si ottiene una
densatore, di capacità relativamente bas­ tensione continua che non è assolutamen­
sa, che permette di mettere in fuga, a mas­ te rappresentativa delle voci e dei suoni,
sa, le componenti di alta frequenza. ma che viene usata per inviare gli impulsi
Il condensatore di rivelazione pub avere necessari per il pilotaggio degli apparati
anche un valore molto elevato, dell'ordine a radiocomando.
Taratura dei ricevitori a valvole 203

COS'È LA TARATURA

1 l radiotecnico dilettante svolge la radio deve eseguire per ultime, con lo seo­
propria attività all'insegna dell'in­ po di ottenere il miglior funzionamento e
formazione; agni nozione acquisita le massime prestazioni.
corrisponde ad una risposta ottenuta da Queste operazioni, che taluni ritengono
chi ne sa di più, dà amici e parenti, cono­ difficilissime, si riducono a ben poca cosa:
scenti e insegnanti, riviste e libri. Ad ogni alla rotazione di alcuni nuclei di ferrite
fonte di sapere ci si rivolge soltanto per e a quella di alcuni compensatori, che ven­
interrogare, e non già per studiare, per­ gono chiamati compensatori di taratura.
chè l'attività dilettantistica rifugge dalla
studio, dàlla fatica imposta e cerca il di­
vertimento nel lavoro. E in questo modo si
impara a collegare il trasformatore di ali­
mentazione, quello d'uscita oppure l'alto­ Le operazioni di taratura di un ap­
parlante; si impara a conoscere il valore parecchio radio hanna lo seopo di.
capacitivo esatto di un condensatore op­ raggiungere il miglior funzionamen­
pure quello ohmmico di una resistenza; to e le massime prestazioni radioe­
si viene a sapere il numero esatto delle lettriche.
spire che compongono una bobina, apren­
do cosi, con le sole forze della passione
e dell'entusiasmo, una via rapida e sicura
verso conquiste non accessibili a tutti.
Non sempre, tuttavia, i quesiti posti dai
dilettante trovano risposta completa ed
immediata. Quando si tratta di argomen­
tare sulla taratura, infatti, ci si sente ri­
spondere con espressioni evasive o, co­
munque, poco chiare. C'è chi dice che la
taratura è un insieme di operazioni molto
difficili e realizzabili soltanto da chi ha una
completa preparazione professionale. C'è
invece chi asserisce che la taratura puo
essere fatta da chiunque, col solo ausilio
del cacciavite o di altri appositi utensili
costruiti per questo scopo.
In realtà la taratura è un insieme di
operazioni che il costruttore di apparecchi
Taratura dei ricevitori a valvole 205

NU CLEO
FERRITE

TAGLIOAVITE
CACCI PE-R

1
Nucleo di ferri­
te, munito di ta­
glio in testa per
Il cacciavite
SUPPORTO
ISOLANTE

permet­
te di introdurre od e­
strarre il nucleo di fer­
In questa bobina di alta fre­
quenza il nucleo di ferrite
accessibile dalla parte in cui
è

cacciavite, visto rite dal supporta iso­ sono presenti i terminali.


frontalmente. lante.

L'azione del nucleo di ferrite puo essere praticamente


controllata per mezzo di un generatore di bassa tensio­
ne alternata e di un voltmetro. Con il nucleo completa­
mente estratto, la tensione segnalata dallo strumento
assume il valore minimo; con il nucleo di ferrite com­
pletamente introdotto nel supporta si ottiene il massi­
mo trasferimento di energia, da un avvolgimento al­
l'altro, e lo strumento segnala il massimo valore di
tensione.

1 FUONUCLRIEO
G_EN_ __::�VA:_TO_R_E:� 1V
l ����� � � (MINIMOJ

.--= NUD==�, ECLENT�


RO
ENE
G 3V R � O R E 2,5V
"-' ......,_, __
I (MASSIMD)
Taratura dei ricevitori a valvole 207

Ji:j�-,1 1

L _________ t

Esempio di trasformatore di media frequenza estratto dai suo


contenitore metallico. A sinistra è rappresentato lo schema
elettrico, a destra è ratfigurato il componente cos!. come esso
si presenta nella realtà. Le linee tratteggiate, riportate nello
schema elettrico, stanno a simboleggiare la custodia metallica,
cioè lo schermo elettromagnetico, entra il quale è allogato il
trasformatore.

consiste nell'evitare che i campi magneti­ composto da due lamine, generalmente


ci esterni possono indurre piccole tensioni di alluminio, separate da un foglietto di
nelle bobine stesse. mica, che rappresenta il dielettrico. In
Nei trasformatori di media frequenza posizione centrale è applicata una vite che,
montati nei ricevitori radio a valvole i avvitata o svitata, permette di avvicinare
nuclei sono in numero di due, mentre nei o allontanare tra di loro le due lamine,
trasformatori montati nei ricevitori a tran­ facendo variare in questo modo il valore
sistor è contenuto, normalmente, un solo capacitivo del compensatore. Normalmen­
nucleo di ferrite. te la capacità dei compensatori di tipo a
mica varia fra 5 e 40 pF circa.
1 compensatori di taratura 1 compensatori di tipo a chiocciola so­
no invece composti da due cilindretti me­
Negli apparecchÎ. radio, oltre che i nu­ tallici, inseriti l'uno dentro l'altro e inter­
dei di ferrite, sono presenti anche alcuni namente filettati cosi da permettere l'av­
compensatori, che permettono anch'essi vitamento o lo svitamento dei due cilin­
il perfetto allineamento del ricevitore ra­ dretti. La capacità del compensatore au­
dio. Questi compensatori sono collegati in menta quando i due cilindretti si allonta­
parallelo alle bobine d'aereo e d'oscillato­ nano tra loro.
re e servono, unitamente ai nuclei delle Riepilogando si puà dire che la taratura
bobine, per l'allineamento delle emittenti degli apparecchi radio si ottiene interve­
sulla scala parlante. 1 compensatori pos­ nendo sui nuclei delle bobine e sulle viti
sono essere di tipo ad aria, a mica, a chioc­ dei compensatori.
ciola. Il compensatore ad aria riproduce,
in miniatura, il normale condensatore va­
Attrezzi di taratura
riabile ad aria. Il compensatore a mica è Per agevolare il lavoro di taratura è op-
158 Fondamenti della Radio

L'impedenza di alta frequenza J2 per­ COMPONENTI


mette il passaggio delle semionde di uno
stesso nome dei segnali radio, giacchè Condensatorl
quelle di nome opposto vengono convo­
Cl 50 pF
gliate a massa dai diodo DG 1. Attraverso
C2 350 pF (condens. varlablle)
questo cîrcuito i segnali di bassa frequen­
C3 15.000 pF .
za, cioè i segnali rilevati, raggiungono la
C4 500.000 pF - 25 VI (ceramico)
base del transistor TRI per essere sotto­
CS 200 pF
posti al secondo processo di amplificazio­
ne, quello di bassa frequenza. Il conden­
Resistenze
satore C3 serve per convogliare a massa
quella parte di segnali di alta frequenza Rl 27.000 ohm
ancora compresi nei segnali rettificati dai R2 300.000 ohm
diodo DGl. R3 500.000 ohm (potenz. semifisso)
Le resistenze R2 ed R3 permettono di R4 33.000 ohm
polarizzare la base di TRI. Il valore esatto
di polarizzazione viene individuato speri­ Varie
mentalmente regolando R3, che è un po­
tenziometro semifisso, in modo da raggiun­ TRI = OC4S
gere il massimo volume sonoro in cuffia. DGl = Diodo al germanio (OA81)
J1 Impedenza AF (Geloso · 557)
Ricevitore reflex J2 lmpedenza AF (Geloso 557)
Montaggio L1 Bobina sintonia (vedl testo)
Sl Interruttore
Il montaggio del ricevitore reflex è assai Plla=9V
semplice. Deve essere realizzato in un Cuffia = 2.000 ohm
Taratura dei ricevitori a valvole 209

Il c o n d e n s a t ore
variabile costitui­
sce uno dei com­
ponenti elettronici
più importanti di
ogni apparecchio
radio. Esso per­
mette di sintoniz­
zare il ricevitore
sulla e m i t t e n te
voluta per mezzo
della rotazione del­
l'albero di coman­
do.

Il valore capacitivo di ogni


condensatore variabile va­
ria col variare della
posizione delle lamine
m obili r i sp et t o a
quelle fisse. La fo­
to qui riprodotta
r a ppresenta un
condensatore va­
riabile nella po­
sizione di mini­
mo valore capa­
citivo.
160 Fondamenti della Radio

Ricevitore in reazione TRl. Il condensatore C3 permette di con­


Teorla vogliare a massa la parte di segnali di alta
frequenza contenuta nelle semionde am­
Il ricevitore in reazione è certamente plificate di uno stesso nome dei segnali
quello che, costruito all'insegna della mas­ di alta frequenza. La cuffia telefonica
sima economia, offre il maggior grado di fuhge contemporaneamente da elemento
sensibilità che perme"tte la ricezione di di carico di collettore e da elemento tra­
malte emittenti, anche di quelle più deboli sdu'ttore acustico. L'interruttore Sl per­
e più lontane. I segnali radio captati dal­ mette di chiudere ed aprire il circuito di
l'antenna pervengono direttamente nel cir­ alimentazione pilotato dalla pila a 4,5 V.
cuito di sintonia, che è composta dalla
bobina Ll e dal condensatore variabile Ricevitore in reazione
Cl. La presa intermedia della bobina L1 Montaggio
permette di ricavare il segnale di alta fre­
quenza sintonizzato e di applicarlo, trami­ Il montaggio del ricevitore in reazione
te il condensatore C2, alla base del tran­ deve essere realizzato in un contenitore
sistor TRI. Questo transistor, che deve es­ metallico, con lo scopo di evitare che l'al­
sere un componente adatto per l'amplifi­ ta frequenza amplificata passa arrecare
cazione dei segnali di alta frequenza, svol­ disturbi notevoli nei ricevitori radio fun­
ge due compiti contemporaneamente: am­ zionanti in prossimità .del ricevitore in
plifica i segnali e li rivela. reazione.
Sul collettore di TRl sono presenti le L'antenna di ferrite è composta di due
semionde di uno stesso nome dei segnali avvolgimenti. Per l'avvolgimento primario
di alta frequenza amplificati. Queste rag­ Ll occorrono 65 spire compatte di filo di
giungono la bobina L2 la quale, essendo rame smaltato del diametro di 0,3 mm.;
accoppiata induttivamente con la bobina la presa intermedia, quella che permette
Ll, ritrasmette i segnali di alta frequenza di prelevare il segnale di alta frequenza
nel circuito di sintonia. Pertanto, nel cir­ sintonizzato nel circuito Ll - Cl, deve es­
cuito Ll - Cl è presente, per la seconda sere ricavata alla nona spira. !,..'avvolgi­
volta, lo stesso segnale iniziale ma ampli­ mento L2, che costituisce la bobina di rea­
ficato. Questo segnale riprende la via del zione, è composta di 15 spire compatte
condensatore C2 e viene nuovamente ap­ dello stesso tipo di filo. Gli avvolgimenti
plicato alla base del transistor TRl, che vengono realizzati su un nucleo di ferrite
provvede ad un seconda lavoro di ampli­ di dimensioni standard (8 x 140 mm.). Il
ficazione dello stesso segnale. Il cielo di bastoncino di ferrite deve essere di forma
amplificazione si ripete cosi all'infinito, cilindrica. La bobina L2, contrariamente
almeno teoricamente, apportando al circui­ a quanta avviene per la bobina Ll, dovrà
to del ricevitore un notevole grado di sen­ essere avvolta su un cilindretto di cartone
sibilità. Il potenziometro, collegato in se­ da rendersi scorrevole lungo l'asse della
rie al circuito di emittore, permette di ferrite. In sede di taratura la bobina L2
regolare il valore della corrente di emitto­ verrà avvicinata o allontanata dalla bobi­
re e in questo modo si riesce a contenere na Ll, in modo da individuare sperimental­
entro limiti accettabili per l'ascolto il nu­ mente la posizione per la quale la resa del
mero delle successive amplificazioni. Se ricevitore risulta ottima. Sempre in sede
queste infatti fossero oltremodo numero­ di taratura si interverrà sul potenziometro
se, nella cuffia non si udrebbero più le voci R2, ruotando il perno in modo da elimina­
e i suoni contenuti nei segnali radio capta­ re il fischio caratteristico della reazione
ti dall'antenna, ma si ascolterebbe soltanto e rendere possibile l'ascolto. Il potenzio­
un fischio acutissimo. metro R2 verrà regolato immediatamente
La resistenza Rl permette di polarizzare prima del punto in cui si sente ancora il
nella giusta misura la base del transistor fischio della reazione.
Taratura dei ricevitori a valvole 211

� --­

--�� ----- ----

30+40
.cm

LARGHEZZA UGUALE A QU.ELLA DEL TAVOLO

Le dimensioni di agni banco di lavoro per radio­


tecnici variano col variare dell'indirizzo profes- ·

sionale. Quelle riportate neZ disegno si riferisco­


no alla costruzione di un banco per dilettanti.

La lampada a gomito flessibile rappresenta un


utensile molto utile in agni laboratorio, perchè
consente di indirizzare i raggi luminosi diretta­
mente sull'apparecchiatura in esame.

Utensili necessari per lo svolgimento del lavoro nel


radiolaboratorio: serie di tre cacciaviti di diverse
dimensioni, pinza a becchi lunghi ricurvi, pinza a
becchi lunghi, tronchesino e pinza universale.
162 Fondamenti della Radio

antenna esterna
Per esaltare il più pos­
sibile la sensibilità del
ricevitore in reazione
è necessaria l'antenna
esterna, che verrà rea­
lizzata prendendo lo
spunto da questo di­
segno.

Per questo tipo di ricevitore radio è regolato durante l'ascolto, in modo da ot­
necessaria l'antenna esterna, che verrà tenere un perfetto accoppiamento fra il
realizzata prendendo spunto dal disegno circuito di antenna e quello di entrata del
riportato a pagina 162. ricevitore. In pratica si noterà che, inter­
La lunghezza dell'antenna dovrà essere venendo sul compensatore d'aereo, si riu­
di 10 metri circa. Essa è ottenuta con scirà ad aumentare la potenza sonora e la
chiarezza di ricezione.
trecciola di rame, tesa fra due coppie di
isolatori di porcellana, in modo da garan­
Ricevitore a rivel. di grlglia
tire un perfetto isolamento del componen­
Teorla
te. La discesa di antenna, applicata in pros­
simità di una delle due estremità dell'an­ Questo ricevitore ad una sola valvola,
tenna vera e propria, deve essere realizzata funzionante con alimentazione derivata
con lo stesso tipo di filo, collegando in dalla rete-luce, pub considerarsi il più
serie un compensatore della capacità mas­ semplice apparecchio radio ad una val­
sima di 80 pF. Questo compensatore, verrà vola.

Alla pagina seguente è


presentato il circuito
teorico del ricevitore
monovalvolare con ri­
velazione di griglia.
Qui, a sinistra, è in­
vece riprodotto il pia­
no di cablaggio vista
nella parte di sotta del
telaio metallico, sul
quale si realizza l'inte­
ro montaggio dell'ap­
parecchio radio.

RETE
Taratura dei ricevitori a valvole 213

valvole amplificatrici. Se per questo tipo


di misure si facesse uso del tester, i dati
di lettura risulterebbero inesatti, poichè
il tester presenta una bassa resistenza
ed assorbe, di conseguenza, una corrente
relativamente notevole.
Con il voltmetro elettronico si possono
effettuare anche misure di tensioni impul­
sive. L'unico inconveniente che si puo at­
tribuire al voltmetro elettronico è quello
di non essere predisposto per la misura
delle correnti.
Il signal tracer serve sia per l'allinea­
mento dei ricevitori radio, sia per la loca­
lizzazione dei guasti che possono verifi­
carsi nei vari stadi. Esso è composta di
uno o più stadi di amplificazione a bassa
frequenza, preceduti da uno stadio rive­
latore.
Il signal tracer non si rivela indispensa­
bile per la taratura degli apparecchi ra­
dio, mentre diviene utilissimo per la ricer­
ca dei guasti e l'individuazione degli stadi
difettosi.
L'oscillatore modulato, invece, è uno Il saldatore a punta, il pennello,
strumento indispensabile nel laboratorio la pinzetta a molla, i cacciaviti
professionale e dilettantistico, perchè con di piccole dimensioni, sono uten­
esso è possibile raggiungere la perfetta sili molto utili nel casa di in­
taratura di qualsiasi radioapparato. E' pur tervento sugli apparati a circui­
vero che I'allineamento di un apparecchio to transistorizzato.
radio puo essere effettuato anche ad oree­
chio, ma si tratta sempre di un procedi­
1 cacciaviti per la taratura deb­
mento empirico, che nulla ha a che vedere
bono essere perfettamente iso­
con i risultati rigorosamente esatti otte­
lati; nella maggior parte dei ca­
nuti con l'oscillatore modulato.
si il metallo è quasi completa­
L'oscillatore modulato è da ritenersi
mente assente.
indispensabile per il perfetto allineamento
delle bobine di media frequenza e di quel­
le contenute nel gruppo di alta frequenza.
Le bobine di media frequenza sono rac­
chiuse in contenitori metallici e sono sem­
pre presenti in tutti i ricevitori a circuito
supereterodina; il gruppo di alta frequen­
za è quel componente, in parte meccanico
e in parte elettronico, che si trova all'en­
trata dell'apparecchio radio, subito dopo
il conduttore di entrata di antenna.
L'allineamento è ottenuto in virtù della
produzione, da parte dell'oscillatore mo­
dulato, di un segnale che sostituisce per­
fettamente quello irradiato da un normale
164 Fonèal'œnti della Radio

montato nei normali ."icevitori radio di


tipo commerciale. Dunque, la cuffia adem­
pie a due funzioni diverse: a quella di
elemento di carico e a quella di trasdut­
L1 tore acustico.
Il trasformatore di alimentazione Tl,
che deve avere una potenza di 30-40 watt,
deve essere dotato di avvolgimento prima­
rio universale, cioè adatto a tutte le ten­
sioni di rete e di due avvolgimenti secon­
dari. L'avvolgimento secondario a 125 volt
serve ad alimentare il circuito anodico
della valvola Vl, mentre l'avvolgimento
Questa bobina, realizzata
secondario a 6,3 volt serve per il circuito
su nucleo di ferrite e
di accensione del filamento della valvola.
composta di 80 spire, ser­
La tensione alternata a 125 volt viene
ve per comporre il cir­
raddrizzata dall'elemento RSl, che è un
cuito di sintonia del ri­
raddrizzatore al selenio per tensione a 130
cevitore monovalvolare
volt e adatto a sopportare una corrente
con rivelazione di griglia.
massima di 50 mA. La corrente a valle del
raddrizzatore RSl è soltanto una corrente
rettificata, che viene resa continua per
I segnali radio, captati dall'antenna, ven­ mezzo della cellula di filtro composta dal­
gono applicati al circuito di sintonia com­ la resistenza R2 e dai due condensatori
posto dall'antenna di ferrite Ll e dai con­ elettrolitici C5-C6. Il condensatore C7 co­
densatore variabile C2. Il segnale sintoniz­ stituisce il classico condensatore di rete,
zato viene applicato, tramite il condensa­ collegato fra una delle due fasi di rete luce
tore C3, alla griglia controllo della valvola e la massa del telaio; esso serve per sca­
Vl, che è di tipo 6AT6. Questa valvola, ricare a massa eventuali frequenze danno­
che è un triodo-doppio diodo, vien fatta se introdottesi nei conduttori di rete.
funzionare in veste di triodo soltanto, L'interruttore Sl, collegato in serie ad
giacchè le due placchette, che fanno capo uno dei due conduttori che compongono
ai piedini 5-6 dello zoccolo, sono collegate il cordone di alimentazione, permette di
entrambe a massa. I segnali di alta fre­ accendere e spegnere a piacere l'intero cir­
quenza vengono rivelati nel circuito com­ cuito.
posto dalla griglia controllo e dai catodo.
La tensione rivelata dei segnali radio è Ricevitore a rivel. di griglia
misurabile sui due terminali della resi­ Montaggio
stenza RI, che rappresenta appunto la
resistenza di rivelazione. La realizzazione pratica del ricevitore
I segnali. amplificati vengono prelevati monovalvolare è ottenuta su telaio metal­
dalla placca della valvola ed applicati alla lico, che funge da supporto per i vari com­
cuffi.a telefonica. Il condensatore C4 serve ponenti e da conduttore unico della linea
per mettere in fuga, a massa, quelle trac­ di massa.
ce di segnali di alta frequenza ancora con­ Sulla parte superiore del telaio risultano
tenute nel segnale di bassa frequenza am­ applicati: il trasformatore di alimentazio­
plificato. ne Tl, la valvola Vl e il condensatore elet­
L'elemento di carico anodico della val­ trolitieo doppio C5-C6. Tutti gli altri com­
vola Vl è rappresentato dalla cuffia tele­ ponenti risultano montati nella parte di
fonica, che si comporta come l'avvolgimen­ sotto del telaio, secondo il piano di cablag­
to primario del trasformatore d'uscita gio rappresentato a pagina 162.
Taratura dei ricevitori a valvole 215

1 NTAGLIO INTAGLI ROTT! DALL.:USO Dl


BUONO UN CACCIAVITE NON ADATTO

G5l
..
1 1

1
1
1
1
1

:
1
-
1

!
! l 1

Quando non si usano cacciaviti aventi una lama di


larghezza pari a quella dell'intaglio praticato sul nu­
cleo di ferrite, si puo sempre incorrere nella rottura
dell'intaglio stesso.

dell'oscillatore modulato, sono in numero ria da quattro a sei, ma cio dipende dal
di quattro: tipo di oscillatore modulato. Generalmen­
te l'oscillatore puà coprire una gamma
1°) L'oscillatore ad alta frequenza.
di frequenze compresa fra i 140 KHz e i
2") Il modulatore od oscillatore a bassa 50 MHz: si tratta dei modelli adahi per
frequenza. la taratura di ricevitori radio ad onde me­
3") L'attenuatore. die e corte. L'estensione di gamma passa

4") L'alimentatore. dai 140 KHz ai 140 MHz circa per i model­
li destinati anche alla taratura degli appa­

L'oscillatore ad alta frequenza è pilota­ recchi radio a modulazione di frequenza.

to da una valvola triodo o da un pentodo Nel gruppo oscillatore ad alta frequen­


montato in un circuito oscillante di tipo za esiste sempre un condensatore varia­
classico. La frequenza delle oscillazioni è bile, da 500 pF, accessibile dall'esterno
fissata da una serie di bobine che vengono per mezzo di una manopola; tale conden­
inserite nel circuito mediante un commu­ satore permette di ottenere una variazione
tatore accessibile dall'esterno; tale com­ della frequenza in una delle molteplici
mutatore è comandato dalla manopola del gamme dell'oscillatore stesso.
cambio-gamma, che è presente sul pannel­ Il modulatore, cioè l'oscillatore di bass
' a
lo anteriore dello strumento. frequenza, è in grado di produrre una no­
Il numero delle gamme selezionabili va- ta acustica, che si aggira intorno ai 1.000

Il cercafase, quello normalmen­


te usato dagli elettricisti, è un
utensile assai utile anche nel ra­
diolaboratorio. Esso permette di
indicare con immediatezza se il
telaio di un apparecchio radio è
in contatto con una delle due
fasi della tensione di rete.
166 Fondamenti della Radio

COMPONENTI Resistenze

Condensatori Rl 100.000 ohm


Cl = 50 pF R2 50.000 ohm
C2-C9 = 450 + 450 pF (condens. variab. R3 500.000 ohm (potenz. a variaz. log.)
doppio) R4 50.000 ohm - l watt (potenz. semi-
C3 30 pF (compensatore) fisso)
C4 150 pF RS 50.000 ohm
CS 250 pF
R6 2.200 ohm - l watt
C6 15.000 pF
C7 50 pF
C8 250 pF
Varie
C9 vedi C2
CIO 30 pF (compensatore) Vl = EBF89
CH 100.000 pF Ll-L2 = bobine sintonia (Corbetta CS2)
Cl2 32 �F · 250 VI ( elettrolitico) Tl = trasf. d'alimentaz. (30-40 watt)
Cl3 32 �F - 250 VI (elettrolitico) RSl = raddrizz. al selenio (130 V - 50 mA)
Cl4 5.000 pF Sl = interruttore

Alla pagina seguente è rappresentato l'intero circuito teo­


rico del ricevitore monovalvolare di tipo reflex, alimentato
con la tensione di rete-luce. Qui sotta è invece riportato il
piano di cablaggio del ricevitore, vista nella parte di sotta
del telaio metallico. Si noti la presenza della sbarra metal­
lica, in funzione di schermo, fra lo stadio di alta frequenza
e la rimanente parte del circuito.
Taratura dei ricevitori a valvole 217

Gruppo di strumenti necessari per effettuare agni tipo


di controllo e allineamento sulle apparecchiature radio­
elettriche. La qualità e l'entità degli strumenti è sempre
condizionata al tipo di radiolaboratorio in cui essi ven­
gono usati. Per il dilettante divengono indispensabili lo
oscillatore modulato e il tester.

1.000 ohm circa e di alcuni watt di po­ il tempo necessario ad effettuare l'allinea­
tenza. mento, è opportuno fissare i puntali dello
L'attenuatore altro non è che un poten­ strumento con due .gocce di stagna, op­
ziometro il quale, a seconda della posizio­ pure, non volendo intervenire sui puntali,
ne attribuita alla manopola di comando, realizzare un collegamento con pinzette
permette di prelevare in uscita una parte a bocca di coccodrillo.
o tutta la tensione che lo strumento stes­ Per effettuare un allineamento perfetto
sa puo fornire. occorre procedere con molto ordine. Sul
banco di lavoro dovranno essere presen­
Taratura di un ricevitore a valvole ti: il ricevitore in esame, al centra, l'oscil­
latore modulato, a sinistra, il tester, a de­
Per la taratura di un apparecchio radio stra. E' inoltre buona norma conservare
a valvole, a circuito supereterodina, adat­
a portata di mano una pinza a becchi lun­
to per l'ascolto delle onde medie e delle ghi e i cacciaviti di plastica antinduttivi.
aride corte, puo essere sufficiente l'usa di Le operazioni di taratura prendono l'av­
due soli strurrienti: il tester in funzione di via dai trasformatori di media frequenza.
voltmetro e l'oscillatore modulato.
Il tester, commutato nella posizione
Taratura delle medie frequenze
«volt c.a.», è da utilizzarsi per la misura
di tensioni alternate nella posizione 10 Prima di iniziare le operazioni vere e
volt fonda-scala; esso serve per_ la misura proprie di taratura dei trasformatori di
delle tensioni di uscita presenti sui ter­ media frequenza, occorre eseguire una se­
minali dell'avvolgimento secondarib del rie di interventi con lo scopo di evitare
trasformatore di uscita, là dave si collega spiacevoli errori che comporterebbero
l'altoparlante. una inutile perdita di tempo.
In pratica, poichè il voltmetro deve ri­ Pertanto, dopa essersi accertati che il
manere collegato all'avvolgimento secon­ cambiotensione dell'oscillatore modulato
dario del trasformatore di uscita per tutto e dell'apparecchio radio in esame risulti
168 Fondamenti della Radio

re deve essere realizzato seguendo il pia­


no di cablaggio di pagina 166 e servendosi
di un telaio metallico con funzioni di sup­
porto e conduttore ïmico del circuito di Piano di cablaggio del ricevi­
massa. tore bivalvolare con circuito a
Nella parte di sotto del telaio occorre reazione. Il controllo della rea­
inserire uno schermo elettromagnetico, zione è ottenuto per mezzo del
cosi come indicato nel disegno, in modo potenziometro RS, con il qua­
da separare tra loro i circuiti amplifica­ le si riesce a limitare il nu­
tori di alta frequenza dai circuiti ampli­ mero successivo delle amplifi­
ficatori di bassa frequenza. Questi scher­ cazioni dei segnali di alta fre­
mi sono costituiti da lamierini metal­ quenza.
lici, intimamente connessi con il telaio del
ricevitore. La necessità dell'applicazione
di tali schermi è imposta dai pericolo di
interferenze fra i segnali di alta e di bas­
sa frequenza, che potrebbero manifestarsi COMPONENTI
per mezzo di fischi od inneschi attraverso
l'altoparlante. Condensatori
Nella parte superiore del telaio sono ap­ Cl 150 pF
plicati: il condensatore variabile doppio C2 500 pF ( condens. variabile)
C2-C9,. il trasformatore di alimentazione C3 150 pF
Tl, la valvola Vl e il condensatore elet­ C4 50.000 pF
trolitico doppio C12-C13. Tutti gli altri CS 10.000 pF
C6 1.500 pF

ANT
compohenti elettrolitici risultano montati
nella parte di sotto del telaio. C7 50.000 pF
Si tenga presente che la presa di cuffia
dovrà risultare ben isolata, tenendo conto
che su questa presa è applicata la tensio­
ne anodica.
A montaggio ultimato, questo ricevitore

I
richiede un certo intervento per la messa
a punto e taratura. Il procedimento, in
questo caso, è il seguente. Si comincia col
sintonizzare il ricevitore su una emittente
radiofonica abbastanza potente, dalla par­
L2
te delle frequenze più elevate, cioè con il

���
condensatore variabile ruotato verso l'a­
pertura completa. Ottenuta questa condi­
Cl
zione, si interviene sui compensatori C3 e
ClO, ruotandoli in modo da raggiungere
C3
la massima resa. Successivamente, si sinto­ Circuito teorico
nizza il ricevitore su una emittente di no­ del ricevitore bi­
tevole potenza dalla parte delle frequenze valvolare a rea­
più basse, cioè con il condensatore varia­ zione. L'aggiunta
bile ruotato verso la chiusura, con le la­ della valvola am­
mine mobili quasi completamente intro­ plificatrice di bas­
dotte tra quelle fisse; questa volta si agisce sa frequenza V2
sui nuclei delle bobine L1 ed L2, facendoli esalta ancor più
ruotare· in modo da ottenere la massima la sensibilità del
resa. Queste due importanti operazioni ricevitore.
Taratura dei ricevitori a valvole 219

4 Il generatore di segnali FM consente ai


tecnici di etfettuare tutte le operazioni di
taratura degli apparecchi radio a modula­
zione di frequenza. Quello rappresentato
in alto, a destra, è di produzione naziona­
le e pesa 4.150 grammi. E' alimentato con
6
tensione alternata a 220 volt.
La strumento qui raffigurato, sulla destra,
è di produzione americana e viene adope­
5 Oscilloscopio di tipo economico e di pro­ rato in laboratori industriali. Esso gene­
duzione nazionale. Monta un tuba a raggi ra segnali stereo a modulazione di fre­
catodici DG 7 j32 Philips (7 cm) a media quenza e permette l'allineamento di cir­
petsistenza, con reticolo suddiviso in cm2• cuiti a radiofrequenza, a frequenza inter­
Il peso dello strumento è di 4 kg. media e a modulazione di frequenza.

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..- .. 1. ii
1 1 •
• • •
170 Fondamenti della Radio

vanno ripetute più volte, sintonizzando


altemativamente il ricevitore radio su e­
mittenti sempre più deboli ma comprese
nei tratti estremi della gamma.
Il potenziometro semifisso R4 verrà re­
golato per ultimo, dopo aver sintonizzato
il ricevitore su una qualsiasi emittente di
debole potenza, facendo in modo di otte­
nere la massima resa.
Il potenziometro di volume R4, durante
le operazioni di taratura, deve essere re­ L'avvolgimento della bobina
golato al valore di massima potenza so­ di sintonia è composta di
nora. 95 spire; quello della bobi­
na di reazione è composta
Ricevitore bivalvolare a reazione di sole 19 spire. I due avvol­
Teorla gimenti risultano distanziati
tra di loro di 5 mm.
Aggiungendo una valvola amplificatrice
di bassa frequenza al classico ricevitore
a reazione monovalvolare, si ottiene un
apparecchio radio estremamente sensibile segnali di alta frequenza, costringendo il
e di ottime prestazioni. Con l'alimentazio­ ricevitore a funzionare al limite della so­
ne derivata dalla rete luce si ottiene inol­ glia di ascolto, cioè poco prima dell'insor­
tre un apparato funzionale, duraturo, di gere del fischio caratteristico della reazio­
facile trasportabilità.
ne, che rifletterebbe una serie infinita, al­
La teoria che regola il principio di fun­
meno teoricamente, di successive amplifi­
zionamento di questo ricevitore è sempre
cazioni dei segnali di alta frequenza.
quella che sta alla base dei circuiti reat­
Nella stessa valvola Vl si verifica anche
tivi pilotati a valvola.
il processo di rivelazione dei segnali ra­
I segnali radio, captati dall'antenna, ven­
dio i quali producono la tensione caratte­
gono applicati, tramite il condensatore
ristica della bassa frequenza che viene rac­
di accoppiamento Cl, ad una presa inter­
colta dal cursore del potenziometro R2 ed
media della bobina di sintonia Ll. Mano­
inviata, tramite il condensatore di accop­
vrando il condensatore variabile C2, il ri­
piamento CS, allo stadio amplificatore di
cevitore viene sintonizzato sulla emitten­
bassa frequenza pilotato dal triodo V2.
te che si vuol ricevere. I segnali radio di
alta frequenza risultano poi applicati, tra­ Pertanto, regolando il potenziometro RS

mite il condensatore di accoppiamento C3, si ottiene un preciso controllo della rea­


alla griglia controllo della valvola amplifi­ zione, mentre controllando il potenziome­
catrice di alta frequenza e rivelatrice Vl. tro R2 si ottiene la voluta regolazione del­
I segnali di alta frequenza, uscenti dalla la potenza sonora di ascolto.
placca della valvola, raggiungono la bobi­ La valvola Vl è di tipo 6AU6, mentre la
na di reazione L2 e da questa, in virtù del valvola V2 è di tipo 6AT6; questa seconda
fenomeno di induzione elettromagnetica, valvola che per costruzione sarebbe un
si trasferiscono nuovamente sulla bobina triodo-doppio diodo, viene montata nel
di sintonia Ll e, conseguentemente, sulla circuito in funzione di triodo amplificatore
griglia controllo della valvola Vl per es­ di bassa frequenza, giacchè le due plac­
sere sottoposti ad un secondo cielo di am­ chette vengono collegate tra loro e a mas­
plificazione. Regolando la tensione di gri­ sa, risultando quindi inutilizzate.
glia schermo della valvola, per mezzo del I segnali di bassa frequenza amplificati
potenziometro RS, si riesce a limitare il vengono raccolti sulla placca della valvola
numero successivo delle amplificazioni dei V2 ed inviati, tramite il condensatore di
Taratura dei ricevitori a valvole 221

ci si serve delle pinze a becchi lunghi del alta parlante


saldatore, che deve essere molto caldo.
Successivamente occorre collegare un con­
densatore ·da 10.000 pF circa sul piedino 1

l1�lf
Y"
della valvola amplificatrice di media fre­
quenza sul quale è stato interrotto il col­
legamento. Sul terminale libera del con­
densatore si collega il cavo proveniente
dall'oscillatore modulato e si effettua l'al­
lineamento della media frequenza.
:_�- �
\' e
Il conduttore proveniente dall'oscillato­
re modulato è rappresentato da un cavo
coassiale, composta da un conduttore cen­ - 9 ·

trale, chiamato in gergo radiotecnico «con­


VOlUme
duttore caldo e da una calza metallica
,r
>>,

esterna, che che deve essere collegata al

(�-��-·�
telaio metallico dell'apparecchio radio.
Dunque, il conduttore caldo va collegato
al condensatore, mentre la calza metallica
deve essere saldamente fissata al telaio
dell'apparecchio radio.
Occorre ora regolare l'oscillatore mo­
dulato sul valore di frequenza stabilito
sonda
dalla casa costruttrice dell'apparecchio ra­
dio e che, generalmente, viene indicato su­ Il signal-tracing, pur non rivelandosi uno
gli schemi elettrici commerciali o su una strumento indispensabile per la taratura
targhetta sistemata nella parte posteriore degli apparecchi radio, si rivela assai uti­
dell'apparecchio radio. In ogni caso il va­ le durante le operazioni di ricerca di gua­
lore di frequenza si aggira fra i 450 e i sti e dîfetti.
470 KHz.
Una volta conosciuto tale valore, si corn-

Il radioriparatore che fa impiego del volt­


metro elettronico è in grado di procedere
con la massima sicurezza di analisi duran­
te il lavoro di ricerca di un guasto o di
uno stadio difettoso.
COMPONENTI

lB
Resistenze
Rl 50.000 ohm
Condensatori R2 500.000 ohm (potenz. a variaz. log.)
Cl = 1.000 pF R3 10 megaohm
C2 500 pF (cond. variabile ad aria) R4 2.600 ohm - 1 watt
C3 150 pF
C4 250 pF Varie
CS 5.000 pF Vl = 6AT6
C6 = 1.000 pF Tl = trasf. d'alimentaz. (30-40 watt)
rANT C7
CS
C9
32 IJ.F - 350 VI (elettrolitico)
32 IJ.F - 350 VI (elettrolitico)
5.000 pF
RSl
Sl =

Cuffia
= raddrizz. al selenio (130 V - 50 mA)
interruttore
= 2.000 ohm

J. C1

V1
Taratura dei ricevitori a valvole 223

SECONDARIO
TRASFORM.
D'USCITA

Il tester, commutato nella portata JO volt, permette di


misurare la tensione presente sui terminali dell'avvolgi­
mento secondario del trasformatore di uscita o, il che
è lo stesso, sui terminali della bobina mobile dell'alto­
parlante.

viazione dell'indice del tester a fonda-sca­ controllo dell'oscillatore, poi si collega


la. Si tratta dunque di ritoccare nuova­ l'oscillatore modulato al condensatore e
mente i due nuclei per poter quindi pro­ si abbassa il valore della tensione fomita
cedere al lora definitivo fissaggio per mez­ dalla strumento, ruotando di 70° la mano­
zo di alcune gocce di cera fatte colare da pola dell'attenuatore in senso antiorario:
una candela accesa. la manopola del potenziometro che rega­
Il procedimentc di allineamento del la la tensione di uscita deve trovarsi ad
·

primo trasformatore di media frequenza è un quarto circa della sua corsa. Tale ope­
analogo a quello ora descritto, anche se razione è necessaria perchè il segnale ap­
è necessario introdurre alcune varianti. plicato al primo trasformatore di media
Infatti, occorre interrompere agni collega­ frequenza ha un valore superiore a quello
mento alla griglia della valvola converti­ fornito dall'oscillatore modulato, sempli­
triee, con lo scopo di evitare interferenze cemente perchè amplificato dalla> valvola.
ed allineamenti errati. Ottenuta questa Anche in questo casa si comincia con la
condizione si provvede a collegare un con­ rotazione del nucleo di ferrite sistemato
densatore da 10.000 pF circa alla griglia nella parte inferiore, osservando l'indice
174 Fondamenti della Radio

sentano la presa di cuffia. Sulla parte àn­ de necessario alcun intervento di taratura
teriore sono applicati: l'interruttore Sl, o messa a punto. Esso deve funzionare
il comando di sintonia e quello di volume. immediatamente a montaggio ultimato.
Sulla parte superiore del telaio sono ap­ All'utente rimangono soltanto i controlli
plicati: il trasformatore di alimentazione manuali di sintonia, di volume e di accen­
Tl, il condensatore elettrolitico doppio a sione del circuito.
vitone C7-C8 e la valvola Vl; tutti gli altri
componenti elettronici risultano applicati Ricevitore con reazione dl emittore
nella parte di sotto del telaio metallico, Teoria
che rappresenta il conduttore unico di
massa. Il progetto del ricevitore rappresentato
La bobina di sintonia L1 è àvvolta su a pag. 174 è di una semplicità estrema, pur
cilindro di cartone bachelizzato del dia­ vantand'o doti di sensibilità di ricezione.
metro di 20 mm. Su di esso risultano av­ Il circuito reattivo composta sull'emitto­
volte 95 spire compatte di filo di rame re del transistor TRl, infatti, permette di
smaltato del diametro di 0,3 mm. con una spingere in misura elevata ,il processo
presa intermedia alla trentesima spira. di amplificazione dei segnali di alta fre­
Per questo tipo di ricevitore non si ren- quenza.

terra

COMPONENTI

Condensatori Varie
Cl 350 pF (condens. variabile)
TRl OC44 (OC45)
C2 5.000 pF
=

Ll bobina sintonia e reazione (vèdi


C3 4.500 pF
C4 1.500 pF testo)
Sl interruttore
Resistenze
Rl 22.000 ohm Pila = 4,5 volt
R2 = 5.000 ohm (potenzlometro) Cuffia = 2.000 ohm
Taratura dei ricevitori a valvole 225

de corte. La commutazione delle due cop­ ratura si eseguono con l'usa del tester
pie di bobine puà avvenire per mezzo di collegato sui terminali dell'avvolgimento
un normale commutatôre oppure per mez­ secondario del trasformatore d'uscita e,
zo del commutatore incorporato nel grup­ ovviamente, con l'impiego dell'oscillatore
po di alta frequenza; in questo compo­ modulato.
nente, infatti, è presente un perno, al qua­ Il conduttore uscente dall'oscillatore
le viene applicata la manopola del cambio modulato va collegato alla presa di anten­
d'onda, che permette di passare dall'ascol­ na del ricevitore, fissando al telaio la calza
to di una gamma a quello dell'altra sem­ metallica del cavo schermato.
plicemente intervenendo sulla manopola Questa seconda parte delle operazioni
stessa. di taratura di un ricevitore radio a circui­
Sul gruppo di alta frequenza sono anche to supereterodina si effettua immediata­
presenti le viti di regolazione dei compen­ mente dopo aver tarato i trasformatori
satori e i fori nei quali sono inseriti i nu­ di media frequenza, e dopo aver ristabili­
dei di ferrite. L'allineamento della sezione to i collegamenti appositamente interrotti
di alta frequenza dell'apparecchio radio si per l'intervento corretto sui trasformatori
ottiene intervenendo su questi elementi. di media frequenza. Queste nuove rego­
Anche in questo caso le operazioni di ta- lazioni prendono il nome di allineamento

L'applicazione temporanea, al te­


laio dell'apparecchio radio, di due
sopporti di legna, permette di evi­
tare, durante le operazioni di ripa­
razione o taratura, di danneggiare
il condensatore variabile o le val­
vole elettroniche.

supporti
in legna

Quasi sempre, nei ricevitori ra­


dio a circuito supereterodina, la
valvola amplificatrice di media
frequenza, cioè la seconda vol­
vola del circuito, si trova siste­
mata fra i due trasformatori di
media frequenza.

valvola
ampli fi ca tric e
MF
176 Fondamenti della Radio

ANl

La bobina Ll è ottenuta avvolgendo TRl amplifica i segnali di alta frequenza e


95 spire compatte di filo di rame smalta­ li rivela, mentre il transistor TR2 amplifi­
to da 0,3 mm. su un supporto di cartone ·ca i segnali di bassa frequenza. La bobina
bachelizzato, di forma cilindrica, del dia­ Ll è di tipo commerciale, di quelle usate
metro di 20 mm. In questa bobina si do­ per i ricevitori a transistor. La bobina
vranno ricavare due prese intermedie, è avvolta su nucleo di ferrite di forma
quella per il collegamento di antenna e cilindrica, della misura standard di mm.
quella per il collegamento al circuito di 8 x 140. Il circuito di sintonia è compo­
reazione. A partire dal lato massa, cioè sta dalla bobina L1 e dal condensatore
dal terminale della bobina che fa capo variabile Cl. I segnali sintonizzati vengo­
alla presa di terra, si conteranno dap­ no prelevati dalla presa intermedia della
prima 5 spire e poi 30 spire; in altre pa­ bobina Ll e vengono trasmessi alla base
role si puo dire che le due prese inter­ del transistor TRl per essere sottoposti
medie vengono ricavate alla quinta e alla in parte ad un processo di amplificazione
trentesima spira a partire dal lato di e principalmente a quello di rivelazione.
massa. I segnali di bassa frequenza, dunque, so­
Neppure questo ricevitore, a montag­ no presenti sul collettore di TRl. Essi
gio ultimato, richiede alcun intervento di vengono applicati, tramite il çondensato­
messa a punto o taratura, fatta eccezione re di accoppiamento C2, alla base del
per il potenziometro R2 che verrà rego­ transistor TR2, che li amplifica al punto
lato durante l'ascolto in modo da elimi­ tale da poter pilotare la cuffi.a telefonica.
nare il fischio della reazione. La ricerca Il circuito è alimentato con una pila
delle emittenti si ottiene intervenendo da 1,5 volt. La sensibilità di questo rice­
sul perno del condensatore variabile Cl, vitore è condizionata alla qualità e al ti­
che deve essere di tipo adatto per i cir­ po di installazione dell'antenna collegata
cuiti transistorizzati. con il circuito di sintonia.

Ricevitore con ampl. BF COMPONENTI


Teoria
Cl 350 pF ( condens. variabile)
Il ricevitore presentato a pagina 176 è C2 10 �J.F
- 6 VI ( elettrolitico)
pilotato da due transistor. Il transistor Rl 2.500 ohm
Taratura dei ricevitori a valvole 227

MF1 _MF2
r------ --, r---------.,

-4======='=9�� r-�F=�·===
1
===� �======='=-�� ,--1�-'======--
1 1
prim.t 1 second.
1
1

+AT

staccare il colle­ +AT


gamento alla G1

Per effettuare la taratura del seconda trasformatore di media fre­


·
quenza, occorre interrompere il collegamento tra l'avvolgimento
secondario del primo trasformatore di media frequenza e la gri.­
glia controllo della valvola amplificatrice a frequenza intermedia.

Le due ellissi riportate nello schema pratico del ricevitore supere­


terodina, qui sotto riprodotto, ricordano i punti fondamentali ·del
circuito sui quali l'operatore deve intervenire per le operazioni di
messa a punto e taratura.

medie bobine
frequenze
178 Fondament·t della Radio
Taratura dei ricevitori a valvole 229

-----

5 5
.
�· 6
68A6

--
128A6
68
1
7
6C86

6P3

E F93
c6 3 2
4
4 7
é 3
8
5 K7
6SK7

�4,
6
12SK 7 --
12 K7

EF39

8 2

�a
--
EF9

@"�
EF4 1
7
UF9
5
UF41
WE16

��P.3 2 L. 1
1
1
-,
1
7 7 1
1

.
EF80 EF89
9 i
8 8
--
U F80 U F8 9
2
68X5 6DA6
5 4 3-1 5 3
@ L.
.....
00
0

LINGUETTA TELAIO

"lj
Q

f;l.
$::>

('<)

�.
f;l.

iii

$::>
f;l.
Cî'
Taratura dei ricevitori a valvole 231

GAS
In quasi tutti i ricevitori ra­
dio, sulla parte posteriore
del telaio, è indicato il va­
lore esatto sul quale debbo­
no essere tarate le medie
frequenze.
0

VALORE lv\

In questa posizione dell'indice dell'ap­ 300.000.000


parecchio radio il condensatore variabile f = ----- = 500.000 Hz = 500 KHz
apparirà quasi completamente chiuso, cioè 600
le lamine mobili risulteranno inserite qua­
si completamente fra le lamine fisse. Oc­ Noto che sia tale valore, si interviene
corre ora applicare nuovamente la for­ nuovamente sul commutatore di cambio­
mula precedentemente citata, con lo seo­ gamma dell'oscillatore modulato, portan­
po di conoscere esattamente il valore di dolo in quella gamma in cui è compreso
frequenza corrispondente alla lunghezza il valore di 500 KHz. Quindi, intervenen­
d'onda sulla quale si è fermato l'indice do sulla manopola di sintonia dell'oscilla­
dell'apparecchio radio. Se la lunghezza tore modulato, si porta l'indice dello stru­
d'onda È; di 600· metri, allora la frequen­ mento in corrispondenza esatta del valo­
za è: re di 500 KHz. Tutti gli altri comandi

Quando si inietta il segnale, proveniente dall'oscillatore modulato,


sulla griglia controllo della valvola amplificatrice di media frequen­
za, occorre interporre, fra il conduttore " caldo » del cava e il piedino
dello zoccolo della valvola, un condensatore a carta da 5.000-10.000 pF.

5000
PF
10 000\ a\ piedino de\\a
grig\ia contro\\o

c avo · col\egare a d·
f\essibi\e una buona massa
pinza
182 Fondamenti della Radio

con lo stadio amplificatore di media fre­ uscita ed applicati all'avvolgimento pri­


quenza. Ma al trasformatore di media mario della seconda media frequenza
frequenza è affidato un altro compito, MF2, che provvede ad un ulteriore filtrag­
molto più importante del primo, quello gio delle frequenze e provvede altresi ad
di lasciar via libera ai soli segnali radio accoppiare lo stadio amplificatore di me­
la cui frequenza è di 470 Kc/s. Eventuali dia frequenza con lo stadio rivelatore.
segnali radio, di valore diverso di fre­ La valvola V3 è una valvola tripla; essa
quenza, che fossero riusciti ad oltrepas­ contiene internamente un numero di elet­
sare lo stadio convertitore, vengono « ri­ trodi che, un tempo, ai primordi della
fiutati >> dal trasformatore MFl e non pos­ radio, venivano montati in tre valvole di­
sono raggiungere la valvola amplificatrice verse. Dunque, nella valvola V3 sono com­
di media frequenza V2. Dunque, il tra­ prese tre valvole: due diodi rettificatori
sformatore MFl funge da elemento ac­ ed un triodo amplificatore di bassa fre­
coppiatore di due stadi e da filtro selet­ quenza. 1 due diodi sono rappresentati
tivo delle frequenze radio. dalle due placchette facenti capo ai pie­
1 segnali radio di media frequenza, che dini 5 e 6 dello zoccolo e dal catodo, co­
hanno attraversato MFl, vengono appli­ mune, facente capo al piedino 2 dello zoc­
cati alla griglia controllo (piedino 1) colo; il triodo è r�ppresentato dalla plac­
della valvola V2 e vengono da questa am­ ca, dalla griglia controllo e dal catodo;
plificati; essi vengono prelevati alla sua esiste dunque un solo catodo comune al-

Quando si fa acquisto di una scatola di montaggio


di un qualsiasi tipo di apparecchio radio, occorre,
come prima operazione, distendere le parti sul ban­
co di lavoro, con lo scopo di effettuare un primo
controllo dei materiali contenuti.
Taratura dei ricevittori a valvole 233

dell'oscillatore modulato devono rimanere cleo della bobina d'oscillatore, fino ad ot­
nelle stesse posizioni nelle quali si è ope­ tenere nell'altoparlante un suono chiaro e
rato precedentemente (attenuatore ·ad 1/4 potente. Stabilita tale condizione, si passa
circa della sua corsa, commutatore di re­ alla bobina d'aereo, avvitando o svitando
golazione della frequenza modulante nel­ il nucleo di ferrite in essa incorporato
la posizione di 400 Hz). e mantenendo sott'occhio l'indice del te­
Si tenga presente che il controllo di vo­ ster collegato in parallelo all'avvolgimen­
lume dell'apparecchio radio in esame de­ to secondario del trasformatore d'uscita.
ve essere mantenuto sempre a metà corsa Si continuerà ad intervenire su tale nu­
circa, mentre il segnale uscente dall'oscil­ cleo fino ad ottenere la massima deviazio­
latore modulato deve essere applicato tra ne dell'indice del tester.
la presa di antenna e la massa del ricevi­ Le operazioni di allineamento della
tore radio. gamma delle onde del ricevitore radio sa­
In queste condizioni possono verificarsi rebbero cosi ultimate, ma occorre effet­
due situazioni diverse: tuare un'ulteriore proya di controllo per
constatare se nel ricevitore si è veramente
1") Nell'altoparlante non si ascolta alcun
ottenuto un perfetto allineamento.
suono, mentre il voltmetro non offre
alcuna indicazione.
Controllo di allineamento
2•) Nell'altoparlante si ascolta un suono
a 400 Hz, mentre il voltmetro dà una Mentre le operazioni di allineamento
certa indicazione. vengono condotte in prossimità dei due
estremi di gamma, il controllo deve essere
In entrambi i casi occore procedere nel fatto ponendo l'indice di sintonia dell'ap­
modo seguente. Facendo uso di un cac­ parecchio radio nei due punti che real­
ciavite antinduttivo, si interviene sul nu- mente rappresentano le precise estremità

La taratura dei trasformato­


ri di media frequenza puà
essere condotta anche col
metodo « ad orecchio >>. In
questo casa i nuclei verran­
no fatti ruotare in modo da
raggiungere la massima in­
tensità sonora sull'altopar­
lante.
184 Fondamenti della Radio

zionamento del circuito CAV, cioè del di dosare l'entità del segnale fonografico
controllo automatico di volume. che si vuol amplificare.
Sulla resistenza R7 viene prelevata la Lo stadio amplificatore finale è pilota­
tensione del segnale rivelato ed applica­ ta dalla valvola V4, che è un pentodo. I
ta, tramite il condensatore ClO, alla gri­ segnali di bassa frequenza preamplificati
glia controllo della sezione triodica della dalla valvola V3 vengono prelevati dalla
valvola V3, che costituisce il preamplifi­ sua placca (piedino 7) per mezzo del con­
catore dei segnali di bassa frequenza. La densatore Cll e vengono applicati alla
resistenza R7 è un potenziometro ed il griglia controllo (piedini 1-9 indifferente­
cursore, corrispondente alla freccia dello mente) della valvola V4. Il condensatore
schema elettrico, permette di dosare la Cll accoppia lo stadio preamplificatore
quantità di tensione rivelata che si vuole di bassa frequenza con lo stadio amplifi­
amplificare e trasformare in voci e suoni. catore finale· e viene percià chiamato
Il potenziometro R7, quindi, rappresenta condensatore di accoppiamento. La re­
il regolatore manuale del volume sonoro sistenza RlO rappresenta la resistenza di
del ricevitore. polarizzazione di griglia controllo della
La presa fano è applicata sul circuito valvola V4.
di rivelazione, più precisamente il segnale I segnali amplificati vengono prelevati
proveniente dal pick-up è applicato sui dalla placca (piedino 6) ed applicati al­
terminali delle resistenze R6 ed R7 ed il l'avvolgimento primario del trasformato­
potenziometro permette, in questo casa, re d'uscita Tl, che rappresenta anche il

Il montaggio di agni tipo di apparecchio radio comincia sempre con le


operazioni di ordine meccanico. In questa foto l'operatore è stato ripreso
durante l'applicazione dei trasformatori di media frequenza.
Taratura dei ricevittori a valvole 235

della gamma, anche se in questi punti sino a che sulle due reali estremità della
non è riportata l'indicazione di alcuna gamma si ascolta un suono potente e
emittente radiofonica. In un primo tempo chiaro. Se il ricevitore radio puo conside­
si ruota la manopola del condensatore rarsi perfettamente allineato, allora si puo
variabile in modo da far raggiungere al­ introdurre la cera fusa sui nuclei delle
l'indice la posizione estrema della gamma bobine, affinchè questi non debbano spo­
verso i 200 metri, cioè quella posizione in starsi a causa di eventuali sollecitazio­
cui le lamine mobili del condensatore va­ ni meccaniche sofferte dall'apparecchio
riabile sono completamente estratte dal radio.
componente. Realizzata questa condizio­
ne, si commuta il cambio di gamma del­ Allineamento della gamma onde corte
l'oscillatore modulato su una banda che
contenga la frequenza corrispondente alla L'allineamen �o della gamma ad onde
minima lunghezza d'onda riportata sulla corte, nei ricevitori a circuito superetero­
scala del ricevitore radio, lasciando inal­ dina, si effettua allo stesso modo con cui
terati gli altri comandi. Molto spesso in è stato descritto l'allineamento della gam­
tale condizione non si ode alcun suono ma ad onde medie.
nell'altoparlante, oppure si puo ascoltare I due trasformatori di media frequenza

Le operazioni di allineamento della


scala parlante si etfettuano serven­
dosi dell'oscillatore modulato, che
deve essere collegato con la presa di
antenna del ricevitore radio.

un suono molto debole. In questi due non devono più essere ritoccati, in quan­
casi occorre nuovamente intervenire sul to tutti i segnali captati dall'antenna, ad
compensatore della bobina d'oscillatore, onde medie o ad onde corte, vengono
sino ad udire chiaramente nell'altoparlan­ sempre convertiti in un valore di frequen­
te il fischio caratteristico a 400 Hz. za pari a quello con cui vengono tarati i
Queste stesse operazioni vanno effettua­ trasformatori di media frequenza. Occorre
te per la massima lunghezza d'onda del­ dunque agire esclusivamente sui nuclei
l'apparecchio radio, chiudendo completa­ delle bobine d'aereo e d'oscillatore e sui
mente il variabile e prelevando dall'oscil­ relativi compensatori, allo stesso modo
latore modulato una frequenza pari alla con cui· si è agito per l'allineamento della
massima lunghezza d'onda ricevibile dal­ gamma delle onde medie. Si provvede ad
l'apparecchio radio. Se nell'altoparlante aprire completamente il condensatore va­
non si ascolta alcun suono, oppure un suo­ riabile, portando l'indice della scala par­
no debole, si agisce sul nucleo della bobi­ lante in corrispondenza del valore mini­
na d'oscillatore sino ad ottenere una ri­ mo di lunghezza d'onda ricevibile; si re­
produzione potente e chiara. gola la frequenza dell'oscillatore modulato
Per avere la certezza del perfetto alli­ su un valore corrispondente a quello della
neamento dell'apparecchio radio, queste lunghezza d'onda su cui è fermo l'indice
operazioni vanno ripetute due e più volte, di sintonia dell'apparecchio radio; si ruo-
186 Fondamenti della Radio

Ultimate le operazioni di ordine meccanico, il ricevitore comincia a pren­


dere vita con le operazioni relative alla composizione del piano di cablaggio.
In questa foto risulta in fase di completamento lo stadio di bassa fre­
quenza del ricevitore.·

quello della lampada-spia, che serve ad tano tutti i componenti per i quali non
illuminare la scala parlante del ricevito­ è necessario, o lo è solo in minima parte,
re. Il terminale a 70 volt serve ad alimen­ 1\Ïso del saldatore; in un secondo tempo
tare in serie i due filamenti delle valvole si effettua il cablaggio, cioè la saldatura
V4 e VS. dei conduttori e dei componenti. Le ope­
La tensione di alimentazione anodica razioni di taratura e messa a punto del
del circuito viene prelevata dai terminale ricevitore si effettuano a montaggio ul­
a 160 volt dell'autotràsformatore T2; essa timato.
viene applicata alla placca (piedino S) del­
Il montaggio meccanico avviene nel se­
la valvola raddrizzatrice monoplacca; la
guente ordine:
tensione raddrizzata è presente sul cato­
Montaggio dell'autotrasformatore nella
do (piedino 7) di VS; essa viene applica­
parte superiore del telaio (il suo irrigidi­
ta alla cellula di filtro composta dalla
mento si ottiene ribaltando le quattro lin­
resistenza R12 e dai due condensatori
guelle e saldandole a stagno sul telâio).
elettrolitici C13 e C14.
Applicazione nella parte di sotto del
Ricevitore supereterodina a 5 valvole telaio del trasformatore d'uscita Tl (an­
Montaggio che in questo caso il trasformatore si
Il montaggio del ricevitore si effettua fissa. ribaltando le linguelle con angolo
in due tempi. In un primo tempo si mon- di 90°).
Taratura dei ricevittori a valvole 237

1 comandi di questo oscillatore modu­


lato sono: commutatore di gamma (A),
attenuatore ( B), regolazione di fre­
quenza del segnale modulante (C),
uscita ( D), impugnatura ( E).

DISCRIMINATORE A RAPPORTO

Quando si tara il primo trasforma­


tore di media frequenza, la manopo­
la dell'attenuatore deve essere par­
tata ad 1 J4 circa della sua corsa.

ATT ENUATORE

aereo OM

2345678

Per l'allineamento della gamma delle


onde corte occorre intervenire su tutti
e quattro gli elementi indicati in que­
sto disegno rappresentativ'o del pan­ -oscilla tor� OM
nello superiore di un gruppo di alta
frequenza.
comp. oscill. OM
su cui si deve agire
188 Fondamenti della Radio

L'apparecchio radio si trova ancora. durante le prime fasi di montaggio.


L'operatore effettua un controllo sull'isolamento dei componenti degli stadi
di bassa frequenza. Lo spazio limitato impone, alle volte, una estrema
vicinanza fra i componenti elettronici.

zione occorre ribaltare, verso l'interna l'effetto Larsen. L'importante è che l'ap­
del telaio, i quattro terminali del secon­ plicazione di questo componente venga
da trasformatore di media frequenza, fatta in modo che il suo perno risulti
per evitare che una delle due prese fono perfettamente parallelo al perno di co­
faccia contatto con la media frequenza. manda di sintonia.
Anche il piedino 6 dello zoccolo della Avvitamento della lampadina nell'aP.­
valvola V2 deve essere ripiegato verso posita linguella ricavata superiormente
l'esterno per impedire il contatto con
al telaio (il corpo metallico della lampa­
l'altra boccola della presa fono.
dina verrà saldato a stagna alla linguella­
Applicazione del perno di comando del­
supporto). Prima di effettuare la salda­
la sintonia. Esso va infilato attraverso il
tura occorre ribaltare la linguella verso
foro praticato nell'apposita squadretta
il basso, in modo che la lampadina risulti
saldata sulla parte anteriore del telaio;
in pos1z10ne verticale, con lo scopo di
il perno viene arrestato nella parte inter­
non toccare il cestello dell'altoparlante.
na del telaio per mezzo della apposita
Montaggio del gruppo di alta frequen­
moUetta di acciaio.
Il montaggio del condensatore variabi­ za. La linguella sporgente dall'insieme

le inizia con l'applicazione di quattro metallico deve sovrapporsi a quella sai­


gommini passanti sui quattro fori sim­ data nella parte interna. del telaio dietro
metrici. Il fissaggio avviene mediante una delle due rotelline di scorrimento
quattro viti, che non devono risultare della funicella della scala parlante.
completamente avvitate; l'applicazione Una volta realizzato l'incastro si. prov­
del condensatore variabile, infatti, deve vederà ad effettuare la saldatura a sta­
risultare elastica allo scopo di evitare gna.
Taratura dei ricevittori a valvole 239

alla griglia
piedino della val vola
place a ampl. MF da
tarare

val vola
am plif. MF

( 6BA6)

Questo circuito, relativo al seconda trasformatore di


media frequenza e alla valvola amplificatrice di media
frequenza, verrà realizzato per il processo di taratura
delle medie frequenze con il metodo per confronta.

Quando si effettua il trasferimento di segnale per mezzo di cava scher­


mato, durante il processo. di taratura col metodo per confronta, oc­
corre collegare la calza metallica del cava con la massa del ricevitore
campione e con quella dell'apparecchio radio in esame.

cava coassiale

a
del

alla place a am pl. MF


del ricev. già tarato
190 Fondamenti della Radio

Pochi componenti mancano ancora al completamento dell'intero piano di


cablaggio. Conviene peraltro, di quando in quando, sospendere il lavoro
di saldatura per effettuare un controllo sulla esattezza delle connessioni,
facendo sempre riferimento allo schema teorico dell'apparecchio radio.

terminale centrale del cambiotensione. gare questo stesso piedino con i piedini
Saldare a massa il terminale bianco 4 degli zoccoli delie valvole Vl e V2.
uscente dai trasformatore. (Prima della Collegare il piedino 4 dello zoccolo del­
saldatura liberare il terminale dallo smal­ la valvola Vl con il terminale della lam­
to con una lametta da barba). padtna (sullo stagno che appare sul fon­
Saldare il conduttore marrone, prove­ do della lampadina).
niente dai trasformatore T2, sul piedino Con uno spezzone di filo collegare a
4 dello zoccolo della valvola VS. massa l'altro terminale dell'interruttore
Collegare con uno spezzone di filo il Sl incorporato con il potenziometro R7.
terminale 3 dello zoccolo della valvola Collegamento del trasformatore d'usd­
VS con il terminale S dello zoccolo della ta. L'avvolgimento primario si distingue
valvola V4. facilmente da quello secondario, che va
Col1egare a massa il piedino 4 dello collegato ai due terminali dell'altoparlan­
zoccolo della valvola V4. te; i conduttori .;dell'avvolgimento secon­
Collegare il conduttore verde prove­ dario, infatti, sono di filo rigido di rame
niente dall'autotrasformatore al piedino smaltato, mentre quelli dell'avvolgimento
4 dello zoccolo della valvola V3 e colle- primario sono rappresentati da due con-
Taratura dei ricevittori a valvole 241

dovrà essere in alcun modo utilizzato.


Ed occorre ricordare che la prima valvola
di ogni apparecchio radio a circuito supe­ TV
reterpdina pub essere di due tipi diversi.
Il primo tipo è rappresentato da un tubo
elettronico pentagriglia, cioè munito di
cinque griglie; l'altro tipo di valvola · è
multipla, cioè un triodo-esodo.
Una volta individuato il piedino della
griglia controllo, si provvede a staccare
da esso ogni componente o conduttore
eventualmente collegato, applicando inve­
ce il condensatore da 100 pF precedente­
mente citato. Una volta effettuato tale col­
legamento si provvede a ruotare comple­
tamente, verso il massimo valore, la ma­
nopola che regala il volume sonoro dell'ap­
parecchio radio in esame, lasciando as­
solutamente libera il conduttore << caldo »

del cavo di discesa dell'antenna TV. Dal­


l'altoparlante dovrebbero uscire crepitii o
sibili alquanto deboli.
Il condensatore variabile, che è munito
di due sezioni, quella che controlla la sin­
tania dell'apparecchio radio e quella che
regala la frequenza dell'oscillatore locale,
dovrà essere ruotato nella posizione di
metà corsa circa. L'eventuale cambio di Per le operazioni di allinea­
mento di un apparecchio ra­
dio ci si puà servire della
linea di discesa di un'anten­
na televisiva.

AMPLIFICATORE
RIVELATORE
B.F.

Schema a blocchi di un cir­


cuito di ricevitore radio su­
pereterodina. In esso si rias­
sume l'intero funzionamen­
to del processo di radiori­
cezione.
192 Fondamenti della Radio

Talvolta la presenza di un
modello di ricevitore per­
fettamente identico, già
montato, tarato e funzio­
nante, puà essere di gran­
de aiuto durante il lavoro
di montaggio.

tuare una buona saldatura in un punto tore Cl venga sottoposto ad eventuali


della carcassa metallica del componente, dannose trazioni.
qpplicando in quel punto uno spezzone
di filo di rame di una certa sezione; l'al­
Ricevitore supereterodina a 5 valvole
tro capo dello spezzone di filo dovrà es­
Taratura
sere saldato perfettamente al telaio me­
tallico. Si faccia attenzione nel collegare La taratura costituisce l'ultima opera­
il condensatore Cl di non far colare lo zione da farsi, dopo aver completato il
stagno fino in fondo al terminale che ap­ montaggio del ricevitore e dopo essersi
pare nella parte superiore del gruppo accertati, schemi alla mano, della preci­
A.F., perchè altrimenti si creerebbe un sione dei collegamenti effettuati.
cortocircuito e il ricevitore non funzio­ Soltanto dopo questa certezza si po­
nerebbe. Il conduttore d'antenna deve tranno infilare le cinque valvole nei ri­
essere annodato due o tre volte in pros­ spettivi zoccoli ed accendere il ricevito­
simità del foro del telaio dal quale viene re. Nel migliore dei casi, ma cià non ca­
fatto uscire, in modo di c:reare un punto pita spesso, si potrà verificare un pronto
di arresto e di evitare che il condensa- funzionamento del ricevitore. In caso con-
Taratura dei ricevittori a valvole 243

ce; ovviamente verrà conservato il conden­


satore da 100 pF.
Una volta captata l'emittente radiofoni­
ca, possibilmente quella locale, si agisce
sùl compensatore della bobina d'oscilla­
tore della sezione onde medie, con lo seo­ antenna

po di spostare l'emittente sul trattino cor­


rispondente riportato sulla scala parlante.

Mentre si agisce sul compensatore si do­
vrà anche intervenire contemporaneamen­
te sul comando di sintonia dell'apparec­
chio radio, in modo da seguire l'emittente
lungo il suo spostamento sulla scala par­
lante. Su questo punto si dovrebbe poter
ricevere l'emittente con una intensità più Nei ricevitori radio a circuito superete­
rodina, a valvole, l'antenna puà essere rap­
che sufficiente, anche se le emissioni risul­
presentata da uno spezzone di filo flessi·
tano accompagnate da fischi od interfe­
bile, collegato ad uno spinotto.
renze varie. Occorre ora staccare il con­
densatore da 100 pF, collegato alla griglia
controllo della valvola mescolatrice, ed la al livello sonoro normale ruotando il
occorre ripristinare i collegamenti origi­ compensatore della bobina di antenna. Le
nali sulla griglia stessa. Sulla boccola cor­ interferenze ed i fischi, a questo punto,
rispondente alla presa di antenna dell'ap­ dovrebbero scomparire.
pareccho ·radio si infila una spina colle­ Le·operazioni di allineamento, ad oree­
gata ad alcuni metri di filo, con funzioni chio, dovrebbero ora ritenersi concluse,
di antenna. Dopo questo intervento Ï'in­ ma occorre ricordare che esse non sono
tensità sonora del segnale ricevuto risul­ molto esatte, perchè puo accadere di rice­
terà diminuita, ma sarà possibile riportar- vere una emittente anche al di là del trat-

Le operazioni di taratura di un apparecchio radio possono es­


sere condotte servendosi del cavo di discesa di un'antenna tele­
visiva. Il terminale centrale del cavo rimane inutilizzato, men­
tre la calza metallica verrà collegata, tramite un condensatore di
picc<Jla capacità, alla griglia della valvola mescolatrice.

ca va coassial e
( discesa ant. rv)
ca po caldo
/inutilizzato
/

àlla grigli a della


valvola miscelatrice
194 Fondamenti della Radio

Il condensatore variabile
deve essere maneggiato
con cautela, per evitare
che eventuali urti passa­
no danneggiare il giuoco
delle lamine mobili den­
tro quelle fisse, compro­
mettendo l'intero sistema
di isolamento.
Taratura dei ricevittori a valvole 245

La meccanica della scala


parlante deve risultare scor­
revole, rigida e precisa. Le
tunicelle possono essere di
acciaio, di seta o di nailon.

2 giri attorno all'albero


del comando di sintonia

mittente locale, ma sarà sempre possibile Montaggio funicelle


sintonizzarlo su una qualsiasi emittente,
Tutte le meccaniche delle scale parlanti
pur che essa sia indicata sulla scala par­
degli apparecchi radio devono rispondere
lante, giacchè ad essa occorre far riferi­
ad un unico principio: quello di trascina­
mento.
re l'indice da un estremo all'altro della
Per comodità e allo scopo di evitare
scala, in corrispondenza dell'apertura e
inutili perdite di tempo, conviene utiliz­
della chiusura totale del condensatore va­
zare l'elenco., qui sotta riportato, delle più
riabile. La meccanica deve essere inoltre
potenti emittenti radiofoniche operanti
scorrevole, rigida e precisa. Le funicelle
nella gamma delle onde corte e ricevibili
possono essere di acciaio, di seta o di ny­
con un normale ricevitore radio a circuito
lon. L'equipaggio sul quale è montato l'in­
supereterodina, di produzione commercia­
dice deve risultare rigida:rnente connesso
le. Nell'elenco seguente, in corrispondenza
con la funicella, onde evitare slittamenti
dei nominativi delle emittenti radiofoni­
e scorrimenti durante le operazioni di sin­
che, sono riportati i valori delle frequen­
tania del ricevitore. In agni casa occorre
ze di lavoro:
evitare la lubrificazione dei . rotismi, per­
MADRID 9565 KHz chè a lunga andare, con l'ingresso della
R.A.I. (Roma) 9630 KHz polvere nel ricevi.tore, perderebbero agni
PRAGA 7115 KHz effetto di scorrevolezza. Le stesse molle
MOSCA 7150 KHz di tensione possono allentarsi col passare
B.B.C. (Londra) 7135 KHz degli anni, richiedendo la lora sostituzio­
BELGRADO 7200 KHz ne quando la funicella si allenta e non rea­

MOSCA 7210 KHz gisce più alle sollt:citazioni del comando


'
di sintonia.
SOFIA 7255 KHz
MONTECARLO 7260 KHz
Taratura dei ricevitori F.M.
R.A.I. (Roma) 7275 KHz
PRAGA 7345 KHz La taratura dei. ricevitori radio a mo­
TIRANA 9390 KHz dulazione di frequenza è assai più diffi-
196 Fondamenti della Radio

-- _}
Taratura dei ricevittori a valvole 247

indice

Montaggio della funicella per la scala


parlante dei ricevitori Magnadyne mad.
Sll j512. La funicella compie tre giri at­
torno al perno del comando di sintonia.

indice

Elementare meccanica della


scala parlante di un ricevitore
di tipo commerciale. Uno dei
due terminali della funicella ri­
variabile sulta legato alla molla di ten­
chiuso sione.

comando
sintonia

Meccanica della scala parlante dei ricevi­


tori Phonola mad. 595 - 630 - 5501 - 5503.
La lunghezza della funicella è di 890 mm.

comando sintonia
198 Fondamenti della Radio

La taratura del gruppo di


alta frequenza, per mez­
zo dell'oscillatore modu­
lato, rappresenta l'ultima
fase di questo importan­
te processo di messa a
punta del ricevitore.

L'oscillatore modulato è
uno strumento assoluta­
mente indispensabile per
il raggiungimento della
messa a punta perfetta
del ricevitore radio.

L'operatore sta eseguen­


·
do le operazioni di tara­
tura del primo trasfor­
matore di media frequen­
za, agenda su uno dei due
nuclei di ferrite conte­
nuti neZ componente.
Taratura dei ricevittori a valvole 249

DG

segnale rivelato

Circuito teorico di un discriminatore a rapporta. La se­


conda media frequenza di un ricevitore radio FM è carat­
terizzata dalla presenza di tre avvolgimenti. Il terza av­
volgimento, indispensabile per il funzionamento del ,rive­
latore, prende il nome di « terziario >>.

circa, ma si aggira intorno ai 10,7 MHz. Un'altra caratteristica fondamentale dei


I due trasformatori a modulazione di ricevitor
' i a modulazione di frequenza è
frequenza sono sempre abbinati ai trasfor­ rappresentata dall'impiego di due diodi
matori di media frequenza per modulazio­ nello stadio rivelatore. Questi diodi pas­
ne di ampiezza, giacchè i ricevitori a mo­ sono essere due semiconduttori di tipo
dulazione di frequenza sono sempre mon­ OA72 o OA85, oppure possono essere di
tati su uno stesso telaio unitamente al tipo a valvola (6AL5 e EABC80); la sezio­
'
sistema tradizionale di ricezione in modu­ ne triodica della valvola EABC viene usa­
lazione di ampiezza. ta come elemento preamplificatore di
bassa frequenza.
ln un unico contenitore metallico sono Il tipo di rivelatore più comunemente
contenuti, contemporaneamente, gli av­ usato nei ricevitori a modulazione di fre­
volgimenti dei trasformatori di media fre­ quenza prende il nome di << discriminato­
quenza per il circu.ito a modulazione di re a rapporta ».
frequenza e quelli per il circuito a modu­ La valvola montata su un gruppo di
klzione di ampiezza. alta frequenza per ricevitori a modulazio­
ne di frequenza è di tipo multiplo; essa
puà essere un doppio triodo di tipo ECC85,
oppure un triodo-pentodo di tipo 6X8, una
sezione del quale ha il compito di ampli­
ficare i segnali captati dall'antenna, men­
tre l'altra sezione fa parte del circuito del­
l'oscillatore locale, che ha la funzione di
creare una frequenza che, differenziata
dalla frequenza del segnale, fornisce sem­
pre una frequenza di 10,7 MHz, che è ap­
punto chiamata media frequenza; su tale
valore dovranno essere tarati i trasforma-
TARATURA
DEl RICEVITORI
A TRANSISTOR
Taratura dei ricevitori a transistor 255

TARATURA Dl UN RICEVITORE A TRANSISTOR

er operare sui circuiti transisto­ nenti, l'uso di una pinza a becchi lunghi,

P rizzati occorre avere una certa


esperienza, altrimenti si rischia,
anche per una piccola disattenzione, di
che presenta il vantaggio di disperdere
rapidamente e in quantità notevole il ca­
lore prodotto dalla punta del saldatore.
mettere fuori uso un'intera apparecchia­ Per ultimo occorre ricordare che, inter­
tura. E' ovvio quindi che non è possibile venendo sui ricevitori a transistor, biso­
cimentarsi nella costruzione o, peggio, nel­ gna fornirsi di grande pazienza ed agire
la taratura di un ricevitore supereterodina con moita calma; e tali premesse possono
transistorizzato, quando si posseggono po­ concludersi dicendo che, per i ricevitori
che nozioni elementari di radiotecnica, a transistor, serve una veste mentale e una
oppure quando si è soltanto realizzato un condizione psichica diverse da quelle con
piccolo apparecchio radio ad una o più cui si agisce sui ricevitori a valvole.
valvole o un ricevitore a diodo con ascolto
in cuffia. Amplificazione M.F.
La maggior parte degli attrezzi necessa­
Osservando il circuito di un ricevitore
ri per la taratura di un apparecchio radio
radio a transistor, si puà notare che in
a valvole non serve ai fini della taratura
esso sono presenti tre piccoli contenitori
e dell'allineamento dei ricevitori a tran­
sistor. Se si deve operare su questi tipi
Uno degli elementi che contraddi­
di apparecchi radio, occorre munirsi di
stinguono un ricevitore radio a cir­
un paio di cacciaviti, di fibra, molto pic­
cuito transistorizzato è la presenza
coli, con lama in fibra di lunghezza pari
di tre trasformatori di media fre­
·a quella dell'intaglio riportato sulla te­
quenza.
sta dei nuclei di ferrite dei tra·sformatori
di media frequenza; normalmente que­
sti intagli presentano una lunghezza che
varia tra 1,5 e 3 mm.
Quando occorre intervenire sul circui­
to stampato di un ricevitore a transistor,
per eliminare uno o più componenti elet­
tronici, è buona norma far uso di un dis­
saldatore, oppure di un saldatore di pic­
cola potenza e di piccole dimensioni, con
lo scopo di evitare il surriscaldamento di
altre parti; è pure_ consigliabile durante
le operazioni di sostituzione dei compo-
256 Fondamenti della Radio

piccole pinze
a becchi lunghi

La pinza a becchi lun­


ghi è un utensile assolu­
tamente necessario per il
lavoro di sostituzione dei
componenti elettro n i c i
nei circuiti transistoriz­
zati.

componente
da sostituire

di alluminio e una bobina del tipo di quel­ da quelli a valvola, è la mancanza del
le montate nel circuito d'oscillatore dei gruppo di alta frequenza e la presenza
ricevitori a valvole. Questi contenitori rap­ di trf trasformatori di media frequenza
presentano gli schermi dei trasformatori invece che due, come avviene nei ricevi­
di media frequenza. La bobina visibile, tori a valvole.
quella sprovvista di schermo di alluminio, L'aumento numerico dei trasformatori
costituisce la bobina d'oscillatore che ne­ d'uscita, nei ricevitori a transistor, potreb­
gli apparecchi radio a valvole è normal­ be far pensare ad un circuito più sensibi­
mente montata nel gruppo di alta frequen­ le e più potente di quello a valvole, ma in
za. La bobina d'aereo, che nei ricevitori realtà le cose non stanno cosl. lnfatti, il
radio· a valvole è montata nel gruppo di numero degli stadi di amplificazione di
alta frequenza, nei ricevitori a transistor media frequenza si ottiene sottraendo al
è avvolta su un bastoncino di ferrite, che numero dei trasformatori il valore costan­
ha il compito di sostituire il conduttore te 1:
esterno di antenna.
Un'altra caratteristica fondamentale, che n

dei trasformatorl - 1 n

degli stadi
contraddistingue i ricevitori a transistor amplificatorl.

Il saldatore, · necessario per il


montaggio e la riparazione degli
apparecchi radio a transistor, de­
ve essere di piccola potenza e do­
tata di punta sottile.
Taratura dei ricevitori a transistor 257

Transistor di tipo PNP; a sini­


stra è rappresentato il simbo­
lo, a destra il componente
reale.

La valvola a tre elettrodi pre­


senta una relativa somiglianza
con il transistor.

Applicando questa formula per i ricevi­


tori a transistor, si ottiene:

3 1 2 stadi amplificatori M.F. La vicinanza degli elettrodi di


un transistor determina capa­
- =

Applicando la stessa formula per i rice­


cità parassite, del valore di 10-
vitori a valvole, si ottiene:
20 pF.
2 - 1 = 1 stadio amplificatore M.F.

L'applicazione della formula stabili­


see che gli stadi amplificatori di media
frequenza, per · i ricevitori a transistor e­
quipaggiati con tre medie frequenze, sono
in numero di due, mentre è uno solo per C1
i ricevitori a valvole che montana due me­
die frequenze.
La presenza di uno stadio amplificatore
==Il===
Il u
di media frequenza in più, nei ricevitori �
a transistor, potrebbe far pensare che p


... C2
questi apparati siano dotati di maggiore
sensibilità e potenza rispetto ai ricevitori
a valvole. Ma occorre tener presente che
b ...
nel transistor il tlusso di
emittore (corrispondente al catodo di una
elettroni fra
=====Il: ===� e
valvola elettronica) e collettore (corri­ Il

=Il=== == =.:
spondente alla placca), avviene attraver­
so materiale solido (germanio o silicio), b
mentre nelle valvole elettroniche il tlus­ C3
so avviene attraverso il vuoto. E c'è da
tener eonto ancora che i tre elettrodi del ·
258 Fondamenti della Radio

transistor, base-emittore-collettore, per di ampiezza sufficiente per poter pilotare


motivi costruttivi sono molto vicini tra di l'altoparlante.
loro, contrariamente a quanto avviene Per concludere si puà dire che· è assolu­
per gli elettrodi delle valvole elettroniche. tamente inesatto affermare che il ricevito­
La vicinanza eccessiva degli elettrodi di re radio a transistor, munito di due stadi
un transistor e dei relativi conduttori che di amplificazione a frequenza intermedia,
fuoriescono dal componente, determinano sia più sensibile di un ricevitore radio a
capacità parassite, che si aggirano intorno valvole munito di un solo stadio amplifi-
ai 10-20 pF
·

. catore M.F.
Le capacità parassite, quando il segnale
è molto forte, permettono il passaggio Trasformatori M.F.
del segnale stesso da un elettrodo all'al­ nei ricevitori a transistor
tro, facendo entrare in oscillazione il tran­
sistor; e quando si verifica tale fatto, sul­ trasformatori di media frequenza dei
l'altoparlante si ascolta soltanto un fischio ricevitori a transistor sono composti da
prolungato e non la normale emissione un supporto di materiale isolante sul qua­
radiofonica. le vi sono l'avvolgimento primario e quello
Per ovviare a tale inconveniente si mon­ secondario; nel supporta isolante è inse­
tano due stadi amplificatori di media fre­ rito un nucleo di ferrite, che puà essere
quenza, attraverso circuiti muniti di re­ avvitato o svitato nel supporta stesso; il
sistenze e condensatori e con accorgimenti tutto è racchiuso in un contenitore metal­
vari che limitano l'amplificazione degli lico, elie ha funzioni di schermo elettro­
stessi stadi, cioè limitano l'ampiezza del magnetico.
segnale; questo sistema di amplificazione La differenza sostanziale, che intercor­
a frequenza intermedia permette di evi­ re fra un trasformatore di meqia frequen­
tare l'insorgere delle oscillazioni, interfe­ za per ricevitori a transistor e uno per ri­
rendo peraltro negativamente sul processo cevitori a valvole, oltre che nelle diverse
di amplificazione del transistor; da tali dimensioni, consiste nella presenza di un
considerazioni scaturisce immediata la solo nucleo di ferrite, che agevola le ope­
necessità di montare uno stadio amplifi­ razioni di taratura.
catore in più, rispetto ai ricevitori a val­ Talvolta, fra il nucleo di ferrite e il sup­
vole, con lo scopo di ottenere un segnale porta degli avvolgimenti, risulta inserito

nu cleo
ferrite

coppetta Cosz si presenta un


f errite trasfornz�tore di
media frequenza
per apparecchi ra­
dio a circuito tran­
supporta avvolgimento
sistorizzato. Si noti
la presenza di un
solo nucleo di fer­
rite.

piedini
'
d ancoraggio
Taratura dei ricevitori a transistor 259

NUCLEO ELASTICO ·za si estende fra 200Hz e 8KHz. Tuttavia,


realizzando una perfetta taratura del rice­
vitore, si riesce ad ottenere una discreta
SU PP ORTO
riproduzione acustica anche con gli appa­
rati di piccole dimensioni.
Per tarare un ricevitore transistorizza­
AVVOLGIMENTO to a circuito supereterodina, occorre in­
tervenire:

1°)- Nel circuito di antenna


L'elastico, inserito fra il nu­
2°)- Nel circuito d'oscillatore
cleo di ferrite e il supporto,
3°) Nei circuiti di media frequenza
-

permette di conservare la
taratura del trasformatore
Il procedimento di taratura è identico
di media frequenza.
sia che si debba tarare un ricevitore ad
onde medie, sia che si debba intervenire
un pezzetto di elastico, che serve a mante­ su un ricevitore ad onde medie e ad onde
nere bloccato il nucleo di ferrite e, di corte, purchè per la taratura delle onde
conseguenza, a conservare la taratura del­
corte si provveda a cambiare il valore di
l'apparecchio radio.
frequenza del segnale generato dall'oscilla­
Sugli involucri metallici dei trasforma­
tore modulato.
tori di media frequenza per ricevitori a
1 punti su cui occorre agire, per tarare
transistor risultano impressi dei punti co­
un ricevitore a transistor, sono facilmente
lorati, che permettono di contraddistin­
individuabili, in quanto presentano carat­
guere, tra loro, i tre trasformatori di me­
teristiche esterne ben precise. La bobina
dia frequenza. 1 colori più comunemente
d'antenna è facilmente individuabile, per­
usati sono: il giallo, il rosso e il blu.
chè si presenta come un avvolgimento !un­
Il giallo normalmente indica la prima
go un bastoncino di ferrite di color scuro,
media frequenza, cioè quella montata a
che puà essere di forma cilindrica o piatta.
valle del primo transistor. Il color rosso .
Anche i compensatori relativi alla bobina
sta ad indicare il seconda trasformatore
d'aereo e d'oscillatore sono facilmente in·
di media frequenza, mentre il blu contrad­
dividuabili, perchè risultano montati sul
distingue la terza media frequenza, cioè
condensatore variabile, che è munito di
quella montata immediatamente prima
due sezioni, quella d'aereo e quella d'oscil­
del diodo rivelatore.
latore. Normalmente, sui condensatori va­
riabili per ricevitori a transistor sono im­
Taratura con oscillatore modulato
presse, in corrispondenza dei tre termina­
Il ricevitore a transistor, cosi come av­ li uscenti, le seguenti tre lettere A- T - O.
viene per il ricevitore a valvole, deve esse­ La· lettera A contraddistingue la sezio­
re tarato in modo da poter offrire ottime ne d'aereo del condensatore variabile; la
prestazioni. Queste consistono nella sensi­ lettera T individua il terminale comune
bilità, selettività e fedeltà. di massa del condensatore variabile, men­
Con i ricevitori radio a transistor non tre la lettera 0 sta ad indicare il terminale
si puà ovviamente pretendere la riprodu­ corrispondente alla sezione d'oscillatore.
zione ad alta f�deltà, perchè è noto che La taratura vera e propria del ricevitore
per un tale risultato occorrono altoparlan­ si ottiene mediante l'impiego di due soli
ti di tipo speciale, filtri, casse acustiche strumenti: il tester, usato come voltme­
e speciali ricevitori. tro nella portata 5 volt fondo scala, e l'o­
L'altoparlante del ricevitore a transistor scillatore modulato.
ha normalmente piccole dimensioni e puà Il tester dovrà essere collegato allo stes­
riprodurre soltanto segnali la cui frequen- so modo con cui si agisce per la taratura
260 Fondamenti della Radio

dei ricevitori a valvole. Per l'oscillatore


modulato, invece, le case cambiano.
Poichè il ricevitore a transistor è mon­
tata quasi sempre su un circuito stampato
di piccole dimensioni, sul quale è molto
difficile intervenire, si deve ricorrere ad
uno stratagemma per realizzare contem­
poraneamente la taratura dei trasforma­
tori di media frequenza e delle bobine di
alta frequenza.
L'uscita dell'oscillatore modulato non
va collegata, come sarebbe ovvio pensa­
re, all'entrata dell'ultimo stadio amplifi­
punta catore di media frequenza, ma deve essere

a
. . -·.<':: _-
colorato -·._ . collegata alle estremità di una bobina au­
tocostruita. Questa bobina risulta avvolta,
: ">©>:-: come si suol dire, in aria, cioè senza sup­
prim. ·. ·_: ·:·-:-/:_: sec. porta. Il numero delle spire dovrà essere
di 10 circa e il filo da utilizzarsi dovrà
. '

essere di rame smaltato di diametro com­


preso fra 0,6 mm e 1 mm. Il diametro del­
I trasformatori di media fre­
le spire dovrà essere di 1-1,5 cm. E' ovvio
quenza, nei ricevitori a tran­
che per costruire una tale bobina ci si
sistor, sono talvolta caratteriz­
dovrà servire di un supporta provvisorio,
zati dalla presenza di un pun­
del diametro di 1-1,5 cm., che verrà sfila­
ta colorato.
to dopo aver realizzato I'avvolgimento. Le
dimensioni della bobina non sono critiche
e possono anche essere variate senza fal­
sare la taratura. Questa bobina verrà sai­
data sul cavo uscente dall'oscillatore mo­
dulato, fra il terminale centrale del cavo
e la calza metallica. In pratica, un termi­
nale della bobina viene saldato a stagna
alla calza metallica del cavo, mentre l'al­
tro terminale della bobina viene saldato
al conduttore centrale del cavo.
E dopo tali preparativi si puà finalmen­
te accendere I'oscillatore modulato; si at­
punta
tende per qualche seconda e si commuta
ëolorat o � ·-·-�­
il selettore di gamma sulla banda di fre­
:._:·:@··:_o. quenze relative alle onde medie, che si e­
pri m . ·..: : : -:·. ·.�o ·. 5ec .
stende fra i 1.500 KHz e i 500 KHz. Si rua­
ta la manopola del potenziometro di vo­
lume a metà corsa circa e quella di sinto­
nia verso le frequenze più elevate; in que­
Il colore della macchiolina ri­
ste condizioni le lamine mobill del conden­
portata sul trasformatore MF
satore variabile risultano completamente
sta ad indicare il numero del
estratte dai componente e il ricevitore è
componente (primo, seconda
predisposto per ricevere il segnale di mas­
o terza trasformatore).
sima frequenza delle onde medie, cioè
quello di 1.500 KHz corrispondente alla
..... MF2
\C) �----------1
N
1

R3

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.8 Circuito teorico del ricevitore radio a circuito transistoriz­
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l..l
"t mune ai ricevitori a transistor, di tre trasformatori di media
·� frequenza. I transistor sono tutti dello stesso tipo (PNP).
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262 Fondamenti della Radio

bastoncino
in ferri te

La bobina di antenna dei ricevitori a tran­


sistor è costituita da un supporta di fer­
rite, sul quale vengono realizzati gli av­
volgimenti; questi risultano scorrevoli
lunga l'asse della ferrite, in modo da po­
ter agevolmente condurre il procedimen­
avvolgimenti to di taratura.
scorrevoli
( bobina d'antenna )
lunghezza d'onda di 200 metri, che è la sima operazione deve essere ripetuta an­
minima lunghezza d'onda delle onde me­ che per il primo trasformatore di media
die ricevibili con un apparecchio a tran­ frequenza; si deve quindi agire sul com­
sistor; cio fatto, si porta la manopola del­ pensatore della bobina d'oscillatore, ruo­
l'attenuatore ad 1/5 della sua corsa e si tandolo sino ad udire un segnale abbastan­
avvicina la bobina autocostruita all'an­ za patente; si farà quindi ruotare la vite
tenna di ferrite del ricevitore in esame. Se del compensatore d'antenna sino ad otte­
nell'altoparlante si ode un fischio, anche nere la massima deviazione dell'indice del
debole, l'indice del voltmetro segnala un tester collegato all'uscita dell'apparecchio
certo valore di tensione; occorre allora radio.
ruotare il nucleo dell'ultimo trasformatore 1 compensatori d'oscillatore e d'aereo
di media frequenza, servendosi di un pic­ sono sistemati normalmente sulla parte
colo cacciavite di fibra antinduttivo e si superiore del condensatore variabile. Nel
osserva il tester; quando l'indice del te­ casa in cui, dopa aver avvicinata la bobina
ster segnala il massimo valore di tensione autocostruita all'antenna del ricevitore a
di uscita, si fissa il nucleo con alcune goc­ transistor, non si ascoltasse alcun suono
ce di cera e si provvede alla taratura del­ e il voltmetro non offrisse alcuna indi­
la seconda media frequenza; anche in cazione, occorrerà ruotare lentamente il
questo casa si fa ruotare il nucleo del compensatore della sezione d'oscillatore,
componente sino ad ottenere la massima fino ad udire, attraverso l'altoparlante, il
devlazione dell'indice del tester; la mede- classico fischio a 400 Hz dell'oscillatore

com pensatore
d'antenna

I condensatori va­
riabili dei ricevito­ terminale sezione
anten n a
ri a transistor pre­
sentano caratteri­
terminale
stiche dimensionali
comune di terra
ridotte. Sono dotati
di due compensato­
ri e di tre terminali. terminal.e sezione
oscillatore

c o m pensa tore
oscillatore
Taratura dei ricevitori a transistor 263

A 0
A 0

Questi due schemi elettrici si riferiscono ad un unico


componente: il condensatore variabile di un ricevi­
tore a circuito transistorizzato. Il componente è prov­
visto di tre terminali: quello della sezione d'aereo
(A), quello della sezione oscillatrice ( 0) e quello di
massa.

modulato, provvedendo altresi a ripetere serite fra le lamine fisse; si regola la ire­
tutte le operazioni precedentemente indi­ quenza dell'oscillatore modulato sul valo­
cate. E' ovvio che tutti questi interventi re dî 500 KHz e si avvicina la bobina au­
debbono essere eseguiti con moita calma tocostruita all'antenna del ricevitore in
e pazienza. esame. Nel caso in cui non si udisse alcun
Una volta realizzato l'allineamento a suono, si dovrà intervenire sul nucleo del­
variabile tutto aperto, si ruota la manopo­ la bobina d'oscillatore, fino a che dall'alto­
la di comando di sintonia del ricevitore parlante uscirà il fischio prodotto dall'o­
radio in senso opposto, in modo che le la­ scillatore modulato; quindi si sposta l'av­
mine mobili risultino completamente in- volgimento di antenna, lungo il supporto

FORO PER LA
REGOLAZIONE
DEL NUCLEO
1 trasformatori di media frequen­
za e la bobina 'd'oscillatore di un
ricevitore radio a transistor ri­
sultano racchiusi in un contenito­
re metallico, che ha funzioni di
schermo elettromagnetico. Sulla
parte superiore è presente un fo­
ro, che permette l'accesso del
cacciavite per la regolazione del
nucleo ferromagnetico.
264 Fondamenti della Radio

ose i\\ator e vo\tmetro

Il processo di ta­
ratura di un rice­
vitore a transi­
stor è molto si­
mile a quello di
un ricevitore a
valvole. Una so­
rie ev. da
stanziale ditfe­
tarare renza consiste
nel sistema di
acccoppiamento
dell' oscill atore
modulato con la
bobina di entra­
ta del ricevitore.

di ferrite, fino ad ottenere la massima Taratura onde corte


indicazione sul tester. La taratura del ri­
Quando capita di dover tarare un appa­
cevitore a transistor è da ritenersi cosl ul­
recchio radio a transistor anche sulla
timata ma, in agni casa, occorre effettua­
gamma delle onde corte, occorre procede­
re un controllo. A tale scopo si ruota la re nello stesso modo con cui si effettua
manopola del condensatore variabile del­ la taratura sulla gamma delle onde medie.
l'apparecchio radio verso le frequenze più E' ovvio che, in questo casa, le frequenze
alte e si regala la frequenza dell'oscillato­ generate dall'oscillatore modulato dovran­
re modulato sul valore di 1.500 KHz. Se no essere quella massima e quella minima
non si udisse alcun suono, occorrerà inter­ ricevibile sulla banda delle onde corte
venire sul compensatore d'oscillatore, fino dell'apparecchio radio; la bobina autoco­
alla comparsa del suono; quindi si regala struita, inoltre, non dovrà più essere av­
ancora il compensatore di antenna fino vicinata al nucleo di ferrite, che funge da
ad ottenere il massimo segnale in uscita; antenna per le onde medie, ma all'antenna
a stilo che serve appunto per la ricezione
ruotando il condensatore variabile comple­
ad onde corte.
tamente in senso opposto e commutando
l'oscillatore modulato sulla frequenza di
500 KHz, si dovrà udire il fischio caratte­ Taratura approssimativa
ristico del segnale generato dall'oscillato­
Quando non si possiede una adeguata
re modulato. Se cio non si verificasse, oc­ strumentazione, si pub ugualmente tenta­
correrà ritoccare la posizione del nucleo re la taratura del ricevitore a transistor
della bobina d'oscillatore, sino a che l'alto­ con un sistema di procedimento appros­
parlante riprodurrà il segnale. simativo.
Taratura dei ricevitori a transistor 265

Si accende il ricevitore, si ruota il bot­ Una volta captata una qualsiasi emitten­
tone di comando del volume sonoro al te, si provvede a far ruotare il nucleo del­
massimo e si ruota lentamente il comando l'ultimo trasformatore di media frequenza
di sintonia, che fa capo al perno del con­ sino ad ottenere un aumento di intensità
densatore variabile, tentando di ricevere, sonora del segnale riprodotto dall'altopar­
anche debolmente, una qualsiasi emitten­ lante; quindi si passa alla seconda media
te radiofonica, situata possibilmente al­ frequenza e poi alla prima, ruotando sem­
l'inizio di corsa del comando di sintonia, pre i nuclei di ferrite con lo scopo di rag­
cioè in quel tratto della scala parlante in giungere la massima potenza di uscita
cui le lamine mobili del condensatore va­ nell'altoparlante.
riabile risultano inserite fra le lamine fis­ Dopo queste semplici operazioni di tara­
se. Questo sistema di procedere puà riu­ tura degli stadi di media frequenza del
scire difficoltoso durante le ore diurne, ricevitore a transistor, occorre ridurre
ma diviene semplice alla sera e di notte, del 50% circa il volume sonoro dell'appa­
perchè proprio in questo periodo del gior­ recchio radio; si agisce poi sul nucleo del­
no si possono ricevere moite emittenti. la bobina d'oscillatore, sino ad individuare

- •

· L'antenna di ferrite, montata nei ricevitori a transistor,


non è più sufficiente per la ricezione della gamma delle
onde corte. Per questa gamma di frequenze occorre
munire l'apparecchio radio di un'antenna estraibile, a
stilo.

quella pos1z10ne che permette una ripro­


L'avvolgimento della bobina duzione sonora sufficientemente chiara e
d'aereo di un ricevitore a priva di fischi od altre interferenze; si puà
transistor puà essere realiz­ quindi tentare di spostare l'avvolgimento
zato su nucleo di ferrite di di antenna lungo il nucleo di ferrite che
forma cilindrica o, come è funge da supporta, cercando di individua­
data a vedere qui sotta, su re quella posizione per la quale il segnale
nucleo di ferrite di forma di uscita si rivela potente e chiaro. Suc­
rettangolare. cessivamente si ruota il comando di sin­
tania in senso opposto, cercando di capta­
re qualche emittente radiofonica; una vol­
ta ottenuta tale condizione, si interviene
sul compensatore d'oscillatore, con lo seo­
po di eliminare fischi ed interferenze; si
ruota poi il compensatore di antenna per
ottenere la massima potenza sonora.
Questo sistema di taratura approssima­
tivo risulta ancor pit· semplificato se ci si
limita all'ascolto dei soli programmi nazio-
266 Fondamenti della Radio

nali, perchè l'intervento dell'operatore pub occorre ritoccare la posizione del nucleo
essere fatto anche di giorno. In questo ca­ della bobina d'oscillatore, avvalendosi an­
sa, che è poi quello più comune, occorre che di piçcoli spostamenti del relativo
ruotare il comando di sintonia sino a sin­ compensatôre; se poi, ritornando sul se­
tonizzare l'apparecchio radio sul program­ conda programma, il volume sonoro fosse
ma nazionale, mantenendo ruotato al diminuito, allora si agirà nuovamente
massimo il comando ·di volume sonoro. sul compensatore di antenna, individuan­
Il procedimento di taratura prende inizio do quella posizione che consente di otte­
dall'ultima media frequenza, facendo va­ nere il miglior ascolto.
riare la posizione dei nuclei sino ad otte­ In ogni caso occorre sempre ricordarsi
nere la massima potenza sonora; in, un che, in presenza di alte frequenze (con­
seconda tempo si ruota la bobina d'oscilla­ densatore variabile con le lamine mobili
tore, con lo scopo di eliminare le interfe­ estratte), si deve agire sui compensatari,
renze, e si sposta l'avvolgimento di anten­ mentre si interviene sui nuclei delle bobi­
na lunga il nucleo di ferrite per ottenere ne in presenza delle frequenze basse (la­
la massima potenza di uscita. Si passa mine mobili del condensatore variabile
quindi al seconda programma nazionale, inserite tre quelle fisse).
intervenendo sul comando di sintonia del­
l'apparecchio radio e facendo ruotare la
Accorgimenti per migliorare
vite del compensatore di oscillatore per
il rendimento di un ricevitore
ottenere una ricezione chiara; poi si agi­
sce sul compensatore di antenna per rag­ Quando nascono delle oscillazioni nel
giungere il massimo livello sonoro. trasformatore di accoppiamento intertran­
Nel caso in cui, riportando la sintonia sistoriale, fra l'induttanza di fuga e i con­
sul punta in cui si è ricevuto il pro gram-. densatori di entrata dei transistor mon­
ma nazionale, si dovesse constatare una tati in push-pull, si pone rimedio all'incon­
diminuzione del volume sonoro, allora veniente inserendo un condensatore da

Il circuito di entrata di ogni ricevitore radio a transistor è


caratterizzato dalla presenza di due circuiti accurdati:
quello d'aereo (schema a sinistra) e quello d'oscillatore
(schema a destra). La bobina oscillatrice è caratterizzata
dalla presenza di una presa intermedia.

bobina bobina
antenna oscillatore

compensatore compensa ta re
d' antenna oscillatore
Taratura dei ricevitori a transistor 267

5000 pF fra ciascuna base dei transistor nando le frequenzè più alte nel canale
e massa. B.F. con:
Molto spesso conviene applicare la ten­
sione CAV sulla base e non sull'emittore a) Soppressione della cellula di compen­
del transistor amplificatore di media fre­ sazione fra il cursore e il terminale
quenza,_ allo scopo di aumentare l'efficien­ esterno del potenziometro.
za del ricevitote. b) Soppressione della resistenza di collet­
Il, transistor amplificatore di media fre­ tore del push-pùll.
quenza, sottoposto alla tensione CAV, deve c) Cambiamento dei valori dei condensa­
presentare una corrente di collettore de­ tori del filtro.
bole quando la corrente di base è nulla.
Si puo applicare un potenziometro in Pub risultare utile aumentare il conden­
parallelo alla. resistenza di collettore del satore di accordo di emittore del transi·
transistor sottOP.P�to alla tensione CAV, stor convertitore di frequenza, allo scopo
allo scopo di regolare il ritardo del diodo di sopprimere la reazione in questo stadio.
di ammortizzamento. Il disaccoppiamento del collettore del
Taluni crepitii possono essere eliminati transistor amplificatore M.F. puà essere
applicando un condensatore elettrolitico ottenuto collegando a massa il conden­
in serie al potenziometro di volume. satore. Si ottiene cosl. un aumento di gua­
In un ricevitore, il miglioramento del dagno nello stadio, ma occorre aumentare
rapporta segnale/rumore si ottiene elimi- il valore della resistenza di base.
MESSA A PUNTO
DEl
RADIOTELEFONI
Messa a punta dei radiotelefoni 271

GENERALITA

l radiotelefono è divenuto oggi una spondere perchè ne fosse consentito il

I necessità per alcuni, un mezzo di


divertimento per altri. Possederlo
è un'aspirazione di molti, perchè con il ra­
libera impiego senza far ricorso alla com­
plessa procedura prevista dall'art. 251 del
Codice P.T. per i ponti radio a uso privato.
diotelefono si riesce a fare un po' di tutto, <<Con nota Xl/3/3461/218 del 16.11.964
con maggior precisione e assai più rapi­ questa Direzione Centrale, fermo restando
damente. Tanti ostacoli di ordine pratico il principio per cui qualsiasi apparato sia
possono essere brillantemente superati pure di limitata potenza fosse soggetto a
con estrema semplicità, con risultati mi­ concessione Ministeriale ai sensi dell'art.
gliori e con risparmio di tempo e di da­ 166 del Codice P.T., stabiliva che partico­
nara. lari autorizzazioni al libero impiego di pic­
Il radiotelefono è una vera e propria coli apparati portatili potessero essere ri­
stazione mobile ricetrasmittente, e se le lasciati a condizione che rispondessero a
sue dimensioni non sono propio quelle determinati requisiti tecnici e che il loro
« tascabili >> di un apparecchio radio a uso fosse limitato esclusivamente a scopi
transistor, certamente il suo ingombro di gioco o di svago.
non è più impegnativo di una comune mac­ << Tali autorizzazioni sarebbero state rila­
china fotografica portata a tracolla dal sciate dopo omologazione degli apparecchi
turista alla ricerca di immagini ricardo. da parte dell'Istituto Superiore P.T.
Tuttavia il libera impiego dei radiotelefo­ << Inoltre, a pena di nullità dell'autorizza­
ni, allo stato attuale della nostra legisla­ zione, sugli apparecchi in questione do­
zione, è condizionato da precise norme vevano essere impresse le caratteristiche
ministeriali che ne limitano l'usa per seo­ tecniche e doveva nello stesso tempo chia­
pi di gioco o svago, escludendo l'impiego rameute risultare che trattavasi di giocat­
degli apparati per usi scientifici, commer­ toli e che pertanto potevano essere adope­
ciali, industriali. E per orientarsi in tal rati per scopi puramente ricreativi. Cio
senso occorre conoscere una precisa co­ premesso, poichè risulta alla scrivente che
municazione dell'Ispettorato Generale Su­ malgrado le disposizioni di cui sopra, ra­
periore delle Telecomunicazioni. Eccone il diotelefoni portatili del tipo di cui trattasi,
'
testa integrale. vengono adoperati per usi diversi da quel­
<< La produzione su scala industriale e li per i quali l'autorizzazione è stata rila­
la conseguente immissione sul mercato di sciata, si fa obbligo alle ditte costruttrici
piccoli apparati radiotelefonici destinati di imprimere sugli apparecchi autorizzati
a scopi ricreativi determina la necessità al libera impiego oltre le caratteristiche
di stabilire le caratteristiche tecniche a tecniche, anche la dicitura "giocattolo".
cui tali apparecchi avrebbero dovuto ri- << Nel caso che apparecchi con gli estre-
272 Fondamenti della Radio

A NT.

SEZIO N E
ALTOPARL.
RICEVENTE

MICROFONO SEZIONE
T RASMITTENTE

Vintero circuito di un radiotelefono puà essere sud­


divisa in due parti fondamentali: la sezione ricevente
e la sezione trasmittente. L'antenna è comune alle
due sezioni e, nella maggior parte di questi apparati,
un solo altoparlante funge contemporaneamente da
microfono e da riproduttore sonoro, a seconda che
l'apparecchio risulti commutato in trasmissior�:e o in
ricezione.

mi di cui sopra vengano adoperati per usi Composizione e taratura


diversi da quelli di gioco o svago (ad es. di un radiotelefono
scientifici, tecnici, sperimentali, didattici,
Il radiotelefono, con circuito a valvole
commerciali, industriali, ecc.), J'utente sa­
o a transistor, è un apparato composta
rà soggetto alle sanzioni penali previste
essenzialmente da due sezioni diverse:
dall'art. 178 del Codice P.T.
la sezione ricevente e la sezione trasmit­
«Con l'occasione si fa presente che le
tente.
caratteristiche tecniche alle quali devono
La sezione ricevente, composta da un
rispondere i ricetrasmettitori di piccola
circuito con rivelazione in superreazione,
potenza per essere considerati . giocattoli
richiede la sola· taratura del circuito in­
hanna subito alcune modifiche e pertanto
duttivo-capacitivo di sintonia di entrata,
risultano le seguenti:
mentre assai più complessa risulta la
- frequenza di emissione 29,7 MHz; messa a punta della sezione trasmittente;
- tolleranza di frequenza ± 5,10; questa seconda sezione del radiotelefono
- tipo di emissione: modulazione di Ire- è suddivisa, a sua volta, in due sottosezio­
quenza o di ampiezza; ni: quella di alta frequenza e quella di
- la potenza massima assorbita dai cir­ bassa frequenza.
cuito anodico dello stadio finale del La sottosezione di alta frequenza, che è
trasmettitore non deve superare 10 mW la sola ·a presentare talune difficoltà di
in assenza di modulazione ». messa a punta, è costituita da un circuito
Messa a punta dei radiotelefoni 273

oscillatore, in grado di erogare energia mento di taratura è molto pm semplice,


di alta frequenza necessaria per convoglia­ dato che si deve intervenire su alcuni com­
re, attraverso lo spazio, la voce dell'opera­ ponenti soltanto.
tore; il più delle volte, il circuito oscilla­
tore è pilotato con cristallo di quarzo, Taratura sezione ricevente
con lo scopo di conferire all'apparecchio
stabilità di funzionamento. La taratura della sezione ricevente di
La sottosezione di bassa frequenza, che un radiotelefono, cioè del circuito di sin­
prende anche il nome di « circuito modu­ tania, per mezzo di un generatore di se­
latore », serve per amplificare la debole gnali campioni e tester, si esegue dopo
corrente uscente dal microfono e genera­ aver realizzato una semplice sonda rive­
ta da chi parla davanti ad esso. La tensio­ latrice.
ne di bassa frequenza viene mescolata con La bobina Ll del radiotelefono va colle­
quella di alta frequenza generata dall'oscil­ gata in parallelo ad un condensatore Cl,
latore e, successivamente, inviata all'an­ che deve essere un condensatore variabile i
tenna per essere irradiata nello spazio. per controllare che la bobina Ll si sinto­
nizzi perfettamente sulla frequenza per la

Taratura con strumentazione quale è stato progettato l'apparecchio, ci


si avvale di un generatore di segnali cam­
Gli strumenti necessari per tarare un piani; questo generatore puo essere un
radiotelefono sono: il generatore di segna­ oscillatore modulato, a condizione che es­
li di alta frequenza, in grado di erogare so sia in grado di fornire un segnale
un segnale dello stesso valore di frequen­ dello stesso valore di frequenza su cui
za su cui lavora il radiotelefono (tale fre­ lavora il radiotelefono.
quenza, a norma di legge, deve essere di Per ottenere l'allineamento, occorre pro­
29,7 MHz), il tester, che ancora una volta cedere nel modo seguente. Dopo aver ac­
si rivela strumento indispensabile. ceso l'oscillatore modulato, si ruota la
Nei radiotelefoni di piccola potenza è manopola del comando di frequenza sul
assente la sezione amplificatrice di alta valore di 29,7 MHz e si ruota il comando
frequenza, e in questi apparati il procedi- dell'attenuatore sino a portarlo ad 1/4 cir-

La sezione a bassa frequenza, di un radiotelefono, amplifica la tensione


generata dal microfono e la invia allo stadio di alta frequenza, dove si
somma con i segnali a radiofrequenza, dando origine alla trasmissione
vera e propria che viene irradiata nello spazio dall'antenna.

a nt.

sezione TRASMITTENTE

�------------- -1

1 1
1 1
F=======� F=======�
1
1
L ____________ j
274 Fondamenti della Radio

ca della sua corsa totale. Dopa aver rea­ zione apprezzabile; se cio non avviene,
lizzato tali manovre, occorre costruire la cioè se l'indice del tester si sposta di po­
piccola sonda rivelatrice e la bobina L2. co, occorrerà aumentare l'entità del segna­
La sonda rivelatrice è necessaria per po­ le fornito dall'oscillatore modulato, me­
ter leggere una certa indicazione sul tester, diante rotazione della manopola dell'atte­
mentre la bobina L2 serve per trasferire nuatore, fino a costringere l'indice del te­
il segnale generato dall'oscillatore al grup­ ster a raggiungere la posizione di centra­
po Ll-Cl del radiotelefono. scala; successivamente, con un cacciavite
La bobina L2 è composta di due spire di fibra, si ruoterà il perno del condensa­
di fila per collegamenti avvolto sopra la tore variabile Cl (compensatore), sino a
bobina L1; i terminali di questa bobina che il tester indica il minima valore di
risultano collegati al terminale « caldo » corrente; se cio non avviene, occorre spa­
del cava proveniente dall'oscillatore e alla ziare le spire della bobina e ripetere l'ope­
sua calza metallica. 1 due terminali di razione. Una volta individuata la posizione
uscita della sonda rivelatrice risultano col­ del condensatore Cl alla quale corrisponde
legati al tester commutato nella misura la minima indicazione del tester, si stacca
50-100 J-LA fonda-scala. In tali condizioni, la sonda rivelatrice, si svolge la bobina di
mantenendo l'oscillatore modulato acceso, trasferimento del segnale proveniente dal­
l'indice del tester deve offrire una indica- l'oscillatore modulato e si collega il grup-

Schema di principio del.procedimento di taratura della


sezione ricevente ( circuito di sintonia) di un radiotele­
fono, mediante generatore di segnali campione e tester.
Si tenga presente che il condensatore Cl simboleggia
il condensatore variabile di sintonia, mentre il conden­
satore C2 ha il valore di 33 pF. L'impedenza di alta
frequenza J1 ha un valore di induttanza di 1 mA.

OSCILLATORE

L2
Messa a punto dei radiotelefoni 275

LC 1
quarzo .----------- -- --,

1
1;1
Sezione di alta fre­ 1:1
quenza di un radiote­ 1:1
lefono di piccola po­
tenza (manca l'ampli­
ficazione di alta fre­
quenza).

alla modul. e alimen.

po Ll-Cl alla sezione ricevente del radio­ fuori sintonia, anche di alcune decine di
telefono. In tal modo la parte ricevente è kilohertz; cio produce le classiche evane­
da considerarsi perfettamente sintonizza­ scenze del segnale, dovute appunto ad
bile sulla frequenza di trasmissione. uno spostamento di frequenza dell'oscil­
I componenti elettronici che partecipa­ latore.
no alla composizione della sonda rivela­ Il processo di allineamento di uno sta­
trice sono i seguenti: Ll = bobina del ra­ dio oscillatore a circuito accordato puo
diotelefono; L2 = bobina di accoppiamen­ essere condotto nel seguente modo. In un
to (2 spire); Cl = condensatore sintonia; primo tempo si interrompe il circuito ac­
C2 = 33 pF; DG = diodo per alta frequen­ cordato LC e si effettua la taratura nello
za (di qualunque tipo); J1 = impedenza stesso modo con cui si è ottenuto l'allinea­
di alta frequenza (1 mH). mento del circuito di sintonia LC della
sezione ricevente; unica· raccomandazione
Taratura stadio alta frequenza da farsi è quella di individuare esattamen­
te la posizione del condensatore variabile
La taratura dello stadio di alta frequen­ C alla quale corrisponde la minima indi­
za del radiotelefono, cioè dello stadio o­ cazione dello strumento. Realizzata tale
scillatore, dipende dal tipo di oscillatore condizione, si collega il gruppo LC al cir­
montato sul radiotelefono in esame; esi­ cuito oscillatore e si ripete l'allineamento
stono infatti due tipi di oscillatori: quello facendo ancora uso dell'oscillatore, della
con cristallo di quarzo e quello a circuito sonda rivelatrice e del tester, dato che le
accordato. In pratica, il circuito oscillato­ capacità parassite dei collegamenti po­
re controllato a quarzo è sempre il pre­ trebbero richiedere un nuovo spostamento
ferito, anche se risulta un po' costoso, nella posizione del condensatore variabile
perchè con questo tipo di oscillatore si C, e a tale spostamento deve sempre· cor­
ottiene una trasmissione molto stabile in rispondere la minima indicazione del
frequenza, mentre con il secondo tipo di tester.
oscillatore, quello a circuito accordato, Per qua,nto riguarda l'allineamento di
la sola vicinanza della mano dell'opera­ uno stadio oscillatore controllato a cri­
tore puo condurre il circuito oscillatore stallo di quarzo, occorre premettere qual-
276 Fondamenti della Radio

ANT. che considerazione; affinchè lo stadio o­


circuito di filtre scillatore generi enèrgia di alta frequenza,
è indispensabile che il circuito LC risulti
esattamente sintonizzato su una frequen­
za di valore pari a quella di oscillazione
del cristallo di quarzo. Il valore esatto di
frequenza del crista:Uo di quarzo è facil­
mente individuabile, giacchè nell'involucro
metallico di protezione del quarzo è qua­
si sempre riportato anche il valore della
alla parte 8 F
frequenza di oscillazione per la quale esso
(modulatore)
è stato costruito.
Supponiamo ora di dover allineare la
sezione trasmittente di un radiotelefono
il cui stadio oscillatore sia controllato a
quarzo, come nel caso dello schema tran­
sistorizzato.
Prima operaziëme da farsi è quella di
interrompere il conduttore che alimenta,
attraverso il gruppo LCl, il collettore del
transistor al quale è pure collegato uno
dei due terminali del cristallo di quarzo. '
Una volta interrotto il circuito, si colleghe­
rà, in serie, il tester commutato nella
posizione 25-50 mA tondo-scala; quindi,
inserita la pila, si osserva l'indice dello
strumento che, possiamo supporre, potrà
Schema tipico di uno stadio fermarsi sul valore di 20 mA (tale valore
oscillatore, a circuito accorda­ non è critico, ma puramente indicativo).
ta, mo.ntato s.ui radiotelefoni. Si ruoterà quindi lentamente, servendosi
di un cacciavite antinduttivo, il perno
del condensatore variabile Cl, fino a che
lo strumento indica il minimo valore di
Cristallo di quarzo per sezione corrente assorbita che, nell'esempio ci­
oscillatore di un radiotelefono. tato, potrà aggirarsi intorno ai 9-10 mA
ed anche meno.
Tale diminuzione di assorbimento starà
ad indicare che il circuito LCl è accordato
perfettamente alla frequenza di oscillazio­
ne del cristallo di quarzo; e cio significa
indicazione anche che lo stadio oscillatore fornisce
della energia di alta frequenza. Se non si doves­
frequenza se ottenere tale condizione, cioè se non
27.150 M>Cz
si ottenesse una diminuzione della cor­
rente assorbita, per qualunq
· ue posizione
delle lamine mobili, rispetto a quelle fisse,
F')(, 1 del condensatore var1abile Cl, di dovran­
no distanziare leggermente fra di loro le
spire della bobina L; se i collegamenti
dovessero essere lunghi, occorrerà accor­
piedini ciarli quanto più è possibile, dato che le
Messa a punta dei radiotelefoni 277

capacità parassite dei collegamenti stessi re e amplificatore AF transistorizzati.


potrebbero compromettere il buon fun­ Prima di tutto occorre interrompere
zionamento dello stadio oscillatore del l'alimentazione dello stadio finale, nei pun­
radiotelefono. ti dello schema contrassegnati con le let­
tere A e B. Tale operazione è necessaria
Taratura oscillatore con amplificatore AF perchè nel caso in cui lo stadio finale do­
vesse rimanere disaccordato per alcuni
Le operazioni di taratura dello stadio minuti, potrebbe danneggiarsi il transi­
di alta frequenza di un radiotelefono stor. Anche l'alimentazione dello stadio
risultano leggermente pm complicate oscillatore deve essere interrotta nel pun­
quando lo stadio oscillatore è seguito da ta contrassegnato con la lettera C, inse­
uno stadio amplificatore di alta frequenza. rendo, come detto precedentemente, un
Le operazioni di taratura vanno eseguite tester commutato nella misura di correnti
nel modo seguente, facendo riferimento continue (milliamperometro). Il conden­
allo schema teorico dello stadio oscillato- satore variabile Cl deve essere regolato

Per il processo di allineamento della sezionne trasmit­


tente di un radiotelefono, con stadio oscillatore con­
trollato a quarzo, occorre prima di tutto interrompere
il conduttore che, attraverso il gruppo Cl-Ll, alimenta
il collettore del transistor. Tale punta è contrassegnato
nello schema con la lettera A.

a nten na 1

LC2

·---- _ _
1
L �!--- - _j_------- '

: 1 :


:1:
Ill
1
lt===--- 1
--- -- ---- r ---

a lla parte BF
( modul. e a l im.)

l _ l _c_a to
1�4� ______o_ _s _c_il l_a_to_ re
_ _
A__
_. F ____����------------- a_ �
. ____ m p_if _e_A_._
_ _r F__ ____ ______ ____ �

1 1
278 Fonda'menti della Radio

in modo da ottenere la minima deviazio­ quanto più basso è tale valore, tanto più
ne dell'indice, e soltanto dopo aver otte­ elevato è il rendimento dello stadio ampli­
nuto tale condizione si puo ricollegare il ficatore di alta frequenza. Se non si riu­
punto contrassegnato con la lettera C, ri­ scisse ad ottenere l'indicazione minima,
stabilendo il collegamento fra la linea di allora bisognerà intervenire sul numero
alimentazione e lo stadio oscillatore. di spire della bobina, aumentandolo o di­
Si dovranno ristabilire anche i collega­ minuendolo sperimentalmente sino ad ot­
menti sui punti A e C, interponendo sul tenere la minima deviazione dell'indice
punto C il tester, commutato nella posi­ del tester.
zione di milliamperometro; alimentando Nel caso in cui le bobine fossero dotate
il trasmettitore si noterà una certa indi­ di nucleo di ferrite, si agirà dapprima sul
cazione nello strumento, ad esempio, 15 perno del condensatore variabile e suc­
mA; quindi si provvederà ·a ruotare il per­ cessivamente sui nuclei delle bobine, cer­
no del condensatore variabile C2, sino ad cando di individuare quelle posizioni alle
ottenere la minima deviazione dell'indice, quali corrisponde un'ulteriore diminuzio­
non preoccupandosi se il valore della cor­ ne della corrente assorbita dallo stadio
rente è molto basso (2-3 mA), poichè finale.

Per l'allineamento di uno stadio oscillatore, seguito da


uno stadio amplificatore ad alta frequenza, oocorre prima
di tutto interrompere i corrduttori di alimentazione dello
stadio finale ( punti A e B); anche il punto C deve essere
interrotto, inserendovi un tester commutato nella posi­
zione di milliamperometro.

1
1 1
1 1
1 1

al modulatore
e alimentato re
Messa a punto dei radiotelefoni 279

Una volta ottenuto il minimo assorbi­


mento di corrente da parte dello stadio
finale, sempre lasciando inserito il milli­
amperometro, si ritoccherà, con accortez­
za e procedendo assai lentamente, la po­
sizione del perno del condensatore varia­
bile Cl dello stadio oscillatore, cercando
di diminuire ulteriormente il valore della
corrente assorbita da parte dello stadio
'
finale.
E' chiaro che risulta impossibile l'alli­
neamento dello stadio finale quando non
è tarato lo stadio oscillatore, poichè in­
serendo il milliamperometro, nel punto
del circuito contrassegnato con la lettera
B, il tester offrirà una piccola segnalazio­
ne di corrente assorbita, qualunque sia la
posizione delle lamine mobili, rispetto
a quelle fisse, del condensatore variabi­
le C2.
Soltanto quando il gruppo LCl sarà ac­
cordato esattamente al valore di frequen­
za pari a quella del cristallo di quarzo,
lo strumento collegato all'amplificatore
di alta frequenza accuserà un netto au­
mento di corrente ruotando il perno del
condensatore variabile Cl; in queste con­
dizioni soltanto è possibile individuare la
posizione di C2 alla quale corrisponde la
minima deviazione dell'indice del tester.

Accordo di antenna

Le operazioni di accordo di antenna si


eseguono soltanto dopo essersi accertati
che lo stadio oscillatore eroga energia di
alta frequenza e che lo stadio finale fun­
ziona regolarmente.
L'accordo · di antenna è un'operazione
.molto importante perchè se l'antenna do­
vesse rimanere disaccordata, tutta l'ener­
gia di alta frequenza andrebbe perduta
a danno della trasmissione, senza essere
irradiata nello spazio. L'operazione di ac­
cardo si ottiene facendo variare il nume­ Coppia di radiotelefoni << Transceiver X­
ro delle spire dell'avvolgimento che ac­ TAL. R.P.R. 295 "• montati su contenitori
coppia lo stadio finale all'antenna, oppure di alluminio anodizzato e muniti di auto­
distanziandole fra di loro. Anche per tale rizzazione ministeriale per il libera impie­
operazione si dovrà collegare il tester nel go. Ogni apparato monta 4 transistor di
punto del circuito contrassegnato con la tipo PNP e la potenza, misurata sull'an­
lettera B, cioè nello stesso punto in cui si tenna, è di 10 mW.
280 Fondamenti della Radio

è operato per la messa a punto dello sta­ mero di spire della bobina L3, oppure di­
dio finale. E' ovvio che tale operazione stanziarle tra di loro; risulterà invece suf­
verrà eseguita per ultima, cioè dopo aver ficiente far ruotare il perno del condensa­
allineato tutta la sezione trasrnittente del tore variabile C3 sino ad ottenere l'in­
radiotelefono .. dicazione dello strumento precedentemen­
Dopo aver inserito l'antenna nella re­ te ricordata. In pratica, per ·accordare
lativa presa, si dovrà controllare l'assor­ l'antenna, è sufficiente ruotare il perno
bimento che, durante l'esposizione del del condensatore variabile C3, sino ad in­
processo di allineamento dello stadio fi­ dividuare quella posizione per la quale
nale, avevamo supposto che fosse di 4 mA. l'indice del milliamperometro, inserito nel
Se tale valore aumenta di poco, passando circuito amplificatore di alta frequenza,
ai valori di 5 o 6 mA, l'antenna deve ri­ si sposti su un valore pari a 2/3 circa di
tenersi notevolmente disaccordata. Si do­ quello della corrente assorbita dallo sta­
vrà quindi intervenire sul numero di spire dio amplificatore finale, quando quest'ul­
della bobina, oppure si dovrà variare la timo è risultato perfettamente tarato.
posizione del nucleo inserito nella bobina
stessa, sino a che il tester indica un valo­ Taratura empirica dello stadio ricevente
re di corrente pari a 2/3 circa dell'indica­
Per effettuare la taratura cosiddetta «ad
zione ottenuta con lo stadio finale disac­
orecchio della sezione ricevente di un
cordato.
»

radiotelefono, occorre averè una coppia


Se l'accorda tra stadio finale e antenna
di apparati con le stesse caratteristiche
avviene come indicato nello schema, l'al­
radioelettriche. Ovviamente, uno dei due
lineamento diviene molto più semplice,
apparati deve risultare tarato seconda le
poichè non è necessario far variare il nu-
norme precedentemente prescritte. Dopo
aver sfilato totalmente le due antenne,
L'accorda di antenna rappresenta si accendono i due apparati, ponendo il
un'operaziane molto semplice primo in trasmissione e il secondo in ri­
quando si ha a che fare con un cezione e avvicinandoli tra di loro fino a
circuito come quello qui rappre­ 5-6 cm.
sentato; è sufficiente, infatti, rua­ Con il solito cacciavite di fibra si ruota
tare soltanta il candensatore va­ il perno del condensatore variabile del
riabile C3 . circuito di sintonia dell'apparato in rice­
zione, sino ad udire un fischio acutissimo
nell'altoparlante. Tale fischio non è indice
di anormale funzionamento, perchè esso è
dovuto ad un effetto di reazione e sta ad
indicare che il ricevitore è sintonizzato
finale sullo stesso valore di frequenza del tra­
smettitore.
,Allontanando tra loro i due apparati di
alcune decine di metri e parlando su_quel­
lo commutato in posizione di trasmissio­
ne, si dovrà udire, sull'altro apparecchio,
la voce chiara e patente di chi sta parlan­
do. Se la ricezione non fosse molto chiara,
si ruoterà ulteriormente il condensatore
di sintonia sino ad ottenere la condizione
voluta. Cio fatto, si commuta il radiotele­
fono in posizione di trasmissione, mentre
quello che prima si trovava in posizione
Messa a punta dei radiotelefoni 281

apparato in
trasmissione

�.......
;,..-1..
'\ '

sintonia
ricevitore

Avvicinando tra di lora due radiotelefoni, commutati


in ricezione e trasmissione, si deve ritenere la sezione
ricevente di uno di essi perfettamente sintonizzata sulla
frequenza di trasmissione dell'altro quando si ode un
fischio acuto.

di trasmissione va commutata in posizione stadio oscillatore, cioè la stadio di alta


di ricezione. Si avvicinano nuovamente frequenza, ha la funzione di generare e­
tra lora i due apparecchi e si ripetono nergia di alta frequenza che verrà poi irra­
le stesse operazioni eseguite nel casa pre­ diata nello spazio unitamente alla voce
cedente. dell'operatore.
La sezione di àlta frequenza, che richie­
Taratura di un trasmettitore de maggior attenzione per l'allineamento,
a valvole di media potenza è quasi sempre caratterizzata dalla pre­

Ogni trasmettitore a valvole, sia esso di senza di un cristallo di quarzo, che evita

piccola o media potenza, è caratterizzato slittamenti di frequenza. In agni casa,


dalla presenza di due stadi: la stadio mo­ nello stadio di alta frequenz� di un radio­
dulatore e quello oscillatore. trasmettitore a valvole di media potenza,
La stadio modulatore, cioè la staâio di si nota la presenza del cristallo di quarzo
bassa frequenza, serve ad amplÜicare i e del cii:-cuito di sintonia Ll-Cl, che serve
suoni prodotti davanti al microfono. La per eccitare il quarzo.
282 Fondamenti della Radio

a ll' alimentatore
e modulatore

Circuito elettrico della sola sezione ad alta frequenza


di un trasmettitore a valvola di media potenza. Questa
sezione del trasmettitore richiede la maggior attenzione
per il lavoro di allineamento; essa è quasi sempre ca­
ratterizzata dalla presenza di un cristallo di quarzo,
che evita il fenomeno di « slittamento » di frequenza.

lentamente la capacità del condensatore


L'accorda con l'antenna trasmittente C2 tenendo sott'occhio l'indice del milli­
puo essere di tipo LINK. amperometro che, ad un certo punta, do­
Per le operazioni di accor<lo si collega vrà segnalare una netta diminuzione di
il punta del circuito contrassegnato con corrente (20-30 mA); poi si cercherà di
la lettera F all'alimentatore e al modula­ far diminuire ulteriormente l'assorbimen­
tore, attraverso un milliamperometro da to di corrente aumentando la capacità
100 mA fonda-scala, alimentando poi l'o­ del condensatore variabile CL
scillatore. Sulla strumento si leggerà un Quando il milliamperometro segnala la
certo valore di corrente, che possiamo sup­ caduta di corrente, allora si aumenta la
porre di 70 mA. Facendo variare i coriden­ capacità di Cl sino ad ottenere la massima
satori variabili Cl e C2 si deve ottenere uscita: questa condizione verrà raggiunta
l'indicazione di minima- assorbimento di dopa alcune prove sperimentali. Successi­
corrente da parte dell'oscillatore. I due vamente si passa all'accordo di antenna,
condensatori variabili Cl e C2 non debbo­ che va realizzato nel seguente modo. Si
no essere manovrati contemporaneamen­ tenga presente che la messa a punta del­
te, perchè occorrerà portare Cl ad un l'oscillatore deve essere effettuata senza
valore minima di capacità e variare poi l'inserimento dell'antenna, mentre questa
Messa a punta dei radiotelefoni 283

dovrà essere collegata per le operazioni Con il fila rigido si realizzano due spire
di accorda; a tale scapa si ritocca la po­ del diametro di 20 mm., collegandone i
sizione del perno del condensatore varia­ terminali alla lampadina nel modo indi­
bile C2, cercando sempre di ottenere il cato in figura. In tal modo si è costruita
minimo assorbimento di corrente; succes­ una sonda necessaria per la taratura.
sivamente si fa variare, molto lentamente; La prima operazione da farsi è quella
la capacità del condensatore variabile C3, di eliminare l'antenna, collegando a mas­
fino ad ottenere la minima indicazione di sa il punta contrassegnato con la Jettera
corrente sul milliamperometro. Se cio av­ H; poi si avvicina la sonda ad una estre­
viene, tutta l'energia generata dall'oscilla­ mità della bobina L2 e si ruota il conden­
tore si trasferisce sull'antenna e si irradia satore variabile C2 sino a che la lampadi­
nello spazio. na della sonda si illumina. L'illuminazione
'
della lampadina s tarà a segnalare la pre­
Accordo di antenna senza di energia di alta frequenza sulla
con accoppiamento a LINK bobina L2; questa energia si trasferisce
sull'avvolgimento della sonda, per feno­
Anche in questo casa occorre fare im­ mena di induzione elettromagnetica. Con­
piego di un milliamperometro, inserito tra temporaneamente il milliamperometro
l'oscillatore e l'alimentatore modulatore deve segnalare una ulteriore diminuzione
nel punta contrassegnato con la Jettera F. di corrente (una prima diminuzione di
Occorre tuttavia procurarsi anche una corrente si era ottenuta intervenendo sul
lampadina a filamento, avente le seguenti condensa tore varia bile Cl). Successiva­
caratteristiche di esercizio: 6,3 volt - 50 mente si applica la sonda sulla bobina L3,
mA. Occorre ancora uno spezzone di fila e si ruota il perno del condensatore C3 si­
di tipo rigido per collegamenti, della lun­ no ad individuare un punta tale per cui
g �ezza di 20 cm. circa. si provoca l'accensione della lampadina;

Accorda di antenna con accoppiamento a« LINK ». Per


la messa a punta di questo circuito occorre fare im­
piego di un milliamperometro.
284 Fondamenti della Radio

questo secondo fenomeno starà a signifi­ dovrà rimanere accesa) e si fa variare il


care che fra le bobine L2 ed L3 si verifica condensatore C3 sino ad ottenere il com­
il trasferimento di energia di alta frequen­ pleta spegnimento della lampadina stessa:
za (attraverso il collegamento Link). Oc­ tale condizione starà ad indicare che tutta
corre ora elevare al suo massimo livello l'energia di alta frequenza viene assorbita
questo trasferimento di energia; per ot­ dall'antenna ed irradiata nello spazio.
tenere tale condizione si fanno ruotare
Per poter controllare se anche il modu­
alternativamente i perni dei condensatori
latore funziona a dovere, si pone la lampa­
C2 e C3, sino a costringere la lampadina
dina sopra la bobina L3: essa dovrà accen­
ad un valore di luminosità massimo. A
dersi più o meno intensamente a seconda
questo punto occorre ripristinare il col­
delle varie tonalità della voce prodotte
legamento fra l'antenna e la bobina L3
(punto del circuito contrassegnato con la davanti al microfono. E' ovvio che dopo
Jettera H). Per poter controllare che tutta questa ulteriore prova, la sonda dovrà
l'energia erogata dall'oscillatore venga as­ essere eliminata, perchè essa assorbireb­
sorbita dall'antenna, si deve conservare la be energia a scapito del regolare funziona­
sonda sopra la bobina L2 (la lampadina mento dell'antenna.

Per la messa a punta del circuito di accorda con ac­


coppiamento a "LINK" e di oscillatore, il milliampe­
rometro deve essere inserito tra l'oscillatore e l'alimen­
tatore modulatore neZ punta F.

antenna
trasmittente

L3

e LINK <=3

C3

all' alimentatore
e modulatore
Messa a punta dei radiotelefoni 285

La potenza massima assorbita dal cir­


lampadina
sp1a cuito anodico dello stadio finale del tra­
smettitore non deve superare i 10 mW in
assenza di modulazione.
Sapendo che la potenza P risulta espres­
sa dalla seguente formula:

2 spire P = Vxl
jl5 20 mm
E supponendo che l'alimentazione di un
radiotelefono sia quella di 9 volt, risulta:

Lampada-sonda collegata a due 10 MW = 9 Vxl


spire di fila rigido per colle­
gamenti. La tensione di accen­ dalla quale si ricava:
sione della lampada deve esse­
10 mW
re di 6,3 volt.
1,1 mA
9V
Potenza massima nello stadio finale
Cio sta a significare che, per rimanere
A conclusione degli argomenti fin qui nella legalità, se l'alimentazione di un ra­
trattati è necessario aggiungere qualche diotelefono è ottenuta con la tensione con­
chiarimento su quel che riguarda la poten­ tinua di 9 V, la massima corrente assorbi­
za massima che lo stadio finale di un ra­ ta dallo stadio finale non deve superare
diotelefono deve assorbire in rispetto al­
·

il valore di 1,1 mA.


le vigenti norme di legge che regolano la Nel caso in cui l'alimentazione di un
detenzione e l'uso di apparecchi ricetra­ �
radiotelefono fosse ott nuta con la ten­
smittenti. sione continua di 6 volt, il valore mao;;simo
L'autorizzazione per la detenzione e della corrente assorbita dallo stadio finak
l'uso dei radiotelefoni viene rilasciata, do­ dovrà essere di:
po omologazione degli stessi, da parte del­
l'Istituto Superiore delle Poste e delle Co­ 10 mW

municazioni. Sugli apparecchi debbono


1 = 1,6 mA
essere impresse le caratteristiche tecniche
6V
e deve altresl. risultare chiaramente indi­
Se invece la tensione di alimentazione
cato che si tratta di mezzi puramente ri­
è di 12 volt, la corrente massima ammissi­
creativi.
bile, assorbita dallo stadio finale, dovrà
Le caratteristiche tecniche alle quali
essere di:
debbono rispondere i radiotelefoni di pic­
cola potenza, per poter essere considerati 10 mW
giocattoli e, per non uscire dalla legalità, 0,83 mA
sono le seguenti: 12V

- frequenza di emissione 29,7 MHz;


Chi non si attiene a queste precise nor­
- tolleranza di frequenza ± 5,10;
me di legge, incorre ·nelle sanzioni penali
tipo di emissione: modulazione di (re­ previste dall'art. 178 del codice delle Po­
quenza o di ampiezza. ste e delle Comunicazioni.
RADIOPRATICA 20125 MILANO
Finito di stampare il 30 dicembre 1969
presso le Grafiche Milani - Via Marconi 17
Segrate (Milano)
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