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APPUNTI DI ACUSTICA E PSICOACUSTICA

Nella storia della musica la nascita di un nuovo strumento musicale è associata anche
alla nascita di un nuovo linguaggio musicale, questo vale anche per gli strumenti
elettronici.

Un suono è formato da molti componenti che noi percepiamo come un unico


fenomeno.

Acustica scientifica del suono, poi diventata psicoacustica, cioè lo studio di come il
suono agisce su di noi (mediante test, prove, raccolta di dati e statistiche), studia i
meccanismi dell’udito.

È auspicabile conoscere il suono per aver un migliore controllo del proprio


strumento, una più grande consapevolezza. Per poter poi ottenere particolari
caratteristiche del suono stesso o della percezione di esso.

Si comincia con Pitagora (quindi non si parla di precise misurazioni in Hertz), il


primo strumento di indagine è il monocordo.

Gli antichi greci lavoravano basandosi sull’intuizione, non facevano misurazioni


accurate, per queste è necessario aspettare Galileo (1500).

1636: viene pubblicata Armonia Universelle di Merseinne. Per le sue misurazioni


tende una corda di 27 metri di lunghezza e due centimetri di spessore e conta le
vibrazioni a occhio.

1600: scoperta degli armonici, con Eulero e soprattutto Rameau si intuisce che
l’accordo è formato dagli armonici principali di un basso fondamentale.

Fourier e soprattutto Helmholtz utilizza dei risonatori per ottenere delle misurazioni
precise del suono.

Innovazioni del XX secolo:

1. REGISTRAZIONE: un grande salto per gli studi scientifici, il suono diventa


oggetto di analisi scientifica (inizio ‘900).
2. AMPLIFICAZIONE: cambiamento di scala, scoperta di un microcosmo di
suoni (anni 20 del ‘900).
3. ELETTRONICA: un passaggio a dir poco traumatico, non esiste più alcuna
relazione tra l’oggetto che produce il suono e il suono stesso.
4. INFORMATICA: creazione del suono (mole immensa di dati e di capacità di
memoria). Risset ai Bell Laboratoires riesce a ricreare il suono della tromba,
oltre a comporre con i suoni siamo arrivati a comporre i suoni stessi.

RICERCA ACUSTICA:

Tutto nasce dalla necessità di comunicare, dai primi studi sulla comunicazione a
distanza (il telefono). Vengono fatti degli studi approfonditi sull’acustica per
ottimizzare gli investimenti. I primi studi sono incentrati sulla soglia di udibilità.

Successivamente vengono portati avanti degli studi su algoritmi matematici applicati


al suono per decriptare i segnali radio nei tempi della guerra.

Dopo la guerra vengono aperti numerosi laboratori di fonologia, a Milano


Stockhausen compie numerosi studi sulla voce umana (lo strumento più versatile, in
grado di produrre sia suoni puri che rumori).

Pierre Schaeffer e la musica concreta, molto importante la sua teoria


musicale/scientifica sugli oggetti sonori.

Oggi siamo addirittura in grado di ingannare l’orecchio grazie alla nostra raffinata
conoscenza dei segreti del suono, questo concetto era già stato anticipato da
Schoenberg nel 1911.

SORGENTE SONORA

Un corpo vibra nello spazio e mette in moto l’aria che lo circonda, un altro parametro
è in relazione all’ambiente circostante che plasma il suono (le dimensioni della
stanza per esempio).

L’organo precipuo alla percezione del suono è l’orecchio (in realtà anche le ossa
hanno un ruolo in questo). Il passaggio del suono negli organi dell’orecchio viene
percepito mediante variazioni di pressione, si tratta di un processo in parte acustico e
in parte psicoacustico.

Spostamento delle particelle nell’aria:


Si forma un’alterazione della pressione (un susseguirsi di compressione e
rarefazione).

Caratteristiche dell’onda sonora

Come esempio per affrontare questo argomento tratteremo la sinusoide (onda


sinusoidale), derivante dal moto armonico di 1° grado. Si tratta di un elemento
basilare utilizzato per esprimere concetti molto precisi.

SUONO PURO SINUSOIDALE

Fenomeno periodico: si tratta di un concetto astratto, per la precisione sarebbe un


fenomeno che si ripete sempre uguale a se stesso, che non ha né inizio né fine.

Periodo: si tratta di un ciclo completo del moto dell’onda sinusoidale, formato da


compressione e rarefazione, si misura in secondi: T(s).

Frequenza: è il reciproco del periodo: f = 1/T, si misura in Hertz (Hz). Gli esseri
umani percepisco le frequenze comprese tra 20 e 20.000 Hz (sotto i 20 Hz si
percepisce un ritmo, questo dimostra che esiste continuità tra ritmo e suono). Più la
frequenza è bassa (numericamente) più il suono percepito sarà grave, e viceversa.

Ampiezza: è correlata all’intensità con cui viene percepito il suono (piano o forte).

Fase: il punto in ampiezza da cui comincia l’onda sinusoidale, si misura in gradi (°).
Non ha grande importanza dal punto di vista musicale, questo perché non ha impatto
sulla percezione del suono, sebbene abbia validità nelle problematiche relative al
fenomeno dell’interferenza (per esempio l’interferenza distruttiva utilizzata per
eliminare i rumori all’interno di una cabina di controllo di un aereo).

Gli strumenti a nostra disposizione per creare una rappresentazione del suono sono
detti modelli (si tratta di semplificazioni dei fenomeni reali).

Un buon modello di rappresentazione può diventare anche un modello di ri-creazione


o modifica/elaborazione dei segnali sonori.

1. RAPPRESENTAZIONE NEL DOMINIO DEL TEMPO

Mostra le variazioni d’energia nel tempo della forma d’onda, è un modello


ampiezza/tempo:
La forma d’onda descrive le variazioni dell’energia sonora, da essa (se complessa) è
difficile desumere il timbro. Aiuta molto per vedere dove iniziano e finiscono i
suoni, è quindi molto utile per il montaggio sonoro.

Storicamente il primo modello di rappresentazione del suono fu l’analisi armonica.

Helmholtz utilizza questo metodo per dimostrare che un fenomeno periodico


complesso può essere scomposto in componenti semplici. Per fare questo esclude la
componente del tempo, questo perché gli interessa lo studio di un unico periodo di
una determinata onda sonora.

Il suono viene così scomposto in armoniche che sono una serie di onde sinusoidali
che sono multipli interi della frequenza fondamentale. La frequenza fondamentale
scomposta è dunque formata da suoni puri armonici che formano a loro volta una
struttura armonica ben definita.

Fenomeno complesso: una somma di fenomeni semplici, come dei mattoni per
formare un muro, ma è necessario che il fenomeno in questione sia periodico. Questo
è il suo limite.

Il procedimento dell’analisi armonica porta al seguente modello:

2. RAPPRESENTAZIONE NEL DOMINIO DELLA FREQUENZA

Considera altre due dimensioni escludendo il tempo.

Nel caso di un suono puro rappresenterebbe un’unica frequenza:


Analogamente allo spettro dei colori anche il sono è composto da una serie di
frequenze:

Tutti i suoni periodici variano attorno a questo schema. Gli armonici hanno un
rapporto multiplo e intero rispetto alla fondamentale.

Il suono dell’esempio ha uno spettro armonico discreto. Significa che l’energia


sonora si colloca in punti ben precisi, essendo in rapporto armonico si concentra sulle
parziali. L’energia è separata.

Se non c’è questo schema armonico non possiamo percepire il pitch (non possiamo
intonarci), questo schema segna un’altezza.

Helmholtz grazie ai suoi studi costruisce dei risonatori sferici, i quali si mettono in
vibrazione quando vengono investiti dalla frequenza propria del risonatore stesso.
Arriva a costruirne un’intera batteria formata da risonatori di tutte le dimensioni,
l’esperimento consisteva nell’emettere un suono qualsiasi di fronte a questa batteria e
ascoltare quali e quanti risonatori si mettevano a vibrare.

Si scoprì così che è possibile sovrapporre onde sinusoidali diverse per ottenere
determinati fenomeni sonori periodici, i cosiddetti suoni compositi. Il polo della
periodicità è il massimo della coerenza.

È importante sottolineare a questo proposito che lo stesso suono può avere forme
d’onda diverse in base a i valori della fase, non è importante dal punto di vista
percettivo, ha valenza per la forma d’onda.

Polo dell’aperiodicità: un fenomeno sonoro che non è MAI uguale a se stesso, il


massimo della non-correlazione (disordine).

Il rumore è un fenomeno casuale molto difficile da ottenere anche in campo fisico,


siamo nel campo dell’indeterminazione, può essere valutato solo a livello statistico.
Nel caso del rumore lo spettro è continuo, questo perché l’energia sonora non si
concentra in punti precisi, è diffusa. Passando dei filtri attraverso il rumore bianco si
ottengono i rumori colorati.

Anatomia dell’onda sinusoidale: si ottiene pensando a dei pesi puntiformi appesi a


delle molle senza attrito, si tratta di un’altra astrazione teorica. Disegno l’onda
applicando un pennino al peso che oscilla e disegna la forma d’onda su un foglio di
carta che scorre.

OSCILLAZIONE DELLE CORDE

Se penso che la corda abbia una sola massa vedrei una sola oscillazione. Più masse
immagino che abbia la corda più modi di oscillazione posso catalogare. Grazie ai
moderni strumenti di analisi possiamo valutare fino a 20/30 masse e modi di
vibrazione. I modi di vibrazione sono inoltre connessi alle armoniche, infatti i
suonatori di strumenti ad arco ottengono gli armonici imponendo dei nodi artificiali
alla corda.

Mersenne: compie approfonditi studi sul monocordo, scopre che la frequenza è data
dalla velocità divisa per un ciclo completo di vibrazione della corda (2L):

f = V/2L

La velocità è data dalla tensione divisa per la massa:

Di conseguenza il 2° armonico sarà uguale a 2f, il 3° a 3f, ecc…

Riducendo la lunghezza della corda aumento la frequenza, si comportano così anche


le canne, infatti la canna aperta rispetto alla canna chiusa (che impone un nodo), fa
lo stesso suono con una lunghezza doppia. Nelle canne chiuse sono inoltre inibite le
parziali pari (hanno quindi un timbro diverso).

Nelle barre vibranti l’energia si concentra sulle parziali ma in rapporti non armonici
(i multipli non sono interi).

Stockhausen: compie molti studi sulla musica elettronica, sebbene ai suoi tempi già
la radio avesse fatto approfonditi studi sulla voce. Ha l’idea di comporre l’onda
sinusoidale, la micro forma, vuole comporre i suoi suoni personali.