TAXI DRIVER

IL CINEMA AMERICANO DEGLI ANNI SETTANTA
Gli anni ’70 sono stati fondamentali soprattutto per il cinema americano, che in quel periodo visse un rinnovamento inatteso e senza precedenti. Lo stesso pubblico auspicava un cambiamento, soprattutto rispetto al decennio precedente che aveva portato al declino delle grandi compagnie produttive, alla messa in discussione dello star system e alla produzione eterogenea che aveva stemperato i generi cinematografici. Gli argomenti di cui si vuole discutere sono precisi: i giovani ed i loro problemi. Infatti sta emergendo la disperazione di una generazione che vuole rompere con gli schemi tradizionali (american way of live, guerra del Vietnam, razzismo inestirpabile), che cerca una via di fuga nell’utopia con il rischio di cadere nell’impotenza alienata. Insomma il cinema, dopo aver mostrato negli anni ’60 la superiorità estetica e visiva del grande schermo rispetto alla televisione, poteva rivendicare un’altra superiorità, quella dei contenuti. Occorre ricordare che gli USA, negli anni ’70, erano un paese profondamente traumatizzato e diviso. La guerra in Vietnam si trascinava con grandissimi costi sociali. L’America sentiva compromessi i suoi valori morali ed il cinema si mise a seguire da vicino questo sconvolgimento. Dalla seconda metà del decennio precedente fino a tutto il 1972 (il ritiro americano avverrà l’anno successivo) il Paese è attraversato da manifestazioni di piazza, la crisi politico-militare è testimoniata quotidianamente dalla stampa e dalla televisione. Il cinema si appropria allora di questa tragedia collettiva, sviluppando all’inizio una filmografia di protesta che in seguito diventa più attenta alle sfumature psicologiche, nel tentativo di storicizzare il presente. La radicale spinta creatrice che ne derivò risulta, retrospettivamente, più affascinante che mai, pensando soprattutto all’odierna e convenzionale produzione hollywoodiana. L’inizio di ciò che fu chiamato “New Hollywood” fu dato già alla fine degli anni ’60 da pochi ma fondamentali film. Ricordiamo il titolo leggendario che chiuse il decennio, Easy Rider (1969). Gli Studios cominciarono allora a dare credito a giovani registi che tracciarono i confini della svolta: Francis Ford Coppola, Brian De Palma, George Lucas, Steven Spielberg, Martin Scorsese. Questi (e altri) furono i “ragazzi prodigio” che ridefinirono lo stile del cinema americano, tra l’altro senza trascurare l’aspetto dei trionfi commerciali di molti di loro: Il Padrino, Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Guerre stellari, solo per citarne alcuni. In ogni caso, vale la pena di ricordare anche l’influsso che ebbe su questi giovani registi il cinema europeo, in particolare la Nouvelle Vague e i Maestri del Neorealismo italiano. Martin Scorsese, dopo Coppola, fu il secondo dei grandi registi italo-americani ad imporsi ad Hollywood. A differenza di Coppola, di famiglia borghese e benestante, Scorsese era un newyorkese di origini siciliane. Aveva trascorso l’infanzia a Little Italy e conosceva le difficoltà del vivere quotidiano: gli spazi angusti, la coesistenza di mafia e fede cattolica, la violenza aperta e quella mascherata. Di questo parlano i suoi primi film (America 1929 – Sterminateli senza pietà del 1972 e Mean streets del 1973, che riprendeva alcune atmosfere del suo primissimo lavoro, Chi sta bussando alla mia porta?, che, nel 1969, segnò l’inizio della sua carriera di regista). Scorsese mette in scena le frustrazioni sessuali e lo scoppio della violenza con una chiarezza fino ad allora sconosciuta. Trova in Robert De Niro l’attore a lui congegnale, anche perché si dedica al mondo del cinema con un “fanatismo” pari a quello del regista ed è spinto dalla stessa curiosità per l’analisi della psiche umana. Il più straordinario tra i film che Scorsese ha girato negli anni ’70 è Taxi Driver del 1975.

SCHEDA FILMOGRAFICA
Copertina Originale:

Titolo: Taxi Driver. Origine: USA. Anno: 1976. Regia: Martin Scorsese. Soggetto e sceneggiatura: Paul Schrader. Fotografia: Michael Chapman (MGM Color). Operatore: Fred Schuler. Operatore della seconda unità: Michael Zingale. Consulente visivo: David Nichols. Consulente creativo: Sandra Weintraub. Scenografia: Charles Rosen. Costumi: Ruth Morley. Arredamento: Herbert Mulligan. Effetti speciali di trucco: Dick Smith. Musica: Bernard Herrmann (sax alto: Tom Scott). Canzoni: Late for the Sky di Jackson Brown, Hold Me Close di Keith Addis e Bernard Herrmann (cantata da George McKern). Suono: Les Lazarowitz (mixaggio), Roger Pietschmann. Supervisione al montaggio del suono: Frank E. Warner. Postsincronizzazione: Tex Rudloff, Vern Alexander, Vern Moore. Effetti speciali sonori: Sam Gemette, Jim Fritch, David Hourton, Gordon Davidson. Montaggio: Tom Rolf, Melvin Shapiro. Assistenti al montaggio: Marcia Lucas. Effetti speciali: Tony Parmalee. Casting: Juliet Taylor. Assistenti alla regia: Peter R. Scoppa, Ralph Singleton, William Eustace. Titoli: Dan Perri. Interpreti: Robert De Niro (Travis Bickle), Cybill Shepherd (Betsy), Jodie Foster (Iris Steensman alias «Easy», nell’edizione italiana «Facile»), Harvey Keitel (Matthew alias «Sport»), Peter Boyle («Wizard», nell’edizione italiana «Mago»), Albert Brooks

(Tom), Leonard Harris (Charles Palantine), Steven Prince (Andy, il venditore d’armi), Martin Scorsese (passeggero matto), Joe Spinell (addetto alle assunzioni dei tassisti), Richard Higgs (responsabile della sicurezza di Palantine), Harry Northup («Doughboy», nell’edizione italiana «Dollaro»), Norman Matlock (Charlie T.), Diahnne Abbot (cassiera del cinema porno), Vic Magnotta (fotografo), Victor Argo (proprietaro del super market), Murray Mosten (affittacamere), Robert Maroff (mafioso), Harry Fischler (addetto all’assegnazione dei taxi), Peter Savage (cliente), Copper Cunningham (prostituta sul taxi), Harry Cohn (tassista al Bellmore), Fank Adu (nero arrabbiato), Garth Avery (amica di Iris), Gino Ardito (poliziotto), Bill Minkin (assistente di Tom), Robert Shields (aiutante di Palantine), Carey Poe e Robin Utt (sostenitori di Palantine), Ralph Singleton (intervistatore), Gena Palma (batterista), Brenda Dickson e Beau Kayser (interpreti della soap-opera). Produzione: Michael e Julia Phillips per Bill-Phillips. Produttore associato: Phillip M. Goldfarb. Riprese: New York, giugno-luglio 1975. Durata: 113”. Formato: 35 mm, Panavision. Distribuzione: Columbia (febbraio 1976). Distribuzione italiana: Ceiad (settembre 1976). Premi: National Society of Film Critics Award a Martin Scorsese, Robert De Niro e Jodie Foster. New York Society of Film Critics Award a Robert De Niro. Los Angeles Society of Film Critics Award a Robert De Niro e Bernard Herrmann. Academy Award Nomination a Robert De Niro, Jodie Foster e Bernard Herrmann. Palma d’Oro al XXIX Festival di Cannes. British Academy of Film and Television Arts Award a Jodie Foster. Anthony Asquith Memorial Award alla memoria di Bernard Herrmann. David di Donatello per il miglio film straniero (1977).

Dedicato a Bernard Herrmann (Our gratitude and respect – Bernard Herrmann – June 28, 1911-December 24, 1975).

SINOSSI
Travis Bickle (Robert De Niro) ha ventisei anni, è stato congedado dai marines nel 1973, non ha precedenti penali, vive in uno squallido appartamento, scrive un diario e soffre di insonnia. È proprio questa sua incapacità di dormire che lo spinge a cercare lavoro come tassista: sarebbe disposto a fare il turno di notte, in qualsiasi zona di New York e, nonostante l’iniziale titubanza del principale, Travis viene assunto. Il nuovo lavoro lo tiene occupato, ma questo non basta a fargli prendere sonno quando stacca. Di giorno cerca di far passare il tempo, tra squallidi cinema porno e viaggi in taxi senza meta per i quartieri più malfamati di New York. In questo scorrere infinito delle ore diurne, Travis incontra Betsy (Cybill Shepherd), un’addetta alla campagna elettorale del Senatore Charles Palantine, candidato alle presidenziali, che promette grandi cambiamenti sociali. Betsy accetta un appuntamento dopo essere stata corteggiata con insistenza. Travis tenta di avviare una relazione con lei, ma fallisce poiché non riesce ad esprimere né se stesso né i suoi sentimenti: la porta a vedere un film pornografico e lei, sconvolta, fugge via. Parallelamente Travis incontra, sempre casualmente, Iris (Jodie Foster), una prostituta tredicenne (nella versione inglese dodicenne), che una notte entra nel suo taxi per fuggire dal suo protettore Sport (Harvey Keitel). Da quel momento Travis diventa ossessionato dall’idea di salvarla dal suo destino. Lei però non vuole farsi aiutare e i tentativi di lui per convincerla a tornare a casa dai suoi genitori e riprendere gli studi sono vani. Travis, sempre più solo e disperato, decide di comprare delle pistole e uccidere il senatore Palantine durante un comizio all'aperto: egli rappresenta tutta l’ipocrisia della società americana, i nemici che ha sempre tentato di combattere e che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Viene però intercettato dalle guardie del corpo del senatore, così è costretto ad allontanarsi. Travis, disperato, si reca da Iris: spara al suo pappone, sale verso la stanza della ragazzina e uccide brutalmente l’affittacamere, Sport (che l’aveva seguito sanguinante) ed un cliente di Iris. Alla fine cerca di suicidarsi ma non ha più munizioni: si siede sul divano e aspetta che la polizia arrivi. Nel breve epilogo, Travis è all’ospedale, legge una lettera dei genitori di Iris che lo ringraziano per aver liberato la figlia; si vedono affissi sui muri della sua camera le pagine dei giornali che lo descrivono come un eroe della lotta alla criminalità. Nell’ultima inquadratura compare di nuovo Travis, guarito, alla guida del suo taxi: seduta sui sedili posteriori c’è Betsy.

6. 17. 31. Titoli di testa Travis diventa tassista Nell’appartamento Il taxi di Travis di notte Il cinema porno Uno scopo nella vita Betsy Travis osserva Betsy Al bar dei tassisti L’invito Al caffè con Betsy Kris Kristofferson Palantine e Iris L’appuntamento fallito La telefonata La scenata di Travis Il pazzo nel taxi I consigli di Mago Travis guarda l’intervista a Palantine Travis si sente solo Il cambiamento Le pistole 23. 3. 2. 35. 16. Travis si rimette in forma Poligono Travis al cinema pensa alle pistole I marchingegni di Travis Comizio di Palantine La decisione Il rapinatore Davanti alla televisione La lettera ai genitori Travis rompe la televisione Sport Travis e Iris La colazione Iris e Sport I preparativi L’attentato fallito Il cliente mafioso La strage Dopo la strage Travis eroe Betsy nel taxi Titoli di coda . 7. 12. 33. 5. 28. 32. 25. 8. 41. 14. 13. 39. 43. 38. 40. 21. 30. 34. 37. 18. 24. 42.LISTA DELLE SEQUENZE 1. 11. 4. 22. 44. 29. 10. 9. 27. 15. 36. 19. 20. 26.

Betsy lavora nell’ufficio propaganda di Palantine. Guadagna bene. al rallentatore. 9): Un movimento di macchina semicircolare mostra l’interno dell’appartamento squallido in cui Travis vive. scippatori. non credo che uno possa dedicarsi solo a se stesso. non finiscono mai». dove c’è scritto “touch her” (toccarla). . Travis scrive un diario. Folla al rallentatore. al proprio benessere. 16) Travis è disteso a letto. 6. 4. Puttane. in un gioco di luci rosse e blu. Ha ventisei anni. certe volte c’è perfino del sangue». New York viene vista deformata. 2. Voce over: «Vengono fuori gli animali più strani la notte. 12): Notte. Travis diventa tassista 2’44” (Fig. 23): Un palazzo colmo di cartelli elettorali. Travis osserva Betsy 2’34” (Fig. Travis è nel taxi. Betsy gli fa notare che un tassista la osserva da molto tempo e la cosa la infastidisce. Strada di New York. 1. 3. Di nuovo gli occhi e il fumo visto all’inizio che accompagna la dissolvenza da questa sequenza alla successiva. spesso anche di domenica. spacciatori di droga. «un angelo in mezzo a tutto il lerciume». Titoli di testa 1’55” (Fig. Il taxi di Travis di notte 2’22” (Fig. 11. ancora sveglio e vestito. L’addetto alle assunzioni è diffidente ma decide comunque di assumerlo. il cui motto è “We are the people” (noi siamo il popolo). 7. Grazie al cielo è venuta la pioggia. Tenta inutilmente di attaccare discorso con la cassiera. drogati. Voce over che raccorda alla sequenza successiva: «[…] I giorni sono interminabili. 19. 20): Giorno. 6): Travis Bickle si presenta a una stazione di taxi per farsi assumere. Travis scrive sul diario. 5. 21. Del fumo esce da un tombino. è stato congedato dai marines nel 1973. Uno scopo nella vita 12” (Fig. 4. Tom esce per chiedergli di spostarsi ma lui riparte subito. è disposto a lavorare in qualsiasi zona di New York. 15): Travis ha appena finito di lavorare ma ancora non ha sonno. Gli occhi del tassista sono illuminati dalle luci infernali della città. 7. 14. ha un vestiro bianco. ladri. È Travis. Voce over: «Io ho sempre sentito il bisogno di avere uno scopo nella vita. La voce over di Travis racconta la prima volta in cui vide Betsy. 8. per la campagna del senatore Charles Palantine. Voce over: «9 maggio. sfruttatori. Vediamo Betsy entrare in un edificio. Tra Betsy e il suo collega Tom c’è del tenero. dal parabrezza. Nell’appartamento 35” (Fig. Secondo me uno deve cercare di avvicinarsi alle altre persone». Entra in un cinema porno. Entra in sala. 13. che la guarda sorseggiando della Cocacola. 5. 17. Un giorno o l’altro verrà un altro diluvio universale e pulirà le strade una volta per sempre». Travis esce e camminando sorseggia una bevanda probabilmente alcolica. Betsy 31” (Fig. Compare in dissolvenza una pagina del diario di Travis. non ha precedenti penali. 8. Il cinema porno 1’54” (Fig. Un uomo la osserva seduto contro il muro.CONTENUTO DELLE SEQUENZE 1. La mattina Travis torna alla rimessa dei taxi e pulisce i sedili (voce over: «sono sempre impiastrati. 18. entra in campo un taxi. studi incerti. 22. È servita a ripulire un po’ le strade dall’immondizia che si era ammonticchiata». Adesso lavora dalle 18:00 alle 06:00. 10. Nel taxientrano un cliente bianco e una prostituta nera. Soffre di insonnia e vuole lavorare di notte. a casa. 3): la sequenza contiene un’ellissi narrativa. 2.

32. interrogato dal senatore. Esce. Travis la porta in un cinema porno. 38. La invita al cinema. Subito dopo sale nel taxi una prostituta giovanissima. 10. Travis chiede spiegazioni a Betsy. 25): Notte. 31. e morirà in un infermo. Al caffè. 34. A Betsy però bastano due scene di Swedish Marriage Manual per uscire disgustata e offesa (siamo troppo diversi). Betsy accetta. «bisognerebbe ripulire tutto». disgustato e allibito. 29): Travis aspetta fuori dal palazzo in cui Betsy lavora. Alle quattro del pomeriggio sono andato con Betsy a prendere un caffè». Kris Kristofferson 24” (Fig. Al caffè con Betsy 3’43” (Fig. poi inizia a parlare di Tom. Poi però arriva il suo protettore che la trascina via. va a comprare il disco di Kris Kristofferson. 13. Piano-sequenza: la voce di Travis si sovrappone all’immagine dei fiori che Betsy ha rimandato al mittente e che ora marciscono nell’appartamento di Travis. Travis torna al garage e mette da parte la banconota. Va a prendere Betsy. si stuzzicano. Tom cerca di trattenerlo. Travis entra infuriato. È solo un pretesto per dire a Betsy che le piace e per invitarla a prendere un caffè. 12. lasciando 5 dollari stropicciati a Travis. L’invito 4’45” (Fig. ma lei se ne va. che non gli risponde più al telefono. Tom chiama un agente di polizia. 39): Travis telefona a Betsy per scusarsi. che non conosce il cantante di cui Betsy parlava al caffè. lei è perplessa ma lui la convince a fidarsi. sul taxi. che a parer suo non la rispetta. Travis è silenzioso. Travis lancia un goffo doppio senso che Betsy non capisce. 37): Esterno giorno. Tom e Betsy fanno discorsi assurdi. ridono insieme. Travis fissa catatonico le bollicine di un alka-seltzen. 35. cn una certa violenza. lui dice di no. ma non serve a niente. 26. 11. vestito in maniera elegante. etc. Palantine e Iris 5’13” (Fig. Betsy un caffè e una macedonia di frutta. un po’ falso e un po’ sincero. Mago sta raccontando le sue avventure erotiche con le clienti. 14. . Travis si accorge di aver caricato Palantine. Travis in taxi. gli parla di una canzone di Kris Kristofferson: sembra fatta apposta per lui. 28. due o tre persone»). dove ci sono anche tre sue colleghi. Travis entra e chiede di collaborare alla propaganda. Allora gli chiede se la vuole comprare e Travis nega ancora. 24. Gli fa i complimenti e. Dollaro chiede a Travis se ha una pistola. tutta contraddizione». non ottiene un altro appuntamento. Travis entra in un bar. di notte. Alla radio hanno detto che un tassista è stato massacrato nella ventiduesima strada. Al bar dei tassisti 4’41” (Fig. Travis ha preso un caffè nero con una fetta di torta di mele.9. Lei è come tutti gli altri». Le donne sono tutte uguali». Colpita dalle parole di Travis Betsy accetta. 30): Travis. Voce over: «Solo adesso mi accorgo di quanto è fredda e insensibile. 15. La scenata di Travis 58” (Fig. L’appuntamento fallito 3’35” (Fig. 33): Travis. 16. 36. 27): Ufficio di Palantine. Betsy chiama un taxi. La minaccia: «Lei vive in un inferno qui. Travis è in mezzo alla folla (al rallentatore). risponde che la cosa che più lo disgusta è lo schifo e l’immondizia. 40. L’appuntamento è alle 16:00. che dice a Travis di portarla via da «questo schifo». La voce over dice che Betsy ha accettato l’invito al cinema e che forse si vedranno il giorno dopo. La telefonata 1’58” (Fig. «è profeta e spacciatore. Voce over: «26 maggio. Travis cerca di trattenerla. 41): Ufficio di Palantine. Non reagisce quando Dollaro gli mostra un pezzo della vasca da bagno di Errol Flynn con tre livelli dell’acqua («una.

55): Travis. Prova la sua resistenza tenendo il pugno sul fornello acceso. il proprio disagio. giorno. Incontra così Andy. Gli chiede insistentemente di lasciare il tassametro acceso. Andy vorrebbe vendergli anche della droga e una Cadillac. Pe rquesto il sgnore è deciso ad ucciderla. Lui allora smette di seguirle. che lo porta nel suo appartamento per far vedere a Travis tutta la sua merce. Voce over: «La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita […] non c’è scampo. Il cambiamento 18” (Fig. 52): Giorno. 20. Travis si avvicina ad un adetto alla . 27. I marchingegni di Travis 2’02” (Fig. 54. Continua la voce over della scena precedente. Travis si esercita con le pistole davanti allo specchio. 26. 50): Casa di Travis. Comizio di Palantine 4’25” (Fig. 61. Notte. 22. 24. mentre Travis scrive il diario: «Oggi.17. Voce over: «Adesso devo rimettermi in forza. La gente per strada cammina al rallentatore. che lo fa accostare davanti ad un palazzo. 23. 8 giugno. 25. Decide di seguirla per un po’. Travis esce con Mago per chiedergli un consiglio ma non riesce a spiegare il problema. con una sagoma di una donna: questa è la moglie del cliente. Le pistole 3’53” (Fig. Il pazzo nel taxi 3’52” (Fig. Travis guarda l’intervista a Palantine 1’01” (Fig. sono nato per essere solo». La folla attende l’arrivo del senatore. Travis si prepara una colazione con pane. 18. 48. fa le flessioni (sulla schiena ha delle cicatrici). una 38 due pollici e una 32 walther. 21. che lo sta tradendo con un uomo di colore. niente più tranquillanti. con una 44 Magnum («dovrebbe vedere come riduce una donna tra le gambe una 44»). 19. una Colt 25 automatica. un venditore d’armi. 47): Casa di Travis. 45): Bar dei tassisti. 56. latte e sciroppo di albicocche. 42. Voce over che continua nella scena successiva: «Era un’idea che andavo rimuginando da parecchio tempo». mentre guarda Palantine intervistato alla televisione. C’è una finestra illuminata. cibo cattivo». 43): Travis carica un signore. si attacca un pugnale allo stivale. 57): Travis si esercita al poligono. Travis si sente solo 2’32” (Fig. costruisce un carrello per estrarre rapidamente la pistola che porta sotto la manica. 60): La voce over continua e porta ai manifesti di Palantine: «Era lui il simbolo di tutto quello che di male era successo a me». 59. 51. 46. a casa. ma Travis nega ed esce nervoso. Ci sono alcuni colleghi che ascoltano Mago raccontare anedotti su clienti particolari. Travis al cinema pensa alle pistole 23” (Fig. che sta camminando con un’amica. Poligono 14” (Fig. 62): Comizio di Palantine. Travis compra una 44 Magnum. Travis sorseggia qualcosa di alcolico per strada. la mia vita ha preso di colpo un’altra piega». Mago allora risponde frettolosamente con una serie di luoghi comuni. Betsy e Tom sono sul palco. 53. Le due si accorgono ma fanno finta di niente. Arriva un taxi e ci sale. Travis si rimette in forma 30” (Fig. Travis quasi prende sotto la giovane prostituta. 44. 58): Al cinema porno Travis continua a pensare alle pistole. 49): Travis sul taxi. I consigli di Mago 5’27” (Fig.

Travis è sul taxi. Iris però dice che quella sera era drogata. Voce di Palantine. guarda la televisione dove si vede una soap opera. 29. Alla fine si sentono degli spari. che lo invita a ritornare quando vuole. 76): Giorno. con sorriso ironico e strafottente. Finge di ucciderlo con la pistola nascosta sotto la manica. e si fa pagare 15 dollari per un quarto d’ora. Travis scappa. 68. che è libera di decidere. Davanti alla televisione 1’33” (Fig. pagando altri 10 dollari all’affittacamere. Poi. la punta alla televisione dove si vedono delle coppie di colore che ballano. 33. Il proprietaro dice a Travis di andarsene e infierisce sul ferito agonizzante. 32. ma la giovane prostituta gli dice di prendere accordi con Sport se vuole stare in compagnie. romantici. Vede Iris e la sua amica che passeggiano. Sport 3’47” (Fig. non sa ancor acome si chiama. 71): Esterno.sicurezza e. Travis rompe la televisione 1’13” (Fig. 30. li rassicura. Lei dice di chiamarsi Iris. assicuratosi di aver capito male. Travis entra in un piccolo super market. Entra un rapinatore nero che minaccia il proprietaro con una pistola. con la pistola in mano. ma che preferisce il nomignolo “Facile” («è facile d aricordare»). 36. Travis guarda il comizio stando dentro il suo taxi. rompendola. 70. 80. Voce over: Travis scrive ai genitori. Ora porta occhiali scuri e capelli corti. La colazione 4’44” (Fig. etc. Travis indugia poi accetta. all’una. 64): Travis a casa finge di parlare davanti allo specchio con qualcuno che lo provoca («Ma dici a me? Con chi stai parlando? Non ci sono che io. quanti anni ha. 66. 75. si sente trascurata. Lascia un indirizzo fasullo. Iris comincia a spogliarsi ma lui la ferma. qui»). La lettera ai genitori 2’: (Fig. Lei invece dice che Sport non la tratta male. 67): Notte. lamenta. che Sport la usa. con una spranga. Le ricorda l’episodio del taxi e promette di portarla via da lì. vanta la sua merce a Travis. 77. La ragazzina si piace quello che fa. 72. non le Sport cerca di facendo discorsi cambio luogo: . La decisione 1’54” (Fig. Travis cerca di sapere qualcosa su Iris. Uscendo Travis paga ancora l’affittacamere. Il rapinatore 1’56” (Fig. 73): Travis. nella loro stanza. 35. 78): Travis e Iris salgono nella stanza. dice di lavorare per il governo. 74. Travis guarda il manifesto di Palantine che ha appeso in casa. le offre anche dei soldi. 81. Punta la televisione con la pistola e col piede sinistro la spinge all’indietro. ha tutt’altro in testa. 69): Travis ha in mano la 44 Magnum. finge di essere interessato ad entrare nei servizi segreti. 28. Travis e Iris 5’45” (Fig. che sta bene. 34. 65. Travis gli spara. Iris e Sport 2’35” (Fig. Voce over: «state a sentire stronzi […] ho avuto anche troppa pazienza […] ho deciso di farla finita». rassicurarla. di guadagnare molti soldi e di stare con una ragazza. 63. 31. 82): Iris e Sport. Si unisce a loro. da mesi. Sport scambia Travis per un poliziotto. 79): Caffetteria: Iris esagera con gli zuccheri mentre Travis cerca di convincerla che la sua vita è un inferno. Travis vuole convincerla a tornare dai genitori. beve la solita bevanda alcolica. Betsy. Si invitano il giorno dopo per colazione. mette un disco e balla con lei. fino a farla cadere con violenza. La voce over porta dall’esterno del comizio alla casa di Travis.

arrivano poliziotti e infermieri. La sua voce over («Adesso vedo con chiarezza che la mia vita ha avuto un solo scopo») porta alla sequenza successiva. Entra nel palazzo in cui c’è la stanza di Iris. 106. I due si scambiano sguardi attraverso lo specchietto. Il rumore del sangue suona quasi irreale. 111. 88): Un mafioso paga Sport per salire nella stanza con Iris. si addensa la folla. 97. 44. che ci informano che Travis non solo è sopravvissuto ma che è stato considerato un eroe. 91. 90. Travis lascia Betsy davanti casa e se ne va. 84): Casa di Travis. 37. Prova con la 38 ma pure quella è scarica. Titoli di coda 2’47” (Fig. 83. Si gira e lo finisce da vicino. poi la sua immagine viene assorbita e. . Lui estrae la 38 due pollici nascosta sotto la manica e uccide il mafioso. Si avvicina poi a Palantine. 101): Si percorre a ritroso la scena della strage. 39. 86. Entra nella stanza di Iris che urla terrorizzata. 112): I titoli compaiono. Brucia i fiori secchi di Betsy nel lavandino. che lo guardano sospettosi e anche imbarazzati. 93. Perde i sensi. Betsy nel taxi 3’09” (Fig. Travis guarda allo specchietto. 40. Fuori. che lo ha seguito sanguinante. Dopo la strage 2’32” (Fig. Sul taxi c’è Betsy. giù per le scale insanguinate (qui ci sono una serie di carrelli in dissolvenza incrociata) fino al cadavere di Sport all’ingresso. Lo sparo rimbomba per tutto l’edificio. 38. Quando la folla applaude. Nel corridoio spara con la 44 Magnum all’affittacamere. Si scambiano sguardi silenziosi. Sport non lo riconosce e Travis gli spara in pancia. infine. Il cliente mafioso 26” (Fig. Travis scende dal taxi. 95. inseguito dall’affittacamere che urla e impreca. 98. preme il grilletto ma ha finito le munizioni. 102. Lascia un biglietto a Iris con dei soldi. Travis scappa. 105. 110. 89. L’attentato fallito 3’27” (Fig. Si lascia cadere sulla poltrona. 43. Ha cambiato ancora look: si è tagliato i capelli alla Mohawk. infila una mano sotto il giubbotto ma l’addetto alla sorveglianza lo vede e comincia ad inseguirlo. Travis eroe 1’33” (Fig. al rallentatore. È guarito?»). Arriva a casa prende dei tranquillanti e beve una birra. Silenzio. sostituita da quella delle luci e della città di notte. 108): Esterno notte. Travis ultima i preparativi dei suoi armamenti. Scende e parla con Sport. che riflessa nello specchietto retrovisore. Travis viene colpito al collo da Sport. vista sia attraverso il parabrezza del taxi. 99. 103): Casa di Travis. lo fa anche lui. La voce over del padre di Iris legge la lettera con cui ringraziano Travis per aver salvato la loro Iris. 96): Travis nel taxi. offrendole la corsa. con Betsy e Tom. Lascia cadere la 44 Magnum e sale le scale. 100. 104. I preparativi 1’16” (Fig. L’affittacamere entra e si avventa su Travis. Iris lo sente dalla sua camera e si spaventa. Travis saluta i colleghi. Travis si punta la pistola al mento.provengono dal poligono in cui Travis si sta esercitando. minacciosa). 109. 94. dalla stanza di Iris (inquadratura zenitale). Parlano. 85. 42. 92. lo provoca. Palantine ha vinto le primarie. con la pistola alzata. Entra un poliziotto (inizia la musica. ma solo convenevoli imbarazzati («ho letto di lei sui giornali. Dalla camera di Iris esce il mafioso che ferisce al braccio Travis. mentre un gioco di schermo dentro lo schermo viene creato dalla città. 107. il quale prima gli trafigge una mano col pugnale e poi lo uccide con un colpo alla testa. 41. 87): Nuovo comizio di Palantine. Travis finge di spararsi alla testa con la mano insanguinata. che ora è tornata a Pittsburgh e ha ripreso a studiare. La strage 5’15” (Fig. Appesi al muro ci sono dei ritagli di giornale.

APPARATO ICONOGRAFICO .

2. 4 .Fig. 3. 1.

7. 8 . 5.Fig. 6.

11. 9. 12 . 10.Fig.

Fig. 16 . 15. 13. 14.

19. 17. 20 . 18.Fig.

24 . 22.Fig. 23. 21.

28 . 27. 26.Fig. 25.

Fig. 32 . 31. 29. 30.

Fig. 35. 36 . 33. 34.

39. 40 . 37.Fig. 38.

44 . 41. 43. 42.Fig.

48 .Fig. 47. 46. 45.

50. 51. 49. 52 .Fig.

Fig. 54. 56 . 53. 55.

58.Fig. 57. 60 . 59.

64 . 62. 61.Fig. 63.

67. 66. 68 .Fig. 65.

70. 72 . 69.Fig. 71.

Fig. 73. 74. 76 . 75.

78.Fig. 79. 80 . 77.

83. 82. 84 .Fig. 81.

85. 88 .Fig. 86. 87.

89. 90. 92 .Fig. 91.

93. 95. 96 .Fig. 94.

97. 98. 99.Fig. 100 .

104 .Fig. 101. 102. 103.

Fig. 105. 107. 106. 108 .

110.Fig. 109. 112 . 111.

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E quando trova. In una società come quella di oggi. gli occhi rossi del diavolo nella prima sequenza. che mangiano al bar lui e Betsy. brevi sketch di conversazione. Le perversioni che sfiatano da ogni angolo sono come il fumo che esce dai tombini e i volti rossi delle persone la notte: è l’inferno che si rivolta e trasborda. che sembrano evaporare piuttosto che raffreddare. ho ritrovato un’attualità impressionante. l’abito angelico e i capelli biondi. Nonostante siano passati poco più d trent’anni dall’uscita di questo film. che si aprono appunto col fumo che esce dal tombino (fumo che viene ripreso in varie parti del film). Betsy e Tom cercano di coprire i silenzi imbarazzanti parlando di assurdità. disgusto. I cinema porno sono abbelliti da insegne luminose che sembrano piuttosto promuovere caramelle per bambini. Fin dai titoli di coda. tutti questi “eremiti” cercano una salvezza. Non servono le fontane d’acqua. In una New York caotica. Un impellicciarsi che in Taxi Driver si vede solo attraverso gli occhi di Travis: il gentiluomo con la prostituta. rabbia. a parer suo. una missione: questa è la vera ossessione di Travis. Travis osserva e giudica. avere uno scopo. si vive in appartamenti affollati dove nessuno conosce nessuno. indipendentemente dal verdetto: non passa nessuna differenza tra il dare i soldi a Iris perché ritorni dai genitori e compiere una strage. Travis “cerca” disperatamente. i sorrisi ironici. una New York che tiene per il collo tutti gli abitanti. si impegna. la persuasione fasulla. etc. Dolci (quelli che compra Travis al cinema. avviluppando tutto. si ha il presentimento. questa desolazione e solitudine. salvare Iris. una miglioria: ci si copre di ori finti spacciandoli per veri. Dollaro è ossessionato dai soldi. in cui le luci notturne si fanno spettri ondeggianti e psichedelici. schifo. il turbamento ansioso di chi avverte il male. ossessione. etc). e se ne esce con una serie di luoghi comuni. leggermente sbavata. Mago al bar parla di improbabili avventure erotiche e non. prima di tutto a se stesso. dove la folla ingombrante e colorata non può che apparire attraverso un ralenti. è finzione. Salvare. di spiegare all’addetto che soffre d’insonnia. cerca lavoro come tassista: il suo modo di rispondere. l’amicizia con secondi fini. Forse la sola differenza che passa tra l’isolamento di Travis e quello degli altri personaggi. si aggrappa con tutta la forza. tranquillanti. La stessa lettura eroica finale. Ciò che si respira fin dalle prime sequenze è quest’atmosfera afosa. affascinato dallo schifo che prova. cerca di portare a termine. hanno quel sorriso maligno e lievemente satanico. si smette di parlare preferendo slogan. si cerca di stereotiparsi. salvare Betsy dalla stupidaggine di Tom. da “cattivo”. dovrebbe essere ripulita una . l’esaltazione degli ideali banalizzati per vincere. etc. è l’ansia irrefrenabile del protagonista di avere uno scopo: ansia che lo conduce poi a trovare la sua missione in ogni occasione (l’attentato a Palantine. Travis. È una New York che suda. come può esserlo una foto sfocata o troppo satura di colore. dove non solo si avverte questa solitudine asfissiante ma la si esalta inconsciamente (o forse no). travestimento. E Travis stesso si traveste: abito da lavoro.COMMENTO Insonnia. che Iris ingurgita alla caffetteria) per mascherare quell’amaro che si avverte fin nel profondo. Come allora. le lettere. un cambiamento. Iris ha solo tredici anni e piuttosto che ammettere la propria condizione di ragazzina sola si vende come prostituta. quando tutti vedono Travis come un eroe o fingono di vederlo tale per non ammettere la crudele violenza commessa. alcool. dall’immondizia che. che fatica a respirare. da festa. tutti sono soli. che a parer mio non può che essere definito capolavoro. Alienato dall’incapacità di chiarire.

La persona stufa di sentirsi abbandonata che sfoga la rabbia cercando di attentare un senatore. in qualsiasi zona. per la salvezza. Il taxista. si arriva ad una fotografia esasperatamente vera: ci si può salvare dalle violenze proprie e degli altri. sull’introspezione del protagonista. guerrieri vigliacchi con un pugnale sulla schiena. in qualsiasi giorno. dove le autodifese si sono abbassate e. L’innamorato respinto e non capito. cosa che però avviene solo in parte. L’unico che può uccidere e ripulire tutto. l’impatto che ho avvertito è stato quello di trovarmi di fronte ad un incubo. martire di se stesso: alla fine gli occhi sono ancora coperti di luce diabolicamente infernale. che cerca di denunciare ciò che lo disgusta profondamente. insista sulla musica. Travis parla allo specchio con un immaginario uomo che subito uccide. si addossa responsabilità strazianti e terrificanti. Ma Travis è anche Erika Kohut (Isabelle Huppert) in La Pianista di Michael Haneke. simbolo. saggia con terrorizzante lentezza le possibilità e gli ostacoli che gli si presentano davanti. si fa Dio e credente. Travis è tante altre icone. sempre più incapace di mascherare metaforicamente il disagio psicologico personale. schizofrenia. É sempre lei che. Nonostante Scorsese saturi i colori. Scorsese abbia voluto parlare di condanna. non può che immergerli in questo fango goffo e rabbioso. perversa. rallenti l’andatura altrimenti frenetica della folla. di tutto il male che ha sofferto e che soffre. ma siamo in realtà kamikaze sopravvissuti. dal nuovo Presidente o da un Giudizio Universale. rappresenta la disperata e inutile ribellione della vittima tra le zanne del predatore. Psiche sdoppiata. perchè porta già dentro di sè tutti i disturbi nevrotici profondamente contemporanei. quella missione che tutti hanno. sulle inquadrature zenitali (quasi fosse Dio a guardare). . e renda tutto in bilico tra realistico e surrealistico o. come un predatore cerca la sua vittima. dice Travis. in un cambio di voce e atteggiamento. si accolla possibilità improbabili. che non ha più alcun limite. L’unico uomo che può salvare la giovane prostituta. infatti in maniera velata traspare la rassegnazione di un uomo che è consapevole di essere rimasto vittima. simbolico. tasta il terreno dal suo taxi. si getta in situazioni dove annega e basta. quello scopo. Bess si sdoppia nel parlare a Dio.volta per tutte. che è disposto a lavorare di notte. E proprio come un angelo diabolico (o forse solo come un angelo). Forse non sono esattamente proprie di Travis che mi fa pensare a Bess in Le Onde del Destino di Lars Von Trier: profondamente credente. Travis può decidere per tutti ma non per sè: le munizioni finiscono e lui è costretto a rimanere. violenza repressa. si può cercare e credere di aver trovato la propria missione. É sempre lei che. sfuma tra la città: si perde di nuovo in quel brulichio di luci e di caldo. Travis si addossa missioni non sue. O da lui stesso. Penso che più che una salvezza finale. Travis è anche Christian (Ulrich Thomsen) in Festen di Thomas Vinterberg. prende il volo. Non può che portare gli altri dentro il suo mondo. conscia di essere lei stessa vittima e carnefice: un autocannibalismo atroce ma reale. il salvatore di anime perdute. Tutto il film è una corsa: Travis parte piano. che deve quindi vendicare il suo dolore. Fondamentalmente ricerca. E sono gli ostacoli e le possibilità a diventare i suoi stessi scopi. che nasconde segreti indicibili e alla fine vorrebbe solo essere punita per questo. si scioglie in quella fiamma puzzolente e sporca. meglio.

È questa voce che anticipa la strage finale. predilette da Scorsere. Dopo il massacro la sola voce off che si sente è quella del padre di Iris nella lettera che scrive per ringraziarlo. diventa muto.i ralenti. giorno/notte. . nel film vi è uno stile “misto”: lunghi piani-sequenza a cui seguono scene con un montaggio quasi frenetico. anche se questo espediente si dirada nella seconda parte del film. Grande importanza nel film ha la voce over di Travis che può essere considerata la via di accesso alla sua mente. Poi vi sono inquadrature dall’alto a 180° che saranno la sua “firma” anche in opere successive e che dimostrano l’influenza avuta su di lui dalla Nouvelle Vague.raccordi esterno/interno.il montaggio che crea ellissi narrative . Assume anche un altro e importante significato: Travis non sa trattenere le cose che ha dentro.i dettagli . la macchina da presa si allontana mentre noi non conosciamo ancora il destino di Travis. Dopo aver ucciso i rappresentanti del male. Infatti lì Travis ha chiuso col mondo e non deve più mettere ordine nei suoi pensieri. che danno allo spazio un tempo soggettivo . che hanno la funzione di dare enfasi espressiva alla scena e possono essere considerate eredità della sua educazione cattolica. Sono poi da sottolineare le diverse inquadrature utilizzate per riprendere Travis: .Per concludere è da notare che nel film vi sono molte inquadrature zenitali.le inquadrature con Travis “fuori centro” . Nella scena finale con Betsy parlano solo gli sguardi e qualche convenevole forzato. Infine è fondamentale la sequenza muta dopo la strage: vi è un dolly finale esterno.le raffiche di immagini ripetute . che creano enfasi drammatica e simboleggiano un tempo statico Insomma.l’illuminazione iper-realistica .

risaputo lo stile. 1977. riporta insomma i segni di una tradizione americana che vagamente si collega al mito pionieristico della legge e dell’ordine. 1976. anzi si identifica e immerge totalmente nell’ossessione e nella sua Taxi Driver è una prova sfiatata di Martin Scorsese […] Sotto la scorza sanguinosa. così che i sospetti di chi ha visto in quest’opera troppe analogie col fascista Giustiziere della notte non sono del tutto infondati. E tuttavia Robert De Niro. Taxi Driver. invece. il puerile donchisiottismo […] servono mirabilmente il progetto degli autori. cioè uno specchio […] Incolto. Milano. n. la proiezione delle sue ossessioni in un mondo alla deriva. Roma-Bari 1987. n. Centro Cattolico Cinematografico. «non chiede nulla» […] Il regista non prende criticamente le distanze dal suo protagonista. un modello di comportamento (nel qual caso la strage di «giustiziere privato» renderebbe l’opera inaccettabile): ma è un segno dei tempi. Taxi Driver. «Cinema Nuovo». in Il Millefilm. per esempio. 81. spinto dall’osservazione della realtà sociale tenta il ritratto di un debole e ironizza sul significato che i benpensanti danno alla sua rivolta. Poiché i due momenti non si fondono… resta un’ennesima testimonianza delle ambiguità con cui certi film americani. 1976. Giovanni Grazzini. continuamo a trovarlo incomprensibile. Dall’altro. Il protagonista. la sua lucidità aggressiva mescolata d’incertezza e confusione. patetica «crociata». vol. che percorre il labirinto della città col suo taxi alla ricerca di un’impossibile via d’uscita. Taxi Driver ci mostra la catastrofe che produce un simile primitivismo ideologico applicato al mondo attuale. uno psicopatico che soffre d’insonnia e di solitudine. Non tutto funziona in questo film: l’ironico finale. esprimono gli affanni dell’epoca. Laterza. . l’epilogo tende a esaltare quella di Travis. Giuliano Giuricin. dopotutto. Taxi Driver. banale infatti è la storia. 1976. Tullio Kezich. Taxi Driver. in Cinema ’76. è ipersensibile la sua professione lo porta a osservare. L’opacità del personaggio. Non è. balordo il finale […] Da un lato moraleggia sul male di vivere nelle metropoli […] sicchè è tentato di adeguarsi all’ottica del cinema reazionario. È con grande abilità che Scorsese e i suoi collaboratori si predispongono un eventuale ripiegamento tattico che consente di dimostrare gli scogli della dimostrazione univoca. Taxi Driver. Questa incoscienza in agguato è una catalizzazione estremamente efficace.FORTUNA CRITICA Opera singolare e appassionante di un giovane e personalissimo regista italo-americano […] questo film è un saggio di odio per la società e di amore per l’uomo. è un’immagine vivida e tragica dell’individuo in crisi. Claude Beylie.244. professionalmente impeccabili. in Segnalazioni cinematografiche. basata su valori che il materialismo moderno ha irriso o conculcato. per conseguenza. Il passaggio di Travis all’azione criminale è preceduto da un travestimento ritualistico che ricorda quello degli indiani Mohawk. un eroe solitario che. a giudicare introversamente e ad agire pressochè irresponsabilmente con stravagante e interessantissima disponibilità tra i due estremi di Angelo tutelare e Angelo sterminatore. «Ecran». 49. il tassinaro è tuttavia erede di una cultura antica. qui. le sue esitazioni e ripiegamenti. Mi sembra che Scorsese abbia evidenziato in Mean Street un maggior approfondimento critico […] in definitiva la «missione» di Charlie sfociava nella tragedia. Il Formichiere.

Taxi Driver magnifica il talento visionario e sensuale di Scorsese. Giorgio Rinaldi. Lo sceneggiatore Paul Schrader. è un reduce del Vietnam. sono di una bellezza che può lasciare ammirato il Polanski di Chinatown… Scorsese è come uno che abbia paura di dire e tuttavia. Tornato a New York diventa tassista notturno e passa le sue giornate tra le strade di una città violenta e i cinema pomo. L’inferno al neon di New York. sensuale. «Cineforum». Sperling & Kupfer Editori. Da Certi piccoli amori. «Filmcritica». mistico. Si taglia i capelli come quelli di una tribù di indiani e poi dei marines in Vietnam Il film è freddo e tremendamente privo di speranza. meglio. a mio avviso. violenta. Travis. 160. ancora una volta. Vedere per essere ammaestrati. con una predilezione per i falliti e i diseredati. la New York di Travis vuole essere anche una presenza autonoma. 1977. nella sua struttura un po’ monocorde di monologo o.Girato da maestro. nel ruolo di un «uomo del sottosuolo». lungo la scala insanguinata e viscida e in strada sulla folla. Taxi Driver è un film profetico. Morando Morandini. non vale né Mean Street. 1976. (poi anche regista in proprio: American Gigolò. 26/09/1976. dall’autobiografia e dalle suggestioni. ma. 1994 Questo quadro di rara cupezza della giungla urbana contemporanea trae in parte la propria forza dalle condizioni di lavorazione: tutto in esterni e nei quartieri malfamati di Manhattan. Milano. il personaggio interpretato da Robert De Niro. Come una società può distruggersi. Comunica quella tentazione alla giustizia sommaria che fa parte della peggiore tradizione americana Taxi Driver ci ha insegnato. Lo si avverte soprattutto nella zona centrale del racconto dove il film va un po’ in «surplace» anche se a riempire il vuoto provvede l’intensa. così come certi dialoghi semimprovvisati. Giuseppe Turroni. 1980) ha detto di aver voluto trasporre in ambiente americano Lo straniero di Camus. n. se si preferisce. Taxi Driver. In questo film egli è stato molto aiutato dall’interprete. Scorsese non si limita più a calare le proprie intuizioni in un contesto realistico. un underground man (per riprendere un’espressione di Pauline Kael) di perfetta neutralità espressiva: l’essere anonimo finito nel nulla della Scorsese. elettrica recitazione di De Niro. Il tono «realistico» della fotografia aumenta l’impressione di autenticità. Questo impegno libera il film dal lirismo e dall’aneddoto. Walter Veltroni. ma confronta il suo tassista con avvenimenti che hanno o vorrebbero avere uno spazio e un tempo loro propri. dialettico tra Travis e New York che dà al film una patina di manierismo. né il misconosciuto Boxcar Bertha (america 1929: Sterminateli senza pietà). Dizionario sentimentale di film. cieca. Il difetto sta nella sceneggiatura di Paul Schrader o. Lì sembra aver lasciato la sua voglia di vivere. e quelle panoramiche combinate nella casa. 272. Taxi Driver. . di dialogo poco e troppo furiosamente moralistico. senza accorgersene. Quando nella società maturano i germi della distruzione. delle metafore e delle folgorazioni variamente presenti in Mean Street… La Little Italy di Johnny Boy è lo spazio mentale dei deliri del protagonista. Il pittoresco dei luoghi viene smorzato a vantaggio di una visione senza orpelli della fauna newyorkese. con quasi vent’anni di anticipo. maniaco e come innamorato di sé e non di altri che lo abbiano fatto… La sequenza dell’eccidio è molto bella. Tragicamente profetico. Racconta della violenza di una società vuota e priva di ragioni per andare avanti. «Il Giorno». Robert De Niro. incapace di coltivare sogni e sentimenti fragili. con una tecnica vicina al documentario. Una anima sbattuta. profondo abisso che si può creare nella coscienza della gente quando tutto intorno perde significato. passando dall’altra parte della timidezza e del pudore. si butta nella mischia. n. Dello spaventoso. Una vittima collettiva che diventa cattiva. ha fatto del buon cinema.

emergono dialoghi e battute di valore epocale. con una deviazione sui retroscena della boxe (Toro scatenato. da lui conosciuta quando la ragazzina aveva cercato di sfuggire nel suo taxi al laido protettore “Sport” (Harvey Keitel). diventando simbolo di un personaggio. ma è grazie all’ex-marine psicotico diventato tassista notturno. Bickle nota l’appariscente bionda Betsy (Cybill . Scorsese ha saputo dipingere all’acquaforte la notte americana (quella vena). prostituta l3enne. preparandosi ad uscire». Oscar Cosulich. era scritto semplicemente: «Bickle si guarda allo specchio. Da I capolavori del cinema. Claude Beylie. 1980). chiuso in casa e armato. Eppure sulla sceneggiatura quella battuta non c’era. poi si mette sulle tracce di Iris (Jodie Foster). che De Niro acquisisce lo status d’attore simbolo di un’era. È stata la genialità dell’attore e la sua confidenza col regista Martin Scorsese. diventa tassista di notte. quando il protagonista. sul copione in mano a De Niro. Figlio di immigrati siciliani (è nato nel 1942). La sua capacità di catturare l’insolito fa esplodere la convenzione dei generi. Taxi Driver racconta le peregrinazioni di Travis Bickle. Nel 1976. che travalicano così lo schermo. Girovagando tra le follie della città. Da L’Espresso del 25 agosto 2005 Ci sono film da cui.città. perché si è formato anche lui alla duna scuola della strada. o di un modo di pensare. Vallardi. Ma il talento del regista è determinante. creando dal nulla quello che è diventato il simbolo stesso di Taxi Driver. di Robert De Niro-Travis Bickle in Taxi Driver. 1990 Sheperd). impersonato per Martin Scorsese. Quando il tentativo di corteggiamento fallisce miseramente. Milano. quando Taxi Driver apparve sugli schermi. reduce dal Vietnam. De Niro aveva già ottenuto un Oscar come “miglior attore non protagonista”. prova davanti allo specchio il momento clou di quella che sarà la sua sanguinosa catarsi. Tratto dal romanzo omonimo di Richard Elman. soffrendo d’insonnia. Tutti ricordano l’«Are you talkin’ to me?» (»Dici a me?»). infatti. di Mean Streets (1973) a Fuori orario (1985). Scorsese era il regista perfetto per questa storia di asfalto. Bickle acquista diverse pistole: prima matura confusamente l’idea di uccidere Palantine. aldilà della suggestione d’immagini e intreccio. grazie all’interpretazione del giovane Vito Corleone nel Padrino parte II (1974). a permettergli di improvvisarla. un archetipo narrativo talmente forte da essere ripreso poi in un’infinità di film successivi. impegnata nella campagna elettorale del senatore Palantine. solitario abitante di New York che.

Giuliano Giuriucci. Credo che la critica francese. l’uscita di Taxi Driver. Grazzini.COMMENTO ALLA FORTUNA CRITICA Ho organizzato l’antologia di citazioni della fortuna critica con una netta divisione temporale: all’inizio vi sono le recensioni uscite “ a caldo “. allora l’unico importante quotidiano nazionale. che allora scriveva su “Il Giorno” e che rappresenta il terzo esempio “classico” di critico con la C maiuscola. (E’ infatti molto difficile essere testimoni del proprio tempo. che rappresentava il critico “militante” si fa fuorviare dalla scena finale al punto di paragonare Taxi Driver al “Giustiziere della notte”. appunto. in tempi diversi. ferita nel Vietnam dalla violenza della guerra che la sua anima pacifista rifiuta fin dagli anni sessanta. avesse una maggiore capacità di penetrare la natura innovativa del film di Scorsese anche per il lascito. . soprattutto.) Un po’ più favorevole fu la recensione di Tullio Kezich. le dinamiche storiche che lo avevano prodotto. non possono disconoscere a questo film i caratteri del capolavoro. tuttavia ciò non gli impedisce di chiudere il pezzo con un giudizio sostanzialmente positivo. in negativo. per una sostanziale incapacità di comprendere. Lo definisce uno straordinario film profetico che ancora oggi giunge al cuore dello spettatore. quasi che l’anonimo recensore non osasse manifestare apertamente il suo assenso per un’opera così “brutale”. Ho poi citato due recensioni scritte. altro nome storico della critica italiana. tacciato di “fascismo” fin dai tempi della sua uscita. Anche Morando Morandini. che ha certamente influenzato la rinascita del cinema americano degli anni ’70. Mi sono ritrovata soprattutto nell’articolo che Oscar Cosulich. di cui Beyle è un esempio. su “Cinema Nuovo”. le recensioni più recenti che ho citato. senza distinzioni anagrafiche. I critici delle riviste specialistiche (Cineforum. Insomma non sembra proprio cogliere l’abisso che separa le due opere e. con le prime opere di Scorsese. tra l’altro. che in quegli anni si dedicava sistematicamente alla demonizzazione dei film d’autore. Lo rileva tra parentesi. da Claude Beyle che già nel ’76 aveva colto la grandezza del film. sembra incerto sul giudizio finale. in cui tra l’altro dimostra di avere colto il significato esistenziale e profondo dell’opera. Giovanni Grazzini. confermerà a distanza di tempo il suo giudizio negativo. dall’altra il dramma esistenziale della gioventù americana. quasi tutte negative o “sospettose” del messaggio contenuto nel film. confermato nelle storie del cinema di quel periodo che ho avuto modo di conoscere. avesse giudicato con cautela. e che rappresentava una delle voci “ufficiali” della critica cinematografica italiana. Filmcritica) tengono uno stretto “riserbo” su ciò che effettivamente l’opera del regista ha loro trasmesso. Io penso che sia difficile cogliere la grandezza di un’opera che incarna lo spirito del tempo (e non mancano gli esempi in tutti i campi artistici). che tuttavia riesce almeno a cogliere il dramma esistenziale del protagonista. stronca il film. anche se ci tiene a rilevare la differenza. alla fine interventi più recenti. nel 1976. Ho iniziato con questa osservazione perché sono rimasta colpita nel leggere le recensioni dei critici italiani. che era il critico del “Corriere della Sera”. criticatissimo film con Charles Bronson. della Nouvelle Vague. ha scritto sull’Espresso tre anni fa. confermata nel suo saggio di 15 anni dopo. il loro opposto retroterra culturale: da una parte la reazione frustrata del cittadino americano medio incline alla violenza. Infatti. a distanza di quasi trent’anni dall’uscita di Taxi Driver. quasi un mettere le mani avanti. Ho trovato interessante che Il Centro Cattolico Cinematografico.

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Volume secondo M – Z. II edizione. Paprika Steen. Henning Moritzen. Benoît Magimel. Dizionario dei film. Breve storia del Cinema. Mondadori.org/wiki/Taxi_Driver http://www. Martin Scorsese. . Emily Watson.Produzione Danimarca 1996. Baldini e Castaldi Dalai. Anna Sigalevitch. esportando i frame sul desktop e salvandoli in formato JPG.wikipedia. Torino 2006 Siti internet consultati http://www. Milano 2000 Alberto Pezzotta.cerca-film. Annie Girardot.1977. Le onde del destino Un film di Lars von Trier. Con Katrin Cartlidge.com/taxidriveretro. Genere Drammatico. Udo Kier. Introduzione all’analisi del film. Lindau. Genere Drammatico.Festa in famiglia Un film di Thomas Vinterberg. colore 158 minuti. direttamente dal DVD originale di Taxi Driver.Produzione Danimarca 1998. Il Castoro. Anne Goliot-Lété. Torino 2007 Francis Vanoye. Jean-Marc Barr. Dieci anni al cinema.it/film/taxi-driver.pagine70. .html http://www. Bompiani. Il Mereghetti. Con Isabelle Huppert. Con Ulrich Thomsen. Saper veder il cinema. . Milano 2006 Jurgen Müller. 1967 . Cinema degli anni 70. XIX edizione. Milano 2007 Tullio Kezich. Il millefilm. Milano 2005 Massimo Moscati. Taschen. Lindau. Bompiani. Genere Drammatico. Köln 2003 Serafino Murri. colore 129 minuti.BIBLIOGRAFIA Testi Antonio Costa. Martin Scorsese. Thomas Bo Larsen.com http://it.ukcritic. . Milano 1983 Paolo Mereghetti e autori vari.htm Per le immagini ho utilizzato l’applicazione Quicktime. Film citati Festen . III edizione. Stellan Skarsgård. Taxi Driver. colore 106 minuti. IV edizione. Susanne Lothar. La pianista Un film di Michael Haneke. Udo Samel.Produzione Francia 2001.

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