Taxi Driver - Analisi del film

TAXI DRIVER

IL CINEMA AMERICANO DEGLI ANNI SETTANTA
Gli anni ’70 sono stati fondamentali soprattutto per il cinema americano, che in quel periodo visse un rinnovamento inatteso e senza precedenti. Lo stesso pubblico auspicava un cambiamento, soprattutto rispetto al decennio precedente che aveva portato al declino delle grandi compagnie produttive, alla messa in discussione dello star system e alla produzione eterogenea che aveva stemperato i generi cinematografici. Gli argomenti di cui si vuole discutere sono precisi: i giovani ed i loro problemi. Infatti sta emergendo la disperazione di una generazione che vuole rompere con gli schemi tradizionali (american way of live, guerra del Vietnam, razzismo inestirpabile), che cerca una via di fuga nell’utopia con il rischio di cadere nell’impotenza alienata. Insomma il cinema, dopo aver mostrato negli anni ’60 la superiorità estetica e visiva del grande schermo rispetto alla televisione, poteva rivendicare un’altra superiorità, quella dei contenuti. Occorre ricordare che gli USA, negli anni ’70, erano un paese profondamente traumatizzato e diviso. La guerra in Vietnam si trascinava con grandissimi costi sociali. L’America sentiva compromessi i suoi valori morali ed il cinema si mise a seguire da vicino questo sconvolgimento. Dalla seconda metà del decennio precedente fino a tutto il 1972 (il ritiro americano avverrà l’anno successivo) il Paese è attraversato da manifestazioni di piazza, la crisi politico-militare è testimoniata quotidianamente dalla stampa e dalla televisione. Il cinema si appropria allora di questa tragedia collettiva, sviluppando all’inizio una filmografia di protesta che in seguito diventa più attenta alle sfumature psicologiche, nel tentativo di storicizzare il presente. La radicale spinta creatrice che ne derivò risulta, retrospettivamente, più affascinante che mai, pensando soprattutto all’odierna e convenzionale produzione hollywoodiana. L’inizio di ciò che fu chiamato “New Hollywood” fu dato già alla fine degli anni ’60 da pochi ma fondamentali film. Ricordiamo il titolo leggendario che chiuse il decennio, Easy Rider (1969). Gli Studios cominciarono allora a dare credito a giovani registi che tracciarono i confini della svolta: Francis Ford Coppola, Brian De Palma, George Lucas, Steven Spielberg, Martin Scorsese. Questi (e altri) furono i “ragazzi prodigio” che ridefinirono lo stile del cinema americano, tra l’altro senza trascurare l’aspetto dei trionfi commerciali di molti di loro: Il Padrino, Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Guerre stellari, solo per citarne alcuni. In ogni caso, vale la pena di ricordare anche l’influsso che ebbe su questi giovani registi il cinema europeo, in particolare la Nouvelle Vague e i Maestri del Neorealismo italiano. Martin Scorsese, dopo Coppola, fu il secondo dei grandi registi italo-americani ad imporsi ad Hollywood. A differenza di Coppola, di famiglia borghese e benestante, Scorsese era un newyorkese di origini siciliane. Aveva trascorso l’infanzia a Little Italy e conosceva le difficoltà del vivere quotidiano: gli spazi angusti, la coesistenza di mafia e fede cattolica, la violenza aperta e quella mascherata. Di questo parlano i suoi primi film (America 1929 – Sterminateli senza pietà del 1972 e Mean streets del 1973, che riprendeva alcune atmosfere del suo primissimo lavoro, Chi sta bussando alla mia porta?, che, nel 1969, segnò l’inizio della sua carriera di regista). Scorsese mette in scena le frustrazioni sessuali e lo scoppio della violenza con una chiarezza fino ad allora sconosciuta. Trova in Robert De Niro l’attore a lui congegnale, anche perché si dedica al mondo del cinema con un “fanatismo” pari a quello del regista ed è spinto dalla stessa curiosità per l’analisi della psiche umana. Il più straordinario tra i film che Scorsese ha girato negli anni ’70 è Taxi Driver del 1975.

SCHEDA FILMOGRAFICA
Copertina Originale:

Titolo: Taxi Driver. Origine: USA. Anno: 1976. Regia: Martin Scorsese. Soggetto e sceneggiatura: Paul Schrader. Fotografia: Michael Chapman (MGM Color). Operatore: Fred Schuler. Operatore della seconda unità: Michael Zingale. Consulente visivo: David Nichols. Consulente creativo: Sandra Weintraub. Scenografia: Charles Rosen. Costumi: Ruth Morley. Arredamento: Herbert Mulligan. Effetti speciali di trucco: Dick Smith. Musica: Bernard Herrmann (sax alto: Tom Scott). Canzoni: Late for the Sky di Jackson Brown, Hold Me Close di Keith Addis e Bernard Herrmann (cantata da George McKern). Suono: Les Lazarowitz (mixaggio), Roger Pietschmann. Supervisione al montaggio del suono: Frank E. Warner. Postsincronizzazione: Tex Rudloff, Vern Alexander, Vern Moore. Effetti speciali sonori: Sam Gemette, Jim Fritch, David Hourton, Gordon Davidson. Montaggio: Tom Rolf, Melvin Shapiro. Assistenti al montaggio: Marcia Lucas. Effetti speciali: Tony Parmalee. Casting: Juliet Taylor. Assistenti alla regia: Peter R. Scoppa, Ralph Singleton, William Eustace. Titoli: Dan Perri. Interpreti: Robert De Niro (Travis Bickle), Cybill Shepherd (Betsy), Jodie Foster (Iris Steensman alias «Easy», nell’edizione italiana «Facile»), Harvey Keitel (Matthew alias «Sport»), Peter Boyle («Wizard», nell’edizione italiana «Mago»), Albert Brooks

(Tom), Leonard Harris (Charles Palantine), Steven Prince (Andy, il venditore d’armi), Martin Scorsese (passeggero matto), Joe Spinell (addetto alle assunzioni dei tassisti), Richard Higgs (responsabile della sicurezza di Palantine), Harry Northup («Doughboy», nell’edizione italiana «Dollaro»), Norman Matlock (Charlie T.), Diahnne Abbot (cassiera del cinema porno), Vic Magnotta (fotografo), Victor Argo (proprietaro del super market), Murray Mosten (affittacamere), Robert Maroff (mafioso), Harry Fischler (addetto all’assegnazione dei taxi), Peter Savage (cliente), Copper Cunningham (prostituta sul taxi), Harry Cohn (tassista al Bellmore), Fank Adu (nero arrabbiato), Garth Avery (amica di Iris), Gino Ardito (poliziotto), Bill Minkin (assistente di Tom), Robert Shields (aiutante di Palantine), Carey Poe e Robin Utt (sostenitori di Palantine), Ralph Singleton (intervistatore), Gena Palma (batterista), Brenda Dickson e Beau Kayser (interpreti della soap-opera). Produzione: Michael e Julia Phillips per Bill-Phillips. Produttore associato: Phillip M. Goldfarb. Riprese: New York, giugno-luglio 1975. Durata: 113”. Formato: 35 mm, Panavision. Distribuzione: Columbia (febbraio 1976). Distribuzione italiana: Ceiad (settembre 1976). Premi: National Society of Film Critics Award a Martin Scorsese, Robert De Niro e Jodie Foster. New York Society of Film Critics Award a Robert De Niro. Los Angeles Society of Film Critics Award a Robert De Niro e Bernard Herrmann. Academy Award Nomination a Robert De Niro, Jodie Foster e Bernard Herrmann. Palma d’Oro al XXIX Festival di Cannes. British Academy of Film and Television Arts Award a Jodie Foster. Anthony Asquith Memorial Award alla memoria di Bernard Herrmann. David di Donatello per il miglio film straniero (1977).

Dedicato a Bernard Herrmann (Our gratitude and respect – Bernard Herrmann – June 28, 1911-December 24, 1975).

SINOSSI
Travis Bickle (Robert De Niro) ha ventisei anni, è stato congedado dai marines nel 1973, non ha precedenti penali, vive in uno squallido appartamento, scrive un diario e soffre di insonnia. È proprio questa sua incapacità di dormire che lo spinge a cercare lavoro come tassista: sarebbe disposto a fare il turno di notte, in qualsiasi zona di New York e, nonostante l’iniziale titubanza del principale, Travis viene assunto. Il nuovo lavoro lo tiene occupato, ma questo non basta a fargli prendere sonno quando stacca. Di giorno cerca di far passare il tempo, tra squallidi cinema porno e viaggi in taxi senza meta per i quartieri più malfamati di New York. In questo scorrere infinito delle ore diurne, Travis incontra Betsy (Cybill Shepherd), un’addetta alla campagna elettorale del Senatore Charles Palantine, candidato alle presidenziali, che promette grandi cambiamenti sociali. Betsy accetta un appuntamento dopo essere stata corteggiata con insistenza. Travis tenta di avviare una relazione con lei, ma fallisce poiché non riesce ad esprimere né se stesso né i suoi sentimenti: la porta a vedere un film pornografico e lei, sconvolta, fugge via. Parallelamente Travis incontra, sempre casualmente, Iris (Jodie Foster), una prostituta tredicenne (nella versione inglese dodicenne), che una notte entra nel suo taxi per fuggire dal suo protettore Sport (Harvey Keitel). Da quel momento Travis diventa ossessionato dall’idea di salvarla dal suo destino. Lei però non vuole farsi aiutare e i tentativi di lui per convincerla a tornare a casa dai suoi genitori e riprendere gli studi sono vani. Travis, sempre più solo e disperato, decide di comprare delle pistole e uccidere il senatore Palantine durante un comizio all'aperto: egli rappresenta tutta l’ipocrisia della società americana, i nemici che ha sempre tentato di combattere e che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Viene però intercettato dalle guardie del corpo del senatore, così è costretto ad allontanarsi. Travis, disperato, si reca da Iris: spara al suo pappone, sale verso la stanza della ragazzina e uccide brutalmente l’affittacamere, Sport (che l’aveva seguito sanguinante) ed un cliente di Iris. Alla fine cerca di suicidarsi ma non ha più munizioni: si siede sul divano e aspetta che la polizia arrivi. Nel breve epilogo, Travis è all’ospedale, legge una lettera dei genitori di Iris che lo ringraziano per aver liberato la figlia; si vedono affissi sui muri della sua camera le pagine dei giornali che lo descrivono come un eroe della lotta alla criminalità. Nell’ultima inquadratura compare di nuovo Travis, guarito, alla guida del suo taxi: seduta sui sedili posteriori c’è Betsy.

38.LISTA DELLE SEQUENZE 1. 30. 37. 9. 24. 12. 13. 16. 44. 10. 15. 28. 8. 42. 3. 40. 31. 25. 29. 22. 43. 32. 2. Travis si rimette in forma Poligono Travis al cinema pensa alle pistole I marchingegni di Travis Comizio di Palantine La decisione Il rapinatore Davanti alla televisione La lettera ai genitori Travis rompe la televisione Sport Travis e Iris La colazione Iris e Sport I preparativi L’attentato fallito Il cliente mafioso La strage Dopo la strage Travis eroe Betsy nel taxi Titoli di coda . 19. 36. 14. 20. 18. 4. 34. 6. 39. 11. 5. 21. 35. 41. 7. 33. 17. 26. Titoli di testa Travis diventa tassista Nell’appartamento Il taxi di Travis di notte Il cinema porno Uno scopo nella vita Betsy Travis osserva Betsy Al bar dei tassisti L’invito Al caffè con Betsy Kris Kristofferson Palantine e Iris L’appuntamento fallito La telefonata La scenata di Travis Il pazzo nel taxi I consigli di Mago Travis guarda l’intervista a Palantine Travis si sente solo Il cambiamento Le pistole 23. 27.

3): la sequenza contiene un’ellissi narrativa. Vediamo Betsy entrare in un edificio. ha un vestiro bianco. 5. Betsy 31” (Fig. Folla al rallentatore. Ha ventisei anni. Entra in un cinema porno. Voce over: «Io ho sempre sentito il bisogno di avere uno scopo nella vita. dove c’è scritto “touch her” (toccarla). «un angelo in mezzo a tutto il lerciume». 19. è disposto a lavorare in qualsiasi zona di New York. 12): Notte. Puttane. Voce over che raccorda alla sequenza successiva: «[…] I giorni sono interminabili. 3. 2. Un uomo la osserva seduto contro il muro. È servita a ripulire un po’ le strade dall’immondizia che si era ammonticchiata». 4. Il taxi di Travis di notte 2’22” (Fig. 23): Un palazzo colmo di cartelli elettorali. Entra in sala. studi incerti. La voce over di Travis racconta la prima volta in cui vide Betsy. 20): Giorno. spesso anche di domenica. 15): Travis ha appena finito di lavorare ma ancora non ha sonno. Un giorno o l’altro verrà un altro diluvio universale e pulirà le strade una volta per sempre». drogati. Voce over: «Vengono fuori gli animali più strani la notte. 6): Travis Bickle si presenta a una stazione di taxi per farsi assumere. 6. 22.CONTENUTO DELLE SEQUENZE 1. 1. entra in campo un taxi. Tom esce per chiedergli di spostarsi ma lui riparte subito. Adesso lavora dalle 18:00 alle 06:00. 10. 9): Un movimento di macchina semicircolare mostra l’interno dell’appartamento squallido in cui Travis vive. 2. al proprio benessere. Compare in dissolvenza una pagina del diario di Travis. Uno scopo nella vita 12” (Fig. certe volte c’è perfino del sangue». 13. è stato congedato dai marines nel 1973. al rallentatore. Tenta inutilmente di attaccare discorso con la cassiera. non finiscono mai». Strada di New York. Nell’appartamento 35” (Fig. Betsy lavora nell’ufficio propaganda di Palantine. Grazie al cielo è venuta la pioggia. ancora sveglio e vestito. . ladri. Travis scrive un diario. 7. L’addetto alle assunzioni è diffidente ma decide comunque di assumerlo. Gli occhi del tassista sono illuminati dalle luci infernali della città. Guadagna bene. 14. a casa. 17. È Travis. scippatori. non ha precedenti penali. Travis esce e camminando sorseggia una bevanda probabilmente alcolica. Il cinema porno 1’54” (Fig. La mattina Travis torna alla rimessa dei taxi e pulisce i sedili (voce over: «sono sempre impiastrati. il cui motto è “We are the people” (noi siamo il popolo). in un gioco di luci rosse e blu. Secondo me uno deve cercare di avvicinarsi alle altre persone». 16) Travis è disteso a letto. spacciatori di droga. Di nuovo gli occhi e il fumo visto all’inizio che accompagna la dissolvenza da questa sequenza alla successiva. 8. 18. Betsy gli fa notare che un tassista la osserva da molto tempo e la cosa la infastidisce. Travis scrive sul diario. Nel taxientrano un cliente bianco e una prostituta nera. 7. Titoli di testa 1’55” (Fig. Travis osserva Betsy 2’34” (Fig. Del fumo esce da un tombino. che la guarda sorseggiando della Cocacola. dal parabrezza. 4. Travis è nel taxi. 8. Tra Betsy e il suo collega Tom c’è del tenero. 5. non credo che uno possa dedicarsi solo a se stesso. sfruttatori. Voce over: «9 maggio. 21. Travis diventa tassista 2’44” (Fig. Soffre di insonnia e vuole lavorare di notte. New York viene vista deformata. 11. per la campagna del senatore Charles Palantine.

Voce over: «26 maggio. dove ci sono anche tre sue colleghi. 31. Voce over: «Solo adesso mi accorgo di quanto è fredda e insensibile. Palantine e Iris 5’13” (Fig. risponde che la cosa che più lo disgusta è lo schifo e l’immondizia. Le donne sono tutte uguali». «bisognerebbe ripulire tutto». 12. Betsy chiama un taxi. Travis la porta in un cinema porno. Non reagisce quando Dollaro gli mostra un pezzo della vasca da bagno di Errol Flynn con tre livelli dell’acqua («una. Lei è come tutti gli altri». La invita al cinema. ma non serve a niente. 27): Ufficio di Palantine. che a parer suo non la rispetta. Travis si accorge di aver caricato Palantine. A Betsy però bastano due scene di Swedish Marriage Manual per uscire disgustata e offesa (siamo troppo diversi). sul taxi. lasciando 5 dollari stropicciati a Travis. «è profeta e spacciatore. Colpita dalle parole di Travis Betsy accetta. di notte. Travis in taxi. Tom chiama un agente di polizia. L’appuntamento è alle 16:00. La scenata di Travis 58” (Fig. 29): Travis aspetta fuori dal palazzo in cui Betsy lavora. vestito in maniera elegante. Travis entra e chiede di collaborare alla propaganda. Dollaro chiede a Travis se ha una pistola. Alla radio hanno detto che un tassista è stato massacrato nella ventiduesima strada. . Subito dopo sale nel taxi una prostituta giovanissima. ma lei se ne va. 14. lei è perplessa ma lui la convince a fidarsi. 15. Mago sta raccontando le sue avventure erotiche con le clienti. tutta contraddizione». Travis chiede spiegazioni a Betsy. Piano-sequenza: la voce di Travis si sovrappone all’immagine dei fiori che Betsy ha rimandato al mittente e che ora marciscono nell’appartamento di Travis. 28. Va a prendere Betsy. 40. La minaccia: «Lei vive in un inferno qui. ridono insieme. Kris Kristofferson 24” (Fig. Travis torna al garage e mette da parte la banconota. si stuzzicano. L’appuntamento fallito 3’35” (Fig. 32. 30): Travis. cn una certa violenza. che non conosce il cantante di cui Betsy parlava al caffè. 38. Travis cerca di trattenerla. 26. Tom e Betsy fanno discorsi assurdi. va a comprare il disco di Kris Kristofferson. Al caffè. 35. 13. Travis lancia un goffo doppio senso che Betsy non capisce. Al caffè con Betsy 3’43” (Fig. 37): Esterno giorno. poi inizia a parlare di Tom. 10. Gli fa i complimenti e. 41): Ufficio di Palantine. 25): Notte. Al bar dei tassisti 4’41” (Fig. che non gli risponde più al telefono. Travis fissa catatonico le bollicine di un alka-seltzen. Allora gli chiede se la vuole comprare e Travis nega ancora. etc. 36. disgustato e allibito. lui dice di no. Poi però arriva il suo protettore che la trascina via. Tom cerca di trattenerlo. non ottiene un altro appuntamento.9. 39): Travis telefona a Betsy per scusarsi. Betsy accetta. Esce. 24. che dice a Travis di portarla via da «questo schifo». Alle quattro del pomeriggio sono andato con Betsy a prendere un caffè». Travis entra infuriato. Travis entra in un bar. È solo un pretesto per dire a Betsy che le piace e per invitarla a prendere un caffè. L’invito 4’45” (Fig. 11. e morirà in un infermo. Betsy un caffè e una macedonia di frutta. 16. gli parla di una canzone di Kris Kristofferson: sembra fatta apposta per lui. Travis è silenzioso. La telefonata 1’58” (Fig. 34. La voce over dice che Betsy ha accettato l’invito al cinema e che forse si vedranno il giorno dopo. due o tre persone»). un po’ falso e un po’ sincero. 33): Travis. interrogato dal senatore. Travis è in mezzo alla folla (al rallentatore). Travis ha preso un caffè nero con una fetta di torta di mele.

42. C’è una finestra illuminata. latte e sciroppo di albicocche. 23. giorno. Incontra così Andy. I consigli di Mago 5’27” (Fig. con una 44 Magnum («dovrebbe vedere come riduce una donna tra le gambe una 44»). 47): Casa di Travis. 8 giugno. 57): Travis si esercita al poligono. che lo fa accostare davanti ad un palazzo. Voce over che continua nella scena successiva: «Era un’idea che andavo rimuginando da parecchio tempo». mentre Travis scrive il diario: «Oggi. I marchingegni di Travis 2’02” (Fig. Travis al cinema pensa alle pistole 23” (Fig. che sta camminando con un’amica. Travis quasi prende sotto la giovane prostituta. 25. Arriva un taxi e ci sale. 26. 21. 61. Travis si prepara una colazione con pane. cibo cattivo». fa le flessioni (sulla schiena ha delle cicatrici). sono nato per essere solo». 44. Pe rquesto il sgnore è deciso ad ucciderla. Travis si avvicina ad un adetto alla . Travis compra una 44 Magnum. Continua la voce over della scena precedente. 55): Travis. un venditore d’armi. 49): Travis sul taxi. 19. Le pistole 3’53” (Fig. Travis guarda l’intervista a Palantine 1’01” (Fig. Comizio di Palantine 4’25” (Fig. 52): Giorno. Gli chiede insistentemente di lasciare il tassametro acceso. Travis si rimette in forma 30” (Fig. a casa. Poligono 14” (Fig. Notte.17. con una sagoma di una donna: questa è la moglie del cliente. ma Travis nega ed esce nervoso. 62): Comizio di Palantine. Voce over: «Adesso devo rimettermi in forza. 27. 59. 60): La voce over continua e porta ai manifesti di Palantine: «Era lui il simbolo di tutto quello che di male era successo a me». Ci sono alcuni colleghi che ascoltano Mago raccontare anedotti su clienti particolari. 53. 18. Travis sorseggia qualcosa di alcolico per strada. il proprio disagio. Prova la sua resistenza tenendo il pugno sul fornello acceso. 46. La folla attende l’arrivo del senatore. costruisce un carrello per estrarre rapidamente la pistola che porta sotto la manica. Le due si accorgono ma fanno finta di niente. la mia vita ha preso di colpo un’altra piega». 22. Il cambiamento 18” (Fig. Travis si esercita con le pistole davanti allo specchio. 56. 43): Travis carica un signore. Voce over: «La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita […] non c’è scampo. Lui allora smette di seguirle. 24. che lo sta tradendo con un uomo di colore. Travis si sente solo 2’32” (Fig. Betsy e Tom sono sul palco. una Colt 25 automatica. Il pazzo nel taxi 3’52” (Fig. 45): Bar dei tassisti. mentre guarda Palantine intervistato alla televisione. La gente per strada cammina al rallentatore. 54. Andy vorrebbe vendergli anche della droga e una Cadillac. 20. niente più tranquillanti. 58): Al cinema porno Travis continua a pensare alle pistole. una 38 due pollici e una 32 walther. che lo porta nel suo appartamento per far vedere a Travis tutta la sua merce. Decide di seguirla per un po’. 50): Casa di Travis. 48. Travis esce con Mago per chiedergli un consiglio ma non riesce a spiegare il problema. Mago allora risponde frettolosamente con una serie di luoghi comuni. 51. si attacca un pugnale allo stivale.

66. 32. 69): Travis ha in mano la 44 Magnum. 29. 67): Notte. 36. 33. romantici. 77. La decisione 1’54” (Fig. 78): Travis e Iris salgono nella stanza. finge di essere interessato ad entrare nei servizi segreti. 34. ha tutt’altro in testa. Voce over: «state a sentire stronzi […] ho avuto anche troppa pazienza […] ho deciso di farla finita». li rassicura. dice di lavorare per il governo. La colazione 4’44” (Fig. etc. non sa ancor acome si chiama. con la pistola in mano. La voce over porta dall’esterno del comizio alla casa di Travis.sicurezza e. Travis gli spara. Il proprietaro dice a Travis di andarsene e infierisce sul ferito agonizzante. La ragazzina si piace quello che fa. Travis cerca di sapere qualcosa su Iris. 72. qui»). beve la solita bevanda alcolica. 79): Caffetteria: Iris esagera con gli zuccheri mentre Travis cerca di convincerla che la sua vita è un inferno. 76): Giorno. assicuratosi di aver capito male. Finge di ucciderlo con la pistola nascosta sotto la manica. Si invitano il giorno dopo per colazione. la punta alla televisione dove si vedono delle coppie di colore che ballano. ma la giovane prostituta gli dice di prendere accordi con Sport se vuole stare in compagnie. nella loro stanza. 71): Esterno. vanta la sua merce a Travis. 82): Iris e Sport. 74. Betsy. Travis rompe la televisione 1’13” (Fig. Travis indugia poi accetta. con una spranga. si sente trascurata. Travis e Iris 5’45” (Fig. Sport scambia Travis per un poliziotto. Voce di Palantine. Travis è sul taxi. che Sport la usa. 28. 35. Lascia un indirizzo fasullo. 68. quanti anni ha. che lo invita a ritornare quando vuole. Davanti alla televisione 1’33” (Fig. Voce over: Travis scrive ai genitori. Vede Iris e la sua amica che passeggiano. Lei dice di chiamarsi Iris. 63. rassicurarla. Le ricorda l’episodio del taxi e promette di portarla via da lì. all’una. Il rapinatore 1’56” (Fig. Si unisce a loro. Uscendo Travis paga ancora l’affittacamere. Iris comincia a spogliarsi ma lui la ferma. fino a farla cadere con violenza. rompendola. le offre anche dei soldi. non le Sport cerca di facendo discorsi cambio luogo: . Travis vuole convincerla a tornare dai genitori. Travis scappa. Entra un rapinatore nero che minaccia il proprietaro con una pistola. 80. Poi. La lettera ai genitori 2’: (Fig. Ora porta occhiali scuri e capelli corti. lamenta. 81. 70. pagando altri 10 dollari all’affittacamere. che è libera di decidere. che sta bene. Travis guarda il comizio stando dentro il suo taxi. Alla fine si sentono degli spari. da mesi. e si fa pagare 15 dollari per un quarto d’ora. 65. con sorriso ironico e strafottente. Travis guarda il manifesto di Palantine che ha appeso in casa. Iris e Sport 2’35” (Fig. Sport 3’47” (Fig. 64): Travis a casa finge di parlare davanti allo specchio con qualcuno che lo provoca («Ma dici a me? Con chi stai parlando? Non ci sono che io. mette un disco e balla con lei. 73): Travis. di guadagnare molti soldi e di stare con una ragazza. Iris però dice che quella sera era drogata. ma che preferisce il nomignolo “Facile” («è facile d aricordare»). Travis entra in un piccolo super market. 75. guarda la televisione dove si vede una soap opera. Lei invece dice che Sport non la tratta male. 31. 30. Punta la televisione con la pistola e col piede sinistro la spinge all’indietro.

Lascia cadere la 44 Magnum e sale le scale. che riflessa nello specchietto retrovisore. Prova con la 38 ma pure quella è scarica. Si scambiano sguardi silenziosi. inseguito dall’affittacamere che urla e impreca. 91. 112): I titoli compaiono. Appesi al muro ci sono dei ritagli di giornale. 86. Travis lascia Betsy davanti casa e se ne va. Travis saluta i colleghi. Travis scappa. Si gira e lo finisce da vicino. 88): Un mafioso paga Sport per salire nella stanza con Iris. che lo ha seguito sanguinante. 83. 92. Titoli di coda 2’47” (Fig. Travis guarda allo specchietto. infine. offrendole la corsa. Travis viene colpito al collo da Sport. Lascia un biglietto a Iris con dei soldi. Lo sparo rimbomba per tutto l’edificio. Nel corridoio spara con la 44 Magnum all’affittacamere. sostituita da quella delle luci e della città di notte. Travis eroe 1’33” (Fig. 100. 98. 90. 37. Travis finge di spararsi alla testa con la mano insanguinata.provengono dal poligono in cui Travis si sta esercitando. Palantine ha vinto le primarie. L’attentato fallito 3’27” (Fig. giù per le scale insanguinate (qui ci sono una serie di carrelli in dissolvenza incrociata) fino al cadavere di Sport all’ingresso. 99. lo provoca. Scende e parla con Sport. Dalla camera di Iris esce il mafioso che ferisce al braccio Travis. con Betsy e Tom. 103): Casa di Travis. Arriva a casa prende dei tranquillanti e beve una birra. Si lascia cadere sulla poltrona. 110. Perde i sensi. 40. vista sia attraverso il parabrezza del taxi. Sport non lo riconosce e Travis gli spara in pancia. Quando la folla applaude. ma solo convenevoli imbarazzati («ho letto di lei sui giornali. 87): Nuovo comizio di Palantine. 39. I due si scambiano sguardi attraverso lo specchietto. Travis si punta la pistola al mento. 41. infila una mano sotto il giubbotto ma l’addetto alla sorveglianza lo vede e comincia ad inseguirlo. Travis ultima i preparativi dei suoi armamenti. con la pistola alzata. La strage 5’15” (Fig. 104. Lui estrae la 38 due pollici nascosta sotto la manica e uccide il mafioso. 105. arrivano poliziotti e infermieri. 84): Casa di Travis. che lo guardano sospettosi e anche imbarazzati. Entra nel palazzo in cui c’è la stanza di Iris. che ora è tornata a Pittsburgh e ha ripreso a studiare. poi la sua immagine viene assorbita e. I preparativi 1’16” (Fig. 109. Silenzio. che ci informano che Travis non solo è sopravvissuto ma che è stato considerato un eroe. Betsy nel taxi 3’09” (Fig. Entra nella stanza di Iris che urla terrorizzata. La voce over del padre di Iris legge la lettera con cui ringraziano Travis per aver salvato la loro Iris. 108): Esterno notte. . 111. lo fa anche lui. preme il grilletto ma ha finito le munizioni. Parlano. Sul taxi c’è Betsy. Ha cambiato ancora look: si è tagliato i capelli alla Mohawk. 93. dalla stanza di Iris (inquadratura zenitale). 38. 89. il quale prima gli trafigge una mano col pugnale e poi lo uccide con un colpo alla testa. 106. Brucia i fiori secchi di Betsy nel lavandino. Fuori. 97. Entra un poliziotto (inizia la musica. Il rumore del sangue suona quasi irreale. 44. 102. 101): Si percorre a ritroso la scena della strage. 85. 107. 95. mentre un gioco di schermo dentro lo schermo viene creato dalla città. al rallentatore. Si avvicina poi a Palantine. Iris lo sente dalla sua camera e si spaventa. È guarito?»). 96): Travis nel taxi. minacciosa). Travis scende dal taxi. 42. Dopo la strage 2’32” (Fig. si addensa la folla. 94. Il cliente mafioso 26” (Fig. L’affittacamere entra e si avventa su Travis. La sua voce over («Adesso vedo con chiarezza che la mia vita ha avuto un solo scopo») porta alla sequenza successiva. 43.

APPARATO ICONOGRAFICO .

1. 2. 4 . 3.Fig.

6.Fig. 5. 7. 8 .

Fig. 10. 9. 11. 12 .

16 . 13. 15.Fig. 14.

Fig. 18. 19. 17. 20 .

22. 23.Fig. 21. 24 .

28 . 27.Fig. 26. 25.

Fig. 31. 30. 32 . 29.

Fig. 35. 33. 34. 36 .

37.Fig. 40 . 39. 38.

Fig. 42. 41. 44 . 43.

46. 47. 48 .Fig. 45.

51.Fig. 49. 50. 52 .

55. 56 .Fig. 54. 53.

Fig. 57. 60 . 58. 59.

Fig. 62. 64 . 61. 63.

67. 65.Fig. 68 . 66.

69. 72 . 70.Fig. 71.

75. 73. 76 . 74.Fig.

78. 80 . 79. 77.Fig.

Fig. 82. 84 . 83. 81.

86.Fig. 88 . 87. 85.

90. 89.Fig. 91. 92 .

95. 96 . 93.Fig. 94.

97.Fig. 98. 99. 100 .

102.Fig. 103. 101. 104 .

106. 108 . 107. 105.Fig.

112 . 111.Fig. 109. 110.

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rabbia. dove la folla ingombrante e colorata non può che apparire attraverso un ralenti. È una New York che suda. indipendentemente dal verdetto: non passa nessuna differenza tra il dare i soldi a Iris perché ritorni dai genitori e compiere una strage. si aggrappa con tutta la forza. dove non solo si avverte questa solitudine asfissiante ma la si esalta inconsciamente (o forse no). Fin dai titoli di coda. a parer suo. le lettere. In una società come quella di oggi. Forse la sola differenza che passa tra l’isolamento di Travis e quello degli altri personaggi. Alienato dall’incapacità di chiarire. Non servono le fontane d’acqua. disgusto. Le perversioni che sfiatano da ogni angolo sono come il fumo che esce dai tombini e i volti rossi delle persone la notte: è l’inferno che si rivolta e trasborda. avere uno scopo. che Iris ingurgita alla caffetteria) per mascherare quell’amaro che si avverte fin nel profondo. Dolci (quelli che compra Travis al cinema. Dollaro è ossessionato dai soldi. che a parer mio non può che essere definito capolavoro. schifo. Betsy e Tom cercano di coprire i silenzi imbarazzanti parlando di assurdità. che mangiano al bar lui e Betsy. da “cattivo”. Un impellicciarsi che in Taxi Driver si vede solo attraverso gli occhi di Travis: il gentiluomo con la prostituta. tranquillanti. leggermente sbavata. la persuasione fasulla. si ha il presentimento. l’amicizia con secondi fini. cerca di portare a termine. Iris ha solo tredici anni e piuttosto che ammettere la propria condizione di ragazzina sola si vende come prostituta. dovrebbe essere ripulita una . una New York che tiene per il collo tutti gli abitanti. da festa. che si aprono appunto col fumo che esce dal tombino (fumo che viene ripreso in varie parti del film). Nonostante siano passati poco più d trent’anni dall’uscita di questo film. Ciò che si respira fin dalle prime sequenze è quest’atmosfera afosa. e se ne esce con una serie di luoghi comuni. è finzione. si cerca di stereotiparsi. tutti questi “eremiti” cercano una salvezza. l’esaltazione degli ideali banalizzati per vincere. In una New York caotica. Salvare. si impegna. di spiegare all’addetto che soffre d’insonnia. Travis osserva e giudica. quando tutti vedono Travis come un eroe o fingono di vederlo tale per non ammettere la crudele violenza commessa. i sorrisi ironici. come può esserlo una foto sfocata o troppo satura di colore. etc. affascinato dallo schifo che prova. che sembrano evaporare piuttosto che raffreddare. hanno quel sorriso maligno e lievemente satanico. ossessione. una missione: questa è la vera ossessione di Travis. La stessa lettura eroica finale. è l’ansia irrefrenabile del protagonista di avere uno scopo: ansia che lo conduce poi a trovare la sua missione in ogni occasione (l’attentato a Palantine. etc. in cui le luci notturne si fanno spettri ondeggianti e psichedelici. travestimento.COMMENTO Insonnia. salvare Iris. un cambiamento. E quando trova. brevi sketch di conversazione. Travis “cerca” disperatamente. una miglioria: ci si copre di ori finti spacciandoli per veri. cerca lavoro come tassista: il suo modo di rispondere. salvare Betsy dalla stupidaggine di Tom. gli occhi rossi del diavolo nella prima sequenza. si smette di parlare preferendo slogan. alcool. l’abito angelico e i capelli biondi. questa desolazione e solitudine. Travis. I cinema porno sono abbelliti da insegne luminose che sembrano piuttosto promuovere caramelle per bambini. Come allora. ho ritrovato un’attualità impressionante. prima di tutto a se stesso. E Travis stesso si traveste: abito da lavoro. che fatica a respirare. avviluppando tutto. si vive in appartamenti affollati dove nessuno conosce nessuno. dall’immondizia che. tutti sono soli. Mago al bar parla di improbabili avventure erotiche e non. il turbamento ansioso di chi avverte il male. etc).

insista sulla musica. dice Travis. schizofrenia. rappresenta la disperata e inutile ribellione della vittima tra le zanne del predatore. prende il volo. simbolico. che nasconde segreti indicibili e alla fine vorrebbe solo essere punita per questo. dal nuovo Presidente o da un Giudizio Universale. per la salvezza. É sempre lei che. Ma Travis è anche Erika Kohut (Isabelle Huppert) in La Pianista di Michael Haneke. si arriva ad una fotografia esasperatamente vera: ci si può salvare dalle violenze proprie e degli altri. che è disposto a lavorare di notte. si scioglie in quella fiamma puzzolente e sporca. si getta in situazioni dove annega e basta. infatti in maniera velata traspare la rassegnazione di un uomo che è consapevole di essere rimasto vittima. Nonostante Scorsese saturi i colori. perchè porta già dentro di sè tutti i disturbi nevrotici profondamente contemporanei. quella missione che tutti hanno. sulle inquadrature zenitali (quasi fosse Dio a guardare). meglio. La persona stufa di sentirsi abbandonata che sfoga la rabbia cercando di attentare un senatore. violenza repressa. Tutto il film è una corsa: Travis parte piano. sfuma tra la città: si perde di nuovo in quel brulichio di luci e di caldo. L’innamorato respinto e non capito. . Travis è anche Christian (Ulrich Thomsen) in Festen di Thomas Vinterberg. il salvatore di anime perdute. perversa. Il taxista. tasta il terreno dal suo taxi. come un predatore cerca la sua vittima. O da lui stesso. e renda tutto in bilico tra realistico e surrealistico o. Travis è tante altre icone. si fa Dio e credente. conscia di essere lei stessa vittima e carnefice: un autocannibalismo atroce ma reale. L’unico che può uccidere e ripulire tutto. Non può che portare gli altri dentro il suo mondo. Fondamentalmente ricerca. dove le autodifese si sono abbassate e. non può che immergerli in questo fango goffo e rabbioso. di tutto il male che ha sofferto e che soffre. quello scopo. si accolla possibilità improbabili.volta per tutte. l’impatto che ho avvertito è stato quello di trovarmi di fronte ad un incubo. si può cercare e credere di aver trovato la propria missione. É sempre lei che. Travis può decidere per tutti ma non per sè: le munizioni finiscono e lui è costretto a rimanere. E proprio come un angelo diabolico (o forse solo come un angelo). Psiche sdoppiata. sempre più incapace di mascherare metaforicamente il disagio psicologico personale. in qualsiasi giorno. simbolo. Travis parla allo specchio con un immaginario uomo che subito uccide. Bess si sdoppia nel parlare a Dio. E sono gli ostacoli e le possibilità a diventare i suoi stessi scopi. Travis si addossa missioni non sue. che cerca di denunciare ciò che lo disgusta profondamente. Penso che più che una salvezza finale. rallenti l’andatura altrimenti frenetica della folla. in un cambio di voce e atteggiamento. Forse non sono esattamente proprie di Travis che mi fa pensare a Bess in Le Onde del Destino di Lars Von Trier: profondamente credente. che non ha più alcun limite. cosa che però avviene solo in parte. che deve quindi vendicare il suo dolore. saggia con terrorizzante lentezza le possibilità e gli ostacoli che gli si presentano davanti. martire di se stesso: alla fine gli occhi sono ancora coperti di luce diabolicamente infernale. sull’introspezione del protagonista. ma siamo in realtà kamikaze sopravvissuti. in qualsiasi zona. Scorsese abbia voluto parlare di condanna. si addossa responsabilità strazianti e terrificanti. L’unico uomo che può salvare la giovane prostituta. guerrieri vigliacchi con un pugnale sulla schiena.

raccordi esterno/interno.Per concludere è da notare che nel film vi sono molte inquadrature zenitali. che danno allo spazio un tempo soggettivo .le raffiche di immagini ripetute . Assume anche un altro e importante significato: Travis non sa trattenere le cose che ha dentro. . Dopo il massacro la sola voce off che si sente è quella del padre di Iris nella lettera che scrive per ringraziarlo.il montaggio che crea ellissi narrative .i dettagli . che creano enfasi drammatica e simboleggiano un tempo statico Insomma. giorno/notte. È questa voce che anticipa la strage finale. Grande importanza nel film ha la voce over di Travis che può essere considerata la via di accesso alla sua mente.i ralenti. Poi vi sono inquadrature dall’alto a 180° che saranno la sua “firma” anche in opere successive e che dimostrano l’influenza avuta su di lui dalla Nouvelle Vague. Infine è fondamentale la sequenza muta dopo la strage: vi è un dolly finale esterno. diventa muto. Nella scena finale con Betsy parlano solo gli sguardi e qualche convenevole forzato. nel film vi è uno stile “misto”: lunghi piani-sequenza a cui seguono scene con un montaggio quasi frenetico.l’illuminazione iper-realistica . Infatti lì Travis ha chiuso col mondo e non deve più mettere ordine nei suoi pensieri. Sono poi da sottolineare le diverse inquadrature utilizzate per riprendere Travis: . che hanno la funzione di dare enfasi espressiva alla scena e possono essere considerate eredità della sua educazione cattolica. la macchina da presa si allontana mentre noi non conosciamo ancora il destino di Travis. anche se questo espediente si dirada nella seconda parte del film.le inquadrature con Travis “fuori centro” . predilette da Scorsere. Dopo aver ucciso i rappresentanti del male.

la proiezione delle sue ossessioni in un mondo alla deriva. Taxi Driver. 1977. Questa incoscienza in agguato è una catalizzazione estremamente efficace. l’epilogo tende a esaltare quella di Travis. in Segnalazioni cinematografiche. Taxi Driver. Il protagonista. cioè uno specchio […] Incolto. è un’immagine vivida e tragica dell’individuo in crisi. Claude Beylie. Tullio Kezich. riporta insomma i segni di una tradizione americana che vagamente si collega al mito pionieristico della legge e dell’ordine. Taxi Driver ci mostra la catastrofe che produce un simile primitivismo ideologico applicato al mondo attuale. così che i sospetti di chi ha visto in quest’opera troppe analogie col fascista Giustiziere della notte non sono del tutto infondati. invece. banale infatti è la storia. è ipersensibile la sua professione lo porta a osservare. 1976.244. Poiché i due momenti non si fondono… resta un’ennesima testimonianza delle ambiguità con cui certi film americani. Giovanni Grazzini. E tuttavia Robert De Niro. Non tutto funziona in questo film: l’ironico finale. 81. 1976. Laterza. il tassinaro è tuttavia erede di una cultura antica. che percorre il labirinto della città col suo taxi alla ricerca di un’impossibile via d’uscita. in Il Millefilm. «Ecran». per conseguenza. continuamo a trovarlo incomprensibile. Centro Cattolico Cinematografico. Non è. uno psicopatico che soffre d’insonnia e di solitudine. n. le sue esitazioni e ripiegamenti. esprimono gli affanni dell’epoca. un modello di comportamento (nel qual caso la strage di «giustiziere privato» renderebbe l’opera inaccettabile): ma è un segno dei tempi. Dall’altro. È con grande abilità che Scorsese e i suoi collaboratori si predispongono un eventuale ripiegamento tattico che consente di dimostrare gli scogli della dimostrazione univoca. balordo il finale […] Da un lato moraleggia sul male di vivere nelle metropoli […] sicchè è tentato di adeguarsi all’ottica del cinema reazionario. Taxi Driver. risaputo lo stile. 1976. Taxi Driver. Il Formichiere. per esempio. patetica «crociata». vol. a giudicare introversamente e ad agire pressochè irresponsabilmente con stravagante e interessantissima disponibilità tra i due estremi di Angelo tutelare e Angelo sterminatore. anzi si identifica e immerge totalmente nell’ossessione e nella sua Taxi Driver è una prova sfiatata di Martin Scorsese […] Sotto la scorza sanguinosa. qui. Mi sembra che Scorsese abbia evidenziato in Mean Street un maggior approfondimento critico […] in definitiva la «missione» di Charlie sfociava nella tragedia. un eroe solitario che. in Cinema ’76. L’opacità del personaggio. spinto dall’osservazione della realtà sociale tenta il ritratto di un debole e ironizza sul significato che i benpensanti danno alla sua rivolta. Il passaggio di Travis all’azione criminale è preceduto da un travestimento ritualistico che ricorda quello degli indiani Mohawk. «non chiede nulla» […] Il regista non prende criticamente le distanze dal suo protagonista. basata su valori che il materialismo moderno ha irriso o conculcato.FORTUNA CRITICA Opera singolare e appassionante di un giovane e personalissimo regista italo-americano […] questo film è un saggio di odio per la società e di amore per l’uomo. . dopotutto. Milano. Giuliano Giuricin. 49. Roma-Bari 1987. il puerile donchisiottismo […] servono mirabilmente il progetto degli autori. «Cinema Nuovo». la sua lucidità aggressiva mescolata d’incertezza e confusione. n. professionalmente impeccabili. Taxi Driver.

sensuale. è un reduce del Vietnam. Racconta della violenza di una società vuota e priva di ragioni per andare avanti. 1977. Lo sceneggiatore Paul Schrader. si butta nella mischia. ma. il personaggio interpretato da Robert De Niro. incapace di coltivare sogni e sentimenti fragili. con una tecnica vicina al documentario. Il tono «realistico» della fotografia aumenta l’impressione di autenticità. se si preferisce. passando dall’altra parte della timidezza e del pudore. cieca. Taxi Driver. Giorgio Rinaldi. Taxi Driver. 1994 Questo quadro di rara cupezza della giungla urbana contemporanea trae in parte la propria forza dalle condizioni di lavorazione: tutto in esterni e nei quartieri malfamati di Manhattan. Travis. Scorsese non si limita più a calare le proprie intuizioni in un contesto realistico. Una vittima collettiva che diventa cattiva. delle metafore e delle folgorazioni variamente presenti in Mean Street… La Little Italy di Johnny Boy è lo spazio mentale dei deliri del protagonista. Taxi Driver è un film profetico. con una predilezione per i falliti e i diseredati. «Il Giorno». Giuseppe Turroni. ancora una volta. la New York di Travis vuole essere anche una presenza autonoma. Dello spaventoso. Questo impegno libera il film dal lirismo e dall’aneddoto. profondo abisso che si può creare nella coscienza della gente quando tutto intorno perde significato. di dialogo poco e troppo furiosamente moralistico. (poi anche regista in proprio: American Gigolò. Vedere per essere ammaestrati. Lo si avverte soprattutto nella zona centrale del racconto dove il film va un po’ in «surplace» anche se a riempire il vuoto provvede l’intensa. Robert De Niro. ha fatto del buon cinema. «Cineforum». Il difetto sta nella sceneggiatura di Paul Schrader o. e quelle panoramiche combinate nella casa. Taxi Driver magnifica il talento visionario e sensuale di Scorsese. L’inferno al neon di New York. con quasi vent’anni di anticipo. nella sua struttura un po’ monocorde di monologo o. sono di una bellezza che può lasciare ammirato il Polanski di Chinatown… Scorsese è come uno che abbia paura di dire e tuttavia. Il pittoresco dei luoghi viene smorzato a vantaggio di una visione senza orpelli della fauna newyorkese. 272. nel ruolo di un «uomo del sottosuolo». così come certi dialoghi semimprovvisati. mistico. maniaco e come innamorato di sé e non di altri che lo abbiano fatto… La sequenza dell’eccidio è molto bella. Una anima sbattuta. dialettico tra Travis e New York che dà al film una patina di manierismo. Quando nella società maturano i germi della distruzione. ma confronta il suo tassista con avvenimenti che hanno o vorrebbero avere uno spazio e un tempo loro propri. Morando Morandini. «Filmcritica». Comunica quella tentazione alla giustizia sommaria che fa parte della peggiore tradizione americana Taxi Driver ci ha insegnato. n. a mio avviso. 1980) ha detto di aver voluto trasporre in ambiente americano Lo straniero di Camus. Si taglia i capelli come quelli di una tribù di indiani e poi dei marines in Vietnam Il film è freddo e tremendamente privo di speranza. 160. . violenta. lungo la scala insanguinata e viscida e in strada sulla folla. Tragicamente profetico. 26/09/1976. dall’autobiografia e dalle suggestioni. un underground man (per riprendere un’espressione di Pauline Kael) di perfetta neutralità espressiva: l’essere anonimo finito nel nulla della Scorsese. elettrica recitazione di De Niro. n. Come una società può distruggersi. Walter Veltroni. 1976. senza accorgersene. meglio. Sperling & Kupfer Editori. Milano. In questo film egli è stato molto aiutato dall’interprete.Girato da maestro. Tornato a New York diventa tassista notturno e passa le sue giornate tra le strade di una città violenta e i cinema pomo. né il misconosciuto Boxcar Bertha (america 1929: Sterminateli senza pietà). Dizionario sentimentale di film. Lì sembra aver lasciato la sua voglia di vivere. Da Certi piccoli amori. non vale né Mean Street.

È stata la genialità dell’attore e la sua confidenza col regista Martin Scorsese. 1980). emergono dialoghi e battute di valore epocale. solitario abitante di New York che. grazie all’interpretazione del giovane Vito Corleone nel Padrino parte II (1974). De Niro aveva già ottenuto un Oscar come “miglior attore non protagonista”. diventa tassista di notte. Vallardi. ma è grazie all’ex-marine psicotico diventato tassista notturno. o di un modo di pensare. La sua capacità di catturare l’insolito fa esplodere la convenzione dei generi. Girovagando tra le follie della città. perché si è formato anche lui alla duna scuola della strada. Tutti ricordano l’«Are you talkin’ to me?» (»Dici a me?»). Scorsese era il regista perfetto per questa storia di asfalto. soffrendo d’insonnia. 1990 Sheperd).città. Ma il talento del regista è determinante. creando dal nulla quello che è diventato il simbolo stesso di Taxi Driver. Bickle nota l’appariscente bionda Betsy (Cybill . era scritto semplicemente: «Bickle si guarda allo specchio. sul copione in mano a De Niro. di Mean Streets (1973) a Fuori orario (1985). Da L’Espresso del 25 agosto 2005 Ci sono film da cui. preparandosi ad uscire». Taxi Driver racconta le peregrinazioni di Travis Bickle. diventando simbolo di un personaggio. poi si mette sulle tracce di Iris (Jodie Foster). quando Taxi Driver apparve sugli schermi. a permettergli di improvvisarla. che De Niro acquisisce lo status d’attore simbolo di un’era. Nel 1976. reduce dal Vietnam. Quando il tentativo di corteggiamento fallisce miseramente. di Robert De Niro-Travis Bickle in Taxi Driver. aldilà della suggestione d’immagini e intreccio. Eppure sulla sceneggiatura quella battuta non c’era. quando il protagonista. Oscar Cosulich. da lui conosciuta quando la ragazzina aveva cercato di sfuggire nel suo taxi al laido protettore “Sport” (Harvey Keitel). un archetipo narrativo talmente forte da essere ripreso poi in un’infinità di film successivi. con una deviazione sui retroscena della boxe (Toro scatenato. prova davanti allo specchio il momento clou di quella che sarà la sua sanguinosa catarsi. prostituta l3enne. che travalicano così lo schermo. infatti. Da I capolavori del cinema. Scorsese ha saputo dipingere all’acquaforte la notte americana (quella vena). Milano. Bickle acquista diverse pistole: prima matura confusamente l’idea di uccidere Palantine. Tratto dal romanzo omonimo di Richard Elman. Claude Beylie. chiuso in casa e armato. Figlio di immigrati siciliani (è nato nel 1942). impegnata nella campagna elettorale del senatore Palantine. impersonato per Martin Scorsese.

Infatti. da Claude Beyle che già nel ’76 aveva colto la grandezza del film. della Nouvelle Vague. confermata nel suo saggio di 15 anni dopo. tacciato di “fascismo” fin dai tempi della sua uscita. soprattutto. Anche Morando Morandini. nel 1976. . appunto. allora l’unico importante quotidiano nazionale. Giuliano Giuriucci. non possono disconoscere a questo film i caratteri del capolavoro. che allora scriveva su “Il Giorno” e che rappresenta il terzo esempio “classico” di critico con la C maiuscola. avesse una maggiore capacità di penetrare la natura innovativa del film di Scorsese anche per il lascito.) Un po’ più favorevole fu la recensione di Tullio Kezich. sembra incerto sul giudizio finale. che in quegli anni si dedicava sistematicamente alla demonizzazione dei film d’autore. a distanza di quasi trent’anni dall’uscita di Taxi Driver. che tuttavia riesce almeno a cogliere il dramma esistenziale del protagonista. Lo definisce uno straordinario film profetico che ancora oggi giunge al cuore dello spettatore. criticatissimo film con Charles Bronson. Ho trovato interessante che Il Centro Cattolico Cinematografico. Insomma non sembra proprio cogliere l’abisso che separa le due opere e. dall’altra il dramma esistenziale della gioventù americana. le recensioni più recenti che ho citato. in tempi diversi. in cui tra l’altro dimostra di avere colto il significato esistenziale e profondo dell’opera. per una sostanziale incapacità di comprendere. I critici delle riviste specialistiche (Cineforum. confermerà a distanza di tempo il suo giudizio negativo. le dinamiche storiche che lo avevano prodotto. tuttavia ciò non gli impedisce di chiudere il pezzo con un giudizio sostanzialmente positivo. Filmcritica) tengono uno stretto “riserbo” su ciò che effettivamente l’opera del regista ha loro trasmesso. che ha certamente influenzato la rinascita del cinema americano degli anni ’70. alla fine interventi più recenti. avesse giudicato con cautela. senza distinzioni anagrafiche. con le prime opere di Scorsese. anche se ci tiene a rilevare la differenza. Grazzini.COMMENTO ALLA FORTUNA CRITICA Ho organizzato l’antologia di citazioni della fortuna critica con una netta divisione temporale: all’inizio vi sono le recensioni uscite “ a caldo “. Giovanni Grazzini. Mi sono ritrovata soprattutto nell’articolo che Oscar Cosulich. altro nome storico della critica italiana. l’uscita di Taxi Driver. ha scritto sull’Espresso tre anni fa. che rappresentava il critico “militante” si fa fuorviare dalla scena finale al punto di paragonare Taxi Driver al “Giustiziere della notte”. e che rappresentava una delle voci “ufficiali” della critica cinematografica italiana. Lo rileva tra parentesi. stronca il film. ferita nel Vietnam dalla violenza della guerra che la sua anima pacifista rifiuta fin dagli anni sessanta. di cui Beyle è un esempio. Credo che la critica francese. Ho poi citato due recensioni scritte. Ho iniziato con questa osservazione perché sono rimasta colpita nel leggere le recensioni dei critici italiani. quasi che l’anonimo recensore non osasse manifestare apertamente il suo assenso per un’opera così “brutale”. quasi un mettere le mani avanti. il loro opposto retroterra culturale: da una parte la reazione frustrata del cittadino americano medio incline alla violenza. Io penso che sia difficile cogliere la grandezza di un’opera che incarna lo spirito del tempo (e non mancano gli esempi in tutti i campi artistici). confermato nelle storie del cinema di quel periodo che ho avuto modo di conoscere. (E’ infatti molto difficile essere testimoni del proprio tempo. che era il critico del “Corriere della Sera”. tra l’altro. quasi tutte negative o “sospettose” del messaggio contenuto nel film. su “Cinema Nuovo”. in negativo.

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Il Castoro. .Festa in famiglia Un film di Thomas Vinterberg. XIX edizione.BIBLIOGRAFIA Testi Antonio Costa.cerca-film. Milano 2006 Jurgen Müller. direttamente dal DVD originale di Taxi Driver. Dieci anni al cinema. . Martin Scorsese. Milano 2005 Massimo Moscati. esportando i frame sul desktop e salvandoli in formato JPG. Film citati Festen . Con Ulrich Thomsen. Dizionario dei film. colore 158 minuti. Anne Goliot-Lété. Il Mereghetti.Produzione Danimarca 1998.it/film/taxi-driver.1977. Annie Girardot.wikipedia.com http://it. La pianista Un film di Michael Haneke. Thomas Bo Larsen. Con Isabelle Huppert. Lindau. Cinema degli anni 70.Produzione Danimarca 1996.Produzione Francia 2001. . Benoît Magimel.com/taxidriveretro. Anna Sigalevitch. Köln 2003 Serafino Murri. Milano 2000 Alberto Pezzotta. Genere Drammatico. Udo Kier. II edizione. Le onde del destino Un film di Lars von Trier. Susanne Lothar. Milano 1983 Paolo Mereghetti e autori vari. Torino 2007 Francis Vanoye. colore 106 minuti.htm Per le immagini ho utilizzato l’applicazione Quicktime. Emily Watson. Udo Samel.html http://www. Taschen. colore 129 minuti. Lindau.pagine70. Bompiani. Martin Scorsese. Baldini e Castaldi Dalai. Volume secondo M – Z. . 1967 . Jean-Marc Barr. Taxi Driver. Mondadori. Introduzione all’analisi del film.ukcritic.org/wiki/Taxi_Driver http://www. III edizione. Saper veder il cinema. Paprika Steen. Il millefilm. Bompiani. Breve storia del Cinema. Con Katrin Cartlidge. Milano 2007 Tullio Kezich. Torino 2006 Siti internet consultati http://www. IV edizione. Genere Drammatico. Stellan Skarsgård. Genere Drammatico. Henning Moritzen.

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