TAXI DRIVER

IL CINEMA AMERICANO DEGLI ANNI SETTANTA
Gli anni ’70 sono stati fondamentali soprattutto per il cinema americano, che in quel periodo visse un rinnovamento inatteso e senza precedenti. Lo stesso pubblico auspicava un cambiamento, soprattutto rispetto al decennio precedente che aveva portato al declino delle grandi compagnie produttive, alla messa in discussione dello star system e alla produzione eterogenea che aveva stemperato i generi cinematografici. Gli argomenti di cui si vuole discutere sono precisi: i giovani ed i loro problemi. Infatti sta emergendo la disperazione di una generazione che vuole rompere con gli schemi tradizionali (american way of live, guerra del Vietnam, razzismo inestirpabile), che cerca una via di fuga nell’utopia con il rischio di cadere nell’impotenza alienata. Insomma il cinema, dopo aver mostrato negli anni ’60 la superiorità estetica e visiva del grande schermo rispetto alla televisione, poteva rivendicare un’altra superiorità, quella dei contenuti. Occorre ricordare che gli USA, negli anni ’70, erano un paese profondamente traumatizzato e diviso. La guerra in Vietnam si trascinava con grandissimi costi sociali. L’America sentiva compromessi i suoi valori morali ed il cinema si mise a seguire da vicino questo sconvolgimento. Dalla seconda metà del decennio precedente fino a tutto il 1972 (il ritiro americano avverrà l’anno successivo) il Paese è attraversato da manifestazioni di piazza, la crisi politico-militare è testimoniata quotidianamente dalla stampa e dalla televisione. Il cinema si appropria allora di questa tragedia collettiva, sviluppando all’inizio una filmografia di protesta che in seguito diventa più attenta alle sfumature psicologiche, nel tentativo di storicizzare il presente. La radicale spinta creatrice che ne derivò risulta, retrospettivamente, più affascinante che mai, pensando soprattutto all’odierna e convenzionale produzione hollywoodiana. L’inizio di ciò che fu chiamato “New Hollywood” fu dato già alla fine degli anni ’60 da pochi ma fondamentali film. Ricordiamo il titolo leggendario che chiuse il decennio, Easy Rider (1969). Gli Studios cominciarono allora a dare credito a giovani registi che tracciarono i confini della svolta: Francis Ford Coppola, Brian De Palma, George Lucas, Steven Spielberg, Martin Scorsese. Questi (e altri) furono i “ragazzi prodigio” che ridefinirono lo stile del cinema americano, tra l’altro senza trascurare l’aspetto dei trionfi commerciali di molti di loro: Il Padrino, Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Guerre stellari, solo per citarne alcuni. In ogni caso, vale la pena di ricordare anche l’influsso che ebbe su questi giovani registi il cinema europeo, in particolare la Nouvelle Vague e i Maestri del Neorealismo italiano. Martin Scorsese, dopo Coppola, fu il secondo dei grandi registi italo-americani ad imporsi ad Hollywood. A differenza di Coppola, di famiglia borghese e benestante, Scorsese era un newyorkese di origini siciliane. Aveva trascorso l’infanzia a Little Italy e conosceva le difficoltà del vivere quotidiano: gli spazi angusti, la coesistenza di mafia e fede cattolica, la violenza aperta e quella mascherata. Di questo parlano i suoi primi film (America 1929 – Sterminateli senza pietà del 1972 e Mean streets del 1973, che riprendeva alcune atmosfere del suo primissimo lavoro, Chi sta bussando alla mia porta?, che, nel 1969, segnò l’inizio della sua carriera di regista). Scorsese mette in scena le frustrazioni sessuali e lo scoppio della violenza con una chiarezza fino ad allora sconosciuta. Trova in Robert De Niro l’attore a lui congegnale, anche perché si dedica al mondo del cinema con un “fanatismo” pari a quello del regista ed è spinto dalla stessa curiosità per l’analisi della psiche umana. Il più straordinario tra i film che Scorsese ha girato negli anni ’70 è Taxi Driver del 1975.

SCHEDA FILMOGRAFICA
Copertina Originale:

Titolo: Taxi Driver. Origine: USA. Anno: 1976. Regia: Martin Scorsese. Soggetto e sceneggiatura: Paul Schrader. Fotografia: Michael Chapman (MGM Color). Operatore: Fred Schuler. Operatore della seconda unità: Michael Zingale. Consulente visivo: David Nichols. Consulente creativo: Sandra Weintraub. Scenografia: Charles Rosen. Costumi: Ruth Morley. Arredamento: Herbert Mulligan. Effetti speciali di trucco: Dick Smith. Musica: Bernard Herrmann (sax alto: Tom Scott). Canzoni: Late for the Sky di Jackson Brown, Hold Me Close di Keith Addis e Bernard Herrmann (cantata da George McKern). Suono: Les Lazarowitz (mixaggio), Roger Pietschmann. Supervisione al montaggio del suono: Frank E. Warner. Postsincronizzazione: Tex Rudloff, Vern Alexander, Vern Moore. Effetti speciali sonori: Sam Gemette, Jim Fritch, David Hourton, Gordon Davidson. Montaggio: Tom Rolf, Melvin Shapiro. Assistenti al montaggio: Marcia Lucas. Effetti speciali: Tony Parmalee. Casting: Juliet Taylor. Assistenti alla regia: Peter R. Scoppa, Ralph Singleton, William Eustace. Titoli: Dan Perri. Interpreti: Robert De Niro (Travis Bickle), Cybill Shepherd (Betsy), Jodie Foster (Iris Steensman alias «Easy», nell’edizione italiana «Facile»), Harvey Keitel (Matthew alias «Sport»), Peter Boyle («Wizard», nell’edizione italiana «Mago»), Albert Brooks

(Tom), Leonard Harris (Charles Palantine), Steven Prince (Andy, il venditore d’armi), Martin Scorsese (passeggero matto), Joe Spinell (addetto alle assunzioni dei tassisti), Richard Higgs (responsabile della sicurezza di Palantine), Harry Northup («Doughboy», nell’edizione italiana «Dollaro»), Norman Matlock (Charlie T.), Diahnne Abbot (cassiera del cinema porno), Vic Magnotta (fotografo), Victor Argo (proprietaro del super market), Murray Mosten (affittacamere), Robert Maroff (mafioso), Harry Fischler (addetto all’assegnazione dei taxi), Peter Savage (cliente), Copper Cunningham (prostituta sul taxi), Harry Cohn (tassista al Bellmore), Fank Adu (nero arrabbiato), Garth Avery (amica di Iris), Gino Ardito (poliziotto), Bill Minkin (assistente di Tom), Robert Shields (aiutante di Palantine), Carey Poe e Robin Utt (sostenitori di Palantine), Ralph Singleton (intervistatore), Gena Palma (batterista), Brenda Dickson e Beau Kayser (interpreti della soap-opera). Produzione: Michael e Julia Phillips per Bill-Phillips. Produttore associato: Phillip M. Goldfarb. Riprese: New York, giugno-luglio 1975. Durata: 113”. Formato: 35 mm, Panavision. Distribuzione: Columbia (febbraio 1976). Distribuzione italiana: Ceiad (settembre 1976). Premi: National Society of Film Critics Award a Martin Scorsese, Robert De Niro e Jodie Foster. New York Society of Film Critics Award a Robert De Niro. Los Angeles Society of Film Critics Award a Robert De Niro e Bernard Herrmann. Academy Award Nomination a Robert De Niro, Jodie Foster e Bernard Herrmann. Palma d’Oro al XXIX Festival di Cannes. British Academy of Film and Television Arts Award a Jodie Foster. Anthony Asquith Memorial Award alla memoria di Bernard Herrmann. David di Donatello per il miglio film straniero (1977).

Dedicato a Bernard Herrmann (Our gratitude and respect – Bernard Herrmann – June 28, 1911-December 24, 1975).

SINOSSI
Travis Bickle (Robert De Niro) ha ventisei anni, è stato congedado dai marines nel 1973, non ha precedenti penali, vive in uno squallido appartamento, scrive un diario e soffre di insonnia. È proprio questa sua incapacità di dormire che lo spinge a cercare lavoro come tassista: sarebbe disposto a fare il turno di notte, in qualsiasi zona di New York e, nonostante l’iniziale titubanza del principale, Travis viene assunto. Il nuovo lavoro lo tiene occupato, ma questo non basta a fargli prendere sonno quando stacca. Di giorno cerca di far passare il tempo, tra squallidi cinema porno e viaggi in taxi senza meta per i quartieri più malfamati di New York. In questo scorrere infinito delle ore diurne, Travis incontra Betsy (Cybill Shepherd), un’addetta alla campagna elettorale del Senatore Charles Palantine, candidato alle presidenziali, che promette grandi cambiamenti sociali. Betsy accetta un appuntamento dopo essere stata corteggiata con insistenza. Travis tenta di avviare una relazione con lei, ma fallisce poiché non riesce ad esprimere né se stesso né i suoi sentimenti: la porta a vedere un film pornografico e lei, sconvolta, fugge via. Parallelamente Travis incontra, sempre casualmente, Iris (Jodie Foster), una prostituta tredicenne (nella versione inglese dodicenne), che una notte entra nel suo taxi per fuggire dal suo protettore Sport (Harvey Keitel). Da quel momento Travis diventa ossessionato dall’idea di salvarla dal suo destino. Lei però non vuole farsi aiutare e i tentativi di lui per convincerla a tornare a casa dai suoi genitori e riprendere gli studi sono vani. Travis, sempre più solo e disperato, decide di comprare delle pistole e uccidere il senatore Palantine durante un comizio all'aperto: egli rappresenta tutta l’ipocrisia della società americana, i nemici che ha sempre tentato di combattere e che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Viene però intercettato dalle guardie del corpo del senatore, così è costretto ad allontanarsi. Travis, disperato, si reca da Iris: spara al suo pappone, sale verso la stanza della ragazzina e uccide brutalmente l’affittacamere, Sport (che l’aveva seguito sanguinante) ed un cliente di Iris. Alla fine cerca di suicidarsi ma non ha più munizioni: si siede sul divano e aspetta che la polizia arrivi. Nel breve epilogo, Travis è all’ospedale, legge una lettera dei genitori di Iris che lo ringraziano per aver liberato la figlia; si vedono affissi sui muri della sua camera le pagine dei giornali che lo descrivono come un eroe della lotta alla criminalità. Nell’ultima inquadratura compare di nuovo Travis, guarito, alla guida del suo taxi: seduta sui sedili posteriori c’è Betsy.

16. 33. 5. 18. 10. Titoli di testa Travis diventa tassista Nell’appartamento Il taxi di Travis di notte Il cinema porno Uno scopo nella vita Betsy Travis osserva Betsy Al bar dei tassisti L’invito Al caffè con Betsy Kris Kristofferson Palantine e Iris L’appuntamento fallito La telefonata La scenata di Travis Il pazzo nel taxi I consigli di Mago Travis guarda l’intervista a Palantine Travis si sente solo Il cambiamento Le pistole 23. 35. 12. Travis si rimette in forma Poligono Travis al cinema pensa alle pistole I marchingegni di Travis Comizio di Palantine La decisione Il rapinatore Davanti alla televisione La lettera ai genitori Travis rompe la televisione Sport Travis e Iris La colazione Iris e Sport I preparativi L’attentato fallito Il cliente mafioso La strage Dopo la strage Travis eroe Betsy nel taxi Titoli di coda . 11. 34. 4. 29. 20. 3. 21. 42. 43. 19. 31. 17. 28. 15. 6. 41. 8. 32. 14. 26. 44.LISTA DELLE SEQUENZE 1. 38. 24. 40. 13. 30. 2. 7. 27. 22. 36. 37. 39. 9. 25.

2. 16) Travis è disteso a letto. 4. 6): Travis Bickle si presenta a una stazione di taxi per farsi assumere. 7. non credo che uno possa dedicarsi solo a se stesso.CONTENUTO DELLE SEQUENZE 1. Tom esce per chiedergli di spostarsi ma lui riparte subito. ladri. La mattina Travis torna alla rimessa dei taxi e pulisce i sedili (voce over: «sono sempre impiastrati. drogati. 3): la sequenza contiene un’ellissi narrativa. Entra in un cinema porno. Grazie al cielo è venuta la pioggia. Guadagna bene. 9): Un movimento di macchina semicircolare mostra l’interno dell’appartamento squallido in cui Travis vive. spacciatori di droga. Tra Betsy e il suo collega Tom c’è del tenero. L’addetto alle assunzioni è diffidente ma decide comunque di assumerlo. Travis osserva Betsy 2’34” (Fig. 23): Un palazzo colmo di cartelli elettorali. entra in campo un taxi. Nell’appartamento 35” (Fig. Puttane. Vediamo Betsy entrare in un edificio. 21. ha un vestiro bianco. Il cinema porno 1’54” (Fig. in un gioco di luci rosse e blu. sfruttatori. 3. dal parabrezza. Secondo me uno deve cercare di avvicinarsi alle altre persone». 8. al proprio benessere. al rallentatore. 12): Notte. Betsy lavora nell’ufficio propaganda di Palantine. La voce over di Travis racconta la prima volta in cui vide Betsy. Voce over: «Vengono fuori gli animali più strani la notte. Adesso lavora dalle 18:00 alle 06:00. «un angelo in mezzo a tutto il lerciume». Betsy 31” (Fig. È servita a ripulire un po’ le strade dall’immondizia che si era ammonticchiata». 18. Voce over che raccorda alla sequenza successiva: «[…] I giorni sono interminabili. 11. è stato congedato dai marines nel 1973. il cui motto è “We are the people” (noi siamo il popolo). Folla al rallentatore. 8. Gli occhi del tassista sono illuminati dalle luci infernali della città. 6. Di nuovo gli occhi e il fumo visto all’inizio che accompagna la dissolvenza da questa sequenza alla successiva. Il taxi di Travis di notte 2’22” (Fig. 5. 2. Betsy gli fa notare che un tassista la osserva da molto tempo e la cosa la infastidisce. 4. Soffre di insonnia e vuole lavorare di notte. Tenta inutilmente di attaccare discorso con la cassiera. Strada di New York. 22. Travis scrive sul diario. è disposto a lavorare in qualsiasi zona di New York. Travis scrive un diario. 10. 14. Del fumo esce da un tombino. Voce over: «9 maggio. Un giorno o l’altro verrà un altro diluvio universale e pulirà le strade una volta per sempre». per la campagna del senatore Charles Palantine. 5. New York viene vista deformata. 17. scippatori. Entra in sala. Ha ventisei anni. dove c’è scritto “touch her” (toccarla). Travis esce e camminando sorseggia una bevanda probabilmente alcolica. certe volte c’è perfino del sangue». Un uomo la osserva seduto contro il muro. 1. Compare in dissolvenza una pagina del diario di Travis. a casa. spesso anche di domenica. Titoli di testa 1’55” (Fig. 20): Giorno. ancora sveglio e vestito. Travis diventa tassista 2’44” (Fig. Nel taxientrano un cliente bianco e una prostituta nera. 15): Travis ha appena finito di lavorare ma ancora non ha sonno. 7. . che la guarda sorseggiando della Cocacola. Uno scopo nella vita 12” (Fig. non finiscono mai». 19. Travis è nel taxi. È Travis. 13. non ha precedenti penali. studi incerti. Voce over: «Io ho sempre sentito il bisogno di avere uno scopo nella vita.

Alla radio hanno detto che un tassista è stato massacrato nella ventiduesima strada. Travis è in mezzo alla folla (al rallentatore). Betsy accetta. disgustato e allibito. 40. Al caffè. interrogato dal senatore. poi inizia a parlare di Tom. La telefonata 1’58” (Fig. tutta contraddizione». 41): Ufficio di Palantine. Travis entra e chiede di collaborare alla propaganda. Tom e Betsy fanno discorsi assurdi. 10. Travis entra infuriato. 29): Travis aspetta fuori dal palazzo in cui Betsy lavora. Gli fa i complimenti e. due o tre persone»). Travis ha preso un caffè nero con una fetta di torta di mele. sul taxi. Tom cerca di trattenerlo. Voce over: «26 maggio. 31. 35. Tom chiama un agente di polizia. che a parer suo non la rispetta. Travis la porta in un cinema porno. Allora gli chiede se la vuole comprare e Travis nega ancora. 14. 33): Travis. che non conosce il cantante di cui Betsy parlava al caffè. 26. Colpita dalle parole di Travis Betsy accetta. Travis lancia un goffo doppio senso che Betsy non capisce.9. Poi però arriva il suo protettore che la trascina via. Esce. Travis entra in un bar. Travis si accorge di aver caricato Palantine. Le donne sono tutte uguali». Lei è come tutti gli altri». A Betsy però bastano due scene di Swedish Marriage Manual per uscire disgustata e offesa (siamo troppo diversi). «è profeta e spacciatore. 32. Kris Kristofferson 24” (Fig. e morirà in un infermo. La scenata di Travis 58” (Fig. Dollaro chiede a Travis se ha una pistola. va a comprare il disco di Kris Kristofferson. 12. Travis cerca di trattenerla. Palantine e Iris 5’13” (Fig. 38. La voce over dice che Betsy ha accettato l’invito al cinema e che forse si vedranno il giorno dopo. ridono insieme. Betsy chiama un taxi. Travis torna al garage e mette da parte la banconota. dove ci sono anche tre sue colleghi. 13. Mago sta raccontando le sue avventure erotiche con le clienti. 36. gli parla di una canzone di Kris Kristofferson: sembra fatta apposta per lui. Non reagisce quando Dollaro gli mostra un pezzo della vasca da bagno di Errol Flynn con tre livelli dell’acqua («una. che non gli risponde più al telefono. L’appuntamento fallito 3’35” (Fig. di notte. 24. 28. È solo un pretesto per dire a Betsy che le piace e per invitarla a prendere un caffè. Betsy un caffè e una macedonia di frutta. 37): Esterno giorno. 30): Travis. . si stuzzicano. L’invito 4’45” (Fig. «bisognerebbe ripulire tutto». etc. Alle quattro del pomeriggio sono andato con Betsy a prendere un caffè». La invita al cinema. Al bar dei tassisti 4’41” (Fig. ma non serve a niente. Piano-sequenza: la voce di Travis si sovrappone all’immagine dei fiori che Betsy ha rimandato al mittente e che ora marciscono nell’appartamento di Travis. 34. ma lei se ne va. lei è perplessa ma lui la convince a fidarsi. 16. Al caffè con Betsy 3’43” (Fig. cn una certa violenza. Subito dopo sale nel taxi una prostituta giovanissima. lasciando 5 dollari stropicciati a Travis. 27): Ufficio di Palantine. 11. Va a prendere Betsy. Travis fissa catatonico le bollicine di un alka-seltzen. Travis in taxi. che dice a Travis di portarla via da «questo schifo». Travis chiede spiegazioni a Betsy. lui dice di no. 15. L’appuntamento è alle 16:00. Travis è silenzioso. Voce over: «Solo adesso mi accorgo di quanto è fredda e insensibile. risponde che la cosa che più lo disgusta è lo schifo e l’immondizia. 39): Travis telefona a Betsy per scusarsi. vestito in maniera elegante. non ottiene un altro appuntamento. 25): Notte. La minaccia: «Lei vive in un inferno qui. un po’ falso e un po’ sincero.

Travis si prepara una colazione con pane. Mago allora risponde frettolosamente con una serie di luoghi comuni. 23. Travis guarda l’intervista a Palantine 1’01” (Fig. 51. Poligono 14” (Fig. Travis si sente solo 2’32” (Fig. giorno. Arriva un taxi e ci sale. 20. 48. C’è una finestra illuminata. Travis quasi prende sotto la giovane prostituta. Notte. sono nato per essere solo». 59.17. Le due si accorgono ma fanno finta di niente. Andy vorrebbe vendergli anche della droga e una Cadillac. 47): Casa di Travis. fa le flessioni (sulla schiena ha delle cicatrici). Incontra così Andy. latte e sciroppo di albicocche. 43): Travis carica un signore. la mia vita ha preso di colpo un’altra piega». La gente per strada cammina al rallentatore. 56. Travis si avvicina ad un adetto alla . una 38 due pollici e una 32 walther. I consigli di Mago 5’27” (Fig. che lo porta nel suo appartamento per far vedere a Travis tutta la sua merce. Comizio di Palantine 4’25” (Fig. Voce over: «La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita […] non c’è scampo. una Colt 25 automatica. 42. con una 44 Magnum («dovrebbe vedere come riduce una donna tra le gambe una 44»). 58): Al cinema porno Travis continua a pensare alle pistole. che sta camminando con un’amica. I marchingegni di Travis 2’02” (Fig. costruisce un carrello per estrarre rapidamente la pistola che porta sotto la manica. Prova la sua resistenza tenendo il pugno sul fornello acceso. 53. 21. Il pazzo nel taxi 3’52” (Fig. 18. Lui allora smette di seguirle. Voce over che continua nella scena successiva: «Era un’idea che andavo rimuginando da parecchio tempo». Le pistole 3’53” (Fig. Travis esce con Mago per chiedergli un consiglio ma non riesce a spiegare il problema. 27. 54. il proprio disagio. Ci sono alcuni colleghi che ascoltano Mago raccontare anedotti su clienti particolari. con una sagoma di una donna: questa è la moglie del cliente. Voce over: «Adesso devo rimettermi in forza. Travis al cinema pensa alle pistole 23” (Fig. 45): Bar dei tassisti. mentre Travis scrive il diario: «Oggi. 62): Comizio di Palantine. 25. Continua la voce over della scena precedente. Travis si rimette in forma 30” (Fig. 24. 50): Casa di Travis. Travis si esercita con le pistole davanti allo specchio. che lo fa accostare davanti ad un palazzo. Travis compra una 44 Magnum. Pe rquesto il sgnore è deciso ad ucciderla. che lo sta tradendo con un uomo di colore. Decide di seguirla per un po’. si attacca un pugnale allo stivale. mentre guarda Palantine intervistato alla televisione. 57): Travis si esercita al poligono. un venditore d’armi. ma Travis nega ed esce nervoso. Gli chiede insistentemente di lasciare il tassametro acceso. niente più tranquillanti. 44. 8 giugno. Travis sorseggia qualcosa di alcolico per strada. 61. Il cambiamento 18” (Fig. 26. 19. 46. cibo cattivo». La folla attende l’arrivo del senatore. Betsy e Tom sono sul palco. 22. a casa. 60): La voce over continua e porta ai manifesti di Palantine: «Era lui il simbolo di tutto quello che di male era successo a me». 52): Giorno. 49): Travis sul taxi. 55): Travis.

Travis guarda il comizio stando dentro il suo taxi. romantici. La lettera ai genitori 2’: (Fig. ma che preferisce il nomignolo “Facile” («è facile d aricordare»). La ragazzina si piace quello che fa. Punta la televisione con la pistola e col piede sinistro la spinge all’indietro. Travis entra in un piccolo super market. Travis scappa. Travis guarda il manifesto di Palantine che ha appeso in casa. 75. 32. Travis vuole convincerla a tornare dai genitori. beve la solita bevanda alcolica. Voce over: Travis scrive ai genitori. Le ricorda l’episodio del taxi e promette di portarla via da lì. Lei dice di chiamarsi Iris. guarda la televisione dove si vede una soap opera. La voce over porta dall’esterno del comizio alla casa di Travis. Poi. Entra un rapinatore nero che minaccia il proprietaro con una pistola. 67): Notte. 81. rassicurarla. le offre anche dei soldi. 71): Esterno. Voce over: «state a sentire stronzi […] ho avuto anche troppa pazienza […] ho deciso di farla finita». Alla fine si sentono degli spari. 76): Giorno. da mesi. Travis indugia poi accetta. 36. La decisione 1’54” (Fig. mette un disco e balla con lei. si sente trascurata. 73): Travis. 34. Davanti alla televisione 1’33” (Fig. 31. non sa ancor acome si chiama. Si invitano il giorno dopo per colazione. non le Sport cerca di facendo discorsi cambio luogo: . vanta la sua merce a Travis.sicurezza e. Lascia un indirizzo fasullo. di guadagnare molti soldi e di stare con una ragazza. 77. ha tutt’altro in testa. li rassicura. Il rapinatore 1’56” (Fig. 30. assicuratosi di aver capito male. Betsy. lamenta. 69): Travis ha in mano la 44 Magnum. che sta bene. Travis rompe la televisione 1’13” (Fig. Lei invece dice che Sport non la tratta male. 28. 82): Iris e Sport. e si fa pagare 15 dollari per un quarto d’ora. la punta alla televisione dove si vedono delle coppie di colore che ballano. Voce di Palantine. con la pistola in mano. Si unisce a loro. fino a farla cadere con violenza. 74. che lo invita a ritornare quando vuole. Finge di ucciderlo con la pistola nascosta sotto la manica. Sport scambia Travis per un poliziotto. ma la giovane prostituta gli dice di prendere accordi con Sport se vuole stare in compagnie. nella loro stanza. Travis e Iris 5’45” (Fig. 66. quanti anni ha. con sorriso ironico e strafottente. 29. Vede Iris e la sua amica che passeggiano. che Sport la usa. pagando altri 10 dollari all’affittacamere. 78): Travis e Iris salgono nella stanza. Iris e Sport 2’35” (Fig. Ora porta occhiali scuri e capelli corti. Travis cerca di sapere qualcosa su Iris. 80. La colazione 4’44” (Fig. Uscendo Travis paga ancora l’affittacamere. rompendola. Travis è sul taxi. 35. qui»). all’una. Iris però dice che quella sera era drogata. 33. finge di essere interessato ad entrare nei servizi segreti. Iris comincia a spogliarsi ma lui la ferma. 64): Travis a casa finge di parlare davanti allo specchio con qualcuno che lo provoca («Ma dici a me? Con chi stai parlando? Non ci sono che io. Il proprietaro dice a Travis di andarsene e infierisce sul ferito agonizzante. 63. Travis gli spara. Sport 3’47” (Fig. dice di lavorare per il governo. con una spranga. 68. 79): Caffetteria: Iris esagera con gli zuccheri mentre Travis cerca di convincerla che la sua vita è un inferno. 65. 72. 70. etc. che è libera di decidere.

Lascia cadere la 44 Magnum e sale le scale. La voce over del padre di Iris legge la lettera con cui ringraziano Travis per aver salvato la loro Iris. Perde i sensi. Sport non lo riconosce e Travis gli spara in pancia. Titoli di coda 2’47” (Fig. 99. Entra nella stanza di Iris che urla terrorizzata. 103): Casa di Travis. Betsy nel taxi 3’09” (Fig. Arriva a casa prende dei tranquillanti e beve una birra. 90. Si avvicina poi a Palantine. Parlano. Palantine ha vinto le primarie. che lo guardano sospettosi e anche imbarazzati. 44. mentre un gioco di schermo dentro lo schermo viene creato dalla città. Silenzio. Travis scende dal taxi. Entra nel palazzo in cui c’è la stanza di Iris. che lo ha seguito sanguinante. 40. Ha cambiato ancora look: si è tagliato i capelli alla Mohawk. 88): Un mafioso paga Sport per salire nella stanza con Iris. Travis eroe 1’33” (Fig. 43. 92. 84): Casa di Travis. 42. 39. offrendole la corsa. L’affittacamere entra e si avventa su Travis. Iris lo sente dalla sua camera e si spaventa. Brucia i fiori secchi di Betsy nel lavandino. vista sia attraverso il parabrezza del taxi. La strage 5’15” (Fig. L’attentato fallito 3’27” (Fig. Travis finge di spararsi alla testa con la mano insanguinata. il quale prima gli trafigge una mano col pugnale e poi lo uccide con un colpo alla testa. 98. Sul taxi c’è Betsy. infine. poi la sua immagine viene assorbita e. Si gira e lo finisce da vicino. arrivano poliziotti e infermieri. Travis lascia Betsy davanti casa e se ne va. 94. 101): Si percorre a ritroso la scena della strage. È guarito?»). Lo sparo rimbomba per tutto l’edificio. si addensa la folla. Si lascia cadere sulla poltrona. I preparativi 1’16” (Fig. Dopo la strage 2’32” (Fig.provengono dal poligono in cui Travis si sta esercitando. Lascia un biglietto a Iris con dei soldi. con la pistola alzata. 108): Esterno notte. 102. 91. lo fa anche lui. 97. 107. Dalla camera di Iris esce il mafioso che ferisce al braccio Travis. 111. I due si scambiano sguardi attraverso lo specchietto. che riflessa nello specchietto retrovisore. 109. 38. Travis viene colpito al collo da Sport. Nel corridoio spara con la 44 Magnum all’affittacamere. Travis ultima i preparativi dei suoi armamenti. preme il grilletto ma ha finito le munizioni. infila una mano sotto il giubbotto ma l’addetto alla sorveglianza lo vede e comincia ad inseguirlo. 110. Travis scappa. 85. ma solo convenevoli imbarazzati («ho letto di lei sui giornali. Il rumore del sangue suona quasi irreale. che ci informano che Travis non solo è sopravvissuto ma che è stato considerato un eroe. Scende e parla con Sport. . 37. che ora è tornata a Pittsburgh e ha ripreso a studiare. 104. minacciosa). al rallentatore. 112): I titoli compaiono. lo provoca. 41. Lui estrae la 38 due pollici nascosta sotto la manica e uccide il mafioso. Il cliente mafioso 26” (Fig. Travis guarda allo specchietto. 83. 96): Travis nel taxi. Prova con la 38 ma pure quella è scarica. 106. Appesi al muro ci sono dei ritagli di giornale. dalla stanza di Iris (inquadratura zenitale). Travis saluta i colleghi. 100. 93. 86. La sua voce over («Adesso vedo con chiarezza che la mia vita ha avuto un solo scopo») porta alla sequenza successiva. Entra un poliziotto (inizia la musica. sostituita da quella delle luci e della città di notte. inseguito dall’affittacamere che urla e impreca. 95. Fuori. 105. 87): Nuovo comizio di Palantine. giù per le scale insanguinate (qui ci sono una serie di carrelli in dissolvenza incrociata) fino al cadavere di Sport all’ingresso. Si scambiano sguardi silenziosi. con Betsy e Tom. Travis si punta la pistola al mento. 89. Quando la folla applaude.

APPARATO ICONOGRAFICO .

Fig. 2. 4 . 3. 1.

Fig. 5. 6. 7. 8 .

Fig. 12 . 10. 9. 11.

Fig. 15. 14. 16 . 13.

20 . 17. 19.Fig. 18.

22.Fig. 21. 23. 24 .

28 . 26. 27. 25.Fig.

31. 30. 29. 32 .Fig.

35.Fig. 33. 34. 36 .

40 . 38. 37. 39.Fig.

41. 42. 44 .Fig. 43.

47. 46. 45. 48 .Fig.

Fig. 50. 51. 52 . 49.

Fig. 54. 55. 53. 56 .

60 .Fig. 59. 58. 57.

64 . 61. 63.Fig. 62.

67. 66. 68 . 65.Fig.

71. 70.Fig. 72 . 69.

74. 75. 76 . 73.Fig.

77. 78. 80 . 79.Fig.

82. 84 .Fig. 81. 83.

88 .Fig. 86. 85. 87.

92 . 90. 89. 91.Fig.

93. 94. 96 . 95.Fig.

99. 98. 97. 100 .Fig.

102. 104 .Fig. 101. 103.

Fig. 105. 106. 108 . 107.

110. 111. 109. 112 .Fig.

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una missione: questa è la vera ossessione di Travis. di spiegare all’addetto che soffre d’insonnia. Un impellicciarsi che in Taxi Driver si vede solo attraverso gli occhi di Travis: il gentiluomo con la prostituta. rabbia. che si aprono appunto col fumo che esce dal tombino (fumo che viene ripreso in varie parti del film). salvare Iris. La stessa lettura eroica finale. Dollaro è ossessionato dai soldi. una miglioria: ci si copre di ori finti spacciandoli per veri. Travis osserva e giudica. È una New York che suda. avere uno scopo. le lettere. etc. Mago al bar parla di improbabili avventure erotiche e non. In una New York caotica. Non servono le fontane d’acqua. è l’ansia irrefrenabile del protagonista di avere uno scopo: ansia che lo conduce poi a trovare la sua missione in ogni occasione (l’attentato a Palantine. si cerca di stereotiparsi. Fin dai titoli di coda. dove non solo si avverte questa solitudine asfissiante ma la si esalta inconsciamente (o forse no). tutti sono soli. prima di tutto a se stesso. quando tutti vedono Travis come un eroe o fingono di vederlo tale per non ammettere la crudele violenza commessa. salvare Betsy dalla stupidaggine di Tom. come può esserlo una foto sfocata o troppo satura di colore. si ha il presentimento. questa desolazione e solitudine. cerca di portare a termine. a parer suo. Ciò che si respira fin dalle prime sequenze è quest’atmosfera afosa. Betsy e Tom cercano di coprire i silenzi imbarazzanti parlando di assurdità. che Iris ingurgita alla caffetteria) per mascherare quell’amaro che si avverte fin nel profondo. Alienato dall’incapacità di chiarire. una New York che tiene per il collo tutti gli abitanti. Iris ha solo tredici anni e piuttosto che ammettere la propria condizione di ragazzina sola si vende come prostituta. etc. tranquillanti. affascinato dallo schifo che prova. si impegna. alcool. travestimento. è finzione. Dolci (quelli che compra Travis al cinema. i sorrisi ironici. schifo. l’esaltazione degli ideali banalizzati per vincere. Forse la sola differenza che passa tra l’isolamento di Travis e quello degli altri personaggi. il turbamento ansioso di chi avverte il male. l’amicizia con secondi fini. ho ritrovato un’attualità impressionante. che fatica a respirare. si aggrappa con tutta la forza. un cambiamento. E quando trova. I cinema porno sono abbelliti da insegne luminose che sembrano piuttosto promuovere caramelle per bambini. da “cattivo”. Come allora. E Travis stesso si traveste: abito da lavoro. e se ne esce con una serie di luoghi comuni. si vive in appartamenti affollati dove nessuno conosce nessuno. ossessione. gli occhi rossi del diavolo nella prima sequenza. Travis. si smette di parlare preferendo slogan. che a parer mio non può che essere definito capolavoro. la persuasione fasulla. In una società come quella di oggi. etc). Le perversioni che sfiatano da ogni angolo sono come il fumo che esce dai tombini e i volti rossi delle persone la notte: è l’inferno che si rivolta e trasborda. leggermente sbavata. l’abito angelico e i capelli biondi. avviluppando tutto. disgusto. che sembrano evaporare piuttosto che raffreddare. indipendentemente dal verdetto: non passa nessuna differenza tra il dare i soldi a Iris perché ritorni dai genitori e compiere una strage. dove la folla ingombrante e colorata non può che apparire attraverso un ralenti. in cui le luci notturne si fanno spettri ondeggianti e psichedelici. dall’immondizia che. da festa. che mangiano al bar lui e Betsy. cerca lavoro come tassista: il suo modo di rispondere.COMMENTO Insonnia. brevi sketch di conversazione. Salvare. hanno quel sorriso maligno e lievemente satanico. tutti questi “eremiti” cercano una salvezza. Nonostante siano passati poco più d trent’anni dall’uscita di questo film. dovrebbe essere ripulita una . Travis “cerca” disperatamente.

Scorsese abbia voluto parlare di condanna. Psiche sdoppiata. sempre più incapace di mascherare metaforicamente il disagio psicologico personale. . É sempre lei che. L’innamorato respinto e non capito. sull’introspezione del protagonista. dal nuovo Presidente o da un Giudizio Universale. conscia di essere lei stessa vittima e carnefice: un autocannibalismo atroce ma reale. sfuma tra la città: si perde di nuovo in quel brulichio di luci e di caldo. di tutto il male che ha sofferto e che soffre. Non può che portare gli altri dentro il suo mondo. É sempre lei che. che cerca di denunciare ciò che lo disgusta profondamente. dove le autodifese si sono abbassate e. non può che immergerli in questo fango goffo e rabbioso. meglio. perversa. martire di se stesso: alla fine gli occhi sono ancora coperti di luce diabolicamente infernale. Penso che più che una salvezza finale. che nasconde segreti indicibili e alla fine vorrebbe solo essere punita per questo. rallenti l’andatura altrimenti frenetica della folla. in un cambio di voce e atteggiamento. tasta il terreno dal suo taxi. dice Travis. si addossa responsabilità strazianti e terrificanti. si può cercare e credere di aver trovato la propria missione. saggia con terrorizzante lentezza le possibilità e gli ostacoli che gli si presentano davanti. il salvatore di anime perdute. si scioglie in quella fiamma puzzolente e sporca. Il taxista. infatti in maniera velata traspare la rassegnazione di un uomo che è consapevole di essere rimasto vittima. Travis parla allo specchio con un immaginario uomo che subito uccide. l’impatto che ho avvertito è stato quello di trovarmi di fronte ad un incubo. prende il volo. E sono gli ostacoli e le possibilità a diventare i suoi stessi scopi. sulle inquadrature zenitali (quasi fosse Dio a guardare). in qualsiasi giorno. Fondamentalmente ricerca. Ma Travis è anche Erika Kohut (Isabelle Huppert) in La Pianista di Michael Haneke. L’unico che può uccidere e ripulire tutto. quello scopo.volta per tutte. Forse non sono esattamente proprie di Travis che mi fa pensare a Bess in Le Onde del Destino di Lars Von Trier: profondamente credente. Tutto il film è una corsa: Travis parte piano. in qualsiasi zona. violenza repressa. ma siamo in realtà kamikaze sopravvissuti. e renda tutto in bilico tra realistico e surrealistico o. O da lui stesso. Bess si sdoppia nel parlare a Dio. La persona stufa di sentirsi abbandonata che sfoga la rabbia cercando di attentare un senatore. simbolico. Travis può decidere per tutti ma non per sè: le munizioni finiscono e lui è costretto a rimanere. si accolla possibilità improbabili. Nonostante Scorsese saturi i colori. insista sulla musica. simbolo. perchè porta già dentro di sè tutti i disturbi nevrotici profondamente contemporanei. quella missione che tutti hanno. per la salvezza. rappresenta la disperata e inutile ribellione della vittima tra le zanne del predatore. Travis si addossa missioni non sue. guerrieri vigliacchi con un pugnale sulla schiena. E proprio come un angelo diabolico (o forse solo come un angelo). si getta in situazioni dove annega e basta. che non ha più alcun limite. si arriva ad una fotografia esasperatamente vera: ci si può salvare dalle violenze proprie e degli altri. come un predatore cerca la sua vittima. Travis è anche Christian (Ulrich Thomsen) in Festen di Thomas Vinterberg. cosa che però avviene solo in parte. Travis è tante altre icone. L’unico uomo che può salvare la giovane prostituta. che deve quindi vendicare il suo dolore. che è disposto a lavorare di notte. schizofrenia. si fa Dio e credente.

i dettagli . anche se questo espediente si dirada nella seconda parte del film.Per concludere è da notare che nel film vi sono molte inquadrature zenitali. Nella scena finale con Betsy parlano solo gli sguardi e qualche convenevole forzato. che hanno la funzione di dare enfasi espressiva alla scena e possono essere considerate eredità della sua educazione cattolica. giorno/notte. predilette da Scorsere. Poi vi sono inquadrature dall’alto a 180° che saranno la sua “firma” anche in opere successive e che dimostrano l’influenza avuta su di lui dalla Nouvelle Vague. È questa voce che anticipa la strage finale. la macchina da presa si allontana mentre noi non conosciamo ancora il destino di Travis. che creano enfasi drammatica e simboleggiano un tempo statico Insomma. Sono poi da sottolineare le diverse inquadrature utilizzate per riprendere Travis: . Dopo aver ucciso i rappresentanti del male. Grande importanza nel film ha la voce over di Travis che può essere considerata la via di accesso alla sua mente. Dopo il massacro la sola voce off che si sente è quella del padre di Iris nella lettera che scrive per ringraziarlo.i ralenti. diventa muto. nel film vi è uno stile “misto”: lunghi piani-sequenza a cui seguono scene con un montaggio quasi frenetico.raccordi esterno/interno.l’illuminazione iper-realistica . Infine è fondamentale la sequenza muta dopo la strage: vi è un dolly finale esterno.le raffiche di immagini ripetute .le inquadrature con Travis “fuori centro” . che danno allo spazio un tempo soggettivo . . Assume anche un altro e importante significato: Travis non sa trattenere le cose che ha dentro. Infatti lì Travis ha chiuso col mondo e non deve più mettere ordine nei suoi pensieri.il montaggio che crea ellissi narrative .

vol. Taxi Driver. 49. Mi sembra che Scorsese abbia evidenziato in Mean Street un maggior approfondimento critico […] in definitiva la «missione» di Charlie sfociava nella tragedia. continuamo a trovarlo incomprensibile. le sue esitazioni e ripiegamenti. 1976. L’opacità del personaggio. 1977. per conseguenza. Il protagonista. Taxi Driver. basata su valori che il materialismo moderno ha irriso o conculcato. n. esprimono gli affanni dell’epoca.244. Giuliano Giuricin. Taxi Driver. Poiché i due momenti non si fondono… resta un’ennesima testimonianza delle ambiguità con cui certi film americani. È con grande abilità che Scorsese e i suoi collaboratori si predispongono un eventuale ripiegamento tattico che consente di dimostrare gli scogli della dimostrazione univoca. Claude Beylie. per esempio. in Cinema ’76. il tassinaro è tuttavia erede di una cultura antica. 81. riporta insomma i segni di una tradizione americana che vagamente si collega al mito pionieristico della legge e dell’ordine. in Segnalazioni cinematografiche. un modello di comportamento (nel qual caso la strage di «giustiziere privato» renderebbe l’opera inaccettabile): ma è un segno dei tempi. balordo il finale […] Da un lato moraleggia sul male di vivere nelle metropoli […] sicchè è tentato di adeguarsi all’ottica del cinema reazionario. in Il Millefilm. «non chiede nulla» […] Il regista non prende criticamente le distanze dal suo protagonista. «Ecran». Il passaggio di Travis all’azione criminale è preceduto da un travestimento ritualistico che ricorda quello degli indiani Mohawk. Non è. Dall’altro. professionalmente impeccabili. . dopotutto. E tuttavia Robert De Niro. spinto dall’osservazione della realtà sociale tenta il ritratto di un debole e ironizza sul significato che i benpensanti danno alla sua rivolta. patetica «crociata». così che i sospetti di chi ha visto in quest’opera troppe analogie col fascista Giustiziere della notte non sono del tutto infondati. un eroe solitario che. cioè uno specchio […] Incolto. anzi si identifica e immerge totalmente nell’ossessione e nella sua Taxi Driver è una prova sfiatata di Martin Scorsese […] Sotto la scorza sanguinosa. Giovanni Grazzini. Laterza. Milano. Centro Cattolico Cinematografico. Roma-Bari 1987. la proiezione delle sue ossessioni in un mondo alla deriva. qui. 1976. banale infatti è la storia. invece. Non tutto funziona in questo film: l’ironico finale. è ipersensibile la sua professione lo porta a osservare. risaputo lo stile.FORTUNA CRITICA Opera singolare e appassionante di un giovane e personalissimo regista italo-americano […] questo film è un saggio di odio per la società e di amore per l’uomo. Tullio Kezich. che percorre il labirinto della città col suo taxi alla ricerca di un’impossibile via d’uscita. uno psicopatico che soffre d’insonnia e di solitudine. Taxi Driver. Questa incoscienza in agguato è una catalizzazione estremamente efficace. la sua lucidità aggressiva mescolata d’incertezza e confusione. l’epilogo tende a esaltare quella di Travis. 1976. Taxi Driver ci mostra la catastrofe che produce un simile primitivismo ideologico applicato al mondo attuale. il puerile donchisiottismo […] servono mirabilmente il progetto degli autori. «Cinema Nuovo». a giudicare introversamente e ad agire pressochè irresponsabilmente con stravagante e interessantissima disponibilità tra i due estremi di Angelo tutelare e Angelo sterminatore. Taxi Driver. è un’immagine vivida e tragica dell’individuo in crisi. n. Il Formichiere.

Dello spaventoso. n. con quasi vent’anni di anticipo. 1977. Lo sceneggiatore Paul Schrader. Una vittima collettiva che diventa cattiva. sono di una bellezza che può lasciare ammirato il Polanski di Chinatown… Scorsese è come uno che abbia paura di dire e tuttavia. non vale né Mean Street. senza accorgersene. Giuseppe Turroni. «Il Giorno». Taxi Driver. e quelle panoramiche combinate nella casa. ma confronta il suo tassista con avvenimenti che hanno o vorrebbero avere uno spazio e un tempo loro propri. così come certi dialoghi semimprovvisati. Il tono «realistico» della fotografia aumenta l’impressione di autenticità. Sperling & Kupfer Editori. cieca. Comunica quella tentazione alla giustizia sommaria che fa parte della peggiore tradizione americana Taxi Driver ci ha insegnato. Scorsese non si limita più a calare le proprie intuizioni in un contesto realistico. n. 1976. Travis. Come una società può distruggersi. Una anima sbattuta. Lo si avverte soprattutto nella zona centrale del racconto dove il film va un po’ in «surplace» anche se a riempire il vuoto provvede l’intensa. con una predilezione per i falliti e i diseredati. (poi anche regista in proprio: American Gigolò. maniaco e come innamorato di sé e non di altri che lo abbiano fatto… La sequenza dell’eccidio è molto bella. «Filmcritica». Walter Veltroni. meglio. Milano. di dialogo poco e troppo furiosamente moralistico. mistico. 1994 Questo quadro di rara cupezza della giungla urbana contemporanea trae in parte la propria forza dalle condizioni di lavorazione: tutto in esterni e nei quartieri malfamati di Manhattan. Tornato a New York diventa tassista notturno e passa le sue giornate tra le strade di una città violenta e i cinema pomo. a mio avviso. Racconta della violenza di una società vuota e priva di ragioni per andare avanti. delle metafore e delle folgorazioni variamente presenti in Mean Street… La Little Italy di Johnny Boy è lo spazio mentale dei deliri del protagonista. Taxi Driver è un film profetico. Robert De Niro. Lì sembra aver lasciato la sua voglia di vivere. violenta. Da Certi piccoli amori. ha fatto del buon cinema. il personaggio interpretato da Robert De Niro. se si preferisce. ancora una volta. la New York di Travis vuole essere anche una presenza autonoma. L’inferno al neon di New York. Giorgio Rinaldi. lungo la scala insanguinata e viscida e in strada sulla folla. con una tecnica vicina al documentario. dialettico tra Travis e New York che dà al film una patina di manierismo. Si taglia i capelli come quelli di una tribù di indiani e poi dei marines in Vietnam Il film è freddo e tremendamente privo di speranza. passando dall’altra parte della timidezza e del pudore. 160.Girato da maestro. Il difetto sta nella sceneggiatura di Paul Schrader o. . «Cineforum». Il pittoresco dei luoghi viene smorzato a vantaggio di una visione senza orpelli della fauna newyorkese. sensuale. nella sua struttura un po’ monocorde di monologo o. Vedere per essere ammaestrati. Questo impegno libera il film dal lirismo e dall’aneddoto. si butta nella mischia. 1980) ha detto di aver voluto trasporre in ambiente americano Lo straniero di Camus. Morando Morandini. ma. 272. Quando nella società maturano i germi della distruzione. Dizionario sentimentale di film. né il misconosciuto Boxcar Bertha (america 1929: Sterminateli senza pietà). elettrica recitazione di De Niro. Taxi Driver magnifica il talento visionario e sensuale di Scorsese. nel ruolo di un «uomo del sottosuolo». dall’autobiografia e dalle suggestioni. profondo abisso che si può creare nella coscienza della gente quando tutto intorno perde significato. è un reduce del Vietnam. un underground man (per riprendere un’espressione di Pauline Kael) di perfetta neutralità espressiva: l’essere anonimo finito nel nulla della Scorsese. Tragicamente profetico. 26/09/1976. In questo film egli è stato molto aiutato dall’interprete. Taxi Driver. incapace di coltivare sogni e sentimenti fragili.

grazie all’interpretazione del giovane Vito Corleone nel Padrino parte II (1974). impegnata nella campagna elettorale del senatore Palantine. diventando simbolo di un personaggio. De Niro aveva già ottenuto un Oscar come “miglior attore non protagonista”. Girovagando tra le follie della città. preparandosi ad uscire». La sua capacità di catturare l’insolito fa esplodere la convenzione dei generi. Claude Beylie. o di un modo di pensare. quando il protagonista. diventa tassista di notte. Oscar Cosulich. Tutti ricordano l’«Are you talkin’ to me?» (»Dici a me?»). quando Taxi Driver apparve sugli schermi. creando dal nulla quello che è diventato il simbolo stesso di Taxi Driver. Milano. Bickle acquista diverse pistole: prima matura confusamente l’idea di uccidere Palantine. soffrendo d’insonnia. Ma il talento del regista è determinante. chiuso in casa e armato. Bickle nota l’appariscente bionda Betsy (Cybill . di Mean Streets (1973) a Fuori orario (1985). emergono dialoghi e battute di valore epocale. Da I capolavori del cinema. Scorsese ha saputo dipingere all’acquaforte la notte americana (quella vena). che De Niro acquisisce lo status d’attore simbolo di un’era. 1980). Vallardi. Nel 1976. che travalicano così lo schermo. infatti. aldilà della suggestione d’immagini e intreccio. 1990 Sheperd). Figlio di immigrati siciliani (è nato nel 1942). ma è grazie all’ex-marine psicotico diventato tassista notturno. Scorsese era il regista perfetto per questa storia di asfalto. con una deviazione sui retroscena della boxe (Toro scatenato. Quando il tentativo di corteggiamento fallisce miseramente. era scritto semplicemente: «Bickle si guarda allo specchio. a permettergli di improvvisarla. Tratto dal romanzo omonimo di Richard Elman. È stata la genialità dell’attore e la sua confidenza col regista Martin Scorsese. solitario abitante di New York che. impersonato per Martin Scorsese. prostituta l3enne. Eppure sulla sceneggiatura quella battuta non c’era. poi si mette sulle tracce di Iris (Jodie Foster). un archetipo narrativo talmente forte da essere ripreso poi in un’infinità di film successivi.città. da lui conosciuta quando la ragazzina aveva cercato di sfuggire nel suo taxi al laido protettore “Sport” (Harvey Keitel). reduce dal Vietnam. sul copione in mano a De Niro. Da L’Espresso del 25 agosto 2005 Ci sono film da cui. prova davanti allo specchio il momento clou di quella che sarà la sua sanguinosa catarsi. perché si è formato anche lui alla duna scuola della strada. di Robert De Niro-Travis Bickle in Taxi Driver. Taxi Driver racconta le peregrinazioni di Travis Bickle.

a distanza di quasi trent’anni dall’uscita di Taxi Driver. avesse giudicato con cautela. altro nome storico della critica italiana. soprattutto. alla fine interventi più recenti. in cui tra l’altro dimostra di avere colto il significato esistenziale e profondo dell’opera. che tuttavia riesce almeno a cogliere il dramma esistenziale del protagonista. Ho trovato interessante che Il Centro Cattolico Cinematografico. l’uscita di Taxi Driver. Mi sono ritrovata soprattutto nell’articolo che Oscar Cosulich. quasi che l’anonimo recensore non osasse manifestare apertamente il suo assenso per un’opera così “brutale”. Insomma non sembra proprio cogliere l’abisso che separa le due opere e. stronca il film. tacciato di “fascismo” fin dai tempi della sua uscita. che in quegli anni si dedicava sistematicamente alla demonizzazione dei film d’autore. I critici delle riviste specialistiche (Cineforum. che allora scriveva su “Il Giorno” e che rappresenta il terzo esempio “classico” di critico con la C maiuscola. per una sostanziale incapacità di comprendere. con le prime opere di Scorsese. il loro opposto retroterra culturale: da una parte la reazione frustrata del cittadino americano medio incline alla violenza. che era il critico del “Corriere della Sera”. da Claude Beyle che già nel ’76 aveva colto la grandezza del film. sembra incerto sul giudizio finale. della Nouvelle Vague. dall’altra il dramma esistenziale della gioventù americana. ha scritto sull’Espresso tre anni fa. ferita nel Vietnam dalla violenza della guerra che la sua anima pacifista rifiuta fin dagli anni sessanta. (E’ infatti molto difficile essere testimoni del proprio tempo. Giovanni Grazzini. che rappresentava il critico “militante” si fa fuorviare dalla scena finale al punto di paragonare Taxi Driver al “Giustiziere della notte”. Io penso che sia difficile cogliere la grandezza di un’opera che incarna lo spirito del tempo (e non mancano gli esempi in tutti i campi artistici). tra l’altro. non possono disconoscere a questo film i caratteri del capolavoro. di cui Beyle è un esempio. Infatti. criticatissimo film con Charles Bronson. le recensioni più recenti che ho citato. senza distinzioni anagrafiche. Ho poi citato due recensioni scritte. Lo rileva tra parentesi.COMMENTO ALLA FORTUNA CRITICA Ho organizzato l’antologia di citazioni della fortuna critica con una netta divisione temporale: all’inizio vi sono le recensioni uscite “ a caldo “. su “Cinema Nuovo”. le dinamiche storiche che lo avevano prodotto. che ha certamente influenzato la rinascita del cinema americano degli anni ’70. avesse una maggiore capacità di penetrare la natura innovativa del film di Scorsese anche per il lascito. Ho iniziato con questa osservazione perché sono rimasta colpita nel leggere le recensioni dei critici italiani. confermerà a distanza di tempo il suo giudizio negativo. quasi un mettere le mani avanti.) Un po’ più favorevole fu la recensione di Tullio Kezich. Anche Morando Morandini. e che rappresentava una delle voci “ufficiali” della critica cinematografica italiana. Lo definisce uno straordinario film profetico che ancora oggi giunge al cuore dello spettatore. in tempi diversi. . Credo che la critica francese. tuttavia ciò non gli impedisce di chiudere il pezzo con un giudizio sostanzialmente positivo. quasi tutte negative o “sospettose” del messaggio contenuto nel film. appunto. in negativo. Grazzini. anche se ci tiene a rilevare la differenza. Filmcritica) tengono uno stretto “riserbo” su ciò che effettivamente l’opera del regista ha loro trasmesso. confermata nel suo saggio di 15 anni dopo. nel 1976. Giuliano Giuriucci. confermato nelle storie del cinema di quel periodo che ho avuto modo di conoscere. allora l’unico importante quotidiano nazionale.

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Torino 2007 Francis Vanoye. IV edizione. Lindau. Introduzione all’analisi del film.htm Per le immagini ho utilizzato l’applicazione Quicktime. Dieci anni al cinema. . Con Isabelle Huppert. 1967 . Torino 2006 Siti internet consultati http://www. Köln 2003 Serafino Murri. Milano 2006 Jurgen Müller. Baldini e Castaldi Dalai.wikipedia. Anna Sigalevitch. Milano 1983 Paolo Mereghetti e autori vari. Martin Scorsese. Jean-Marc Barr.org/wiki/Taxi_Driver http://www.cerca-film. Genere Drammatico. Con Ulrich Thomsen. Con Katrin Cartlidge. II edizione.ukcritic. Bompiani.pagine70. Saper veder il cinema. Udo Samel. Milano 2000 Alberto Pezzotta.Festa in famiglia Un film di Thomas Vinterberg. Milano 2007 Tullio Kezich. Anne Goliot-Lété. Taschen. Bompiani. Annie Girardot. III edizione. Il Mereghetti. Cinema degli anni 70. colore 158 minuti.1977. .com/taxidriveretro. Volume secondo M – Z.it/film/taxi-driver. . esportando i frame sul desktop e salvandoli in formato JPG. Paprika Steen.com http://it. Benoît Magimel.html http://www. Susanne Lothar. Lindau. Genere Drammatico. Henning Moritzen. Thomas Bo Larsen. La pianista Un film di Michael Haneke. Il millefilm. . direttamente dal DVD originale di Taxi Driver. Genere Drammatico. Mondadori.BIBLIOGRAFIA Testi Antonio Costa.Produzione Danimarca 1996. Il Castoro. Emily Watson. Milano 2005 Massimo Moscati. Stellan Skarsgård. Udo Kier. Martin Scorsese. Taxi Driver. Dizionario dei film. Le onde del destino Un film di Lars von Trier. XIX edizione.Produzione Danimarca 1998.Produzione Francia 2001. colore 129 minuti. Breve storia del Cinema. colore 106 minuti. Film citati Festen .

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