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Davide Aquilano

Corso Mazzini, 320


66054 VASTO (CH)

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Fax 0873 363242
Cell 348 3576711
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OGGETTO: progetto della Inporto s.r.l. per la realizzazione e la gestione di porto turistico lungo il
litorale del Comune di Vasto, per un totale di 362 posti barca, di porto turistico da 362 posti barca a
nord rispetto lo scoglio “La Sirenetta” pubblicato nel BURA del 01/12/2010. CERTIFICAZIONE
DELL’INTERESSE ARCHEOLOGICO

Il sottoscritto Davide Aquilano, archeologo in possesso dei requisiti per la certificazione


dell’interesse archeologico ai sensi della legge 109/2005, iscritto al n. 341 nell’Elenco degli
Operatori abilitati per l’archeologia preventiva, attesta che l’area interessata dalla realizzazione del
progetto in oggetto è interessata da eccezionali presenze archeologiche in ambiente sottomarino e
terrestre, come dimostrano, già ad una sommaria ricognizione, le numerose strutture murarie di
epoca romana e medievale riscontrabili in situ ed in giacitura secondaria (Tav. 01). Inoltre, la
barriera di scogli che fronteggia la riva raccoglie, alla base rivolta verso il mare aperto, una gran
quantità di numerosi reperti mobili di epoca romana trasportati qui dalla corrente (Tav. 02).
Numerosi sono anche i reperti rinvenuti nelle immediate vicinanze della battigia, sulla terraferma:
alcuni di essi sono oggi conservati nel Museo Archeologico di Vasto.
Sulla base di questi elementi, il tratto in questione è stato sottoposto a vincolo archeologico ai sensi
del Dlgs 42/2004 e s.m. e i. (Tav. 03).
In realtà il vincolo andrebbe esteso per un tratto di altri ca. 500 m verso Nord e di ca. 400 m verso
Sud sulla base dei nuovi dati acquisiti nel campo della ricerca archeologica dopo l’elaborazione
della cartografia in parola.
L’elemento più evidente e di maggior interesse del sito è il cosiddetto Trave, un molo di epoca
romana, lungo ca. 50 m, che corre parallelamente alla costa. Il Trave ed i considerevoli resti di
edifici di epoca romana che occupano tutto lo specchio d’acqua tra il Monumento alla Bagnante
fino al secondo trabocco per oltre m 100 dalla battigia furono resi visibili dal fenomeno tettonico
che si attivò in seguito alla frana del 1816, di cui si riporta di seguito una relazione autoptica
eseguita da Luigi Marchesani. Nel testo riportato, inoltre, si evidenzia un evidente fenomeno di
abbassamento (bradisismo negativo) o innalzamento (bradisismo positivo) del suolo, che di per sé
sconsiglierebbe l’edificazione di qualsiasi tipo di struttura muraria nel sito oggetto dei lavori
previsti nel progetto in oggetto.
Luigi Marchesani, Storia di Vasto, Napoli, 1838, p. 11:
“… le acque marine fra 'l Trave e Casarsa bagnano oggi avanzi quadrilateri di stanze con costruzione a quadrucci o
tessellata, le quali sembrano scavate ne' duri scogli; il tempo e l'acqua marina gli à alterati in guisa che appariscono non
diversamente dalla cappella di Madonna del Soccorso. Confonder non debbonsi quegli avanzi co' rottami di antiche
fabbriche, con due pezzi di colonnato di mattoni cotti, vari pavimenti di opera reticolata e muri di mattoni a triangolo, i
quali lo scoscendimento del 1816 elevò dal sommoso lido e che dal mare e dalla molle argilla vennero novellamente quasi
del tutto occultati.”

ALLEGATI: TAVV. 01, 02, 03

Vasto, 10 gennaio 2011

Prof. Davide Aquilano


Tav. 01

1. Strutture romane in opera reticolata affioranti dalla superficie del mare


Tav. 02
Tav. 03

VINCOLO ARCHEOLOGICO

600 m

1. Carta del vincolo archeologico (P.R.G.) del Comune di Vasto

600 m

2. Carta dei vincoli archeologico ed idrogeologico del Comune di Vasto