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Marco Peri

Opere di Leonardo Bistolfi (1859 / 1933)


nella Collezione dArte Francesco Paolo Ingrao,
Cagliari

Per uno studio storico approfondito delle opere, stato individuato e selezionato allinterno dellampia e
consolidata bibliografia generale di Leonardo Bistolfi, lelenco delle pubblicazioni relative al Monumento a
Giovanni Segantini: La Bellezza Liberata dalla Materia, (conosciuto anche come La bellezza che esce dalla
montagna, o L'Alpe) per la quale le opere presenti in collezione Ingrao costituiscono uno studio preparatorio.
Gli studi raffigurano una testa femminile quasi frontale, con una leggera torsione del volto verso sinistra. La
direzione del volto orientata verso lalto con gli occhi chiusi.

[Testa femminile] 1928, marmo 43 x 37,5 x 21.


Studio per testa femminile in marmo bianco di Carrara.

[Testa femminile] 1928, bronzo 39 x 27 x 28.


Copia in bronzo di studio per testa femminile.

Il Monumento a Giovanni Segantini


La bellezza liberata dalla materia
Il Monumento dedicato a Giovanni Segantini1 da destinarsi alla tomba del pittore nel piccolo cimitero di Maloja in
Svizzera ebbe una lunga fase di gestazione, infatti, lo scultore realizz molti bozzetti prima di giungere alla
concezione definitiva; in questa ricerca molti dei suoi sforzi creativi furono dedicati allo studio della fisionomia
della figura femminile che simboleggia la Bellezza.
La testa e il volto sono certamente la parte del monumento alla quale si dedic con maggiore impegno, ne sono la
dimostrazione i diversi modelli individuati e documentati da chi scrive durante questa ricerca.
Allo stato attuale delle conoscenze sono stati rinvenuti ben 18 diversi lavori, sette studi sono in marmo bianco di
Carrara, altri 6 sono modelli in gesso e cinque sono copie in bronzo tratte da modelli specifici.
La principale studiosa dellopera di Bistolfi, Rossana Bossaglia nel saggio Bistolfi Scultore Simbolista
individua in questopera uno spartiacque nella produzione dellartista 2 segnalando un tema fondamentale, cio la
volont di tradurre in forma plastica una serie di valori intimamente legati alla persona a cui lopera dedicata:
La figura femminile per il Monumento a Segantini inaugura la serie di imponenti statue muliebri cui
lartista affida il compito di incarnare la sintesi dei valori espressi in vita dalla persona commemorata; si
tratta di unimmagine slanciata, i tratti sottili e ispirati, che emergendo michelangiolescamente dal
masso informe sembra tenersi sulla soglia di unindistinta larvalit. Intorno al Monumento a Segantini il
plauso concorde []

Storia del Monumento a Giovanni Segantini, 1899-1906


La Bellezza Liberata dalla Materia, 253 x 156 x 110,5 cm.
La statua di una candida figura femminile nuda che emerge per met dal marmo circostante, fu variamente
interpretata come la Bellezza della Montagna, L'Alpe, La Verit e L'Arte ma il titolo esatto che lo stesso
scultore incise sotto il monumento :
La Bellezza liberata della Materia / A Giovanni Segantini / Leonardo Bistolfi

La vicenda storica del monumento ben ricostruita e documentata da Sandra Berresford in Leonardo Bistolfi,
1859-1933: il percorso di uno scultore simbolista, pp.79, 82.
Cfr. R. Bossaglia, Bistolfi, Roma, 1981, p.9.

Bozzetto in gesso 1905 circa (foto depoca firmata L.Bistolfi)

La storia del monumento interessante e complessa. Lantefatto la morte del pittore Giovanni Segantini, grande
esponente della corrente divisionista, morto di peritonite sulle montagne austriache dello Schalfberg, la notte del
28 settembre 1899.
Il pittore stava lavorando al famoso trittico della Natura (1896-1899 Museo Segantini, St. Moritz).
In una lettera al Corriere della Sera del 13 ottobre 1899, il critico Ugo Ojetti, propose l'apertura di una
sottoscrizione per erigere un monumento allartista defunto da collocare sulla tomba del pittore nel piccolo
cimitero di Maloja in Svizzera. Subito dopo si costitu un comitato a tale scopo.
La scelta dello scultore cadde naturalmente su Leonardo Bistolfi perch la loro reciproca stima e la loro affinit di
idee erano note a tutti.
Bistolfi era infatti uno dei pochissimi artisti, tra i contemporanei, stimati da Segantini ed inoltre era ben felice ed
onorato di eseguire il monumento per il suo grande fratello Segantini tanto da non aver fatto questione di

prezzo dichiarandosi disposto ad accettare quel poco che si sarebbe raccolto.3


Lesecuzione del lavoro si protrasse per diversi anni, fino al 1905, quando lo stesso Bistolfi dichiar di aver
finalmente precisato la sua idea per il monumento:
Questo il quarto o quinto bozzetto da me modellato per il monumento. Pensavo, sognavo, scendevo
nello studio, modellavo, ma non era quella lidea che mi balenava nella mente!
Risognavo, ricominciavo, ritentavo; tormentavo per giorni e giorni la creta; ma da questa non voleva
uscire quello che io volevo che uscisse.
E cos passarono settimane, mesi, ed anni. () Finalmente una bella mattina mi svegliai; avevo trovato;
scesi nello studio; mi accinsi quasi con furia al lavoro; ed in due ore questo bozzetto era pronto; questa
donna della mia mente, della mente di Segantini era nata! [Leonardo Bistolfi a O.Brentani]4
La statua fu terminata in marmo di Carrara verso la fine del 1905 e fu ottimamente accolta sia dal pubblico che
dalla critica che ne sottoline soprattutto la capacit di sintetizzare plasticamente il pensiero di Segantini. 5
Nel 1906, dato che la somma raccolta per mezzo di conferenze, esposizioni e sottoscrizioni per completare l'opera
era risultata del tutto insufficiente, nella speranza di raccogliere altri fondi, il gallerista milanese, nonch grande
amico di Segantini, Alberto Grubicy, propose di esporre la statua in marmo nel suo padiglione a Milano, dove
aveva organizzato una mostra delle opere di Segantini e di Previati, nell'ambito dell'Esposizione Internazionale di
Belle Arti, per festeggiare l'apertura della Galleria del Sempione.
Grubicy s'impegno in quell'occasione a trasportare il monumento a Maloja, a spese sue, appena finita la mostra e,
intanto, ne pag il trasporto da Torino a Milano.
Quando il monumento in marmo fu esposto nel Padiglione Grubicy, il critico letterario Enrico Thovez lo trov
perfettamente corrispondente a:
quel sentimento panteistico della natura, a quella purit verginale di entusiasmo per la bellezza
dell'Alpe, a quella serenit raggiante di visione che sono le caratteristiche ideali delle creazioni del
Segantini.
L'ideale bellezza che il Segantini persegui con acerrimo amore non poteva trovare tradizione plastica pi
eloquente6
Lopera fu non solo una sintesi del pensiero del Segantini, ma si era ispirata alle sue opere anche nei particolari: il
bassorilievo collocato sulla sinistra del monumento fu ispirato alla Natura del Trittico della Natura del
Segantini; la sua Dea Arte o Dea d'Amore (1894-1897 Galleria Comunale d'Arte Moderna, Milano) appare in
visione davanti alla salma dell'artista sul lato destro, mentre il bassorilievo centrale, pur ricordando i molti quadri
pastorali del Segantini, un pi diretto riflesso dello Specchio della Vita (1895-1898, Civica Galleria d'Arte
Moderna, Torino) del loro comune amico, Giuseppe Pellizza da Volpedo.
3

5
6

Lettera di L.Bistolfi in Alto Adige 24/25 ottobre 1909, in Leonardo Bistolfi, 1859-1933: il percorso di uno scultore
simbolista.
In Leonardo Bistolfi, 1859-1933: il percorso di uno scultore simbolista.
Cfr. M. Lab, Il Monumento a Segantini di L.B. in L'Arte Decorativa Moderna (1906), n. 10, pp. 289-303.
E. Thovez, La Scultura a Milano. II Monumento a Segantini di L.B. in La Stampa, 16 ottobre 1906

La figura femminile immersa nella pietra, con una forte suggestione che riporta ai Prigioni di Michelangelo;
infatti la mano dell'artista, la man che ubbidisce all'intelletto, che libera il concetto contenuto nella grezza
materia.
A Milano il monumento fu accolto dal pubblico e dalla critica molto bene tant' che Vittorio Pica sugger
pubblicamente che il Municipio avrebbe dovuto ordinare una replica del monumento da collocare nei Giardini
Pubblici o nel Parco.
Probabilmente lo scultore si dedic allesecuzione di questa copia, anche se in realt non fu mai donata al
Municipio di Milano.
Intanto, durante linverno del 1906 la stagione era troppo avanzata per portare la statua a Maloja in Svizzera e cos
Alberto Grubicy ottenne il permesso di tenere aperto il suo padiglione nel parco del Sempione fino alla primavera
del 1907, quando avrebbe potuto spostare la statua.
Sui giornali dellepoca si sugger addirittura che la statua in marmo potesse rimanere a Milano e che si potesse
organizzare una sottoscrizione, per eseguire una copia in bronzo - materiale pi adatto al clima rigido della
montagna - da destinare alla tomba di Segantini a Maloja.
Fu lo stesso artista ad opporsi vigorosamente:
No, bronzo, no! la montagna che si trasforma in bellezza, una figura di donna che esce dalla rupe,
ed io non voglio una rupe di bronzo! E poi ho pensato questa statua per quella localit, in
quell'ambiente: ed essa deve andare l 7
Bistolfi infatti, si era recato pi volte a Maloja per ispirarsi, come sua abitudine, nel sito del futuro lavoro, ed a
suo avviso, il marmo avrebbe resistito perfettamente al clima di Maloja.
Il progetto iniziale prevedeva la sistemazione del monumento proprio sulla tomba del pittore Segantini ma diverse
vicissitudini, tra cui una ferma opposizione della chiesa locale che defin la scultura nuda e classicamente
pagana fecero pensare allo scultore di collocare la statua di fianco alla Villa Segantini a Maloja, collo sfondo
dei monti nevosi e della cascata dell'Inn.8
Nel frattempo, sempre nel 1907, si era costituito a St. Moritz un Comitato per creare un Museo Segantini di cui
faceva parte Alberto Grubicy. Questultimo, di sua spontanea decisione, e senza aver consultato gli altri membri
del Comitati di Maloja, colse l'invito da parte del fondatori del costituendo Museo Segantini a St. Moritz di
collocare il monumento di Bistolfi proprio nel museo invece che a Maloja. (St. Moritz e Maloja, in territorio
svizzero, distano tra loro circa 16 Km)
La statua, anche contro il parere dello stesso Bistolfi, fu cos trasportata a St. Moritz, dove fu temporaneamente
collocata nell'atrio di un albergo e successivamente nel portico del Museo Segantini.
Lo scultore, per, rimase profondamente deluso dalla sistemazione della statua all'interno del Museo e se ne
lament pubblicamente chiedendo che venisse spostata allesterno, collocata sul prato con alle spalle il lago:
La mia povera figura chio con amoroso e fatticato sforzo, volli balzante dalla roccia, come dimpeto
del desiderio della bellezza, lanima non moritura di Giovanni Segantini, lanciato verso il grande sogno
7
8

Leonardo Bistolfi a O. Brentani, 18 agosto 1908, lettera citata


Leonardo Bistolfi a O. Brentani, 18 agosto 1908, lettera citata.

dei suoi grandi orizzonti, ora chiusa nellangusta prigione.9


Nella disputa intervenne anche il critico Ugo Ojetti che scrisse nel 1911 che la statua, era effettivamente
imprigionata e soffocata lass in una specie di tana chiamata museo .
Grubicy consigli allo scultore di recarsi di nuovo nel luogo per sistemare l'opera a modo suo ed in infine la statua
fu collocata (entro il 1911) fuori del Museo in mezzo ad un prato, circondata dalle montagne. (cfr. foto)
Dopo il 1948, fu spostata di nuovo sulla strada d'accesso al Museo, e, se non proprio in mezzo alle montagne
(come Bistolfi l'aveva concepita), almeno in mezzo al verde e alla luce del giorno.

Il Monumento a Saint Moritz, Svizzera, come appariva negli anni 1930/40


9

Lettera di Bistolfi nellArchivio del Segantini Museum, Saint Moritz, citata in G. Nicoletti, G. Mazza, Leonardo
Bistolfi. I monumenti per Giovanni Segantini, Arco, 2009, p.40.

Museo Segantini, Saint Moritz (CH), sulla destra, tra gli alberi, si scorge lopera di Bistolfi

Lopera di Bistolfi cos come appare oggi nel viale dingresso al Museo Segantini

Le copie del Monumento


Nella casa appartenuta al celebre direttore d'orchestra Arturo Toscanini a Milano si conserva una copia completa
in gesso, del Monumento di Saint Moritz.

A Segantini: La bellezza liberata dalla materia


copia in gesso, Palazzo Toscanini, Milano.

La storia del monumento annovera l'esistenza di una replica in marmo che lartista don alla Galleria Nazionale
d'Arte Moderna di Roma nel 1915, nel cui atrio dingresso si trova tutt'oggi.
Le dimensioni di questultima sono leggermente ridotte rispetto alla statua originale per lassenza dei bassorilievi
alla base.

A Segantini (La bellezza liberata dalla materia o L'Alpe), 1908 1915


marmo, 180 x 150 x 150 cm; Galleria Nazionale di Arte Moderna, Roma
Esistono notizie documentarie che parlano di una copia del monumento appena ultimata, osservata da Ferruccio
Stinchi10 nello studio dellartista dopo il 1915. Egli parla di una figura vergine di bellezza sublime che sorge
maestosa da un blocco imponente di marmo di Carrara.
Gli studi citati di Sandra Berresford hanno interpretato questo fatto per presumere che Bistolfi stesse lavorando ad
10

F. Stinchi. Elevazione. Dopo una Visita allo Studio di L.B. in La Campana della Valle (Susa) 30 dicembre 1922.

una terza copia di cui per lautrice, allo stato delle sue conoscenze, ignorava lesistenza.
Fino al 2010 si conoscevano infatti solo due versioni del monumento a Segantini ma recenti approfondimenti
storici11 hanno portato alla scoperta di una terza riproduzione, che ora si trova in Giappone nella collezione del
Museo di Arte Occidentale di Tokio (ex collezione Matsukata).
Lopera fu acquistata, insieme ad altri lavori dello studio dello scultore piemontese, dal ricco armatore giapponese
e collezionista darte Kojiro Matsukata, nella primavera del 1918 ed inviate in Giappone dopo la fine della prima
guerra mondiale.
Per vicende complicate e sfortunate le opere rimasero a lungo imballate presso il deposito doganale della citt di
Kobe fino a quando nei primi anni 2000, un anonimo collezionista le ha donate al NMWA, Museo di Arte
Occidentale di Tokio come parte della collezione Matsukata dalla quale le opere provenivano.
In questo modo stata documentata lesistenza della terza copia di cui gli studiosi ipotizzavano lesistenza.

A Segantini: La bellezza liberata dalla materia marmo, 350 x 154 x 156 cm,
National Museum of Western Art, Tokio (Japan)

11

Cfr.TAKAHASHI, AKIYA, 'Rediscovered Sculptures by Leonardo Bistolfi (1859-1933): A Preliminary Report on


Italian Masterpieces in the Ex-Matsukata Collection', Journal of the National Museum of Western Art, Tokyo 5
(2001), 35-41.
TAKAHASHI, AKIYA, 'A Rediscovered Group of Sculptures by Leonardo Bistolfi from the Former Matsukata
Collection', Journal of the National Museum of Western Art, Tokyo 6 (2002), 33-44. [with an English Abstract].

Approfondimenti compiuti da chi scrive hanno portato alla scoperta di una quarta copia, inedita nella bibliografia
dellartista.
Questa si trova oggi nellatrio dingresso del Museo Provincial de Bellas Artes Rosa Galisteo de Rodrguez,
nella citt di Santa Fe in Argentina.
La scultura fu acquistata in Italia dal collezionista Martin Rodriguez Galisteo 12, argentino di Santa F, e il
principale giornale locale, La Nacin, pubblic una foto sotto il titolo: "En una mansin santafesina sacaron un
balcn para entrar una escultura": In un palazzo santafesino stato tolto un balcone per far entrare una
scultura.
Lopera arriv in Argentina accompagnata da una lettera per il collezionista, in cui lo stesso Bistolfi esprimeva il
desiderio che la scultura fosse circondata da piante e fiori e, se possibile, con acqua e una chaise longue per la
contemplazione e il godimento dellanima ...
I nipoti del fondatore del Museo Provincial de Bellas Artes Rosa Galisteo de Rodrguez di Santa Fe, la
donarono successivamente al Museo nel cui dingresso si trova tuttoggi.

A Segantini: La bellezza liberata dalla materia


marmo 220 x 100 x 120 cm, Museo di Belle Arti Rosa Galisteo de Rodriguez, Santa Fe (Argentina)

12

Le informazioni relative a questopera mi sono state fornite da Enrique Marcelo Estrada, presidente della
Asociacion Amigos del Museo Rosa Galisteo de Rodrguez, che a sua volta le ha raccolte dalla viva voce della
figlia del collezionista e mecenate di Bistolfi, Martin Rodriguez Galisteo.

I bozzetti in scala del Monumento


Leonardo Bistolfi realizz per il Monumento a Segantini anche alcuni bozzetti di proporzioni ridotte, queste opere
sono conservate presso la Gipsoteca Leonardo Bistolfi di Casale Monferrato e in altre collezioni private.
Durante gli approfondimento compiuti per questa ricerca stato riscoperto un ulteriore bozzetto, inedito e
sconosciuto.
Si tratta di una versione in marmo di Carrara che riproduce in scala il monumento conservato alla GNAM di
Roma, cio senza basamento e bassorilievi.
Non vi sono dubbi sullautenticit poich il bozzetto, oltre ad essere firmato, documentato da una foto depoca
rinvenuta presso lArchivio Riccardo Maroni, Biblioteca Civica di Rovereto, MART.

marmo collezione privata Torino. 70 x 40 x 25 cm

marmo Fondo documenti Maroni Mart

gesso, 84 x 40,5 x 39 cm, gipsoteca Leonardo Bistolfi, Casale Monferrato (To)

madreforma con tasselli 75 x 64,5 x 38,5 cm, gipsoteca Leonardo Bistolfi, Casale Monferrato

bronzo 38 x 65 x30, collezione Daniela Balzaretti (Mi)

Scheda dellopera
La Bellezza Liberata dalla Materia unopera di gusto pienamente simbolista che trova la sua forma compiuta
nella forma femminile dellAlpe e nel trattamento non finito della materia di evidente riferimento alla scultura
michelangiolesca.
Il linguaggio espressivo perfettamente espresso nella figura femminile che prende forma e fuoriesce dal blocco
di pietra.
Nel complesso l'opera composta da un basamento quadrato su cui poggia la raffigurazione di una donna nuda
emergente dalla roccia.
II corpo emerge dalla materia grezza a cui saldamente unita la parte posteriore della figura: si mostrano per
intero solo il torace, il viso, le braccia e la gamba destra. Il resto del corpo inglobato nel marmo.
Il basamento di forma quadrata ospita su tre lati, anteriore, sinistro e destro, tre bassorilievi senza cornici o
divisori.
Nel basamento sinistro Bistolfi replica in marmo il dipinto di Segantini, la Natura, una delle opere del Trittico
della Natura, a cui il pittore stava lavorando poco prima della sua morte, ora conservato nel Museo Segantini a
Saint Moritz.

Monumento a Giovanni Segantini


foto depoca, 1906, in Emporium Vol. XXIII, n. 138, p. 478, tavola fuori testo
Il soggetto sono due pastori che riportano il pascolo in quota al calar della sera, con le montagne che coronano
Maloja e l'abitato di Saint Moritz sullo sfondo.

II bassorilievo centrale, ispirato apertamente alla tela di Pellizza da Volpedo Lo specchio della vita.
Di particolare interesse per il nostro discorso appare invece il bassorilievo destro, in cui si riconoscono delle
somiglianze con le opere di Segantini, L'eroe morto e La Dea dellAmore.
Il tema scelto da Bistolfi quello della salma del pittore che giace distesa obliquamente su un grande catafalco.
Intorno al corpo un groviglio di figure femminili in movimento d profondit alla scena.
Bistolfi sembra rielaborare lopera di Segantini L'eroe morto, in cui il pittore citando Il Cristo morto di
Mantegna si raffigura in modo quasi identico. Rispetto a queste opere per lo scultore cambia il punto di vista sul
defunto, che non pi frontale, ma laterale.
La parte sinistra della lastra dominata da una figura femminile nuda con le spalle rivolte verso il corpo giacente
del pittore morto. Le sembianze di questa figura ricalcano in maniera evidente quelle della Bellezza rappresentata
nella statua.
Un interessante raffronto con altre opere di Bistolfi pu essere fatto con la placca in bronzo, Allegoria,
ascrivibile intorno al 1906, ora nella collezione del Museo Mart, che presenta forti analogie con la lastra sinistra
del basamento del monumento a Segantini realizzato nello stesso anno.
In particolare la figura femminile che allestrema destra sembra muoversi verso lo spettatore lasciandosi alle
spalle il turbinio del panneggio oltre ad essere una citazione dellolio su tela di Giovanni Segantini, Dea
dell'Amore, (1894), ricorda chiaramente nei lineamenti e nella postura la Bellezza riprodotta nel monumento a
Segantini.

basamento destro (foto depoca, collezione Maroni, Mart Museo di Arte Moderna e Contemporanea di
Trento e Rovereto).

Giovanni Segantini, LEroe Morto, 1878 ca, matita su carta38,9 x 27,9 cm.
Giovanni Segantini, Dea dell'Amore, 1894, olio su tela, 210 x 133 cm, GAM Milano

Leonardo Bistolfi, Allegoria (1906) bronzo, 41, 3 x 56 cm.


Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

Le opere di Leonardo Bistolfi nella Collezione Ingrao


La parte del monumento bistolfiano per Giovanni Segantini che presenta pi studi preparatori la cosiddetta Testa
dellAlpe, cio la testa della figura femminile che simboleggia la Bellezza.
Bistolfi realizz numerosi bozzetti sparsi tra raccolte museali e collezioni private tra cui i due esemplari della
Collezione Ingrao. Lo scultore dedic una cura speciale alla definizione del volto della Bellezza , perch
limmagine femminile che si libera dal blocco marmoreo doveva rappresentare la sopravvivenza dellideale sulla
caducit umana, doveva essere il simbolo incarnato di una visione forte e decisa della natura, che riflettesse gli
ideali del pittore Segantini a cui lopera era dedicata.
Un parte per il tutto si potrebbe dire, perch nel volto, si condensano gli ideali spirituali e artistici che animarono
Bistolfi per la realizzazione di questo omaggio estremo allamico Segantini.
Esistono varie versioni della Testa, sono studi in marmo o in gesso realizzati per precisare la fisionomia del volto
femminile durante l'elaborazione del Monumento.
Alcuni esemplari furono successivamente utilizzati dallo scultore per omaggi di una certa importanza e quindi
risultano dedicati ad personam.
Si conoscono anche alcune fusioni in bronzo tratte dai bozzetti specifici, anche se, come si gi precisato in
precedenza, l'autore non amava pensare o tradurre questopera in tale materiale.
Durante la ricerca sono stati accertati e documentati fotograficamente 18 studi preparatori, sono opere analoghe a
quelle conservate nella Galleria Comunale di Cagliari e con le quali possibile un confronto stilistico-formale.
Ben sette studi sono in marmo bianco di Carrara esattamente come il Monumento a Segantini, altri 6 sono modelli
in gesso e cinque sono copie in bronzo tratte da modelli specifici.
Sono tutte opere non databili con precisione ma ascrivibili tra gli ultimi anni dell'Ottocento e il 1906, data della
definitiva consegna del monumento.
La datazione supposta sulla base del monumento a Segantini di Maloja, ma non si pu escludere che alcuni
bozzetti siano da riferire allesecuzione delle copie del monumento, cio quella che lartista don alla Galleria
dArte Moderna di Roma nel 1915, oppure la copia venduta al collezionista giapponese K. Matsukata nel 1918, o
ancora, a quella trasportata in Argentina per il collezionista M. Rodriguez Galisteo in data imprecisata.
Il catalogo della Collezione Ingrao e la didascalia nella sala Bistolfi della Galleria Comunale indicano invece
come data desecuzione per le opere in oggetto lanno 1928, una datazione certamente inattendibile, poich non
sembra infatti che lo scultore sia tornato ad unelaborazione delle teste rispetto al monumento finito.
Il monumento a Segantini era certamente ultimato nel 1906, perci la datazione che si propone per le opere di
Leonardo Bistolfi nella Collezione Ingrao deve essere ante 1906.
E cos passarono settimane, mesi, ed anni. () Finalmente una bella mattina mi svegliai; avevo trovato;
scesi nello studio; mi accinsi quasi con furia al lavoro; ed in due ore questo bozzetto era pronto; questa
donna della mia mente, della mente di Segantini era nata! (1905 lettera citata)
Alla luce di queste considerazioni, la didascalia che si propone per le opere la seguente:

Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato 1859 - La Loggia 1933)


Testa dellAlpe, ante 1906
marmo, cm 43 x 37,5 x 21

Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato 1859 - La Loggia 1933)


Testa dellAlpe, ante 1906
bronzo, cm 39 x 27 x 28

Allegato iconografico
Il marmo proveniente dalla collezione del MNBA, Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires
(Argentina)13 (fig.1) rappresenta certamente un unicum per dimensioni e forma, non si conoscono infatti altre
opere che presentano questa fisionomia.
La scultura rappresenta la Bellezza che emerge dal blocco di marmo, raffigurato il mezzo busto di una giovane
donna nuda.
La donna ritratta quasi frontale, con una leggera torsione del volto verso sinistra e con gli occhi chiusi. La
capigliatura, con scriminatura centrale, presenta una chioma ampia e voluttuosa che si nasconde dietro le spalle
della figura femminile fondendosi con le braccia e con la pietra sottostante, esattamente come nel Monumento
dedicato a Segantini.
Il basamento su cui poggia presenta delle interessanti analogie con lopera in marmo della Collezione Ingrao di
Cagliari (fig.6), entrambe mostrano alla base una bocciardatura rustica che lascia apprezzare valenze
chiaroscurali
La testa della Collezione Ingrao di Cagliari ed il busto del Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires
sono le uniche opere tra gli studi preparatori rinvenuti che presentano questo trattamento di superficie irregolare
dalla caratteristica apparenza grezza e naturale, un aspetto che traduce opportunamente la bellezza che si libera
dalla materia informe e che rende l'aspetto dellopera esteticamente molto pi vicino a quel non finito

di

ascendenza michelangiolesca che contraddistingue il tratto saliente del monumento a Segantini.


Un discorso a parte invece meritano le opere della GAM, Galleria darte moderna di Milano (fig.2), la testa
della Raccolta Frugone, Musei di Genova (fig.3), e lesemplare dedicato a Luigi Sacchetti in collezione privata
13

Bistolfi ebbe numerose commissioni nei paesi del Sudamerica, specialmente in Argentina, Uruguay e Mexico.
Per approfondimenti sulla produzione funeraria di Bistolfi in Sudamerica cfr. S. Berresford, Bistolfi e lo studio Nicoli in
Uruguay e Argentina, in Carrara e il mercato della scultura, Federico Motta Editore, 2007

a Torino, (fig.4), questi lavori presentano la medesima fisionomia ed il mezzobusto posa su un basamento
regolare, rettangolare, realizzato dallo stesso blocco di pietra. Questa soluzione conferisce alle opere una senso di
compiutezza quasi come se fossero pensate per essere dei mezzibusti e non studi preparatori per figura intera.
Trattamento ancora diverso per i lavori provenienti da collezione privata (fig.5 e 7) e lopera della Collezione
Ingrao di Cagliari (fig.6) nelle quali lartista concentra la sua attenzione unicamente sulla testa, scolpendo solo
il collo ed il viso con il consueto sguardo leggermente proiettato verso lalto a sinistra mentre accenna appena la
capigliatura che qui ridotta solo a cornice del volto.
Appare interessante segnalare, oltre alla forte somiglianza nei lineamenti, che solo due di questi di lavori sono
supportati da una base squadrata e rifinita mentre lopera di Cagliari presenta alla base la bocciardatura rustica di
cui si gi parlato.
Il modello di riferimento sembra essere lesemplare in gesso (dedicato allamica Silvia Romani) conservato
Museo Civico e Gipsoteca Bistofli di Casale Monferrato (fig.10) dal quale sono tratte le due riproduzioni in
bronzo, della Collezione Ingrao14 (fig.8) e quella di propriet della Fondazione Cavallini Sgarbi di Ferrara
(fig.9).
Al MART, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (fig.11) conservato un ulteriore
studio in gesso da mettere il relazione con le copie in bronzo di collezione privata (fig.16 e 18) e con lesemplare
di Milano gi Collezione G. Marangoni (fig.17).
Per quanto riguarda le copie in gesso occorre segnalare la presenza di calchi tratti da modelli specifici ed altri
eseguiti come modelli dallo stesso scultore. (fig.12,13,14,15)

14

Lopera compare con il titolo LAlpe, nel catalogo Bistolfi a cinquantanni dalla scomparsa, edito dalla Galleria Al
Portale di Casale Monferrato in occasione della mostra del settembre / dicembre 1983.

Figura 1
marmo 81,5 x 75,5 x 55 cm
MNBA - Museo Nacional de Bellas Artes Buenos Aires, Argentina

Figura 2
marmo 48,5 x 45,5 x 29,5 cm
GAM, Galleria darte moderna, Milano

Figura 3
marmo 52 x 51 x 30 cm
Raccolta Frugone, Musei di Genova

Figura 4
marmo, cm 54 x 45,5 x 31 cm
collezione privata, Torino - esemplare dedicato a Luigi Sacchetti

Figura 5
marmo 42 x 24 x 23 cm
collezione privata

Figura 6
marmo 43 x 37,5 x 21 cm
Collezione Ingrao - Galleria Comunale, Cagliari

Figura 7
marmo 42 cm
collocazione sconosciuta

Figura 8
bronzo 39 x 27 x 28 cm
Collezione Ingrao - Galleria comunale Cagliari

Figura 9
bronzo 43 x 28 x 23 cm
Fondazione Cavallini Sgarbi, Ferrara

Figura 10
gesso, 45 x 26 x 24 cm
Museo Civico e Gipsoteca Bistofli, Casale Monferrato,
(esemplare dedicato allamica Silvia Romani)

Figura 11
gesso 44 x 44,5 x 28,5 cm
MART, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto

Figura 12
gesso 46 x 57 x 36 cm
gi Collezione Angelo Zanelli, deposito presso Musei Civici di Brescia

Figura 13
gesso 40 x 49 x 25 cm
collezione privata Milano
(esemplare dedicato Ad Alberto Magri, pittore 1880-1939)

Figura 14
gesso 48 cm
collocazione sconosciuta

Figura 15
gesso, 48,5 x 45,5 x 29,5 cm
collezione Privata, Torino

Figura 16
bronzo,
collezione privata

Figura 17
bronzo 50 x 43 x 29 cm
collezione privata, gi Collezione G. Marangoni, Milano

Figura 18
bronzo 43 x49 x 30 cm
collezione privata Milano

BIBLIOGRAFIA
I titoli inclusi in questa Bibliografia fanno riferimento ai testi utili allapprofondimento dellopera
Monumento a Giovanni Segantini, La Bellezza Liberata dalla Materia,1899-1906.
Per la bibliografia generale sullopera dellautore si veda Sandra Berresford Bibliografia generale,
in Leonardo Bistolfi, 1859-1933: il percorso di uno scultore simbolista, a cura di Rossana Bossaglia
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