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Indice

1 Modulazione di Ampiezza 1
1.1 Modulazione AM . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.1.1 Studio del segnale AM . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
1.1.2 Demodulatore AM con Rivelatore di Inviluppo . . . . . 3
1.1.3 Demodulatore AM con Trasformata di Hilbert . . . . . 4
1.2 Modulazione DSBSC-AM . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.2.1 Studio del segnale DSBSC-AM . . . . . . . . . . . . . 6
1.2.2 Ricevitore Coerente Ideale . . . . . . . . . . . . . . . . 6
1.2.3 Ricevitore Coerente Ideale con Trasformata di Hilbert . 7
1.2.4 Ricevitore Coerente con Ciclo di Costas . . . . . . . . 7
1.3 Modulazione SSB-AM . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
1.3.1 Studio del segnale SSB-AM . . . . . . . . . . . . . . . 14
1.3.2 Demodulazione Coerente Ideale . . . . . . . . . . . . . 16
1.3.3 Demodulatore Coerente Ideale con Trasformata di Hilbert 17
1.3.4 Traslazione di Frequenza . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
1.3.5 Demodulatore Coerente con Tono Pilota . . . . . . . . 19
2 Modulazione di Frequenza 23
2.1 Segnale FM e sue propriet`a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
2.1.1 Modulazione a Singolo Tono . . . . . . . . . . . . . . . 25
2.1.2 Occupazione di Banda del Segnale FM . . . . . . . . . 26
2.2 Demodulazione FM non Coerente con Discriminatore di Fre-
quenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
2.2.1 Discriminatore con Pre-Inviluppo . . . . . . . . . . . . 27
2.3 Demodulatore FM con PLL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
ii INDICE
3 Modulazione PAM. 33
4 Modulazione QAM 37
4.1 Tramettitore QAM . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
4.2 Esempi di Costellazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
4.2.1 Costellazione a 16 punti . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
4.2.2 Costellazione a 4 Punti . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
4.3 Demodulatore Ideale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
4.4 ISI Diagramma ad Occhio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
5 Dual-Tone Multi-Frequency Modulation (DTMF) 47
5.1 Demodulazione di segnali DTMF . . . . . . . . . . . . . . . . 48
5.1.1 Fast-Fourier-Transform (FFT) . . . . . . . . . . . . . . 48
5.1.2 Algoritmo di Goertzel . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
5.2 Demodulazione DTMF in MATLAB. . . . . . . . . . . . . . . 51
6 Filtraggio adattativo 55
6.1 Complex Cross-Coupled Passband Adaptive Equalizer . . . . . 55
6.2 Algoritmo LMS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
6.2.1 Comportamento teorico dellalgoritmo LMS. . . . . . . 61
6.2.2 LMS con tap-leakage. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
6.3 Algoritmo RLS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62
6.4 Phase-Splitting Fractionally Spaced Equalizer. . . . . . . . . . 66
6.5 Inverse modeling e System identication. . . . . . . . . . . . . 68
6.6 Simulazioni MATLAB degli algoritmi. . . . . . . . . . . . . . . 69
6.6.1 Algoritmo LMS. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
6.6.2 Algoritmo RLS. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
6.7 Decision Directed Carrier Tracking. . . . . . . . . . . . . . . . 73
Capitolo 1
Modulazione di Ampiezza
Tipicamente in natura i segnali sono di tipo passa basso, ossia il loro spettro
`e localizzato a partire da una frequenza prossima a zero. La trasmissione dei
segnali passa basso, senza alcuna elaborazione, richiede la disponibilit`a di un
canale dello stesso tipo, ad esempio una linea di trasmissione metallica. Per
poter utilizzare canali di tipo passabanda, come i canali radio, oppure uti-
lizzare tecniche di multiplazione in frequenza, `e necessario elaborare il segnale
di partenza e trasferire il suo contenuto informativo sulla banda passante del
canale. Questa operazione prende il nome di modulazione. Loperazione di
modulazione deve essere reversibile, solo in questo caso sar`a possibile risalire
al segnale in banda base a partire dal segnale modulato tramite loperazione
di demodulazione.
1.1 Modulazione AM
In questa sezione si formalizzer`a la teoria di base della modulazione AM.
In seguito si vedranno alcune varianti che consentono di realizzare dei col-
legamenti tra trasmettitore e ricevitore pi` u ecienti dal punto di vista en-
ergetico. In particolare si vedr`a la Double-Sideband Suppressed-Carrier AM
(DSBSC-AM) e la Single Sideband AM (SSB-AM)
2 Modulazione di Ampiezza
1.1.1 Studio del segnale AM
Lespressione matematica di un segnale modulato in ampiezza `e la seguente:
S
AM
= A
c
[1 +k
a
m(t)] cos [
c
t] (1.1)
La relazione 1.1 indica che lampiezza istantanea del segnale portante c(t) =
A
c
cos [
c
t] ha lo stesso andamento del segnale modulante m(t). La frequenza
del segnale portante f
c
deve essere superiore alla frequenza dalla massima
componente spettrale di m(t). k
a
`e una costante positiva del modulatore
chiamata sensitivit`a in ampiezza.
Nel caso particolare in cui il segnale modulante abbia un andamento sinu-
soidale, m(t) = A
m
cos[
m
t], il segnale modulato assume la forma seguente:
S
AM
= A
c
(1 +cos[
m
t])cos[
c
t] (1.2)
dove `e stato denito lindice di modulazione = k
a
A
m
. Al ne di poter
risalire al segnale modulante a partire dal segnale modulato senza avere dis-
torsioni deve essere 0 1. Se = 1 il segnale AM si dice modulato al
100% e il suo inviluppo e(t) = A
c
[1 + k
a
m(t)] raggiunge periodicamente il
valore 0.
Usando note relazioni trigonometriche la (1.2) pu`o essere espressa come:
S
AM
= A
c
cos[
c
t] +
A
c
2
cos[(
c
+
m
)t] +
A
c
2
cos[(
c

m
)t] (1.3)
la quale ci informa che nel caso di modulante sinusoidale, lo spettro di potenza
del segnale AM presenta 3 componenti; il primo termine indica che `e presente
una componente a frequenza
c
che non porta informazione, mentre le due
componenti a pulsazione
c

m
e
c
+
m
sono quelle associate al segnale
modulante sinusoidale. Nel caso in cui m(t) sia generico, ma di tipo passa-
basso, presenter`a componenti spettrali in una certa banda [0, W](Figura 1.1).
Di conseguenza lo spettro del segnale da esso modulato sar`a formato dalla
solita componente a frequenza
c
e da due bande laterali contenti lo spettro
di m(t) posizionati come mostra la Figura 1.1 (b).
1.1 Modulazione AM 3
0
0
(a) Trasfromata di Fourier del Segnale Modulante
(b) Trasfromata di Fourier del Segnale Modulato AM
M()

c
- W
c
+W
S
AM
()
Lower Side Band Upper Side Band
Figura 1.1: Spettro di un segnale AM
1.1.2 Demodulatore AM con Rivelatore di Inviluppo
In linea di principio un rivelatore di inviluppo o di picco pu`o essere composto
da un diodo e da un ltro passa basso (R C). Questo tecnica, opportuna-
mente migliorata, si applicava in campo analogico per la demodulazione del
segnale radio modulato AM. Ai ni della demodulazione AM tramite DSP
si utilizzano due tecniche, qui riportate, note come demodulazione AM con
quadratore e demodulazione AM mediante trasformata di Hilbert.
Demodulazione AM con Quadratore
Lo schema a blocchi di questo demodulatore `e riportato in Figura 1.2. A
partire dallespressione generica di un segnale modulato AM (1.1) si ricava
4 Modulazione di Ampiezza
( )
2
( )
0.5
S
AM
(t)
LPF
Cutoff:2W
r
f
(t)
Figura 1.2: Demodulatore AM con Quadratore
lespressione del segnale in uscita al primo blocco:
S
2
AM
= 0.5A
2
c
[1 +k
a
m(t)]
2
+ 0.5A
2
c
[1 +k
a
m(t)]
2
cos[2
c
t] (1.4)
Il ltro passa basso elimina il secondo termine del segnale in uscita al quadra-
tore e lultimo blocco ne estrae la radice quadrata ottenendo in uscita un
segnale proporzionale a m(t) dato da:
r
f
(t) =
A
c

2
[1 +k
a
m(t)] (1.5)
1.1.3 Demodulatore AM con Trasformata di Hilbert
Trasformata di Hilbert e Inviluppo Complesso
La demodulazione di un segnale AM tramite rivelatore di inviluppo pu`o essere
eseguita utilizzando la trasformata di Hilbert. In generale, la trasformata di
Hilbert di un segnale x(t), con trasformata di Fourier X(), `e denita come:
x(t) = x(t)
1
t
=
1

x()
t
d (1.6)
dove indica lintegrale di convoluzione. La trasformata di Hilbert si pu`o
ottenere facendo transitare il segnale in un ltro con risposta impulsiva
h(t) = 1/(t) a cui corrisponde una H() = jsign(). Si denisce segnale
analitico o pre inviluppo associato al segnale x(t):
x
+
(t) = x(t) +j x(t) (1.7)
Il segnale analitico associato a x(t) = cos[t] `e:
x
+
(t) = cos[t] +jsin[t] = e
jt
(1.8)
1.2 Modulazione DSBSC-AM 5
Linviluppo complesso del segnale x(t) riferito ad una determinata frequenza
`e denito come:
x(t) = x
+
(t)e
jt
(1.9)

E utile denire anche linviluppo reale di un segnale passa-banda x(t):


[ x(t)[ = [x
+
(t)[ =
_
x
2
(t) + x
2
(t) = e
r
(t) (1.10)
Demodulazione del Segnale AM
Si consideri il segnale modulato AM (1.1). Il suo pre-inviluppo e inviluppo
complesso si possono esprimere come:
S
AM
+
(t) = A
c
[1 +k
a
m(t)]e
j
c
t
(1.11)

S
AM
(t) = A
c
[1 +k
a
m(t)]e
j
c
t
e
j
c
t
= A
c
[1 +k
a
m(t)] (1.12)
La relazione appena sopra ci informa del fatto che a partire dalinviluppo
reale del segnale AM, denito dalla (1.10), si pu`o ricavare landamento del
segnale modulante a partire dal segnale modulato. Abbiamo cos` mostrato
come si possa demodulare una segnale AM tramite la trasformata di Hilbert.
Lo schema a blocchi di questo demodulatore, realizzabile tramite DSP, `e
riportato in Figura 1.3 ed `e lapplicazione diretta della relazione (1.10).
- j sign
(-)
2
(-)
2
+
()
S
AM
(t)
S
AM
(t)
S
2
AM
(t)
S
2
AM
(t)
e(t)
Figura 1.3: Rivelatore di inviluppo tramite trasformata di Hilbert
1.2 Modulazione DSBSC-AM
Come gi`a visto in precedenza, lo spettro del segnale AM espresso dalla (1.1),
presenta una componente spettrale a pulsazione
c
che non porta infor-
6 Modulazione di Ampiezza
mazione al ricevitore. La trasmissione di questa componente non signicativa
dal punto di vista informativo, comporta uno spreco di potenza nel trasmetti-
tore, ma rende il processo di demodulazione pi` u agevole. Nel seguito si vedr`a
come si esprime matematicamente un segnale modulato AM che non presen-
ta componenti spettrali alla pulsazione della portante (DSBSC-AM Double-
Sideband Suppressed-Carrier Amplitude Modulation). Si vedr`a poi, come
sia possibile recuperare il segnale modulante attraverso un demodulatore
coerente.
1.2.1 Studio del segnale DSBSC-AM
Indicando con m(t) il segnale modulante, lespressione del segnale DSBSC-
AM e della sua trasformata di Fourier sono rispettivamente:
s(t) = A
c
m(t)cos[
c
t] (1.13)
S() = 0.5A
c
M(
c
) + 0.5A
c
M( +
c
) (1.14)
dove M() `e lo spettro del segnale modulate che risulta traslato nellin-
torno della pulsazione
c
. Dalla (1.14) si nota come la componente spettrale
a pulsazione
c
non sia presente (vedi anche Figura 1.5(b)).
1.2.2 Ricevitore Coerente Ideale
Lo schema a blocchi di un ricevitore coerente ideale `e riportato in Figura 1.4.
Il primo blocco `e un ltro passa-banda la cui frequenza di centro banda `e
pari alla frequenza della portante. Questo ltro trasferisce in uscita il segnale
DSBSC-AM e attenua fortemente il rumore presente al di fuori dalla sua ban-
da passante. Luscita del ltro passa-banda viene moltiplicata da un mixer
per il segnale portante generato localmente da un oscillatore. Supponendo
sia ricevuto il solo segnale utile, in assenza di disturbi, si ottiene:
s
1
(t) = 2A
c
m(t)cos[
c
t]cos[
c
t] = A
c
m(t) +A
c
m(t)cos[2
c
t] (1.15)
1.2 Modulazione DSBSC-AM 7
BPF LPF
x
Oscillatore
Locale
Mixer
s(t)
2cos[
c
t]
s1(t) m1(t)
Figura 1.4: Schema a Blocchi di un Ricevitore Coerente Ideale
Lo spettro del segnale in uscita al mixer `e riportato in Figura 1.5(c). Il
ltro passa-basso in uscita elimina le componenti ad alta frequenza posizion-
ate nellintorno della pulsazione 2
c
. In questo modo si ottiene in uscita il
segnale modulante.
1.2.3 Ricevitore Coerente Ideale con Trasformata di
Hilbert
Un metodo alternativo per realizzare un ricevitore coerente `e quello di uti-
lizzare la trasformata di Hilbert. Lo schema a blocchi di tale ricevitore `e
riportato in Figura 1.6. Considerando assenza di rumore, il pre-inviluppo
del segnale modulato ricevuto `e:
s
+
(t) = s(t) +j s(t) = A
c
m(t)cos[
c
t] +jA
c
m(t)sin[
c
t] = A
c
m(t)e
j
c
t
(1.16)
eseguendo il prodotto complesso con e
j
c
t
si ottiene il segnale
m
1
(t) = A
c
m(t) (1.17)
che risulta essere proporzionale al segnale modulante m(t).
1.2.4 Ricevitore Coerente con Ciclo di Costas
I ricevitori coerenti presentati in precedenza devono ricostruire esattamente
la frequenza e la fase del segnale portante per eseguire la demodulazione del
8 Modulazione di Ampiezza
(a) Trasfromata di Fourier del Segnale Modulante
(b) Trasfromata di Fourier del Segnale Modulato DSBSC-AM
(c) Trasfromata di Fourier del Segnale di Uscita al Mixer
M()
W

S()
S1()
A
c
M()

c
+W
c
-W
0.5A
c
M(-
c
)
2
c
W
Figura 1.5: Spettro dei segnali coinvolti nella modulazione e demodulazione
DSBSC-AM per pulsazioni positive
segnale DSBSC. Questo nella pratica `e un obiettivo irraggiungibile poich`e il
segnale portante `e generato localmente. Nonostante questo, `e possibile eet-
tuare una stima delle frequenza e della fase del segnale portante, nei pressi
del ricevitore, attraverso dispositivi chiamati phase-locked loop (PLL). In
Figura 1.7 `e riportato lo schema a blocchi di un PLL modicato, chiamato
Ciclo di Costas, che consente di realizzare un ricevitore coerente ottimo. Lo
schema si presta molto bene ad essere realizzato tramite dispositivi DSP, per
questo, nellottica di una sua implementazione, tutti i segnali sono tempo
1.2 Modulazione DSBSC-AM 9
-j sign( )
+ x
exp[-j
c
t]
s(t) s
+
(t)
m1(t)
Figura 1.6: Schema a Blocchi del Ricevitore Coerente con Trasformata di Hilbert
discreti campionati con periodo T. Le linee continue e tratteggiate rappre-
sentano, rispettivamente, la parte reale e la parte immaginaria di segnali
complessi.
-j sign()
s(nT)
x x
/ (1-z
-1
)

+
m1(nT)
+

c
T
z
-1
e
-j()
s(nT)
q(nT)
(nT)
(nT)
c
1
(nT)=Re{s
+
(nT)e
-j(
c
nT+2)
}
c
2
(nT)=Im{s
+
(nT)e
-j(
c
nT+2)
}
e
-j(nT)
=e
-j(
c
nT+2)
Figura 1.7: Schema a Blocchi del Demodulatore DSBSC con Ciclo di Costas
Per comprendere meglio il funzionamento dello schema proposto, indi-
chiamo con s(nT) il segnale di uscita del ltro passa banda di ricezione che
pu`o essere scritto come:
s(nT) = A
c
m(nT)cos[
c
nT +
1
] (1.18)
dove
c
`e la pulsazione nominale della portante e
1
`e una costante o una
grandezze lentamente variabile che esprime la deviazione di fase rispetto al
10 Modulazione di Ampiezza
segnale portante in condizioni ideali. Nel caso in cui ci sia una dierenza
tra la pulsazione nominale della portante e quella generata localmente,
1
assume la seguente forma:

1
= nT + (1.19)
dove `e la dierenza tra le due pulsazioni e `e la dierenza di fase
costante.
Inizialmente si costruisce linviluppo complesso del segnale ricevuto:
s
+
(nT) = s(nT) +j s(nT) = A
c
m(nT)e
j(
c
nT+
1
)
(1.20)
Il sistema eettua una stima della fase del segnale ricevuto che indichiamo
con:
(nT) =
c
nT +
2
(nT) (1.21)
A regime deve risultare (nT) =
c
nT +
1
, cio`e
2
(nT)
1
. Utilizzando
la stima di , il circuito costruisce il segnale complesso:
c(nT) = s
+
(nT)e
j(nT)
= c
1
(nT) +jc
2
(nT) = A
c
m(nT)e
j(
1

2
(nT))
(1.22)
Dove c
1
(nT) e c
2
(nT) sono la parte reale e immaginaria di c(nT).
c
1
(nT) = A
c
m(nT)cos[
1

2
(nT)] (1.23)
c
2
(nT) = A
c
m(nT)sin[
1

2
(nT)] (1.24)
Si dice che il ciclo di Costas `e in lock se lerrore di fase
1

2
`e piccolo. In
questo caso si ha:
c
1
(nT) A
c
m(nT) (1.25)
c
2
(nT) 0 (1.26)
quindi il segnale demodulato coincide con c
1
(nT).
Resta ora da chiarire come i rimanenti blocchi che chiudono il loop permet-
tano di eettuare la stima della fase del segnale ricevuto.
1.2 Modulazione DSBSC-AM 11
Si costruisce il segnale q(nT) come prodotto della parte reale e immagi-
naria di c(nT):
q(nT) = c
1
(nT)c
2
(nT) (1.27)
= A
2
c
m
2
(nT)cos[
1

2
(nT)]sin[
1

2
(nT)]
= 0.5A
2
c
m
2
(nT)sin2[
1

2
(nT)]
A
2
c
m
2
(nT)[
1

2
(nT)]; se ([
1

2
(nT)[ 1)
Dallespressione precedente si osserva come il segno di q(nT) coincide con
il segno dellerrore di fase (
1

2
(nT)) se questultimo `e inferiore a 90
gradi. Per questo il segno di q(nT) ci dice in che direzione deve avvenire il
cambiamento della fase stimata,
2
, anch`e si possa avere errore di fase nullo
a regime. Il blocco successivo esegue unaccumulazione della stima dellerrore
di fase; applicando la trasformata Z ai segnali campionati si ha:
(z) =
Q(z)
1 z
1
=Q(z) = (z) (z)z
1
=(z) = (z)z
1
+Q(z)
(1.28)
antitrasformando si ottiene
(nT) = (nT T) +q(nT) (1.29)
(nT) pu`o essere riscritto in modo non ricorsivo ssando (nT) = 0 per
n < 0:
(nT) =
n

k=0
q(kT) = q(nT) +
n1

k=0
q(kT) (1.30)
a partire da questa relazione si ottiene:
r(nT) = (nT) +q(nT) = ( +)q(nT) +
n1

k=0
q(kT) (1.31)
Alluscita del blocco successivo, nel dominio delle trasformate Z si ha:
(z) = [R(z) +
c
T + (z)]z
1
=
c
T +R(z)z
1
+ (z)z
1
(1.32)
antitrasformando:
(nT) =
c
T +r(nT T) +(nT T) (1.33)
=
c
T +(nT T) +( +)q(nT T) +
n2

k=0
q(kT)
12 Modulazione di Ampiezza
la quale, come noto dalla teoria dei controlli automatici, rappresenta una
doppia accumulazione nel dominio del tempo, che permette di inseguire una
rampa lineare con errore a regime nullo. Manipolando lespressione nale in
(1.32), tenendo presente la (1.31) e osservando che a regime (nT) = T =

n1
k=0
q(kT) si ottiene la seguente espressione per (nT):
(nT) =
c
nT +
0
; con
0
=
n1

k=0
r(kT) (1.34)
Quando si `e nella stato di lock si ha
1

2
(nT) quindi dalla (1.27) si ha
q(nT) 0. Tenendo presente la (1.31) si ha che

n1
k=0
r(kT)

n1
k=0
(kT) =
nT; cos` che la fase ricostruita
(nT) =
c
nT +nT
c
nT +
1
(1.35)
coincide con la fase nominale della portante.
Ciclo di Costas Linearizzato
Il ciclo di Costas, cos` come rappresentato in Figura 1.7, `e un sistema tempo
variante non lineare. Al ne di poterlo pensare come ununica funzione di
trasferimento, si deve approssimare lintero sistema eliminando tutte le non
linearit`a. Le due non linearit`a da prendere in considerazione sono quelle
presenti nellespressione di q(nT). La prima, che riguarda il sin(x) si elimina
facilmente utilizzando lo sviluppo asintotico si sin(x) x per x 0 (1.27).
La seconda che riguarda il termine m
2
(nT) si elimina sostituendo ad esso la
sua media statistica o aspettazione Em
2
(nT). Ci`o `e lecito se si suppone
che il ciclo di Costas sia in lock e che il segnale m(t) sia un processo stocastico
stazionario, dunque che la sua varianza sia costante nel tempo.
k
1
= A
2
c
Em
2
(nT) (1.36)
Sotto queste ipotesi, lespressione di q(nT) diviene la seguente:
q(nT) k
1
[
1

2
(nT)] (1.37)
La funzione di trasferimento del Ciclo di Costas linearizzato di Figura 1.8 `e
calcolata nel modo seguente:

2
(z) = z
1
_

2
+k
1
+
1 z
1
k
1

1 z
1
(
1

2
)
_
(1.38)
1.3 Modulazione SSB-AM 13
k
1
/ (1-z
-1
)

+
+
z
-1
(nT)
+

1
(nT)

2
(nT)
-
Figura 1.8: Ciclo di Costas Linearizzato
Da cui:

2
(z)(1 z
1
) = z
1
_

2
+k
1
+
1 z
1
k
1

1 z
1
(
1

2
)
_
(1.39)
Separando i termini:

2
(z)
_
(1 z
1
)(1 z
1
) +k
1
( +)z
1
k
1
z
2

= (1.40)
=
1
(z)
_
k
1
( +)z
1
k
1
z
2

Inne la funzione di trasferimento risulta:


H(z) =

2
(z)

1
(z)
= k
1
( +)
1

+
z
1
1 [2 k
1
( +)]z
1
+ (1 k
1
)z
2
(1.41)
Dalla quale `e possibile determinare condizioni di stabilit`a e stimare il tempo
di assestamento del sistema.
1.3 Modulazione SSB-AM
Sia la modulazione AM che la DSBSC-AM non sfruttano in modo eciente
lo spettro dei rispettivi segnali modulati. Le due bande laterali di questi se-
gnali, disposti nellintorno della frequenza portante, contengono le medesime
14 Modulazione di Ampiezza
informazioni in quanto sono luno il complesso coniugato dellaltro. Si ottiene
un sistema di trasmissione pi` u eciente se le informazioni sono trasmesse e
ricevute facendo uso di uno solo dei due lobi (upper side band o lower side
band). In seguito si vedr`a come sia possibile realizzare quanto appena det-
to. Questa alternativa alla modulazione AM e DSBSC-AM, denominata SSB
(single side band), `e ampiamente utilizzata nei sistemi di trasmissione radio
e nelle reti telefoniche.
1.3.1 Studio del segnale SSB-AM
A partire dallespressione del segnale DSBSC-AM (1.13,1.14), si pu`o generare
il segnale SSB-AM eettuando un ltraggio come mostrato in Figura 1.9. Lo
x
H()
m(t)
A
c
cos[
c
t]
s'(t)
H
l
() H
l
() H
u
() H
u
()
S( )

s(t)
-
c

c
Figura 1.9: Modulazione SSB-AM realizzata con il ltraggio del segnale DSBSC-
AM
spettro del segnale SSB-AM, indicato con S

(), `e dato da:
S

() = S()H() (1.42)
dove H() deve essere denita come segue:
H() = H
l
() =
_
1 se [[ <
c
0 altrove
Lower Side Band (1.43)
H() = H
u
() =
_
1 se [[ >
c
0 altrimenti
Upper Side Band (1.44)
1.3 Modulazione SSB-AM 15
Il segnale SSB-AM pu`o anche essere espresso in termini del segnale modu-
lante m(t) e della sua trasformata di Hilbert m(t). La trasformata di Fourier
del pre-inviluppo del segnale SSB-AM si pu`o esprimere come segue:
S

+
() = 2S

()U() = A
c
M(
c
)H() (1.45)
mentre la trasformata dellinviluppo complesso `e data da:

() = S

+
( +
c
) = A
c
M()H( +
c
) (1.46)
dove U() `e la funzione gradino unitario nella variabile .
Consideriamo ora il caso in cui si voglia produrre un segnale SSB-AM
contenente solo la banda laterale superiore. Ci`o equivale a sostituire nella
(1.46) H() con H
u
(). Il valore di H
u
( +
c
) pu`o essere espresso come:
H
u
( +
c
) =
_
1 se > 0
0 altrimenti
(1.47)
= 0.5[1 +sign()]
= 0.51 +j[jsign()]
Se si vuole generare un segnale SSB-AM contenente solo la banda laterale
inferiore si deve sostituire nella (1.46) H() con H
l
(). In maniera analoga
a quanto visto appena sopra si ottiene:
H
l
( +
c
) = 0.51 [jsign()] (1.48)
Sostituendo le espressioni da H
u
() e H
l
() nella (1.46) si ottiene:
_

S

u
() = 0.5A
c
M()1 +j[jsign()] = 0.5A
c
[M() +j

M()]

S

l
() = 0.5A
c
M()1 j[jsign()] = 0.5A
c
[M() j

M()]
(1.49)
antitrasformando, si ottiene lespressione dellinviluppo complesso del segnale
modulato nel dominio del tempo:
_
s

u
(t) = 0.5A
c
[m(t) +j m(t)]
s

l
(t) = 0.5A
c
[m(t) j m(t)]
(1.50)
16 Modulazione di Ampiezza
inne, calcolando la parte reale del preinviluppo:
_
s

u
(t) = Re s

u
(t)e
j
c
t
= 0.5A
c
m(t)cos[
c
t] 0.5A
c
m(t)sin(
c
t)
s

l
(t) = Re s

l
(t)e
j
c
t
= 0.5A
c
m(t)cos[
c
t] + 0.5A
c
m(t)sin(
c
t)
(1.51)
A seconda di quale banda si vuole trasmettere si usa s

u
(t) o s

l
(t).
Quanto detto si realizza secondo la catena di elaborazione riportata in Figu-
ra 1.10. In sintesi:
s

(t) = 0.5A
c
m(t)cos[
c
t] 0.5A
c
m(t)sin(
c
t) (1.52)
-j sign()
x
x
-90
LO
0.5A
c
cos[
c
t]
+
m(t)
+
s'(t)
- : USB
+ : LSB
0.5A
c
sin[
c
t]
Figura 1.10: Modulazione SSB-AM con trasformata di Hilbert
1.3.2 Demodulazione Coerente Ideale
Una possibilit`a per realizzare la demodulazione del segnale SSB-AM `e quella
di moltiplicare lespressione in (1.52) per 2cos[
c
t]. Si ottiene:
r(t) = A
c
m(t)cos[
c
t]cos[
c
t] A
c
m(t)sin[
c
t]cos[
c
t] (1.53)
= 0.5A
c
m(t) + 0.5A
c
m(t)cos[2
c
t] A
c
m(t)sin[2
c
t]
avendo utilizzato le relazioni sin[2x] = 2sin[x]cos[x] e cos[2x] = cos
2
[x]
sin
2
[x] = 2cos
2
[x] 1. In questo modo si ha un segnale avente una com-
ponente spettrale in banda base e due componenti ad alta frequenza che si
possono eliminare con un ltro passa basso, come mostrato in Figura 1.11.
In uscita si ottiene il segnale demodulato r

(t) 0.5A
c
m(t)
1.3 Modulazione SSB-AM 17
x
LPF
s'(t)
2A
c
cos[
c
t]
r(t) r'(t)
Figura 1.11: Demodulatore Coerente SSB Ideale
1.3.3 Demodulatore Coerente Ideale con Trasformata
di Hilbert
Un ulteriore tecnica per la demodulazione del segnale SSB-AM prevede lu-
tilizzo della trasformata di Hilbert. Si costruisce il pre-inviluppo complesso
del segnale s

(t) (1.52) dato da


s

+
(t) = s

(t) +j s

(t) = s

(t)e
j
c
t
= 0.5A
c
[m(t) j m(t)]e
j
c
t
(1.54)
dove la somma deve essere eettuata nel caso di lower side band e la dierenza
nel caso di upper side band. Moltiplicando la precedente per e
j
c
t
si ottiene
linviluppo complesso
s

(t) = s
+
(t)e
j
c
t
= 0.5A
c
[m(t) j m(t)] (1.55)
da cui si evince che landamento del segnale demodulato si pu`o ottenere
estraendone la parte reale
Re s

(t) = 0.5A
c
m(t) (1.56)
In Figura 1.12 `e riportato lo schema a blocchi dellalgoritmo appena de-
scritto. La struttura `e del tutto simile a quella del modulatore di Figura 1.10;
eccetto che per il fatto che il blocco nale esegue sempre la somma dei segnali
al suo ingresso.
18 Modulazione di Ampiezza
-j sign()
x
x
-90
LO
cos[
c
t]
+
s'(t)
+
0.5A
c
m(t)
sin[
c
t]
+
s'(t)
s'(t)
Figura 1.12: Demodulatore Coerente SSB Ideale con Traformata di Hilbert
1.3.4 Traslazione di Frequenza
Prima di presentare lultima tecnica di demodulazione del segnale SSB-AM
`e opportuno fare alcune premesse per quanto riguarda la traslazione di fre-
quenza dello spettro di un segnale. Questa operazione trova applicazione
nei casi in cui lo spettro di un segnale deve essere allocato su un canale di
trasmissione ed il canale di trasmissione `e formato da pi` u canali. Questo
`e quello che accade nella trasmissione FDM (Frequency Division Multiplex-
ing). Inoltre, la traslazione di frequenza `e quello che normalmente accade
nella modulazione di ampiezza e in tutte le sue varianti presentate nei para-
gra precedenti. Infatti, lo spettro del segnale in banda base viene traslato
nellintorno delle frequenza portante, che presenta un valore notevolmente
maggiore della banda del segnale modulante. Anche la demudulazione, es-
sendo loperazione inversa della modulazione, opera mediante una traslazione
di frequenza. Qui di seguito `e riportato un metodo di traslazione in frequenza
facilmente realizzabile tramite DSP.
Si pensi ad un segnale passa-banda, s(t), e ad una frequenza
0
contenuta
nella banda passante del segnale stesso. Si deve traslare lo spettro di s(t)
in modo tale che la frequenza
0
si posizioni al valore
1
=
0
+ . Si
costruisce il pre-inviluppo di s(t):
s
+
(t) = s(t) +j s(t) (1.57)
1.3 Modulazione SSB-AM 19
si moltiplica ora il pre-inviluppo per e
j
r
+
(t) = s
+
(t)e
j
= [s(t) +j s(t)][cos(t) +jsin(t)] (1.58)
Inne il segnale traslato di si pu`o esprimere come:
r(t) = Rer
+
(t) = x(t)cos() xsin() (1.59)
Tutto ci`o si ottiene implementando lo schema a blocchi del modulatore SSB
di Figura 1.10 considerando in uscita la Lower Side Band.
1.3.5 Demodulatore Coerente con Tono Pilota
Per realizzazione di questo demodulatore `e necessario aggiungere al segnale
modulato una componente spettrale alla frequenza di portante. Questo con-
sentir`a di utilizzare per la demodulazione il segnale portante ricevuto ed un
segnale in quadratura con esso. Tenendo presente quanto detto si ha una
nuova espressione del segnale modulato SSB-AM dato da:
x(nT) = s

(nT) +p(nT) (1.60)
dove p(nT) = cos(
c
nT) `e la componente a frequenza portante detta tono
pilota. Lo schema a blocchi del demodulatore coerente con tono pilota `e
riportato in Figura 1.13. Il blocco G() deve eliminare il tono pilota e portare
in uscita o la lower side band o la upper side band del segnale SSB. Nei due
casi, rispettivamente, il ltro descritto da G() sar`a di tipo passa basso o di
tipo passa alto. In alternativa, il tono pilota pu`o essere eliminato mediante
un notch lter.
Successivamente, tramite la trasformata di Hilbert, si forma il pre-inviluppo
del segnale SSB.
La parte dello schema a blocchi di Figura 1.13 racchiusa tra linee tratteggiate
, consente di generare localmente una replica del segnale portante sia in fase
che in quadratura con il segnale portante originale. Si tratta di due ltri che
presentano le seguenti f.d.t. :
_
B
I
(z) = (1 r)
1rz
1
cos[
c
T]
12rz
1
cos[
c
T]+r
2
z
2
B
Q
(z) = (1 r)
rz
1
sin[
c
T]
12rz
1
cos[
c
T]+r
2
z
2
(1.61)
20 Modulazione di Ampiezza
G() -j sign()
Re{}
x
HPF/LPF
a(nT)
1-r
1-2rz
-1
cos
c
t+r
2
z
-2
1-rz
-1
cos
c
t
rz
-1
sin
c
t
B
I
() ,B
Q
()
C
Q
(nT)
C
I
(nT)
x(nT) = s'(nT)+p(nT)
Estrazione Tono Pilota
-
Figura 1.13: Demodulatore Coerente SSB con Tono Pilota
La fattorizzazione del denominatore comune ad entrambe le f.d.t.
1 2rz
1
cos[
c
T] +r
2
z
2
= (1 re
j
c
T
z
1
)(1 re
j
c
T
z
1
) (1.62)
ci informa che i ltri presentano due poli a z = re
j
c
T
. Il parametro r `e un
numero poco minore di 1 e controlla la larghezza di banda del ltro.
Dal pre-inviluppo, precedentemente calcolato, si passa allinviluppo comp-
lesso attraverso il prodotto con la portante in fase e in quadratura. Inne la
parte reale del segnale demodulato fornisce il segnale di uscita a(nT).
La risposta in frequenza delle f.d.t. dei ltri utilizzati, si ottiene sostituendo
in (1.61) z = e
jT
.
_
B
I
(z = e
jT
) = (1 r)
1r[e
j(
c
)T
+e
j(
c
+)T
]/2
(1re
j(
c
)T
)(1re
j(
c
+)T
)
= B
I
()
B
Q
(z = e
jT
) = (1 r)
r[e
j(
c
)T
e
j(
c
+)T
]/2j
(1re
j(
c
)T
)(1re
j(
c
+)T
)
= B
Q
()
(1.63)
La risposta in frequenza per
c
pu`o essere approssimata come:
_
_
_
B
I
(
c
) =
1
r
2
[1+e
j2
c
T
]
1re
j2
c
T
B
Q
(
c
) =
r
2j
[1e
j2
c
T
]
1re
j2
c
T
(1.64)
1.3 Modulazione SSB-AM 21
Figura 1.14: Caratteristica di ampiezza dei BPF per lestrazione del tono pilota
in fase e in quadratura al variare di r
Se inoltre r 1 (condizione ideale) si ha:
_
B
I
(
c
)[
r1
0.5
B
Q
(
c
)[
1
0.5j
(1.65)
Per valori di r molto vicini a 1 il guadagno interno dei due ltri diviene
elevato. Se questi ltri sono implementati su DSP, si possono vericare mal-
funzionamenti dovuti a overow. Il progetto di questi due ltri `e un punto
chiave per quanto riguarda la realizzazione del demodualtore con tono pilota.
In Figura 1.14 sono riportate le funzioni di trasferimento dei due ltri che es-
traggono la portante in fase e in quadratura. In ogni uno dei due graci sono
state riportate diverse curve che corrispondo a diversi valore del parametro
r. Quando r tende a 1 il guadagno alla pulsazione
c
tende ad essere molto
grande. Durante la fase di progetto di questi due ltri occorre cercare un
giusto compromesso tra la larghezza di banda e il guadagno a pulsazione
c
,
al ne di evitare over ow del DSP che li realizza.
22 Modulazione di Ampiezza
Capitolo 2
Modulazione di Frequenza
La modulazione di frequenza (FM) `e stata introdotta in seguito alla modu-
lazione AM allo scopo di garantire maggior immunit`a ai disturbi. Oltre ad es-
sere utilizzata nellambito della diusione radio commerciale, la modulazione
FM `e ampiamente utilizzata in ambito televisivo, per le comunicazione via
satellite e per la trasmissione di dati digitali.
In questo capitolo sono riportati i concetti di base della modulazione e demod-
ulazione FM e alcune note per limplementazione di algoritmi in linguaggio
C e ASM su dispositivi DSP.
2.1 Segnale FM e sue propriet`a
Un segnale modulato in frequenza si ottiene quando landamento del segnale
in banda base (segnale modulante) modica la frequenza istantanea del se-
gnale portante. Dora in avanti faremo riferimento ad un segnale portante
monocromatico esprimibile come:
s
c
= A
c
cos(
c
t +
0
) = A
c
cos((t)) (2.1)
Il nostro scopo `e ora quello di legare la frequenza istantanea del segnale mod-
ulato allandamento del segnale modulante, m(t). La pulsazione istantanea
del segnale modulato `e denita come:
(t) =
d
dt
(t) (2.2)
24 Modulazione di Frequenza
La modulazione viene eettuata secondo la seguente relazione:
(t) =
c
+k m(t) (2.3)
dove k `e la sensivit`a in frequenza del modulatore. Dalla (2.2) si pu`o ricavare
(t) integrando la pulsazione istantanea e, tenuto presente la (2.3), si ottiene:
(t) =
_
t
0
()d =
c
t +
m
(t) =
c
t +k
_
t
0
m()d (2.4)
Questa, sostituita nella 2.1 fornisce lespressione generale di un segnale mod-
ulato in frequenza:
S
FM
(t) = A
c
cos [
c
t +
m
(t)] (2.5)
Pensando ora di dover realizzare la modulazione attraverso un DSP dis-
cretizziamo la (2.4). Ipotizzando quindi di lavorare con segnali campionati a
frequenza f
s
= 1/T, si ottiene:
(nT) =
c
nT +
m
(nT) =
c
nT +kT
n1

i=0
m(iT) (2.6)
Dove lintegrale di m(t) della (2.4) `e stato sostituito da una sommatoria. Per
realizzare ecacemente il modulatore FM con un DSP `e opportuno notare
che il valore di (nT) allistante nT `e legato al valore di (nT T) allistante
(n-1)T. Per dimostrare questo scriviamo lespressione di allistante (n-1)T:
(nT T) =
c
(nT T) +kT
n2

i=0
m(iT) (2.7)
Dalla dierenza tra le due si ottiene la formula ricorsiva:
(nT) = (nT T) +
c
T +kTm(nT T) (2.8)
Concludendo, lespressione del segnale modulato `e:
S
FM
= A
c
cos[(nT T) +
c
T +kTm(nT T)] (2.9)
La (2.9) chiarisce come sia possibile realizzare allinterno di un DSP un
modulatore FM.
2.1 Segnale FM e sue propriet`a 25
2.1.1 Modulazione a Singolo Tono
Ipotizzando che il segnale modulante sia di tipo sinusoidale
1
,m(t) = A
m
cos[
m
t],
si ottiene la seguente espressione del segnale FM:
S
FM
(t) = A
c
cos
_

c
t +k
_
t
0
A
m
cos[
m
]d
_
= A
c
cos [
c
t +sin[
m
t]]
(2.10)
Dove `e stato introdotto il parametro chiamato indice di modulazione deni-
to come:
=
kA
m

m
=
f
f
m
=
Massima Deviazione Di Frequenza
Frequenza Modulante
(2.11)
Sotto queste ipotesi si parla di modulazione a tono singolo. Un esempio di
forme donda per = 5, f
c
= 1Khz,f
m
= 100Hz `e mostrato in Figura 2.1 .
Figura 2.1: Modulazione di frequenza: forme donda.
Sotto le ipotesi illustrate, `e possibile dimostrare che il segnale espresso
dalla (2.10) pu`o essere sviluppato come:
S
FM
(t) = A
c

n=
J
n
() cos [(
c
+n
m
)t] (2.12)
1
Ipotizzare il segnale modulante sinusoidale `e sempre lecito. Infatti, qualsiasi segnale
periodico pu`o essere sviluppato in serie di Fourier, cio`e in una somma di contributi sinu-
soidali. Quando il segnale modulante `e una cosinusoide semplice si parla di modulazione
a singolo tono (Single Tone Modulation)
26 Modulazione di Frequenza
dove J
n
() rappresenta la funzione di Bessel di ordine n. Come si intuisce
dalla (2.12) il segnale FM ha componenti spettrali sullintero asse delle fre-
quenze
c
+n
m
; n = , , . Inoltre lo spettro `e funzione dellindice
di modulazione .
2.1.2 Occupazione di Banda del Segnale FM
In generale non esiste una formula per il calcolo delloccupazione di banda
di un segnale FM. Per una stima approssimata si utilizza spessa la seguente
relazione nota come furmula di Carson:
B
FM
2(f +f
m
) [Hz] (2.13)
dove f `e la massima deviazione di frequenza e f
m
`e la frequenza della
massima armonica signicativa del segnale modulante.
2.2 Demodulazione FM non Coerente con Dis-
criminatore di Frequenza
In linea di principio la demodulazione di un segnale FM con discriminatore
di frequenza avviene come mostrato in Figura 2.2 . Il segnale FM, come
FM
S
m(t) Segnale
AM
DI INVILUPPO
RIVELATORE
fc f
|G(f)|
Figura 2.2: Discriminatore di frequenza
detto, varia la sua frequenza istantanea al variare dellampiezza del segna-
le modulante. Quando il segnale FM transita in un ltro passa-basso con
opportuna frequenza di taglio, si ottiene in uscita un segnale AM. Anch
`
E
ci`o accada `e necessario che nellintervallo di frequenze occupate dalla banda
di transizione del ltro utilizzato, sia contenuto quasi tutto lo spettro del
segnale FM e che landamento in banda di transizione sia lineare. In questo
modo, visto che allinterno della banda di transizione del ltro la caratteris-
tica di ampiezza `e proporzionale alla frequenza e il segnale FM varia la sua
2.3 Demodulatore FM con PLL 27
frequenza al variare dellampiezza del segnale modulante, in uscita si ottiene
un segnale AM. A questo punto si utilizza un rivelatore di inviluppo per
estrappolare dal segnale AM il segnale modulante m(t). Per ottenere un se-
gnale demodulato poco distorto, `e auspicabile che nella banda di transizione
del ltro utilizzato (chiamato anche ltro discriminatore) la caratteristica di
ampiezza sia perfettamente lineare. Inoltre, vista la simmetria dello spettro
FM rispetto a f
c
, `e opportuno che la frequenza centrale della banda di tran-
sizione sia circa uguale alla frequenza della portante non modulata. Questa
tecnica di demodulazione, nonostante sia realizzabile tramite DSP, si presta
maggiormente ad essere utilizzata in sistemi analogici. Per la realizzazione
digitale della demodulazione con discirminatore di frequenza si utilizzano
tecniche pi` u performanti basate sul pre-inviluppo analitico del segnale FM e
la trasformata di Hilbert.
2.2.1 Discriminatore con Pre-Inviluppo
Sotto opportune ipotesi, generalmente soddisfatte, si dimostra che il pre-
inviluppo del segnale FM si esprime come (1.6, 1.7):
S
FM
+
(t) = S
FM
(t) +j

S
FM
(t) = A
c
e
j[
c
t+
m
(t)]
(2.14)
largomento di questo numero complesso, variabile nel tempo, `e dato da:
(t) = ArcTan
_

S
FM
S
FM
_
=
c
t +
m
(t) (2.15)
derivando rispetto al tempo lespressione precedente, e ricordando la (2.3,
2.4) si ottiene:
d
dt
(t) =
c
+km(t) = (t) (2.16)
Lintero demodulatore pu`o essere realizzato come riporta lo schema a blocchi
di Figura 2.3
2.3 Demodulatore FM con PLL
La demodulazione del segnale modulato FM pu`o essere eettuata anche uti-
lizzando un dispositivo chiamato phase-locked loop (PLL). In Figura 2.4 `e ri-
28 Modulazione di Frequenza
/
*
Range
Adjstment
Figura 2.3: Discriminatore di frequenza con trasformata di Hilbert
portato lo schema a blocchi di una versione tempo-discreta di tale dispositivo.
-j sign() x atan(y,x)
s(nT)

1-z
-1
+
Phase Detector

m
-
1
q(nT)
(nT)
y(nT)
K
v
T
Loop Filter H(z)
+
z
-1
e
-j()

c
T
(nT)
Voltage Control Oscillator (VCO)
e
-j (nT)
=

e
-j(cnT+1)

Figura 2.4: Demodulatore FM con PLL
Lespressione tempo-discreta del segnale di ingresso al PLL si ricava a
partire dalla (2.9):
S
FM
(nT) = A
c
cos[
c
nT +
m
(nT)] (2.17)
Si calcola il pre-inviluppo di tale segnale:
S
FM
+
(nT) = S
FM
(nT) +j

S
FM
(nT) = A
c
e
j[
c
nT+
m
(nT)]
(2.18)
2.3 Demodulatore FM con PLL 29
Il pre-inviluppo si moltiplica per luscita del blocco VCO. Facendo riferimento
a quanto riportato nella Figura 2.4, luscita del moltiplicatore `e data da
p(nT) = A
c
e
j[
m
(nT)
1
(nT)]
(2.19)
dove
m
(nT) rappresenta la fase del segnale FM di ingresso al PLL mentre

1
(nT) rappresenta la fase del segnale in uscita al VCO. Lerrore di fase pu`o
essere calcolato come segue:

m
(nT)
1
(nT) = arctan
_
Imp(nT)
Rep(nT)
_
(2.20)
Per il calcolo dellarcotangente si deve utilizzare lalgoritmo, cosiddetto, a
quattro quadranti che fornisce angoli appartenente allintervallo [, ]. Il
blocco composto dal moltiplicatore e dalla funzione arcotangente `e chiamato
phase detector.
Luscita del phase detector diviene il segnale di ingresso del loop lter
descritto dalla seguente funzione di trasferimento tempo discreta:
H(z) = +

1 z
1
= ( +)
1

+
z
1
1 z
1
(2.21)
Luscita del loop lter consente al blocco VCO di generare localmente la
frequenza portante con errore a regime nullo.
Lo studio del demodulatore FM con PLL `e simile a quello visto nel capi-
tolo precedente a proposito del ciclo di Costas. Utilizzando la trasformata
Z e supponendo
1
2
costante o lentamente variabile si ha:
Y (z) =
_

1 z
1
+
_
[
m
(z)
1
] (2.22)
=
+ z
1
1 z
1
[
m
(z)
1
]
= ( +)
1

+
z
1
1 z
1
[
m
(z)
1
]
antitrasformando si ottiene
y(nT) = y(nT T) + ( +)q(nT)

+
q(nT) (2.23)
2
La grandezze
1
ha lo stesso signicato gi`a visto a proposito del demodulatore AM
con Ciclo di Costas. Nel caso in cui ci sia una dierenza tra la pulsazione nominale della
portante e quella generata localmente
1
= nT +
30 Modulazione di Frequenza
dove q(nT) = [
m

1
](nT). La fase del segnale allinterno del blocco VCO,
indicata con (nT), si pu`o esprimere come:
((n + 1)T) = (nT) +
c
T +K
v
Ty(nT) (2.24)
Unespressione alternativa per (nT) pu`o essere ottenuta considerando che:
(z) =

1 z
1
Q(z) =(nT) = (nT T) +q(nT) (2.25)
da cui si ricava
(nT) = q(nT) +
n1

k=0
q(kT) (2.26)
Inne, considerando che dalla (2.22) si pu`o esprimere Y (z) = (z) +Q(z),
si ottiene:
y(nT) = ( +)q(nT) +
n1

k=0
q(kT) (2.27)
sostituendo ora nella (2.24) si ricava:
((n + 1)T) = (2.28)
= (nT) +
c
T +K
v
T
_
( +)q(nT) +
n1

k=0
q(kT)
_
=
c
nT +K
v
T
_
( +)
n

k=0
q(kT) +
n1

l=0
l

k=0
q(kT)
_
. .

0
=
c
nT +
0
Da tutte le equazioni viste no a questo punto non `e evidente quale sia
lespressione del segnale y(nT) e se questo eettivamente coincide con il se-
gnale modulante. Per ricavare unespressione semplice del segnale di uscita,
linearizziamo il blocco PLL in modo tale da poterlo studiare tramite le fun-
zioni di trasferimento. In questo caso la non linearit`a risiede nella funzione
arcotangente. Trascurando le discontinuit`a di questa funzione, il PLL pu`o
essere rappresentato da un modello lineare come mostrato in Figura 2.5.
Analizzando lo schema a blocchi e utilizzando la trasformata Z si ha:
Y (z) = H(z) [
m
(z)
1
(z)] (2.29)
2.3 Demodulatore FM con PLL 31
+

1-z
-1
+
K
v
T
+
z
-1
+
-

m
-
1
y
L(z)
y(z)

m
(z)
Figura 2.5: Modello Linere del PLL
dove H(z) =
+z
1
1z
1
rappresenta la f.d.t. del loop lter. Inoltre si ha:

1
(z) = z
1
[
1
(z) +K
v
TY (z)]
_
1 z
1

1
(z) = K
v
TY (z)z
1
(2.30)
Dalla (2.29) e (2.30) si ottiene:
Y (z) = H(z)
_

m
(z) K
v
TY (z)
z
1
1 z
1
_
(2.31)
per cui la funzione di trasferimento ad anello chiuso del PLL linearizzato
risulta essere:
L(z) =
H(z)
1 +H(z)
K
v
Tz
1
1z
1
=
Y (z)

m
(z)
(2.32)
=
( + z
1
)(1 z
1
)
1 [2 ( +)K
v
T] z
1
+ (1 K
v
T)z
2
Per frequenze basse, dove z 1 lespressione di L(z) si pu`o approssimare
come segue:
L(z)
z1
(1 z
1
)
1 2 + ( +)K
v
T + 1 K
v
T
=
1 z
1
K
v
T
(2.33)
per cui la trasformata Z del segnale di uscita al PLL `e:
Y (z)
1 z
1
K
v
T

m
(z) (2.34)
che nel dominio del tempo fornisce:
y(nT)

m
(nT)
m
(nT T)
K
v
T
(2.35)
32 Modulazione di Frequenza
Ricordando ora che la fase del segnale modulato
m
(nT) =

n1
k=0
m(kT) si
ottiene:
y(nT)
k
k
v
m(nT) (2.36)
dove si ricorda che k rappresenta la sensitivit`a in frequenza del modulatore
FM.
Da questultima espressione del segnale di uscita, si desume che il PLL si
comporta come un demodulatore FM per basse frequenze.
Capitolo 3
Modulazione PAM.
La modulazione PAM permette di trasmettere dati digitali in banda base. I
simboli contenenti linformazione vengono trasmessi in istanti uniformemente
spaziati; linformazione `e contenuta nellampiezza del segnale.
Il diagramma a blocchi di un sistema PAM `e rappresentato in gura 3.1:
La sequenza di dati digitali da trasmettere viene scomposta in gruppi di J
Receiver
(t)
J
Jbit words
2 levels
to
Quantizer
Adaptive
Equalizer
ADC
and
Sampler Receive
G ( )
R
Filter
C( )
Channel
Frequency Response
Impulse
Modulator
Channel Model
Parallel to
serial
Converter
1

d i
^
0
n
n
a y(nT) x(nT + ) x(t)
r(t)
s(t) s*(t) a
J
1
J
i d
Transmitter
Serial to
parallel
Converter
J
2 levels
to
Jbit words
Symbol Clock
Recovery
G ( )
T
Filter
Transmit
Figura 3.1: Schema a blocchi di un sitema PAM.
bit da un converitore seriale parallelo che fornisce in uscita una sequenza di
34 Modulazione PAM.
simboli generati a intervalli regolari T = 1/f
s
, f
s
`e detta frequenza di simbolo
e viene generalmente misurata in baud.
I simboli sono generalmente scelti tra un alfabeto di M = 2
J
livelli di tensione
l
i
equispaziati di 2d:
l
i
= d (2i 1) (3.1)
con i =
M
2
+ 1, . . . , 0, . . . ,
M
2
, dunque (M 1)d l
i
(M 1)d.
`
E comodo rappresentare la sequenza dei simboli per mezzo di un treno di
impulsi di Dirac:
s

(t) =
inf

k=inf
a
k
(t kT) (3.2)
Il ltro di trasmissione limita poi la banda del segnale per adattarlo al canale:
s(t) =
inf

k=inf
a
k
g
T
(t kT) (3.3)
La combinazione dellImpulse Modulator e del ltro rappresenta in pratica
un convertitore digitale-analogico seguito da un ltro passa-basso.
Nelle esercitazioni il canale viene modellato come un ltro lineare tempo-
invariante con risposta in frequenza C() seguito da una sorgente di rumore
gaussiano bianco additivo. In ricezione `e presente un ulteriore ltro, nel com-
plesso la sequenza dei ltri prende il nome di Baseband shaping lter e ha
funzione di trasferimento:
G() = G
T
()C()G
R
() (3.4)
La risposta allimpulso sar`a:
g(t) = g
T
(t) c(t) g
R
(t) = T
1
G() (3.5)
Luscita del ltro di ricezione sar`a dunque:
x(t) =
inf

k=inf
a
k
g(t kT) +v(t) g
R
(t) (3.6)
35
Assumiamo che il contributo del rumore sia nullo, se la risposta combinata
dei ltri fosse tale che:
g(nT) =
n,0
=
_
1 per n = 0
0 altrimenti
allora x(t) calcolata in nT conterrebbe solo il contributo del simbolo a
n
, in
tal caso si dice che il sistema non presenta Interferenza Intersimbolo (ISI).
Nel caso in cui questo non accada contributi provenienti dai simboli adiacenti
andranno a sovrapporsi al segnale utile, dando luogo a una interferenza.
Esiste un numero innito di ltri che soddisfa la condizione di assenza di
ISI, fra questi molto usato `e il ltro a coseno rialzato:
G() =
_

_
T [[ (1 )

s
2
T
2
_
1 sin
_
T
2
([[

s
2
)
_
_
(1 )

s
2
[[ (1 +)

s
2
0 altrimenti
Si pu`o dimostrare che la risposta impulsiva corrispondente risulta:
g(t) =
sin
_

s
2
t
_

s
2
t
cos
_

s
2
t
_
1 4
_
t
T
_
2
(3.7)
0 1 `e detto fattore di roll-o. Per = 0:
G() =
_
T [[

s
2
0 altrimenti
Il ltro `e un LPF ideale.
Per = 1:
G() =
_
_
_
T
2
_
1 sin
_
T
2
([[

s
2
)
_
_
0 [[
s
0 altrimenti
La risposta in frequenza decade con un andamento di tipo seno.
Ipotizzando che il canale abbia risposta piatta, si pu`o dividere G() tra i
36 Modulazione PAM.
ltri di trasmissione e ricezione:
[G
T
()[ = [G
R
()[ =
_
[G()[ (3.8)
I due ltri vengono ora chiamati a radice di coseno rialzato.
In assenza di rumore luscita del ltro pu`o essere scritta anche come:
x(nT) =
inf

k=inf
a
k
g(nT kT) = g(0)
_
a
n
+
inf

k=inf,k=n
a
k
g(nT kT)
g(0)
_
(3.9)
Il secondo termine tra parentesi quadre costituisce lISI. Quando questo ter-
mine supera d il simbolo trasmesso viene ricevuto in maniera errata.
Il caso peggiore si ha ovviamente quando gli a
k
sono massimi in modulo e
hanno lo stesso segno di g(nT kT), in tal caso il temrine di ISI diviene:
D = (M1)d
inf

k=inf,k=n

g(nT kT)
g(0)

= (M1)d
inf

k=inf,k=0

g(kT)
g(0)

(3.10)
La chiusura del diagramma ad occhio `e denita allora come:
=
D
d
= (M 1)
inf

k=inf,k=0

g(kT)
g(0)

(3.11)
Quando < 1 si dice che locchio `e aperto.
Capitolo 4
Modulazione QAM
La modulazione QAM (Quadrature Amplitide Modulation)

E largamente uti-
lizzata come metodo di trasmissione digitale su canali passa-banda.Tutte le
linee telefoniche odierne basate sugli standard V.xx usano la modulazione
QAM. Un esempio potrebbe essere quello dello standard V.90 utilizzato dai
modem per accedere alla rete internet tramite la linea telefonica.
4.1 Tramettitore QAM
Lo schema a blocchi di un trasmettitore QAM

E riportato in Figura 4.1.
Lingresso del trasmettitore

E uno stream di bit seriali d
n
aventi una bit rate
pari a R
d
bps. Il convertitore seriale/parallelo raggruppa un insieme di J
bits ricevuti serialmente in una singola parola di J bits che viene usata per
selezionare un simbolo da una tabella di 2
J
elementi. La symbol rate sar`a
dunque pari a f
s
= R
d
/J. Gli elementi della tabella sono coppie di nu-
meri reali che vengono rappresentati da un punto nello spazio 2-D. Linsieme
di tutti gli elementi della tabella rappresentato su un piano bidimensionale
prende il nome di diagramma di costellazione. Per comodit`a di notazione il
piano bidimensionale viene fatto corrispondere al piano complesso; in questo
modo ogni simbolo

E rappresentato da un numero complesso c
n
= a
n
+ jb
n
.
La parte reale di c
n

E indicata come componente in fase (I) mentre la parte
immaginaria di c
n
come componente in quadratura (Q).
La componente in fase e in quadratura sono poi modulate con tecnica
38 Modulazione QAM
d
Oscillator
Local
Mapper
Constellation
Converter
Parallel
Serial to n
s(t)
c

cos ( t)
sin ( t)
b(t)
a(t)
b*(t)
a*(t)
n
n
b
a
J 1
T
g (t)
Filter
Transmit
T
g (t)
Filter
Transmit
Impulse
Modulator
Impulse
Modulator
Figura 4.1: Trasmettitore QAM
PAM fornendo:
a(t) =

k=
a
k
g
T
(t kT) (4.1)
b(t) =

k=
b
k
g
T
(t kT)
Questi segnali sono ancora in banda base, per trasferirli nellintorno una
frequenza portante si usa una modulazione a prodotto ottenendo:
s(t) = a(t)cos[
c
t] b(t)sin[
c
t] (4.2)
dove
c
deve essere maggiore della frequenza di taglio del ltro descritto dalla
risposta impulsiva g
T
(t).
Il modulatore QAM pu`o essere rappresentato in maniera compatta uti-
lizzando la trasformata di Hilbert. Si pu`o dimostrare che il pre-inviluppo del
segnale QAM

E:
s
+
(t) = s(t) +j s(t) = [a(t) +jb(t)]e
j
c
t
(4.3)
per cui il segnale QAM pu`o essere espresso anche come:
s(t) = Res
+
(t) = Re[a(t) +jb(t)]e
j
c
t
(4.4)
4.2 Esempi di Costellazione 39
Linviluppo complesso di s(t) risulta essere:
s(t) = s
+
(t)e
j
c
t
= a(t) +jb(t) (4.5)
Prendendo in considerazione la (4.3) e la (4.1) si ottiene:
s
+
(t) =

k=
(a
k
+jb
k
)g
T
(t kT)e
j
c
t
=

k=
c
k
g
T
(t kT)e
j
c
t
(4.6)
Quindi, il modulatore QAM pu`o essere rappresentato come mostrato in Figu-
ra 4.2.
Filter
Transmit
( ) Re
s(t)
e
j t
c
a
b
c*(t) s(t)
~
s (t)
n
n
Modulator
Impulse
Figura 4.2: Realizzazione del Modulatore QAM utilizzando la Trasformata di
Hilbert
4.2 Esempi di Costellazione
4.2.1 Costellazione a 16 punti
La Figura 4.3 mostra una costellazione a 16 punti, cio

E con J = 4 e 2 simboli
in uscita. Questa costellazione, se unita alla codica dierenziale dei punti
introdotta in seguito, risulta invariante per rotazioni di 90 gradi. Questo
signica che una rotazione di 90 gradi della costellazione fornisce in uscita
lo stesso insieme di punti. Poiche uno sfasamento di 90 gradi della portante
(da
c
t a
c
t +/2) ha leetto di moltiplicare la costellazione per j, e quindi
di ruotarla di 90 gradi, questa costellazione risulta invariante per sfasamenti
della portante di 90 gradi.
La codica dierenziale dei bit di ingresso si realizza utilizzando lo schema
di Figura 4.4. In ingresso `e stato aggiunto anche uno scrambler che nel caso
40 Modulazione QAM
1010
1011 1001
1000
1110 1111
1100 1101
0001 0000
0011 0010
0100 0110
0101 0111
1
1
3
3
1
3
3 1
QUAD
INPHASE
Figura 4.3: Costellazione QAM a 16 punti
dei modem con standard V.22 bis implementa la seguente operazione lineare:
q
i
= d
i
q
i14
q
i17
(4.7)
Lo scrambler si utilizza per evitare che in ingresso al codicatore si presentino
lunghe sequenze di bit a zero o a uno rendeno dicoltosa la ricostruzione
locale del tempo di simbolo.
Luscita dello scrambler transita in un convertitore seriale/parallelo che
raggruppa i dati di ingresso in parole da 4-bits
(Q1
n
, Q2
n
, Q3
n
, Q4
n
) = (q
4n
, q
4n+1
, q
4n+2
, q
4n+3
) (4.8)
I primi due bit della parola individuano il cambiamento di quadrante rispetto
al simbolo precedente e quindi Q2
n
e Q1
n
vengono codicati in Y 2
n
e Y 1
n
in base a Y 2
n1
e Y 1
n1
secondo quanto riportato in tabella 4.2.1. Questa
4.3 Demodulatore Ideale 41
Scrambler
Serial to
Parallel
Converter
Mapping
Table
Symbol
Point
Map
D
D
d
n
q
i
Q4
n
Q3
n
Q2
n
Q1
n
Y2
n
Y1
n
Differential Encoder
a
n
b
n
Y1
n-1
Y2
n-1
Figura 4.4: Codica dierenziale
procedura, chiamata codica dierenziale, si implementa allinterno del DSP
utilizzando una look-up table.
I rimanenti due bit della parola (Q3
n
e Q4
n
) selezionano un punto nel
quadrante specicato. Ritornando alla Figura 4.3 si nota come i punti as-
sociati alle coppie di bit Q3
n
e Q4
n
non ruotano se la costellazione ruota
di 90
o
. Per cui utilizzando la codica dierenziale dei quadranti secondo
la tabella 4.2.1 e posizionando i gruppi di bit della costellazione in modo
opportuno si rende lintero sistema invariante per rotazioni di 90
o
.
4.2.2 Costellazione a 4 Punti
Una costellazione a 4 punti si ottiene da quella appena vista selezionando
un qualunque sottoinsieme di punti. Un modo per rendere anche questa
costellazione invariante per rotazioni di 90
o
`e porre la coppia di bit (Q3
n
e
Q4
n
) = (01) selezionando i punti (1101), (1001), (0001), (0101). Questa
costellazione `e anche detta 4PSK ed `e usata nel modem V.22 bis e V.32.
4.3 Demodulatore Ideale
In questa sezione saranno descritti due demodulatori QAM ideali ipotizzando
che il ricevitore sia in grado di ricostruuire esattamente la frequenza della
portante e la frequenza di simbolo.
42 Modulazione QAM
Ingressi Uscite Precedenti Cambiamento Uscite
Q1
n
Q2
n
Y 1
n1
Y 2
n1
Quadrante Y 1
n
Y 2
n
0 0 0 0 +90
o
0 1
0 0 0 1 +90
o
1 1
0 0 1 0 +90
o
0 0
0 0 1 1 +90
o
1 0
0 1 0 0 0
o
0 0
0 1 0 1 0
o
0 1
0 1 1 0 0
o
1 0
0 1 1 1 0
o
1 1
1 0 0 0 180
o
1 1
1 0 0 1 180
o
1 0
1 0 1 0 180
o
0 1
1 0 1 1 180
o
0 0
1 1 0 0 270
o
1 0
1 1 0 1 270
o
0 0
1 1 1 0 270
o
1 1
1 1 1 1 270
o
0 1
Tabella 4.1: Tavola di Mapping
Lo schema a blocchi di una prima realizzazione del demodulatore QAM
`e riportata in Figura 4.5. Tenendo presente la (4.6) e la (4.5), si genera il
pre-inviluppo s
+
(t) da cui si ricava:
s(t) = s
+
(t)e
j
c
t
=

k=
(a
k
+jb
k
)g(t kT) (4.9)
se g(t) non presente interferenza intersimbolo (ISI) allora si ha:
s(nT) = a
n
+jb
n
(4.10)
Come gi`a visto nella modulazione PAM, la condizione per non avere ISI `e:
g(nT) =
n,0
=
_
1 per n = 0
0 altrove
(4.11)
4.4 ISI Diagramma ad Occhio 43
c
j t
e
b(t)
a(t)
^
s(t)
s(t) r(t)
Hilbert
Transform
Filter
Receive
Figura 4.5: Demodulatore QAM Tramite Inviluppo Complesso
La seconda realizzazione del demodulatore ideale `e riportata in Figura 4.6.

E basata sulle (4.2) ed utilizza una coppia di demodulatori coerenti DSBSC-


AM. Ricordando che una possibile espressione del segnale modulato QAM
`e
s(t) = a(t)cos[
c
t] b(t)sin[
c
t] (4.12)
luscita del moltiplicatore del ramo superiore risulta essere
s(t) 2cos[
c
t] = a(t) +a(t)cos[2
c
t] b(t)sin[2
c
t] (4.13)
le componenti indesiderate ad alta frequenza nellintorno di 2
c
devono essere
eliminate dal ltro passa-basso di uscita F(). Luscita del moltiplicatore del
ramo inferiore `e
s(t) 2sin[
c
t] = b(t) b(t)cos[2
c
t] a(t)sin[2
c
t] (4.14)
anche in questo il ltro passa-basso di uscita elimina le componenti indesider-
ate facendo transitare in uscita solo b(t).
4.4 ISI Diagramma ad Occhio
La tramissione digitale dei segnali presenta notevoli vantaggi rispetto a quel-
la analogica ma presenta anche qualche problematica. Una di queste `e
linterferenza intersimbolo o ISI (InterSymbol Interference).
LISI `e quel fenomeno che si verica quando al ricevitore giungono sovrap-
poste, parzialmente o totalmente, le forme donda di segnali elettrici emessi in
44 Modulazione QAM
Receive
Filter
r(t)
Oscillator
Local a(t)
b(t)

c
2 sin ( t)
s(t)
F( )
Filter
Post Detection

F( )
Filter
Post Detection

2 cos ( t)
c
Figura 4.6: Demodulatore QAM
tempi diversi e corrispondenti a bit successivi. A seconda del mezzo trasmis-
sivo impiegato per la trasmissione del segnale vi possono essere cause diverse
di ISI:
ISI causata da percorsi multipli: Nelle trasmissioni radio `e possibile
che il segnale modulato trasmesso subisca delle riessioni per cui vi
sia, per esempio, un percorso diretto e uno o pi` u percorsi dovuti a
riessioni. I segnali riessi giungono al ricevitore in ritardo e possono
sovrapporsi a segnali diretti che trasportano bit successivi causando
cos` uninterferenza tra simboli adiacenti.
ISI causata da distorsioni: Nella trasmissione guidata da linee il
mezzo trasmissivo introduce una distorsione, pi` u o meno grande, del
segnale che lo attraversa. Quello che si pu`o osservare visivamente dal
lato ricevitore `e un allargamento degli impulsi di trasmissione teorica-
mente rettangolari. Se il tempo di bit `e molto piccolo questa dilatazione
temporale degli impulsi pu`o causare interferenza tra simboli adiacenti.
Un metodo che permette di valutare visivamente la qualit`a di un segnale e
le visualizzazione del segnale ricevuto come diagramma ad occhio. In pratica,
`e la rappresentazione visiva che si ottiene dalla sovrapposizione delle forme
donda associate ai bit che giungono al ricevitore e che si susseguono nel
tempo. Il risultato della sovrapposizione `e una gura che assomiglia ad un
occhio e che si ripete ad ogni tempo di bit. In Figura 4.7 `e riportato il
4.4 ISI Diagramma ad Occhio 45
diagramma ad occhio di un segnale modulato QAM da una sequenza di bit
random con 4 livelli di uscita (16-QAM). Lasse dei tempi si estende da
[T/2, T/2] con T tempo di bit. Lasse delle ordinate riporta il livello del
segnale ricevuto. Dalla gura si nota che listante di campionamento ottimale
`e a meta del tempo di bit. In questo caso i 4 simboli di uscita sono ben distinti
luno dallaltro.
Figura 4.7: Diagramma ad occhio di un segnale 16-QAM
In denitiva in un diagramma ad occhio:
un occhio aperto sta a indicare una buona qualit`a del segnale ricevuto
(ISI piccola e S/N elevato) e quindi una bassa probabilit`a di errore
un occhio chiuso sta a indicare una qualit`a scadente del segnale ricevuto
e ci`o comporta unelevata probabilit`a di errore.
46 Modulazione QAM
Capitolo 5
Dual-Tone Multi-Frequency
Modulation (DTMF)
Questo tipo di modulazione `e usata dagli apparecchi telefonici per trasmet-
tere alla centrale il numero telefonico composto dallutente.
Si tratta di una modulazione MFSK (Multi-Frequency Shift Keying) in cui
ad ogni tasto corrisponde la sovrapposizione di due toni a frequenze tali da
identicare univocamente il tasto premuto.
Il tastierino `e composto da una matrice 4x4 (anche se le utenze civili non
utilizzano lultima colonna) in cui ad ogni riga `e associata una frequenza
compresa tra 697 e 941 Hz e ad ogni colonna una frequenza nellintervallo
1209 - 1633 Hz.
1209 Hz 1336 Hz 1477 Hz 1633 Hz
697 Hz 1 2 3 A
770 Hz 4 5 6 B
852 Hz 7 8 9 C
941 Hz * 0 # D
Le frequenze sono scelte in modo tale che le armoniche e i prodotti di inter-
modulazione non si posizionino in corrispondenza di altri toni ammissibili,
compromettendo la corretta ricezione del segnale.
48 Dual-Tone Multi-Frequency Modulation (DTMF)
5.1 Demodulazione di segnali DTMF
Il modo pi` u diretto per eettuare una demodulazione di un segnale DTMF
`e quello di ricostruire lo spettro del segnale ricevuto e vericare dove sono
localizzate le righe corrispondenti ai due toni sovrapposti.
In generale questo tipo di analisi viene eettuata per mezzo del calcolo della
Trasformata Discreta di Fourier (DFT) della sequenza x(n):
X(k) =
N1

n=0
_
x(n) e
j2nk
N
_
(5.1)
La complessit`a di calcolo pu`o essere ridotta mediante due algoritmi:
- Fast Fourier Transform (FFT)
- Algoritmo di Goertzel
5.1.1 Fast-Fourier-Transform (FFT)
Lalgoritmo di FFT viene arontato a lezione e dunque non verr`a ripreso. Si
ricorda solo che riduce progressivamente la complessit`a del calcolo spezzando
la sommatoria 5.1 in due sommatorie con un numero dimezzato di termini.
Loperazione viene ripetuta sino a quando dopo log
2
N passi restano N som-
matorie di un solo termine.
La complessit`a dellalgoritmo `e
N
2
log
2
(N) contro N
2
per la DFT calcolata
secondo denizione.
Ogni operazione comporta un prodotto tra numeri complessi (4 prodotti re-
ali) e due somme complesse.
5.1.2 Algoritmo di Goertzel
Questo algoritmo consente di ottenere una riduzione di complessit`a in gene-
rale inferiore a quella ottenibile da una FFT, tuttavia risulta vantaggioso nel
caso sia necessario calcolare un numero ridotto di elementi della sequenza
5.1 Demodulazione di segnali DTMF 49
X(k), ossia se `e richiesto di calcolare lo spettro del segnale in un ristretto set
di frequenze.
Detta W
N
= e
j2/N
lalgoritmo opera nel modo seguente a partire dalla
denizione di DFT:
X(k) =
N1

n=0
_
x(n) e
j2nk
N
_
(5.2)
=
N1

n=0
_
x(n) 1 W
nk
N

=
N1

n=0
_
x(n) W
Nk
N
W
nk
N

=
N1

n=0
_
x(n) W
(Nn)(k)
N
_
=
___
W
k
N
x(0) +x(1)
_
W
k
N
+x(2)
_
W
k
N
+. . . +x(N 1)
_
W
k
N
Considerando lequazione:
y(n) = W
k
N
y(n 1) +x(n) (5.3)
con y(1) = 0, abbiamo una relazione ricorsiva per il calcolo di X(k), che
risulta uguale a y(n) calcolata in N 1.
Passando alle trasformate z:
Y (z) = W
k
N
Y (z)z
1
+X(z) (5.4)
La funzione di trasferimento tra le trasformate z delle sequenze x(n) e y(n)
sar`a semplicemente:
H(z) =
Y (z)
X(z)
=
1
1 W
k
N
z
1
(5.5)
50 Dual-Tone Multi-Frequency Modulation (DTMF)
Moltiplicando numeratore e denominatore per 1 W
k
N
z
1
si ottiene:
H(z) =
1 W
k
N
z
1
1
_
W
k
N
+W
k
N
_
. .
2cos(2k/N)
z
1
+z
2
(5.6)
Loperazione viene svolta dal ltro IIR del secondordine di gura.
Si osserva che in realt`a non siamo interessati al calcolo di y(n) per ogni n ma
Z
1
x[n] y[n]
q [n]
q [n]
1
0
q [n]
2
Z
1
1
k 2cos( ) W
N
K
Figura 5.1: Schema delIIR che realizza lalgoritmo di Goertzel.
solo per n = N 1.
Dunque per n = [0, 1, . . . , N 2] deve essere calcolata dal DSP solo la parte
ricorsiva del grafo (cio`e la sinistra) che comporta solo un prodotto tra un
reale e un complesso (due moltiplicazioni reali). Questo `e il motivo per cui
H(z) `e stata elaborata in modo da ottenere un denominatore a coecienti
reali.
Complessivamente, per ogni elemento X(k) della sequenza della DFT calco-
lato con lalgoritmo di Goertzel, sono necessari 2N+4 prodotti reali e 4N2
somme.
Per ogni elemento della DFT calcolata secondo denizione sono necessari 4N
prodotti e 2N 2 somme reali; se si considera dominante il costo dei prodot-
ti su quello delle somme lalgoritmo di Goertzel riduce la complessit`a di un
fattore che si avvicina a 2. Nel complesso comunque, per il calcolo dellin-
5.2 Demodulazione DTMF in MATLAB. 51
tera sequenza X(k) con k = 0, . . . , N 1 la complessit`a resta dellordine di
O(N
2
), dunque superiore a quella della FFT.
Il vantaggio di questo algoritmo risiede nel fatto che, mentre la FFT calcola
sempre tutta la sequenza di uscita, qui `e possibile calcolare solo gli elementi
richiesti.
La demodulazione di un segnale DTMF richiede ad esempio di individuare
solo 8 possibili frequenze, di conseguenza pu`o risultare pi` u eciente di una
FFT.
5.2 Demodulazione DTMF in MATLAB.
%-------------------
%DTMF Demodulation
%-------------------
clear all;
Npoint = 400; %Numero di campioni
fs = 8e3; %Frequenza di campionamento
fr = [697,770,852,941];
fc = [1209,1336,1477,1633];
fr_in = fr(3); %Toni di ingresso
fc_in = fc(2);
for n = 1:Npoint
x(n) = cos(2*pi*fr_in/fs*n) + cos(2*pi*fc_in/fs*n); %Sequenza di ingresso
end;
res = fs / Npoint; %Risoluzione in frequenza DFT
52 Dual-Tone Multi-Frequency Modulation (DTMF)
nr = round(fr/res); %Campioni di uscita corrispondenti
nc = round(fc/res); %alle frequenze di interesse
for j = 1:4
on_row(j) = abs(compute_goertzel(x,nr(j))); %Calcolo DFT nei punti
on_col(j) = abs(compute_goertzel(x,nc(j))); %richiesti
end;
[mr, max_r] = max(on_row); %Individuazione coeffi-
[mc, max_c] = max(on_col); %cienti massimi
fprintf(1, Riga: %d, colonna %d, max_r, max_c); %Stampa risultato
Funzione di calcolo DFT.
%----------------------
% Goertzels Algorithm
%----------------------
function y = compute_goertzel(x,k)
pi = 3.141592654;
Npoint = length(x); % Numero di punti
WN = exp(-i*2*pi/Npoint); % Twiddle Factor
5.2 Demodulazione DTMF in MATLAB. 53
q0(1) = x(1); % Inizializzazione
q1(1) = 0; % variabili di stato
q2(1) = 0;
for n = 2:Npoint
q1(n) = q0(n-1); %Aggiornamento
q2(n) = q1(n-1); %variabili di stato
q0(n) = x(n) + q1(n) * 2*cos(2*pi*k/Npoint) - q2(n);
end;
y = q0(n) - WN^(k) * q1(n); %Calcolo uscita
54 Dual-Tone Multi-Frequency Modulation (DTMF)
Capitolo 6
Filtraggio adattativo
Nelle modulazioni digitali, il ltraggio adattativo ha lo scopo di eliminare
linterferenza intersimbolo introdotta da distorsioni in ampiezza e fase del
segnale da parte del canale. Nei casi pratici la risposta in frequenza del
canale non `e nota a priori con esattezza e dunque leliminazione dellISI non
pu`o avvenire per mezzo di ltri di ricezione aventi coecienti costanti come
quelli a coseno rialzato. Viene dunque inserito un ltro aggiuntivo i cui co-
ecienti vengono adattati al canale mediante algoritmi tra cui studieremo i
seguenti:
- Least Mean Square (LMS).
- Recursive Least Square (RLS).
6.1 Complex Cross-Coupled Passband Adap-
tive Equalizer
Analizziamo in primo luogo lo schema del ltro applicato al demodulatore
QAM di gura 6.1, lalgoritmo di aggiornamento dei coecienti verr`a preso
in considerazione in seguito.
Questo tipo di ltro `e un FIR che opera sui campioni del preinviluppo del
segnale presi a frequenza f
1
= n
1
f
s
dove f
s
= 1/T `e la symbol rate; per
56 Filtraggio adattativo
Hilbert
+
(nT)
(nT)

+ n c
Slicer
Filter
Receive
ADC
(nT)
Equalizer
Adaptive
+ 0
r (nT )
e

n
j
n
j
e
Ideal
Reference
0
r (t)
r (nT )
0
Figura 6.1: Schema di un ricevitore QAM semplicato con ltraggio adattativo.
questo motivo questa soluzione `e detta fractionally spaced equalizer.
La banda del preinviluppo QAM, grazie al ltro a coseno rialzato, `e connata
1/ n
Z
1
(nT)
+

Sampler
Down
1
(nT/n )
+
r
N1 2 1 0
h h h h
1
1/ n
Z
1
1/ n
Z
Figura 6.2: Complex Cross-Coupled Passband Adaptive Equalizer. I blocchi
z
1/n
1
introducono un ritardo di T/n
1
nellintervallo [f
c
0.5(1 + )f
s
f f
c
+ 0.5(1 + )f
s
] con f
c
frequenza
della portante e fattore di roll-o; la banda del segnale in ingresso al ltro
addattativo `e dunque (1 + )f
s
. Poiche 0 1, n
1
deve essere maggiore
o uguale a 2 per essere certi dellassenza di fenomeni di aliasing.
Luscita del FIR agli istanti nT/n
1
sar`a, detti h
k
i coecienti (complessi)
del ltro:
6.2 Algoritmo LMS 57

+
(nT/n
1
) =
N1

k=0
h
k
r
+
[(n k)T/n
1
] (6.1)
Luscita dellequalizzatore viene decimata poiche i campioni devono essere
elaborati dagli stadi successivi con cadenza di uno per ogni periodo di sim-
bolo; sostituendo dunque n con nn
1
si ottiene:

+
(nT) =
N1

k=0
h
k
r
+
[nT kT/n
1
] (6.2)
6.2 Algoritmo LMS
Verr`a ora descritto un primo algoritmo che permette laggiornamento dei co-
ecienti (o taps) del FIR per rendere ecace la rimozione delinterferenza
intersimbolo introdotta dal canale. Lo stadio successivo al ltro nel demo-
dulatore eettua la traslazione del segnale in banda base, ipotizzando che la
fase della portante ricostruita localmente sia esatta, i campioni demodulati
saranno:
(nT) =
+
(nT)e
j
n
(6.3)
Lo scopo del ltro equalizzatore `e quello di rendere i campioni in uscita al
demodulatore il pi` u possibile simili a una versione ritardata c
nn
d
della se-
quenza trasmessa; se il canale fosse ideale sarebbe ovviamente h
n
d
= 1 e gli
altri coecienti nulli.
Il simbolo corrispondente al coeciente n
d
-esimo `e considerato il simbolo
corrente; solitamente n
d
viene scelto in prossimit`a del centro della linea di
ritardo dellequalizzatore. La posizione ottima dipende dal canale, per canali
di tipo telefonico si `e visto sperimentalmente che conviene scegliere n
d
pi` u
prossimo a N 1 che non a 0.
Un metodo per ottimizzare i valori dei tap `e quello di sceglierli in modo
da minimizzare lerrore quadratico medio; lerrore istantaneo del segnale `e:
58 Filtraggio adattativo
- passabasso: (nT) = c
nn
d
(nT)
- passabanda:
+
(nT) = (nT)e
j
n
= c
nn
d
e
j
n

+
(nT)
Lerrore quadratico medio che vogliamo minimizzare sar`a:
= E
_
[ (nT)[
2
_
= E
_
[
+
(nT)[
2
_
= E
_
[c
nn
d
(nT)[
2
_
(6.4)
dove E ha il signicato di media statistica.
I coecienti del ltro sono in generale complessi:
h
k
= h
R,k
+jh
I,k
(6.5)
dove h
R,k
e jh
I,k
rappresentano ovviamente le parti reale e immaginaria del
coeciente k-esimo.
I coecienti ottimi possono essere trovati semplicemente imponendo che la
derivata della funzione costo rispetto ai coecienti si annulli. La calcolia-
mo rispetto alla parte reale del coeciente m-esimo:

h
R,m
= E
_

h
m
[
+
(nT)

+
(nT)]
h
m
h
R,m
_
(6.6)
= E
_

h
m
[
+
(nT)

+
(nT)]
_
= 2E
_
'
_

+
(nT)

+
(nT)
h
m
__
= 2E
_
'
_

+
(nT)r

+
(nT mT/n
1
)
_
Operando analogamente per la derivata nella parte immaginaria del coe-
ciente m-esimo:

h
I,m
= E
_

h
I,m
[
+
(nT)

+
(nT)]
_
(6.7)
= 2E
_
'
_

+
(nT)

+
(nT)
h
m
h
m
h
I,m
__
= 2E
_
'
_

+
(nT)r

+
(nT mT/n
1
)(j)
_
= 2E
_

+
(nT)r

+
(nT mT/n
1
)
_
6.2 Algoritmo LMS 59
Senza perdere in generalit`a `e possibile combinare i due risultati ottenuti nel
modo seguente:

h
R,m
+j

h
I,m
= 2E
_

+
(nT)r

+
(nT mT/n
1
)
_
= 0 (6.8)
Lequazione precedente `e quella che i coecienti ottimi del ltro h
m
per
m = 0, . . . , N 1 devono soddisfare.
Si osserva che in pratica lequazione 6.8 `e equivalente a richiedere che la
sequenza dellerrore e quella di ingresso siano incorrelate; questo viene chia-
mato principio di ortogonalit`a. Poiche luscita del ltro `e ottenuta come
combinazione lineare dei campioni di ingresso, luscita
+
(nT) apparterr`a
allo spazio generato da tali campioni e lerrore sar`a minimo quando `e orto-
gonale a tale spazio, ossia quando la sua proiezione su di esso `e nulla.
Sostituendo lespressione dellerrore e riordinando si ottiene:
N1

l=0
h
l
E
_
r
+
(nT lT/n
1
)r

+
(nT mT/n
1
)
_
= E
_
c
nn
d
e
j
n
r

+
(nT mT/n
1
)
_
(6.9)
per m = 0, . . . , N 1.
Per esprimere la relazione soprastante in forma matriciale, indichiamo con h
il vettore N 1 dei coecienti del ltro, con R la matrice N N di corre-
lazione tra i campioni di ingresso e con p il vettore N 1 di correlazione tra
luscita ideale e lingresso:
R
lm
= E
_
r
+
(nT lT/n
1
)r

+
(nT mT/n
1
)
_
(6.10)
p
m
= E
_
c
nn
d
e
j
n
r

+
(nT mT/n
1
)
_
(6.11)
Con questa notazione, il set di equazioni lineari pu`o essere riscritto in forma
matriciale come:
Rh = p (6.12)
60 Filtraggio adattativo
da cui la relazione per i coecienti ottimi del ltro risulta:
h = R
1
p (6.13)
In generale le caratteristiche statistiche del segnale in ingresso al ltro potreb-
bero essere stimate utilizzando un numero elevato di campioni; la stima a
breve termine eettuata dallalgoritmo LMS prende in considerazione solo
gli N campioni correnti e dunque non `e in grado di fornire stime di R e h da
sostituire direttamente per il calcolo dei coecienti.
Si utilizza allora un metodo steepest descent nel quale i coecienti del ltro
vengono aggiornati iterativamente aggiungendo un piccolo contributo nella
direzione opposta al gradiente della funzione costo .
`
E comunque necessario conoscere lerrore commesso ad ogni passo; a questo
scopo usualmente allinizio di una comunicazione viene trasmessa una se-
quenza di training nota attraverso la quale i coecenti del ltro vengono
adattati al canale.
h
m
[n + 1] = h
m
[n] +
+
(nT)r

+
(nT mT/n
1
) (6.14)
per m = 0, . . . , N 1.
Il coeciente `e una costante positiva che controlla la rapidit`a di convergen-
za. Un valore piccolo di questa costante d`a luogo a una convergenza lenta
ma accurata; un valore elevato comporta una pi` u rapida convergenza ma
garantisce una qualit`a inferiore al risultato nale; in caso sia troppo alto
si possono innescare meccanismi di instabilit`a. Solitamente nei dispositivi
in commercio viene ssato inizialmente su un valore pi` u elevato e ridotto
quando si `e raggiunto un buon livello di convergenza.
Valori ragionevoli per possono essere dellordine di 10
2
.
6.2 Algoritmo LMS 61
6.2.1 Comportamento teorico dellalgoritmo LMS.
Il comportamento teorico dellalgoritmo LMS dipende in sostanza dagli au-
tovalori della matrice di autocorrelazione dei campioni di ingresso R. Indi-
chiamo gli autovalori in ordine crescente con
1
, . . . ,
N
.
`
E stato dimostrato
che lerrore medio di un generico coeciente Eh
m
[n] h
m
`e dato dalla
somma di contributi esponenziali del tipo (1
i
)
n
. Dunque il valor medio
dellerrore converge a zero se:
[1
i
[ < 1 (6.15)
o, equivalentemente:
0 < <
2

N
(6.16)
Il valore di che massimizza la velocit`a di convergenza `e:

opt
=
2

1
+
N
(6.17)
In tal caso:
[1
opt

1
[ = [1
opt

N
[ =

N

1

N
+
1

(6.18)
La convergenza dellerrore medio dei coecienti a zero non implica la con-
vergenza dellerrore quadratico medio delluscita del ltro. Si pu`o dimostrare
che esso converge se e solo se:
0 < <
2

N
i=1

i
=
2
traccia(R)
(6.19)
La traccia di R `e la somma degli elementi sulla diagonale principale che,
poiche la matrice `e hermitiana, sono tutti reali e gli autovalori reali e positivi:
traccia(R) =
N1

k=0
E
_
[r
+
(nT mT/n
1
)[
2
_
(6.20)
6.2.2 LMS con tap-leakage.
`
E stato dimostrato che, nel caso di fractionally spaced equalizersn alcuni au-
tovalori della matrice R possono raggiungere valori prossimi a zero, rendendo
62 Filtraggio adattativo
la matrice R singolare.
In questo caso lequazione normale Rh = p non presenta una soluzione unica
per h poiche aggiungendo ad h un qualunque elemento del Ker(R) si ot-
tiene comunque una soluzione. Leetto pratico `e che i coecienti possono
presentare una lenta deriva senza che questo modichi la funzione costo .
Questo pu`o far s` che i coecienti raggiungano valori superiori al massimo
rappresentabile (overow) e il sistema fallisca.
Per evitare questo fatto viene usualmente introdotto un coeciente di tap
leakage che tenda a ridurre lievemente ad ogni passo il valore del coeciente:
h
m
[n + 1] = (1 )h
m
[n] +
+
(nT)r

+
(nT mT/n
1
) (6.21)
con costante positiva di valore ridotto (in generale ).
6.3 Algoritmo RLS
Lalgoritmo RLS (Recursive Least Squares) si dierenzia dallLMS perche uti-
lizza informazioni su tutti i campioni precedenti di ingresso per stimare la ma-
trice di autocorrelazione del vettore dei campioni di ingresso. Per diminuire
linuenza dei campioni precedenti viene inserito un peso decrescente in mo-
do esponenziale che dipende da una costante 0 < < 1. La funzione costo da
minimizzare non sar`a pi` u quindi data dal semplice errore quadratico medio
ma dalla funzione:
[n] = E
_
n

i=1

ni
[
+
(iT)[
2
_
(6.22)
Operando come nel caso precedente, viene calcolata la derivata della funzione
da minimizzare in funzione dei coecienti (complessi) del ltro e imposta
uguale a zero. Per comodit`a di notazione viene eliminata lindicazione del-
listante di calcolo [n] dalla funzione costo e dai coecienti in quanto per ora
non `e rilevante.
6.3 Algoritmo RLS 63

h
m
= 2E
_
n

i=1

ni

+
(iT)r

+
(iT mT/n
1
)
_
= 0 (6.23)
Sostituendo ad
+
la sua denizione:
E
_
n

i=1

ni
_
c
in
d
e
j
i

N1

l=0
h
l
r
+
(iT lT/n
1
)
_
r

+
(iT mT/n
1
)
_
= 0
(6.24)
Scambiando le due sommatorie e risistemando i termini:
N1

l=0
h
l
E
__
n

i=1

ni
r
+
(iT lT/n
1
)r

+
(iT mT/n
1
)
__
=
= E
_
n

i=1

ni
c
in
d
e
j
i
r

+
(iT mT/n
1
)
_
(6.25)
La relazione pu`o essere riscritta in forma matriciale come:
R

[n]h[n] = p

[n] (6.26)
dove `e stata reintrodotta la dipendenza dei coecienti del ltro e di R

e p

dallistante [n] in cui sono calcolati.


Il risultato `e formalmente identico al caso dellalgoritmo LMS, la matrice
R

e il vettore p

hanno per`o ora un signicato diverso espresso da:


R

[n]
lm
= E
_
n

i=1

ni
r
+
(iT lT/n
1
)r

+
(iT mT/n
1
)
_
(6.27)
p

[n]
m
= E
_
n

i=1

ni
c
in
d
e
j
i
r

+
(iT mT/n
1
)
_
(6.28)
A dierenza dellLMS, lalgoritmo RLS ipotizza che la matrice di autocor-
relazione dei campioni di ingresso R e il vettore di correlazione p possano
essere ecacemente stimati in e z:
64 Filtraggio adattativo
[n]
lm
=
n

i=1

ni
r
+
(iT lT/n
1
)r

+
(iT mT/n
1
) (6.29)
z[n]
m
=
n

i=1

ni
c
in
d
e
j
i
r

+
(iT mT/n
1
) (6.30)
Questo poiche vengono presi in considerazione tutti i campioni passati. Dunque
non viene utilizzato un metodo di gradient descent ma direttamente viene
imposto il gradiente della funzione costo nullo sostituendo e z a R

e p

:
[n]h[n] = z[n] (6.31)
h[n] =
1
[n]z[n]
Entrambi i termini a destra possono essere calcolati ricorsivamente:
[n] = [n 1] +r

+
[n]r
T
+
[n] (6.32)
z[n] = z[n 1] +c
nn
d
r

+
[n] (6.33)
Per trovare i coecienti del ltro risulta necessario calcolare ad ogni pas-
so linverso P[n] della matrice [n]. Questo comporterebbe un costo com-
putazionale elevatissimo; per semplicare lelaborazione la matrice inversa
pu`o essere espressa attraverso la formula di Sherman-Morrison
1
come:
P[n] =
1
P[n 1] g[n]r
T
+
[n]
1
P[n 1] (6.34)
dove:
g[n] = P[n 1]r

+
[n]
_
+r
T
+
[n]P[n 1]r

+
[n]
_
1
(6.35)
1
(A+uv)
1
= A
1

A
1
uvA
1
1+vA
1
u
Identicando:
A = [n 1]
u = r

+
[n]
v = r
T
+
[n]
6.3 Algoritmo RLS 65
Per proseguire `e necessario esprimere g[n] in unaltra forma:
g[n]
_
+r
T
+
[n]P[n 1]r

+
[n]
_
= P[n 1]r

+
[n] (6.36)
g[n] +g[n]r
T
+
[n]
1
P[n 1]r

+
[n] =
1
P[n 1]r

+
[n] (6.37)
Da cui si ricava:
g[n] =
1
P[n 1]r

+
[n] g[n]r
T
+
[n]
1
P[n 1]r

+
[n]
=
1
_
P[n 1] g[n]r
T
+
[n]P[n 1]
_
r

+
[n] (6.38)
Dalla denizione ricorsiva di P[n]:
g[n] = P[n]r

+
[n] (6.39)
Andando a sostituire nellequazione per il calcolo dei coecienti e sostituen-
do in seguito lespressione ricorsiva per z[n]:
h[n] = P[n]z[n] (6.40)
= P[n]z[n 1] +c
nn
d
e
j
n
P[n]r

+
[n]
Sostituendo ora la relazione ricorsiva per P[n] e la forma alternativa per g[n]:
h[n] =
_

1
P[n 1] g[n]r
T
+
[n]
1
P[n 1]
_
z[n 1] +c
nn
d
e
j
n
g[n]
= P[n 1]z[n 1]
. .
h[n1]
+g[n]
_
c
nn
d
e
j
n
r
T
+
[n] P[n 1]z[n 1]
. .
h[n1]
_
(6.41)
Lequazione ricorsiva per il calcolo dei coecienti `e allora inne:
h[n] = h[n 1] +g[n]
_
c
nn
d
e
j
n
r
T
+
[n]h[n 1]
_
= h[n 1] +g[n]
+
[n] (6.42)
dove:

+
[n] = c
nn
d
e
j
n
r
T
+
[n]h[n 1] (6.43)
66 Filtraggio adattativo
e g[n] `e ottenuto dalla 6.35.
Valori ragionevoli per possono localizzarsi tra 0.9 e 1.
6.4 Phase-Splitting Fractionally Spaced Equal-
izer.
Questo tipo di equalizzatore integra al suo interno la cascata del ltro FIR
di Hilbert e il complex cross-coupled equalizer analizzato nel paragrafo 6.1. Il
motivo `e che si pu`o dimostrare che le uscite reale e immaginaria della cascata
dei due blocchi possono essere viste come combinazioni lineari dei campioni di
ingresso. In pratica il sistema viene scomposto in due parti di cui una calcola
la parte reale del risultato e uno la parte complessa. Ognuna di queste sezioni
opera su dati reali, dunque non richiede prodotti complessi; ad ogni blocco
di ritardo del ltro corrispondono dunque 2 prodotti reali invece di 4 come
avveniva nel caso precedente. Luscita della parte soprastante del ltro sar`a:
R

I, 2
R, 2
I, 1 I, 0
R, N1
h
h
I, N1
R, 1
h h h
h h
R, 0
h
1
r(nT/n )
1
Sampler
Down
1
n 1/
Z
1
n 1/
Z
1
n 1/
Z
(nT/n )
I

1
(nT/n )
+

1
(nT/n )
Figura 6.3: Phase-Splitting Fractionally Spaced Equalizer.

R
(nT/n
1
) = '
+
(nT/n
1
) =
N1

k=0
h
R,k
r((n k)T/n
1
) (6.44)
6.4 Phase-Splitting Fractionally Spaced Equalizer. 67
quella della parte sottostante:

I
(nT/n
1
) =
+
(nT/n
1
) =
N1

k=0
h
I,k
r((n k)T/n
1
) (6.45)
Dopo loperazione di sottocampionamento:

+
(nT) =
R
(nT) +j
I
(nT) =
N1

k=0
h
k
r(nT kT/n
1
) (6.46)
avendo denito dei coecienti complessi h
k
come:
h
k
= h
R,k
+jh
I,k
(6.47)
Come nel caso del complex cross-coupled equalizer, i valori dei coecienti
possono essere scelti in modo tale da minimizzare la funzione costo denita
dalla 6.4; utilizzando il medesimo approccio e tenendo presente che in questo
caso lingresso del ltro `e reale, si ottiene:

h
R,m
= 2E '[
+
(nT)] r(nT mT/n
1
) (6.48)

h
I,m
= 2E [
+
(nT)] r(nT mT/n
1
)
Combinando le due equazioni:

h
m
=

h
R,m
+j

h
I,m
= 2E
+
(nT)r(nT mT/n
1
) (6.49)
Questo suggerisce di applicare lalgoritmo LMS per adattare i coecienti
(eventualmente con tap-leakage):
h
m
[n + 1] = (1 )h
m
[n] +
+
(nT)r(nT mT/n
1
) (6.50)
Ovviamente i singoli coecienti saranno:
h
R,m
[n + 1] = (1 )h
R,m
[n] +'
+
(nT) r(nT mT/n
1
) (6.51)
h
I,m
[n + 1] = (1 )h
I,m
[n] +
+
(nT) r(nT mT/n
1
)
68 Filtraggio adattativo
6.5 Inverse modeling e System identication.
Il principio di funzionamento del sistema di equalizzazione adattiva visto
sino ad ora pu`o essere generalizzato come in gura 6.4. Lingresso noto
c[nn ]
d
c[n]
Delay
x[n] Unknown
System
y[n]
e[n]
Adaptive
Filter
Figura 6.4: Schema di equalizzazione con ltraggio adattativo.
del sistema passa attraverso un sistema sconosciuto di cui si vuole annullare
leetto sul segnale attraverso un ltraggio adattativo posto in cascata. Lus-
cita del ltro viene confrontata con una versione ritardata dellingresso, lin-
formazione sullerrore viene utilizzata per aggiornare i coecienti del ltro
secondo gli algoritmi visti.
Una seconda possibile applicazione `e lidenticazione di un sistema scono-
sciuto attraverso lo schema di gura 6.5. In questo caso il ltro adattativo `e
posto in parallelo al sistema e i suoi coecienti vengono aggiornati in modo
tale da ottenere una buona approssimazione del sistema sconosciuto.
6.6 Simulazioni MATLAB degli algoritmi. 69
c[n]
y[n]
e[n] x[n]
System
Unknown
Filter
Adaptive
Figura 6.5: System identication.
6.6 Simulazioni MATLAB degli algoritmi.
6.6.1 Algoritmo LMS.
%---------------------------
% LMS system identification
%---------------------------
clear all;
rand(state,sum(100*clock)); % Inizializzazione generatori
randn(state,sum(100*clock)); % di numeri casuali
Nsample = 4000; % Numero di campioni
N = 10; % Ordine del filtro
u = [0.01,0.04,0.085]; % Costante Mu
x=complex(randn(Nsample,1),randn(Nsample,1)); % Ingresso gaussiano bianco
% complesso
h_p=complex(rand(N,1),rand(N,1)); % Coefficienti complessi
% del sistema da identificare
% calcolati casualmente
c = filter(h_p,1,x) ; % Segnale di uscita al sistema
70 Filtraggio adattativo
% da indentificare
e = zeros(Nsample-N,3);
p = zeros(Nsample-N,1);
for i = 1:3
h_f=complex(zeros(N+1,1),zeros(N+1,1));
for n = N+1 : Nsample
e(n-N,i) = c(n)-h_f*x(n:-1:n-N);
h_f = h_f+u(i)*conj(e(n-N,i))*x(n:-1:n-N);
p(n-N) = n;
end;
end;
plot(p,20*log10(abs(e(:,1))), -, p, 20*log10(abs(e(:,2))), :,
p, 20*log10(abs(e(:,i))), --);
legend([\mu = num2str(u(1))],[\mu = num2str(u(2))],
[\mu = num2str(u(3))]);
grid on;
xlabel(Numero di campioni in ingresso);
ylabel(Errore in uscita in dB);
6.6.2 Algoritmo RLS.
%---------------------------
% RLS system identification
%---------------------------
clear all;
rand(state,sum(100*clock)); % Inizializzazione generatori
randn(state,sum(100*clock)); % di numeri casuali
6.6 Simulazioni MATLAB degli algoritmi. 71
0 500 1000 1500 2000 2500 3000 3500 4000
350
300
250
200
150
100
50
0
50
100
Numero di campioni in ingresso
E
r
r
o
r
e

i
n

u
s
c
i
t
a

i
n

d
B
= 0.01
= 0.04
= 0.085
0.085
0.01
0.04
Figura 6.6: Convergenza dellalgoritmo LMS per una System identication al
variare di .
Nsample = 1000; % Numero di campioni
N = 10; % Ordine del filtro
lambda = 0.95; % Costante Lambda
xv =complex(randn(Nsample,1),randn(Nsample,1)); % Ingresso gaussiano bianco
% complesso
h_p=complex(rand(N,1),rand(N,1)); % Coefficienti complessi del
% sistema da identificare calcolati
% casualmente
c = filter(h_p,1,xv) ; % Segnale di uscita al sistema
% da indentificare
e = zeros(Nsample,3);
p = zeros(Nsample,1);
P = 100*eye(N+1); % Matrice P iniziale
h_f = complex(zeros(N+1,1),zeros(N+1,1));
for n=N+1:Nsample
72 Filtraggio adattativo
x=xv(n:-1:n-N);
e(n)=c(n)-h_f.*x;
g=(P*conj(x))/(lambda+x.*P*conj(x));
P=(P-g*x.*P)/lambda;
h_f=h_f+g*e(n);
p(n) = n;
end;
plot(p,20*log10(abs(e(:,1))));
legend([\mu = num2str(lambda)]);
grid on;
xlabel(Numero di campioni in ingresso);
ylabel(Errore in uscita in dB);
0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000
350
300
250
200
150
100
50
0
50
Numero di campioni in ingresso
E
r
r
o
r
e

i
n

u
s
c
i
t
a

i
n

d
B
= 0.95
Figura 6.7: Convergenza dellalgoritmo RLS per una System identication.
6.7 Decision Directed Carrier Tracking. 73
6.7 Decision Directed Carrier Tracking.
Fino ad ora si `e assunto che la portante rigenerata localmente nei sistemi
di demodulazione QAM sia nota esattamente; in realt`a lapparato ricevente
non ha a disposizione linformazione sulla fase della portante che deve es-
sere ricostruita localmente. Questa operazione pu`o essere eettuata, come
il ltraggio adattativo, minimizzando lerrore quadratico medio , in questo
caso rispetto ai parametri della sequenza di fasi genrata dal blocco di recu-
pero della portante:

n
=
c
nT + (6.52)
con
c
pulsazione della portante e oset di fase sconosciuto.
Ricordando:
= E
_
[ (nT)[
2
_
= E
_
[c
nn
d

+
(nT)e
j(
c
nT+)
[
2
_
(6.53)
e calcolando la derivata rispetto a invece che rispetto ai coecienti del ltro
adattativo:

= 2E
_
'
_

(nT)

(nT)

__
(6.54)
= 2E
_
'
_

(nT)(j)
+
(nT)e
j(
c
nT+)
_
= 2E
_

(nT)

(nT)
__
= 2E
_

_
c

nn
d

(nT)
__
Esprimiamo c
nn
d
e

(nT) in forma polare:
c
nn
d
= R
c
e
j
c

(nT) = R

e
j

Dunque il termine tra parentesi grae a sinistra delluguale pu`o essere riscrit-
to come:

_
c

nn
d

(nT)
_
= R
c
R

sin(

c
) (6.55)
74 Filtraggio adattativo
Supponendo che lerrore nella stima della fase della portante sia piccolo, os-
serviamo che lequazione d`a luogo a una dipendenza lineare con lerrore di
fase tra il simbolo ideale c
nn
d
e quello ricevuto

(nT). Questo suggerisce
di modicare iterativamente mediante un anello ad aggancio di fase che
allinei langolo delluscita con quello dei punti della costellazione ideale.
Si osserva inoltre che, quando c
nn
d
e

(nT) sono vicini, R

pu`o essere sos-


tituito con R
c
; allora pu`o essere aggiornato secondo la formula:
[n + 1] = [n] +k
1
[

(nT) (nT)]
[c
nn
d
[
2
(6.56)
Con k
1
costante positiva.
Una realizzazione pratica di un loop del secondordine per laggiornamento
dei coecienti `e rappresentato in gura 6.8.
Per prima cosa viene calcolata unapprossimazione dellerrore di fase commes-
( )
d
n n
c

k
1
Z
Reference
Ideal
Slicer
Im
1
Z
2
1
k
^ ^
n n+1

~
(nT)
2
1
(nT)
c
T
(n)
(n)
(n1)
()
Figura 6.8: Sistema di Decision Directed Carrier Tracking.
so come:
[n] =
[

(nT) (nT)]
[c
nn
d
[
2
(6.57)
6.7 Decision Directed Carrier Tracking. 75
Come nel caso delladattamento dei coecienti del ltro di equalizzazione,
allinizio della comunicazione viene trasmessa una sequenza di training nota
che il ricevitore pu`o replicare internamente per conoscere lerrore commesso.
La seconda parte dello schema utilizza lerrore per stimare la correzione di
fase da apportare secondo la relazione:
[n + 1] = [n] +
c
T +k
1
[n] +[n] (6.58)
dove:
[n] = [n 1] +
c
T +k
2
[n] (6.59)
Quando lerrore `e nullo si osserva che viene incrementato ad ogni passo del
valore nominale
c
T.
Lidea di fondo `e quella di incrementare la fase di una frazione k
1
dellerrore
stimato al passo attuale [n]; inoltre una frazione k
2
di tale errore viene
accumulata e sommata alla correzione per tener conto di oset di frequenza.
Il sistema `e un anello ad aggancio di fase del secondordine simile a quello
discusso per le modulazioni analogiche in grado di seguire un errore in fase e
frequenza con errore nale nullo. Come ordine di grandezza, il rapporto k
1
/k
2
dovrebbe essere intorno a 100 per avere una buona risposta in transitorio.