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Dossier tecnico n 2

Evoluzione degli interruttori BT con la NormaIEC 947-2

Evoluzione degli interruttori BT con la Norma IEC 947-2


Dossier Tecnico n 2 Redatto a cura del Servizio Tecnico Commerciale Dipartimento di Bassa Tensione

Indice
1. Introduzione La pubblicazione IEC 947-2 Le tappe della sua entrata in vigore Le sue principali novit 2 2 3 4

2. L'interruttore, un apparecchio di sicurezza multifunzionale 4 Prestazioni e nuove prove per meglio assicurare la protezione contro le sovracorrenti 4 Tenuta alle sovratensioni: "il coordinamento dell'isolamento" 7 Sezionamento e protezione differenziale: due funzioni supplementari ora riconosciute 8 3. Uno standard di prove che aderiscono alla realt 9 Prove raggruppate in sequenze 11 Un'ampia campionatura di interruttori provati 4. Conseguenze pratiche per il progettista di impianti I criteri fondamentali di scelta di un interruttore rimangono invariati Utilit del "potere di interruzione di servizio" Ics Due apparecchi in uno: l'interruttore-sezionatore Un'assicurazione globale: la conformit alla Norma IEC 947-2 Allegato 1 Definizioni e simboli introdotti dalla Norma IEC 947-2 Allegato 2 Calcolo di una Icc probabile a valle di un interruttore installato su una partenza Allegato 3 Principali differenze tra le norme IEC 157-1 e IEC 947-2 Allegato 4 La Norma IEC 898 per gli interruttori domestici 11 11

11 11 12

13 14

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Evoluzione degli interruttori BT con la Norma IEC 947-2

1. Introduzione
Come tutti i materiali elettrici, gli interruttori di bassa tensione industriali sono progettati, costruiti e verificati secondo regole raggruppate nelle norme dette "norme di prodotto" (rif. fig. 1). Ogni paese ha le proprie norme, CEI per l'Italia, UTE per la Francia, BS per l'Inghilterra, VDE per la Germania, ecc. Quali che siano i paesi, al di l del loro sviluppo normativo, le pubblicazioni IEC (IEC: International Electrotechnical Commission) servono da riferimento e la conformit dei prodotti a questi testi spesso richiesta nei capitolati (rif. fig. 2). Fino a poco tempo fa, le norme relative agli interruttori industriali BT, in Europa come in un gran numero di altri paesi, erano basate sulla Norma IEC 157-1 pubblicata nel 1973.

Nel campo dell'elettrotecnica esistono due tipi di norme che i diversi operatori devono rispettare: 1. Le norme "di prodotto" Queste norme esistono per ciascuno dei componenti di un impianto elettrico. La conformit di un prodotto a queste norme , per l'utilizzatore, una garanzia di qualit e di affidabilit: s i quadri, s le sorgenti di alimentazione (trasformatori, alternatori...), s gli apparecchi (interruttori, sezionatori, contattori...), s i cavi, s gli utilizzatori (motori, illuminazione...). 2. Le norme "di installazione" o norme impianti Esse raggruppano l'insieme delle regole da rispettare per la progettazione, la realizzazione e la conduzione (esercizio) di un impianto elettrico in modo da assicurare: s l'alimentazione degli utilizzatori con buone prestazioni (tensione, frequenza, continuit di servizio...); s la sicurezza delle persone e dei beni; s ...ed il mantenimento nel tempo di queste caratteristiche.
In Italia la Norma CEI 64-8 rientra in questa categoria. Norme di prodotto Si tratta di norme riguardanti la fabbricazione ed il controllo dei materiali, per esempio:
s s s

utilizzatori.

sorgenti di alimentazione,

Norme di installazione Si tratta di norme di messa in opera dei prodotti che tengono conto dei seguenti parametri principali:
s s s s

regime di neutro, corrente da veicolare, corrente di corto-circuito,

quadro principale di distribuzione (contenitore ed apparecchi), cavi,

corrente dovuta a perdita di isolamento, temperatura, tipo e modalit di posa dei cavi, caduta di tensione massima ammissibile, rischi particolari (incendio, urti, esplosione), selettivit, condizioni di esercizio, ecc.

La pubblicazione IEC 947-2


Un passo ulteriore verso uno standard internazionale La volont di un riconoscimento in un pi vasto ambito internazionale delle raccomandazioni IEC, insieme al progresso tecnico e tecnologico raggiunto dai costruttori dopo il 1973, hanno portato il sottocomitato 17B dell'IEC a lavorare per la revisione della pubblicazione 157-1. Questo sottocomitato, costituito dai rappresentanti di oltre 40 paesi (tra cui l'Italia e la Francia con un esperto inviato da Merlin Gerin), giunto alla pubblicazione della norma IEC 947-2 nel 1989. Questa norma ha ottenuto, in occasione del voto di approvazione, un vasto accordo mondiale (Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, Sud Africa...) con l'eccezione del solo Giappone (rif. fig. 3). La Norma IEC 947-2 parte di un'opera molto pi vasta: la IEC 947 Quest'opera riguarda 7 documenti che costituiscono la Norme IEC per l'insieme degli apparecchi elettrici bassa tensione utilizzabili nel campo industriale: s IEC 947-1: Regole generali (pubblicata nel 1989), s IEC 947-2: Interruttori automatici (vecchia Norma IEC 157-1),

quadro secondario (contenitore ed apparecchi), cavi,


M

s s

fig. 1: le norme di prodotto e le norme di installazione.

s s s

CSA IEC UL IEC IEC IEC IEC UL IEC IEC IEC


JIS

fig. 2: carta delle influenze normative.

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IEC 947-3: Interruttori di manovra, sezionatori, interruttori di manovrasezionatori e unit combinate con fusibili (vecchia Norma IEC 408), s IEC 947-4: Contattori ed avviatori (vecchie Norme IEC 158-1 e 292), s IEC 947-5: Dispositivi per circuiti di comando ed elementi di manovra (vecchia Norma IEC 337), s IEC 947-5.2: Rilevatori di prossimit (pubblicata nel 1989), s IEC 947-6: Apparecchiature a funzioni multiple (pubblicata nel 1989), s IEC 947-7: Apparecchiature ausiliarie (pubblicata nel 1989).
s

s un primo intitolato "Regole generali" (IEC 947-1) che raggruppa le definizioni, le prescrizioni e le prove comuni a tutti gli apparecchi a BT, s un secondo relativo a ciascuna famiglia di prodotti (IEC 947-27) che riguarda le prescrizioni e le prove specifiche del prodotto considerato. I testi applicabili agli interruttori BT industriali sono le IEC 947-1 e le IEC 947-2.

Quando viene emessa una Norma IEC, il CENELEC dunque in grado di elaborare rapidamente:
s o una norma europea "EN ..." che viene poi adottata come norma nazionale in tutti i paesi membri ( oramai il caso generale), s

Le tappe della sua entrata in vigore


In Europa I testi emessi dall'IEC sono frutto di una stretta collaborazione con il Comitato Europeo di Normalizzazione Elettrotecnica (CENELEC) che raggruppa i principali paesi europei.

Questa architettura ha permesso di omogeneizzare il vocabolario e le regole generali per le diverse famiglie di prodotti, ma, per determinare la totalit delle regole relative a una categoria di apparecchi, essa obbliga a consultare due documenti:

o, in caso di divergenze, un documento di armonizzazione "HD ..." che viene poi trasformato in norma nazionale con integrazione di punti specifici per ciascun paese. Per quanto riguarda le pubblicazioni IEC 947-1 e 2, esse sono state adottate pressoch integralmente come Norme EN 60947.1 e 2. A queste ultime si sono gi adeguate la maggior parte delle norme nazionali, tra cui le italiane con l'emissione nel settembre 1992 delle CEI EN 60947.1 (prima edizione) e CEI EN 60947.2 (quinta edizione).

IEC rappresentazione mondiale

Norma 947-2

testi approvati ed applicati

testi approvati e non applicati

testi rifiutati e non applicati

CENELEC Europa occidentale

CEI (Italia) UTE (Francia) VDE (Germania) BS (Regno Unito) AS (Australia) SABS (Sud Africa) fig. 3: rappresentazione mondiale della IEC 947-2. UNE (Spagna)

UL (USA) CSA (Canada)

JIS (Giappone)

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In USA e in Canada Nonostante abbiano espresso un parere favorevole, le norme in vigore (norme UL negli USA, CSA in Canada) sono molto diverse dalla IEC 947-2 ed un riflesso di conservazione, vedi un certo protezionismo, faranno in modo che questi due paesi conservino probabilmente le loro norme specifiche ancora per lungo tempo.

In Giappone Solo paese ad aver votato negativamente, il Giappone non adotter il testo IEC. Negli altri paesi del mondo Ciascun paese pu adottare il testo IEC come norma nazionale eventualmente con qualche modifica. Considerato il largo accordo ottenuto sulla Norma IEC 947-2, possibile prevedere che la maggior parte dei paesi la adotteranno con pochissime modifiche.

Le sue principali novit


importante innanzitutto rimarcare che i nuovi testi non modificano i criteri di scelta fondamentali di un interruttore, che rimangono il suo potere di interruzione e la sua corrente nominale. Per contro, essi procurano all'utilizzatore migliori garanzie sulla qualit e sulle prestazioni, introducendo ulteriori esigenze che tengono meglio conto delle condizioni reali di funzionamento in esercizio. Inoltre, questa norma riconosce la capacit degli interruttori di assicurare altre funzioni, oltre a quelle abituali di protezione contro le sovracorrenti, quali sezionamento o protezione delle persone mediante dispositivi differenziali.

2. L'interruttore, un apparecchio di sicurezza multifunzionale


Prestazioni e nuove prove per meglio assicurare la protezione contro le sovracorrenti
Ci che innanzitutto si attende un utilizzatore di interruttori che essi svolgano senza alcun inconveniente il loro ruolo principale: proteggere in tutte le circostanze ed in tutta sicurezza gli impianti elettrici contro le sovracorrenti, per tutti i valori tra In ed il potere di interruzione dell'apparecchio. A fronte di questa necessit, la IEC 947-2 riprende le principali caratteristiche di un interruttore ben conosciute e gi definite nella vecchia 157-1 (potere di interruzione, corrente nominale, tensione di impiego, ecc...); ma essa le chiarisce e le completa con nuove nozioni e nuove prestazioni (rif. allegato 1) che costituiscono una migliore garanzia della sua attitudine ad interrompere tutti i valori di corrente. Chiarimento sul potere di interruzione Con la Norma IEC 157-1 coesistono, per lo stesso interruttore, due poteri di interruzione detti "P1" e "P2" che si distinguevano per il ciclo di prova e le esigenze post-interruzione. La IEC 947-2 fa scomparire questa ambiguit. Ormai, tutti gli interruttori non hanno che un potere di interruzione chiamato Icu (potere di interruzione estremo) ed espresso in kA. Icu corrisponde, in pratica, al potere di interruzione P1 della vecchia norma ed definito allo stesso modo: Icu (947-2) = Pdi P1 (157-1). questa caratteristica che, al momento della progettazione di una rete, si deve confrontare con il valore della corrente di corto-circuito trifase nel punto di installazione dell'interruttore: Icu (dell'interruttore) Icc trifase (della rete). Il potere di interruzione nominale di servizio: Ics Icu rappresenta la corrente di cortocircuito massima che l'interruttore potrebbe essere chiamato ad interrompere. In effetti, il calcolo della Icc presunta si fa normalmente con delle ipotesi massimaliste che vanno tutte in favore della sicurezza, in particolare: s il corto-circuito trifase, s si considera "imbullonato" cio senza arco (e quindi senza la corrispondente impedenza), s le resistenze di collegamento non vengono considerate, s il corto-circuito viene ipotizzato sui morsetti lato valle dell'interruttore senza interposizione di cavi, s le resistenze di collegamento sono calcolate alla temperatura ambiente o alla temperatura normale di funzionamento dei cavi (in occasione del corto-circuito, queste resistenze diventano maggiori perch aumentano con il riscaldamento dei cavi). Ne risulta che, al verificarsi di un cortocircuito (fatto di per se stesso eccezionale), il suo valore molto pi basso della Icc presunta. Per contro, importante che queste correnti, di probabilit pi elevata, siano interrotte in modo ottimale in modo da consentire, dopo l'eliminazione della causa del guasto, la rimessa in servizio rapida ed in tutta sicurezza dell'impianto. per questa ragione che la IEC 947-2 introduce la nuova caratteristica Ics chiamata "Potere di interruzione di servizio", generalmente espresso in % di Icu (valore indicato dal costruttore e scelto tra 25, 50, 75 e 100%) e definito nel modo seguente: s l'interruttore effettua, tre interruzioni successive della corrente Ics, s l'attitudine dell'apparecchio ad assicurare tutte le sue funzioni poi verificata con una serie di misure (riscaldamento ad In, tenuta dielettrica, funzionamento degli sganciatori,...). Questo fa della Ics una prestazione che non pu essere considerata come un semplice potere di interruzione (come lo era il P2 della IEC 157-1), ma come l'attitudine di un interruttore a rimanere in servizio normalmente anche dopo aver interrotto diverse correnti di corto-circuito (rif. fig. 4).

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IEC 157.1 potere di interruzione 2 poteri di interruzione: Pdi ciclo P1 (O - CO) Pdi ciclo P2 (O - CO - CO) nessuna prescrizione

nuova Norma IEC 947.2 potere di interruzione estremo: Icu ciclo O - CO prestazione di interruzione di servizio: Ics ciclo O - CO - CO + verifica dell'attitudine all'impiego

prestazione di attitudine al servizio

Icu Icc trif

corto-circuito sui morsetti a valle dell'apparecchio

evento di probabilit molto scarsa

corto-circuito a fine linea con arco

evento di probabilit bassa, ma pi elevata che per

fig. 4: la IEC 947-2 pi vicina alle necessit dell'impianto.

La corrente di breve durata ammissibile Icw (per gli interruttori di categoria B) La Norma IEC 947-2 definisce due categorie di interruttori: s quelli di categoria A per i quali non previsto nessun ritardo allo sgancio. generalmente il caso degli interruttori scatolati come il Compact C250N, s quelli di categoria B per i quali, in vista di realizzare una selettivit cronometrica, possibile ritardare lo sgancio in condizioni di corto-circuito di valore inferiore a Icw. generalmente il caso degli interruttori aperti (tipo Masterpact) e di certi scatolati di grosso calibro come il Compact C1250N. Per quest'ultimi, la nuova IEC impone una prova supplementare al fine di verificare la loro capacit di sopportare termicamente ed elettrodinamicamente (senza repulsione dei contatti che provocherebbe la loro usura prematura) la corrente Icw per il tempo di ritardo associato (rif. fig. 5). Il coordinamento tra interruttori Il termine coordinamento riguarda il comportamento di due apparecchi C1 e C2 posti in serie in una rete di distribuzione, in presenza di un cortocircuito a valle di C2 (rif. fig. 6). Esso riguarda due concetti: s l'uno molto noto, la selettivit, sempre pi desiderata nelle moderne reti di distribuzione bassa tensione, s l'altra, meno nota (ma riconosciuta dalle norme d'installazione), detta "filiazione". La filiazione consiste nell'installazione di un interruttore C2, il cui potere di interruzione Icu2 inferiore alla corrente di corto-circuito trifase ai suoi morsetti Icc2 e che protetto o "aiutato" dall'interruttore C1 per tutti i valori di corrente compresi tra Icu2 e Icc2 (rif. fig. 7).

corrente di breve durata ammissibile Icw


In 2500 A valori secondo IEC 947.2 Icw 12 In (con 5 kA minimo) In >2500 A Icw 30 kA

ritardo associato t
0,05 s valore minimo 0,1 s 0,25 s valori 0,5 s preferenziali 1s 1s

esempio Masterpact M20H2

Icw = 75 kA

C1

ritardo max t

C2

Ir fig. 5: prove supplementari per gli interruttori di categoria B.

I cw

I cs

I cu I

fig. 6: due interruttori C1 e C2 posti in serie su un circuito.

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Il vantaggio principale di questa tecnica deriva dalla possibilit di installare in C2 un interruttore con prestazioni minori, dunque pi economico, senza mettere a repentaglio la sicurezza dell'impianto. Per determinare e garantire il coordinamento tra due interruttori, necessario effettuare un primo approccio teorico e confermare poi i risultati con qualche prova giudiziosamente scelta. cos che Merlin Gerin ha sempre operato per determinare le tabelle di selettivit e filiazione che sono state recepite dall'allegato A della Norma IEC 947-2. Approcci o metodi teorici consistono in: s per la selettivit, nel comparare le caratteristiche di limitazione dell'interruttore a valle con le caratteristiche di non intervento dell'interruttore a monte (rif. fig. 8). Questo metodo molto preciso e richiede pochissime prove di conferma; s per la filiazione, nel comparare le caratteristiche di limitazione dell'interruttore a monte con le sollecitazioni massime sopportabili dall'apparecchio a valle (rif. fig. 9). Questo metodo molto meno preciso, cos in questo caso, la IEC 947-2 richiede che i risultati siano verificati mediante prove pi numerose. Si deve notare infine che la tecnica SELLIM (rif. fig. 10), sviluppata da Merlin Gerin e che associa selettivit e filiazione, ufficialmente riconosciuta dalla Norma IEC 947-2. in effetti previsto che nel corso delle prove, i contatti di C1 si possano separare momentaneamente in coincidenza con l'eliminazione del guasto, per poi richiudersi rapidissimamente dopo l'interruzione della corrente.

C2 apre da solo

C1 e C2 aprono I
Is

Icu2

Icc2

Icu1

zona di selettivit

zona di filiazione

fig. 7: principio della filiazione tra due interruttori; l'interruttore C2, il cui potere di i interruzione Icu inferiore alla corrente di corto-circuito trifase ai suoi morsetti (Icc2), protetto o "aiutato" dall'interruttore C1.

Y
curva di limitazione dell'interruttore C2 curva di sgancio dell'interruttore C1

curva di limitazione dell'interruttore C1

sollecitazione massima ammissibile dell'interruttore C2


zona di filiazione Icu1

Is
limite di selettivit

Icc presunta

Icu2

IF

Icc presunta

limite di filiazione
A seconda del tipo di sganciatore dell'interruttore C1, Y viene espresso in: s A 2 (sollecitazione termica) .s per uno sganciatore magnetotermico, s kA di cresta per uno sganciatore elettronico

In tutti i casi questa verifica deve essere fatta con delle curve (Y) espresse in A 2 .s (sollecitazione termica) e in kA di cresta

fig. 8: determinazione teorica del limite di selettivit tra due interruttori.

fig. 9: determinazione teorica del limite di filiazione tra due interruttori.

C2 apre da solo

C1 (SELLIM) apre momentaneamente C2 apre I


Icu2

Icc2

Icu1

filiazione
zona di selettivit

fig. 10: applicazione della tecnica SELLIM.

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Tenuta alle sovratensioni: "il coordinamento dell'isolamento"


Che cos' il coordinamento dell'isolamento? Tutti gli impianti elettrici possono essere interessati da sovratensioni occasionali di origine diversa quali: s sovratensioni atmosferiche, s sovratensioni di manovra, s sovratensioni dovute a un guasto, s sovratensioni derivanti da un contatto MT/BT, s ecc. Lo studio di queste sovratensioni (origine, valore, localizzazione...) e delle regole da applicare per proteggersene conosciuto con il nome di "coordinamento dell'isolamento". Nelle reti BT di tipo industriale, la protezione contro le sovratensioni viene considerata come realizzata quando i materiali sopportano senza danneggiamento i due tipi di prove: s prove dielettriche a 50 Hz, per esempio la tenuta a (2 U i + 1000 V)/1 min, che simula il rischio di guasto con impianti a tensione pi elevata, s prove di tenuta a impulsi di tensione (onde 1,2/50 s) di valore Uimp variabili secondo il punto di installazione, che sono rappresentative delle sovratensioni atmosferiche e di manovra. La prestazione U imp che deve sostenere l'apparecchiatura definita dalle norme IEC d'installazione secondo la tabella di figura 11.

Le prove di tenuta alle onde di tensione ad impulso Le pubblicazioni IEC 947 prendono in considerazione le regole di "coordinamento dell'isolamento" e richiedono che vengano eseguite prove di tenuta alle onde di tensione sulle apparecchiature (rif. fig. 12).

Cos vengono eseguite per gli interruttori industriali di caratteristiche Uimp = 8 kV le prove indicate nella tabella di fig. 13. Si noti in questa tabella: s che il valore Uimp deve essere valevole fino a 2000 m di altitudine, quindi le prove, generalmente effettuate al livello del mare, sono maggiorate del 23%;

tensione nominale dell'impianto

utilizzazioni

all'origine dell'impianto/QGBT
230 /400 V 6

sui circuiti di distribuzione e terminali


4

al livello degli utilizzatori


2.5

400 / 690 V

livello presunto delle sovratensioni scelte per gli interruttori Merlin Gerin 6 kV = Multi 9 8 kV = Compact e Masterpact

fig. 11: livello presunto delle sovratensioni transitorie (secondo la pubblicazione IEC 38, per un'altitudine fino a 2000 m).

kV

Il valore di Uimp deve essere valevole fino a 2000 metri di altitudine, le prove generalmente effettuate al livello del mare, devono essere previste con un valore superiore del 23% (es.: 9,8 kV per Uimp = 8 kV).

9,8 kV 50%

applicazione dell'onda di tensione tra le fasi tra monte e valle dell'interruttore aperto

valori della tensione ad impulso interruttori 9,8 kV 9,8 kV 9,8 kV int. - sezionatori (rif. seguente) 9,8 kV 12,3 kV 9,8 kV int. - sezionatori + fronte classe II 9,8 kV 12,3 kV 14,7 kV

1,2

50

tra fasi e massa

fig. 12: onde di tensione ad impulso per interruttori industriali 1,2 / 50 s.

prove effettuate per Masterpact e Compact

fig. 13: prove di tenuta alle onde di tensone ad impulso per gli interruttori industriali; all'atto delle diverse prove nessuna scarica si deve produrre tra le fasi, tra contatti aperti o tra fase e massa.

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che una prova specifica richiesta per gli apparecchi il cui fronte di classe II; questa caratteristica, oltre all'aumento di sicurezza per gli operatori, permette di realizzare apparecchi di classe II lasciando completamente accessibile la leva di comando manuale (rif. fig. 14). Tutti gli interruttori Compact e Masterpact hanno un fronte di classe II.

Sezionamento e protezione differenziale: due funzioni supplementari ora riconosciute


Gi da molti anni, alcuni costruttori, tra cui Merlin Gerin, si sono autoimposti prestazioni e caratteristiche importanti per proporre interruttori atti al sezionamento. Analogamente negli anni 60 Merlin Gerin stato il primo costruttore a proporre interruttori differenziali costituiti da un interruttore e da un blocco differenziale che assicurava la protezione delle persone per un difetto di isolamento a valle. Queste due funzioni sono recepite dalla Norma IEC 947-2.

Interruttore-sezionatore Un interruttore potr essere dichiarato "atto al sezionamento" se sar sottoposto con successo ad una serie di prove descritte nella tabella della figura 15. Porter allora, visibile sul fronte, il simbolo di interruttore - sezionatore (rif. figg. 16 e 17).

contenitore di classe II

fronte di classe II

1. Prova per la misura delle correnti di dispersione destinata ad assicurare che un interruttore in posizione di "aperto" non lasci passare correnti di dispersione che potrebbero rappresentare un pericolo per l'operatore. vengono realizzate quattro prove al 110% della tensione massima di utilizzazione: apparecchio nuovo, la corrente di dispersione non deve essere superiore a 0,5 mA per polo, s dopo la prova di interruzione ad Ics, la corrente di dispersione non deve essere superiore a 2 mA per polo, s dopo le prove di durata, la corrente di dispersione non deve essere superiore a 6 mA per polo, s dopo la prova di interruzione a Icu, la corrente di dispersione non deve essere superiore a 6 mA per polo;
s s s

nei due ultimi casi, l'apparecchio in fin di vita e si pu dire che queste prove garantiscono all'utilizzatore che un interruttore-sezionatore non avr mai delle correnti di dispersione superiori a 6 mA (corrente molto bassa e non pericolosa).

fig. 14: apparecchiatura di classe II con interruttore con fronte di classe II.

2. Tenuta alle tensioni ad impulso Questa prova consiste nell'applicare tra ingresso e uscita dell'interruttore in posizione di aperto una tensione ad impulso pari al 125% di quella corrispondente ad un interruttore non atto al sezionamento. Cos, per un apparecchio dichiarato "atto al sezionamento" e dato con Uimp = 8 kV, la prova di tensione ad impulso a livello del mare tra ingresso e uscita dell'apparecchio aperto sar realizzata a 12,3 kV invece che a 9,8 kV. 3. Prova di robustezza meccanica Questa prova spesso identificata come "prova a contatti saldati" consiste nel mantenere chiuso un contatto ed applicare una forza pari a tre volte la forza normale sull'organo di manovra per 10 secondi. Nel corso della prova, l'indicatore di posizione non deve indicare "aperto" e nessun dispositivo di lucchettaggio deve poter essere messo in posizione.

fig. 15: le tre prove di attitudine al sezionamento.

b
fig. 17: fronte di un interruttore Compact (Merlin Gerin).

fig. 16: a: simbolo dell'interruttore, a b: b simbolo dell'interruttore - sezionatore.

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Interruttori differenziali Numerosi costruttori hanno ripreso la tecnologia Merlin Gerin (rif. fig. 18). Attualmente l'interruttore differenziale un apparecchio molto diffuso ma per il quale non esisteva nessuna norma di costruzione e la qualit poteva di conseguenza variare fortemente da un costruttore all'altro.

La Norma IEC 947-2 ha dedicato un allegato (allegato B) a questo tipo di prodotto. Tra i punti importanti considerati si devono notare le seguenti verifiche: s non degradazione delle unit di protezione differenziale (blocchi Vigi) dopo l'interruzione a Icu e Ics;

s assenza di sganci intempestivi nei casi di: s sovracorrenti equilibrate, s onde di corrente ad impulso, s onde di tensione ad impulso; s funzionamento in condizioni ambientali gravose (ciclo di 28 giorni, caldo umido), (rif. fig. 19).

Umidit relativa in % 100 95 90

12

14h30

24

durata (h)

temperatura in C 55

25 periodo di elevazione della temperatura


periodo di raffreddamento

primo periodo a temperatura costante


fig. 18: Vigicompact, interruttore differenziale industriale (Merlin Gerin).

secondo periodo a temperatura costante

fig. 19: ciclo di prova in caldo umido, ripetuto per 28 giorni consecutivi.

3. Uno standard di prove che aderisce alla realt


La vita di un interruttore in un impianto elettrico legata ad un certo numero di eventi successivi tra i quali: s apertura/chiusura manuale (o a distanza con telecomando elettrico), a vuoto o sotto carico con corrente In; s sgancio effettuato da bobina di minima tensione o a lancio di corrente, s sovratensioni impulsive (atmosferiche o di manovra), sgancio in sovraccarico, s sgancio eccezionale su corto-circuito o guasto, s lucchettaggio in posizione di "aperto" per intervento sul circuito...
s

in quest'ottica che le "prove di tipo" richieste dalla norma IEC 947-2 sono state raggruppate in sequenze e che esse devono essere ripetute su un numero specificato di apparecchi.

dunque normale che uno standard di prove concernente degli apparecchi di protezione come gli interruttori, non soltanto garantisca l'insieme delle prestazioni annunciate, ma anche simuli al meglio le sollecitazioni successive alle quali essi possono essere sottoposti in servizio.

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sequenze di prova

tipo di interruttore cat. A cat. B Icw < Ics Icw = Ics Icw = Ics = Icu

prove da realizzare successivamente sullo stesso interruttore

prove supplementari per interruttori dichiarati atti al sezionamento

sequenza 1 caratteristiche generali di funzionamento

1. verifica delle soglie di sgancio 2. propriet dielettriche prova Uimp tra le fasi prova Uimp tra fasi e massa prova Uimp tra entrata e uscita

1. idem 2. propriet dielettriche idem idem Uimp + 25 % tra entrata/uscita + prova della corrente di fuga (< 0,5 mA per polo a 110 % Ue) 3. idem 4. idem 5. idem 6. idem + prova della corrente di fuga (< 6 mA per polo a 110 % Ue) 7. idem 8. idem 1. idem 2. idem + prova della corrente di fuga ( 2 mA per polo a 110 % Ue) 3. idem 4. idem 1. idem 2. idem 3. idem + prova della corrente di fuga ( 6 mA per polo a 110 % Ue) 4. idem 1. idem 2. idem 3. idem 4. idem 5. idem 6. idem 1. idem 2. idem 3. idem 4. idem + prova della corrente di fuga ( 2 mA per polo a 110 % Ue) 5. idem 6. idem

3. durata meccanica 4. durata elettrica 5. funzionamento in sovraccarico a 6 In 6. tenuta dielettrica a 2 Ui (50 Hz - 1 min)

7. riscaldamento a In 8. verifica di non deterioramento degli sganciatori di sovraccarico sequenza 2 prestazioni di interruzione di servizio Ics 1. tre interruzioni successive della corrente Ics secondo il ciclo O - 3 min - CO - 3 min - CO 2. tenuta dielettrica a 2 Ui (50 Hz - 1 min)

3. riscaldamento a In 4. verifica di non deterioramento degli sganciatori di sovraccarico sequenza 3 potere di interruzione estremo Icu 1. verifica degli sganciatori di sovraccarico a 2 Ir 2. due interruzioni successive della corrente Icu secondo il ciclo O - 3 min - CO 3. tenuta dielettrica a 2 Ui (50 Hz - 1 min)

X (1)

X (1)

X (1)

4. verifica di non deterioramento degli sganciatori di sovraccarico sequenza 4 corrente di breve durata ammissibile Icw 1. verifica degli sganciatori di sovraccarico a 2 Ir 2. prova di tenuta dell'apparecchio alla corrente di breve durata ammissibile per il tempo indicato dal costruttore 3. riscaldamento a In 4. due interruzioni successive alla massima tensione prevista per la corrente Icw secondo il ciclo O - 3 min - CO 5. tenuta dielettrica a 2 Ui (50 Hz - 1 min) 6. verifica di non deterioramento degli sganciatori di sovraccarico X X 1. verifica degli sganciatori di sovraccarico 2 Ir 2. prova di tenuta dell'apparecchio alla corrente di breve durata ammissibile per il tempo indicato dal costruttore 3. tre interruzioni successive della corrente Ics secondo il ciclo O - 3 min -CO - 3 min - CO 4. tenuta dielettrica a 2 Ui (50 Hz - 1 min)

sequenze di prove combinate

5. riscaldamento a In 6. verifica di non deterioramento degli sganciatori di sovraccarico

(1) Se Icu = Ics questa sequenza non necessaria.

fig. 20: prove raggruppate in sequenze in accordo alla Norma IEC 947-2.

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Prove raggruppate in sequenze


Con la Norma IEC 157-1 ciascuna prova veniva effettuata su un apparecchio nuovo. Ora, con la Norma IEC 947-2, lo stesso apparecchio viene sottoposto ad una serie di prove cumulative raggruppate in sequenze. Cinque sequenze sono cos definite e ciascun tipo di interruttore deve essere sottoposto secondo le sue caratteristiche a due, tre o quattro di queste sequenze (vedere tabella fig. 20). Una delle pi significative senza dubbio la sequenza 1: essa illustra bene le sollecitazioni che subiscono gli apparecchi cos provati.

Un'ampia campionatura di interruttori provati


Al fine di verificare tutte le possibilit dichiarate, le sequenze precedenti sono ripetute su pi interruttori dello stesso tipo ma aventi configurazioni diverse (rif. fig. 21): s in tripolare e quadripolare, s equipaggiati con sganciatori diversi, s con diverse tensioni, s con delle regolazioni diverse, s con alimentazione da monte e da valle se l'interruttore ne dichiarato atto, s senza e con protezione differenziale se questa prevista.. ecc.

In questo modo i rapporti di prova coprono l'insieme delle prestazioni dichiarate e garantiscono all'utilizzatore che l'apparecchio assolver correttamente la sua funzione, quali che siano: s le caratteristiche della rete, s l'accessoriamento dell'interruttore, s le regolazioni effettuate.

Sequenza del potere di interruzione estremo Icu Applicata ad un interruttore, per esempio al Compact C250, essa deve essere ripetuta su sei apparecchi:
s

campione 1: prova ad Icu con Ue massima: 690 V su un apparecchio equipaggiato con lo sganciatore del minor calibro D160 regolato al minimo, cio a 112 A. Alimentazione da monte, campione 2: prova ad Icu con Ue minima: 230 V su un apparecchio equipaggiato con lo sganciatore del massimo calibro D250 regolato al massimo, cio a 250 A. Alimentazione da valle, campione 3: prova ad Icu con Ue intermedia: 415 V su un apparecchio equipaggiato con lo sganciatore del minor calibro D160 regolato al minimo, cio a 112 A. Alimentazione da valle, campioni 4, 5, 6: come per i campioni 1,2,3 ma con un dispositivo di protezione a corrente differenziale residua (blocco Vigi).

fig. 21: esempio di sequenza definita dalla Norma IEC 947-2.

4. Conseguenze pratiche per il progettista di impianti


I criteri fondamentali di scelta di un interruttore rimangono invariati
Per definire l'interruttore da installare a protezione di una partenza in un impianto elettrico bisogna conoscere fondamentalmente due parametri: s la corrente da distribuire IB, s il valore della corrente di cortocircuito trifase (Icc presunta) all'origine della conduttura. La scelta di un interruttore viene effettuata come sempre comparando la sua corrente di regolazione In con la IB ed il suo potere di interruzione Icu con la Icc presunta (rif. fig. 22). Queste due comparazioni o regole di base si ritrovano nella Norma d'installazione CEI 64-8 e rimangono invariate. a) interruttori di elevata corrente nominale (Masterpact): Questi apparecchi sono generalmente installati sugli arrivi dei quadri principali, per congiuntori... ecc. Ne risulta che la loro zona di protezione tipica spesso limitata allo stesso quadro. In queste condizioni, le correnti di corto-circuito probabili saranno poco attenuate rispetto al valore teorico della Icc presunta; dunque importante la scelta di apparecchi la cui prestazione Ics prossima o uguale a Icu. Tutta la gamma Masterpact ha in questa logica una Ics = 100 % Icu. b) interruttori di corrente nominale inferiore (Compact): Questi apparecchi, generalmente installati sulle partenze, proteggono cavi di collegamento tra quadri o tra quadri ed apparecchi utilizzatori.

Utilit del "potere di interruzione di servizio" Ics


Un corto-circuito di valore uguale a Icc presunta estremamente raro, praticamente impossibile che avvenga. per questa ragione che la Norma IEC 947-2 ha definito la nuova prestazione Ics, potere di interruzione di servizio (rif. capitolo 2), che traduce l'attitudine di un apparecchio a rimanere in servizio normalmente dopo l'interruzione di un corto-circuito di valore "probabile". Sebbene non sia ancora presente nessuna regola corrispondente all'utilizzazione della prestazione Ics nelle norme d'installazione (IEC 364 o CEI 64-8), importante e prudente, per beneficiare di una continuit di servizio ottimale, la scelta di un apparecchio la cui prestazione Ics risulti: Ics Icc probabile.

Icc presunta

corrente da distribuire IB

In I B Icu Icc presunta

fig. 22: parametri base per la scelta di un interruttore per la protezione di una partenza.

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Evoluzione degli interruttori BT con la Norma IEC 947-2

In questo caso, i corto-circuiti probabili sono fortemente attenuati poich, quando si presentano, sono quasi sempre monofasi o bifasi e situati all'estremit delle condutture protette. Il loro valore pu essere stimato all'intorno all'80% della Icc bifase calcolata alla fine della conduttura. Diversi calcoli (rif. allegato 2) indicano che la corrente di corto-circuito probabile : s generalmente inferiore al 25% della Icc presunta all'origine della conduttura, s e nella quasi totalit dei casi inferiore al 50% della stessa Icc presunta. Pur senza avere una regola impiantistica dalle norme, utilizzare per la protezione di partenze degli interruttori aventi Ics uguale al 25% o meglio al 50% della Icc presunta una saggia precauzione per la longevit degli impianti. Tutti gli apparecchi della gamma Compact offrono questa possibilit, con un potere di interruzione di servizio almeno uguale al 50% di Icu. Nota: impiego di un apparecchio Compact su un arrivo Come spiegato nel paragrafo precedente, le correnti di corto-circuito probabili sono in questo caso poco attenuate rispetto al valore teorico della Icc presunta. Per contro il valore della Icc presunta basso, essendo legato alla potenza di corto-circuito del trasformatore di alimentazione. Ad esempio, possibile installare un interruttore Compact C630N sull'arrivo di un quadro a valle di un trasformatore da 400 kVA, secondo la tabella di figura 23. Generalizzando, gli interruttori Compact aventi potere di interruzione di servizio uguale al 50% di Icu, possono essere impiegati in tutta sicurezza come interruttori di arrivo a valle di un trasformatore.

Imperativi Icu > Icc presunta Ics > Icc probabile

caratteristiche della rete con un trasformatore da 400 kVA Icc presunta = 14,5 kA Icc probabile = 14 kA

caratteristiche del C630N Icu = 35 kA Ics = 50 % Icu = 17,5 kA

figura 23: possibile installare un interruttore Compact C630N sull'arrivo di un quadro a valle di un trasformatore da 400 kVA.

IG

LI LIG G off

push to reset

reset V

I LG L

MERLIN GERIN
masterpact
1000V
I

I1
90%

I2

I3

O
push OFF

I
push ON

M32 H1 Ui 50/60Hz 480/690V 85kA 85kA

Ue 380/440V Icu 100kA Ics 100kA Icw 75kA 1s

STR 58 UE
50%

IEC 947-2
20%
Io 90 %Ir 105
0.5 0.63

discharged
Ir
0.8 .88 .85 1 .8 .9 .92 .95 60 .98 30 1

tr

120

240

O OFF

00000

480 15 at 1,5Ir .3 .2

xIn Im
3 2 1.5 4

xIo
5 6 .3 8 10 .2

tm.4

xIo
12 17 22

.1 0 .1 2 on I t off

I t
Ir fault

8 6 4 2

Ir : Im : th :
Im fault tm I

off

xIn
tr

Ih
400

500

Ih fault th

600 800

th .4
.3

T
.4 .3

1000 .2 320 250 1200

A
.93 .95

.2 .1 .1 2 on I t off

i +S test T+ F

Ic1 .9
.86 .85 .8

Ic2 .8
.7 .6 .5 xIr .98

R
.85 .9 .95 1

1 xIr

test

connected test ted disconnec

fig. 24: dispositivo di blocco a chiave su interruttore Masterpact (Merlin Gerin).

Due apparecchi in uno: l'interruttore-sezionatore


Tra le qualit richieste ad un impianto elettrico, una riveste un'importanza notevole per l'utilizzatore. Si tratta della possibilit di poter intervenire in sicurezza pur mettendo fuori servizio la minima parte di impianto; in pratica sezionando e bloccando in questa posizione le apparecchiature mediante chiavi o lucchetti. La soluzione pi flessibile quella di poter disporre di dispositivi di sezionamento e blocco a tutti i livelli della distribuzione.

Ci attualmente possibile senza difficolt con gli interruttori-sezionatori identificati con il simbolo: Tutti gli interruttori Compact e Masterpact costruiti da Merlin Gerin sono degli interruttori-sezionatori interbloccabili mediante serrature (rif. fig. 24) e/o lucchettabili (rif. fig. 25).

fig. 25: dispositivo di lucchettaggio su un interruttore Compact (Merlin Gerin).


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Un'assicurazione globale: la conformit alla Norma IEC 947-2


La conformit di un interruttore alla Norma IEC 947-2, o alle norme nazionali che sono da essa derivate, costituisce per il progettista la migliore garanzia di qualit e di non degrado nel tempo degli impianti elettrici di bassa tensione. Questa garanzia il risultato, non soltanto del riconoscimento da parte dei normalizzatori del progresso tecnologico raggiunto dai grandi costruttori principali, ma anche di uno standard di prove molto completo e molto vicino alle condizioni reali di esercizio.

fig. 26: frontespizio tipico di rapporto di prova.

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Evoluzione degli interruttori BT con la Norma IEC 947-2

Allegato 1
Definizione e simboli introdotti dalla Norma IEC 947-2
Definizioni relative alle tensioni Ue: tensione (i) nominale (i) di servizio. Ui: tensione nominale di isolamento, ( Ue max). Uimp: tensione nominale di tenuta ad impulso. Definizioni relative alle correnti Icm: potere di chiusura nominale in corto-circuito, Ics: potere di interruzione nominale di servizio, Icu: potere di interruzione nominale estremo, Icw: corrente di breve durata ammissibile nominale, In: corrente nominale differenziale (spesso chiamata sensibilit del differenziale), In: corrente nominale = valore massimo della corrente da utilizzare per le prove di riscaldamento (per esempio, per un interruttore Compact C250: In = 250 A). Is: corrente limite di selettivit.
Definizioni e simboli diversi
simbolo di interruttore simbolo di interruttore-sezionatore

Cat A: categoria di interruttori ad apertura non ritardata in condizioni di corto-circuito, Cat B: categoria di interruttori ad apertura ritardabile in condizioni di corto-circuito Icw, t: ritardo allo sgancio dei dispositivi differenziali.

Allegato 2
Calcolo di una Icc probabile a valle di un interruttore installato su una partenza
Formule : Icc presunta = 50 kA/cos = 0,2 R m X m 4,5
Compact C400H Icu = 50 kA Ics : 50%, cio 25 kA

400 V - 50 kA

Z a monte =

400 3 50

= 4,6 m

0,92

cavo da 240 mm2, l = 50 m

RC = 22,5

50 = 4,7 m 240

4,7 5

X C = 0,1 50 = 5 m
Totali 5,62

9,5

50 m di cavo unipolare da 240 mm2

AAAAAAAAAA

400 = 14,4 kA Icc probabile < 0,8 2 11,03

ZT = 11,03

Icc probabile < 14,4 kA

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MERLIN GERIN - Dossier Tecnico n 2

Allegato 3
Principali differenze tra le norme IEC 157-1 e IEC 947-2
IEC 157-1 potere di interruzione ciclo P1 Nuova Norma IEC 947-1/2 Potere di interruzione estremo Icu (sequenza 3) Caratteristica di interruzione di servizio Ics (sequenza 2) Commenti Equivalente

potere di interruzione ciclo P2

Obbligatorio su tutti gli apparecchi e pi severo del ciclo P2 della Norma IEC 157-1, poich viene fatto seguire da una serie di prove di verifica (dopo l'interruzione); Molto pi efficace in conseguenza dell'accumulo di prove su uno stesso apparecchio quindi molto pi vicina alle reali condizioni di esercizio con:
t

Ogni prova viene effettuata su un apparecchio nuovo (funzionamento, durate, sovraccarichi, potere di interruzione) Verifica (3 poli caricati) dei due asintoti: Inf = 1,05 Ir If = 1,35 Ir ( 63 A) o If = 1,25 Ir (> 63 A) Nessun'altra verifica degli sganciatori di sovraccarico

Le prove sono raggruppate in sequenze

Verifica (3 poli caricati) dei due asintoti: Inf= 1,05 Ir If = 1,30 Ir

t = 1 h ( 63 A) o t = 2 h (> 63 A)
Ir Inf If

Verifica dello sgancio: s polo per polo (sequenze 3.4.5) ; s tutti i poli caricati (sequenza 2). Definizione delle prove di attitudine al sezionamento con il simbolo associato:

Maggiore sicurezza di funzionamento degli sganciatori

Niente

L'interruttore-sezionatore riconosciuto dalle norme d'installazione per assicurare la funzione di sezionamento Permette il coordinamento dell'isolamento degli impianti Presa in considerazione di 2 interruttori in serie la normalizzazione degli interruttori differenziali industriali

Niente Coordinamento tra interruttore e fusibile soltanto Niente

Prove con onde di tensione ad impulso Caratteristica Uimp Comporta un annesso coordinamento

Un allegato dedicato agli interruttori equipaggiati con un dispositivo di protezione differenziale

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Evoluzione degli interruttori BT con la Norma IEC 947-2

Allegato 4
La Norma IEC 898 per gli interruttori domestici
Gli interruttori industriali rispondenti alla Norma IEC 947-2 vengono scelti, installati ed utilizzati da personale esperto ("addestrato"). Questo non sempre avviene con gli interruttori della distribuzione terminale, particolarmente per quanto concerne la loro utilizzazione nel campo domestico (utenti "non addestrati") al quale dedicata la Norma IEC 898. Gli interruttori "IEC 898" che fanno parte della cosiddetta "apparecchiatura per uso domestico e similare" sono pi semplici da mettere in opera (per esempio non hanno soglie regolabili) in modo da garantire un alto livello di sicurezza. La loro utilizzazione anche in ambito industriale richiede che essi rispondano anche ai requisiti della Norma IEC 947-2. La Norma IEC 898 datata 1987. Essa stata convertita in Norma europea a met 1990 e successivamente nei paesi membri del CENELEC in Norma nazionale, armonizzata con la Norma europea EN 60.898 (in Italia costituisce la Norma CEI 23-3). Ci sono alcune differenze significative tra la Norma IEC 947-2 e la Norma EN 60.898. interessante conoscerle poich i piccoli interruttori sono frequentemente utilizzati nella distribuzione terminale industriale. IEC 947-2 < 1000 (1) da 1,05 a 1,3 In (2) Icu Ics si perimetro di sicurezza da rispettare EN 60.898 < 440 In 125 A da 1,13 a 1,45 In "curve B-C-D" Icn (3) Ics (3) allo studio prova (4) di non proiezione (1) s La Norma IEC 947-2 non prevede alcun limite superiore o inferiore. Gli interruttori "947-2" sono usati nel campo "da qualche ampre a qualche migliaio di ampre", s la Norma EN 60.898 ha sostituito il concetto di calibro con quello di corrente nominale (In) ed ha esteso il campo dei valori di corrente fino a 125 A con i seguenti valori di corrente nominale normalizzati: 6, 10,13,16, 20, 25, 32, 40, 50, 63, 100 e 125 A. (2) s La Norma IEC 947-2 non fissa un campo di funzionamento e lascia che sia il costruttore a definire la soglia di sgancio magnetico che deve poi avvenire con tolleranza del 20%. Per gli interruttori Compact Merlin Gerin con corrente superiore a 250 A le soglie magnetiche sono: s tipo G regolabile da 2 a 5 Irth, s tipo D regolabile da 5 a 10 Irth, s tipo MA regolabile da 6,3 a 12,5 Irth. s La Norma EN 60.898 modifica le vecchie curve (L, U, D) ed introduce le nuove: s curva B: da 3 a 5 In (era da 2,6 a 3,85 In per la L), s curva C: da 5 a 10 In (era da 3,85 a 8,8 per la U), s curva D: da 10 a 20 In (era da 10 a 14 per la D ed MA). (3) s La Norma IEC 947-2 prevede un "potere di interruzione estremo" corrispondente ad una prova O-CO ed un "potere di interruzione di servizio" il cui valore, percentuale di Icu, fissato dal costruttore e corrisponde ad un prova O-CO-CO (rif. tabella 1 della fig. 4). s la Norma EN 60.898 prevede un potere di interruzione estremo Icn corrispondente ad una prova O-CO ed una prestazione di servizio il cui valore, percentuale di Icn, fissato dalla norma e corrisponde ad una prova O-CO-CO per: s Icn 6 kA Ics = Icn s 6 kA < Icn 10 kA Ics = 0,75 Icn (min 6 kA) s Icn > 10 kA Ics = 0,5 Icn (min 7,5 kA) D'altra parte questa norma limita il suo campo di applicazione agli interruttori aventi Pdi 25 kA; corrente di cortocircuito che ha poche probabilit di verificarsi in un'installazione domestica o similare (terziario). (4) La Norma EN 60.898 prevede una prova destinata a verificare l'assenza di proiezioni di materiale verso il fronte (pericolo per la pelle e per gli occhi). Le eventuali proiezioni sono messe in evidenza da un film di polietilene. La Norma prevede anche una prova per verificare che non ci siano proiezioni sufficienti per provocare l'innesco di scariche nella zona di sfogo dell'arco.

tensione Un (V) corrente sganciatore termico sganciatore magnetico potere di interruzione prestazione di servizio sezionamento manifestazioni esterne

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Schneider Electric S.p.A.

20041 AGRATE (MI) Italia Tel. 039 6558111 Fax 039 6056900 www.schneiderelectric.it

In ragione dellevoluzione delle Norme e dei materiali, le caratteristiche riportate nei testi e nelle illustrazioni del presente documento si potranno ritenere impegnative solo dopo conferma da parte di Schneider Electric.