Arte Medievale Totale
Arte Medievale Totale
Per Medioevo si indica l’età intermedia tra l'età antica e quella moderna. E’ un termine che diventa di
uso corrente nell’800 e aveva accezione negativa: “negazione della civiltà”, “periodo di barbari” o
“allontamento dalla civiità”.
1831: Lo sguardo cambia con Victor Hugo e il suo libro “L’arte del Medioevo meraviglioso”
1858-1905: Alois Riegl → “Arte industriale romana” dove stende i suoi studi a sostegno della tesi
che alcuni cambiamenti formali non siano sintomo di decadenza ma di volontà artistica
(=Kunstwollen).
● 476: fine dell’impero d’Oriente 1401: concorso per la porta Nord del battistero
● 40: sacco di Roma di Firenze
● VIII secolo: Francia merovingia
Contesto storico
774: il regno longobardo finisce sconfitto dai franchi:
- Baronio (=storico ed ecclesiastico): si tratta di un anno felicissimo per la Chiesa, liberata da
un “giogo durissimo” → in realtà i re longobardi erano da generazioni cattolici ortodossi devoti
alla chiesa romana quanto i franchi
- Machiavelli: morte nella speranza di un’Italia unificata in nazione autonoma
L’arrivo dei franchi nella penisola non segnò alcun cambiamento: il cattolicesimo e la tradizione latina
erano in piena attività.
La rinascenza carolingia nasce in modo consapevole, programmato ed univoco (. Differenza del
periodo longobardo dove registriamo una multiforme varietà artistica che oscilla tra l’antico e il
contemporaneo).
Carlo Magno apporta un programma politico che consiste nella "alfabetizzazione dell’Occidente
europeo” → nascita dell’Europa intesa come unità culturale, scaturita dalla funzione delle popolazioni
e dall'alleanza tra papato e Impero(=Battaglia di Poitier e incoronazione di Carlo Magno da parte del
papa Leone III).
Si guarda all’impero romano, nello specifico al periodo Costantiniano, senza però escludere le
componenti germaniche.
Le vicende che si verificano a Roma sono sintomo di ciò che accadeva nel resto della Penisola, ed è
qui che si piantano i primi semi circa la futura arte romana. La prima clamorosa avvisaglia di un nuovo
mondo, è l’Arco di Costantino → costruito nel 315 d.C. per celebrare Costantino vittorioso su
Massenzio.
Il rivestimento è composto da:
- sculture di spoglio (= con materiale proveniente da altri monumenti) di monumenti romani
celebrativi (es. Traiano, Adriano, Marco Aurelio)
- Bassorilievi in fascia orizzontale ex novo: racconto delle imprese dell’Imperatore (assedio di
Verona, battaglia di Ponte Milvio, le Oratio e la Liberalitas)
L’arte popolare è un mezzo comunicativo, poiché attraverso la semplicità e la durezza delle immagini
si propone come veicolo efficace. Allora, nei tetrarchi leggeremo non più un’incapacità compositiva,
ma l’identità, l’unità e la solidità → slogan politico che propone i temi chiave della Tetrarchia.
Costantino avvia la committenza cristiana e una conseguente romanizzazione del cristianesimo, che
incide nel processo evolutivo dell’arte tardoantica ma contemporaneamente cambia il volto del
cristianesimo.
Inizio VIII sec.
1. BASILICHE URBANE
San Giovanni in Laterano (San Salvatore)
Prima chiesa edificata a Roma, si trovava in area periferica, nella zona dove risiedeva la famiglia
Laterano che costruisce la chiesa dopo la vittoria di Ponte Milvio.
La chiesa come la conosciamo oggi è frutto di restaurazioni e edificazioni. Poiché rimane poco della
chiesa di Costantino, facciamo riferimento alle fonti scritte e iconografiche.
Doveva essere:
- a capriate lignee
- Pianta longitudinale
- Due navate entrati
- Molte finestre
- Marmo
- Interno molto ricco
4. MAUSOLEI
Di carattere privato
Mausoleo di Costantino (poi di Costanza)
Costanza, figlia dell’imperatore. Opera frutto di sperimentazioni sulla pianta centrale. Caratteristiche:
● La cupola poggia sul muro su nicchie trapezoidali in spessore di muro perimetrale
● Nicchie
● All’interno ci sono una serie di sostegni che sorreggono le coperture dove sta il santo
sepolcro di Gerusalemme. Le colonne sono abbinate (due) e sorreggono la cupola centrale,
mentre il secondo cerchio delle volte a botte. Ogni colonna è collegata grazie ad un
architrave.
L’epicentro dei raggi è il sepolcro di Costanza, realizzato in porfido e con delle incisioni decorative che
riprendono il movimento delle volte a botte. Ritroviamo il tema della TRADITIO: cristo porge le chiavi
a San Pietro (traditio clavium) e la legge a Paolo (traditio legis)
NEGATIVA POSITIVA
Mutamento di prospettiva. L’arte classica mirava Conseguenze del mutamento di prospettiva. C’è
alla resa naturalistica dell’opera, mentre ora si un'autentica caduta di qualità e di
cerca di individuare una nuova in grado di conoscenze tecniche e scientifiche nei
raffigurare la presenza di una dimensione confronti dell’arte esa naturalistica del vero e
ulteriore, trascendente la pura percezione fisica della costruzione prospettica.
Così il trasferimento della capitale che sembrava essere di pura funzionalità gestionale, fece sì che a
Costantinopoli si affermi una tradizione destinata a diventare erede del mondo “antico”.
Nel 380 Teodorico, Augusto d’Oriente, emanò l’Editto di Tessalonica per cui il cristianesimo assunse
ruolo di religione ufficiale dell’impero e il paganesimo e gli altri culti vennero contrastati.
Dittici = tavolette con due valve unite da una cernia commissionate dalle famiglie senatorie romane e
solitamente in avorio (=materiale prezioso estratto dalle zanne dell’elefante)
I soggetti sono pagani: due sacerdotesse che celebrano la divinità. Sono figure solenni che mostrano
una spiccata attenzione per i dettagli. Dal punto di vista formale si rifanno ad un gusto classico,
nonostante la perdita della raffigurazione scenica.
E’ uno sguardo al classico sia nei caratteri formali sia nella scelta del soggetto → tentativo di
preservare al paganesimo
● Dittico di Probiano
→ dittico consolare: venivano regalati a coloro che volevano sostenere la loro candidatura.
AUCTORITAS espressa da:
- Frontalità della rappresentazione
- Proporzioni gerarchiche
- Simmetria
La composizione è organica, le forme concrete e i gesti naturali. Per creare un ambiente riconoscibile,
si fa una separazione di due registri.
Non si tratta di un’intenzione le copia dell’antico. L’artista punta ad una solida evidenza plastica,
introducendo il TROMPE-L’OEIL (=tecnica pittorica che attraverso espedienti induce nello spettatore
l'illusione di guardare oggetti reali e tridimensionali in una realtà dipinta su superficie bidimensionale).
Cade la salda costruzione prospettica (confronto con il cerchio di Domiziano) e s'imposta una faticosa
struttura compositiva.
→ La cornice è l’unico elemento che ci permette di affermare con certezza che sono due dittici
provenienti dalla stessa bottega.
● Dittico di Lampadii
L'ANALFABETISMO CULTURALE avrà come apice il dittico di Boezio (480). Manca ogni illusione di
spazio.
Si registra la prima abside romana decorata. Al centro Cristo (modello siriaco=con barba) indossa una
tenuta d’Aosta e le clavi blu. Dietro gli apostoli, cis ono figure femminili che incoronano Pietro e Paolo,
principi degli apostoli. Sono:
Dietro la struttura curvilinea troviamo dei monti con una croce gemmata e la prima rappresentazione
degli evangelisti. La rappresentazione dell’ambiente non è corretto
Emile Male, storico dell’arte del 900 afferma: "Sono in una chiesa o in un tempio greco? […] Nel
portico di Atene". → forte influenza classicista.
L'intento è convertire anche i romani, prettamente senatori e pagani, legati ad una visione
antica e classicista.
L'interno è rimasto pressoché lo stesso, nonostante il quadriportico venga poi distrutto da Eugenio IV:
- La navata centrale è più alta delle laterali
- 44 colonne che guidano lo sguardo verso la zona presbiteriale, area che ha subito più
cambiamenti.
- Il transetto non esisteva, in corrispondenza dell'arco trionfale, c'era il taglio tra la navata e
l'abside → si trattava allora di un arco absidale
- Le colonne non sono originali, sono state regolarizzate e modificate, a partire dia basamenti e
i capitelli. Le colonne originali erano colonne di spoglio.
- Fregio con tralcio musivo. Un tempo dovevano essere piú in vista.
- Le pareti del cleristorio appaiono modificate seppur riprendono il motivo.
- Le finestre sono alternate da un intercolumnio, prima era aperto, dunque penetrava più luce.
- La cornice dei riquadri sono diverse
La decorazione preziosa non serviva solo a renderlo prezioso, ma anche a insegnare e indottrinare
per immagini il racconto della storia sacra: antico e nuovo testamento. La novitá diventa una
normalitá. Si inizia dalla zona absidale e si va a ritroso verso l'ingresso. Sono riportate alcune storie
della Bibbia: abramo, giosue, noé etc. Coloro che hanno segnato il popolo di Israele.
Lo stile narrativo è particolare, alcuni episodi sono orchestrati su registri sovrapposti. In altri momenti,
il pannello è dedicato alla trattazione di un episodio singolo. Sembrerebbero imparentati con i codici
miniati.
Il problema dei modelli è ancora aperto ma da tutti è stato riconosciuto il GUSTO RETROSPETTIVO
(= che guarda ai modelli del passato), in pieno accordo con il movimento di revival di cui sono
prodotto.
Sembra che tutto sparisca quando guardiamo l'arco absidale. Non sono più rappresentazioni
dell'antico T. ma del nuovo. É specifico circa l'infanzia di cristo con un focus sulla Maria Vergine
all’aquila aule è dedicata la chiesa. Dalla parte opposta troviamo il registro della presentazione al
tempio, in cui viene presentato cristo ai sacerdoti e viene riconosciuto. Troviamo anche Vangeli
apocrifi.
Nell'arco lo stile cambia: le figure si scontornano, prevale l'oro e c'è un maggiore statualismo. Questo
cambiamento ha fatto ipotizzare agli studiosi che facessero parte di due campagne artistiche diverse.
In realtà fanno parte di una stessa campagna decorativa → si lega al committente Sisto III
"VESCOVO SISTO ALLA GUIDA DEL POPOLO"
Guida il popolo nella lettura delle immagini sacre → la guida non è più l'imperatore ma il papato.
● ritmo solenne
● Senza soluzione narrativa
Durante il giubileo, la chiesa é stata rinnovata. Niccoló IV, antichizza i transetti, demolendo l'abside.
Abside poligonale, jacopo torriti deve abbellirla.
→ scena dell'incoronazione della vergine: iconografia inedita per il contesto romano derivante dalla
Francia, dove era consuetudine abbellire con scene di dormitio virginis. Il clipeo è molto
compromesso dal baldacchino.
La Cappella Sistina fu edificata da Papa Sisto V alla fine del 500, da un architetto: Domenico
Fontana. Si conserva la reliquia della mangiatoia. Venne scelto questo luogo da niccolò per il
presepe di Arnolfo di Cambio, importante scultore del 500 → poi smembrato quando alla fine del
500 domenico fontana ha traslato il sacello antico.
L’uso insistente sia di architettura che di mosaici di forme e motivi classici vengono associati ad una
consapevole e programmatica riappropriazione del passato classico
CONCILIO DI NICEA (325): Costantino l'indice per ristabilire il credo della Chiesa e nell’Impero di
Roma in seguito alla pace turbata dall’Eresia di Ario (=Arianesimo). Conseguenze:
● Condanna dell’arianesimo
● Roma una delle 3 sedi episcopali: esercita la sua autorità sugli ecclesiastici dell’Occidente
CONCILIO DI MILANO (355): Costante l'indice nel momento in cui Milano è capitale dell'Impero
[scelta a seguito della divisione dell’impero in par Orientalis e occidentis per via della sua importanza
militare ed economica], allo scopo di condannare la dottrina trinitaria a favore dell’arianesimo
Anche quando venne eletto il vescovo Ambrosio, cattolicissimo, l’arianesimo continuò a farsi valere
grazie all’imperatrice Giustina che riuscirà a permettere alla sua comunità di preservare spazi di culto.
Milano è una sorta di alternativa imperiale alla Roma ormai pontificia, facendo vivere in sé un
pluralismo religioso e, di conseguenza, artistico e architettonico.
Si pensava l’architetto fosse orientale in quanto presenta lo stile tipico a doppio guscio come
l’ottagono d’Oro di Antiochia (costruito da Costantino come chiesa di corte e annesso al Palazzo).
Il sacello di Aquilino è di stampo medievale e aveva funzione funeraria: imitava un rivestimento
marmoreo e nella parte inferiore aveva dei mosaici. SI conserva solo una lastra con un ricca cornice
puntinata affiancate ai lati un vasto cerchio raggiante in forma geometrico labirinto attorno a un
grande CHRISMON (=monogramma di Cristo) centrale; era costituito da solchi incisi in profondità nel
marmo e destinati ad essere riempito con vetri colorati o paste vitree → nato dall'incrocio tra
tradizione persiana e dei Nomadi delle steppe, arriva in occidente grazie gli unni.
Le absidi:
1. Nicchione Sud-Ovest
Primo esempio di fondo interamente in oro, rappresenta Cristo tra gli apostoli. Sulle tuniche sono
presenti le GRAMMADIE (=simboli cristologici)
2. Nicchione Sud-Est
É presente una lacuna, ma nella parte alta troviamo tracce di SINOPIE con quattro cavalli → la stessa
iconografia si trova sul sarcofago di Stilicone a Sant Ambrogio a Milano. Potrebbe essere la
rappresentazione di Cristo nell'iconografia ariana: Cristo non scende di propria forza perché non
partecipa alla natura divina del padre e dunque viene trainato da dei cavalli per mezzo di un cocchio.
Nel 402 la capitale dell’Impero d’Occidente viene trasferita a Ravenna, dove risiede l’imperatrice Galla
Placidia dalla vita turbolenta. A lei si devono direttamente due fondazioni:
Si tratta di un edificio a croce latina, relativamente piccolo e coperto con volte a botte nei quattro
bracci e con al centro una cupola emisferica nascosta all’esterno da una torretta quadrangolare.
- Lunetta del Buon Pastore: situato nella porta d’ingresso, rappresenta il massimo
dell’eleganza ellenistica con l’esatto proporzione e l’attenzione naturalistica. É caratterizzato
da due elementi: il rigore della ritmica compositiva e del contenuto simbolico e l forzata
evidenza dello spessore massicci con cui le figure si addensano nella lunetta lasciando un
piccolo spiraglio per il cielo
- Cupola: il centro è la croce che scintilla gemmata entro il raggiare concentrico di stelle. Agli
angoli i simboli degli evangelisti.
Venne costruito dal vescovo Urso alla fine del IV secolo. Ha pianta ottagonale e il soffitto,
originariamente piano, venne sostituito. È decorato con fasce concentriche con al centro il battesimo
di Cristo con il Giovanni Battista che gli versa l’acqua sulla testa. A seguire gli apostoli che portano le
corone del martirio e le CANDELABRE con forma vegetale e ad andamento verticale. Le immagini
presentano ancora una certa resistenza plastica ma c’è solennità nei personaggi e una sfarzosa
policromia → sono elementi che trovano la loro matrice nel mondo orientale e bizantino.
→ ci sono delle similitudini con la cupola di Tessalonica
Slide 57
S. Maria Antiqua
E’ un edificio che sorge nel foro, alle pendici del Palatino. Inizialmente edificio civile per corpo di
guardia, venne poi convertito in chiesa. Dai frammenti delle decorazioni - di diverse epoche e di
influsso bizantino -, supponiamo fosse molto importante, in quanto ogni papa influente introdusse
delle decorazioni.
847: terremoto che la rende inagibile, la chiesa sarà destinata a sprofondare nel sottosuolo e ad
emergere solo nel 1702.
Il punto di riferimento è la parte del palinsesto (=rotolo di pergamena in cui si sovrappongono più livelli
di scrittura).
Lo strato 0 è il primo ed è stato scoperto in tempi recenti ed è correlata a Teodorico che venne a
Roma nel 500 per celebrare il suo 30esimo anno di regno, facendo restaurare Maria Antiqua.
1 strato:Primo esempio di Theotokos (=madre di Dio) con indosso la corona (=Aurum coronarum) →
Maria Vergine assume i connotati di un’imperatrice, seduta su un trono gemmato. Dal punto di vista
stilistico osserviamo che c’è il dissolvimento delle forme classiche e un forte linearismo (linea di
contorno molto decisa). Le immagini non si rapportano con lo spettatore, sono impenetrabili ed
eteree. La datiamo entro la prima metà del VI secolo, in quanto S. Maria Antiqua venne trasformata in
Chiesa proprio in quest’annata, quando venne aggiunta l’abside e uno dei due angeli venne eliminato
→ ricordiamo che le immagini era sempre simmetriche. Si pensa allora ci fosse una nicchia nel
mezzo.
2 strato: Supponiamo sia datata nel periodo di Giustino II perchè è stata rinvenuta una moneta di
Giustino sotto le colonne e per motivazioni stilistiche. Si tratta dell’Annunciazione e individuiamo due
figure: l’“angelo bello” e una piccola porzione del volto della Vergine. Ci troviamo agli antipodi del
primo strato: è tutta una sfumatura, un impasto di colori ed ombre. E’ il manifesto della pittura
ellenizzante, tipica della maggior parte delle produzioni bizantine pre-iconoclastiche, che ha come
epicentro Costantinopoli → si tratta di un’opera di fondamentale importanza in quanto testimonia un
versante artistico di cui ci rimane ben poco. La posizione è fluida, ha uno sguardo trasognato quasi a
suggerirci che proviene da un’altra dimensione.
3 strato: Padri della Chiesa (=gli scrittori cristiani, Basilio e Giovanni Crisostomo). Abbiamo un termine
cronologico molto preciso, perché srotolano dei papiri aperti con dei riferimenti al Concilio
Lateranense del 649. Dal punto di vista stilistico, si è persa la lezione ellenistica, ma i volti sono
ancora dolcemente modellati e i colori sfumati. Troviamo altre pitture nel pannello del presbiterio:
Salomone, i Maccabei e S. Eleazaro. Salomone è molto rigida, come un asse verticale e frontale,
nonostante le figure accanto assumano delle posizioni disinvolte con colori sfumati. Gli autori
venivano probabilmente dall’Oriente greco.
S. Maria Antiqua testimonia un passaggio fondamentale dalla pittura “per cicli” alla pittura “per
pannelli”.
4 strato: Testa di San Gregorio Nazianzeno con un frammento dell’aureola dell’altro santo. 705-707,
momento di Giovanni VII. Torniamo ad un irrigidimento e alla frontalità, con la linea di contorno.
Liber Pontificali (=libro con le biografie dei pontefici scritte in momenti diversi da autori diversi con
documenti disparati): Si parla anche delle committenze. Di Giovanni VII sappiamo che era greco e di
una straordinaria cultura (“nazione Graecus… vir eruditissimus”). → la pittura prodotta sotto di lui è di
stampo ellenistico.
● Medaglioni ( o clipei) con i busti degli apostoli: [Link] e S. Andrea con combinazione di un
vivace impressionismo e una forte tendenza a iscrivere la forma entro precisi contorni.
● Scene della vita di Cristo su due registri
● La parete di fondo: De Gruneisen fa una pubblicazione del 1911 in cui ci offre una
rappresentazione. Abbiamo la scena della Crocifissione: Cristo indossa il colondium,
crocifisso su un calvario e affiancato da S. Giovanni Evangelista e la Vergine. Ai lati le schiere
angeliche e i serafini (=una delle 9 gerarchie angeliche con sei ali e cerchi occhiuti). Da un
punto di vista stilistico torniamo all’angelo bello: fatto a mano libera senza attenzione al
dettaglio → perché si trovava in altro e dunque non necessitava di un’attenzione al dettaglio.
Troviamo un’iscrizione in caratteri greci e nel registro dopo il popolo che adora la croce. Poi
una serie di agnelli che, però nei resti, non troviamo → invenzione di De Gruneisen. Nella
fascia sotto troviamo dei papi Santi, di cui uno particolare, in quanto ha un’aureola
quadrata(=simbolo che si tratta di un santo ancora vivo) → elemento importante per la
ricostruzione cronologica. Ancora più sotto una serie di santi tra cui Gregorio Nazianzeno.
Troviamo una totale adesione ai modi bizantini, dunque prodotte da artisti dall’oriente.
Giovanni VII fa realizzare un sacello dedicato alla Vergine dove si fa seppellire. Si trovava nella contro
facciata ed è documentata dai disegni di Giacomo Grimaldi. Prima di essere distrutto, venne
documentato tutto ciò che era presente in scrittura e pittura (attraverso degli acquerelli). Sappiamo
allora che il sacello aveva una volta a botte sorretta da colonne tortili con scritto “domus stancte dei
genitricis”. I mosaici vennero distrutti tranne pochi frammenti, tra cui: la madonna regina, vestita come
la Theokotos. Vicino, Giovanni VII che presenta l’oratorio che non corrisponde alle realtà. Troviamo
poi la vertigine della natività di cui ci rimangono tre frammenti, S. Giuseppe e La Lavanda del
Bambino (=scena della natività). Infine, il Cristo dell’Entrata a Gerusalemme, la Vergine, il longhino
della crocifissione e l’arrivo dei Magi.
Le caratteristiche stilistiche:
Nella tradizione mosaicistica greca, le tessere erano di Marino, mentre in quella romana, si
prediligevano materiali quali lo smalto e il vetro.
In Oriente fiorisce, a partire dal VI secolo, il culto delle immagini → l’iconografia: tavole lignee con
raffigurazioni. Inizialmente i cristiani erano contro le immagini, perché le associavano alle pratiche di
culto pagane. Il cambio di opinione si ebbe perché:
Le icone venivano fatte per motivi precisi: consacrazione delle chiese, riedificazione delle chiese,
cerimonie particolari o processioni a carattere eccezionale (es. dal Liber Pontificatis sappiamo che
Stefano II porta l’Arecheropita del Laterano per scongiurare il pericolo Longobardo)
Alla luce della pluralità di stili, capiamo le difficoltà nella datazione : nei due periodi non c’è una netta
differenziazione.
[Link]
Situata nella Longobardia minor, viene fondata da Arechi II. Ha una pianta centrale che si rifà agli
edifici longobardi e di Costantinopoli. Perché lo sguardo all’Oriente? Nell’Italia meridionale alcuni
territori erano ancora in mano bizantina.
C’è creatività da parte degli architetti in quanto la pianta è particolare: due centri concentrici di
colonne e pilastri che creano una serie di deambulatori → continuo variare di punti di vista.
Sono emersi alcuni affreschi che si trovano nelle due absidi laterali: un ciclo dell’infanzia di cristo, San
giovanni battista e l’Annuncio a Zaccaria (= Zaccaria riceve la notizia di diventare padre ma non crede
alle parole dell’angelo. L’angelo per punirlo della sua mancanza di fede lo rende muto. Nell’
iconografia, ll’angelo nel tempio indica la bocca).
L’annunciazione e la Visitazione.
La linea vibrante è il mezzo espressivo. Per quanto riguarda la cronologia ci sono dei dubbi:
- 760/post 760: subito dopo la costruzione dell’edificio
- 847: in collegamento con gli affreschi dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno a Isernia
- 442
→ Prima testimonianza dell’arte beneventano-cassinese, introdotta dalla critica in quanto correlata
alla miniatura della longobardia minor.
N.B. “Cassinese” fa riferimento a Montecassino, dove [Link] scrisse la regola.
Basilica di S. Prassede
Situata nel rione Esquilino costruita nel IX secolo per volere di Pasquale I che, secondo il Liber
Pontificalis, fece riedificare [Link], S. Maria in Domnica (schema orientale) e S. Cecilia in
Trastevere.
→ si trova su un’insula romana
→ il modello è San Pietro
→ fungeva da reliquiario per il sangue dei martiri
L’originale ingresso, di stampo carolingio, presenta delle colonne ioniche medievali, quasi
indistinguibili da quelle romane e le cui basi sono capitelli toscani. La rampa di accesso conduceva
originariamente ad un quadriportico le cui colonne sono ora inglobate nelle pareti dell’edificio.
Osservando l’ingresso laterale, noteremo che le finestre hanno una doppia chiera di mattoni
sesquipedali che ne conferma la provenienza carolingia: le chiese costantiniane hanno solo una
schiera. I mattoni della parete non sono di egual misura in quanto di riuso (dunque allettati con la
malta che con il tempo si deforma) → ci troviamo in un momento storico in cui Roma inizia ad essere
una cava di monumenti.
Sotto al tetto troviamo una cornice del XII secolo.
Il pavimento in stile cosmatesco è del 1914, lo deduciamo in quanto il taglio della pietra è fin troppo
deciso
- Tre navate con transetto. Le trabeazioni tentano di emulare per il materiale il classico,
nonostante la resa imprecisa e approssimativa.
- Cappelle delle croci: risultato della chiusura dal transetto (l’altra parte è ora torre del
campanile). Troviamo dei plutei che registra una ripresa dell’arte paleocristiana e un
monumento funebre per il vescovo Munster in stile norfiano.
- Abside: modello a 7 figure: Cristo al centro scende dalle nuvole, incoronato da Dio, mentre
San Zenone e Papa Pasquale I introducono S. Prassede. Al centro l’etimasia.
- Arco trionfale: consenso apostolico, i salvati vengono accolti da una parte da Pietro e Paolo,
all’altra da degli angeli. Nella fascia più bassa 24 vegliardi dell’apocalisse. L’angelo
apocalittico e il rotolo dei 7 sigilli.
- Sacello dedicato alla madre di Pasquale I: si narra che San Zenone sia stato seppellito li.
Nella facciata d’ingresso troviamo un’architettura di santi e sante, ai lati le sorelle S.
Pudenziana e S. Prassede e due papi alla base di restauro.
— Romanico —
Contesto storico
“Romanico” è termine coniato per indicare la produzione artistica che abbraccia un arco cronologico
che va della fine del X secolo fino alla prima metà del XII. Questo nuovo gusto è unitario, a differenza
delle correnti precedenti, cioè presenta delle caratteristiche comuni. Si pensava il passaggio all’anno
1000, data in cui era presa per certa l’Apocalisse di Giovanni. Gli storici hanno individuato varie
motivazioni:
1. Stabilizzazione dei barbari e delle altre popolazioni sul territorio della penisola
2. Restaurazione dell’impero ad opera della dinastia di Sassonia (momento Ottoniano)
3. Liberazione della. Penisola iberica dalla dominazione araba ad opera di piccoli regni cristiani
della Spagna settentrionale
4. Crociate
5. Ripresa dell’economia e la crescita demografica
6. Sviluppo dell’agricoltura e innovazioni tecnologiche (aratro, mulino a vento etc.)
7. Sviluppo del commercio e la nascita di una nuova classe: la borghesia(=da borgo),
prettamente commercianti e artigiani
→ L’assetto sociale passa da monastico-feudale a urbanistico-commerciale
8. Nascita del Comune, che affianca le due grandi autorità: papato e Impero, giocondò un ruolo
importante e definendo le sorti delle lotte alle investiture
9. Riforma Gregoriana, con epicentro l’abbazia di Cluny
10. Affermazione del volgare: i nuovi linguaggi vengono detti “romanzi”. “Romanica” è la corrente
figurativa di questo periodo, mentre “romanico”, si rifà alla sfera artistica
Si continuano a preservare die rapporti con la tradizione carolingia e longobarda, estrapolando il
concetto di monumentalità sacrale degli edifici. Le forme variano in base a diversi fattori:
- condizioni geografiche ed economiche
- Diversi influssi culturali
- Uso di materiali e tecniche costruttive diverse: i materiali non sono più di recupero o sbozzati
e le tecniche costruttive sono molto più raffinate e rigorose → si usa la pietra tagliata in
conci(=blocchi) regolari di forma parallelepipedo, o il mattone. La scelta dei materiali avveniva
in ambito locale, definendo una differenza regionale
Il romanico si diffonde in modo capillare. Non esiste più la corte e il circolo privilegiato delle abbazie;
si tratta di un fenomeno che interessa tutti gli strati sociali. C’è una circolazione maggiore di:
- oggetti → materie prime, prodotti lavorativi, manoscritti
- Persone → mercanti, maestranze artigiane, pellegrini
I grandi assi di circolazione sono le vie di pellegrinaggio che si muovono in tre direzioni diverse: Roma
(= tomba di Pietro), Geruslaemme(=Santo Sepolcro), Santiago da Compostela(=tomba dell’apostolo).
Caratteri
Le soluzioni erano elaborate nelle cattedrali, in quanto unici edifici non eretti in legno.
1. I soffitti lignei, soggetti ad incendi, vengono sostituiti con volte in muratura, inizialmente a
botte. Seppur le volte esistessero già in epoca romana, la novità è nella sua adozione
integrale sull’intero edificio.
2. Archi trasversi. La sezione sottesa tra i due archi viene coperta dalla volta a crociera(=unione
di due volte a botte) che, seppur più leggera, era meno fragile e dunque necessitava di pilastri
3. I pilastri non sono più circolari, ma cruciformi o a fascio(=più colonnine). Non raccolgono solo
la spinta dei costoloni, m anche quelle degli archi trasversi.
4. Campate, isole delimitate dai pilastri
5. Contrafforti, un sostegno esterno aggiuntivo o posto da tratti di muro alzati che rinforzano la
parete nel punto in cui il peso si scarica.
6. Cupola, situata solitamente nell’ intreccio tra navata e transetto, è impostata all’esterno e
operata da un tiburio (cupoletta)
7. Pianta longitudinale con transetto, matroneo e cripta
8. L’abside presenta solitamente cappelle radiali accessibili grazie al deambulatorio
9. Facciata, di due tipologie: a capanna semplice monocuspidata o a capanna composita (o a
salienti). Presenta un rosone(=oculo di grandi dimensioni) e meno frequentemente un
protiro(=piccolo portico addosso al portale d’ingresso)
La pesantezza delle coperture determinano:
- il restringimento delle navate
- Rinforzo degli elementi portanti (pilastri piuttosto che colonne)
- Aumento del numero e dell’ampiezza delle finestre → cambio dell’illuminazione, radente e
con effetti ombra e luce→ monofore(=con una sola apertura) e strambate(=con piani inclinati
verso l’esterno per accogliere più luce).
Valori specifici del nuovo linguaggio:
- nella concezione unitaria dell’edificio
- Nella libera ricerca delle soluzioni più adatte a risolvere un problema
- Nei metodi non teorici ma sperimentali sperimentati sui ponteggi
-
Lombardia
Milano
Basilica Martyrum o di Sant Ambrogio
Venne eretta in periodo carolingio come convento benedettin del quale ci rimane solo la torre dei
monaci. Dato il crescente numero della comunità, sorge la necessità ddi ampliare lo spazio.
Vengono rispettate:
- le dimensioni
- L’ingombro volumetrico
- La pianta basilicale
Vengono mantenute:
- la posizione dell’altare
- La tomba del santo
- L’iconografia: tre navate, tre absidi senza transetto
Vengono ricostruite:
- le tre navate
- La cupola
Vengono aggiunti:
- l’ampio atrio
- Il secondo campanile
→ Si crea un organismo del tutto nuovo nella concezione spaziale e strutturale, grazie alla volta a
crociera costolonata applicata all’intero edificio e all’imposta su campate a base quadrata
Il rapporto tra la campata della navata maggiore e quelle delle laterali è:
2:1= SISTEMA ALTERNATO
1:1= SISTEMA UNIFORME
L’ultima campata(=isola spaziale) è coperta da una cupola a otto spicchi impostata su trombe
→ Senso di solidità e equilibrio architettonico dato dalle proporzioni e dallo sviluppo dell'arco a tutto
sesto
→ Valore plastico dell’architettura sottolineato dalla distribuzione della luce
La facciata è caratterizzata da un gioco di bicromia, alternando il laterizio a mattoni. Le cornici e gli
archetti pensili corrono lungo il perimetro del timpano.
Pavia
S. Michele
Di fondazione longobarda viene ricostruita tra il XI e il XII sec. La basilica, nonostante abbia uno
schema analogo a Sant Ambrogio, risulta più slanciata perchè le volte a crociera hanno andamento
cupoliforme che le rend autonome sotto il punto di vista gravitazionale. AKA le volte sono impostate
un livello più in alto.
Como
S. Abbondio
Ricostruita attorno alla metà del XI sec. Su un più antico edificio paleocristiano fu consacrata nel
1905.
Presenta delle ascendenze transalpine (Francia e Germania):
- torri campanarie ai lati del presbiterio
- Absidi in spessore di muro
- Capitelli cubici
- Endonartece(= spazio intermediario tra le navate la facciata) a due piani
- cinque navate divise da pilastri circolari
Emilia
L’Emilia era in dominio di Matilde di Canossa, protettrice della riforma gregoriana. Qui il romanico
lombardo trova la sua massima espressione.
Modena
Duomo di Modena
Edificio più importante della zona e, in generale per l’arte romanica.
11099: fondazione su un edificio precedente
1106: traslazione delle reliquie di S. Giminiano
1224: costruzione del campanile, detto “ghirlandino”
→ molte delle info sono date dal testo “Relatio translationis corporis Sancti Geminiani”:
- anno di fondazione
- La costruzione avvenne per iniziativa del Capitolo e dei maggiorenti (cariche laiche), con la
partecipazione di tutto il popolo e l’appoggio della contessa → edificio voluto dai religiosi ma
con un contributo della committenza laica
- Lanfranco fu architetto e ideatore; rappresentato in due miniature nel mentre che dà ordini ai
costruttori affaticati per lo scavo delle fondamenta o per il trasporto dei conci. Mantiene la
pianta dell’edificio originario, lavora all’abside e alla facciata.
Venne completato nel XIII secolo con delle modifiche e aggiustate posteri (apertura dei portali),
restituendo comunque senso di armonia:
● regolarità delle proporzioni
● Rivestimento in conci regolari
● Equilibrata spartizione verticale
La facciata è a campata composita, che rivela la suddivisione delle tre navate. C’è un gioco di
chiaro-scuro, dato dalla sovrapposizione dei vari piani:
- protiro: struttura del portale centrale con leoni stilofori che sorreggono delle colonnine
- Basamento dei contrafforti: scandiscono la navata centrale
- Archi con trifore (su tutto il perimetro esterno)
L’interno è a tre navate che sfociano in tre absidi; pianta longitudinale senza transetto con campate a
sistema alternato. Originariamente aveva campate lignee, poi sostituite con volte a crociera.
Scansione spaziale (come in Sant. Ambrogio):
- archi trasversi
- Sistema alternato (campate maggiori e campate minori)
- Alternarsi di pilastri e colonne
C’è un finto matroneo con funzione decorativa che riprende di motivo esterno. In alcuni tratti di muro
si aprono delle monofore.
Wiligelmo
Ricordato in una lapide sorretta da Enoch ed Elia nella facciata del Duomo: due santi che sono stati
trasferiti in cielo senza morire e che dunque sono simbolo dell’immortalità:
“La tua scultura Wiligelmo ora dimostra quanto tu sia degno di onore tra tutti gli scultori”
Le sue opere costituiscono il complesso plastico più importante in Italia nella prima metà del XII sec.
→ nuovo linguaggio caratterizzato da un forte plasticismo
Nella facciata troviamo quattro lastre circa la Genesi, originariamente allo stesso livello, poi traslate
all’apertura dei portali.
→ profilate e con cornici che rimandano ai sarcofagi.
→ gli archetti delle lastre riprende l’architettura del Duomo
La storia è raccontata:
● con estrema semplicità
● Con pochi elementi descrittivi e ambientali
● Con uno stile sintetico, ma di grande forza espressiva e comunicativa
Le scene:
- Creazione dell’uomo e della donna; il peccato originale: (1) Adamo senza anima è ricurvo e
mentre Cristo gli stende in piedi solennemente. (2) Adamo in bilico su una roccia mentre Eva
esce dalla costola. (3) Adamo ed Eva, compiuto il peccato, si accorgono della loro nudità si
coprono con delle foglie.
- La cacciata dal paradiso terrestre, il lavoro dei progenitori: (1) Dio rimprovera Adamo ed Eva
per aver disobbedito e vengono cacciati da un Arcangelo. (2) Adamo e Eva condannati al
lavoro con vesti pesanti
- Il sacrificio di Caino e Abele(=figlio di Adamo e Eva); l’uccisione di Abele; il rimprovero divino
di Caino
- L’uccisione di Caino, arca del Diluvio, uscita dal’arca: (1) Caino ucciso da Hamec per volere
di Dio (capiamo che è cieco perchè i piedi sono disallineati come se non riuscisse a
camminare)
Concludiamo che le figure sono ancora legate alla parete di fondo, ma autonome rispetto
all’architettura: sono modellate in modo vigoroso e poggiano solidamente sul terreno. La figura umana
riconquista concretezza e pesantezza.
Wiligelmo realizza anche gli stipiti e i leoni del Portale Maggiore del Duomo, con immagini di profeti.
Alle due matrici dello stipite sono presenti due figure di Atlante che sollevano la struttura.
Dopo Wiligelmo sono attivi a Modena numerosi maestri che sviluppano i rapporti con scuole francesi
che Wiligelmo aveva iniziato.
● Porta dei Principi, Duomo: storie di San Gimignano con figure di santi negli stipidi
● Porta della Pescheria: episodi di re Artù tratti dalla Chanson de geste(archivolto) e favole di
animali(architrave)
● Tralci abitati e ciclo dei mesi
Cattedrale di Piacenza
→ influssi francesi: volte esapartite (=divise in spicchi da sei)
→ influssi normanni: pilastri circolari.
Nei pilastri troviamo targhe nelle quali sono rappresentate le corporazioni di arti e mestieri (= paratici:
carradori, calzolai, venditori di stoffe, panettieri, tintori) con iscrizioni che rivendicano l’identità della
colonna (es. “questa è la colonna dei fornari).
I mercanti e gli artigiani sono i protagonisti dell’arte medievale. Non sono solo i committenti, ma anche
i proprietari!
Cattedrale di Parma
La facciata:
- monocuspidata
- Gallerie
- Campanile (originariamente doveva essercene anche un altro → ispirato alla Borgogna e alla
Normandia
- Pianta longitudinale con sistema uniforme
→ complesso spettacolosa di masse architettoniche cubiche e cilindriche innestate l'una sull’altra
Incontriamo per la prima volta Benedetto Antelmi (XII-XIII): partendo dalla tradizione figurativa
romancia inaugura un nuovo stile, vicino al gotico francese.
→Lastra con Deposizione: lastra di marmo datata e firmata. Tolta dal suo contesto originario( si
ipotizza il pontile=struttura architettonica che separa la sezione sacerdotale tale da quella clericale),
adesso si trova nel transetto destro.
E’ innegabile la conoscenza della tradizione lombarda
Da una parte i credenti (con il Sole) la cui processione è interrotta da una figura con un calice in
mano(=la Vergine), dall’altra i laici (con la Luna), con al centro una croce gemmata. I due romani che
praticano la crocifissione sono in senso diagonale. Dalla sinagoga si irradia una curva che culmina
con la testa della Vergine. Il gruppo di destra presenta una variazione: un gruppo di soldati romani si
giocano a dadi le vesti di Cristo.
Caratteristiche stilistiche:
- piedi poggiati sul pavimento
- No caratterizzazioni individuali
- Gesti convenzionali
- Figure più proporzionate e slanciate
→prima scansione in profondità (le figure non sono più su un unico piano)
→ Cattedra vescovile: San Giorgio e il drago e la conversione di San Paolo. Dimostrazione della
capacità di integrare nell’architettura la scultura.
Battistero di Parma
Nel portale settentrionale troviamo l’iscrizione:
“Quattro anni prima del 1200 iniziò questa opera lo scultore chiamato Benedetto”
La struttura ha pianta ottagonale(=simbolo del regno dei cieli) ed è realizzata in marmo rosa di
Verona.
L’esterno, di timbro romanico, è slanciato e presenta 4 ordini con architravi aggettanti e un 5 ordine
con una serie di archetti a sesto acuto. I lati sono separati da contrafforti e i portali sono strombasti
(su modello di L’ile de france) con archi ciechi con colonne architravate (Provenza).
La cupola è ad ombrello, diva in 16 spicchi che si prolungano fino alle colonne per terra.
● slancio verticale
● Ritmo complesso
● Proporzioni elaborate
Veneto
Venezia
San Marco
La pianta della basilica riprende l’SS. Apostoli di Costantinopoli, ma differisce in quanto S. Marco
originariamente non era decorato con mosaici lungo tutta la superficie.
1. Fase (doge Domenico Selvo; 1071-84):
- pilastro sud-est con angeli e degli apostoli che, messo a confronto con l’affresco nella cripta
di Aquileia, sembrerebbe ricondurre alla Deposizione di Cristo
- Esedra del portale centrale con mosaici della Vergine con Bambino, Apostoli e Evangelisti →
stile severo e geometrizzante
- Abside maggiore decorato originariamente con un Cristo Pantocratore (=in gloria), poi
sostituito nel 1506 con un Cristo in Trono, e i santi patroni: Nicola, Pietro, Marco, Ermagora
L’esterno era spoglio con le pareti in laterizio che lasciavano visibili la tecnica architettonica con
nicchie a spina di pesce.
→ i mosaici erano concentrati solo in alcuni punti
La nota cromatica era data dal pavimento con motivi in opus sectile (sia geometrici ce naturalistici).
2. Fase:
→A seguito di un terremoto e un incendio datati circa 1110, si da il via a una nuova fase decorativa
senza un progetto organico.
Le Cupole:
- Cupola Est / Cupola dell’Emauele: al centro Cristo (Emanuele) con intorno la Vergine e i
Profeti che avevano profetizzato l’arrivo del Messia
- Cupola centrale / Cupola dell’Ascensione: Cristo scende dal cielo con intorno la Vergine e gli
apostoli. Tra le esistere le Virtù e le Beatitudini; nei pennacchi gli Evangelisti (restaurati)
- Cupola Ovest / Cupola della Pentecoste: al centro lo spirito santo in trono (etimasia) con
intorno gli apostoli e, tra le finestre, i popoli attraverso cui si diffonde il messaggio →
fiammella dello spirito santo
- Cupola Nord / Storie di Giovanni Evangelista
- Cupola Sud / Personaggi legati a San Leonardo
Le volte:
- Volta Ovest (cupola S. Giovanni Evangelista), Storie della Vergine: La prova dei pretendenti,
Maria affidata a Giuseppe; L’Annunciazione, la consegna a Maria della porpora; La
Visitazione, il rimprovero di Giuseppe a Maria; il sogno di Giuseppe, il Viaggio a Betlemme.
- Volta Sud (cupola dell’Ascensione), Episodi Cristologici: Le tentazioni (Cristo svolge a sua
penitenza nel deserto, dove gli compare il diavolo che lo sfida: trasformare i sassi in cibo,
buttarsi dalla cima di un tempio, adorarlo in cambio di tutte le ricchezze del mondo. Cristo lo
sconfigge);l’entrata a Gerusalemme, l’ultima cena, la lavanda dei piedi
- Volta Ovest (cupola dell’Ascensione), Scene della Passione: il tradimento di Giuda e la
sentenza di Pilato (che decide per la crocifissione); la crocifissione; le pie donne al sepolcro;
l’Anastasis (=discesa di Cristo nell’Ade per resuscitare alcuni personaggi dell’antico
testamento); Noli me tangere (Cristo dice a Maria di non toccarlo) e L’incredulità di Tommaso
(per dimostrarli la verità della resurrezione).
→ soggetti cristologici, mariani, agiografici unicum, inediti sia in Oriente che in Occidente → creazione
specificatamente veneziana
3. Fase (1160-1250):
Inizialmente vengono impiegati maestri locali, ma dato il lavoro impegnativo, sorse la necessità di un
più largo coinvolgimento di forze, chiamando a Venezia mosaicisti greci.
- Cupola dell’Ascensione: lavorò un artista bizantino che porta Venezia il nuovo stile di
Bisanzio, caratterizzato da:
-Un intenso cromatismo
- Accentuata gestualità
- Gioco barocco dei panneggi
La campagna decorativa si concluse nel 177, quando Federico Barbarossa e Alessandro III si
incontrarono a San Marco.
Si decide di abbattere gli archi nel registro superiore della navata, riempiendo lo spazio con dei
mosaici: Orazione di Cristo nell'orto degli ulivi.
→ Si innesta uno stile fedele al trend di Bisanzio ma che è allo stesso tempo aggiornato sulle più
moderne esperienze europee:
● caratterizzazione delle fisionomie
● Variazione posturale
● Monumentalità delle figure
● Panneggio reso con mezzi grafici e plastici
→ A Venezia si afferma una scuola locale che pian piano espandere la propria attività in vaste aree
4. Fase
- Cupola della Genesi: stile occidentale e modello “antiquario” → si guarda ad uno stile antico
facendo riferimento al Genesi Cotton (V sec.)
→ Pala d’oro di San Marco sull’altare Maggiore: prodotta nel XII secolo, venne poi arriccia nel XIII.
Venne commissionata a botteghe costantinopolitane dal doge Ordelafo Falier e completata nel 1105.
Al centro Cristo in trono affiancato dagli evangelisti e sormontato dall’Etimasia. Nei registri superiori
gli angeli e gli arcangeli, mentre in quello inferiore la Vergine affiancata dall’Imperatrice Irene e il doge
O. Falier (Alessio I). Nella cornice superiore scene come l’Annunciazione, la natività, la Pentecoste,
l’Ascensione etc. Ai lati le storie del santo titolare San Marco.
Dopo il 11204 venne aggiunto un registro superiore con scene liturgiche quali l’entrata a
Gerusalemme, la discesa nel Limbo, la Pentecoste etc.
Torcello
→Prima chiesa d’Occidente ad essere decorata a mosaico da maestranze bizantine.
Complesso costituito da cattedrale, battistero e campanile. L’esterno riprende il gusto lombardo,
mentre l’interno presenta un soffitto a capriate.
- Abside: decorata su fondo oro, si staglia una Vergine Odigitria (=“colei che indica la via”,
raffigurazione della Madonna che tiene il braccio sinistro il bambino e con il destro lo mostra
ai fedeli). L’arco absidale ha la raffigurazione dell’Annunciazione e dell’astensione (in parte
perduta).
- Controfacciata (seconda campagna): abbiamo tre registri con il Giudizio Universale(=Cristo
giudice tra la Vergine e il Battista (Deesis=tema iconografico: l’uomo ha bisogno di qualcosa
che solo Dio può fare), Etimasia venerata da Adamo ed Eva, i risorti dalla terra e dal mare;
mentre la parte superiore ha valore monumentale e rappresenta l’Anastasis e la
Crocifissione. Nel primo registro, appare la Psicostasia(=pesatura delle anime) e la Vergine
orante, affiancata dai beati e dai dannati.
→Dopo il terremoto del XII, venne avviata una seconda campagna che non portò alcuna modifica se
non un aggiornamento delle figure (età comnena).
Aquileia
→La ripeta è uno dei testi fondamentali della presenza bizantina in Italia, anche se opera di artisti
locali che seguono per iconografia e stile modelli orientali.
Toscana
Firenze
Firenze si comporta in modo autonomo rispetto al territorio circostante, interpretando il romanico
attraverso la fusione di elementi lombardi e altri derivanti dall’eredità classica e paleocristiana.
→la bicromia raggiunge vertici di grande eleganza e ribadisce il concetto di architettura che tende a
ridurre al minimo il senso di massa sostituendo quello delle superfici nette e definite.
Pisa
Duomo
La costruzione è avviata nel 11064 per volere del vescovo Guido e delle maggiori istituzioni cittadine.
Viene dedicata alla Vergine assunta come ringraziamento per la vittoria conseguita a Palermo contro
gli arabi. Venne poi consacrata nel 1118 da papa Gelasio II.
Buscheto (1104-1110):
In un'epigrafe l’architetto viene paragonato per furbizia ad Ulisse: riesce a far spostare grandi pesi,
come le colonne monolitiche del Duomo, con poco sforzo.
Unicum per via della gradniosità della concezione e per l’originalità delle soluzioni formali.
Battistero
Diotisalvi (1153-periodo gotico)
L’architetto si ispira all’architettura tardo imperiale e all’architettura altomedievale:
- pianta centrale (circolare)
- Deambulatorio su colonne/pilastri
- Pilastri nella galleria superiore
La cupola è conica (ispirata forse al Santo Sepolcro e agli edifici dell’Aia Minore), poi rivestita di una
calotta semisferica nel XIII sec.
Campanile
Le fondamenta vengono gettate nel 1173 fin quando si verifica un cedimento e la fabbrica viene
interrotta.
Giovanni De Simone riprende in mano il cantiere un secolo dopo, concludendosi solo nel XIV sec.
Il campanile circolare riprende i motivi del battistero, con losanghe ee gallerie.
Firenze legge nel romanico il classicismo, mentre Pisa ne trae gli aspetti più
potenti dall’arte paleocristiana.
-Gotico-
Movimento figurativo successivo al romanico.
Il termine ha origini medievali e, a differenza di quanto sostenuto da Petrarca (infastidito dalla grafia
complessa), Lorenzo Valla, Giorgio Vasari (la definisce “mostruosa e barbara”) etc, non si tratta di un
movimento figurativo di origine tedesca, ma francese (Ile-De-France).
Arte classica come equilibrio e armonia, gotico come disequilibrio e caos
Il gotico viene rivalutato nel 700, con la pubblicazione dell’opera in 10 volumi “L’architecture” di
Viollet-le-duc (1854-68).
Movimento eterogeneo e di portata Europa divisibile in:
- Gotico antico
- Gotico medio
- Gotico maturo o tardo (gotico inernazionale o cortese)
→C’è un denominatore comune che lega le manifestazioni: crisi del rapporto tra realtà e
trascendenza. Nascono nuovi movimenti eretici, combattuti dai nuovi ordini religiosi:
● CISTERCENSI → Bernardo da Chiaravalle
● FRANCESCANI → Bonaventura da Bagnoreggio
● DOMENICANI → Tommaso d’Aquino
Da un punto di vista storico, si tratta di un momento in cui si vive la caduta dei due poteri tradizionali:
impero (casata aveva) e papato (trasferimento della sede papale da Roma ad Avignone). Si
costruiscono monarchie nazionali non più rette su basi di ordini trascendenti, ma sulla affermazione
delle capacità individuali. → Pssaggio dal Comune alla Signoria, espressione di un società urbana e
mercantile in cui prevalgono i valori individuali.
La cultura non è più monopolio dei monasteri data l’introduzione delle università (cultura laica). Di
conseguenze, anche l’arte si concede al versante profano e la sfera della committenza dei fa più
ampia e variegata → ARTE PROFANA
Iniziative maggiori:
- Potere Ravello
- Papato
- Altre gerarchie ecclesiastiche
- Ordini monastici
Committenza dei ceti medi urbani (banchieri, commercianti, artigiani):
- Singoli
- Corporazioni
Si sviluppano le botteghe, in grado di assumere gli incarichi più vari (commissioni di prestigio, oggetti
di devozione privata, prodotti artigianali). La realizzazione delle opere avveniva attraverso il magister
(capo bottega), passando per i più esperti e concludendosi con i garzoni(=lavori di minor importanza).
Le opere vengono firmate, es:
- pulpito del battistero di Pisa
- Maestà del duomo di Siena
Si ha una battuta di arresto con la peste del 1348 (raccontata da Boccaccio nel Decameron) che
riduce la popolazione di un terzo con terribili conseguenze economico-sociali.
Caratteristiche
Alla base dello stile stanno due concetti:
● Esigenza di costruire edifici sempre più alti
● Edifici inondati di luce: valore simbolico teorizzato per la prima volta dal’abbate Suger in St.
Denis→ grazia divina
→ caratteristiche già presenti in alcuni casi eccezionali (es. St. Etienne in Normandia) e che ora si
affermano
Per erigere edifici con queste caratteristiche, bisogna apporre delle modifiche/novità.
Funzionali:
● Pilastro a fascio: sostituisce il pilastro cruciforme di stampo romancio per la sua qualità
elastica
● Costoloni a volta a crocera
● Archi a sesto acuto: sostengono le spite laterali non assorbite dai pilastri
● Archi rampanti: collegano il unto dove cade il peso della volta ai contrafforti
● Pinnacoli: valore funzionale, spingono il peso verso il basso
Decorativi:
● Triforio: da “trifora”, è un’apertura a tre archi non praticabile; erede del vecchio matroneo
● Lanterna
Nonostante l’occhio raggiunga subito l’abside per via dell’assenza di ostacoli, quest’ultima si offre
arricchita di complicazioni: deambulatorio con cappele radiali → giochi di luce che simboleggiano la
ricerca di Dio
Le facciate:
● Rosoni
● Sculture a tutto tondo: sostituiscono gli altri rilievi romanici
Opus Francigenum (nome del gotico in età medievale in Francia)
Saint-Denis, Parigi
Abbazia che custodiva le reliquie di S. Dionigi, apostolo delle Gallie.
Secondo la tradizione sarebbe stata edificata dal re Merovingi o Dagberto I e rappresenterebbe la
principale abbazia del regno franco, in quanto accoglie tombe di re e custodisce i regalia. Agli inizi del
XII secolo l’abbazzia è in decadenza e l’abbiate Suger avvia un progetto di ricostruzione.
La sua opera di ricostruzione riguarda la parte occidentale, dove apre le due campate per realizzare
la facciata, con due torri e tre contrafforti. I portali sono strombati con la lunetta decorata con tema di
cristo giudice.
Abside con deambulatorio e cappelle radiali innovative in quanto sostenute da volte → eretto
sull’antica cripta ampliata e fornita di nuove volte.
Nonostante ci siano elementi romanici (archi a tutto tondo), l’articolazione risulta del tutto innovativa.
Francia
Italia
● Penetrazione più l’età delle forme gotiche → tenace vitalità della tradizione romanica
● Durata più breve → rapido affermarsi delle forme rinascimentali
Opposizioni Compromesi
Ordine cistercense
→ ramo dell’ordine benedettino che si stacca da CLuny, fondando Cistercium in Borgogna su
iniziativa di Roberto di Molesme e fissando la nuova [Link] Alberico e Stefano Harding, Citeaux
ottiene la piena indipendenza.
1113-1115: Citeaux viene affiancata da altre abbazie:
- Le Fertè
- Morimond
- Pontigny
- Clairvaux
Il protagonista del nuovo ordine è Bernardo da Chiaravalle (1090-1153) che stende l’Apologia ad
Guillelmum Abbatem, in cui si afferma:
● la decorazione (dipinta o scolpita) non aiuta la mediazione del Monaco, ma lo distrae con
forme bizzarre e mostruose
● Le chiese sono scandalosamente ricche mentre i fedeli in miseria
● L’esagerazione slancio delle costruzioni moderne è “vanità delle vanità, più ridicola che vana”
→ ICONOCLASTIA BERNARDINA
Combatte contro i movimenti eretici, la corruzione della Chiesa di Roma e la rilassatezza dei costumi
morali di Cluny. S’intende tornare alla purezza della regola benedettina: ideali di povertà e auserità. Si
ha una stretta osservanza della regola, abolendo le debite (soldi e regalie), dividendo la giornata tra
preghiera e lavoro (orat et labora → ritroviamo il concetto nelle miniature dei monaci). → questi
principi li ritroviamo anche nella loro arte
Abbazia di Fontaney
Costituirà il prototipo delle oltre 70 filiazioni di Clairvaux
- schema “ad quadratum” (schema modulare a base quadrata, privo di linee curve)
Il modello viene esportato grazie ai cantieri-scuola, grazie ai quali uomini vengono addestrati a
realizzare il progetto ovunque e capaci di insegnare a qualunque tipo di maestranza a realizzare il
progetto con qualcuno materiale.
Chiesa Abbaziale di Fossanova
Vengono bonificate le paludi sul terreno su ui poi S. Bernardo edifica la Chiesa (attività meritoria dei
cistercensi)
La pianta è quasi sovrapponibile a Fontaney
- archi trasversi
- Semicolonne pensili
Architettura mendicante
Inizia solo a metà del II secolo per favore dei francescani e i domenicani ha nono verso la
popolazione, in quanto per la loro ideologia non era neppure necessaria la costruzione di edifici.
Ci sono dei casi eccezionali come: S. Francesco di Bologna, S. Lorenzo a Napoli con una soluzione
che non troviamo nell’architettura italiana.
Caratteristiche:
● adesione a forme di architettura povera
● Grande varietà tipologia che spiega: i mendicanti guardano all’architettura dei luoghi dove s
insediano e si insediavano in edifici già costruiti che restaurano
Le piante erano a a navata unica (preferenza) o a più navate.
Negli alzati di quelle a più navate:
- navate di altezza differente (basiliche)
- Navate dela stessa altezza (chiese a sala)
- Navate di altezza leggermente differente (pseudo-sala o pseudo-basilica)
Le coperture:
- a tetto con travature in vista
- A volte a crociera
- Combinazioni dei due tipi
A partire dall’ultimo quarto del Duecento vengono introdotte due innovazioni:
● sviluppo del transetto intorno al quale si articola un numero sempre maggiore di cappelle
● Copertura integrale a volte
Ritorno ai rilievi sui pilastri (Storie della Genesi, ALbero di Jesse, Vita di Cristo, Giudizio finale)
→ l’albero di Jesse prende il nome dalla profezia di Isaia: “un germoglio spunterà dal tronco di Jesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici” → albero genialoidi di Cristo
3) S. Maria del Fiore, Firenze
Viene progettata da Arnolfo di Cambio a partire dal 1296 e. Quando muore (arco cronologico non
preciso), c’è un momento di stasi dei lavori che poi riprenderanno con Giotto che si dedicherà
prevalentemente al campanile, Nicola Pisano e Francesco Talenti.
Francesco Talenti amplia il progetto dei precedenti, senza però tradire la pianta originaria della
cattedrale.
1421: Brunelleschi realizza la cupola su. Progetto di Arnolfo i Cambio
- Corpo longitudinale con un vaso corpo centrale
- Presbiterio a trifoglio con cappelle radiali aperte attorno a vani poligonali (coperti da
semicupole)
→ è evidente l’origine gotica, ma il ritmo delle arcate e la maestosità dei volumi rivelano uno spirito
classico.
4) Duomo di Milano
Iniziato nel 1386, così detto in un’iscrizione (un secolo dopo gli edifici precedenti). Crolla il campanile
su S. Maria MAggiore sull’antica cattedrale precedente. Originariamente doveva essere nello stile
locale ma il controllo dei lavori passa in mano a GIan Galeazzo Visconti che:
- impose l’adozione del marmo
- I Mosè le forme del gotico internazionale
→ non esistono documenti che testimoniano i primi anni della costruzione, né tanto meno documenti
che consentono di attribuire la paternità del primo progetto. E’ probabile che anche il progetto iniziale
sia stato formulato da un gruppo di esperti.
→ interpretazione della lingua tardogotica sulla base delle tradizioni locali
- 5 navate con transetto
- Abside poligonale
- Tiburio e lanterna: realizzati nel 700
- Facciata: realizzata nell’800
→ la costruzione impiega un arco cronologico molto ampio
Rispetto alle cattedrali francesi non ci sono cappelle radiali intorno all’abside. D’altro canto c’è un forte
slancio verticale, attentato dalla vastità dello spazio.
L’ossatura portante dell’edificio è costituita da:
- piloni
- Mura perimetrali: aperte da finestre ogivali (lunghe e strette) ma sempre rinforzate da
contrafforti
Federico II
Come detto precedentemente, il passaggio dal romanico al gotico, in Italia, venne favorito - tra le
varie questioni - dagli interventi di Federico II di Hohenstaufen. Fu una figura eccezionale sia dal
punto di vista artistico che culturale nella sua forma più ampia.
Vediamo alcune iniziative:
● 1224: fondazione dell’Università di Napoli per promuovere gli studi legislativi
● 1231: redige il Liber Augustalis (Costituzione di Melfi), corpo di costituzioni per
l’amministrazione di uno stato unitario.
● 1231: riconosce la scuola medica di Salerno dove istituisce il primo insegnamento di
anatomia con la pratica della dissezione dei corpi
● Promuove la prima scuola poetica in volgare (scuola poetica siciliana)
Dal punto di vista artistico è interesse sia all’architettura transalpina che al naturalismo di derivazione
francese. Chiama alla sua corte monaci cistercensi, matematici e tecnici arabi
Essendo imperatore, promuove il recupero del modello classico (Impero romano):
→ Augustae: prima moneta d’oro ad essere battuta nel [Link] riferimenti iconografici alle
monete classiche
→ Cammeo: lavoro della pietra pomice che sia dal punto di vista stilistico che iconografico (temi
profani, raramente sacri) guardano al modello classico
Tra il 1220 e il 1250 promuove un programma di fortificazione del Regno. Costruisce numerosi castelli
(Puglia e Sicilia) a presidio:
- Dei confini territoriali
- Delle coste
- Delle grandi vie di comunicazione
Nello Statutum de preparazione castrorum ne sono citati 250 → volontà di onnipresenza
I castelli raramente sono costruiti ex novo e presentano pressocchè tutti le stess caratteristiche
planimetriche:
● pianta geometrica
● Cortile centrale (epicentro della struttura complessiva)
● Ambienti voltati a crociera
● Cortine murarie rinforzate
● Torri
Tecniche architettoniche diverse:
Impianti planimetrici delle castelli arabi e dei crociati struttura gotica cistercense
rocche bizantine e delle (guarda anche alle soluzioni (modulo quadrato e dettagli
fortificazioni normanne tecnologiche idrauliche) decorativi)
- pilastri - slancio
- Capitelli - Decorazione degli intagli
- Architrave - Volte a crociera costolonate
- Timpano - Capitelli a crochets
- Profili taglienti dei cornicioni
In una delle torri, troviamo la volta degli Ignudi: le nervature ad ombrello sono sostenute da
personaggi nudi non riprende la perfezione del nudo classico ma sono individualizzati, tanto da
pensare possano essere dei ritratti.
Splendido l’apparato decorativo con intra si di marmi preziosi e mosaici in cui Federico II impiegò
maestranze di cultura araba, forse siciliana.
→ Espressione del sincretismo che caratterizzò l'Italia meridionale sotto i Normanni e gli Svevi
Porta di Capua
A presidio della città, sul ponte sul fiume Volturno, che segnava il confine con lo Stato della Chiesa.
Venne distrutta nel 1557, ma siam in grado di ricostruirla attraverso i resti e i disegni di Francesco di
Giorgio Martini.
Schema romano antico:
Ingresso munito di torrioni ad andamento circolare, che posano su un basamento poligonale
raccordato da pennacchi a loro volta poligonali con delle teste di grande moumentale compostezza
classica e intensità espressiva gotica.
Aveva due funzioni:
→Giustizia: ci sono sculture che rimandano al tema (giudici (Pier delle Vigne e Taddeo da Sessa),
Capua fidelis (giustizia), Federico II in trono). Troviamo delle iscrizioni che proclamano il fondamento
terreno e laico della giustizia il cui unico garante era l’imperatore. Nelle sculture troviamo un intenso
classicismo tradotto con i mezzi formali gotici: salda costruzione plasticità e vigorosa intelaiatura
lineare.
→Opere imperiale
In questo periodo troviamo molti busti identificati come ritratti dell’imperatore.
“Pulcher homo et ben formatura, se ed medie stature fuit” - Salimbene da Parma
Gotico=gusto naturalistico
Questo concetto si manifesta nell’arte Federiciana. La vediamo espressa in 2 capitelli da Troia (ante
1229, quando la cattedrale di Troia viene demolita per via di una sommossa), dove sono
rappresentate quattro teste di uomini particolari, di quelle etnie che caratterizzano la popolazione.
→ SCUOLA DI FEDERICO COME PRIMA SCUOLA LAICA →studio scientifico della realtà che si
manifesta anche nella stesura di manoscritti (terme di Pozzuoli e i suoi benefici; manuale medico, “De
arte vena di cui avibus”=come si addestrano i falconi → l’originale venne rubato mentre era a caccia;
abbiamo la copia realizzata da figlio. Vediamo le belle e originali miniature degli uccelli)
Arista piano dotato di capacità tecnica e imprenditoriale. IN tutti i documenti si definisce Pigliano,
mentre in due specifici, c’è scritto “dell’Italia meridionale”: ipotesi che abbia avuto una formazione
meridionale, in ambito federiciano → delle sue opere emergono delle congruenze:
- Riferimento a modelli classici (non imitazione ma studio!): rappresentazione naturalistica
- Conoscenza dei traguardi raggiunti dalla scultura gotica
Si pensa poi sia passato per Roma, ma non è certo, né tanto meno necessario a saperlo perché già
Pisa era cara alla cultura classica.
Pulpito del Battistero di Pisa
Commissionato dall’arcivescovo Visconti nel 1257 e concluso nel 1260. Si tratta di un'opera di un
artista già maturo, in quanto si tratta di una committenza importante.
Novità:
- tipologia: prisma esagonale libero nello spazio. Rielaborando le esperienze assunte in ambito
federiciano (contatto con il razionalismo cistercense, interessi matematici e geometrici della
corte imperiale)
- Rapporto con lo spazio circostante
- Relazione tra la struttura e la decorazione
- Stile delle figurazioni: si eleva su basi o leoni stilofori, mentre il gruppo centrale su Moroni
(uomini nudi o meno). Nei pennacchi vediamo le figure dei profeti e gli evangelisti con i relativi
simboli. Agli nugoli sopra i capitelli, abbiamo la figura di San Giovanni, l’Arcangelo Gabriele e
le virtù cardinali.
-
Probabilmente fu ideato dal cardinale data a forte impronta religiosa:
● colonne come le 7 sacramenti
● Riferimento al mondo prima dell’incarnazione di cristo
● Nelle lastre i temi della predicazione francescana
→ linguaggio semplice e coinvolgente che si fa sintesi delle due componenti che hanno segnato la
sua formazione: l’antico e il gotico transalpino
Struttura: Rilievi:
- archi trilogia - figure dalle forme solide
- Slancio verticale - Figure che si muovono con grande
- Capitelli (a crochet) naturalezza nello spazio
1. Lastra: Giuseppe e la lavanda del bambino, l’annunciazione, la Vergine e l’arrivo dei Magi.
Sono forme grandiose ed eroiche caratterizzate dalla successione dei piani, concentrati da
una linea
2. Lastra: l’arrivo dei Magi
3. Lastra: presentazione al tempio: area più vibrante per via delle figure che sembrano
contenere la spinta che viene dallo sfondo. Vediamo una serie di personaggi come la vergine,
il vecchio che avanza sorretto dal bambino etc.
4. Lastra: la Crocifissione: tema della predicazione francescana → motivo dello svenimento
della vergine (“dolore che spezza il corpo”). Uno studio quasi psicologico dei personaggi
5. Lastra: il Giudizio
→ ripresa di modelli antichi specifici
Lunetta del portale sinistro si S. Martino a Lucca
Dibattito critico su l'autografia e sulla cronologia (non c’è alcun documento) → molte caratteristiche
stilistiche simili
Deposizione della croce: adatta la scena la forma della lunetta e le figure si piegano alla curvatura. Si
percepisce la drammaticità della scena.
A Bourges viene fatta una deposizione da jubè che presenta delle correlazioni.
S. Trinità, Firenze
Terminazione con cappelle ai lati dell’ abside sarà ripresa nelle due maggiori chiese fiorentine del
secondo Duecento.
→ attribuzione discussa
Battistero di Pisa
Attribuzione certa.
- cupola: copre la cupola conica con una emisferica
- Arricchisce con un motivo gotico con il coronamenti a gables
- Teste all’imposta e alle chiavi di volta loggiato
Siena
- teste-capitello della trifora no ed
- Teste mensola della cornice del tamburo della cupola
Nasce in provincia di Siena, nonostante in alcuni documenti venga chiamato “di Florencia”. Nel 1265
è allievo di Nicola Pisano e questo ci permette di identificare la sua data di nascita. Muore in un arco
cronologico che va dal 1302-10. L’ultimo documento in suo nome riguarda la Cattedrale di Firenze.
Lo sentiamo per la prima volta nella realizzazione del pulpito per il Duomo di Siena con Nicola Pisano.
1266: documento tra Melano e Arnolfo dove il frate minaccia l’artista di multarlo perché ancora non si
è messo a lavorare. Il documento è oggetto di discussione perché si domanda come il frate si
interessasse tanto all’allievo di Nicola:
- Persona precisa
- Conosceva già la bravura di Arnolfo: avrebbe già dato dimostrazione delle sue capacità. Tesi
favorita dal fatto che nel suo stile sorgono degli elementi che potrebbero rimandare all’arte
cistercense.
→ Se dopo il richiamo arriva subito, vuol dire che Nicola lo aveva lasciato in un cantiere, interrotto per
raggiungere Siena
● problema dell’arco di San Domenico di Bologna: non appare la mano di Nicola
● problema del pulpito di Siena: c’è un momento in cui l’opera viene vivisezionata alla ricerca
ma ultimamente sospesa e ripresa per il 100enario dalla sua morte.
→ collaborazione tra tutti i lavoratori nel cantiere sotto la suddivisione del capo
Fontana di Perugia
Dal 68 al 77 c’è un arco cronologico in cui non si hanno tracce di Arnolfo, riapparendo nell’iscrizione
della fontana con “sottilissimo e ingegnoso maestro”.
Carlo D’Angiò (senatore di roma)
Documenti nei quali sappiamo che Arnolfo lavora nella sua corte: egli richiamava solo artisti francesi.
Dove lo incontra? Non lo sappiamo, ma ipotizziamo che andò per tempo in Francia a confermare
come faccia avere tanta familiarità con l’arte cistercense.
Emblematica del loro rapporto è la statua di Carlo D'Angiò attribuita ad Arnolfo: statua onoraria che
faceva parte di un complesso architettonico, correlata ad un’altra figura d’araldo, base di un arco
trilobo.
Ci sono dei sospetti per cui Arnolfo avrebbe fatto solo l’araldo, tesi non ben accettata. C’è una
sicurezza monumentale tipica di Arnolfo nonostante il modellato non molto. Sottolineano però che la
statua è stata raschiata dal colore, ultima rifinitura nel modellato.
Fontana di Perugia
A lungo tempo confusa con la Fontana Maggiore dei Pisano, mentre si tratta di una fontana interna a
due vie. Fontana detta “minore”, nonostante probabilmente non avesse piccole dimensioni.
Venne commissionata nel 1277 e rimossa nel 1308 per via di un deterioramento dell’acquedotto.
Sono state ritrovate 5 sculture:
1. Due Scribi: di cui uno cefalo
2. Tre Assetati
Circa come era la fontana sono state fornite diverse ipotesi, non solo circa la sua struttura, ma anche
sul loro significato
● Laico: gli assetati sono persone che bevono e gli scribi sono personaggi del comune
● Cristiano: si immagina un Cristo centrale e si interpretano gli scribi come evangelisti (quattro),
la vecchia come la Maddalena, la samaritana al pozzo e il parentado della piscina
Da un punto di vista archivistico vediam che Arnolfo dimostra già nella sua primo era e sue
caratteristiche:
- Rileggere in chiave gotica i modelli antichi
- Attenzione concreta alla realtà
- Essere architetto anche quando scolpisce → capacità di organizzare tridimensionalmente lo
spazio che ha sempre al centro il gesto e l’azione umana. Le figure ad esempio hanno un
rapporto scenico con il fondale architettonico.
→ figure a tutto tondo sintetizzate in una linea gotica, ma allo stesso tempo dotata di una realtà fisica
corposa resa con un intenso verismo.
Es. Nella vecchia assetata vediamo che la veste è tirata tanto la vecchia si è gettata al volo per bere.
Questo ci conferma il fatto che sia una figura tratta dal dato reale.
→ capacità di rileggere in chiave gotica il dato classico
Es. Il paralitico è associata al fiume Tevere al Campidoglio per la posizione, nonostante ci si discosti
per tre elementi iconografici:
- abbigliamento: il paralitico ha la tunica slacciata (=situazione di accattonaggio) e poggia il
piede su un rilievo e il braccio su uno sgabello (=elementi della malattia)
- Attributi
- Posizione della testa, non girata verso la cornucopia
Servendosi di un modello antico, arriva a due novità:
● costruzione di un modello cubico secondo una veduta unitaria
● Attenzione sperimentale al dato reale e in particolare al “fenomeno malattia”
Monumento funebre, S. Domenico, Orvieto
Monumento funebre del cardinal Guglielmo de Bray (1282) (N.B. La data di morte dei personaggi è un
termine cronologico di riferimento non sempre preciso).
Si trovava originariamente nel corpo longitudinale della chiesa e nel 600 venne trasferito nel transetto.
Viene restaurato nel 1993 e concluso nel 2004.
Si tratta di un monumento rimontato tenendo in riferimento de monumenti a baldacchino giacente
(Sepolcro di Clemente IV e Sepolcro di Adriano V), nonostante abbiano avuto una storia analoga:
bombardati, rovinati, restaurati.
Caratteristiche comuni:
- Monumento al muro
- Baldacchino
- Figura giacente
Dalla tradizione riprende alcuni elementi, rinnovandoli:
- basamento con motivi cosmateschi → inserisce una galleria a giorno (=con spazio)
- Figura giacente → dato naturalistico: la pelle è anziana
- Commendatio Animae: tema in cui il defunto inginocchiato, viene presentato dai protettori alla
Vergine e Cristo → non è a mosaico o in pittura, ma in scultura
- Copertura a baldacchino
Studiando il monumento, la romanini scopre il metodo di lavorazione di Arnolfo → CRITERIO DI
VISIBILITA’=
● Rifinisce le parti in vista, mentre il dettaglio sparisce man mano che la figura svanisce
rimanendo grezza nelle parti non in vista.
● Proporziona le figure calcolando il punto di vista.
→ ci permette di ricostruire in parte le sue opere
Le cortine sono aperte da due figure con tracce di colore negli occhi (osserviamo il criterio d i visibilità.
Nella parte superiore c’è un errore: il trono doveva essere diverso originariamente. La Vergine doveva
emergere e non sprofondare dietro i braccioli e la mano andava avanti, leggermente ruotata, come a
benedire le figure di San Marco il cardinale e San Benedetto.
La figura della Vergine che veniva citata da tutti come esempio del classicismo di Arnolfo, è una
Giunone della Triade Capitolina rielaborata tagliando l’attribuzione pagano (=cornucopia)
sostituendola con una cristiana (=bambino).
L’accolito di destra fa riferimento all’ifigeniaa, compianto l’iconografia e il suo messaggio (=le truppe
non riescono a raggiungere troia perchè non tira vento e chiedono ai dei di aiutarli in cambio del
sacrificio di Ifigenia. Donna x la salva sostituendola con una capra) → morte espressa dai rettangoli
statici del basamento mentre la vita dai triangoli disegnati dai tre punti santi
Un documento del 1300 ci dice che Arnolfo viene esonerato dal Consiglio dei Cento dalle tasse. In
quanto è il costruttore più importante del periodo e grazie a lui Firenze eccellerà. Corpo longitudinale
coperto da volte a crociere su cui s’innesta in una pianta centrale con tribune poligonali (non absidi) e
con una cupola il cui merito se lo prende Brunelleschi, nonostante poi venga progettato e costruito di
fatto da Talenti. Entrambe si appoggiano su quanto fatto da Arnolfo: Talenti amplia la pianta e
Brunelleschi realizza una cupola già progettata da Arnolfo. Questo la capiamo perchè c’è un'iscrizione
commemorativa sul quale si attesta l’opera ad Arnolfo. Ulteriori conferme sono:
Arnolfo realizza anche la facciata, lasciata incompiuta fino al 1587, quando Bernardo Bontalenti
impone uno stile più moderno e la demolisce per poi essere ricostruita nel 1800.
● Registro inferiore: basamento con monofore e bifore, galleria trabeata abitata da statue
● Registro superiore: arcata con figure
● Tre grandi portali con figurazioni
Le statue:
● Vergine della natività: ci fa tornare in pensiero quella perduta del presepe e viene
rappresentata da Arnolfo giacente
● La Dormitio Virginis: San Giovanni che la cinge. viene perduta nella seconda guerra mondiale
e oggi ne abbiamo solo il calco
Palazzo Vecchio
Iniziato nel 1299 è terminato poco dopo il 1310. Bugnato rustico= muratura dove le pietre sono
appena sbozzate e rimangono sporgenti
La Romanini aveva avanzato l’ipotesi che si trattava di Arnolfo, nonostante non fosse pittore, molte
sue sculture erano pitturate.C’è un’attenzione al fenomeno Malattia (vista nella fontana di Perugia)La
cecità è rappresentata in modo molto puntuale: palpebre gonfie prive di ciglia — malattia molto diffusa
di cui soffriva anche san Francesco: TRACOMA (=congiuntivite che portava alla cecità)
→ La morte di Arnolfo è registrata nell’obiturario di Santa Riparata: morto l’8 Marzo senza l’anno. C’è
un arco cronologico che va dal 1300 e il 1310.
Giovanni Pisano
Artista più giovane che troviamo nominato per la rima volta nel 1265 nel contratto con Fra Melano per
il Duomo di Siena. Giovanni è quello che ha avuto maggior seguito che ha suscitato ispirazione e che
ha fondato una propria scuola. Se Nicola Pisano è lindo e sereno, Giovanni è un personaggio
tormentato. Maggior attenzione viene attribuita all’espressività.
Battistero di Pisa
Realizzata nel periodo romanico, (metà del 12esimo secolo) su progetto di Diotisalvi. Nel 13esimo
secolo la cupola viene mascherata da una cupola emisferica che poggia sul perimetro esterno. Nella
fase gotica lavorano Giovanni e Nicola che intervengono aggiungendo degli archetti gattonati
(=ricciolini esterni) con all’interno dei mezzi busti e, all’apice, statue a figura intera. Riconosciamo
Giovanni per le figure tormentate e drammatiche. Le statue superiori vengono realizzate dopo essere
tornato da Siena e, il discorso dal punto di vista formale è totalmente indirizzato in senso gotico. Per
visualizzare l’inquietudine due personaggi, adotta un escamotage, sottraendo le figure al loro asse
verticale accentuando i movimenti.
Duomo di Pisa
Realizzata nel periodo romanico, (metà del 12esimo secolo) su progetto di Diotisalvi. Nel 13esimo
secolo la cupola viene mascherata da una cupola emisferica che poggia sul perimetro esterno.
Arnolfo realizza la madonna con bambino che doveva trovarsi in una delle porte laterali. Soggetto
derivato dall’iconografia francese, perché il gruppo della madonna con bambino serviva a dividere i
grandi portali.
Giovanni rivela la sua dipendenza dal padre. Nella madonna vediamo una compostezza e una
salvezza dell’impianto che deriva dal padre e da quale riprende il motivo a falce: velo della vergine
che scene e viene preso dal braccio del bambino culminando con la sua testa: mette in evidenza lo
scambio di sguardi e l’intensità drammatica. Motivo già visto nel pulpito del duomo di Siena nella
scena della visitazione.
● carattere monumentale
● Stretto rapporto tra architettura e scultura
Duomo di Siena
Giovanni guarda alle cattedrali francesi. Si cimenta nella realizzazione delle sculture che is
rapportano all’architettura. Realizza solo la parte inferiori, poi entra in conflitto con i committenti e se
ne va. Dov’è la sua autonomia rispetto alle cattedrali francesi? Conforto: nella cattedrale di Notre
Dame: le statue sono ancorate all’apparato murario, mentre in Giovanni sono a tutto tondo e
svincolate dall’architettura che si riduce a fondale.
Sono statue di personaggi legati alla vergine: apostoli, filosofi antichi (premonizioni relative alla figura
della Maria), fede pagana e giudaica → cantano un inno di lode alla Vergine Maria
Nell’800 sono stati levati e messi nel museo e sulla facciata sono stati lasciati i calchi: da una parte è
un bene dal punto di vista conservativo, ma si perde il rapporto tra le statue.
Datata 1301. Presenta un’iscrizione con scritto “seppe superare il padre in sapienza” in riferimento al
confronto tra Nicola e Giovanni (soggetto).
● Colonne
● Leoni stilofori → una sulla figura di atlante che si piega come se sentisse il grave che preme.
Al centro il gruppo di aquile
● Capitelli: a Pisa le Virtù mentre a Pistoia le sibille (=tema della facciata dove qui glorificano
Cristo, mentre fuori la vergine) Sono figure vibranti dove la premonizione da due risultati
diversi: c’è individualizzazione accomunate dalla sorpresa e lo spavento della profezia
● Pennacchi: i profeti
● astre: non sono divise come a Pisa da gruppi di colonnine di colore diverso ma come a Siena
dalle figure. La differenza è ce le figure di Siena si mischiano un po’ con i personaggi delle
lastre, mentre quelle di giovanni sono grandi e staccano in maniera decisa.
● Arco acuto trilobato che offrono maggior slancio
Per quanto riguarda le storie delle lastre, sono le stesse di Nicola: natività, crocifissione, giudizio
finale, l a passione etc. Le scene sono interpretate e realizzate diversamente: drammaticità di
Giovanni data da:
● contrasto luce-ombra
● Affollamento e dinamismo delle figure
● Incarnazione ritmo lineare
Il programma iconografico svolge il tema della Redenzione, che si svolge su tre livelli:
● simboli del peccato e della lotta tra bene e male (leoni e ancelle)
● Profezia (si elle e profeti)
● Attenuarsi della redenzione tramite l’Incarnazione, a passione, il Giudizio (scene)
Il linguaggio gotico arriva a completa maturazione. Giovanni spezza il panneggio rispetto a quella di
Pisa: non arriva fino in fondo ma si accorcia nella mano e si scioglie lungo il pavimento. Modello
francese: Madonna della chiesa di fontenay: inarcamento che si bilancia con l'andare avanti della
testa. Diverso è lo sguardo: è come se la Vergine prevedesse quello che sta per succedere, il
sacrificio del figlio.
Iniziato e commissionato nel 1302 e realizzato in un lungo arco cronologico fino al 1311. Viene
smembrato, vittima di un incendio e ricostruito in epoca molto più tarda. Mancano alcuni elementi che
rendono difficile la lettura dell’opera. Ci sono due iscrizioni che ci danno notizie importanti: Giovanni è
l’autore ed è insoddisfatto. Ha avuto difficoltà con i committenti, lui veniva pagato 8 soldi al giorno:
come veniva pagato il lavoro materiale. Quando andava come o sull’ente, gli veniva pagato un
pranzo: il lavoro intellettuale non era riconosciuto.
Guarda di nuovo ai gruppi del padre nonostante molte cose siano cambiate:
● nove lati
● Le lastre sono convesse: struttura circolare che accentua l’autonomia spaziale
Alcune colonne sono su plinei e leoni, mentre su altre ci sono dei gruppi:
● Le virtù cardinali: fede, speranza e carità; sopra ai plinei con le arti liberali
● Figure sono interpretate come la chiesa e le carità sopra le virtù cardinali (giustizia, prudenza,
fortezza etc.)
● Cristo sopra gli evangelisti e due figure: atlante (Giovanni Pisano) e figura inginocchiata
davanti san Giovanni (forse il committente)
● Figura bifronte: Ercolano e san Michele
Ci sono molti aiuti e si discute sull’attribuzione dell’opera che se è indiscutibile ma mano di Giovanni.
Per quanto riguarda le figure sui capitelli sono sibille, evangelisti etc. Per quanto riguarda le lastre ci
sono le solite storie con la nascita di san Giovanni. C’è da dire che le figure sono un po’ deformate e
allungate.
Si trovava nella chiesa di san Francesco castelletto a Genova, distrutta. Il monumento ha pochi
frammenti. Non sappiamo com’era la struttura ma individuiamo le virtù cardianli che sorreggono il
sarcofago. Sopra c’è l’elevatio animae. Famoso è la defunta sollevata dagli angeli. Nell’iscrizone del
pulpito c’è scritto che Giovanni fece splendidi lavori inlegno e oro e per questo gli sono stati attribuiti
una serie di crocifissi dove torna il tema del capo di Cristo caricato e addolorato. (Croce a Forcella).
La pittura fa fatica a liberarsi dagli influssi dell’arte bizantina. Nella prima metà del 200, c’è diffusione
della pittura su tavola a soggetto sacro.
Immagine che perde il suo attributo didattico, diventando poi oggetto di culto (sollecita la preghiera)
La produzione di tavole è legata in particolare all’ordine dei francescani, perchè si sviluppa in quella
particolare zona dove c’erano le chiese dei francescani. Nella pittura su tavola vengono sviluppate
forme, iconografie e modelli stilistici derivati dall’Oriente bizantino ma modificati in modo sostanziale.
● Croce dipinta
● Tavole agiografiche
● Maestà
1. Croce
Giunta Pisano
Il primo rinnovatore del genere stilistico è Giunta Pisano, del quale sappiamo nulla se non che lavora
con i francescani. Non abbiamo la prima opera: croce per la basilica di san Francesco. Per
concentrare l’attenzione, riduce al minimo le decorazioni di contorno. Qualche incertezza si riscontra
nel corpo di Cristo dove c’è rigidità nel contorno. Maggior maturità espressiva nelle pie donne e nelle
scene della Passione. La testa viene sempre più a infossarsi nelle scapole e nel collo.
● linarismo svelto
● Colore acceso e brillante
● Proporzioni
● Modellato che costituisce forme metalliche
● Colori dai toni lividi
2. Tavola agiografica
● Santo
● Episodi relativi alla sua vita
● Rappresentazione con madonna rigida e frontale con bambino in bracco con ripresa dei temi
bizantini
● Tema più umanizzato con bambino su un ginocchio che si rapporta a lui, riprendendo le
iconografie bizantine: Eleusa (dolce, quando stanno guancia a guancia) e glykophilusa
Ci sono casi di contaminazione:la madonna si palesa nella carta agiografica. Ci sono 4 santi con sotto
la scena di San Mattia e il povero.
Coppo di Marcovaldo
● Suggerimenti spaziali
● Concretezza corporea
● Dimensione monumentale
COMPONENTE PATETICA
realizzazione dei mosaici della cupola del battistero in cui sono chiamati anche i mosaicisti veneti:
bocca dell’inferno con figure mostruose e caricaturali che suscita paura.
● continua quello che Giunta e Coppo Marcovaldo avevano appena cominciato (svincolamento
dalla tradizione bizantina). Vasari scrive che fu il primo a “discostarsi dalla scabrosa e goffa
maniera greca”
Novità:
L’attività inizialmente di Cimabue a Firenze nella cupola del Battistero, in tre scene:
Il primo grande cambiamento è nello spazio. La parte inferiore presenta delle grandi
arcate con dei profeti. La Vergine che indica il bambino ha i piedi che poggiano su
due gradini diversi. Gli angeli sono in prospettiva diversa e hanno delle corrispondenze cromatiche.
La Vergine è volumetrica ma non ha peso.
Problema di cronologia. Cimabue attivo nella chiesa di Assisi come capo-cantiere dove ruotano tutti
gli altri artisti che vengono da tutte le parti della penisola. I colori chiari sono scuri e gli scuri sono
chiari (come i vecchi negativi). L’individuazione delle scene è complicata.
● volta centrale: gli evangelisti sono seduti di fronte città che simboleggiando le zone della Terra
che hanno evangelizzato. La veduta di roma è piuttosto corretta perchè c’è il palazzo
senatorio con stemmi orsini, san Pietro con facciata dipinta, torre delle milizie etc.
Dal punto di vista iconografico, gli schemi sono sempre gli stessi, bizantini, ma c’è una diversa carica
drammatica tutta occidentale di Cimabue (che vediamo chiaramente nelle crocifissioni). Dal momento
in cui Cimabue realizza questa opera poi tutti gli artisti successivi non potranno trascurare la
dinamicità e la drammaticità. - abilità nella realizzazione delle architetture La sua pittura era troppo
innovativa per i suoi committenti tanto da dover andar via dal cantiere. Arrivano i romani, tra cui i
Torriti, la cui ano notiamo nella chiesa inferiore. Se dono crocifisso di santa croce madonna di san
Francesco non abbiamo appunti sulla cronologia. Viene imitata da un artista minore che firma e data
la sua opera. Opera non documentata e non firmata. Ha avuto il drammatico episodio dell
inondazione dell'Arno che ha ridotto in un brutto stato la opera
Novità:
● Madonna Rucellai
● Maestà del Duomo
La prima volta che viene menzionato è nel 1268 come pittore di 12 casse che servivano a contenere i
documenti del convento di Siena. Si fa riferimento a lui perla pittura delle tavolette per la rilegatura dei
libri dell’ufficio delle tasse. Questi due documenti ci fanno capire che ha una formazione come
decoratore, che segnerà il suo stile.
● 6 angeli
● Gesto benedicente
● Mano che poggia sulla coscia del bambino
● Volto della vergine identico
● La cornice con motivi decorativi e clipei con personaggi (santi, profeti legati all’ordine
domenicano, tra cui San Pietro Martire, fondatore della compagnia dei laudesi, committenti
citata nel documento)
Differenza importante:
● gli angeli: in Duccio c’è come l’idea che sono posati, più piccoli e leggeri. E’ come se
avessero portata o in volo il trono e poggiandosi si sono piegati
● impostazione spaziale: Duccio è impermeabile alla problematica spaziale → trono in obliquo
ma ligneo e fragile; sembra privo di peso e volume. C’è una differenza anche nella scelta
cromatica
● Colori brillanti
● Audaci motivi lineari
● il corpo della vergine in Duccio è longilineo, caratterizzato da una linea oro che borda le vesti;
apparentemente sembra avere un valore decorativo, ma dà anche un’indicazione di volume:
la tridimensionlità della figura nonè data dal chiaroscuro ma dalla linea.
Alla linea si aggiunge a luce (=schiarisce il ginocchio per sfondare il primo piano):
● linea
● Colore
Opera in cui il modello di Cimabue è forte ma in cui Duccio mostra la sua inclinazione. In Duccio è
forte la componente gotica che vediamo nella figura della vergine e nella composizione architettonica
del trono → questi caratteri lol troviamo in una serie delle opere successive:
● Madonne con bambino dove il trono inizia ad essere un po’ più spaziale in seguito all’inizio
dell'attività di Giotto
E’ una piccola tavoletta con fondo oro appena in alto, coperto da un drappo tenuto dagli angeli con
una decorazione con piccole mattonelle verdi e azzurre con un riscontro nelle miniature Francesco,
anche il formato sembrerebbe ricondurre a queste. La Vergine è leggermente arretrata per accogliere
con il suo manto i frati = MADONNA DELLA MISERICORDIA
I problemi spaziali non lo interessano, ponendo, piuttosto, molta attenzione al bordo d’oro del drappo
fondale, del manto nella Madonna e nelle figure die frati.
La solida e spaziosa struttura del trono e del superando fanno ipotizzare un primo contatto con Giotto
giovane. Tutti e due partono dal pittura bizantina ma poi la superano:
● fondo oro
● Impostazione severa
● Figura tagliata a mezzo busto
● Presenza die due angeli
● Alcune cifre astratte: mano a cucchiaio e il naso a forcella
● espressione malinconica
● Gesto affettuoso del bambino
● Ritmo fluido dei personaggi
● Seppellimento
● Assunzione
● Incoronazione
(storie di Maria)
Duccio ha fornito i disegni e i vetrai li hanno realizzati. In un secondo momento, poi Duccio ha
ritoccato le figure con la tecnica del GRISAILLE. Il virtuosismo gotico lo percepiamo dalla cornice
mistilinea che inquadra i santi e nella scena del Seppellimento
nuova fase stilistica in cui Ducci esprime una maggior attenzione nella resa spaziale, attraverso, ad
esempio, dal trono marmoreo.
Ci sono due momenti in cui non ci sono documenti su Duccio: 1280-85 e 1295-1302. Sono stati
ipotizzati soggiorni a Firenze, Roma, Francia e Costantinopoli (per spiegare la sua cultura figurativa.
● fronte
● Retro
La predella è la più antica conservata in Italia. L’opera è giunta quasi intatta seppur non in questa
forma. Nel 700 lo utilizzano per separare le storie e i pezzi. La maggior parte rimane a Siena nel
museo del duomo. Il tema che tratta è quello trattato da Giovanni Piano nella facciata: ma, piuttosto
che il tema del caos e del soprannaturale, in Duccio si entra in un mondo quiete privo di drammaticità.
Il trono è diverso, si apre a 360 gradi e c’è certamente un ricordo di Cimabue dando una grande
apertura spaziale per sottolineare la centralità della figura e che elimina lo spazio. Volto reclinato,
molto benevola e dolce che sembra cogliere la preghiera che il pittore vuole incide. Nelle storie di
Gesù o della Vergine troviamo un carattere narrativo:
nella rappresentazione delle scene all’aperto, Duccio sceglie una veduta dal punto di vista
leggermente rialzato, che resterà tipica della pittura senese.
Sala del Mappamondo, Palazzo Pubblico a Siena
Roma
Roma vive un periodo stupendo a partire dal 1277 (Niccolò III) fino al 1303( Bonifacio VIII), che si
occupano ad abbellire la città, costruendo e mettendo in sesto gli edifici. Per il giubileo indetto da
Bonifacio, Roma viene raggiunta dagli artisti più influenti del momento: Arnolfo, Cimabue, Giotto etc.
→ La stagione è breve in quanto le basi politiche ed economiche del papato non erano solide come
pensava Bonifacio, tanto da essere sconfitto nel 1330 dai francesi e dai Colonna. La curia e il papa,
qualche anno dopo, si trasferiscono ad Avignone.
Un episodio importante è l’elezione nel 1288 di Fra Girolamo Masci da Lasciano sotto il nome di
Niccolò IV → primo pontefice proveniente dall'ordine francescano (esigenza di rinnovamento
spirituale della chiesa). La sua elezione ha ripercussioni in ambito artistico: Niccolò IV appena eletto,
lavora al cantiere di Assisi dove emerge la figura di Jacopo Torriti che dipinge la creazione del mondo.
Jacopo Torriti
Artista importante che emerge in questo periodo che conosciamo solo grazie a due firme:
La novità è che ci sono due santi francescani canonizzati 50 anni prima: sono piccoli ma in
posizione centrale (uno di questi è San Francesco).
C’è un’iscrizione che separa l’emiciclo dalla calotta che attesta al committente l’opera. Nell’emiciclo
vediamo una serie di apostoli rappresentati tra le finestre tra due alberelli, dove si nascondono due
figure: Jacopo da Camerino con iscrizione con martello su blocco di marmo “Padre Jacopo di
Camerino socio magister”. Dall’altra parte c’è un frate con un compasso, personaggio francescano
che sta sotto alla firma; si pensava fosse Torriti ma non sappiamo se lui fosse frate perché nella sua
firma non c’è l’appellativo di frate. Quanto Torriti è debitore dell’abside precedente?
● Presepe: Arnolfo V è incaricato da Niccolò IV di realizzare la Cappella del Presepe; alla fine
del secolo, Sisto V fa trasferire il presepe nella cripta della Cappella del Sacramento.
● Abside: viene spostata e decorata. Riporta la firma di Jacopo torriti pittore . Dall’altra parte
c’era la data, che non si legge più, ma abbiamo la trascrizione. Nella nuova abside c’è la
Vergine in una composizione moderna e assolutamente gotica:
● Incoronazione della Vergine: cristo e la vergine seduti in trono in un cielo stellato con al centro
le schiere angeliche, nel momento dell’incoronazione.
● Girali prevalentemente abitati da rapaci (ignificti simbologici); li troviamo anche a San
Clemente e nell’abside del battistero Lateranense.
Le girali culminano in un padiglione al centro del quale pende un medaglione. Nella parte bassa ci
sono i santi con la presentazione dei committenti: san Pietro, San Paolo, san Francesco. Dall’altra
parte, San Giovanni, Sant Antonio. Sottolineano la presenza dei santi francescani che non sono più
piccoli ma ai lati. Vengono presentati i due committenti: papa Niccolò IV (vero committente) e
Cardinale Jacopo Colonna (che prende le redini del progetto alla sua morte). I santi poggiano i piedi
sulla riva del fiume: ai lati due divinità fluviali. Si poggi il braccio su un’ancora dalla quale esce
l’acqua. Al centro la città celeste e San Michele con la spada gemmata. Nuova la decorazione
dell’emiciclo absidale dove, a san Giovanni c’erano solo gli apostoli, mentre qui ci sono le scene
dedicate alla Vergine: Annunciazione, la Natività, la Dormitio Virginis (=di origine bizantina che Torriti
rinnova aggiungendo i santi francescani e un personaggio vestito alla moda del tempo; ma anche con
una carica affettuosa: Cristo tiene tra le mani l’anima della vergine)
Nella sequenza di scene c’è una novità: le scene non hanno nesso cronologico: diventa centrale la
scena della dormitio. Questo ha una spiegazione: tema gotico alla moda e un precedente romano
(abside di Santa Maria in Trastevere). Questa non è una scena di incoronazione, ma abbraccia la
Vergine.
La facciata è coperta dal loggiato di Ferdinando Duo nel 700. Per ricostruire l’originale, ci viene in
aiuto l’incisione di De Angelis (1621) dove vediamo una facciata a terminazione orizzontale (=a
cadetto) e una decorazione nella parte superiore: Cristo, gli evangelisti e i santi. Nella parte inferiore
scene relative alla leggenda di Santa Maria maggiore. La facciata è opera di Filippo Bizuti,
conosciuto per questa firma e per aver restaurato l’icona andata Maria del popolo, pulendo il colore è
uscita fuori la firma dell’autore.
Pietro cavallini
Il fatto di non saperlo identificare con certezza all’interno di un arco cronologico, ha pesato circola la
questione della rivalità con Giotto: “Chi è il vero rinnovatore della pittura del 200?”
Cosa ha fatto:
● affreschi di San Paolo fuori le mura della navata centrale con storie di apostoli, sostituendo gli
affreschi di Leone Magno (Liber Pontificatis)
● Nel 600 il cardinale fa eseguire delle copie: tavole con scene
La riscoperta di Cavallini inizia nel 1242 quando si scopre, grazie a Federico Hermanin, dietro il coro
delle monache di Santa Cecilia in Trastevere degli affreschi con Giudizio Universale di cui tutti
avevano parlato. Si mette in discussione che la pittura romana era arretrata e inceppata negli
schematismi bizantini.
A Santa Maria in Trastevere, troviamo il Ciclo con storie di vita della Vergine che vanno a
completare le decorazioni iniziate intorno alla prima metà del 12 secolo. Le storie si trovano
nell’emiciclo. In basso in un pannello dedicatorio con il committente Bertoldo Stefaneschi presentato
alla Vergine. Alla fine sarebbe dovuta esserci la firma di Cavallini con l’anno: il problema è il rapporto
con Santa Cecilia, ambo patronale da due famiglie importantissime: i Colonna e i Stefaneschi, che in
competizione le fanno decorare.
Torriti decora l'abside ad hoc, mentre Cavallini si torva a decorare su un’opera precedente.
Quest’ultimo si trova a dover risolvere delle problematicità, inventando dell’esarcato soluzioni
strategiche: i due troni messi a confronto suggeriscono che Cavallini ha studiato l’arte antica
(probabilmente a San Paolo) e conosce perfettamente la prospettiva — soluzioni nuove dal punto di
vista dell’ illusionismo prospettico.
● Salda resa plastica della Vergine, ottenuta grazie ad un sottile gioco di chiaro-scuro e uso
della luce
● Accentuato senso di movimento che costituisce un’innovazione introdotta da cavallini nella
tradizione iconografica
● L’architettura è intesa come mezzo per suggerire la prospettiva e, lì dove non c’è, (ad
esempio come nella natività) sono i personaggi che orchestrano l’immagine.
Nelle pareti c'erano le storie dell'antico e nuovo testamento: il sogno di Giacobbe, Isacco ed Esaù,
Annunciazione → le scene sono decorate con motivi architettonici. Troviamo la figura di San
Cristoforo.
Il Giudizio di Cavallini nella controfacciata è stato visibile fino al 1527, quando è stato costruito il coro
delle suore (che seguivano la funzione senza essere viste), ciò comportava che la parte inferiore.
Andata distrutta e che quello che vediamo è da un punto di vista sbagliato (andava visto dal basso,
mentre ora bisogna salire e avvicinarsi. Come era organizzato? Cristo era al centro della mandorla
circondato da una cerchia di angeli, affiancato dalla Vergine e San Giovanni. Il coro è stato costruito
in maniera prospettica: centrale e ribassata. Sotto al cristo c’è l’altare con i simboli della passione. Gli
angeli con le trombe che svegliano i defunti che vengono accompagnati o all’inferno o al paradiso.
Nel corso dei restauri sono uscite fuori delle questioni importanti dal punto di vista tecnico:
Cavallini adotta la tecnica dell’affresco a giornate che sostituisce quella a pontate. Inoltre, troviamo
l’uso dell’ arriccio. Da vicino ci accorgiamo anche dei pentimenti dell’artista (es. il calice): dei
ripensamenti all’ultimo minuto. Importante è la differenziazione delle figure.
In condizioni catastrofiche per via di una serie di restauri e di un danno. Al centro cristo con un cenno
declamatorio tra la figura della Vergine e san Giorgio a cavallo. Non sappiamo la cronologia, ma è
sicuramente dopo Santa Cecilia.
● Arriccio
● Esecuzione “a giornate”
Nel 1308 Cavallini si trasferisce a Napoli secondo un documento del 1308 della cancelleria angiolina
di Napoli, la quale registra un pagamento a favore di Cavallini.
Viene citato nel Purgatorio dantesco in cui si afferma che assume il titolo di miglior pittore
soppiantando Cimabue. Ci sono delle incertezze circa la biografia:
Secondo la tradizione si vuole Giotto come allievo di Cimabue nonostante non ci siano alcune
documentazioni che lo attestano. Si dice che Cimabue lo vide dipingere una pecorella su un sasso e
che subito lo invitò nella sua bottega. Gli inizi della sua carriera si datano in corrispondenza.
Dell’affresco del Compianto sul Cristo morto nella chiesa superiore della Basilica di Assisi → quarta
campata registro medio.
Si tratta di una prima prova che ci mette di fronte alle novità introdotte dall’artista:
- Modo di intendere il rapporto delle figure e lo spazio (i personaggi non sono frontali ma inseriti
nell’ambiente
- Nella ricerca di solidità delle figure
- Nella caratterizzazione umana e drammatica dei personaggi
- Caratteristica: capacità di mettere a fuoco il punto cruciale della rappresentazione in termini
umani. Es. nel compianto mette in risalto l’abbraccio tra la Vergine piangente e il Cristo morto.
Questa prima prova gli fa ottenere la commissione del ciclo di affreschi circa le storie di San
Francesco (fine del XIII secolo). L’andamento va dal transetto verso la controfacciata, gira e torna al
transetto. Sono 28 riquadri in cui narra:
Si ispira alla Legenda maior di San Bonaventura da Bagnoreggio scritta intorno al 1260 e approvata
dal Capitolo generale nel 1263. Nonostante ci siano dibattiti cronologici e su eventuali mani di altri
autori, è certa l’autenticità del lavoro di Giotto per il metodo di esposizione del racconto “tipologico”
(=parallelismo tra le storie di San Francesco e. Quelle di Cristo) e il sistema di incorniciatura dipinta
(=le storie sono tre per ogni campata e di tipo architettonico a trompe-l’oeil: ci illudono che siano
vere. Sono colonnine tortili che sorreggono un soffitto cassettonato come un finto loggiato). Il punto di
fuga di questi elementi viene a convergere sull’asse mediano di ogni trittico; ogni scena è invece
concepita prospetticamente in maniera autonoma.
Giotto è già attivo con i suoi aiuti tanto che le scene di san Francesco non sono dello stesso livello.
Probabilmente dipingevano su disegni preparatori e sinopie. Nonostante le varie attenzioni e le
restaurazioni hanno subito comunque delle problematiche: il colore del cielo è sbiancato e con delle
lacune (era dipinto con l’azzurro te e quindi di un colore molto acceso).
● Il Crocifisso di San Damiano parla a San Francesco: il crocifisso chiede di risanare la chiesa
e il santo non capisce subito, pensando fosse relativo al restauro della struttura della chiesa
di San Damiano. Invece, la croce chiedeva la restaurazione dell’istituzione chiesa.
● Il sogno di Innocenzo III: il papa sogna che san Francesco sorregge la chiesa di san Damiano
e San Giovanni in Laterano.
● La rinuncia dei beni
● La conferma della regola
● La visione dei troni nei cieli
● Il Presepe di Greccio: scena svolta nel presbiterio di una chiesa alla moda con un ciborio che
ci ricorda ugello di [Link] la croce al rovescio che indica il verso della navata.
● Il dono del mantello al povero: parla la lingua francescana. Il gesto è semplice, non ci sono
ori, san Francesco non ha proporzioni gerarchiche e il focus della scena è il mantello
regalato.
● La predica agli uccelli: Dio non si manifesta fisicamente ma nei miracoli. Francesco dialoga
con gli uccelli muovendo le mani a ventaglio e il frate è stupefatto.
● Il miracolo della fonte: il miracolo è tanto grande che ci sono due testimoni. L’assetato si getta
sulla roccia per abbeverarsi.
● La morte del cavaliere di Celano: secondo la tradizione, il cavaliere aveva invitato a pranzo
Francesco che ebbe come previsione la morte del cavaliere e lo fa confessare. La
disposizione dei parenti e dei passanti che accorrono con espressioni addolorate e dall’altra
parte San Francesco isolato nella sua santità. Tra i due gruppi una figura in rosso che da una
parte partecipa al dolore ma allo stesso tempo è testimone del miracolo.
● L’omaggio di un uomo semplice: un uomo semplice incontra San Francesco e in segno di
devozione stende il suo mantello per farlo passare. Di nuovo, Francesco non è al centro e
non ha alcuna effettiva valorizzazione gerarchica. Ricerca della costruzione verosimile. I
personaggi sono dell’epoca di Giotto che si scambiano sguardi in segno di approvazione.
● La predica di fronte a Onorio III
Il rinnovamento è nel fatto che Giotto abbandona gli schemi antichi, sostituendo i valori allusivi e
simbolici con quelli narrativi e storici.
Le azioni:
- si svolgono in uno spazio reale (gli edifici sono costruzioni moderne)
- In un tempo che non è astratto, ma è quello di Giotto (gli abiti dei personaggi sono quelli del
tempo; gli oggetti e gli arredi non sono simbolici ma reali)
L’operazione di Giotto è rivoluzionaria perché trasferisce i temi della leggenda francescana dal clima
agiografico e di devozione popolare quello della STORIA.
Nel 1300 Giotto arriva a Roma per volere del papa in occasione del primo
giubileo. Nonostante la sua presenza sia certa, non ci sono molte opere
testimoniate. Gli si attribuiscono delle opere nella loggia delle Benedizioni
che Bonifacio fece addossare all'edificio Lateranense (che sempre lui nel
500 fece abbattere). Un frammento si trova a San Giovanni in Laterano che
rappresenta Bonifacio che proclama il giubileo = non tutti sono certi
sull’attribuzione a Giotto, si parla anche di Cavallini.
Giotto e la sua bottega realizza il polittico oggi al vaticano. E’ dipinto sul recto e sul verso:
● Verso: Cristo sul trono, cardinale in preghiera. Nei scomparsi laterali il martirio del principe
degli apostoli: San Pietro che chiede di essere crocifisso a testa in giù in rispetto a Cristo.
● Recto: San Pietro con ai scomparsi laterali i santi. Interessante la rappresentazione del
cardinale che offre il polittico
Cappella Palazzo che ormai non c’è più. Gli scrovegni erano una famiglia di mercanti molto ricca il cui
padre, Rinaldo degli Scrovegni, viene messo nel girone degli usurai (=arricchiti grazie al denaro e non
al duro lavoro. Sono i violenti contro Dio). Il figlio, Enrico Scrovegni fonda una cappella per risanare i
peccati del padre (1303).
Giotto realizza un ciclo vasto. Dal punto di vista architettonico è molto semplice: corpo longitudinale
coperto da volte a botte illuminata da sei monofore. L’architettura semplice ci fa intuire che fin da
subito la vera protagonista sarebbe stata la decorazione muraria. Il ciclo narra in modo ampio la storia
della Vergine. Si parte dal l'antefatto fino alle storie di Cristo e la discesa della pentecoste:
● Parete destra:
- Storie di Gioacchino ed Anna (1-6): Gioacchino cacciato dal tempio perché il suo matrimonio
non aveva dato figli, va in penitenza tra i pastori, Anna riceva da un angelo la notizia della
prossima maternità, i due si ricongiungono
● Parete sinistra:
- Storie della vergine (7-12): nascita di Maria, presentazione di Maria al tempio, le consegne
delle verghe (colui che consegnerà la verga che fiorirà sarà il marito), le nozze di Maria e
Giuseppe, il corteo nuziale. → ritmo più incalzante
- Storie di Cristo:Visitazione, Natività, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto, Strage degli
Innocenti, Nozze di Cana, Cristo scaccia i mercanti dal tempio, Cristo davanti Anna e Caifa,
Compianto sul Cristo morto, Noli me tangere → i toni cambiano, le figure sono quasi regali
● Arco trionfale:
- Annunciazione: Dio incarica l’angelo la missione speciale (rappresentazione inedita), MAria e
l’arcangelo
● Parete di controfacciata:
- Giudizio Universale: non si trovano le lezioni prospettiche. Abbiamo appena un’indicazione
spaziale, i personaggi sono disposti a semicerchio e Cristo è in una grande mandorla in
proporzioni gerarchiche. I dannati sono sottoposti a supplizi. Troviamo Enrico Scrovegni che
consegna la cappella.
→ le scene superiori sono suddivise da fasce; la parte inferiore c’è a monocromo(=solo colore
chiaro-scurato) un rivestimento in lastre marmoree con, da una parte, i vizi, dall’altra le virtù.
→ la luce che impiega Giotto nelle sue opere, tiene conto della luce naturale che filtra nella cappella e
si proietta sulle pareti.
Programma iconografico ricco, ispirato a fonti letterarie classiche, cristiane e contemporanee. Giotto
le semplici fin e raggiunge l’eccellenza prospettica con i “coretti” (=riquadri nel presbiterio in cui
vengono simulati due amanti con volte a crociera e bifore in fondo per riprodurre uno spazio aperto)
→ SPAZIO DIPINTO CHE SI SOVRAPPONE AL REALE
Cimabue Giotto
Il Cristo disegna un arco con la testa. Cristo è morto e la testa ricade in avanti come il
Tripartizione del ventre, muscoli grafici e arti busto. SI allungano allora i muscoli e i tendini. I
stesi. piedi sono uniti con un solo chiodo e le
ginocchia si flettono. Nel centro non c’è la
tripartizione, ma è gonfio (=tratto tipico dei morti
per violenza).
→ immagine reale
Madonna di Ognissanti
Madonna in trono con resa prospettica. Gli angeli non sono in fila come in Duccio, ma sovrapposti
come indicazione spaziale (anche nei gradini). Crea una figura della Vergine che pesa.
Gì vengono commissionate quattro cappelle ai lati dell’abside ma di fatto ce ne rimangono solo due:
Capomastro dell’opera del Duomo di Firenze dove, piuttosto che occuparsi della chiesa, getta le basi
per il campanile poi realizzato da Pisano. Il fatto che lui abbia ricevuto questo titolo ci fa aprire le
competenze da architetto.