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Arte Medievale Totale

Il documento analizza il Medioevo come periodo di transizione tra l'antichità e la modernità, evidenziando il cambiamento di percezione dell'arte medievale da decadenza a espressione artistica. Si discute l'importanza di Carlo Magno e della rinascenza carolingia, nonché l'impatto di Costantino sull'arte cristiana e la romanizzazione del cristianesimo. Infine, si esplorano le basiliche e i mausolei, sottolineando il passaggio da un'arte classica a una comunicativa, influenzata da elementi popolari e orientali.

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Arte Medievale Totale

Il documento analizza il Medioevo come periodo di transizione tra l'antichità e la modernità, evidenziando il cambiamento di percezione dell'arte medievale da decadenza a espressione artistica. Si discute l'importanza di Carlo Magno e della rinascenza carolingia, nonché l'impatto di Costantino sull'arte cristiana e la romanizzazione del cristianesimo. Infine, si esplorano le basiliche e i mausolei, sottolineando il passaggio da un'arte classica a una comunicativa, influenzata da elementi popolari e orientali.

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Capitolo 1.

Per Medioevo si indica l’età intermedia tra l'età antica e quella moderna. E’ un termine che diventa di
uso corrente nell’800 e aveva accezione negativa: “negazione della civiltà”, “periodo di barbari” o
“allontamento dalla civiità”.
1831: Lo sguardo cambia con Victor Hugo e il suo libro “L’arte del Medioevo meraviglioso”
1858-1905: Alois Riegl → “Arte industriale romana” dove stende i suoi studi a sostegno della tesi
che alcuni cambiamenti formali non siano sintomo di decadenza ma di volontà artistica
(=Kunstwollen).

Inizio fine (del punto di vista artistico)

● 476: fine dell’impero d’Oriente 1401: concorso per la porta Nord del battistero
● 40: sacco di Roma di Firenze
● VIII secolo: Francia merovingia

Contesto storico
774: il regno longobardo finisce sconfitto dai franchi:
- Baronio (=storico ed ecclesiastico): si tratta di un anno felicissimo per la Chiesa, liberata da
un “giogo durissimo” → in realtà i re longobardi erano da generazioni cattolici ortodossi devoti
alla chiesa romana quanto i franchi
- Machiavelli: morte nella speranza di un’Italia unificata in nazione autonoma
L’arrivo dei franchi nella penisola non segnò alcun cambiamento: il cattolicesimo e la tradizione latina
erano in piena attività.
La rinascenza carolingia nasce in modo consapevole, programmato ed univoco (. Differenza del
periodo longobardo dove registriamo una multiforme varietà artistica che oscilla tra l’antico e il
contemporaneo).
Carlo Magno apporta un programma politico che consiste nella "alfabetizzazione dell’Occidente
europeo” → nascita dell’Europa intesa come unità culturale, scaturita dalla funzione delle popolazioni
e dall'alleanza tra papato e Impero(=Battaglia di Poitier e incoronazione di Carlo Magno da parte del
papa Leone III).
Si guarda all’impero romano, nello specifico al periodo Costantiniano, senza però escludere le
componenti germaniche.

Costantino erige a Roma tre tipi di edifici:


- basiliche urbane
- Basiliche cimiteriali o intramuranee
- Basiliche ad corpus o martyria
Le quali presentavano caratteristiche comuni quali:
- dimensioni
- Splendore degli interni
- Rapidità di esecuzione
Arco di Costantino

Le vicende che si verificano a Roma sono sintomo di ciò che accadeva nel resto della Penisola, ed è
qui che si piantano i primi semi circa la futura arte romana. La prima clamorosa avvisaglia di un nuovo
mondo, è l’Arco di Costantino → costruito nel 315 d.C. per celebrare Costantino vittorioso su
Massenzio.
Il rivestimento è composto da:
- sculture di spoglio (= con materiale proveniente da altri monumenti) di monumenti romani
celebrativi (es. Traiano, Adriano, Marco Aurelio)
- Bassorilievi in fascia orizzontale ex novo: racconto delle imprese dell’Imperatore (assedio di
Verona, battaglia di Ponte Milvio, le Oratio e la Liberalitas)

Sculture di spoglio Bassorilievi Costantiniani

- gusto ellenistico classico - i corpi sono schiacciati entro due piani


- Arte come mimes (=rappresentazione paralleli
della realtà) - Profili ritagliati in spessore di lastra
- Unità di spazio, tempo e azione - Fondale piatto
- Schemi lineari e ritmi ripetitivi
I personaggi sono più fluidi, in movimento così
come il loro sguardo. Nella Liberalitas l’imperatore si trova sul podio e
frontale, al centro della composizione tra due ali
di acclamatori → sono girati simmetricamente e
su due file sovrapposte → evidenziano
l’AUCTORITAS dell’imperatore

Non si tratta di incapacità compositiva in quanto


più di una scelta stilistica vicina a quella
popolare → simbolo della coesistenza di
tradizioni, stili e credi contrapposti

→ scopo propagandistico: l’arte non è più


mimesis ma mezzo comunicativo
Paragone: Liberalitas di Marco Aurelio
L’imperatore si fonde con il coro di personaggi, apparendo sorpreso in un colloquio a tre con un
astante(= che si trova in un luogo) in moto e un altro genuflesso. → scena carica di espressività e
vivacità

Si registra un cambio di stile:


1. Ipotesi: circostanze accidentali
● rapidi tempi di esecuzione
● Esodo (=migrazione) di artisti più qualificati da Roma
Ciò probabilmente non è vero poichè si tratta di un fenomeno che non si registra solo a Roma, basti
pensare alla Tetrarchia a San Marco.
Si tratta di un gruppo molto discusso per la datazione che oscilla tra il periodo della Tetrarchia e il
periodo di Costantino, di commissione nobile per via della scelta del porfido e originariamente situato
a Philadelphia poichè li è stato rinvenuto un piede.
2. Ipotesi: perdita di abilità
● le forme classiche vengono abbandonate perché difficili da eseguire
Eppure si percepisce una certa cura spaziale, una differenziazione delle fisionomie, la matericità delle
forme etc.
Bernard Berenson → nei fregi scultori si registra una narrazione popolaresca insofferente all’arte
classica
3. Ipotesi: influssi esterni
● Abbandono delle forme classiche causa gli influssi orientali caratterizzati da: frontalità,
durezza delle forme, proporzioni gerarchiche e prospettiva approssimativa

Ranuccio Bianchi Bandinelli → arte popolare e plebea


Ernest Kitzinger → sub-antico

L’arte popolare è un mezzo comunicativo, poiché attraverso la semplicità e la durezza delle immagini
si propone come veicolo efficace. Allora, nei tetrarchi leggeremo non più un’incapacità compositiva,
ma l’identità, l’unità e la solidità → slogan politico che propone i temi chiave della Tetrarchia.

ARTE COME RAPPRESENTAZIONE → ARTE COME COMUNICAZIONE

Costantino avvia la committenza cristiana e una conseguente romanizzazione del cristianesimo, che
incide nel processo evolutivo dell’arte tardoantica ma contemporaneamente cambia il volto del
cristianesimo.
Inizio VIII sec.

1. BASILICHE URBANE
San Giovanni in Laterano (San Salvatore)
Prima chiesa edificata a Roma, si trovava in area periferica, nella zona dove risiedeva la famiglia
Laterano che costruisce la chiesa dopo la vittoria di Ponte Milvio.
La chiesa come la conosciamo oggi è frutto di restaurazioni e edificazioni. Poiché rimane poco della
chiesa di Costantino, facciamo riferimento alle fonti scritte e iconografiche.
Doveva essere:
- a capriate lignee
- Pianta longitudinale
- Due navate entrati
- Molte finestre
- Marmo
- Interno molto ricco

LEPTIS MAGNA S.G. LATERANO

- spazio statico - spazio azione/spazio dinamico


- 2 absidi - Gli architetti di Costantino tolgono
un’abside per metterci un ingresso sul
lato corto
- Il protagonista è il fedele l’obiettivo è
l’abside. Non bisogna tagliare lo spazio,
ma attraversarlo

Santa croce in Gerusalemme


Primo esempio di cappella palatina (a palazzo).

2. BASILICHE CIMITERIALI O EXTRAMURARIE


Nonostante fossero vicino ai cimiteri non ne erano condizionate. La caratteristica è il deambulatorio
(=passaggio che collega le due navate passando dietro l’abside)

3. BASILICHE AD CORPUS O MARTYRIA (=sopra la tomba del martire)


San Pietro

C’è uno spazio ampio nel sepolcro: un’edicola considerata


tomba, dove Costantino fa erigere la Basilica. Per farlo deve
abbattere il sepolcro, livellare e creare un sistema di
palafitte.
- pianta longitudinale
- Soffitto cassettonato
- Atrio e quadriportico: essendo un luogo di culto era necessario uno spazio per accogliere i
pellegrini
- Transetto: invenzione cristiana

4. MAUSOLEI
Di carattere privato
Mausoleo di Costantino (poi di Costanza)

Costanza, figlia dell’imperatore. Opera frutto di sperimentazioni sulla pianta centrale. Caratteristiche:
● La cupola poggia sul muro su nicchie trapezoidali in spessore di muro perimetrale
● Nicchie
● All’interno ci sono una serie di sostegni che sorreggono le coperture dove sta il santo
sepolcro di Gerusalemme. Le colonne sono abbinate (due) e sorreggono la cupola centrale,
mentre il secondo cerchio delle volte a botte. Ogni colonna è collegata grazie ad un
architrave.
L’epicentro dei raggi è il sepolcro di Costanza, realizzato in porfido e con delle incisioni decorative che
riprendono il movimento delle volte a botte. Ritroviamo il tema della TRADITIO: cristo porge le chiavi
a San Pietro (traditio clavium) e la legge a Paolo (traditio legis)

Costantino fa anche opere pubbliche (=politica di compromesso) → doppia attività di committenza

Revival pagano. Rinascenza teodosiana


A cavallo tra il IV e il V secolo, dopo l’editto di Milano (313, Costantino fonda la nuova Costantinopoli
a Bisanzio e riconosce la libertà di religione per tutti gli abitanti dell’Impero), si registrano due spinte:

NEGATIVA POSITIVA

Mutamento di prospettiva. L’arte classica mirava Conseguenze del mutamento di prospettiva. C’è
alla resa naturalistica dell’opera, mentre ora si un'autentica caduta di qualità e di
cerca di individuare una nuova in grado di conoscenze tecniche e scientifiche nei
raffigurare la presenza di una dimensione confronti dell’arte esa naturalistica del vero e
ulteriore, trascendente la pura percezione fisica della costruzione prospettica.

Questa progressiva alfabetizzazione è favorita


dall immissione di popoli barbari nella pensiola

Così il trasferimento della capitale che sembrava essere di pura funzionalità gestionale, fece sì che a
Costantinopoli si affermi una tradizione destinata a diventare erede del mondo “antico”.
Nel 380 Teodorico, Augusto d’Oriente, emanò l’Editto di Tessalonica per cui il cristianesimo assunse
ruolo di religione ufficiale dell’impero e il paganesimo e gli altri culti vennero contrastati.
Dittici = tavolette con due valve unite da una cernia commissionate dalle famiglie senatorie romane e
solitamente in avorio (=materiale prezioso estratto dalle zanne dell’elefante)

● Dittico di Simmachi e Nicomachi

I soggetti sono pagani: due sacerdotesse che celebrano la divinità. Sono figure solenni che mostrano
una spiccata attenzione per i dettagli. Dal punto di vista formale si rifanno ad un gusto classico,
nonostante la perdita della raffigurazione scenica.
E’ uno sguardo al classico sia nei caratteri formali sia nella scelta del soggetto → tentativo di
preservare al paganesimo

● Dittico di Probiano
→ dittico consolare: venivano regalati a coloro che volevano sostenere la loro candidatura.
AUCTORITAS espressa da:
- Frontalità della rappresentazione
- Proporzioni gerarchiche
- Simmetria
La composizione è organica, le forme concrete e i gesti naturali. Per creare un ambiente riconoscibile,
si fa una separazione di due registri.
Non si tratta di un’intenzione le copia dell’antico. L’artista punta ad una solida evidenza plastica,
introducendo il TROMPE-L’OEIL (=tecnica pittorica che attraverso espedienti induce nello spettatore
l'illusione di guardare oggetti reali e tridimensionali in una realtà dipinta su superficie bidimensionale).
Cade la salda costruzione prospettica (confronto con il cerchio di Domiziano) e s'imposta una faticosa
struttura compositiva.

→ La cornice è l’unico elemento che ci permette di affermare con certezza che sono due dittici
provenienti dalla stessa bottega.

● Dittico di Lampadii

Raffigura un tema che andava molto di moda ai tempi: i giochi

L'ANALFABETISMO CULTURALE avrà come apice il dittico di Boezio (480). Manca ogni illusione di
spazio.

Si parla di RINASCENZA TEODOSIANA in Occidente e Oriente


e hanno caratteristiche differenti. L’unico elemento comune è
che influenzano l’arte cristiana. Un fattore importante per lo
sviluppo dell’ iconografia cristiana è l’infiltrazione di elementi
dell’arte imperiale.

Il REVIVAL ARTISTICO PAGANO:


- influenzò la produzione cristiana
- Stabilì modelli a orientamento classico che resteranno
validi per i secoli futuri
Santa Pudenziana (390)

Si registra la prima abside romana decorata. Al centro Cristo (modello siriaco=con barba) indossa una
tenuta d’Aosta e le clavi blu. Dietro gli apostoli, cis ono figure femminili che incoronano Pietro e Paolo,
principi degli apostoli. Sono:

Ecclesia ex circumcise (=chiesa ebraica) Ecclesia ex gentibus (=chiesa romana)

Dietro la struttura curvilinea troviamo dei monti con una croce gemmata e la prima rappresentazione
degli evangelisti. La rappresentazione dell’ambiente non è corretto

Santa Maria Maggiore (4322-440)


Papa Sisto III ha eretto S. Maria maggiore. Venne eretta sul Monte Esquilino, in una zona vicino alla
suburra. É probabile che l'idea fosse di rimarcare un principio di ortodossia (=tema politico).
→ Basilica Liberiana: secondo la tradizione, la fondazione è attribuita a Papa Liberio. Si narra che il
papa vide in sogno la Maria e una fitta nevicata che tracciò il perimetro della basilica sulla quale
fondare Santa Maria.

La committenza di papa Sisto III introduce un primato:


- Committenza papale: prima era prerogativa degli imperatori. Questo perché nel V secolo ci fu
il sacco di Roma da parte di Alarico e la fine dell'impero romano d’Oriente. Si passa da un
controllo imperiale, al monopolio della Santa Sede.

Emile Male, storico dell’arte del 900 afferma: "Sono in una chiesa o in un tempio greco? […] Nel
portico di Atene". → forte influenza classicista.
L'intento è convertire anche i romani, prettamente senatori e pagani, legati ad una visione
antica e classicista.

L'interno è rimasto pressoché lo stesso, nonostante il quadriportico venga poi distrutto da Eugenio IV:
- La navata centrale è più alta delle laterali
- 44 colonne che guidano lo sguardo verso la zona presbiteriale, area che ha subito più
cambiamenti.
- Il transetto non esisteva, in corrispondenza dell'arco trionfale, c'era il taglio tra la navata e
l'abside → si trattava allora di un arco absidale
- Le colonne non sono originali, sono state regolarizzate e modificate, a partire dia basamenti e
i capitelli. Le colonne originali erano colonne di spoglio.
- Fregio con tralcio musivo. Un tempo dovevano essere piú in vista.
- Le pareti del cleristorio appaiono modificate seppur riprendono il motivo.
- Le finestre sono alternate da un intercolumnio, prima era aperto, dunque penetrava più luce.
- La cornice dei riquadri sono diverse

La decorazione preziosa non serviva solo a renderlo prezioso, ma anche a insegnare e indottrinare
per immagini il racconto della storia sacra: antico e nuovo testamento. La novitá diventa una
normalitá. Si inizia dalla zona absidale e si va a ritroso verso l'ingresso. Sono riportate alcune storie
della Bibbia: abramo, giosue, noé etc. Coloro che hanno segnato il popolo di Israele.
Lo stile narrativo è particolare, alcuni episodi sono orchestrati su registri sovrapposti. In altri momenti,
il pannello è dedicato alla trattazione di un episodio singolo. Sembrerebbero imparentati con i codici
miniati.
Il problema dei modelli è ancora aperto ma da tutti è stato riconosciuto il GUSTO RETROSPETTIVO
(= che guarda ai modelli del passato), in pieno accordo con il movimento di revival di cui sono
prodotto.

Sembra che tutto sparisca quando guardiamo l'arco absidale. Non sono più rappresentazioni
dell'antico T. ma del nuovo. É specifico circa l'infanzia di cristo con un focus sulla Maria Vergine
all’aquila aule è dedicata la chiesa. Dalla parte opposta troviamo il registro della presentazione al
tempio, in cui viene presentato cristo ai sacerdoti e viene riconosciuto. Troviamo anche Vangeli
apocrifi.

→ NARRAZIONE PER REGISTRI


→ NARRAZIONE CICLICA

Nell'arco lo stile cambia: le figure si scontornano, prevale l'oro e c'è un maggiore statualismo. Questo
cambiamento ha fatto ipotizzare agli studiosi che facessero parte di due campagne artistiche diverse.
In realtà fanno parte di una stessa campagna decorativa → si lega al committente Sisto III
"VESCOVO SISTO ALLA GUIDA DEL POPOLO"
Guida il popolo nella lettura delle immagini sacre → la guida non è più l'imperatore ma il papato.
● ritmo solenne
● Senza soluzione narrativa
Durante il giubileo, la chiesa é stata rinnovata. Niccoló IV, antichizza i transetti, demolendo l'abside.
Abside poligonale, jacopo torriti deve abbellirla.
→ scena dell'incoronazione della vergine: iconografia inedita per il contesto romano derivante dalla
Francia, dove era consuetudine abbellire con scene di dormitio virginis. Il clipeo è molto
compromesso dal baldacchino.
La Cappella Sistina fu edificata da Papa Sisto V alla fine del 500, da un architetto: Domenico
Fontana. Si conserva la reliquia della mangiatoia. Venne scelto questo luogo da niccolò per il
presepe di Arnolfo di Cambio, importante scultore del 500 → poi smembrato quando alla fine del
500 domenico fontana ha traslato il sacello antico.

L’uso insistente sia di architettura che di mosaici di forme e motivi classici vengono associati ad una
consapevole e programmatica riappropriazione del passato classico

PROBLEMATICA: Perché i mosaici sono di stili diversi?


1. Chiesa distrutta ,a pannelli ben preservati
2. Equipe che lavora insieme ma che guarda a modelli diversi
TEORIA DEI MODI (Ernst Kitzinger) = L’affinità tra le scene a mosaico della navata e le illustrazioni
dei manoscritti fu libera scelta. Le storie bibliche dovevano suggerire l’idea di pagine di un poema
epico riccamente illustrato. Le associazioni mentali con le fonti classiche erano più importanti della
leggibilità.

- Milano nuova capitale dell’Impero d’Occidente. Pluralismo architettonico. Fondazioni ambrosiane -


Background storico:

CONCILIO DI NICEA (325): Costantino l'indice per ristabilire il credo della Chiesa e nell’Impero di
Roma in seguito alla pace turbata dall’Eresia di Ario (=Arianesimo). Conseguenze:
● Condanna dell’arianesimo
● Roma una delle 3 sedi episcopali: esercita la sua autorità sugli ecclesiastici dell’Occidente

CONCILIO DI MILANO (355): Costante l'indice nel momento in cui Milano è capitale dell'Impero
[scelta a seguito della divisione dell’impero in par Orientalis e occidentis per via della sua importanza
militare ed economica], allo scopo di condannare la dottrina trinitaria a favore dell’arianesimo

Anche quando venne eletto il vescovo Ambrosio, cattolicissimo, l’arianesimo continuò a farsi valere
grazie all’imperatrice Giustina che riuscirà a permettere alla sua comunità di preservare spazi di culto.
Milano è una sorta di alternativa imperiale alla Roma ormai pontificia, facendo vivere in sé un
pluralismo religioso e, di conseguenza, artistico e architettonico.

S. Tecla, Milano e S. Simpliciano


Sperimentalismo nelle planimetrie, ma caratteristiche comuni:
- Monumentalità della concezione
- Grandiosità dei volumi
- Muri perimetrali forti e poderosi, articolati da arcate cieche

San Lorenzo, Milano


→ Più antica chiesa dell'Occidente cristiano a pianta centrale.
Vennero impiegate parti dell'antico anfiteatro distrutto nel 399-400, terminus post quem (=dopo il
quale) venne costruita la basilica.
Era probabilmente a “doppio guscio” e costruita da Costantino come chiesa di corte annessa al
Palazzo (dunque non era destinata al popolo). Si ha una grande chiesa centrale TETRACONCH (=o
tetraconca; dal greco “quattro conchiglie”, con croce a quattro absidi inscritta in un cerchio). Di seguito
tre elementi integri dall'edificio originario:
- Solenne colonnato classicheggiante
- Due sacelli in laterizio (=mattone; tipico dell'Italia settentrionale)) annessi al nucleo centrale
mediate pronai (=vini di accordo), entrambe ottagonali e con nicchie in spessore di muro
- Cupola centrale non apparente all’esterno

Si pensava l’architetto fosse orientale in quanto presenta lo stile tipico a doppio guscio come
l’ottagono d’Oro di Antiochia (costruito da Costantino come chiesa di corte e annesso al Palazzo).
Il sacello di Aquilino è di stampo medievale e aveva funzione funeraria: imitava un rivestimento
marmoreo e nella parte inferiore aveva dei mosaici. SI conserva solo una lastra con un ricca cornice
puntinata affiancate ai lati un vasto cerchio raggiante in forma geometrico labirinto attorno a un
grande CHRISMON (=monogramma di Cristo) centrale; era costituito da solchi incisi in profondità nel
marmo e destinati ad essere riempito con vetri colorati o paste vitree → nato dall'incrocio tra
tradizione persiana e dei Nomadi delle steppe, arriva in occidente grazie gli unni.
Le absidi:
1. Nicchione Sud-Ovest

Primo esempio di fondo interamente in oro, rappresenta Cristo tra gli apostoli. Sulle tuniche sono
presenti le GRAMMADIE (=simboli cristologici)
2. Nicchione Sud-Est

É presente una lacuna, ma nella parte alta troviamo tracce di SINOPIE con quattro cavalli → la stessa
iconografia si trova sul sarcofago di Stilicone a Sant Ambrogio a Milano. Potrebbe essere la
rappresentazione di Cristo nell'iconografia ariana: Cristo non scende di propria forza perché non
partecipa alla natura divina del padre e dunque viene trainato da dei cavalli per mezzo di un cocchio.

Nel 402 la capitale dell’Impero d’Occidente viene trasferita a Ravenna, dove risiede l’imperatrice Galla
Placidia dalla vita turbolenta. A lei si devono direttamente due fondazioni:

● Chiesa di San Giovanni Evangelista


● Complesso di S. Croce, cui era legato il Mausoleo di Galla Placidia
Sacello di Galla Placidia

Si tratta di un edificio a croce latina, relativamente piccolo e coperto con volte a botte nei quattro
bracci e con al centro una cupola emisferica nascosta all’esterno da una torretta quadrangolare.
- Lunetta del Buon Pastore: situato nella porta d’ingresso, rappresenta il massimo
dell’eleganza ellenistica con l’esatto proporzione e l’attenzione naturalistica. É caratterizzato
da due elementi: il rigore della ritmica compositiva e del contenuto simbolico e l forzata
evidenza dello spessore massicci con cui le figure si addensano nella lunetta lasciando un
piccolo spiraglio per il cielo
- Cupola: il centro è la croce che scintilla gemmata entro il raggiare concentrico di stelle. Agli
angoli i simboli degli evangelisti.

La decorazione mostra componenti diverse:


- decisi rapporti con la tradizione naturalistica dell’arte antica: a) resa plastica dei corpi b) il
movimento delle figure
- Elementi di valore simbolico che indicano il nuovo mondo artistico della cultura cristiana
Elemento di novità:
- la realtà fisica del perimetro murario si annulla nell’atmosfera preziosa della decorazione
Battistero degli ortodossi o Neoniano

Venne costruito dal vescovo Urso alla fine del IV secolo. Ha pianta ottagonale e il soffitto,
originariamente piano, venne sostituito. È decorato con fasce concentriche con al centro il battesimo
di Cristo con il Giovanni Battista che gli versa l’acqua sulla testa. A seguire gli apostoli che portano le
corone del martirio e le CANDELABRE con forma vegetale e ad andamento verticale. Le immagini
presentano ancora una certa resistenza plastica ma c’è solennità nei personaggi e una sfarzosa
policromia → sono elementi che trovano la loro matrice nel mondo orientale e bizantino.
→ ci sono delle similitudini con la cupola di Tessalonica

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Lapide del Castello Sforzesco di Milano


Viene detta di Aldo, dal nome del personaggio citato nell’epigrafe latina che la ricopre →
trasposizione in pietra della tecnica dell'oreficeria “alveolata”, in una sorta di inno alla croce di gusto
classico e latino:
- calibrato impianto compositivo: impianto centrico con la croce che attraversa l’intera
superficie
- Risalto della testimonianza delle vicende dell’arianesimo nell’Occidente germanico: Aldo
viene celebrato per aver abbandonato arrianrum dogma pessimorum → mondo rialfabetizzato

Capitelli di S. Giovanni domnarum e S. Giovanni in Borgo

S. Giovanni domnarum S. Giovanni in Borgo

→Capitello a “foglie grasse”: comune in area →Nasce dal rapporto tra


longobarda come in area merovingia: una fila di - funzione statica
foglie dalla punta arrotondata esce dal collarino - Stacco di linee d’ombra a “rotoli di asta”
fiorendo in canalicoli fuoruscente in angoli a che definiscono il passaggio tra il
girali. sostegno cilindrico e un elemento x:
→Al centro una piccola croce greca che non hanno forma di due foglie d’acqua che
determina la forma del capitello ma lo decora escono dalla superficie liscia le capitello
per congiungersi ai quattro spigoli dove
il capitello assume forma
quadrangolare.
→Unicum tra capitello ed abaco
→S’innesta una croce astile(=montata su asta)
che rappresenta l’asse portante del capitello
Metà del VIII sec.
Altare di Ratchis

S. Maria Antiqua
E’ un edificio che sorge nel foro, alle pendici del Palatino. Inizialmente edificio civile per corpo di
guardia, venne poi convertito in chiesa. Dai frammenti delle decorazioni - di diverse epoche e di
influsso bizantino -, supponiamo fosse molto importante, in quanto ogni papa influente introdusse
delle decorazioni.

847: terremoto che la rende inagibile, la chiesa sarà destinata a sprofondare nel sottosuolo e ad
emergere solo nel 1702.

Il punto di riferimento è la parte del palinsesto (=rotolo di pergamena in cui si sovrappongono più livelli
di scrittura).

Lo strato 0 è il primo ed è stato scoperto in tempi recenti ed è correlata a Teodorico che venne a
Roma nel 500 per celebrare il suo 30esimo anno di regno, facendo restaurare Maria Antiqua.

1 strato:Primo esempio di Theotokos (=madre di Dio) con indosso la corona (=Aurum coronarum) →
Maria Vergine assume i connotati di un’imperatrice, seduta su un trono gemmato. Dal punto di vista
stilistico osserviamo che c’è il dissolvimento delle forme classiche e un forte linearismo (linea di
contorno molto decisa). Le immagini non si rapportano con lo spettatore, sono impenetrabili ed
eteree. La datiamo entro la prima metà del VI secolo, in quanto S. Maria Antiqua venne trasformata in
Chiesa proprio in quest’annata, quando venne aggiunta l’abside e uno dei due angeli venne eliminato
→ ricordiamo che le immagini era sempre simmetriche. Si pensa allora ci fosse una nicchia nel
mezzo.

2 strato: Supponiamo sia datata nel periodo di Giustino II perchè è stata rinvenuta una moneta di
Giustino sotto le colonne e per motivazioni stilistiche. Si tratta dell’Annunciazione e individuiamo due
figure: l’“angelo bello” e una piccola porzione del volto della Vergine. Ci troviamo agli antipodi del
primo strato: è tutta una sfumatura, un impasto di colori ed ombre. E’ il manifesto della pittura
ellenizzante, tipica della maggior parte delle produzioni bizantine pre-iconoclastiche, che ha come
epicentro Costantinopoli → si tratta di un’opera di fondamentale importanza in quanto testimonia un
versante artistico di cui ci rimane ben poco. La posizione è fluida, ha uno sguardo trasognato quasi a
suggerirci che proviene da un’altra dimensione.

“Un frammento di Costantinopoli fuori Costantinopoli” -Romanini

3 strato: Padri della Chiesa (=gli scrittori cristiani, Basilio e Giovanni Crisostomo). Abbiamo un termine
cronologico molto preciso, perché srotolano dei papiri aperti con dei riferimenti al Concilio
Lateranense del 649. Dal punto di vista stilistico, si è persa la lezione ellenistica, ma i volti sono
ancora dolcemente modellati e i colori sfumati. Troviamo altre pitture nel pannello del presbiterio:
Salomone, i Maccabei e S. Eleazaro. Salomone è molto rigida, come un asse verticale e frontale,
nonostante le figure accanto assumano delle posizioni disinvolte con colori sfumati. Gli autori
venivano probabilmente dall’Oriente greco.

S. Maria Antiqua testimonia un passaggio fondamentale dalla pittura “per cicli” alla pittura “per
pannelli”.
4 strato: Testa di San Gregorio Nazianzeno con un frammento dell’aureola dell’altro santo. 705-707,
momento di Giovanni VII. Torniamo ad un irrigidimento e alla frontalità, con la linea di contorno.

Liber Pontificali (=libro con le biografie dei pontefici scritte in momenti diversi da autori diversi con
documenti disparati): Si parla anche delle committenze. Di Giovanni VII sappiamo che era greco e di
una straordinaria cultura (“nazione Graecus… vir eruditissimus”). → la pittura prodotta sotto di lui è di
stampo ellenistico.

Egli commissionò delle decorazioni del vano presbiteriale. Troviamo:

● Medaglioni ( o clipei) con i busti degli apostoli: [Link] e S. Andrea con combinazione di un
vivace impressionismo e una forte tendenza a iscrivere la forma entro precisi contorni.
● Scene della vita di Cristo su due registri
● La parete di fondo: De Gruneisen fa una pubblicazione del 1911 in cui ci offre una
rappresentazione. Abbiamo la scena della Crocifissione: Cristo indossa il colondium,
crocifisso su un calvario e affiancato da S. Giovanni Evangelista e la Vergine. Ai lati le schiere
angeliche e i serafini (=una delle 9 gerarchie angeliche con sei ali e cerchi occhiuti). Da un
punto di vista stilistico torniamo all’angelo bello: fatto a mano libera senza attenzione al
dettaglio → perché si trovava in altro e dunque non necessitava di un’attenzione al dettaglio.
Troviamo un’iscrizione in caratteri greci e nel registro dopo il popolo che adora la croce. Poi
una serie di agnelli che, però nei resti, non troviamo → invenzione di De Gruneisen. Nella
fascia sotto troviamo dei papi Santi, di cui uno particolare, in quanto ha un’aureola
quadrata(=simbolo che si tratta di un santo ancora vivo) → elemento importante per la
ricostruzione cronologica. Ancora più sotto una serie di santi tra cui Gregorio Nazianzeno.
Troviamo una totale adesione ai modi bizantini, dunque prodotte da artisti dall’oriente.

Giovanni VII fa realizzare un sacello dedicato alla Vergine dove si fa seppellire. Si trovava nella contro
facciata ed è documentata dai disegni di Giacomo Grimaldi. Prima di essere distrutto, venne
documentato tutto ciò che era presente in scrittura e pittura (attraverso degli acquerelli). Sappiamo
allora che il sacello aveva una volta a botte sorretta da colonne tortili con scritto “domus stancte dei
genitricis”. I mosaici vennero distrutti tranne pochi frammenti, tra cui: la madonna regina, vestita come
la Theokotos. Vicino, Giovanni VII che presenta l’oratorio che non corrisponde alle realtà. Troviamo
poi la vertigine della natività di cui ci rimangono tre frammenti, S. Giuseppe e La Lavanda del
Bambino (=scena della natività). Infine, il Cristo dell’Entrata a Gerusalemme, la Vergine, il longhino
della crocifissione e l’arrivo dei Magi.

Le caratteristiche stilistiche:

● uso di tessere scure per i contorni → tecnica orientale


● Ci sono tessere molto piccole per l’incarnato (viso e mani)

Nella tradizione mosaicistica greca, le tessere erano di Marino, mentre in quella romana, si
prediligevano materiali quali lo smalto e il vetro.

In Oriente fiorisce, a partire dal VI secolo, il culto delle immagini → l’iconografia: tavole lignee con
raffigurazioni. Inizialmente i cristiani erano contro le immagini, perché le associavano alle pratiche di
culto pagane. Il cambio di opinione si ebbe perché:

● Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza


● Cristo si è incarnato, fatto uomo

Si dà una giustificazione teologica ad un fenomeno di massa.


Si comincia ad attribuire un potere magico ed intimo: c’era un’eccesso circa la produzione e il
rapporto con queste iconografie.

LOTTA ICONOCLASTICA(=distruzione dell’immagine): Leone III Isaurico emana un’editto in cui


proibisce il culto delle immagini sacre. Avvia una sanguinosa lotta durata oltre un secolo:

- Iconoclasti→corte, altro clero, esercito


- Iconolatri→ i monasteri e il popolo

Cosa distingue le icone elleniche da quelle romane?

● Predilezione per il grande formato


● Raffigurazione esclusivamente di Cristo o della Vergine (più frequente)
● Uso della tela incollata su tavola (=impennaggio: incollare la tela su un supporto ligneo per
contrastare fenditure e fessurazioni nel tempo)
● Funzione: l’icona è sempre in edifici pubblici, dunque pecca di dimensione privata
prettamente orientale.

Le icone venivano fatte per motivi precisi: consacrazione delle chiese, riedificazione delle chiese,
cerimonie particolari o processioni a carattere eccezionale (es. dal Liber Pontificatis sappiamo che
Stefano II porta l’Arecheropita del Laterano per scongiurare il pericolo Longobardo)

Santa Maria d’Aurona


Fondato da Liutprando (690-744) per la memoria della sorella Aurona, contiene numerosi frammenti
che documentano un nuovo momento della produzione longobarda → rinascenza liutprandea =
stampo classicista
Palazzo di Liutprando a Corteolona a Pavia
C’erano delle trascrizioni ormai perdute e giunte a noi sotto forma di copie, che rivelano un esplicito
desiderio di ritorno al classico: i modelli sono plasticamente carnosi.
Lo stesso atteggiamento lo ritroviamo nella lastra di Senatore:

● Gli intrecci della cornice


● La levigata superficie del marmo venato
● Il monogramma, il cui tracciato diventa l’elemento focale della composizione

N.B. Bonae Memoriae: B.M.

La sagra con il pavone di S. Salvatore


Poteva essere parte della decorazione di un ambone(=podio sopraelevato dove il sacerdote leggeva
le epistole). Contrasto tra:
- Il Piumaggio lavoratissimo (gusto tardo antico)
- Astratto intorno a girali vitigni

Conclusioni: Nell’VIII secolo c’è una pluralità di stili → concetto espresso da


due opere:

1) Fonte battesimale di Callisto


Fonte ottagonale (=8 come simbolo di Resurrezione). Agli angoli ci sono delle colonnine che
sostengono degli archi volti, decorati con motivi paleocristiani (=pavoni ai lati e croci decorative) a
volte raffigurati con qualche forzatura tipica del periodo (es. le figure sono troppo allungate etc). Nella
vasca sono stati inseriti in un momento successivo due lastre: Patriarca Paolino e pluteo di
Silvano(=ultimo patriarca).
- senso della simmetria
- Contenuto simbolico (es. 4 simboli degli evangelisti)

2) Altare di Ratchis (737-744)


Arco cronologico ben preciso in quanto individuiamo un’iscrizione con Ratchis come duca, dunque si
può datare tra il 737 e il 744.
- Forma parallelepipedo in pietra carsica.
- Quattro facce decorate la quinta andata perduta e dunque sostituita.
- Altare con una forte brutalità espressiva → siamo condizionati da Vasari e l’estetica
rinascimentale. Si tratta di un’opera di oreficeria tradotta in pietra, in cui la perfezione tecnica
si contrappone alla stilizzazione e alla deformazione estetica. (1) Nella lastra frontale vediamo
la Maiestas Domini (Maestà di Dio): Dio in un clipeo, viene trasportato in cielo dagli angeli con
movimenti decorativi regolati → orror vacui (=orrore nel lasciare lo spazio vuoto). Contrasto
tra le forme sproporzionate, i volti sono piriformi(=a forma di pera rovesciata). (2) Nella lastra
laterale abbiamo la scena della Visitazione: Maria dopo aver scoperto di essere incinta va
dalla sorella, incinta anche lei. L’architettura è semplice, le pieghe delle vesti rettiliformi. (3) La
terza lastra: i re Magi. Confessionis(=bruco con cui i fedeli avevano un contatto con i corpi
santi). Sentimento antiariano → A ribadire la natura di Dio c’è la mano di Dio che tocca la
testa di Gesù. Possiamo sottolineare la deformazione espressionista che riprende dei motivi
bizantini e copti, la rinuncia all’idea di spazio (figure disposte su un piano e non scalate in
profondità), rilievo piatto, tendenza all’astrazione e alla stilizzazione (i panneggi non
delineano i corpi, ma si riducono a un gioco di linee) → pittura estranea a quella ellenica che
non si diffonde solo nel mondo longobardo, ma su tutto il bacino Mediterraneo: Spagna
visigota, Francia Merovingia

Alla luce della pluralità di stili, capiamo le difficoltà nella datazione : nei due periodi non c’è una netta
differenziazione.

[Link]
Situata nella Longobardia minor, viene fondata da Arechi II. Ha una pianta centrale che si rifà agli
edifici longobardi e di Costantinopoli. Perché lo sguardo all’Oriente? Nell’Italia meridionale alcuni
territori erano ancora in mano bizantina.
C’è creatività da parte degli architetti in quanto la pianta è particolare: due centri concentrici di
colonne e pilastri che creano una serie di deambulatori → continuo variare di punti di vista.
Sono emersi alcuni affreschi che si trovano nelle due absidi laterali: un ciclo dell’infanzia di cristo, San
giovanni battista e l’Annuncio a Zaccaria (= Zaccaria riceve la notizia di diventare padre ma non crede
alle parole dell’angelo. L’angelo per punirlo della sua mancanza di fede lo rende muto. Nell’
iconografia, ll’angelo nel tempio indica la bocca).
L’annunciazione e la Visitazione.
La linea vibrante è il mezzo espressivo. Per quanto riguarda la cronologia ci sono dei dubbi:
- 760/post 760: subito dopo la costruzione dell’edificio
- 847: in collegamento con gli affreschi dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno a Isernia
- 442
→ Prima testimonianza dell’arte beneventano-cassinese, introdotta dalla critica in quanto correlata
alla miniatura della longobardia minor.
N.B. “Cassinese” fa riferimento a Montecassino, dove [Link] scrisse la regola.
Basilica di S. Prassede
Situata nel rione Esquilino costruita nel IX secolo per volere di Pasquale I che, secondo il Liber
Pontificalis, fece riedificare [Link], S. Maria in Domnica (schema orientale) e S. Cecilia in
Trastevere.
→ si trova su un’insula romana
→ il modello è San Pietro
→ fungeva da reliquiario per il sangue dei martiri
L’originale ingresso, di stampo carolingio, presenta delle colonne ioniche medievali, quasi
indistinguibili da quelle romane e le cui basi sono capitelli toscani. La rampa di accesso conduceva
originariamente ad un quadriportico le cui colonne sono ora inglobate nelle pareti dell’edificio.
Osservando l’ingresso laterale, noteremo che le finestre hanno una doppia chiera di mattoni
sesquipedali che ne conferma la provenienza carolingia: le chiese costantiniane hanno solo una
schiera. I mattoni della parete non sono di egual misura in quanto di riuso (dunque allettati con la
malta che con il tempo si deforma) → ci troviamo in un momento storico in cui Roma inizia ad essere
una cava di monumenti.
Sotto al tetto troviamo una cornice del XII secolo.
Il pavimento in stile cosmatesco è del 1914, lo deduciamo in quanto il taglio della pietra è fin troppo
deciso

- Tre navate con transetto. Le trabeazioni tentano di emulare per il materiale il classico,
nonostante la resa imprecisa e approssimativa.
- Cappelle delle croci: risultato della chiusura dal transetto (l’altra parte è ora torre del
campanile). Troviamo dei plutei che registra una ripresa dell’arte paleocristiana e un
monumento funebre per il vescovo Munster in stile norfiano.
- Abside: modello a 7 figure: Cristo al centro scende dalle nuvole, incoronato da Dio, mentre
San Zenone e Papa Pasquale I introducono S. Prassede. Al centro l’etimasia.
- Arco trionfale: consenso apostolico, i salvati vengono accolti da una parte da Pietro e Paolo,
all’altra da degli angeli. Nella fascia più bassa 24 vegliardi dell’apocalisse. L’angelo
apocalittico e il rotolo dei 7 sigilli.
- Sacello dedicato alla madre di Pasquale I: si narra che San Zenone sia stato seppellito li.
Nella facciata d’ingresso troviamo un’architettura di santi e sante, ai lati le sorelle S.
Pudenziana e S. Prassede e due papi alla base di restauro.

— Romanico —
Contesto storico
“Romanico” è termine coniato per indicare la produzione artistica che abbraccia un arco cronologico
che va della fine del X secolo fino alla prima metà del XII. Questo nuovo gusto è unitario, a differenza
delle correnti precedenti, cioè presenta delle caratteristiche comuni. Si pensava il passaggio all’anno
1000, data in cui era presa per certa l’Apocalisse di Giovanni. Gli storici hanno individuato varie
motivazioni:
1. Stabilizzazione dei barbari e delle altre popolazioni sul territorio della penisola
2. Restaurazione dell’impero ad opera della dinastia di Sassonia (momento Ottoniano)
3. Liberazione della. Penisola iberica dalla dominazione araba ad opera di piccoli regni cristiani
della Spagna settentrionale
4. Crociate
5. Ripresa dell’economia e la crescita demografica
6. Sviluppo dell’agricoltura e innovazioni tecnologiche (aratro, mulino a vento etc.)
7. Sviluppo del commercio e la nascita di una nuova classe: la borghesia(=da borgo),
prettamente commercianti e artigiani
→ L’assetto sociale passa da monastico-feudale a urbanistico-commerciale
8. Nascita del Comune, che affianca le due grandi autorità: papato e Impero, giocondò un ruolo
importante e definendo le sorti delle lotte alle investiture
9. Riforma Gregoriana, con epicentro l’abbazia di Cluny
10. Affermazione del volgare: i nuovi linguaggi vengono detti “romanzi”. “Romanica” è la corrente
figurativa di questo periodo, mentre “romanico”, si rifà alla sfera artistica
Si continuano a preservare die rapporti con la tradizione carolingia e longobarda, estrapolando il
concetto di monumentalità sacrale degli edifici. Le forme variano in base a diversi fattori:
- condizioni geografiche ed economiche
- Diversi influssi culturali
- Uso di materiali e tecniche costruttive diverse: i materiali non sono più di recupero o sbozzati
e le tecniche costruttive sono molto più raffinate e rigorose → si usa la pietra tagliata in
conci(=blocchi) regolari di forma parallelepipedo, o il mattone. La scelta dei materiali avveniva
in ambito locale, definendo una differenza regionale
Il romanico si diffonde in modo capillare. Non esiste più la corte e il circolo privilegiato delle abbazie;
si tratta di un fenomeno che interessa tutti gli strati sociali. C’è una circolazione maggiore di:
- oggetti → materie prime, prodotti lavorativi, manoscritti
- Persone → mercanti, maestranze artigiane, pellegrini
I grandi assi di circolazione sono le vie di pellegrinaggio che si muovono in tre direzioni diverse: Roma
(= tomba di Pietro), Geruslaemme(=Santo Sepolcro), Santiago da Compostela(=tomba dell’apostolo).

Caratteri
Le soluzioni erano elaborate nelle cattedrali, in quanto unici edifici non eretti in legno.
1. I soffitti lignei, soggetti ad incendi, vengono sostituiti con volte in muratura, inizialmente a
botte. Seppur le volte esistessero già in epoca romana, la novità è nella sua adozione
integrale sull’intero edificio.
2. Archi trasversi. La sezione sottesa tra i due archi viene coperta dalla volta a crociera(=unione
di due volte a botte) che, seppur più leggera, era meno fragile e dunque necessitava di pilastri
3. I pilastri non sono più circolari, ma cruciformi o a fascio(=più colonnine). Non raccolgono solo
la spinta dei costoloni, m anche quelle degli archi trasversi.
4. Campate, isole delimitate dai pilastri
5. Contrafforti, un sostegno esterno aggiuntivo o posto da tratti di muro alzati che rinforzano la
parete nel punto in cui il peso si scarica.
6. Cupola, situata solitamente nell’ intreccio tra navata e transetto, è impostata all’esterno e
operata da un tiburio (cupoletta)
7. Pianta longitudinale con transetto, matroneo e cripta
8. L’abside presenta solitamente cappelle radiali accessibili grazie al deambulatorio
9. Facciata, di due tipologie: a capanna semplice monocuspidata o a capanna composita (o a
salienti). Presenta un rosone(=oculo di grandi dimensioni) e meno frequentemente un
protiro(=piccolo portico addosso al portale d’ingresso)
La pesantezza delle coperture determinano:
- il restringimento delle navate
- Rinforzo degli elementi portanti (pilastri piuttosto che colonne)
- Aumento del numero e dell’ampiezza delle finestre → cambio dell’illuminazione, radente e
con effetti ombra e luce→ monofore(=con una sola apertura) e strambate(=con piani inclinati
verso l’esterno per accogliere più luce).
Valori specifici del nuovo linguaggio:
- nella concezione unitaria dell’edificio
- Nella libera ricerca delle soluzioni più adatte a risolvere un problema
- Nei metodi non teorici ma sperimentali sperimentati sui ponteggi
-
Lombardia
Milano
Basilica Martyrum o di Sant Ambrogio
Venne eretta in periodo carolingio come convento benedettin del quale ci rimane solo la torre dei
monaci. Dato il crescente numero della comunità, sorge la necessità ddi ampliare lo spazio.
Vengono rispettate:
- le dimensioni
- L’ingombro volumetrico
- La pianta basilicale
Vengono mantenute:
- la posizione dell’altare
- La tomba del santo
- L’iconografia: tre navate, tre absidi senza transetto
Vengono ricostruite:
- le tre navate
- La cupola
Vengono aggiunti:
- l’ampio atrio
- Il secondo campanile
→ Si crea un organismo del tutto nuovo nella concezione spaziale e strutturale, grazie alla volta a
crociera costolonata applicata all’intero edificio e all’imposta su campate a base quadrata
Il rapporto tra la campata della navata maggiore e quelle delle laterali è:
2:1= SISTEMA ALTERNATO
1:1= SISTEMA UNIFORME
L’ultima campata(=isola spaziale) è coperta da una cupola a otto spicchi impostata su trombe
→ Senso di solidità e equilibrio architettonico dato dalle proporzioni e dallo sviluppo dell'arco a tutto
sesto
→ Valore plastico dell’architettura sottolineato dalla distribuzione della luce
La facciata è caratterizzata da un gioco di bicromia, alternando il laterizio a mattoni. Le cornici e gli
archetti pensili corrono lungo il perimetro del timpano.
Pavia
S. Michele
Di fondazione longobarda viene ricostruita tra il XI e il XII sec. La basilica, nonostante abbia uno
schema analogo a Sant Ambrogio, risulta più slanciata perchè le volte a crociera hanno andamento
cupoliforme che le rend autonome sotto il punto di vista gravitazionale. AKA le volte sono impostate
un livello più in alto.
Como
S. Abbondio
Ricostruita attorno alla metà del XI sec. Su un più antico edificio paleocristiano fu consacrata nel
1905.
Presenta delle ascendenze transalpine (Francia e Germania):
- torri campanarie ai lati del presbiterio
- Absidi in spessore di muro
- Capitelli cubici
- Endonartece(= spazio intermediario tra le navate la facciata) a due piani
- cinque navate divise da pilastri circolari
Emilia
L’Emilia era in dominio di Matilde di Canossa, protettrice della riforma gregoriana. Qui il romanico
lombardo trova la sua massima espressione.
Modena
Duomo di Modena
Edificio più importante della zona e, in generale per l’arte romanica.
11099: fondazione su un edificio precedente
1106: traslazione delle reliquie di S. Giminiano
1224: costruzione del campanile, detto “ghirlandino”
→ molte delle info sono date dal testo “Relatio translationis corporis Sancti Geminiani”:
- anno di fondazione
- La costruzione avvenne per iniziativa del Capitolo e dei maggiorenti (cariche laiche), con la
partecipazione di tutto il popolo e l’appoggio della contessa → edificio voluto dai religiosi ma
con un contributo della committenza laica
- Lanfranco fu architetto e ideatore; rappresentato in due miniature nel mentre che dà ordini ai
costruttori affaticati per lo scavo delle fondamenta o per il trasporto dei conci. Mantiene la
pianta dell’edificio originario, lavora all’abside e alla facciata.
Venne completato nel XIII secolo con delle modifiche e aggiustate posteri (apertura dei portali),
restituendo comunque senso di armonia:
● regolarità delle proporzioni
● Rivestimento in conci regolari
● Equilibrata spartizione verticale
La facciata è a campata composita, che rivela la suddivisione delle tre navate. C’è un gioco di
chiaro-scuro, dato dalla sovrapposizione dei vari piani:
- protiro: struttura del portale centrale con leoni stilofori che sorreggono delle colonnine
- Basamento dei contrafforti: scandiscono la navata centrale
- Archi con trifore (su tutto il perimetro esterno)
L’interno è a tre navate che sfociano in tre absidi; pianta longitudinale senza transetto con campate a
sistema alternato. Originariamente aveva campate lignee, poi sostituite con volte a crociera.
Scansione spaziale (come in Sant. Ambrogio):
- archi trasversi
- Sistema alternato (campate maggiori e campate minori)
- Alternarsi di pilastri e colonne
C’è un finto matroneo con funzione decorativa che riprende di motivo esterno. In alcuni tratti di muro
si aprono delle monofore.

Wiligelmo
Ricordato in una lapide sorretta da Enoch ed Elia nella facciata del Duomo: due santi che sono stati
trasferiti in cielo senza morire e che dunque sono simbolo dell’immortalità:
“La tua scultura Wiligelmo ora dimostra quanto tu sia degno di onore tra tutti gli scultori”
Le sue opere costituiscono il complesso plastico più importante in Italia nella prima metà del XII sec.
→ nuovo linguaggio caratterizzato da un forte plasticismo
Nella facciata troviamo quattro lastre circa la Genesi, originariamente allo stesso livello, poi traslate
all’apertura dei portali.
→ profilate e con cornici che rimandano ai sarcofagi.
→ gli archetti delle lastre riprende l’architettura del Duomo
La storia è raccontata:
● con estrema semplicità
● Con pochi elementi descrittivi e ambientali
● Con uno stile sintetico, ma di grande forza espressiva e comunicativa
Le scene:
- Creazione dell’uomo e della donna; il peccato originale: (1) Adamo senza anima è ricurvo e
mentre Cristo gli stende in piedi solennemente. (2) Adamo in bilico su una roccia mentre Eva
esce dalla costola. (3) Adamo ed Eva, compiuto il peccato, si accorgono della loro nudità si
coprono con delle foglie.
- La cacciata dal paradiso terrestre, il lavoro dei progenitori: (1) Dio rimprovera Adamo ed Eva
per aver disobbedito e vengono cacciati da un Arcangelo. (2) Adamo e Eva condannati al
lavoro con vesti pesanti
- Il sacrificio di Caino e Abele(=figlio di Adamo e Eva); l’uccisione di Abele; il rimprovero divino
di Caino
- L’uccisione di Caino, arca del Diluvio, uscita dal’arca: (1) Caino ucciso da Hamec per volere
di Dio (capiamo che è cieco perchè i piedi sono disallineati come se non riuscisse a
camminare)
Concludiamo che le figure sono ancora legate alla parete di fondo, ma autonome rispetto
all’architettura: sono modellate in modo vigoroso e poggiano solidamente sul terreno. La figura umana
riconquista concretezza e pesantezza.
Wiligelmo realizza anche gli stipiti e i leoni del Portale Maggiore del Duomo, con immagini di profeti.
Alle due matrici dello stipite sono presenti due figure di Atlante che sollevano la struttura.
Dopo Wiligelmo sono attivi a Modena numerosi maestri che sviluppano i rapporti con scuole francesi
che Wiligelmo aveva iniziato.
● Porta dei Principi, Duomo: storie di San Gimignano con figure di santi negli stipidi
● Porta della Pescheria: episodi di re Artù tratti dalla Chanson de geste(archivolto) e favole di
animali(architrave)
● Tralci abitati e ciclo dei mesi

Cattedrale di Piacenza
→ influssi francesi: volte esapartite (=divise in spicchi da sei)
→ influssi normanni: pilastri circolari.
Nei pilastri troviamo targhe nelle quali sono rappresentate le corporazioni di arti e mestieri (= paratici:
carradori, calzolai, venditori di stoffe, panettieri, tintori) con iscrizioni che rivendicano l’identità della
colonna (es. “questa è la colonna dei fornari).
I mercanti e gli artigiani sono i protagonisti dell’arte medievale. Non sono solo i committenti, ma anche
i proprietari!

Cattedrale di Parma
La facciata:
- monocuspidata
- Gallerie
- Campanile (originariamente doveva essercene anche un altro → ispirato alla Borgogna e alla
Normandia
- Pianta longitudinale con sistema uniforme
→ complesso spettacolosa di masse architettoniche cubiche e cilindriche innestate l'una sull’altra
Incontriamo per la prima volta Benedetto Antelmi (XII-XIII): partendo dalla tradizione figurativa
romancia inaugura un nuovo stile, vicino al gotico francese.
→Lastra con Deposizione: lastra di marmo datata e firmata. Tolta dal suo contesto originario( si
ipotizza il pontile=struttura architettonica che separa la sezione sacerdotale tale da quella clericale),
adesso si trova nel transetto destro.
E’ innegabile la conoscenza della tradizione lombarda

Influssi provenzali ● vigoroso senso della plastica


● Linearità del trattamento dei panneggi
● Alcuni motivi iconografici e compositiva
(es. angeli posti orizzontalmente)
● Vesti a pieghe a grossi cannelli

influssi bizantini ● rispetto per la regola della simmetria


● Tecnica del niello (=nigellum, da Niger)

influssi tardoromanici ● gusto per le forme grandiose


● Atteggiamenti severi
● Motivi iconografici: teste del Sole e della
Luna; rosette nella cornice aggettante;
motivi floreali nella cornice del fondo

influssi classici ● composizione di respiro largo e solenne


● Senso della misura che frena il dolore
(non si cade mai nella drammaticità)

Da una parte i credenti (con il Sole) la cui processione è interrotta da una figura con un calice in
mano(=la Vergine), dall’altra i laici (con la Luna), con al centro una croce gemmata. I due romani che
praticano la crocifissione sono in senso diagonale. Dalla sinagoga si irradia una curva che culmina
con la testa della Vergine. Il gruppo di destra presenta una variazione: un gruppo di soldati romani si
giocano a dadi le vesti di Cristo.
Caratteristiche stilistiche:
- piedi poggiati sul pavimento
- No caratterizzazioni individuali
- Gesti convenzionali
- Figure più proporzionate e slanciate
→prima scansione in profondità (le figure non sono più su un unico piano)
→ Cattedra vescovile: San Giorgio e il drago e la conversione di San Paolo. Dimostrazione della
capacità di integrare nell’architettura la scultura.

Battistero di Parma
Nel portale settentrionale troviamo l’iscrizione:
“Quattro anni prima del 1200 iniziò questa opera lo scultore chiamato Benedetto”
La struttura ha pianta ottagonale(=simbolo del regno dei cieli) ed è realizzata in marmo rosa di
Verona.
L’esterno, di timbro romanico, è slanciato e presenta 4 ordini con architravi aggettanti e un 5 ordine
con una serie di archetti a sesto acuto. I lati sono separati da contrafforti e i portali sono strombasti
(su modello di L’ile de france) con archi ciechi con colonne architravate (Provenza).
La cupola è ad ombrello, diva in 16 spicchi che si prolungano fino alle colonne per terra.
● slancio verticale
● Ritmo complesso
● Proporzioni elaborate

San Zeno, Verona


Strettamente fedele al modello modenese:
- impianto basilicale a tre navate
- Facciata a salienti
- Protiro
- Presbiterio rialzato
- Colonne alternate a pilastri (contrafforti esterni)
- Copertura lignea a carena di nave
→ annullamento del senso lombardo di concretezza grazie a un sottile e vibrante luminismo (tipico
dell’area veneta)
Differisce per:
● leggerezza degli aggetti: lesene appena sporgenti
● Policromia dei materiali (tufo e marmo)
Nella porta bronzea troviamo scene dell’antico del nuovo testamento con episodi della vita di San
Zeno. Agli incroci delle cornici troviamo teste di uomini e animali.

→ Maggior finitezza del disegno


→ Accurata descrizione dei dettagli
Apertura verso la plastica francese

Veneto

Venezia

San Marco
La pianta della basilica riprende l’SS. Apostoli di Costantinopoli, ma differisce in quanto S. Marco
originariamente non era decorato con mosaici lungo tutta la superficie.
1. Fase (doge Domenico Selvo; 1071-84):
- pilastro sud-est con angeli e degli apostoli che, messo a confronto con l’affresco nella cripta
di Aquileia, sembrerebbe ricondurre alla Deposizione di Cristo
- Esedra del portale centrale con mosaici della Vergine con Bambino, Apostoli e Evangelisti →
stile severo e geometrizzante
- Abside maggiore decorato originariamente con un Cristo Pantocratore (=in gloria), poi
sostituito nel 1506 con un Cristo in Trono, e i santi patroni: Nicola, Pietro, Marco, Ermagora
L’esterno era spoglio con le pareti in laterizio che lasciavano visibili la tecnica architettonica con
nicchie a spina di pesce.
→ i mosaici erano concentrati solo in alcuni punti
La nota cromatica era data dal pavimento con motivi in opus sectile (sia geometrici ce naturalistici).
2. Fase:
→A seguito di un terremoto e un incendio datati circa 1110, si da il via a una nuova fase decorativa
senza un progetto organico.
Le Cupole:
- Cupola Est / Cupola dell’Emauele: al centro Cristo (Emanuele) con intorno la Vergine e i
Profeti che avevano profetizzato l’arrivo del Messia
- Cupola centrale / Cupola dell’Ascensione: Cristo scende dal cielo con intorno la Vergine e gli
apostoli. Tra le esistere le Virtù e le Beatitudini; nei pennacchi gli Evangelisti (restaurati)
- Cupola Ovest / Cupola della Pentecoste: al centro lo spirito santo in trono (etimasia) con
intorno gli apostoli e, tra le finestre, i popoli attraverso cui si diffonde il messaggio →
fiammella dello spirito santo
- Cupola Nord / Storie di Giovanni Evangelista
- Cupola Sud / Personaggi legati a San Leonardo
Le volte:
- Volta Ovest (cupola S. Giovanni Evangelista), Storie della Vergine: La prova dei pretendenti,
Maria affidata a Giuseppe; L’Annunciazione, la consegna a Maria della porpora; La
Visitazione, il rimprovero di Giuseppe a Maria; il sogno di Giuseppe, il Viaggio a Betlemme.
- Volta Sud (cupola dell’Ascensione), Episodi Cristologici: Le tentazioni (Cristo svolge a sua
penitenza nel deserto, dove gli compare il diavolo che lo sfida: trasformare i sassi in cibo,
buttarsi dalla cima di un tempio, adorarlo in cambio di tutte le ricchezze del mondo. Cristo lo
sconfigge);l’entrata a Gerusalemme, l’ultima cena, la lavanda dei piedi
- Volta Ovest (cupola dell’Ascensione), Scene della Passione: il tradimento di Giuda e la
sentenza di Pilato (che decide per la crocifissione); la crocifissione; le pie donne al sepolcro;
l’Anastasis (=discesa di Cristo nell’Ade per resuscitare alcuni personaggi dell’antico
testamento); Noli me tangere (Cristo dice a Maria di non toccarlo) e L’incredulità di Tommaso
(per dimostrarli la verità della resurrezione).
→ soggetti cristologici, mariani, agiografici unicum, inediti sia in Oriente che in Occidente → creazione
specificatamente veneziana
3. Fase (1160-1250):
Inizialmente vengono impiegati maestri locali, ma dato il lavoro impegnativo, sorse la necessità di un
più largo coinvolgimento di forze, chiamando a Venezia mosaicisti greci.
- Cupola dell’Ascensione: lavorò un artista bizantino che porta Venezia il nuovo stile di
Bisanzio, caratterizzato da:
-Un intenso cromatismo
- Accentuata gestualità
- Gioco barocco dei panneggi
La campagna decorativa si concluse nel 177, quando Federico Barbarossa e Alessandro III si
incontrarono a San Marco.
Si decide di abbattere gli archi nel registro superiore della navata, riempiendo lo spazio con dei
mosaici: Orazione di Cristo nell'orto degli ulivi.
→ Si innesta uno stile fedele al trend di Bisanzio ma che è allo stesso tempo aggiornato sulle più
moderne esperienze europee:
● caratterizzazione delle fisionomie
● Variazione posturale
● Monumentalità delle figure
● Panneggio reso con mezzi grafici e plastici
→ A Venezia si afferma una scuola locale che pian piano espandere la propria attività in vaste aree
4. Fase
- Cupola della Genesi: stile occidentale e modello “antiquario” → si guarda ad uno stile antico
facendo riferimento al Genesi Cotton (V sec.)
→ Pala d’oro di San Marco sull’altare Maggiore: prodotta nel XII secolo, venne poi arriccia nel XIII.
Venne commissionata a botteghe costantinopolitane dal doge Ordelafo Falier e completata nel 1105.
Al centro Cristo in trono affiancato dagli evangelisti e sormontato dall’Etimasia. Nei registri superiori
gli angeli e gli arcangeli, mentre in quello inferiore la Vergine affiancata dall’Imperatrice Irene e il doge
O. Falier (Alessio I). Nella cornice superiore scene come l’Annunciazione, la natività, la Pentecoste,
l’Ascensione etc. Ai lati le storie del santo titolare San Marco.
Dopo il 11204 venne aggiunto un registro superiore con scene liturgiche quali l’entrata a
Gerusalemme, la discesa nel Limbo, la Pentecoste etc.

Torcello
→Prima chiesa d’Occidente ad essere decorata a mosaico da maestranze bizantine.
Complesso costituito da cattedrale, battistero e campanile. L’esterno riprende il gusto lombardo,
mentre l’interno presenta un soffitto a capriate.
- Abside: decorata su fondo oro, si staglia una Vergine Odigitria (=“colei che indica la via”,
raffigurazione della Madonna che tiene il braccio sinistro il bambino e con il destro lo mostra
ai fedeli). L’arco absidale ha la raffigurazione dell’Annunciazione e dell’astensione (in parte
perduta).
- Controfacciata (seconda campagna): abbiamo tre registri con il Giudizio Universale(=Cristo
giudice tra la Vergine e il Battista (Deesis=tema iconografico: l’uomo ha bisogno di qualcosa
che solo Dio può fare), Etimasia venerata da Adamo ed Eva, i risorti dalla terra e dal mare;
mentre la parte superiore ha valore monumentale e rappresenta l’Anastasis e la
Crocifissione. Nel primo registro, appare la Psicostasia(=pesatura delle anime) e la Vergine
orante, affiancata dai beati e dai dannati.
→Dopo il terremoto del XII, venne avviata una seconda campagna che non portò alcuna modifica se
non un aggiornamento delle figure (età comnena).
Aquileia
→La ripeta è uno dei testi fondamentali della presenza bizantina in Italia, anche se opera di artisti
locali che seguono per iconografia e stile modelli orientali.

Toscana

Firenze
Firenze si comporta in modo autonomo rispetto al territorio circostante, interpretando il romanico
attraverso la fusione di elementi lombardi e altri derivanti dall’eredità classica e paleocristiana.

Battistero di San Giovanni


La costruzione di V secolo aveva probabilmente pianta ottagonale e con un’abside, nel XIII sec
sostituita da una scarsella (=abside a pianta rettangolare).
L'interno è costituito da due ordini:
1. ordine: finto deambulatorio con un sistema architravato di pilastri e coppie di colonne
2. ordine: galleria con archetti doppi divisi da lesene
→la profondità minima del deambulatorio permette un effetto grafico non chiaroscurale, accentuato al
fatto che i pilastri dell’ordine inferiore e superiore si allineano, così anche le colonne. Ogni lato è
diviso da 6 specchiature.
Il gusto geometrico è enfatizzato dalla bicromia fiorentina. (=serpentino di prato e marmo di Carrara)
L’esterno è diviso in due zone, ognuna tripartita. Le finestre sono monofore e inquadrate da degli
archi e viene ripreso il motivo degli ordini interni.
→ L'architettura e decorazione svolgono lo stesso discorso: si evita ogni accentuazione plastica e
dinamica, riducendo oggi volume in formule di geometria piana.
S. Miniato al Monte
Ricostruita tra il 1018 e il 1063 su un edificio preesistente e completata in epoca tarda; è dotata di una
straordinaria razionalità e regolarità di forme.

Gusto paleocristiano Gusto lombardo

- impianto basilicale a tre navate - arconi trasversali


- soffitto a capriate - Pilastri cruciformi
- colonne corinzie - Cripta su presbiterio sopraelevato
Manca il gioco di volumi → prevale la
geometrizzazione e dello spazio

→la bicromia raggiunge vertici di grande eleganza e ribadisce il concetto di architettura che tende a
ridurre al minimo il senso di massa sostituendo quello delle superfici nette e definite.

Pisa

Campo dei Miracoli:

Duomo
La costruzione è avviata nel 11064 per volere del vescovo Guido e delle maggiori istituzioni cittadine.
Viene dedicata alla Vergine assunta come ringraziamento per la vittoria conseguita a Palermo contro
gli arabi. Venne poi consacrata nel 1118 da papa Gelasio II.
Buscheto (1104-1110):
In un'epigrafe l’architetto viene paragonato per furbizia ad Ulisse: riesce a far spostare grandi pesi,
come le colonne monolitiche del Duomo, con poco sforzo.
Unicum per via della gradniosità della concezione e per l’originalità delle soluzioni formali.

Paleocristiani - spazialità (5 navate)


- Pianta a croce latina con abside
- Colossali colonne monolitiche con capitelli corinzi raccolti da
ampie arcate
- Ampio matroneo

classici - colonne e capitelli antichi

lombardi - volta a crociera nelle navate

transalpini - scansione degli spazi attraverso archi, bifore e monofore (chiesa


abbaziale di Cluny)

orientali - sesto acuto dell’arco trionfale


- alti piedritti (=qualsiasi struttura verticale con funzione di
sostegno)
- Paramento interno a fasce bicrome
- Cupola

● Navata centrale e transetto→ copertura a capriate


● Navate laterali→ volte a crociera
● Incrocio→ cupola a base ellittica a sezione ovoidale, con un coronamento a bulbo di
ispirazione islamica
Rainaldo (metà XII sec.)
- Ampliamento del corpo longitudinale con l’aggiunta di tre campate
- Realizzazione delle facciate a salienti, portata a termine nella seconda metà del secolo con
motivi decorativi a losanghe e cerchi. C’è una successione di loggiate con colonne e archi.
Il suo lavoro determinerà le costruzioni in Campo dei Miracoli
Bonanno Pisano
Il portale aveva un porta bronzea distrutta e ricostruita da Bonanno Pisano nel 1186.
- in alto: Cristo e la Vergine in trono
- Nelle formelle: scene del Nuovo Testamento
- In basso: i profeti

Componenti classiche: - rosette

Componenti ottoniane: - modellato e teste aggettanti

Componenti bizantine: - iconografia

Battistero
Diotisalvi (1153-periodo gotico)
L’architetto si ispira all’architettura tardo imperiale e all’architettura altomedievale:
- pianta centrale (circolare)
- Deambulatorio su colonne/pilastri
- Pilastri nella galleria superiore
La cupola è conica (ispirata forse al Santo Sepolcro e agli edifici dell’Aia Minore), poi rivestita di una
calotta semisferica nel XIII sec.

Campanile
Le fondamenta vengono gettate nel 1173 fin quando si verifica un cedimento e la fabbrica viene
interrotta.
Giovanni De Simone riprende in mano il cantiere un secolo dopo, concludendosi solo nel XIV sec.
Il campanile circolare riprende i motivi del battistero, con losanghe ee gallerie.

Firenze legge nel romanico il classicismo, mentre Pisa ne trae gli aspetti più
potenti dall’arte paleocristiana.

-Gotico-
Movimento figurativo successivo al romanico.
Il termine ha origini medievali e, a differenza di quanto sostenuto da Petrarca (infastidito dalla grafia
complessa), Lorenzo Valla, Giorgio Vasari (la definisce “mostruosa e barbara”) etc, non si tratta di un
movimento figurativo di origine tedesca, ma francese (Ile-De-France).
Arte classica come equilibrio e armonia, gotico come disequilibrio e caos
Il gotico viene rivalutato nel 700, con la pubblicazione dell’opera in 10 volumi “L’architecture” di
Viollet-le-duc (1854-68).
Movimento eterogeneo e di portata Europa divisibile in:
- Gotico antico
- Gotico medio
- Gotico maturo o tardo (gotico inernazionale o cortese)
→C’è un denominatore comune che lega le manifestazioni: crisi del rapporto tra realtà e
trascendenza. Nascono nuovi movimenti eretici, combattuti dai nuovi ordini religiosi:
● CISTERCENSI → Bernardo da Chiaravalle
● FRANCESCANI → Bonaventura da Bagnoreggio
● DOMENICANI → Tommaso d’Aquino
Da un punto di vista storico, si tratta di un momento in cui si vive la caduta dei due poteri tradizionali:
impero (casata aveva) e papato (trasferimento della sede papale da Roma ad Avignone). Si
costruiscono monarchie nazionali non più rette su basi di ordini trascendenti, ma sulla affermazione
delle capacità individuali. → Pssaggio dal Comune alla Signoria, espressione di un società urbana e
mercantile in cui prevalgono i valori individuali.
La cultura non è più monopolio dei monasteri data l’introduzione delle università (cultura laica). Di
conseguenze, anche l’arte si concede al versante profano e la sfera della committenza dei fa più
ampia e variegata → ARTE PROFANA
Iniziative maggiori:
- Potere Ravello
- Papato
- Altre gerarchie ecclesiastiche
- Ordini monastici
Committenza dei ceti medi urbani (banchieri, commercianti, artigiani):
- Singoli
- Corporazioni
Si sviluppano le botteghe, in grado di assumere gli incarichi più vari (commissioni di prestigio, oggetti
di devozione privata, prodotti artigianali). La realizzazione delle opere avveniva attraverso il magister
(capo bottega), passando per i più esperti e concludendosi con i garzoni(=lavori di minor importanza).
Le opere vengono firmate, es:
- pulpito del battistero di Pisa
- Maestà del duomo di Siena
Si ha una battuta di arresto con la peste del 1348 (raccontata da Boccaccio nel Decameron) che
riduce la popolazione di un terzo con terribili conseguenze economico-sociali.

Caratteristiche
Alla base dello stile stanno due concetti:
● Esigenza di costruire edifici sempre più alti
● Edifici inondati di luce: valore simbolico teorizzato per la prima volta dal’abbate Suger in St.
Denis→ grazia divina
→ caratteristiche già presenti in alcuni casi eccezionali (es. St. Etienne in Normandia) e che ora si
affermano
Per erigere edifici con queste caratteristiche, bisogna apporre delle modifiche/novità.
Funzionali:
● Pilastro a fascio: sostituisce il pilastro cruciforme di stampo romancio per la sua qualità
elastica
● Costoloni a volta a crocera
● Archi a sesto acuto: sostengono le spite laterali non assorbite dai pilastri
● Archi rampanti: collegano il unto dove cade il peso della volta ai contrafforti
● Pinnacoli: valore funzionale, spingono il peso verso il basso
Decorativi:
● Triforio: da “trifora”, è un’apertura a tre archi non praticabile; erede del vecchio matroneo
● Lanterna
Nonostante l’occhio raggiunga subito l’abside per via dell’assenza di ostacoli, quest’ultima si offre
arricchita di complicazioni: deambulatorio con cappele radiali → giochi di luce che simboleggiano la
ricerca di Dio
Le facciate:
● Rosoni
● Sculture a tutto tondo: sostituiscono gli altri rilievi romanici
Opus Francigenum (nome del gotico in età medievale in Francia)

Saint-Denis, Parigi
Abbazia che custodiva le reliquie di S. Dionigi, apostolo delle Gallie.
Secondo la tradizione sarebbe stata edificata dal re Merovingi o Dagberto I e rappresenterebbe la
principale abbazia del regno franco, in quanto accoglie tombe di re e custodisce i regalia. Agli inizi del
XII secolo l’abbazzia è in decadenza e l’abbiate Suger avvia un progetto di ricostruzione.
La sua opera di ricostruzione riguarda la parte occidentale, dove apre le due campate per realizzare
la facciata, con due torri e tre contrafforti. I portali sono strombati con la lunetta decorata con tema di
cristo giudice.
Abside con deambulatorio e cappelle radiali innovative in quanto sostenute da volte → eretto
sull’antica cripta ampliata e fornita di nuove volte.

Nonostante ci siano elementi romanici (archi a tutto tondo), l’articolazione risulta del tutto innovativa.

Francia

Cattedrale di Notre-Dame, Parigi


Cinque navate con transetto e ampio corpo con doppio deambulatorio con volte a sezione triangolare.
La navata centrale ha le pareti sopraelevate per far spazio ad una fila di oculi sopra le finestre.
Si ha l’introduzione agli archi rampanti (=evoluzione del contrafforte , usato per distribuire il peso delle
pareti delle parti superiori).
Gli archi sono acuti ed è presente un matroneo percorribile.
Cattedrale di Notre-Dame, Chartres
Tre navate con transetto e deambulatorio. A differenza di Notre-Dame:
- non c’è il matroneo
- C’è il triforio
Ai lati delle altissime torri erette in epoche diverse
In facciata il portale dei re e delle regine d’Israele
A partire dalla metà del ‘200, si diffonde lo stile rayonnant (stile radiante)
Sainte Chapelle, Parigi
Manifestazione dello stile più importante
Ci si iniziava a servire di libri con modelli e schizzi utili (ornamenti, pose, schemi geometrici,
proporzioni, panneggi etc.), il cui più importante è il Livre de portraiture di Villard de Honnecourt

Italia

● Penetrazione più l’età delle forme gotiche → tenace vitalità della tradizione romanica
● Durata più breve → rapido affermarsi delle forme rinascimentali

Opposizioni Compromesi

- eccessivo slancio verticale - la persistente torsione romancia


- Annullamento delle masse murarie (i - I nuovi moduli francesi
muri non saranno mai sostenuti dalle
vetrate)
Il passaggio dal Romanico al Gotico fu determinato da circostanze storiche:
● espansione di un ordine monastico di origine francese: i Cistercensi
● Crescita di nuovi ordini religiosi: Francescani e Domenicani
● Impero di Federico II e della casa d’Angiò
● Apparire di alcune grandi personalità di artisti: Nicola Pisano, Giovanni Pisano, Arnolfo di
Cambio, Giotto

Ordine cistercense
→ ramo dell’ordine benedettino che si stacca da CLuny, fondando Cistercium in Borgogna su
iniziativa di Roberto di Molesme e fissando la nuova [Link] Alberico e Stefano Harding, Citeaux
ottiene la piena indipendenza.
1113-1115: Citeaux viene affiancata da altre abbazie:
- Le Fertè
- Morimond
- Pontigny
- Clairvaux
Il protagonista del nuovo ordine è Bernardo da Chiaravalle (1090-1153) che stende l’Apologia ad
Guillelmum Abbatem, in cui si afferma:
● la decorazione (dipinta o scolpita) non aiuta la mediazione del Monaco, ma lo distrae con
forme bizzarre e mostruose
● Le chiese sono scandalosamente ricche mentre i fedeli in miseria
● L’esagerazione slancio delle costruzioni moderne è “vanità delle vanità, più ridicola che vana”
→ ICONOCLASTIA BERNARDINA
Combatte contro i movimenti eretici, la corruzione della Chiesa di Roma e la rilassatezza dei costumi
morali di Cluny. S’intende tornare alla purezza della regola benedettina: ideali di povertà e auserità. Si
ha una stretta osservanza della regola, abolendo le debite (soldi e regalie), dividendo la giornata tra
preghiera e lavoro (orat et labora → ritroviamo il concetto nelle miniature dei monaci). → questi
principi li ritroviamo anche nella loro arte

Abbazia di Fontaney
Costituirà il prototipo delle oltre 70 filiazioni di Clairvaux
- schema “ad quadratum” (schema modulare a base quadrata, privo di linee curve)
Il modello viene esportato grazie ai cantieri-scuola, grazie ai quali uomini vengono addestrati a
realizzare il progetto ovunque e capaci di insegnare a qualunque tipo di maestranza a realizzare il
progetto con qualcuno materiale.
Chiesa Abbaziale di Fossanova
Vengono bonificate le paludi sul terreno su ui poi S. Bernardo edifica la Chiesa (attività meritoria dei
cistercensi)
La pianta è quasi sovrapponibile a Fontaney
- archi trasversi
- Semicolonne pensili

Chiesa Abbaziale di Casamari


Pianta sovrapponibile a quella di Fossanova
Sala capitolare con vetrata sul chiostro, in modo che anche non poteva entrare poteva comunque
assistere. Gruppi di colonnine cinghiate a metà con capitelli semplici dalle forme allungate.
→ in San Gargano registriamo capitelli un po’ più ricchi
Ordine francescano

Basilica di San Francesco, Assisi


1228, due anni dopo la morte di San Francesco, frate Elia da inizio alla costruzione della chiesa.
Fondata da Gregorio IX proclama “Ecclesia specialis caput et mater dell’Ordine, concedendola ai
francescani. L’edificio sorge fuori la città, alle pendici del monte subasio → viene sviluppata in altezza.
1230: basilica inferiore: vengono traslate le spoglie del santo, collocate sotto l’altare.
1253: Basilica superiore: consacrata da INnocenzo IV
Sorgono dei conflitti tra i frati conventuali e spirituali (più conservatori), contro le forme
eccessivamente sfarzose.
● Basilica Inferiore: pianta unica con volte a botte, divisa in campate dagli archi trasversi e
coperte da volte a crociera con curvatura ogivale (ad arco acuto) e molto depresse,
scaricando il peso su pilastri nani. La fonte di luce proviene dal portale. La prima campata è
fiancheggiata da due endonartece (=sezione riservata al clero)
● Basilica superiore: pianta identica all’inferiore. Volte a crociera che scaricano i pesi sui pilastri
a fascio addossati alla parete che raccolgono anche il peso degli archi traversi. Le fonti di
luce sono maggiori (abside, pareti). Le pareti, a differenza di come abbiamo visto in Francia,
non si smaterializzano, ma mantengono la loro continuità muraria; sono leggermente
alleggerite: ad un terzo dell’altezza, questa si assottiglia per aprire una bifora → passag
remois (=dal nome della cattedrale i Reims).
Troviamo un nuovo tipo di capitello: a crochets (=ad uncino) con foglie che terminano agli angoli “a
uncino”.
● Facciata: monoscuspidata con rosone, divisione attraverso cornici in varie fasce. Non ci sono
caratteristiche propriamente gotiche. L’unica nota è il portale biforo con l’arco acuto. Ai lati
troviamo torri cave ai fianchi cui più tardi, vennero aggiunti gli archi rampanti.
Decorazioni:
Molto discusse per via della cronologia:
- 1277-80, sotto Niccolò III
- 1288-92), sotto Niccolò IV → perchè primo papa francescano e perchè appena eletto affermò
che tutti i soldi delle elemosine serviranno per decorare la basilica
● Vetrate:
Nell’ abside, storie dell’antico e nuovo testamento, opera di maestranze tedesche, nel transetto, storie
di santi ad opera di maestri transalpini → l’arte vetraria in Italia è acerba.
● Affresco:
Transetto destro decorato da un maestro Oltremontano (probabilmente inglese) con un gioco
illusionistico tra le parti dipinte e le membrature architettoniche. Crea una galleria di archetti
pseudotrifori (non praticabile) con dietro delle figure che sembra stiano passando e finge degli archetti
→ primi documenti figurativi della pittura gotica europea.
Le esperienze internazionali, influenzano il cantiere di Assisi.
- L’ordine francescano raggiunge in poco tempo molta importanza
- Entità del fenomeno di circolazione degli artisti
- Funzione di Assisi come luogo di incontro e di scambio delle tendenze più avanzate tr XIII e
XIV secolo
Cimabue viene chiamato ad Assisi da Niccolò IV probabilmente sulla base della fama che aveva
riscosso.
● Transetto: storie di S. Pietro e Paolo
● Abside: storie della Vergine, Le crocifissioni,Volta degli evangelisti(=evangelisti di fronte alle
zone del mondo evangelizzate)
Le opere di Cimabue hanno subito un processo chimico particolare: le parti bianche sono diventate
nere (e viceversa) per via del carbonato di piombo delle pitture.
Breve sospensione dei lavori in cui Cimabue abbandona il cantiere.
● Navate: registro superiore con cicli paralleli dell’Antico e Nuovo testamento; nella parte
bassa, ventotto episodi della vita di San Francesco
● Coperture: due volte stellate e due figurate (=dottori della chiesa Girolamo, Agostino,
Ambrogio e Gregorio nei loro studi; Cristo, Vergine, il Battista e San Francesco)
→ oggetto di dibattito per individuare i personaggi attivi. Si tratta di una vicenda complessa
riguardante un cantiere aperto dove c’è una mescolanza di artisti da varie parti del mondo:
1) Jacopo Torriti: si attribuisce la Creazione del mondo, non solo per lo stile anche per le
numerose commissioni di Niccolò IV.
2) Artista sconosciuto (Giotto, Arnolfo di Cambio?): storie di Isacco in due pannelli dove vediamo
una scatola prospettica. Isacco nel primo pannello è cieco che viene ingannato da Rebecca e
Giacobbe che si veste da Isamu per prendere la benedizione. Nella seconda scena, quando
arriva Isamu riconosce la sua voce e capisce di essere stato ingannato. Si vedono i due
scappare verso il fondo. → novità tecniche: si passa dalla pittura a pontate alla pittura a
giornate → spazio prospettico
3) Artista sconosciuto (Giotto per via della testimonianza del Vasari, Cavallini etc.): 28 episodi
della vita di San Francesco basati sulla Legenda Maior di S. Bonaventura da Bagnoreggio.
Una sola persona dirige i lavori:
- metodo espositivo del racconto tipologico
- Sistema di incorniciatura architettonica dipinta delle scene → a trompe-l’oeil (come fuori dal
loggiato).
Il finto loggiato ha un punto di fuga centrale che mette in relazione lo pazziò dipinto della scena con
quello reale della navata.
4) Maestro di San Francesco: lavora nella chiesa inferiore alle storie di San Francesco e alle
storie della vita di Cristo, ispirandosi alla Vita Seconda di Tommaso da Celano (1260) →
legato ancora a schematismo bizantini
L’apertura delle cappelle 300esca e ha distrutto gran parte di queste scene, alcune decorate da
Giotto.

Architettura mendicante
Inizia solo a metà del II secolo per favore dei francescani e i domenicani ha nono verso la
popolazione, in quanto per la loro ideologia non era neppure necessaria la costruzione di edifici.
Ci sono dei casi eccezionali come: S. Francesco di Bologna, S. Lorenzo a Napoli con una soluzione
che non troviamo nell’architettura italiana.
Caratteristiche:
● adesione a forme di architettura povera
● Grande varietà tipologia che spiega: i mendicanti guardano all’architettura dei luoghi dove s
insediano e si insediavano in edifici già costruiti che restaurano
Le piante erano a a navata unica (preferenza) o a più navate.
Negli alzati di quelle a più navate:
- navate di altezza differente (basiliche)
- Navate dela stessa altezza (chiese a sala)
- Navate di altezza leggermente differente (pseudo-sala o pseudo-basilica)
Le coperture:
- a tetto con travature in vista
- A volte a crociera
- Combinazioni dei due tipi
A partire dall’ultimo quarto del Duecento vengono introdotte due innovazioni:
● sviluppo del transetto intorno al quale si articola un numero sempre maggiore di cappelle
● Copertura integrale a volte

Santa Maria Novella, Firenze (domenicana)


Lo schema quadrato e le cappelle laterali ci ricordano l’architettura cistercense.
Scarsa differenza di altezza tra la navata centrale e le navate le (pseudo Sala). E’ molto accentuata
l’ampiezza della navata centrale illuminata da aperture di forma circolare. La formula del gotico è
rispettata :
- → nella profondità del coro
- →nell’aglio rapporto linearismo che lega costoloni e pilastri
- Nell’assenza di ogni senso di massa (alte arcate)
Siamo comunque lontani dal verticalizza gotico francese e a prevalere è il senso del limite.
La facciata è priva di archi rampanti e le fiancate sono scandite da semplici pilastri

S. Croce, Firenze (francescana)


Arnolfo di Cambio dal 1295. E’ un edificio sempre più classico che gotico.
L’architettura religiosa gotica trova la sua massima espressione nella CATTEDRALE (=chiesa più
importante per il vescovo della città):

Ile-de-France Cattedrali come espressione di un potere


centrale diviso tra alto clero e corona

Italiane Cattedrali come simbolo delle aspirazioni di una


collettività

Le cattedrale i importanti sono 4:


1) Duomo di Siena
Dedicato alla Vergine che protegge la città. La storia è complessa, date le diverse fasi costruttive.
Iniziata tra il 1230 e il 1240, con un’intromissione di Nicola PIsano nel 12147 e quasi compiuto nel
1264 → dalle cronache cittadine sappiamo che viene deposta la sfera sopra la cupola).
Prima fase:
- croce latina
- Tre navate di quattro campate, divise da archi a tutto sosto
- Copertura travature lignee (poi sostituite)
- Paramento bicromo (che ammortizza l’alzato)
All’incrocio tra la pianta longitudinale e il transetto c’è una cupola poggiata su sostegni a pianta
esagonale che, a livello superiore, diventa un dodecagono. Internamente abbiamo una serie di
teste-mensola di Nicola Pisano, mentre esternamente, il tamburo presenta gallerie di ispirazione
pisano-lombarda. Oltre alla cupola, vediamo uno sviluppo presbiteriale che però è una modifica
successiva.
→ caratteristiche gotiche ed altre strettamente romanico-toscane (ampiezza degli archi. Tutto sesto,
rivestimento a fasce briciò e e concezione spaziale ampia)
Seconda fase:
Il capomastro è Giovanni Pisano, che:
- aggiunge una campate
- Riprogetta la facciata: realizza solo la parte inferiore con ampi portali strombati sormontati da
timpani
Per via del suo carattere difficile è costretto ad abbandonare il cantiere in seguito a dei litigi con i
committenti.
Terza fase:
Sotto il governo dei Nove, vengono progettati nuovi lavori:
- sopraelevazione della navata maggiore coperta con volte in muratura (la cupola perde il suo
ruolo principale)
- A pavimento del coro del presbiterio
Quarta fase:
La cattedrale sarebbe diventato il transetto di una nuova costruzione di cui però viene realizzato solo
un tratto di muro → scoppia la peste e c’erano delle problematiche di statica.
2) Duomo di Orvieto
Iniziata nel 1290.
- tre navate divisa da archi ampi
- Originariamente senza transetto
- Copertura lignea
- Paramento bicromo
- Ballatoio della navata centrale
Il maestro è di origine senese e sono molte le correlazioni con il Duomo di Siena.
→ la modellazione dei fianchi è con piccole cappelle absiformi
- pilastri circolari
- Modellazione sottarchi
→ spirito classicizzante
coerenza con modello francese differenza con modello francese

- portali strombati - più accentuato senso dello slancio


- Pinnacoli - Nitida definizione delle superifci

Ritorno ai rilievi sui pilastri (Storie della Genesi, ALbero di Jesse, Vita di Cristo, Giudizio finale)
→ l’albero di Jesse prende il nome dalla profezia di Isaia: “un germoglio spunterà dal tronco di Jesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici” → albero genialoidi di Cristo
3) S. Maria del Fiore, Firenze
Viene progettata da Arnolfo di Cambio a partire dal 1296 e. Quando muore (arco cronologico non
preciso), c’è un momento di stasi dei lavori che poi riprenderanno con Giotto che si dedicherà
prevalentemente al campanile, Nicola Pisano e Francesco Talenti.
Francesco Talenti amplia il progetto dei precedenti, senza però tradire la pianta originaria della
cattedrale.
1421: Brunelleschi realizza la cupola su. Progetto di Arnolfo i Cambio
- Corpo longitudinale con un vaso corpo centrale
- Presbiterio a trifoglio con cappelle radiali aperte attorno a vani poligonali (coperti da
semicupole)
→ è evidente l’origine gotica, ma il ritmo delle arcate e la maestosità dei volumi rivelano uno spirito
classico.
4) Duomo di Milano
Iniziato nel 1386, così detto in un’iscrizione (un secolo dopo gli edifici precedenti). Crolla il campanile
su S. Maria MAggiore sull’antica cattedrale precedente. Originariamente doveva essere nello stile
locale ma il controllo dei lavori passa in mano a GIan Galeazzo Visconti che:
- impose l’adozione del marmo
- I Mosè le forme del gotico internazionale
→ non esistono documenti che testimoniano i primi anni della costruzione, né tanto meno documenti
che consentono di attribuire la paternità del primo progetto. E’ probabile che anche il progetto iniziale
sia stato formulato da un gruppo di esperti.
→ interpretazione della lingua tardogotica sulla base delle tradizioni locali
- 5 navate con transetto
- Abside poligonale
- Tiburio e lanterna: realizzati nel 700
- Facciata: realizzata nell’800
→ la costruzione impiega un arco cronologico molto ampio
Rispetto alle cattedrali francesi non ci sono cappelle radiali intorno all’abside. D’altro canto c’è un forte
slancio verticale, attentato dalla vastità dello spazio.
L’ossatura portante dell’edificio è costituita da:
- piloni
- Mura perimetrali: aperte da finestre ogivali (lunghe e strette) ma sempre rinforzate da
contrafforti
Federico II

Come detto precedentemente, il passaggio dal romanico al gotico, in Italia, venne favorito - tra le
varie questioni - dagli interventi di Federico II di Hohenstaufen. Fu una figura eccezionale sia dal
punto di vista artistico che culturale nella sua forma più ampia.
Vediamo alcune iniziative:
● 1224: fondazione dell’Università di Napoli per promuovere gli studi legislativi
● 1231: redige il Liber Augustalis (Costituzione di Melfi), corpo di costituzioni per
l’amministrazione di uno stato unitario.
● 1231: riconosce la scuola medica di Salerno dove istituisce il primo insegnamento di
anatomia con la pratica della dissezione dei corpi
● Promuove la prima scuola poetica in volgare (scuola poetica siciliana)
Dal punto di vista artistico è interesse sia all’architettura transalpina che al naturalismo di derivazione
francese. Chiama alla sua corte monaci cistercensi, matematici e tecnici arabi
Essendo imperatore, promuove il recupero del modello classico (Impero romano):
→ Augustae: prima moneta d’oro ad essere battuta nel [Link] riferimenti iconografici alle
monete classiche
→ Cammeo: lavoro della pietra pomice che sia dal punto di vista stilistico che iconografico (temi
profani, raramente sacri) guardano al modello classico
Tra il 1220 e il 1250 promuove un programma di fortificazione del Regno. Costruisce numerosi castelli
(Puglia e Sicilia) a presidio:
- Dei confini territoriali
- Delle coste
- Delle grandi vie di comunicazione
Nello Statutum de preparazione castrorum ne sono citati 250 → volontà di onnipresenza
I castelli raramente sono costruiti ex novo e presentano pressocchè tutti le stess caratteristiche
planimetriche:
● pianta geometrica
● Cortile centrale (epicentro della struttura complessiva)
● Ambienti voltati a crociera
● Cortine murarie rinforzate
● Torri
Tecniche architettoniche diverse:
Impianti planimetrici delle castelli arabi e dei crociati struttura gotica cistercense
rocche bizantine e delle (guarda anche alle soluzioni (modulo quadrato e dettagli
fortificazioni normanne tecnologiche idrauliche) decorativi)

Castel del Monte, Andria


Residenza di caccia edificata nel 1240, massimo esempio del rigore geometrico.
- ottagono con cortile centrale ottagonale
- Ambienti trapezoidali
- Torri ottagonali con scale a chiocciola

Elementi classici: Impaginazione gotica:

- pilastri - slancio
- Capitelli - Decorazione degli intagli
- Architrave - Volte a crociera costolonate
- Timpano - Capitelli a crochets
- Profili taglienti dei cornicioni
In una delle torri, troviamo la volta degli Ignudi: le nervature ad ombrello sono sostenute da
personaggi nudi non riprende la perfezione del nudo classico ma sono individualizzati, tanto da
pensare possano essere dei ritratti.
Splendido l’apparato decorativo con intra si di marmi preziosi e mosaici in cui Federico II impiegò
maestranze di cultura araba, forse siciliana.
→ Espressione del sincretismo che caratterizzò l'Italia meridionale sotto i Normanni e gli Svevi

Porta di Capua
A presidio della città, sul ponte sul fiume Volturno, che segnava il confine con lo Stato della Chiesa.
Venne distrutta nel 1557, ma siam in grado di ricostruirla attraverso i resti e i disegni di Francesco di
Giorgio Martini.
Schema romano antico:
Ingresso munito di torrioni ad andamento circolare, che posano su un basamento poligonale
raccordato da pennacchi a loro volta poligonali con delle teste di grande moumentale compostezza
classica e intensità espressiva gotica.
Aveva due funzioni:
→Giustizia: ci sono sculture che rimandano al tema (giudici (Pier delle Vigne e Taddeo da Sessa),
Capua fidelis (giustizia), Federico II in trono). Troviamo delle iscrizioni che proclamano il fondamento
terreno e laico della giustizia il cui unico garante era l’imperatore. Nelle sculture troviamo un intenso
classicismo tradotto con i mezzi formali gotici: salda costruzione plasticità e vigorosa intelaiatura
lineare.
→Opere imperiale
In questo periodo troviamo molti busti identificati come ritratti dell’imperatore.
“Pulcher homo et ben formatura, se ed medie stature fuit” - Salimbene da Parma
Gotico=gusto naturalistico
Questo concetto si manifesta nell’arte Federiciana. La vediamo espressa in 2 capitelli da Troia (ante
1229, quando la cattedrale di Troia viene demolita per via di una sommossa), dove sono
rappresentate quattro teste di uomini particolari, di quelle etnie che caratterizzano la popolazione.
→ SCUOLA DI FEDERICO COME PRIMA SCUOLA LAICA →studio scientifico della realtà che si
manifesta anche nella stesura di manoscritti (terme di Pozzuoli e i suoi benefici; manuale medico, “De
arte vena di cui avibus”=come si addestrano i falconi → l’originale venne rubato mentre era a caccia;
abbiamo la copia realizzata da figlio. Vediamo le belle e originali miniature degli uccelli)

Nicola Pisano (1278-1284)

Arista piano dotato di capacità tecnica e imprenditoriale. IN tutti i documenti si definisce Pigliano,
mentre in due specifici, c’è scritto “dell’Italia meridionale”: ipotesi che abbia avuto una formazione
meridionale, in ambito federiciano → delle sue opere emergono delle congruenze:
- Riferimento a modelli classici (non imitazione ma studio!): rappresentazione naturalistica
- Conoscenza dei traguardi raggiunti dalla scultura gotica
Si pensa poi sia passato per Roma, ma non è certo, né tanto meno necessario a saperlo perché già
Pisa era cara alla cultura classica.
Pulpito del Battistero di Pisa
Commissionato dall’arcivescovo Visconti nel 1257 e concluso nel 1260. Si tratta di un'opera di un
artista già maturo, in quanto si tratta di una committenza importante.
Novità:
- tipologia: prisma esagonale libero nello spazio. Rielaborando le esperienze assunte in ambito
federiciano (contatto con il razionalismo cistercense, interessi matematici e geometrici della
corte imperiale)
- Rapporto con lo spazio circostante
- Relazione tra la struttura e la decorazione
- Stile delle figurazioni: si eleva su basi o leoni stilofori, mentre il gruppo centrale su Moroni
(uomini nudi o meno). Nei pennacchi vediamo le figure dei profeti e gli evangelisti con i relativi
simboli. Agli nugoli sopra i capitelli, abbiamo la figura di San Giovanni, l’Arcangelo Gabriele e
le virtù cardinali.
-
Probabilmente fu ideato dal cardinale data a forte impronta religiosa:
● colonne come le 7 sacramenti
● Riferimento al mondo prima dell’incarnazione di cristo
● Nelle lastre i temi della predicazione francescana
→ linguaggio semplice e coinvolgente che si fa sintesi delle due componenti che hanno segnato la
sua formazione: l’antico e il gotico transalpino

Componente gotica Componente classica

Struttura: Rilievi:
- archi trilogia - figure dalle forme solide
- Slancio verticale - Figure che si muovono con grande
- Capitelli (a crochet) naturalezza nello spazio

1. Lastra: Giuseppe e la lavanda del bambino, l’annunciazione, la Vergine e l’arrivo dei Magi.
Sono forme grandiose ed eroiche caratterizzate dalla successione dei piani, concentrati da
una linea
2. Lastra: l’arrivo dei Magi
3. Lastra: presentazione al tempio: area più vibrante per via delle figure che sembrano
contenere la spinta che viene dallo sfondo. Vediamo una serie di personaggi come la vergine,
il vecchio che avanza sorretto dal bambino etc.
4. Lastra: la Crocifissione: tema della predicazione francescana → motivo dello svenimento
della vergine (“dolore che spezza il corpo”). Uno studio quasi psicologico dei personaggi
5. Lastra: il Giudizio
→ ripresa di modelli antichi specifici
Lunetta del portale sinistro si S. Martino a Lucca
Dibattito critico su l'autografia e sulla cronologia (non c’è alcun documento) → molte caratteristiche
stilistiche simili
Deposizione della croce: adatta la scena la forma della lunetta e le figure si piegano alla curvatura. Si
percepisce la drammaticità della scena.
A Bourges viene fatta una deposizione da jubè che presenta delle correlazioni.

Arca di S. Domenico a Bologna


Commissionata nel 1264, viene inclusa nel 1267, quando viene inserito il corpo di San Domenico. In
tutti i documenti che discutono dell’area, Nicola Pisano è affiancato da un frate doemnciano, fra’
Guglielmo.
L’unica parte che corrisponde al periodo medievale è la parte delle storie di Domenico, nonostante
non si trova la mano di Nicola.

Pulpito, Duomo di Siena


Contemporaneamente, firma un contratto con fra’ Milano, cistercense, in cui viene commissionato un
escono pulpito per il duomo di Siena (68): deve risiedere a Siena, allontanandosi 4 volte all’anno per
risolvere le questioni banchiere. E’ importante inoltre il fatto che lavorano con lui Adolfo di Cambio e
Giovanni Pisano.
Pulpito a pianta ottagonale con colonne che sono sostenute da leoni stilofori e al centro le Arti
Liberali. Nei pennacchi profeti ed evangelisti, mentre sopra i capitelli, figure di virtù. Nelle lastre: la
redenzione dell’umanità grazie all’Incarnazione e alla Passione di Cristo.
→ non c’è più l’umanità eroica, sintomo dell’abbandono del gotico
Le lastre non sono più riquadrate in porfido con gruppi di colonnine, ma separate da dei personaggi
che fanno sì che si crei una superficie continua.

Fontana Maggiore, Perugia


1278
Opera alla fine di un percorso lunghissimo di edificazione di un aquedeotto. La fontana presenta la
firma di Nicola Pisano. Si trova tra il duomo e Palazzo Priori: al centro tra il potere laico e cattolico.
La fontana è circolare e figurata (unica fontana figurata giunta fino a noi) con due vasche
concentriche. C’è una coppa di bronzo con sopra un gruppo di [Link] lato diviso in due lastre
- vasca inferiore: I temi sono i soliti: il ciclo dei mesi, arti liberali, animali allegorici, storie sacre
(Adamo e Eva), temi che rimandano a roma( per sottolineare le origini romane di Perugia: la
luca che allatta i gemelli, la vestale con una gabbia), favole di Esopo.
- vasca superiore: Nella vasca superiore abbiamo personaggi che raffigurano località
geografiche, concetti teologici, personaggi contemporanei
Programma enciclopedico con temi religiosi, simbologie politiche, ammonimenti morali →
GLORIFICAZIONE DI PERUGIA

S. Trinità, Firenze
Terminazione con cappelle ai lati dell’ abside sarà ripresa nelle due maggiori chiese fiorentine del
secondo Duecento.
→ attribuzione discussa
Battistero di Pisa
Attribuzione certa.
- cupola: copre la cupola conica con una emisferica
- Arricchisce con un motivo gotico con il coronamenti a gables
- Teste all’imposta e alle chiavi di volta loggiato
Siena
- teste-capitello della trifora no ed
- Teste mensola della cornice del tamburo della cupola

Arnolfo di Cambio (1240-1302)

Nasce in provincia di Siena, nonostante in alcuni documenti venga chiamato “di Florencia”. Nel 1265
è allievo di Nicola Pisano e questo ci permette di identificare la sua data di nascita. Muore in un arco
cronologico che va dal 1302-10. L’ultimo documento in suo nome riguarda la Cattedrale di Firenze.
Lo sentiamo per la prima volta nella realizzazione del pulpito per il Duomo di Siena con Nicola Pisano.
1266: documento tra Melano e Arnolfo dove il frate minaccia l’artista di multarlo perché ancora non si
è messo a lavorare. Il documento è oggetto di discussione perché si domanda come il frate si
interessasse tanto all’allievo di Nicola:
- Persona precisa
- Conosceva già la bravura di Arnolfo: avrebbe già dato dimostrazione delle sue capacità. Tesi
favorita dal fatto che nel suo stile sorgono degli elementi che potrebbero rimandare all’arte
cistercense.
→ Se dopo il richiamo arriva subito, vuol dire che Nicola lo aveva lasciato in un cantiere, interrotto per
raggiungere Siena
● problema dell’arco di San Domenico di Bologna: non appare la mano di Nicola
● problema del pulpito di Siena: c’è un momento in cui l’opera viene vivisezionata alla ricerca
ma ultimamente sospesa e ripresa per il 100enario dalla sua morte.
→ collaborazione tra tutti i lavoratori nel cantiere sotto la suddivisione del capo
Fontana di Perugia
Dal 68 al 77 c’è un arco cronologico in cui non si hanno tracce di Arnolfo, riapparendo nell’iscrizione
della fontana con “sottilissimo e ingegnoso maestro”.
Carlo D’Angiò (senatore di roma)
Documenti nei quali sappiamo che Arnolfo lavora nella sua corte: egli richiamava solo artisti francesi.
Dove lo incontra? Non lo sappiamo, ma ipotizziamo che andò per tempo in Francia a confermare
come faccia avere tanta familiarità con l’arte cistercense.
Emblematica del loro rapporto è la statua di Carlo D'Angiò attribuita ad Arnolfo: statua onoraria che
faceva parte di un complesso architettonico, correlata ad un’altra figura d’araldo, base di un arco
trilobo.
Ci sono dei sospetti per cui Arnolfo avrebbe fatto solo l’araldo, tesi non ben accettata. C’è una
sicurezza monumentale tipica di Arnolfo nonostante il modellato non molto. Sottolineano però che la
statua è stata raschiata dal colore, ultima rifinitura nel modellato.

Fontana di Perugia
A lungo tempo confusa con la Fontana Maggiore dei Pisano, mentre si tratta di una fontana interna a
due vie. Fontana detta “minore”, nonostante probabilmente non avesse piccole dimensioni.
Venne commissionata nel 1277 e rimossa nel 1308 per via di un deterioramento dell’acquedotto.
Sono state ritrovate 5 sculture:
1. Due Scribi: di cui uno cefalo
2. Tre Assetati
Circa come era la fontana sono state fornite diverse ipotesi, non solo circa la sua struttura, ma anche
sul loro significato
● Laico: gli assetati sono persone che bevono e gli scribi sono personaggi del comune
● Cristiano: si immagina un Cristo centrale e si interpretano gli scribi come evangelisti (quattro),
la vecchia come la Maddalena, la samaritana al pozzo e il parentado della piscina
Da un punto di vista archivistico vediam che Arnolfo dimostra già nella sua primo era e sue
caratteristiche:
- Rileggere in chiave gotica i modelli antichi
- Attenzione concreta alla realtà
- Essere architetto anche quando scolpisce → capacità di organizzare tridimensionalmente lo
spazio che ha sempre al centro il gesto e l’azione umana. Le figure ad esempio hanno un
rapporto scenico con il fondale architettonico.
→ figure a tutto tondo sintetizzate in una linea gotica, ma allo stesso tempo dotata di una realtà fisica
corposa resa con un intenso verismo.
Es. Nella vecchia assetata vediamo che la veste è tirata tanto la vecchia si è gettata al volo per bere.
Questo ci conferma il fatto che sia una figura tratta dal dato reale.
→ capacità di rileggere in chiave gotica il dato classico
Es. Il paralitico è associata al fiume Tevere al Campidoglio per la posizione, nonostante ci si discosti
per tre elementi iconografici:
- abbigliamento: il paralitico ha la tunica slacciata (=situazione di accattonaggio) e poggia il
piede su un rilievo e il braccio su uno sgabello (=elementi della malattia)
- Attributi
- Posizione della testa, non girata verso la cornucopia
Servendosi di un modello antico, arriva a due novità:
● costruzione di un modello cubico secondo una veduta unitaria
● Attenzione sperimentale al dato reale e in particolare al “fenomeno malattia”
Monumento funebre, S. Domenico, Orvieto
Monumento funebre del cardinal Guglielmo de Bray (1282) (N.B. La data di morte dei personaggi è un
termine cronologico di riferimento non sempre preciso).
Si trovava originariamente nel corpo longitudinale della chiesa e nel 600 venne trasferito nel transetto.
Viene restaurato nel 1993 e concluso nel 2004.
Si tratta di un monumento rimontato tenendo in riferimento de monumenti a baldacchino giacente
(Sepolcro di Clemente IV e Sepolcro di Adriano V), nonostante abbiano avuto una storia analoga:
bombardati, rovinati, restaurati.
Caratteristiche comuni:
- Monumento al muro
- Baldacchino
- Figura giacente
Dalla tradizione riprende alcuni elementi, rinnovandoli:
- basamento con motivi cosmateschi → inserisce una galleria a giorno (=con spazio)
- Figura giacente → dato naturalistico: la pelle è anziana
- Commendatio Animae: tema in cui il defunto inginocchiato, viene presentato dai protettori alla
Vergine e Cristo → non è a mosaico o in pittura, ma in scultura
- Copertura a baldacchino
Studiando il monumento, la romanini scopre il metodo di lavorazione di Arnolfo → CRITERIO DI
VISIBILITA’=
● Rifinisce le parti in vista, mentre il dettaglio sparisce man mano che la figura svanisce
rimanendo grezza nelle parti non in vista.
● Proporziona le figure calcolando il punto di vista.
→ ci permette di ricostruire in parte le sue opere
Le cortine sono aperte da due figure con tracce di colore negli occhi (osserviamo il criterio d i visibilità.
Nella parte superiore c’è un errore: il trono doveva essere diverso originariamente. La Vergine doveva
emergere e non sprofondare dietro i braccioli e la mano andava avanti, leggermente ruotata, come a
benedire le figure di San Marco il cardinale e San Benedetto.
La figura della Vergine che veniva citata da tutti come esempio del classicismo di Arnolfo, è una
Giunone della Triade Capitolina rielaborata tagliando l’attribuzione pagano (=cornucopia)
sostituendola con una cristiana (=bambino).
L’accolito di destra fa riferimento all’ifigeniaa, compianto l’iconografia e il suo messaggio (=le truppe
non riescono a raggiungere troia perchè non tira vento e chiedono ai dei di aiutarli in cambio del
sacrificio di Ifigenia. Donna x la salva sostituendola con una capra) → morte espressa dai rettangoli
statici del basamento mentre la vita dai triangoli disegnati dai tre punti santi

Ciborio di San Paolo fuori le mura, Roma (1285)


Firmato in tre tabelle:
- fronte ovest, parte che guarda i fedeli: capiamo la data e il committente Bartolomeo
- Fronti laterali: capiamo gli autori
Ciborio con quattro colonne che sostengono una volta a crociera coperta da un tiburio e archi trilobi
coronati da dei frontoni → prima introduzione della lingua gotica in una chiesa
L’unico precedente che possiamo individuare come modello potrebbe essere la Sainte-Chapelle
Struttura:
- Capitelli: foglie di fico e quattro teste
- Statue: San Paolo, San Timoteo, San Benedetto, San Pietro
- Pennacchi: scene con Offerta del ciborio a San Paolo d a parte dell’abbattimento Bartolomeo;
il Peccato originale; profeti Davide e Salomone; Offerta di Caino e Abele
- Timpani: angeli che reggono i rosoni e sono tutti uguali tranne una coppia in posizione
laterale
- Interno: angeli
- Chiave di volta della crociera interna: composta dalle ali di quattro angeli → ripresa del tema
classico
In seguito ad una tragedia, si dice che il ciborio venne danneggiato e poi restaurato. In questo
processo si è scoperto che Arnolfo usava materiali di reimpiego (es. dietro gli angeli della chiave di
volta ci sono delle iscrizioni)
Problema dell’identità del “socio Pietro”:
1. All’inizio si pensava fosse Pietro Cavallini, nonostante non fosse scultore
2. Pietro Oderisi, scultore del monumento funebre di Clemente IV → è scultore, famiglia dei
cosmati. L'unica dubbia è che se aveva ricevuto la commissione di un'opera del cardinale, era
importante; allora perché ha un ruolo secondario nel ciborio di Arnolfo.
→ le botteghe non si firmavano dunque si trattava sicuramente di un artista esterno straordinario →
sarà intervenuto nella realizzazione degli angeli interni
Rimane un’incognita.

Santa Maria del Fiore

Un documento del 1300 ci dice che Arnolfo viene esonerato dal Consiglio dei Cento dalle tasse. In
quanto è il costruttore più importante del periodo e grazie a lui Firenze eccellerà. Corpo longitudinale
coperto da volte a crociere su cui s’innesta in una pianta centrale con tribune poligonali (non absidi) e
con una cupola il cui merito se lo prende Brunelleschi, nonostante poi venga progettato e costruito di
fatto da Talenti. Entrambe si appoggiano su quanto fatto da Arnolfo: Talenti amplia la pianta e
Brunelleschi realizza una cupola già progettata da Arnolfo. Questo la capiamo perchè c’è un'iscrizione
commemorativa sul quale si attesta l’opera ad Arnolfo. Ulteriori conferme sono:

● L’edificio rappresenta la continuazione di tutte le ricerche spaziali del periodo.


● Esiste un affresco eseguito tra il 1363 e il 1369, in cui è rappresentato un edificio che ricorda
la cattedrale di Firenze (=Cappelline degli Spagnoli di Andrea Buonaiuto)

Arnolfo realizza anche la facciata, lasciata incompiuta fino al 1587, quando Bernardo Bontalenti
impone uno stile più moderno e la demolisce per poi essere ricostruita nel 1800.

Consultando i documenti, ricostruiamo :

● Registro inferiore: basamento con monofore e bifore, galleria trabeata abitata da statue
● Registro superiore: arcata con figure
● Tre grandi portali con figurazioni

Le statue:

● Vergine della natività: ci fa tornare in pensiero quella perduta del presepe e viene
rappresentata da Arnolfo giacente
● La Dormitio Virginis: San Giovanni che la cinge. viene perduta nella seconda guerra mondiale
e oggi ne abbiamo solo il calco

Palazzo Vecchio

Iniziato nel 1299 è terminato poco dopo il 1310. Bugnato rustico= muratura dove le pietre sono
appena sbozzate e rimangono sporgenti

Le storie di Isacco (Assisi)


Sono due riquadri rivoluzionari perché introducono una nuova concezione spaziale: una scatola
prospettica.

l’identità dell'artista è molto discussa

La Romanini aveva avanzato l’ipotesi che si trattava di Arnolfo, nonostante non fosse pittore, molte
sue sculture erano pitturate.C’è un’attenzione al fenomeno Malattia (vista nella fontana di Perugia)La
cecità è rappresentata in modo molto puntuale: palpebre gonfie prive di ciglia — malattia molto diffusa
di cui soffriva anche san Francesco: TRACOMA (=congiuntivite che portava alla cecità)

→ La morte di Arnolfo è registrata nell’obiturario di Santa Riparata: morto l’8 Marzo senza l’anno. C’è
un arco cronologico che va dal 1300 e il 1310.

Giovanni Pisano

Artista più giovane che troviamo nominato per la rima volta nel 1265 nel contratto con Fra Melano per
il Duomo di Siena. Giovanni è quello che ha avuto maggior seguito che ha suscitato ispirazione e che
ha fondato una propria scuola. Se Nicola Pisano è lindo e sereno, Giovanni è un personaggio
tormentato. Maggior attenzione viene attribuita all’espressività.

Battistero di Pisa

Realizzata nel periodo romanico, (metà del 12esimo secolo) su progetto di Diotisalvi. Nel 13esimo
secolo la cupola viene mascherata da una cupola emisferica che poggia sul perimetro esterno. Nella
fase gotica lavorano Giovanni e Nicola che intervengono aggiungendo degli archetti gattonati
(=ricciolini esterni) con all’interno dei mezzi busti e, all’apice, statue a figura intera. Riconosciamo
Giovanni per le figure tormentate e drammatiche. Le statue superiori vengono realizzate dopo essere
tornato da Siena e, il discorso dal punto di vista formale è totalmente indirizzato in senso gotico. Per
visualizzare l’inquietudine due personaggi, adotta un escamotage, sottraendo le figure al loro asse
verticale accentuando i movimenti.

Duomo di Pisa

Realizzata nel periodo romanico, (metà del 12esimo secolo) su progetto di Diotisalvi. Nel 13esimo
secolo la cupola viene mascherata da una cupola emisferica che poggia sul perimetro esterno.
Arnolfo realizza la madonna con bambino che doveva trovarsi in una delle porte laterali. Soggetto
derivato dall’iconografia francese, perché il gruppo della madonna con bambino serviva a dividere i
grandi portali.

Giovanni rivela la sua dipendenza dal padre. Nella madonna vediamo una compostezza e una
salvezza dell’impianto che deriva dal padre e da quale riprende il motivo a falce: velo della vergine
che scene e viene preso dal braccio del bambino culminando con la sua testa: mette in evidenza lo
scambio di sguardi e l’intensità drammatica. Motivo già visto nel pulpito del duomo di Siena nella
scena della visitazione.

Sculture realizzate in due fasi, ma da considerare un unico insieme:

● carattere monumentale
● Stretto rapporto tra architettura e scultura

Duomo di Siena

Aggiunte una campata al corpo longitudinale e realizza la facciata:


● esempio iconico in Italia del rapporto tra scultura e architettura.

Giovanni guarda alle cattedrali francesi. Si cimenta nella realizzazione delle sculture che is
rapportano all’architettura. Realizza solo la parte inferiori, poi entra in conflitto con i committenti e se
ne va. Dov’è la sua autonomia rispetto alle cattedrali francesi? Conforto: nella cattedrale di Notre
Dame: le statue sono ancorate all’apparato murario, mentre in Giovanni sono a tutto tondo e
svincolate dall’architettura che si riduce a fondale.

Il primo esempio di ciclo statuario su scala monumentale

Sono statue di personaggi legati alla vergine: apostoli, filosofi antichi (premonizioni relative alla figura
della Maria), fede pagana e giudaica → cantano un inno di lode alla Vergine Maria

Nell’800 sono stati levati e messi nel museo e sulla facciata sono stati lasciati i calchi: da una parte è
un bene dal punto di vista conservativo, ma si perde il rapporto tra le statue.

Torna a Pisa nel 1295:

● prosegue la decorazione del Battistero


● Viene nominato capomastro del Duomo di Pisa per il quale realizza una Madonna con
Bambino situata sull’altare maggiore. Si tratta di una statua in avorio che prende in riferimento
il gusto francese (in particolare quella di Notre Dame dal quale riprende l’inarcamento della
schiena)

Pulpito di Pistoia a S. Andrea

Datata 1301. Presenta un’iscrizione con scritto “seppe superare il padre in sapienza” in riferimento al
confronto tra Nicola e Giovanni (soggetto).

● Colonne
● Leoni stilofori → una sulla figura di atlante che si piega come se sentisse il grave che preme.
Al centro il gruppo di aquile
● Capitelli: a Pisa le Virtù mentre a Pistoia le sibille (=tema della facciata dove qui glorificano
Cristo, mentre fuori la vergine) Sono figure vibranti dove la premonizione da due risultati
diversi: c’è individualizzazione accomunate dalla sorpresa e lo spavento della profezia
● Pennacchi: i profeti
● astre: non sono divise come a Pisa da gruppi di colonnine di colore diverso ma come a Siena
dalle figure. La differenza è ce le figure di Siena si mischiano un po’ con i personaggi delle
lastre, mentre quelle di giovanni sono grandi e staccano in maniera decisa.
● Arco acuto trilobato che offrono maggior slancio

Per quanto riguarda le storie delle lastre, sono le stesse di Nicola: natività, crocifissione, giudizio
finale, l a passione etc. Le scene sono interpretate e realizzate diversamente: drammaticità di
Giovanni data da:

● contrasto luce-ombra
● Affollamento e dinamismo delle figure
● Incarnazione ritmo lineare

Le figure sono umanizzate: esempio dell'Annunciazione la vergine si ritrae spaventata; Maria


affaticata dal parto che si sforza di coprire il figlio; ancella che prima di fare la lavanda del bambino si
accerta della temperatura dell’acqua.
- Strage degli innocenti: caos di corpi di bambini donne e soldati che sembra essere casuale,
nonostante con più attenzione sia chiaro il progetto: due linee diagonali
- Crocifissione: rispetto a Nicola aggiunge i due ladroni e cristo non è apollineo, ma piegato dal
dolore e smagrito dalla sofferenza. Espressionismo che raggiunge valore quasi caricaturale.

Il programma iconografico svolge il tema della Redenzione, che si svolge su tre livelli:

● simboli del peccato e della lotta tra bene e male (leoni e ancelle)
● Profezia (si elle e profeti)
● Attenuarsi della redenzione tramite l’Incarnazione, a passione, il Giudizio (scene)

Madonna della cappella degli scrivigli

Il linguaggio gotico arriva a completa maturazione. Giovanni spezza il panneggio rispetto a quella di
Pisa: non arriva fino in fondo ma si accorcia nella mano e si scioglie lungo il pavimento. Modello
francese: Madonna della chiesa di fontenay: inarcamento che si bilancia con l'andare avanti della
testa. Diverso è lo sguardo: è come se la Vergine prevedesse quello che sta per succedere, il
sacrificio del figlio.

Pulpito del Duomo di Pisa

Iniziato e commissionato nel 1302 e realizzato in un lungo arco cronologico fino al 1311. Viene
smembrato, vittima di un incendio e ricostruito in epoca molto più tarda. Mancano alcuni elementi che
rendono difficile la lettura dell’opera. Ci sono due iscrizioni che ci danno notizie importanti: Giovanni è
l’autore ed è insoddisfatto. Ha avuto difficoltà con i committenti, lui veniva pagato 8 soldi al giorno:
come veniva pagato il lavoro materiale. Quando andava come o sull’ente, gli veniva pagato un
pranzo: il lavoro intellettuale non era riconosciuto.

Guarda di nuovo ai gruppi del padre nonostante molte cose siano cambiate:

● nove lati
● Le lastre sono convesse: struttura circolare che accentua l’autonomia spaziale

Come se la struttura architettonica sia soffocata dalla scultura.

Alcune colonne sono su plinei e leoni, mentre su altre ci sono dei gruppi:

● Le virtù cardinali: fede, speranza e carità; sopra ai plinei con le arti liberali
● Figure sono interpretate come la chiesa e le carità sopra le virtù cardinali (giustizia, prudenza,
fortezza etc.)
● Cristo sopra gli evangelisti e due figure: atlante (Giovanni Pisano) e figura inginocchiata
davanti san Giovanni (forse il committente)
● Figura bifronte: Ercolano e san Michele

Ci sono molti aiuti e si discute sull’attribuzione dell’opera che se è indiscutibile ma mano di Giovanni.
Per quanto riguarda le figure sui capitelli sono sibille, evangelisti etc. Per quanto riguarda le lastre ci
sono le solite storie con la nascita di san Giovanni. C’è da dire che le figure sono un po’ deformate e
allungate.

Monumento funebre di Margherita di Brabante

Si trovava nella chiesa di san Francesco castelletto a Genova, distrutta. Il monumento ha pochi
frammenti. Non sappiamo com’era la struttura ma individuiamo le virtù cardianli che sorreggono il
sarcofago. Sopra c’è l’elevatio animae. Famoso è la defunta sollevata dagli angeli. Nell’iscrizone del
pulpito c’è scritto che Giovanni fece splendidi lavori inlegno e oro e per questo gli sono stati attribuiti
una serie di crocifissi dove torna il tema del capo di Cristo caricato e addolorato. (Croce a Forcella).

→ Non è molto studiata la sua attività come architetto.

→ Secondo Vasari muore a Siena nel 1320

La pittura del Duecento

La pittura fa fatica a liberarsi dagli influssi dell’arte bizantina. Nella prima metà del 200, c’è diffusione
della pittura su tavola a soggetto sacro.

Immagine che perde il suo attributo didattico, diventando poi oggetto di culto (sollecita la preghiera)

La produzione di tavole è legata in particolare all’ordine dei francescani, perchè si sviluppa in quella
particolare zona dove c’erano le chiese dei francescani. Nella pittura su tavola vengono sviluppate
forme, iconografie e modelli stilistici derivati dall’Oriente bizantino ma modificati in modo sostanziale.

In Italia abbiamo tavole di grandi dimensioni suddivisibili prettamente in tre tipologie:

● Croce dipinta
● Tavole agiografiche
● Maestà

1. Croce

A Lucca troviamo attivo Beringerium Beringhieri che


realizza la croce di Santa Maria degli Angeli. Caratteristiche
innovative:

● Gamma cromatica: colori smalatati e saturati,


combinati all’effetto dell’oro e dei grossi bulloni a rilievo del
nimbo
● Nella ricerca delle proporzioni verosimili nonostante
“resistenze” romaniche (es. la testa)
● Dolcezza dei tratti e del viso

Lo stesso artista dovrebbe essere quello di Berlingerus


Volterranus Il cambio più importante avverrà con la croce
numero 20 di Pisa che proviene abilmente dal battistero di
san Matteo, il cui cambio radicale è circa l’iconografia. Si
discute l’attribuzione all’artista (pisano che conosceva l’arte
bizantina o orientale) e alla cronologia. Opera di grande
qualità, prodotta probabilmente in un ambiente aulico e colto.

Giunta Pisano

Il primo rinnovatore del genere stilistico è Giunta Pisano, del quale sappiamo nulla se non che lavora
con i francescani. Non abbiamo la prima opera: croce per la basilica di san Francesco. Per
concentrare l’attenzione, riduce al minimo le decorazioni di contorno. Qualche incertezza si riscontra
nel corpo di Cristo dove c’è rigidità nel contorno. Maggior maturità espressiva nelle pie donne e nelle
scene della Passione. La testa viene sempre più a infossarsi nelle scapole e nel collo.

● linarismo svelto
● Colore acceso e brillante

Educazione di tipo bizantino:

● scelta del modello iconografico


● Anatomia con la tripla partizione del ventre
● Colori dei, privi di chiaro-scuro

Croce di S. Domenica a Bologna

Croce più importante in cui vediamo che si va ad accentuare


l’intonazione emotiva. Segni del dolore: testa infossata nelle spalle e
bacino spinto violentemente di lato. L’intonazione dolorosa è
accentuata da:

● Proporzioni
● Modellato che costituisce forme metalliche
● Colori dai toni lividi

Crea un modello di croce che diventa canonico, svincolandosi


appena dalle forme bizantine

2. Tavola agiografica

San Giorgio in preghiera con intorno scene della sua vita:

● Santo
● Episodi relativi alla sua vita

Pala di San Francesco

I francescani devono aver avuto una grane importanza. La pala di


san Francesco è del 1235. La posizione delle mani è convenzionale:
vangelo o la regola. Viene raffigurato con un voto scarno. La figura è
allungata e con cappuccio e intorno episodi della sua via: 4 miracoli
e 2 scene di vita.

3. Maestà (=Rappresentazione della madonna con il bambino in braccio)


Il tema inizia ad essere sviluppato in oriente dove inizialmente ha un tono quasi popolaresco e
troviamo 2 iconografie:

● Rappresentazione con madonna rigida e frontale con bambino in bracco con ripresa dei temi
bizantini
● Tema più umanizzato con bambino su un ginocchio che si rapporta a lui, riprendendo le
iconografie bizantine: Eleusa (dolce, quando stanno guancia a guancia) e glykophilusa

Ci sono casi di contaminazione:la madonna si palesa nella carta agiografica. Ci sono 4 santi con sotto
la scena di San Mattia e il povero.

Coppo di Marcovaldo

Artista importante, forse parallelo pisano di Cimabue.


Se giunta rinnova o comincia a fare un passo avanti
circa il crocifisso, a svincolarsi dagli schemi bizantini,
è Coppo di Marcovaldo. Unica opera firmata:
Madonna del Bordone a Siena

Rinnova dall’interno negli schemi bizantini


recuperando:

● Una volumetria (perduta da secoli)


● Un maggior espressionismo

Santa Maria dei Servi non è firmata ma a lui attribuita


a lui perchè ci sono molte affinità: spalliera del trono a
forma di lira,gioco del piedino del velo, striature del
panneggio etc. Coppo si cimenta anche in un
crocifisso che sembri retrocedere ma è interessante la
componente pateticha (colore ed espressione).

● Suggerimenti spaziali
● Concretezza corporea
● Dimensione monumentale

COMPONENTE PATETICA

realizzazione dei mosaici della cupola del battistero in cui sono chiamati anche i mosaicisti veneti:
bocca dell’inferno con figure mostruose e caricaturali che suscita paura.

Cimabue (Cenni di Pepo)


Prima di Giotto è il più importante pittore del periodo, considerato da tutti il patrirca della pittura
italiana. Veniva considerato tale prevalentemente perché era stato maestro di Giotto, ma in realtà è
perhcè ha introdotto delle novità. L’arte di Cimabue è riconosciuta individualmente:

● continua quello che Giunta e Coppo Marcovaldo avevano appena cominciato (svincolamento
dalla tradizione bizantina). Vasari scrive che fu il primo a “discostarsi dalla scabrosa e goffa
maniera greca”

Novità:

● rappresentazione dello spazio


● Rappresentazione delle figure: a) resa del volume corporeo; b) pro da intensità espressiva

Su Cimabue abbiamo poche date:

- 1272= testimone delle notative a roma


- 1240= Vasari fa nascere intorno a questa data — se nel 72 firma il documento, doveva
essere già di una certa età e doveva essere abbastai noto nonostante ancora la fase
giovanile della carriera. A Roma non abbiamo nulla di Cimabue.

L’attività inizialmente di Cimabue a Firenze nella cupola del Battistero, in tre scene:

● Nascita i giovanni battista


● Giuseppe venduto di fratelli
● Ispezione di Maometto

Croce di San Domenico ad Arezzo

Prima opera riconosciuta. Muscoli grafici e colori saturati.


Cimabue non guarda solo ai modelli bizantini aulici
(preziosità decorativa) ma anche popolari (drammaticità e
violenza espressiva):

● anatomia del Christian patina


● Uso del colore privo di modulazioni chiaroscurali con
forti lumeggiature

Motivo che da espressione: graficità del volto e dei tratti. Da


Giunta riprende la forma ella croce la muscolatura, nonchè
l’uso del [Link] il tema della striatura del panneggio.

Madonna di Santa Trinità

Il primo grande cambiamento è nello spazio. La parte inferiore presenta delle grandi
arcate con dei profeti. La Vergine che indica il bambino ha i piedi che poggiano su
due gradini diversi. Gli angeli sono in prospettiva diversa e hanno delle corrispondenze cromatiche.
La Vergine è volumetrica ma non ha peso.

Transetto della Basilica superiore di Assisi

Problema di cronologia. Cimabue attivo nella chiesa di Assisi come capo-cantiere dove ruotano tutti
gli altri artisti che vengono da tutte le parti della penisola. I colori chiari sono scuri e gli scuri sono
chiari (come i vecchi negativi). L’individuazione delle scene è complicata.

● volta centrale: gli evangelisti sono seduti di fronte città che simboleggiando le zone della Terra
che hanno evangelizzato. La veduta di roma è piuttosto corretta perchè c’è il palazzo
senatorio con stemmi orsini, san Pietro con facciata dipinta, torre delle milizie etc.
Dal punto di vista iconografico, gli schemi sono sempre gli stessi, bizantini, ma c’è una diversa carica
drammatica tutta occidentale di Cimabue (che vediamo chiaramente nelle crocifissioni). Dal momento
in cui Cimabue realizza questa opera poi tutti gli artisti successivi non potranno trascurare la
dinamicità e la drammaticità. - abilità nella realizzazione delle architetture La sua pittura era troppo
innovativa per i suoi committenti tanto da dover andar via dal cantiere. Arrivano i romani, tra cui i
Torriti, la cui ano notiamo nella chiesa inferiore. Se dono crocifisso di santa croce madonna di san
Francesco non abbiamo appunti sulla cronologia. Viene imitata da un artista minore che firma e data
la sua opera. Opera non documentata e non firmata. Ha avuto il drammatico episodio dell
inondazione dell'Arno che ha ridotto in un brutto stato la opera

Novità:

● naturalismo e maggiori coinvolgimento emotivo

Crocifisso di Santa Croce

● no tripartizione del ventre


● Il panneggio è diverso: scompaiono le lumeggiature tanto
da diventare trasparente
● La muscolatura non è grafica
● Il corpo di cristo si stacca dalla croce con vigore

Arriviamo ad usare colore è chiaro-scuro e la figura si carica di


naturalismo che coinvolge lo spettatore.

Duomo di Pisa, abside

Unica pagata e firmata. Si sente l’inclusione di Giotto.

● abbandono dei grafi si di origine bizantina


● Monumentalità e altezza che rivelano l’inclusione giottesco
Muore a Pisa nel 1302

Duccio di Buoninsegna (1255-1218)

Abbiamo molti documenti e notizie, ma si riferiscono a sole due opere:

● Madonna Rucellai
● Maestà del Duomo

La prima volta che viene menzionato è nel 1268 come pittore di 12 casse che servivano a contenere i
documenti del convento di Siena. Si fa riferimento a lui perla pittura delle tavolette per la rilegatura dei
libri dell’ufficio delle tasse. Questi due documenti ci fanno capire che ha una formazione come
decoratore, che segnerà il suo stile.

Madonna Rucellai, Cappella Bardi, Santa Maria Novella, Firenze

In un documento del 1285 si afferma che “Duccio si impegna a


dipingere in Santa Maria Novella una grande tavola con Maestà con
Bambino e angeli”. E’ stata riconosciuta come la Madonna Rucellai.
Sono state scoperte delle pitture a secco in uno stato di
conservazione rovinoso: S. Gregorio tra due accoliti due accolito e
Cristo tra angeli. E’ identica a quella di Cimabue, tanto che a lungo è
stata attribuita all’artista. Inoltre, Vasari la nomina e la cita come
capolavoro dell’artista Cimabue. Nonostante l’esistenza del
documentano, Tresca, continua a parlare di Cimabue e suoi allievi.
C’è ancora una discussione aperta circa il rapporto tra i due artisti.

Il loro modo di guardare all’arte bizantina è diverso:

● Cimabue guarda alla corrente bizantina provinciale


● Duccio guarda alla corrente bizantina paleologa (=periodo
finale)

Il motivo e il soggetto sono gli stessi. La derivazione si ha anche con


la madonna del Louvre:

● 6 angeli
● Gesto benedicente
● Mano che poggia sulla coscia del bambino
● Volto della vergine identico
● La cornice con motivi decorativi e clipei con personaggi (santi, profeti legati all’ordine
domenicano, tra cui San Pietro Martire, fondatore della compagnia dei laudesi, committenti
citata nel documento)
Differenza importante:

● gli angeli: in Duccio c’è come l’idea che sono posati, più piccoli e leggeri. E’ come se
avessero portata o in volo il trono e poggiandosi si sono piegati
● impostazione spaziale: Duccio è impermeabile alla problematica spaziale → trono in obliquo
ma ligneo e fragile; sembra privo di peso e volume. C’è una differenza anche nella scelta
cromatica

In risposta al naturalismo di Cimabue risponde con:

● Colori brillanti
● Audaci motivi lineari
● il corpo della vergine in Duccio è longilineo, caratterizzato da una linea oro che borda le vesti;
apparentemente sembra avere un valore decorativo, ma dà anche un’indicazione di volume:
la tridimensionlità della figura nonè data dal chiaroscuro ma dalla linea.

Alla linea si aggiunge a luce (=schiarisce il ginocchio per sfondare il primo piano):

● linea
● Colore

Opera in cui il modello di Cimabue è forte ma in cui Duccio mostra la sua inclinazione. In Duccio è
forte la componente gotica che vediamo nella figura della vergine e nella composizione architettonica
del trono → questi caratteri lol troviamo in una serie delle opere successive:

● Madonne con bambino dove il trono inizia ad essere un po’ più spaziale in seguito all’inizio
dell'attività di Giotto

Madonna dei francescani

● Disinteresse per i problemi spaziali


● Accentuazione dei valori lineari

E’ una piccola tavoletta con fondo oro appena in alto, coperto da un drappo tenuto dagli angeli con
una decorazione con piccole mattonelle verdi e azzurre con un riscontro nelle miniature Francesco,
anche il formato sembrerebbe ricondurre a queste. La Vergine è leggermente arretrata per accogliere
con il suo manto i frati = MADONNA DELLA MISERICORDIA

I problemi spaziali non lo interessano, ponendo, piuttosto, molta attenzione al bordo d’oro del drappo
fondale, del manto nella Madonna e nelle figure die frati.

Le dimensioni ridotte della tavola → Duccio come miniatore

Le componenti base della cultura stilistica di Duccio:

● pittura bizantina (schema compositivo)


● Miniatura gotica (motivo del drappo)

La solida e spaziosa struttura del trono e del superando fanno ipotizzare un primo contatto con Giotto
giovane. Tutti e due partono dal pittura bizantina ma poi la superano:

● Cimabue attraverso lo SPAZIO e la DRAMMATICTA’


● Duccio attraverso la LINEA e il COLORE

Madonna con Bambino da S. Cecilia a Crevole al Museo dell’Opera del Duomo

Figura imponente ma dolcissima con caratteristiche bizantine:

● fondo oro
● Impostazione severa
● Figura tagliata a mezzo busto
● Presenza die due angeli
● Alcune cifre astratte: mano a cucchiaio e il naso a forcella

La figura è più dolce e umana:

● espressione malinconica
● Gesto affettuoso del bambino
● Ritmo fluido dei personaggi

Finestra rotonda magna, duomo di Siena (1288)


Grande finestra con decorazione figurata divisa in 9 parti, accentrate da una grande croce:

● Seppellimento
● Assunzione
● Incoronazione

(storie di Maria)

● i santi protettori di Siena, ai lati


● Gli evangelisti

Duccio ha fornito i disegni e i vetrai li hanno realizzati. In un secondo momento, poi Duccio ha
ritoccato le figure con la tecnica del GRISAILLE. Il virtuosismo gotico lo percepiamo dalla cornice
mistilinea che inquadra i santi e nella scena del Seppellimento

nuova fase stilistica in cui Ducci esprime una maggior attenzione nella resa spaziale, attraverso, ad
esempio, dal trono marmoreo.

Ci sono due momenti in cui non ci sono documenti su Duccio: 1280-85 e 1295-1302. Sono stati
ipotizzati soggiorni a Firenze, Roma, Francia e Costantinopoli (per spiegare la sua cultura figurativa.

Maestà del Duomo di Siena


Commissionata nel 1308 e consegnata dall’artista per essere collocata sull’altare nel 1311. Quando
l’opera viene portata in Duomo, si fa una grande festa: aspetto devozionale, aspetto competitivo e
ammirazione. Viene pagato per 3.000 fiorini d’oro. E’ un complesso grandioso, alto 5 metri. Risponde
alle intenzioni dei committenti: onorare Maria Vergine e dimostrare la ricchezza di Siena. Dipinta su
due facce:

● fronte
● Retro

La predella è la più antica conservata in Italia. L’opera è giunta quasi intatta seppur non in questa
forma. Nel 700 lo utilizzano per separare le storie e i pezzi. La maggior parte rimane a Siena nel
museo del duomo. Il tema che tratta è quello trattato da Giovanni Piano nella facciata: ma, piuttosto
che il tema del caos e del soprannaturale, in Duccio si entra in un mondo quiete privo di drammaticità.

Il lato visto dai fedeli era quello con la Vergine.

● Elementi bizantini: rigoroso aspetto monumentale; annullamento dello spazio e della


prospettiva; fondo oro e colori dalla stesura densa e brillante; atmosfera di liturgia
● Elementi gotici: elementi gotici sono le proporzioni slanciate, i motivi linearistici. La vergine
ha proporzioni gerarchiche per sottolineare l’importanza della sua figura.

Il trono è diverso, si apre a 360 gradi e c’è certamente un ricordo di Cimabue dando una grande
apertura spaziale per sottolineare la centralità della figura e che elimina lo spazio. Volto reclinato,
molto benevola e dolce che sembra cogliere la preghiera che il pittore vuole incide. Nelle storie di
Gesù o della Vergine troviamo un carattere narrativo:

● Più attenta puntualizzazione degli aspetti del reale (gesti ed espressioni)


● Resa degli ambienti in non è ignorata la nuova concezione spaziale di Giotto

nella rappresentazione delle scene all’aperto, Duccio sceglie una veduta dal punto di vista
leggermente rialzato, che resterà tipica della pittura senese.
Sala del Mappamondo, Palazzo Pubblico a Siena

Questa pittura inaugura:


● Serie di affreschi nel Palazzo Pubblico
● Pitture profane a sfondo politico
● “Paesaggi topografici”: con elementi riconoscibili

Duccio muore tra il 1318 e 1319

Roma
Roma vive un periodo stupendo a partire dal 1277 (Niccolò III) fino al 1303( Bonifacio VIII), che si
occupano ad abbellire la città, costruendo e mettendo in sesto gli edifici. Per il giubileo indetto da
Bonifacio, Roma viene raggiunta dagli artisti più influenti del momento: Arnolfo, Cimabue, Giotto etc.
→ La stagione è breve in quanto le basi politiche ed economiche del papato non erano solide come
pensava Bonifacio, tanto da essere sconfitto nel 1330 dai francesi e dai Colonna. La curia e il papa,
qualche anno dopo, si trasferiscono ad Avignone.

Un episodio importante è l’elezione nel 1288 di Fra Girolamo Masci da Lasciano sotto il nome di
Niccolò IV → primo pontefice proveniente dall'ordine francescano (esigenza di rinnovamento
spirituale della chiesa). La sua elezione ha ripercussioni in ambito artistico: Niccolò IV appena eletto,
lavora al cantiere di Assisi dove emerge la figura di Jacopo Torriti che dipinge la creazione del mondo.

Jacopo Torriti

Artista importante che emerge in questo periodo che conosciamo solo grazie a due firme:

1. San Giovanni in Laterano

Viene ricostruita in forme gotiche l’abside ad opera di


Jacopo Torriti. L’abside viene spostata e il mosaico viene
staccato e restaurato per ricostruire l’abside, per poi
essere ricomposto.
Quello che vediamo oggi è un’abside 800esca che però ha delle attinenze con il cartone di Torriti
perchè ne fecero dei calchi in scala 1:1 in tecnica artigianale molto pregiata che permettere di vedere
le singole tessere. Questo tiene presente l’iconografia inventata da Torriti e anche i colori.
L’iconografia è interessante perché al centro c’è una grande croce dove piove la grazia dallo spirito
santo che si raccoglie ai piedi della croce che sorge sul Gorgota alle cui pendici sorgono i 4 fiumi del
Paradiso. Ci sono le mura della città gemmata con san Michele con la spada gemmata. C’è la fenice
(=simbolo di Resurrezione). Al centro il battesimo di cristo. Ai lati della croce la Vergine che presenta
il committente, San Pietro, San Paolo e. San Francesco. Dall'altra San Giovanni Battista, Sant
Antonio, Sant Evangelista (li riconosciamo grazie alla scritte) che poggiano i piedi sulle sponde del
Parnaso

La novità è che ci sono due santi francescani canonizzati 50 anni prima: sono piccoli ma in
posizione centrale (uno di questi è San Francesco).

C’è un’iscrizione che separa l’emiciclo dalla calotta che attesta al committente l’opera. Nell’emiciclo
vediamo una serie di apostoli rappresentati tra le finestre tra due alberelli, dove si nascondono due
figure: Jacopo da Camerino con iscrizione con martello su blocco di marmo “Padre Jacopo di
Camerino socio magister”. Dall’altra parte c’è un frate con un compasso, personaggio francescano
che sta sotto alla firma; si pensava fosse Torriti ma non sappiamo se lui fosse frate perché nella sua
firma non c’è l’appellativo di frate. Quanto Torriti è debitore dell’abside precedente?

1. Santa Maria maggiore


Prediletta dal pontefice perché c’erano le reliquie del presepe con la mangiatoia che per un
francescano erano particolarmente sacre perché simbolo della reincarnazione.

A fine 200 si inserisce il transetto e spostano l’abside.

● Presepe: Arnolfo V è incaricato da Niccolò IV di realizzare la Cappella del Presepe; alla fine
del secolo, Sisto V fa trasferire il presepe nella cripta della Cappella del Sacramento.
● Abside: viene spostata e decorata. Riporta la firma di Jacopo torriti pittore . Dall’altra parte
c’era la data, che non si legge più, ma abbiamo la trascrizione. Nella nuova abside c’è la
Vergine in una composizione moderna e assolutamente gotica:
● Incoronazione della Vergine: cristo e la vergine seduti in trono in un cielo stellato con al centro
le schiere angeliche, nel momento dell’incoronazione.
● Girali prevalentemente abitati da rapaci (ignificti simbologici); li troviamo anche a San
Clemente e nell’abside del battistero Lateranense.

Le girali culminano in un padiglione al centro del quale pende un medaglione. Nella parte bassa ci
sono i santi con la presentazione dei committenti: san Pietro, San Paolo, san Francesco. Dall’altra
parte, San Giovanni, Sant Antonio. Sottolineano la presenza dei santi francescani che non sono più
piccoli ma ai lati. Vengono presentati i due committenti: papa Niccolò IV (vero committente) e
Cardinale Jacopo Colonna (che prende le redini del progetto alla sua morte). I santi poggiano i piedi
sulla riva del fiume: ai lati due divinità fluviali. Si poggi il braccio su un’ancora dalla quale esce
l’acqua. Al centro la città celeste e San Michele con la spada gemmata. Nuova la decorazione
dell’emiciclo absidale dove, a san Giovanni c’erano solo gli apostoli, mentre qui ci sono le scene
dedicate alla Vergine: Annunciazione, la Natività, la Dormitio Virginis (=di origine bizantina che Torriti
rinnova aggiungendo i santi francescani e un personaggio vestito alla moda del tempo; ma anche con
una carica affettuosa: Cristo tiene tra le mani l’anima della vergine)

Nella sequenza di scene c’è una novità: le scene non hanno nesso cronologico: diventa centrale la
scena della dormitio. Questo ha una spiegazione: tema gotico alla moda e un precedente romano
(abside di Santa Maria in Trastevere). Questa non è una scena di incoronazione, ma abbraccia la
Vergine.

La facciata è coperta dal loggiato di Ferdinando Duo nel 700. Per ricostruire l’originale, ci viene in
aiuto l’incisione di De Angelis (1621) dove vediamo una facciata a terminazione orizzontale (=a
cadetto) e una decorazione nella parte superiore: Cristo, gli evangelisti e i santi. Nella parte inferiore
scene relative alla leggenda di Santa Maria maggiore. La facciata è opera di Filippo Bizuti,
conosciuto per questa firma e per aver restaurato l’icona andata Maria del popolo, pulendo il colore è
uscita fuori la firma dell’autore.
Pietro cavallini

● Non ci sono opere firmate, né documentazioni


● Non ci sono riferimenti cronologici certi
● Le fonti drinasciemtnaligli ieri sono importanti cici di affreschi

Il fatto di non saperlo identificare con certezza all’interno di un arco cronologico, ha pesato circola la
questione della rivalità con Giotto: “Chi è il vero rinnovatore della pittura del 200?”

Cosa ha fatto:

● affreschi di San Paolo fuori le mura della navata centrale con storie di apostoli, sostituendo gli
affreschi di Leone Magno (Liber Pontificatis)
● Nel 600 il cardinale fa eseguire delle copie: tavole con scene

La riscoperta di Cavallini inizia nel 1242 quando si scopre, grazie a Federico Hermanin, dietro il coro
delle monache di Santa Cecilia in Trastevere degli affreschi con Giudizio Universale di cui tutti
avevano parlato. Si mette in discussione che la pittura romana era arretrata e inceppata negli
schematismi bizantini.

A Santa Maria in Trastevere, troviamo il Ciclo con storie di vita della Vergine che vanno a
completare le decorazioni iniziate intorno alla prima metà del 12 secolo. Le storie si trovano
nell’emiciclo. In basso in un pannello dedicatorio con il committente Bertoldo Stefaneschi presentato
alla Vergine. Alla fine sarebbe dovuta esserci la firma di Cavallini con l’anno: il problema è il rapporto
con Santa Cecilia, ambo patronale da due famiglie importantissime: i Colonna e i Stefaneschi, che in
competizione le fanno decorare.

Torriti decora l'abside ad hoc, mentre Cavallini si torva a decorare su un’opera precedente.
Quest’ultimo si trova a dover risolvere delle problematicità, inventando dell’esarcato soluzioni
strategiche: i due troni messi a confronto suggeriscono che Cavallini ha studiato l’arte antica
(probabilmente a San Paolo) e conosce perfettamente la prospettiva — soluzioni nuove dal punto di
vista dell’ illusionismo prospettico.

● Salda resa plastica della Vergine, ottenuta grazie ad un sottile gioco di chiaro-scuro e uso
della luce
● Accentuato senso di movimento che costituisce un’innovazione introdotta da cavallini nella
tradizione iconografica
● L’architettura è intesa come mezzo per suggerire la prospettiva e, lì dove non c’è, (ad
esempio come nella natività) sono i personaggi che orchestrano l’immagine.

Giudizio Universale, S. Cecilia in Trastevere


Ha un grande problema cronologico: fa parte di una riqualificazione di Pasquale I nel corso del 200,
la quale ha come punto di riferimento il Ciborio di Arnolfo del 1292. Logica vuole che prima si decora
l’edificio e poi si fa l’arredo ed è dunque possibile che il ciborio sia la data conclusiva della campagna
decorativa iniziata quando Martino IV era cardinale (1281-84).

Nelle pareti c'erano le storie dell'antico e nuovo testamento: il sogno di Giacobbe, Isacco ed Esaù,
Annunciazione → le scene sono decorate con motivi architettonici. Troviamo la figura di San
Cristoforo.

Il Giudizio di Cavallini nella controfacciata è stato visibile fino al 1527, quando è stato costruito il coro
delle suore (che seguivano la funzione senza essere viste), ciò comportava che la parte inferiore.
Andata distrutta e che quello che vediamo è da un punto di vista sbagliato (andava visto dal basso,
mentre ora bisogna salire e avvicinarsi. Come era organizzato? Cristo era al centro della mandorla
circondato da una cerchia di angeli, affiancato dalla Vergine e San Giovanni. Il coro è stato costruito
in maniera prospettica: centrale e ribassata. Sotto al cristo c’è l’altare con i simboli della passione. Gli
angeli con le trombe che svegliano i defunti che vengono accompagnati o all’inferno o al paradiso.

Nel corso dei restauri sono uscite fuori delle questioni importanti dal punto di vista tecnico:
Cavallini adotta la tecnica dell’affresco a giornate che sostituisce quella a pontate. Inoltre, troviamo
l’uso dell’ arriccio. Da vicino ci accorgiamo anche dei pentimenti dell’artista (es. il calice): dei
ripensamenti all’ultimo minuto. Importante è la differenziazione delle figure.

San Giorgio in Velabro, Roma

In condizioni catastrofiche per via di una serie di restauri e di un danno. Al centro cristo con un cenno
declamatorio tra la figura della Vergine e san Giorgio a cavallo. Non sappiamo la cronologia, ma è
sicuramente dopo Santa Cecilia.

Troviamo due elementi:

● Arriccio
● Esecuzione “a giornate”
Nel 1308 Cavallini si trasferisce a Napoli secondo un documento del 1308 della cancelleria angiolina
di Napoli, la quale registra un pagamento a favore di Cavallini.

Giotto d Bondone (12267-1337)

Viene citato nel Purgatorio dantesco in cui si afferma che assume il titolo di miglior pittore
soppiantando Cimabue. Ci sono delle incertezze circa la biografia:

- Firenze, in zona Santa Maria Novella


- Colle di Vespignano, presso Vicchio nel Mugello, zona nord di Firenze

Secondo la tradizione si vuole Giotto come allievo di Cimabue nonostante non ci siano alcune
documentazioni che lo attestano. Si dice che Cimabue lo vide dipingere una pecorella su un sasso e
che subito lo invitò nella sua bottega. Gli inizi della sua carriera si datano in corrispondenza.
Dell’affresco del Compianto sul Cristo morto nella chiesa superiore della Basilica di Assisi → quarta
campata registro medio.

Si tratta di una prima prova che ci mette di fronte alle novità introdotte dall’artista:

- Modo di intendere il rapporto delle figure e lo spazio (i personaggi non sono frontali ma inseriti
nell’ambiente
- Nella ricerca di solidità delle figure
- Nella caratterizzazione umana e drammatica dei personaggi
- Caratteristica: capacità di mettere a fuoco il punto cruciale della rappresentazione in termini
umani. Es. nel compianto mette in risalto l’abbraccio tra la Vergine piangente e il Cristo morto.

Cimabue Cavallini Arnolfo

→ incisività del segno → pausato disporsi delle → volumetria delle figure


figure

Questa prima prova gli fa ottenere la commissione del ciclo di affreschi circa le storie di San
Francesco (fine del XIII secolo). L’andamento va dal transetto verso la controfacciata, gira e torna al
transetto. Sono 28 riquadri in cui narra:

- Episodi storici ufficiali


- Leggende cara all’aglio grafia popolare
- Miracoli postumi

Si ispira alla Legenda maior di San Bonaventura da Bagnoreggio scritta intorno al 1260 e approvata
dal Capitolo generale nel 1263. Nonostante ci siano dibattiti cronologici e su eventuali mani di altri
autori, è certa l’autenticità del lavoro di Giotto per il metodo di esposizione del racconto “tipologico”
(=parallelismo tra le storie di San Francesco e. Quelle di Cristo) e il sistema di incorniciatura dipinta
(=le storie sono tre per ogni campata e di tipo architettonico a trompe-l’oeil: ci illudono che siano
vere. Sono colonnine tortili che sorreggono un soffitto cassettonato come un finto loggiato). Il punto di
fuga di questi elementi viene a convergere sull’asse mediano di ogni trittico; ogni scena è invece
concepita prospetticamente in maniera autonoma.
Giotto è già attivo con i suoi aiuti tanto che le scene di san Francesco non sono dello stesso livello.
Probabilmente dipingevano su disegni preparatori e sinopie. Nonostante le varie attenzioni e le
restaurazioni hanno subito comunque delle problematiche: il colore del cielo è sbiancato e con delle
lacune (era dipinto con l’azzurro te e quindi di un colore molto acceso).

● Il Crocifisso di San Damiano parla a San Francesco: il crocifisso chiede di risanare la chiesa
e il santo non capisce subito, pensando fosse relativo al restauro della struttura della chiesa
di San Damiano. Invece, la croce chiedeva la restaurazione dell’istituzione chiesa.
● Il sogno di Innocenzo III: il papa sogna che san Francesco sorregge la chiesa di san Damiano
e San Giovanni in Laterano.
● La rinuncia dei beni
● La conferma della regola
● La visione dei troni nei cieli
● Il Presepe di Greccio: scena svolta nel presbiterio di una chiesa alla moda con un ciborio che
ci ricorda ugello di [Link] la croce al rovescio che indica il verso della navata.
● Il dono del mantello al povero: parla la lingua francescana. Il gesto è semplice, non ci sono
ori, san Francesco non ha proporzioni gerarchiche e il focus della scena è il mantello
regalato.
● La predica agli uccelli: Dio non si manifesta fisicamente ma nei miracoli. Francesco dialoga
con gli uccelli muovendo le mani a ventaglio e il frate è stupefatto.
● Il miracolo della fonte: il miracolo è tanto grande che ci sono due testimoni. L’assetato si getta
sulla roccia per abbeverarsi.
● La morte del cavaliere di Celano: secondo la tradizione, il cavaliere aveva invitato a pranzo
Francesco che ebbe come previsione la morte del cavaliere e lo fa confessare. La
disposizione dei parenti e dei passanti che accorrono con espressioni addolorate e dall’altra
parte San Francesco isolato nella sua santità. Tra i due gruppi una figura in rosso che da una
parte partecipa al dolore ma allo stesso tempo è testimone del miracolo.
● L’omaggio di un uomo semplice: un uomo semplice incontra San Francesco e in segno di
devozione stende il suo mantello per farlo passare. Di nuovo, Francesco non è al centro e
non ha alcuna effettiva valorizzazione gerarchica. Ricerca della costruzione verosimile. I
personaggi sono dell’epoca di Giotto che si scambiano sguardi in segno di approvazione.
● La predica di fronte a Onorio III
Il rinnovamento è nel fatto che Giotto abbandona gli schemi antichi, sostituendo i valori allusivi e
simbolici con quelli narrativi e storici.

Le azioni:
- si svolgono in uno spazio reale (gli edifici sono costruzioni moderne)
- In un tempo che non è astratto, ma è quello di Giotto (gli abiti dei personaggi sono quelli del
tempo; gli oggetti e gli arredi non sono simbolici ma reali)

I personaggi acquistano concretezza:

- per la spada definizione dei volumi


- Per la naturalezza dei gesti e delle espressioni

L’operazione di Giotto è rivoluzionaria perché trasferisce i temi della leggenda francescana dal clima
agiografico e di devozione popolare quello della STORIA.

Nel 1300 Giotto arriva a Roma per volere del papa in occasione del primo
giubileo. Nonostante la sua presenza sia certa, non ci sono molte opere
testimoniate. Gli si attribuiscono delle opere nella loggia delle Benedizioni
che Bonifacio fece addossare all'edificio Lateranense (che sempre lui nel
500 fece abbattere). Un frammento si trova a San Giovanni in Laterano che
rappresenta Bonifacio che proclama il giubileo = non tutti sono certi
sull’attribuzione a Giotto, si parla anche di Cavallini.

Mosaico della navicella degli apostoli (1313)


Si trova nel quadriportico (parte esterna) della basilica vaticana. Venne commissiona il cardinale
Jacopo Stefaneschi. Rappresenta una nava con gli apostoli inginocchiati in preghiera. La scena
mostra Cristo che salva gli apostoli dai flutti, con a destra la visione di una città in riva al mare e un
pescatore e a sinistra, in primo piano, Cristo che tenta di salvare san Pietro esitante, un evidente
riferimento al papato. Il mosaico originale doveva essere a fondo oro, completamente nascosto dalle
ridipinture e rifacimenti dei secoli successivi. Quando distrassero San Pietro tentarono di spostarlo e
salvarlo finendo per distruggerlo. Di tutto il mosaico sono rimaste solo due schiere di angeli che nel
calco non sembrerebbero apparire; si ipotizza facessero parte di una cornice.

Polittico Stefaneschi (1320)

Giotto e la sua bottega realizza il polittico oggi al vaticano. E’ dipinto sul recto e sul verso:
● Verso: Cristo sul trono, cardinale in preghiera. Nei scomparsi laterali il martirio del principe
degli apostoli: San Pietro che chiede di essere crocifisso a testa in giù in rispetto a Cristo.
● Recto: San Pietro con ai scomparsi laterali i santi. Interessante la rappresentazione del
cardinale che offre il polittico

Cappella Scrovegni (dell’Arena), Padova

Cappella Palazzo che ormai non c’è più. Gli scrovegni erano una famiglia di mercanti molto ricca il cui
padre, Rinaldo degli Scrovegni, viene messo nel girone degli usurai (=arricchiti grazie al denaro e non
al duro lavoro. Sono i violenti contro Dio). Il figlio, Enrico Scrovegni fonda una cappella per risanare i
peccati del padre (1303).
Giotto realizza un ciclo vasto. Dal punto di vista architettonico è molto semplice: corpo longitudinale
coperto da volte a botte illuminata da sei monofore. L’architettura semplice ci fa intuire che fin da
subito la vera protagonista sarebbe stata la decorazione muraria. Il ciclo narra in modo ampio la storia
della Vergine. Si parte dal l'antefatto fino alle storie di Cristo e la discesa della pentecoste:
● Parete destra:

- Storie di Gioacchino ed Anna (1-6): Gioacchino cacciato dal tempio perché il suo matrimonio
non aveva dato figli, va in penitenza tra i pastori, Anna riceva da un angelo la notizia della
prossima maternità, i due si ricongiungono
● Parete sinistra:
- Storie della vergine (7-12): nascita di Maria, presentazione di Maria al tempio, le consegne
delle verghe (colui che consegnerà la verga che fiorirà sarà il marito), le nozze di Maria e
Giuseppe, il corteo nuziale. → ritmo più incalzante
- Storie di Cristo:Visitazione, Natività, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto, Strage degli
Innocenti, Nozze di Cana, Cristo scaccia i mercanti dal tempio, Cristo davanti Anna e Caifa,
Compianto sul Cristo morto, Noli me tangere → i toni cambiano, le figure sono quasi regali

● Arco trionfale:
- Annunciazione: Dio incarica l’angelo la missione speciale (rappresentazione inedita), MAria e
l’arcangelo
● Parete di controfacciata:
- Giudizio Universale: non si trovano le lezioni prospettiche. Abbiamo appena un’indicazione
spaziale, i personaggi sono disposti a semicerchio e Cristo è in una grande mandorla in
proporzioni gerarchiche. I dannati sono sottoposti a supplizi. Troviamo Enrico Scrovegni che
consegna la cappella.
→ le scene superiori sono suddivise da fasce; la parte inferiore c’è a monocromo(=solo colore
chiaro-scurato) un rivestimento in lastre marmoree con, da una parte, i vizi, dall’altra le virtù.

→ la luce che impiega Giotto nelle sue opere, tiene conto della luce naturale che filtra nella cappella e
si proietta sulle pareti.

Programma iconografico ricco, ispirato a fonti letterarie classiche, cristiane e contemporanee. Giotto
le semplici fin e raggiunge l’eccellenza prospettica con i “coretti” (=riquadri nel presbiterio in cui
vengono simulati due amanti con volte a crociera e bifore in fondo per riprodurre uno spazio aperto)
→ SPAZIO DIPINTO CHE SI SOVRAPPONE AL REALE

Maturazione del linguaggio giottesco da Assisi a Padova:

● Approfondimento della ricerca dei valori spaziali


● Potenziamento dei valori plastici nella resa delle figure
● Ricerca di una maggior naturalezza dei gesti
● Ampliamento della gamma cromatica
Enrico si cimenta nella pittura su tavola con un grande crocifisso che ci fa toccare con mano la
differenza con Cimabue.

Cimabue Giotto

Il Cristo disegna un arco con la testa. Cristo è morto e la testa ricade in avanti come il
Tripartizione del ventre, muscoli grafici e arti busto. SI allungano allora i muscoli e i tendini. I
stesi. piedi sono uniti con un solo chiodo e le
ginocchia si flettono. Nel centro non c’è la
tripartizione, ma è gonfio (=tratto tipico dei morti
per violenza).

→ immagine reale

Madonna di Ognissanti
Madonna in trono con resa prospettica. Gli angeli non sono in fila come in Duccio, ma sovrapposti
come indicazione spaziale (anche nei gradini). Crea una figura della Vergine che pesa.

Il suo linguaggio si disperde per tutta la Penisola poiché si muove.

Decorazione a Santa Croce, Firenze

Gì vengono commissionate quattro cappelle ai lati dell’abside ma di fatto ce ne rimangono solo due:

● Cappella Bardi = Storie di San Francesco


● Cappella Peruzzi = Storie di SS. Giovanni Battista ed Evangelista
- Il festino di Erode: Salomè porta la testa di Giovanni Battista. CI troviamo in un ambiente 200
esco.
- Rinuncia ai beni
- L’apparizione di Francesco al capitolo di Arles
- La resurrezione di Drusiana

Nel 1329 viene chiamato a Napoli, dunque avviene prima.

Capomastro dell’opera del Duomo di Firenze dove, piuttosto che occuparsi della chiesa, getta le basi
per il campanile poi realizzato da Pisano. Il fatto che lui abbia ricevuto questo titolo ci fa aprire le
competenze da architetto.

Muore nel 1337

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