Pirandello e Avanguardie
Pirandello e Avanguardie
sono dei movimenti che generalmente si identi cano con gruppi organizzati che scrivono dei manifesti per esplicita-
re la propria poetica e le proprie nalità artistiche.
⁃espressionismo, una tendenza dell!avanguardia, il cui concetto fondamentale è che, poiché la realtà oggettiva non
esiste più, l!artista può rappresentarla solo in modo soggettivo e visionario; l!artista espressionista tende a isolare
un dettaglio o un particolare estrapolato dall!insieme e lo ingigantisce facendolo diventare mostruoso e inquietante.
È quella tendenza artistica, più facile da riscontrare in arte gurativa che nella scrittura (si possono notare dei tratti
espressionistici anche in Pirandello), che porta l!artista a non rappresentare la realtà in maniera mimetica, realistica,
ma ad enfatizzare, esagerare la rappresentazione di quella realtà esprimendone gli aspetti soggettivi.
I temi dominanti sono: la città mostruosa e tentacolare, la civiltà delle macchine sentita come caos o come
agghiacciante geometria, l!angoscia che si esprime direttamente nel grido espressionista (quadro l!urlo, in cui
campeggia in primo piano la gura di questo uomo con la faccia stravolta dalla bocca spaventata perché pur nel si-
lenzio della pittura paradossalmente fa sentire il proprio urlo), quindi si presente come un!arte che anziché rappre-
sentare la realtà esprime i sentimenti e gli stati d!animo dell!artista di fronte a quella realtà.
L!espressionismo nasce in contrapposizione con la parola impressionismo, movimento artistico precedente:
l!impressionismo aveva già modi cato il modo di rappresentare la realtà, tuttavia rispecchiava ancora una visione
oggettiva della realtà. Invece nell!espressionismo viene superata ogni pretesa di rappresentazione realistica di una
presunta realtà oggettiva
⁃il dadaismo è un movimento d!avanguardia nato in svizzera, nel 1916 a Zurigo, per iniziativa di uno scrittore rumeno
Tristan Zara; questo movimento raccoglieva in svizzera una serie di profughi e emigrati politici, tra cui poi verranno
annoverati artisti come Marcelle Duchamp, e lo spagnolo Francis Icabia. Anche i dadaisti scrivono un manifesto nel
1918 in cui esprimono i caratteri principali del movimento. Per quanto riguarda il nome scelto da questi artisti per in-
dicare questo movimento, pare che sia stato preso aprendo a caso un dizionario, e che il termine dada signi casse
giocattolo, gingillo. Il termine dada sembra essere il raddoppiamento di una sillaba, privo di signi cato, come il pri-
mo tentativo di parlare di un bambino, la lallazione; in entrambi i casi questa parola rimanda al carattere giocoso,
provocatorio e dissolutorio del linguaggio razionale che questo movimento vuole esprimere. Le caratteristi-
che:
⁃Il ri uto del culto della novità e della modernità
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⁃il ri uto dell!umanesimo, sia etico che estetico: ovvero il ri uto dell!arte come privilegio conoscitivo; l!artista non è
un essere straordinario, eccezionale che ha la capacità di conoscere la realtà più profondamente e più intensamente
rispetto agli altri comuni mortali (poetica del fanciullino di pascoli: il poeta è colui che conserva il fanciullino, un oc-
chio e un!osservazione diversa da quella degli adulti razionali). Il dadaismo ri uta qualsiasi forma di umanesimo,
l!idea di un!artista che sappia cogliere ed esprimere i valori umani meglio degli altri
⁃ri uto del bello
⁃critica dell!arte e della speci cità estetica:#$il bello è morto perché l!estetizzazione è prenotata attraverso la tec-
nica industriale in ogni aspetto della vita contemporanea e perciò si trova dappertutto…” Questi artisti creano una
serie di opere d!arte provocatorie mostrando come qualsiasi oggetto nel momento in cui viene considerato opera
d!arte e viene messo nello spazio nel museo può diventare arte; è una provocazione e anche una critica al nuovo si-
stema di produzione industriale dell!opera d!arte, quindi una critica a come l!arte è stata fagocitata e stravolta dalla
civiltà industriale
⁃ri uto della comunicazione, sia quella borghese, della lingua quotidiana, sia del linguaggio simbolista, che
aveva la pretesa di rilevare l!assoluto, l!universale attraverso il particolare.
Questo movimento proponeva un uso anticonformistico del linguaggio: il poeta doveva esprimersi attraverso suo-
ni e fonemi in libertà, onomatopee, accostamento casuale di parole no a s orare il no-sense. Un movimento attra-
versato da un forte senso di negazione e distruzione anziché di proposte costruttive.
Apollinaire, il calligramma: disposizione delle parole di una poesia che formano un disegno o una gura, un intreccio,
una mescolanza di linguaggi, da quello verbale a quello visivo, gurativo. Apollinaire era uno scrittore futurista, che
mette in atto le stesse tecniche a cui mirava i dadaisti, ovvero sconvolgere completamente il modo di fare poesia,
raggruppando i versi in modo libero e lontano dalla metrica tradizionale.
⁃surrealismo, viene fondato come movimento nel 1919 a Parigi e avrà durata no ai primi anni 30. Il teorico è Andrè
Breton. che scrive il primo manifesto del surrealismo nel 1924. La parola surrealismo nasce dalla parola surrealtá:
vuol dire che questo movimento vuole rappresentare una realtà superiore, la realtà che si trova nell!inconscio umano,
l!arte deve essere espressione dell!inconscio. Pertanto, la realtà che noi troviamo nei dipinti surrealisti non è la
realtà che ciascuno di noi può osservare intorno a se con occhi vigili e con una mente cosciente, ma è una realtà
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onirica, che assomiglia alla realtà che ci si presenta nei nostri sogni, una realtà che vede associati oggetti tra di loro
non collegati razionalmente, logicamente, associazione incongrua di oggetti diversi, presi da scenari di erenti (qua-
dro di de chirico: lo scenario è urbano, sulla sinistra il pro lo di una città con comignoli, al centro una testa di statua
appesa al muro obliquo, un enorme guanto appeso a un chiodo, una palaia primo piano, e sulla destra un edi cio,
una parete vista di scorcio co delle porte che si aprono su un interno buio e misterioso.
In questa Pittura onirica: lo scenario è inquietante ha in atmosfera di mistero che colpisce l!osservatore e che può
essere interpretata, estremamente evocativa più di quanto possa esserlo un paesaggio realistico, che tutti noi pos-
siamo riconoscere. È il paesaggio della mente, dell!inconscio.) In letteratura, nella scrittura il surrealismo si esprime
in maniera particolare: poiché lo scrittore deve rappresentare attraverso la scrittura l!inconscio, lo scrittore surrealista
si a da alla scrittura automatica, cioè a una scrittura che tenta di riprodurre gli automatismi dell!inconscio. Lo
scrittore non deve far si che la sua razionalità medi tra il suo inconscio e la scrittura, pertanto deve cercare attraver-
so libere e casuali associazioni di far erompere il suo inconscio, il contesto profondo della sua psiche, e riprodurlo
direttamente sulla pagina. La tecnica narrativa più vicina alla scrittura automatica in letteratura è il usso di coscien-
za: James Joyce ha a dato a quest!ultima un intero romanzo, l!Ulisse, complesso perché la tecnica narrativa deve
riprodurre il usso spontaneo dei pensieri di ciascun personaggio, con salti logici, assenza di punteggiatura, colle-
gamenti alogici tra parole, frasi che vengono spezzate, quindi spezzature sintattiche, però il usso di coscienza è in
realtà studiato, meditato, voluto dall!autore ed è nzione letteraria. Mentre la scrittura automatica a ci ricorrevano i
surrealisti era un esperimento che non doveva richiedere artefazione, ma doveva riprodurre l!inconscio.%
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LUIGI PIRANDELLO
VITA:
Pirandello è uno scrittore di origine siciliana
I 3 luoghi in cui si svolge tutela sua esistenza sono la sicilia, Bonn, per un breve periodo, quindi l!ambiente tedesco e
Roma.
In Sicilia nasce a Girgenti, antico nome di Agrigento da una famiglia di una certa agiatezza ma nello stesso tempo
caratterizzata da una certa instabilità economica che in uirà sugli sviluppi della sua vita.
Il padre era proprietario di una serie di miniere di zolfo, dunque un imprenditore di tendenze politiche garibaldine,
mentre la madre fu una aristocratica di orientamento anti- borbonico. Entrambi i genitori educano Pirandello negli
anni giovanili a un fervente patriottismo risorgimentale. Formazione di pirandello dpdv ideologico-politico
Pirandello si iscrive dopo la scuola all!università di Palermo dove segue corsi di lettere e diritto, e frequenta un am-
biente intellettuale in cui circolavano fermenti anarchici e vaghe idee socialiste. L!humus, il terreno in cui si forma la
sua sensibilità, subito dopo l!educazione risorgimentale sta dalla famiglia, è quella di un socialismo tendenzialmente
anarchico. Tuttavia non aderirà mai a quel sovversivismo delle giovani degenerazioni degli anni 80 perché appartiene
a una generazione precedente, più grande, ancora radicata nelle ideologie 800esche e questo lo si riscontra nel fatto
che nella sua opera conserva sempre una esigenza di moralità, di eticità e un bisogno di spiegazione razionale del
mondo, cosa che invece la generazione degli 80 che darà vita alle avanguardie invece oltrepassa, supera giungendo
a posizioni più eversive, radicali e sperimentali.
Il rapporto con il padre si pro la sin dall!infanzia come un rapporto con ittuale che poi rappresenterà era in maniera
obliqua in tutti i personaggi.
La gura paterna assomiglia molto a quella incontrata negli scritti di Kafka: il padre è ingombrante, che si presenta
come quella di un uomo di successo, che ha un senso pragmatico per gli a ari, una certa capacità di gestire attività
economiche con disinvoltura, è molto attento agli aspetti materiali della vita.
Pirandello invece si presenta come un glio inetto, avverte forte il divario con la gura paterna e anche per questo
motivo i suoi studi vireranno verso l!area umanistica delle lettere.
Intrapreso questo percorso, capirà che la letteratura rappresenterà una compensazione e un terreno di riscatto per-
sonale dal fallimento di uno sviluppo diverso della propria personalità, infatti aveva provato ad amministrare per bre-
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vissimo tempo le miniere di zolfo del padre, ma evidentemente questa attività professionale che richiedeva dei re-
quisiti non faceva per lui.
Così come per Kafka, il confronto con il padre si risolve in una scelta di rottura con l!#attività e le caratteristiche della
gura paterna.
Lettera alla sorella in cui Pirandello, ancora giovanissimo nell!86, appena 21 anni, elabora una serie di temi fonda-
mentali per il suo pensiero: la vita che è priva di senso, scrivere e studiare come attività che compensato la frustra-
zione della scoperta dell!insensatezza della vita, il fatto che gli ideali che gli uomini si creano e in cui credono sono
solo degli autoinganni, delle illusioni che aiutano a vivere, e il fatto che questi ideai sono necessari per sopravvivere
perché il nichilismo, la constatazione che la vita è priva di senso, non permette all!uomo di sopravvivere, pertanto
l!uomo, dopo aver scoperto che la vita è priva di senso, deve costruirsi degli ideali che conferiscano senso alla sua
vita. È un ragionamento tipicamente pirandelliano.
Il primo mom in cui lascia la Sicilia, la sua terra natia, è quando si traferisce a Roma per studiare lettere. Tuttavia la
sua carriera universitaria non sarà lineare perché a un certo punto verrà osteggiato e contrastato da un prof di latino
che minaccia di espellerlo dall!università.
Su consiglio di un altro docente, un lologo, si trasferisce a Bonn, dove termina il suo percorso universitario e vi tra-
scorre due anni. Si laurea con una tesi in lologia romanza che ha come argomento il dialetto di Girgenti, si laurea in
Germania ma con una tesi di argomento linguistico sul dialetto della sua terra.
In questi anni compie delle letture che in uenzeranno in maniera decisiva il suo orientamento loso co. Legge una
serie di autori, ma probabilmente farà in questi anni letture loso che decisive come quelle di Schopenhauer e Nie-
tzsche, che segnano quella formazione che prelude alla rottura epistemologica con l!eredità del positivismo.
Gli anni fondamentali per la sua formazione e produzione sono la coscienza della crisi e il periodo della narrativa
umoristica.
Nel primo periodo, 1892-1903, è importante ciò che accade nella sua vita personale e familiare nel 1903: ci sarà un
dissesto economico della famiglia dovuto al fatto che le miniere di zolfo del padre subiscono un allagamento, per cui
l!azienda paterna fallisce. L!elemento tragico di questa vicenda è che tutta la dote della moglie, il patrimonio nan-
ziario, il capitale che la moglie aveva portato in dote nel matrimonio era stato investito in queste miniere, e viene di-
sintegrato da questo evento naturali avverso, e la moglie, Mara Antonietta Portulano, che Pirandello aveva sposato
su pressione della famiglia e non per sincero innamoramento, che aveva già una salute emotiva e mentale instabile,
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impazzisce de nitivamente: in un primo mom subisce una paralisi sica, e poi la sua salute mentale comincia a pre-
cipitare no al 1919, mom in cui pirandello e i gli dovranno rasserenarsi alla dolorosa decisione di farla rinchiudere
in un manicomio.
Il tema della follia, della scissione dell!io, della disgregazione schizofrenica del soggetto, della psiche umana è un
tema che attraversa molti scritti di Pirandello. Il tema nelle opere viene tras gurato letterariamente, diventa più un
tema loso co che psichiatrico e tuttavia ha una base biogra ca concreta perché aveva conosciuto la malattia psi-
chiatrica direttamente nel suo nucleo familiare.
1904: anno della pubblicazione il fu mattia pascal, primo romanzo importate poiché in esso vediamo già compiuta-
mente espressa la poetica dell!umorismo.
Negli anni successivi, Pirandello scrive una serie di piccoli saggi teorici poi raccolti nel saggio complessivo l!Umori-
smo (1908).
Il romanzo e il saggio sono strettamente collegati, in quanti questo scritto teorico è un manifesto esplicito di poetica.
Nella sua vita è stato un autore estremamente proli co e molto versatile. Si è dedicato anche alla scrittura di poesia,
ma la parte poetica nella sua produzione è marginale.
I tre loni fondamentali sono:
⁃la novellistica
⁃i romanzi
⁃la drammaturgia, scrittura teatrale.
Questa parte della produzione è fondamentale poiché lo ha reso un artista di fama internazionale perché non solo
Pirandello ha profondamente rinnovato la scrittura teatrale sperimentando una drammaturgia assolutamente innova-
tiva che all!#inizio non fu compresa, anzi che suscitò proteste vive. Poi fu talmente apprezzata da farlo diventare uno
dei drammaturghi più importanti del 900 in tutto il mondo.
Il suo successo teatrale inizia con un piccolo fallimento, con la messa in scena del dramma $Sei personaggio cerca
d!autore"che fu schiato a Roma, lo
spettacolo non fu portato a termine, si dovette abbassare il sipario sulla scena.
Tuttavia di li a pochi mesi lo spettacolo andò in scena con successo e da quel mom gli spettacoli di Pirandello susci-
tarono una grande eco e accoglienza calorosa facendolo diventare un artista internazionale che gira il mondo con le
sue tourneès.
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Oltre che drammaturgo, autore dei testi teatrali, divenne anche regista e capocomico dei suoi drammi, cioè si occu-
pava anche dell!adattamento dei drammi scritti per la scena, li fece diventare degli spettacoli che lui stesso scriveva
per la scena, ed era capo della compagnia teatrale che lui creo di cui fu prima attrice protagonista Marta Abba, che
diventò sua compagna nella vita e sua musa ispiratrice.
Rapporto tra Pirandello e il fascismo: nel 1924 Pirandello, subito dopo il delitto di Giacomo Matteotti, mom molto
importante della storia del fascismo in cui le violenze delle squadre fasciste raggiungono il culmine con il rapimento
e l!uccisione feroce di questo deputato socialista di cui Mussolini si assunse la responsabilità morale in un celebre
discorso che tenne in parlamento. Fu il mom in cui il fascismo rivelò il suo volto feroce e che fu anche la premessa
della trasformazione di quello che no ad allora era stato un movimento salito al potere in regime.
Fu nel 1924 che si iscrisse al partito fascista; questa adesione u ciale e istituzionale suscitò un certo scalpore e h
sempre suscitato una certa sorpresa nel mondo intellettuale, ed è stato variamente interpretato. La doppia interpre-
tazione che si da di questo gesto di Pirandello in un mom cosi signi cativo della svolta totalitaria del regime fascista
prevede due motivazioni:
⁃da un lato si ritiene che Pirandello abbia aderto al fascismo perché lo interpretò con una certa ingenuità, o mosso
dalla sua formazione anarco-socialista, come un movimento rivoluzionario, che poteva rompere le cristallizzazioni
sociali, quindi un movimento eversivo, che avrebbe modi cato lo status quo. Quindi probabilmente dava un interpre-
tazione anarchica di questo movimento. Non era cosi peregrino, assurdo considerare in quella prima fase del fasci-
smo considerare Mussolii come un leader di un movimento rivoluzionario.
⁃per opportunismo politico, per poter continuare a svolgere la sua attività intellettuale con una certa serenità e liber-
tà, aderendo in maniera formale, super ciale al regime ma non con una adesione sentita, convinta. Questa interpre-
tazione verrebbe confermata dal fatto che negli anni successivi Pirandello ottenne un incarico da Mussolini impor-
tante, quella di formare e dirigere la compagnia di teatro d!arte di Roma, la compagnia di teatro più importante in Ita-
lia che aveva il bene placito, l!autorizzazione del governo fascista e che consentirà a Pirandello per 3 anni di girare
vari paesi europei in tournée, portando in gito i suoi spettacoli teatrali. Questa circostanza farebbe propendere per
una adesione di Pirandello al fascismo di tipo strumentale, non una vera adesione al regime, ma una posizione di
comodo che gli garantisse una piena libertà artistica e un sostegno delle istituzioni alla sua attività teatrale che ri-
chiedeva anche nanziamenti pubblici.
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Fase del surrealismo: nell!ultima fase si dedicherà a romanzi, I giganti della montagna, che vengono de niti come più
improntati a una poetica surrealista in cui è importante l!elemento dell!inconscio, e che si discostano notevolmente
dai romanzi precedenti, da il fu mattia pascal, uno nessuno e centomila, e le novelle della raccolta $novelle per u
anno”.
Nel 1934: riceve il premio nobel per la letteratura, un autore che nel corso della sua vita ha raggiunto il massimo del
successo desiderabile, ha valicato i con ni delle pianure italiane, ha vinto il nobel.
Morì a roma nel 1936, non volle funerali di stato, volle che le sue ceneri fossero traslate ad Agrigento e volle essere
seppellito si piedi di un pino nella contada dove era nato, $Caos”, e che la sua tromba fosse contrassegnata da una
rozza pietra.%
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LA POETICA DI PIRANDELLO
Pirandello elabora il suo programma letterario in un'opera che si chiama l’umorismo.
In questo testo (seconda parte, capitolo 2) Pirandello offre un esempio, una piccola parabola, al lettore per far comprendere la dif-
ferenza che sta fra umorismo e comicità secondo lui e far capire perché lui intende far perseguire un'arte umoristica.
Se l’osservatore invece ri ette sulle motivazioni per cui quella donna si comporta e si imbelletta così, ad esempio
perché non accetta il passare degli anni oppure per trattenere a sé l’amore del marito più giovane di lei, allora su-
bentra il sentimento del contrario, subentra la ri essione sulle ragioni per cui quella donna è il contrario di ciò che
dovrebbe essere, e allora l'e etto che suscita quella donna è l’umoristico, nel senso in cui lo intende Pirandello cioè
una situazione paradossale che però ha delle motivazioni sentimentali ed esistenziali, serie e profonde, e la
reazione dell’ osservatore non è più il riso e la derisione ma la pietà e la compassione per il dramma umano che
quella donna vive.
Quindi queste espressioni che Pirandello usa per indicare due atteggiamenti umani così diversi, appunto l’avverti-
mento del contrario e il sentimento del contrario, sono fondamentali per capire anche la sua poetica. Spesso piran-
dello costruisce nei suoi romanzi e nelle sue novelle delle situazioni apparentemente paradossali, grottesche, assur-
de, che potrebbero suscitare il riso, potrebbero apparire comiche ma in realtà sono umoristiche perché rappresenta-
no dei drammi umani che richiedono al lettore una ri essione e non solo una istintiva derisione\ un istintivo avverti-
mento del contrario, ma un sentimento del contrario cioè un senso di compassione umana, mediata dalla ri essione. %
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Pirandello elabora questa distinzione tra comico e umoristico perché nella visione che Pirandello ha dell!arte e della
letteratura, la letteratura moderna non può che essere umoristica; ovvero Pirandello ritiene che l!arte tragica o epica
non possa più aver luogo nella modernità, sia diventata impossibile, impraticabile. Questo perché l!epica e la trage-
dia si basavano su idee certe del bene e del male, di ciò che può essere considerato vero e di ciò che è falso, per-
tanto l!eroe in queste forme letterarie era l!individuo che rappresentava il bene, la giustizia, la verità, ma in età mo-
derna queste categorie sono state completamente messe in discussione, disintegrate, non è più chiaro cosa sia
vero e cosa sia falso, quale sia il bene e male, questo alla luce di quel relativismo loso co al quale Pirandello ade-
risce pienamente e che è una delle tendenze fondamentali dell!epoca moderna.
Per Pirandello aderire al relativismo loso co signi ca ritenere che qualsiasi ideologia, o fede religiosa, o sistema di
valori non sia vero in assoluto, non corrisponda a una realtà oggettiva, ma sia solo una costruzione tutta umana,
parziale e soggettiva che aiuta l!uomo a dare un senso all!esistenza, e che la vita umana è priva di senso, e tutte
queste costruzioni non sono altro che autoinganni, illusioni, senza le quali l!uomo non potrebbe sopravvivere perché
accettare che la vita umana sia priva di senso, accettare una forma di nichilismo (non credere in nulla) condurrebbe
alla follia e alla disperazione e questo è il paradosso, la contraddizione che Pirandello rileva: quindi la vita umana
non ha senso, l!uomo le conferisce senso attraverso ideologie, sistemi di pensiero, fedi religiose che tuttavia sono
autoinganni, privi di fondamento reale, ma senza i quali l!uomo non potrebbe vivere, dunque sono NECESSARI.
L!arte e con essa la letteratura, nell!epoca in cui l!uomo ha scoperto la mancanza di senso dell!esistenza e l!illusorie-
tà di tutte le fedi, non può essere che umoristica, ovvero che rileva questo paradosso, contraddizione tra la necessi-
tà di costruirsi un apparato di idee e valori che dia senso all!esistenza e la compresente consapevolezza che ci si sta
autoingannando.
Per quanto riguarda il concetto di umorismo, a volte Pirandello presenta l!umorismo come una possibilità che
l!uomo ha sempre avuto, quindi ha dunque una visione ontologica, quindi fa parte dell!essere umano, non è un
dato storico, fa parte dell!uomo in quanto tale, ciò vuol dire che secondo Pirandello l!uomo può avere sempre una
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visione umoristica della vita, ovvero fatta di consapevolezza del relativismo di qualunque opinione, dell!assenza di
certezze.
Invece in altri passi dei suoi saggi esprime una visione storica dell!umorismo, e fa risalire l!origine della visione umo-
ristica della vita alla scoperta di Copernico perché Copernico, ribaltando la visione astronomica e dell!universo che
l!uomo aveva avuto in precedenza (rivoluzione copernicana), scoprendo che l!uomo e il mondo in cui vive sono delle
entità minuscole, insigni canti in un universo in nito, ha permesso all!uomo di relativizzare in modo estremo la pro-
pria importanza, e di mettere in discussione tutte quelle fedi e ideologie antropocentriche che permettevano una vi-
sione nalistica dell!esistenza: tutto ciò che esiste è stato creato o esiste al ne della felicità umana. Quindi secondo
Pirandello, Copernico è stato arte ce della nascita della modernità.
Benedetto Croce è stato un losofo e teorico della letteratura molto importante: ha ssato teorie e concetti di esteti-
ca che hanno fortemente in uenzato la cultura e letteratura italiana del Novecento.
Cifra fondamentale della letteratura Pirandelliana: così come Leopardi è un poeta losofo (poesia intrisa di pensiero
e ri essione esistenziale) anche Pirandello sostiene che l!elemento loso co e intellettuale (cioe l’attività di ri essio-
ne) è fondamentale nella letteratura. Sebbene la letteratura non sia pura speculazione teorica, ma creazione di mon-
di ttizi (atto creativo), essa deve comunque essere sostenuto e attraversato dall!attività del pensiero: lo scrittore
deve infondere nella sua ri essione la propria concezione della vita umana. RELATIVISMO ETICO: sostrato della ri-
essione priandelliana.%
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Distinzione tra forma e vita
Pirandello dice che la forma consiste in pratica in tutte quelle strutture che l’uomo costruisce per organizzare la
propria esistenza. Si tratta di istituzioni (per esempio il matrimonio), riti, convenzioni sociali, ruoli (familiari, professio-
nali,…) grazie ai quali l’uomo si illude di avere un’identità stabile e in qualche modo cristallizzata. E per pirandello la
forma è un autoinganno perché l’individuo si illude di dare una forma cioè un'organizzazione stabile e de nitiva alla
propria esistenza.
La vita invece, che è il concetto in contrapposizione con la forma, è per pirandello il usso dei sentimenti, degli stati
d’animo, dei desideri, degli impulsi, cioè di quella parte profonda e oscura e nascosta dell’interiorità umana che è in-
vece in continuo cambiamento: ecco perché lo de nisce usso. Tuttavia questo usso della vita, fatto di sentimenti,
stati d’animo, che sono impermanenti, cioè sono in continua mutazione, talvolta erompono cioè a orano a livello di
coscienza e mettono in crisi l'individuo perché spesso sono in contraddizioni con le forme che il soggetto si è dato e
in cui ha cercato di ssare la propria esistenza.
Questa distinzione tra forma e vita è strettamente collegata alla distinzione fra persona e personaggio.
forma: ciò che ogni essere umano deve essere e deve fare perché la società glielo impone.
Qui Pirandello si avvicina alla concezione freudiana del super-io, quella parte della nostra psiche in cui si strati cano
tutte le norme, i modelli inculcati nell!educazione dalla famiglia e dalla società.
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Nei versi 14-15 Pirandello sta alludendo ad alcuni uomini che poi saranno i soggetti delle sue narrazioni, poiché egli
predilige questi esseri umani, $anime irrequiete in uno stato di fusione continua”, di mobilità, di vitalismo inarrestabi-
le, che sdegnano, ovvero che si ri utano di rapprendersi, di irrigidirsi in questa o in quella forma di personalità.
fattezze immutabili: noi nasciamo con un corpo che non possiamo cambiare, e quelle fattezze sono quasi immutabi-
li. Spesso il corpo è una prigione, non rispecchia i nostri desideri, stati d!animo, vorremmo poterlo modi care, spe-
rimentare delle forme di erenti.
anima irrequieta: qualcuno che non si sente aderente ala forma che gli è stata imposta, e permette al usso dei suoi
più profondi desideri di erompere e di far modi care la forma.
Verso 38: questo inganno è l!illusione che la vita, l!esistenza umana abbia un signi cato, scopo, nalità, e questo
vuoto, abisso a cui fa riferimento è la percezione che in alcuni momenti gli uomini possono avere è che questo signi-
cato sia del tutto fasullo, che non esista in realtà, e il vuoto che si può percepire è agghiacciante, orribile, è un
abisso a cui l!uomo si a accia e gli da una vertigine atroce che potrebbe farlo impazzire.
ormai la coscienza del vuoto, dell!assenza di signi cato farà parte di me (montale)
Pirandello e Montale sono praticamente contemporanei, è una poesia scritta prima del 25, il saggio l!Umorismo è del
1908, c’è una connessione fortissima tra queste concezioni dell!esistenza, venate da un profondo pessimismo che
non diventa mai nichilismo.
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