Università di Brescia – Dipartimento di Ingegneria Meccanica
Tecnologie e Sistemi di Lavorazione
Corso di
Tecnologia Meccanica
Processi per asportazione di truciolo
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Prof. Luca Giorleo
Ing. Alessandro Metelli
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La Rettifica
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Introduzione
❑ Lavorazione di finitura realizzata mediante utensile multitagliente a
geometria non definita (mola) in grado di asportare facilmente trucioli
anche submicrometrici.
❑ A differenza degli altri utensili, le mole abrasive devono necessariamente
essere impiegate alla velocità di taglio massima nominale
(dell’ordine di decine e fino a centinaia di metri al secondo).
❑ Nella maggioranza dei casi la rettifica viene
praticata in presenza di abbondanti portate
di fluido lubrorefrigerante al fine di:
– ridurre gli attriti;
– evacuare sfridi e trucioli;
– smaltire efficacemente il calore.
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❑ Esempi di lavorazioni
In piano
Tangenziale Frontale
Finitura di superfici
Guide Viti di manovra Viti di Ingranaggi
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In tondo A tuffo
Esterna
Senza centri In tondo
Interna
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Rettifica senza centri
Superfici cilindriche con o senza spallamenti e superfici di forma
possono essere ottenute anche mediante rettificatura senza centri.
Il pezzo anziché essere montato tra le punte o su piattaforma
autocentrante è semplicemente sostenuto e movimentato
rispettivamente da lama e mola conduttrice.
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❑ Superfici lavorabili
a) superficie cilindrica esterna; e) superfici piane;
b) superficie conica esterna; f) superfici di accoppiamento;
c) superficie cilindrica o conica interna; g) superfici di scanalature;
d) spallamenti; h) filettatura.
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❑ Finiture ottenibili
Asportazione
di truciolo
Finitura
Fusione
Deform.
Plastica
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❑ Le rettificatrici
Per esterni e interni
Per piani
Tangenziale Frontale
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Rettificatrice Universale (Schema)
Testa porta pezzo Testa
porta
Mola
Contro
Testa Slitta Orientabile
Tavola
Moto di Alimentazione
Porta Pezzo
Longitudinale
BASAMENTO
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❑ Esempi di Rettifica Rettifica Cilindrica esterna
Rettifica CNC a 5 assi
Video
Rettifica (improprio) sedi valvole motore
Video
Video
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Il meccanismo di taglio
❑ La mola è un utensile multitagliente a geometria non definita costituito da
un elevato numero di grani abrasivi distribuiti uniformemente in una
sostanza legante.
❑ La forma e la disposizione casuali dei grani danno luogo ad angoli di
spoglia frontale ampiamente variabili (spesso negativi).
generalmente negativo
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❑ Componenti delle mole Abrasivo
Taglienti
Grana
Durezza
Supporto Taglienti
MOLA Agglomerante
(agglomerante o impasto)
Struttura
Sistema di fissaggio
al mandrino e sicurezza
❑ Forma delle mole
Tazza Tazza
Disco cilindrica conica
per interni
Bisello Anello con codolo
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❑ I Taglienti
– Abrasivi.
E’ richiesta:
• Durezza (Resistenza alla penetrazione)
• Friabilità (attitudine all’autoravvivatura)
Cresce con la durezza e migliora il taglio.
– Grana
• Grana fine /finissima (farina): finitura di strumenti di misura,
cilindri per laminatoio a freddo.
• Grana media: per la maggior parte delle lavorazioni.
• Grana grossa (chicco di granoturco): per lavorazioni grossolane
(sbavatura, molatura di cordoni di saldatura, troncatura).
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La ravvivatura
Se la mola tende a lisciarsi ed anche ad “impastarsi” per accumulo di
trucioli sulla fascia attiva. Se la ravvivatura non avviene in modo
spontaneo, la mola cessa di tagliare correttamente e dà luogo a
sforzi e surriscaldamenti anomali, dannosi per il pezzo lavorato.
Il rimedio è costituito dalla ravvivatura.
Nelle lavorazioni programmate si ricorre
periodicamente alla diamantatura per
ripristinare accuratamente la forma
della fascia attiva (tornitura di precisione).
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❑ L’Agglomerante
Può essere in materiale:
– Ceramico
(friabilità controllata, tenuta del profilo della mola, rigido e preciso,
inerte ai lubrificanti, basso costo)
– Elastico (rilascio dei trucioli, elevate finiture, problema
dell’invecchiamento)
La sua struttura può essere a cella:
– Chiusa
– Aperta
(Accoglie i trucioli ed il
lubrificante, migliore finitura)
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❑ Sono codificate in base alle caratteristiche di:
– Taglienti
– Agglomerante
Raccomandazione ISO
(metodo Norton)
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Potenza di taglio
❑ Può essere stimata in modo teorico (Metodo della pressione specifica):
Ft v v pezzo
Pt = v = v mola + m/s
60
η v pezzo
Ft = k s a p N
60 v mola
oppure mediante formule empiriche:
Pt = 0.155 k Z s vt 30 [kW]
Z tasso di asportazione [cm3/min]
s spessore della mola a contatto col pezzo [cm]
k coefficiente che dipende dal tipo di lavorazione:
k = 7.5 r. in tondo per esterni
k = 6.2 r. in piano
k = 7.0 r. interna
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