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Classe 4^ - Tecnologie mecc. di proc. e prod.

- UdA n 2: Taglio dei metalli - Rugosit e sua misura

RUGOSIT DELLE SUPERFICI


Gli errori microgeometrici determinano la rugosit superficiale, cio la scabrosit di un pezzo
meccanico.
La rugosit una propriet della superficie di un corpo, costituita da microimperfezioni
geometriche normalmente presenti sulla superficie o anche risultanti da lavorazioni meccaniche; tali
imperfezioni si presentano generalmente in forma di solchi o scalfiture, di forma, profondit e
direzione variabile.
La finitura superficiale dei pezzi molto importante, soprattutto nel caso di pezzi destinati al
mutuo contatto, in quanto essa influenza sensibilmente la resistenza allusura, la resistenza a fatica,
il coefficiente dattrito, la corrosione.
Il complesso delle norme relative alla rugosit contenuto nella tabella UNI 3963, sostituita nel
1991 dalle norme UNI ISO 468 e 4287. Tali norme definiscono varie tipologie di superfici. In
particolare:
1) Superficie nominale (o ideale) quella geometrica (o teorica) rappresentata dal disegno;
2) Superficie reale quella effettivamente ottenuta con la lavorazione;
3) Superficie rilevata (o misurata) quella rilevata con uno strumento provvisto di palpatore
sferico;
4) Superficie media quella che ha forma uguale alla superficie nominale e taglia la superficie
reale in modo che i volumi delle parti esterne siano uguali ai volumi dei vuoti tra di essa e la
superficie reale.
Sezionando
la
superficie di un pezzo con
un piano ortogonale alla
superficie
ideale,
si
ottengono rispettivamente i
profili ideali e quelli reali.
Non essendo in pratica
possibile avere il profilo
reale di un pezzo, si
assimila il profilo reale a
quello misurato.
Il valore della rugosit
funzione del tipo di lavorazione effettuata. Per esempio, nelle lavorazioni di tornitura e fresatura, i
valori pi frequenti della rugosit sono compresi tra 1 e 4 [m].
Nella trapanatura si hanno rugosit di 13 [m].
Nella rettificatura si hanno rugosit di 0,20,8 [m]).
In un getto colato in sabbia la rugosit va oltre i 6 [m]. La rugosit migliore nel caso di getti
colati in conchiglia metallica (0,43 [m]).
Nella laminazione a caldo la rugosit va oltre i 6 [m].
Nella tabella seguente sono indicati i valori della rugosit per i vari tipi di lavorazione,
evidenziando i valori pi frequenti.

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Il valore della rugosit dipende anche dalle dimensioni del pezzo e dalla qualit di lavorazione
IT: allaumentare delle dimensioni dei pezzi e della qualit di lavorazione (per esempio da IT 6 a IT
12), la rugosit aumenta (peggiora), passando per esempio da 0,2 [m] (dimensioni < di 3 mm e
tolleranza IT 6) a 12 [m] (dimensioni fino a 250 mm e tolleranza IT 12).

Di seguito sono alcuni valori orientativi della rugosit:


0,025 0,05: piani di riscontro, facce dei calibri ...
0,1 0,2: perni, cuscinetti, steli di valvole, guide di macchine utensili ...
0,4 0,8: stantuffi e cilindri di motori, denti di ingranaggi, superfici di parti scorrevoli ...
1,6 1,8: alberi e fori per ingranaggi, facce laterali di ingranaggi, teste di cilindri e stantuffi,
superfici di tenuta con guarnizioni.

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Indicazione della rugosit nei disegni tecnici


La rugosit massima ammessa deve essere indicata sui disegni utilizzando unapposita
simbologia.
Ai triangolini una volta utilizzati, la norma UNI 4600 ha sostituito il seguente segno grafico:

Valori in micron
[m]

Vecchia designazione
(segni lavorazione)

RELAZIONE TRA INDICAZIONI E TIPI DI LAVORAZIONE


Valori in
[m]

Ottenimento

Caratteristiche

Superficie dalla quale vietata l'asportazione


di truciolo.
Si ottiene da un procedimento pi accurato di
produzione, come da fucinatura, stampaggio,
taglio accurato al cannello, ecc.)

Superfici che hanno esigenze grossolane in


fatto di grado di uniformit e levigatezza.

Superficie ottenuta mediante una o pi


passate di sgrossatura con asportazione di
truciolo da lavorazione al tornio, alla
fresatrice, alla pialla, ecc.

Superfici uniformi levigate, sulle quali le tracce


di lavorazione sono percettibili al tatto e
chiaramente visibili a occhio nudo.

Superficie ottenuta con una o pi passate di


finitura con asportazione di truciolo al tornio,
alla fresatrice, alla pialla, ecc.

Superfici uniformi e levigate, sulle quali le


tracce lasciate dall'utensile possono ancora
essere visibili ad occhio nudo.

Superficie ottenuta con una o pi passate di


finitura con asportazione di truciolo per
tornitura, rettifica, alesatura, brocciatura, ecc.

Superfici uniformi e ben levigate, senza tracce


visibili di lavorazioni.

Superficie ottenuta mediante operazioni di


finitura di grande accuratezza: lappatura,
lucidatura a specchio, ecc.

Superfici a finitura speculare.

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Controllo della rugosit


Per il rilevamento della rugosit di una superficie si utilizzano speciali apparecchiature dette
Rugosimetri. Essi sono essenzialmente costituiti da un tastatore, da un convertitore (o
trasduttore), da un amplificatore e da un registratore.
I tastatori (o palpatori), provvisti di punta a cono di diamante raccordata con raggio di 1 ,
esplorano la superficie del pezzo scorrendo in direzione perpendicolare allorientamento della
rugosit.
A seconda del genere di convertitore, i rugosimetri possono essere a cristallo, a variazione di
induttanza ed a variazione di capacit.
1) Rugosimetro a cristallo
Uno dei rugosimetri a cristallo quello detto analizzatore di Brush, che sfrutta il fenomeno
piezoelettrico.
Le escursioni della punta
tastatrice (2) sul profilo (1),
fanno oscillare il cristallo di
quarzo (3), che origina una
tensione alternata (fenomeno
piezoelettrico);
Le
tensioni
prodotte,
piccolissime,
vengono
amplificate dallamplificatore
(4) e producono un campo
magnetico alternato che fa
vibrare laltro cristallo di
quarzo (5);
La punta scrivente (6),
collegata al cristallo, traccia sul cilindro rotante (7) il grafico, ingrandito, della rugosit superficiale.

2) Rugosimetro a variazione di induttanza


Il sistema simile al precedente, solo che anzich sfruttare il
fenomeno piezoelettrico si sfrutta la variazione di induttanza del
circuito nel quale inserito il tastatore.
Quando la piastra di materiale ferroso (1), a causa delle
oscillazioni del tastatore (3) dovute alla rugosit della superficie
(4), si avvicina o si allontana dai poli di una calamita a ferro di
cavallo (2), sulla quale infilata una bobina, si formano delle
correnti indotte proporzionali alla variazione della distanza d
tra piastra e calamita.
Ne consegue una variazione di induttanza del circuito e
quindi una corrente circolante. Queste variazioni vengono
amplificate e poi trasmesse allapparecchio indicatore.

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3) Rugosimetro a variazione di capacit


Il sistema simile ai precedenti, solo che qui
sfruttata la variazione della capacit del circuito nel
quale inserito il tastatore.
Gli spostamenti del tastatore (1), dovute alla
rugosit della superficie, fanno variare la distanza d
fra le armature del condensatore (2); di conseguenza
varia la corrente circolante: laumento di distanza fa
diminuire la corrente e viceversa.
Le variazioni di corrente vengono quindi
amplificate e poi trasmesse allapparecchio indicatore.

Limmagine accanto mostra il rugosimetro della


Hommelwerke, modello T 2000.

Esso possiede le seguenti caratteristiche:


- Principio di misura: induttivo
- Precisione complessiva: classe 1
- Corse di esplorazione: 0,48 1,5 4,8 15 48
- Velocit di esplorazione: 0,5 0,15 mm/sec

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