Sei sulla pagina 1di 2

Galilei: il piano inclinato.

Piano inclinato Prima di Galilei, seguendo la fisica aristotelica, si pensava che la quiete fosse lo stato naturale dei corpi, essendo il moto qualcosa di temporaneo, che veniva meno non appena cessava l'applicazione della forza che lo produceva. I moti erano classificati in: naturali, quando un corpo si dirige verso il suo "luogo naturale" (per i corpi pesanti il basso e per quelli leggeri l'alto) e violenti, quando il corpo spinto fuori dal suo luogo naturale (ad esempio una freccia) e la spinta era causata dall'azione dell'aria. Galileo Galilei invece spiega il "suo" moto prima descrivendo lo strumento, ossia il "piano inclinato" e poi descrivendo l'esperimento : In un regolo, o voglin dir corrente, di legno, lungo circa 12 braccia, e largo per un verso mezzo braccio e per laltro 3 dita, si era in questa minor larghezza incavato un canaletto, poco pi largo dun dito; tiratolo drittissimo, e, per averlo ben pulito e liscio, incollatovi dentro una carta pecora zannata e lustrata al possibile, si faceva in esso scendere una palla di bronzo durissimo, ben rotondata e pulita. Con questi accorgimenti Galileo vuole rendere trascurabili gli effetti dellattrito. Elevando sopra il piano orizzontale una delle estremit (del regolo) un braccio o due ad arbitrio, si lasciava () scendere per il detto canale la palla, notando () il tempo che consumava nello scorrerlo tutto, replicando il medesimo atto molte volte per assicurarsi bene della quantit del tempo (). Fatta e stabilita precisamente tale operazione, facemmo scender la medesima palla solamente per la quarta parte della lunghezza di esso

canale; e misurato il tempo della sua scesa, si trovava sempre puntualissimamente esser la met dellaltro. Ripetendo la misura per distanze diverse, Galileo deduce che lo spazio percorso sempre proporzionale al quadrato del tempo impiegato a percorrerlo. In altri termini, se i tempi sono rappresentati da 1, 2, 3, 4, 5 gli spazi percorsi sono rispettivamente rappresentati da 1, 4, 9, 16, 25 Questa la prima descrizione del tipo di moto definito, da Galileo in poi, uniformemente accelerato. Galilei per misurare il tempo applic prima dei campanellini sul piano inclinato che suonavano al passaggio della sfera, poi progett egli stesso un orologio ad acqua per esser pi preciso nelle misurazioni degli intervalli di tempo. Dopo aver spiegato il moto uniformemente accellerato enunci, sempre grazie all'utilizzo dei piani inclinati, il principio d'inerzia o primo principio della dinamica. Galileo aveva notato che un corpo, messo in condizione di risalire per effetto della velocit acquistata nella caduta, raggiunge la stessa altezza iniziale indipendentemente dalla traiettoria seguita. Una sferetta che rotola gi da un piano inclinato, se fatta risalire lungo un secondo piano inclinato, arriva praticamente alla quota di partenza. Inoltre laltezza raggiunta sempre allincirca la stessa anche se il secondo piano ha inclinazione via via minore. Galilei era convinto che, in assenza di attrito, la quota di partenza e quella di arrivo sarebbero state esattamente uguali.

Lesperimento dei piani inclinati indicava che la sferetta, al diminuire dellinclinazione, viaggiava per una distanza e per un tempo di volta in volta pi lunghi prima di ritornare allaltezza iniziale.

Che cosa sarebbe successo su un piano orizzontale, se non ci fossero stati gli attriti a disturbare il moto? Galileo giunse alla risposta che esso sarebbe perpetuo e avverrebbe sempre alla stessa velocit. Poich la sferetta quando si trova sul piano orizzontale sottoposta a una forza complessivamente nulla, possiamo affermare che per mantenere un oggetto in moto con velocit costante non occorrono forze (come invece sosteneva Aristotele). Da tutto ci emerge che i corpi, fermi o in movimento, possiedono una caratteristica comune, denominata inerzia, che la tendenza a non cambiare il loro stato, di quiete o di moto e quindi il principio d'inerzia dice che: ogni corpo tende a conservare il suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, a meno che qualche forza non intervenga a mutarlo. Galileo, grazie a questi risultati notevolissimi, viene considerato il fondatore della dinamica scientifica moderna.

Galileo Galilei