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Lepicureismo

Indice
1 2 3 4 5 6 Epicuro: vita e scritti La scuola epicurea La filosofia come quadri farmaco La canonica La fisica Letica

6.1 La felicit, il piacere e i bisogni 6.2 L'esaltazione dellamicizia e il rifiuto della politica 7 Lepicureismo nella storia

1. Epicuro: vita e scritti.


Epicuro nacque nel 341 a.C. a Samo, dove pass la giovinezza. Cominci a occuparsi di filosofia a 14 anni. A 32 anni inizi la sua attivit di maestro, dapprima a Mitilene e a Lampsaco, e dopo alcuni anni ad Atene, dove vi rimase fino alla data della sua morte (271-270 a.C.). La scuola di Epicuro aveva sede nel giardino del filosofo e per questo i suoi seguaci si chiamarono filosofi del giardino. Lautorit di Epicuro sui suoi discepoli era grandissima, infatti, come le altre scuole del tempo, lepicureismo formava unassociazione religiosa, ma la divinit alla quale questa associazione era dedicata fu il fondatore stesso, ovvero Epicuro. Sia durante la vita, sia dopo la morte, i suoi discepoli cercarono di modellare la loro condotta seguendo il suo esempio. Epicuro fu autore di molti scritti, circa 300, di cui restano per solamente tre lettere: la prima, A Erodoto, una brave esposizione di fisica; la seconda, A Meneceo, di contenuto etico; la terza, A Pitocle, tratta di questioni metereologi che. Inoltre abbiamo le Massime Capitali e il Testamento, una raccolta di Sentenze e alcuni frammenti dellopera Sulla natura.

2. La scuola epicurea.
I seguaci e gli amici di Epicuro furono numerosissimi e tra essi non mancarono le donne, anchesse potevano far parte della scuola. Nessun discepolo apport delle modifiche alla dottrina del maestro. Epicuro esigeva la rigida osservanza dei suoi insegnamenti e quindi la sua scuola rimase invariata per tutta la sua durata. Si ricordano perci solamente i discepoli grazie i quali ci sono arrivate ulteriori notizie sulla dottrina epicurea. Di Filodemo, si hanno alcuni frammenti che trattano numerosi problemi dal punto di vista epicureo. Tito Lucrezio Caro ci ha lasciato nella sua opera pi importante, il De rerum natura, unesposizione fedele dellepicureismo. Egli nacque nel 96 a.C. e mor nel 55 a.C. Lucrezio vede in Epicuro colui che ha liberato gli uomini dal terrore del sopranaturale e della morte e lo riconosce come il fondatore della vera sapienza.

3. La filosofia come quadrifarmaco.


Epicuro vede nella filosofia la via per raggiungere la felicit, intesa come liberazione dalle passioni. Grazie alla filosofia luomo si libera da ogni desiderio irrequieto, dalle opinioni irragionevoli e dai turbamenti che ne derivano. La filosofia fornisce alluomo un quadruplice farmaco capace di: liberare gli uomini dal timore per gli dei, poich essi essendo beati non si occupano degli uomini; liberare gli uomini dal timore per la morte, poich quando ci siamo noi la morte assente, quando noi siamo assenti la morte c, quindi non nulla per luomo; dimostrare il facile raggiungimento della felicit, cio il facile raggiungimento del piacere; dimostrare la lontananza del limite del male, cio la brevit e la provvisoriet del dolore.

4. La canonica.
Epicuro divide la filosofia in tre parti: la canonica, la fisica e letica. Canonica e fisica sono strettamente legate fra loro e le parti della filosofia epicurea si pu dire che siano solo due: la fisica e letica. Epicuro chiama canonica la logica, che ha il compito di dare il criterio della verit capace di orientare luomo verso la felicit. Il criterio di verit costituito da sensazioni, dalle anticipazioni e dalle emozioni. La sensazione un flusso di atomi che si staccano dalle cose e che produce immagini identiche alle cose da cui provengono gli atomi stessi. Dalle sensazioni ripetute e conservate nella memoria, derivano le rappresentazioni generiche , o anticipazioni, anticipano appunto le sensazioni future. Ad esempio se qualcuno dice arriva un uomo, la nostra mente immagina subito larrivo in un uomo. Il terzo criterio di verit rappresentato dallemozione, cio dal piacere o dal dolore, che fanno parte della condotta pratica della vita e quindi lontani dalla logica. Inoltre Epicuro dice che nelle sensazioni non sussiste lerrore, ma questo, pu sussistere nellopinione che sar vera se confermata dai sensi o falsa nel caso contrario.

5. La fisica.
La fisica di Epicuro esclude dalla spiegazione del mondo qualunque causa sopranaturale e libera cos gli uomini dal timore per esse. Per liberare gli uomini la fisica deve essere materialistica, cio escludere la presenza nel mondo di anime e meccanicista, cio avvalersi nelle delle proprie spiegazioni unicamente del movimento dei corpi. In base a queste due condizioni, seguendo anche la fisica di Democrito, Epicuro afferma che tutto ci che esiste corpo, poich solo il corpo pu agire o subire unazione, che nessun corpo viene dal nulla e ogni corpo composto da atomi che si muovono nel vuoto, questultimo incorporeo poich non agisce e n subisce qualcosa, ma permette ai corpi di muoversi attraverso esso. Il movimento degli atomi non dipende dallazione divina, ma essi si scontrano e quindi si aggregano e si dispongono nei vari mondi quando, a causa del loro peso, cadendo in linea retta, compiono una deviazione casuale rispetto alla traiettoria rettilinea. Nonostante non intervengano nella vita delluomo, Epicuro ammette tuttavia lesistenza degli dei e dellanima. Gli dei hanno forma umana e vivono tra gli spazi vuoti tra mondo e mondo e hanno tra loro dei rapporti damicizia. Non si occupano degli uomini perch imporrebbe loro un obbligo, mentre essi sono liberi e beati. Luomo saggio li onora per ammirazione e non per timore. Lanima, secondo Epicuro, composta di particelle corporee diffuse in tutto il corpo e con la morte gli atomi dellanima si separano e ogni possibilit di sensazione cessa quindi La morte privazione di sensazioni.

6. Letica.
La felicit, il piacere e i bisogni. Letica epicurea in generale volta alla ricerca della felicit, la quale consiste nel piacere. Vi sono due tipi di piaceri: il piacere stabile, che consiste nella privazione del dolore, e il piacere in movimento, che consiste nella gioia e nella letizia. La felicit consiste solo nel piacere stabile ed per questo anche definita come atarassia (assenza di turbamento) e come aponia (assenza di dolore). Queste due definizioni impongono la scelta e la limitazione dei bisogni. Epicuro distingue i bisogni naturali e i bisogni vani: i primi possono essere necessari (come il bisogno di mangiare) o non necessari (come il bisogno di mangiare molto). Solo i bisogni naturali e necessari devono essere appagati. Lepicureismo spinge quindi non ad abbandonare il piacere, ma al calcolo e alla misura di esso. Questo calcolo pu essere dovuto solo alla saggezza e alle virt che derivano da essa, e appaiono ad Epicuro come la condizione necessaria della felicit. Appunto perch, come gi detto, alla saggezza si devono il calcolo dei piaceri, la scelta e la limitazione dei bisogni e, quindi, il raggiungimento dellatarassia e dellaponia. Inoltre per Epicuro, il bene ristretto al ambito del piacere sensibile, ossia grazie allutilizzo dei sensi, e che lo stesso piacere spirituale ricondotto alla speranza del piacere sensibile. Lesaltazione dellamicizia e il rifiuto della politica. La dottrina di Epicuro non pu essere confusa con un volgare edonismo, cio con una dottrina che identifichi il bene direttamente con il piacere. Il carattere edonistico contraddetto da culto dellamicizia che caratteristico della dottrina epicurea. Lamicizia nasce dallutile, ma essa un bene per s. Lamico non n chi cerca sempre lutile, n chi non lo congiunge mai allamicizia, perch il primo considera lamicizia solo come un insieme di vantaggi, mentre il secondo non considera lamicizia come un vantaggio in caso di bisogno (che invece fa parte di essa). Il carattere edonistico della dottrina epicurea sarebbe contraddetto anche dallesaltazione della saggezza indipendentemente dallutile che essa pu comportare. Con questa convinzione afferma anche che difficilissimo che il saggio commetta ingiustizie, anche se sicuro che la sua ingiustizia rimarr nascosta. Per quanto riguarda la politica, Epicuro riconosce alcuni vantaggi che essa pu portare, ma afferma che l ambizione politica non pu che essere fonte di turbamento e ostacolo al raggiungimento dellatarassia.

7. Lepicureismo nella storia.


Lepicureismo stato sempre combattuto dal pensiero cristiano medievale, non solo per il fatto che negasse Dio ma anche per la tesi etica secondo cui il movente e il fine della condotta umana risiedono nel piacere. Il recupero dell'onore di Epicuro comincia solo con gli umanisti del rinascimento italiano che cercano di correggere limmagine tradizionalmente negativa del filosofo, considerando il filosofo come maestro di umana saggezza. Dal settecento in poi lepicureismo si presentato come una delle alternative teoriche fondamentali per linterpretazione e la fondazione della vita etica ispirando soprattutto lutilitarismo, cio quella corrente secondo cui lo scopo dellazione lutilit privata e pubblica degli uomini.