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Fisica.

Tesina infermieristica.
Breve tesi sulla fisica applicata al corpo umano e allutilizzo in
ambito sanitario.
Fabrizio Zago e Diego Lefons.
05/02/2016

Sommario
Le leve del corpo umano .................................................................................................................................... 3
Leggi della Fluidostatica e Fluidodinamica ..................................................................................................... 6
Apparecchiature elettromedicali: Pronto soccorso, Sala operatoria, Rianimazione ...............................12
Diagnostica per immagini con descrizione di T.A.C. .........................................................................................18

Le Leve del corpo umano

Innanzitutto iniziamo col definire il concetto di leva:


La leva una macchina semplice che costituita da un'asta rigida detta potenza(P), che ruota attorno
ad un punto fisso, detto fulcro.
In un punto qualsiasi dellasta applicato un carico che sar,appunto, la resistenza(R) da vincere. Il
punto in cui si applica la forza per muovere il carico quello di applicazione della potenza(P). Quanto
pi vicino sar il fulcro alla resistenza, tanto minore sar lo sforzo per sollevare il carico stesso.
La distanza tra il fulcro e la resistenza detta braccio della resistenza(bR), quella tra il fulcro e la
potenza detta braccio della potenza(bP).
Sulla leva agiscono due forze contrapposte: la forza resistente e la forza motrice, che compie il lavoro.
Si possono avere i seguenti casi:

Se bP uguale a bR, la leva si dice "indifferente";

Se bP minore rispetto a bR, la leva si dice "svantaggiosa";

Se bP maggiore rispetto a bR, la leva si dice "vantaggiosa".

Vi sono solo tre generi di leve, a seconda di quali posizioni occupino il fulcro, la potenza e la resistenza:

Leva di primo genere: il fulcro si trova tra la potenza e il carico.

Leve di secondo genere: le leve di secondo genere hanno sempre il carico tra la potenza ed il
fulcro;

Leve di terzo genere: la potenza si trova tra il carico ed il fulcro.


Ora( dopo una piccola illustrazione) andiamo ad analizzarle:

Leva di primo genere (a sinistra), secondo genere (al centro) e terzo genere (a
destra).

Leve di 1 genere:
Nella leva di primo genere il fulcro si trova tra il punto d'applicazione della resistenza e quello della
potenza. La leva di primo genere pu essere:

"vantaggiosa" se il braccio della potenza pi lungo di quello della resistenza;

"svantaggiosa" se il braccio della potenza minore di quello della resistenza;

"indifferente" se la lunghezza dei due bracci uguale.


Alcuni esempi di leve di primo genere sono: le forbici, le tenaglie, l'altalena, e udite udite IL CRANIO E
LA COLONNA VERTEBRALE del corpo umano.
.

Leve di 2 genere:
Nella leva di secondo genere il punto di applicazione della resistenza si trova fra il fulcro e il punto di
applicazione della potenza. La leva di secondo genere sempre vantaggiosa perch il braccio della
potenza sempre pi lungo di quello della resistenza.
Alcuni esempi di leve di secondo genere sono: la carriola, il pedale della bicicletta, il freno d'auto,
l'apribottiglie e LA GAMBA E IL PIEDE delluomo e della donna.

Leve di 3 genere:
Nella leva di terzo genere il punto di applicazione della potenza si trova fra il fulcro e il punto di
applicazione della resistenza. La leva di terzo genere sempre svantaggiosa, perch il braccio della
potenza sempre pi corto di quello della resistenza. Essa viene comunque usata perch permette di
prolungare lo spazio d'azione e fare movimenti pi precisi. Queste leve non aumentano il lavoro, ma
rendono possibile il trasporto di oggetti in maniera pi comoda, a maggiori distanze e pi o meno
rapidamente
Alcuni esempi di leve di terzo genere sono: la canna da pesca, la vanga, la pinza a molla, le pinzette, la
scopa e incredibilmente ancora una volta IL BRACCIO E LAVANBRACCIO umano.

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Perfetto, ora che abbiamo espresso con chiarezza la definizione di leva e le sue differenti forme e
applicazioni possiamo iniziare a parlare delle leve del nostro corpo che, quasi incredibilmente, le
utilizza in tutti e tre i generi.
Al primo posto a rappresentare le leve di primo genere abbiamo il meccanismo della colonna
vertebrale e del cranio.
Quando pieghiamo in avanti e indietro la testa noi facciamo leva sulla nostra colonna vertebrale. Il
fulcro sono la prima vertebra, che prende il nome di Atlante, e la seconda vertebra cervicale che si
attaccano perfettamente alla base del cranio.
La potenza nei possenti muscoli del collo, mentre la resistenza il peso del cranio stesso.
Trovando quindi il fulcro tra la potenza e la resistenza possiamo dire che questa una leva di primo
genere che, per, svantaggiosa in quanto il braccio della potenza dei muscoli del collo minore di
quello espresso dal peso del cranio, quindi i nostri muscoli per poterci permettere di muoverci,
dovranno imprimere una forza maggiore.
Al secondo posto iniziamo a parlare dellarticolazione gamba e piede che fa parte delle leve di
secondo genere.
Quando camminiamo o ci alziamo in punta di piedi facciamo leva proprio sulla punta del piede che il
nostro fulcro.
Il muscolo del polpaccio, la cui forza rappresenta la potenza, tira in alto il calcagno, mentre il peso del
nostro corpo, che agisce sulla pianta del piede la resistenza da vincere.
Poich la resistenza si trova nel mezzo tra il fulcro e la potenza questa ha tutte le caratteristiche per
appartenere alle leve di secondo genere, con un risultato sempre vantaggioso;
infatti ,se pensiamo al nostro sforzo per camminare, cos poco rispetto al peso del corpo.
E per ultimo ma non meno importante abbiamo il meccanismo del braccio e dellavambraccio che per
le sue caratteristiche annoverata tra le leve di terzo genere.
Quando flettiamo lavambraccio in alto per sollevare un oggetto che abbiamo in mano facciamo leva sul
gomito, che il fulcro.
La potenza rappresentata dal muscolo bicipite del braccio che, essendo legato allavambraccio,
agisce su di esso tra larticolazione del gomito e la mano con il peso.
Poich la potenza applicata tra la resistenza ed il fulcro questa una leva di terzo genere, sempre
svantaggiosa.

Leggi della fluidostatica e della fluidodinamica applicata


Alla circolazione sanguigna.

La fluidostatica una branca della fisica che studia i fluidi in stato di quiete , cio ogni corpo
continuo (liquidi e gas) per cui sia valida la legge di Pascal con velocit media costante nel tempo e
vettorialmente omogenea nello spazio.

Prima di enunciare la legge di Pascal dobbiamo prima definire il concetto di pressione.


LA PRESSIONE: E noto che i fluidi esercitano delle forze sulle superfici dei solidi con cui sono a
contatto e che queste forze sono tanto maggiori quanto maggiore la superficie sottoposta allazione
del fluido. Quindi la pressione una grandezza fisica ottenuta come il rapporto tra
il modulo della forza agente ortogonalmente su una superficie la sua area:

Lunit di misura nel SI della Pressione il Pascal: 1 Pa = 1 N/m^2.

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LEGGE DI PASCAL

Luomo evidentemente fatto per pensare, nel


Pensiero che sta la sua grandezza

Il principio dice che quando avviene un aumento nella pressione in un punto di un fluido confinato, tale
aumento viene trasmesso anche ad ogni punto del contenitore. La pressione esercitata in un punto
qualsiasi di un fluido si trasmette in ogni altro punto del fluido con la stessa intensit,
indipendentemente dalla direzione.
Nell'esperimento, Pascal inser un tubo verticale lungo 10 m in una botte piena d'acqua. A quel punto
Pascal inizi a versare l'acqua nel tubo verticale fino a riempire il medesimo tubo e osserv un aumento
della pressione, che raggiunse una intensit tale da rompere la botte
Dal punto di vista matematico, il principio pu essere descritto dalla formula seguente:

dove

la variazione di pressione idrostatica, misurata in pascal, introdotta nella botte e dovuta

al peso del fluido versato all'interno del tubo; la densit del fluido, misurata
in chilogrammi su metro cubo; g l'accelerazione di gravit e
raggiunta dal fluido all'interno del tubo.

l'altezza, misurata in metri,

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La Fluidodinamica studia il moto dei fluidi nei condotti, ed di particolare importanza in ambito
biomedico in quanto attraverso le sue leggi che viene descritto il moto del sangue nellorganismo
umano.
Spesso per semplificare la descrizione si prende come esempio un fluido ideale (incomprimibile e privo
di attrito) come per esempio il sangue che scorre con velocit bassa in condotti di grandi dimensioni, i
quali devono essere formati da pareti rigide ed indeformabili.
Il sangue che scorre in un condotto: individuata una sezione del condotto perpendicolare al suo asse, si
definisce portata il volume di fluido che attraversa la sezione nellunit di tempo:

Q = V/ T
Dove Q la portata, V il volume, e T lunit di tempo.
Nel SI la portata si misura in m^3/s.
PORTATA CARDIACA: E il volume di sangue che attraversa in un secondo la sezione dellaorta.
FREQUENZA CARDIACA: E il numero di battiti cardiaci nellunit di tempo ( f ).
GITTATA SISTOLICA: E il volume di sangue espulso dal ventricolo ad ogni battito( Gs ).

Q = Gs ( f )

IL CIRCOLO SANGUIGNO
Il sistema circolatorio del corpo umano formato dal cuore e da due insiemi principali di vasi ( circolo
sistemico e polmonare ).
I vasi sono di diverse dimensioni: dai pi grandi che possono raggiungere un diametro di 30 mm via via
sempre pi piccoli come i capillari che raggiungono dimensione 5m di diametro.
Il funzionamento del sistema cardio-circolatorio pu essere spiegato usando i principi fisici ricavabili
dalle leggi della fluidostatica e della fluidodinamica, anche se il sistema cardio-circolatorio ha
caratteristiche che impediscono una descrizione quantitativa precisa, in quanto, il sistema ha:

condotti elastici e non rigido;


tratti capillari che consentono fuoriuscita ed ingresso di liquido;
una pompa ( il cuore ) con attivit intermittente;
pressione esterna ai condotti che pu determinare modificazioni di calibro, a causa
dellelasticit;
un fluido in movimento ( sangue ) con viscosit che varia al variare della velocit;

Per una pi facile descrizione del funzionamento noi non terremo conto dei punti sopra elencati.
Iniziamo col dire che i due circoli sono detti in serie, in quanto il sangue li percorre in sequenza uno
dopo laltro.

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Il cuore la pompa che ad ogni ciclo da al sangue la variazione di pressione necessaria affinch possa
compiere il suo percorso, vincendo la resistenza idrodinamica dei due circoli.
Il lavoro delle forze di pressione per spostare un volume di fluido V si pu esprimere come:
L = p ( V )
Per il semplice fatto che i due circuiti sono in serie, il lavoro che compie il cuore formato dalla somma
dei lavori della sua parte sinistra ( che pompa il sangue nel circolo sistemico ) e dalla sua parte destra (
che provvede alla circolazione polmonare ).
Il lavoro principalmente svolto dai due ventricoli che, contraendosi, si svuotano ed espellono il
sangue.
Il lavoro motore del cuore per ogni ciclo si pu valutare conoscendo il volume di sangue espulso (
gittata sistolica ) e la pressione che viene impressa al sangue dai due ventricoli.
Alternativamente si pu parlare di POTENZA CARDIACA che pari a:
W = p ( V/t ) = p ( Q )

I due circuiti sono, invece, in parallelo quando i vasi principali si diramano in vasi secondari, poich il
sangue si distribuisce nei vari vasi e li percorre in alternativa luno allaltro.

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LA VISCOSITA E LA LEGGE DI HAGEN-POISEUILLE

Fino ad ora abbiamo parlato del sangue identificandolo con le leggi che regolano il movimento di un
fluido ideale.
Il sangue, date le sue caratteristiche di liquido con una componente corpuscolare , per essere studiato
dal punto di vista fisico deve essere definito come un fluido reale.
La forza di attrito una condizione necessaria nello studio dei fluidi reali in movimento, ai fini
dellapplicazione dellequazione di Bernoulli (
valutare quanto gli effetti della forza di attrito possono essere trascurati oppure no.

) si tratta di

La grandezza fisica usata per misurare lentit delle forze di attrito in un fluido la viscosit.
La viscosit del sangue dipende molto dalla componente corpuscolare e in particolare aumenta al
crescere dell Ematocrito, che definisce il volume percentuale del sangue occupato dagli Eritrociti, che
per valori normali pari a circa * 10^-3 Pa*s.
La forza generata per vincere lattrito tra le pareti dei vasi e la viscosit del sangue descritta dalla
legge di Hagen-Poiseuille:

p = R * Q

Dove p la differenza di pressione; R la resistenza idrodinamica; Q la portata.

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Apparecchiature Elettromedicali in sala operatoria,


Pronto soccorso e Rianimazione

La sala operatoria un ambiente asettico ad elevata complessit tecnologica.


Le principali apparecchiature in sala operatoria, pronto soccorso e rianimazione sono:
Lampada scialitica
Lettino operatorio chirurgico
Ventilatore per anestesia e rianimazione
Monitor Multiparametrici
Sistema Pensile per Anestesia e Rianimazione
Elettrobisturi
Aspiratori chirurgici
Carrello di emergenza con Monitor Defibbrillatore
Negativoscopi (Monitor per Bioimmagini)
Di queste descriveremo utilizzo e funzionamento di alcune:

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ELETTROBISTURI
Viene utilizzato in sala operatoria, per ovviare ai problemi calla recisione di vasi sanguigni e capillari.
Esso permette a seconda del suo utilizzo un'azione di taglio o di coagulo sul paziente operato. L'effetto
termico della corrente sonnessi con fuoriuscita del sangue dovuta ul tessuto pu portare a differenti
trasformazioni sulle cellule che lo compongono a seconda della temperatura raggiunta. Se questa
inferiore ai 100 C si produce l'evaporazione dell'acqua contenuta nelle cellule e cos si ottiene il blocco
della fuoriuscita del sangue; se invece superiore ai 100 C, si ottiene la distruzione della cellula e
quindi il taglio del tessuto; se infine la temperatura molto superiore ai 100 C si ottiene la
carbonizzazione del tessuto e tale forma di coagulazione detta cauterizzazione spesso viene utilizzata
in dermatologia per distruggere parti di tessuto come terapia in determinate patologie.

FUNZIONAMENTO:
Dal dispositivo partono due elettrodi: un elettrodo neutro (piastra neutra) posizionato sul paziente ed un
elettrodo attivo, opportunamente sagomato, detto "manipolo" tenuto nelle mani del chirurgo.
Il bisturi elettrico cos un oscillatore elettronico. Sulla punta dell'elettrodo attivo, a causa delle sue
ridotte dimensioni, la densit di corrente elevatissima. Nel punto di contatto tra elettrodo e cute la
corrente sviluppa nella resistenza elettrica incontrata al contatto stesso, in tempo breve, una grande
quantit di calore. A seconda della forma dell'elettrodo attivo, dalla velocit con cui questo viene
mosso, dall'intensit della corrente che si utilizza e dalla sua forma d'onda si ottiene un effetto di taglio
o di coagulo, oppure di taglio e coagulo insieme.
Oggi sono disponibili elettrobisturi che lavorano con frequenze superiori ai 4 MHz. Questo tipo di
elettrobisturi viene chiamato anche radiobisturi. Il principio di funzionamento il medesimo degli
elettrobisturi tradizionali con la particolarit che le frequenze molto alte concentrano l'energia in un
punto molto piccolo e pertanto l'effetto di separazione dei tessuti, detto anche taglio, molto pi netto e
preciso ed sufficiente una potenza o energia molto pi bassa. Questo tipo di corrente impiegata
consente pertanto un effetto di taglio molto preciso del tutto simile a quello prodotto dalla luce laser.

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NEGATIVOSCOPIO

Negativoscopio o Diafanoscopio uno schermo luminoso utilizzato per losservazione


dei radiogrammi, sia in ambito medico, sia in ambito industriale. L'esame clinico diagnostico che
viene condotto mediante questo strumento prende il nome di Diafanoscopia e si basa sull'analisi
della trasparenza e dell'opacit di organi e tessuti.

FUNZIONAMENTO E DESCRIZIONE:

costituito da una fonte luminosa a luce fredda a fluorescenza e da un pannello opaco smerigliato
che ha la funzione di rendere uniforme l'illuminazione del piano. Dal momento che le dimensioni del
radiogramma possono essere inferiori a quelle dello schermo e che quindi la luce libera pu
disturbare la visione, sono disponibili apposite maschere per evitare questa eventualit. Per
convenzione i radiogrammi laterali sono posizionati in modo che la testa sia rivolta verso sinistra.
Pu essere fisso o portatile.

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DEFIBRILLATORE SEMIAUTOMATICO

Il defibrillatore semiautomatico (spesso abbreviato con DAE, defibrillatore automatico esterno,


o AED, automated external defibrillator) un dispositivo in grado di effettuare la defibrillazione delle
pareti muscolari del cuore in maniera sicura, dal momento che dotato di sensori per riconoscere
l'arresto cardiaco dovuto ad aritmie, fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare.

FUNZIONAMENTO:
Un defibrillatore semiautomatico determina automaticamente se per il ritmo cardiaco che sta
analizzando sia necessaria una scarica, e seleziona il livello di energia necessario. L'utente che lo
manovra non ha la possibilit di forzare la scarica se il dispositivo segnala che questa non
necessaria.
Il funzionamento avviene per mezzo dell'applicazione di placche adesive sul petto del paziente.
Quando tali elettrodi vengono applicati al paziente, il dispositivo controlla il ritmo cardiaco e - se
necessario - si carica e si predispone per la scarica. Quando il defibrillatore carico, per mezzo di un
altoparlante, fornisce le istruzioni all'utente, ricordando che nessuno deve toccare il paziente e che
necessario premere un pulsante per erogare la scarica.
Dopo ciascuna scarica, il defibrillatore si mette in "attesa" e dopo due minuti (circa 5 cicli di RCP)
rieffettua l'analisi del ritmo cardiaco e se necessario rieffettua la scarica.
All'interno del DAE presente una piccola "scatola nera", e dal momento in cui viene acceso registra
tutti i rumori ambientali; in pi registra l'elettrocardiogramma del paziente dal momento in cui vengono
collegate le placche.

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UTILIZZO:

Il defibrillatore si presenta come una scatola di dimensioni variabili, a seconda del modello che si
possiede. Le sue dimensioni sono circa 30 cm per 30 cm per una ventina di altezza. Al suo interno si
trova oltre agli elettrodi che sono due, anche un kit di rasatura per togliere i possibili peli presenti sul
petto della vittima (in alcuni si trovano, oltre alle placche per adulto, anche quelle pediatriche).
Il defibrillatore, oltre ad effettuare per mezzo di elettrodi adesivi una scarica elettrica, che va a ristabilire
un battito regolare del cuore, in caso di un arresto cardio-respiratorio, effettua in maniera automatica
l'esame cardiaco della vittima cercando la sua pulsazione, e in caso di arresto agisce sulla possibile
fibrillazione che il cuore dopo un infarto sviluppa per una durata molto breve.
Fondamentale che gli elettrodi adesivi aderiscano perfettamente, perch una loro adesione parziale o
non corretta provocherebbe una rilevazione sbagliata o in molti casi del tutto assente da parte del
defibrillatore.

Posizionamento degli elettrodi rispetto al cuore.

Una volta spogliato il paziente e rasata la parte sottoclavicolare destra e sottoascellare sinistra, si
applicano i due elettrodi, si accende il defibrillatore. I moderni D.A.E. sono in grado di guidare, tramite
una voce registrata, il soccorritore esperto o il semplice cittadino tramite le poche tappe e manovre da
effettuare.

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Chieder quindi una volta acceso di:


1. Collegare le placche (elettrodi) al paziente.
2. Inserire lo spinotto degli elettrodi nell'apposito connettore.
3. Effettuer l'analisi del paziente, indicandovi di non toccare la persona vittima del malore. A quel
punto se riconosce un battito anche debole chieder di controllare la respirazione. Se invece il
cuore non batte, ve lo segnaler e consiglier di scaricare.
Il defibrillatore inoltre segnaler continuamente di allontanarsi dal paziente e di non toccarlo fino a che
non si avvertir un "fischio" emesso dall'apparecchio con relativa segnalazione luminosa del tasto
shock. In quel preciso momento siamo pronti a scaricare. A questo proposito utile ricordare agli
astanti che assistono ad una scena di rianimazione cardiopolmonare di prestare molta attenzione a ci
che dice il soccorritore addetto all'utilizzo del D.A.E. ed in particolare alla famosa "filastrocca di
sicurezza": via io, via voi, via tutti, con la quale l'operatore invita se stesso, i colleghi soccorritori e
tutti i presenti a non toccare il paziente, prima che si effettui la scarica.
Sarebbe opportuno spegnere tutti gli strumenti elettronici nelle vicinanze del D.A.E. quando questo in
funzione.
Lo strumento effettuer un'altra rilevazione delle funzioni elettriche del cuore, tornando ad avvertire di
non toccare il paziente. Dopo di che se il cuore ha ripreso a battere, come detto prima vi inciter a
controllare il respiro.
Se il cuore non ha ripreso a battere dobbiamo continuare con la manovra del BLS senza staccare gli
elettrodi. Dopo 2 minuti di RCP eseguita dai soccorritori, lo strumento vi avvertir che sta nuovamente
procedendo al controllo delle funzioni cardiache incitandovi allo stesso tempo di non toccare il paziente.
Continuer cos sempre, fino alla completa risoluzione del problema cuore-polmoni.
L'aspetto del defibrillatore e le sue funzioni come ordine di frasi possono leggermente variare a
seconda del modello e del tipo di strumento. Resta comunque uno standard comune delle fasi che
devono essere effettuate.

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Diagnostica per immagini

Con i termini di imaging o imaging biomedico o diagnostica per immagini ci si riferisce al generico
processo attraverso il quale possibile osservare un'area di un organismo non visibile dall'esterno.La
radiologia la branca della medicina che principalmente si occupa di tutto ci.
Sono tecniche di imaging:

Ecografia

Ecografia dinamica

Ecografia Doppler, anche nelle varianti Color Doppler e Power Doppler

Ecografia con mezzo di contrasto

Radiografia

stratigrafia o tomografia

Tomografia computerizzata

Imaging o risonanza magnetica

Fluoroscopia

Fluorangioscopia

Angiografia

linfofafia o linfangiografia

Sialografia

Mammografia

Tomografia ad emissione di positroni

tomografia ad emissione di fotone singolo

Oltre ad avere importanza fondamentale nella diagnostica, attraverso queste tecniche di imaging si
pu anche effettuare terapie come nel caso della radiologia interventistica.
Storicamente, alcune tecniche diagnostiche di immagine, come l'ecografia e l'imaging a risonanza
magnetica, pur non essendo ottenute tramite l'emissione di radiazioni ionizzanti, fanno parte in ogni
caso del corpus radiologico e sono tuttora entrambe insegnate durante il corso di Specialit in
Radiodiagnostica.
Per la tomografia ad emissione di positroni e la tomografia ad emissione di fotone singolo occorre
invece il diploma di specialit in Medicina nucleare. Qui di seguito descriveremo la T.A.C.

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T.A.C.
La tomografia computerizzata, in radiologia, indicata con l'acronimo TC o CT una metodica
diagnostica per immagini, che sfrutta radiazioni ionizzanti ( raggi X ) e consente di riprodurre sezioni o
strati ( tomografia ) corporei del paziente ed effettuare elaborazioni tridimensionali. Per la produzione
delle immagini necessario l'intervento di un elaboratore di dati (computerizzata).
nota anche come tomografia assiale computerizzata o TAC. Inizialmente infatti le immagini
venivano generate solo sul piano assiale o trasversale, perpendicolare cio all'asse lungo del corpo,
ma oggi con il movimento del gantry, cio del corpo macchina, si possono acquisire direttamente
immagini in coronale. Il vero valore aggiunto delle macchine attuali per che acquisiscono
direttamente un volume intero (acquisizione spirale), cosa che permette pi facilmente e con meno
spesa biologica le successive ricostruzioni tridimensionali.
Anche se il suo utilizzo peculiare nel campo della medicina, la TC utilizzata anche in altri campi,
come ad esempio test non distruttivi dei materiali; in questo ambito viene definita Tomografia
Industriale Computerizzata. Un altro esempio il suo utilizzo in archeologia per ottenere le immagini
dei contenuti di sarcofagi o delle mummie.
L'utilizzo della TC in ambito medico notevolmente aumentato nei due decenni a cavallo tra il XX e
il XXI secolo. Si stima che circa 72 milioni di scansioni siano state eseguite solamente negli Stati
Uniti nel 2007. Si stima inoltre che lo 0,4% dei casi di cancro attualmente in corso negli Stati Uniti sia
dovuto all'esposizione alle radiazioni dei raggi X utilizzati nelle scansioni TC.

FUNZIONAMENTO

La legge dell'assorbimento dei raggi X spiega come, dato un fascio di raggi X di una certa intensit
iniziale

, esso venga attenuato in intensit

coefficiente di attenuazione di massa

in misura esponenzialmente decrescente al

e al cammino percorso nel mezzo . Il coefficiente di

attenuazione di massa dipende dalla densit

del materiale attraversato e dall'energia

del fascio di

raggi X.

Quindi il fascio di raggi X attraversando un oggetto verr attenuato tanto pi quanto attraverser
materiali ad alto numero atomico, tanto pi sar bassa l'energia e maggiore sar lo spessore
attraversato; viceversa, se attraversa un materiale a bassa densit, percorre uno spessore piccolo e
l'energia pi alta, allora l'attenuazione sar minore. Questo il motivo per cui nelle radiografie
analogiche gli oggetti a densit maggiore appaiono chiari (massima attenuazione) e gli oggetti a
densit minore appaiono pi scuri (minima attenuazione).
Il principio su cui si basa la ricostruzione tomografica che acquisendo tante proiezioni radiografiche
dello stesso oggetto ad angolazioni diverse possibile ricostruire l'oggetto nella sua terza dimensione.
Infatti acquisendo una radiografia in pratica si ottiene una misura integrale (cio una somma lungo il
percorso) dell'attenuazione del fascio di raggi X lungo una certa direzione. Riprendendo altre proiezioni

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a diversi angoli si ottengono altre misure che possono essere utilizzate per risolvere il problema inverso
della ricostruzione dell'oggetto che le ha generate. Per ottenere la terza dimensione si utilizzano
complessi algoritmi matematici tra i quali i metodi di retroproiezione filtrata (algoritmo Filtered Back
Projection, FBP) se il fascio di raggi X parallelo o a ventaglio, il metodo di Feldkamp se il fascio
conico oppure metodi iterativi. Ovviamente per poter applicare questi algoritmi necessario riprendere
le proiezioni radiografiche in immagini digitali cio una matrice di numeri organizzata il cui pi piccolo
elemento chiamato pixel e il valore al suo interno un numero in scala di grigi a cui corrisponde una
misura dell'attenuazione del fascio in quel punto. Dopo aver applicato gli algoritmi di ricostruzione si
ottiene un'immagine digitale che rappresenta la distribuzione della densit dell'oggetto in una sua
sezione interna (slice) e il cui pi piccolo elemento viene chiamato voxel in quanto si tratta di un
elemento di volume. Quanto pi piccolo il volume rappresentato da un voxel, tanto maggiore la
risoluzione spaziale.
Al fine di confrontare i risultati della tomografia ottenuti da diversi strumenti tomografici si definisce e si
prende a riferimento la Scala di Hounsfield. L'unit di misura dei valori numerici ricostruiti HU (unit di
Hounsfield). Il numero all'interno del voxel detto

, rappresenta la densit dell'oggetto

in quel punto e si misura in HU se opportunamente calibrato secondo la seguente relazione:

La formula per il calcolo delle HU evidenzia come l'acqua venga presa a riferimento. Infatti il numero
CT dell'acqua ovviamente 0 HU; la densit dell'aria considerata nulla

e quindi il numero CT

dell'aria assume un valore di -1000 HU; per l'osso, che ha una densit all'incirca doppia di quella
dell'acqua, il numero CT +1000 HU.
Le dimensioni di un'immagine tomografica in uno scanner medicale standard sono normalmente di
512512 voxel e profondit di 16 bit/pixel, anche se la tecnologia attuale permette di ottenere risultati
anche migliori sia in termini di numero di voxel che di risoluzione spaziale. La metodica TC consente
risultati migliori della radiologia tradizionale per quanto riguarda la differenziazione dei tessuti molli.
Infatti la TC produce un volume di dati che possono essere manipolati, attraverso un sistema noto
come "windowing", per visualizzare le varie strutture anatomiche interne di un corpo in base alla loro
capacit di attenuare il fascio di raggi X. Lo studio TC, a seconda dei distretti corporei e degli organi da
valutare, pu essere implementato con l'infusione di mezzo di contrasto endovenoso organo-iodato,
che consente una migliore differenziazione di strutture con densit simile, o la valutazione della stessa
struttura in tempi diversi, con acquisizioni multiple delle immagini e attraverso l'uso di un iniettore a
flusso variabile.
Questo strumento diagnostico permette di settare lo spessore delle scansioni, che a seconda della
tecnologia della macchia pu influire in modo differente sulla regolazione, lo spessore minimo
impostabile generalmente 1 mm, questo parametro oltre ad influire sul numero delle scansioni, delle
radiazioni e in alcuni casi anche sulla velocit d'esecuzione, ha effetti anche sulla precisione e dettaglio
dell'immagine.

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Le informazioni e le immagini utilizzate per la realizzazione di questo documento sono state
ricavate dal sito Wikipedia, da tesi di laureandi di varie universit italiane e dal libro di testo
consigliato per le professioni sanitarie.

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