Spirometria Pratica Clinica
Spirometria Pratica Clinica
SPIROMETRIA
Pratica Clinica
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INTRODUZIONE 4
INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI
PER L’ESAME SPIROMETRICO 5
EQUAZIONI DI RIFERIMENTO 7
SPIROMETRIA
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ASMA 11
BPCO 12
BRONCHIECTASIE 13
ENFISEMA 16
BIBLIOGRAFIA 17
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INTRODUZIONE
Utilizzo nella pratica clinica normative (nota AIFA 99) configurano la spirometria come
elemento indispensabile per il corretto inquadramento clinico
• La spirometria è divenuta negli ultimi anni un elemento rilevante dei pazienti e l’appropriata prescrizione delle terapie inalatorie.
dell’attività clinica, non solo a livello specialistico ma anche • Questo Ebook è dedicato alle indicazioni e alle modalità di
nell’ambito della medicina territoriale, per la valutazione e per interpretazione dell’esame spirometrico, con particolare
l’appropriata gestione terapeutica dei pazienti con malattie riferimento alle patologie di più comune riscontro nella pratica
broncopolmonari. Per quanto riguarda la BPCO, le attuali clinica, come ad esempio l’asma e la BPCO.
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PER L’ESAME SPIROMETRICO • La maggior parte delle controindicazioni dei test di funzionalità
polmonare è rappresentata da controindicazioni relative e dipende
INDICAZIONI
dal bilancio tra il rischio di sviluppo di qualche possibile complicanza
e la necessità clinica di disporre del risultato (3).
• La spirometria è il test di funzionalità polmonare più frequentemente • Generalmente, l’elenco di condizioni che richiedono cautela include:
effettuato in quanto trova indicazione in numerose situazioni (1). • emoftoe di origine ignota (la manovra di espirazione forzata può
• Nella Tabella 1 sono riportate le indicazioni fornite dal più recente peggiorare la condizione sottostante);
aggiornamento del documento congiunto dell’American Thoracic • pneumotorace;
Society (ATS) e dell’European Respiratory Society (ERS) che • patologie cardiovascolari instabili (la manovra di espirazione
definisce i criteri di standardizzazione della spirometria (2). forzata può peggiorare un’angina o provocare modificazioni della
pressione arteriosa) o infarto miocardico o embolia polmonare
Tabella 1. Indicazioni per l’esame spirometrico. recenti;
Tabella 1 di(2), con modifiche grafiche. • aneurismi toracici, addominali o cerebrali (pericolo di rottura per
Diagnostica Valutazione disabilità/ l’aumento della pressione intratoracica);
• Valutare i sintomi, i segni e i risultati di deterioramento funzionale • chirurgia oculare recente (ad esempio, della cataratta);
laboratorio anormali • Valutare i pazienti nell’ambito dei • presenza di una patologia acuta o sintomi che possono interferire
• Misurare gli effetti della malattia sulla programmi di riabilitazione con la manovra (ad esempio, nausea, vomito);
funzione polmonare • Valutare i rischi nell’ambito di
• Effettuare lo screening dei soggetti a procedimenti di carattere assicurativo • chirurgia toracica o addominale recente (3).
rischio di sviluppare malattie polmonari • Valutare i pazienti per motivazioni di • Tale elenco è basato principalmente sull’opinione di esperti; peraltro,
• Valutare il rischio pre-operatorio carattere legale
• Valutare la prognosi
un aggiornamento di queste controindicazioni riporta che, in alcune
• Valutare lo stato di salute prima di condizioni per le quali era stato suggerito un periodo di recupero di
iniziare programmi di attività fisica 6 settimane prima dell’esecuzione della spirometria, il test in realtà
molto intensi potrebbe essere sicuro già dopo meno di 3 settimane (3).
Monitoraggio Salute pubblica • L’esame spirometrico dovrebbe essere interrotto se il paziente
• Valutare gli interventi terapeutici • Indagini epidemiologiche riferisce la comparsa di dolore durante la manovra. Nel caso
• Descrivere il decorso delle malattie che • Calcolo di equazioni di riferimento di pazienti con potenziali controindicazioni all’esecuzione della
influenzano la funzione polmonare • Ricerca clinica
• Monitorare i soggetti esposti ad agenti spirometria nell’ambulatorio del medico di medicina generale, il test
nocivi può essere effettuato in un laboratorio di fisiopatologia respiratoria
• Monitorare le reazioni avverse di dove sono presenti operatori esperti e con preparazione specifica ed
farmaci con tossicità polmonare nota
è possibile avere accesso al trattamento di eventuali emergenze (2).
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CRITERI DI RIPETIBILITÀ
DEI TRACCIATI SPIROMETRICI
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• Viene raccomandata la somministrazione di b2-agonisti short-acting La responsività al broncodilatatore (BDR) può essere calcolata secondo i
come il Salbutamolo (5). seguenti due criteri:
• Vanno somministrate quattro dosi separate da 100 µg mediante un 1) variazione del FEV1 rispetto al valore iniziale (FEV1 % Δ iniz.: post
inalatore predosato munito di “distanziatore” (5). FEV1 – pre FEV1 x 100) minore del 12% e variazione assoluta del
FEV1 (FEV1 Δ ass.: post FEV1 – pre FEV1) minore di 200 mL, in base
• I test vanno ripetuti ad intervalli di 15 minuti (5).
alle Linee guida ATS (American Thoracic Society) 1991 (7);
• I tre metodi di valutazione più comuni sono la variazione % del
2) variazione del FEV1 rispetto al predetto (FEV1 % Δ pred.: post FEV1
valore spirometrico iniziale, la percentuale del valore predetto e la
– pre FEV1/FEV1 predetto x 100) inferiore al 9%, secondo le Linee
variazione assoluta (5).
guida ERS (European Respiratory Society) (7).
• Viene raccomandato di usare la variazione percentuale rispetto al
basale e le variazioni assolute di FEV1 e/o FVC del soggetto in esame Ai fini della diagnosi di BPCO viene considerato un FEV1 post-broncodilatatore <80% del
per identificare la risposta positiva al test con broncodilatatore (5). predetto e un rapporto FEV1/FVC <70% (6).
• La broncodilatazione viene definita “significativa” se FEV1 e/o FVC
aumentano di >12% e di almeno 200 mL rispetto al basale (5).
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• Il deficit ventilatorio ostruttivo è una riduzione del flusso espirato • L’iperinflazione polmonare e l’air trapping, che rappresentano il
in relazione al volume che può essere mobilizzato dal polmone. tratto fisiopatologico caratteristico della BPCO, sono da ascrivere
Implica una chiusura delle vie aeree durante l’espirazione e viene fondamentalmente alla distruzione del parenchima polmonare
definito da un rapporto FEV1/FVC al di sotto del 5° percentile del (enfisema) ed al restringimento delle vie aeree (8).
valore predetto (5).
• Queste alterazioni costituiscono la principale causa della dispnea,
• Il deficit ventilatorio restrittivo è caratterizzato da una riduzione della della scarsa qualità di vita e della prognosi sfavorevole associate alla
Capacità Polmonare Totale (TLC) al di sotto del 5° percentile del BPCO (8).
predetto e da un normale rapporto FEV1/FVC (5).
SOGGETTO SANO (Figura 1.A)
• Il difetto ventilatorio misto è contraddistinto dalla coesistenza di
ostruzione e restrizione; dal punto di vista della fisiologia polmonare
viene definito da valori del rapporto FEV1/FVC e di TLC al di sotto del 100
5° percentile dei rispettivi valori predetti (5).
IC IRV
Volumi polmonari
(% del predetto)
VT
IC
ERV
FVC
0 Fine
Tempo (minuti)
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• La maggior parte dei pazienti affetti da questa patologia respiratoria Nei soggetti sani, durante la respirazione a riposo, i polmoni tendono a
presenta un certo grado di iperinflazione polmonare da evidenziare ritornare al livello basale di insufflazione, noto come capacità funzionale
mediante valutazione funzionale respiratoria completa (o globale) (9). residua (FRC) o volume polmonare di fine espirazione (EELV) (8).
Durante l’iperpnea da sforzo, il volume corrente (VT) e la frequenza
PAZIENTE CON BPCO (Figura 1.B)
respiratoria aumentano per far fronte alle aumentate richieste
ventilatorie. Pertanto, il mantenimento di volumi polmonari stabili
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richiede il coinvolgimento dei muscoli espiratori in modo da aumentare
IC
IC IRV il flusso espiratorio ed espellere completamente l’accresciuto VT prima
VT
della successiva inspirazione (8).
Volumi polmonari
(% del predetto)
FVC
In una rilevante quota di pazienti con BPCO è presente un certo grado
ERV
di iperinflazione, definita come aumentato volume di aria che rimane
all’interno dei polmoni al termine della espirazione (8).
FRC VR EILV EELV L’iperinflazione, che spesso sfugge alla diagnosi in assenza di una
valutazione fisiologica completa (o globale), si riscontra quando i valori
della capacità funzionale residua (FRC) o volume polmonare di fine
espirazione (EELV) sono superiori a quelli normali (8).
0 Fine
Tempo (minuti) Nei pazienti con BPCO l’iperinflazione può essere dovuta a perdita della
elasticità polmonare (enfisema) (iperinflazione statica) e/o aumento
Figura 1B Volumi polmonari a riposo e durante l’esercizio fisico (sfondo azzurro) in un
paziente con BPCO paragonabile per età al soggetto sano. EELV, volume polmonare di della resistenza al passaggio dell’aria nelle vie aeree e/o a riduzione del
fine espirazione; EILV, volume polmonare di fine inspirazione; ERV, volume di riserva tempo espiratorio, come avviene durante l’attività fisica (iperinflazione
espiratoria; FRC, capacità funzionale residua; FVC, Capacità Vitale Forzata; IC, Capacità dinamica) (8).
Inspiratoria; IRV, volume di riserva inspiratoria; VR, Volume Residuo; VT, volume
corrente. Figura 1 di (8) riquadro (B) modificata.
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ASMA
DEFINIZIONE
CRITERI SPIROMETRICI
• L’asma è una malattia eterogenea, caratterizzata generalmente da • Variabile limitazione al flusso aereo espiratorio documentata con:
infiammazione cronica (10). a) Test di reversibilità con broncodilatatore (BD) positivo; oppure
b) Eccessiva variabilità del PEF misurato due volte al giorno per
NOTA: È definita da una storia di sintomi respiratori quali respiro 2 settimane; oppure c) Test da sforzo positivo oppure d) Test di
sibilante, dispnea, sensazione di costrizione toracica e/o tosse che provocazione bronchiale positivo (in genere eseguito solo negli
variano nel tempo e in intensità, insieme a una variabile limitazione al adulti) (10).
flusso espiratorio (10).
NOTA: La positività dei test è data da:
a) Adulti: aumento del FEV1 di >12% e >200 mL dal basale, 15 minuti
CRITERI CLINICI
dopo 400 mcg di salbutamolo o equivalenti. Bambini: aumento del
FEV1 di >12% (10).
• Storia di sintomi respiratori variabili: respiro sibilante, dispnea,
b) Adulti: caduta del FEV1 di >10% e >200 mL dal basale. Bambini:
costrizione toracica e tosse (10). caduta del FEV1 di >12% del predetto, o del PEF >15% (10).
c) Caduta del FEV1 dal basale di ≥20% con dosi standard di metacolina
NOTA: Generalmente più di un tipo di sintomo respiratorio (negli o istamina, o ≥15% con test di iperventilazione o inalazione di
adulti, la tosse come unico sintomo raramente è dovuta all’asma). salina ipertonica o di mannitolo (10).
I sintomi sono variabili nel tempo e in intensità, sono spesso più
intensi la notte o al risveglio e sono spesso scatenati da esercizio N.B.: La positività dei test non è di per sé diagnostica di asma ma
fisico, risata, allergeni, aria fredda. I sintomi spesso compaiono o aumenta la probabilità di fare la diagnosi corretta. L’unico caso in
peggiorano durante infezioni virali (10). cui la diagnosi può essere posta con certezza è quando si ottiene
la completa normalizzazione della spirometria al test di reversibilità
dell’ostruzione (10).
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BPCO
DEFINIZIONE
CRITERI SPIROMETRICI
• La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una condizione • La spirometria è la misura più riproducibile e obiettiva della
patologica polmonare eterogenea caratterizzata da sintomi respiratori limitazione del flusso aereo. I pazienti affetti da BPCO mostrano
cronici (dispnea, tosse, produzione di espettorato, riacutizzazioni) tipicamente una riduzione del FEV1 e della FVC, nonché del
dovuti ad anomalie delle vie aeree (bronchite, bronchiolite) e/o rapporto FEV1/FVC. Il criterio spirometrico che dimostra la
degli alveoli (enfisema) che causano un’ostruzione delle vie aeree limitazione del flusso aereo è il rapporto fisso FEV1/ FVC <0.70
persistente, spesso progressiva (11). post-broncodilatatore (11).
CRITERI CLINICI
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BRONCHIECTASIE
DEFINIZIONE
CRITERI SPIROMETRICI
• Con il termine bronchiectasie si indica la dilatazione patologica dei • I test di funzionalità respiratoria evidenziano volumi polmonari
bronchi con alterazione della loro parete (12). Solitamente sono normali o lievemente diminuiti e flussi ridotti (12). Il FEV1 viene
associate a ipersecrezione (12). frequentemente impiegato nei controlli clinici per determinare lo
stato di gravità della malattia. Con il progredire della malattia i valori
NOTA: Le bronchiectasie sono legate a molteplici fattori eziologici spirometrici si riducono in modo progressivo (12).
e patologie quali: ostruzione bronchiale causata da corpi estranei,
linfonodi o neoplasia, malformazioni, cause genetiche, ripetuti NOTA: Nelle fasi precoci della patologia la spirometria può essere
e prolungati episodi di polmonite, fibrosi cistica, sindrome da normale, anche in presenza di bronchiectasie evidenti alla tomografia
alterata funzione o immobilità ciliare, agammoglobulinemia, trazioni computerizzata. L’ostruzione delle vie aeree risulta evidente nei casi
bronchiali secondarie a fibrosi polmonare localizzata ed aspergillosi di malattia avanzata (12). Le bronchiectasie sono una causa di deficit
broncopolmonare (12). ventilatorio di tipo ostruttivo (12).
CRITERI CLINICI
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DEFINIZIONE
CRITERI SPIROMETRICI
• Forma specifica di polmonite interstiziale fibrosante cronica, • In un paziente con fibrosi polmonare idiopatica la spirometria
progressiva ad eziologia sconosciuta. Si osserva negli adulti ed è può evidenziare una riduzione della capacità vitale e della capacità
limitata ai polmoni (13). polmonare totale. è molto utile la misura della diffusione polmonare
del CO che risulta precocemente alterata (13).
NOTA: L’incidenza della fibrosi polmonare idiopatica aumenta con l’età
e la sua manifestazione è tipicamente rappresentata dall’insorgenza NOTA: La fibrosi polmonare idiopatica rappresenta il tipico esempio
insidiosa di dispnea nel sesto e settimo decennio di vita (13). di processo restrittivo intrapolmonare. La retrazione elastica del
polmone (PTLC) è generalmente aumentata, la compliance polmonare
ridotta e la pendenza della curva flusso-volume espiratoria risulta
CRITERI CLINICI
molto ripida. Tipicamente il primo test a essere alterato è quello di
diffusione polmonare (13).
• L’ipotesi diagnostica della fibrosi polmonare idiopatica dovrebbe
essere considerata in tutti i pazienti adulti con dispnea da
sforzo cronica inspiegabile, tosse, crepitii inspiratori bibasali
e/o ippocratismo digitale, nei quali non si riscontrano sintomi
costituzionali o di altro tipo indicativi di malattia multisistemica (13).
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DEFINIZIONE
l’ipertensione polmonare e il cuore polmonare. L’ostruzione cronica
delle vie aeree superiori può indurre a formulare una diagnosi errata
• L’ostruzione delle vie aeree superiori è un’alterazione funzionale o
di BPCO (14).
anatomica, causata da varie malattie o condizioni patologiche, che
può interessare l’orofaringe, la trachea intratoracica ed extratoracica
o i grossi bronchi (14).
CRITERI SPIROMETRICI
NOTA: Tra le possibili cause di ostruzione orofaringea rientrano • I test di funzionalità respiratoria evidenziano volumi polmonari
l’ipertrofia di tonsille ed adenoidi e l’aumento di dimensioni della normali e flussi lievemente ridotti. Le curve flusso-volume rivelano
lingua (ad es., acromegalia, ipotiroidismo). L’ostruzione tracheale un plateau di flusso durante l’inspirazione o l’espirazione, a seconda
intratoracica ed extratoracica può essere dovuta a: corpo estraneo, della sede dell’ostruzione (14).
trauma, aumento di volume della tiroide, tumori (intrinseci o
estrinseci) che comprimono la trachea. L’ostruzione dei grossi bronchi
NOTA: Quando si sospetta la presenza di una ostruzione delle vie
annovera tra le possibili cause i traumi, i tumori delle vie aeree e la
aeree superiori, in presenza di valori normali di FVC e FEV1, può
compressione esterna da neoplasia, fibrosi, linfonodi (14).
essere utile misurare la massima ventilazione volontaria (MVV) che
può essere significativamente ridotta (14).
CRITERI CLINICI
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ENFISEMA
DEFINIZIONE
alle malattie delle vie aeree sono tradizionalmente indicati con il
termine “pink puffers”, per indicare il fatto che si tratta di soggetti
• L’enfisema è una patologia polmonare progressiva che colpisce gli
molto magri e non cianotici. Nella malattia in fase avanzata il paziente
spazi aerei posti distalmente ai bronchioli terminali. È caratterizzato espira a labbra serrate (per aumentare la pressione nelle vie aeree e
da dilatazione permanente degli alveoli e distruzione della loro prevenirne il collasso durante la respirazione a causa della perdita di
parete, non associata a fibrosi, e danno del parenchima polmonare retrazione elastica) ed utilizza i muscoli respiratori accessori (15).
con perdita di elasticità (15).
CRITERI CLINICI
NOTA: Nelle fasi iniziali della malattia l’esame obiettivo può risultare
normale. Alcuni pazienti che hanno prevalentemente enfisema rispetto
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BIBLIOGRAFIA
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