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Aspirazione tracheo-bronchiale

Per aspirazione tracheo-bronchiale si intende la rimozione dal tratto nasofaringeo o dalla


trachea fino alla carena bronchiale delle secrezioni polmonari e dei liquidi (per esempio saliva,
sangue, vomito) che non vengono rimossi con la tosse spontanea o altre procedure meno invasive.
Lobiettivo mantenere pervie le vie respiratorie, assicurando unadeguata ossigenazione ed
evitando lintubazione.
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Livelli delle prove e gradi delle raccomandazioni
Tutti gli studi sono considerati in base alla forza delle prove classificate secondo i livelli riportati di seguito:
Livello I Prova ottenuta da una revisione sistematica di studi randomizzati, tutti rilevanti.
Livello IA Prova ottenuta da almeno uno studio randomizzato ben progettato.
Livello IIA Prova ottenuta da almeno uno studio prospettico ben progettato.
Livello IIB Prova ottenuta da studi prospettici di minore qualit.
Livello III Prova ottenuta da studi prospettici di buona qualit.
Livello IV Opinioni di esperti basate su esperienza clinica.
Indicazioni
La broncoaspirazione una tecnica invasiva fastidiosa per il paziente e potenzialmente
rischiosa, pertanto va eseguita solo se vi una reale necessit.
E indicata quando il soggetto non riesce a eliminare le secrezioni con lespettorazione e in
particolare se:
le secrezioni sono visibili nelle vie respiratorie;
allascoltazione toracica si sentono gorgoglii, ronchi o diminuzione del murmure vescicolare;
si sospetta laspirazione di materiale gastrico;
c un incremento apparente del lavoro respiratorio;
c una variazione dei valori dellemogasanalisi quali ipossiemia e ipercapnia;
il soggetto particolarmente agitato.
Uno dei principali obiettivi infermieristici in queste situazioni aiutare il soggetto a eliminare le
secrezioni perch se ristagnano nellalbero respiratorio possono causare:
infezioni, poich il secreto tracheo-bronchiale un buon terreno di coltura e pu quindi
facilitare la proliferazione di microrganismi;
ostruzioni delle vie respiratorie, a causa di secrezioni particolarmente dense che possono
formare tappi mucosi o depositarsi nelle parti declivi delle vie aeree;
atelectasie, cio il collasso del parenchima polmonare, come conseguenza dellostruzione
bronchiale, cui segue un progressivo riassorbimento dellaria a valle dellostruzione e una
riduzione della superficie disponibile per gli scambi gassosi;
Aspirazione tracheo-bronchiale
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alterazione degli scambi gassosi respiratori.
Laspirazione delle secrezioni pu essere eseguita in ospedale o a domicilio.
Se il paziente intubato per via naso-oro-tracheale o per via trachoestomica necessario
aspirare le secrezioni che ristagnano sia nel cavo orale (per incapacit a deglutire efficacemente)
sia nel tratto tracheo-bronchiale.
Frequenza delle aspirazioni tracheo-bronchiali
Per valutare la necessit di aspirare occorre considerare i seguenti parametri:
frequenza respiratoria (presenza di tachipnea);
presenza di rumori polmonari (gorgoglii, ronchi allascoltazione, aumento del fremito vocale
tattile alla palpazione);
frequenza cardiaca e ritmo cardiaco (presenza di tachicardia o di extrasistoli);
saturazione dellossigeno (riduzione rispetto ai valori basali del soggetto);
colorito della cute (presenza di cianosi periferica o diffusa);
perfusione, che pu essere controllata attraverso il tempo di riempimento capillare (TRC) o refill
capillare. Un rapido controllo del TRC si ottiene premendo sul letto ungueale o sulleminenza
ipotenar (parte muscolare del palmo della mano dal lato ulnare, sul lato del dito mignolo). La
compressione rimuove il sangue contenuto nei capillari e la velocit di ritorno (tempo di
riempimento) un dato utile per stimare il flusso sanguigno in questa sede. Il letto capillare
cutaneo il primo ad andare incontro a vasocostrizione quando i meccanismi di compenso
dellorganismo cominciano ad attivarsi per contrastare lo stato di shock. Un TRC >2 secondi
indica che il letto capillare non sta ricevendo un adeguato flusso di sangue. Bisogna comunque
ricordare che questo indice non molto affidabile, dato che pu risultare alterato dallet, dalle
basse temperature, dalluso di farmaci. Va pertanto usato insieme ad altre valutazioni (per
esempio parametri vitali, diuresi);
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espettorazione del soggetto ed efficacia della tosse.
Tutti i metodi usati per rilevare la presenza o lassenza di secrezioni e quindi la valutazione dei
segni clinici o dei suoni polmonari si basano sullaggravamento delle condizioni del paziente e
pertanto possono considerarsi tardivi.
Esistono in commercio nuovi sistemi per il controllo del livello sonoro delle secrezioni tracheo-
bronchiali; uno di questi un dispositivo non invasivo monouso che viene collegato al soggetto e
indica la presenza di secrezioni emettendo un segnale sonoro e visivo.
Lobiettivo di identificare un segnale sensibile e specifico che indichi quando aspirare,
riducendo le complicazioni dovute ad aspirazioni tracheo-bronchiali prive di secrezioni (vero
negativo) e facilitando lidentificazione di volumi importanti di secrezioni (vero positivo).
Procedura di broncoaspirazione
I sondini da aspirazione sono sterili, flessibili, atraumatici, trasparenti, in cloruro di polivinile
(PVC), monouso (se si utilizza il sistema aperto) con misure da 12 a 18 CH (3 CH=1 mm) per gli
adulti, punta diritta, raccordo terminale con connessione universale, foro centrale e uno o pi fori
laterali.
Il rapporto del diametro del sondino endotracheale pu essere correlato direttamente alla
pressione negativa realizzata allinterno dei polmoni. La misura del catetere di aspirazione deve
occupare non pi di met del diametro interno della cannula tracheostomica (o della trachea) per
evitare un aumento della pressione negativa nelle vie aeree e una riduzione del valore di PaO
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.
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Per la broncoaspirazione si usa un aspiratore con regolatore della pressione, ma devono essere
disponibili pi cateteri di aspirazione per poterlo sostituire se contaminato. La procedura viene
eseguita con guanti monouso. Per eseguire la manovra correttamente deve essere disponibile:
acqua sterile per risciacquare il sistema daspirazione;
lubrificante idrosolubile, per ridurre il trauma della mucosa, da usare solo per laspirazione
naso-tracheale;
pallone autoespandibile con reservoire, tubo di connessione a fonte dossigeno, sistema di
ventilazione, fonte dossigeno umidificata;
fonendoscopio;
materiale per fare una rianimazione cardiopolmonare;
fonte daspirazione con regolazione del vuoto, tubi di connessione e vaso di raccolta. Le
pressioni daspirazione devono essere di 100-150 torr, la pressione daspirazione viene valutata
Aspirazione tracheo-bronchiale
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chiudendo il tubo daspirazione e leggendo sul manometro il valore di pressione negativa. Le
pressioni atmosferiche consigliate sono 60-80 mmHg per i neonati, 80-100 mmHg per i
bambini sotto lanno, 100-120 mmHg per i bambini sopra lanno, 100-150 mmHg per gli
adulti.
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Le pressioni negative non dovrebbero superare i 150 mmHg, in quanto alte pressioni
possono causare traumi, ipossia e atelectasie.
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Sistemi chiusi e aperti
Laspirazione endotracheale nei pazienti ventilati meccanicamente pu essere eseguita
con il sistema a circuito aperto o a circuito chiuso.
Il primo il sistema tradizionale e prevede la deconnessione del circuito ventilatorio.
Il secondo permette di fare aspirazioni e broncoscopie senza disconnettere il circuito di
ventilazione ed completo di:
raccordi per collegarsi al paziente (tubo orotracheale, tracheotomia) e al circuito di ventilazione;
sondino di aspirazione in cloruro di polivinile da 10 CH a 18 CH a punta aperta atraumatica
con marcatura di riferimento, rivestito con guaina protettiva trasparente per evitare il contatto
degli operatori con le secrezioni;
valvola per il controllo dellaspirazione che deve evitare il contatto degli operatori con le
secrezioni;
linea di lavaggio per una completa pulizia ed eliminazione delle secrezioni residue, dotata di
valvola di non ritorno.
Luso del sistema chiuso era stato proposto per la prevenzione della polmonite da ventilazione,
perch si pensava potesse ridurre il rischio di contaminazione e di esposizione degli operatori ai
microrganismi.
Si visto invece che il catetere di aspirazione del sistema chiuso pu essere colonizzato dai
microrganismi, con il rischio di autocontaminazione. Ci pu contribuire a spiegare lalto tasso di
colonizzazione tracheale osservato nel sistema chiuso rispetto a quello aperto. Studi recenti
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hanno segnalato un tasso simile di polmonite con le 2 tecniche.
Anche i Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta non hanno fornito
raccomandazioni chiare riguardo al rischio di polmonite con sistema chiuso e non raccomandano
luso preferenziale di un sistema rispetto allaltro.
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Solo in uno studio di piccole dimensioni viene
riportata una riduzione dellincidenza di polmonite con il sistema chiuso.
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In una metanalisi del 2006
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non emersa alcuna differenza significativa nellincidenza di
polmonite da ventilazione (8 studi, 1.272 pazienti) e nella mortalit (4 studi, 1.062 pazienti).
Il sistema chiuso consente poche dispersioni del volume respiratorio erogato dal ventilatore, ma
le differenze tra i 2 sistemi sono cos piccole da non sembrare clinicamente rilevanti. Non vi sono
ancora prove sufficienti a favore di uno dei 2 dispositivi.
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Comunque il sistema chiuso pi costoso del sistema aperto.
Gli studi raccomandano di rinnovare quotidianamente il sistema ma 3 studi hanno segnalato
che non c differenza significativa nel tasso di polmonite con cambi meno frequenti; in compenso
c una notevole riduzione dei costi.
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In sintesi i sistemi chiusi hanno il vantaggio di:
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ridurre laspirazione di ossigeno durante la manovra, la perdita di pressione dovuta alla
deconnessione dei circuiti e quindi lipossia e le conseguenti aritmie;
eseguire la manovra in minor tempo;
non dover indossare necessariamente i dispositivi di protezione in quanto il sistema collegato
al circuito ventilatorio;
ridurre la contaminazione dellambiente dovuta alla deconnessione del circuito respiratorio del
paziente;
poter utilizzare guanti monouso non sterili poich il catetere rivestito da una guaina
trasparente.
Hanno lo svantaggio di:
avere un costo alto per la necessit di sostituire il dispositivo ogni 24 ore (o secondo le
indicazioni del fornitore) anche se non stata dimostrata la necessit di sostituzioni cos
frequenti;
essere meno efficaci nel rimuovere le secrezioni perch viene aspirata laria erogata dal
ventilatore;
aumentare i livelli di pressione positiva di fine espirazione durante linserimento del catetere; il
sistema chiuso pu interferire con la regolazione del ventilatore se si sceglie la modalit
volume-garantito regolato a pressione ( una tipologia di ventilazione attraverso la quale il
Aspirazione tracheo-bronchiale
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paziente raggiunge il volume ventilatorio attraverso una pressione espressa in cmH
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O
impostata sul ventilatore polmonare).
Broncoaspirazione per via naso-tracheale
Se il paziente cosciente bisogna innanzitutto informarlo della manovra. Per una corretta
procedura il sondino deve essere introdotto fino in prossimit della carena tracheale, che a circa
3-4 dita trasverse sotto la fossetta giugulare.
Per capire fino a quale profondit bisogna inserire il sondino si pu misurare con il sondino
stesso la distanza tra la punta del naso e il lobo auricolare, e tra lobo auricolare e un punto
situato 3-4 dita trasverse sotto la fossetta giugulare. Una volta fatta la misurazione bisogna
memorizzare la parte di sondino che deve restare fuori dalla narice.
Il soggetto viene messo in posizione semiseduta. E utile fargli soffiare il naso, verificare la
perviet delle narici e valutare i parametri vitali. Inoltre bisogna preossigenarlo.
Quando si inizia la manovra occorre indossare i guanti che non devono essere necessariamente
sterili in quanto si passa dalle narici. Anzitutto si lubrifica il sondino; dopo averlo inserito nella
narice lo si fa avanzare sino in prossimit della glottide. Quando il sondino raggiunge la glottide
possibile udire rumori stertorosi e vedere appannarsi in fase espiratoria la parte prossimale del
sondino.
A questo punto con una manovra decisa ma allo stesso tempo delicata, quando il malato
inspira si inserisce il sondino nelle vie aeree per la lunghezza stimata, lo si collega allaspirazione
e si broncoaspira rapidamente, per un tempo inferiore ai 10 secondi.
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Si ritrae il sondino con laspirazione attiva e facendo movimenti circolari.
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Occorre poi controllare i parametri vitali e si deve attendere fino a che non siano ripristinati
valori dossimetria e parametri respiratori adeguati. Se necessario si ripete la manovra, verificando
che i valori dossimetria siano tornati ai valori basali del paziente.
Broncoaspirazione tramite protesi respiratoria
in malati ventilati meccanicamente
Per prevenire le complicanze legate alla manovra il soggetto deve ricevere una preossigenazione.
Se si utilizza il sistema aperto necessario materiale sterile e tecnica asettica mentre con il
sistema chiuso si possono utilizzare guanti non sterili.
Il catetere sterile monouso (se si utilizza il sistema aperto) va raccordato alla fonte di
aspirazione. Si stacca il circuito del ventilatore, si rimuove il filtro antibatterico e il dispositivo che
connette la cannula tracheostomica o il tubo orotracheale (mounth) al filtro antivirale, cos si evita
che il ventilatore insuffli nellambiente aria contaminata, e si introduce il sondino con
laspirazione non attiva fino allestremit distale della protesi respiratoria.
Se si utilizza il sistema chiuso il catetere gi parte integrante del circuito respiratorio ed
protetto da un involucro trasparente, pertanto non necessario usare guanti sterili. Si apre
quindi la valvola che mette in comunicazione il catetere di aspirazione con il circuito ventilatorio
del paziente, si apre laspirazione e si broncoaspira rapidamente (10-15 secondi), ritirando il
sondino con movimenti rotatori.
Se necessario riaspirare in rapida sequenza il paziente, si possono rimuovere le secrezioni nel
catetere aspirando liquidi sterili. Se invece si deve ripetere la manovra a distanza di breve tempo
fondamentale cambiare il sondino.
Il tubo di connessione tra contenitore delle secrezioni e catetere daspirazione deve essere
lavato con acqua sterile. Se si utilizza il circuito chiuso al termine dellaspirazione si deve fare il
lavaggio del circuito con acqua sterile.
Valutazione del risultato
La broncoaspirazione stata efficace se si ottiene: il miglioramento dei suoni respiratori, la
rimozione delle secrezioni, il miglioramento dei valori dellemogasanalisi o della pulsiossimetria e
la riduzione del lavoro respiratorio (diminuzione della frequenza respiratoria o dispnea).
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Preossigenazione
Durante la broncoaspirazione normale osservare un aumento della frequenza cardiaca e una
riduzione della saturazione dellossigeno. Tali parametri possono essere corretti sottoponendo il
soggetto a una preossigenazione.
Uno studio condotto nel 2006 su 18 soggetti dai 33 agli 82 anni, intubati per via orale ha
esaminato i cambiamenti di frequenza cardiaca e le risposte di pressione arteriosa sistolica
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durante laspirazione endotracheale confrontando luso di sistemi aperti e sistemi chiusi. La
pressione parziale dellossigeno (PaO
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) stato misurata prima di aspirare, dopo 30 secondi e dopo
5 minuti. La pressione arteriosa sistolica stata misurata prima dellaspirazione, dopo un minuto
e 5 minuti. Con entrambi i metodi sono aumentate la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa
sistolica e la pressione parziale di ossigeno

(80 mmHg per tutti i pazienti).
La preossigenazione con ossigeno al 100% per un minimo di un minuto, come indicato dalla
maggior parte dei ventilatori, il metodo di scelta per evitare una diminuzione della pressione
parziale di ossigeno durante laspirazione.
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La preossigenazione quindi deve essere eseguita in tutti i pazienti, svegli o sedati. La sua
efficacia per pu essere influenzata dalle condizioni del paziente, dalla durata dellaspirazione,
dalla pressione negativa, dal rapporto tra il diametro del catetere di aspirazione e del lume della
via aerea.
La preossigenazione pu ridurre lipossiemia indotta dalla aspirazione come anche la
combinazione di iperossigenazione e iperinsufflazione.
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Soprattutto nei pazienti con patologie
polmonari croniche ostruttive che possono non tollerare una iperossigenazione non si sa ancora
quale sia il livello ottimale di preossigenazione per invertire lipossiemia.
Quando il paziente viene pre ossigenato tramite ventilatore, pu essere necessario un periodo
di pausa di 2 minuti affinch lossigeno attraversi lo spazio morto e arrivi agli alveoli. Alcuni nuovi
modelli di ventilatore possono modificare lo spazio morto, riducendo questi tempi.
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In uno studio sperimentale del 2002 sono stati studiati 30 soggetti ventilati meccanicamente e
sottoposti a broncoaspirazione con sistema chiuso con o senza iperossigenazione (ossigeno al
100% per un minuto) prima e dopo aspirazione. Lemogasanalisi stata eseguita prima e dopo
laspirazione.
La frequenza cardiaca, la saturazione arteriosa di ossigeno e la pressione arteriosa media sono
state registrate prima, dopo 30 e dopo 60 secondi dallaspirazione. I soggetti preossigenati hanno
avuto valori di saturazione di ossigeno superiori rispetto ai soggetti che non sono stati
preossigenati, ma questi ultimi non hanno avuto una caduta significativa della pressione parziale
e della saturazione di ossigeno, n sono emerse differenze significative per i valori della pressione
di anidride carbonica e della frequenza cardiaca.
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In sintesi possibile affermare che:
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la preossigenazione migliora la saturazione arteriosa dellossigeno;
nei pazienti ventilati liperossigenazione mantiene i livelli di ossigeno meccanicamente durante
laspirazione;
liperventilazione associata alliperossigenazione non produce necessariamente risultati positivi;
liperventilazione aumenta la pressione arteriosa e il volume respiratorio e provoca un aumento
della pressione intracranica nei soggetti con lesione cerebrale;
liperossigenazione con i ventilatori pi efficace di quella con il pallone autoespansibile.
Instillazione di soluzioni
E opinione diffusa che linstillazione di soluzione fisiologica in trachea (di solito dai 2 ai 10 ml)
aumenti il volume delle secrezioni e ne renda pi semplice laspirazione, stimolando la tosse e
lubrificando il tubo endotracheale. Tuttavia non ci sono prove a sostegno dellefficacia di tale
manovra.
Numerose revisioni della letteratura
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e molti studi sostengono che non c un indicazione a
instillare regolarmente soluzione fisiologica nel tubo endotracheale prima di effettuare
laspirazione. E stato dimostrato che tale manovra non aumenta il volume di secrezioni aspirate:
si aspira infatti solo il 20% della soluzione instillata.
Lunico modo per facilitare la rimozione delle secrezioni respiratorie idratare adeguatamente i
pazienti.
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Linstillazione di soluzione fisiologica durante laspirazione pu ridurre la saturazione di
ossigeno e aumentare il rischio infettivo. Pu favorire la diffusione dei batteri presenti nel tubo
tracheale,
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che possono arrivare alle basse vie respiratorie, colonizzandole e provocando una
polmonite. Ci si verifica soprattutto se linstillazione di cloruro di sodio allo 0,9% viene effettuata
ripetutamente.

Aspirazione tracheo-bronchiale
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Controllo del paziente
Prima, durante e dopo la broncoaspirazione vanno controllati i seguenti parametri:
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rumori respiratori;
colore della cute;
schema e frequenza respiratoria;
frequenza cardiaca (fare un elettrocardiogramma se possibile);
ossigenazione (pulsiossimetria);
saturimetria;
pressione intracranica (se necessario e se il dispositivo disponibile);
pressione arteriosa;
colore, consistenza e quantit delle secrezioni;
presenza di sanguinamento o di traumi;
risposta del paziente (in particolare se sente dolore);
tosse;
laringospasmo.
Controindicazioni
Laspirazione tracheo-bronchiale controindicata:
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se le vie nasali sono occluse o si verifica facilmente epistassi (se il sondino viene inserito per via
nasale);
in caso di epiglottite o croup (controindicazione assoluta);
se il soggetto ha riportato un trauma recente alla testa, alla faccia o al collo;
quando ci sono disturbi della coagulazione per il rischio di emorragia;
in caso di laringospasmo o broncospasmo grave;
in presenza di irritazione delle vie aeree, per il rischio di laringospasmo;
se riportate infezioni delle vie aeree superiori (stomatite, faringite, laringite);
in seguito a intervento chirurgico recente alla trachea o con anastomosi alta (se necessario si
pu fare una broncoaspirazione purch si intervenga con delicatezza);
nelle prime ore dopo un infarto miocardico per evitare una riduzione della concentrazione di
ossigeno e la stimolazione catecolaminica;
La maggior parte di queste controindicazioni richiede una valutazione medica e infermieristica
accurata sulla necessit di broncoaspirare o di ricorrere a tecniche alternative come:
aumento del flusso espiratorio;
tecnica di espirazione forzata;
tosse assistita;
espirazione a glottide aperta;
tecniche posturali;
vibrazioni e percussioni toraciche.
Complicanze
Laspirazione tracheo-bronchiale va eseguita solo al bisogno (e non di routine), e solo se
clinicamente necessaria
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perch pu causare:
infezioni, se i batteri che risiedono nel cavo orofaringeo vengono trasportati nelle basse vie
aeree;
ipossiemia, perch oltre alla rimozione delle secrezioni si rimuovono anche aria e ossigeno;
fame daria e ansia, che si manifestano con tachicardia, ipertensione, agitazione e arrossamen-
to in viso. La durata dellaspirazione non dovrebbe superare i 15 secondi;
collasso alveolare e atelectasie, perch durante laspirazione vengono rimosse le secrezioni ma
anche ossigeno e volumi daria, con il rischio di provocare il collasso degli alveoli e conseguente
atelectasia;
stimolazione vagale che si manifesta con bradicardia e aritmie. Durante la manovra, con il
sondino si pu stimolare il nervo vago determinando bradicardia (frequenza cardiaca <60
battiti al minuto). La bradicardia, lipossiemia e la stimolazione vagale possono causare aritmie
Aspirazione tracheo-bronchiale
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potenzialmente maligne, come per esempio la tachicardia parossistica sopraventricolare ed
extrasistoli;
traumi della mucosa,
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perch quando il sondino raggiunge la mucosa tracheale pu lederla in
modo diretto o per suzione. In particolare pu verificarsi lacerazione dei turbinati nasali,
perforazione del laringe, irritazione nasale con possibile sanguinamento, emorragia della
mucosa ed edema dellugola. Questo tipo di lesioni prevenibile utilizzando una tecnica
corretta per tempi e modalit;
broncospasmo, come conseguenza dellirritazione causata dallaspirazione;
aumento della pressione intracranica,
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negli adulti con lesioni cerebrali gravi aspirazioni
ripetute possono aumentare la pressione intracranica media tanto che 3 periodi di aspirazione
sono in tal senso meno sicuri in tal senso di 2. Nei soggetti con lesioni cerebrali acute dopo
bronco-aspirazione sono stati riportati aumenti della pressione intracranica, della pressione
arteriosa media e della pressione di perfusione cerebrale. Dopo laspirazione sono necessari
fino a 10 minuti prima che i parametri emodinamici e neurologici ritornino ai livelli di base. Per
questo gli infermieri devono lasciare un intervallo di oltre 10 minuti prima di ripetere la
procedura passo per passo piuttosto che con attivit in successione. Sembra inoltre che i
soggetti con trauma cranico e in modo particolare coloro che rispondono allaspirazione con un
innalzamento della pressione intracranica siano a rischio di ipertensione intracranica durante
laspirazione. I livelli di pressione intracranica possono essere tenuti nella norma sottoponendo
il soggetto prima dellaspirazione a una breve iperventilazione che controlla lipocapnia
sistemica. Tuttavia non ancora chiaro se lipocapnia sia un effetto utile o dannoso, in
particolare nelle zone ischemiche dellencefalo. Si possono creare le condizioni perch si
determini una vasocostrizione tale da ridurre il flusso ematico a livelli pericolosi per lintegrit
cerebrale.
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I rischi della broncoaspirazione aumentano se il paziente agitato o non
collaborante.
Formazione del personale
Per garantire la sicurezza del paziente, importante che gli infermieri:
conoscano lanatomia e la fisiologia delle vie aeree superiori;
sappiano usare lapparecchiatura per la broncoaspirazione e sappiano farne la manutenzione;
conoscano la malattia del paziente, gli obiettivi e i limiti della broncoaspirazione;
sappiano interpretare i valori dellemogasanalisi;
sappiano riconoscere la presenza di secrezioni allascoltazione;
sappiano controllare i segni vitali e valutare al termine della procedura la risposta del paziente;
sappiano riconoscere e rispondere alle reazioni e alle complicazioni della procedura;
sappiano eseguire le tecniche di rianimazione cardiopolmonare se necessario;
saper valutare e documentare lefficacia della procedura e la risposta del soggetto.
Raccomandazioni
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Utilizzare un catetere sterile monouso se laspirazione viene effettuata tramite sistema aperto (livello II).
Rimuovere le secrezioni dal catetere di aspirazione con un liquido sterile se si utilizza lo stesso catetere per rientrare
nelle vie respiratorie (livello II).
Lavarsi le mani dopo qualsiasi contatto con mucose, secrezioni respiratorie od oggetti contaminati con secrezioni
respiratorie, anche se si indossavano i guanti (livello IA).
Indossare i guanti per toccare le secrezioni respiratorie od oggetti contaminati (livello IA).
Sostituire i guanti e lavarsi le mani dopo aver toccato secrezioni respiratorie od oggetti contaminati con secrezioni
respiratorie prima del contatto con un altro paziente (livello IA).
Indossare un camice quando possibile la contaminazione con le secrezioni respiratorie, cambiarlo prima di
assistere un nuovo soggetto (livello IB).
Sostituire il tubo di raccolta delle secrezioni (fino al contenitore di raccolta) prima di iniziare la broncoaspirazione su
un altro paziente. Nei reparti in cui pi pazienti hanno bisogno di broncoaspirazione, tipo la sala operatoria, si pu
lasciare il contenitore di raccolta cambiando solo il tubo di connessione (livello 1B).
Aspirazione tracheo-bronchiale
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Dossier InFad anno 2, n. 16, febbraio 2007


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Redazione: Nicoletta Scarpa
Autore dossier: Roberta Vacchelli, infermiera Azienda Ospedaliera S. Luigi Gonzaga di Orbassano e Sara Campagna Universit degli
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