CORSO DI MINERALOGIA
DOCENTE: SABRINA NAZZARENI
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COME SI RICONOSCONO I MINERALI:
LE PROPRIETA’ FISICHE
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Ciclo geologico delle rocce proposto da James Hutton
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COME SI FORMANO I MINERALI?
Ambiente di formazione dei minerali
Soluzione acquosa processi endogeni ( uidi idrotermali) o esogeni ( uidi super ciali)
Soluzioni colloidali fondali oceanici e ambienti idrotermali
Sistema solido reazioni allo stato solido, metamor smo, polimor smo
Cristallizzazione magmatica solidi cazione intrusiva o effusiva di magmi
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COME SI RICONOSCONO I MINERALI NEI CAMPIONI A MANO?
l’identificazione dei minerali come campioni a mano si effettua esaminando 7 PROPRIET
FISICHE ed eventualmente il magnetismo e la radioattivit .
Le propriet sono:
[Link] E TRASPARENZA
2. DUREZZA
3. FRATTURE E SFALDATURE
[Link] CRISTALLINA E HABITUS
[Link]À
[Link]À
7. COLORE E COLORE ALLO STRISCIO
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PROPRIETA’ FISICHE DIPENDENTI DA
COESIONE MECCANICA COLORE E LUCENTEZZA
-Durezza -Colore dei minerali
-Tenacit -Colore allo striscio
-Sfaldatura -Luminescenza
-Fratturazione
MAGNETISMO
MASSA
-Diamagnetici
-Densit
-Paramagnetici
-Peso specifico
-Ferromagnetici
-ferrimagnetici
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Non variano con la direzione Variano a seconda della direzione
Sono definite da un solo numero Sono definite da un vettore
Ex. densit Ex. conduciblit termica
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1. LUCENTEZZA E TRASPARENZA
non trasmettono la luce, trasmettono la luce,
presentano legami metallici presentano legami ionici e covalenti
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Luce incidente riflessa:
Meno del 5% della luce incidente riflessa
tra 20-50% = ex oro,
- dipende dall’indice di rifrazione
acciaio >50% = aspetto lucido splendente
Quarzo Calcite Pirosseni Miche etc
Pirite Magnetite Rame Argento etc
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è
2. DUREZZA
Diamante-Grafite
La durezza rappresenta lo sforzo (stress) richiesto per creare
e far sviluppare difetti nel reticolo cristallino.
dipende da:
- forza di legame caratteristica del minerale
- il tipo di simmetria che caratterizza il minerale Chim. C
Chim. C
Legami covalenti +
Legami covalenti
van der Waals
cubic0
esagonale
La scala di Mohs una scala relativa di
minerali in cui il successivo scalfisce il
precedente.
sviluppata da Friedrich Mohs nel 1812.
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È
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3. FRATTURE E SFALDATURE
Poich i legami nei cristalli possono non avere tutti la stessa forza lungo le diverse direzioni,
tenderanno a rompersi lungo delle direzioni cristallografiche.
Questa propriet che riflette la struttura del cristallo spesso diagnostica.
SFALDATURA: FRATTURE:
Rottura di legami
lungo un piano cristallografico fuori da un piano cristallografico
Una sfaldatura perfetta si riflette in facce Le fratture invece sono piani irregolari e hanno
piane regolari che somigliano alle facce di una superficie irregolare
crescita come nella calcite o nelle miche
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FRATTURE: SFALDATURA:
Frattura concoide
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4. FORMA CRISTALLINA E HABITUS
HABITUS: ogni cristallo durante le fasi di crescita assume una morfologia che dipende da fattori ambientali
( temperatura, pressione, velocità di crescita etc).
Quindi uno stesso minerale può assumere una certa morfologia in funzione della variazione dei fattori
ambientali.
La morfologia che il minerale assume riflette la simmetria che lo caratterizza
EUEDRALE SUBEDRALE ANEDRALE
La morfologia è definita da La morfologia è definita solo in La morfologia non è definita da
piani di simmetria parte da piani di simmetria nessun piano di simmetria
Quarzo
Quarzo
Pirite
Diamante Diamante
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Le pi comuni forme di cristalli sono:
Habitus prismatico o colonnare Habitus tabulare Forme dendritiche
tormalina
wulfamite pirolusite
Habitus aciculare Habitus botroidale Habitus fibroso Habitus lamellare
natrolite malachite tremolite flogopite
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5. DENSITA’ E DENSITA' RELATIVA (GRAVITA' SPECIFICA)
m=ρV Unit di misura g/cm3
una propriet caratteristica dei minerali
HA VALORE DIAGNOSTICO
Bilancia di Mohr-Westphal capace di fornire
la densit relativa RD di un minerale
Peso in aria
RD =
Peso in aria-Peso in acqua
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SUBDUZIONE
Oro Quarzo Calcite
19.3 2.6 2.71
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6. TENACITA’
l’abilit di un minerale a deformarsi plasticamente quando sottoposto a stress.
I minerali posso essere:
• FRAGILI (non si deformano ma si fratturano) come molti dei silicati e ossidi.
• TAGLIABILI, possono essere tagliati da una lama
•DUTTILI (deformandosi facilmente sotto stress) come i metalli , ad es. Oro.
Breccia di faglia su calcite
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[Link]
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IL COLORE E LA LUCE
Il colore di un minerale la nostra percezione
delle lunghezze d’onda della luce che vengono
riflesse da o passano attraverso il materiale, che
raggiunge il nostro occhio
Il colore dipende dalle lunghezze d’onda
che il minerale non assorbe
L’occhio umano ha tre diversi recettori di colore
che sono sensibili alle lunghezze d’onda a 660
(rosso), 500 (verde) e 420 (blu-violetto) nm
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Perchè i minerali hanno un colore?
Il colore nei minerali dipende da costituenti intrinseci, impurit , difetti e strutture specifiche
Per descrivere in modo esaustivo i processi che sono responsabili del colore nei minerali sono necessarie 4
distinte teorie fisiche:
Teoria del campo cristallino (Crystal field theory)
Teoria delle bande di valenza (Band theory)
Trasferimento di carica (charge transfer transition)
Centri di colore
Una radiazione elettromagnetica che passa
attraverso un minerale viene assorbita se l’energia
della radiazione (che funzione della frequenza)
corrisponde alla differenza di energia Δ tra un
orbitale vuoto (a più alta energia) e un orbitale
pieno
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CRYSTAL FIELD THEORY
In minerali con legami ionici che contengono elementi con orbitali 3d pieni
ELEMENTI CROMOFORI: Ti, V, Cr, Mn, Fe, Co, Ni, Cu
Quando un metallo di transizione coordinato da anioni, la carica negativa produce un campo elettrico,
il campo cristallino, che interagisce con la carica negative degli elettroni negli orbitali intorno al catione.
Il livello di energia dipende da:
-Elemento
La risultante che certi orbitali 3d assumo più alte
-tipo di coordinazione
energie altri più basse energie
-stato di ossidazione
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La componente giallo-verde (550nm) e violetto (400nm) hanno l'energia sufficiente per far
saltare l'elettrone dallo stato fondamentale ai livelli C e D
C = 2.2 eV sopra lo stato fondamentale
D= 3.0 eV sopra lo stato fondamentale
Ex. Cr3+ nel corindone Al2O3 = rubino
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TEORIA DEL CAMPO CRISTALINO
Transizione degli orbitali molecolari: assorbimento della radiazione elettromagnetica quando gli
elettroni di valenza saltano su livelli piu' energetici di ioni adiacenti
Cationi di carica diversa occupano siti adiacenti A e B, la radiazione elettromagnetica assorbita
da un elettrone del catione a più bassa carica e questo elettrone si “trasferisce” ad un orbitale di
più alta energia del catione a più alta carica del sito B
La differenza di energia questo processo
dell'ordine della lunghezza d'onda del rosso e
quindi i minerali che si colorano con questo
processo tendono al blu
es. corindone Al2O3 con piccole
quantit di Fe e Ti = zaffiro
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Ex. Cinabro HgS
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TEORIA DELLE BANDE DI VALENZA Il colore dato dalla luce che viene irradiata dal
minerale quando gli elettroni ricadono nella
Minerali con legame metallico assorbono un ampio posizione di partenza a energia più bassa
spettro di lunghezze d'onda nel visibile
SEMICONDUTTORI
CONDUTTORI Bande di conduzione
Bande di valenza
Se eccitati gli elettroni sono in grado di muoversi
dalla banda di valenza a quella di conduzione Se la variazione di energia tra la banda di valenza e di
conduzione (Eg) :
Eg< Espettro visibile tutta la luce viene assorbita e il minerale
NERO;
Eg = lunghezza d’onda corte i minerali hanno colore ROSSO
Eg molto alto (5,5eV) nessuna parte dello spettro visibile
assorbito e il minerale BIANCO O INCOLORE (diamante)
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CENTRI DI COLORE
Caratterizzati dalla presenza di elettroni dislocati nella struttura ( centri di colore)
1) difetti di tipo Frenkel: assenza di uno ione nella sua normale posizione nella struttura.
2) se un elettrone non nella sua normale posizione nella struttura
Fluorite
Quarzo fum
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COLORE ALLO STRISCIO
Il colore del minerale non sempre uguale al colore del minerale allo striscio, ovvero della
polvere che si forma quando il cristallo abraso su una mattonella di ceramica grezza.
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PROPRIETA’ MAGNETICHE
Se un campo magnetico H viene applicato ad un cristallo si produce un momento magnetico M
momento magnetico M=ΧH campo magnetic
χ Suscettività magnetica è una
costante del materiale
Il movimento degli elettroni produce un campo
magnetico in un cristallo.
Il più importante movimento degli elettroni è la
variazione del numero di spin.
•DIAMAGNETICI
•PARAMAGNETICI
•FERROMAGNETICI E FERRIMAGNETICI
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DIAMAGNETICI PARAMAGNETICI
Suscettibilità magnetica χ<0 Suscettibilità magnetica χ>0
Ogni elettrone di un orbitale ruotando
Gli elementi di transizione hanno gli orbitali d
produce un campo elettrico. Il campo
magnetico da due elettroni dello stesso parzialmente occupati (ovvero hanno elettroni
orbitale ma con spin opposto si spaiati) . Esempio Fe, Mn, Ti etc
compensano non dando luogo a campo Il comportamento magnetico di cristalli dove sono
magnetico interno. presenti elementi di transizione dipende da come i
momenti magnetici sono orientati e organizzati
Solo un campo magnetico esterno può all’interno della struttura.
causare un debole campo magnetico
interno che si oppone a quello esterno Nella Fayalite(Fe2SiO4) gli ioni Fe2+ hanno un momento
magnetico non orientato. Se posto all’interno di un
campo magnetico i momenti dello ione Fe2+ si allineano
EX. QUARZO, HALITE, CALCITE paralleli al campo magnetico esterno. L’orientazione
cessa quando il campo magnetico esterno viene
rimosso.
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FERROMAGNETICI E FERRIMAGNETICI Suscettibilità magnetica χ>>0
Cristalli FERROMAGNETICI E FERRIMAGNETICI hanno i momenti magnetici allineati paralleli al campo
magnetico esterno:
nei ferromagnetici allineati nello stess0 verso
nei ferrimagnetici alternati con versi opposti
Ex. Fe bcc tutti i momenti magnetici sono allineati paralleli e con lo stesso verso
Se è presente del disordine nei materiali ferrimagnetici si puo’ avere un debole ferromagnetismo
Magnetite (Fe2+Fe3+2 O4)
Tutti gli ioni Fe hanno momento magnetico, i
dipoli dei tetraedri A sono allineati paralleli a
[111] i dipoli degli ottaedri B alternano il verso e
quindi non contribuiscono al ferromagnetismo
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Se un cristallo ferro- o ferri-magnetico viene scaldato la forza della magnetizzazione gradualmente
diminuisce ad una data temperatura chiamata temperatura di Curie
A questa temperatura tutti gli accoppiamenti Fe Tcurie=770°C
tra dipoli magnetici viene persa a causa della
forte vibrazione termica degli atomi e il Magnetite Tcurie=578°C
cristallo diventa paramagnetico
Ex. MAGNETISMO RESIDUO: quando un minerale ferromagnetico o ferrimangetico si raffredda
sotto la temperatura di Curie, questo acquisisce la magnetizzazione parallela al campo
magnetico esterno (della Terra)
Separatore magnetico (ex. Frantz) usato per separare i minerali
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PALEOMAGNETISMO E
TETTONICA A PLACCHE
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NANOCRISTALLI MAGNETICI NEGLI ORGANISMI
Nanocristalli ferrimagnetici sono presenti virtualmente in ogni organismo.
Sono usati dai batteri alghe, molluschi, insetti e vertebrati per orientarsi nel campo magnetico
terrestre e per rendere più resistenti I loro tessuti.
Sono sensori magenitici in organismi complessi
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Uccelli, api, tartarughe e altri animali usano la loro
sensibilit magnetica per trovare le rotte migratorie o
per orientarsi
Batteri e alghe: la presenza di nanocristalli
ferrimagnetici ha come conseguenza
l’allineamento passivo delle celle con il
campo magnetico terreste
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Magneto-recettori nei piccioni
Particelle ferrimagnetiche sono presenti nelle celle
dendritiche di sei aree distinte
Nervi nella regione superiore del becco sembra siano coinvolti nel processo
Cristalli di magnetite di circa 5nm
Strisce composte da placchette di materiale amorfo ricco in Fe
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Per ogni singola cella di batterio magnetotattico che contiene un dipolo magnetico premanente M
che è inclinato secondo il campo magnetico terrestre ad un angolo θ il rapporto tra l'energia
magnetica MxB e l'energia termica kT determina l'angolo medio tra la cella e il campo magnetico
terrestre.
La maggior parte dei batteri magnetotattici hanno un numero sufficiente di magnetosomi che sono
allineate parallelamente al campo magnetico terrestre per il 90% del tempo
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Doppia catena di megnetosomi di magnetite
La freccia bianca indica la direzione dell'asse di simmetria 3
Mappa di induzione magnetica generata dalla doppia
catena di magnetosomi di magnetite
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