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Attivit meccanica del cuore

Cellule muscolari cardiache


- muscolo involontario
- i miociti sono uniti tra loro attraverso le estremit per mezzo dei dischi intercalari
(zone della membrana frastagliate per aumentare il contatto tra cellule) e presentano:

gap junction: vie di bassa resistenza elettrica attraverso le quali il potenziale


dazione viene trasmesso da una cellula allaltra
> potenziale dazione generato dalle cellule pacemaker si trasmette allintero
miocardio e quinti attivazione e generazione coordinata e sincronizzata della forza
sviluppata da tutti i miociti (garantisce la funzionalit cardiaca)

desmosomi: zone di forte adesione meccanica attraverso le quali la forza generare


da una cellula viene trasmessa alle altre

- membrana cellulare responsabile:


mantenimento del potenziale dazione
produzione del potenziale dazione
sede dei meccanismi di trasporto e di pompe
- fibre cardiache:
sistema di tubuli trasversali e longitudinali meno esteso dei muscoli scheletrici
si riduce la necessit del sistema di trasporto preferenziale del potenziale dazione
(tubulo T) e di quello per laccumulo interno di calcio (reticolo longitudinale) perch
le dimensioni cellulari sono ridotte e la distanza di diffusione tra il mezzo
extracellulare e le proteine contrattili piccola (alcuni m), quindi gli scambi diretti
attraverso la membrana sono molto efficaci

il tubulo T si apre a livello delle linee Z (non tra banda A e I)


diadi: tubulo T e tubulo longitudinale (una cisterna pi il tubulo)
tessuto muscolare: fibre atriali e fibre ventricolari
tessuto di conduzione: fibre di Purkinje e fascio di His e zone pacemaker: modificato
con numero di miofibrille ridotto, quindi attivit meccanica trascurabile

- sarcomeri:
fibre essenzialmente aerobiche: i miociti contengono un numero elevato di
mitocondri e una notevole quantit di mioglobina

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Potenziale dazione cardiaco
- basato su variazioni di permeabilit selettive voltaggio-dipendenti della membrana
cellulare ai vari ioni in soluzione

- alternanza di fasi di contrazione e di rilasciamento necessaria


> il potenziale dazione cardiaco delle cellule ventricolari ha una durata di circa
300-500 ms (molto pi grande di quello scheletrico)

- la fase di depolarizzazione rapida viene seguita da una parziale ripolarizzazione fino


ad un livello di -20 mV (livello di plateau), mantenuto per circa 200-300 ms, poi ha
inizio la fase di ripolarizzazione che riporta il potenziale al livello di riposo
- il periodo refrattario dura molto a lungo terminando subito dopo la ripolarizzazione
rapida

- la durata dellattivit meccanica simile alla durata dellattivit elettrica ed inferiore


alla durata del periodo refrattario. Quindi la cellula cardiaca non pu essere stimolata
efficacemente prima che la forza sviluppata dallo stimolo precedente sia caduta a zero
e la cellula non sia completamente rilasciata
> il lungo potenziale dazione che caratterizza queste fibre impedisce la
sommazione meccanica delle singole scosse impedendo cos la tetanizzazione del
cuore

- quindi lattivazione della contrazione del cuore non dovuta allazione di nervi motori,
ma determinata dalla produzione spontanea ritmica di potenziali dazione nella zona
pacemaker

- il SNA in grado di modulare la frequenza a cui le cellule pacemaker scaricano


(frequenza cardiaca):

se la frequenza aumenta, la durata del potenziale dazione diminuisce, diminuisce


per anche la durata della scossa, preservando limpossibilit di sommare le singole
scosse

Accoppiamento eccitazione-contrazione
- Meccanismi di contrazione:
aumento della concentrazione di calcio intracellulare:
- necessario per lattivazione delle proteine contrattili
- durante il potenziale dazione (specialmente fase di plateau), il calcio esterno
entra nella cellula attraverso i canali L del calcio voltaggio-dipendenti (sensibili

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alla diidropiridina) che si trovano nella membrana plasmatica di superficie e nella
membrana del tubulo T)

- questa entrata di calcio da sola non sufficiente ad attivare lapparato contrattile,


ma provoca la liberazione di un grande quantit di calcio dai siti di accumulo del
reticolo sarcoplasmatico
> il calcio intracellulare raggiunge la concentrazione necessaria per
lattivazione (meccanismo di liberazione del calcio indotta dal calcio, CICR)

legame del calcio con la troponina


movimento della tropomiosina che espone i siti attivi dellactina
legame di questi siti attivi con la miosina
> generazione di forza e scorrimento dei filamenti

- CICR:
il calcio che entra dai canali L voltaggio-dipendenti viene amplificato da quello del
tubulo longitudinale che viene liberato attraverso i canali del calcio, recettori
cardiaci per la rianodina (RyR2)

questi recettori si trovano in aree della membrana del reticolo associati a gruppi di
canali L voltaggio-dipendenti sulla membrana plasmatica o sulla membrana del
tubulo T

il calcio in entrata attiva i recettori RyR2 con conseguente liberazione sincronizzata


di calcio (calcium spark)
> produce un aumento generalizzato della concentrazione di calcio intracellulare
attivando la contrazione muscolare

- Il successivo rilasciamento si realizza attraverso:


la chiusura dei canali RyR2
la rimozione rapida del calcio citoplasmatico prodotta dallazione simultanea delle
pompe Ca2+/ATPasi (SERCA), che riaccumulano il calcio nel reticolo

lo scambiatore Na+/Ca2+ (NCX), che espelle il calcio nel mezzo extracellulare


piccolo effetto dovuto alle pompe del calcio citoplasmatiche (PMCA)
il calcio accumulato anche nei mitocondri, ma ha effetti trascurabili
- In condizioni normali, alla fine di ogni ciclo di contrazione-rilasciamento la quantit di
calcio libero nel mioplasma rimane sempre la stessa (vedi libro pg. 79)

- I meccanismi che controllano i movimenti del calcio regolano la contrattilit delle


cellule cardiache

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- Lazione delle pompe e il comportamento dei vari canali sono influenzati dalla
presenza di molte proteine strutturali e regolatrici, in particolare sono importanti gli
enzimi che mediano la fosforilazione dei canali e delle pompe:

la stimolazione adrenergica a seguito della stimolazione sia del simpatico che


delle catecolamine circolanti determina come risultato finale la fosforilazione (libro)

la fosforilazione determina:
- lincremento del flusso di calcio attraverso i canali L voltaggio-dipendenti
- laumento della liberazione di calcio attraverso i RyR2
Questi effetti inotropi positivi (incrementano la capacit di contrazione) sono
associati e bilanciati da un effetto lusitropo positivo (aumenta la velocit di
rilasciamento)

leffetto lusitropo positivo dovuto a un aumento:


- delle pompe Ca2+/ATPasi, conseguente alla fosforilazione della proteina
regolatrice, fosfolambano (cos riduce il suo effetto inibente sulla pompa)
- della velocit di dissociazione del calcio dalla troponina, che si verifica
quando la troponina fosforilata

- Carenza di fosfolambano: aumento contrattilit (libro)


- lazione di bilanciamento effetto isotropo-lusitropo importante quando la frequenza
cardiaca alta: il tempo a disposizione tra un battito e laltro per rimuovere il calcio
intracellulare (effetto inotropo) si riduce, quindi vanno accelerati i processi di rimozione
per il rilasciamento

Propriet meccaniche delle cellule muscolari cardiache


- le fibre muscolari cardiache sono libere di accorciarsi agendo sulle altre fibre e sulla
rete connettivale che le circonda
- riunite in fasci a formare le pareti del cuore e disposte in modo che il loro
accorciamento tenda a produrre una riduzione del volume delle cavit cardiache,
esercitando in tal modo una pressione sul sangue in esse contenuto

- il loro accorciamento non mai esattamente isotonico (a carico o forza costante) ma


auxotonico (carico variabile)
- la forza sviluppata dal papillare isolato si traduce nel cuore intero in un aumento di
pressione ventricolare, mentre laccorciamento si traduce in una diminuzione del
volume ventricolare

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Relazione tensione-lunghezza
- Curva tensione-lunghezza passiva:
Differisce quantitativamente da quella del muscolo scheletrico: alla lunghezza
massima alla quale i miociti si trovano a lavorare durante la contrazione dieci volte
maggiore di quella del muscolo scheletrico, circa il 10-15% della forza attiva
(Lmax = 2,2-2,3 m di lunghezza di sarcomero)

La tensione passiva costituisce il fattore che regola lallungamento delle fibre


cardiache a riposo determinando la lunghezza alla quale avverr la contrazione.
Rappresenta il carico applicato al muscolo rilasciato prima della contrazione,
costituendo il cosiddetto precarico.

- Curva tensione-lunghezza attiva:


Simile a quella del muscolo scheletrico
Nel muscolo scheletrico: tetanica, dipende esclusivamente dal grado di
sovrapposizione tra i miofilamenti

Nel cuore esistono altri fattori capaci di influenzare la forza sviluppata: inotropi
negativi e positivi

- Confronto tra le curve attive e passive nel muscolo scheletrico e cardiaco:


nellintervallo di lunghezze fisiologiche (1,8-2,3 m) la relazione nel muscolo
cardiaco molto pi ripida, nonostante il grado di sovrapposizione tra i miofilamenti
sia lo stesso nei due casi

dovuto al fatto che nelle cellule cardiache durante la contrazione in condizioni


normali il calcio intracellulare non raggiunge la concentrazione necessaria a
saturare la troponina
> attivazione solo parziale dellapparato contrattile

laumento dellattivazione che si verifica con lallungamento del sarcomero fa s che


la forza aumenti con lallungamento molto si pi di quanto ci si aspetterebbe in base
alla sovrapposizione dei miofilamenti

Ciclo contrazione-rilasciamento
- Contrazione prolungata isotonica con postcarico in un muscolo scheletrico o papillare
isolato pu essere suddivisa in varie fasi:

fase isometrica iniziale: va dallinizio della stimolazione fino a che la forza


sviluppata non supera il carico applicato sollevandolo

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fase di accorciamento isotonico
fase isometrica alla fine dellaccorciamento: una volta raggiunta la lunghezza
alla quale la tensione isometrica pari al peso

rilasciamento isotonico: inizia con una fase durante la quale il peso allunga
forzatamente il muscolo fino a riportarlo alla lunghezza iniziale

fase isometrica: fase finale, nel momento in cui il peso torna ad appoggiarsi sul
tavolo esso non stira pi il muscolo, che rimane perci a lunghezza costante

- Contrazione delle fibre cardiache in situ nel ventricolo:


a riposo:
- la lunghezza del muscolo determinata dalla tensione passiva che costituisce il
precarico applicato al muscolo (a)

a inizio contrazione:
- le valvole atrioventricolari si chiudono
> fino allapertura delle valvole semilunari i ventricoli sono camere chiuse e
incomprimibili
quindi le fibre cardiache generano forza, ma non possono accorciarsi e operano
quindi in condizione isometrica: fase isometrica di contrazione (b)

- fase isotonica di accorciamento (c): non inizia quando la forza supera il precarico,
ma quando supera il precarico pi la forza necessaria (postcarico) per aprire le
valvole semilunari e spingere il sangue nel circolo

- la fase isotonica di accorciamento cessa quando, con il diminuire della lunghezza,


la tensione isometrica (definita dalla relazione tensione-lunghezza) diventa
uguale al carico (d)

a inizio rilasciamento:
- la forza scende e di conseguenza cade la pressione ventricolare e le valvole
semilunari si chiudono di nuovo

- a differenza del muscolo isolato il rilasciamento da questo punto in poi avviene in


condizioni isometriche (il volume ventricolare non pu cambiare) alla lunghezza
minima raggiunta alla fine dellaccorciamento
- il ritorno alla lunghezza iniziale avviene con il ventricolo rilasciato quando la
distensione passiva dovuta al ritorno venoso allunga le fibre cardiache fino al
valore iniziale (e)

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Ciclo cardiaco
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