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Riassunto della puntata precedente:

Microstruttura ignea (raffreddamento lento,


rapido e a pi stadi).
Classificazione mineralogica (triangoli di
Streckeisen), chimica (diagramma TAS) e
normativa (norma CIPW) delle rocce ignee.
Minerali fondamentali ed accessori; elementi
maggiori ed in traccia.
Serie subalcaline (tholeiitiche e calcalcaline)
e serie alcaline (sodiche, potassiche ed
ultrapotassiche).
Giacitura delle rocce ignee.
Petrografia (Scienze Geologiche) Michele Lustrino. Univ. La Sapienza Roma A.A. 2013/2014

Passiamo adesso ad un altro


argomento:

Origine
(ed evoluzione)
dei magmi
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Esistono decine di tipi diversi di


rocce ignee (plutoniche e
corrispettive vulcaniche).
Ogni roccia ignea deriva dalla
solidificazione di un magma.
Cosa vuol dire?
Esistono decine di tipi diversi di
magmi?

Si
(Anzi No)

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Ricordate che:
Un magma si forma quando una roccia
madre (roccia sorgente o
semplicemente sorgente) comincia a
fondere.
Quali tipi di roccia possono fondere?
Praticamente tutte.
Per convenzione, nello studio dellorigine
delle rocce ignee (Petrogenesi) in genere
vengono identificate due tipi di sorgenti:

Rocce (sorgenti) di Mantello


Rocce (sorgenti) di Crosta

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Ricordate che:
Un magma si forma quando una roccia
madre (roccia sorgente o
semplicemente sorgente) comincia a
fondere.
Quali tipi di roccia possono fondere?
Ditemi almeno due-tre
nomi di rocce di
mantello ed almeno
cinque-sei nomi di rocce
di crosta:
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Per quali motivi una sorgente (mantellica o


crostale) viene indotta alla fusione?

1. Diminuzione di pressione
2. Aumento di pressione
3. Aumento di temperatura
4. Aggiunta di volatili (H2O)
In alcuni casi due (o tre) di questi processi
possono avvenire contemporaneamente.
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Per quali motivi una sorgente (mantellica o


crostale) viene indotta alla fusione?
IMPORTANTE DA RICORDARE:

Una volta formato, il magma


difficilmente arriva in
superficie tal quale.
Quasi sempre subisce
importanti modificazioni della
composizione chimica.
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Cosa vuol dire questo?

1. Le rocce formate dalla


solidificazione di magmi generati
per fusione parziale diretta dai due
tipi principali di sorgenti
(mantellica e crostale) sono
relativamente rari.
2. I vari tipi di rocce ignee esistenti
in natura sono legate a processi di
differenziazione secondaria che si
verificano dopo che il magma si
formato.
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Per quale motivo un magma derivato dalla


fusione parziale di una peridotite in genere
non arriva in superficie?

Le rocce di MANTELLO sono pi dense


del fuso che pu essere prodotto da esse.
La differenza di densit tra fuso e solido
fornisce la spinta verso lalto per
galleggiamento del fuso stesso.

Peridotite = 3,2-3,5 g/cm3


Fuso basaltico = 2,7-2,9 g/cm3
La differenza di densit (0,3-0,8 g/cm3)
fornisce la spinta per la risalita del fuso.
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Per quale motivo un magma derivato dalla


fusione parziale di una peridotite in genere
non arriva in superficie?

Le rocce della CROSTA sono tipicamente


meno dense dei fusi basaltici.
Le rocce della crosta continentale sono
tipicamente pi leggere rispetto alle rocce
del mantello e rispetto ai fusi basaltici.

Crosta Continentale = 2,3-2,8 g/cm3


Fuso basaltico = 2,7-2,9 g/cm3
I fusi basaltici non riescono ad
oltrepassare questa trappola di densit.
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Per quale motivo un magma derivato dalla


fusione parziale di una peridotite in genere
non arriva in superficie?
Al livello della crosta
inferiore il fuso si
ferma nella risalita,
staziona e comincia a
raffreddarsi

Crosta Alta
(Poco densa)

Crosta Bassa

(Mediamente densa)

Mantello

(Molto denso)

Fuso
Basaltico

Il fuso risale perch


meno denso delle
rocce di mantello

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Differenziazione secondaria?

I magmi possono subire variazioni


chimiche (possono differenziarsi
o evolversi) in seguito a vari
processi.
I pi importanti sono:

1. Cristallizzazione frazionata
2. Contaminazione crostale
3. Mescolamento di magmi
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Differenziazione secondaria?
2. Contaminazione crostale

1. Cristallizzazione
frazionata
3. Mescolamento di magmi
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Differenziazione secondaria?

1. Cristallizzazione
frazionata

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Differenziazione secondaria?

1. Cristallizzazione
frazionata

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Differenziazione secondaria?

1. Cristallizzazione
frazionata

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Differenziazione secondaria?
2. Contaminazione
crostale

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Differenziazione secondaria?
2. Contaminazione
crostale

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Differenziazione secondaria?

3. Mescolamento di magmi
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Differenziazione secondaria?

3. Mescolamento di magmi
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Tratteremo (sommariamente)
questi processi evolutivi in
seguito.
Ora passiamo a vedere le possibili
cause di formazione dei vari tipi
di rocce ignee divise in termini di
contenuto in Fe-Mg
(femiche, intermedie e felsiche).
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Rocce femiche:

Sorgenti delle rocce ignee

- Fusione del mantello (peridotite; roccia ultrafemica)

Rocce intermedie:

- Fusione di rocce ultrafemiche e differenziazione


magmatica (cristallizzazione frazionata e/o
contaminazione crostale);
- Fusione di rocce femiche;
- Mescolamento tra magmi felsici e magmi femici.

Rocce felsiche:

- Fusione di materiale povero in Fe-Mg (rocce crostali:


sedimenti e sedimenti metamorfosati);
- Fusione di rocce femiche;
- Fusione di rocce ultrafemiche e differenziazione
magmatica spinta (cristallizzazione frazionata e/o
contaminazione crostale).
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Tettonica delle placche:


genesi delle rocce femiche
Rocce femiche:

- Fusione del mantello (ultrafemico)


Mmmhh

Ditemi il nome di una roccia


ignea vulcanica femica

Vediamo adesso per quali motivi una roccia


di mantello pu cominciare a fondere.
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Genesi dei magmi per fusione da mantello

Perch un aggregato di minerali


comincia a fondere?

Diminuzione di P

Mmmhhh
Fusione per
decompressione?

Aumento di T
Aggiunta di
volatili
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Genesi dei magmi per fusione da mantello

Perch un aggregato di minerali


comincia a fondere?

In alta montagna fa pi caldo o pi freddo


rispetto alla pianura?

Il principio di funzionamento dei sistemi


di raffreddamento

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Genesi dei magmi per fusione da mantello

Perch un aggregato di minerali


comincia a fondere?

Altitudine (m)

Pressione atmosferica (mb)

Superficie
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Genesi dei magmi per fusione da mantello

Perch un aggregato di minerali


comincia a fondere?
Temperatura (C)

3000

2000

1000

Profondit (m)

25

50

75

~10 C/km ~1 C/km


~0,6 C/km

Di quanto si
raffredder un volume
di mantello portato da
200 km fino alla
superficie?

Il gradiente adiabatico dei gas


molto elevato perch si
espandono (raffreddano) pi
facilmente dei liquidi.
Il gradiente adiabatico dei liquidi
relativamente basso perch si
espandono (raffreddano) pi
difficilmente.
Il gradiente adiabatico dei solidi
molto basso perch si
espandono (raffreddano) poco.

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Curva di
LIQUIDUS
Pressione

Decompressione:
raffreddamento con
fusione!

Solido

o+
lid
So ido
liqu

Genesi dei magmi per fusione da mantello


Curva di
Temperatura
SOLIDUS
Inizio
fusione

Tutto
liquido

Inizio
Fusione
fusione completa

Aumento di
temperatura = fusione
Aggiunta di volatili =
fusione

Fusione
completa

Tutto
solido

Liquido

Liquido

Liquido
Inizio Fusione
fusione completa

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La Wadsleyite e la ringwoodite possono contenere


fino al 2-3% di H2O
Il mantello inferiore non contiene minerali idrati.
Cosa succede se una roccia con wadsleyite viene
trasportata nel mantello inferiore?

Rilascio di H2O,
quindi

Diminuzione di P
Aumento di T
Aggiunta di
volatili
Aumento di P

From: Hirschmann (2006)


Ann. Rev. Earth Planet.
Sci. Lett., 34, 629-653

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Tettonica delle placche:


genesi delle rocce femiche

Come fa una regione del mantello a subire


decompressione?
(ossia: come fa a diminuire la pressione?)
Nei casi in cui la litosfera (sia continentale che
oceanica) in fase di distensione (ossia un
continente che si sta fratturando o nel caso di
due placche litosferiche che si separano).
I fusi parziali del mantello possono raggiungere
la crosta e anche la superficie.
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Fusione per decompressione:

I basalti sono le rocce pi comuni della crosta, soprattutto a


causa della costante attivit ignea delle zone di distensione,
come le dorsali medio-oceaniche.
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Fusione per decompressione:

Trappola di
densit
I basalti sono le rocce pi comuni della crosta, soprattutto a
causa della costante attivit ignea delle zone di distensione,
come le dorsali medio-oceaniche.
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Fusione per decompressione:


MORB
Mid-Ocean Ridge
Basalts
(basalti di dorsale
medio-oceanica)

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Fusione per decompressione:

Rift Continentale

Anche la crosta continentale pu essere soggetta a fenomeni


di distensione, favorendo la decompressione delle rocce del
mantello e la formazione di fusi basaltici. Questo quello che
avviene quando placche continentali divergono in zone di rift
(es. nellAfrica orientale o, in modo pi spinto, nel Mar Rosso) o
in zone di trans-tensione
(es. Mar
Morto).
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Michele
Lustrino. Univ. La Sapienza Roma A.A. 2013/2014

Fusione per decompressione:

Rift Continentale

East African Rift System


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Fusione per decompressione:

Rift Continentale

East African Rift System


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Fusione per decompressione:

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Fusione per decompressione:

Rift Continentale

Islanda

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Fusione per decompressione:

Formazione di un oceano

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Fusione per decompressione:

Formazione di un oceano

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Fusione per decompressione:

Formazione di un oceano

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Fusione per decompressione:

Formazione di un oceano

ATTENZIONE:
Non tutti i rift continentali
evolvono in bacini oceanici!

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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta


Nel 1971 venne proposta per la prima volta la teoria
dellHot Spot (Punto Caldo) o Mantle Plume
(Pennacchio di mantello).
Cos (o, meglio, cosa sarebbe) un Mantle Plume?
Un Plume di mantello rappresenta una risalita
convettiva di mantello allo stato solido.
Tale risalita sarebbe causata da unanomalia termica
alla base del mantello (contatto mantello-nucleo). Il
mantello pi caldo a causa del contrasto in densit
(pi leggero) subirebbe una spinta verso lalto.
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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta


Nel 1971 venne proposta per la prima volta la
teoria dellHot Spot (Punto Caldo).
Il ricercatore che propose questo modello
(J.P. Morgan) cercava di spiegare tre
fenomeni molto importanti:
1. Elevata produttivit magmatica (attivit
magmatica molto voluminosa in tempi geologici
relativamente molto brevi);
2. Immobilit dei vari Punti Caldi;
3. Catene lineari di isole oceaniche.
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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta

Nel 1990 fu dimostrato in laboratorio che i plumes


di mantello potevano veramente verificarsi.

Come?

Utilizzando una tanica con liquidi a differente


densit e viscosit (es. silicone e sciroppo di
glucosio).

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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta

Lohmann et al. 2009


(EPSL)

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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta


Direzione di Vulcani estinti pi antichi
movimento
Vulcano Hot Spot
della placca

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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta

Petrografia (Scienze Geologiche) Michele Lustrino. Univ. La Sapienza Roma A.A. 2013/2014

Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta

Petrografia (Scienze Geologiche) Michele Lustrino. Univ. La Sapienza Roma A.A. 2013/2014

Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta


Quanti mantle plumes sono stati identificati?

Qui sono riportati


le localizzazioni
dei principali 25
ipotetici mantle
plumes.
Il numero totale
ha superato i 200
alla fine degli anni
90
Da: U.S. Geological Survey's "
ThisLaDynamic
Petrografia (Scienze Geologiche) Michele Lustrino. Univ.
SapienzaEarth"
Roma A.A. 2013/2014

Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta


In rosso sono identificati gli espandimenti
basaltici ritenuti essere generati in
conseguenza dellimpatto di un mantle plume
con la superficie terrestre.

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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta


Numerosi sono i problemi riguardanti lipotesi dei mantle
plumes. In particolare:

1. Ci sono poche evidenze che i mantle plumes siano


regioni effettivamente calde. In pratica gli HotSpots non sono particolarmente Hot.
2. La temperatura misurata (come HFU) in aree ritenute
calde o Hot-Spot non pi elevata rispetto ad aree
senza attivit vulcanica;
3. Aree con HFU leggermente superiore alla media non
sono caratterizzate da attivit vulcanica;
4. Zone anomalmente calde dovrebbero essere
caratterizzate da velocit delle Vp e Vs pi basse, ma
questo non si registra sempre;
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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta


Numerosi sono i problemi riguardanti lipotesi dei mantle
plumes. In particolare:

5. Tutte le aree dove si verifica vulcanismo sono aree


Hot. In teoria i luoghi dove sono presenti i vulcani
sono tutti punti caldi o Hot-Spot;
6. Alcuni di questi ipotetici mantle plumes avrebbero
generato piccoli volumi di magmi;
7. Molte catene oceaniche non hanno unet progressiva;
8. Tutti i cosiddetti Hot-Spot si trovano lungo fratture
litosferiche o al limite di placche;
9. Lo studio geochimico dei prodotti generati da HotSpot indica la possibilit di unorigine molto pi
superficiale.

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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta


Cosa viene proposto allora per contrastare lipotesi
dei mantle plumes?

Plate Tectonic Processes


(Processi legati alla tettonica delle placche)
Questo approccio chiamato anche

TOP-DOWN TECTONICS
In pratica lattivit magmatica non legata a
processi tipo Bottom-Up ma a dinamiche pi
superficiali, tipo Top-Down.
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Fusione per aumento di calore:

Plume di mantello: Punti caldi nella crosta


IN CONCLUSIONE:
Io non credo molto allesistenza
dei mantle plumes.

Vi consiglio vivamente di
consultare il sito:
www.mantleplumes.org
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Fusione per aggiunta di volatili (H2O + CO2):


Isole di arco: convergenza di placche oceaniche

Si raffredda il
mantello e si innesca
la fusione parziale

Fusione del cuneo


di mantello

(a)

Qui c fusione

(b)
Temperatura

Pressione

Pressione

Temperatura

Qui NON c
(a)
(b)
fusione
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Fusione per aggiunta di volatili (H2O + CO2):

Volatili e fusi rilasciati dalla


placca in subduzione

Cuneo di mantello

(dove avviene
la fusione indotta dallabbassamento della T di solidus)
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Fusione per aggiunta di volatili (H2O + CO2):


Cosa succede ad una spugna piena dacqua se la
stringete tra le mani?
Sedimenti
Basalti
Litosfera
oceanica
Astenosfera

LH2O rilasciata
permea il cuneo di
mantello che in questo
modo comincia a
fondere
Granuli dei

sedimenti
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Acqua Univ. La Sapienza Roma A.A. 2013/2014

Magmatismo di margine continentale


Cosa succede ad una spugna piena dacqua se la
stringete tra le mani?
Temperatura

Sedimenti
Basalti

So

o+
lid

Litosfera
oceanica

Pressione

Tutto
Astenosfera liquido
ido
liqu

LH2O rilasciata
permea il cuneo di
mantello che in questo
modo comincia a
fondere
Tutto
Granuli dei
solido

sedimenti
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Acqua Univ. La Sapienza Roma A.A. 2013/2014

In realt il discorso sulla fusione


parziale del mantello MOLTO
pi complicato e molti pi
parametri entrano in gioco.
Ad esempio i volatili entrano in gioco anche
in regioni intraplacca ed il ruolo della CO2
di fondamentale importanza nel determinare
la pressione e la temperatura alla quale il
materiale del mantello (peridotiti +
pirosseniti) pu cominciare a fondere.
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Credits
Alcune figure e schemi da:
J. Winter - Lezioni per il corso di Igneous Petrology
Press, Siever, Grotzinger, Jordan Understanting
Earth
Tarbuck e Lutgens An introduction to physical
geology
G.R. Foulger Lezioni per il corso Frontiers of Earth
Science

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Ogni anno cerco di migliorare la qualit della presentazione ed aggiungo


nuove informazioni. Cercate quindi su internet di scaricare sempre la
versione pi aggiornata di queste slides.

Per commenti, chiarimenti o informazioni su queste slides


michele.lustrino@uniroma1.
Petrografia (Scienze Geologiche) Michele Lustrino.
Univ. La Sapienza Roma A.A. 2013/2014