Sei sulla pagina 1di 1

SABATO 25 GIUGNO 2011

PROVINCIA PRIMO PIANO

27

LA MEMORIA NON MUORE

Strappati dallospedale dalle SS


I LUOGHI DEL DRAMMA A lato, lex convento di santa Chiara, ora sede dellIsia, con a sinistra, lex carcere di san Girolamo. Nel tondo, Maria Luisa Moscati Benigni. In basso, le lapidi sulle tombe degli ebrei fucilati a Forl nel 1944, foto tratta dal giornale Una Citt

SIMON WIESENTHAL
NON PER VENDETTA E NON SOLO PER GIUSTIZIA

A 67 anni di distanza si scoprono ancora vicende di ebrei vittime dellodio razziale

CON QUESTO terzo ed ultimo articolo, Maria Luisa Moscati Benigni ricorda gli ebrei catturati dalle SS nel 1944 nellex ospedale di Urbino, ora sede dellIsia. Una lapide voluta dal presidente della scuola, senatore Giorgio Londei, dal sindaco Franco Corbucci e dallAnpi ricorda quel terribile evento. La scritta che appare sulla sommit della lapide recita Zakor, ovvero ricorda. E noi ricordiamo.
di MARIA LUISA MOSCATI BENIGNI

Tra le vittime anche Israel e Lea Amsterdam, che erano internati a Fermignano

LA BANDIERA dIsraele la sventolarono per primi quei cinquemila giovani ebrei palestinesi sbarcati a Taranto, al seguito dellVIII Armata britannica sotto il comando del maresciallo Alexander, il 5 novembre 1944. Da Roma la Brigata Ebraica prosegu per Foligno, Fano, Pesaro e Urbino, raggiunta Cervia si attest a Ravenna. Pochi ricordano che si deve ad essa la liberazione di Ravenna, Faenza, Russi, Cotignola, Alfonsine e Imola; tutte citt in cui fu combattuta, baionette sguainate e in pieno giorno, lunica battaglia allarma bianca della seconda Guerra

sta dal padre Joseph, un polacco di 60 anni e la madre Salka (Sara Jalka) Richter, di poco pi giovane, e i figli Selma e Arthur, questultimo nato in Germania, appena ventiduenne. Erano stati reclusi nel carcere di san Girolamo, da cui in luglio erano riusciti a fuggire approfittando del momento di confusione generale di unItalia allo sbando tra la fuga del re e la presenza dei tedeschi.
AIUTATI, nascosti nel sottotetto della chiesa di san Sergio da don Gino Ceccarini, poi anche da privati e dallinstancabile Concetta Ceccarini finiscono con lessere ricoverati nel reparto Isolamento dellOspedale ove si riteneva fossero al sicuro. Ed proprio l che vengono arrestati

arrestati nellOspedale di Urbino: i Paecht e altri due Amsterdam. Karl Joseph Paecht, rumeno di 55 anni e sua moglie Maria Rosenzweig, ungherese di 47 anni erano stati nascosti con altri ebrei a SantAngelo in Vado. Quando si diffuse la notizia di un imminente rastrellamento tutti fuggirono nascondendosi nei boschi, mentre i coniugi Paecht, ormai stanchi delle continue fughe, sfiduciati si erano lasciati arrestare.
ANCORA pi tragica la storia dellaltra coppia, arrestata lo stesso giorno a Fermignano: sono entrambi polacchi, Israel Amsterdam di 45 anni e sua moglie Lea Rosenbaum di 38. Appena sposati si erano imbarcati a Trie-

dellentrata in guerra dellItalia, il gruppo, che contava 302 persone, rimase bloccato nel settembre del 40 a Bengasi, e fu riportato in Italia nel campo di internamento per ebrei stranieri di Ferramonti. Israel e Lea furono i soli ad essere trasferiti nel campo di internamento di Fermignano. Una tragica fatalit poich quanti rimasero a Ferramonti, furono i primi ad essere liberati dalle truppe alleate che risalivano la penisola.
PER COMPLETARE queste tristi storie locali vanno ricordati quei cinque ebrei, urbinati di nascita, ma da anni residenti altrove, deportati ad Auschwitz tra il 43 e il 44 e l mandati nelle camere a gas il giorno stesso dellar-

LAPIDE IN RICORDO Nella sede dellIsia, un tempo nosocomio civile, sono scolpiti i nomi delle vittime
Mondiale. A centinaia rimasero sul campo: poi sepolti nel cimitero ebraico di Frangipane presso Ravenna.
FINITA la guerra furono impiegati in attivit di soccorso ai sopravvissuti dei lager che scendevano dai treni provenienti dal Nord e al pietoso compito di ricerca e identificazione delle vittime di tanti efferati eccidi. E proprio l, in Romagna, dove avevano combattuto pi aspramente e versato tanto sangue per liberare

quelle popolazioni dalla ferocia nazifascista, portarono alla luce 37 corpi. Erano di povere vittime fucilate nel campo daviazione di Forl sullorlo delle fosse aperte dai bombardamenti Alleati, gli uomini il 5 settembre e il 17 le donne, mogli madri e sorelle di quelli uccisi pochi giorni prima. La piet delle suore del reclusorio femminile aveva nascosto loro la tragica fine dei congiunti.
TRA LORO, anche i deportati elencati nella lapide scoperta il 25 aprile scorso in Urbino. I nomi risultano dai documenti del fondo della Prefettura presso lArchivio di Stato di Forl esaminati dalla studiosa Paola Saiani. Oltre a quello di Gaddo Morpurgo figurano i nomi di Joseph Loewsztein di soli 29 anni nato a Varsavia, di Georg Gottesmann di 45 anni e Joseph Temann di 52 entrambi viennesi, e dellintera famiglia Amsterdam compo-

il pomeriggio del 12 agosto 1944: il primario, professor Canzio Ricci, annota nella cartella clinica di ciascuno fatto uscire dautorit dalla polizia tedesca. I giovani della Brigata ebraica rinvennero anche i poveri resti di quelle due coppie presenti allinterno del camion sul quale le SS avevano caricato gli ebrei

ste nel 1940, diretti, via Siracusa, a Bengasi per poi raggiungere con altri fuggitivi la Palestina, aggirando il blocco navale inglese che impediva lo sbarco agli ebrei provenienti dallEuropa. Era questo un favore che la Gran Bretagna faceva agli arabi per non compromettere i propri interessi a Suez. Purtroppo, a causa

rivo: Arrigo Coen (fratello di Ughetto) e Lina Milla arrestati a Milano, Jole Bemporad a Ferrara, Vittoria Levi a Verona e lurbaniese Eva Moscati nella razzia del 16 ottobre 1943 a Roma. Zakor. Ricordiamo. 3 - fine (le precedenti puntate sono uscite il 16 e 22 giugno 2011)