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Spettacoli

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VENERD 2 SETTEMBRE 2011

PESARO

SASSO SIMONE LA NATURA SI SCOPRE CON I SUOI SAPORI


PROSEGUONO gli itinerari del Parco del Sasso Simone e Simoncello. Domani a Pennabilli, sar il turno di slow nature, un pomeriggio dedicato alla valorizzazione dei prodotti tipici con visite guidate ad aziende agricole, forni e fattorie. Ritrovo ore 14,30 in piazza Vittorio Emanuele II, rientro ore 18 circa. Costo comprensivo di degustazione: 15 euro, minori di 14 anni 10 euro. Domenica itinerari intervallati da punti di ristoro con degustazione di prodotti tipici raccontati da un esperto. Ritrovo ore 8,30 in piazza dei Conti a Carpegna. Info 0722 75350.

CULTURA / SOCIET
URBINO

di SOLIDEA VITALI ROSATI

NEL 1984 Henri Cartier Bresson organizz un viaggio esplorativo intorno a Piero della Francesca: Arezzo, Monterchi, San Sepolcro, Rimini, Urbino. Nella Galleria Nazionale delle Marche, davanti al quadro della Flagellazione, testimoni dellepoca confermano che Bresson stette ad osservare lopera per pi di mezzora tanto da creare sospetti tra pi di un guardiano del museo. Se sul gustoso aneddoto raccontato nella biografia di

In mostra ad Urbino i disegni del fotografo

Henri Cartier-Bresson la matita invece del clic

per poter riesaminare la sua visione del mondo. Riprender per questo il disegno mentre fotografare diventa a poco a poco un fatto quasi privato, per cogliere i lineamenti delle persone intime o la forza architettonica del paesaggio. E COME SE a Bresson il vedere attraverso lobiettivo non basti pi e al pari del suo amico, lo scultore Alberto Giacometti vuole percepire attraverso la sinergia tra occhio mente e mano, la realt. Un approccio fisico, insomma che lo metter davanti ad una serie di scelte interessanti, molte delle quali affrontate nel percorso della mo-

uno dei pi grandi fotografi del Novecento non c altro, nel saggio di Bertrand Marret riportato nello stesso catalogo della mostra La tentazione del disegno che lAccademia Raffaello di Urbino da domani fino al 16 ottobre dedica nello scoprire lattivit di un Bresson pittore, possibile intuire il pensiero dietro quello sguardo calamitato dalla paradigmatica tavoletta. Infatti se chiaramente esclusa ogni tentazione al furto, in quel suo indugiare Bresson rivela la volont di leggere nei segni di Piero della Francesca la sintesi estetica dellarte rinascimentale, cos come gli insegn Andr Lhote, di cui fu allievo appena diciannovenne. PROPRIO dal pittore cubista sintetico spiega Marret, tra i curatori con Umberto Palestini e Luca Cesari dellesposizione allestita nelle sale di Casa Raffaello Bresson apprende le teorie sulla geometria e i rapporti armonici che reggono lopera darte. Nelle sue ricerche sulle invarianti plastiche Lhote esalta una sorta di pittura voluta come operazione intellettuale ed esercizio spirituale ed per questo che Bresson pi tardi riconoscer al suo maestro di avergli chiarito cosa fossero la logica di un quadro e il rigore dello sguardo. Viene da s che questo insegnamento gli sar prezioso per la solidit delle sue composizioni fotografiche, elemento sostanziale del valore universale della sua opera,

ma allo stesso tempo rintraccia il tributo che la tentazione per il disegno e la pittura hanno portato alla grandiosit espressiva che fanno di Bresson un monumento della fotografia internazionale. Di questa passione forte a tal punto che nel 1973 allapice della gloria porter Bresson a riporre la sua Leica per armarsi esclusivamente di matita, penna e pietra nera e dedicarsi fino alla fine dei suoi giorni allo sviluppo dellarte pittorica parla la mostra che Giorgio Cerboni Baiardi, presidente dellAccademia Raffaello inaugurer domani alle ore 17 ad Urbino e che, in esclusiva per lItalia presenta al pubblico una carrellata di trenta opere grafiche su carta del maestro con laggiunta di immagini biografiche dellartista prese da vari album di famiglia. LEVENTO promosso in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson continua Baiardi e propone disegni di paesaggio, citt e daprs da pittori italiani e francesi, dando cos lopportunit rara di offrire alla visione del grande pubblico in modo organico, opere allacquarello, al tratto, incise che costituiscono della per-

sonalit creativa di Bresson una parte rimasta tuttora in ombra o poco conosciuta. Intense sono anche le varie foto di famiglia: Grazie alla disponibilit di Bertrand Marret, nipote di Bresson conclude Baiardi in mostra avremo un gruppo di fotografie che sono state scattate in ambito familiare e sono relative agli anni dinfanzia e della prima giovinezza del fotografo. LIMMAGINE non va scattata, va pensata amava riassumere Bresson, a chi gli faceva domande per carpire il segreto della sua arte. Perch in definitiva come egli stesso scriver nei suoi diari la foto-

grafia un quaderno di schizzi, uno strumento dintuizione e spontaneit ma che al pari o forse meno del disegno gli permette di conoscere la realt, di fissarne lessenza. Insomma come se la visione attraverso lobiettivo sia di fatto meno acuta, superficiale. Ecco perch negli anni 70 dice il nipote convinto di questo ha sentito il bisogno di rimettersi in discussione maturando la voglia di fuggire alla stretta della notoriet,

stra: dal rapporto di Bresson col nudo a quello con la riproduzione fedele e non astratta dei soggetti ripresi in pittura. Infatti in assoluto Bresson predilige il disegno dal vero mentre se fece due scatti di nudo in tutta la sua carriera fotografica con il disegno si spinse nellapprofondire la conoscenza del corpo femminile. Info 0722 329695, www.accademiaraffaello.it Foto: ritratti di Bresson e disegni dellautore