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SABATO 10 DICEMBRE 2011

FOSSOMBRONE, CAGLI E URBANIA

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RESTAURI SECOLI DI STORIA CITTADINA RIASSUNTI IN UN EDIFICIO. RIPULITA LA FACCIATA, TANTE LE SORPRESE

Urbania ha un tesoro: il palazzo comunale


di SOLIDEA VITALI ROSATI
URBANIA

Completati i lavori di recupero, linaugurazione sabato prossimo con una bella festa
LA MACCHINA costruita nel 1814 dallorologiaio di SantAngelo in Vado Antonio Podrini, con il treno del tempo e il rastrello delle ore tirati a lucido, temporaneamente poggiata nellatrio del Palazzo Comunale di Urbania. I due torcieri in ferro battuto, fin dal Rinascimento posizionati ad illuminare quella che oggi si chiama Piazza della Libert, sono ancora a terra, visibili allinterno della sala Montefeltro lungo Corso Vittorio Emanuele dove resta allestita fino a oggi, con foto e documenti, una mostra estemporanea che illustra le tappe di un restauro ormai al termine. Non per niente infatti la festa di inaugurazione per un recupero conservativo che ha interessato, per la prima volta nella storia del nostro territorio lintera facciata di un palazzo sulle cui pietre e nei numerosi elementi incastonati si trova un vero e proprio compendio di storia durantina fissata per la prossima settimana, sabato 17 dicembre alle ore 17. A scoprire un ipotetico drappo, a svelare il quadrante classico dellorologio sulla torre campanaLavvocato Cristiano Podrini, che in memoria del bisnonno ha sostenuto le spese di restauro della macchina oraria che probabilmente trover posto allinterno dei Musei Civici e il curatore del progetto Giovanni Lucerna, coordinatore per la Comunit montana dellAlto e Medio Metauro della Rete dei Musei partecipati. Poi Feliciano Paoli, direttore della Biblioteca e dei Musei civici con il quale daremo alle stampe un vademecum tascabile che condurr il visitatore in unesplorazione dei segni urbanistici in chiave storica. Infine conclude Lucarini devo riconoscere lottimo lavoro fatto dai professionisti artefici del recupero: i restauratori della Cbr di Urbino, i mastri orologiai Sauro Corinaldi e Adriano De Santis di Cingoli e il fabbro Feliciano Pierini. DI FATTO pi che la messa in sicurezza di un immobile a cui negli anni 60 al massimo venne rifatto il tetto e poco altro gli studi sottolineano il valore culturale delloperazione. Sul duecentesco palazzo Feliciano Paoli nota: Poco sopra il portone c il primo stemma della Comunit di Casteldurante con la scritta di devozione e di fedelt guelfa. Poco sopra, un secondo blasone riferito ai Montefeltro - Della Rovere che segnarono la fase rinascimentale. Del resto laquila feltresca e le foglie di roverella sono segni che ricorrono nei due giganteschi torcieri databili tra il XVI e il XVII secolo e che per secoli rischiararono loscurit urbana. Al centro della facciata continua Paoli murata lepigrafe con lo stemma ancora attuale: il giglio guelfo e le api Barberini di papa Urbano VIII che elev la terra di Casteldurante al rango di Citt e a sede vescovile, mutandone definitivamente il nome in quello di Urbania (1636). ALTRO GIOIELLO recuperato stato il meccanismo dellorologio della torre campanaria: Lorologio ha una sua singolare vicenda che si intreccia con la ventata francese vissuta dai territori del Metauro, tra il 1808 e il 1814, quando lamministrazione pubblica pass dalla giurisdizione pontificia a quella napoleonica del Regno dItalia racconta Gianni Lucerna . Il 14 agosto 1811 Podrini, perito orologgiaro, gi affermato artigiano che godeva della qualifica di professo-

SALVATO LOROLOGIO Progettato dal vadese Antonio Podrini, il ripristino finanziato da un discendente
ria alta 32 metri, i vari medaglioni, lo scudo guelfo, fino alle diverse epigrafi e al portale rinnovati da secoli di sedimenti e muffe, sar il sindaco Giuseppe Lucarini che per loccasione vorr al taglio del nastro tutti coloro che hanno reso possibile limportante operazione culturale anticipa il sindaco . Vorrei ringraziare lonorevole Massimo Vannucci che ci ha aiutati a trovare i finanziamenti per il restauro del palazzo.

TORCIERI IN MOSTRA Rifatti da Feliciano Pierini torneranno nella posizione di un tempo. E saranno accesi
re, perch aveva tra laltro realizzato nel 1806 ad Ancona la nuova Machina Oraria per il Palazzo del Governo, sollecitato dai nuovi amministratori, propose la realizzazione di una macchina che segnasse le ore allAstronomica, o sia alla Francese che fa iniziare il nuovo giorno dalla mezzanotte. Ma le magre disponibilit di bilancio fecero optare per una macchina fabbricata in economia, ma pur sempre come garant lo stesso Podrini usando diligenza ed attenzione. Tornati sotto lo Stato della Chiesa (6 aprile 1814) il tecnico, per installare definitivamente la sua opera sulla torre, dovette riportare limpostazione a quella tradizionale allitaliana, di sei colpi in sei colpi, che prevedeva linizio del nuovo giorno mezzora dopo il tramonto del sole e una scansione oraria basata sui ritmi della vita religiosa: mattutino, lora terza, lora sesta, lora nona, il vespro, la compieta (lora che concludeva la giornata). ANTONIO Podrini, ultimo orologiaio vadese, fece unopera eccellente che ha segnato lora per 160 anni conclude Lucerna . Inoltre ha componenti tecnologiche interessanti e singolari come ad esempio lo scappamento Graham e il pendolo lungo quasi 4 metri. Vera e propria meraviglia della tecnica ottocentesca: lorologio cost al Comune 3.000 lire. Qualche anno dopo Podrini realizz la Machina di Urbino per il campanile del Duomo.

GRANDE IMPEGNO Sopra ed in alto a destra, i due torcieri rifatti. Qui a destra, Romeo Bigini con vecchie foto della facciata del Palazzo Comunale, il sindaco Giuseppe Lucarini ed il fabbro Feliciano Pierini. Di seguito, un dettaglio dellorologio recuperato dalla torre, Romeo Bigini con restauratori della Cbr. Sotto i tecnici dellorologio: Sauro Corinaldi e Adriano De Santis di Cingoli

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