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Elisabetta Serrao

E)< SPOU$ WCTORIE AFRICANEz DEITE ISCRIZIONI ARABE SULL'ORTGINE DI NAPOLI EPOZ.ZUOIJ

I. La presenzadi matenaleepigrafico islamico in tetra d'occidente fatto ben noto e ampiamente indagato, sotto vari aspetti, dagli studiosi di epigafiae di arte islamica.In aree come la Spagnae la Sicilia, si potuto spessodimostrare l'origine locale delle epigrafi rinvenute, specidmente nel caso delle stele funerarie destinate a sepolture di musulmani effettuate in terra straniefa, in seguito a periodi di vera e propria dominazioneo di insediamentotemporaneo. Sinora, invece, non stato possibile dtrettanto Per un piccolo gruppo di resti epigrafici rinvenuti sul territorio camPano,e segnatamente nelf'atea comPresa fra Napoli e Pozzuoft, dove storicamente non si sono mai vedficate dominazioni musulmane, n insediamenti anche brevi, come per esempio quelli pugliesi. Il Regno di Napoli ha sempre costituito, certo, un terdtorio appetibile da pztte musulmana: e vari furono gli assalti che, sin dall'alba del medioevo, si susseguirono nella spef^nz^della conquista. Tdi tentativi non fufono per mai coronati da successoe, nella storia del Regno, i musulmani furono ora nemici, on alfead- sebbenemai integrati nella societ cristianae, soPrattutto, mai dominatori. La difficolt di ttj.)tzzaretali iscrizioni a sostegno di una pfesenza stanziale musulmana nel napoletano risulta evidente dalle premesse di un loro recente elenco e descrizione da Parte di V. Grassi, in cui tali materiali sono, da una par"te,presentati <fta i reperti archeologici pi significativi, che testimoniano una Presenzaarabain Campania>, in quanto <<fomisconoelementi sicuri che Possono costituire un^ ttama esile, pe quanto riguarda la consistenzadei dati forniti, ma esatta

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e tracronologici della storia complessa suo fissare Precisi limiti nel XI-eXIJ>; in nel Napoletano' nei secoli vagltztadi questa p'""tn' in sede N^poti ePParenternente le iscriziol rinvenute " particolare, tale circostanza sia corrett"-:::5 di scavo (vedremo poi come <dell'inserimento di. q:tt: :l"t*tendere), porrebbero il problema. stoico n@oepigrafico_arabo ncl contesto aa -"l"aa. rnenti e del resto la moiedi

cot delDacato' 'iii''e"'' cbe letano uadagti .:Y.* sttsstsede rileva'd'altto si 't Nt" WI, Seryio nnoNofi'n )-o'*oo"' sia stata rnai sta-

artba aNapoli non canto, anche to*t o" p"*"nu to <esiguet dOt:"*::l-:.ntt bile n continua>, fra iestimonianze valutain poo che un'oggettiva pi su aree limitro *"*tndo alla p'ima ipotesi'2 zione dei ar,i r,oo.i'fr;;;"t;.ooi.d. di tipo funeraci occupiamo sono rurte II. k iscrizioni di cui qui e b frne del ]il secolo delmanno' a"l"tl?"- Y\tttzioad'xr rio, su ripartendole " un elenco 5srnrn^riqr, i^..g*," l,era cristian". N. a" i* secondola Provenienza''

1 Grassi 1gg2,pp.337,339 (corsivo mio)' , Ibid., pp.33g-34L.Non so su quali bi t: :F"ta e c"irur'lc tt'*to mierati arabi inseriti tta "t'omito

;::&^*"a:*{n:"1#*ru*r*:il#.ffi
essefe coi-v-erutai"""^"n1, (Ibid.,p.3a\. si po_ssa .orersi ar \fus:lornb t/wIocar aucuL ur periodi paciEca convivenza con l sctredc som ou'rerate rn ordine 3 Mi baso soro in parte su Grassi r99z,re 1 b parente^sitonda)' in cifte romane, qur riportxr cronologico (tare numerazione, presso il \fu-'eo '{rcheologico attualmeote .il^i'f*zo La siqla MA_A.N i.** prosenieote da Palermo 'Colt"ioot r" 'itrt-p*maticz Bo$t (Ibid'' Nazionale di Napoli' *;f,"u}ilt;""i '1"t^ n la colonnetta proveniente si veda(Grassi 1992, rc'VIII)' come acqui<ti dei \Ll.L\: ^S"printendtnt' sul territorio camPano di Napoli' nr. VD, in quanto grunte -\rcheologica ltU" itoi"t su arno i documenti i" A'"hi;; <acquisto:5"i:-11a Q.,o'o1, III D 1(z, ,.t;;r^;;banro fascicolo

'b gesazr in'loco di edc[t ci;d o di 'mercantl

chitrave.Anno1855>;'.''1"i"""''iy':::y;:Xl?t^;;*!f;:l;#tf, ("')' casn


a iWin lin $editl Napoti !.8 -in1)'
o*o biirto snitta in otfto> (fr+'

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Ex Spoliis Victoda Africanr

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Pozzuoli Quamo iscrizioni reimpiegate in un'abitazione privata, descritte di per la prima volta nella guida seicentesca Pompeo Sarnelli (frg.4! 1. (D T,stra quadrangolare; anno 471H./1O27A.D-, di lbn Umar Altnad ben Sa'adl ben al-MalikV. GL nella collezione di Domenico Spinelli, principe di San Giorgio, poi al MAAN

(ne.3).
2. N)
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T ostra rettangolare; enno 473H./1081A.D., di Muhammad MAAN (ng.a). bmAbl Sa'ada. T ^stra rettangolare; anno 576H./1180 A.D., dt Zayab bint ur. Disperca.s Abd al-Man anno 576 H./1181 A.D. dtYafua ben I-astra rettangolare; 'AE al-Va. Dispersa.6 Iscrizione rinvenuta nel 1834 Presso il Largo della Malva. mutila; anno 524H./1'1'30A.D.,drAbl Iatra rettangolare ][s hammad Abdallah benAbV al-pasin. MAAN.

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5.Oatr)

t S.meili 169-, p. 64. Nell'edizione del 1696 il Samelli dla notziz [senzatavole], fra le altre.cose notabili da vedere in Pozzuol>, di quattro iscrizioni arabeinfisse nel muro di un'abitazione privata. L'anno successivola Gda del Samelli fu ripubblicat4 con sarie aggiunte e una traduzione ftancese a fronte, dall'editore e antiguario trrnco-napoleano Antoine Bulifon. In tale occasione la guida fu prowista di una serie di rncrsioni su reme, una delle quali mostrava le iscrizioni di casa C"1"61"' tavola inserite accanto al testo di riferimento, senza numerazione di pagina' Nell'edizione del 169? ddla Gnida le iscrizioni non erano commentate, n tanto meno tradotte. E con I'edizione del 1702 che viene data anche la Tradt{one ktina di qutlm manri arabi [...] fatta it Parigi dal SignoreAbate di Lartgterile. cft. Samelli , pp. 307-312. \ello stesso anno (ma il primato sPetta tuttavia al Longuere) I'orieotalisa olandese Haddan Reland pubblicher anch'egli la sua traduzione, in latino, delle quanro eprgr.4 ma ripetendone il testo solo di tre: Reland 1702, pp. 5-10. t Di qoest e della successivaepigtafe, la nostra nr. 4, ci resta solo I'incisione della Gda ' Forc$ieri Samelli 1697, p. 64 (e succ. edizioni). 'Si veda alb n. 5.

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a sormontato da elemento Cippo sepolcralea colonnetta'

Abd Pigno,arcaePigrar.t:1.PT':1:'::::";:::r';::r;:i;Tt A.o ; y ;i"" ':;#;;;;;-)ii"' i s+ 'Abun1 !' : :';y T.!," ;; i.7o ben.,lltrat-Rtt'a1n' :(: MAAN' Napoli prrvata'luogo imprecrsain una casa Iscrizioneteimpiegata incompleta;.11": 417H/1026-27 to. Lastraquadrangolare' at-Fai sl Ginella

7.(ID

o ar.xaul A.D.,di l' u tnfann o1i'r.t tE i I Francesco Daniele'8


^'Jtttoiogo collezione del tetterato "

Poi al MAAN' lavori di scavoper la rinvenutenel 1903' durante Due iscrizioni Vasto a Chtua'e via f.;"*r4 Presso del

liJffi Napori20'26' cnzra ua c'u^*^ t"-lnl t"Tl: lffi I llftt; buito n'-pp'' tv''rvRCEA w; non'ftmisce alcuna,indicabuito a Napoli' Ma la lemeratura "" a";t* *",",.*.*ii*T'i' ul' *.?i ; "' si vedaolue'
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1992'p' 345'il pezzoaw' 53,rv'3[L'ripreso da Grassi

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.-? qui proposu' probabileorigineputeolana i., zioneplausibile or ,.rrrol*Ju cfr' orientalistici' e i suoi interessi , sul,interessante figuradi Fr*..r.o Daniele di recenteTe1977,pp.627-630;e pi castardi1812;ciampiui ir,^J"-""u. Tirelli 1987' 1980-81; scione llimporante. scopertadi e ,,In Sezionechiaia staafzttt l,anno passato[903] del vasto' pt' l" t'oo"" rogn"*t^ dtttt "i" 60 araba[...]M.;;; ,i;;""^"" un iscrizione p?ofondit-di'centimeui o"'["'-"u' tu rinvenutaquasr e propriament' "u'ituot?uii;'i;i";:; lapide["'l ;':t Pttt^t:1t<da sia del Vastol>>: d"t pr..,t. tirr.tto ,u"a"t'J'f-'f' -4" del Vasto tdei principi d"{valos facenu parte front al cancello atf gi"'o" di come "s;gl; .;"siderano i pezz\ dt chiaia araba'dt'' Scheriro che colonna dt a aot to"t'iu ut (IJn'iscri{one d".o aniam,' tr" gi"t'ii;';;;; ds.urt di M' Scheritlo)'Inolae aoUo '*1y3^) Nopot;' Colonna di Stigliano e IJn'iscti{one la pubblillt:1"' ""tt" h Jou 'o'ptt" "tu''if*laere Michele Scherillo d""o"J" nvisa (uscitaquasitn contemSJqU""".t*: del dichia:-t::i comunicazione Colo^ila'ai a pubblicare' p"'"iepigrafici che andava poraneasn Napoli N'Uif"m'-aJ

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'randoioil primo q:*'t*:f ;;;;:;;"ar .',


seqretario della Commii'it"t--""itipale itu' ,r.iri, anogart il di'i*t"'1;;:t;;"

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di potersi' o dodei'mon-rinenO 'i[nne pezzi'Lz foto pubblidei p"uuut"'ione

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Ex Spoliis Victorire Afncanr

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9.QilD

Lastra rettangolare in due frammenti; ^nrlo 465 H./1073 A.D. del qa'idMuhiqibn lful-fah Dispersa. Stele prismatcain due frammenti; non datatz CXII sec.?.). Dispersa.

Provenienza ignota 10. (XD 11. 6IID Frammento di lastra; non darata ffII sec.?). MAAN.

Frammento di steleprismatica; non datata.MAAN.

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III. La conrestualizzazionedi questi materiali medievali arabi rinvenuti a Napoli e Pozzuolt non pu, com, evidente, esserein alcun modo riportata 4 nuclei islamici residenti in tari aree fra 1021 e 7781; ndtczzioni cronologiche, queste, desunte dalla date rilevabili nel testo epigrafico delle lapidi datate. La pnmarisalente al tramonto dell'et ducale (553-713i),la seconda al principio della breve dominazione nornanna (1139-1 194). In realt, una lettura pi attenta della cosiddetta letteratura di descrizione << storico-geografr,cu> locale - cui la stessaguida del Sarnelli afferisce - in grado di fornire una serie di indicazioni che, rilette a confronto del materiale disponibile, ne rende pressoch chiara I'origine, cos come le circostanze d'arrivo nella regione flegrea. Ne d un primo cenno Giulio cesare capaccio nefle sue Ne@olitanaeHisoiae,la cui prima edizione risale ai primi del secolo xvII, discutendo l'amenia dei cosiddem Horti roletani, ossia del giardino annesso aJpalazzo e '1uogo di delizie" del vicer pedro de Toledo inpozzuoli, di cui particolarmene decantateerano le fontane: celebresaddehis hortos quos petrus Toreto exaedificavit, quandorevocatis Puteolanis terraemotu qui perterriti,prorup_
cata da scherillo, seppure quasi illeggibite, resta fino a oggi l,unica documentazione di queste epigrafi: Scherillo 1904, pp. tZO_ll1; Colonna di Stigliano {91o$afic1 1904,pp. 95-96.

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urbis frequento cinereomonte in aliasfedescommigrarunt' perduxit, quaedl si calidam tiam restituit.Aquam Perennem saluinter ignesexistimarcm) bibentibusseoffert (calidiorem obiiciuntteffaevenaePerquas berrimamtamendegustandam accolas publico fonte refluit. SedoptimusPrincepssitielrtes creavit.lo za Tale residen viceregnaledt Pozzuoli fu edificata, forse su una preesistentestnrttura aragonese,ftz l' 7540 e il 1541- Pedro de Toleurbanista>,volle con la sua fondazione convincere gli ado, il <<vicer bitanti di Pozzuoli a non abbandonareI'area flegrea,dopo I'esodo verificatosi due anni prima, in seguito all'eruzione del Monte Nuovo.r' Particolare cura prodig il da Toledo all'abbellimento del giatdino, detto <il Campiglione) e proteso verso il mare - il suolo, trasformato nel XfX secolo in villa comunale, altro non che il Largo della Malva dove nel 1834, come si visto, fu ritrovata un'altra iscruione anbz Qa nostra nr. 5) e in cui egli fece collocare non solo fontane, ma a scopo decorativo anche frammenti di antichit (abbondanti in Pozzuoli, l'antic a Puteo/) e quindi, un certo numero di epigrafi arabe.l2 Tutto ci era ricordato direttamente da un'iscrizione latina' datata 7540, fatta apporre dal da Toledo sulla porta d'ingresso al giardino, di cui se ne annunciava, non senza giustificabile compiacimento, il ricchissimo contenuto, com' ricordato dallo stessoCapaccio:

to Capaccio 7607,p. 748. " Lopez 1986, pp. 727,138-742. Sulla figura di Pedro de Toledo, in generalecft. Miccio 1842 Luna 1950; Del Moral 1966; Annecchino 1978; Galasso 1994, pp- 6972 epasim. Come "urbanista", de' Seta 1969, I, pp. 96-114; Pme 7975. t' Qoi fu ritrovata, fta I'altro, la celebre base con iscrizione latina di Mavorzio, probabilmente esposa originariamente negli stessi giardini: cos come I'iscrizione in caratteri nabatei CIJ II 158; cft. Gervasio 1851,pp- 13-1'5epassin; Dubois 7907,p.252.

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Ex SpolisVictorir Africana

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Hortis hoc inscriptumepigramma, PETRVS TOLETVS MARCHIO VILI-AE FRANCHAE CAROLI V IMP. IN. REGNO NEAP. VICARIVS VT PVTEOI.ANOS OB RECENTEM AGRI CONFI-AGRA_ TIONEM PALANTEIS AD PRISTINAS SEDES REVOCARET HORTVS PORTVS ET FONTES MARMOREOS EX SPOLIIS QVAE GARSIA FILIVS PARTA VICTORIA AFRTCANA REPORTAVERAT. OTrO GENTOQ. Dl;_ vrT AC ANTTQVOR\A4 RESTAVRATO evn,lrq PVCTV AQV,{S SITIENTIBVS CIVIBVS SVA IMPENS. RESTITVITAN. A PARTV VIRG. MDXL.l3 L'ar',vo di tale materiarea.pozzuohsi dovrebbe dunque ar figlio secondogenitodi Don pedro, Garciade Toledo (I5l+15;S): il quale ebbe un'intensa vita militare, spesainteramente sui mad e principarmente in Nordafrica, nell'Egeo e nel *vate. vicer di caalogna e Rossiglione,risulta presente nel 1535 con cado v all,assediodi runisi; all'et di ventun anr.davevaal suo comando gi sette galere regie, avendone dal 1539 di proprie. Dopo anni di .oi.i.r.," pJregnnazion e battaglie fua ir-evante e il Nord^f/,r ner 1564fu infine nominato , capitan General la Marda Filippo rI e, nello de stessoanno, vicer di Sicilia; eredit tlpalazzo di pozzuoli nel 159 (fig. 5).to Bench militare, quindi, a tempo pieno, il giovane . Don Garcia fu tutt'altro che privo di interessi artistici e letteiari, al punto di vorere sempfe con s, nele proprie spedizioni navali, il cerebre cavaliere e poeta Luigi ransillo (1510-156g), qualein ii pi occasionine celebr le qualit e le imprese in poesie . .on"rai, fra cui particolarmente noti quelli pubblicati dopo la felice spedizione contro <la citt di Africa in

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13 capaccio 1607, p' 749. La notizia e 'testo detscrizione (da tempo andata perduta) sono riportati anche in Samelli 1697,p. 6g. 1a Su Garcia de Toredo cft. chotin 1g99;De Dios Blanca 1945; ontiveros y Herrera 7950; De Mulhacn 1963,pasiu.I dati e il breve ritratto in Braudel rozo, ip. los311,317-319 e 320-325,sono da integrare anche su Lopez 19g6,pp . 139_141.

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(Napoli' Fig. 1 - Cippo sepolcrale a colonnetta, dalla collezione Borgia " Nazionale, foto MAAN, 1930)' Muse'Archeologico

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