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Fondamenti Dell'Assistenza Infermieristica

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Fondamenti di Infermieristica

L. White, G. Duncan, W. Baumle S I TO D E D I CA TO

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Fondamenti
di Infermieristica
Seconda edizione

Volume I
Principi generali
dell’assistenza infermieristica
Lois White, RN, PhD
Former Chairperson and Professor, Department of Vocational
Nurse Education, Del Mar College, Corpus Christi, Texas

Gena Duncan, RN, MSEd, MSN


Former Associate Professor of Nursing, Ivy Tech Community
College, Fort Wayne, Indiana

Wendy Baumle, RN, MSN


James A. Rhodes State College, School of Nursing, Lima, Ohio
Titolo originale:
L. White, G. Duncan, W. Baumle
Foundations of Nursing - III Edition
Copyright © 2011, Delmar Cengage Learning

Fondamenti di Infermieristica - Volume I - II Edizione


Copyright © 2013, EdiSES srl - Napoli

9 8 7 6 5 4 3 2 1 0  
2017 2016 2015 2014 2013

Le cifre sulla destra indicano il numero e l’anno dell’ultima ristampa effettuata.

A norma di legge, le pagine di questo


volume non possono essere fotocopiate o
ciclostilate o comunque riprodotte con
alcun mezzo meccanico. La Casa Editri-
ce sarebbe particolarmente spiacente di
dover promuovere, a sua tutela, azioni
legali verso coloro che arbitrariamente
non si adeguano a tale norma.
L’Editore

L’Editore ha effettuato quanto in suo potere per richiedere il


permesso di riproduzione del materiale di cui non è titolare del
copyright e resta comunque a disposizione di tutti gli eventuali
aventi diritto.

Fotocomposizione: EdiSES srl – Napoli

Stampato presso la
Tipolitografia Petruzzi & Co. s.n.c.
Zona Ind. Regnano – Città di Castello (PG)

per conto della


EdiSES – Napoli

[Link]

ISBN 978-88-7959-779-1
CURATORI

Edizione italiana a cura di:


Maria Amato – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Giovanna Artioli – Università degli Studi di Parma
Pierluigi Badon – Università degli Studi di Padova
Piera Bergomi – Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia
Francesco Casile – Università degli Studi di Torino
Massimiliano Chiarini – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Giancarlo Cicolini – Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Alessandro Delli Poggi – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Vincenzo Gargano – IPASVI Palermo
Guglielmo Francesco Guerriero – Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
Loreto Lancia – Università degli Studi dell’Aquila
Francesco Luca – Università degli Studi di Palermo
Elisabetta Palma – Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Rita Papetti – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Mauro Petrangeli – Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
Vincenzo Pilone – Università degli Studi di Salerno
Adolfo Stellato – Università degli Studi di Salerno
Barbara Suardi – Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”
Milena Vespignani – Università degli Studi di Ferrara
Carla Zenobi – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Coordinatore:
Loredana Gamberoni – Università degli Studi di Ferrara

III
AUTORI
LOIS ELAIN WACKER WHITE si è diplomata in formatrice, professoressa associata e direttrice di un
Infermieristica alla Memorial Hospital School of corso di laurea in Infermieristica. Come membro di
Nursing, Springfield, Illinois; si è laureata in Scienze facoltà, ha insegnato in numerosi corsi di Infermieri-
al Del Mar College, Corpus Christi, Texas; ha con- stica.
seguito un bachelor di Scienze in Infermieristica alla La sua tesi di master si intitola “An Investigation
Texas A & I University – Corpus Christi, Texas; ha of Learning Styles of Practical and Baccalaureate Stu-
conseguito un master di Scienze in Formazione alla dents”. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul
Corpus Christi State University, Corpus Christi, Journal of Nursing Education. È coautrice di due libri
Texas; ha conseguito un dottorato in Formazione di testo, uno di stampo medico-chirurgico e l’altro
all’Università del Texas, Austin, Texas. per gli esami di avanzamento degli studenti infer-
La [Link] White ha insegnato al Del Mar mieri. È stata un membro attivo della Sigma Theta
College, Corpus Christi, Texas, nel corso di laurea Tau.
in Infermieristica. Per 14 anni è stata Direttrice del
Department of Vocational Nurse Education. Ha inse-
gnato fondamenti di infermieristica, salute mentale WENDY BAUMLE è attualmente formatrice in
e malattie mentali, nursing medico-chirurgico e nur- nursing al James A. Rhodes State College in Ohio.
sing materno-pediatrico. La sua carriera professio- Ha lavorato per 19 anni come clinica, formatrice,
nale include anche 15 anni di pratica clinica. coordinatrice sanitaria del distretto scolastico e acca-
La [Link] White ha fatto parte del Nursing demica. Ha insegnato fondamenti di infermieristica,
Education Advisory Commettee del Board of Nurse nursing medico-chirurgico, pediatria, ostetricia, far-
Examiners per lo Stato del Texas e del Board of macologia, anatomia e fisiologia ed etica nell’assi-
Vocational Nurse Examiners, che hanno sviluppato stenza sanitaria nei corsi di laurea in Infermieristica.
le competenze attese per i laureati in Infermieristica. Precedentemente ha insegnato al Lutheran College,
Fort Wayne, Indiana, al Northwest State Community
College, Archbold, Ohio, e al James A. Rhodes State
GENA DUNCAN ha lavorato come caposala College a Lima, Ohio. Ha conseguito un bachelor di
per 36 anni in ambito clinico, sanitario comunitario Scienze in Infermieristica all’Università di Toledo,
e formativo. Questo l’ha dotata di un’ampia gamma Toledo, Ohio, e il master in Infermieristica al Medical
di esperienze infermieristiche e di una varietà di College of Ohio, Toledo, Ohio. È membro di diverse
tecniche per soddisfare le esigenze formative degli organizzazioni infermieristiche professionali, tra cui
studenti di oggi. la Sigma Theta Tau, la American Nurses Association,
Durante la sua carriera professionale, la Dott. la National League for Nursing e la Ohio Nurses
ssa Duncan ha lavorato come infermiera di staff, assi- Association.
stente del caposala in un reparto medico-chirurgico,

V
VI UNIT 1 Laying
INDICE the Foundation
GENERALE

PIANO DELL’OPERA

VOLUME I
PRINCIPI GENERALI DELL’ASSISTENZA Unità 5 PROMOZIONE DELLA SALUTE
INFERMIERISTICA 14 Concetto di benessere
15 Concetto di sé
SEZIONE I 16 Spiritualità
Assistenza infermieristica di base 17 Terapie complementari/alternative
18 Nutrizione di base
Unità 1 CONCETTI ESSENZIALI
19 Riposo e sonno
1 Qualità necessarie per la buona riuscita negli
20 Sicurezza / Igiene
studi infermieristici
2 Assistenza infermieristica olistica
Unità 6 CONTROLLO DELLE INFEZIONI
3 Storia, formazione e organizzazioni infermieri-
21 Controllo delle infezioni / Asepsi
stiche
22 Precauzioni standard ed isolamento
4 Responsabilità legali ed etiche
23 Bioterrorismo
Unità 2 L’AMBIENTE DELL’ASSISTENZA
Unità 7 FONDAMENTI DELL’ASSISTENZA
SANITARIA
INFERMIERISTICA
5 Storia, evoluzione e organizzazione del Servizio
24 Bilancio dei liquidi e degli elettroliti ed
Sanitario Nazionale
equilibrio acido-base
6 Scenari assistenziali
25 Somministrazione dei farmaci e tecniche
endovenose
Unità 3 COMUNICAZIONE
26 Accertamento
7 Comunicazione e relazione
27 Trattamento del dolore
8 Insegnamento al paziente
28 Esami diagnostici
9 Processo di nursing / Documentazione /
Informatica
Unità 8 PROCEDURE INFERMIERISTICHE
29 Procedure di base
Unità 4 PROBLEMATICHE DELLO SVILUPPO
30 Procedure intermedie
E PSICO-SOCIALI
31 Procedure avanzate
10 Ciclo della vita
11 Considerazioni culturali
12 Stress, adattamento e ansia
13 Assistenza di fine vita
VI
PIANO DELL’OPERA VII

VOLUME II
INFERMIERISTICA MEDICO-CHIRURGICA, Unità 15 ASSISTENZA INFERMIERISTICA:
MATERNO-INFANTILE E PEDIATRICA INTEGRITÀ FISICA E MENTALE
48 Malattie mentali
SEZIONE II 49 Abuso di sostanze
Assistenza infermieristica per la salute
dell’adulto Unità 16 ASSISTENZA INFERMIERISTICA:
L’ANZIANO
Unità 9 CONCETTI ESSENZIALI 50 L’anziano
32 Anestesia
33 Chirurgia Unità 17 ASSISTENZA INFERMIERISTICA:
34 Oncologia IL SISTEMA SANITARIO SUL
TERRITORIO
Unità 10 ASSISTENZA INFERMIERISTICA: 51 Assistenza motoria, riabilitativa e palliativa sul
OSSIGENAZIONE E PERFUSIONE territorio
35 Apparato respiratorio
36 Apparato cardiovascolare Unità 18 APPLICAZIONI
37 Sistemi ematologico e linfatico 52 Emergenze
53 Integrazione
Unità 11 ASSISTENZA INFERMIERISTICA:
DIGESTIONE ED ELIMINAZIONE
38 Apparato digerente SEZIONE III
39 Apparato urinario Assistenza infermieristica materna e
pediatrica
Unità 12 ASSISTENZA INFERMIERISTICA:
MOBILITÀ, COORDINAZIONE E Unità 19 ASSISTENZA INFERMIERISTICA:
REGOLAZIONE OSTETRICIA
40 Apparato muscolo-scheletrico 54 Assistenza prenatale
41 Sistema nervoso 55 Complicanze della gravidanza
42 Sistema sensoriale 56 Processo di nascita
43 Sistema endocrino 57 Assistenza post-partum
58 Assistenza neonatale
Unità 13 ASSISTENZA INFERMIERISTICA:
FUNZIONE RIPRODUTTIVA E SESSUALE Unità 20 ASSISTENZA INFERMIERISTICA:
44 Apparato riproduttivo PEDIATRIA
45 Malattie a trasmissione sessuale 59 Fondamenti dell’assistenza pediatrica
60 Bambini con bisogni speciali: dalla nascita ai
Unità 14 ASSISTENZA INFERMIERISTICA: 12 mesi
DIFESE CORPOREE 61 Problemi comuni: da 1 a 18 anni
46 Apparato tegumentario
47 Sistema immunitario
INDICE GENERALE

Prefazione / XXV Analisi degli impegni rispetto al proprio tempo . . . . . . . . . . 10


Come usare il testo / XXIX Conoscenza di se stessi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
Definizione dei propri obiettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
Definizione delle priorità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
Autodisciplina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
Sezione I Sviluppare una strategia di studio ........................ 12
Curare l’ambiente di studio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
Assistenza infermieristica di base / 1 Rendere accessibile il materiale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
Ridurre al minimo le interruzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
Utilizzare al meglio il libro di testo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
UNITÀ 1 Elaborare un piano di studio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
Prendere appunti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
Preparare gli esami . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
Concetti essenziali / 1 Pre-esami . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
Apprendere dagli errori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
CAPITOLO 1: QUALITÀ Comunicare con docenti e tutor . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
NECESSARIE PER LA BUONA RIUSCITA Riflettere in modo critico ....................................... 16
NEGLI STUDI INFERMIERISTICI / 2 Capacità di pensiero critico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
Lettura critica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
Introduzione ..............................................................3
Ascolto critico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
Apprendimento .........................................................3 Eloquio critico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
Sviluppare un atteggiamento positivo ....................3 Scrittura critica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
Creare un’immagine positiva di se stessi . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 Gli standard del pensiero critico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
Riconoscere le proprie abilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Chiarezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
Nutrire aspettative realistiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Accuratezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
Sviluppare le capacità di base.................................5 Precisione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Leggere. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 Pertinenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Aritmetica e matematica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Coerenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Scrivere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Logica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Ascoltare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Profondità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Parlare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 Ampiezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Sviluppare un proprio stile di apprendimento .......7 Equità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Classificazione degli stili di apprendimento . . . . . . . . . . . . . . 8 Ragionamento e problem-solving . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Strategie di apprendimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 Scopo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Sviluppare un piano di gestione del tempo ...........9 Quesito in discussione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

IX
X INDICE GENERALE

Assunti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Benessere socio-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39


Punto di vista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Benessere psicologico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
Dati e informazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Benessere spirituale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
Concetti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Avere cura di sé .....................................................40
Deduzioni e conclusioni. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Caso clinico ............................................................41
Implicazioni e conseguenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
Caratteristiche del pensatore critico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
Riflessione critica e processo di nursing . . . . . . . . . . . . . . . . . 20 CAPITOLO 3: STORIA,
Sviluppare le abilità per fare i test di verifica .......21 FORMAZIONE E ORGANIZZAZIONI
Atteggiamento e aspettative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
Preparazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21 INFERMIERISTICHE / 44
Controllo dell’ansia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22 Introduzione ............................................................45
Migliorare le abilità per fare i test di verifica . . . . . . . . . . . . . 22 Panorama storico ...................................................45
Leggere attentamente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22 Evoluzione del nursing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
Conoscere la terminologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 L’assistenza nelle civiltà primitive. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
Non dedurre dati aggiuntivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 L’assistenza nella Grecia antica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
Stabilire correttamente le priorità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 L’assistenza con l’avvento del Cristianesimo . . . . . . . . . . 48
Conoscere l’argomento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 L’assistenza ai tempi dell’Impero Romano . . . . . . . . . . . . 48
Accettare la prima risposta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 L’assistenza nel Medioevo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
Comportamento in aula durante la verifica . . . . . . . . . . . . . . 24 L’assistenza nel Rinascimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
Il programma è quasi completato .........................25 L’assistenza ai tempi della Rivoluzione Industriale . . . 49
Ambito di pratica/competenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 Influenze religiose . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
Delega . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 Florence Nightingale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
Stabilire priorità nell’assistenza infermieristica . . . . . . . . . . 26 Diversi contributi delle teorie infermieristiche . . . . . . . . . . . 51
Staff infermieristico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27 Concetti fondamentali e paradigma del nursing . . . . . . 51
Da studente a professionista.................................28 La nascita di un corpus professionale e di un pensiero
Iscrizione al Collegio professionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28 disciplinare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
Associazioni e organi di tutela dei professionisti 53
Federazione nazionale collegi IPASVI. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
CAPITOLO 2: ASSISTENZA I movimenti associativi e le organizzazioni
professionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
INFERMIERISTICA OLISTICA / 32 Caso studio .............................................................54
Introduzione ............................................................33
Concetti di salute correlati .....................................33
Assistenza olistica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
Assistenza globale alla persona . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
CAPITOLO 4: RESPONSABILITÀ
Benessere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34 LEGALI ED ETICHE / 57
La gerarchia dei bisogni di Maslow . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34 Introduzione ............................................................58
Bisogni fisiologici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34 Elementi sostanziali di diritto ................................58
Bisogni di sicurezza e protezione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
Elementi di legislazione sanitaria .........................58
Bisogni di amore e di appartenenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
Aspetti giuridici della professione infermieristica . . . . . . . . 59
Bisogni di autostima . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
Responsabilità dell’infermiere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59
Bisogni di realizzazione di sé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
Responsabilità penale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59
Fornire assistenza di qualità .................................35 Responsabilità civile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
Consapevolezza di sé . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35 Responsabilità disciplinare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
Sviluppo del concetto di sé . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35 Documentazione in ambito infermieristico . . . . . . . . . . . . . . . 62
L’autocura come prerequisito per la cura del Consenso informato ...............................................62
paziente................................................................36 Privacy in sanità .....................................................63
Benessere fisico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
Risk management in sanità ...................................63
Cura del corpo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
Direttive anticipate ..................................................64
Meccanica corporea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
Postura. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Bioetica ...................................................................65
37
Modello utilitarista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
Fumo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
Contrattualismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
Farmaci e alcool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
Principalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
Alimentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
Sonno, riposo, relax ed esercizio fisico . . . . . . . . . . . . . . . . 38 Codici di etica professionale .................................66
Benessere intellettuale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 Principi etici ............................................................66
Autonomia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
INDICE GENERALE XI

Non maleficenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67 CAPITOLO 6: SCENARI


Beneficenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
Giustizia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
ASSISTENZIALI / 81
Il codice deontologico dell’infermiere ..................67 Introduzione ............................................................82
Clausola di coscienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68 Sistema qualità .......................................................82
L’infermiere e il consenso informato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68 Certificazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82
I dilemmi etici ..........................................................68 Accreditamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
Eutanasia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68 OMS - Health 21 ......................................................83
Rifiuto al trattamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68 Ospedale .................................................................83
Testamento biologico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69 Distretto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 84
Allocazione delle risorse sanitarie e diritto alla salute . . 69 Riabilitazione ..........................................................84
Cure palliative .........................................................85
Rete di cure palliative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
UNITÀ 2 Hospice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
Servizi presenti sul territorio .................................86
L’ambiente dell’assistenza Casa protetta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Residenza sanitaria assistenziale (RSA) . . . . . . . . . . . . . . . .
86
86
sanitaria / 71 Centro di assistenza diurna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
Assistenza domiciliare. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
CAPITOLO 5: STORIA, EVOLUZIONE Il poliedrico ruolo del nuovo infermiere ...............86
E ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO Infermiere case manager . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
Infermiere di famiglia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
SANITARIO NAZIONALE / 72 Counseling infermieristico ....................................87
Introduzione ............................................................73 Relazione di aiuto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87
Nascita del Sistema Sanitario Nazionale ..............73
Principi riformatori e obiettivi della legge 833 .....73
Organi delle ULSS e loro competenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73 UNITÀ 3
Problemi relativi alla legge 833 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74
Legge 412/91 ........................................................... 74
Legge 421/92 e [Link]. 502/92 e 517/93 .................73 Comunicazione / 89
Contenuti dei decreti 502/92 e 517/93 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
Regionalizzazione del sistema . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75 CAPITOLO 7: COMUNICAZIONE E
USL come Azienda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75 RELAZIONE / 90
Azienda Ospedaliera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
Introduzione ............................................................91
Livelli uniformi di assistenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
Servizi socio-sanitari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75 Processo di comunicazione ..................................91
Rapporti tra SSN e Università . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75 Emittente (o mittente) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
Prestazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75 Messaggio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
Controllo di qualità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75 Canale (o mezzo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
Partecipazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76 Ricevente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
Personale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76 Feedback . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
Organi dell’USL previsti dai decreti 502/92 e 517/93 . . . 76 Fattori che influenzano la comunicazione . . . . . . . . . . . . . . . 92
Legge 419/98 e Decreto Bindi ................................ 76 Metodi di comunicazione .......................................92
Principali innovazioni contenute nella Riforma Ter Comunicazione verbale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92
(Decreto Bindi; [Link]. 229 del 19/06/99) . . . . . . . . . . . . . . 77 Eloquio e ascolto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92
Livelli uniformi di assistenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77 Intonazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92
Integrazione socio-sanitaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77 Scrittura e lettura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
Accreditamento delle strutture. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77 Comunicazione non verbale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
Efficienza delle strutture sanitarie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77 Gestualità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
Nuovo ruolo delle autonomie locali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77 Mimica facciale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
Rapporto esclusivo dei medici, libera professione ed Postura e andatura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
età pensionabile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78 Contatto fisico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
Formazione continua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78 Contatto visivo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94
Distretto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78 Posizione del corpo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94
Prevenzione territoriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78 Aspetto fisico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94
Collegio di Direzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78 Fattori che influenzano la comunicazione............94
Direttore di Distretto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78 Età . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95
Partecipazione dei cittadini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78 Livello di sviluppo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95
Istruzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95
XII INDICE GENERALE

Emozioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95 Fase attiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107


Cultura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95 Fase conclusiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107
Lingua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97 Fattori che influenzano la comunicazione infermiere-
Attenzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97 paziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107
Contesto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97 Infermiere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107
Congruenza dei messaggi .....................................98 Paziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107
Ascolto/Osservazione ............................................98 Comunicare con l’équipe sanitaria ..................... 110
Aspetti psicosociali della comunicazione ............98 Comunicazione orale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 110
Gestualità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 98 Infermiere-studente di infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . 110
Stile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99 Infermiere-personale di supporto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112
Stile passivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99 Infermiere-infermiere. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112
Stile aggressivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99 Infermiere-medico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112
Stile assertivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99 Infermiere-altri professionisti della salute . . . . . . . . . . . . . 112
Significato dello spazio (prossemica) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99 Comunicazione di gruppo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112
Significato del tempo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100 Comunicazione telefonica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112
Valori culturali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100 Diario infermieristico di turno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112
Comunicazione politicamente corretta . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100 Comunicazione scritta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113
Comunicazione terapeutica ................................. 100 Comunicazione elettronica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113
Obiettivi della comunicazione terapeutica . . . . . . . . . . . . . . 100 Telesalute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113
Sviluppare fiducia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100 Comunicare con se stessi ................................... 114
Ottenere e offrire informazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100 Parlare a se stessi in modo positivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 114
Mostrare premura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 101 Parlare a se stessi in modo negativo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 114
Comprendere gli stati d’animo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 101 Dalla comunicazione alla relazione: strumenti
Comportamenti/atteggiamenti per migliorare la applicativi .......................................................... 114
comunicazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 101 Caso studio ........................................................... 114
Il “caring” infermieristico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 101 Approccio narrativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
Calore umano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 101 Agenda del paziente. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 116
Ascolto attivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 101 Autobiografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 118
Autenticità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 102
Empatia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 102
Accettazione e rispetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103 CAPITOLO 8: INSEGNAMENTO AL
Apertura confidenziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103 PAZIENTE / 124
Tecniche di comunicazione terapeutica . . . . . . . . . . . . . . . . . 103
Chiarimento/conferma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103 Introduzione .......................................................... 125
Domande aperte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103 Processo di insegnamento-apprendimento ....... 125
Affermazioni indirette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103 Insegnamento formale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125
Rispecchiamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103 Insegnamento informale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125
Parafrasare/ribadire . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103 Campi di apprendimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 126
Riassumere. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104 Principi dell’apprendimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 126
Mettere a fuoco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104 Rilevanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 126
Gestire il silenzio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104 Motivazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127
Barriere alla comunicazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104 Prontezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127
Domande chiuse. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104 Maturità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127
Clichés . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104 Rinforzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127
False rassicurazioni. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104 Partecipazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127
Risposte giudicanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105 Organizzazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127
Mostrare accordo/disaccordo o approvazione/ Ripetizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127
disapprovazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105 Stile di apprendimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 128
Dare consigli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105 Barriere al processo di insegnamento-apprendimento 129
Stereotipi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105 Barriere ambientali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129
Sminuire . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105 Barriere socioculturali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129
Difendersi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105 Barriere psicologiche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 130
Richiedere spiegazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105 Barriere fisiologiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 130
Cambiare argomento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105 Metodi di insegnamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 130
Confini dell’agire professionale .......................... 105 Metodi di insegnamento applicabili in campo
Comunicazione infermiere-paziente ................... 105 cognitivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 130
Comunicazione formale/informale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 106 Metodi di insegnamento applicabili in campo
Comunicazione sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107 affettivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131
Interazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107 Metodi di insegnamento applicabili in campo
Fase introduttiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107 psicomotorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131
INDICE GENERALE XIII

Apprendimento nelle diverse fasi della vita ....... 131 Identificare i risultati attesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 150
Bambini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131 Identificazione di specifici interventi infermieristici . . 151
Adolescenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 132 Categorie di interventi infermieristici . . . . . . . . . . . . . . . . . . 151
Anziani. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 132 Registrazione del piano di assistenza
Responsabilità professionali infermieristico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 151
dell’insegnamento ............................................ 132 Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 152
Consapevolezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 134 Elementi richiesti per un’attuazione efficace . . . . . . . . . 152
Conoscenze di base . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 134 Prescrizioni per gli interventi assistenziali . . . . . . . . . . . . 152
Capacità interpersonali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 134 Documentazione e rapporto degli interventi . . . . . . . . . 152
Documentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 134 Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 153
Insegnamento-apprendimento e processo di Il processo di nursing e il pensiero critico ......... 154
nursing ............................................................... 137 Il processo di nursing e il processo
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137 decisionale ........................................................ 155
Bisogni reali di apprendimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137 Il processo di nursing e l’assistenza
Bisogni potenziali di apprendimento. . . . . . . . . . . . . . . . . . 137 olistica................................................................ 155
Capacità e prontezza all’apprendimento . . . . . . . . . . . . . 137 Documentazione ................................................... 155
Punti di forza e limiti del paziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137 Scopi della documentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 155
Esperienze precedenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138 Comunicazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 156
Diagnosi infermieristiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138 Prassi e norme giuridiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 156
Pianificazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138 Educazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 158
Perché insegnare? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138 Ricerca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 158
Cosa va insegnato? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138 L’audit nell’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 158
Come va condotto l’insegnamento? . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138 Elementi per un’efficace documentazione ......... 158
Chi deve insegnare e a chi? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138 Seguire il processo di nursing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 159
Quando va realizzato l’insegnamento? . . . . . . . . . . . . . . . 138 Elementi di una documentazione efficace . . . . . . . . . . . . . . 159
Dove va realizzato l’insegnamento? . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138 Accuratezza, completezza e oggettività . . . . . . . . . . . . . . 159
Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139 Data e ora . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 160
Catturare e mantenere viva l’attenzione del Usare strumenti informativi appropriati . . . . . . . . . . . . . . . 161
paziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139 Identificare il paziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 161
Attenersi agli argomenti basilari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139 Scrivere a penna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 161
Impiegare il tempo con saggezza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139 Usare abbreviazioni standardizzate. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 161
Rinforzare le informazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139 Fare uno spelling corretto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 161
Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139 Scrivere in modo leggibile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 161
Valutazione dell’apprendimento del paziente . . . . . . . . 139 Correggere gli errori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 161
Valutazione dell’efficacia dell’insegnamento . . . . . . . . . 139 Scrivere su ogni riga . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 161
Caso clinico .......................................................... 140 Documentare le omissioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 162
Firmare tutte le osservazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 162
Documentare un errore nella terapia . . . . . . . . . . . . . . . . . . 162
CAPITOLO 9: PROCESSO DI Sistemi informativi ............................................... 162
NURSING / DOCUMENTAZIONE / Documentazione narrativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 164
INFORMATICA / 143 Documentazione orientata alla fonte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 164
Documentazione orientata ai problemi . . . . . . . . . . . . . . . . . 164
Introduzione .......................................................... 144 Documentazione di problemi, interventi, valutazione
Storia del processo di nursing ............................ 144 (PIE) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 164
Il processo di nursing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 145 Documentazione focalizzata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 164
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 145 Documentazione attraverso le eccezioni . . . . . . . . . . . . . . . 166
Scopo dell’accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 145 Documentazione informatizzata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 166
Tipi di accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 145 Documentazione dei punti focali dell’assistenza . . . . 167
Fonti dei dati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146 Percorso critico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 167
Tipi di dati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146 Moduli per la documentazione ............................ 167
Validazione dei dati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146 Kardex . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 168
Organizzazione dei dati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146 Schede di flusso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 168
Interpretazione dei dati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147 Note progressive dell’infermiere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 168
Documentazione dei dati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147 Scheda di dimissione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 168
Diagnosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147
Andamento della documentazione ..................... 168
Componenti della diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . 148
Dati infermieristici minimi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 168
Tipi di diagnosi infermieristiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 148
Diagnosi infermieristiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 172
Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . . 149
Classificazione degli interventi infermieristici (NIC). . . . 172
Stabilire le priorità delle diagnosi infermieristiche . . . 150
Classificazione dei risultati infermieristici (NOC). . . . . . . 172
XIV INDICE GENERALE

Rapporto................................................................ 172 CAPITOLO 11: CONSIDERAZIONI


Rapporti riassuntivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 173
Giro di visite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 173
CULTURALI / 211
Rapporti e ordini telefonici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 173 Introduzione .......................................................... 212
Rapporti di incidenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 174 Cultura ................................................................... 212
Etnia e razza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 212
Diversità culturali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 213
Componenti della cultura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 213
UNITÀ 4 Caratteristiche della cultura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 213
Influenze culturali su credenze e pratiche relative
Problematiche dello sviluppo e all’assistenza sanitaria ..................................... 213
Definizione di salute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 214
psico-sociali / 179 Eziologia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 214
Promozione e prevenzione sanitaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 214
CAPITOLO 10: CICLO DELLA Professionisti e rimedi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 214
Credenze di gruppi culturali selezionati. . . . . . . . . . . . . . . . 223
VITA / 180 Americani europei . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 223
Introduzione .......................................................... 181 Afro-americani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 223
Concetti fondamentali della crescita e dello Ispano-americani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 223
sviluppo ............................................................. 181 Asiatici americani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 223
I principi della crescita e dello sviluppo . . . . . . . . . . . . . . . . . 181 Nativi americani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 224
Fattori che influenzano la crescita e lo sviluppo . . . . . . . . 181 La popolazione italiana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 224
Ereditarietà . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 181 Influenze razziali e culturali relative
Stato di salute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 181 all’assistenza al paziente .................................224
Esperienze di vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 181 Comunicazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 224
Cultura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 181 Orientamento nello spazio e nel tempo . . . . . . . . . . . . . . . . 225
Le dimensioni e le teorie dello sviluppo Organizzazione sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 225
umano ................................................................ 181 Struttura familiare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 225
Ruoli dei sessi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 227
Dimensione fisiologica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 182
Religione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 227
Dimensione psico-sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 182
Variabilità biologica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 229
I teorici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183
Aspetti culturali e processo di nursing ..............230
Dimensione cognitiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 230
Dimensione morale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183
Valutazione dei propri valori culturali . . . . . . . . . . . . . . . . 230
Dimensione spirituale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183 Valutazione culturale del paziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 230
Modelli olistici per l’infermieristica ..................... 183 Diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 232
Gli stadi del ciclo della vita.................................. 183 Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . 232
Stadio prenatale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183 Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 232
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 186 Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 233
Stadio neonatale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 187 Caso clinico ..........................................................233
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 187 Esempio di piano di assistenza infermieristico:
Infanzia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 187 La famiglia con adattamento inefficace ..........233
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 188
Stadio dei primi passi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 190
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 191
Stadio dell’età prescolare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 193
CAPITOLO 12: STRESS,
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 193 ADATTAMENTO E ANSIA / 239
Stadio dell’età scolare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 195 Introduzione ..........................................................240
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 195 Stress.....................................................................240
Stadio preadolescenziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 196 Risposte allo stress . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 240
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 196 Sindrome generale di adattamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . 240
Stadio dell’adolescenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 196 Sindrome locale di adattamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 240
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 198 Segni e sintomi dello stress. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 240
Stadio della giovinezza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 199 Conseguenze dello stress . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 240
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 199 Adattamento ..........................................................240
Stadio della mezza età . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 200 Strategie di coping . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 242
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 202 Difese adattive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 242
Stadio della vecchiaia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 203 Meccanismi di difesa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 242
Significato per l’infermieristica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 207 Difese disadattive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 243
Caso clinico ..........................................................208 Crisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 243
INDICE GENERALE XV

Ansia ......................................................................244 Patteggiamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 264


Effetti della malattia e sulla malattia ...................244 Depressione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 264
Cambiamento ........................................................245 Accettazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 264
Tipi di cambiamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 246 Assistenza infermieristica di fine vita ................264
Resistenza al cambiamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 246 Cure palliative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 265
L’infermiere come agente di cambiamento . . . . . . . . . . . . 246 Assistenza in hospice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 265
Processo di nursing .............................................246 Differenze tra cure palliative e assistenza in hospice 265
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 247 Assistenza infermieristica al paziente terminale . . . . . . 265
Diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 247 Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 266
Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . 247 Diagnosi infermieristiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 266
Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 247 Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . 266
Soddisfare i bisogni di base . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 247 Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 266
Minimizzare gli stimoli ambientali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 248 Morte imminente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 272
Esternare i sentimenti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 248 Assistenza post-mortem . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 273
Coinvolgere la famiglia/persone significative . . . . . . . 248 Autopsia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 273
Uso delle tecniche per la gestione dello stress . . . . . 248 Donazione degli organi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 273
Intervento per la gestione della crisi . . . . . . . . . . . . . . . . . 248 Assistenza alla famiglia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 273
Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 249 La cura di sé dell’infermiere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 273
Gestione dello stress per l’infermiere ................249 Esempio di piano di assistenza infermieristico:
Esempio di piano di assistenza infermieristico: Il paziente con una malattia terminale/cancro
Il paziente con alto livello di ansia ..................251 al polmone ......................................................... 274

CAPITOLO 13: ASSISTENZA DI


FINE VITA / 255 UNITÀ 5
Introduzione ..........................................................256
Perdita....................................................................256 Promozione della salute / 281
Perdita di una persona importante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 256
Perdita di un aspetto di sé . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 256 CAPITOLO 14: CONCETTO DI
Perdita di un oggetto esterno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 256 BENESSERE / 282
Perdita dell’ambiente familiare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 256
Lutto .......................................................................256 Introduzione ..........................................................283
Fasi del lutto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 256 Salute .....................................................................283
Fase dello shock . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 256 Benessere .............................................................283
Fase della realtà . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 257 Benessere emozionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 283
Fase della ripresa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 257 Benessere mentale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 283
Tipi di lutto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 257 Benessere intellettuale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 283
Lutto non complicato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 257 Benessere professionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 283
Lutto anticipatorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 257 Benessere sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 284
Lutto disfunzionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 257 Benessere spirituale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 284
Lutto non elaborato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 257 Benessere fisico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 284
Fattori che influiscono sulla perdita e sul lutto . . . . . . . . 258 Promozione della salute.......................................284
Fase di sviluppo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 258 Healthy People 2000 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 285
Convinzioni religiose e culturali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 259 Healthy People 2010.............................................286
Relazione con la persona o l’oggetto perso. . . . . . . . . 259 Visione d’insieme e obiettivi generali . . . . . . . . . . . . . . . . . . 286
Causa della morte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 259 Aree di attenzione e obiettivi specifici . . . . . . . . . . . . . . . . . . 286
Assistenza infermieristica alle persone in lutto . . . . . . . . 260 Prevenzione delle malattie ...................................286
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 260 Tipologie di prevenzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 287
Diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 260 Prevenzione primaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 287
Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . 261 Prevenzione secondaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 287
Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 261 Prevenzione terziaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 287
Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 261 Team di prevenzione sanitaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 287
Morte ......................................................................262 Individuo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 287
Considerazioni legali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 263 Infermieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 287
Considerazioni etiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 263 Medici di base . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 288
Fasi del morire e della morte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 263 Fattori che influenzano la salute .........................288
Rifiuto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 263 Genetica e biologia umana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 288
Collera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 264 Influenze ambientali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 288
XVI INDICE GENERALE

Comportamenti personali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 288 Meditazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 310


Alimentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 288 Valori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 310
Esercizio fisico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 288 I criteri di assistenza spirituale della Joint Commission 311
Cura personale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 288 Codice etico dell’American Nurses Association . . . . . . . . 311
Relazioni sessuali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 288 Sofferenza spirituale ............................................ 312
Livello di stress. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 289 Definizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 312
Uso di tabacco e droghe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 289 Descrizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 312
Uso di alcool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 289 Caratteristiche definenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 313
Sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 289 Processo di nursing ............................................ 313
Assistenza sanitaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 290 Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 313
Esami clinici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 290 Modelli di accertamento spirituale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 313
Vaccinazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 290 Caso clinico .......................................................... 313
Analisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 290 Diagnosi infermieristiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 316
Esame dentale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 291 Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . . 316
Esame degli occhi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 291 Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 316
Fare un genogramma ...........................................291 Attività e interventi generali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 318
Linee guida per una vita sana .............................291 Ruolo della preghiera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 318
Caso clinico ..........................................................294 Essere presente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 319
Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 319
Coinvolgimento della famiglia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 319
CAPITOLO 15: CONCETTO DI Esempio di piano di assistenza infermieristico:
SÉ / 297 Il paziente con sofferenza spirituale ................ 319
Il concetto di sé.....................................................298
Componenti del concetto di sé ...........................298 CAPITOLO 17: TERAPIE
Identità. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 299
Immagine corporea. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 299
COMPLEMENTARI/ALTERNATIVE /
Autostima . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 300 324
Ruolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 300 Introduzione ..........................................................325
Sviluppo del concetto di sé ................................. 301 Aspetti legali .........................................................325
La teoria di Erikson . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 301 Fondamenti storici...............................................325
Neonato e lattante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 301 Antica Grecia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 325
Primi passi ed età prescolare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 301 Estremo Oriente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 325
Età scolare e adolescenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 301 India . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 326
Età adulta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 302 Pratiche sciamaniche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 326
Fattori che influenzano il concetto di sé ............302 Tendenze attuali ....................................................326
Esperienze di vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 302 Relazione mente-corpo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 326
Eredità e cultura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 302 Olismo e nursing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 327
Stress e coping . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 302
Terapie complementari/alternative ......................328
Stato di salute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 303
Interventi su mente/corpo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 328
Stadi di sviluppo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 303
Meditazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 328
Processo di nursing .............................................304 Rilassamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 329
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 304 Immaginazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 329
Anamnesi dello stato di salute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 304 Biofeedback . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 329
Esame fisico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 304 Ipnosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 329
Diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 304 Terapie spirituali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 329
Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . 304 Metodi di manipolazione basati sul corpo . . . . . . . . . . . . . 330
Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 305 Movimento/esercizio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 330
Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 305 Yoga/yogaterapia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 330
Esempio di piano di assistenza infermieristico: Tai chi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 330
Il paziente con alterazione del concetto di sé 305 Terapia chiropratica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 330
Terapie energetiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 331
Contatto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 331
CAPITOLO 16: SPIRITUALITÀ / 308 Massaggio terapeutico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 331
Introduzione ..........................................................309 Tocco terapeutico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 332
Spiritualità .............................................................309 Caso clinico ..........................................................332
Concetti di assistenza spirituale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 309 Tocco curativo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 332
Fede . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 309 Digitopressione e shiatsu . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 333
Preghiera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 310 Riflessologia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 333
INDICE GENERALE XVII

Terapie su base biologica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 333 Promuovere una nutrizione appropriata .............360


Fitochimici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 333 La piramide alimentare italiana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 360
Antiossidanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 334 I gruppi di alimenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 361
Erbe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 334 La piramide giornaliera italiana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 361
Altre metodiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 334 Definizione e quantificazione delle porzioni . . . . . . . . 361
Iridologia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 334 Numero di porzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 362
Aromaterapia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 334 La dieta vegetariana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 362
Umorismo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 340 Linee guida dietetiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 362
Pet-terapia (terapia con gli animali) . . . . . . . . . . . . . . . . . . 340 Dosi giornaliere raccomandate (RDA) . . . . . . . . . . . . . . . . . 362
Musicoterapia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 340 Fattori che influenzano la nutrizione ..................364
Ludoterapia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 341 Cultura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 364
Nativi Americani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
CAPITOLO 18: NUTRIZIONE DI Stati Uniti del Sud . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
Messico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
BASE / 345 Portorico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
Introduzione ..........................................................346 Italia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
Fisiologia della nutrizione....................................346 Europa del Nord e dell’Ovest . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
Ingestione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 346 Europa centrale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
Digestione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 346 Medio Oriente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
Cina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
Assorbimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 347
Giappone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
Metabolismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 347
India . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Escrezione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 348
Thailandia, Vietnam, Laos, Cambogia . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Nutrienti .................................................................348 Religione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Acqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 348
Ebrei . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Fabbisogno giornaliero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 348
Cattolici romani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Funzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 348
Ortodossi orientali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Classificazione e fonti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 349
Avventisti del settimo giorno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Digestione, assorbimento e accumulo . . . . . . . . . . . . . . . 349
Mormoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Segni di deficit e di eccesso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 349
Musulmani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Carboidrati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 349
Indù . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Fabbisogno giornaliero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 350
Fattori socio-economici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Funzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 350
Mode. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Classificazione e fonti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 350
Superstizioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 367
Digestione, assorbimento e accumulo . . . . . . . . . . . . . . . 350
Esigenze nutrizionali durante il ciclo vitale .......367
Segni di deficit e di eccesso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 350
Prima infanzia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 367
Grassi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 351
Esigenze nutrizionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 367
Fabbisogno giornaliero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 351
Infanzia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 368
Funzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 351
Esigenze nutrizionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 370
Classificazione e fonti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 351
Adolescenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 371
Digestione, assorbimento e accumulo . . . . . . . . . . . . . . . 352
Esigenze nutrizionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 371
Segni di deficit e di eccesso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 352
Giovinezza ed età adulta. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 371
Proteine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 352
Esigenze nutrizionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 371
Fabbisogno giornaliero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 352
Vecchiaia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 372
Funzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 352
Esigenze nutrizionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 372
Classificazione e fonti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 352
Gravidanza e allattamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 373
Digestione, assorbimento e accumulo . . . . . . . . . . . . . . . 353
Esigenze nutrizionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 373
Segni di deficit e di eccesso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 353
Nutrizione e salute ................................................ 374
Vitamine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 353
Malattie nutrizionali primarie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 374
Fabbisogno giornaliero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 353
Malattie nutrizionali secondarie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 374
Funzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 353
Classificazione e fonti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 356 Gestione del peso................................................. 374
Digestione, assorbimento e accumulo . . . . . . . . . . . . . . . 356 Determinazione del bisogno calorico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 374
Segni di deficit e di eccesso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 356 Metabolismo basale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 374
Minerali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 356 Fabbisogno energetico totale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 374
Fabbisogno giornaliero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 356 Sovrappeso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 374
Funzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 356 Cause . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 374
Classificazione e fonti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 356 Trattamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 375
Digestione, assorbimento e accumulo . . . . . . . . . . . . . . . 359 Sottopeso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 375
Segni di deficit e di eccesso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 359 Cause . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 375
Trattamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 375
XVIII INDICE GENERALE

Etichettatura degli alimenti ..................................375 Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . 398
Qualità del cibo e sicurezza alimentare ..............377 Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 398
Qualità degli alimenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 377 Relazione infermiere-assistito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 398
Sicurezza degli alimenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 377 Ambiente/sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 398
Appropriata conservazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 377 Nutrizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 399
Appropriate misure igieniche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 377 Trattamenti farmacologici. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 399
Appropriata cottura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 377 Educazione dell’assistito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 399
Tossinfezioni alimentari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 377 Aspetti assistenziali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 400
Processo di nursing .............................................377 Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 400
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 377 Esempio di piano di assistenza infermieristico:
Dati soggettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 378 Il paziente con problemi di sonno ...................400
Dati obiettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 379
Diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 380
Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . 381
Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 381
CAPITOLO 20: SICUREZZA/
Terapia dietetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 381 IGIENE / 404
Assistenza ai pasti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 382 Introduzione ..........................................................405
Monitoraggio del peso e dell’apporto nutrizionale . 383
Sicurezza ...............................................................405
Registrazione e documentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 383
Presentazione del Presidente della Federazione
Supporto nutrizionale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 383
Nazionale IPASVI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 405
Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 384
Rischio biologico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 409
Caso clinico ..........................................................384 Rischio chimico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 409
Esempio di piano di assistenza infermieristico: Fattori che influiscono sulla sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . 410
Il paziente con nutrizione alterata ...................384 Età . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 410
Stile di vita/Occupazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 411
Cambiamenti sensoriali/percettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 411
Mobilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 412
CAPITOLO 19: RIPOSO E SONNO Stato emotivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 412
/ 389 Igiene personale ................................................... 412
Introduzione ..........................................................390 Fattori che influiscono sulle pratiche igieniche . . . . . . . . . 412
Riposo e sonno.....................................................390 Immagine corporea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 412
Fisiologia del sonno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 390 Preferenze personali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 412
Fasi e stadi del sonno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 390 Pratiche sociali e culturali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 412
Ciclo del sonno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 391 Conoscenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 412
Orologio biologico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 391 Limitazioni secondarie al processo patologico . . . . . . 412
Fattori che influenzano il riposo e il sonno. . . . . . . . . . . . . 391 Stato socio-economico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 412
Fattori fisici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 391 Processo di nursing ............................................. 413
Fattori psicologici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 392 Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 413
Ambiente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 392 Dati soggettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 413
Fattori di stress nello stile di vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 392 Dati obiettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 413
Dieta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 392 Diagnosi infermieristiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 415
Farmaci e altre sostanze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 392 Rischio di lesioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 415
Età/invecchiamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 393 Deficit della cura di sé . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 416
Disturbi del sonno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 393 Altre diagnosi infermieristiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 416
Insonnia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 393 Pianificazione e identificazione dei risultati
Ipersonnia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 394 attesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 416
Narcolessia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 394 Attuazione degli interventi relativi alla sicurezza . . . . . . . 417
Apnea notturna/russamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 394 Identificare il paziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 417
Deprivazione di sonno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 395 Aumentare la consapevolezza della sicurezza . . . . . . 419
Parasonnia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 395 Aumentare la sicurezza in sala operatoria. . . . . . . . . . . . 419
Sindrome delle gambe senza riposo . . . . . . . . . . . . . . . . 395 Prevenire le cadute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 419
Movimenti periodici delle gambe durante il sonno Ridurre i pericoli nel bagno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 428
(mioclono notturno) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 396 Prevenire gli incendi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 429
Disturbo alimentare notturno correlato al sonno . . . . 396 Assicurarsi delle condizioni di sicurezza delle
Processo di nursing .............................................396 apparecchiature . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 430
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 396 Ridurre l’esposizione alle radiazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . 430
Diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 397 Prevenire l’avvelenamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 431
INDICE GENERALE XIX

Prevenire i danni da errori nella somministrazione Sterilizzazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 456


dei farmaci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 431 Dalla fonte alla via di eliminazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 456
Prevenire le reazioni trasfusionali da incompatibilità Igiene adeguata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 456
ABO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 432 Sostituzione delle medicazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Prevenire l’aspirazione del cibo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 432 Pulizia della biancheria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Prevenire il suicidio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 433 Pulizia dei materiali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Prevenire il soffocamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 433 Dalla via di eliminazione alla modalità di
Prevenire l’annegamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 433 trasmissione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Ridurre l’inquinamento acustico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 433 Dalla modalità di trasmissione alla via di ingresso . . . . 457
Attuazione degli interventi relativi all’igiene . . . . . . . . . . . 434 Dalla via di ingresso all’ospite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Provvedere alle esigenze igieniche del paziente . . . 434 Dall’ospite all’agente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Provvedere all’igiene del perineo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 435 Alimentazione adeguata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Effettuare delle frizioni alla schiena . . . . . . . . . . . . . . . . . . 435 Esercizio fisico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Cura dei piedi e delle unghie dei piedi . . . . . . . . . . . . . . 435 Riposo e sonno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Provvedere all’igiene orale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 436 Immunizzazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 457
Provvedere alla cura dei capelli e dei peli. . . . . . . . . . . 440 Difese corporee.....................................................457
Provvedere alla cura degli occhi, delle orecchie e Difese immunitarie aspecifiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 458
del naso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 441 Cute e flora normale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 458
Fornire i cambi di biancheria da letto . . . . . . . . . . . . . . . . 442 Mucose . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 458
Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 442 Riflessi della tosse, dello starnuto e della
Caso clinico ..........................................................442 lacrimazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 458
Esempio di piano di assistenza infermieristico: Eliminazione urinaria e fecale e ambiente acido . . . . 458
Il paziente a rischio di lesioni ..........................443 Infiammazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 458
Difese immunitarie specifiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 459
Tipi e stadi delle infezioni ....................................459
Incubazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 459
Stadio prodromico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 459
UNITÀ 6 Malattia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 459
Convalescenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 459
Controllo delle infezioni / 449 Infezioni nosocomiali ...........................................459
Processo di nursing .............................................460
CAPITOLO 21: CONTROLLO Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 460
Dati soggettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 460
DELLE INFEZIONI/ASEPSI / 450
Dati obiettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 460
Introduzione ..........................................................451 Diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 460
Flora .......................................................................451 Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . 461
Patogenicità e virulenza .......................................451 Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 461
Batteri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 451 Asepsi medica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 461
Virus . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 451 Asepsi chirurgica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 462
Funghi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 452 Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 463
Protozoi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 452 Esempio di piano di assistenza infermieristico:
Rickettsie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 452 Il paziente a rischio di infezione ......................463
Colonizzazione e infezione ..................................452
Catena di infezione ...............................................452
Agente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 452
Fonte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 452 CAPITOLO 22: PRECAUZIONI
Via di eliminazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 452 STANDARD ED ISOLAMENTO / 468
Modalità di trasmissione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 453
Introduzione ..........................................................469
Trasmissione per contatto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 453
Trasmissione aerea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Prospettiva storica................................................469
453
Trasmissione attraverso veicoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 453 Precauzioni standard ...........................................470
Trasmissione attraverso vettori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 454 Igiene delle mani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 470
Via di ingresso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 455 Guanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 470
Ospite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 455 Mascherine, visiere e scudi facciali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 471
Camice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 471
Interruzione della catena di infezione .................455
Strumenti assistenziali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 471
Dall’agente alla fonte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 455
Controllo ambientale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 471
Pulizia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 456
Biancheria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 471
Disinfezione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 456
XX INDICE GENERALE

Sicurezza lavorativa nei confronti dei patogeni


ematici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 471 UNITÀ 7
Collocazione del paziente. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 471
Isolamento.............................................................471 Fondamenti dell’assistenza
Risposte del paziente all’isolamento .................. 474
infermieristica / 493
CAPITOLO 24: BILANCIO
CAPITOLO 23: BIOTERRORISMO DEI LIQUIDI E DEGLI ELETTROLITI
/ 477 ED EQUILIBRIO ACIDO-BASE / 494
Introduzione ..........................................................478 Introduzione ..........................................................495
Comprendere il bioterrorismo .............................478 Omeostasi .............................................................495
Agenti biologici/malattie infettive nel Organizzazione chimica .......................................495
bioterrorismo .....................................................478 Elementi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 496
Antrace . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 478 Atomi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 497
Diagnosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 480 Isotopi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 497
Sintomi da esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 480 Molecole e composti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 497
Prevenzione dell’esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 480 Ioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 498
Terapia medica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 480 Acqua.....................................................................498
Assistenza infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 480 Gas .........................................................................498
Vaiolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 481 Acidi, basi, sali e pH .............................................498
Trasmissione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 481 Acidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 498
Sintomi da esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 481 Basi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 498
Prevenzione dell’esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 481 Sali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 499
Terapia medica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482 pH . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 499
Assistenza infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482 Tamponi .................................................................499
Peste . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482 Il sistema tampone del bicarbonato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 499
Diagnosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482 Il sistema tampone del fosfato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 500
Sintomi da esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482 Il sistema tampone delle proteine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 500
Prevenzione dell’esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 483 Il movimento delle sostanze ................................500
Terapia medica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 483 Trasporto passivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 500
Assistenza infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 483 Diffusione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 500
Agenti chimici utilizzati nel bioterrorismo .........483 Osmosi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 501
Ricina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 483 Filtrazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 502
Sintomi da esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 485 Trasporto attivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 502
Prevenzione dell’esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 485 L’equilibrio di fluidi ed elettroliti ..........................502
Terapia medica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 485 Fluidi corporei . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 502
Assistenza infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 485 Scambio tra i fluidi intracellulari ed extracellulari . . . . . 503
Sarin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 485 Regolatori del bilancio idroelettrolitico . . . . . . . . . . . . . . . . . 503
Sintomi da esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 485 Pelle . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 503
Prevenzione dell’esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 485 Polmoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 503
Terapia medica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 486 Tratto gastrointestinale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 503
Assistenza infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 486 Reni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 503
Radiazioni nucleari come arma bioterroristica . . . . . . . 486 Apporto di fluidi e alimenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 504
Sintomi da esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 486 Sete . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 504
Prevenzione dell’esposizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 486 Alterazioni del bilancio elettrolitico ....................504
Terapia medica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 486 Sodio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 504
Assistenza infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 486 Iponatremia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 504
Preparazione al bioterrorismo .............................487 Ipernatremia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 504
Ruolo delle agenzie governative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 487 Potassio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 504
Dipartimento dei servizi sanitari e sociali . . . . . . . . . . . . 487 Ipokalemia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 507
Agenzia federale per la gestione dell’emergenza . 487 Iperkalemia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 507
CDC . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 487 Calcio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 507
National guard medical services branch . . . . . . . . . . . . 487 Ipocalcemia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508
Joint Commission . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 488 Ipercalcemia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508
Gruppi per la risposta all’emergenza .................488 Magnesio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508
Caso clinico ..........................................................489 Ipomagnesemia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508
INDICE GENERALE XXI

Ipermagnesemia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508 Classificazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 528


Fosfato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508 Vie di somministrazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 528
Ipofosfatemia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508 Farmacocinetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 530
Iperfosfatemia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508 Assorbimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 530
Cloruro. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 509 Distribuzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 530
Ipocloremia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 509 Metabolismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 530
Ipercloremia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 509 Eliminazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 530
Equilibrio acido-base ...........................................509 Interazione farmacologica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 530
I regolatori dell’equilibrio acido-base . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 509 Effetti indesiderati e reazioni avverse . . . . . . . . . . . . . . . . . . 530
I sistemi tampone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 509 Interazione dei farmaci con alimenti e principi
La regolazione respiratoria dell’equilibrio naturali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 531
acido-base . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 509 Fattori che influenzano l’azione
Controllo renale della concentrazione di ioni farmacologica....................................................531
idrogeno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 509 Prescrizione dei farmaci ......................................531
Diagnosi e dati di laboratorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 509 Tipi di prescrizioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 531
Alterazioni dell’equilibrio acido-base ................. 510 Prescrizione estemporanea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 531
Acidosi respiratoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 510 Prescrizioni “una tantum” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 531
Alcalosi respiratoria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 510 Prescrizione di un programma terapeutico . . . . . . . . . . 532
Acidosi metabolica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 511 Prescrizione al bisogno (secondo la valutazione
Alcalosi metabolica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 512 infermieristica) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 532
Processo di nursing ............................................. 515 Sistemi di misura di peso e di volume................532
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 515 Sistema metrico decimale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 532
Anamnesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 515 Sistema di misura farmaceutico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 532
Esame fisico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 515 Sistema di misura casalingo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 532
Diagnosi e dati di laboratorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 517 Equivalenze approssimative...............................532
Diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 517 Conversione di unità di peso e di volume . . . . . . . . . . . . . . 533
Deficit del volume di liquidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 517 Calcolo delle dosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 533
Eccesso del volume di liquidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 517 Dosaggi pediatrici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 534
Rischio di deficit del volume di liquidi . . . . . . . . . . . . . . . . 518 Sicurezza nella somministrazione dei farmaci ..534
Rischio di squilibrio del volume di liquidi . . . . . . . . . . . . . 518 Linee guida per la somministrazione dei farmaci . . . . . 534
Altre diagnosi infermieristiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 518 Giusto paziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 535
Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . . 518 Giusto farmaco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 536
Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 518 Giusta dose . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 536
Controllo giornaliero del peso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 518 Giusta via di somministrazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 536
Misurazione dei parametri vitali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 518 Giusto orario. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 536
Misurazione di entrate e uscite di liquidi . . . . . . . . . . . . . 519 Giusta documentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 536
Assicurare l’igiene orale del paziente. . . . . . . . . . . . . . . . . 519 Diritto di rifiuto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 537
Iniziare la terapia con somministrazione di liquidi Approvvigionamento e conservazione dei farmaci. . . . 537
per via orale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 519 Stupefacenti e sostanze controllate . . . . . . . . . . . . . . . . . . 537
Alimentazione tramite sondino. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 520 Aderenza alla prescrizione ..................................538
Monitorare la terapia endovenosa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 520
Aspetti medico-legali della somministrazione
Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 520
dei farmaci .........................................................538
Caso clinico ..........................................................520
Processo di nursing .............................................538
Esempio di piano di assistenza infermieristico: Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 538
Il paziente con eccessivo volume di liquidi ...521 Anamnesi farmacologica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 538
Anamnesi clinica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 539
Esame obiettivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 539
CAPITOLO 25:
Dati diagnostici e di laboratorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 539
SOMMINISTRAZIONE DEI FARMACI Diagnosi infermieristica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 539
E TECNICHE ENDOVENOSE / 525 Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . 539
Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 539
Introduzione ..........................................................526
Terapia orale/enterale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 539
Standard e legislazione relativi ai farmaci .........526
Terapia parenterale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 540
Standard . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 526
Documentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 552
Legislazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 526
Trasfusione di sangue . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 552
Nomenclatura farmaceutica ................................527 Farmaci topici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 555
Azione farmacologica ..........................................528 Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 556
Farmacologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 528
Esempio di piano di assistenza infermieristico:
Gestione terapeutica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 528
Il paziente con trombosi venosa profonda .....557
XXII INDICE GENERALE

CAPITOLO 26: ACCERTAMENTO CAPITOLO 27: TRATTAMENTO


/ 562 DEL DOLORE / 583
Introduzione ..........................................................563 Introduzione ..........................................................584
Anamnesi clinica ..................................................563 Definizioni del dolore ...........................................584
Informazioni demografiche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 563 Natura del dolore ..................................................585
Ragione del contatto con la struttura sanitaria . . . . . . . . 563 Credenze comuni sul dolore................................585
Percezione dello stato di salute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 563 Tipi di dolore .........................................................585
Patologie, ospedalizzazioni e interventi chirurgici Classificazione del dolore in base all’origine . . . . . . . . . . 585
precedenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 563 Classificazione del dolore in base alla sua natura . . . . 585
Anamnesi medica del paziente e della famiglia . . . . . . 563 Dolore acuto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 585
Immunizzazioni/esposizione a malattie Dolore cronico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 587
trasmissibili. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 563 Scopo del dolore ..................................................587
Allergie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 563
Fisiologia del dolore .............................................587
Farmaci assunti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 566
Stimolazione del dolore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 587
Livello di sviluppo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 566
Teoria del “gate control” del dolore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 589
Anamnesi psico-sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 566
Conduzione degli impulsi dolorifici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 589
Anamnesi socio-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 566
Fattori che incidono sull’esperienza del dolore .590
Uso di terapie complementari/alternative . . . . . . . . . . . . . 566
Età . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 590
Attività di vita quotidiana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 566
Precedenti esperienze di dolore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 591
Analisi degli apparati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 566
Abuso di farmaci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 591
Esame fisico..........................................................567 Norme culturali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 591
Ispezione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 567
Norme standard per la gestione del dolore
Palpazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 567
Percussione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
(JCAHO) .............................................................591
567
Auscultazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 568 Processo di nursing .............................................591
Accertamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 592
Accertamento globale (dalla testa ai piedi) ........568
Dati soggettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 593
Valutazione generale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 568
Dati obiettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 596
Anziani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 568
Accertamenti continui . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 596
Pazienti disabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 568
Registrazione dei risultati dell’accertamento . . . . . . . . 597
Pazienti che hanno subito abusi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 569
Diagnosi infermieristiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 597
Parametri vitali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 569
Pianificazione e identificazione dei risultati attesi . . . . . 597
Temperatura corporea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 569
Individualizzare l’approccio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 597
Polso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 570
Usare un approccio preventivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 597
Respirazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 572
Utilizzare un approccio multidisciplinare . . . . . . . . . . . . 597
Pressione arteriosa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 573
Attuazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 597
Dolore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 574
Interventi farmacologici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 597
Misurazione di altezza e peso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 574
Interventi non invasivi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 602
Altezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 574
Interventi invasivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 604
Peso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 574
Valutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 604
Accertamento di testa e collo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 574
Capelli e cuoio capelluto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 574 Caso clinico ..........................................................605
Occhi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 574 Esempio di piano di assistenza infermieristico:
Naso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 575 Il paziente con dolore cronico .........................605
Labbra e bocca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 575
Collo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 575
Stato mentale e neurologico e stato emotivo . . . . . . . . . . 575 CAPITOLO 28: ESAMI
Accertamento della cute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 575 DIAGNOSTICI / 611
Accertamento del torace . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 576
Introduzione .......................................................... 612
Condizioni cardiovascolari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 576
Esami diagnostici ................................................. 612
Condizioni respiratorie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 577
Assistenza al paziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 612
Ferite, cicatrici, drenaggi, tubi, medicazioni. . . . . . . . . . 577
Preparazione del paziente all’indagine diagnostica . . . . 612
Mammelle . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 577
Assistenza al paziente durante l’indagine diagnostica 612
Accertamento dell’addome . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 577
Assistenza al paziente dopo l’indagine diagnostica . . . 615
Tratto gastrointestinale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 577
Tratto genitourinario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 579 Esami di laboratorio ............................................. 615
Accertamento dell’apparato muscolo-scheletrico e Raccolta del campione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 615
degli arti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 579 Puntura venosa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 616
Puntura arteriosa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 617
Caso clinico ..........................................................580
Prelievo capillare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 617
INDICE GENERALE XXIII

Linee centrali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 619 Procedura 29-2 Utilizzo dei dispositivi di


Catetere impiantato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 619 protezione .........................................................672
Raccolta delle urine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 619 Procedura 29-3 Misurazione della temperatura
Raccolta delle feci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 619 ............................................................................677
Esami del sangue. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 619
Procedura 29-4 Misurazione del polso ...........685
Tipizzazione e prove crociate. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 619
Procedura 29-5 Valutazione della respirazione
Chimica del sangue . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 619
............................................................................691
Esami delle urine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 636
pH urinario. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 636 Procedura 29-6 Misurazione della pressione
Peso specifico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 636 arteriosa ............................................................693
Glucosio nelle urine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 636 Procedura 29-7 Pulsossimetria ........................697
Chetoni nelle urine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 639 Procedura 29-8 Pesare i pazienti mobili e
Cellule e sedimenti nelle urine. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 639 immobili ............................................................700
Esame delle feci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 639 Procedura 29-9 Corretta meccanica del corpo 704
Urobilinogeno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 640 Procedura 29-10 Esecuzione di esercizi della
Sangue occulto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 640 gamma dei movimenti (GDM) .........................708
Parassiti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 640 Procedura 29-11 Sicurezza nella deambulazione
Esami colturali e di sensibilità (antibiogramma) . . . . . . . 640
e assistenza per alzarsi dal letto e
Emocoltura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 640
camminare ........................................................ 714
Tampone faringeo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 640
Procedura 29-12 Assistere il paziente nell’uso
Coltura dell’espettorato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 641
Urinocoltura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 641 di grucce, bastone o deambulatore ................ 718
Coprocoltura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 641 Procedura 29-13 Girare e posizionare il
Test di Papanicolaou . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 641 paziente .............................................................724
Esami radiologici ..................................................641 Procedura 29-14 Mobilizzazione del paziente
Radiografia al torace . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 641 a letto .................................................................729
Tomografia computerizzata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 646 Procedura 29-15 Trasferimento dal letto alla
Esami al bario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 646 sedia a rotelle, alla comoda o alla sedia ........731
Angiografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 646 Procedura 29-16 Trasferimento dal letto alla
Arteriografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 647 barella ...............................................................734
Studi con iniezione di mezzo di contrasto . . . . . . . . . . . . . 647 Procedura 29-17 Rifacimento del letto: letto
Ultrasonografia .....................................................648 non occupato ....................................................737
Risonanza magnetica per immagini ...................648 Procedura 29-18 Rifacimento del letto: letto
Scansioni nucleari ................................................648 occupato ............................................................ 741
Esami elettrodiagnostici ......................................648 Procedura 29-19 Fare il bagno a letto a un
Elettroencefalografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 648
paziente ............................................................. 745
Elettrocardiografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 648
Procedura 29-20 Cura del perineo ................... 748
Prova da sforzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 648
Procedura 29-21 Cura del catetere di routine .750
Test al tallio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 653
Procedura 29-22 Cura del cavo orale ..............752
Endoscopia ...........................................................653
Procedura 29-23 Igiene degli occhi .................757
Aspirazione/biopsia ..............................................653
Aspirazione/biopsia del midollo osseo . . . . . . . . . . . . . . . . . 653 Procedura 29-24 Effettuare un massaggio alla
Paracentesi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 653 schiena .............................................................. 761
Toracentesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 658 Procedura 29-25 Rasatura del paziente .......... 763
Aspirazione del liquido cerebrospinale . . . . . . . . . . . . . . . . 658 Procedura 29-26 Applicazione di calze
Altri esami .............................................................659 antitrombo ........................................................ 765
Caso clinico ..........................................................665 Procedura 29-27 Assistenza nell’uso della
padella o della storta (pappagallo) ................. 768
Procedura 29-28 Applicazione di un catetere
condom .............................................................771
UNITÀ 8 Procedura 29-29 Esecuzione di un clistere
evacuante .......................................................... 774
Procedure infermieristiche / 669 Procedura 29-30 Misurazione delle entrate e
delle uscite .......................................................779
CAPITOLO 29: PROCEDURE DI Procedura 29-31 Raccolta di urina – Sistema
di drenaggio chiuso .........................................781
BASE / 670
Procedura 29-32 Raccolta di urina – Tecnica
Procedura 29-1 Igiene delle mani ....................670 pulita per donne e uomini ...............................783
XXIV INDICE GENERALE

Procedura 29-33 Raccolta di campioni nasali, Procedura 30-16 Somministrazione di farmaci per
faringei e di espettorato ...................................786 via nasale ..........................................................884
Procedura 29-34 Raccolta di un campione di Procedura 30-17 Somministrazione di farmaci
feci .....................................................................790 per via rettale ....................................................886
Procedura 29-35 Applicazione di fasciature Procedura 30-18 Somministrazione di farmaci
addominali di Velcro ........................................792 per via vaginale .................................................890
Procedura 29-36 Applicazione di mezzi di Procedura 30-19 Somministrazione di farmaci
contenzione ......................................................793 nebulizzati..........................................................894
Procedura 29-37 Esecuzione della manovra Procedura 30-20 Applicazione di una
di Heimlich ........................................................797 medicazione asciutta ........................................899
Procedura 29-38 Esecuzione della Procedura 30-21 Applicazione di una
rianimazione cardiopolmonare (RCP) ............803 medicazione umida ...........................................902
Procedura 29-39 Accettazione di un paziente 811 Procedura 30-22 Esame colturale di una ferita 905
Procedura 29-40 Trasferimento di un Procedura 30-23 Irrigazione di una ferita .........908
paziente ............................................................. 813 Procedura 30-24 Somministrazione di ossigeno 910
Procedura 29-41 Dimissione di un paziente ... 814 Procedura 30-25 Aspirazione orofaringea ....... 914
Procedura 29-42 Attuazione delle precauzioni Procedura 30-26 Cura di una tracheostomia ... 918
di isolamento stretto ........................................ 816 Procedura 30-27 Aspirazione attraverso la
tracheostomia....................................................922
Procedura 30-28 Insegnamento di esercizi
CAPITOLO 30: PROCEDURE postoperatori .....................................................925
INTERMEDIE / 821 Procedura 30-29 Esecuzione di un prelievo
Procedura 30-1 Asepsi chirurgica: preparare capillare ............................................................929
e mantenere un campo sterile ........................821 Procedura 30-30 Alimentazione e terapia
Procedura 30-2 Indossare i guanti con la attraverso un sondino enterale ........................931
tecnica aperta ...................................................824
Procedura 30-3 Cateterizzazione urinaria
CAPITOLO 31: PROCEDURE
femminile e maschile .......................................828
Procedura 30-4 Irrigazione di un catetere
AVANZATE / 937
urinario ...............................................................835 Procedura 31-1 Inserimento e gestione di un
Procedura 30-5 Irrigazione vescicale a sondino nasogastrico ......................................937
circuito chiuso...................................................838 Procedura 31-2 Esecuzione di una puntura
Procedura 30-6 Sostituire un presidio per venosa (prelievo di sangue) ............................941
stomia intestinale: creazione delle Procedura 31-3 Preparazione di una soluzione
stomie intestinali ...............................................841 EV e avvio di un’infusione EV ........................945
Procedura 30-7 Applicazioni calde e fredde ....844 Procedura 31-4 Impostazione della velocità
Procedura 30-8 Terapia orale, sublinguale e di flusso di un’infusione EV ............................950
buccale...............................................................852 Procedura 31-5 Somministrazione di farmaci
Procedura 30-9 Aspirare un farmaco da una attraverso set di infusione secondari
fiala .....................................................................857 (piggyback) ............................................................... 952
Procedura 30-10 Aspirare un farmaco da un Procedura 31-6 Valutazione e gestione di un
flacone ..............................................................860 sito di inserzione EV ........................................955
Procedura 30-11 Praticare un’iniezione Procedura 31-7 Sostituzione di una
intradermica ......................................................863 medicazione venosa centrale .........................958
Procedura 30-12 Praticare un’iniezione Procedura 31-8 Rimozione di suture e punti
sottocutanea ......................................................866 metallici .............................................................961
Procedura 30-13 Praticare un’iniezione
intramuscolare ..................................................870
Procedura 30-14 Somministrazione di farmaci
oftalmici e otologici ......................................... 876 GLOSSARIO ................................................................. G-1
Procedura 30-15 Somministrazione di farmaci
INDICE ANALITICO ...................................................... I-1
cutanei/topici ....................................................880
INDICE GENERALE XXV

PREFAZIONE

F ondamenti di Infermieristica, II edizione, tratta i sei


ambiti fondamentali della professione infermieristica
(fondamenti; medico-chirurgico/salute dell’adulto; materno-
sistenza sanitaria. Gli studenti in Infermieristica devono
confrontarsi e adattarsi ai continui cambiamenti relativi a
tecnologia, informatica e risorse attraverso la costruzione di
neonatale; pediatrico; salute mentale; leadership). È posta una solide basi di informazioni essenziali e accurate. Una solida
forte enfasi su fasi di sviluppo della persona, esigenze dell’an- base di conoscenza consente agli infermieri anche di soddi-
ziano e adattamenti professionali. I capitoli su bioterrorismo, sfare le esigenze dei pazienti in continuo cambiamento. Que-
spiritualità e concetto di sé aiutano lo studente a conoscere sto testo è stato scritto con l’intento di fornire agli studenti
le questioni infermieristiche attuali. Essendo trattati tutti gli in Infermieristica conoscenze attuali, capacità di problem-
aspetti del curriculum infermieristico, lo studente può rendersi solving basilari e abilità di pensiero critico per poter superare
conto di come gli argomenti relativi alle diverse aree siano l’esame e saper affrontare le sfide dell’assistenza sanitaria
correlati. Lo studente, inoltre, troverà utile questo testo anche attuale.
per il vantaggio di avere tutte le informazioni racchiuse in un
unico libro in due volumi.
Benché sia utilizzato un approccio di trattazione per appa-
rati corporei, in questo testo risulta fondamentale il concetto ORGANIZZAZIONE
dell’assistenza olistica. In tutto il libro sono presenti inserti Fondamenti di Infermieristica, II edizione, è suddiviso in due
quali riflessioni critiche, trucchi mnemonici, considerazioni volumi e consta di 61 capitoli, raggruppati in tre sezioni:
relative all’età, suggerimenti per il paziente, considerazioni Assistenza infermieristica di base, Assistenza infermieristica
culturali, suggerimenti professionali, assistenza in comunità/a per la salute dell’adulto e Assistenza infermieristica materna e
domicilio, sicurezza e controllo delle infezioni. pediatrica. Le tre sezioni racchiudono 20 unità.
Ogni capitolo di ambito medico-chirurgico comincia con
dei cenni di anatomia e fisiologia. Sono presentati, inoltre,
fondamenti di farmacologia, somministrazione dei farmaci ed
esami diagnostici. Il concetto della riflessione critica, presen-
ASSISTENZA INFERMIERISTICA
tato nel primo capitolo, getta le basi per l’intero processo di DI BASE
nursing, che viene presentato in grande dettaglio e include le
diagnosi NANDA e i riferimenti NIC/NOC. Allo studente è • Unità 1: CONCETTI ESSENZIALI — tratta le qualità
data l’opportunità di dimostrare la propria conoscenza e di svi- necessarie per la buona riuscita negli studi infermieristici
luppare tecniche di pensiero critico rispondendo ai quesiti dei (inclusi pensiero critico, gestione del tempo, metodi di
Casi clinici inclusi in molti dei capitoli. Le Mappe concettuali studio e organizzazione delle attività della vita quoti-
e le Mappe concettuali di assistenza stimolano lo studente a diana); l’assistenza infermieristica olistica; la storia, la
metabolizzare l’interrelazione tra i concetti di infermieristica formazione e le organizzazioni infermieristiche; le respon-
in preparazione alla pratica clinica. Lo studente ha l’opportu- sabilità legali ed etiche.
nità di verificare le proprie conoscenze e le riflessioni critiche • Unità 2: L’AMBIENTE DELL’ASSISTENZA SANITA-
sui concetti essenziali del nursing rispondendo alle Domande RIA — descrive l’organizzazione del servizio sanitario
di verifica presenti alla fine di ogni capitolo. nazionale e gli scenari assistenziali, focalizzando l’attenzione
Le strutture assistenziali sono in continua evoluzione sulle varie strutture assistenziali in cui operano gli infermieri.
e multisfaccettate, per cui il pensiero critico e la capacità di • Unità 3: COMUNICAZIONE — tratta la comuni-
giudizio dell’infermiere sono essenziali nell’ambiente dell’as- cazione e la relazione, il modo in cui la comunicazione

XXV
XXVI PREFAZIONE

è utilizzata nella relazione tra infermiere e paziente, le obiettivi, con domande da porre per l’anamnesi, le possibili dia-
differenze generazionali e gli aspetti tecnici e legali della gnosi infermieristiche, i risultati attesi, gli interventi infermieristici
documentazione infermieristica. Ciascuna componente del e la valutazione. In ciascun capitolo di queste unità è presente un
processo di nursing è spiegata in modo chiaro e conciso. In esempio di piano di assistenza infermieristico. Inoltre, sono stati
tutti i capitoli sono inclusi riferimenti alle cartelle cliniche aggiunti nuovi casi clinici.
elettroniche e alla tecnologia informatica. L’insegnamento • Unità 10: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: OSSIGE-
al paziente è presentato come uno dei principali interventi NAZIONE E PERFUSIONE — include l’apparato respi-
infermieristici per i pazienti di tutte le fasce di età. ratorio, l’apparato cardiovascolare, i sistemi ematologico e
• Unità 4: PROBLEMATICHE DELLO SVILUPPO E linfatico.
PSICO-SOCIALI — descrive i cambiamenti associati alla • Unità 11: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: DIGE-
crescita e allo sviluppo in relazione a tutte le fasce di età; gli STIONE ED ELIMINAZIONE — discute l’apparato
aspetti e le considerazioni culturali; lo stress, l’adattamento digerente e l’apparato urinario.
e l’ansia; il lutto e l’assistenza di fine vita. • Unità 12: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: MOBI-
• Unità 5: PROMOZIONE DELLA SALUTE — tratta il LITÀ, COORDINAZIONE E REGOLAZIONE — tratta
concetto di sé, la spiritualità e le terapie complementari/ l’apparato muscolo-scheletrico, il sistema nervoso, il
alternative. Il concetto di benessere, la nutrizione di base, il sistema sensoriale e il sistema endocrino.
riposo e il sonno, la sicurezza e l’igiene sono presentati come • Unità 13: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: FUN-
metodi di promozione della salute. ZIONE RIPRODUTTIVA E SESSUALE — include l’ap-
• Unità 6: CONTROLLO DELLE INFEZIONI — pre- parato riproduttivo maschile e femminile e le infezioni a
senta la catena delle infezioni, descrive i vari tipi di micror- trasmissione sessuale.
ganismi patogeni, presenta i concetti di asepsi e tecniche • Unità 14: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: DIFESE
asettiche insieme alle Precauzioni standard e alle misure di CORPOREE — discute l’apparato tegumentario e il
isolamento, discute le questioni relative al bioterrorismo. sistema immunitario.
• Unità 7: FONDAMENTI DELL’ASSISTENZA INFER- • Unità 15: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: INTE-
MIERISTICA — discute il bilancio dei liquidi e degli GRITÀ FISICA E MENTALE — tratta l’abuso di sostanze
elettroliti e l’equilibrio acido-base. La somministrazione e l’assistenza ai pazienti con malattie mentali comuni. Il
dei farmaci e le tecniche endovenose sono presentate attra- capitolo sull’abuso di sostanze descrive le sostanze di cui
verso lo schema del processo di nursing. Sono anche inclusi si fa comunemente abuso, i segni e i sintomi dell’abuso e i
considerazioni legali, dosi equivalenti e calcolo dei dosaggi. trattamenti disponibili.
L’accertamento è trattato in grande dettaglio, includendo • Unità 16: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: L’AN-
l’accertamento fisico completo, l’anamnesi infermieristica ZIANO — spiega l’assistenza infermieristica al paziente
e l’accertamento funzionale. Il trattamento del dolore anziano. Sono presentati i cambiamenti fisiologici associati
è trattato in modo approfondito, con l’analisi di cause, all’invecchiamento a carico di ciascun apparato corporeo.
trasmissione e percezione, metodi di accertamento e inter-
venti infermieristici per il sollievo dal dolore. L’assistenza • Unità 17: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: IL
infermieristica per i pazienti sottoposti a esami diagnostici è SISTEMA SANITARIO SUL TERRITORIO — definisce
anch’essa trattata in modo approfondito. Gli esami diagno- il ruolo dell’infermiere nell’assistenza motoria, riabilitativa
stici più comunemente prescritti sono presentati in tabelle e palliativa sul territorio. Discute gli accertamenti e gli
che riportano i risultati nella norma e le considerazioni interventi infermieristici appropriati in ciascuna struttura
infermieristiche. assistenziale.
• Unità 8: PROCEDURE INFERMIERISTICHE — le pro- • Unità 18: APPLICAZIONI — descrive il modo in cui le
cedure di base, intermedie e avanzate seguono lo schema conoscenze infermieristiche vengono applicate nelle emer-
del processo di nursing e sono presentate in forma step- genze. Sono fornite informazioni specifiche sulle emer-
by-step. Per ciascun passaggio è fornita una motivazione genze più comuni. Una serie di scenari che descrivono
scientifica e sono presenti figure che chiariscono i vari pas- pazienti con problemi multisistemici aiuta gli studenti a
saggi delle procedure. comprendere l’integrazione tra gli apparati corporei.

ASSISTENZA INFERMIERISTICA ASSISTENZA INFERMIERISTICA


PER LA SALUTE DELL’ADULTO MATERNA E PEDIATRICA
• Unità 9: CONCETTI ESSENZIALI — discute i vari tipi • Unità 19: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: OSTE-
di anestesia e l’assistenza infermieristica richiesta per cia- TRICIA — tratta l’educazione pre-concepimento, l’assi-
scuno di essi. Il capitolo sulla chirurgia descrive l’assistenza stenza prenatale, lo sviluppo fetale, le complicanze della
perioperatoria ai pazienti. Il capitolo sull’oncologia tratta i gravidanza, il processo di nascita, l’assistenza post-partum
vari tipi di cancro, i trattamenti comuni e l’assistenza infer- e la cura del neonato.
mieristica richiesta. • Unità 20: ASSISTENZA INFERMIERISTICA: PEDIA-
I capitoli nelle Unità 10-14 includono un paragrafo di cenni TRIA — presenta i fondamenti dell’assistenza pediatrica.
di anatomia e fisiologia e una presentazione di ciascun disturbo, Due capitoli di questa unità, Bambini con esigenze specifiche:
che include aspetti quali il trattamento medico-chirurgico, la dalla nascita a 12 mesi e Problemi comuni: da 1 a 18 anni,
gestione infermieristica, la terapia farmacologica, la dieta e l’at- trattano le situazioni più importanti relative all’assistenza
tività fisica. Il processo di nursing identifica i dati soggettivi e pediatrica.
PREFAZIONE XXVII

• CONSIDERAZIONI CULTURALI: descrive credenze,


CARATTERISTICHE modalità di erogazione dell’assistenza, comunicazione e
Ogni capitolo include una varietà di strumenti di apprendi- relazioni sociali di vari gruppi culturali ed etnici, per poter
mento che aiutano il lettore nella comprensione dei concetti fornire un’assistenza infermieristica olistica.
chiave. Ciascun capitolo si apre con un box denominato Rife- • SUGGERIMENTI PROFESSIONALI: offre consigli e
rimenti che indirizza il lettore ad altri capitoli chiave correlati suggerimenti tecnici per garantire un’assistenza infermieri-
al capitolo in esame. Questo evidenzia l’integrazione tra gli stica di qualità.
argomenti trattati nel testo. Sono indicate anche le procedure • SICUREZZA: enfatizza l’importanza e i modi per garan-
utilizzate per l’assistenza ai pazienti con disturbi in ambito tire un’assistenza sicura.
medico-chirurgico. All’inizio di ogni capitolo sono presentati • ASSISTENZA IN COMUNITÀ/A DOMICILIO:
gli Obiettivi di apprendimento, che aiutano lo studente a descrive i fattori da tenere in considerazione quando si
focalizzare lo studio e ad utilizzare in modo efficace il suo eroga assistenza in comunità o al domicilio del paziente,
tempo. È riportato anche un elenco di Parole chiave, ovvero nonché gli adattamenti assistenziali che risultano
dei termini che lo studente dovrebbe conoscere o imparare necessari.
per una migliore comprensione dell’argomento in esame. • ICONA DEI FARMACI: evidenzia i trattamenti e gli
Le parole chiave sono riportate in arancione e in grassetto e interventi farmacologici che potrebbero essere appropriati
vengono definite la prima volta che compaiono nel capitolo. per determinate condizioni e disturbi.
Ogni capitolo di ambito medico-chirurgico presenta un breve
paragrafo di cenni di anatomia e fisiologia per riesaminare gli • ASSISTENZA COLLABORATIVA: menziona i membri
organi e le funzioni dell’apparato trattato. dell’équipe assistenziale e i loro ruoli nell’erogazione di
Il contenuto di ogni capitolo è presentato secondo lo un’assistenza completa ai pazienti.
schema del processo di nursing. Dove risulta appropriato, nel • CONTROLLO DELLE INFEZIONI: indica i metodi per
capitolo è riportato un Esempio di piano di assistenza infer- prevenire la diffusione delle infezioni.
mieristico, che funge da modello a cui lo studente può fare Alla fine del libro è presente un Glossario.
riferimento nell’impostare il proprio piano di assistenza basato
su un caso clinico. Alla fine della maggior parte dei capitoli
è presentato un Caso clinico, che richiede allo studente di
mettere insieme le sue conoscenze di base e sintetizzare le NOVITÀ DI QUESTA EDIZIONE
informazioni date per sviluppare la propria soluzione a un caso Capitoli nuovi:
realistico. Diagnosi infermieristiche, Pianificazione/Risul- • Capitolo 15, Concetto di sé: presenta un’analisi completa
tati attesi e Interventi infermieristici sono presentati in di dimensioni, formazione e fattori che influenzano il con-
forma tabulare in modo da renderli rapidamente consultabili. cetto di sé, per favorire il coping del paziente e promuo-
Le Mappe concettuali e le Mappe concettuali di assistenza verne il benessere fisico e mentale globale.
sono diagrammi delle interrelazioni tra concetti correlati al • Capitolo 16, Spiritualità: fornisce un’analisi del bisogno
nursing. umano di spiritualità e prepara l’infermiere a integrare
Un Riassunto in forma di elenco puntato e una serie l’aspetto spirituale di ogni paziente nell’assistenza
di Domande di verifica a risposta multipla alla fine di ogni erogata.
capitolo aiutano lo studente a ricordare e a utilizzare il mate-
riale presentato. • Capitolo 23, Bioterrorismo: discute i principali agenti del
La sezione Bibliografia/Letture consigliate consente bioterrorismo, le misure protettive da attuare prima e dopo
allo studente di trovare le fonti del materiale presentato e un attacco terroristico, e delinea il ruolo dell’infermiere,
anche di trovare informazioni aggiuntive relative agli argo- delle istituzioni e di ciascun individuo in caso di attacco
menti trattati. Sono elencate anche le Fonti, che forniscono terroristico.
nomi e indirizzi internet di organizzazioni specializzate in aree • Capitolo 51, Assistenza motoria, riabilitativa e palliativa sul
specifiche dell’assistenza sanitaria. territorio: definisce il ruolo dell’infermiere, spiega le que-
Vari box presenti in tutto il testo enfatizzano i punti stioni legali relative all’erogazione dell’assistenza
chiave e forniscono specifici tipi di informazioni. Di seguito infermieristica e discute gli accertamenti e gli interventi
sono riportati i diversi tipi di box. infermieristici appropriati in ciascuna struttura assisten-
• RIFLESSIONE CRITICA: incoraggia lo studente a uti- ziale.
lizzare le conoscenze acquisite per pensare in modo critico Capitoli ampiamente aggiornati:
a una situazione. • Capitolo 13, Assistenza di fine vita: include paragrafi su
• TRUCCHI MNEMONICI: fornisce un’espressione o fluidi e nutrizione, cure palliative e assistenza in hospice,
un’abbreviazione facile da ricordare per aiutare lo studente gestione del dolore.
a ricordare informazioni importanti. • Capitolo 27, Trattamento del dolore: include un paragrafo
• CONSIDERAZIONI RELATIVE ALL’ETÀ: fornisce ampliato sull’analgesia controllata dal paziente (PCA) e
informazioni relative all’assistenza ai pazienti di specifiche sull’analgesia controllata dal paziente per via orale al
fasce di età. bisogno (MOD®), una discussione sulla teoria del gate
• SUGGERIMENTI PER IL PAZIENTE: identifica ele- control del dolore e una presentazione degli standard
menti specifici che il paziente dovrebbe conoscere in rela- della Joint Commission e delle linee guida dell’Organiz-
zione ai vari disturbi. zazione Mondiale della Sanità (OMS) per il trattamento
del dolore.
XXVIII PREFAZIONE

• Capitolo 33, Chirurgia: contiene la trattazione di inter- Ulteriori aggiunte:


venti aggiuntivi di chirurgia robotica e mini-invasiva. • Aggiunta di casi clinici in quasi tutti i capitoli; essi presen-
• Capitolo 36, Apparato cardiovascolare: include paragrafi tano una miscela di pensiero critico e domande sul pro-
ampliati sui cenni di anatomia e fisiologia, spiegazioni cesso di nursing.
degli esami diagnostici e contenuti ampiamente • Aggiunta di mappe concettuali in diversi capitoli, in modo
aggiornati su defibrillatori impiantabili, pacemaker, tale che lo studente possa correlare i concetti con la pratica
gestione delle valvole cardiache, angina, chirurgia mini- clinica nella vita reale.
invasiva, presidi di assistenza ventricolare e cure farmaco-
logiche. • Aggiunta di mappe concettuali di assistenza in alcuni capi-
• Capitolo 53, Integrazione: include casi clinici più toli, per dare una schematizzazione visiva del processo di
approfonditi da poter utilizzare nel corso dell’esperienza nursing.
formativa. • Aumento del numero di domande di riflessione critica
Contenuti aggiornati all’interno dei capitoli: intriganti e applicative.
• Trattazione aggiuntiva delle disabilità di apprendimento. • Aggiornamento delle considerazioni culturali e aggiunta di
• Informazioni sulla preparazione per gli esami e suggeri- contenuti relativi alla cultura in tutto il testo.
menti per lo svolgimento dei test. • Aggiunta del programma vaccinale per gli adulti a quello
• Trattazione delle credenze di Scientology nel capitolo rela- per i bambini e gli adolescenti.
tivo alle considerazioni culturali. • Aggiunta di linee guida per l’accertamento soggettivo e
• Le raccomandazioni dietetiche seguono la nuova piramide obiettivo nei capitoli di ambito medico-chirurgico perché
alimentare raccomandata. gli studenti possano utilizzarle nelle strutture sanitarie.
• Gli aggiornamenti del capitolo sull’accertamento • Citazione di articoli di letteratura scientifica in modo com-
includono l’accertamento del paziente con l’utilizzo prensibile per un’agevole applicazione della pratica basata
di terapie complementari/alternative e l’accertamento sulle evidenze.
dell’edema. • Aggiunta delle diagnosi NANDA attuali secondo il Nursing
• Gli aggiornamenti del capitolo sul sistema nervoso Diagnoses, 2009-11 Edition: Definitions and Classification
includono la chemioterapia intratecale, la chemioterapia (NANDA-/Nursing Diagnoses) del NANDA International
mediante cialde, la carta del rischio di ictus, la terapia die- (2010).
tetica, la tomografia a emissione di positroni e le procedure • Aggiunta di nuove domande di verifica alla fine dei capitoli,
di ablazione per il morbo di Parkinson; lo smell test per la
per aiutare gli studenti a verificare la propria comprensione
diagnosi del morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e
dei contenuti.
altre malattie neurodegenerative.
• Esteso aggiornamento dei capitoli sulle procedure di base, • Aggiunta di trucchi mnemonici per aiutare gli studenti a
intermedie e avanzate, con nuove fotografie per l’apprendi- ricordare le informazioni.
mento visivo. • Aggiunta di numerose nuove fotografie e illustrazioni per
• Esteso aggiornamento del capitolo sugli esami una migliore presentazione dei concetti.
diagnostici, con l’aggiunta di nuove procedure diagnosti-
che attuali.
• Aggiunta di contenuti relativi al paziente anziano nel capi-
tolo sul ciclo della vita ed enfatizzazione del MATERIALE DI SUPPORTO PER
materiale geriatrico nei box “Considerazioni relative I DOCENTI
all’età”.
I docenti che utilizzano il testo a scopo didattico possono
• Aggiornamento dei capitoli sull’assistenza materna e scaricare dal sito [Link], previa registrazione all’area
pediatrica, con l’inclusione delle attuali tendenze infermie- docenti, le immagini del libro in formato PowerPoint.
ristiche.
COME USARE
TITLE
QUESTO TESTO

Questo testo contiene numerosi riquadri che guidano e aiutano il lettore a comprendere e ad assimilare i diversi argomenti.
Di seguito sono riportate utili indicazioni su come utilizzare tali riquadri allo scopo di accrescere il grado di comprensione e
di padronanza dei contenuti.

CAPITOLO 1 RIFERIMENTI
Qualità necessarie per la buona
riuscita negli studi infermieristici Prima di iniziare un nuovo capitolo, leggete questo
riquadro, che vi permetterà di fare collegamenti tra
RIFERIMENTI gli argomenti che state per affrontare e quelli pre-
Per completare l’apprendimento sulle qualità necessarie per la buona riuscita negli studi
infermieristici, rivedere anche i seguenti capitoli: senti in altri capitoli.
Assistenza infermieristica di base
• Comunicazione e relazione
• Insegnamento al paziente
• Stress, adattamento e ansia
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Dopo aver studiato questo capitolo dovreste essere in grado di:
• Definire le parole chiave.
Cercate di capire quali siano gli obiettivi del capi-


Applicare strategie di studio.
Identificare metodi di apprendimento per uno studio efficace. tolo prima di leggerne il contenuto, in modo da
• Impostare un piano di gestione ottimale del tempo.


Progettare un piano di studio personale.
Applicare strategie per migliorare i risultati delle prove di verifica.
prepararvi al meglio alla fase successiva dell’ap-


Ragionare in modo critico.
Identificare le caratteristiche della riflessione critica.
prendimento. Riguardate le voci contenute in questo
• Eseguire un esercizio di riduzione dello stress con l’aiuto dell’immaginazione.
riquadro mentre vi preparate per l’esame, così capi-
rete se siete pronti per affrontarlo.
PAROLE CHIAVE
abilità delega pensiero critico
ansia disciplinato perfezionismo
apprendimento gestione del tempo ragionamento
atteggiamento
attributo
codifica
giudizio
incarico
mnemonica
responsabilità
rinvio
standard CAPITOLO 2 Assistenza infermieristica olistica 35
PAROLE CHIAVE
deficit di apprendimento opinione stile di apprendimento
Bisogni di sicurezza e protezione o che avete di voi stessi è positivo oppure avete molti dub-
2
Il livello superiore, di sicurezza, comprende i bisogni di protezio-
ssenza di ansia immotivata. I biso-
teggiamenti e le vostre convinzioni? Saper rispondere a queste do-
mande vi aiuterà nel vostro ruolo di caregiver.
Leggete questo elenco prima di iniziare il capitolo,
o importante consiste nel prendervi cura dei vo-
ia è spesso una minaccia alla sicurezza, in quanto viene
compromessa la stabilità della vita.
stri bisogni personali (vedi la precedente sezione sulla Gerarchia dei
o i bisogni per il vostro
benessere, sarete liberi di concentrarvi e di prendervi cura degli altri.
allo scopo di familiarizzare con i nuovi termini e di
Bisogni di amore e di appartenenza
Il terzo livello della gerarchia, amore e appartenenza, incorpora
o. Avere amici e par- cacia come caregiver.
ripassare quelli che avete già incontrato, di modo
tecipare a gruppi e organizzazioni sono due strade per soddisfare
questi bisogni. Soddisfare questi bisogni è estremamente impor-
tante per la salute mentale. La consapevolezza di sé è conoscere come pensa, sente, crede e
che sarete in grado di fare gli opportuni collega-
si comporta il proprio io in un particolare momento. Essere consa-
Bisogni di autostima
o con il successo nel
pevoli è un processo costante, incentrato sul presente. I pensieri, i
menti con gli argomenti del nuovo capitolo.
ività. Il riconoscimento da parte degli altri ac-
i di orgoglio per quello che siamo su una persona in diversi modi.
riusciti a fare. La consapevolezza può far sentire una persona non a proprio
are sia
Bisogni di realizzazione di sé di alterare sentimenti, convinzioni e comportamenti. Si può impa-
La realizzazione di sé è il più alto livello della gerarchia di Maslow. rare ad avere consapevolezza di sé. Per fare questo, cominciate ora
a concentrarvi, diventando consapevoli dei vostri pensieri e del-
le vostre azioni. Prendete nota delle vostre reazioni a una qualsia-
RIFLESSIONE CRITICA
ne positiva del mondo. si situazione. Che cosa vi rende ansiosi? Che cosa vi rende felici?
Maslow sostiene che moltissime persone sono talmente impe- Ascoltate voi stessi quando rispondete alle domande e quando sta-
logici, di protezione e sicurezza, i hanno punti di
che resta loro poco tempo o scarse energie per soddisfare il biso-
gno di amore e di appartenenza, di autostima e di realizzazione di
forza e debolezza. Ora concentratevi sui vostri punti di forza e cer-
cate di investire le energie sul presente. Non state a rimuginare su-
Leggete questi riquadri dopo aver studiato l’intero
sé. In tal senso, moltissime persone non sono interessate ai livelli osto, cercate di imparare da essi per poi di-
superiori della gerarchia. Anche se i livelli più bassi vengono rag-
coltà, molti individui hanno personalità
cile, se non impossibile, il soddisfaci-
en-
zione ai vostri sentimenti, a quello che sentite e pensate. Ascolta-
te non solo le parole che una persona dice, ma anche il modo con
capitolo, per verificare il vostro grado di conoscenza
mento dei bisogni dei tre livelli più alti.
Il cammino di un individuo verso i livelli superiori non è conti-
nuo. Cambiano le circostanze di vita, cambiano i bisogni non sod-
e: questo aiuta la consapevolezza. Usa-
te la parola “io” e diventate padroni dei vostri sentimenti e dei vo-
stri valori. Provate a dire: “Sono felice”, invece di dire “Questo mi
e di comprensione dei concetti esposti.
eren- rende felice”.
ti livelli della gerarchia. Per esempio, se una persona sta lavorando La consapevolezza di sé è estremamente importante per gli in-
per soddisfare il proprio bisogno di autostima e improvvisamen- fermieri. Gli infermieri devono capire se stessi, in modo che i loro
te viene licenziata dal lavoro, i bisogni di protezione e di sicurezza itudini o bisogni personali non interferiscano con
a-
i e motiveranno il comporta-
mento di quella persona. osto che in rispo-
Altre teorie dello sviluppo umano sono le fasi dello svilup- sta ai propri bisogni personali. Per esempio, gli studenti infermie-
po psico-sessuale di Freud, gli stadi dello sviluppo psico-sociale ri – ma anche gli infermieri con esperienza – sono spesso ansiosi
di Erickson, il modello di sviluppo della personalità di Sullivan,
gli stadi dello sviluppo cognitivo di Piaget, gli stadi dello sviluppo
morale di Kohlberg e gli stadi della fede di Fowler. Fate riferimen- o di non aver
azione più appro-
fondita degli stadi della vita di una persona. amente la situazione rivedendo la procedura e ri-
e le de-

FORNIRE ASSISTENZA DI QUALITÀ alle sue necessità e non ai


Il primo passo per fornire assistenza di qualità al paziente consiste
Che tipo di personalità avete? Il
Il concetto di sé riguarda il modo in cui la persona pensa o sente
RIFLESSIONE CRITICA ono il modo in cui una
persona pensa che gli altri la vedano.
Salute e benessere
i, si sente contento e tran-
Quali sono i tuoi atteggiamenti in relazione a
salute e benessere? o di sé (Figura 2-5). Le interazioni con altre persone, come pa-
renti, famiglia allargata o sul con-

XXIX
COME UTILIZZARE QUESTO TESTO (Continua)

CAPITOLO 4 Responsabilità legali ed etiche 67

a autonomia, al contrario, è controllata da altri


o incapace di deliberare o di agire sulla base dei propri desideri una specializzazione o di un istituto, ma si ripercuotono anche
i. Il principio di autonomia si riferisce alla giusta scel- drasticamente sulla salute del malato. Permangono considerevoli
controversie circa le basi teoriche della giustizia e le maniere per
ua nella prati- i tra principi e regole.
a la

are le scelte dei pazienti.


SUGGERIMENTI PROFESSIONALI SUGGERIMENTI PROFESSIONALI
Autonomia
• I pazienti capaci di intendere e di volere hanno
Il principio di non maleficenza
amente
associato alla massima “primum non nocere”. Questa massima, fre-
diritto all’autodeterminazione, anche se le loro
decisioni possono danneggiarli. Utilizzate questi riquadri per accrescere le vostre competenze professionali
• Probabilmente una delle cose più difficili da
accettare per gli infermieri è il fatto che i
pazienti sono in ultima analisi responsabili di se
e per aumentare le vostre conoscenze di base.
cenza, quando guida le decisioni, richiede due domande: “Questo stessi; essi fanno ciò che vogliono.
amento può fare del bene o del male al paziente?”; “Ci aspet-

La pratica infermieristica mette in accordo gli standard pro-


fessionali e legali della cura quando si seguono i principi di non
maleficenza; prevenire errori durante la somministrazione dei ASSISTENZA IN COMUNITÀ/A DOMICILIO
ASSISTENZA IN COMUNITÀ/A DOMICILIO
farmaci e prevedere i rischi potenziali di un trattamento sono
alcuni esempi di non maleficenza applicabili alla pratica quo- Autonomia del paziente

TITLE Questi riquadri vi saranno utili prima di effettuare una visita a domicilio a un
tidiana. Con l’aumentato livello di criticità dei pazienti assi-
stiti a domicilio, gli infermieri domiciliari affrontano
questioni etiche sempre più profonde, in quanto
hanno un minor grado di controllo su ciò che il
paziente fa nella vita di tutti i giorni a casa. paziente con una determinata patologia.
e per il bene altrui; la benevolenza si riferisce

il bene di altri. Il principio di beneficenza

sono obbligatori, ma il principio PRINCIPIO SPIEGAZIONE


Autonomia Rispettare il diritto di autodetermi-
PER GENTILE CONCESSIONE DEL DELMAR CENGAGE LEARNING

può essere un esempio di quando dichiarare la verità può nuocere nazione degli individui; rispettare
la libertà individuale
Non maleficenza Non fare male e non apportare
danno ad altri
Beneficenza Fare del bene agli altri e preserva-
I termini equità, merito e titolarità re l’equilibrio tra benefici e rischi
e queste Giustizia Distribuire equamente i potenziali
teorie interpretano la giustizia come un comportamento impar- benefici e rischi
ziale, equo e appropriato, che tiene conto di quel che è dovuto
alle persone. Una situazione riguardante la giustizia è presente
ino alle persone per
o di es-
IL98CODICE DEONTOLOGICO
UNITÀ 3 Comunicazione
e-
ria appare capricciosa; molti dei principi di giustizia proposti DELL’INFERMIERE
non sono distinti né indipendenti da altri principi, come quelli Il Codice Deontologico
urano il sistema etico in cui si SUGGERIMENTI PROFESSIONALI
o di giustizia in sanità è la giusta ripartizione delle ri- svolge la relazione con la persona/assistito.
ca distribuire per spartizione; tale gli interventi assistenziali con- Quando il paziente blocca
PER GENTILE CONCESSIONE DEL DELMAR CENGAGE LEARNING

distribuzione non presuppone né una persona né un sistema che o infermieristico la comunicazione


razioni le risorse. che ricerca e persegue, nelle diverse fasi del percorso assistenziale,
Queste decisioni sulla ripartizione dei fondi stabiliscono In caso di blocco della comunicazione da parte del
eresse primario della persona
quanta assistenza sanitaria ripartire e quale tipo fornire per qua- assistita. Questi capi sono e uale, paziente, è bene tenere in mente quanto segue:
li problemi. Per esempio, i fondi ripartiti per la ricerca medica ed educativa. • Il paziente potrebbe desiderare di non discutere
gli argomenti proposti dall’infermiere, o addirit-
tura desiderare di non parlare affatto. In alcune
circostanze, infatti, tutti necessitiamo di un
tempo per pensare in solitudine.
• Accettare e rispettare il desiderio del paziente di
non comunicare in quel determinato momento.
Garantire la privacy quando si discute di pre- • Lasciare che il paziente sappia che voi siete
occupazioni relative alla salute personali o intime con i pazienti.

i, temporaneamente
pronti e disponibili ad ascoltare ogniqualvolta
egli si senta pronto per parlare. CONSIDERAZIONI CULTURALI
ono che egli sta ve-
persona, bussando alla porta prima di entrare nella stanza, chie-
o e prima di spostare ramente ascoltando e incoraggiano il paziente a proseguire. Mettete alla prova la vostra capacità di adeguarvi
tezze denotano una manifestaz o
ato, ne trae grande be- ASPETTI PSICOSOCIALI alle differenze culturali ed etniche seguendo i sugge-
DELLA COMUNICAZIONE
CONGRUENZA DEI MESSAGGI
i psicosociali della comunicazione sono molto rilevanti per rimenti presenti in questi riquadri. Potrete verificare
È importante che la comunicazione verbale e non verbale vadano
cace.
eggiamento, il senso quali sono i vostri pregiudizi riguardo alle pratiche
o” con un tono
di voce piacevole e sorridendo è un messaggio congruente e chia-
ro; pronunciare le stesse parole con un tono di voce che deno-
seguite nei diversi contesti socio-culturali cercando
relazione infermiere-paziente.
ta disgusto o con un viso accigliato veicola un messaggio incon-
gruente e potenzialmente non chiaro. Il ricevente può non sape-
ente ha provato davvero piacere per quello che è stato
di mettere in pratica i consigli contenuti in tali riquadri
o oppure se è dispiaciuto e sta utilizzando toni sarcastici. Mes-
saggi come questi possono confondere il ricevente, il quale po-
amen-
ono pensieri, senti-
eggiamenti. Alcuni gesti sono universalmente noti, co- per sviluppare una maggiore sensibilità nel vostro
te il tono e il contenuto del messaggio.

denza tra messaggi verbali e non verbali e chiedere chiarimenti


completamente diversi a secon-

re, pertanto, deve essere molto sensibile alle possibili interpre-


approccio ai pazienti.
orietà. erenze culturali e quindi mostrarsi
osto cauto nel formulare giudizi nel caso di pazienti con un
ASCOLTO/OSSERVAZIONE
background e un retaggio culturale diversi dal proprio.

ermare che saper ascoltare e saper osservare sono tra


le più importanti capacità che un infermiere deve possedere. Que-
i-

le diagnosi infermieristiche ed i conseguenti interventi sono basa- CONSIDERAZIONI CULTURALI


Gestualità
242 UNITÀ 4 Problematiche dello sviluppo e psico-sociali
ivo, che fa riferimento al processo Il significato dei gesti non è universale. Per esempio, in
di ascolto delle parole pronunciate e di osservazione dei compor-
Italia un piccolo cerchio creato con l’indice e il pollice
TRUCCHI MNEMONICIo ciò richiede considerazio- della mano significa OK. Tuttavia, in Giappone e in Fran-
Stress enzione assoluta al cia, questo gesto significa, rispettivamente, “soldi” e
Fisiologici • Aumento della frequenza cardiaca (polso)
• Aumento della pressione arteriosa
“zero”. In Brasile e in Turchia, questo segno è il simbolo
L’infermiere può utilizzare la parola STRESS come
ciale e rapido dosi leggermente verso di lui, e incontrarne lo sguardo. In questa dei genitali femminili ed è quindi considerato un insulto.
trucco mnemonico per l’accertamento di segni e
• Sangue più denso sintomi di stress nel paziente:
enzione.
• Vertigini, sudore ai palmi delle mani S = palmi sudati (Sweaty)
• Mal di testa T = tremore (Trembling)
• Pupille dilatate
R = polso rapido (Rapid)
• Nausea, cambiamenti nell’appetito
E = facile (Easy) allarme
• Costipazione o diarrea
S = eloquio (Speech) rapido
• Aumento delle minzioni
• Tremori, spasmi S = respiro rapido e superficiale (Shallow)
• Aumento del glucosio e del cortisolo nel
sangue

Psicologici • Irritabilità
• Tendenza ad arrabbiarsi i i modi in cui una persona
• Tristezza, depressione può reagire allo stress. Lo stress è una risposta automatica, ma le
• Ridotti sentimenti di piacere e di condivi- a-
mento mediante il condizionamento. Il condizionamento avvie-
sione
ne quando a una persona viene insegnato un comportamento che
Cognitivi • Disturbi della memoria e del giudizio diventa poi una risposta automatica. Alcune persone che sono abi-
• Confusione, incapacità di concentrazio- tuate a farlo possono contenere una grande quantità di stress, men-
ne
• Indecisione
lo stress sono i seguenti:
ere TRUCCHI MNEMONICI
PER GENTILE CONCESSIONE DEL DELMAR CENGAGE LEARNING

• Percezione alterata, risposta ritardata


• Il grado di pericolo percepito da una persona
Comporta- • Andatura veloce, eloquio rapido • I bisogni immediati di una persona
mentali • Insonnia • La quantità di sostegno dagli altri


Cambiamenti di umore
Facile allarme

situazione stressante
I precedenti successi e fallimenti di un individuo nel far fronte
Utilizzate le strategie di memorizzazione proposte in questi
Spirituali • Alienazione, isolamento sociale
allo stress
ori stressanti concomitanti o accumulati che nuovi riquadri per aiutarvi a ricordare i giusti passaggi o
• Sensazioni di vuoto
Difese adattive
I meccanismi per far fronte allo stress che richiedono una minima
il corretto ordine delle informazioni quando lavorate con i
amento spirituale comprende il credere in un essere su-
periore e avere una percezione posit
to della vita. Queste credenze sono una risorsa personale per far
quantità di energia sono chiamati difese adattive. Queste riguar-
amente le situazioni stressanti e perciò i sintomi. Le di-
ive utili nelle situazioni di stress sono:
pazienti.
fronte agli agenti stressanti. In seguito alla perdita di una persona
are il sostegno delle persone
cara, per esempio, la spiritualità della famiglia e il suo senso di fede
• Rilassarsi per alleviare la tensione
possono subire dei cambiamenti.
• Cambiare il comportamento
ivi più realistici
• Risolvere i problemi
Meccanismi di difesa
PER GENTILE CONCESSIONE DEL DELMAR CENGAGE LEARNING

ria) per difendersi dalle infezio-


ie, anche la mente ha simili meccanismi psicologi-
ivi. Molti meccanismi di difesa sono funzioni inconsce

non decide consciamente di applicare un meccanismo di difesa;


ciò avviene automaticamente.
e le persone usano meccanismi di difesa. Il loro uso non
ia mentale o squilibrio psico-sociale. I meccanismi

modo per un individuo di rispondere a una minaccia o quando li-


mitano la sua capacità di funzionamento. La Tabella 12-2 descrive
Un collega che offre sostegno è un esempio di e fornisce esempi dei vari meccanismi di difesa.
adattamento sociale.

XXX
COME UTILIZZARE QUESTO TESTO (Continua)

CAPITOLO 40 Apparato muscolo-scheletrico 1239

Attività fisica
ASSISTENZACOLLABORATIVA
Uso di grucce, bastoni e deambulatori tenere la forza e il tono muscolare e per ridurre problemi cardiova-
scolari. Le articolazioni che non sono immobilizzate devono esse-
Gli infermieri collaborano con il fisioterapista nell’assisten-
ivamente che passivamente per mantenerle fun-
za ai pazienti che utilizzano grucce, bastoni e deambulato-
zionali. Gli esercizi isometrici (forza costante) aiutano a conservare
ri. I pazienti generalmente si recano dal fisioterapista per
la forza nei muscoli immobilizzati.
apprendere l’uso degli ausili per la deambulazione. Gli in-
fermieri aiutano i pazienti nell’uso di tali sussidi.

rezza-
ture come le grucce, il bastone o il deambulatore. Le grucce per-
Esaminare frequentemente e in modo accurato la zona del trau-
ma, rilevando lo stato della circolazione (colorito), la mobilità e la
sensibilità. Fornire misure che favoriscano il comfort e sommini-
ASSISTENZA COLLABORATIVA
mità interessata; il deambulatore aiuta a sopportare un peso limita- sponsabilità infermieristica è la prevenzione della stipsi, delle pia-
to e fornisce stabilità quando il paziente deambula; il bastone per- ghe da decubito, dei calcoli urinari e delle complicazioni respira-
e al paziente di camminare con equilibrio e appoggio.
La posizione del tripode è fondamentale per muoversi con le
torie da stasi. Questi riquadri spiegano quali altri professionisti dell’assistenza sanitaria
grucce. Le punte delle grucce vengono posizionate approssimati-
vamente a 20/25 centimetri di distanza di fronte e lateralmente ai
piedi del paziente. Il paziente deve caricare il suo peso sulle mani- PROCESSO DI NURSING possono essere coinvolti nel piano di assistenza globale offerto al paziente.
a dal medico.
Dati soggettivi
Cercate di capire come il vostro ruolo di infermiere si inserisca nell’ambito di
Il bastone è tenuto nella mano opposta
sata. Solitamente, camminando, le braccia e le gambe opposte si
muovono insieme. Questa stessa azione dovrebbe essere ripetuta
ura può
ive sul dolore, specialmente durante il
movimento, spasmi muscolari e parestesia.
un team formato da diversi collaboratori.
camminando con il bastone. Il deambulatore fornisce un supporto
o al bastone o alle grucce. È particolarmente indi-
cato per i pazienti con un equilibrio precario. Il paziente dovrebbe Dati obiettivi
posizionare il deambulatore tra i 30 e i 45 centimetri di distanza da Accertare la presenza di edema, accorciamento e/o deformità
sé e camminare verso di esso tenendosi alle maniglie. uati i controlli dei pol-

Terapia chirurgica no periodicamente rilevati i parametri vitali del paziente e monito-


La riduzione aperta è un intervento che consente al chirurgo di
a. Quando viene re il colorito e la temperatura della cute, specialmente in prossimi-
uato un intervento di riduzione aperta/fissazione interna tà delle prominenze ossee.
(ORIF), si utilizzano ortopedici per mantenere la riduzione. Tra i Nel caso di pazienti con ingessatura, vanno controllati la levi-

che. Questi presidi utilizzati per


Valutare anche la presenza di
ICONA DEI FARMACI
Il principale svantaggio di un intervento di riduzione a cielo SUGGERIMENTI PROFESSIONALI
zo dei presidi può altresì causare complicazioni circolatorie e dan-
ni accidentali alle principali derivazioni nervose, ai vasi sanguigni
Accertamento neuromuscolare
• L’accertamento neuromuscolare viene effettuato Questo simbolo focalizza l’attenzione sulle
ura vengono eseguiti esa- dopo traumi muscolo-scheletrici, interventi chirur-
gici, se si possono verificare danni nervosi e vascolari,
e dopo applicazione di gesso, stecche o bendaggi. informazioni relative ai trattamenti farmacologici
Terapia farmacologica • L’accertamento neuromuscolare viene effettuato ogni
Per calmare il dolore possono essere somministrati degli analgesi-
ci. Per gli spasmi muscolari i mio-
15-30 minuti per diverse ore e quindi ogni 3-4 ore.
• Tutti i reperti devono essere documentati.
disponibili per determinati disturbi. Riguardate
rilassanti quali la ciclobenzaprina cloridrato. È necessario presta-
enzione a dolori intensi o persistenti, che possono indicare
ati possono essere
• Formicolio e intorpidimento possono essere
482 ridotti
UNITÀ 6 Controllo
flettendo le dita odelle infezioni l’arto.
riposizionando
• Ricordare la regola delle 6 P quando si effettua
questi paragrafi per comprendere quali tratta-
somministrati ammorbidenti delle feci, come il docusato sodico,
per prevenire la stipsi.
un accertamento neuromuscolare:

CONTROLLO DELLE INFEZIONI


1. Parestesia
La peste erio, Yersinia pestis; rien-
menti farmacologici siano appropriati per le con-
2. Dolore (Pain)
Dieta 3. Pallore (l’esame può mostrare un riempi-
mento Notifica del CDCUn riempimento
capillare rallentato.
tra tra le zoonosi ie che gli animali malati possono trasmet-

bonica e la peste polmonare, aventi diverse modalità di trasmissio-


dizioni dei vostri pazienti.
capillare normale
e del avviene in 2-4 secondi)
Dipartimento
ro e liquidi. Per il paziente con inadeguato apporto dietetico, è neces- 4. Paralisi
di Salute Pubblica
5. Edema (Puffiness) nica dal morso di una pulce che si è alimentata su un topo o su un
sario aggiungere vitamine e integratori minerali, in modo particolare
calcio e fosforo. Può essere altresì necessario richiedere la consulen- 6. Assenza
Il riscontro di polso
di un (pulselessness)
caso di vaiolo viene conside- ato da Y. pestis, oppure in caso di esposizione di-
erio. Se la peste bubbonica non vie-
za del nutrizionista per le preferenze alimentari del paziente. rato un’emergenza per la salute pubblica, per
l’alto rischio di contagio e per la mortalità asso-
erio passa nel circolo ematico e raggiunge i pol-
moni, provocando una polmonite (forma polmonare). Un sogget-
CONTROLLO DELLE INFEZIONI
ciata alla malattia. In caso di sospetto, devono amente la peste polmonare, re-
essere immediatamente avvisati il Dipartimento erio in forma di particelle aeree o acquisendolo da
di Salute Pubblica dello Stato (negli USA viene erio. La pe-
informato anche il CDC), che in Italia è l’Isti-
tuto Superiore di Sanità, organo referente del
ere da persona a perso-
na. La forma polmonare è meno frequente della bubbonica, ma al-
Mentre leggete un capitolo, ponete attenzione
Ministero. tamente contagiosa e spesso fatale. I bioterroristi utilizzano Y. pestis
ondendola per aerosol, causando lo sviluppo della polmonite in a questi riquadri, chiedendovi se voi mettete in
o con le persone malate. Un vantaggio rispet-
to alle altre armi biologiche è che Y. pestis o dalla luce pratica le precauzioni in essi indicate.
Terapia medica
cace contro il vaiolo. La sola prescri- Diagnosi
tuazione delle procedure di isolamento aereo. La Figura 23-3 mo-
stra una reazione al vaccino anti-vaiolo. e
le colture e le analisi saranno positive a Y. pestis.
Assistenza infermieristica Sintomi da esposizione
uarsi non appena viene for-
Un paziente manifesta i sintomi entro 2-6 giorni dal contagio. Il
o devono iniziare appena compare il rash vesci- sintomo principale della peste bubbonica è il riscontro di un lin-
amento di supporto va iniziato parallelamente al- fonodo di dimensioni aumentate, di consistenza molle e dolente,
o il personale sanita- localizzato a livello di inguine, ascella o collo. Questa linfoadeno-
rio che assiste pazienti con diagnosi presuntiva o confermata di
i con il cor- sono febbre, brividi, cefalea, senso di malessere ed estrema spossa-
ica),
zo di dispositivi di protezione, come divise, guanti e una specia- shock e morte, o determinare la peste polmonare.
le mascherina. Il periodo di incubazione della peste polmonare, se il pazien-
o,
va da 1 a 6 giorni (CDC, 2005). I primi sintomi sono febbre, cefa-
ora-
Reazione del sito di vaccinazione primaria
sensazione di respiro corto (CDC, 2004). Altri sintomi che posso-
no essere osservati sono nausea, vomito e dolore addominale. Se

CAPITOLO 8 Insegnamento al paziente 131

rmiere che sta insegnando al pazien- FARMACI


CONSIDERAZIONI
Giorno 4 RELATIVE
GiornALL’ETÀ
o7
Antibiotici per la peste polmonare
i due possono dare inizio a una Insegnare ai bambini
sessione di discussione per preparare il paziente alla reale discus- Gli antibiotici di elezione per la peste polmonare
• Assicurarsi che il bambino sia a suo agio.
sono la streptomicina solfato, la gentamicina sol-
• Incoraggiare la partecipazione del caregiver.
ività al computer ività possono essere usa- fato, le tetracicline e il cloramfenicolo. Essi dovreb-
ere • Valutare il livello di sviluppo, la prontezza bero essere somministrati entro 24 ore dai primi
in pratica quanto appreso e nel contempo divertirsi mentre im- all’apprendimento e la motivazione del bambino. sintomi, per prevenire insufficienza respiratoria,
parano. Non assumere che l’età corrisponda al livello di shock settico e morte. Non è opportuno iniziare una
Giorno 14 Giorno 21
sviluppo.
terapia antibiotica prima di aver avuto i risultati
Metodi di insegnamento applicabili • Valutare lo Reazione
stato psicologico del bambino.
alla vaccinazione contro il vaiolo: della coltura e dello studio microscopico.
in campo affettivo papula (giorno 1), pustola
• Determinare (giornidi7-14),
le capacità crostadel
autocura (giorno 21).
bambino.
(Riadattata per gentile concessione del CDC)
caci per • Usare il gioco, l’imitazione e il gioco di ruolo.
ivo. • Usare diversi stimoli visivi, come libri, lavagne e
Gioco di ruolo Assumere un ruolo consente di esprimere senti-
itudini e valori in un ambiente sicuro e controllato. Il pa-
video, per condividere le informazioni e valutarne
la comprensione.
CONSIDERAZIONI RELATIVE ALL’ETÀ
itudini e valori. • Usare termini facili da capire sia per il bambino
Discussione La discussione a due tra infermiere e paziente è un che per il caregiver.
cace in caso di argomenti personali e sensibili relativi a
itudini ed emozioni.
• Fornire frequenti ripetizioni e rinforzi.
• Fissare obiettivi realistici compatibili con il livello
Questi riquadri vi serviranno ad accrescere la
di sviluppo.
Metodi di insegnamento applicabili
in campo psicomotorio
• Ricordare che gli scopi dell’educazione dei bam-
bini sono migliorare la cooperazione, prevenire
vostra consapevolezza in merito ai cambiamenti
La dimostrazione, la pratica assistita e la dimostrazione di ritorno

certa destrezza psicomotoria.


ività che richiedono una
l’eccessiva ansia e accelerare il processo di guari-
gione. correlati all’età, permettendovi di erogare un’as-
Dimostrazione
una modalità graduale, il compito o la procedura che deve esse- sistenza più adeguata.
o e il motivo. In que-
rezzatura necessaria e ve-
eggiamento e i compor- La prontezza all’apprendimento (segno evidente della volontà

Pratica assistita rezza-


o i compiti o le procedure mentre
to piccoli.
a vicinanza con chi
o nel caso di bambini mol- SUGGERIMENTI PER IL PAZIENTE
suggerisce o corregge il pazien-
raverso
ività. Le ripetizioni possono
ività di insegna-
ere in pratica compiti e procedure.
Dimostrazione di ritorno Nella dimostrazione di ritorno il pa-
oli possono esse-
caci per i bambini piccoli,
Questi riquadri vi aiuteranno a capire quali
e in pratica il compito o la procedura senza alcun adde- ivamente nel processo di ap-
prendimento. siano i bisogni di apprendimento dei pazienti
di materiale artistico per esprimere le proprie emozioni e quello

APPRENDIMENTO NELLE
che hanno capito sulle cose che accadono in quel momento o stan-
no per accadere. Utilizzando materiale sanitario (come misurini
in merito a determinate malattie o condizioni.
DIVERSE FASI DELLA VITA Potete anche annotare su un foglio queste linee
e le per-
SUGGERIMENTI PER IL PAZIENTE
sone sono capaci di imparare, anche se le capacità di apprendimen-
to variano da persona a persona e da situazione a situazione. I bi-
sogni di apprendimento e le capacità di apprendimento variano Fai come faccio io
guida, che vi saranno utili durante l’assistenza
• Le persone imparano attraverso gli esempi forniti
con modelli dei ruoli. ai pazienti.
• Gli adolescenti sono molto sensibili alle discrepanze
e le età. Gli
tra le parole e le azioni.
dio di sviluppo del paziente e alla sua capacità di comprensione. • Incoraggiare i genitori a mettere in atto i compor-
tamenti che desiderano che i figli sviluppino.
che utili per i bambini, per gli adolescenti e per gli anziani.

XXXI
COME UTILIZZARE QUESTO TESTO (Continua)
302 UNITÀ 5 Promozione della salute

SICUREZZA SICUREZZA
Quando si sospettano azioni – tentate o commesse – di au-
PER GENTILE CONCESSIONE DEL DELMAR CENGAGE LEARNING

tolesionismo, suicidio o disturbi alimentari, è necessario con-


sultare rapidamente un professionista in salute mentale.
Autolesionismo: L’autolesionismo implica un danno in-
tenzionale inflitto ai tessuti, come ad esempio ta-
Fermatevi a riflettere su questi riquadri, chiedendovi
gli, ustioni, escoriazioni cutanee o strappi dei ca-
pelli. Questi disturbi coinvolgono entrambi i ses-
si e ogni religione o etnia e non sono riferibi-
se fate del vostro meglio per garantire la sicurezza ai
li all’educazione, all’età o allo stato sociale. I da-
ti statistici sono difficili da ottenere a causa della
natura riservata di questi disturbi (Cleveland Cli-
pazienti e se mettete in pratica queste linee guida nelle
nic, 2005). Per maggiori informazioni, effettuare
Il sostegno da parte degli amici promuove lo
una ricerca on-line all’indirizzo [Link]
[Link].
diverse procedure che attuate.
sviluppo di un concetto di sé sano durante l’adolescenza.
Suicidio: Il suicidio è la terza principale causa di morte
nelle persone tra i 10 e i 24 anni di età. I giova-
Molti adolescenti sperimentano problemi relativi a peso corpo- ni nativi americani e dell’Alaska e gli ispanici han-
reo, forme, corporatura, capelli, acne o altezza. I commenti o le re- no i tassi di suicidio più alti: ogni anno negli Stati
azioni negative da parte dei coetanei possono indurli a fare abuso di Uniti sono commessi circa 32.000 suicidi (uno ogni
sostanze, a comportamenti sessuali inopportuni e a disturbi alimen- 16 minuti) (CDC, 2008b). Per maggiori informa-
tari come tentativo di essere in a su zioni, effettuare una ricerca on-line all’indirizzo
ative, pos- [Link]
sono usare forme autolesive (automutilazioni) come metodo di co- Disturbi alimentari: L’anoressia nervosa, la bulimia e il di-
ura tentare il suicidio. sturbo da alimentazione incontrollata sono i tre di-
sturbi alimentari più comuni. L’anoressia nervosa e
ca spesso il coinvolgimento e il sostegno dei genitori. Via via che la bulimia possono precipitare in una condizione
che pone a rischio la vita, esitando in danni perma-
arsi e di cambiare il loro stile genitoriale. Sebbene nenti ai principali organi del corpo. I dati statistici so-
enere maggiore indipenden- no difficili da ottenere a causa della natura riserva-
o, il sostegno e il coinvolgimen- ta di questi disturbi (CDC, 2009). Per maggiori infor-
to della loro famiglia e degli amici (Figura 15-5). mazioni, effettuare una ricerca on-line all’indirizzo
[Link]

Il normale processo di invecchiam CAPITOLO 29 Procedure di base 691


o di sé di una persona. Durante il corso
della vita, un adulto sperimenta cambiamenti del ruolo, del corpo o di sé del-
si impegnano a sviluppare relazioni, le persone, a meno che esse non abbiano stabilito strategie di co-
carriere e spesso a formare una famiglia. Gli adulti più maturi ten- o di sé. Le
PROCEDURA
strategie di coping sono apprese nel momento in cui una persona
Valutazione della respirazione
o di sé di
una persona, come ad esempio la laurea, il lavoro, il matrimonio, il 29-5
divorzio, la perdita del lavoro, il pensionamento e la morte di una
aa Gli individui, solitamente, diventano adulti apprendendo e inte-
o che essi avranno sul suo VISIONE D’INSIEME cultura della famiglia. Fin dalla
o di sé. La valutazione della respirazione è la valutazioneodelle di caratteristiche del respiro e fornisce informazioni cliniche sul
sé dipHunadel sangue
persona. Gliarterioso.
individui che hanno integrato nella loro vita

FATTORI CHE INFLUENZANO


La respirazione si considera nella norma quando si presenta lievemente osservabile, senza sforzo, tranquilla, auto-
to dimatica e regolare.
sé più sani Può essere valutata osservando l’espansione della parete toracica e il movimento bilaterale simme-
(Figura 15-7). PROCEDURA
IL CONCETTO DI SÉ trico del torace o posizionando il dorso della mano vicino al naso e alla bocca del paziente per sentire l’aria espirata.
Quando si valuta la respirazione, bisogna osservare la frequenza, la profondità e il ritmo del movimento ventilatorio.
Valutare la frequenza contando il numero di atti respiratori al minuto. Valutare la profondità e il ritmo dei movimenti
Ogni giorno ciascuno
ventilatori di noi sperimenta
osservando i normali stress a un qualche
movimenti livello;e dell’addome e la simmetria del movimento della parete toracica.
del torace
to di salute e dalle fasi dello svilu La respirazione normale negli adulti è caratterizzata da una frequenza compresa tra 12 e 20 atti respiratori al minuto.
nali e sanitari.
Un ciclo Gli individui reagisconoed
di inspirazione e gestiscono
espirazionelo stress
è incontato
diver- come un atto respiratorio. L’infermiere può apprezzare il Leggete con attenzione questi riquadri, che for-
si modi sulla base delle
sollevamento loro pregresse esperienze,
e l’abbassamento dei successi
della parete e dei e misurare la frequenza posizionando la mano leggermente sul
toracica
o di sé della persona (Figura 15-6).
fallimenti nella gestione dello stress passato. Gli individui
torace per sentirne i movimenti (Figura 29-5-1). Contare
caci strategie di coping per gestire lo
che
stress
impa-
avranno
i respiri per 30 secondi e moltiplicare per 2 se la respirazione
è regolare. Se il paziente presenta delle difficoltà respiratorie, effettuare il conteggio per un intero minuto.
niscono spiegazioni dettagliate in merito a spe-
Prestare attenzione anche a eventuali o di sé positivo. Le per- nel movimento della parete toracica: la respirazione costale
variazioni
o di sé delle persone. Le ranza
(toracica) si manifesta
e impotenti
torace verso el’alto
e dallo
vivereesentimenti
stress possono
quando i muscoli sentirsi senza spe-esterni e gli altri muscoli accessori sono utilizzati per muovere il
intercostali
l’esterno;dila respirazione diaframmatica (addominale) si manifesta quando il diaframma si contrae
cifiche tecniche, illustrate attraverso una serie
ivo e raggiunto il successo rinforzano positi- caci stra-
- tegie
e si rilascia, come si osserva dal movimento dell’addome.
di coping e tecniche
respirazioni per gestire
difficoltose
La dispnea è la difficoltà respiratoria che si osserva nelle
lo [Link] l’uso dei muscoli accessori del torace e del collo. Alla dispnea possono
o forzate
contribuire la riduzione della capacità polmonare, l’aumento dell’anidride carbonica o la riduzione dell’ossigeno, la
di immagini. Se avete dei dubbi sull’attuazione
riduzione dei recettori muscolari del diaframma. La dispnea è un sintomo soggettivo; infatti, alcune persone affette
da gravi malattie polmonari possono affermare di respirare normalmente, mentre altre lamentano dispnea anche
quando i dati obiettivi (EGA, PFR) non indicano particolari problemi.
delle singole procedure, potete preparare una
Le alterazioni respiratorie possono causare variazioni nel colorito della cute, come un aspetto bluastro dei letti ungueali,
delle labbra e della pelle. Il colore bluastro (cianosi) è causato da un ridotto livello di ossigeno nel sangue arterioso (da serie di domande da porre al vostro docente per
non confondere con la cianosi periferica che può verificarsi in una giornata di freddo). In presenza di un ridotto livello di
ossigeno, possono manifestarsi anche variazioni nel livello di coscienza (ansia, agitazione e dispnea). I pazienti assumono
una posizione protesa in avanti o possono aver bisogno di stare in piedi per aumentare la capacità di espansione polmonare. avere chiarimenti.
Alterazioni metaboliche, come la chetoacidosi diabetica, possono causare la respirazione di Kussmaul, che è
insolitamente profonda ma regolare.
L’apnea è l’interruzione dell’attività respiratoria per diversi secondi. Un’apnea persistente è detta arresto respi-
ratorio. Un ritmo irregolare con alternanza di periodi di apnea e di iperventilazione caratterizza la respirazione di
Cheyne-Stokes. Il ciclo comincia con respiri lenti e superficiali, che aumentano gradualmente fino a diventare insoli-
tamente profondi e rapidi, per poi rallentare gradualmente e ritornare superficiali e seguiti da apnea. Questo tipo di
respirazione risulta comune nei pazienti in fase terminale.

ACCERTAMENTO POSSIBILI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE


1. Valutare il movimento della parete toracica del Alterazione degli scambi gassosi
paziente per vedere se è bilateralmente uguale, se Alterazione della ventilazione spontanea
è difficoltoso o se il paziente sta usando i muscoli Clearance delle vie aeree inefficiente
accessori per respirare. Capacità respiratoria inefficiente
2. Valutare la frequenza del respiro per identificare respiri
lenti, rapidi o irregolari o eventuali periodi di apnea. PIANIFICAZIONE
3. Valutare la profondità del respiro del paziente
per monitorare i respiri superficiali, profondi o
Risultati attesi
irregolari. Valutare se ci può essere qualcosa che 1. Si otterrà una valutazione accurata della
influenza la respirazione del paziente. Il paziente frequenza e delle caratteristiche della
ha dolore, ha paura, sta parlando o sta fumando? respirazione del paziente.
4. Valutare i fattori di rischio, quali febbre, dolore, 2. La frequenza e le caratteristiche della
ansia, malattie o traumi alla parete toracica, che respirazione risulteranno normali.
possono alterare la respirazione. Materiale occorrente
464 UNITÀ 6 Controllo delle infezioni 5. Valutare i fattori che normalmente influenzano • Orologio con lancetta dei secondi o con display
la respirazione, quali età, esercizio fisico, ansia, digitale
dolore, fumo, farmaci o cambiamenti di posizione, • Fonendoscopio, se necessario
ESEMPIO DI PIANO DI ASSISTENZA INFERMIERISTICO (Continua) in maniera tale che la valutazione sia accurata.
Direttive per la delega
VALUTAZIONE
Nei pazienti non critici, la misurazione della frequenza respiratoria è spesso delegata al personale di supporto addestrato; tuttavia,
Il sig. Filare presenta un leggero arrossamento attorno ad un’abrasione.
ni e delle azioni appropriate. Frequenze respiratorie superiori a 30 atti/minuto (adulti) o a
DIAGNOSI INFERMIERISTICA 2 Dolore acuto correlato al 60 atti/minuto
danno (bambini)
fisico, comedevono essere immediatamente
evidenziato dalle riferi (Continua)
smorfie facciali
Classificazione dei risultati infermieristici (NOC) Classificazione degli interventi infermieristici (NIC)
Controllo del dolore Gestione del dolore
Severità dei sintomi Somministrazione di analgesici
Memoria Trasmettere speranza

PIANIFICAZIONE/RISULTATI ATTESI INTERVENTI INFERMIERISTICI MOTIVAZIONI SCIENTIFICHE


ESEMPIO DI PIANO DI ASSISTENZA INFERMIERISTICO
Entro 24 ore, il sig. Filare proverà Utilizzare una scala di misurazione Assicura una misura obiettiva del
un maggior benessere ed del dolore per determinare il dolore.
esprimerà a parole che il dolore è livello di malessere. Questi riquadri vi aiuteranno a verificare il livello di compren-
sotto controllo. Assistere il paziente nell’assumere Riduce il dolore ed il gonfiore
una posizione confortevole e
alzare gli arti.
favorendo il ritorno di sangue al
cuore.
sione e le capacità di applicazione dei contenuti esposti.
Somministrare analgesici, secondo Fornisce comfort.
prescrizione.
Potrete accertarvi, così, se siete in grado di formulare l’esatta
VALUTAZIONE
diagnosi infermieristica, di proporre gli stessi interventi indi-
Il sig. Filare dichiara che sta provando meno malessere da 16 ore, ma che ancora desidera un farmaco
antidolorifico. cati nel riquadro e di capire quali ulteriori interventi sarebbero
DIAGNOSI INFERMIERISTICA appropriati alla situazione.
Nutrizione alterata: inferiore al fabbisogno correlata a fattori economici, come evidenziato dall’estrema magrezza e dal non aver
mangiato per due giorni
NOC: stato nutrizionale: apporto di cibo NIC: gestione della nutrizione

MAPPA CONCETTUALE DI ASSISTENZA

Durante il ricovero, il sig. Filare assumerà pasti equilibrati.


OBIETTIVO DEL PAZIENTE Riesaminate questi strumenti grafici per riuscire a incorporare
l’interrelazione tra i concetti di infermieristica nella prepara-
INTERVENTI INFERMIERISTICI
MOTIVAZIONI SCIENTIFICHE zione alla pratica clinica.
1. La guarigione delle ferite è condizionata dalla disponibilità
1. Affiancare il sig. Filare nel selezionare alimenti ricchi di
di proteine, vitamine e minerali.
proteine, vitamine A e C, calcio, zinco e rame.
2. Gli spuntini aumentano l’apporto calorico complessivo;
2. Offrirgli degli spuntini tra i pasti, specialmente a base
l’aumento di proteine favorisce la guarigione delle ferite;
di latte o derivati.
l’aumento di calcio promuove la ricostruzione ossea.

VALUTAZIONE
II sig. Filare consuma regolarmente i pasti e gli spuntini che
gli vengono offerti in ospedale?

XXXII
CHAPTER 1 Critical Thinking and the Nursing ProcessXXXIII

COME UTILIZZARE QUESTO TESTO (Continua)

CAPITOLO 23 Bioterrorismo 489

re il motivo per cui pre-


pararsi alle possibili conseguenze di una catastrofe o di un at- saria per le vittime e delle precauzioni per la protezione per-
tacco: molte persone potrebbero essere ferite o uccise e mol- sonale. Molti siti, sponsorizzati dal CDC, e molte associazio-
te altre potrebbero avere effetti de ni diffondono informazioni sulla preparazione alla guerra bio-
logica e al bioterrorismo: nella sezione “Fonti”, a fine capito-
essere coinvolti nella pianificazione della risposta a un even- lo, vi sono siti web che possono contenere informazioni utili
to e nella diffusione di programmi di informazione. Parte di o professionale che per comunica-
questo processo comprende la conoscenza degli agenti utiliz- zioni al paziente.

CASO CLINICO
Un infermiere abilitato lavora per un medico che viene pagato dal Servizio Sanitario indiano nella riserva di
Navajo. Entrambi non sono di origini americane, ma hanno lavorato in quella clinica per 8 anni e conoscono
molti dei residenti; hanno un rapporto confidenziale con gli anziani della tribù e, mediante loro, con tutta
la popolazione, per gran parte anziana. Nelle ultime 36 ore, 37 persone sono venute alla loro osservazione
con i seguenti sintomi: vomito, diarrea, in alcuni casi sanguinolenta, disidratazione, allucinazioni e crisi
sincopali. Quelli che avevano presentato per primi la sintomatologia ora avevano ematuria; due di questi
erano morti. Gli anziani erano in allarme perché la popolazione era sempre stata generalmente sana e non
c’erano stati episodi di influenza o altre epidemie da molti anni. L’infermiere sospetta un avvelenamento da
CASO CLINICO
ricina.
1. Quali sintomi l’ha condotto a questa conclusione?
2. Quali domande l’infermiere dovrebbe porre ai pazienti e agli anziani?
3. Quali precauzioni dovrebbero prendere medico, infermiere e tutto il personale coinvolto nell’assistenza ai
Ponete attenzione a questi riquadri presenti all’interno del
pazienti?
4. Quali procedure dovrebbero essere attuate per i malati?
testo, che vi permettono di mettere in pratica le conoscenze
5. Quali precauzioni dovrebbero essere prese per evitare che altri (inclusi gli operatori sanitari) inizino ad avere
gli stessi sintomi? acquisite per sviluppare le responsabilità necessarie ad
6. Quali rassicurazioni l’infermiere dovrebbe dare agli anziani?
affrontare le situazioni che si presentano di volta in volta nei
singoli casi clinici.
RIASSUNTO
• I tre tipi di attacco terroristico sono biologico, chimico e nucle- • La Joint Commission americana ha incluso la risposta al ter-
are. rorismo nei suoi criteri di osservazione sui servizi sanitari.
• Le agenzie governative, soprattutto negli USA, hanno istituito
dei nuovi enti specializzati nella pianificazione e nella prepara-
• Gli agenti biologici più utilizzati negli attacchi terroristici sono
il virus del vaiolo, il batterio della peste, il sarin e la ricina.
RIASSUNTO
zione a possibili attacchi terroristici. • Gli infermieri devono essere informati sui sintomi correlati agli
• Tali enti devono preparare l’organizzazione, dal governo fino agenti biologici utilizzati dai terroristi e sui piani di emergenza
alla singola comunità, per la risposta a un possibile attacco bio- da attuare per i soggetti esposti.
logico.
• Il CDC americano è una delle agenzie più importanti coinvolte
• I primi soccorritori sono un gruppo di persone adeguatamente
formate e preparate a effettuare la prima assistenza alle vittime
Leggete attentamente l’elenco puntato per ripetere i concetti
nella risposta agli attacchi biologici. di un attacco e a proteggere se stesse dal contagio.
chiave discussi nel capitolo. Questa sarà una risorsa eccel-
lente quando studierete e vi preparerete per l’esame.
DOMANDE DI VERIFICA
1. La priorità di chi è coinvolto in prima istanza dopo un at- 2. il Dipartimento per i Servizi Sanitari e Sociali
tacco terroristico è: ie
1. proteggere se stesso dal contagio

3.
(CDC)
4. il Corpo Armato della Difesa
caci di altri tipi
DOMANDE DI VERIFICA
acco terroristico perché:
2. nché lo 1. sono molto dannosi in piccole quantità

co negli Stati Uniti è:


acco bioterroristi-

1. il Centro per la Preparazione Nazionale


2. sono rapidamente disponibili
3. sono composti da materiale volatile Quando finite di leggere un capitolo, rispondete a queste
domande per verificare in modo autocritico il vostro grado di
comprensione degli argomenti studiati.

XXXIII
SEZIONE I
Assistenza infermieristica di base
1 Concetti essenziali / 1 5 Promozione della salute / 281

2 L’ambiente dell’assistenza sanitaria / 71 6 Controllo delle infezioni / 449

3 Comunicazione / 89 7 Fondamenti dell’assistenza infermie-


ristica / 493
4 Problematiche dello sviluppo e
psico-sociali / 179 8 Procedure infermieristiche / 669

UNITÀ 1 Concetti essenziali


Capitolo 1 Qualità necessarie per la
buona riuscita negli studi
infermieristici / 2

Capitolo 2 Assistenza infermieristica


olistica / 32

Capitolo 3 Storia, formazione


e organizzazioni
infermieristiche / 44

Capitolo 4 Responsabilità legali ed


etiche / 57
CAPITOLO 1
Qualità necessarie per la buona
riuscita negli studi infermieristici

RIFERIMENTI
Per completare l’apprendimento sulle qualità necessarie per la buona riuscita negli studi
infermieristici, rivedere anche i seguenti capitoli:
Assistenza infermieristica di base
• Comunicazione e relazione
• Insegnamento al paziente
• Stress, adattamento e ansia

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Dopo aver studiato questo capitolo dovreste essere in grado di:
• Definire le parole chiave.
• Applicare strategie di studio.
• Identificare metodi di apprendimento per uno studio efficace.
• Impostare un piano di gestione ottimale del tempo.
• Progettare un piano di studio personale.
• Applicare strategie per migliorare i risultati delle prove di verifica.
• Ragionare in modo critico.
• Identificare le caratteristiche della riflessione critica.
• Eseguire un esercizio di riduzione dello stress con l’aiuto dell’immaginazione.

PAROLE CHIAVE
abilità delega pensiero critico
ansia disciplinato perfezionismo
apprendimento gestione del tempo ragionamento
atteggiamento giudizio responsabilità
attributo incarico rinvio
codifica mnemonica standard
deficit di apprendimento opinione stile di apprendimento

2
CAPITOLO 1 Qualità necessarie per la buona riuscita negli studi infermieristici 3

to che concede. Come in poche altre discipline, si richiede infat-


INTRODUZIONE ti allo studente di mettere in atto quello che ha appreso magari so-
Benvenuti nel mondo della professione infermieristica. Avete in- lo il giorno prima. Gli studenti infermieri devono acquisire il livel-
trapreso una carriera che potrà darvi molte soddisfazioni. Nei pros- lo più approfondito possibile di conoscenza nel periodo di tempo
simi mesi vi troverete ad affrontare nuove sfide, nuovi stimoli, tal- più breve possibile; per raggiungere questo obiettivo, è necessario
volta delle frustrazioni, ma anche delle nuove esperienze. Quando sviluppare adeguatamente le proprie capacità di apprendimento.
ripenserete alle difficoltà affrontate per essere ammessi al Corso di Questo capitolo mette a fuoco le competenze necessarie per
Laurea in Infermieristica, vi accorgerete che essere membro di que- gestire il processo di apprendimento: atteggiamento, capacità di
sta classe di laurea è un successo non trascurabile, del quale dovre- base, stili di apprendimento, gestione del tempo, strategie di stu-
te essere fieri. Il fatto che abbiate superato le selezioni di ammissio- dio, riflessione critica e strategie per affrontare gli esami. Cercate di
ne dimostra che siete capaci di sostenere con successo le sfide che mettere a fuoco e valutare quelle che sono le vostre abitudini attua-
incontrerete. Gli studi che state per intraprendere comporteranno li, in modo da poter assimilare e utilizzare altre capacità che vi sa-
grande impegno e grandi responsabilità; sarete chiamati a bilancia- ranno utili per migliorare il processo di apprendimento. Se segui-
re i vostri impegni tra corsi, famiglia, studio, relazioni sociali. Ave- rete questo consiglio, aumenterete le possibilità di raggiungere gli
re un buon metodo di studio, saper organizzare il proprio tempo, obiettivi che vi siete posti.
gestire lo stress emotivo saranno dunque qualità determinanti per
portare avanti proficuamente il vostro percorso formativo.
SVILUPPARE UN ATTEGGIAMENTO
POSITIVO
APPRENDIMENTO Si definisce atteggiamento la maniera, il modo di sentire, la posi-
L’apprendimento viene definito come l’atto o il processo di acqui- zione verso una persona o una cosa. Per produrre cambiamenti nei
sizione di conoscenze e/o capacità in una particolare disciplina. Un vostri comportamenti, dovete prima di tutto sviluppare un atteg-
individuo non smette mai di imparare. Questo è particolarmente ve- giamento positivo nei confronti dello studio che state per affron-
ro nel campo dell’infermieristica e dell’assistenza sanitaria. La quan- tare. Per questa ragione è anche necessario sviluppare un atteggia-
tità di informazioni in ambito sanitario si è dilatata in modo espo- mento positivo nei confronti di voi stessi, sia come persone che
nenziale, soprattutto negli ultimi anni. Considerate, ad esempio, i come studenti, nonché uno spontaneo e genuino desiderio di ap-
progressi nelle terapie e nella ricerca farmaceutica, pensate ai pro- prendere. Per conservare questo atteggiamento positivo anche nei
gressi nella medicina alternativa e nella genetica. Nel corso dei vostri momenti di tensione, di stress emotivo, di eccezionale carico di la-
studi, alcune informazioni acquisite all’inizio potrebbero diventare voro, dovete essere convinti di avere le capacità per arrivare fino in
obsolete ed essere sostituite da nuove informazioni e scoperte. Vi- fondo al vostro compito e dovete essere convinti dell’esistenza di
viamo nell’era dell’informazione e abbiamo costante accesso a mez- fattori intrinseci che vi sosterranno e vi aiuteranno a raggiungere
zi di comunicazione e di diffusione della conoscenza, a migliaia di lo scopo che vi siete prefissati. Esistono delle strategie che potete
informazioni attraverso vari media, incluse la televisione e Internet. mettere in atto per aiutarvi a costruire un atteggiamento positivo:
La conoscenza non è mai statica. Neanche l’apprendimento è stati- • Creare un’immagine positiva di se stessi e visualizzarsi nel rag-
co; vi accorgerete che si tratta di un processo che durerà tutta la vita. giungimento dei propri obiettivi.
È infatti necessario accrescere la propria conoscenza per pro- • Riconoscere le proprie capacità.
durre cambiamenti ed evoluzioni. In qualità di studenti, il vostro • Nutrire aspettative realistiche.
obiettivo deve essere quello di acquisire le conoscenze scientifi-
che, le capacità e le abilità necessarie all’esercizio della professio-
ne infermieristica. Il vostro deve essere un ruolo di partecipazione Creare un’immagine positiva
attiva al processo di apprendimento e non un semplice esercizio di se stessi
mnemonico. In questa nuova avventura portate voi stessi, la vostra Per creare un’immagine positiva di se stessi è necessario ricono-
esperienza passata, le vostre capacità e le vostre motivazioni per ac- scere le proprie caratteristiche personali, quegli attributi unici che
quisire la conoscenza necessaria al raggiungimento degli obiettivi ci contraddistinguono. Un attributo è una caratteristica, positiva
che vi siete posti. Se pensate alla vostra vita fino ad oggi, avete im- o negativa, che ci appartiene. Alcuni attributi tipici degli infermie-
parato moltissimo e ora siete pronti per continuare questo percor- ri sono, per esempio, la cortesia e la comprensione. Le caratteri-
so. È importante che vi prendiate il tempo per pensare alle compe- stiche possono essere riferite sia a punti di forza che di debolezza.
tenze necessarie per affrontare il vostro ruolo di studenti. Altret- Può rivelarsi utile, in questa fase, riflettere sulle proprie caratteri-
tanto importante è riconoscere che siete voi i responsabili del vo- stiche stilando un elenco di attributi che riguardano il proprio ca-
stro stesso sviluppo e dell’acquisizione di quelle competenze che rattere. Dividete un foglio in due colonne e riportate su una le ca-
vi renderanno capaci di apprendere. ratteristiche positive e sull’altra quelle negative.
Gli studi che avete intrapreso vi forniranno le conoscenze e le In quale parte del foglio le voci sono più numerose? Purtrop-
capacità necessarie per diventare infermieri e per provvedere in po, molte volte richiamiamo i lati negativi del nostro carattere più
modo competente all’assistenza dei pazienti che necessitano del- in fretta di quelli positivi. Spesso parliamo di noi in termini ne-
la vostra specifica professionalità. La formazione infermieristica si gativi, il che crea un’immagine distorta di noi stessi. Per esempio,
differenzia da molti altri studi per i limitati tempi di apprendimen- vengono in mente pensieri come: “Magari fossi più magra” oppure
“Spero di essere in grado di…” o ancora “Non sono portata per...”.
Nessuna di queste affermazioni traccia un’immagine positiva di
SUGGERIMENTI PROFESSIONALI chi parla. Può darsi che dobbiate perdere peso o migliorare le vo-
stre capacità matematiche, ma ciò non misura le vostre caratteristi-
Apprendimento che personali. Se queste sono le uniche caratteristiche che vi ven-
gono in mente, l’immagine complessiva che avete di voi stessi può
La chiave del tuo successo non è ciò che ti viene ridursi ad esse. Concentratevi, invece, sulle caratteristiche positi-
insegnato, ma come decidi di apprendere. ve: richiamate attivamente i vostri lati positivi almeno quanto le
cose che devono essere migliorate.
4 UNITÀ 1 Concetti essenziali

Cominciate a parlare di voi in termini positivi e accettate anche problemi con la matematica e che abbiate dovuto faticare più del
i complimenti fatti da voi stessi! Quando un compito è particolar- normale per raggiungere dei risultati; tuttavia, se guardate alla ma-
mente difficile, provate a rovesciare il punto di vista, passando, per tematica con timore, considerandola qualcosa da evitare, comin-
esempio, da espressioni come “Spero di farcela” oppure “Non so- ciate con un atteggiamento negativo verso un’abilità che è per voi
no sicuro di essere in grado” ad espressioni del tipo “Credo di far- necessario possedere e della quale avete bisogno.
cela” oppure “Dovrei essere in grado di farlo”. Questa semplice ri- Un atteggiamento positivo nei confronti di voi stessi e degli stu-
formulazione può talvolta fare la differenza tra il successo e il falli- di che dovrete compiere inizia, per esempio, pensando alla mate-
mento in un’attività. matica non come al “fine” dei vostri studi, ma come a uno degli
Questo esercizio non va fatto una volta sola; al contrario, do- strumenti necessari per esercitare la professione che desiderate. È
vreste impegnarvi in periodiche auto-valutazioni. Potrete aggiun- inoltre necessario tener presente che ciò che vi sarà richiesto non è
gere altre parole nel lato positivo e cominciare a complimentarvi una conoscenza teorica e approfondita della matematica; al contra-
più spesso con voi stessi. Quando le cose non andranno per il ver- rio, sarà sufficiente padroneggiare alcune conoscenze metodologi-
so giusto, sarete capaci di pensare ai vostri attributi positivi con la che di base applicate alla professione infermieristica, per esempio
consapevolezza di avere dei punti di forza e delle capacità che vi l’uso delle proporzioni o delle percentuali per il corretto dosaggio
sostengono. dei farmaci, la comprensione di semplici strumenti di indagine sta-
tistica per interpretare ricerche epidemiologiche, le operazioni arit-
Riconoscere le proprie abilità metiche di base (addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisio-
Riconoscere le proprie abilità è anche questa un’attitudine costrut- ne) necessarie per affrontare gran parte delle attività che quotidia-
tiva. L’abilità può essere definita come la competenza in una certa namente un infermiere è chiamato a svolgere. Riflettendoci bene, vi
attività. L’abilità è qualcosa che si può apprendere: la capacità di ri- accorgerete che gran parte di queste conoscenze le possedete già!
uscita consapevole in un compito. Il grado di competenza che riu- Riconoscere questo dona uno slancio positivo alla vostra attività.
scirete a raggiungere dipenderà da alcuni fattori quali l’esperienza,
la motivazione, quanto spesso e con chi farete i tirocini, dipenderà Nutrire aspettative realistiche
dalle vostre aspettative rispetto alle attività che andrete a svolgere Come già detto, sviluppare un’immagine positiva di se stessi è fon-
ed anche dalla capacità di imparare dai vostri errori. damentale ai fini dell’apprendimento. Per conservare la fiducia in
Per acquisire professionalità occorrono coraggio, impegno e se stessi è tuttavia necessario ottenere delle gratificazioni, è cioè
duro lavoro. Tenere bene a mente le vostre abilità, i vostri punti necessario che i propri sforzi diano i risultati sperati. Naturalmen-
di forza non solo aggiunge qualcosa all’immagine positiva di voi te, i risultati vengono valutati sulla base delle proprie aspettative:
stessi, ma mette anche in evidenza le vostre capacità. Create una se ci aspettiamo di superare un esame con un’ottima votazione ed
tabella a quattro colonne con le intestazioni “sono davvero bravo otteniamo un punteggio appena sufficiente, potremmo sentirci
a…”, “abilità nelle quali devo attualmente essere davvero bravo”, insoddisfatti, nonostante l’obiettivo di “superare l’esame” sia sta-
“evito…”, “abilità in cui è necessario che io diventi davvero bravo”. to raggiunto. Per mantenere un atteggiamento positivo ed evitare
Nella seconda colonna, elencate le abilità nelle quali dovete attual- il rischio di scoraggiarci alla prima difficoltà, dobbiamo misurarci
mente essere davvero bravi. Nella terza colonna, scrivete le attività con obiettivi raggiungibili, cioè con aspettative realistiche. Al mo-
che tendete a evitare. Infine, nella quarta colonna, elencate le abili- mento dell’iscrizione al corso di laurea si nutre di certo la speran-
tà che avete bisogno di acquisire per essere davvero bravi nei com- za di seguire tutte le lezioni, superare tutte le verifiche intercorso, i
piti che evitate di svolgere (Tabella 1-1). tirocini e gli esami con ottimi risultati e ottenere il diploma di Lau-
Alcune capacità che avete individuato e riportato come neces- rea entro i termini previsti. La realtà sarà probabilmente diversa.
sarie potrebbero essere: Le responsabilità della vita di ogni giorno si sommeranno al cari-
co di lavoro e comporteranno probabilmente dei cambiamenti nei
• Aritmetica: è necessario conoscere le frazioni e le relazioni del-
propri piani. Anche in questo caso, l’atteggiamento nei confron-
le parti con il tutto.
ti degli ostacoli che potreste incontrare influenzerà il vostro per-
• Lettura: è necessario saper comprendere i termini di una ricetta
corso. È dunque necessario non solo nutrire aspettative realistiche,
in modo da seguirne le indicazioni.
ma anche possedere la flessibilità necessaria per modificare i pro-
• Organizzazione: è necessario saper individuare in un insieme di at-
pri piani e ridefinire i propri obiettivi di volta in volta, sulla base
tività quelle più urgenti, in modo da saper scegliere da cosa iniziare.
delle mutate circostanze. Considerate la seguente testimonianza:
• Assunzione di rischi: potreste preoccuparvi del gradimento del-
la vostra cucina, ma insistete e siate fiduciosi riguardo alle vostre G. ha 25 anni e si è appena iscritta al Corso di Laurea in Infer-
capacità di cuochi. mieristica. Ha ottenuto ottimi risultati alle scuole superiori e il
Padroneggiare i principi fondamentali della matematica è per suo rendimento scolastico è stato sempre costante. G. si aspet-
esempio indispensabile per la somministrazione dei farmaci ai pa- ta di confermare il suo rendimento anche negli studi infermie-
zienti. Nei vostri trascorsi accademici è possibile che abbiate avuto ristici, ottenendo buoni voti come nel passato. Lavora a tempo

Tabella 1-1 Riconoscere le proprie abilità


PER GENTILE CONCESSIONE DEL DELMAR CENGAGE LEARNING

“SONO ABILITÀ NELLE QUALI “EVITO…” ABILITÀ NELLE QUALI È NECESSARIO CHE IO
DAVVERO DEVO ESSERE DIVENTI “DAVVERO BRAVO”
BRAVO A... ” “DAVVERO BRAVO”
Cucinare Aritmetica Matematica Attenzione ai dettagli
Lettura Comprendere i modi in cui le parti sono collegate al tutto
Organizzazione Solide competenze nei calcoli matematici
Assunzione di rischi

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