Giovanni Pascoli
- San mauro di Romagna, oggi san mauro pascoli nel 1855
- Famiglia numerosa famiglia ricca, il padre è amministratore della tenuta dei Principi di Torlonia
(controlla i lavoratori della zona)
- Infanzia serena contatto con la famiglia e natura
- Studia ad Urbino
- 10 agosto 1867 il padre viene ucciso (farà una poesia: 10 agosto)
- È un mistero chi ha ucciso il padre Pietro Cacciaguerra che voleva prendere il posto del padre le
indagini vengono insabbiate e lui era anarchico quindi nessuno se ne importava l’omicidio è
irrisolto
- La famiglia indaga due fratelli muoiono in circostanze misteriose, uno forse avvelenato per
insabbiare le indagini e uno di meningite
- 1868 muore la sorella e la madre
- Ora è orfano e non ha mezzi di sussistenza
- Va prima a Rimini e poi a Firenze dove studia va male a scuola 1873 vince una borsa di studio
offerta da Carducci si dedica alla scrittura
- Si dedica alla politica entra nei circoli socialisti bolognesi la borsa di studio è revocata
- 1876 manifestazione contro il ministro dell’istruzione ora è segnalato non ha lavoro
elemosina 1879 viene arrestato per 3 mesi (accattonaggio per fini di attività eversiva elemosina
per finanziare i socialisti) poi abbandona la politica
- 1880 ottiene un’altra borsa di studio da Carducci insegna a Matera latino e greco pensa a Maria
e Ida, sorelle minori, con le quali andrà a vivere lui vuole tornare a casa per costruire il nido
familiare
- Torna in toscana e chiama le sorelle per ricostruire la famiglia esige il culto della memoria dei
genitori, l’alienamento dal mondo esterno e la castità (legame ossessivo e malsano)
- 1895 la sorella Ida si sposa lui lo vede come un attacco al “nido” 1895 = anno terribile
trasforma il dolore in arte, 1891 pubblica “Myricae”, prima raccolta di poesie
- Pascoli è inquietato dalla fama letteraria, lui non vuole contatti col mondo esterno l’unica cosa
positiva è che vince un posto per insegnare latino all’università di Bologna 1905 prende il posto di
Carducci nella cattedra di letteratura italiana
- Ora vive a Castelvecchio vive con Maria sono chiusi nella casa 1911, “la grande proletaria
s’è mossa”, celebra l’impresa in Libia1912 muore
Personalità e Temi
- Simbolismo che parte dalla realtà cfr. Baudelaire
- Vittimismo la sua poesia è un ricordo del lutto che ha subito
- Ansia nulla è stabile, in ogni momento può succedere qualcosa che ti devasta
- Il fanciullino l’unico momento in cui l’ansia non c’era, momento felice (IL FANCIULLINO) cfr.
Leopardi
- Il nido protezione e prigione, qua si trova il fanciullino
- Classicità nel metro di scrittura, riprende l’interesse del Latino e Greco
- Patria patriottismo
IL FANCIULINO saggio pubblicato a puntate dal 1897
- Concetto del fanciullino idea simile a Leopardi, ma esasperata come nel Decadentismo in
ognuno di noi c’è un fanciullo che osserva il mondo per la prima volta, ma il poeta sa riprodurre la
voce del fanciullino come un nuovo Adamo che mette il nome a ciò che vede e sente => lingua
ingenua, semplice, elementare; è una riproduzione della lingua di un fanciullino, non è come quella
di un fanciullino
- La poesia deve avere una natura Intuitiva non è basata sul razionale, ma sull’immaginazione
rivela il valore segreto della poesia carattere alogico, così si esplorano territori misteriosi no
figure retoriche di suono
IL NIDO salvezza, sicurezza VS. prigione opposizione dentro (caldo, sicuro) VS. fuori (freddo,
pericoloso) contro la civiltà di massa, che allarga le città; lui vuole restare legato alla casa l’unica
salvezza è ritornare al nido con la fanciullezza, quindi regredendo all’infanzia il nido è anche un cimitero,
per le disgrazie familiari => recinto del culto dei morti
- La madre simboleggia il nido custodisce la vita, senza di lei si sfalda
IL GELSOMINO NOTTURNO (libro) è il tramonto e Pascoli pensa alla famiglia, mentre gli sposi vanno
a letto, le fragole rosse rappresentano la perdita della verginità; la luce della casa si spegne (figura erotica e
di morte)
10 AGOSTO (libro) giorno in cui il padre è stato assassinato temi: vittimismo, sofferenza; il dolore
delle rondini è paragonato a quello di Pascoli che perde il padre; nel nido i piccoli muoiono perché non
hanno cibo e nella casa il padre non c’è più; il cielo è disinteressato e fa cadere le stelle per piangere i morti.
MYRICAE 1891 in latino significa Tamerice (pianta descritta da D’Annunzio)
- Più edizioni, la più dirompente è del 1891, l’ultima è del 1911 (aggiunta di diverse poesie).
- Opera di una vita, migliorata man mano che cresce
- Titolo testo di Virgilio, 4 bucolica, “Non omnes iuvant arbusta umilesque myricae” profezia
del “puer”, non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici (si piegano) contro d’annunzio
lui parla delle piante nobili, Pascoli delle piante umili (dichiarazioni di poetica)
- Stile pastorale ispirato a Virgilio il suo nido è la campagna
- Stile dimesso e umile, si collega al fanciullino che non può parlare come il poeta vate (contro
d’annunzio)
TEMI:
- Natura fonte di consolazione, inquietudine e turbamento (dalla natura venne lo sparo che uccise il
padre)
- Il fanciullino infanzia sofferta
- Il mistero simbolismo, ignoto
- Il nido
- Dialogo con i morti
STILE:
- Poesia
- Rivoluzione stilistica Pascoli è plurilinguista, chiude l’epoca di Petrarca
- Lessico diversificato vocaboli della tradizione (es. Dante), termini bassi e comuni (legati
all’infanzia), termini tecnici (botanica, ornitologia)
- Linguaggio pregrammaticale, onomatopeico
- Termini tecnici post-grammaticali, +50 specie di uccelli, +60 specie di animali
- Simbolismo passa dal reale in cui è immerso al simbolico come? Ogni poesia ha un fondo di
indeterminatezza spesso lui allude senza definire (nei verbi e aggettivi) [cfr. Leopardi]
- Attribuisce valore simbolico al concreto, tecnico (es. piante, animali) [cfr. Gelsomino notturno]
- Fonosimbolismo (fig. retoriche legate al suono) allitterazioni, onomatopee, rimandi…
TEMPORALE (libro) c’è un apax letterario (pece), parla del tramonto illuminato dai lampi e di un
casolare bianco che sembra un’ala di gabbiano
LAMPO (libro) figura del lampo che collega terra e cielo, la terra è in sussulto; una casa appare e
scompare perché illuminata dal lampo, e la notte si illumina e poi si spegne sempre per il lampo.
TUONO (internet) la notte è nera perché il mapo si è spento, idea di frana, rimbombo di schianto
(ossimoro, sinestesia), poi tace, c’è il bambino ed un canto di una madre che va alla culla dal bambino
LAVANDARE (libro) donne che lavano i panni e passano il tempo a cantare; tema dell’abbandono
NOVEMBRE (libro) giorni di San Martino sono i giorni caldi di novembre, in cui sembra primavera,
ma in realtà è tutto vuoto e secco e morto
L’ASSIUOLO (libro) le sensazioni visive quasi idilliache sono interrotte dal verso dell’Assiuolo, uccello
che porta morte e tristezza. Il suo verso è sempre più forte, passa dalla voce, al singhiozzo, fino al pianto di
morte.
PATRIA (internet) cfr. (Angelus di Millet), cfr. (nuvole di Constable) siamo al tramonto, ossimoro delle
cicale che tremolano, le foglie delle vigne sono stridule a causa del vento (fonosimbolismo), il sole tramonta
e in cielo ci sono solo due nuvole che sono rosee e candide, il cielo è turchino (blu scuro), c’è il suono della
trebbiatrice (hapax letterario) e dell’angelus argenteo, c’è un cane che abbaia contro un forestiero (tono
minaccioso)
LA VIA FERRATA (internet) INIZIO: natura; ci sono delle mucche che pascolano (enjambement
tranquilla-mente) la via ferrata si confonde come se fosse una mucca, FINE: in aria ci sono fili che in
prospettiva sembrano sempre più piccoli (pali del telegrafo), si immagina che tra i fili passi un femminile
lamento (rumore del telegrafo al vento) o un’arpa sonora
I POEMETTI
CANTI DI CASTELVECCHIO
- 69 componimenti, pubblicati nel 1912
- Luogo dove Pascoli aveva ricreato il nido
- È il proseguo di MYRICAE, la raccolta poetica si apre con la stessa citazione diverso perché sono
più lunghe e sono in endecasillabi, ritorna al metro classico
- Plurilinguismo
- Tematiche:
o Autobiografismo
o Stessi temi di MYRICAE
- Opera divisa per stagioni, è solo un pretesto
ITALY (libro) fa parte dei poemetti
LA MIA SERA (internet) la serra simboleggia la morte della vecchiaia; spunto: “quiete dopo la tempesta”
di Leopardi; climax discendente dei suoni; poesia sonora; ranelle (termine dialettale per le rane), cielo tenero
e vivo, singhiozza un rivo (figura angosciante), lui si ferma a pensare sulla vita mentre osserva il temporale, ;
tenebra azzurra (ossimoro), figure sonore, la voce del nulla (perdita di consapevolezza all’interno della
poesia); le campane sembrano come una ninna nanna, lui torna com’era; dopo la ninna nanna non sente nulla
(o muore la madre o lui si addormenta); onomatopee
NEBBIA (libro)