Sei sulla pagina 1di 1

38 Domenica 13 Giugno 2021 Corriere della Sera

Eventi La guida La mostra Giovanni da Udine, tra Raffaello e Per la prima volta in questa mostra viene riunito
Michelangelo (1487 - 1561) è aperta a Udine, un cospicuo numero di disegni che, provenienti
Fino al 12 settembre Castello - Gallerie d’Arte Antica, fino al 12 da diversi musei europei e da una collezione
nel Castello settembre 2021. Mostra a cura di Liliana
Cargnelutti e Caterina Furlan. Realizzata con il
privata americana, confermano l’abilità dell’artista
nella rappresentazione del mondo animalistico-
Gallerie di arte antica
Le arti e le idee sostegno della Fondazione Friuli e di AMGA HERA.
Gli orari di apertura potrebbero subire delle
variazioni. Si raccomanda di verificare sempre qui
vegetale e soprattutto di uccelli. Ciascuno degli
ambiti dell’attività di Giovanni da Udine è indagato
in mostra attraverso stucchi, incisioni, documenti,
http://www.civicimuseiudine.it/it/visita/orari- lettere, libri e altri materiali. Il contesto storico
tickets. Info: 0432.1272591 - civicimuseiudine.it. è ricostruito attraverso libri, documenti e filmati.

La mostra Omaggio della sua città. Uno scrittore ricostruisce la sua bizzarra parabola

IL CACCIATORE
VITA E OPERE DI GIOVANNI DA UDINE, IL PITTORE
CHE INSEGUÌ IL DISEGNO DELL’ANIMALE PERFETTO
di Enzo Fileno Carabba una passione purissima per il Raffaello ad andare a caccia. faello: aveva un modo tutto Fauna sognavano scene di caccia» ri-

C
piacere fisico e temeva sem- Raffaello elegante e lumino- suo di porre domande, senza Pappagallo con spose Giovanni. Indicò un uc-
pre di farsi male. Ma anche lui so, Giovanni malinconico e mettere il punto interrogati- collare e altri cello e disse: «Quella cincial-
a p i t a va n o c e r t i riemerse entusiasta. selvatico. «Ascolta —, disse vo. Inclinava la testa di lato. In schizzi; in basso legra è venuta male. E poi per-
giorni dolci e pieni Diffusero le cosiddette Giovanni —. Se una persona questo caso voleva sapere co- da sinistra, ché è così sola?». Tornò a casa
come frutti maturi, grottesche, decorazioni che, non conosce i suoni degli uc- me stavano insieme queste Ritratto di e ne fece due. Dipinse gli ani-
quando Giovanni arrivando dall’antichità, di- celli non può capire quello tre passioni. «Ma sono la stes- Giovanni da mali esotici amati dal papa
era bambino e do- vennero avanguardia. Giovan- che dipingo». «Sei un grande sa cosa! La pittura è nata nelle Udine e Studi Leone X, come i pappagalli.
veva studiare. Arri- ni non fu il primo a vederle: pittore, inoltre ti piacciono i caverne, da uomini che, per due teste Gli sembrava, in questo mo-
vava suo padre e diceva: «Al- ma lui le capiva. Convinse boschi e le grotte» disse Raf- quando chiudevano gli occhi, di aquila do, di realizzare l’Arca di Noè.
zati. Vieni». Nessuno osava Se gli esseri viventi fossero
protestare. Andavano a cac- andati distrutti, Dio avrebbe
cia. Il padre era un tiratore potuto guardare le sue pitture
formidabile. Giovanni si im- per rifarli. Oggi, i discendenti
mergeva in quei boschi e re- di quei pappagalli volano an-
spirava così bene che li assor- cora liberi per Roma. A forza
biva e poi li portava a casa, di sperimentare, scoprì il mo-
dentro di sé: un mondo che do di rifare gli stucchi antichi.
riprendeva vita ogni volta che Imparò la gioia del lavoro col-
lui chiudeva gli occhi per ve- lettivo e, a volte, non sai quan-
derlo meglio. Disegnava pas- to Giovanni c’è in un’opera di
seri, lepri, caprioli. Piante. Raffaello e viceversa. Lavorò a


Maestri
Giorgione gli parlava di
Michelangelo e Raffaello.

Il ritorno
Dopo Roma, Giovanni
tornò a Udine, con l’in-
«Sono cacciatori?» tenzione di non lavorare
chiedeva il bambino mai più. Non ci riuscì

Tutto. Non per raffigurarlo Firenze con Michelangelo,


ma per riviverlo. Le ragnatele che non aveva paura di farsi
tese tra i rametti, la mattina male, anzi, era pieno di lividi.
presto, fanno certe trine bril- Neanche lui era un grande
lanti da cui puoi capire i per- cacciatore, ma ormai Giovan-
corsi degli animali. Giovanni, ni aveva capito cosa aveva vo-
che veniva da una famiglia di luto dire Giorgione. Quando
ricamatori, imparò a leggere i Raffaello morì per eccesso di
L’autore segni raffinati dei cinghiali. piacere, Giovanni per la prima
Fu mandato a bottega dal pit- volta si tolse quel cappellaccio
tore Giorgione, a Venezia, così che portava sempre perché gli
si racconta. ricordava i boschi e ciò che si-
Giorgione gli parlava di Mi- gnificano.
chelangelo e Raffaello. «Sono Forse Raffaello era morto in
grandi cacciatori?» chiedeva il anticipo per non assistere al
bambino spalancando gli oc- Sacco di Roma, che gli avreb-
chi. «I migliori» rispondeva be causato troppo dolore. Du-
● Enzo Fileno Giorgione. Così andò a Roma rante questo evento disastro-
Carabba nel da Raffaello, e da lui imparò so, Giovanni uccise Carlo III di
1990 ha vinto il una grazia palpitante che co- Borbone con un colpo di ar-
Premio Calvino nosceva bene, perché l’aveva chibugio, ma non ne parlò
col romanzo vista nella natura, ma non era mai, forse non è vero. Poi Ben-
«Jakob mai riuscito a versarla nelle fi- venuto Cellini si attribuì il col-
Pesciolini» gure. Disegnò un libro con uc- po eccezionale. In ogni caso,
(Einaudi 1992). celli di tutte le specie. Raffael- troppo trambusto. Giovanni
Per Bompiani lo non si stancava di sfogliar- tornò a Udine, con l’intenzio-
ha pubblicato lo. Nature vive. Il libro era così ne di non lavorare mai più.
«Vite sognate perfetto che adesso è perduto, Non ci riuscì. Un giorno,
del Vasari», volato via. Giovanni scoprì andò a caccia accompagnato
una serie di vite che esisteva una Roma sotter- da un nuovo assistente. «Pre-
d’artista che ranea, rovine che erano di- so!» esclamò indicando non
parte dal ventate grotte. Abituato a so quale uccello galleggiante
celebre scritto scendere nelle forre, si calò nell’azzurro. «Ma no» disse
vasariano ma senza problemi. Tornò par- l’assistente. «Ma sì» disse lui,
che sconfina lando di pareti dipinte con fi- che non aveva neanche spara-
nelle zone gure mai viste e convinse Raf- to. Tornato a casa, chiuse gli
d’ombra tutte faello ad andare giù. Non fu occhi e lo dipinse divinamen-
da ricostruire facile, perché Raffaello aveva te. © RIPRODUZIONE RISERVATA