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APPRENDIMENTO

Psicologia Generale A

1
• L’apprendimento gioca un ruolo importante nella vita
di tutti noi.
• Grazie ad un apprendimento “corretto” abbiamo
imparato (e impariamo) nuove abilità, a rispondere
emotivamente alle situazioni, a capire come
comportarci in certi contesti sociali ecc.
• Un apprendimento incorretto, invece, può portare a
sviluppare fobie, ad avere comportamenti
problematici ed antisociali
• Per cui è importante, per le scienze psicologiche,
conoscere i principi con il quale gli esseri viventi
apprendono
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• Una delle migliori definizioni di apprendimento è:
• Modificazione relativamente duratura e stabile del
comportamento a seguito di una esperienza, di
solito ripetuta più volte nel tempo
• Gli psicologi che per primi si sono occupati di
studiare le forme di apprendimento appartengono
alla scuola comportamentista (behaviourismo);
anche definiti associazionisti: in quanto ritengono
che l’apprendimento avvenga tramite associazione
di eventi o variabili (es., l’esame associato all’ansia:
alla “presenza” dell’esame si prova ansia. Un temporale
associato ad una sensazione di paura ecc.)

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• Una caratteristica del nostro cervello è quella di
essere in grado di cogliere i nessi (legami)
associativi tra gli eventi
• Questi nessi sono causali (un evento ne segue un
altro; uno stimolo produce una risposta)
• Molte risposte sono automatiche, cioè sono riflessi
automatici. Ad es., il restringimento della pupilla
all’aumentare della quantità di illuminazione, la
salivazione di fronte al cibo, la vasocostrizione in
risposta al freddo, la chiusura delle palpebre in
risposta ad un soffio d’aria sull’occhio ecc.

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• Reazioni di ansia, paura e fuga sono quindi risposte
automatiche (riflesse) in risposta a situazioni che
giudichiamo pericolose per l’organismo
• L’aspetto più importante è che certe risposte (o
riflessi) possono essere associati a situazioni, eventi
o variabili in modo, creando così nuove forme di
apprendimento
• Questo avviene nella vita e durante lo sviluppo
dell’essere vivente in maniera naturale. Ma può
essere condizionato in laboratorio
• Il primo ad aver studiato sperimentalmente queste
forme di associazione fu Pavlov (Nobel nel 1904)

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• L'apprendimento, le sue caratteristiche generali
e le modalità attraverso le quali è possibile
modificarlo, sono stati studiati su uomini e
animali. Uno degli assunti di base della scuola
comportamentista è che i processi di
apprendimento degli animali sono analoghi a
quelli dell'uomo.
• Anche se oggi la psicologia non
sottoscriverebbe integralmente questa
posizione, è comunque innegabile che alcune
regole generali che sottendono le modalità di
apprendimento possono essere considerate
comuni fra le varie specie animali
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CONDIZIONAMENTO CLASSICO (STIMOLO-STIMOLO)
• Pavlov notò che mettendo cibo (stimolo) nella bocca di
una cane, si notava un aumento di salivazione (risposta)
• Casualmente Pavlov (1849-1936) si accorse che i cani
producevano saliva anche con rumori che precedevano
il cibo (passi dei collaboratori, vista della ciotola, il volto
di Pavlov, il camice dello sperimentatore ecc.)
• Questi rumori però producono un riflesso
la cui associazione con quel dato stimolo
non è innata. Per cui venne definito
appreso o condizionato

• Così Pavlov decise di studiare queste


forme di apprendimento in modo
sistematico con una metodologia 7
sperimentale
Condizionamento classico
Le variabili manipolate durante l’esperimento erano:
a) Stimolo Incondizionato (SI) come il cibo
b) Risposta Incondizionata (RI) come la salivazione. Questa
risposta è un riflesso, ed essendo naturale si definisce
incondizionata
c) Stimolo Neutro (SN) suono di una campanella (o una luce
ecc.) RI (risposta incondizionato)

SI (stimolo incondizionato)

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SN (stimolo neutro)
• Se si fa sentire soltanto il suono di una campanella, il cane al
massimo rizza le orecchie, ma non si registra una variazione
di salivazione
• In questo momento il suono della campanella si definisce
Stimolo Neutro, perché non produce nessuna risposta
1. Se si presenta il cibo al cane, si nota una risposta di
salivazione
2. Successivamente, al cibo viene associato il suono di una
campanella (ripetutamente). Il cane continua a mostrare la
risposta di salivazione
3. Infine, se viene presentata la campanella senza il cibo, si
nota la stessa risposta di salivazione
4. A questo punto il suono della campanella è diventato uno
Stimolo Condizionato (SC), e la salvazione una Risposta
Condizionata (RC) simile alla RI
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• Ecco perché, quando stiamo per dare da mangiare al
nostro cane o gatto … il rumore che facciamo quando
apriamo il frigo, o gli stessi passi vengono avvertiti (o
anche il vederci muovere verso il cibo) e l’animale
comincia a mostrare risposte comportamentali
(salivazione) ancor prima di vedere il cibo
• …
• Per gli esperimenti venivano impiegati dei cani ai quali
veniva fissata in bocca una cannula collegata ad una
provetta graduata che permetteva di misurare la quantità
di saliva secreta dall'animale in risposta al cibo.
• Come è ovvio, i tempi e la quantità di salivazione
dell'animale vennero interpretati come il primo atto
preparatorio ai processi digestivi, e da questa
conoscenza presero il via gli studi sulle differenti variabili
coinvolte nella fisiologia della digestione.
• Molte promozioni e
messaggi pubblicitari
si ispirano al
condizionamento
classico, attraverso
l'associazione di
immagini positive e
capaci di elicitare una
risposta immediata e
automatica verso un
prodotto che
originariamente è
neutro.
• Dopo ripetute associazioni fra SI e SN, è possibile
che non appena vedrò al supermercato lo SN
questo mi scateni la stessa RI della cascata
(diventando così SC) e la risposta RC
• Stimolo Incondizionato (freschezza, purezza, ecc.) +
Stimolo Neutro (bottiglia d’acqua)
• L’associazione dell'immagine piacevole e gradevole
di un testimonial con un prodotto neutro è un altro
chiaro esempio di applicazione del condizionamento
classico al mondo dei consumi.
• La reazione positiva all'immagine del testimonial
dovrebbe essere associata al prodotto.
• Occorre sottolineare che il processo di associazione
e l'effetto che ha sul consumatore sono molto più
complessi …
• … l’immagine del testimonial agisce anche nei
processi di identificazione con i valori, i modi, gli stili
di vita del testimone con cui si entra in “relazione”
attraverso la pubblicità, determinando una reazione
piacevole alla vista del prodotto simile a quella
stimolata dal testimone.
• Il condizionamento classico spiega come
l‘associare ad alcuni prodotti certi stimoli che
siano capaci di generare un'emozione forte, ha
come scopo quello di associare l’emozione
anche al prodotto.
• "gli stimoli possono produrre risposte emotive
più generali, come relax, eccitazione, nostalgia o
altre che si ritiene possano condizionare il
consumatore a seguire determinati
comportamenti (come l'acquisto di un prodotto)”
(Dalli e Romani, 2001)
• Per ciò, alcuni spot televisivi e radiofonici fanno
uso della voce, dei suoni e delle immagini per
evocare l'emozione desiderata.
• Ad esempio Iodosan ha utilizzato la voce di Nando
Martellini che commenta una partita di calcio e
l’influenza del tifoso. L'utilizzo del prodotto provoca un
immediato sollievo sotto forma di sciarpa con i colori
della confezione.
• In questi casi l'accoppiamento della voce e dell’azione
sportiva alla marca può determinare un trasferimento
dell'emozione, relativa all'evento sportivo, direttamente
alla marca stessa.
• Le associazioni si sviluppano con il ripetersi
frequente di un collegamento tra due variabili o due
oggetti, come per esempio l'associazione di una
melodia con un prodotto o di un prodotto con un
jingle.
• Il jingle è un termine inglese che significa
"scampanellio“; inizialmente era soltanto un
brevissimo motivo musicale nelle radio che
preannunciava un spot pubblicitario, ma oggi il jingle
si è evoluto in una vera e propria colonna sonora
che accompagna tutto lo spot televisivo
• Spesso si tende ad mandare in onda le pubblicità in
precisi orari per colpire il "target" ("bersaglio") cioè i
bambini.

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CARATTERISTICHE E FASI DEL
CONDIZIONAMENTO
• Il condizionamento classico può essere scomposto
in due fasi principali e una eventuale fase aggiuntiva
• La prima viene definita «fase di acquisizione» ed è
quella durante la quale lo stimolo incondizionato
viene regolarmente preceduto dallo stimolo neutro.
• Questa fase si riferisce a tutte le volte in cui il cibo è
preceduto dal suono di una campanella. Dopo un
certo numero di abbinamenti anche la sola
campanella è in grado di provocare la salivazione: è
avvenuto il condizionamento!

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• Se a questo punto però la campanella viene
presentata isolatamente, la risposta di salivazione
diminuirà progressivamente fino a scomparire
• È questa la seconda fase del condizionamento
classico definita «fase di estinzione». Nella fase di
estinzione lo stimolo condizionato ritorna ad essere
neutro, perdendo la capacita di generare la risposta
condizionata
• La fase aggiuntiva presente nel condizionamento
classico è la «fase di riacquisizione».
• La fase di riacquisizione segue quella di estinzione
e consiste nel ristabilre l'abbinamento tra lo stimolo
condizionato (divenuto neutro) e lo stimolo
incondizionato.
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• È interessante notare che nella fase di riacquisizione il
tempo necessario per ristabilire il condizionamento è di
molto inferiore a quello che era stato necessario durante
la fase di acquisizione
• Questa caratteristica del condizionamento classico è
stata considerata come la prova della resistenza del
condizionamento e di quanto sia difficile eliminarne gli
effetti in modo definitivo. 20
• Anche in questo caso possiamo cercare alcuni esempi
nella pubblicità …
• L’associazione tra sigarette e il concetto di “Uomo
Malboro” è così forte che l'azienda potrebbe addirittura
non citare la marca per richiamare l'attenzione del
consumatore sulla marca di sigarette.
• Il trasferimento del significato e della valenza da uno
stimolo incondizionato a uno condizionato (il prodotto o
la marca) spiega perché nomi come Malboro, Coca-
Cola, BMW o Rana hanno una valenza e un potere
evocativo così forte nei consumatori.
• In questo caso, inoltre, le campagne di marketing non
hanno fatto altro che associare un nome ad ambienti, a
stili di vita, a un modello di comportamento (es., l'uomo
duro e la ricerca dell'avventura per Malboro).
• Il volto di Giovanni Rana, ad esempio, stimola
certamente fiducia, ed è perfettamente in linea con
le attese che qualsiasi consumatore avrebbe di un
buongustaio, capace di garantire la bontà del
prodotto.
• Se il signor Rana avesse avuto un'altra fisionomia,
magari più magro e con il volto più "spigoloso", se
non avesse avuto gli occhi grandi (grazie anche
alle lenti che porta), che ricordano la trasparenza e
purezza di quelli di un bambino, se non avesse
avuto un fisico che rimanda alla buona cucina
italiana, probabilmente l'associazione della sua
immagine personale ai tortellini non avrebbe avuto
il successo che ha avuto
IL FATTORE TEMPORALE
• La velocità di apprendimento, cioè il tempo necessario
all'insorgenza del condizionamento, deriva da vari fattori
quali la quantità di cibo presentata, l'intensità del suono
della campanella e il rapporto temporale tra SC e SI
• Gli studi di Pavlov hanno dimostrato che quest’ultima
relazione è quella di maggiore efficacia
tempo

SI SIMULTANEOUS
SC
I

SC SI
II DELAYED

SI
SC
III TRACE

SI
SC
IV BACKWARD 23
• I risultati migliori si ottengono quando lo stimolo
condizionato precede di un brevissimo intervallo di
tempo (1-2 secondi) lo stimolo incondizionato. Questo
tipo di relazione temporale tra SC e SI viene definita
condizionamento ritardato o condizionamento in
avanti.
• Di minor efficacia è il condizionamento simultaneo,
quello cioè in cui SC e SI vengono presentati insieme.
• La velocità di apprendimento è ancora più lenta
quando la relazione temporale si inverte (viene
presentato il cibo e dopo pochi secondi viene fatto
udire il suono della campanella). Questo tipo di
abbinamento viene definito condizionamento
retrogrado.
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• A differenza di altri esseri viventi, l’uomo è in grado
di operare associazioni “all’indietro” grazie alla sua
elevata capacità di elaborazione cognitiva
dell’informazione.
• Nell’uomo risulta dunque funzionale anche
l’associazione retrograda.
• Ne sono un esempio molti spot pubblicitari in cui il
prodotto viene presentato alla fine … dopo aver
presentato prima gli elementi con cui creare
l’associazione

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GENERALIZZAZIONE E DISCRIMINAZIONE
• Una volta stabilito un riflesso condizionato tra uno
stimolo e una risposta, l’organismo tenderà a mettere in
atto lo stesso comportamento anche in risposta a stimoli
simili allo stimolo condizionato.
• Pavlov ad esempio condizionava l’animale a salivare in
risposta alla presentazione di uno stimolo acustico di
1.000 Hz (seguito per un certo numero di volte dal cibo)
• Quando il condizionamento fu completato, il cane iniziò a
salivare anche con stimoli simili a quello a cui era stato
condizionato, per esempio toni di 900 e 1.100 Hz. Dopo
altre prove l'intervallo di risposta si fece ancora più
ampio e il cane salivava anche in presenza di stimoli
acustici di 800 e 1.200 Hz: l’animale aveva
«generalizzato»!
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I ricercatori hanno inoltre messo a punto la tecnica
dell'addestramento alla «discriminazione».
La tecnica consiste nel mettere in atto la fase
dell'estinzione limitatamente agli stimoli che sono stati
generalizzati
All’animale vengono presentati i vari toni simili al tono
condizionato senza abbinarli allo stimolo
incondizionato.
Il risultato di questa condizione sarà l’estinzione del
condizionamento per gli stimoli non condizionati. Lo
stimolo condizionato, invece, continuerà ad essere
seguito dallo stimolo incondizionato in modo da
consolidare il condizionamento.
28
29
• Grazie alla generalizzazione dello stimolo,
l'effetto condizionato può generalizzarsi a tutti gli
stimoli simili.
• Secondo questo processo gli individui
possiedono la capacità di reagire a situazioni
simili in modo simile, caratteristica
intrinsecamente basilare dell’apprendimento:
solo grazie alla possibilità di categorizzare la
novità e di generalizzare su tale
categorizzazione è possibile apprendere.
• Il processo di generalizzazione degli stimoli
serve a dare stabilità e coerenza al
comportamento degli individui in un ambiente
altamente variabile. In effetti, nelle interazioni
organismo-ambiente, è di fatto impossibile che
uno stimolo si ripresenti uguale a se stesso.
30
• Con la discriminazione dello stimolo un organismo
è capace di reagire in modo differenziato e specifico
agli stimolo presenti nell'ambiente
• Così un organismo apprende a rispondere a uno
stimolo, e non a un altro che si presenta simile al
primo, tale processo conferisce specificità al
comportamento degli individui
• …
• In pubblicità, l'esigenza di differenziare i prodotti e i
marchi tra di loro è un importante aspetto del
posizionamento secondo il quale i consumatori
apprendono a distinguere e a discriminare un brand
da quello dei “competitor”. Questo processo di
discriminazione non sempre è facile da realizzare,
soprattutto in considerazione della quantità di
prodotti presenti sul mercato e della loro
somiglianza.
31
• Un'associazione positiva creata con la pubblicità di
una marca può ampliarsi e generalizzarsi a tutti i
prodotti simili o appartenenti a quella stessa marca.
• Un esempio sono i prodotti Kraft "cose buone dal
mondo". I prodotti Kraft sono tutti buoni, o almeno li
percepiamo così perché generalizziamo il grado di
bontà a tutti i prodotti che fanno parte della famiglia
Kraft.
• In questo caso la marca diventa garante di valori, di
benefici e di specifiche caratteristiche dei prodotti
che distribuisce. Il processo di generalizzazione è
alla base di alcune specifiche strategie di marketing
che spiegano come sotto lo stesso marchio
“ombrello” vi siano diversi prodotti
• Si parla di umbrella brand e family branding: es., la
Yamaha Corporation commercializza moto,
imbarcazioni, strumenti musicali, prodotti Audio Hi-Fi
e altro come Yamaha. 32
CONDIZIONAMENTO DI ORDINE SUPERIORE
• Il condizionamento può estendersi anche a stimoli
completamente diversi dallo stimolo condizionato a patto
che questi vengano ripetutamente presentati insieme al
condizionato
• Per esempio, nel classico esperimento di Pavlov, una
volta che il cane è stato condizionato a salivare in
risposta al suono della campanella, potrà salivare anche
all'accensione di una lampadina, se la lampadina
preceda in un certo numero di volte il suono della
campanella.
• Lo stimolo in aggiunta può essere uno stimolo uditivo, visivo
(es., luce, presentazione di una foto o disegno), tattile (es.,
una carezza) ecc.
33
1. SI = RI
=

2. SN + SI = RI

+ =
3. SC = RC
+ =

4. SC secondo ordine = RC
=
Stimoli avversativi
• Esistono anche stimoli incondizionati negativi,
come vengono di solito definiti, o stimoli
avversativi.
• Per esempio uno stimolo doloroso o fastidioso
come un rumore forte, ma anche uno stato
d’ansia e angoscia ecc.
• Anche con gli stimoli avversativi si presentano le
condizioni di generalizzazione e discriminazione.
• Rispetto a quanto detto in precedenza, però,
vanno sottolineati alcuni aspetti che
differenziano gli stimoli avversativi dagli stimoli
positivi.
35
1. per stabilire un condizionamento tra uno stimolo
neutro e uno stimolo incondizionato avversativo
non sono necessari molte associazioni, ma
spesso è sufficiente una singola associazione.
2. il condizionamento con uno stimolo incondizionato
avversativo è molto più resistente all'estinzione.
• Per esempio se una cena a base di cucina cinese ci
provoca un’intossicazione alimentare, eviteremo per
un bel po’ di tempo la cucina cinese e all’odore di certi
cibi avremo nausea o disgusto
3. spesso entrano in gioco processi di
condizionamento di ordine superiore
• Tornando all’esempio, potreste provare disgusto
anche per il luogo dove avete mangiato, per alcuni
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oggetti ecc.
• Pensiamo per esempio di camminare da soli in un parco di sera
e subire una aggressione da parte di un ladro. Supponiamo
anche che, per coglierci di sorpresa, questi si sia finto un
giardiniere intento a curare un'aiuola. Un'esperienza traumatica
di questo tipo causerà una serie di conseguenze spiegabili con il
condizionamento classico e gli stimoli avversativi.
• Infatti, rivedendo l’aggressore (che ha messo in atto lo stimolo
incondizionato avversativo: aggressione) si proverà un profondo
senso di paura (risposta incondizionata), ed è probabile che si
provi uno stato d'animo molto simile alla vista di una tuta da
giardiniere (stimolo condizionato ordine superiore), o che si provi
paura a camminare in un parco (stimolo condizionato di ordine
superiore), o ad uscire da soli …
• In definitiva … Se lo stimolo incondizionato è negativo, doloroso,
stressante, il condizionamento può stabilirsi dopo una sola
prova, perdurare nel tempo e generare condizionamenti di
ordine superiore 37
• Si pensi a questo proposito ai tentativi di Watson di
condizionare bambini provocando paure, come per il
piccolo Albert (vedi lezione: cenni storici) …
• Si può affermare che in un primo tempo lo stimolo
incondizionato «forte rumore», è in grado di
generare la risposta incondizionata «paura».
• Se in seguito lo stimolo incondizionato viene
abbinato ad uno stimolo neutro «ratto», dopo un
certo numero di abbinamenti (pochi perché il rumore
è uno stimolo avversativo) il ratto diverrà uno
stimolo condizionato in grado, da solo, di provocare
una risposta condizionata come «la paura»
• È interessante notare ancora come Watson applicò
successivamente le sue teorie alla pubblicità
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ALTRE FORME DI APPRENDIMENTO
• Il condizionamento classico riguarda le reazioni che un
organismo mette in atto in risposta a stimoli ambientali.
• Un diverso tipo di condizionamento riguarda quelle
azioni e quei comportamenti che mirano a produrre
dei cambiamenti sull'ambiente.
• Sono molte le azioni che compiamo ogni giorno per
ottenere un dato effetto, per raggiungere cioè uno scopo.
• Per esempio digitiamo il numero della tessera bancomat
per accedere ai servizi della banca; apriamo il frigorifero
per aggiornare la lista della spesa; chiediamo ad un
vigile la direzione per raggiungere una via ecc.
• Questi comportamenti vengono definiti comportamenti
strumentali
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• Questi comportamenti vengono definiti «comportamenti
strumentali» perché sono lo strumento ce ci permette di
raggiungere uno scopo; ma anche «comportamento
operante» perché si opera nell’ambiente
• Con condizionamento operante, si intende quel
processo di apprendimento in cui le conseguenze di una
risposta influenzano le probabilità che quella risposta
sia nuovamente prodotta in futuro
• Sono comportamenti messi in atto per ottenere
determinati cambiamenti ambientali: infiliamo le chiavi
nella serratura per entrare in casa; chiediamo il sale per
condire l’insalata e, se questo comportamento funziona,
in futuro ogni volta che avremo bisogno del sale
formuleremo la stessa domanda e per aprire la porta di
casa useremo le chiavi allo stesso modo ecc.
40
• Il condizionamento operante è stato
studiato da Skinner [1938; 1953]
(che ne ha anche coniato il
termine) ed affonda le sue radici
nella legge dell'effetto e
dell’esercizio di Thorndike [1898]
che afferma che un'azione o un
comportamento che provoca un
effetto positivo (piacevole,
gratificante) ha più probabilità di
ripetersi in futuro, mentre un
comportamento che abbia come
conseguenza un effetto negativo
Thorndike (1874-1949)
(doloroso, frustrante) ha meno
probabilità di essere messo in atto
di nuovo.
41
• Thorndike Nei suoi esperimenti utilizzava una gabbia
(problem box). I gatti messi in questa gabbia, cercavano
la maniera di uscire, e così facendo compivano movimenti
“alla cieca” (graffia, morde ecc.), e solo casualmente
trovavano la risposta giusta
L’animale veniva tenuto a
digiuno, per cui aveva
una forte motivazione al
cibo
Successivamente gli
veniva messo del cibo
fuori dalla gabbia
All'interno della gabbia vi
erano leve, cordicelle,
pedali ecc. Era costruita
in modo tale che uno
solo di questi
meccanismi poteva
permettere l’apertura
• Legge dell’effetto: l’apprendimento dipende dalle
conseguenze che il comportamento produce: si
evidenziano molte azioni causa-effetto
• Legge dell’esercizio: i comportamenti che più spesso
vanno “a buon fine” hanno maggiori probabilità di essere
impiegati in condizioni simili; l’animale, nelle ultime
prove, mostra solo quei comportamenti che hanno dato
l’effetto voluto

43
CONDIZIONAMENTO OPERANTE (STIMOLO-
RISPOSTA)
• La legge dell'effetto di Thorndike dimostra come mai le
risposte corrette tendono ad essere ripetute mentre le
risposte sbagliate tendono ad essere soppresse.
• L’esperienza permette quindi di concentrare il
comportamento sulle azioni corrette e di abbandonare
quelle sbagliate e da questo ne consegue,
naturalmente, una progressiva diminuzione dei tempi
di apprendimento
• Rispetto agli studi di Thorndike, il condizionamento
operante di Skinner presentava alcuni vantaggi.
• Nell’apparecchiatura ideata da Skinner era inserita
una leva azionando la quale si otteneva un preciso
effetto, per esempio la somministrazione di una
piccola quantità di cibo. 44
• Questo tipo di legame tra
l'azione e il corrispondente
effetto ha il vantaggio che
l'animale, anche dopo aver
effettuato l'azione e aver
beneficiato del suo effetto, si
trova ancora all'interno della
condizione sperimentale (la
gabbia) e può continuare a
ripetere il comportamento che
ha portato ad un risultato
positivo.

Skinner (1904-1990), era solito distinguere fra condizionamento


Rispondente: comportamento che deriva da riflessi innati o appresi (S-S),
e Operante: comportamento che è emesso spontaneamente
45
dall’organismo (S-R)
Negli esperimenti di Skinner …
1. Un ratto viene messo in una gabbia (Skinner box)
• La gabbia ha una leva, un distributore di cibo, un
pavimento elettrificabile e un dispositivo per la
registrazione delle risposte

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2. Gli animali compiono molte azioni e solo
accidentalmente premono la leva
3. Alla pressione della leva ottengono del cibo
• Il cibo ha la funzione di ricompensa. In pochi minuti
l’animale apprende l’associazione fra pressione della
leva (Risposta) ed erogazione di cibo (Stimolo)
4. Nel momento in cui l’animale preme ripetutamente
la leva, allora ha appreso l’associazione fra lo
stimolo (cibo) e la risposta (pressione della leva)
• Il cibo a questo punto diventa un Rinforzo del
comportamento (dell’associazione S-R)

A differenza del condizionamento Pavloviano, in quello Skinneriano la


risposta precede piuttosto che seguire lo stimolo critico; è come se
l’apprendimento Stimolo-Risposta-Rinforzo iniziasse dopo la prima
pressione casuale della leva 47
• Un aspetto particolarmente interessante del
condizionamento operante è la possibilità di aumentare
la probabilità di un certo comportamento anche
attraverso un rinforzo negativo
• Ad esempio, il pavimento della gabbia viene elettrificato
in modo che il ratto provi dolore.
• Anche in questo caso il comportamento del ratto è
casuale e disorganizzato fino a quando preme una leva
che fa cessare la scossa e il ratto non avverte più dolore.
• La cessazione del dolore funge da rinforzo, aumentando
la probabilità che in futuro, al ripetersi della stessa
condizione, il ratto compia la stessa azione.
– Analogamente al condizionamento classico, gli stimoli
avversativi (rinforzo negativo) rendono l’apprendimento più
rapido rispetto al rinforzo positivo
• II rinforzo negativo non va confuso con la
punizione.
• La punizione infatti produce una conseguenza
negativa di un comportamento che (in base alla
legge dell'effetto) fa diminuire la probabilità che quel
comportamento venga ripetuto.
• II rinforzo negativo invece persegue la finalità
opposta, mira cioè a far ripetere e aumentare
l'azione

• I comportamenti operanti aumentano in funzione del
rinforzo (cioè qualsiasi tipo di evento conseguente
ad una risposta e in grado di incrementare la
probabilità che essa venga prodotta) e diminuiscono
49
in funzione della punizione
Condizionamento operante
• Un tipico esempio di rinforzo negativo è quello
legato ai farmaci. Se veniamo colpiti da un forte
mal di testa e qualcuno ci consiglia un certo farmaco
antidolorifico, noi assumeremo quel dato farmaco e
attenderemo che il dolore ci passi.
• Se questo accade, cosa faremo la prossima volta
che avremo mal di testa?
• Evidentemente cercheremo di assumere il farmaco
che in precedenza ha fatto cessare lo stimolo
avversativo, cioè il mal di testa

51
• Il rinforzo negativo rafforza un comportamento
mediante la sua rimozione. Un esempio è
l'allontanamento o l'eliminazione di una luce forte, o
di un rumore fastidioso o di un dolore.
• Il rinforzo negativo, da distinguere dalla punizione,
rafforza quei comportamenti che ci hanno permesso
di evitare qualcosa di spiacevole, come per esempio

• svegliarsi presto al mattino per arrivare puntuali in
ufficio onde evitare i richiami del proprio capo.
L’evitamento del richiamo è un rinforzo negativo
perché ci evita qualcosa di spiacevole.

52
• Molti spot pubblicitari si servono del messaggio che
sottolinea l'importanza dell'evitamento di qualcosa di
spiacevole.
• …
• È più efficace il cambiamento di atteggiamenti
determinato da rinforzi positivi piuttosto che quello
promosso con rinforzi negativi.
• Con l'uso del rinforzo negativo come leva per
l'apprendimento si corre il rischio di fare il minimo
indispensabile per evitare ciò che dispiace.

53
• La punizione è rappresentato da uno stimolo
spiacevole e tende a inibire o ridurre un
comportamento.
• Come sostiene Moderato (2006) le ricerche hanno
confermato che rinforzo e punizione non sono
affatto due facce contrapposte di uno stesso
processo.
• La caratteristica più importante emersa dalle
ricerche sperimentali è che la punizione diminuisce
temporaneamente l'intensità o la frequenza del
comportamento cui segue, ma non lo elimina
completamente dal repertorio dell'organismo:
pertanto, in un periodo di tempo variabile in funzione
dell'intensità e della durata della punizione, esso
ricompare.

54
• Un tipico esempio di punizione è la multa.
L’obiettivo (del vigile o del ministero dei trasporti) è
quello di far si che un comportamento non venga
messo in atto, come quello di superare un certo
limite di velocità
• La multa diventa una punizione per l’automobilista
così che il suo comportamento scorretto cessi
definitivamente e non si ripeta più
• …
• Il problema della punizione è che può produrre
sensazioni ed emozioni negative come: ansia,
frustrazione, paura, depressione

55
• Un tipico esempio di punizione è la multa.
L’obiettivo (del vigile o del ministero dei trasporti) è
quello di far si che un comportamento non venga
messo in atto, come quello di superare un certo
limite di velocità
• La multa diventa una punizione per l’automobilista
così che il suo comportamento scorretto cessi
definitivamente e non si ripeta più
• …
• Il problema della punizione è che può produrre
sensazioni ed emozioni negative come: ansia,
frustrazione, paura, depressione

56
• Moderato (2006) osserva che "una persona che abbia
preso una multa per eccesso di velocità sta
particolarmente attenta a tutti gli stimoli che possano
segnalargli in anticipo la presenza di una pattuglia della
polizia …
• Un comportamento tipico e pericolosamente disadattivo,
è quello di frenare improvvisamente vedendo da lontano
le uniformi degli agenti.
• La multa, quindi, non ha una grande efficacia
nell'insegnare all’ipotetico automobilista a rispettare i
limiti di velocità, che costituirebbe il comportamento
corretto: forse ha funzionato in tal senso le prime volte,
quando il dolore economico della punizione era fresco,
ma presto ha dato luogo a un comportamento di
evitamento nell’automobilista, che ha l'unica funzione di
evitare una nuova punizione”.
57
• La punizione viene speso utilizzata per modificare il
comportamento “deviante” delle persone. Ma non
basta aumentare le punizioni per ridurre tali
comportamenti
• L’efficacia della punizione sembra dunque molto
dubbia in relazione agli scopi per cui viene
generalmente impiegata. Inoltre, il suo uso ha
rivelato una serie di effetti collaterali che ne
diminuiscono ulteriormente l'efficacia e ne
sconsigliano l'uso se non in circostanze particolari.
• Un individuo che venga frequentemente sottoposto
a punizioni presenta molti disturbi emozionali come
paura, ansia, aggressività. Un’altra tipica risposta
che viene rapidamente appresa dopo una punizione
è la risposta di evitamento.

58
• Infine l'ultima conseguenza possibile è l'estinzione
• Con questo termine si intende la diminuzione della
forza della risposta. Come alcune conseguenze
rinforzano i comportamenti, così la mancanza di
conseguenze li indebolisce progressivamente.
• Il fenomeno dell'estinzione ci spiega perché
l'assenza di commenti o di attenzioni verso un
prodotto che utilizziamo (per esempio, un profumo,
un vestito) potrebbe ridurre il comportamento di
utilizzo/consumo verso quel particolare prodotto.

59
I rinforzi possono inoltre essere primari o secondari
• I primari soddisfano i bisogni fondamentali (fame, sete,
sonno ecc.).
• I primari possono essere associati ad altri stimoli che
diventano così rinforzati, come il denaro utile a comprare
cibo ecc. Questi si definiscono secondari
• Così, il comportamento di un giocatore d’azzardo alle
slot-machine è condizionato dal fatto che la pressione di
una leva può portare a vincere del denaro (rinforzo
secondario) che porta a soddisfare bisogni primari
(nutrirsi ecc.)
• I rinforzi cambiano significato da specie a specie. Una
carezza funziona con un cane ma non certo con un ratto

60
MODELLAMENTO
• Abbiamo visto che nel condizionamento operante,
mediante i rinforzi (positivi o negativi) l'animale
apprende ad effettuare il comportamento voluto
dallo sperimentatore.
• Abbiamo anche visto che tale comportamento la
prima volta viene eseguito in maniera casuale,
all'interno cioè di varie azioni messe in atto per
prove ed errori.
• Come è possibile allora condizionare l'animale a
compiere un'azione mai manifestata in precedenza?
Come ad esempio per i complicati esercizi degli
animali di un circo?
• È possibile grazie al modellamento 61
• Per modellamento si intende un programma
di condizionamento attraverso il quale non
si attende che un dato comportamento
insorga spontaneamente (se non è specie-
specifico), ma se ne favorisce l’esecuzione
rinforzando comportamenti in modo
progressivo e sempre più simili al
comportamento che si vuole ottenere.
• Occorre quindi rinforzare ogni risposta di
avvicinamento a quel comportamento
voluto, in modo da favorire ogni singola
azione che va verso il comportamento che
si desidera ottenere
62
• Modellare il comportamento per mezzo di
approssimazioni successive è una tecnica adottata
ampiamente per modificare il comportamento
umano.
• Secondo Skinner, nell’acquisizione della parola, ad
es., è noto che i genitori adottano frequentemente la
tecnica delle approssimazioni successive; dapprima
rinforzando i loro bambini per ogni forma di
vocalizzazione (mediante l'attenzione, il sorriso e
altre forme di rinforzo sociale): poi, più
selettivamente, rinforzando quei balbettii che si
avvicinano alle parole, in seguito rinforzano solo la
corretta pronuncia e così via
63
• Skinner, sosteneva che ogni comportamento umano
è il prodotto di esperienze di modellamento e di
condizionamento.
• Egli ha proposto un ampio e deliberato programma
di ingegneria comportamentale, sostenendo che
solo con questi mezzi potranno essere vinte piaghe
sociali come la guerra, la carestia e l'inquinamento
• Una vasta gamma di comportamenti come girare la
testa, dirigere lo sguardo, vocalizzare, sorridere,
muovere le gambe (naturali in un bambino molto
piccolo) sono modificabili per mezzo di procedimenti
di condizionamento operante (Millar, 1974)

64
• Come per il condizionamento classico, nel
condizionamento operante l'intervallo temporale tra
il comportamento messo in atto e l'ottenimento del
rinforzo, è determinante per i tempi di acquisizione
del condizionamento.
• Inoltre si può arrivare all'estinzione del
comportamento appreso. Nel condizionamento
operante l'estinzione è la conseguenza della
cessazione del rinforzo.
• Quando un dato comportamento (per esempio
premere una leva) non è più seguito da un rinforzo
positivo (una razione di cibo) o da un rinforzo
negativo (la cessazione di uno stimolo doloroso),
gradualmente cesserà.
65
PROGRAMMI DI CONDIZIONAMENTO
• L’apprendimento può inoltre essere programmato sulla
base di un «rinforzo costante» (continuo) o «rinforzo
intermittente» (parziale), entrambi in funzione del
tempo o della frequenza di pressione della leva.

Si ottengono così 4 programmi


a) a rapporto fisso;
b) a rapporto variabile;
c) a intervallo fisso;
d) a intervallo variabile.

66
Programma a rapporto fisso – la base è la
frequenza
• Il rinforzo viene dato dopo n ripetizioni del
comportamento che si vuole condizionare.
• Ad esempio ad un ratto si somministra una razione
di cibo dopo che ha premuto per trenta volte la leva.
• Un altro esempio può essere quello di un genitore
che ricompensa con 10 € il figlio ogni volta che
accumula tre voti uguali o superiori al sette.

67
Programma a rapporto variabile – la base è la
frequenza media
• Il comportamento deve essere messo in atto un
certo numero medio di volte prima che venga dato il
rinforzo.
• La peculiarità di questo tipo di schema consiste nel
fatto che il numero di volte in cui deve manifestarsi il
comportamento voluto, varia continuamente
oscillando intorno ad una media
• È il tipico schema di rinforzo a cui sono sottoposti i
giocatori d'azzardo e che viene implementato nelle
slot-machine, video-poker, lotterie ecc.

68
Programma a intervallo fisso – la base è il tempo

• Nello schema a intervallo fisso, dopo la risposta


rinforzata deve trascorrere un intervallo di tempo
fisso prima che un'altra risposta possa essere
rinforzata.
• Per esempio se sappiamo che da quando inseriamo
la nostra tessera nel lettore magnetico a quando si
apre il cancello del parcheggio trascorrono dieci
secondi, in primo luogo non effettueremo un nuovo
inserimento prima che sia trascorso quell'intervallo
di tempo, e in secondo luogo attenderemo 10
secondi prima di pensare che qualcosa non
funziona nel sistema di apertura.
69
Programma a intervallo variabile – la base è il
tempo medio
• Nello schema ad intervallo variabile, ogni rinforzo è
separato dal successivo da un tempo variabile.
• Anche in questo caso l'intervallo varia attorno ad un
valore medio, ma la durata di ogni singolo intervallo è
sconosciuta.
• Un esempio può essere rappresentato dalla situazione
nella quale ci si trova quando si cerca di parcheggiare
l'auto nell'affollato parcheggio di un centro
commerciale. Se nel primo giro di ricerca abbiamo
trovato tutti i posti occupati, sappiamo che prima o poi
uno tra i mille posti si libererà, ma non sappiamo
quando. Ciò che facciamo è continuare a girare tra le
corsie sicuri che prima o poi «otterremo il rinforzo» di
un’auto che partirà lasciando libero un posto.
• Il programma a rapporto variabile è il più efficace sulla base del
numero di risposte in funzione del minor intervallo di tempo mostrato
nell’attuarle

71
È possibile concludere che apprendiamo solo
sulla base di associazioni e rinforzi?
Se un ragazzino impara ad usare un cavatappi per
stappare una bottiglia, è rinforzato dal
raggiungimento dello scopo o dai complimenti
dell’adulto?
La sequenza di azioni utili ad usare il cavatappi, è
spiegabile in riferimento al modellamento?
Anche l’apprendere ad andare in bicicletta,
allora, sottostà allo stesso meccanismo?
• È difficile spiegare certe abilità cognitive e motorie
con il solo processo di condizionamento. Ma in
ambito clinico l’apprendimento operante trova ampia
applicazione 72
COGNITIVISMO
• Secondo le teorie comportamentiste, attraverso
i diversi tipi di condizionamento si raggiunge un
comportamento di tipo automatico, frutto cioè di
un collegamento diretto tra lo stimolo e la
risposta.
• Secondo i cognitivisti, invece, tra la
presentazione dello stimolo e il momento di
emissione della risposta, hanno luogo delle
operazioni mentali che sono responsabili del
comportamento che viene messo in atto

73
• Il primo a mostrarsi critico verso le spiegazione
comportamentiste dell’apprendimento fu Tolman,
che pur essendosi formato come comportamentista,
per primo iniziò ad introdurre il concetto di
rappresentazione mentale.

• Tolman (1886-1959) dimostrò


l’esistenza di una forma di
apprendimento latente
• Si apprende anche senza
rinforzi, per fare fronte ad una
situazione problematica, ma il
comportamento non viene
“mostrato” se non si ha uno
scopo da realizzare 74
• In un esperimento, Tolman suddivise tre gruppi di
ratti (A, B e C) mettendoli in un labirinto (filmato)

Gruppo A, nessun rinforzo: debole


riduzione degli errori nel tempo

Gruppo B, rinforzo: rapida


riduzione degli errori nel tempo

Gruppo C, rinforzo l’11° giorno:


drastica riduzione degli errori
dopo l’undicesimo giorno

75
• Il grafico mostra i risultati per ogni gruppo in
funzione di ogni giorno di prova

76
• Dai risultati dell’esperimento, Tolman dedusse che i
ratti avevano costruito una mappa mentale (latente)
di tipo spaziale, grazie al fatto di aver girovagato per
il labirinto
• Questa, nel gruppo C, è risultato essere utile nel
momento in cui c’era uno scopo da realizzare
• I ratti avevano imparato di più di quanto facessero
vedere (mostrassero) con il comportamento
manifesto
• L'apprendimento è quindi il risultato del legame tra
stimolo e risposta, ma avrebbe luogo anche in
assenza di una qualsiasi ricompensa, come
succede ai ratti, mediante attività di esplorazione,
nell’apprendere il percorso corretto 77
• Secondo l'interpretazione cognitivista questa
differenza è dovuta al fatto che la relazione stimolo-
risposta è mediata da una rappresentazione interna
dello stimolo incondizionato
• Il condizionamento classico non può essere
considerato soltanto un processo meccanico in cui
un organismo forma un'associazione tra due stimoli
presentati contemporaneamente.
• AI contraria un organismo sottoposto ad un
condizionamento è un attivo “cercatore” di
informazioni, e per la ricerca si serve dei concetti
che già possiede per dare forma a una
rappresentazione del mondo che lo circonda
[Rescorla 1988].
78
APPRENDIMENTO PER INNSIGHT
• Un'altra critica mossa all'approccio comportamentista si
riferisce alle condizioni sperimentali troppo rigide all'interno
delle quali l'animale non aveva modo di dimostrare
comportamenti creativi e intelligenti
• Tolman non fu l’unico a concepire l’apprendimento
come modificazione del comportamento in modo
non associativo
• Prima di lui Köhler (1887-1967) si oppose al
principio per prove ed errori

• L’apprendimento è l’esito di
un processo intelligente
• Presuppone la capacità di
collegare insieme in modo
unitario elementi per creare
nuove configurazioni 79
• Kohler [1925] studiò il comportamento degli
scimpanzé davanti al problema di dover raggiungere
del cibo posto al di fuori di una gabbia ad una
distanza tale da non poter essere raggiunto con il
braccio
• All'interno della gabbia erano sistemati alcuni
bastoni, ma nessuna di lunghezza sufficiente.
Kohler osservò che lo scimpanzé, dopo alcuni
tentativi di raggiungere il cibo con un bastone, cessa
di intraprendere qualsiasi movimento e rimane per
qualche tempo fermo senza fare nulla.
• Dopa un certo intervallo di tempo però lo scimpanzé
afferra due bastoni e li incastra tra loro, e in questa
modo riesce a raggiungere il cibo. Kohler definì
questa modo di agire oan il termine di «insight». 80
1 2

2 3

81
• Gli elementi del “campo”, vengono connessi in modo
unitario e all’improvviso, grazie ad una illuminazione
o intuizione o insight, che comporta una
ristrutturazione del campo cognitivo
• Con insight si intende un modo di procedere non
casuale o per prove ed errori (come teorizzato dai
comportamentisti), ma piuttosto una capacità di
ristrutturare in maniera diversa e creativa gli elementi
presenti nell’ambiente, in modo da risolvere un problema
altrimenti non risolvibile.
• Anche nel caso dell’insight quindi, si deve ipotizzare
l’esistenza di una rappresentazione interna dell’ambiente
circostante e non un semplice legame tra stimolo e
risposta
82
APPRENDIMENTO SOCIALE E PER IMITAZIONE
• Una posizione ancora diversa è quella proposta da
Albert Bandura (1986) che sostiene che si può
imparare facendo (quindi per prove-errori) o
guardando quello che gli altri fanno (osservazione o
imitazione)
• L’apprendimento osservativo è di tipo indiretto, e si
ritrova specialmente nei mammiferi superiori e
nell’uomo. La sua caratteristica è quella di non
richiedere un rinforzo diretto.
• Affinché si manifesti, è necessario avere un modello
di riferimento (anche definito apprendimento
vicario), cioè una figura come un genitore o un
adulto significativo, ma anche un divo o uno sportivo
83
su altri livelli
• Bandura (1976) dimostrò le sue teorie con un
esperimento, in cui bambini in età prescolare
(gruppo sperimentale), i quali osservavano un adulto
comportarsi in modo bizzarro e avversivo verso un
grosso pagliaccio gonfiabile (chiamato Bobo),
imitavano tale comportamento
• I bambini, dopo aver osservato gli adulti, venivano
fatti entrare in una stanza che, fra varie cose,
conteneva il pagliaccio “Bobo”

Prima, però, venivano fatti aspettare in una stanza con


giochi che non potevano usare né toccare
84
DISEGNO
SPERIMENTALE

• Rispetto al gruppo di controllo, quello sperimentale


manifestò un alto grado di aggressività verso il
pagliaccio, mimando gli atteggiamenti bizzarri mostrati
dall’adulto. Rispetto alle femmine, i maschi si mostrarono
più aggressivi 85
86
• L’apprendimento conseguente all'osservazione si
riferisce al processo in cui una persona osserva le
azioni di un individuo (in genere un modello
affascinante, attraente, prestigioso, con cui vale la
pena identificarsi e sentirsi simili).
• I primi lavori sistematici sull'imitazione risalgono a
Muller e Dollard (1941). Questo processo di
apprendimento per imitazione chiamato modeling
da Albert Bandura (1963, 1973, 1977), è
considerato un paradigma di apprendimento a sé
stante, in quanto presenta caratteristiche esclusive
non riscontrate negli altri paradigmi classici.

88
• Secondo Bandura, nel processo imitativo sono coinvolti
almeno i seguenti meccanismi …
• Processi di attenzione: messa a fuoco del modello
osservativo. Poniamo più attenzione a modelli: attraenti,
prestigiosi, competenti; colorati; simili a noi
• Processi di rappresentazione: memorizzazione del
modello. Codifichiamo e ricordiamo quello che ha fatto il
modello richiamando una immagine mentale o una
riproduzione verbale.
• Processi di riproduzione: attuazione ed esecuzione del
modello. La nostra abilità migliorerà con l’esercizio
continuo, ma anche immaginando di imitare o eseguire
qualcosa
• Processi motivazionali: interesse ad imitare.
89
• Apprendere sulla base di
– Quello che fanno gli
altri
– Come fanno gli altri
– Ottenere premi che
hanno ottenuto altri
(vicario)
• Gli “altri” sono un modello
– Attraente, Affascinate
– Prestigioso
– Competente
– Percepiamo Simile
– Ecc.
• Le occasioni di apprendere per osservazione
abbondano, e l’essere umano è quotidianamente
esposto a una grande varietà di situazioni “modello”.
• Alcuni di questi modelli sono positivi per il
comportamento, altri lo sono meno (ad es., ruolo della
televisione e di altre forme di intrattenimento popolare
sullo sviluppo comportamentale di bambini e sul
comportamento aggressivo) (Bandura 1962, 1976)

91
• Ma se è vero che la violenza porta a comportamenti
imitativi aggressivi, allora sarà vero che un modello
positivo porta a comportamenti prosociali.
• In un esperimento (Rosenham e White, 1967),
venivano fatti vedere a dei bambini alcuni modelli di
adulti che donava in beneficenza delle somme di
denaro.
• Successivamente i bambini venivano coinvolti
insieme ad altri bambini in un gioco semplice, che
presupponeva vincite e perdite. I bambini
precedentemente esposti al modello positivo
donarono in beneficenza le proprie vincite nel 63%
dei casi in presenza del modello, e nel 47% dei casi
in sua assenza.

92
• In un altro esperimento (Sprafkin, 1975) alcuni
bambini venivano esposti alla visione di un episodio
di Lessie, in cui Jeff rischiava la vita per soccorrere
un cucciolo.
• Successivamente i bambini venivano condotti in una
stanza per prendere parte a un gioco nel quale
potevano vincere dei premi. Durante il gioco, in
alcuni momenti si presentava l’occasione di aiutare
un cucciolo in cambio di quanto fino ad allora vinto.
• I bambini che avevano assistito al modello positivo,
rinunciarono in misura maggiore al premio vinto per
aiutare il cucciolo.

93
• Purtroppo, questi (ed altri esperimenti) hanno
dimostrato che i comportamenti altruistici perdurano
solo per breve tempo.
• Cioè, anche dopo due settimane in cui si
sottopongono nuovamente i bambini alle stesse
condizioni sperimentali, in cui in precedenza
avevano manifestato comportamenti altruistici
seguendo l’esempio del modello, tali comportamenti
prosociali non venivano più esibiti.
• Risulta difficile, quindi, generalizzare tali risultati al
contesto quotidiano.
• …
• Lo stesso non si può dire per gli effetti di
emulazione, che hanno anch’essa come base il
comportamento osservativo
94
• L’emulazione è un processo assai pericoloso e
proprio per evitare tale rischio molte notizie di
cronaca vengono comunicate cercando di non
enfatizzarle eccessivamente.
• Casi di questo genere sono stati i suicidi di giovani
adolescenti nei garage di casa con il gas di scarico
delle automobili, il lancio di pietre dai cavalcavia e,
o, l'avvelenamento delle bottiglie di acqua minerale
ecc.
• Il fenomeno è drammatico e coinvolge anche i casi
di suicidio
• Si parla in questi casi di effetto Werther. Nel 1700,
la diffusione del romanzo I dolori del Giovane
Werther di Goethe fu seguita da un’impressionante
aumento di suicidi in Europa.

95
• Lo studio dell'effetto emulativo e l'influenza
mediatica delle notizie sono molto meno recenti.
• Già Phillips nel 1974 aveva osservato una strana
correlazione tra le notizie di suicidio comunicate
nelle prime pagine del New York Times (anni 1947-
68) e l'aumento di suicidi.
• La sua analisi era partita dal confronto delle
frequenze attese e di quelle rilevate prima e dopo la
morte di Marilyn Monroe il 6 agosto 1962. In quel
caso, a fronte di una frequenza attesa di 1640
suicidi, Phillips si soffermò sulla frequenza empirica
decisamente più elevata e pari a 1838 casi.

96
• Nel 1986, lo stesso autore osservò un'interessante
correlazione tra il numero di giorni dedicati ai casi di
suicidio da parte del New York Daily News e le
percentuali di suicidi …
• con un giorno di esposizione della notizia si rilevò un
aumento medio di 28 casi; con due giorni, un
aumento medio di 35 casi, con tre giorni, un
aumento medio di 82 casi; infine, con quattro giorni
di esposizione, si ebbe un aumento medio di 197
casi.
• Phillips non è l‘unico ricercatore a dimostrare
l'esistenza di queste relazioni. Altri autori, come
Wasserman (1984), hanno confermato queste
conclusioni e sottolineato che tali effetti sono più
rilevante nel caso di suicidi di persone famose.

97
APPRENDIMENTO COME FENOMENO
SPONTANEO (IMPRINTING)
• L’apprendimento, quindi, non è solo un affare
“privato”, ma è un processo sociale
• L’etologia ha dato particolare rilievo a questo
aspetto, con il fenomeno dell’imprinting
• Heinroth dimostrò che i pulcini seguivano, dopo la
schiusa, il primo oggetto mobile che vedevano
• Lorenz approfondì questo aspetto sottolineando che
l’imprinting è un apprendimento qualitativamente
differente da quello associativo: l’imprinting è
genetico, avviene in un periodo critico, è irreversibile

98
• Il concetto di imprinting suggerisce che esiste un
periodo critico o sensibile. Un periodo, cioè, in cui
l’essere vivente è più propenso ad apprendere certe
cose più di altre
• Oggi si pensa che l’imprinting non sia totalmente
irreversibile, e si parla di periodo sensibile: periodo in
cui le influenze dell’ambiente sono più efficaci per
apprendere conoscenze e abilità NUOVE
a) Fra i due e i sei anni è più semplice apprendere la lingua
madre o straniera.
b) Nell’uomo, il secondo semestre è sensibile per i legami
di attaccamento con la madre: sicuro, insicuro e
ambivalente (Bowlby, 1969).

99
Tutte le forme di APPRENDIMENTO
sono da considerate valide?
In linea generale possiamo distinguere due forme di
apprendimento: una di apprendimento esplicito e una
forma di apprendimento implicito.
La prima forma è tipicamente caratterizzata da processi attivi
di apprendimento poiché gli individui attivano delle strategie
per lo più consapevoli e volontarie.
In questa caso vengono messi in atto dei processi attivi volti
all’individuazione ed estrazione della struttura di una qualche
informazione presentata.
La seconda forma di apprendimento, invece, è caratterizzata
da processi passivi in cui gli individui sono esposti a qualche
informazione e acquisiscono conoscenza semplicemente in
virtù dell’esposizione.
ESPLICITO
IMPLICITO