Sei sulla pagina 1di 10

COMPORTAMENTISMO

E ISTRUZIONE

PROGRAMMATA

269

12
Comportamentismo e
Istruzione Programmata

Pregi e limiti del comportamentismo classico


Secondo lorientamento scientico iniziato da Pavlov e Watson, tutto il nostro apprendimento sarebbe di tipo associativo, riconducibile cio ad abitudini:
lorganismo subisce passivamente gli stimoli ambientali e il cervello, attraverso
comportamenti di risposta, portato, consciamente o inconsciamente, a modicare i propri circuiti e a creare nuove tracce. Al comportamentismo, o behaviorismo, interessano solo gli aspetti osservabili della psiche, i comportamenti. Gli
aspetti introspettivi non sono ritenuti scienticamente rilevanti. Ci che avviene
nella scatola nera della mente (black box) non pu essere oggetto di indagine
scientica (gura 12.1).

INPUT

OUTPUT

Fig. 12.1 Campo dindagine: comportamenti di risposta.

Questo approccio ha avuto un impatto dirompente, perch riusciva a spiegare, con procedure rigorosamente scientiche, molte forme di apprendimento
meccanico:

270

LE DIVERSIT DEGLI ALUNNI

lassuefazione, che permette di distinguere gli stimoli irrilevanti, liberando


risorse per lattenzione focalizzata;
la sensibilizzazione, che costituisce il processo inverso, in base al quale uno
stimolo solitamente irrilevante (ad esempio il classico rubinetto che gocciola)
acquista una rilevanza crescente;
limprinting, o impressione percettiva, studiato particolarmente dalletologia (Lorenz) che ne ha messo in evidenza le caratteristiche: a) limitato alle fasi sensibili
o critiche, b) relativo alla specie e non allindividuo, c) irreversibile, d) non ha
bisogno di ricompensa, e) non soggetto a generalizzazione. Pi di recente sono
state contestate lirreversibilit dellimprinting, cos come la durata ssa del periodo
critico. Alcuni ricercatori ritengono che certi apprendimenti debbano avvenire nelle
fasi sensibili: se in queste fasi il bambino viene privato della stimolazione necessaria,
si determinerebbe un certo grado di ritardo permanente. Va segnalato, per, che
ci sono altri ricercatori che sono contrari a questa ipotesi dei periodi critici;
il riesso condizionato, che nasce dallassociazione fra uno stimolo incondizionato (SI), inscritto cio nel repertorio dellanimale (ad esempio il bocconcino
di carne per il cane) e uno stimolo neutro o condizionato (SC), ad esempio
il suono di un campanello. Lo stimolo incondizionato (carne) provoca una
risposta incondizionata (RI), cio la salivazione. Pavlov scopr che, dopo un
certo numero di rinforzi, associando cio alla somministrazione della carne il
suono del campanello (SI+SC), il cane rispondeva con la salivazione (risposta
condizionata: RC) anche al solo SC (campanello) (gura 12.2).

INPUT

OUTPUT

SI

RI

SI + SC
Rinforzo

SC

RC

RC

Fig. 12.2 Il condizionamento classico.

Se per lo SC si presenta ripetutamente da solo, cio senza lo SI, la risposta


condizionata del cane tende a ridursi no a estinguersi. Altro fenomeno interessante

COMPORTAMENTISMO

E ISTRUZIONE

PROGRAMMATA

271

osservato dal condizionamento classico fu quello della generalizzazione: gli animali,


e gli uomini, che rispondono a un certo SC, tenderanno a rispondere nello stesso
modo anche a stimoli simili, con probabilit proporzionale al grado di somiglianza.
Nei comportamenti di risposta indagati dal condizionamento classico lindividuo sostanzialmente passivo: lambiente che agisce su strutture predeterminate
dellorganismo condizionandone la risposta. Sfuggono al suo campo di indagine
tutte le situazioni in cui lorganismo interagisce attivamente con lambiente per
sfuggire a situazione dolorose o dannose e per soddisfare i suoi bisogni.

Il condizionamento strumentale

Fu proprio studiando i meccanismi di apprendimento che alcuni ricercatori scoprirono che oltre al condizionamento cosiddetto classico esistevano
altre forme di condizionamento, che saranno poi unicate sotto la categoria del
condizionamento strumentale.
I tipi di condizionamento strumentale sono sostanzialmente tre:
2

1. apprendimento per tentativi ed errori: Edward L.Thorndike (1874-1949)


scopr che dei gatti, posti in situazione sperimentale, effettuavano diversi tentativi di conquistare il cibo, dapprima casuali, poi sempre pi mirati. Thorndike
elabor, sulla base di questi esperimenti, la legge delleffetto: pi probabile
che si riproduca una risposta che ha permesso la soddisfazione e, per converso,
che venga abbandonata quella che produce insoddisfazione (gura 12.3);

INPUT

OUTPUT
rinforzo

STIMOLO

RISPOSTA

SI
RISULTATO?

NO
evitamento/estinzione

Fig. 12.3 La legge delleffetto.

2. il modellamento attivo: partendo dalle scoperte di Thorndike, Burrhus F.


Skinner (1904-1990) scopr che il comportamento efcace non dipende solo
dal caso, ma spesso anche da un agente di rinforzo: ad esempio una ricompensa

272

LE DIVERSIT DEGLI ALUNNI

(cibo, acqua), che lanimale ottiene premendo una leva. Questa ricompensa
aumenta la probabilit che il comportamento si riproduca al ne di riottenere
la situazione rinforzante. Su questa base, Skinner elabor una tecnica denita
modellamento attivo. In pratica dimostr che il comportamento pu essere
modellato attivamente per approssimazioni successive. Questa tecnica, denita
anche condizionamento operante, consiste nella programmazione di una serie
di tappe e nellimpiego sistematico di rinforzi positivi (ricompense) o negativi
(punizioni) per condizionare la trasformazione da un comportamento di base
a una risposta nale, coincidente con il comportamento desiderato (gura
12.4).
RINFORZARE COMPORTAMENTI POSITIVI

Dare cose
sgradite

Togliere cose
sgradite

Togliere cose
gradite

PREMI

PUNIZIONI

Dare cose
gradite

ESTINGUERE COMPORTAMENTI NEGATIVI

Fig. 12.4 Premi e punizioni.

sulla base di questo tipo di condizionamenti e di graticazioni che si spiegano


moltissimi comportamenti umani. Il modellamento pu essere sia cosciente sia
inconscio (da parte del condizionatore, del condizionato o di entrambi), come
hanno capito bene i pubblicitari. La via dei premi si rivelata pi utile, perch
non ci si limita a segnalare ci che non va, ma si indica anche in positivo che
cosa fare. La via delle punizioni, invece, oltre a non indicare la via positiva
da percorrere, comporta spesso sentimenti negativi, come riuto o risentimento. Il problema nasce nellattribuzione di senso ai premi e alle punizioni:
ad esempio, nel contesto scolastico ci che per linsegnante vissuto come
premio, pu essere interpretato come punizione dallalunno, o viceversa;
3. il terzo tipo di condizionamento strumentale il comportamento imitativo o
apprendimento vicariante, scoperto da Albert Bandura, il quale ha dimostrato che, per apprendere, il soggetto non deve necessariamente rispondere in

COMPORTAMENTISMO

al microscopio

E ISTRUZIONE

PROGRAMMATA

273

Premi e punizioni

Fai un esempio per ciascuna delle quattro situazioni indicate nella Fig. 12.4,
attingendo dalla tua esperienza scolastica.
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________

prima persona a uno stimolo o operare una scelta. Basta losservazione che,
ad esempio nei bambini, alla base del comportamento imitativo. Unaltra
interessante linea di sviluppo quella seguita da Meichenbaum (Meichenbaum
e Goodman, 1971),1 con la sua teoria del modeling, che si applica anche ad
apprendimenti complessi.

Applicazioni comportamentiste in ambito scolastico


Il condizionamento strumentale e il modellamento attivo (o condizionamento
operante) hanno avuto esiti di grande impatto didattico. Gagn, ad esempio, ha
elaborato la teoria gerarchica nellapprendimento, dischiudendo la possibilit
allanalisi del compito (Task Analysis Lab, Laboratorio 1).
La derivazione didattica pi diretta si deve allo stesso Skinner con il modello
dellIstruzione Programmata, che tanta inuenza ha avuto per molti anni anche
1

Secondo il modello di Meichenbaum, linsegnamento dellautoistruzione verbale si articola


in cinque fasi che vengono svolte in sequenza via via che lalunno raggiunge una buona
padronanza di ognuna di esse:
1. modeling cognitivo: linsegnante esemplica le autoistruzioni ad alta voce, mentre svolge lui
stesso lattivit in cui lalunno dovr apprendere a utilizzare le capacit di autoistruzione;
2. guida esplicita: linsegnante pronuncia ad alta voce le autoistruzioni, mentre lo studente
esegue il compito;
3. autoistruzione esplicita: lo studente esegue il compito, autoistruendosi ad alta voce;
4. autoistruzione ridotta: lo studente esegue il compito, autoistruendosi a voce sempre pi
bassa;
5. autoistruzione implicita: lo studente esegue il compito usando il linguaggio interno, per
fornirsi le varie istruzioni.

274

LE DIVERSIT DEGLI ALUNNI

Laboratorio 1

Applicare la Task Analysis

La sequenza di istruzioni da seguire per risolvere


un problema viene detta procedura. Per mettere
meglio in evidenza la successione delle operazioni si pu usare una rappresentazione graca
detta diagramma a blocchi o diagramma di usso,
codicata attraverso una gamma stabilita di simboli. Per esempio, la consegna Trascrivi i compiti
sul diario, pu essere rappresentata con il diagramma qui a anco.
lellisse si usa per dare il via allazione e
per bloccarla;
il rettangolo si usa per scrivere le istruzioni
che prevedono lesecuzione di unazione;

Via

Prendere il diario
Sfogliare il diario

Hai trovato
la data
richiesta?

no

s
Trascrivere la disciplina

Trascrivere i compiti

la freccia si usa per indicare la direzione


in cui procedere;
Stop

il rombo il simbolo utilizzato per lalternativa logica (s/no)


Descrivi un semplice compito disciplinare utilizzando un diagramma di usso.

2006, L. Tuffanelli, Le diversit degli alunni, Trento, Erickson

COMPORTAMENTISMO

E ISTRUZIONE

PROGRAMMATA

275

in Italia. Tra i presupposti impliciti di questa teoria cera il fatto che le variabili
in campo dovessero essere tutte prevedibili e controllabili e che linsegnante
dovesse assumere un ruolo simile a quello del programmatore o del manager
che gestisce le risorse cognitive. Questo nuovo modello di istruzione, sempre
di impianto disciplinare, avrebbe dovuto realizzare nei fatti la grande utopia
comportamentista del condizionamento attivo dei bambini a diventare intelligenti, socievoli e democratici (Skinner, 1975). un modello di comunicazione
scolastica che deniremo interattivo, in quanto prevede lo schema di lezione
illustrato nella gura 12.5.

PRINCIPI
Modello tecnologico di insegnamento
Rigorosa razionalizzazione delle procedure
Apprendimenti graduati nalizzati alla padronanza
Autoapprendimento guidato, operativit,
autoregolazione dei ritmi
Controllo sistematico delle acquisizioni

MODELLO INTERATTIVO
Obiettivo e relativi
sottobiettivi (S)
S-1 S-2 S-3 S-N
Tempo Strumenti
Compiti Materiali
Implementazione in unit didattiche
Feed back immediati
Ritmi individuali

Verica
Valutazione
no

OK?
s
STOP

Fig. 12.5 I principi e il modello interattivo dellIstruzione Programmata.

Tale modello si impernia su un saper-fare prima ancora che su un sapere,


sullapplicazione di esempi pi che sullacquisizione di contenuti e sul rispetto
delle regole. Oltre allaspetto delloperativit e alla centratura sullalunno, viene
enfatizzato laspetto autoregolativo, seppure guidato, e lautogestione dei ritmi.
Viene data in questo modo una risposta convincente a unistanza emersa con
forza n dai primi anni del Novecento, vale a dire lindividualizzazione dei processi di apprendimento. Solo che, in questo caso, la nuova metodologia didattica
non rimane pi ancorata a sperimentazioni isolate per quanto signicative ed

276

LE DIVERSIT DEGLI ALUNNI

emblematiche,2 ma ha una diffusione a livello mondiale, seppure limitatamente


alle situazioni scolastiche pi avanzate.
LIstruzione Programmata rappresent un rovesciamento di prospettiva
rilevante: con tale modello infatti inizi lapproccio denito curricolare, pi
attento ai ritmi e alle strategie cognitive e metacognitive dellalunno, anche se
la cornice rimase di tipo disciplinare e i contenuti prescrittivi, imposti dallalto.
Tuttavia laspetto forse pi negativo dellIstruzione Programmata un altro, almeno nei fatti se non nelle intenzioni. Dietro una maschera di efcientismo e di
rigore oggettivo, si cel in realt unaccentuata tendenza alla delega a programmi preconfezionati, a schede, a libri e programmazioni che peccavano sempre
di eccessiva semplicazione, prescindendo dalla reale complessit dei contesti
applicativi. Sviluppatasi in anni di forti cambiamenti sociali, che investivano le
istituzioni scolastiche di compiti nuovi (di educazione alla socialit, allemozionalit, alla costruzione dellidentit personale sempre pi minacciata e incerta),
lIstruzione Programmata ha alimentato lillusione che si potesse fornire, in virt
di programmi efcienti, una buona formazione nonostante una bassa qualicazione degli insegnanti.

Il Mastery Learning
La teoria del Mastery Learning (Learning for Mastery: apprendimento
nalizzato alla padronanza) interpreta lIstruzione Programmata di Skinner in
termini di rigorose sequenze di apprendimento, corrispondenti a livelli di padronanza disposti gerarchicamente. La meta, sosteneva Carrol, arrivare alla ne
della linea-tempo della propria attitudine, e farlo nel minor tempo possibile. I
principi del Mastery Learning sono quindi:
1. ordinate sequenze di presentazione del materiale
2. padronanza degli stadi precedenti
3. comprensione degli obiettivi e della natura del compito.
La conquista dellobiettivo in funzione del livello di perseveranza, a sua
volta dipendente dallentit della motivazione intrinseca.
2

Ricordiamo alcune tappe fondamentali: le esperienze di Decroly a Bruxelles e il sistema di


Mannheim (1901): gruppi omogenei per livello di apprendimento, classi differenziali per alunni
normodotati, ipodotati e iperdotati, sotto il prolo cognitivo e comportamentale; Claparde
(Ginevra 1920): classi mobili e sistema delle opzioni; Dottrens: tecnica delle schede (Ginevra
1925); Dalton Plan di Washburne a Winnetka (dal 1915 al 1943): classi aperte, laboratori
e lavoro individuale.

COMPORTAMENTISMO

E ISTRUZIONE

PROGRAMMATA

277

Allinterno di questo orizzonte sperimentale e didattico, un rilievo fondamentale hanno avuto i modelli tassonomici, consistenti in descrizioni per livelli
progressivi dei processi educativi, correlati a strumenti e obiettivi. Una delle
tassonomie pi famose quella di Bloom (gura 12.6).

CONOSCENZA
COMPRENSIONE
APPLICAZIONE
ANALISI
SINTESI
VALUTAZIONE

Fig. 12.6 La tassonomia di Bloom.

Un ambito applicativo in cui il condizionamento strumentale si rivelato


utile e ha tuttora largo impiego quello legato agli interventi sui comportamentiproblema (Ianes e Cramerotti, 2002).

al microscopio

Lelenco grezzo dei comportamenti


problematici

Elenca nella seconda colonna i comportamenti di un tuo alunno che ti risultano


particolarmente disturbanti o preoccupanti, cercando di essere il pi preciso possibile, ma senza dilungarti troppo. In corrispondenza di ogni comportamento elencato,
nella terza colonna, descrivi brevemente il disagio che ne deriva. Inne, nella prima
colonna, indica la categoria comportamentale alla quale secondo te sono riferibili
alcuni comportamenti (ad esempio aggressivit, prepotenza, distraibilit,
iperattivit, depressione, ecc.).
(continua)

278

LE DIVERSIT DEGLI ALUNNI

(continua)

Inne, se possibile, prova a condividere la tua lista grezza con un collega della
stessa classe o con un genitore dellalunno che ti sembri disponibile.
Categoria
comportamentale

Comportamenti
-

Vissuti
emotivi

Potrebbero piacerti anche