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CAPITOLO 5

LA CIRCONFERENZA NEL PIANO CARTESIANO

La circonferenza nella geometria euclidea


I teoremi delle corde, delle secanti, e della secante e della
tangente
Come utile premessa allo studio della circonferenza come luogo
geometrico del piano cartesiano, presentiamo una rassegna di risultati e
proprietà, la cui conoscenza è (quasi) indispensabile.
Teorema delle due corde. Indicato con A il punto intersezione delle corde BC e
DE risulta: AB : AD = AE : AC .
Dimostrazione.

Da questo risultato segue in particolare la relazione AB ⋅ AC = AD ⋅ AE


Teorema delle secanti. Le secanti ad una circonferenza condotte da un punto
esterno A staccano coppie di segmenti tali che: AB : AD = AE : AC .
Dimostrazione.
2

Da questo risultato segue ancora la relazione AB ⋅ AC = AD ⋅ AE

Teorema della secante e della tangente. La tangente ad una circonferenza


condotta da un punto A e una secante condotta sempre da A, sono tali
che, indicati con D e con C i punti in cui queste rispettivamente
incontrano la circonferenza, risulta AB : AD = AD : AC .
Dimostrazione.

Stavolta la relazione può essere scritta nella forma AC ⋅ AB = AD 2 .

La potenza di un punto rispetto ad una circonferenza


Nei teoremi che abbiamo appena visto, si è evidenziata la relazione
invariante AB ⋅ AC = AD ⋅ AE . Invariante significa che, fissati il punto A e la
circonferenza, il suo valore è costante al variare della coppia di semirette
uscenti da A se questo punto è esterno, o della coppia di corde che
s’intersecano in A, se questo si trova all’interno della circonferenza.
In generale, se P è un punto esterno alla circonferenza, e A e B sono i
punti in cui la semiretta uscente da P incontra la circonferenza, si definisce
potenza di P rispetto alla circonferenza la quantità PA ⋅ PB . Indicato con r il
raggio della circonferenza, risulta PA ⋅ PB = PC 2 = PO 2 − r 2 . La potenza di
un punto rispetto ad una circonferenza è positiva se il punto è esterno alla
circonferenza, è zero se il punto si trova sulla circonferenza, mentre è
negativa se il punto è interno alla circonferenza.
3

Esercizio. Si determini il luogo geometrico dei punti del piano aventi la


stessa potenza rispetto ad una circonferenza fissata.

L’asse radicale come luogo geometrico


Definiamo asse radicale il luogo geometrico dei punti del piano aventi la
stessa potenza rispetto a due circonferenze.
Si hanno vari casi, cominciamo da quello in cui le due circonferenze sono
secanti. Indicati con A e con B i punti d’incontro delle due circonferenze,
4
l’asse radicale è evidentemente rappresentato dalla retta passante per A e
B.

Se le due circonferenze sono tangenti, l’asse radicale è la retta tangente alle


due circonferenze, passante per il punto di tangenza.

Infine, se le due circonferenze sono esterne (non concentriche) l’asse


radicale si determina trovando il punto P sulla retta dei centri che ha la
stessa potenza rispetto alle due circonferenze, e servendoci di una terza
circonferenza secante le circonferenze date. I due assi radicali che si
vengono così a determinare si incontrano in un punto L che ha, per la
proprietà transitiva, la stessa potenza rispetto alle due circonferenze di
partenza. L’asse radicale cercato è la retta per L perpendicolare alla retta
dei centri.
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La circonferenza e l’omotetia
Si tratta di una trasformazione del piano euclideo che “dilata” le distanze
dei punti da un determinato centro, indicato con A, e che lascia invariate
le rette passanti per A (che si dicono rette unite).

Il fattore che descrive la dilatazione nell’omotetia viene detto rapporto


dell’omotetia. Se tale rapporto è positivo, il punto P viene trasformato in un
punto P’ situato dalla stessa parte di P rispetto alla semiretta uscente da A,
mentre se il rapporto è negativo, il punto viene trasformato in un punto
dalla parte opposta di P, sempre rispetto alla semiretta uscente da A.

Esercizio. Sia M il punto medio dell’arco AB di una circonferenza di raggio


R. Siano P e T i punti in cui una circonferenza di raggio r è tangente alla
circonferenza data e alla corda AB. Si dimostri che i punti P, T, M sono
allineati.
Soluzione. Si dimostra che T viene mandato in M da un’opportuna
omotetia.
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Esercizio. Sono dati due punti A, B esterni ad una circonferenza Γ . Si


determini il luogo geometrico dei baricentri del triangolo ABC, al variare
del vertice C sulla circonferenza Γ .
Soluzione. Il baricentro si ottiene da C prendendo il punto che divide il
segmento CM (M è il punto medio di AB) in rapporto 2:1. Il luogo cercato
sarà quindi una certa circonferenza di raggio 1 3 .
Esercizio. Si individui l’omotetia che lega tra loro due circonferenze di raggi
R ≠ r , e centri A e B, con d = AB , discutendo i vari casi che si possono
presentare.
Adesso ambientiamo lo studio dell’omotetia nel piano cartesiano,
descrivendola in termini di equazioni.
Sia l ≠ 0 . Si dice omotetia di centro C e rapporto l, l’applicazione biunivoca del
piano in sé rappresentata dalle seguenti equazioni:
#% x! = l(x − x ) + x
$
C C
.
&% y! = l(y − yC ) + yC
Due omotetie possono essere composte in base alla seguente regola:
#% x! = x + l(x + m(x − x ) − x )
OC,l  OD,m = $
C D D C
.
&% y! = yC + l(yD + m(y − yD ) − yC )
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Esercizi
• Dimostrare che il rapporto tra le aree di due triangoli simili è uguale
al quadrato del loro rapporto di similitudine.
• Trovare i punti fissi rispetto ad un’omotetia.
• Trovare le rette fisse rispetto ad un’omotetia.
• Dimostrare che il parallelismo tra rette è una proprietà invariante per
omotetia.

Esaminiamo adesso nel dettaglio alcune proprietà delle omotetie.


Teorema. Ogni omotetia di rapporto l trasforma le distanze secondo un
rapporto l.
Dimostrazione. Siano P e Q due punti del piano, e P’ e Q’ i loro trasformati
secondo un’omotetia di centro C e rapporto l. Applicando le equazioni
2 2
dell’omotetia risulta P 'Q ' = l 2 PQ , c.v.d.

Teorema. Un’omotetia trasforma una retta in una retta ad essa parallela.


Dimostrazione. Sia ax + by + c = 0 l’equazione di una retta. L’equazione della
sua trasformata per omotetia è
*
,
,, a! = a l
# x! − x & # y! − yC &
a% C
+ xC ( + b % + yC ( + c = 0 ⇒ + b! = b l . Dalla
$ l ' $ l ' ,
, c! = axC (l −1) + byC (l −1) + c
,- l l
a b c lc
condizione di parallelismo segue = = l; = ; dal
a! b! c! (axC + byC )(l −1) + lc
rapporto tra i termini noti osserviamo che le rette unite sono quelle relative
all’omotetia di rapporto l =1 (l’omotetia è l’identità, le rette sono costituite
di punti fissi), oppure quelle contenenti il centro dell’omotetia
c lc
( axC + byC = −c ⇒ = = l ).
c# −lc + c + lc
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La costruzione delle tangenti ad una circonferenza da un punto
esterno con riga e compasso

Il problema delle tangenti a due circonferenze


Grazie all’omotetia è possibile caratterizzare le rette tangenti a due
circonferenze. Se queste sono esterne, si possono avere le seguenti
situazioni.
9

Se le circonferenze sono tangenti, la situazione è quella rappresentata in


figura.

Esercizio. Costruire con riga e compasso le tangenti a due circonferenze


esterne fissate.
Il Teorema di TOLOMEO
In un quadrilatero inscritto in una circonferenza, il prodotto delle diagonali è uguale alla
somma dei prodotti dei lati opposti.
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Dimostrazione.
Scegliamo un punto E sulla diagonale AC in modo tale che l’angolo AEB
sia uguale all’angolo BCD; per costruzione i triangoli AEB e BCD sono
simili, poiché anche gli angoli BAE e BDC sono uguali. Dall’uguaglianza
degli angoli ABE (somma degli angoli ABD e DBE) e DBC (somma degli
angoli DBE e EBC) segue l’uguaglianza degli angoli ABD e EBC.
Dall’uguaglianza degli angoli ADB e BCE, segue la similitudine dei
triangoli EBC e ABD. Quindi, dalla similitudine dei triangoli AEB e BCD
segue:
AB BD
= ⇒ AB ⋅CD = BD ⋅ AE ,
AE CD
mentre dalla similitudine dei triangoli EBC e ABD segue:
BC BD
= ⇒ AD ⋅ BC = BD ⋅ EC .
EC AD
Sommando queste relazioni otteniamo la tesi:
AB ⋅CD + AD ⋅ BC = BD ⋅ ( AE + EC ) = BD ⋅ AC
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L’equazione della circonferenza come luogo geometrico


Insieme alla retta, la circonferenza costituiva per gli antichi una traiettoria
“speciale” in natura. Queste due curve, infatti, rappresentavano i moti più
comuni: quello rettilineo e quello circolare.
In particolare, la circonferenza è definita come il luogo geometrico dei punti del
piano equidistanti da un punto detto centro. La traduzione analitica di questa
definizione si dà quindi fissando il centro C(x 0, y 0 ) ed il raggio r:
2 2
(x − x ) + ( y − y )
0 0
= r2 .
Per scrivere l’equazione della circonferenza
€ in forma di equazione di
secondo grado in due incognite occorre sviluppare l’espressione sopra:
2 2
(x − x ) + ( y − y )
0 0
= r2
x 2 + y2 − 2xx0 − 2 yy0 = −x02 − y02 + r 2 (≥ 0) ,
x 2 + y2 + ax + by + c = 0
dove
a = −2x0
b = −2 y0
a 2 b2
c = x + y − r ⇒ + − c = r2 ≥ 0
2
0
2
0
2

4 4
Per vedere se l’equazione di secondo grado in due variabili
x 2 + y2 + ax + by + c = 0 rappresenta una circonferenza (reale), occorre che sia
verificata la condizione espressa da a 2 + b2 − 4c 2 > 0 . Se tale quantità è
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uguale a zero, la circonferenza si dice degenere e coincide con il centro1 (una
circonferenza di raggio zero), mentre se è minore di zero, la circonferenza
si dice immaginaria e non si può tracciare sul piano cartesiano.
Ricapitolando, data un’equazione del tipo x 2 + y2 + ax + by + c = 0 , questa
rappresenta una circonferenza reale se a 2 + b 2 − 4c 2 > 0 , con centro e raggio
espressi dalle relazioni
a b a2 b2
x 0 = − , y€0 = − , r = + −c ,
2 2 4 4
mentre, dati il centro C(x 0 , y 0 ) ed il raggio r, l’equazione è data dalla
relazione ( x − x 0 ) 2 + ( y − y 0 ) 2 = r 2 .

L’equazione€della circonferenza passante per tre punti non
allineati

E’ noto dalla geometria euclideo che per tre punti non allineati passa una
ed una sola circonferenza. Esaminiamo il seguente esempio.
Esempio. Si scriva l’equazione della circonferenza passante per i punti
A(1,1); B(-2,0) e C(0,4).
Soluzione. Sostituendo le coordinate dei punti nell’equazione
x 2 + y 2 + ax + by + c = 0 si ottiene il seguente sistema di tre equazioni in tre
" a + b + c = −2 " c=0
$ $
incognite a, b, c # −2a + c = −4 ⇒ # b = −4 ⇒ x 2 + y 2 + 2x − 4y = 0 .
€ $ 4b + c = −16 $ a=2
% %

La potenza di un punto rispetto ad una circonferenza dal punto


di vista analitico
Vogliamo studiare le intersezioni della circonferenza ( x − x 0 ) 2 + ( y − y 0 ) 2 = r 2
con l’asse delle ascisse:
# 2 2
% ( x − x0 ) + ( y − y0 ) = r 2
$ ⇒ x 2 − 2x0 x + x02 + y02 − r 2 = 0 . Le
€ soluzioni dell’equazione di
%& y=0

secondo grado ottenuta, se esistono, sono tali che


x 2 − 2x0 x + x02 + y02 − r 2 = ( x − x1 ) ( x − x2 ) = x 2 − x ( x1 + x2 ) + x1 x2 , da cui seguono le relazioni
"$ x1 + x2 = 2x0
# 2 2 2
. Indicato con Q ( x0 ; y0 ) il centro della circonferenza, e posto
$% x1 x2 = x0 + y0 − r
d 2 = x02 + y02 , segue x1 x2 = d 2 − r 2 : il prodotto delle ascisse dei punti intersezione

1
In realtà si tratta di un’affermazione un po’ azzardata, in quanto far coincidere una circonferenza
con un punto, il centro, che non gli appartiene non sembra accettabile. D’ora in poi lavoreremo con
circonferenze non degeneri.
13
della circonferenza con la retta y = 0 dipende solo dalla distanza OQ e dal
raggio r.
Quanto detto vale per qualsiasi semiretta di origine O che interseca la
circonferenza di centro Q e raggio r in due punti P1, P2 .

Si definisce quindi potenza del punto O rispetto alla circonferenza data la quantità
d 2 − r 2 . Possiamo quindi affermare di aver dedotto anche per via analitica
un concetto, la potenza di un punto rispetto ad una circonferenza, dedotta
precedentemente per via geometrica.

6.4 Mutua posizione retta-circonferenza


Com’è noto dalla geometria euclidea, una retta ed una circonferenza
possono avere nessuno (retta esterna), uno (due coincidenti, retta tangente),
oppure due punti distinti (retta secante) in comune. In particolare, la
tangente è sempre perpendicolare al raggio: questa proprietà permette di
applicare la formula della distanza punto-retta per la determinazione della
tangente alla circonferenza.
Esempio
Scrivere l’equazione delle rette tangenti alla circonferenza di raggio 2 e
centro nel punto C(1;1), parallela alla bisettrice del primo e terzo
quadrante. Si determini, inoltre, l’equazione della perpendicolare alle
tangenti passante per i punti di contatto.
Soluzione:
• Equazione della circonferenza: (x −1) 2 + (y −1) 2 = 4 (non serve per
risolvere il problema, ma fa sempre bene calcolarla!).
• Equazione del fascio improprio di rette parallele alla bisettrice del
primo e terzo quadrante:€ y = x + k .


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• Imposizione che la distanza del centro dalla generica retta del fascio
1−1+ k $y = x + 2 2
sia uguale al raggio: =2⇒ k =2 2 ⇒& .
2 %y = x − 2 2

• La perpendicolare alle tangenti passante per i punti di contatto


contiene necessariamente il diametro di estremi questi punti, quindi
sarà sufficiente imporre l’appartenenza del centro della
€ circonferenza
alla retta cercata: y −1 = −(x −1) ⇒ y = −x + 2 .

Le tangenti a due circonferenze


Problema. Si determinino le tangenti alle circonferenze di equazione
x 2 + y2 =1 e x 2 + y2 − 4x +12 = 0 .
Soluzione. Rappresentiamo le circonferenze sul piano cartesiano.
15

Ricordiamo che le due circonferenze si corrispondono in un’omotetia di


R 2
centro C, che dobbiamo determinare, e rapporto l = ± = ± = ±2 .
r 1
Iniziamo con l’omotetia di rapporto l = −2 (in questo caso C si trova tra i
centri A e B delle due circonferenze). Le equazioni dell’omotetia diventano
# x! = l(x − x ) + x #
%
quindi $ C C
=$
( )
% x! = −2 x − xC + xC = −2x + 3xC
.
%& y! = l( y − yC ) + yC ( )
% y! = −2 y − yC + yC = −2 y + 3 yC
&

Le coordinate del centro si determineranno mettendo in relazione quelle


del punto A con quelle del punto B:
# 4 = −2⋅ 0 + 3x (4 +
% C
$ ⇒ C * ,0 -
%& 0 = −2⋅ 0 + 3 yC )3 ,

Le tangenti saranno quindi le due rette del fascio di centro C, distanti 1 da


A, che possono essere determinate con uno dei metodi noti, per esempio
quello che considte nell’imporre uguale a uno la distanza del punto A dalla
generica retta del fascio:
4
− m
3 3 3 4
1= ⇒m=± ⇒ y=± x∓
m2 +1 7 7 7.
16

Osservazione. Col senno di poi, avremmo potuto anche fare a meno di


sfruttare l’omotetia. Osservando la figura sopra, per la similitudine dei
triangoli in figura si ha
! 4
! CA +CB = 4 # CA =
#
" CA 1
#
⇒" 3 ⇒ C & 4 ,0 )
( +
# = # CB = 8 ' 3 *.
$ CB 2 #$ 3
L’altra coppia di tangenti si ottiene in modo analogo, ponendo l = 2 il
rapporto di omotetia (diretta):
$ $ 4 = −x
( )
& x! = −2 x − xC + xC = 2x − xC & C
⇒ C −4,0 . L’equazione del
% ⇒% ( )
( )
& y! = −2 y − yC + yC = 2 y − yC &' 0 = − yC
'
fascio è, di conseguenza, y = mx + 4m ed i coefficienti angolari si ottengono
4m 1 x 4
dalla 1= ⇒m=± ⇒ y=± ± .
m +12
15 15 15
17

Esercizio (di consolidamento). Determinare le tangenti alle circonferenze


2
di equazione x 2 + y2 = 4 e x 2 + ( y − 8) =1 .

L’equazione della circonferenza: alcune condizioni per la sua


determinazione

La presenza di tre coefficienti nell’equazione x 2 + y 2 + ax + by + c = 0 comporta


la necessità di dover disporre di tre ipotesi per determinare l’equazione
della circonferenza. Presentiamo una breve rassegna di situazioni con le
quali esercitarsi. €
1. Determinare l’equazione della circonferenza di centro (2;1) e raggio 3
• ( x − 2) 2 + ( y −1) 2 = 9
2. Determinare l’equazione della circonferenza sapendo che le coordinate
degli estremi di un diametro sono (1;3) e (3;1).
€ • Il centro della circonferenza, è il punto medio del segmento
corrispondente al diametro: C = (2;2) , mentre il raggio è metà della
2
(1− 3) + (3 −1) 2
lunghezza del suddetto segmento: r = = 2 . Di
2
conseguenza, l’equazione
€ è( x − 2) + ( y − 2) = 2 .
2 2

3. Determinare l’equazione della circonferenza di centro (3;4) passante per


il punto (1;1). €

• Si determina il raggio € come misura della distanza tra il centro ed il

punto dato r = (3 −1) 2 + (4 −1) 2 = 13 ⇒ ( x − 3) 2 + ( y − 4 ) 2 = 13.


4. Determinare l’equazione della circonferenza passante per i punti (5;2) e
(1;5) ed avente il centro sulla bisettrice I-III quadrante.

18

• Il centro appartiene, oltre che alla bisettrice per ipotesi, anche all’asse
del segmento avente per estremi i due punti avente equazione
7 4
( )
y − = x − 3 ⇒ 8x − 6 y − 3 = 0 ; di conseguenza il centro si trova
2 3
⎧⎪ 8x − 6 y − 3 = 0 ⎛3 3⎞ 5
nel punto C = ⎨ ⇒ C ⎜ , ⎟ , e il raggio vale R = .
⎪⎩ y=x ⎝ 2 2 ⎠ 2

• (Soluzione alternativa I). Il centro appartiene alla retta y = x ⇒ C = ( x;x ) . Di


2
( x − 5) + (x − 2)2 = (x −1)2 + (x − 5)2
€ 3 ⎛3 3⎞
conseguenza, 2x 2 −14x + 29 = 2x 2 −12x + 26 ⇒ x = ⇒ C = ⎜ ; ⎟.
2 ⎝2 2⎠
2 2
2
⎛ 3 ⎞ ⎛ 3 ⎞ 25
r = ⎜1− ⎟ + ⎜ 5 − ⎟ =
⎝ 2⎠ ⎝ 2⎠ 2
• (Soluzione alternativa II). Consideriamo l’espressione
x 2 + y2 + ax + by + c = 0 ; imponiamo il passaggio per i punti dati
⎧⎪ 25 + 4 + 5a + 2b + c = 0
⎨ e l’appartenenza del centro alla bisettrice I-
⎪⎩ 1+ 25 + a + 5b + c = 0
III quadrante: a = b . Risulta quindi
19
⎧⎪ 29 +7a + c = 0
⎨ ⇒ a = −3 b = −3 c = −8 , da cui segue
⎪⎩ 26 + 6a + c = 0
x 2 + y2 − 3x − 3 y − 8 = 0

5. Determinare il minimo valore r del raggio di una circonferenza passante


per i punti A(-2;0) e B(0;-1).
• Il punto medio del segmento AB è il punto M(-1; − 1 ), mentre il
2
1
coefficiente angolare della retta per A e B è m = − . Di
2
conseguenza, l’asse del segmento AB ha equazione€
1 3
y + = 2(x + 1) ⇒ y = 2x + . Il centro della circonferenza sarà
2 2 €
3
dunque il punto di coordinate (variabili) C(k;2k + ) . Il centro
2
€ della circonferenza di raggio 1 lo determiniamo imponendo
che, ad esempio, BC = r
(0 − k ) + (−1− 2k − 23)
2 2
= r2

25 2 125
5k 2 + 10k + − r = 0 ⇒ (Δ > 0) ⇒ 25 − + 5r 2 > 0 .
4 4
25 5
5r 2 > ⇒r>
4 2
Saremmo potuti pervenire al risultato con il seguente (semplice)
ragionamento: tra tutte le circonferenze passanti per A e B quella
€ di raggio minimo è quella con il centro coincidente con il punto
5
medio del segmento AB! Essendo il diametro AB = 5 ⇒ rmin = .
2

La tangente in un punto dato: formula di sdoppiamento


Vogliamo determinare l’equazione della tangente € ad una circonferenza
in un punto noto P(x 0;y 0 ) . Per la proprietà secondo cui il raggio di una
circonferenza forma sempre un angolo retto con la tangente, se m è il
coefficiente angolare della retta congiungente il centro con il punto di
tangenza,€la tangente avrà coefficiente angolare l’antireciproco di m.
Poiché m = y 0 − yC , dove C(xC ;yC ) è il centro della circonferenza, la retta
x 0 − xC
x 0 − xC
tangente ha equazione y − y0 = − (x − x 0 ) . Di conseguenza, se è data
y 0 − yC

l’equazione
€ della circonferenza nella forma x 2 + y 2 + ax + by + c = 0, dalle
relazioni che legano i coefficienti dell’equazione alle coordinate del


20
a b
centro xC = − , yC = − si giunge all’equazione della retta tangente alla
2 2
circonferenza nel caso in cui sono noti l’equazione di quest’ultima ed il
punto di tangenza, detta formula di sdoppiamento:
€ x0 − xC
y − y0 = − (x − x0 )
y0 − yC
a
x0 +
y − y0 = − 2 (x − x )
0
b
y0 +
2
a b b a
x(x0 + ) + y( y0 + ) − y0 ( y0 + ) − x0 (x0 + ) = 0
2 2 2 2
ma x02 + y02 + ax0 + by0 + c = 0 ⇒
#x+x & # y+ y &
xx0 + yy0 + a % 0
( + b% 0
(+ c = 0
$ 2 ' $ 2 '
• Inversamente, nota l’equazione della retta tangente αx + βy + γ = 0 ed
il punto di tangenza P(x 0;y 0 ) , da quanto appena visto risulta
& a
(α = x 0 + 2 ⇒ a = 2(α − x 0 )
' . Inoltre, dalla relazione€
( β = y0 + b ⇒ b = €2(β − y 0 )
) 2
a2 b2 a b
r= + − c r 2 = (x 0 + ) 2 + (y 0 + ) 2 ⇒
4 4 2 2 segue
€ c = −x 0 − y 0 − 2x 0 (α − x 0 ) − 2y 0 (β − y 0 ) = x 02 + y 02 − 2αx 0 − 2βy 0 = x 02 + y 02 + 2γ
2 2

l’equazione del fascio di circonferenze tangenti alla retta data nel


punto dato:
€ x 2 + y 2 + 2(α − x 0 )x + 2(β − y 0 )y + x 02 + y 02 + 2γ = 0 .
• Saremmo pervenuti ad analogo risultato comparando
" % " %
l’espressione xx 0 + yy 0 + a$ x + x 0 ' + b$ y + y 0 ' + c = 0 con quella della retta
€ # 2 & # 2 &
data αx + βy + γ = 0 ed uguagliando i coefficienti
% a
' x0 + 2 = α % a = 2(α − x 0 )
' €
b '
€& y 0 + = β ⇒& b = 2(β − y 0 )
' 2 'c = γ − x α − x − y β − y
' ax 0 + by 0 + c = γ ( 0( 0) 0( 0)

( 2
Esercizio 1
Scrivere l’equazione della retta tangente alla circonferenza
1)€Di centro (1;3) e raggio 4, nel suo punto di ascissa 2.
2) Di centro (0,2) e raggio 1 nel suo punto di ordinata 3
2


21
Esercizio 2
Scrivere l’equazione della circonferenza tangente
1) alla retta di equazione 2x − y + 3 = 0 nel suo punto di ascissa 3.
2) Alla retta di equazione x − 2y + 5 = 0 nel suo punto di ordinata 4.
Problema
Si scriva l’equazione € della circonferenza inscritta nel triangolo di vertici
A(2;0), B(0;2),C(0;−2)€. Si rappresenti su un piano cartesiano quanto richiesto.
• Poiché si tratta di un triangolo rettangolo isoscele con l’ipotenusa
sull’asse y, per simmetria il centro ha coordinate (r;0) . Imponendo
la distanza del centro dalla retta per AB uguale al raggio
r−2 2 2 2
otteniamo: =r⇒r= (
= 2( 2 −1) ⇒ x − 2( 2 −1) + y 2 = 4 ) ( ).
2 −1
2 1+ 2
• Oppure: i raggi perpendicolari alle tangenti formano, con i segmenti
congiungenti i punti di tangenza con il punto A, un quadrato di
lato r e diagonale 2 − r ⇒ r 2 = 2 − r ⇒ r = 2 ( 2 −1) . Poiché x0 = r, y0 = 0 ,
2 2
l’equazione della circonferenza è ( x − 2( )
2 −1) + y 2 = 4 ( 2 −1).
3

-5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5

-1

-2

-3

Problema
Dopo aver verificato che le soluzioni dell’equazione
x 2 + y 2 − 4 x + 4 y − 8 = 0 rappresentano una circonferenza nel piano
cartesiano, la si rappresenti, e si trovino le equazioni delle rette
parallele alla bisettrice del II e IV quadrante, e tangenti alla
€ circonferenza.

• (x − 2) 2 + (y − 2) 2 = 16 .
Si tratta di una circonferenza. Le parallele alla
bisettrice II-IV quadrante hanno equazione x + y = k , di conseguenza,



22
imponendo la distanza centro-retta uguale al raggio:
2+2−k
4= ⇒ 4−k =4 2 ⇒ k =4±4 2
1+ 1

Problema
a) Scrivere le equazioni delle rette tangenti t P ,tQ alla circonferenza C di
centro D (0,−2) e raggio R = 2 , nei suoi punti P,Q di ascissa x = −1 .
• L’equazione della circonferenza è x 2 + y2 + 4 y = 0 , mentre i
( ) (
punti P, Q hanno coordinate P −1,−2 + 3 ,Q −1,−2 − 3 . Le )
tangenti t P ,tQ si trovano grazie alla relazione

x0 − xC tP : x − 3 y + 4 − 2 3
y − y0 = − (x − x0 ) ⇒ .
y0 − yC tQ : x + 3 y + 4 + 2 3
b) Si trovino le equazioni delle circonferenze C1 e C2 , tangenti
esternamente alla circonferenza C, ed alle rette t P ,tQ .
• Il centro delle circonferenze cercate, per motivi di simmetria, si
trova sulla retta di equazione y = −2 , e dovrà essere
equidistante da una delle due rette e dalla circonferenza C.
Indicate con ( x,−2) le coordinate del centro della circonferenza
8 # 8 & 2
x+4 x = − ⇒ A % − ,−2( ,r =
tangente a C, si ha x + 2 = ⇒ 3 $ 3 ' 3 ,
2
(
x = 8 ⇒ B 8,−2 ,r = 6 )
23
dove abbiamo indicato con A e B i centri delle circonferenze
2
! 8$ 2 8 2 2
C1 : # x + & + y + 2 = e C2 : x − 8 + y + 2 = 36 .
( ) ( ) ( )
" 3% 9
c) Si scrivano le equazioni dell’omotetia che lega tra loro le
circonferenze C,C1,C2 .
• Il centro O dell’omotetia è il punto intersezione delle rette t P ,tQ :
O −4,−2 . Il rapporto di omotetia è dato da quello tra i raggi:
( )
2 6
l= = = 3 . Le equazioni dell’omotetia sono quindi
23 2
#% x! = 3(x + 4) − 4 = 3x + 8
$
%& y! = 3( y + 2) − 2 = 3 y + 4

d) S’individui geometricamente l’altra coppia di rette tangenti alle


circonferenze C1 e C2 .
• Indichiamo con C il punto sulla retta y = −2 da cui passano le
rette cercate. Per questioni di similitudine risulta
! 32 ! 16
# AC + BC = # AC = ' 8 *
# 3 # 15 16 8
" ⇒" ⇒ xC = − C = ) − ,−2, . Tra
# AC 1 # 48 15 3 ( 5 +
= BC =
#$ BC 9 #$ 5
24
! 8$
le rette del fascio y + 2 = m # x + & le tangenti richieste sono
" 5%
quelle corrispondenti ai valori del coefficiente angolare
5
m=± .
39

La circonferenza e le funzioni irrazionali


Vogliamo tracciare il grafico della funzione y −1 = 2 − x2 . Innanzitutto
#% y −1 ≥ 0 #% y ≥1
osserviamo che ciò è possibile se $ 2
⇒$ . Di
&% 2 − x ≥ 0 %& − 2 ≤ x ≤ 2
conseguenza è possibile elevare al quadrato ambo i membri ed ottenere
l’equazione della circonferenza di centro (0;1) e raggio 2 x 2 + y 2 − 2y −1 = 0 . Il
grafico della funzione si ottiene da quello della circonferenza tenendo
conto dalle condizioni determinate in precedenza.
3

-5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5

-1

-2

-3
25
Problema
Si scrivano le equazioni delle omotetie di centro ( xc , yc ) e rapporto l, che
trasformano la circonferenza di equazione x 2 + y 2 = 4 nella circonferenza di
2
equazione x 2 + ( y − k ) = 1 , al variare del parametro k ∈ R . Nel caso k = 6 , si
determini il punto d’intersezione delle rette tangenti alle due circonferenze,
nei due casi che si possono presentare.

Soluzione
• Il raggio della circonferenza trasformata è la metà di quello della
circonferenza data. Questo è possibile con due rapporti di omotetia:
1
l = ± . Il centro dell’omotetia si ottiene ragionando sui centri:
2
1 2k
(0, 0) → (0, k ) , dove k =± (0 − yC ) + yC ⇒ yC = 2k yC = .
2 3
#% x! = l(x − x ) + x # −1
% x = l ( x! − xc ) + xc
• Oppure: $ C C
⇒$ , da cui segue, sostituendo
&% y! = l(y − yC ) + yC
−1
%& y = l ( y! − yc ) + yc
2 2
in x 2 + y 2 = 4 , l’espressione ( x! + (l −1) xc ) + ( y! + (l −1) yc ) = 4l 2 .
2
Quest’ultima deve essere “confrontata” con x 2 + ( y − k ) = 1 per
" 1 1
l= l=−
$$ 4l 2 = 1 2 2
giungere alla conclusione: # (1− l ) xc = 0 ⇒ xc = 0 , xc = 0 . Si
$
$% (1− l ) yc = k yc = 2k 2k
yc =
3
hanno quindi due omotetie:
# # 1
1 % x=− x
% x! = x
% 2 % 2
O 1$ ,O' 2k * 1 $ .
(0,2k ), % 1 1 ) 0, ,,−
( 3 + 2% y=−
1 ' 2k * 2k 1
2
y! = (y − 2k) + 2k = y + k )y − ,+ =− y+k
%& 2 2 %
& 2( 3+ 3 2

• Nel caso k = 6 , conviene rappresentare graficamente la situazione per


evidenziare l’opportunità di seguire una via “geometrica” e non
strettamente analitica, per risolvere il problema.
26

• Oppure. Seguendo la via analitica, la retta tangente ax + by + c = 0 si


determina imponendo che le distanze dai centri siano uguali ai raggi.
Dalla formula della distanza punto retta segue:
! c
# =2
# a2 + b2 c 1) c = 12b + 2c ⇒ c = −12b
" ⇒
6b + c
=2⇒
2) c = −12b − 2c ⇒ c = −4b
. Dal caso 1)
# 6b + c
# =1
$ a2 + b2

segue la coppia di tangenti ± 35x + y −12 = 0 , che si intersecano nel


punto ( 0,12 ) , mentre dal caso 2) si ha la coppia ± 3x + y − 4 = 0 , che
si intersecano nel punto ( 0, 4) .

Approfondimento: la formula di Erone per il calcolo dell’area


d’un triangolo
Vogliamo utilizzare l’equazione della circonferenza per ottenere la celebre
relazione che permette di calcolare l’area di un triangolo quando sono note
le misure a, b, c dei suoi lati.
In un sistema di riferimento cartesiano ortogonale, siano B e B i vertici del
triangolo che delimitano il lato di lunghezza a. Se disponiamo questi due
27
vertici sull’asse x, simmetricamente rispetto all’origine, le loro coordinate
!a $ ! a$
sono B # ;0 &, C # 0;− & . Ora, le circonferenze con centro nei punti B e C e
"2 % " 2%
raggi be c, si intersecano in due punti simmetrici rispetto all’asse x:
denotiamo uno di questi con A, ed il triangolo è così determinato con i
vertici espressi in coordinate. In particolare:
) 2
+ # a& 2 2
%x − ( + y = c
++ $ 2' a y
A≡* ⇒ Area = = p( p − a)( p − b)( p − c) , dove 2 p = a + b + c .
+ # a&
2
2
2 2
+ %x + ( + y = b
+, $ 2'

Approfondimento: il cerchio di Apollonio nei problemi


d’inseguimento
I problemi cosiddetti d’inseguimento, rientrano nella famiglia di quelli in
cui si deve minimizzare la lunghezza di un percorso. Ci occuperemo di un
solo caso particolare: quello di una barca A in moto con velocità vA , che
deve inseguire una barca B, a sua volta in moto con una velocità vB , senza
sapere di essere inseguita dalla barca A.
Il comandante della barca A deve quindi individuare il luogo dei punti che
possono essere raggiunti contemporaneamente dalle due imbarcazioni (il luogo
geometrico della “cattura”).
Nell’istante in cui la barca A avvista B, la distanza che le separa è d;
rappresentiamo schematicamente la soluzione, scegliendo un opportuno
sistema di riferimento cartesiano.
28

Il luogo geometrico si ottiene uguagliando i tempi nelle due distanze:


2
x 2 + y2 (x − d) + y2
= . Elevando al quadrato ambo i membri, dopo un po’
vB vA
di calcoli si perviene al risultato cercato:
2 2
" dv % " dv v %
2
$ x + 2 B 2 ' + ( y − 0 ) = $ 2 A B2 ' .
# v A − vB & # v A − vB &
Esercizio. Cosa succede se le barche si muovono alla stessa velocità? E’
chiaro che la barca A non potrà raggiungere la barca B. Quali
informazioni ricaviamo dal luogo geometrico, in questo caso?
2
x 2 + y2 (x − d) + y2
(Suggerimento: ragionare sull’equazione = …). E se,
vB vA
addirittura, vA < vB ?
Esercizi
1. Si tracci il grafico della seguente funzione irrazionale:
y − 2 = 1− x 2 .
2. Si risolva graficamente la seguente disequazione irrazionale:
1− x ≤ 1− 2x .
3. Sono dati i punti A(-1;-2) e B(3;-1). L’asse di AB interseca in E l’asse y, e

la retta di appartenenza del segmento AB interseca in D l’asse x. Detto
M il punto medio di AB: €
a) Si determini l’asse del segmento AB;
b) Si determinino i punti E e D;
29
c) Si scriva l’equazione della circonferenza tangente in E
all’asse del segmento AB, e alla retta contenente il
segmento AB.

4. Si determini l’equazione della circonferenza, tangente alla retta r: y = 4 x


ed alla sua simmetrica rispetto alla bisettrice del primo e del terzo
quadrante, situata nel primo quadrante, ed avente raggio uguale a 4.
Detti C il centro della circonferenza e B il punto di tangenza€ tra la
circonferenza e la parallela s alla retta r, determinare l’area del triangolo
ABC, dove A è il punto di intersezione della retta s con la bisettrice del
primo e del terzo quadrante.

5. Sia C il centro di una circonferenza C1 e P un punto esterno. Detto M il


punto medio del segmento PC, si tracci la circonferenza C2 di centro M
e raggio MC. Indicate con A e B le intersezioni di questa con la
circonferenza C1. Dimostrare che le rette PA e PB sono tangenti alla
circonferenza C1.

6. Scrivere l’equazione della circonferenza tangente alla retta r di


equazione y = x + 8 nel punto di ascissa x = 6 ed avente il centro sulla retta
di equazione x = 2 .
7. Si disegni la circonferenza di equazione x 2 + y 2 − 2x + 6y = 0 , e si

determinino
€ i punti E ed F di ascissa 2. Si scriva l’equazione della

tangente alla circonferenza nel punto di ordinata maggiore tra i due
trovati. €

8. Scrivere l’equazione della circonferenza avente centro nel punto (-2,-2)


x
e tangente alle rette y = 2x y = − .
2
2 2
9. Data la circonferenza di equazione x + y − 4x − 4 y = 0 , determinare la
retta tangente alla circonferenza nell’origine degli assi cartesiani.

10. Trovare l’equazione della circonferenza che passa per i punti A(0,-1)
e B(-3,0) e ha il centro sulla retta di equazione 6x − y + 4 = 0 (suggerimento: il
centro, oltre che sulla retta data, sta anche sull’asse del segmento AB…).
11. Problema
30
a) Si scriva l’equazione della circonferenza C di centro (5;5) e
tangente alla retta t : y = 2x .
b) Si individuino il punto di tangenza A della circonferenza C con
la retta t, ed il punto A’ di tangenza della circonferenza C con la
retta t’, simmetrica
€ della retta t rispetto alla bisettrice del primo
e terzo quadrante.
c) Si calcoli l’area del quadrilatero OACA’.
d) Si determinino le equazioni delle circonferenze tangenti
esternamente a C e al semiasse positivo delle ascisse.

12. Si risolva graficamente la seguente disequazione irrazionale:


1− x ≤ 1− 2x .

13. Si tracci il grafico della seguente funzione irrazionale: y − 2 = 1− x 2 .



14. Determinare l’equazione della circonferenza passante per A(0,-2),
B(0,6) e C(8,0). €

15. Determinare l’equazione delle rette tangenti uscenti dal punto


P ( 2,0) alla circonferenza di centro l’origine e raggio 1.

16. Date le circonferenze di equazione


x 2 + y2 − 4x = 0; x 2 + y2 − 4 y = 0 , determinare la
circonferenza di centro C(1,1) e passante per i punti intersezione delle
due circonferenze. Calcolare inoltre l’area del quadrato circoscritto alla
circonferenza trovata.

17. Determinare l’equazione della circonferenza circoscritta al triangolo


isoscele ABC, sapendo che la base AB misura 6 2 e sta sulla retta di
equazione y = x − 4 , e che il vertice si trova nel punto C(−1;5) .

Soluzioni
2. x ≤ 0
31
3.
2 2
" 5% 2" 7% 2 " 3%
a)8x + 2 y − 5 = 0 b)E $ 0; ' , D 7;0
# 2&
( ) ( ) ( )
c) x − 4 + $ y − ' =17, x + 4 + $ y − ' =17
# 2& # 2&

2 2
" 4 17 % " %
4. $$ x − ' + $ y − 4 17 ' =16 4x − y − 8 17 = 0 Area = 8
# 3 '& $# 3 '&
2 2
6. ( x − 2) + ( y −18) = 32
7. E (2;0) F (2;−6) x + 3 y − 2 = 0
2 2 4
8. ( x + 2) + ( y + 2) =
5
9. x + y = 0
10. x 2 + y2 − 8 y = 9
2 2
( ) (
a) x − 5 + y − 5 = 5 b) A 3;6 A" 6;3 ) ( ) ( ) c) Area =15
11. 2 2

( ) (
d ) x − 3 5 + y −15 + 6 5 = 45(9 − 4 5) )
12. x ≤ 0
13
14. x 2 + y2 − x − 4 y −12 = 0
2
15. y = ± x − 2( )
16. x 2 + y2 − 2x − 2 y = 0
2 2
" 12 % " 8 % 578
17. $ x − ' + $ y − ' = .
# 5& # 5& 25
32
“Liceo Scientifico Statale “Guido Castelnuovo”
COMPITO DI MATEMATICA
Classe III sezione E
18/02/2016

Problema
Ti trovi a dover ingannare il tempo mentre aspetti il tuo turno al mini-golf della
località di mare dove ti trovi in vacanza, e decidi di studiare analiticamente la guida
dove dovrai incanalare la pallina.

Facendo riferimento ai dati numerici ricavabili dalla figura:


a) Scrivi l’equazione della parabola e della retta tangente in C;
2 1 2 x2
( ) ( )
• y −1= a x − 2 ⇒ −1= a −2 ⇒ a = − ⇒ y = − + x ;
4 4
⎛ 1⎞
• m = 2ax0 + b ⇒ m = 2 ⎜ − ⎟ 4 +1= −1 ⇒ y = −x + 4 .
⎝ 4⎠
b) Scrivi l’equazione della circonferenza passante per C e per H, ed avente la
tangente in C in comune con la parabola;
• Per questioni di simmetria il centro della circonferenza sta sulla retta x = 6 , nel
punto in cui questa interseca la perpendicolare alla tangente alla parabola in
⎧⎪ x = 6
C, y = x − 4 , ovvero nel punto ⎨
⎪⎩ y = x − 4
( )
⇒ 6,2 . La lunghezza del

raggio può essere ricavata imponendo che la distanza del centro dalla retta
6+2−4
tangente alla parabola in C sia uguale al raggio: R = =2 2.
2
L’equazione della circonferenza è quindi
2 2
( x − 6 + y − 2 = 8 ⇒ x 2 + y2 −12x − 4 y − 32 = 0 .
) ( )
33
c) Calcola la minima velocità2con cui devi colpire la pallina affinché possa
percorrere la guida in assenza d’attrito.
• Si tratta della velocità iniziale che permette alla pallina di arrivare in
corrispondenza del vertice con una velocità verticale nulla; ciò avviene
v0 y v02 y v02 y v02 y
all’istante t = ⇒1= −g 2
= ⇒ v0 y = 2g = 4,4ms −1 , da cui
g g 2g 2g
segue v0 = v0 y 2 = 6,3ms .
−1

Quesiti
1. Determina il luogo dei punti aventi la stessa potenza rispetto a due
circonferenze secanti.

( )
2. Indicato con Aʹ il simmetrico di A 2,0 rispetto alla retta x − 3 y = 0 , si
dimostri che il triangolo AAʹO è equilatero.

gt 2
2
v y = v0 y − gt; y = v0 yt − .
2
34


⎪ xʹ = 1 x + 3 y
1 ⎪ 2 2
• m=
3
⇒⎨
⎪ 3 1
( )
⇒ Aʹ 1, 3 . Di conseguenza,

⎪ yʹ = x − y
⎩ 2 2
AAʹ = AO = AʹO = 2 , come volevasi dimostrare.
3. Descrivi il procedimento che permette la costruzione della parabola come
luogo geometrico.
• Fissati F e la direttrice d, segniamo il punto H su d e tracciamo l’asse di FH. Il
punto P intersezione dell’asse di FH con la perpendicolare a d passante per H è
un punto della parabola.

A-LEVEL MATHEMATICS
1. Write down the equation of the circle with centre C = (1;2) and radius
r = 3.
2. Find the coordinates of the centre and the radius of the following
circle: x 2 + y 2 − 2x + 4y + 4 = 0 .
3. Find the equation of the circle passing through three points:
(3;3), (1; 4), (0;2) .
4. Find the equation of the tangent to x 2 + y 2 + 4x − 6y −12 = 0 at (1; 7) .
5. Find the point on the circle x 2 + y 2 −16x +12y + 75 = 0 which is a) nearest
to, b) furthest from origin.
6. Find the equations of the circle touching both coordinate axes and
passing through point (2;1) .
7. Find the two values of m for which the line my = 11− 3x is a tangent to
the circle x 2 + y 2 − 8x −12y + 25 = 0 .
8. Find the equations of the two tangents from the origin to the circle
( x − 3) + ( y − 2) = 1 .
2 2