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o

|
B
A
C
a
b
c
Trigonometria

1. Premessa
La trigonometria si occupa della risoluzione dei triangoli, ovvero la
determinazione dei sei elementi (tre lati e tre angoli) a partire dalla
conoscenza di tre di essi, di cui almeno un lato. Convenzionalmente, si
indicano, come nel disegno:
- i vertici del triangolo con lettere latine maiuscole
- le misure dei lati con lettere latine minuscole
- gli angoli e le rispettive ampiezze con lettere greche
minuscole.

2. Triangoli rettangoli
Per i triangoli rettangoli valgono i due teoremi seguenti:
Teorema I. In un triangolo rettangolo la misura di un cateto
uguale al prodotto di quella dellipotenusa per il seno dellangolo
opposto al cateto, o per il coseno dellangolo (acuto) adiacente. In
simboli: sin cos ; sin cos . | | = = = = b a a c a a
Dimostrazione: immediata. Il teorema conseguenza diretta della definizione
delle funzioni seno e coseno.

Teorema II. In un triangolo rettangolo, la misura di un cateto
uguale al prodotto di quella dellaltro cateto per la tangente
dellangolo opposto al primo cateto, oppure per la cotangente
dellangolo (acuto) adiacente. In simboli: tg cotg | = = b c c ,
tg cotg | = = c b b .
Dimostrazione: dal teorema I, esprimere i rapporti tra i cateti scegliendo coppie di espressioni in cui compaiono gli
stessi angoli e ricordare che:
sin cos
tg , cotg
cos sin
= =
x x
x x
x x
.

- I due teoremi precedenti permettono di risolvere un triangolo rettangolo del quale siano note le misure di due lati,
oppure quelle di un lato e di un angolo acuto.
- Poich gli angoli acuti di un triangolo rettangolo sono complementari, dalle relazioni degli archi associati risulta:
sin sin cos ; cos cos sin ;
2 2
tg tg cotg ; cotg cotg tg .
2 2
| | | |
| | | |
t t | | | |
= = = =
| |
\ . \ .
t t | | | |
= = = =
| |
\ . \ .


3. Triangoli qualunque
La risoluzione di un triangolo qualunque possibile quando siano note le misure di:
1) due lati e dellangolo tra essi compreso
2) tre lati
3) un lato e due angoli
4) due lati e dellangolo opposto ad uno di essi
I casi 1) e 2) si risolvono mediante il teorema di Carnot (vedi al n. 4); i casi 3) e 4) mediante il teorema dei seni (vedi al
n. 6). I casi 1), 2) e 3), ove possibili, forniscono una sola soluzione, mentre il caso 4) pu essere impossibile, oppure
ammettere una o due soluzioni (vedi al n. 8).
o

|
b
c
a
A
C C
B
A
H H

4. Teorema di Carnot
la generalizzazione del teorema di Pitagora ai triangoli qualunque.
Teorema. In un triangolo, il quadrato della misura di un lato uguale alla somma dei quadrati
delle misure degli altri due lati diminuita del doppio prodotto delle misure di questi per il coseno
dellangolo tra essi compreso. In simboli:
2 2 2
2 2 2
2 2 2
2 cos ,
2 cos ,
2 cos .
o
|

= +
= +
= +
a b c bc
b a c ac
c a b ab

Dimostrazione: Sia ABC un triangolo qualsiasi. Per non perdere in generalit, considereremo separatamente i casi in cui
il triangolo acutangolo ( ) 0 2 o t < < e quello in cui ottusangolo ( ) 2 t o t s < . Il teorema di Pitagora applicato al
triangolo CHB fornisce, in entrambi i casi:
2 2
2
= + a CH HB . Determiniamo ora le misure di CH e HB applicando il
teorema I a CHA. Per il triangolo acutangolo si ha: sino = CH b e coso = = HB AB AH c b ; per il triangolo
ottusangolo si ha, invece: ( ) sin sin t o o = = CH b b e ( ) cos cos t o o = + = + = HB AB AH c b c b , come nel caso
del triangolo acutangolo. Sostituendo nella prima espressione si ottiene la tesi; le altre due espressioni si ottengono
permutando ciclicamente i lati e gli angoli. Osserviamo infine che le relazioni precedenti, nel caso di angoli retti,
diventano relazioni pitagoriche.
5. Teorema della corda
Il teorema della corda assai utile nelle applicazioni e ha grande valore euristico, perch alla base della dimostrazione
del teorema dei seni.
Teorema. In una circonferenza, la misura di una corda uguale al prodotto
di quella del diametro per il seno di uno degli angoli alla circonferenza che
insistono sulla corda.
Dimostrazione: Sia AB la corda che si vuole misurare. Gli angoli ACB e AEB sono
congruenti perch insistono sullo stesso arco. Il triangolo ABC, costruito in modo
che AC passi per O, rettangolo in B perch inscritto in una semicirconferenza.
Applicando il teorema I ad ABC si ha subito: 2 sin AB R u = , che la tesi. Il risultato
rimane valido anche per larco non contenente il centro della circonferenza. Infatti il
quadrilatero ACBD, essendo inscritto nella circonferenza, deve avere gli angoli
opposti supplementari, quindi langolo alla circonferenza ADB il supplementare di
u. Dal momento che angoli supplementari hanno seni eguali, segue la tesi.


A
B
O
u
tu
C
D
u
E
6. Teorema dei seni
Il teorema dei seni il secondo dei due teoremi fondamentali relativi ai triangoli qualunque.
Teorema. In un triangolo, il rapporto tra la misura di un lato ed il seno dellangolo opposto
costante ed uguale al diametro della circonferenza circoscritta al triangolo. In simboli:
2
sin sin sin o |
= = =
a b c
R.
Dimostrazione: basta applicare il teorema della corda a ciascuno dei tre lati e usare la propriet transitiva
delluguaglianza. Si noti che se un angolo retto, il teorema dei seni si riduce al teorema I dei triangoli rettangoli.