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APPUNTI DI GEOMETRIA ANALITICA




Un SISTEMA DI RIFERIMENTO CARTESIANO
costituito da due assi (cio due rette orientate) in
genere perpendicolari tra di loro (ortogonali) aventi
lorigine in comune e sui quali sia stata stabilita
ununit di misura (in genere la stessa). Un tale
sistema di riferimento si dice CARTESIANO
ORTOGONALE MONOMETRICO (cio una sola
metrica, una sola unit di misura). Un piano sul
quale venga fissato un sistema di riferimento
cartesiano si dice PIANO CARTESIANO. La
geometria studiata sul piano cartesiano si dice
analitica e fa uso degli strumenti dellalgebra
(equazioni, sistemi, ecc.).

REN DESCARTES
Latinizzato in Renatus Cartesius e italianizzato in Renato Cartesio (La Haye en
Touraine, 31 marzo 1596 Stoccolma, 11 febbraio 1650) stato
il filosofo e matematico francese che introdusse le basi della geometria analitica
nel 1637 nel saggio intitolato Geometria. In suo onore gli assi (ed il piano)
vengono detti cartesiani.

noto per la sua proposizione Cogito ergo sum, che significa
letteralmente "Penso dunque sono", l'espressione con cui Cartesio esprime la
certezza indubitabile che l'uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante.
Cartesio viene considerato il padre sia della filosofia moderna che della
matematica moderna.



Lasse orizzontale viene indicato con la lettera x e
viene detto delle ascisse. Quello verticale, invece,
viene indicato con la lettera y e viene detto delle
ordinate.
I QUADRANTI.
Un sistema di riferimento suddivide il piano in
quattro parti (quattro parti) che vengono dette
quadranti. I quadranti vengono indicati con i numeri
romani e ordinati e senso antiorario.

I PUNTI SUL PIANO CARTESIANO
Mentre sulla retta sufficiente un numero (reale) per indicare un punto su
di essa, sul piano cartesiano necessaria una coppia di numeri reali che si
dicono coordinate del punto, rispettivamente ascissa e ordinata del punto.
Un punto del piano verr indicato con una lettera maiuscola seguita da una
coppia di numeri tra parentesi: P(x; y). Tale coppia di numeri ordinata -
ricordiamo che una coppia di numeri ordinata se conta lordine e cio se
(a;b) (b;a).
Le coordinate sono come delle istruzioni che ci consentono di posizionare
i punti sul piano: lascissa ci dir di quanto ci dovremo spostare a destra o
sinistra, lordinata, invece, ci dir di quanto ci dobbiamo sollevare o
abbassare. Nella figura a fianco vengono indicati i segni assunti da,
rispettivamente, lascissa e lordinata a seconda del quadrante occupato dal
punto. Ricordiamo che linsieme R dei numeri reali dato dallunione di
due insiemi: razionali e irrazionali.




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Esempio 1
Rappresentiamo sul piano cartesiano i punti
A(2;3), B(-1;2), C(-2,-2), D(3;-2), E(0;3), F(5, 0).
Osserva che un punto avente ascissa nulla si
trover sullasse delle ordinate e, viceversa, se ha
ordinata uguale a zero si trover sullasse delle
ascisse. Infine, se avr entrambe le coordinate
uguale a zero non sar nullaltro che lorigine
degli assi che indichiamo con O(0; 0).





Esercizio 1
Rappresenta i seguenti punti sul piano cartesiano:
( ) |

\
|
|

\
|
|

\
|
2
5
;
2
5
, 5 ; 0 ,
2
1
; 0 , 0 ;
2
3
D C B A

Ricorda che quando devi rappresentare una frazione allora,
come unit di misura devi prendere un numero di quadretti
uguale al denominatore della frazione (e se avessi
denominatori diversi, prima dovresti fare il m.c.m. tra di essi).

Esercizio 2
Individua le coordinate dei punti indicati nella figura a fianco.


I SEGMENTI SUL PIANO CARTESIANO
Ricordiamo che, dati due punti A e B su di una
retta, il segmento di estremi A e B costituito
dallinsieme dei punti tra essi compresi. Sul piano
cartesiano, perci, per individuare un segmento
baster indicare i suoi estremi.
Esempio 2
Rappresenta i segmenti AB, CD, EF, tali che:
A(3;2), B(5;2), C(-2;3); D(-2;-2), E(1;1), F(4;5)
(vedi figura a fianco).
Osserviamo che AB un segmento parallelo
allasse x (gli estremi hanno la stessa ordinata)
mentre CD parallelo allasse y (gli estremi
hanno la stessa ascissa.


MISURA DI UN SEGMENTO
Per determinare la misura di un segmento di estremi ) ; (
A A
y x A e ) ; (
B
y xB B baster fare:
a) , |
A B
x x AB = cio la differenza tra le ascisse (presa in valore assoluto) se gli estremi hanno la stessa ordinata,
b) , |
A B
y y AB = cio la differenza tra le ordinate (presa in valore assoluto), se gli estremi hanno la stessa ascissa.
c) Pi in generale, applicheremo, invece, la seguente formula (che deriva dal teorema di Pitagora, infatti possiamo
vedere il segmento come ipotenusa di un triangolo rettangolo): ( )
2 2
) (
A B A B
y y x x AB + = . Tale formula va
letta al modo seguente: la distanza tra due punti uguale alla radice quadrata della somma dei quadrati delle
differenze tra le coordinate omonime.
Osserviamo che il valore assoluto ci consente di ottenere distanze non negative comunque siano disposti gli estremi e di
poter affermare che la distanza tra A e B e la stessa che esiste tra B ed A.
Nella formula generale, invece, questo problema non si pone, infatti i quadrati ci consentono di ottenere quantit
certamente positive e di poter scambiare A con B ottenendo lo stesso risultato.
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Esempio 3. Calcola la misura dei segmenti dellesempio precedente
a) 2 | 3 5 = = AB ; b) ; 5 | 5 | | 3 2 = = = CD c) ( ) . 5 25 4 3 ) 1 5 ( 1 4
2 2 2 2
= = + = + = EF
Esercizio 3.
Calcola la misura del segmento di estremi
|

\
|
3 ;
2
1
A e
|

\
|
6 ;
2
5
C .
[Sol. 13 ]
PUNTO MEDIO DEL SEGMENTO
Dato un segmento, si dice punto medio il punto appartenente al
segmento ed equidistante dagli estremi. In genere lo indichiamo
con M e per calcolare le sue coordinate applichiamo la seguente
formula:
|

\
| + +
2
;
2
B A B A
y y x x
M

Cio lascissa del punto medio data dalla semisomma delle ascisse
degli estremi e altrettanto per lordinata.
Esempio 4.
Utilizziamo la formula appena data per determinare le coordinate
del punto medio del segmento EF dellesempio 2 (vedi figura qui
accanto):
|

\
|
= |

\
| + +
3 ;
2
5
2
5 1
;
2
4 1
M M




Esercizio 4.
Determina il punto medio del segmento AC dellesercizio 3
(

\
|
2
9
;
2
3
.M Sol




I TRIANGOLI NEL PIANO CARTESIANO
Dopo i punti ed i segmenti, parliamo dei
triangoli nel piano cartesiano. Un triangolo
individuato da tre punti (non allineati e
cio non appartenenti ad una medesima
retta) che si dicono i vertici del triangolo.
Esempio 5.
Rappresentiamo il triangolo di vertici
A(-2;2), B(3;5), C(4; -3).
PERIMETRO DI UN TRIANGOLO.
Per calcolare il perimetro di un triangolo basta sommare le misure dei suoi lati.
Esempio 6. Calcoliamo il perimetro del triangolo dellesempio 5.
( ) ; 34 3 5 ) 2 5 ( 2 3
2 2 2 2
= + = + + = AB ( ) ; 65 ) 8 ( 1 ) 5 3 ( 3 4
2 2 2 2
= + = + = BC
( ) . 61 ) 5 ( 6 ) 2 3 ( 2 4
2 2 2 2
= + = + + = AC 61 65 34 + + = perimetro
Esercizio 5. Calcola il perimetro del triangolo di vertici A(-2;2), B(-2;-3), C(4;2).
[ ] 11 11 11 6 5 . + = + + Sol

TRIANGOLI ISOSCELI.
Per verificare se un triangolo isoscele, basta vedere se possiede (almeno) due lati congruenti, cio se hanno la stessa
misura.
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Esempio 7. Verifichiamo se il triangolo di vertici A(0;-2),
B(0;2), C(3,0) isoscele. Suggerimento: conviene
innanzitutto rappresentare il triangolo e cominciare dai lati
che, osservando la figura, sembrano essere quelli
congruenti. In questo caso (vedi figura qui accanto) si
direbbe che ; AC BC =
( ) ; 13 4 9 ) 2 0 ( 0 3
2 2
= + = + = BC
( ) . 13 4 9 ) 2 0 ( 0 3
2 2
= + = + + = AC
Effettivamente il triangolo ABC isoscele.

Esercizio 6. Verifica che il triangolo di vertici ) 4 ; 0 ( ), 0 , 3 ( ), 0 ; 3 ( C B A isoscele.
Osserva che quando nel testo di un esercizio si dice verifica che, allora, a meno di errori, la risposta affermativa.
Non abbiamo certezze, invece, quando si afferma verifica se.

AREA DI UN TRIANGOLO.
Se il triangolo ha uno dei lati, almeno, parallelo ad uno degli assi cartesiani, allora baster prendere tale lato come base
(molto spesso per le misure di un lato o dellaltezza baster contare i quadretti nella figura).
Esempio 8. Calcoliamo larea del triangolo dellesempio 7. Osservando la figura vediamo che possiamo prendere il
segmento AB come base la cui misura ovviamente 4. Laltezza sar, pertanto, pari alla misura del segmento OC (che
unisce lorigine degli assi con il punto C) e che uguale a 3. Pertanto avremo che:
. 6
2
3 4
2
=

=
altezza base
Area
Esercizio 7. Calcola larea del triangolo dellesercizio 6.
[ ] 12 . = Area Sol
Pi in generale, se il triangolo non disposto in maniera favorevole (e
cio con uno dei lati parallelo ad uno degli assi), allora dovremo
procedere in maniera diversa. Per calcolare larea, infatti, dovremo
innanzitutto costruire un rettangolo intorno al triangolo e procedere
come nellesempio seguente.
Esempio 9. Calcoliamo larea del triangolo di vertici A(0; 3), B(4;0),
C(3,5) (vedi figura a fianco).
Per calcolare larea di T baster sottrarre allarea del rettangolo DEBF
le aree dei tre triangoli intorno a T (e cio T1, T2 e T3) la cui area
facilmente calcolabile perch hanno addirittura due lati paralleli agli
assi. Possiamo scrivere perci:
[ ] ) 3 ( ) 2 ( ) 1 ( ) ( ) ( T Area T Area T Area R Area T Area + + =
20 5 4 ) ( = = x R Area ; 3
2
3 2
) 1 ( = =
x
T Area ;
2
5
2
5 1
) 2 ( = =
x
T Area ; 6
2
3 4
) 3 ( = =
x
T Area ;
Sostituendo i valori appena trovati avremo:
2
17
2
5
11 6
2
5
3 20 ) ( = = |

\
|
+ + = T Area .
Esercizio 8. Calcola larea del triangolo di vertici A(0; 3), B(3; 0), C4; 4).
(

12
5
. Sol .

TRIANGOLI RETTANGOLI.
Per verificare se un triangolo rettangolo dobbiamo vedere se i suoi lati verificano o meno il teorema di Pitagora, e cio
se la somma dei quadrati delle misure dei lati minori uguale al quadrato della misura del lato maggiore.
Esempio 10. Supponiamo che le misure di un triangolo siano, rispettivamente, 2 , 3 e 5 . Verifichiamo se
rettangolo.
Ovviamente 5 la misura del lato maggiore (se il triangolo fosse rettangolo allora questo lato sarebbe lipotenusa).
Ora ( ) 5 5
2
= , ( ) 2 2
2
= e ( ) 3 3
2
= . Il triangolo perci rettangolo in quanto: 5 = 2 + 3.
Esercizio 9. Verifica se il triangolo di vertici A(1; 0), B(3; 0) e C(2, 2) rettangolo o meno.
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[ ] NO Sol.
ALCUNI ESERCIZI SULLEQUIDISTANZA.
Capita spesso di trovare esercizi nei quali ci venga chiesto di trovare le coordinate di un punto che sia equidistante da
due punti dati. Vediamone uno.
Esempio 11. Determiniamo le coordinate del punto P appartenente allasse x e che sia equidistante dai punti A(-1; 6) e
B(2;6).
Per individuare il punto dobbiamo trovare quali siano le sue coordinate x e y. Apparentemente le incognite sono due ma
in realt non cos. Infatti, il punto si trova sullasse delle x, quindi la sua ordinata sar uguale a 0. In altre parole P sar
del tipo P(x; 0).
Ora baster calcolare le distanze AP e BP e poi uguagliarle (per lequidistanza). Ovviamente tali distanze non
verranno dei numeri in quanto P non noto. Otterremo cio unequazione nellincognita x che dovremo risolvere.
; 37 2 36 1 2 ) 6 0 ( ) 1 (
2 2 2 2
+ + = + + + = + + = x x x x x AP daltra parte:

; 40 4 36 4 4 ) 6 0 ( ) 2 (
2 2 2 2
+ = + + = + = x x x x x BP uguagliando le due misure avremo (e
tenendo conto che se due quantit sono uguali allora anche i loro rispettivi quadrati lo sono):

2
1
3 6 37 40 4 2 40 4 37 2 40 4 37 2
2 2 2 2
= = = + + = + + + = + + x x x x x x x x x x x x
Il punto cercato pertanto
|

\
|
0 ;
2
1
P .
Esercizio 10.
Prendendo ancora i punti A e B dellesempio 11, determina:
a) il punto P appartenente allasse y ed equidistante dai punti dati;
b) Il punto P avente ordinata doppia dellascissa ed equidistante da A e da B.
LA RETTA NEL PIANO CARTESIANO.
Dopo i punti, i segmenti ed i triangoli, parliamo ora delle rette nel piano cartesiano. Ribadiamo, innanzitutto, che la
geometria analitica consente di risolvere i problemi di geometria facendo ricorso agli strumenti dellalgebra. Vediamo,
infatti, che la retta sul piano cartesiano individuata da unequazione lineare (cio di primo grado) in x e in y. Ad
esempio x y 2 = lequazione di una retta.
Osserviamo che, mentre unequazione ad una sola incognita pu essere determinata, indeterminata (con la forma
0 0 = x ) o impossibile (ed in questo caso assumer la forma b x = 0 con 0 b ), una singola equazione a due
incognite certamente indeterminata!
Facciamo un esempio, riprendiamo lequazione x y 2 = e notiamo che esistono infinite coppie di numeri che la
soddisfano (cio infinite coppie di numero che sostituite, rispettivamente, al posto della x e della y, rendono vera
luguaglianza. Ecco alcune di queste coppie: (1; 2), (2; 4), (3, 6), (4, 8), ecc. Osserviamo, inoltre, che le soluzioni non
sono pi singoli numeri (come accadeva nella soluzione di unequazione ad una sola incognita) bens coppie di numeri.
Ricordando che i punti del piano vengono individuati da coppie di numeri, concludiamo che le infinite coppie di numeri
che soddisfano che soddisfano lequazione di una retta non saranno altro che le coordinate degli infiniti punti
appartenenti ad essa!
GRAFICO DI UNA RETTA.
Per rappresentare lequazione di una retta avendo a disposizione lequazione, costruiremo una tabellina dove, assegnati
alcuni valori alla x, troveremo i corrispondenti valore della y (tali valori si trovano sostituendo il valore numerico
assegnato alla x nellequazione e calcolando il corrispondente valore della y).
Tali coppie cos trovate, individueranno le coordinate x e y di alcuni punti del piano che uniti tra di loro forniranno il
grafico della retta.
x y
-1 -1
0 1
1 3
Esempio 12.
Rappresentiamo il grafico della retta di
equazione 1 2 + = x y .
Come puoi vedere, nella tabellina a fianco
abbiamo assegnato alcuni valori alla x, tali
valori li abbiamo sostituiti nellequazione
ottenendo cos il valore della y.


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La x che compare nellequazione della retta viene detta variabile indipendente mentre la y si dice variabile dipendente.
Ci deriva dal fatto che il valore della x scelto a piacere da noi, mentre il valore della y dipende dal valore assegnato
alla x.
Si dice anche che y funzione della x in quanto la y dipende dal valore della x. Lequazione della retta fornisce perci
il legame tra lascissa e lordinata degli infiniti punti appartenenti ad essa.
Ad esempio, lequazione x y 2 = ci dice che un punto qualsiasi di tale retta avr lordinata doppia della ascissa.

Per poter rappresentare il grafico della retta, la sua equazione deve essere data nella cosiddetta FORMA ESPLICITA,
che in generale, assume la seguente forma: q mx y + = e che in seguito approfondiremo.

Unaltra forma dellequazione della retta la FORMA IMPLICITA che, in generale, indicheremo al modo seguente:
0 = + + c by ax .
Le due forme sono perfettamente analoghe e si pu passare da una allaltra forma come vedremo nel seguente
Esempio 13.
Scriviamo in forma esplicita la seguente equazione data in forma implicita:
0 15
3
2
3 = + y x
.

;
2
45
2
9
45 9 2 0 45 2 9 0
3
45 2 9
0 15
3
2
3 + = + = = + =
+
= + x y x y y x
y x
y x

Esempio 14.
Viceversa, ora scriviamo in forma implicita la seguente equazione:
.
2
1
5
2
+ = x y

0 5 10 4 0 5 10 4 0
10
5 10 4
0
2
1
5
2
2
1
5
2
= + = + =
+
= + + = y x y x
y x
y x x y

Osserviamo che, per quanto riguarda la forma implicita, si preferisce esprimerla a coefficienti interi (piuttosto che
frazionari) e con il coefficiente della x positivo.

Vediamo ora con un altro esempio, come rappresentare il grafico di una retta.
x y
-3 4
0 2
3 0

Esempio 15. Rappresentiamo il grafico della
retta di equazione
. 2
3
2
+ = x y

Nella tabella a fianco, abbiamo assegnato tre
valori (ne sarebbero bastati due) perch
eventuali errori di calcolo emergerebbero pi
facilmente (se sbagliassimo uno dei 3 punti ci
verrebbe una spezzata perch non sarebbero
allineati).
Inoltre, per facilitare i calcoli, quando il
coefficiente di x un frazione, conveniente
assegnare alla x valori che siano multipli del
denominatore in modo tale che si
semplifichino.
Notiamo che tramite la tabella non facciamo
altro che individuare alcuni degli infiniti
punti della retta.


LA FORMA ESPLICITA.
Abbiamo gi detto che la forma esplicita dellequazione di una retta assume, in generale, la forma seguente:
q mx y + = dove m e q sono numeri reali qualsiasi (e quindi m potrebbe essere, ad esempio uguale a 2 e q uguale
a
3
7 ottenendo cos lequazione:
3
7 2 + = x y ).
Il coefficiente m si dice coefficiente angolare o pendenza della retta e q si dice ordinata allorigine o, pi
semplicemente, termine noto.
SIGNIFICATO GEOMETRICO DEL TERMINE NOTO
Quando costruiamo la nostra tabella e assegniamo 0 alla x otterremo q y = , in altre parole il punto ( ) q ; 0 appartiene
alla retta. Ma il punto ( ) q ; 0 un punto dellasse y. Ne deduciamo che il termine noto q lordinata del punto di
intersezione tra la retta e lasse y.
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Esempio 16.
La retta
7
1
3
2
+ = x y
incontra lasse y nel punto
|

\
|
7
1
; 0
.

UN PRIMO CASO PARTICOLARE: RETTA PASSANTE PER LORIGINE
Ovviamente, affinch una retta passi per lorigine degli assi, deve avere il termine noto uguale a 2. Lequazione avr
perci la forma seguente: mx y = .
Se, invece, lequazione data in forma implicita allora per passare per lorigine, deve essere c = 0, cio deve avere la
forma: 0 = + + c by ax .
Ad esempio, la retta di equazione 6x 5y = 0 passa per lorigine, infatti, in forma esplicita, diventa:
x y
5
6
=
.
SIGNIFICATO GEOMETRICO DEL COEFFICIENTE ANGOLARE
Mentre il termine noto legato allintersezione tra la retta e lasse delle ordinate, il coefficiente angolare determina
linclinazione della retta. Nellesempio seguente rappresentiamo alcune rette con diverso coefficiente angolare (per
semplicit passanti per lorigine) su di uno stesso pieno cartesiano. Osserviamo come al variare di m varia
linclinazione della retta (in particolare: allaumentare di m aumenta langolo che la retta forma con la direzione
positiva dellasse x.
Esempio 17. Rappresentiamo il grafico delle
rette di equazioni:
a)
x y r
3
1
: =
b) x y s = :
c) x y r 3 : =

x y x y x y
-3 -1 -1 -1 -1 -3
0 0 0 0 0 0
3 1 1 1 1 3


Le rette che hanno un coefficiente angolare positivo hanno un andamento crescente, cio langolo che esse formano
con la direzione positiva dellasse x acuto. Se, invece, m negativo allora landamento decrescente e langolo
ottuso:


Esercizio 11. Rappresenta su di uno stesso sistema di riferimento cartesiano le rette di equazioni:
a)
;
3
1
: x y r =
b) x y s = : ; c) . 3 : x y t =


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LE BISETTRICI DEI QUADRANTI
Tra tutte le rette passanti per lorigine ve ne sono due particolari: x y = e x y = (le abbiamo appena incontrate
nellesempio 17 e nellesercizio 11).
Esse sono, rispettivamente, le bisettrici del I e III e del II e IV (ricordiamo che la bisettrice divide un angolo in due
parti tra loro congruenti).


APPARTENENZA DI UN PUNTO AD UNA RETTA
Quando dobbiamo trovare alcuni punti di una retta per, ad esempio, tracciarne il grafico, ci che facciamo assegnare
un valore numerico alla x, sostituire tale valore nellequazione e trovare di conseguenza il valore della y, ottenendo in
tal modo unuguaglianza.
Se, invece, abbiamo gi dei punti del piano e vogliamo verificare se essi appartengano o meno ad una retta procediamo
in maniera simile: sostituiamo lascissa e lordinata del punto al posto di, rispettivamente, la x e la y e vediamo se
otteniamo unuguaglianza vera, in tal caso il punto appartiene alla retta. Altrimenti no. In pratica vediamo se le
coordinate del punto costituiscono una soluzione dellequazione della retta.
Esempio 18.
Verifichiamo se il punto ) 1 ;
3
1
( A appartiene alla retta di equazione 3x + y = 0.
Sostituiamo le coordinate del punto: 0 0 0 1 1 0 1
3
1
3 = = + = +
|

\
|
. Abbiamo ottenuto unidentit e
quindi il punto appartiene alla retta. Osserviamo che non necessario che la retta sia in forma esplicita: limportante
che le coordinate siano una soluzione dellequazione.
Esercizio 12. Verifica se i punti ) 1 ;
3
1
( B e ) 6 ; 2 ( C appartengono alla retta dellesercizio precedente [Sol. SI e NO].
CONDIZIONE D PARALLELISMO TRA DUE RETTE
Abbiamo visto come dal coefficiente angolare m dipenda linclinazione della retta. ovvio, perci, che due rette
aventi lo stesso coefficiente angolare saranno tra di loro parallele.
Esercizio 13. Rappresenta su di uno stesso piano cartesiano le rette , 2 2 : = x y r , 2 : x y s = 2 2 : + = x y t e
osserva che sono parallele tra di loro.

CONDIZIONE D PERPENDICOLARIT TRA DUE RETTE
Si pu dimostrare che due rette sono tra loro perpendicolari se il prodotto dei loro coefficienti angolari uguale a -1:
1
2 1
= m m
A partire da questa (tramite la formula inversa) possiamo giungere alla seguente affermazione analoga: due rette sono
perpendicolari se un coefficiente angolare lantireciproco dellaltro (cio uno lopposto dellinverso dellaltro):
2
1
1
m
m =
Esempio 19. 7
3
2
+ = x y ed 25
2
3
+ = x y sono tra loro perpendicolari.
Esercizio 14. Verifica se le rette 0 1 7 2 : = + y x r e 0 9 2 7 : = + y x s sono perpendicolari [Sol. S]

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Riassumendo: se
1
r ed
2
r sono due rette ed
1
m e
2
m sono i rispettivi coefficienti angolari, allora:
se
2 1
m m = allora
1
r ed
2
r sono parallele,
se, invece,
2
1
1
m
m = allora
1
r ed
2
r sono perpendicolari.
RETTE PARTICOLARI: RETTE PARALLELE AGLI ASSI

Se una retta parallela allasse delle y non avr alcuna inclinazione e perci la sua pendenza (il suo coefficiente
angolare) sar uguale a 0. Quindi avr unequazione del tipo k y = dove k un numero qualsiasi (che non altro che
il termine noto). Se k 0 allora avremo lequazione dellasse delle ascisse (essendo anchesso una retta dovr avere
unequazione che lo rappresenta).
Esempio 20. Traccia il grafico delle rette 2 : = y r ed
2 : = y r

Allo stesso modo, una retta parallela allasse delle ordinate avr unequazione del tipo k x = dove k un numero
qualsiasi. Se k 0 allora avremo lequazione dellasse y.

Esercizio 15. Rappresenta le rette di equazioni
3
2
= x e
3
4
= x .
CALCOLO DEL COEFFICIENTE ANGOLARE DI UNA RETTA NOTE LE COORDINATE DI DUE SUOI PUNTI
Sappiamo che dati due punti esiste una ed una sola retta passante per essi. Non deve sorprendere perci che esista una
formula per calcolare il coefficiente angolare (in realt, come vedremo in seguito, esiste una formula per scrivere
lintera equazione).
Dati perci due punti ) ; (
A A
y x A e ) ; (
B B
y x B la formula :
A B
A B
x x
y y
m

=
IMPORTANTE: questa formula non pu essere utilizzata nel caso in cui il denominatore sia uguale a zero. In tal caso
avremo:
A B A B
x x x x = = 0 , cio si tratta di due punti aventi la stessa ascissa e quindi si tratta del caso
particolare di una retta parallela allasse delle y.

Esempio 21. Scriviamo il coefficiente angolare della retta passante per i punti ) 2 ; 1 ( A e ) 5 ; 3 ( B . Sostituendo le
coordinate dei due punti nella formula:
4
7
1 3
2 5
=
+
+
= m .

Esercizio 16. Scrivi lequazione della retta rappresentata
in figura (suggerimento: basta calcolare m e q ricordando
il significato geometrico del termine noto).

[Sol. 4x 7y 28 = 0]


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EQUAZIONE DELLA RETTA PASSANTE PER DUE PUNTI.
Dati due punti distinti ) ; (
A A
y x A e ) ; (
B B
y x B del piano, non solo possiamo calcolare il coefficiente angolare della
retta passante per tali punti ma, addirittura, lequazione completa con la formula seguente:
A B
A
A B
A
x x
x x
y y
y y


Esempio 22
Scriviamo lequazione della retta passante per ) 5 ; 2 ( A e ) 5 ; 5 ( B .
= +

=
+

=
+

20 10 15 3
30
20 10
30
15 3
3
2
10
5
3
2
10
5
2 5
2
5 5
5
x y
x y x y x y x y
3
35
3
10
35 10 3 15 20 10 3 20 10 15 3 + = + = + + = + = x y x y x y x y .
Esercizio 17. Scrivi lequazione della retta passante per ) 3 ; 2 ( A e ) 5 ; 5 ( B .

POSIZIONE RECIPROCA DI DUE RETTE
Date due rette qualsiasi del piano esse possono essere:
- incidenti (cio si incontrano in un punto);
- parallele (non hanno punti in comune);
- coincidenti (hanno tutti i punti in comune).

Per trovare leventuale punto in comune tra due rette baster risolvere il sistema formato dalle equazioni delle due
rette, infatti abbiamo gi detto che una singola equazione avente due incognite sicuramente indeterminata e le sue
soluzioni rappresentano le coordinate degli infiniti punti su di essa, quindi mettendo a sistema le equazioni di due rette
troveremo leventuale soluzione in comune e cio leventuale punto in comune.

Avremo tre possibilit, il sistema :
- determinato le due rette sono incidenti;
- impossibile le due rette sono parallele;
- indeterminato le due rette sono coincidenti.

Esercizio 18.
Trova leventuale punto di intersezione tra le due rette
0 9 2 7 : = + y x r
ed
0 9 2 2 : = + y x s


COME RICONOSCERE SE UN SISTEMA DETERMINATO, INDETERMINATO O IMPOSSIBILE SENZA RISOLVERLO.
Quando andiamo a cercare leventuale punto di intersezione tra due rette, sarebbe desiderabile evitare di risolverlo nel
caso in cui il sistema sia impossibile o indeterminato. Ci possibile facendo i rapporti tra i coefficienti.
Supponiamo che
c by ax = +
e
1 1 1
c y b x a = +
siano le equazioni che costituiscono il sistema, allora tre possibilit:
1) se
1 1 1
c
c
b
b
a
a
= =
allora il sistema indeterminato (cio le due rette sono coincidenti);
2) se
1 1 1
c
c
b
b
a
a
=
allora i sistema impossibile (cio le due rette sono parallele);
3) se
1 1
b
b
a
a

allora il sistema determinato (cio le due rette sono incidenti).



Consideriamo, ad esempio, la retta di equazione 10 2 2 = + y x . Se moltiplicassimo tutti i coefficienti per 2, ad
esempio, otterremmo una equazione equivalente a quella data: 20 4 4 = + y x (e perci avremo due rette coincidenti).
ovvio che, se mettessimo a sistema queste due equazioni otterremmo un sistema indeterminato.
Facciamo ora il rapporto tra i coefficienti:
4
2
4
2
4
2
= =
come ci aspettavamo il sistema indeterminato.

Esercizio 19. Verifica che le rette r ed s dellesercizio 18 sono incidenti mettendo a confronto i coefficienti.


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FASCIO PROPRIO E FASCIO IMPROPRIO DI RETTE
Si dice fascio proprio di rette di centro C linsieme delle infinite rette del piano passanti per il punto C.
Data una retta r del piano, si dice fascio improprio linsieme delle infinite rette del piano parallele ad r. La retta r si
dice retta base del fascio.

Le rette appartenenti ad un fascio improprio condividono tutte il medesimo coefficiente angolare mentre si distinguono
per il termine noto. Perci, se y = 2x + 7 lequazione della retta base, allora lequazione del fascio improprio sar
y = 2x + k, dove k un parametro. Ogni volta che assegniamo un valore particolare a k troviamo una particolare retta
del fascio.