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Andrea Baucon – Corso di Paleontologia (v. 1.

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Lezione 13
Classificazione 1:
nomenclatura e tassonomia

Come descrivere la struttura dell’albero della vita?


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Ho trovato un fossile: e adesso come lo chiamo?

Come comunicare il nome di questo fossile (in maniera da essere compreso dagli altri)?

Ho trovato…

Una conchiglia

Una capasanta

Una conchiglia dalla


forma a ventaglio con 15
costole
Classificazione

Platone ed Aristotele introdussero i termini di genere e specie


Linneo con il suo Systema naturae (1758) fondò le basi della moderna nomenclatura
binomiale

Da Darwin in poi la classificazione doveva riflettere l’ordine e le relazioni tra i vari gruppi di
organismi ed i loro antenati
Organismi da Posso raggrupparli per
classificare numero di zampe o forma Sistematica: si occupa della diversità degli organismi e
del corpo: delle relazioni che esistono tra loro

Taxobase: caratteri per


distinguere i gruppi
tassonomici (taxa)

oppure

Tassonomia: branca della sistematica


che definisce i metodi per ottenere una
classificazione che rifletta quanto più
possibile l’ordine naturale (trova i
taxobase, distingui i taxa) Terminologia
Organismi Posso raggrupparli per
da
classificare
numero di zampe o forma
del corpo:
Terminologia

Triangolati

oppure

Rotondi

? Quadrati

Tassonomia: branca della Classificazione: Identificazione: Nomenclatura:


sistematica che definisce i ordinamento degli inserire un certo le regole per
metodi per ottenere una organismi in gruppi numero di individui chiamare i
classificazione che rifletta (taxa) sulla base in gruppi già gruppi
quanto più possibile delle loro relazioni. precostituiti.
l’ordine naturale (trova i E’ il prodotto della L’identificazione
taxobase, distingui i taxa) tassonomia. segue la
classificazione
GERARCHIA DELLE CATEGORIE
TASSONOMICHE
Gerarchia delle categorie tassonomiche

Da Linneo in poi, i differenti livelli di affinità tra organismi sono espressi attraverso un sistema
gerarchico

Gruppi più ampi caratterizzati da attributi più generali comprendono gruppi progressivamente
più piccoli definiti da caratteri più restrittivi
Gerarchia delle categorie tassonomiche

Ci sono 7 categorie tassonomiche principali

Le singole entità riconosciute vengono indicate collettivamente come gruppi tassonomici o


taxa (singolare taxon): ad es., Camelus dromedarius è un taxon della categoria tassonomica
‘specie’
Genere e specie

La specie è indicata da due nomi, il nome generico ed il nome specifico

Panthera leo Panthera tigris

Panthera pardus

Felis catus
Famiglia
I generi affini vengono raggruppati in una famiglia (es. Felidae)

Le famiglie vengono identificate con desinenze -idae (zoologia) e -aceae (botanica)


Ordine
Le famiglie vengono raggruppate in ordini (es. Carnivora)

Le desinenze degli ordini terminano in -ata o


-ida; es. Ammonitida
Categorie tassonomiche intermedie
Ci possono essere categorie intermedie come i sottordini (es. Feliformia)
Classi
Gli ordini (es. Carnivora, Cetacea, Chiroptera…) sono raggruppati in classi (es. Mammalia)

Mammalia

La desinenza delle classi è –a; es.


Cephalopoda
Phyla

Le classi sono raggruppate in phyla


(es. Chordata)
Regni

I phyla sono raggruppati in


regni (es. Animalia)
Regni
Domini

Eucarioti: organismi
costituiti da cellule con
organuli e nucleo ben
distinto

Procarioti: organismi
costituiti da cellule privi di
organuli e nucleo ben
distinto. I procarioti
comprendono due domini:
Archaea e Bacteria
Gerarchia delle categorie tassonomiche
NOMENCLATURA
Nomenclatura

La nomenclatura è il sistema di nomi scientifici applicati alle unità tassonomiche (taxa)


La nomenclatura deve facilitare la comunicazione tra scienziati

Nome scientifico:
Canis lupus
familiaris
Nome comune:
Inglese: dog
Italiano: cane
Greco: σκύλος
Spagnolo: perro
Requisiti della nomenclatura zoologica

I requisiti essenziali della nomenclatura zoologica e botanica sono


1. Unicità: ad ogni taxon deve corrispondere un nome unico;
2. Universalità: i singoli taxa devono venire indicati con lo stesso nome da tutti gli studiosi
della Terra;
3. Stabilità: il cambiamento dei nomi nel tempo deve essere il più possibile evitato

Squilla mantis è chiamata canocia in Friuli-Venezia Giulia e Veneto, sigà de maa in


Liguria e solegianu de mari in Sardegna
Requisiti della nomenclatura zoologica

I requisiti essenziali della nomenclatura zoologica e botanica sono


1. Unicità: ad ogni taxon deve corrispondere un nome unico;
2. Universalità: i singoli taxa devono venire indicati con lo stesso nome da tutti gli studiosi
della Terra;
3. Stabilità: il cambiamento dei nomi nel tempo deve essere il più possibile evitato

Squilla mantis è chiamato cicala di mare in italiano, sea grasshopper o mantis shrimp
in inglese, bidsprinkhaankreeft in olandese
Requisiti della nomenclatura zoologica

I requisiti essenziali della nomenclatura zoologica e botanica sono


1. Unicità: ad ogni taxon deve corrispondere un nome unico;
2. Universalità: i singoli taxa devono venire indicati con lo stesso nome da tutti gli studiosi
della Terra;
3. Stabilità: il cambiamento dei nomi nel tempo deve essere il più possibile evitato

Canis lupus familiaris è chiamato


κύων in greco antico e σκύλος in
greco moderno
Requisiti della nomenclatura zoologica

I requisiti essenziali della nomenclatura zoologica e botanica sono


1. Unicità: ad ogni taxon deve corrispondere un nome unico;
2. Universalità: i singoli taxa devono venire indicati con lo stesso nome da tutti gli studiosi
della Terra;
3. Stabilità: il cambiamento dei nomi nel tempo deve essere il più possibile evitato

Per soddisfare questi requisiti occorre stabilire una procedura codificata da regole chiare e
precise
Attualmente sono definite dall’International Code of Zoological Nomenclature (ICZN) e dal
International Code of Botanical Nomenclature (ICBN)
La specie

La specie è l’unità fondamentale della


classificazione biologica

E’ il taxon che presenta i maggiori


requisiti di oggettività
Nomenclatura binomia

La specie viene designata da due nomi: il nome generico ed il nome specifico


Il nome generico va in maiuscolo, il nome specifico in minuscolo; entrambi in corsivo
Sottospecie

Talora, è importante indicare la sottospecie: es. Canis lupus familiaris Linnaeus

Canis lupus Canis lupus familiaris

Tra parentesi, e collocato tra nome generico e specifico, si può indicare il sottogenere:
Pecten (Flabellipecten) nigromagnus Sacco
Il nome dell’autore

Il nome dell’autore segue il nome generico ed il nome specifico, ad es. Pecten nigromagnus
Sacco

Il nome dell’autore viene usato soprattutto in studi tassonomici, dove può essere indicato
anche l’anno di istituzione della specie
Il nome dell’autore: cosa vuol dire quando è tra parentesi?

Il nome dell’autore viene posto tra parentesi quando l’autore ha collocato la specie da lui
descritta in un genere che oggi ha un altro significato tassonomico

Nel 1814 Brocchi istituì la specie


Ostrea flabelliformis

Poi venne collocata nel genere Pecten


(e nel sottogenere Flabellipecten).

si scriverà Pecten (Flabellipecten)


flabelliformis (Brocchi)
Sinonimia

Sinonimi: ad una stessa specie o ad uno stesso genere sono stati attribuiti nomi diversi
Quando una specie od un genere sono indicati con dei sinonimi si applica la legge della
priorità: il nome valido è quello che è stato pubblicato per primo

Lamarck fondò la specie Pecten


inaequicostalis
Successivamente, Brocchi
descrisse lo stessa specie come
Ostrea discors

Per la legge della priorità, la specie


di Lamarck è quella valida; siccome è
stata stata ricollocata in Chlamys si
usa Chlamys inaequicostalis
(Lamarck)
Omonimia

Quando a due o più taxa dello stesso livello gerarchico viene attribuito lo stesso nome da
autori diversi, questi taxa sono omonimi

Linneo denominò con il nome Noctua un


insetto.

Lo stesso nome fu successivamente utilizzato


da Gmelin per un genere di uccello.

Per la legge della priorità Noctua Gmelin viene


considerato omonimo di Noctua Linneo
Deroghe alla legge della priorità

La legge della priorità ha una deroga in zoologia: quando un nome non è stato usato da
più di 50 anni viene collocato in un elenco di nomi da non usare più
Origine dei nomi specifici

L’origine dei nomi specifici è varia

Può derivare da un aggettivo che indica una proprietà morfologica della specie, ad
esempio Ficus ficoides (Brocchi) del Pliocene

Il nome specifico, quando è un aggettivo, deve concordare con il nome generico


Origine dei nomi specifici: da località geografica

Il nome di una specie può derivare dal nome della località geografica del
primo ritrovamento, ad esempio Nucula placentina Lamarck (bivalve nel
Neogene e del Pleistocene)
Origine dei nomi specifici: da persona

Il nome di una specie può dervare dal nome di una persona, ad esempio Medlicottia
orbignyana (Verneuil) una specie di cefalopode del Permiano dedicata al paleontologo
Alcide D’Orbigny
Origine dei nomi specifici

Avalanchurus lennoni, A. starri


Edgecombe & Chatterton, 1993:
trilobiti dedicate ai Beatles;
Aegrotocatellus jaggeri Adrain &
Edgecombe, 1995: trilobite
dedicata a Mick Jagger

Dendrosophus ozzyi
Origine dei nomi specifici

Phialella zappai Boero, 1987: Ferdinando Boero ha dedicato una specie di medusa a
Frank Zappa al fine di incontrarlo
Origine dei nomi specifici: da persona

Dinohyus hollandi Peterson: «il terribile maiale di Holland»


Paterson ha «dedicato» questa specie a W. J. Holland (direttore del Carnegie Museum)
che insisteva nell’essere inserito come autore in ogni articolo del suo staff
Olotipo e serie tipo

Una specie viene definita tramite un esemplare-tipo


Il tipo serve a collegare in modo inequivocabile un nome ad un certo taxon

Olotipo: l’esemplare tipo che rappresenta la


specie

Serie tipo: gli esemplari su cui l’autore si basa


per definire la specie, i cui singoli esemplari
sono chiamati paratipi
Quando l’olotipo manca: sintipi, lectotipo e neotipo

L’olotipo può mancare (essere andato perso, non essere stato definito)

Sintipi: tutti gli esemplari della serie tipo quando non c’è un olotipo
Lectotipo: l’esemplare scelto successivamente (gli altri sintipi vengono chiamati
paralectotipi)

Se l’olotipo o il lectotipo e tutti i sintipi vanno perduti si sceglie un nuovo tipo (neotipo) tra
i topotipi (esemplari che provengono dalla stessa località e dal medesimo livello
stratigrafico degli esemplari della serie tipo)

Tutte le categorie fino al livello di famiglia sono definite tramite un criterio tipologico: la
specie viene definita tramite una specie-tipo, una famiglia tramite un genere-tipo
Variabilità intraspecifica

Una specie può essere


costituita da popolazioni con
ampio campo di variabilità
(variabilità intraspecifica)

Ad esempio il bivalve attuale


Chlamys irradians ha un
numero variabile di coste
Variabilità intraspecifica

Il criterio di base per distinguere le specie


consiste nel rilevare una discontinuità
morfologica costante tra due popolazioni, che
suggerisce l’esistenza di isolamento
riproduttivo

Una curva bimodale può suggerire


l’esistenza di dimorfismo sessuale
La specie in paleontologia

Quando ci si trova di fronte al compito di assegnare un taxon alla sua precisa categoria,
la realtà effettiva della riproduzione per incrocio possono essere ricavate solo per
deduzione
Ci si avvale dei caratteri morfologici per identificare una specie; non costituiscono in se
stessi la definizione di una specie ma solo un mezzo per riconoscerla

La morfologia può essere talora fuorviante:

Specie criptiche (o specie gemelle): specie


così simili fra loro tanto da non essere
distinguibili ad occhio

Dimorfismo sessuale
TASSONOMIA
L’albero della vita

(a) Charles Darwin. (b) L’unica illustrazione de “L’Origine delle Specie” (1859). Mostra come due specie
A ed I si diversifichino nel tempo. Le unità I–XIV sono intervalli di tempo, e le lettere minuscole (a, b, c)
rappresentano nuove specie

Il sistema di classificazione deve riflettere il fenomeno evolutivo, cioè le relazioni tra i


gruppi dei progenitori e dei discendenti
La classificazione è fondata su quei caratteri che permettono la ricostruzione delle
relazioni genealogiche degli organismi: quali caratteri utilizzare?
Somiglianza morfologica ed affinità genealogica

La relazione tra somiglianza


morfologica e affinità
genealogica non è costante

Se esistesse una relazione costante


non esisterebbero diverse scuole
tassonomiche

La somiglianza di due taxa può


dipendere dall’avere in comune
organi che svolgono la stessa
funzione ma hanno un’origine
evolutiva diversa (caratteri
omologhi)
Caratteri omologhi

Caratteri omologhi: caratteri che condividono l’architettura di base di un progenitore


comune; i caratteri omologhi possono anche avere funzione diversa
Caratteri omologhi

Caratteri omologhi: caratteri che condividono l’architettura di base di un progenitore


comune; i caratteri omologhi possono anche avere funzione diversa

Gli arti anteriori di un uomo, una balena, un uccello ed un pipistrello hanno


funzioni diverse ma la stessa struttura anatomica di base.
Sarebbe improbabile pensare che questa struttura sia stata selezionata nel tempo,
indipendentemente, per quattro volte e per funzioni diverse; l’ipotesi più semplice
è che la struttura di base dell’arto sia stata già posseduta da un antenato comune
Caratteri analoghi

Le strutture analoghe hanno forma simile e la stessa funzione, ma un’origine filogenetica


diversa

Le ali di un insetto e di un uccello hanno forma simile e la stessa funzione ma origine


diversa: insetti ed uccelli non hanno progenitori comuni alati
Similmente, non esiste un antenato alato comune a pipistrelli e uccelli
PARATASSONOMIA
Paratassonomia

L’inserimento di certi gruppi di fossili nella classificazione zoologica e botanica non è


sempre possibile

In questi casi si usa una classificazione artificiale (paratassonomia) che adotta i termini
linneani, ma non si riferisce a gruppi tassonomici già noti
Perché usare una paratassonomia per gli
Camminando nei nostri icnofossili?
boschi…

5 cm

9 cm
Perché usare una paratassonomia per gli
Camminando nei nostri icnofossili?
boschi…

5 cm

9 cm
Perché usare una paratassonomia
Non è sempre facile dire “impronta di…” per gli icnofossili?
Perché usare una paratassonomia per gli
icnofossili?

PRINCIPIO ICNOLOGICO #1:


Diversi organismi, stessa traccia!

Comportamento simile
(abitazione) =
morfologia simile
Perché usare una paratassonomia per gli
icnofossili?

PRINCIPIO ICNOLOGICO #1:


Diversi organismi, stessa traccia!

Moderne tane ad U di sipunculidi e anfipodi


Perché usare una paratassonomia
per gli icnofossili? PRINCIPIO ICNOLOGICO #1:
Diversi organismi, stessa traccia!

PRINCIPIO ICNOLOGICO #2:


Stesso organismo, tracce diverse!

Tracce diverse =
comportamenti diversi
Perché usare una paratassonomia
per gli icnofossili? PRINCIPIO ICNOLOGICO #1:
Diversi organismi, stessa traccia!

PRINCIPIO ICNOLOGICO #2:


Stesso organismo, tracce diverse!

PRINCIPIO ICNOLOGICO #3:


Le forme delle tracce cambiano poco nel tempo!

Mangano et al. (2013)


Perché usare una paratassonomia
per gli icnofossili? PRINCIPIO ICNOLOGICO #1:
Diversi organismi, stessa traccia!

PRINCIPIO ICNOLOGICO #2:


Stesso organismo, tracce diverse!

PRINCIPIO ICNOLOGICO #3:


Le forme delle tracce cambiano poco nel tempo!

Arenicolites (=Tana ad U) Mangano et al. (2013)


Perché usare una paratassonomia
per gli icnofossili? PRINCIPIO ICNOLOGICO #1:
Diversi organismi, stessa traccia!

PRINCIPIO ICNOLOGICO #2:


Stesso organismo, tracce diverse!

PRINCIPIO ICNOLOGICO #3:


Le forme delle tracce cambiano poco nel tempo!

Rusophycus Prodotto da (1) polichete (2)


gasteropode (3) branchiopode (4) trilobite
Icnotassonomia PRINCIPIO ICNOLOGICO #1:
Diversi organismi, stessa traccia!

PRINCIPIO ICNOLOGICO #2:


Stesso organismo, tracce diverse!

PRINCIPIO ICNOLOGICO #3:


Le forme delle tracce cambiano poco nel tempo!

In icnotassonomia si dà un nome alla forma


della traccia!
Fonti
Contatti

Andrea Baucon
www.tracemaker.com

https://www.researchgate.net/profile/Andrea_Baucon

http://www.linkedin.com/in/andrea-baucon-tracemaker/

https://www.instagram.com/the_tracemaker/

https://www.youtube.com/user/terragaze