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Esempi di domande Ecololgia

1) Parla del ciclo del carbonio e dei suoi rapporti con il clima:
Il ciclo del carbonio è un esempio di ciclo biogeochimico di tipo gassoso, strettamente correlato
al usso di energia che attraversa gli ecosistemi. Risulta essere complesso ma non per le forme
elementari ma per le strutture complesse della quale entra a far parte. Questo ciclo risulta essere
enormemente in uenzato dall’attività antropica infatti si è passati da una concentrazione di 280
parti per milione (anno 1000) ad una concentrazione maggiore di 400. Il monitoraggio della
concentrazione di Co2 è e ettuata su di un vulcano nelle isole Hawai il Mauna Loa siccome
questo risulta essere lontano da fonti antropiche, da questo monitoraggio si è potuto vedere che è
presente un movimento oscillatorio dipendente dalla stagionalità con i periodi di uptake maggiore
di Co2 in estate e di minore in inverno e quindi accumulo di CO2. Dobbiamo considerare che
esistono più cicli del carbonio

I. Terrestre: per il quale la CO2 in atm è presente allo stato gassoso ed è usata principalmente
dalle piante perla fotosintesi dopodiché rientra nel ciclo grazie alla respirazione,
decomposizione e sottoforma di materia organica morta; Altra fonte di CO2 sono le
emissioni vulcaniche che entra nel ciclo atmosferico; Nel carbonifero (400 milioni di anni fa)
la ssazione del carbonio è stata in eccesso rispetto acca respirazione così si è avuta la
formazione di depositi fossili es. carbone riserva di CO2;

II. Marino: in acqua la CO2 si discioglie facilmente e viene usata dagli organismi marini
fotosintetizzanti es. toplancton per la fotosintesi etra nella catena alimentare ed è poi
rilasciata da decomposizione e respirazione e rientra nell’atmosfera. Sia produttori che
decompositori determinano un deposito di CaCO3 sul fondo il quale sarà nuovamente
disponibile solo in tempi geologici.

Per quanto riguarda la sua interazione con il clima alcuni composti naturalmente presenti
nell’atmosfera (vapore acqueo, CO2 o ozono) assorbono la radiazione termica emessa dalla
super cie terrestre e dall’atmosfera stessa attraverso questo meccanismo l’atmosfera si riscalda
e a sua volta emette radiazione termica che riscalda buona parte della super cie terrestre.
L’industrializzazione ha portato all’aumento della concentrazione dei gas serra nell’atmosfera tra
quali Co2 a causa dell’utilizzo di combustibili fossili e della deforestazione, questo ha determinato
l’aumento della temperatura di circa 1°C a causa dell’e etto serra per il quale è ridotta la
possibilità che la parte di lunghezza d’onda più lunga venga rilessa e non scaldi.

Anche se gli oceani, considerando il loro volume, sarebbero potenzialmente in grado di assorbire
tutta la CO2 questo non è possibile perché non è assorbita in modo omogeneo a causa della
strati cazione verticale.

2) Quali sono le di erenze tra parassiti e simbionti mutualisti?


La simbiosi è l’associazione intima e protratta tra due o più organismi di specie di erenti
(Margulis),in questa de nizione sono racchiuse molte interazioni tra cui specie che traggono
entrambe bene cio o specie in cui una trae bene cio dall’altra:

- parassitismo una specie parassite trae bene cio dall’associazione dell’altra specie l’ospite che
viene danneggiato, i parassiti annientano la loro tness sfruttando l’ospite per ricavarne
nutrimento, habitat e possibilità di dispersione; in genere l’ospite on è ucciso ma so rire di
infezioni secondarie o avere una riduzione della tness

- Mutualismo relazione tra due specie positiva per entrambe perché grazie ad essa migliorano la
sopravvivenza, crescita o riproduzione. Questa interazione è però spesso uno sfruttamento
reciproco forse evolutasi da interazioni preda-predatore, ospite-parassita. I mutualismi possono
essere caratterizzati da numerose variabili , bene ci, dipendenza, speci cità durata. Nel
mutualismo simbiotico gli individui coesistono e la loro associazione si può ritenere obbligata
per la quale almeno uno dei due è totalmente dipendente dall’altro (es. licheni fungo più
dell’alga)

3) In una successione ecologica quando si osserva il massimo della ricchezza di specie?


La successione è il processo attraverso il quale di erenti comunità si presentano in successione
temporale in un determinato sito. Nella successione il massimo della ricchezza speci ca la
possiamo vedere in un periodo intermedio, si parla di stati serali o sere. Sappiamo che la struttura
della comunità è governata dalla competizione, nel momento in cui abbiamo un livello intermedio
di pressioni ambientali sarà favorita la presenza di più specie tra le quali possiamo distinguere:

- specie iniziali sono quelle specie che per prime arrivano a colonizzare il substrato con elevati
tassi di crescita di piccole dimensioni ed elevata capacità di dispersione;

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- Specie tardive con tassi di crescita, dispersione e colonizzazione più bassi di maggiori
dimensioni e con un ciclo vitale più lungo;

- Specie climax compongono la comunità terminale, quella che sarà stabile.

Gra co Y ricchezza X tempo

4) Che tipi di organismi si collocano al primo livello di una piramide di energia e di


biomassa?
L’energia utilizzata dagli organismi viventi nei processi metabolici e nell’accrescimento deriva dalla
radiazione solare, sebbene esistono delle eccezioni es grotte e sorgenti termali, in cui la
radiazione solare non è la principale fonte energetica. Gli organismi che ricavano energia dalla
stessa fonte fanno parte dello stesso livello tro co. Gli autotro sono i produttori primari e
costituiscono il livello tro co basale ossia il primo livello della piramide di biomassa di un
ecosistema e la maggior parte di essi sono fotosintetici. I chemioautotro , invece realizzano
ossidazione di composti inorganici per avere energia. Nella maggior pare degli ecosistemi il usso
energetico ha inizio con la fotosintesi in ambiente terrestre piante acquatico toplancton.

5) Parla del ciclo dell’azoto


Il ciclo dell’azoto è gassoso pool di riserva atmosfera anche se cost il 78% di essa non molti
organismi riescono ad utilizzarlo in questa forma. Schema

L’azoto atmosferico rappresenta la forma molecolare stabile della molecola presente in grande
quantità, (può essere anche presente disciolto nelle acque oceaniche e nelle rocce ignee) da
questa può essere messo in circolo grazie all’attività dei batteri azoto ssatori simbionti con le
piante (+ e ) e non simbionti nel suolo (-e spese per il loro sostentamento)= ssazione biologica,
ma anche eventi di natura elettrochimica = ssazione atmosferica (in questa in particolare si ha la
formazione di ossidi d’azoto e ammoniaca che è trasportata al suolo dalle precipitazioni e attività
antropica = ssazione industriale. Viene dunque trasformato in ione ammonio ( meno tossico
dell’ammoniaca ). Lo ione è la forma più ridotta contiene molta E che può essere utilizzata dai
batteri nitritori che formano NO2- e poi dai batteri nitratori che formano citati NO3-. Da qui due vie
o i batteri denitri canti che utilizzano l?ossigeno del nitrato poiché vivono in condizioni anerobie e
lo riportano a N2 oppure l’assimilazione dei nitrati da parte delle piante che spendono energia per
trasformare queste molecole e poter utilizzare l’N per la formazione di strutture quali aa, proteine
enzimi ecc quindi è immagazzinato nei tessuti. Queste piante saranno o utilizzate da consumatori
o meno per cui andranno incontro direttamente o indirettamente a decomposizione laddove i
decompositori opereranno l’ammoni cazione riportando lo ione e determina la liberazione di E.

6) Secondo il modello preda-predatore Lotka-Volterra è possibile che l’attività di un


predatore possa portare all’evoluzione della sua preda? Motiva
La predazione è generalmente de nita come il consumo di un altro organismo o di una parte di
esso da parte di un altro organismo. I predatori sono una causa della mortalità della preda e di
conseguenza regolano la densità della stessa, allo stesso modo una preda può in uire sul tasso di
crescita di un predatore costituendone la risorsa tro ca. Queste interazioni possono dunque
portare a delle conseguenze sulla struttura della comunità e fungono da requisiti di selezione
naturale in uenzando l’evoluzione di entrambe.

Questo modello si esplica mediante queste equazioni:

E si basa sul modello di crescita esponenziale.

Le due equazioni collegano esplicitamente le due popolazioni, ciascuna delle quali regola l’altra.
Se la popolazione del predatore cresce aumenta la mortalità della preda no ad azzerarsi. Tuttavia
se le prede diminuiscono anche i predatori perche le equazioni sono accoppiate possiedono un
andamento ciclico dinamico ma stabile che non porta mai all’estinzione della preda o del
predatore. Gra co densità tempo (preda prima)

7) Spiega in quali azioni (es. rispetto alle risorse sfruttate o agli individui delle specie …) si
può tradurre la competizione interspeci ca.
La competizione interspeci ca è una relazione in cui le popolazioni di due o più serie sono
in uenzate negativamente. Come quella intraspeci ca assume due forme sfruttamento e
interferenza in alternativa questa forma dicotomica Schoener propose 6 casi di erenti:

1. Consumo: individui di una stessa specie inibiscono individui di un’altra attraverso il


consumo di una risorsa condivisa

2. Prelazione : tra organismi sessili nel caso in cui l’occupazione del substrato da parte di un
individuo preclude l’insediamento di altri individui

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3. Sovraccrescimento: quando un organismo cresce letteralmente sopra un altro con o senza
contatto sico impedendogli l’accesso alle risorse essenziali

4. Interazione chimica: tossine o inibitori della crescita rilasciati da un individuo che uccidono
o inibiscono altre specie (allelopatia)

5. Territoriale: dal comportamento di alcuni individui da uno speci co spazio difeso come
territorio

6. Scontro: incontri non territoriali che determinano e etti negativi su entrambe le specie

8) Quali sono le assunzioni teoriche fondamentali su cui si basa lo studio dell’ecologia


della popolazione
Una popolazione è un gruppo di individui della stessa specie (interfecondi) che occupano una
data area (con ne spaziale). La popolazione ha una struttura che è legata da caratteristiche quali
densità, proporzione degli individui rispetto le classi di età e la loro distribuzione nello spazio. Le
popolazioni hanno anche una dinamica determinata dal continuo cambiamento nel tempo delle
nascite e del movimento degli individui. In particolare la de nizione ecologica ammette la
possibilità che altri individui possono entrare e quindi che le popolazioni possano essere soggette
a migrazioni. La popolazione è caratterizzata da un gruppo di individui e ciò che caratterizza
l’individuo è la sua natura unitaria (non è sempre facile identi carli es prateria di Posidonia).

Assiomi:

- Lo stesso ciclo vitale,

- Gli stessi processi ecologici con eventuale distinzione degli stadi di sviluppo,

- I tassi di tali processi e le probabilità di questi eventi sono identici es. sopravvivenza annuale
uguale per tutti gli individui di una certa età

9) Che cos’è la produzione primaria e quali sono i suoi fattori di controllo in ambiente
acquatico?
La produzione primaria è la misura della quantità di energia radiante che viene convertita in
sostanza organica attraverso la fotosintesi, dagli organismi autotro . Il tasso di produzione
primaria è misurata come gr/m^2/anno, è la prima e fondamentale forma di accumulo
dell’energia.

La produzione lorda totale corrisponde alla fotosintesi, la netta trasferita poiché immagazzinata
come sostanza organica ai consumatori altra parte persa per respirazione.La sostanza organica
totale accumulata in una data area e tempo è detta biomassa permanente.

Respirazione spesa piante per processi metabolici

Radiazione PPL
solare fotosintesi
PPN netta
Biomassa Erbivori Ecc…
Disponibile a
livelli superiori

Detrito

Fattori che limitano la produzione primaria acquatica sono:

- luce penetra solo no ad una certa profondità, qui è fondamentale la distribuzione della
produzione primaria netta nella colonna. La PAR (radiazione fotosinteticamente attiva)
diminuisce esponenzialmente con la profondità, al contrario il tassi di respirazione è
indipendente, per questo man mano che il toplancton scende il PPL (tasso fotosintetico)
questo decresce no ad essere uguale ad R e quindi la produttività primaria è nulla.

- nutrienti quelli delle acque più profonde devono essere trasportati in super cie dove è
disponibile la luce per il processo fotosintetico N e Fe sono i due maggiori limitanti in mare.

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Le acque più produttive sono quelle costiere esse sono poco profonde e questo è dovuto al fatto
che permettono una più facile e abbondante risalita di nutrienti in super cie dai sedimenti ed
inoltre ricevono grande apporto di nutrienti dagli ecosistemi terresti (veicolati da umi e torrenti).

10) Se una popolazione di una specie mostra una distribuzione spaziale di tipo aggregato
quali possono essere le cause che l’hanno determinata?
Questo tipo di distribuzione può derivare da una distribuzione eterogenea delle risorse o più in
generale dalla realizzazione delle condizioni ambientali favorevoli per la prole riduce nell’area
analizzata : questo tenderà a raggruppare gli individui nella zona in cui è presente la risorsa o
sono presenti le condizioni favorevoli.

Anche l’attuazione di meccanismi di difesa e le proprietà speci che di una determinata specie es.
pianta che vive in quel range di ph.

Potrebbe anche derivare da un’interazione positiva tra gli individui. Queste interazioni sono
presenti sia tra le prede che tra i predatori, sia tra quelli sessili che Mobil. Il vantaggio per la preda
può essere quello di aumentare l’e cacia nel procurarsi il cibo. Per gli organismi sessili il
vantaggio può essere quello di modi care positivamente per loro l’habitat nelle vicinanze
dell’aggregato (cozze= moto turbolento particelle bloccate). Può anche dipendere dal
comportamento degli individui.

11) Puoi fare un es di accrescimento di una popolazione di tipo densità dipendente? Quale
modello è più appropriato per descrivere una dinamica di questo tipo? Descrivi questo
modello.
Una popolazione densità dipendente ha una competizione intraspeci ca (quando i membri della
stessa specie sono necessitati a fare uso della stessa risorsa di un ecosistema) che diminuisce il
tasso di natalità ed aumenta quello di mortalità( prendendo un intervallo di densità abbastanza
grande). Osservazioni di accrescimento di questo tipo sono osservabili in laboratorio sui
microrganismi o su animali con cicli biologici molto corti es. coleotteri granivori.

In natura non è semplice osservare questo tipo di accrescimento a causa della complessità dei
cicli biologici degli organismi, della variabilità delle condizioni ambientali e degli habitat. In questo
tipo di popolazioni le curve rappresentative del tasso di natalità e mortalità in funzione della
densità, si intersecano in un punto che corrisponde alla capacità portante K. Il modello più
appropriato per descrivere questo accrescimento è l’equazione logistica: dN/dt=rN(K-N/K).

Questa descrive la curva di accrescimento sigmoidale logistico tendente ad una capacità portante
K stabile. Quando la densità di popolazione è bassa rispetto a K, il termine 1- K/N si avvicina ad 1
e la popolazione cresce seguendo il modello esponenziale. Al crescere della popolazione per N
che si avvicina a K il termine tende a = rallentando la crescita, se N superasse K la crescita
sarebbe negativa. Il tasso di crescita raggiunge il valore più alto quando N=K/2 e poi diminuisce
avvicinandosi a K.

Gra ci il primo rispetto tasso di crescita istantaneo la seconda rispetto N num di individui

12) Ti aspetti di osservare una ricchezza speci ca più elevata i una foresta pluviale tropicale
o in una foresta decidua temperata? Spiega anche il perché delle tue conclusioni.
La ricchezza di specie tenere a diminuire dall’equatore ai poli quindi mi aspetto di trovare una
maggiore ricchezza in una foresta pluviale tropicale. Gli ecologi hanno proposto varie teorie per
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questo gradiente latitudinale ma nessuna priva di ambiguità. Una spiegazione potrebbe essere
legata al clima delle regioni tropicali che essendo meno stagionale permette alle specie di essere
più specializzate. Una seconda spiegazione è legata alla maggiore produttività delle regioni
tropicali dovuta ad una maggiore presenza di energia termica e luminosa.

13) Cos’è l’e cienza o rendimento di produzione? Ti aspetti che sia maggiore in un insetto
o in un mammifero?
É la percentuale di energia assorbita da un organismo che viene incorporata nella biomassa è
descritta dal rapporto tra la produzione e assimilazione e misura la produzione secondaria.

La produzione di ciascun livello tro co fornisce energia per il livello superiore mentre l’energia
restante viene persa sotto forma di respirazione oppure entra nella catena del detrito come
materiale di scarto. La quantità di energia che uisce attraverso i vari livelli tro ci diminuisce lungo
la catena alimentare poiché non tutta l’energia è usata per le produzione se non ci sono
indicazioni diverse l’e cienza di produzione è del 10%. Questa varia in base al tipo di organismo,
infatti organismi più complessi che sono più attivi nel loro stile di vita es mammiferi hanno bassi
rendimenti di produzione 1-2% poiché spendono la loro energia per mantenere la loro
temperatura costante (endotermi); invece gli insetti hanno 30-49% quindi elevati rendimenti
siccome invertebrati e cedono poca energia sotto forma di respirazione sono meglio
ingegnerizzati.

14) Volendo sfruttare un particolare ecosistema per la produzione di una specie che si
colloca al vertice della catena alimentare es pesce predatore in un lago, è più
vantaggiosa in termini produttivi una rete tro ca semplice o complessa? Spiega il
perché delle tue risposte.
É più vantaggiosa una rete tro ca semplice e infatti si parla di sistema gestito perché sono poche
le vie di usso dell’energia e proprio per questo tende ad essere più e cace. É anche più
produttivo perché trasferisce l’energia più velocemente. Per massimizzare la produzione inoltre si
potrebbe agire sull’ecosistema andando ad eliminare altri specie che si collocano al vertice della
catena alimentare e che possono competere con la nostra specie (sempli ca la catena
alimentare), in questo modo avremo pochi passaggi semplici che portano più biomassa nella
nostra specie = riduzione della biodiversità.

15) Parla della teoria biogeogra ca delle isole vedi gra ci come la distanza e la grandezza
in uiscono
La teoria fu inizialmente sviluppata per spiegare la distribuzione e
l'abbondanza di specie su isole vere e proprie, ma è stata
successivamente estesa allo studio di altri ambienti circondati da una
matrice di erente, come frammenti forestali, cime montuose, e laghi
circondati da zone asciutte. Attualmente è applicata allo studio di
qualunque ecosistema circondato da ecosistemi di erenti.

Questa teoria sviluppata da MacArthur e Wilson a erma che il numero


di specie insediate su un’isola rappresenta il risultato di un equilibrio
dinamico tra immigrazione di nuove specie e l’estinzione delle presenti.
Le specie con la migliore capacità di dispersione arrivavano prima,
all’aumentare del numero di specie il tasso di immigrazione decresce
no a che non sono tutte arrivate quindi immigrazione nulla. Le
estinzioni sono casuali ed aumentano con il numero di specie che
occupano l’isola. Se aumenta il numero di specie aumenta la
competizione e quindi l’estinzione. La ricchezza di specie S è
l’equilibrio che si raggiunge.

Tanto più l’isola è distante minore dunque sarà l’immigrazione con


conseguente diminuzione del n di specie all’equilibrio.

Tanto più è grande l’isola minore sarà il livello di competizione per le


risorse e gli habitat e più basso sarà il tasso di estinzione,
determinando un aumento del n di specie all’equilibrio.

16) Il concetto di popolazione che si adotta in ecologia come base per lo studio della
dinamica delle popolazioni stesse cambia o meno con quello adottato dai genetisti?
In ecologia una popolazione è un insieme di individui della stessa specie (interfecondi) che vive in
una determinata area geogra ca per questa de nizione è accettabile la presenza di una
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migrazione quindi altri individui che possono entrare ed uscire. Importante il num di individui che
formano una popolazione.

Al contrario in genetica è un insieme di individui della stessa specie che si incrociano in


isolamento dagli altri individui della stessa specie. Importante il usso genico

17) La ricchezza di specie è maggiore nella fascia tropicale o alle latitudini più alte? spiega il
perché dalle tue motivazioni.
La ricchezza di specie è maggiore nella fascia tropicale infatti è dimostrato che diminuisce
dall’equatore ai poli. Per questa tendenza sono presenti varie teorie:

- Maggiore intensità di predazione dunque maggiore specializzazione dei predatori che potrebbe
ridurre la competizione permettendo una maggiore sovrapposizione delle nicchie e producendo
così maggiore ricchezza

- Aumento della produttività in quanto nelle aree tropicali c’è più energia termica e luminosa

- Le regioni equatoriali sono meno stagionali e ciò permette alle specie una maggiore
specializzazione.

18) Di erenze tra detritivori e decompositori


Entrambi questi organismi sono implicati nel processo della decomposizione essenziale per il
riciclo dei nutrienti, che comporta il rilascio dell’energia prima ssata nella fotosintesi e la
trasformazione delle sostanze organiche in inorganiche.

- Decompositori, secernono enzimi che degradano composti organici complessi in inorganici, i


batteri agiscono sui tessuti animali mentre i funghi sui tessuti vegetali portando alla completa
mineralizzazione dei composti organici;

- Detritivori, sono solo invertebrati e a di erenza dei decompositori, ingeriscono la sostanza


organica morta per scomporla, possono anche ingerire i decompositori. Favoriscono la
decomposizione operando lo sminuzzamento di rametti secchi, foglie ed altro materiale
organico. Sono classi cati in base alla loro dimensione di microfauna, macro e megalofauna.

19) In generale si osserva una diversità più elevata in una comunità stabile e ben
strutturata( es. in una condizione di climax) o in una comunità perturbata (es. condizione
di forte antropizzazione, dopo incendio)?
La diversità sarà maggiore in una comunità perturbata rispetto ad una stabile e ben strutturata.
Questo perché nello stadio di climax sono presenti solo le specie più e cienti essendo il climax la
comunità terminale stabile di una successione. In una comunità perturbata, invece avremo per
de nizione un disturbo del climax cioè un evento o processo che porta alla rimozione parziale o
completa della comunità esistente, creando delle condizioni in cui il numero di specie
inizialmente aumenta a causa della ricolonizzazione per poi diminuire a causa della competizione.
Secondo Lowell la massima diversità corrisponde a livelli intermedi di disturbo.

20) Quali fattori controllano la produzione primaria in ambienti terrestri?


Negli ecosistemi terrestri i fattori che regolano la produzione primaria sono:

- la temperatura dipende dalla radiazione solare intercetta che aumenta anche la stagione
vegetativa una località con temperature medie più alte hanno maggiore produttività regola
anche la disponibilità di acqua

- le precipitazioni consentono il rifornimento di acqua che regola la fotosintesi e la quantità di


foglie prodotte

- la luce limitante solo nei boschi tti dove in basso non c’è vegetazione o anche negli ambienti
di grotta

- i nutrienti sono importanti soprattutto l’azoto ssato e il fosforo sono veicolati dall’acqua e
derivano dalla sostanza inorganica, in uenzano l’assorbimento, la fotosintesi e la crescita la
produttività aumenta con la loro disponibilità

È presente una correlazione tra alte temperature e precipitazioni le alte temperature aumentano
l’evaporazione e la pianta richiede più acqua quindi:

• + temperatura e - precipitazioni corrispondono a bassa produttività,

• - temperatura corrisponde a bassa produttività indipendentemente dalle precipitazioni,

• + temperatura e + precipitazioni corrispondono alla massima produttività.

21) In che regioni la produzione marina è massima ?


La produzione primaria marina è massima nelle praterie di fanerogame e nelle scogliere (algal
beds e reef) dove è paragonabile alle foreste tropicali 2000 gr/m^2/anno.

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La produttività maggiore si trova lungo la costa poiché la profondità ha e etti importanti sulla
penetrazione della luce sia sul movimento dell’acqua; infatti in profondità si muove più lentamente
e il ricircolo dei nutrienti è più lento perché mosso nella colonna verticale solo da di erenze di
temperatura. Nelle zone costiere il movimento c’è ad opera del vento e dalle onde, inoltre vi
sfociano i umi che portano grandi quantità di nutrienti.

La produzione è concentrata solo nella fascia più super ciale della colonna d’acqua n dove
penetra la luce solare per permettere al toplancton di fare la fotosintesi. In prossimità dei
continenti il livello di acqua più basso consente la formazione di praterie di fanerogame come
posidonia che incrementano la produzione primaria . Alcune zone ad elevata produttività si
trovano anche nel mezzo degli oceani dove vengono e divergono diverse correnti che favoriscono
la risalita delle acque profonde verso la super cie favorendo il ricircolo di nutrienti up-welling.

22) Spiega cos’è la simbiosi


La simbiosi è l’associazione intima e protrattatra due o più organici di specie di erenti in cui una
vive sull’altro (entosimbiosi) o nell’altro (endosimbiosi). Questa de nizione include una grande
gamma di interazioni in cui il destino degli individui di una specie dipende dalla loro associazione
con individui dell’altra specie. Diverse sono le modalità di simbiosi:

- Mutualismo associazione tra individui di specie di erenti, detta anche simbiosi mutualistica,
che comporta un vantaggio reciproco per gli individui associati, senza che tale rapporto sia
obbligato, potendo le due specie vivere anche indipendentemente l’una dall’altra. es. micorrize,
possiamo avere anche mutualismi di difesa;

- Commensalismo situazione in cui gli adattamenti dell’ospite hanno neutralizzato gli impatti
negativi del parassita per cui si ha una relazione tra due specie (animali o vegetali) da cui una
delle due trae un vantaggio, sfruttando le risorse tro che dell’altra, senza che quest’ultima ne
riceva vantaggio o danno;

- Parassitismo una specie trae bene cio una a spese dell’altra.

23) Parla della teoria del foraggiamento ottimale


La teoria del foraggiamento ottimale si propone di comprendere perché particolari pattern
(modelli) di comportamento di foraggiamento siano stati stati favoriti dalla selezione naturale.
Essa a erma che le strategie di reperimento del cibo si sono evolute in modo da rendere massimo
il tasso netto di assunzione del cibo per unità di sforzo completo. Il termine foraggiamento
ottimale è nato in quanto si suppone che siano stati favoriti i comportamenti di foraggiamento che
permettono il più alto tasso netto di assunzione di energia. La teoria si basa sull’analisi dei laghi e
dei costi bene ci di una gamma di decisioni coinvolte nella nutrizione: quale cibo ingerire, dove e
per quanto tempo ricercare, come ricercare. E/t(trasferimento)+s(sfruttamento)=ottimale.

La teoria a erma che la preda che ha una resa energetica maggiore sarà quella preferita. Fornisce
inoltre anche un mezzo per valutare quale tra due popolazioni di prede sia più vantaggiosa in
termini di guadagno energetico nell’unità di tempo di manipolazione. Gra co. Da esso si può
vedere come il tasso di predazione iniziale è elevato perché basta che le prendo, il momento
successivo sarà già minore perché è diminuita la densità di preda il tempo sarà maggiore per la
seconda e così via. Il tempo aumenterà no ad un limite entro il quale non conviene più restare in
quel zona per la probabilità di ritrovamento è minima e dunque conviene spostarsi.

Nella curva distinguiamo i livelli a bassa ed alta produttività. La strategia ottimale è quella che
ottimizza questo tempo di trasferimento a quello di permanenza massimizzando il rapporto.

Per essere e ciente al massimo deve trovare il punto di equilibrio : sfruttamento intermedio,
risorse distribuite in maniera diversa determinano strategia diversa. Se avrò una produttività bassa
e un tempo di trasferimento breve mi conviene spostarmi, se è alto il livello il tempo di
sfruttamento aumenta.

24) È verosimile o meno in natura che una popolazione possa avere un accrescimento
densità indipendente? In un caso o nell’altro anche perchè.
Segue il modello di crescita esponenziale assume che l’ambiente sia permanete costante, no
variazioni stagionali e che lo spazio e le risorse siano illimitate. Queste sono condizioni che non
avvengono in natura, non reale perciò non si hanno popolazioni con questo accrescimento, se
non quando prendiamo un periodo di tempo molto limitato. Le popolazioni possono andare
incontro ad una crescita di questo tipo quando vengono introdotte in nuovi ambienti o durante i
processi di colonizzazione di aree favorevoli ma sempre per brevi intervalli di tempo.

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25) Spiega quale parametro del modello preda-predatore
esprime l’e cienza ecologica del predatore e perché
questo modello è o non è realistico.
Le equazioni sono:

dN1/dt= rN1- aN1N2

dN2/dt=faN1N2-mN2

Il parametro che esprime l’e cienza


ecologica del predatore è fa in quanto
rappresenta la energia sottratta alla preda
che è utilizzata dal predatore per crescere.
fa isoclina predatore Se fa>>0 alta per cui ci vogliono poche
prede per fare un predatore, se fa piccolo
parte di preda va a predatore perciò ci vogliono molte prede predate per
fare un predatore.

Questo modello non porta mai all’estinzione di una delle due specie ma d
un equilibrio dinamico abbastanza sso, per questo il modello non
rappresenta la realtà. gra ci.

Inoltre si fanno alcune assunzioni che non sempre possono essere


rispettata in natura:

- la popolazione della preda trova sempre cibo su ciente al suo sostentamento

- Il rifornimento del cibo del predatore dipende interamente dalla grandezza della popolazione
delle prede

- Il tasso di cambio nella popolazione è proporzionale alla sua grandezza

- Durante il processo l’ambiente non cambia in favore di una specie e non ci sono adattamenti
genetici

- I predatori hanno limiti nel mangiare

- La popolazione di prede cresce esponenzialmente in assenza del predatore

- La popolazione tenere a morire in assenza di prede

Per essere utilizzata su popolazioni reali si devono aggiungere i coe cienti di competizione
intraspeci ca per entrambe -b1(N1)^2 e -b2(N2)^2.

26) Cos’è un ciclo biogeochimico?


É il trasferimento ciclico di materia, normalmente nutrienti, tra un compartimento pool di riserva
(abiotico) ad un compartimento di scambio (biotico). Ogni elemento chimico è contraddistinto dal
proprio ciclo le cui caratteristiche dipendono dalla natura comico ducia dell’elemento stesso e
dell’uso che ne fanno gli organismi viventi. Essi possono essere : gassosi per cui il pool di riserva
rappresentato dall’atmosfera e dall’idrosfera, carattere globale e rapida circolazione; sedimentari
per cui il pool si trova nella litosfera e hanno un carattere locale. Principali: acqua, C, N, P, S

27) Nel caso di una popolazione reale che sia controllata da una dinamica densità
dipendente la capacità portante dell’ambiente può essere considerata come costante?
Spiega perché e le implicazioni che ha sulla dinamica attesa della popolazione.
Una popolazione con accrescimento densità dipendente segue molto il modello logistico il quale
assume che l’accrescimento di una popolazione sia limitato dalla capacità portante dell’ambiente,
che è de nita come il numero massimo di individui che l’ambiente può suppurate in determinate
condizioni ed è funzione della disponibilità delle risorse. Nei modelli K è costante ma nella realtà è
variabile in quanto l’ambiente è un sistema dinamico, soggetto a continue variazioni e di
conseguenza sia l’asintoto che nel modello tende a k, sia la curva di accrescimento di una
popolazione subisce continue uttuazioni.

28) Quanti tipi di curve di sopravvivenza conosci? Che caratteristiche hanno le popolazioni
che rappresentano?
Le curve di sopravvivenza rappresentano la sopravvivenza in funzione del tempo e della classe di
età, questo valore indica la probabilità di un individuo al momento della nascita di sopravvivere
no ad una data età, consiste in una percentuale, della coorte originale degli individui che
sopravvivono. Tre tipi:

I. modello per il quale gli individui tendono a sopravvivere per l’intera durata siologia della
loro vita con un tasso di sopravvivenza elevato lungo quasi tutto il periodo di vita, seguito
poi da una pesante mortalità alla ne. É una curva fortemente convessa , le popolazioni
fi
fi
fi
ffi
fi
ffi
fl
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ffi
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ffi
fi
con questo tipo di curva hanno una strategia K investono in cure parentali, hanno cicli
vitali lunghi, poca prole, elevata capacità di competizione, raggiungono la capacità
portante dell’ambiente e quindi sono limitate dalla disponibilità delle risorse e la mortalità
è densità dipendente

II. I tasso di sopravvivenza si mantiene costante ha un andamento lineare, le popolazioni


sono caratterizzate dall’avere forme di resistenza che ne consentono la sopravvivenza;

III. Il tasso di mortalità è estremamente alto nelle prime fasi di vita ma il tasso di
sopravvivenza è altro per il resto la curva è concava. Le popolazioni con questo tipo di
curva hanno una strategia R con cicli vitali brevi scarse cure parentali le risorse sono
quasi mai limitanti in quanto vivono in ambienti instabili che utilizzano temporaneamente.

29) Se la produzione primaria in un ecosistema è pari a 1000 unità di energia per unità di
super cie, a quale unità di energia dovrà corrispondere il 4° livello all piramide di energia
assumendo una e cienza ecologia del 10%? Ed a quante unità ammonterà la
produzione secondaria espressa dagli erbivori?
La produzione di ciascun livello tro co fornisce energia al livello superiore. La quantità di energia
che uisce diminuisce lungo la catena alimentare non tutta è usata per la produzione. Se
l’e cienza ecologia media è del 10% e partiamo da 1000 unità di energia , le unità al 4° livello
saranno 1 mentre al 2° saranno 100.

30) Che relazione esiste tra nicchia ecologica ed esclusione competitiva?


La nicchia ecologica descrive la specie in base alla gamma di condizioni siche e chimiche che le
permette di sopravvivere e riprodursi e alla varietà delle risorse essenziali che utilizzano. Tuttavia
le interazioni con altre specie possono limitare l’ambiente in cui una specie può continuare ad
esistere.

Questo è quello che succede con l’esclusione competitiva per cui due competitori (popolazioni
non interfeconde) che vivono nello stesso luogo ed hanno esattamente le stesse risorse
ecologiche (cioè condividono le stesse nicchia ecologica realizzata) non possono coesistere e
quindi una delle due deve allontanare o eliminare l’altra.

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fl
fi
ffi
fi
fi
31) Parla del ciclo del fosforo
Essendo presente in atmosfera in quantità trascurabili il suo ciclo non comprende una fase
gassosa. Inoltre non implica trasformazioni microbiche né cambiamenti dello stato di ossidazione.
Il ciclo serve solo parzialmente quello dell’acqua, cioè nel tratto dalla terraferma al mare durante
la quale una parte del fosforo viene perduta e quindi sottratta al ciclo. La principale riserva sono le
rocce e i depositi naturali (suolo sedimentario) da cui viene rilasciato attraverso il dilavamento,
erosione ed estrazione. Negli ecosistemi terrestri quasi tutto il fosforo deriva dal dilavamento dei
minerali contenenti fosfato di calcio. Nella maggior parte dei suoli solo una frazione del fosforo
totale è immediatamente disponibile per la pianta poiché lo ione fosfato è poco mobile e il
processo che sempli ca la disponibilità per ke piante è il riciclo interno del fosforo (da organica a
inorganica).

Negli ecosistemi acquatici il fosforo compare come fosforo organico particolato, fosfati organici
disciolti sono assunti rapidamente dagli organismi toplanctonici i quali a loro volta sono fonte di
cibo per lo zooplancton che rilascia fosforo per escrezione rimettendolo in circolo.

I composti organici possono essere utilizzati dai batteri che però rilasciano quantità modeste di
fosfati inorganici.

Negli ambienti acquatici una parte del fosforo si deposita nei sedimenti ma grazie alle correnti di
upwelling una parte dei fosfati delle acque profonde torna a quelle super ciali dove la luce
consente la fotosintesi al toplancton. A seguito del consumo in super cie e della sedimentazione
in profondità il fosforo può diventare limitante nelle acque super ciali e saturante in quelle
profonde. L’immissione di elevate quantità di fosforo attraverso i fertilizzanti provoca il fenomeno
dellantropizzazione?? In ambienti acquatic; in queste condizioni alghe e batteri si moltiplicano con
maggior rapidità provocando un eccesso di produzione primaria che innesca una serie di reazioni
a catena chefavoriscono una continua crescita dei produttori primari. Tuttavia questa esplosione
di vita parte ad un eccessivo consumo di ossigeno che rende l’ambiente atossico aumentando
così le morti e quindi la decomposizione.

32) Perché lo studio dei ussi di energia è importante in ecologia?


Lo studio dei ussi di energia è molto importante per capire i fattori che controllano l’energia
stessa e per comprendere i fattori che controllano la circolazione dei materiali negli ecosistemi.
L’energia utilizzata dagli organismi viventi nei processi metabolici e nell’accrescimento deriva dalla
radiazione solare, sebbene esistono alcune eccezioni in cui la luce solare non è la prima fonte di
energia es. grotta.

Gli organismi che ricavano energia da una stessa fonte appartengono allo stesso livello tro co gli
autotro sono i produttori primari e costruiscono il livello tro co basale di un ecosistema.
L’energia uisce nell’ecosistema attraverso la catena alimentare e la connessione tra diversi tipi di
catene genera reti tro che che possono essere estremamente complesse. Le trasformazioni
energetiche operate dagli organismi viventi sono conformi alle leggi della termodinamica, la luce è
trasformata in energia potenziale contenuta nei tessuti vegetali che può a sua volta essere
convertita all’interno dei tessuti animali. Ad ogni conversione energetica una parte iniziale
dell’energia luminosa è dissipata come calore.

33) Quale livello di e cienza ecologia (in %) ti aspetti di osservare in media o assumi come
stima di partenza casi in cui non hai altre informazioni? ____
L’e cienza ecologica è la percentuale di energia assimilata da un organismo che viene
incorporata in nuova biomassa, deriva dal prodotto di RCxRAxRP. In particolare l’e cienza
ecologica misura la porzione della biomassa di un livello tro co trasformata in biomassa nel livello
tro co successivo Pn/Pn-1. La produzione di ciascun livello tro co fornisce energia a quello
superiore mentre la restante viene persa sotto forma di calore respiratorio oppure entra nella
catena del detrito come materiale di scarto. La quantità di energia che uisce attraverso i vari
livelli diminuisce lungo la catena alimentare poiché non tutta l’energia è usata per la produzione;
quando non ci sono dati presuntivi si assume una e cienza ecologica media del 10% dettata dal
rapporto di Linderman.

34) Spiega il concetto di diversità


La diversità biologica è de nita come il numero di elementi diversi all’interno di una comunità e la
loro abbondanza relativa, non è un valore statico: l’evoluzione determina la comparsa di nuove
specie e l’estinzione di altre. Si parte a considerare la diversità come la misura della complessità
del sistema quindi delle relazioni esistenti tra i vari elementi di un assortimento biologico.

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Il concetto di diversità si può articolare a diversi livelli genetici, specie e di comunità, ma anche a
livello di struttura e morfologia. Su scala globale la diversità è distribuita secondo pattern
geogra ci che seguono la latitudine (il numero di specie diminuisce dall’equatore ai poli) e
l’altitudine (dim aumentando).

Su scala di dettaglio (comunità) i fattori che in uenzano la diversità sono :

- Distribuzione e disponibilità delle risorse, più risorse più diversità

- Condizioni ambientali eterogenee più diversità

- Presenza di disturbo fattori intermedi massima diversità

- Le interazioni tra specie (competizione e predazione).

- A livello di comunità la diversità è massima quando tutte le specie hanno abbondanza uguale,
due individui se pescati a caso hanno meno probabilità di appartenere alla stessa specie.

35) Parla di un ciclo biogeochimico sedimentario (Zolfo)


Questo ciclo ha una fase sedimentaria e una gassosa. . Le rocce sedimentarie rappresentano la
riserva più abbondante di zolfo. Il ciclo implica una serie di trasformazioni microbiche attraverso i
solfobatteri che determinano il cambiamento del stato di ossidazione dello zolfo (solfati e solfuri).
Le piante assorbono solfato lo riducono e lo incorporano prima negli aa. Le immissioni di biossido
di zolfo e solfuro di idrogeno dovute a vulcani e fumarole rappresentano le fonti naturali non
biologiche di elevata quantità di zolfo, possiamo considerare anche quelle di origine antropica che
derivano dalla combustione di oli e dai processi di fonderie e e ra nerie. Alcune specie di alghe
producono elevate quantità di dimetti solfuro altamente volatile. Lo zolfo svolge un ruolo
importante nella regolazione climatica, le nubi si formano Isi formano attorno ai nuclei di dimetti
solfuro che facilita la condensazione dell’acqua presente nell’atmosfera. Schema.

36) Nel ciclo dell’azoto, cosa favorisce la nitri cazione e come si realizza la
denitri cazione?
La nitri cazione è la trasformazione dell’ammoniaca in nitriti e poi in nitrati, queste reazioni solo
realizzati dai batteri nitri canti e nitratori quali nitrobatteri e nitrosoonas. Quello che favorisce
queste reazioni è un ph neutro o lievemente alcalino nel terreno, la presenza di carbonato di

e di potassio.

La denitri cazione al contrario è la riduzione dell’azoto nitrico con formazione di gas che si
liberano in atmosfera è a carico dei batteri anaerobi del genere pseudomonas che sfruttano la
respirazione anaerovica utilizzando con accettare nale lo ione NO3- al posto dell’ossigeno.

37) In una successione ecologica quali caratteristiche hanno le specie pioniere? E quelle
che si possono trovare in una comunità climax?
La successione è un cambiamento temporale nella struttura delle comunità in un determinato
punto del paesaggio. Le specie presenti nelle fasi precoci sono le specie pioniere che sono
caratterizzate da elevati tassi di crescita, piccole dimensioni ed elevata capacità di dispersione.
Le specie successive sono de nite tardive e presentano tassi di crescita bassi, con dimensioni
maggiori e cicli vitali più lunghi. La diversità è alta nella fase precoce ma diminuisce man mano
che la comunità si avvicina al climax che è la comunità terminale stile di una successione in cui
sono presenti solo le specie più e cienti.

38) Cos’è l’e etto serra? Cosa lo può causare?


L’atmosfera di comporta come una serra: durante il giorno la radiazione solare riscalda la
super cie terrestre, che poi emette energia radiante, principalmente sotto forma di radiazione
infrarossa. L’interferenza dei gas serra alla dissipazione della radiazione infrarossa comporta
l’accumulo di energia termica in atmosfera e quindi l’innalzamento della temperatura super ciale
=> e etto serra

L’inquinamento atmosferico determina aumento dei gas serra (CO2, CH4, N2O e O3) innalza
l’e etto serra portando a cambiamenti climatici sotto forma di riscaldamento globale ->la
componente a lunghezza d’onda maggiore rimbalza a causa dei gas serra e torna sulla super cie
terrestre.

39) Descrivi il modello di competizione interspeci ca. Spiega anche quali sono gli esiti della
competizione che risultano dai diversi possibili modi di utilizzazione delle isocline 0 delle
due specie e come essi si determino.
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ff
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La competizione interspeci ca è una relazione in cui le popolazioni di due o più specie sono
in uenzate negativamente. L’espressione matematica descrive la relazione tra due specie che
sfruttano la stessa risorsa.

1. dN1/dt=r1N1(K1-N1-a12N2/K1)

2.dN2/dt=r2N2(K2-N2-a21N1/K2)

A12 e a21 sono i fattori di conversione in termini di sfruttamento della


risorsa: specie 1 a12 corrisponde allo sfruttamento della 2, mentre a21
corrisponde ad a della specie 1. Isoclina 0
insieme di punti dove la densità n1 e n2
raggiungono k1 e k2 quindi la crescita è nulla,
sopra decresce, sotto cresce. Seconda della
combinazione di valori assunti da k a12 e a21
sono presenti 4 esiti delle equazioni di L-V:

I. La specie 1 è vincente l’isoclina infatti è


sopra quella della 2 e porta la 2 all’estinzione
poiché anche se raggiunge la k ha una
densità tale che non può impedire alla specie
1 di aumentare k2<k1<a12

II. La specie 2 è vincente come sopra


(k1<k2<a21)

III. La competizione può dare entrambi gli esiti quale specie


vincerà dipenderà dalle combinazioni iniziali dei valori e della
densità delle due popolazioni. Sotto l’isoclina crescono entrambe sopra crescono
entrambe negli altri due quadranti vince la 1 quando a dx dalla linea tracciata tra origine e
punto di intersezione la 2 quando a sx.

IV. Si ha coesistenza nessuna esclusione, per competizione intraspeci ca ciascuna specie


inibisce la crescita della sua stessa popolazione più di quella dell’altra-> capacità portanti
esterne

40) Puoi fare un esempio di accumulo di una popolazione di tipo densità indipendente?
Quale modello è più appropriato a descrivere una dinamica di questo tipo ? Descrivi.
Per descrivere un accrescimento densità indipendente il modello più adatto è quello
esponenziale, il quale prende un accrescimento illimitato della popolazione in condizioni ottimali e
assume che le condizioni ambientali siano costanti (non ci siano variazioni stagionali) e che lo
spazio e le risorse siano illimitate.

Queste sono tutte condizioni che non si veri cano in natura o meglio non esiste una popolazione
che segue sempre un andamento di crescita esponenziale ma ciò che può veri carsi per brevi
periodi in particolari condizioni una determinata popolazione può avere una prima pare di crescita
esponenziale es. quando colonizza una nuova area (ambiente favorevole)

41) Che di erenza esiste tra il destino della materia e quello dell’energia nella dinamica
degli ecosistemi ?
L’energia non può essere riciclata, uisce attraverso gli ecosistemi e proviene da una fonte
esterna, entra come luce ed esce come calore.

La materia circola all’interno degli ecosistemi e non viene perduta.

Per es il carbonio entra nella struttura tro ca di una comunità come una molecola semplice CO2
che viene presa nella fotosintesi; se viene incorporata nella produttività primaria netta si rende
disponibile per il consumo come parte di uno zucchero, un lipide o una proteina. Essa segue
esattamente la via che è percorsa dall’energia venendo successivamente consumata o assimilata
o utilizzata nel metabolismo e durante questo processo l’energia delle sue molecole viene
dissipata sotto forma di calore che viene poi ceduto all’atmosfera e non può essere riciclato
mentre il carbonio viene restituito all’atmosfera sotto forma di CO2 che viene assimilato da altre
piante.

42) De nisci il concetto di nicchia realizzata


La nicchia realizzata è una porzione della nicchia fondamentale (l’insieme delle condizioni
ambientali nella quale la specie può sopravvivere) e ettivamente occupata da una popolazione in
competizione con popolazioni di altre specie o meglio che una specie occupa per e etto delle
interazioni.

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fl
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ff
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ff
Con interazioni negative si riduce con positive si espande. Su scala evolutiva le interazioni
in uiscono sulla selezione e l’adattamento di diverse pressioni selettive, anche chimiche e siche
perciò ambientali.

43) Parla del principio di esclusione competitiva


Questo principio a erma che due competitori cioè due specie che vivono nello stesso luogo e
hanno le stesse richieste ecologiche non possono coesistere. Il principio assume che le specie
abbiano esattamente le stesse necessità e che le condizioni ambientali rimangono costanti,
condizioni rarissime in natura. L’abilità competitiva può essere in uenzata anche da fattori
ambientali oltre che da risorse esauribili (temperatura, ph, umidità, salinità , precipitazioni).

Inoltre se due specie in competizione coesistono in un ambiente stabile allora esse lo fanno in
conseguenza di un di erenziamento della nicchia realizzata, se non esiste questo
di erenziamento o se esso è precluso dall’habitat allora una delle due specie eliminerà o
escluderà l’altra.

44) Parla della distribuzione spaziale della produzione primaria negli oceani dove è più
elevata
La luce è uno dei principali fattori limitanti la produttività agli ecosistemi acquatici la capacità di
penetrazione della luce nell’acqua di un lago o negli oceani è cruciale nel determinare la
distribuzione della produttività primaria netta nella colonna d’acqua. Man mano che il toplancton
scende nella colonna la velocità di fotosintesi diminuisce poiché l’intensità luminosa decresce.

Le acque più produttive degli oceani sono quelle costiere meno profonde poiché permettono una
più facile ed abbondante risalita dei nutrienti dai sedimenti verso la super cie grazie al moto
ondoso e alle mare. Inoltre le acque costiere ricevono molto apporto di nutrienti dagli ecosistemi
terrestri veicolato da umi e torrenti. Alcune zone ad elevata produttività si trovano nel mezzo
degli oceani dove convergono e divergono diverse correnti che favoriscono la risalita di acque
profonde verso la super cie favorendo il ricircolo dei nutrienti = up-welling.

45) Che cos’è l’e cienza di assimilazione ?


L’e cienza di assimilazione è la percentuale di energia ambientale assunta nel canale alimentare
dei consumatori di un compartimento tro co la quale viene assimilata dall’organismo e diventa
disponibile per l’accrescimento o per compiere lavoro. RA=A/I

Questa varia in dipendenza della qualità del cibo ingerito del tipo di organismo di cui stiamo
parlando e della quantità delle deiezioni: maggiore è a quantità di deiezioni, minore è l’e cienza di
assimilazione. Il rendimento di assimilazione è tipicamente basso per erbivori, detritivori e
microbivori 20-50% elevato per i carnivori 80%; in particolare gli endotermi sono molto più
e cienti degli ectotermi.

46) Parla della teoria del disturbo intermedio


Questa teoria è stata elaborata da Lowell negli anni 70 e prevede che la diversità locale di specie
è massima quando il disturbo non è né troppo raro né troppo frequente. Ad elevati livelli di
disturbo (incendi frequenti e deforestazione) tutte le specie sono a rischio di estinzione, a bassi
livelli invece la comunità raggiunge la stabilità il climax, quindi la diversità è favorita poiché sono
favorite quelle specie più competitive che escludono le altre. Ad un livello intermedio di disturbo la
diversità è massima perché la specie che prosperano negli stadi precoci e tardivi della
successione possono coesistere.

47) Quali sono le assunzioni ecologiche alla base rispettivamente del modello esponenziale
e del logistico per l’accrescimento di una popolazione? Spiega anche l’equazione dei
due modelli.
Per il modello esponenziale dobbiamo considerare la velocità di cambiamento istantaneo dal
numero di individui (variazione degli individui nel tempo) r=b-d. Questa velocità di cambiamento è
strettamente legato al numero di individui che
compongono la popolazione. Assume inoltre che le
risorse essenziali siano illimitate e che l’ambiente sia
costante.

K capacità portante numero max di individui che


l’ambiente può supportare, nei modelli è costante ma
nella realtà è variabile.

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Il modello di crescita logistica prende un accrescimento limitato dalla k. L’equazione prevede
l’aggiunta di (1-N)/K che riduce la crescita della popolazione quanto più le sue dimensioni si
avvicinano a K:

- N piccolo esponenziale

- N=K la crescita si ferma e si stabilizza la popolazione

- N=K/2 capacità massima di crescita.

Essa prevede varie sempli cazioni e presupposti che non si veri cano nella maggior parte delle
popolazioni:

- ogni individuo esercita i propri e etti sul resto della popolazione già dalla nascita

- Tutti gli individui producono gli stessi e etti

- Nascita e morte sono pressoché continui

- Non ci sono immigrazioni ed emigrazioni.

48) Quale è il numero massimo di livelli tro ci che ti aspetteresti di poter riconoscere
nell’analisi di un ecosistema? Dai una risposta crede orientati cioè sotto forma di
intervallo di valori e spiega perché questo è il massimo atteso
Il numero massimo di livelli tro ci che mi aspetto di trovare nell’analisi di un ecosistema va da 4 a
6. Il livello tro co è la porzione che un individuo facente parte di un gruppo occupa rispetto al
livello tro co di base che rappresentato dagli autotro o più esattamente il livello tro co
comprende tutti quegli organismi che ottengono energia dalla fonte primaria attraverso lo stesso
numero di passaggi. Questo perché nel passaggio da un livello all’altro si ha la perdita di energia
di circa il 90% quindi bastano pochi passaggi perché non rimane energia su ciente a supportare
un nuovo livello tro co. Questo è avvalorato dal fatto che tutta l’energia che arriva dal solo viene
assorbito solo l’1% dal primo livello tro co autotro e quindi al 4° avremo lo 0,0001% dell’energia
disponibile

49) Cos’è una rete tro ca? Quale delle sue proprietà mi sembra più importante e perchè?
Una rete tro ca è la rete dei ussi di energia e di materia tra i componenti di un ecosistema. In
essa le specie sono connesse da frecce che indicano i ussi energetici e di materia, in forma di
cibo, da un organismo all’altro. In una rete tro ca ci sono dei nodi basali cioè delle specie che non
ricavano energia da nessun altro nodo ad es autotro o detritivori e formano il 1° livello tro co.
Tuttavia sono delle sempli cazioni in quanto le dinamiche della comunità non possono essere
spiegate analizzando solo le relazioni dirette, sono importanti anche le indirette.

50) C’è una caratteristica delle reti tro che che è fondamentale per la valutazione della loro
stabilità?
Una delle proprietà che penso sia più importante è la complessità in quanto più una rete tro ca è
complessa e più aumenta la sua stabilità, almeno da un punto di vista teorico (la teoria generale ci
dice che la rete complessa è una rete più stabile, più è connessa e più è stabile, ma poi in base
ad alcuni studi modellistici, alcuni studiosi ritengono che la complessità invece favorisca una
riduzione della stabilità, intesa come una riduzione della ripetitività del passaggio dell’energia
attraverso certi canali, questo è corretto perché in una rete complessa i ussi sono indirizzati
sempre diversamente) e la sua resistenza alle perturbazioni. In più la rete complessa può essere
resiliente cioè ripristinare le condizioni iniziali dopo che c’è stata perturbazione.

51) Scegli un indice di diversità e spiega


La regola generale di diversità in ecologia indica che la diversità massima si ha quanto tutti gli
elementi hanno abbondanze simili per la quale la probabilità che se io prendo a caso due oggetti
questi siano della stessa specie è minima dunque la diversità e massima. Tre sono gli indici di
diversità basati sulle proporzioni maggiormente usati e sono:

- Simpson D che misura la probabilità che due individui presi a caso da un campione
appartengano alla stessa specie D= 1/ sommat.(da 1a S)pi^2, questo valore varia tra 0 (tanta
diversità) e 1 (1 sola specie);

- poi abbiamo l’indice di Shannon- Wiener H= - sommat. Pi log2 pi con proporzioni tra 0 e 1per
questo meno;

- Rendy misura l’entropia del sistema Ha= 1/1-a log sommat. pi^a.

Uso solo shannon, ma l’indice di diversità non mi dice nulla in assoluto dipende dal n di specie ed
individui. A partire dall’indice di Shannon determino una misura assoluta la everness rapporto tra
fi
fi
fi
fi
fi
fi
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fl
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ff
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ff
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fl
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fl
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fi
fi
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valore misurato e massimo teorico, normalizzo su una scala tra 0 e 1. La everness può essere
de nita come J=H-Hmin/Hmax-Hmin

Hmax=log2 S

Hmin= log2 N- (N-S+1/N) log2(N-S+1)

52) Collegamento tra rete del pascolo e detrito


Nella catena alimentare si identi cano delle funzioni
generali che si legano tra loro, come tra produttori
primari e carnivori (predazione). Nella rete tro ca,
contano tutte le interazioni complesse, che non sempre
coinvolgono individui di specie diverse (es. predazione
di piccoli da individui adulti della stessa specie
cannibalismo). La rete tro ca è dunque un’entità più
complessa ma al suo interno OVVIAMENTE si possono
riconoscere delle sequenze di interazioni speci che che
sono costanti e che possono rientrare in uno schema di
catena alimentare. Una catena alimentare molto
generale (erbivori-predatori-predatori di predatori) è la
sempli cazione di una rete tro ca, anche perché è
organizzata a livelli, ma contiene più specie per ogni
fascia. La catena alimentare può dunque rappresentare
una parte di una rete tro ca, o la stessa molto
generalizzata.
A sx quindi sul consumo di biomassa vegetale vivente. PPN sono i produttori primari che
esprimono un usso di energia in parte agli erbivori e in parte alla à SOM (sostanza organica
morta). Nella catena di pascolo, la produzione primaria è utilizzata sia da erbivori vertebrati che
invertebrati. Gli Ei sono predati sia da carnivori invertebrati che vertebrati, mentre gli Ev sono
predati solo da carnivori vertebrati. Possono esistere delle eccezioni, ma non sono il caso
generale. E lo stesso avviene ai “predatori dei predatori”. Ogni comparto perde dell’energia,
dissipa calore sotto forma di respirazione (R). La produzione primaria netta è il frutto dell’attività dei
produttori primari, quindi ciò che è prodotto e non la biomassa delle piante. Se si fosse
rappresentata la biomassa, allora sarebbe stato necessario aggiungere la freccia dell’energia
dissipata sotto forma di calore
Sulla dx tutte le carcasse e i ri uti di organismi vegetali e animali, vanno verso la sostanza
organica morta nella quale organismi detritivori e decompositori (microrganismi batterici e funghi)
se ne nutrono. I detritivori sono predati da carnivori vertebrati e invertebrati (simili e sovrapposti ai
Cv e Ci della parte sx). I decompositori sono predati da Microbivori e sono a loro volta predati da
carnivori superiori. Quindi la catena del pascolo è parallela a quella del detrito

53) Come faresti a ricostruire una rete tro ca da un ecosistema


Numerosi sono i metodi sia sperimentali sia matematici per studiare le reti tro che.

- Studi sierologici: l’uso dei metodi immunologici per la determinazione della rete tro ca.

- La tecnica d’analisi dei contenuti stomacali si è sviluppata contemporaneamente agli studi


immunologici. L’analisi dettagliata dei contenuti stomacali (GCA: gut contents analysis) è usata
per mettere in evidenza la velocità di consumo pro capite, permette di determinare la nicchia
tro ca occupata dalla specie, e può essere usata per valutare l’impatto dei predatori sulle
specie predate; Si procede esaminando il contenuto gastrico o, qualora non fosse presente uno
stomaco di erenziato, il contenuto della sezione cefalica dell’intestino. Tuttavia, l’analisi
fornisce solo un’istantanea della dieta di un predatore, dieta che può essere estremamente
variabile nel tempo

- test di laboratorio di preferenza tro ca. In sostanza, tali test veri cano l'attrattività tro ca di una
potenziale preda in condizioni di scelta singola o multipla. Il predatore è preventivamente
mantenuto in condizioni di digiuno tale però da non diminuire o in uenzare negativamente la
sua capacità predatoria; un’e ettiva valutazione dell’interazione reale.

- L’analisi degli isotopi stabili (SIA: stable isotope analysis) fornisce una misura integrata
dell’assimilazione e permette di valutare i relativi contributi alla rete tro ca delle risorse con
distinte rme isotopiche e dà informazioni sullo stato tro co degli individui appartenenti alla
fi
fi
fi
fi
ff

fl
fi
fi
ff
fi
.

fi
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.

fi
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rete tro ca con cui si può andare a seguire la linea di consumo alimentare. L’arricchimento
di erenziale degli isotopi del carbonio, espresso come 13C/12C [δ 13C (‰)], rivela i contributi di
di erenti fonti di cibo alla rete tro ca e questa proprietà è usata per tracciare il usso di
carbonio attraverso le comunità animali (Sulla base dei due diversi patterns fotosintetici
caratteristici delle piante terrestri (classi cate come C3 e C4), la ssazione dell’anidride
carbonica produce un frazionamento caratteristico che si traduce in valori distinti di δ13C. Le
piante C3 (quelle delle regioni temperate) sintetizzano un composto a tre atomi di carbonio sulla
base del ciclo di Calvin-Benson e presentano un valore medio di δ13C pari a -26.5‰. Le piante
degli ambienti caldi e aridi, classi cate come C4, sintetizzano un composto a 4 atomi di
carbonio sulla base del ciclo di Hatch-Slack e hanno un valore medio di δ13C pari a -12.5‰. I
valori più bassi rilevati nelle piante C3 rispetto alle C4 implicano che nelle prime vi è una
maggiore discriminazione dell’isotopo pesante che si traduce in una maggiore perdita di 13C
nel corso dei processi metabolici.). L’arricchimento degli isotopi dell’azoto, espresso come 15N/
14N [δ 15N (‰)], è stato usato specialmente come indicatore dello stato tro co, salendo lungo la

catena alimentare è stato osservato un costante incremento dei valori di δ15N di circa il 3-5‰
che è probabilmente associato a una maggiore escrezione di 14N sotto forma di urea (ambiente
terrestre) o ammonio (ambiente marino) e di conseguenza all’utilizzo preferenziale di 15N nella
sintesi dei tessuti.

- Metodi indiretti: stima dei coe cienti di predazione dai dati di censo tramite metodi di
regressione.

54) Descrivi le a nità e il comportamento erbivori grazer (brucanti) e parassiti e carnivoro?


Cos’è un parassita… def erbivoro…un carnivoro procacciatore secondario…energia parassita
ricava tantissimo a livello di energia non ha dispendio, un erbivoro ha un e cienza ecologica
bassa digestione elaborata statico il carnivoro ci deve mettere il gatto rande dispendio energetico
per la preda. Riferimenti anche sulla teoria del foraggiamento e preda predatore di erenza tra
erbivoro e carnivoro e modello preda predatore molto più incentrato su carnivoro

55) Pompa di solubilità e biologica permettono di capire gli scambi che avvengono negli
oceani, parlane
Gli oceani sono in equilibrio con l’atmosfera regolati dalla pressione parziale di CO2, per cui lo
scambio dipende dalla temperatura se fredda da atmosfera a mare, se calda viceversa. Questi
ussi sono generati da fenomeni di natura sica. Ci sono parti del pianeta dove sono presenti in
aggiunta anche le immissioni di natura antropica, assorbiti dall’oceano Meridionale. Questi
fenomeni sono regolati da processi di natura oceanogra ca quale El Nino che è una
rappresentazione del usso di CO2 in diverse regioni, negli anni in cui è presente questo
fenomeno vi è una maggiore solubilità della CO2 a di erenza degli anni in cui non c’è dove
avviene un forte rilascio di CO2 = fenomeno ciclico.

Parliamo poi della pompa di solubilità noi sappiamo che l’oceano meridionale come detto prima
ha il 40% di CO2 antropica, esso presenta acque fredde (dai venti) la CO2 in esso si scioglie per
cui si ha un aumento della densità dalla concentrazione di CO2 queste acque a ondano e
vengono sostituite dalle acque del nord. Si crea un circolo per cui le acque fredde scendono
verso il fondo e vengono spinte verso nord premute da quelle che si ra reddano in super cie,
mentre le acque super ciali da nord sono richiamate verso sud dal fatto che lì ci sono acque che

affondano. Il livello deve rimanere lo stesso. Queste acque profonde scorrono verso nord
portano con sé una maggior quantità di CO2. Questo fenomeno fa sì che tutte le acque profonde
degli oceani del pianeta siano più fredde e più concentrate di CO2, quel 40% quindi che si scioglie
in quelle acque, rimane lì poiché quelle acque rimangono sul fondo. Solo dopo un certo tempo
risalgono. Si sa che la circolazione profonda delle acque oceaniche segue uno schema che prende
il nome di conveyor belt (=nastro trasportatore) e ci sono delle correnti di fondo che attraversano
gli oceani del pianeta e ci sono delle zone dove le acque tendono a risalire per effetto di questa
circolazione globale, oltre al fatto che le acque super ciali si spostano e richiamano quelle
profonde e un po’ perché quelle profonde per vari motivi tendono a riscaldarsi e a tornare in
super cie. Quando tornano in super cie rilasciano la CO2 di cui si erano caricate e il rilascio sarà
più rapido se l’atmosfera si sarà riscaldata
La pompa biologica è legata alla produzione primaria che riguarda diversi tipi di organismi
toplanctonici e cianobatteri ed interagisce con tutte le reti tro che misura contenitori chiaro scuro
e sonde uorimetriche
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56) Di erenza parassiti parassitoidi


Il parassita è privo di vita autonoma e dipende dall'ospite a cui è più o meno intimamente legato
da una relazione anatomica e siologica obbligata, ha una struttura anatomica e morfologica
sempli cata rispetto all’ospite, il suo ciclo vitale del è più breve di quello dell'ospite e si conclude
prima della morte dell’ospite. Il parassita ha rapporti con un solo ospite che invece può avere
rapporti con più parassiti. Possiamo distinguere microparassiti (es. batteri, virus e protozoi),
macroparassiti (es nematode, vermi piatti ecc…) e anche piante parassite (non fotosintetizzanti
totalmente dipendenti, fotosintetizzanti usano lo xilema per + nutrienti). Inoltre si parla di
endoparassiti all’interno ed ectoparassiti esteri sull’ospite. La loro trasmissione può essere diretta
o indiretta mediante vettori.

Il parassitoide, è un organismo vivente che instaura con un altro individuo, detto ospite, a ne dal
punto di vista tassonomico, un rapporto tro co ascrivibile al parassitismo, si di erenzia dallo
stesso per alcune peculiarità che lo avvicinano al rapporto di predazione.

La principale di erenza tra un parassitoide e un parassita propriamente detto consiste


nell'evoluzione del rapporto tro co:

- Il parassitismo s'identi ca in una forma particolare di simbiosi in cui uno solo degli organismi
trae vantaggio; il parassita infatti sfrutta funzioni vitali dell'ospite sottraendogli risorse e, per
questo, danneggiandolo, ma senza provocarne la morte.

- Il parassitoide instaura con l'ospite un rapporto tro co del tutto indipendente dalla siologia
dell'ospite, nutrendosi indi erentemente dei suoi tessuti. Questo rapporto ha analogie con la
predazione e si esaurisce di fatto con la morte della vittima, quasi sempre prima che questa
abbia raggiunto il completo sviluppo.

Altra differenza è che nel parassitismo propriamente detto non c'è necessariamente af nità
logenetica e il rapporto tro co s'instaura anche fra organismi che occupano posizioni remote
nell'albero logenetico; nel parassitoide l’af nità è a livello di classe, possono esservi casi rari
relativamente a ordini e famiglie no al caso estremo dell’autoparassitismo (in cui l’ospite e il
parassitoide appartengono alla stessa specie, analogia con il cannibalismo presente nei rapporti di
predazione)

57) Cosa sono i biomi


Un’ampia porzione di biosfera, insieme di ecosistemi, individuati e classi cata in base
all’omogeneità della vegetazione dominante caratteristica, per quale cambiano la specie vegetale
ma non la sua caratterizzazione.

Es:

- foresta pluviale tropicale nella fascia equatoriale presenta massima diversità caratterizzata da
uno scarso sottobosco (poca luce arriva al suolo) e da giungla (piante pioniere che codominano
le zone non coperte dal bosco);

- Prateria temperata fa da contorno ai deserti con rilievi bassi, graminacee ed erbe (prateria alta e
bassa) pochi alberi;

- Tundra con una temperatura media annuale minore di 0°C breve estate e basse temperature,
mancano le specie arboree, per di più presenta muschi, licei e piccoli arbusti unici alberi sono i
salici decidui e le betulle;

Ciclo del calcio

Mimetismo = si intende la capacità di un organismo di imitarne un altro a scopo di trarne


vantaggio, possiamo distinguerne varie tipologie:

- Criptico, organismo che tende a confondersi con l’ambiente che lo circonda;

- Batesiano, organismo innocuo che sfrutta le somiglianza con specie aposemantiche che vive
nello stesso territorio, ne imita colorazione e comportamenti;

- Colorazione aposemantica, colorazione di una parte del corpo più o meno estesa ai ni di
avvertimento contro possibili predatori -> animali tossici o velenosi;

- Mulleriano, mimetismo di due specie inappetibili che sfruttano la stessa colorazione per
avvertire i predatori;

- Automimetismo, individui della stessa specie con diversi gradi di incommestibilità fungono da
mimo e da modello, si imitano.

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Evoluzione si intende il cambiamento, all'interno di una popolazione, delle caratteristiche
ereditabili col passare delle generazioni. Sebbene i cambiamenti tra una generazione e l'altra
siano generalmente piccoli, il loro accumularsi nel tempo può portare un cambiamento
sostanziale nella popolazione, attraverso i fenomeni di selezione naturale e deriva genetica, no
all'emergenza di nuove specie.

- Divergente alcune caratteristiche fenotipiche nel corso del temo tra due specie si sono
di erenziate;

- Convergente il fenomeno per cui specie diverse che vivono nello stesso tipo di ambiente, o in
nicchie ecologiche simili, sulla spinta delle stesse pressioni ambientali, si evolvono
sviluppando, per selezione naturale, determinate strutture o adattamenti che li portano ad
assomigliarsi moltissimo;

- Parallela evoluzione nello steso tempo di due specie diverse ma con un antenato comune;

- Coevoluzione processo di evoluzione congiunta di 2 o più specie della stessa comunità che
interagiscono tra loro tanto strettamente al punto da costituire ciascuna un fattore selettivo per
l’altra e si in uenzano vicendevolmente.

Distribuzione: è tutto ciò che dipende dalla scala di osservazione e dalle condizioni ambientali
non è una proprietà della specie può essere di 3 tipi aggregata, regolare o casuale.

HNLC oceano meridionale:


E' caratterizzata cioè da concentrazioni di nutrienti relativamente abbondanti, che però non
determinano elevate concentrazioni di cloro lla, come invece accade in altre aree oceaniche in cui
sono presenti le medesime concentrazioni di nitrati, ammonio e fosfati. Varie ipotesi sono state
proposte, tra cui le più importanti si sono dimostrate essere l'ipotesi di pressione da parte dei
predatori (grazing), e l'ipotesi della limitazione da micronutriente, concorrono entrambi nel
determinare le condizioni HNLC presenti nel Paci co equatoriale.

Il toplancton presente nell'area paci co equatoriale è infatti dominato da organismi di piccole


dimensioni, appartenenti al pico- e nanoplancton, caratterizzati da alti tassi di crescita, mentre
sono presenti in percentuali molto basse le diatomee; il microzooplancton sia in grado di predare
e cientemente questi organismi planctonici; e come, inoltre, sia caratterizzato da tassi di crescita
tali da poter rispondere molto velocemente ad un aumento anche improvviso della loro
abbondanza. La pressione di grazing sembra quindi essere il fattore dominante nel determinare
concentrazioni di biomassa residente costanti nel tempo; tuttavia non può spiegare da sola le
basse concentrazioni di cloro lla caratteristiche dell'area paci co equatoriale. Queste basse
concentrazioni sono dovute ai tassi di produttività primaria, che sono a loro volta determinati dalle
basse concentrazioni di micronutrienti.

Tra i micronutrienti responsabili il ferro è il più importante. In questi esperimenti infatti è stato
dimostrato come, a seguito dell'immissione in mare aperto di masse d'acqua arricchite in ferro, la
produttività del toplancton aumenti considerevolmente e si abbiano conseguenti aumenti della
biomassa residente. Questo aumento di biomassa è determinato prevalentemente da un aumento
della percentuale di biomassa legata alle diatomee; sebbene infatti, nel caso in cui il ferro non sia
più limitante, anche gli organismi planctonici di dimensioni minori registrino un aumento di
produttività primaria, questa non si traduce in un aumento della loro biomassa in quanto questi
organismi, come detto in precedenza, sono e cacemente predati dal microzooplancton. Le
diatomee invece, caratterizzate da dimensioni maggiori, non sono predate altrettanto
e cacemente, e quindi, se non limitate dal ferro, riescono a produrre notevoli aumenti di
biomassa. Recentemente si è dimostrato come gli organismi toplanctonici di dimensioni più
piccole siano favoriti rispetto a quelli di dimensioni maggiori, come le diatomee, in condizioni di
limitazione da ferro, in quanto per poter sopravvivere necessitano di quantità minori di ferro. Le
basse concentrazioni di ferro, quindi, oltre a limitare la produttività primaria, determinano anche la
composizione della comunità toplanctonica del Paci co equatoriale dominata da organismi di
piccole dimensioni.
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