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LO SPORT NELL’UMANESIMO

BONETTI:

COSA E’ L’UMANESIMO?

Verso la metà del XIV secolo, e sino al XVI, prende piede in Italia l'umanesimo. Si
ricomincia a dare importanza alla vita terrena e non solo a quella ultraterrena.
L'Umanesimo rappresentò il punto di partenza di un processo che propose un nuovo modo
di concepire la cultura, riscoprendo e valorizzando l'individuo nella sua dimensione unitaria
e inscindibile di anima e corpo.

DA QUESTO NACQUERO DI CONSEGUENZA…

Sullo sfondo di questo nuovo panorama culturale si svilupparono nuovi metodi di


insegnamento-apprendimento, nel tentativo di dare ai ragazzi un'educazione globale che
comprendesse non solo lo sviluppo delle facoltà cognitive, ma anche delle potenzialità
fisico-motorie.
In questo periodo infatti si parlò di educazione umanistica perché si fece riferimento
all'uomo nella sua integrità fisica, psichica, culturale e spirituale, assistendo ad una vera e
propria rivoluzione che coinvolse ogni aspetto del contesto scolastico.
Sorsero numerose scuole pubbliche, cambiarono metodi e contenuti, si svilupparono nuovi
insegnamenti.
Questo periodo provocò una riconsiderazione della ginnastica intesa non più come
strumento di preparazione alla guerra, ma come fondamento dell'educazione e della
formazione del fisico, rivalutando quella dimensione corporea per lungo tempo estromessa
dal processo educativo. Nel panorama culturale dell'Umanesimo, tra gli autori che nelle loro
opere affrontarono il tema del corpo e dell'attività fisica, ricordiamo Pier Paolo Vergerio e
Vittorino da Feltre.

Vergerio assegnò all'educazione un compito importante: formare i fanciulli alle virtù,


attraverso la ricerca di un equilibrio perfetto tra la cura del corpo e la cura dell'anima. Lo
sviluppo delle virtù, infatti, non riguardò solo l'anima, ma coinvolse anche il co rpo che
avrebbe dovuto essere educato e curato non solo attraverso pratiche di carattere igienico,
ma anche attraverso un'educazione fisica strettamente collegata all'istruzione militare. Le
attività educative in questa visione vennero integrate ed alterna te a passatempi come la
caccia, la pesca, l'equitazione, le passeggiate e i giochi con la palla che rilassavano, ma
nello stesso tempo, grazie all'azione del movimento, rassodavano le membra del corpo

Il pensiero di Vittorino da Feltre seguì un orientamento differente, fissando gli scopi


dell'educazione fisica in un contesto più ampio che considerò come fondamenti della
persona umana il corpo, il cuore e lo spirito.
Vittorino mirò ad uno sviluppo armonico della personalità attraverso l'attività intellettu ale e
l'esercizio fisico; la pratica della ginnastica, da questo punto di vista, risultò fondamentale
per la cura del corpo in quanto consentiva di allontanare dai vizi dell'ozio, accrescendo il
vigore e migliorando la salute e le funzioni organiche e mentali.
Per realizzare le sue teorie, Vittorino istituì la "Ca’ Giocosa (o gioiosa)", un complesso di
edifici scolastici concepiti come un luogo ideale dove poter conciliare l’attività di svago ed
educazione fisica con quella dello studio delle discipline scolastiche.
Secondo Vittorino, lo sviluppo fisico di ogni fanciullo doveva essere guidato da esercizi
fisici quotidiani che fortificavano il corpo e accrescevano sia l'energia fisica che la forza
morale di ogni persona.
PRADELLA

Nel Rinascimento si diffuse una riscoperta dell'educazione fisica ispirata ai modelli classici
greci e romani.
Mercuriale (medico e professore universitario) scrisse ‘’De Arte Gymnastica’’, che può
essere considerata il primo trattato storico sull'educazione fisica. Nei primi tre libri, venne
effettuata dall'autore una disamina storica relativa alla ginnastica greco -romana, mentre
negli ultimi tre libri, vennero analizzati gli aspetti medici della ginnastica, evidenziando i
vantaggi che derivavano dalla pratica di esercizi fisici. Inoltre ndividuò tre forme di
ginnastica:

1. militare, caratterizzata da esercizi violenti finalizzati a rendere i giovani abili nell'uso delle
armi;
2. atletica, volta a far conseguire agli atleti forza e abilità;
3. medica, relativa alla medicina conservativa, che aveva come scopo la conservazione dello
stato di salute del corpo per raggiungere una perfetta costituzione fisica.

Mercuriale riteneva fondamentale la ginnastica militare ma nei suoi ultimi tre libri
approfondisce gli aspetti medici della ginnastica e individua nell’uomo tre categorie:

- sani che possono fare ginnastica senza problemi;


- malati, ai quali bisogna applicare la ginnastica con assoluta cautela,
localizzandola a quelle parti del corpo che si vogliono mobilizzare;
- neutri rappresentati da vecchi o persone convalescenti che possono praticare
esercizi graduali in relazione alle loro condizioni (10).

Infine, l'autore individuò alcune attività motorio-sportive come passeggio, corsa, salto,
gioco con la palla, sollevamento pesi, lotta, pugilato, nuoto, equitazione, la cui pratica
poteva apportare benefici alla salute dei soggetti.
Nella prospettiva scientifica di Mercuriale, l'apprezzamento dei molteplici benefici che
potevano derivare dalla pratica di attività motorie affermò la nuova concezione che gli
umanisti ebbero dell'uomo: corpo e anima erano considerati un tutt'uno e il benessere
dell'uomo derivava quindi dall'armonia delle sue componenti interne e dall'equilibrio delle
funzioni del corpo.

La rivoluzione pedagogica operata dal Rinascimento favorì il ritorno a scuola di quella che
ancora non si chiamava educazione fisica, ma ginnastica che si fondava sul riconoscimento
e sul riscatto del corpo, autonomo rispetto all'anima. L'età umanistico - rinascimentale gettò
le basi dei moderni giochi di squadra. In questo periodo si svilupparono numerosi giochi
con la palla dai quali probabilmente derivarono il calcio e il rugby; si svilupparono molte
attività legate soprattutto all'arte della guerra come la corsa, il salto in alto, il pugilato, la
lotta, la scherma e l'equitazione.
Lo sport era praticato anche tra i ragazzi, in particolare la mosca cieca, il catturare farfalle
far volare gli aquiloni, le trottole ed i birilli.
In conclusione il corpo fortificato dagli esercizi è meglio preparato allo studio e al
compimento del dovere, lo spirito ben formato può disciplinare il corpo incanalandone le
energie verso uno sviluppo armonico.
Si assiste alla nascita di una ginnastica pedagogica, di una educazione fisica come
momento formativo della persona, valido di per se stesso anche se non finalizzato
utilitaristicamente.