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Protezione dalle Sovratensioni

Dott. Ing. Pietro Antonio SCARPINO


Docente di Elettrotecnica – Facoltà di Ingegneria Università di Firenze

Benjamin Franklin (1706 – 1790)


Le scariche atmosferiche o volgarmente chiamati fulmini, sono fenomeni di
scarica violenti che producono in tempi brevissimi correnti di intensità molto
elevate che possono raggiungere e superare i 200 kA.
A causa dell'enorme energia sviluppata nel breve tempo sono eventi che si
possono ripercuotere con tutto il loro potenziale distruttivo sui componenti o
sugli impianti e nei casi più gravi sulle persone e sugli animali.

Per prevenire i rischi dovuti a questi


fenomeni di origine naturale si rende
necessario uno studio approfondito e
il rilievo dei fulmini a terra per mezzo
di strumenti sensibili al campo
elettromagnetico prodotto dalla
corrente di fulmine.

Valori medi della frequenza di


fulminazione per unità di superficie
Intensità delle fulminazioni dirette
Forma d’onda della corrente di fulmine
Formazione delle scariche atmosferiche
In caso di temporale può accadere che
le nuvole e il suolo si comportino come
le armature di un condensatore.
L'aria è il dielettrico interposto tra
queste enormi armature, una miscela
di gas isolante costituita principalmente
da azoto e ossigeno.

La rigidità dielettrica dell'aria, in base al valore del campo elettrico che si stabilisce
tra cielo e terra, può essere superata e si può verificare il fenomeno della scarica
elettrica che comunemente viene definita fulmine.

Le cariche elettriche di segno opposto


che si sono formate si separano
posizionandosi in parte verso l'alto
(cariche positive costituite dai cristalli
di ghiaccio) e in parte verso il basso
della nube (cariche negative costituite
dalle goccioline di acqua).
E' da questo momento che nella
nuvola si formano i primi lampi.
Tipologie di scarica atmosferica
In funzione della direzione nella quale si propagano e della carica elettrica
possono distinguersi in discendenti (quando hanno origine dalla nube) o
ascendenti (quando hanno origine da strutture a terra), positivi o negativi.

In territori pianeggianti e in presenza di strutture di altezza modesta si verificano


prevalentemente fulmini discendenti mentre su strutture esposte e/o di altezza
elevata i fulmini ascendenti sono preponderanti.

La probabilità di impatto aumenta con l’altezza e cambiano le condizioni fisiche.


Danni dovuti al fulmine:
Danni alla struttura
Un fulmine che colpisce una struttura può causare danni alla struttura
stessa e ai suoi occupanti ed al suo contenuto, compresi i guasti agli
impianti interni.
I danni ed i guasti possono estendersi anche nelle vicinanze della
struttura e possono talvolta interessare l’ambiente. Le dimensioni di
detta estensione dipendono dalle caratteristiche della struttura e da
quelle del fulmine.

Analisi condotta in Francia nel


2004 per il settore residenziale
Fortezza di Radicofani (SI)
Normativa di riferimento:

Dal 1 febbraio 2007


le Norme CEI 81-1 e CEI 81-4,
nonché la Guida CEI 81-8,
vengono abrogate
e sostituite dalle Norme CEI EN 62305/1-4

Le misure di protezione
previste secondo le precedenti
Norme CEI 81-1 e 81-4 e la Guida CEI 81-8
sono in genere ritenute egualmente idonee agli effetti della
sicurezza.
sicurezza

Questa nuova serie di norme si applica all’esecuzione di nuove realizzazioni


delle misure di protezione contro il fulmine per le strutture e i servizi ad esse
connessi, nonché alle trasformazioni radicali di quelle esistenti.
La serie di Norme CEI EN 62305/1- 4 è composta dalle seguenti quattro parti:

CEI EN 62305-1 “Protezione contro i fulmini. Principi generali”


CEI EN 62305-2 “Protezione contro i fulmini. Valutazione del rischio”
In CEI EN 62305-3 “Protezione contro i fulmini.
Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone”
CEI EN 62305-4 “Protezione contro i fulmini.
Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture”

La serie di Norme CEI EN 62305/1- 4 sostituisce i seguenti documenti


normativi:
Norma CEI 81- 1: “Protezioni delle strutture contro i fulmini”
Norma CEI 81- 4: “Protezioni delle strutture contro i fulmini. Valutazione
rischio dovuto al fulmine”
Out Guida CEI 81- 8: “Guida d’applicazione all’utilizzo di limitatori di
sovratensione sugli impianti utilizzatori di bassa
tensione”.
Possibili sorgenti di danno alla struttura:
La corrente di fulmine è la sorgente del danno.
Le seguenti situazioni devono essere prese in considerazione in funzione della
localizzazione del punto di impatto rispetto alla struttura:

S1 fulmine sulla struttura;


S2 fulmine vicino alla struttura;
S3 fulmine sui servizi entranti nella
struttura;
S4 fulmine in prossimità dei servizi
entranti nella struttura
Il fulmine sulla struttura
può causare:

• danno meccanico immediato, incendio e/o esplosione dovuto al


plasma incandescente del canale stesso, o al riscaldamento dei
conduttori connesso con il fluire della corrente (sovratemperatura
inaccettabili), o alla carica trasportata (fusione del metallo);

• incendio e/o esplosione provocati da scariche dovute a sovratensioni


risultanti da accoppiamenti resistivi e induttivi e dal fluire di parte della
corrente di fulmine;

• danni alle persone dovuti alle tensioni di passo e di contatto causate


da accoppiamenti resistivi e induttivi;

• guasti o malfunzionamenti degli impianti interni dovuti al LEMP.


Il fulmine vicino alla struttura

può causare:
• guasti o malfunzionamenti degli impianti interni dovuti al LEMP.

Il fulmine sui servizi entranti nella struttura

può causare:

• incendio e/o esplosione iniziati da scariche dovute a sovratensioni e


alle correnti di fulmine trasmesse tramite il servizio entrante;
• danni alle persone per le tensioni di contatto all’interno della struttura
dovute alle correnti di fulmine trasmesse tramite il servizio entrante;
• guasti o malfunzionamenti degli impianti interni dovuti alle
sovratensioni che si localizzano sulle linee entranti e che sono trasmesse
alla struttura.
Il fulmine in prossimità dei servizi entranti nella
struttura
può causare:

• guasti o malfunzionamenti degli impianti interni dovuti alle


sovratensioni indotte nelle linee entranti e trasmesse alla struttura.

Principali tipi di danno alla struttura:

 D1:
D1 danni ad esseri viventi dovuto a tensione di contatto e di
passo;

 D2:
D2 danni materiali (incendio, esplosione, distruzione meccanica,
rilascio di sostanze chimiche) dovuti agli effetti della corrente di
fulmine, scariche distruttive incluse;

 D3: guasti agli impianti interni dovuti al LEMP.


Sorgenti e tipo di danno su un servizio

La corrente di fulmine è la sorgente del danno.

Le seguenti situazioni devono essere prese in considerazione in funzione della


localizzazione del punto d’impatto rispetto al servizio considerato:

S1 fulmine sulla struttura servita

S3 fulmine sul servizio entrante nella struttura

S4 fulmine in prossimità del servizio entrante nella struttura


Tipologie di perdita
Ciascun tipo di danno, solo o in combinazione con altri, può produrre differenti
perdite nell’oggetto da proteggere. Il tipo di perdita che può verificarsi dipende
dalle caratteristiche dell’oggetto stesso.

La Norma considera i seguenti tipi di perdita:

L1 perdita di vite umane

L2 perdita di servizio pubblico

L3 perdita di patrimonio culturale insostituibile

L4 perdita economica (struttura e suo contenuto, servizi e perdita di attività

Le perdite di tipo L1, L2 ed L3 possono essere considerate perdite di valori


sociali mentre la perdita di tipo L4 è esclusivamente una perdita economica.
Le perdite in una struttura:

L1 perdita di vite umane

L2 perdita di servizio pubblico

L3 perdita di patrimonio culturale insostituibile

L4 perdita economica (struttura e suo contenuto).

Le perdite in un servizio:

L1 perdita di vite umane

L4 perdita economica (servizi e perdita di attività).


Punto Sorgente Tipo di Tipo i perdita
d’impatto di danno danno
Struttura S1 D1 L1, L4
D2 L1, L2, L3, L4
D3 L1, L2, L4

In prossimità S2 D3 L1, L2, L4


della
struttura

Servizi S3 D1 L1, L4
entranti nella D2 L1, L2, L3, L4
struttura D3 L1, L2, L4

In prossimità S4 D3 L1, L2, L4


di un servizio
Valutazione del rischio
Per valutare se la protezione sia o meno necessaria,
deve essere effettuata la valutazione del rischio considerando:
R1 : perdita di vite umane
R2 : perdita di servizio pubblico
R3 : perdita di patrimonio culturale insostituibile
R4 : perdita economica
La protezione contro il fulmine é necessaria se il rischio R (R1, R2 ed R3) é
superiore al livello di rischio tollerabile RT

R > RT
In questo caso devono essere adottate misure di protezione al fine di ridurre il
rischio R (R1,R2 ed R3) al valore di rischio tollerabile RT

R ≤ RT
Se uno o più tipi di perdita possono verificarsi nell’oggetto da proteggere, la
condizione R ≤ RT deve essere soddisfatta per ciascun tipo di perdita
(L1, L2 e L3).
Struttura da considerare per la valutazione del rischio

La struttura da considerare comprende:


– la struttura stessa;
– gli impianti nella struttura;
– il contenuto della struttura;
– le persone nella struttura e quelle nella fascia fino a 3 m all’esterno della struttura;
– l’ambiente circostante interessato da un danno alla struttura.
La protezione non comprende i servizi esterni connessi alla struttura

Rischio tollerabile RT
La definizione dei valori di rischio tollerabili RT riguardanti le perdite di valore
sociale è responsabilità dei competenti comitati nazionali.
Valori rappresentativi di rischio tollerabile RT, quando il fulmine coinvolge la perdita
di vite umane o perdite sociali o culturali, sono riportati nella tabella seguente:
Organigramma
per il calcolo del rischio
Parametri della corrente di fulmine

Esistono due tipi principali di fulmine:

• Fulmini discendenti iniziati da canali procedenti dalla nube verso terra

• Fulmini ascendenti iniziati da canali procedenti da una struttura a terra


verso la nube.

In territori pianeggianti e in presenza di strutture di altezza modesta si verificano


prevalentemente fulmini discendenti mentre su strutture esposte e/o di altezza
elevata i fulmini ascendenti sono preponderanti.
La probabilità di impatto aumenta con l’altezza e cambiano le condizioni fisiche.

Una corrente di fulmine è costituita da uno o più colpi diversi tra loro:

• Colpi brevi aventi durata inferiore a 2 ms


• Colpi lunghi aventi durata superiore a 2 ms
Definizione dei parametri del colpo breve

Tipicamente: 2 ms < Tcolpo lungo < 1 s

Definizione dei parametri del colpo lungo


Progetto ed installazione di misure di protezione contro
l’impulso elettromagnetico del fulmine (LEMP)
Gli impianti elettrici ed
elettronici sono soggetti a
guasti dovuti all’impulso
elettromagnetico (LEMP). Per
evitare guasti negli impianti
interni è quindi necessario
adottare misure di protezione
contro il LEMP.
La protezione contro il LEMP si
basa sul concetto di zona di
protezione (LPZ): il volume
contenente gli impianti che
devono essere protetti può
essere diviso in LPZ.
Queste zone sono volumi ideali
definiti, in cui la severità del
LEMP è compatibile con il
livello di tenuta degli impianti
interni al volume
Scariche atmosferiche

Si tratta di un fenomeno naturale di grande portata. I fulmini rilasciano una potenza


che può raggiungere diverse centinaia di gigawatt e possono avere un effetto
distruttivo o perturbatore su impianti elettrici situati a diversi chilometri di distanza
dal punto in cui si manifestano.
Le scariche atmosferiche possono determinare diversi fenomeni in un impianto
elettrico:

Fulminazione diretta
• Fulminazione diretta dei sistemi esterni di
protezione da scariche atmosferiche (LPS) o di parti
conduttrici esterne collegate a terra (antenne,
condutture metalliche...). Accoppiamento galvanico.
La resistenza del sistema di messa a terra, nel disperdere
la corrente del fulmine, provoca un aumento della
tensione del conduttore di protezione di terra (PE) fino a
diverse migliaia di volt (effetto ohmico). D’altra parte, il
potenziale dei conduttori attivi rimane 230 V per le fasi e
zero per il neutro (potenziale remoto del trasformatore).
Le apparecchiature elettriche collegate tra la rete di
alimentazione e la terra perdono isolamento e vi fluisce
parte della corrente del fulmine.
Fulminazione diretta delle linee aeree.
aeree
• Accoppiamento conduttivo.
L’elevata quantità di energia che entra
direttamente nell’impianto distrugge le
apparecchiature elettriche o elettroniche
collegate alla rete di alimentazione.

Fulminazione indiretta
• Accoppiamento induttivo.
Il campo elettromagnetico creato dal fulmine
genera una sovratensione in ogni anello
dell’impianto (effetto trasformatore
/accoppiamento elettromagnetico).
Le linee aeree presentano anelli in quanto il
neutro o il PE sono collegati ripetutamente a
terra (ogni due o più pali).
Le scariche atmosferiche nelle vicinanze delle
linee aeree generano una sovratensione in
queste linee.
Anche i fulmini che colpiscono il sistema
esterno di protezione contro le scariche
atmosferiche di un edificio (LPS) generano una
sovratensione negli anelli formati dai cavi.
Definizione dei parametri del colpo breve

Tipicamente: 2 ms < Tcolpo lungo < 1 s

Definizione dei parametri del colpo lungo


Forma D’onda della sovratensione
Limitatori di sovratensione
Le 2 funzioni di un SPD:
- deviazione della corrente impulsiva verso terra.
- limitazione della sovratensione (in questo caso 1,4 kV).
Tenuta all’impulso delle apparecchiature.
I livelli di tolleranza delle apparecchiature alle sovratensioni impulsive sono
classificati secondo 4 categorie (come indicato nella tabella
seguente) conformemente alle IEC 60364 e IEC 60730-1
Forme d’onda 10/350 µs e 8/20 µs
SPD: Tecnologia a spinterometri
SPD: Tecnologia a spinterometri
SPD: Tecnologia a varistori
SPD: varie tipologie costruttive
Curva caratteristica della tensione di rete in caso di
intervento di uno scaricatore per corrente da fulmine
Effettofrangionda dello spinterometro
Effettofrangionda dello spinterometro
Effettofrangionda dello spinterometro
Scelta degli SPD
- rete monofase

La tensione d'esercizio max


ammissibile Uc del SPD, indicata
in Volt a frequenza industriale,
deve essere superiore alla
tensione applicata effettivamente
ai suoi morsetti.
Scelta degli SPD
- rete trifase + neutro

La tensione d'esercizio max


ammissibile Uc del SPD, indicata in
Volt a frequenza industriale, deve
essere superiore allatensione
applicata effettivamente ai suoi
morsetti.
Comparazione delle correnti di prova
Scelta di Iimp e In
Scelta di Iimp e In
Classificazione degli SPD
Come si propagano le sovratensioni
Le sovratensioni possono manifestarsi fra le parti attive e la terra (longitudinali o
di modo comune) oppure tra le parti attive (trasversali o differenziali). Nelle
sovratensioni di modo comune tutti i conduttori assumono la stessa tensione
verso terra perciò fra i conduttori attivi non si stabilisce alcuna sovratensione
mentre sono sollecitati gli isolamenti verso terra di fase e neutro. Il pericolo
maggiore lo corrono le apparecchiature dove la massa è connessa a terra
essendo non trascurabili i rischi di scariche nel dielettrico. Le sovratensioni di
modo differenziale interessano invece le parti attive (fase/fase o fase/neutro). In
questo caso sono sollecitati gli isolamenti fra i conduttori e si presentano
particolarmente pericolose per le apparecchiature elettroniche
Protezione dalle sovratensioni
in modo comune e differenziale
Principio di coordinamento
Caratteristiche
Protezione dalle sovratensioni e dispositivi di protezione dai contatti indiretti

La figura seguente presenta l'impiego di SPD installati a valle di un interruttore differenziale che
potrebbe intervenire intempestivamente essendo attraversato dalla corrente impulsiva che si
scarica sul PE attraverso gli SPD

Se gli SPD sono installati a valle del dispositivo differenziale si potrebbero verificare degli
interventi intempestivi perché l'interruttore differenziale è attraversato dalla corrente
impulsiva che si scarica sul PE attraverso gli SPD
Il problema può essere risolto mediante lo schema nella figura sottostante con gli SPD installati
a monte del dispositivo differenziale.
Tale soluzione però ne pone immediatamente un altro nell'eventualità che l'SPD si danneggi e
chiuda in corto circuito un conduttore di fase o di neutro verso il PE.
Se, passata la sovratensione, L'SPD non ripristina l'isolamento verso terra, cioè se si stabilisce
una corrente susseguente, risulta inefficace la protezione contro i contatti indiretti.

Se gli SPD sono installati a monte del dispositivo differenziale il dispositivo differenziale non è
influenzato dalla corrente impulsiva che si scarica sul PE attraverso gli SPD ma, se non si
ripristina l'isolamento verso terra, potrebbe venire a mancare la protezione contro i contatti
indiretti.
Nello schema nella figura sottostante gli SPD sono installati a valle rispetto all'interruttore
differenziale. Un guasto sullo scaricatore collegato tra il neutro e il PE e un contemporaneo
cedimento dell'isolante dell'utilizzatore provoca una corrente che, in funzione della resistenza di
terra, se si tratta di un sistema TT, o dell'impedenza dell'anello di guasto, se si tratta di un
sistema TN, potrebbe non essere correttamente rilevata dall'interruttore differenziale. Questo
comporta un grave rischio per le persone perché una tensione pericolosa si stabilisce
sull'impianto di terra e sulle apparecchiature ad esso collegate.

Il contemporaneo guasto sullo scaricatore e sull'utilizzatore determina la circolazione di una


corrente che potrebbe non essere rilevata, in funzione della resistenza (sistema TT) o
dell'impedenza (sistema TN) dell'anello di guasto, dall'interruttore differenziale installato a
monte rispetto all'SPD collegato tra neutro e PE. Si pregiudica in questo caso la sicurezza
delle persone nei confronti dei contatti indiretti
La protezione contro le sovratensioni
Il dispositivo differenziale interviene invece correttamente quando gli scaricatori sono
installati a monte (fig. sotto) anche nel caso di contemporaneo guasto dell'utilizzatore
e dello scaricatore collegato tra neutro e PE.
Soluzioni installative in funzione del sistema di distribuzione

In un sistema TN-C o TN-S, dove l'impiego dell'interruttore differenziale non è


indispensabile al fine della protezione dai contatti indiretti, il fusibile o l'interruttore
automatico, in funzione dell'impedenza dell'anello di guasto, deve interrompere il
circuito sull'SPD nei tempi previsti dalle norme.

Interruzione di un guasto mediante protezione di sovracorrente


in un SPD installato in un sistema TN-C. La protezione contro i contatti indiretti è
assicurata se il fusibile interviene nei tempi previsti dalle norme
Interruzione di un guasto mediante protezione di sovracorrente
in un SPD in installato in un sistema TN-S
Anche in un sistema IT il dispositivo differenziale non è essenziale ai fini della
protezione contro i contatti diretti. Una condizione di guasto dell'SPD può essere
affrontata come in un sistema TN, quando le masse sono collegate tra loro, e
come in un sistema TT quando le masse sono connesse per gruppi o
singolarmente. In caso di guasto a terra sia dell'SPD sia dell'utilizzatore il
dispositivo di protezione deve intervenire nei tempi previsti dalle norme.

In un sistema IT, in caso di secondo guasto a terra causato dall'SPD, il dispositivo di


protezione deve intervenire secondo quanto stabilito dalle norme
In un sistema TT per la protezione dai contatti indiretti è generalmente impiegato
l'interruttore differenziale. Come descritto nelle figure precedenti l'installazione degli
SPD a monte dell'interruttore differenziale consente di risolvere le problematiche
relative all'interazione fra scaricatori e dispositivi differenziali.
Qualche difficoltà potrebbe però sorgere allorché, in caso di guasto dell'SPD
installato fra le fasi ed il PE, la corrente circolante verso terra, a causa dell'elevata
resistenza dell'anello di guasto, non fosse in grado di provocare l'intervento del
dispositivo di protezione contro le sovracorrenti; passata la sovratensione, se non
viene ripristinato l'isolamento, si potrebbe stabilire verso terra una corrente
susseguente tale da inficiare la protezione contro i contatti indiretti.
Una soluzione accettabile può essere quella della figura sottostante dove i
varistori sono collegati direttamente al neutro e quindi al PE attraverso uno
spinterometro. Questa configurazione limita la probabilità che si possa
stabilire una corrente susseguente tale da compromettere la protezione
contro i contatti indiretti. In caso di corto circuito del varistore interviene,
senza incertezza in virtù del collegamento verso il neutro, il dispositivo
contro le sovracorrenti installato a monte, evitando che il varistore guasto
possa compromettere l'efficienza del dispositivo di limitazione al
sopraggiungere di una nuova sovratensione
Gli SPD sono collegati a valle dell'interruttore differenziale.
Per evitare interventi intempestivi l'interruttore differenziale deve essere
di tipo S.
Caratteristiche
Caratteristiche
Scelta della protezione
Collegamenti elettrici secondo il sistema di messa a terra
Collegamenti elettrici secondo il sistema di messa a terra
L'installazione degli SPD nei quadri
I collegamenti dei limitatori di sovratensione devono essere i più corti possibile (di
norma è accettabile una lunghezza complessiva) perché la sollecitazione
sull'isolamento delle apparecchiature protette cresce in proporzione alla loro
lunghezza (fig. sotto). Scelto lo scaricatore, che dovrà possedere un livello di
protezione Up adatto al valore massimo di tensione che le apparecchiature da
proteggere sono in grado di sopportare, occorre verificare quindi la lunghezza
complessiva dei collegamenti. Nell'esempio di figura i collegamenti, di lunghezza
complessiva l=l1+l2+l3, determinano, come si è detto, un'induttanza di circa 1
microhenry al metro con una caduta di tensione, supponendo una corrente di 8 kA
con forma d'onda 8/20 microsecondi, che può essere valutata in circa 1 kV al metro.
SEZIONE E COLLEGAMENTI
REGOLA GENERALE: l’SPD deve essere installato il più vicino possibile
all’impianto da proteggere.
LUNGHEZZA COLLEGAMENTI: i collegamenti devono essere più corti possibili.

La lunghezza ideale, per ridurre gli


Con lunghezze > di 0,5 m.
aumenti di tensione causata dalle
adottare barretta EQP per
induttanze dei cavi, é di 0,5 m. per lato
scaricatori, distanziando i cavi di
ingresso/uscite il più possibile

DA RICORDARE: il conduttore neutro, é percorso da una corrente di fulmine


superiore alle correnti delle singole fasi.
Esempio di installazione
Progetto ed installazione di misure di protezione contro
l’impulso elettromagnetico del fulmine (LEMP)
Gli impianti elettrici ed
elettronici sono soggetti a
guasti dovuti all’impulso
elettromagnetico (LEMP). Per
evitare guasti negli impianti
interni è quindi necessario
adottare misure di protezione
contro il LEMP.
La protezione contro il LEMP si
basa sul concetto di zona di
protezione (LPZ): il volume
contenente gli impianti che
devono essere protetti può
essere diviso in LPZ.
Queste zone sono volumi ideali
definiti, in cui la severità del
LEMP è compatibile con il
livello di tenuta degli impianti
interni al volume
Riepilogando – Le zone a rischio
PROTEZIONE CONTRO I FULMINI
Impianto connesso alla rete BT
PROTEZIONE CONTRO I FULMINI

DESCRIZIONE
1) ARRIVO STRINGHE
2) DIODI DI PROTEZIONE
3) FUSIBILI DI PROTEZIONE
4) LIMITATORE DI SOVRATENSIONE
5) MORSETTO PER CONDUTTORE PE
6) QUADRO DI
TERMINAZIONE/SEZIONAMENTO
7) INVERTER
8) QUADRO AC
9) INTERRUTTORE AUTOMATICO
GENERALE
10) LIMITATORE DI SOVRATENSIONE
11) DALLA BARRA EQUIPOTENZIALE
PRINCIPALE
PROTEZIONE CONTRO I FULMINI
Impianto connesso alla rete BT
PROTEZIONE CONTRO I FULMINI
PROTEZIONE CONTRO I FULMINI
Impianto connesso alla rete BT
“La tragedia della vita è che diventiamo vecchi troppo presto e saggi troppo tardi.”

“Benjamin Franklin”

Grazie per l’attenzione


Dott. Ing. Pietro A. SCARPINO