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IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

CORSO AGGIORNAMENTO COORDINATORI


IGLESIAS
GIUGNO LUGLIO 2014

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Fondamenti normativi

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Ad inquadrare la normativa di riferimento sulla


protezione dai fulmini il D.Lgs. 81/2008
integrato dal D.Lgs. 106/2009.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Il primo oltre a dare le specifiche di protezione ha


abrogato il vecchio art. 38 del D.p.R. 547/55,
mentre il secondo ha abrogato il successivo art.
39 dello stesso D.p.R.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Restano quindi a regolamentare questaspetto i


soli articoli 29 e 84 del D.Lgs. 81/2008.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Larticolo 29 tratta le modalit di effettuazione


della valutazione dei rischi indicando nel
datore di lavoro il dover farsi carico dei rischi
legati alla sicurezza e alla salute dei lavoratori
incluso il rischio di fulmini, indipendentemente
dalla tipologia di struttura, che sia metallica o
meno.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Larticolo 84 corretto dal D.Lgs. 106/2009


affronta approfonditamente la questione del
rischio di fulmine e indica fin da subito che il
datore di lavoro provvede affinch gli edifici, gli
impianti, le strutture, le attrezzature, siano
protetti dagli effetti dei fulmini secondo le norme
tecniche.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Alcune definizioni

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

I fulmini sono originati da enormi differenze di


potenziale che si vengono a creare allinterno
delle nubi
temporalesche denominate cumulonembi.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Colpiscono la superficie del nostro pianeta circa


100 volte al secondo (circa 8,6
milioni di volte al giorno)

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

In Italia non sono distribuiti in ugual modo

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

In realt la CEI 81-3 che conteneva per ogni


Comune
i valori di fulmini all'anno per kmq - stata abolita;
Per conoscere tale valore si pu ricorrere al sistema
ProDis del CEI
ed alla nuova Norma CEI 81-30

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

I fulmini possono raggiungere, anche se per


brevissimo tempo, temperature elevatissime,
fino a 30.000C,
pi di quattro volte la temperatura della superficie
del sole;

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Iinoltre, il valore di picco della corrente pu


arrivare a 350.000 A con una tensione tra nuvola
e terra, prima dellinnesco della scarica, di
qualche
centinaio di milioni di Volt.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Un fulmine pu provocare danni alla salute in


forma diretta, se il corpo viene colpito
direttamente dalla
scarica, oppure indiretta, se viene colpito dalla
corrente di ritorno nel terreno.
I danni pi gravi sono quelli derivanti dalla
fulminazione diretta, e in certi casi possono
provocare la morte.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Altri effetti indiretti dei fulmini possono essere gli


incendi e la caduta di alberi, paralisi, amnesie e
perdita di conoscenza per periodi
compresi fra pochi minuti e alcune ore; in
determinate condizioni, il bagliore del fulmine (il
lampo) pu
causare anche disturbi alla vista e londa durto (il
tuono) danni alludito.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Lo studio dei fulmini e delle protezioni si basa sui


parametri della corrente di fulmine

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

I fulmini discendenti (nube-terra) sono presi come


riferimento per i parametri della corrente di
fulmine.

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Abbiamo due tipi di fulminazione: diretta e


indiretta

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Nella fulminazione diretta il fulmine colpisce


direttamente la struttura

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Nella fulminazione indiretta il fulmine colpisce una


linea di energia o di segnale entrante nella
struttura

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE


Il pericolo in genere quello di:
Danni agli esseri umani
prossimit della struttura

all'interno

Danni alla struttura ed al suo contenuto


Guasti degli impianti elettrici ed elettronici

in

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Il rischio connesso ai fulmini non si pu eleudere;


perci

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

Risulta essenziale adottare misure di protezione


contro il fulmine;

IL RISCHIO FULMINAZIONE IN CANTIERE

La necessit e la conformazione di queste


protezioni dipende dalla VDR

LO STATO DELLA NORMATIVA PER GLI


IMPIANTI DI PROTEZIONE
CEI EN 62305-1 (CEI 81-10/1) - in vigore dal
02.12.2013:
Principi generali

LO STATO DELLA NORMATIVA PER GLI


IMPIANTI DI PROTEZIONE
CEI EN 62305-2 (CEI 81-10/2) - in vigore dal
01.03.2013:
Valutazione del rischio

LO STATO DELLA NORMATIVA PER GLI


IMPIANTI DI PROTEZIONE
CEI EN 62305-3 (CEI 81-10/3) - in vigore dal
02.12.2013:
Danno materiale alle strutture e pericolo per le
persone

LO STATO DELLA NORMATIVA PER GLI


IMPIANTI DI PROTEZIONE
CEI EN 62305-4 (CEI 81-10/4) - in vigore dal
02.12.2013:
Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture

LO STATO DELLA NORMATIVA PER GLI


IMPIANTI DI PROTEZIONE

LPS
L'impianto di protezione contro i fulmini (LPS) ha il
compito di proteggere edifici dalle fulminazioni
dirette e, di
conseguenza, da possibili incendi e comunque
dalle conseguenze della corrente di fulmine.

LPS

costituito da captatori, calate e dispersori; pu


essere esterno o interno

IMPORTANZA DELLA VDR


La VDR consente di valutare se la struttura
statisticamente autoprotetta dai fulmini
oppure

IMPORTANZA DELLA VDR


necessita di adeguati mezzi di protezione
esterni quali LPS (parafulmine, gabbia di Faraday,
ecc.), SPD (limitatori di sovratensione), o
accorgimenti di
altra natura (mezzi di rivelazione/estinzione
automatico in caso di incendi, asfaltatura del
suolo, ecc.).

IL RISCHIO FULMINAZIONE
espresso dalla formula
R=NxPxL
N numero di eventi pericolosi
P probabilit di accadimento
L perdita in seguito al danno

IL RISCHIO FULMINAZIONE
In realt
R = Ng x A x C x 10-6
con:
Ng numero di fulmini/(anno km2);
A Area di raccolta;
C coefficiente di posizione;

SORGENTI DI DANNO

La corrente di fulmine la principale sorgente di


danno (D).
Le sorgenti considerate sono distinte in base al
punto dimpatto del fulmine:

SORGENTI DI DANNO
S1: fulmine sulla struttura;
S2: fulmine in prossimit della struttura;
S3: fulmine su una linea;
S4: fulmine in prossimit di una linea.

TIPI DI DANNO
Un fulmine pu causare danni in rapporto alle
caratteristiche della struttura da proteggere.
Nelle applicazioni pratiche della determinazione
del rischio si distingue tra le tre tipologie
principali di danno che possono manifestarsi
come conseguenza di una fulminazione:

TIPI DI DANNO

D1: danno ad esseri viventi per elettrocuzione;


D2: danno materiale;
D3: guasto di impianti elettrici ed elettronici.

TIPI DI PERDITE

Ciascun tipo di danno,pu produrre diverse


perdite nella struttura da proteggere.
Debbono essere presi in considerazione i
seguenti tipi di perdita:

TIPI DI PERDITE
L1: perdita di vite umane (inclusi danni
permanenti);
L2: perdita di servizio pubblico;
L3: perdita di patrimonio culturale insostituibile;
L4: perdita economica (struttura, contenuto e
perdita di attivit).

IL RISCHIO FULMINAZIONE
Il rischio (R) la misura della probabile perdita
media annua.
Per ciascun tipo di perdita che pu verificarsi in
una struttura deve essere valutato il relativo
rischio.

IL RISCHIO FULMINAZIONE
I rischi da valutare in una struttura possono
essere:
R1: rischio di perdita di vite umane (inclusi danni
permanenti);
R2: rischio di perdita di servizio pubblico;
R3: rischio di perdita di patrimonio culturale
insostituibile;
R4: rischio di perdita economica.

IL RISCHIO FULMINAZIONE
Per valutare i rischi R debbono essere definite e
calcolate le relative componenti di rischio che
rappresentano i rischi parziali dipendenti dalla
sorgente e dal tipo di danno; ciascun rischio R
quindi la somma delle sue componenti di
rischio.

IL RISCHIO FULMINAZIONE

Nelleffettuare la somma, le componenti di rischio


possono essere raggruppate secondo la
sorgente ed il tipo di danno.

IL RISCHIO FULMINAZIONE
Componenti di rischio dovute a fulminazione
diretta della struttura
RA: componente relativa ai danni ad esseri viventi
per elettrocuzione dovuta a tensioni di contatto
e di passo all'interno della struttura e all'esterno
in zone fino a tre metri attorno alle calate.
Possono verificarsi perdite di tipo L1 e, in strutture

IL RISCHIO FULMINAZIONE
RB: componente relativa ai danni materiali causati
da scariche pericolose allinterno della struttura
che innescano lincendio e lesplosione e che
possono anche essere pericolose per
lambiente.
Possono verificarsi tutti i tipi di perdita (L1,L2,L3
ed L4);

IL RISCHIO FULMINAZIONE
RC: componente relativa al guasto di impianti
interni causata dal LEMP.
In tutti i casi possono verificarsi perdite di tipo L2
ed L4, unitamente al tipo L1 nel caso di strutture
con rischio desplosione e di ospedali o di altre
strutture in cui il guasto degli impianti interni
provoca immediato pericolo per la vita umana.

IL RISCHIO FULMINAZIONE
Componente di rischio dovute a fulminazione in
prossimit della struttura
RM: componente relativa al guasto di impianti
interni causata dal LEMP.
In tutti i casi possono verificarsi perdite di tipo L2
ed L4, unitamente al tipo L1 nel caso di strutture
con rischio desplosione e di ospedali o di altre
strutture in cui il guasto degli impianti interni
provoca immediato pericolo per la vita umana.

IL RISCHIO FULMINAZIONE

Componenti di rischio dovute a fulminazione


diretta di una linea connessa alla struttura
RU: componente relativa ai danni ad esseri viventi
per elettrocuzione dovuta a tensioni di contatto
allinterno della struttura.
Possono verificarsi perdite di tipo L1 e, in caso di

IL RISCHIO FULMINAZIONE
RV: componente relativa ai danni materiali
(incendio o esplosione innescati da scariche
pericolose fra installazioni esterne e parti
metalliche, generalmente nel punto dingresso
della linea nella struttura) dovuti alla corrente di
fulmine trasmessa attraverso la linea entrante.
Possono verificarsi tutti i tipi di perdita (L1,L2,L3
ed L4).

IL RISCHIO FULMINAZIONE
RW: componente relativa al guasto di impianti
interni causata da sovratensioni indotte sulla
linea e trasmesse alla struttura. In tutti i casi
possono verificarsi perdite di tipo L2 ed L4,
unitamente al tipo L1 nel caso di strutture con
rischio desplosione e di ospedali o di altre
strutture in cui il guasto degli impianti interni
provoca immediato pericolo per la vita umana.

IL RISCHIO FULMINAZIONE
Componente di rischio dovute a fulminazione in prossimit di
una linea connessa alla struttura
RZ: componente relativa al guasto di impianti interni causata
da sovratensioni indotte sulla linea e trasmesse alla
struttura.
In tutti i casi possono verificarsi perdite di tipo L2 ed L4,
unitamente al tipo L1 nel caso di strutture con rischio
desplosione e di ospedali o di altre strutture in cui il guasto
di impianti interni provoca immediato pericolo per la vita
umana.

IL RISCHIO FULMINAZIONE
Composizione delle diverse componenti di rischio
Le componenti di rischio da considerare per ciascun tipo di
perdita in una struttura sono:
R1: rischio di perdita di vita umane:
R1= RA1+ RB1+ RC1(1)+ RM1(1)+ RU1+ RV1+ RW1(1)+
RZ1(1)

IL RISCHIO FULMINAZIONE

R2: rischio di perdita di servizio pubblico:


R2= RB2+ RC2+ RM2+ RV2+ RW2+ RZ2

IL RISCHIO FULMINAZIONE

R3: rischio di perdita di patrimonio culturale


insostituibile:
R3= RB3+ RV3

IL RISCHIO FULMINAZIONE

R4: rischio di perdita economica:


R4= RA4(2)+ RB4+ RC4+ RM4+ RU4(2)+ RV4+ RW4+ RZ4

PECULIARIT DEI CANTIERI

La Norma di riferimento la CEI 64-17:


Guida all'esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri

PECULIARIT DEI CANTIERI


Si devono preventivamente individuare tutte le strutture esistenti nel cantiere,
ubicate sia nellarea interna operativa di cantiere (es: tettoie, ponteggi, gru,
strutture metalliche allaperto in genere), sia nellarea esterna al cantiere e non
operativa (es: baracche adibite ad uffici, spogliatoi, mensa, tettoie depositi,
ecc.).

PECULIARIT DEI CANTIERI

Prima di valutare il rischio da fulmine necessario:

PECULIARIT DEI CANTIERI

individuare tutte le strutture tra loro indipendenti (fisicamente separate);

PECULIARIT DEI CANTIERI


suddividere tali strutture indipendenti in:
a) strutture adibite a servizi di cantiere
(es: baracche, tettoie, depositi) nelle quali si riscontra
generalmente un carico dinncendio non nullo, da classificare secondo:

PECULIARIT DEI CANTIERI


la destinazione duso (industriale)
numero di persone nella o in prossimit della struttura,
tempo di permanenza e caratteristiche del suolo e della pavimentazione
(CEI EN 62305-2, art. C.2 e CEI EN 62305-3, artt. 8.1 e 8.2)
probabilit di danno ad esseri viventi (CEI EN 62305-2, art. B.1)
il carico dincendio (CEI EN 62305-2, art. C.4);
caratteristiche del suolo e della pavimentazione.

PECULIARIT DEI CANTIERI

b) strutture metalliche allaperto (es: gru, ponteggi, tettoie),


che presentano rischio di incendio nullo.

PECULIARIT DEI CANTIERI


Tutti i tipi di strutture esistenti in un cantiere (aree esterne ed interne)
possono essere, in genere, classificate come strutture nelle quali
eventuali guasti degli impianti interni non provocano immediato pericolo
per la vita umana.
La valutazione del rischio di perdita di vite umane
(denominato R1 nella CEI EN 62305-2)
deve quindi tener conto delle seguenti componenti di rischio:

PECULIARIT DEI CANTIERI

strutture di cui in a):


R1 = RA + RB + RU + RV

PECULIARIT DEI CANTIERI

strutture di cui in b):


R1 = RA

PECULIARIT DEI CANTIERI


Le relazioni sopraccitate considerano la presenza di persone
allesterno delle strutture: nel caso non sia prevista tale presenza
o la durata allesterno della struttura
in prossimit delle calate sia molto bassa,
le componenti di rischio da considerare sono le seguenti:
strutture di cui in a):
strutture di cui in b):

R1 = RB + RU + RV
R1 = 0

PECULIARIT DEI CANTIERI


I diagrammi di flusso
illustrano sinteticamente i provvedimenti
che consentono di ridurre
il rischio di perdita di vite umane a valori tollerabili (R1 < 10-5).

CALCOLI PRATICI
La Guida ha lo scopo di fornire indicazioni
che permettano di verificare rapidamente
se le strutture del cantiere di tutti i tipi
presentano un rischio inferiore a quello consentito
dalla Norma CEI 62305-2 (R1 < 10-5),
elaborate nelle condizioni tipiche di utilizzo pi comune,
a vantaggio della sicurezza.

CALCOLI PRATICI
Baracca / tettoia
Assumendo la presenza di persone sia allinterno che allesterno
della struttura e considerando i valori tipici medi riportati nella Tab. C.1
della CEI EN 62305-2

Struttura non metallica (metallica parzialmente)

Assenza di LPS

Superficie struttura S 1 000 m2 (31 x 32 m)

Carico dincendio maggiore di 800 MJ/m2

Nt = 4 fulmini/anno km2 (numero massimo di fulmini/anno km2)

C = 2 (posizionamento in cima ad una montagna)

Linea BT di alimentazione non schermata: L = 100 m, h = 6 m

Livello isolamento impianti interni Uw 0 1,5 kV

presenza di estinori

Numero di persone allinterno uguale al numero di

persone allesterno np/nt = 0,5,


risulta che baracche e tettoie sono protette contro la fulminazione
diretta fino ad una altezza di 5 m.

CALCOLI PRATICI
Gru a torre / ponteggi
I grafici delle figure seguenti presentano un esempio di calcolo
per la protezione contro i fulmini di un ponteggio/gru
in cui si sono assunti i seguenti parametri
(basati sulla Norma CEI EN 62305-2 ):
R1 = RA
Carico dincendio nullo
Presenza di persone allesterno
Terreno di tipo agricolo / cemento
Nessuna protezione contro lincendio
Tutto il personale presente in cantiere esposto al rischio
Ng = 1,5

CALCOLI PRATICI

In ascissa lo sviluppo lineare del ponteggio o


il braccio della gru,
in ordinata l'altezza del ponteggio o della gru

CALCOLI PRATICI

In ascissa lo sviluppo lineare del ponteggio o


il braccio della gru,
in ordinata l'altezza del ponteggio o della gru

PRECISAZIONI

Installazione di un LPS
Nei casi eccezionali in cui, per ciascuna struttura indipendente di un cantiere
edile (sia nellarea interna operativa che nellarea esterna di servizio),
sia necessario installare un LPS o provvedere allequipotenzializzazione
dei corpi metallici e delle linee, ai fini della protezione dalla fulminazione
della struttura
individuata, tali provvedimenti dovranno essere conformi
a tutte le prescrizioni applicabili delle Norme CEI EN 62305, Parti 1, 2 e 3.

PRECISAZIONI

NOTA
In genere le strutture metalliche possono essere utilizzate
come captatori e calate naturali, per cui sono necessari solo il dispersore
ed i relativi collegamenti
(i cavallotti tra le varie parti metalliche della struttura non sono quindi
necessari).

PRECISAZIONI

Collegamenti intenzionali a terra


Solo se necessario, deve essere realizzata
la protezione intenzionale dei fulmini

PRECISAZIONI
Verifiche
Tabelle o grafici della CEI 64-17 o di altre guide o
norme CEI,
possono essere utilizzati per accertare
lautoprotezione
delle strutture in oggetto.