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PAESE :Italia
TYPE :Web International

3 ottobre 2019 - 15:49 > Versione online

Tumore al seno, l'attività fisica può davvero


ridurre il rischio di recidive?
Progetto dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Ospedale di Urbino e Università di Urbino
Carlo Bo: 180 pazienti arruolati per verificare quanto il movimento costante possa incidere sulla
qualità della vita e sulla sopravvivenza dopo un carcinoma mammario.
Scheda 1 di 8
Quello al seno è il tumore invasivo più comune nelle donne di tutte le età. Nel 2018 il numero di
nuovi casi nel mondo ha superato i 2 milioni e si prevede che nel 2050 si arriverà a 3,2 milioni.
Può colpire anche gli uomini, seppure più raramente: si stima che ogni anno in Italia circa 500
uomini ricevono una diagnosi di tumore della mammella. Se da un lato l'incidenza tende a salire,
dall'altro la diagnosi precoce e le terapie più mirate hanno determinato un aumento notevole del
tasso di sopravvivenza. In Italia, nel 2018, sono stati stimati circa 52.800 nuovi casi, con un tasso
medio di sopravvivenza a 5 anni dell'87%, valore superiore alla media europea (82%). Ma
bisogna anche valutare la qualità di vita di chi ha superato la malattia: intervento chirurgico,
radioterapia, chemioterapia e terapia ormonale possono causare effetti a lungo termine anche
molto pesanti.
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3 ottobre 2019 - 15:52 > Versione online

Tumore al seno, l'attività fisica può davvero


ridurre il rischio di recidive?
Progetto dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Ospedale di Urbino e Università di Urbino
Carlo Bo: 180 pazienti arruolati per verificare quanto il movimento costante possa incidere sulla
qualità della vita e sulla sopravvivenza dopo un carcinoma mammario.
Scheda 2 di 8
Comportamenti salutari
Nausea, insonnia, depressione, ansia, affaticamento e fatigue (stanchezza che non si risolve con il
riposo) sono tra i principali sintomi avversi lamentati dai pazienti nella fase post-trattamento.
Diversi studi hanno mostrato che l'esercizio fisico può essere un aiuto efficace dopo il tumore al
seno, in quanto migliora la salute psicofisica, riduce la mortalità e il rischio di recidive. Inoltre
favorisce l'adozione di comportamenti salutari, facilita il miglioramento e il recupero
dell'autonomia, favorisce la socializzazione, riduce gli stati di ansia e la depressione. Praticare
regolarmente attività fisica modula positivamente il sistema immunitario, riduce l'aumento di peso
e la massa grassa, migliora flessibilità, forza e resistenza e la capacità cardiovascolare.
Scheda 2 di 8

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Tumore al seno, l'attività fisica può davvero


ridurre il rischio di recidive?
Progetto dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Ospedale di Urbino e Università di Urbino
Carlo Bo: 180 pazienti arruolati per verificare quanto il movimento costante possa incidere sulla
qualità della vita e sulla sopravvivenza dopo un carcinoma mammario.
Scheda 3 di 8
I rischi della sedentarietà
Dopo l'intervento chirurgico e le terapie che seguono è importante motivare i pazienti a riprendere
(o adottare) uno stile di vita attivo, per evitare la sedentarietà che spesso invece caratterizza le
diverse fasi della malattia. È stato dimostrato che il rischio di recidiva può essere prevenuto con
una dieta corretta, il controllo del peso corporeo e l'attività fisica. La più forte evidenza riguarda
l'obesità; ci sono comunque evidenze significative che l'inattività fisica incrementa di per sé il
rischio di cancro e di recidiva, indipendentemente dal peso corporeo. Una consapevolezza che
manca a molti pazienti oncologici: circa il 70% non pratica l'esercizio raccomandato dalle linee
guida.
Scheda 3 di 8

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Tumore al seno, l'attività fisica può davvero


ridurre il rischio di recidive?
Progetto dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Ospedale di Urbino e Università di Urbino
Carlo Bo: 180 pazienti arruolati per verificare quanto il movimento costante possa incidere sulla
qualità della vita e sulla sopravvivenza dopo un carcinoma mammario.
Scheda 4 di 8
Il progetto «MoviS»
Su queste basi è nato il progetto «Movimento e salute oltre la cura - MoviS» , il cui obiettivo è
migliorare la qualità di vita dei pazienti con pregresso tumore al seno. È il risultato della
collaborazione fra la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l'U.O.C. di
Oncologia, di Cardiologia, di Patologia Clinica, di Fisiatria, Radiologia e Chirurgia senologica
dell'Ospedale «Santa Maria della Misericordia» di Urbino, del Dipartimento Prevenzione Av1,
del Dipartimento Salute Mentale Av1 e della Scuola di Scienze Motorie dell'Università di Urbino
Carlo Bo. Partecipano anche due associazioni culturali non profit: «Le Contrade di Urbino» e
«Golden Brain». Il progetto, che partirà a novembre, dura 3 anni ed è composto da: fase di
reclutamento (2 mesi), fase di intervento (3 mesi attività fisica supervisionata + 3 mesi non
supervisionata), analisi ad interim (ogni 3 mesi fino a 1 anno) e follow-up (dopo il primo anno,
ogni 6 mesi, fino a 3 anni). Ne fanno parte medici oncologi, senologi chirurghi, cardiologi, medici
dello sport, medici e biologi di laboratorio, fisiatri, fisioterapisti, psicologi, psichiatri, dietisti,
nutrizionisti, coach motivazionali ed esperti dell'esercizio e ricercatori.
Nella foto, da sinistra a destra: Roberto Cioppi, vicesindaco di Urbino; Roberta Piergiovanni,
Associazione Donne delle Contrade di Urbino; Elena Barbieri, professoressa associata DISB
UNIURB; prof. Giorgio Brandi, presidente Scuola Scienze Motorie UNIURB; Eugenio Carlotti,
Dipartimento di Prevenzione AV1; prof. VilbertoStocchi, rettore Università di Urbino; Rita
Emili, dirigente medico Oncologia Urbino; Silvia Massaccesi, vicepresidente Associazione
culturale Golden Brain
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Scheda 5 di 8
Diario dell'attività fisica
Saranno reclutati 180 pazienti, randomizzati in due gruppi: uno sperimentale e uno di controllo
(per informazioni: ws-movis@uniurb.it - 339.4075110). Entrambi i gruppi seguiranno un
percorso educativo, con supporto psicologico e nutrizionale, e il gruppo intervento anche di
esercizio fisico supervisionato. Tra i criteri per l'arruolamento: nuova diagnosi di tumore della
mammella (stadio I-II-III, no metastasi o recidive) che abbiano effettuato il trattamento chirurgico
da non più di un anno, senza patologia attiva, e che abbiano terminato il trattamento
chemioterapico e/o radioterapico; minimo 6 mesi dal termine della chemioterapia adiuvante, età
tra i 30 e i 70 anni. Sono invece esclusi i pazienti non idonei all'attività fisica non agonistica,
quelli con malattie pneumologiche, cardiologiche, neurologiche, e ortopediche disabilitanti o con
handicap mentali; le persone in corso di trattamento con farmaci che alterano la normale risposta
della frequenza cardiaca all'esercizio e quelle in trattamento con antidepressivi. A tutti i
partecipanti verrà consegnato un Diario dell'attività fisica.
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qualità della vita e sulla sopravvivenza dopo un carcinoma mammario.
Scheda 6 di 8
Il programma di esercizio aerobico
Al gruppo sperimentale saranno proposti colloqui motivazionali, supporto emotivo, intervento
alimentare, intervento di attività fisica (percorso seguito da uno specialista dell'esercizio per i
primi 3 mesi a cui seguiranno 3 mesi di esercizio non supervisionato). Al gruppo di controllo
saranno proposti colloqui motivazionali, supporto emotivo, intervento alimentare. I pazienti
arruolati nel gruppo sperimentale effettueranno esercizio aerobico 3 volte la settimana, in giorni
non consecutivi, per un totale di 3 mesi. Il programma di esercizio, supervisionato da personale
qualificato due volte la settimana, comprende: fase di riscaldamento (5'-15'); fase centrale
(20'-60'+15'), con esercizio aerobico a intensità costante; fase di defaticamento (15'), con esercizi
di flessibilità, ovvero stretching dei principali gruppi muscolari allenati nella fase centrale.
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qualità della vita e sulla sopravvivenza dopo un carcinoma mammario.
Scheda 7 di 8
La proposta nutrizionale
Durante tutto il periodo di sperimentazione, ai pazienti verrà proposto un piano alimentare messo
a punto dai nutrizionisti dell'Istituto Tumori di Milano, secondo le linee indicate nel progetto
«DianaWeb», con 3 pasti e 2 spuntini al giorno. I 5 pasti conterranno principalmente cereali
integrali, legumi, verdura e frutta di stagione, il pesce sarà la proteina animale più frequente, le
altre proteine animali saranno inserite in maniera moderata nella dieta. Verrà sconsigliato il
consumo di carni conservate, bevande zuccherate, cibi con ingredienti raffinati e alimenti ultra
processati. «Ci aspettiamo una grande partecipazione dei pazienti a questo progetto che coinvolge
diverse figure professionali e pone una particolare attenzione non solo agli aspetti nutrizionali e di
attività fisica, ma anche alla sfera emotiva e motivazionale - chiarisce Rita Emili , dirigente
medico all'Unità di Oncologia dell'Ospedale di Urbino -. Un progetto non solo per i pazienti ma
anche per le loro famiglie per un'aderenza ad uno stile di vita salutare nel tempo. La realizzazione
del progetto avverrà grazie all'accordo tra la Scuola di Scienze Motorie e l'Oncologia di Urbino
siglato dal professor VilbertoStocchi e dalla dottoressa Enrica Testa».
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