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VOCI

PROPOSTA DI MUSICA
PER LA lITURGIA

CANTI
PER IL
TEMPO PASQUALE

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EWDICI
CANTI
PER IL TEMPO PASQUALE
di • ALLELUIA! È RISORTO:
VOCI Canto per Assemblea e Schola.
Rivista del Centro Catechistico Safe.siano T: M. Nardella. M: L Molfi no 2
di Leumann (Torino)

in collaborazione
CRISTO RISORTO:
con la Facoltà di Teologia Canto per Assemblea e Schola.
dell'Università Pontificia Salesiana (Roma) T: M. Mantovani. M: D. De Risi 8
e con il POTllificio /st;/uIO di Musica Sacra
d\ Roma
IL RISORTO VIVE NELLA CHIESA:
Canto per Assemblea, Schola e ottoni ad libiturn.
PROPOSTA DI MUSICA T: M. Mantovani. M: M. Bargagna __ .... . __ .. __ ............. . 13
PER LA LITURGIA
ISSN 039 1-5425 PASTORE DELLA CHIESA:
Canto per Assemblea e Schola_
Marzo-Aprile 2000 T: M. MantovanL M: R. de Cristofaro 23
Anno 55, numero 2
CANTATE A DIO:
Canto per Assemblea
DIREZIONE T: G_ Falabella. M: F. Rampi ............... __ ... . __ .... __ ........ 30
Massimo Palombella
Universi tà Ponti ficia Sales iana
Piaua Ateneo Salesiano. l - 00139 Roma DIO È AMORE:
Tel. 06.872.90.505 - Fax 06.872.90.222 Canto per Assemblea e Schola.
e- mail : massimo@ups.urbe.it T: M. Mantovani . M: G. Gai .... __ .. __ .. __ ..... __ . __ .. __ . __ .. __ .. 31

COLLABORATORI
IL TUO VOLTO CERCHIAMO:
• Musica: Canto per Assemblea, Solo, Schola e ottoni ad libi-
M. Bargagna - N. Barosco
M. Chiappero - R, de C ri stofaro turno
V. Donella - L. Donorà - G. Gai T: M. Mantovani. M: A_Ceddia __ .. __ .. __ .. __ .. __ . __ . __ ..... __ .. 35
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A. Maugeri - I. Meioi Canto per Assemblea, Schola e ottoni .
V, Miserachs - L. Molfino T: A. Appella_ M: A. Ruo Rui .. __ .. __ . __ .. __ . __ .. __ . ____ .__ __ . __ . 41
M. Nardella - M. Naselli
A. Ortolano - F. Rainoldi
F. Rampi - G. M. Rossi
A. Ruo Rui - D. Sterani
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R. Bracchi - E. Dal Covolo Editrice Elledici, 10096 leumann (Torino)
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A. Amato - E. Costa - F. Rainoldi Abbonamento annuo 2000:
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e lire 1.000 in francobolli.

ELLEDICI
C 2000 Espressione Edizioni Musicali 10096 LEUMANN (TORINO)
Tuili i dirilli riseJVati. Direttore responsabile: Enzo Bianco
L' incarnazione è la tenda sacra, il punto di riferi - ai suoi, l'attesa e la promessa del dono dello Spirito
mento di ogni culto che è «ingresso» nella gloria di Santo.
Dio per dargli onore. Ma l' incarnazione mostra il suo Cristo Risorto è presente nell 'assemblea riunita nel
senso più pieno compie ndosi nel mi stero pasquale del- suo nome, nella dies dominica (Il domenica, Cristo
la passione, morte e risurrezione di Gesù: dalla croce Risorto). Egli si rivela operando nella Chiesa e mani-
Cristo attira tuUo a sé (cf Cv 12,32) e risorgendo porta festandosi nell 'Eucaristia, banchetto della nuova al-
l' uomo con lutto il creato nell 'eternità di Dio. leanza (lll domenica, Il Risorto vive nella Chiesa). È il
n movimento appena descritto è quello fondame n- Buon Pastrore che salva donando la vita (IV domeni-
tale della Liturgia. Anche il segno «musica) neU'azio- ca, Pastore della Chiesa). È la vera vite che porta frut-
ne celebrativa non è a1tro che il risultato di questa di- ti di vita eterna (V domenica, Cantate a Dio) e che
namica di incarnazione della Parola di Dio, la quale, consegna il comandamento nuovo e promette a tutti il
sempre effi cace. s i fa eloquio ma anche canto (Is dono dello Spirito (VI domenica, Dio è Amore). Egli è
55, J I). Infatti l' incarnazione continua oggi ad operare colui che prega il Padre di custodire i discepoli nella
principalmente attraverso i segn i sacramentali, c he verità (VII domenica, Il luO volto cerchiamo ). La festa
manche rebbero di un contesto vitale se non fossero dell ' Ascensione del Signore celebra «il destino dell ' u-
immersi nella Liturgia (essi stessi sono liturgia), realtà manità nuova» inaugurato dalla Risurrezione (Ascen-
che segue l' espansione della Parola nella corporeità e sione, Cristo nell 'alto dei cieli).
nella sfera di tutti i sensi dell'uomo. Una proposta d' insieme, dunque, per celebrare e vi-
La fede che diventa musica è vere il Mistero, per raccogliere la
dunqu e una parte del processo chiamata ad esserne testimon i:
dell 'incarnazione della Parol a. Il «bisogna scegliere tra il mistero e
Logos che diventa carne significa l' assurdo. Cogliere il mistero si-
che l'umanità e il cosmo vengo-
no assunti dal Verbo di Dio incar-
La musica, gnifica scoprire il reale». l Nella
sonori tà e nell ' insieme dei testi,
nato. 11 divenire musica dell a Pa-
rola non è altro che il partecipare luogo d'incontro profonda mente ancorati alla li-
turgia di ogni singola domenica,
a questa glorificazione della car- viene così offerto un aiuto, ci si
ne e dci cosmo, per cui il metallo
e il legno diventano suono, l'in-
con il Mistero augura, per e ntrare nel «myste-
rium fidei». La morte in croce e il
conscio e l'insoluto divengono
sonorità piena di significato.
che salva passaggio al Padre di Gesù, com-
piuti «una volta per tutte», aven-
La musica destinata alla litur- do come soggetto la persona del
gia deve allora essere capace di Figlio di Dio incarnato, che le vi-
«assumere» l' umano e l'inte ro ve nella propria umanità acqui -
cosmo nella sua più alta genuinità c he non sempre stano nell 'efficacia del loro contenuto la sovratempo-
coincide, come spesso siamo portati a pensare, con la ralità di chi le compie, e per questo divengono nostre
«spontaneità». Il dialogo fede-cultura si gioca proprio oggi sacramentai mente. Davvero ogni aspetto del no-
all ' interno di questa sfida dove la Lill-lfgia dovrebbe stro universo, passato, presente e futuro, ogni particel-
raccogliere il meglio di una c ultura per trasformarlo in la di materia, ogni frammento di esistenza e di esisten-
eternità. te è «sospeso antologicamente» al momento c ulmi -
Il mistero pasquale è al centro della fede cristiana: nante e centrale della vita terrena di Cristo, il suo mi-
«se Cristo non è risuscitato, aUora vana è la nostra pre- stero pasquale di morte e risurrezione, nel qua1e la Li-
dicazione ed è vana anche la vostra fede » (l Cor turgia della Chiesa - con la musica che ne è parte so-
15,17), afferma S. Paolo. li «sacramento dei cinquan- stanziale - ci introduce e nel quale ci permette di abi-
ta giorni», che va da Pasqua a Pentecoste, si presenta tare.
così come il tempo della festa dove i credenti interpre- I! materiale musicale qui offerto tenta di esistere in
tano la storia alla luce del Cristo Rj sorto, in una espe- forza dell a considerazione di questa ratio che lo pre-
rienza vitale nella fede che suscita un continuo Alle- cede e lo informa, nella speran za di renderlo atto a
luia e porta ad affermare la vita, la libertà e la gioia, condurre l' uomo e l' intero cosmo nell'eternità di Dio.
rinnovate da Lui e in Lui . Mantovani M. - M. Palombella
I canti di questo fascicolo considerano proprio l'ar-
cata delle dome niche (anno B) da Pasqua all ' Ascen-
sione del Signore. Il primo canto, Alleluia! È risorto,
sviluppa nelle tre strofe l'acclamazione eucaristica
«Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la
tua Risurrezione, nell'attesa della tua venuta». Esso, in
un certo senso , introduce alle te matic he sviluppate I HUME B. /I M islero e /"Assurdo (Casale Monferrato, 1999) 18.

nelle domeniche successive, le quali proclamano nelle ocChi può indicare [... ] il luogo dove trovare la veri tà se non quanti fan-
no parte de lla comunità cri sti ana che crede in Cristo il quale ~ morto ed
letture e nelle preghiere liturgiche l' annuncio del Cri- è risorto da morte? Questo è il compito di ciascu no di noi. essere test i-
sto Risorto, le varie forme della sua presenza in mezzo moni di questo avvenimenlo e di tutte le sue conseguenze,. (ibid. 129).

[331
Alla cara nipote, Silvia Becciu,, con affetto e ammirazione
ALLELUIA! E RISORTO T: M. Nardella
Canto per Assemblea e Schola M: L. Mollino
o 2000 [.'pr<»ion< Edi,,,,,,i Mo,ical i
To"i i di,i"i n.c,v.. i

L'acclamazione assembleare della preghiera eucaristica " Annunciamo la tua morte, Signore, proclam iamo la tua
Ri surrezione, nell 'attesa della tua venuta" viene svil uppata nelle tre strofe del canto, il cui testo si ispira ai temi fomiti dall'an-
tifona d'ingresso, dalle letture e dalle orazione della Domenica di Pasqua.
L'annuncio pasquale risuona nella Chiesa che invoca la vita "uova del Risorto, perché ogni suo membro possa " rinascere
nella luce", "diffondere gesli d'amore" e "raggiungere la dimora".
Un breve preludio organislico prepara l' ingresso dell'Assemblea nel cantabile ritornello cui seguono le strofe proposle per
l'Assemblea stessa oppure per solisti o poche voci della Schola.

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Lè stesse strofe sono proposte nella versione per Sell% a due voci dispari (voce femminile e maschile) e organo e a 4 voci
dispari (SCTB).
Strofe a 2 voci miste e 9rgano
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Il ritornello è proposto, per il finale , ne lla versione a 4 voci dispari (SCTB) e può essere cantato dalla Schola insieme alla
parte femminile dell ' Assemblea fino alla quan'u ltima battuta oppure ripetulo dalla Schola dopo il canto del medesimo da
pane dcii' Assemblea.
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Sono proposti due interessami interludi organistici (lutti tematici) da alternare al canto dcll'Assemblea e della Schola per
assicurare sia quella giusta varietà sia l'esercizio della ministerialità di tutte le "persone celebranti" (organista compreso).

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Il Finale o Postludio organistico proposto, da eseguire dopo l'ultimo ritornello. chiude solennemente il canlO riprendendo in
modo sapienle spumi tematici del canto stesso.
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Alleluia, alleluia! 2. Annunciamo la tua morte Signore,


t r isorto Cristo nostra Pasqua. hai salvato il popolo immerso nella notte.
Ri nnovaci nel tuo Spirito.
I. Celebriamo la tua Risurrezione, per diffondere gesti d'amore.
hai aperto il passaggio all'amore senza fine.
Rinnovaci nel tuo Spirito. 3. Attendiamo o Cristo il IUO ritorno,
per rinascere nella tua luce. l'uomo approda per te alle sorgenti della vita.
Rinnovaci nel tuo Spirito.
[391 per raggiungere la tua dimora. 7
CRISTO RISORTO
Canto per Assemblea e Scholn
T: M. Mantovani
M: D. De Risi
Tu"i i di,j,,; li ........ ;

Cristo Risorto è presente nell'assemblea riuni ta nel Suo nome, e si manifesta in essa: è questo uno dei temi specifici della
liturgia del la Il Domenica di Pasqua (a nno BJ, cui il testo del canto fa riferimento diretto.
La prima strofa si ispira alla seconda antifona d'ingresso; la seconda strofa al lesto del Vangelo; la terza alla prima lellura.
Un breve preludio organislico introduce il canto del Ritornello da parte dell ' Assemblea e della Scho/a (ad libilum).

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RI · '", · to. SI · gno - re del - I, sto · na,
,
n,I · I,

l'' RIT. Cri - sto RI · S0' · to, SI · gno - re del - I, SlO · ria, n,I · I,
, ,
c
RIT. Cri - sto RI · so, · to, SI · gno - re del - I, SlO · ria, nel - I,

• ~

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T

RIT. Cri - SIO RI · so, · to, SI · gno - re del - I, SlO . ria, n,I · I,

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f ,
B

RIT. Cri - sto RI · S0' · to, SI · gno - re del - I, sto · na, nel - I,

(~ • r r r
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~ ~ ..J~

I r

8 [40]
Le strofe sono proposte nella versione per Assemblea. per Sello/a a due voci pari (SC), a due voci dispari (voce femminile e
viri le) e a ~ i dispari (SCB) t":'\

gio ia can lia mo


, la tu - a

s
I tJ gio {ia
lA
ia can mo
, la tu - a ,lo

c l~~
IU gio ia can lia mo l, IU - a g10

T I~~
l'' ~~ ia can lia mo
,- la tu - a Tia.
'"
B~~ gio - ia tia mo
'"

Au elllble a (o Sello/(I (I J v.)

l ~ lo En
2.Cer
-
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- te,
te,
po
po
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-
po
po
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li, è
l,
Lui
Lui
l,
l,
po'
ve
-
- "ca " n
pa -
- ",
ce,
3. erc - de - te, po - po - li, è L~i 11 Ve< - boe
- - te< - no,

, ,. ,
Org. )1v p

l'' l. ren - fJ,e - te &ca - zie a DI - o che chia - ma al - la sua


2.ab-bia - te tut - li un sol cuo - re, u - nl lì In- -. co - mu -
3.ab - bia- te fe - ae 001 FI - glio
-
che il - 1u - m, - na il
- cam -
,

t I r l'r r r r r r ~
)1", ,

, Al Rit.

~" 2.- nio


3.- mi
-
-
-
sa,
ne,
no,
al
fe
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-
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de
Pa
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-
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ce!

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) l" I
J I
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Al R".
[41] 9
Versione delle Sirofe per SCJIO (a a 2 v oc'l pari. (Se)

s
Ili L En - Ira- te ,
2. Cer- ca - te,
po - po- li , è
po- po - li, io
Lui
Lui
lo
lo
por - ta
ve .
,"o ·
p' ·
'",
ce,
ren-de-Ie
ab- bia - te
gra ·
lU< ·
zie ,
ti un sol
3. Cre- de- te, po- po- li , é Lui il "-
Ver- bo e . ter · 0 O, ab- bia - te re · de ",l
:
c
li' L En - tra - te, po- po - li , è Lui l, por· ,"o · '", ren- de - te g" · zie ,
""
2. Cer- ca - le, po- po - li , Lui l, ve . p' · ce, ab- bia - te lui · li un sol
3. Cre - de - le, po- po- li , '"è Lu i il Ver- bo e . 1<1 ·
- 0O, ab - bia - IC re · de ",l

o~
,., p
I "l
t l r r
/
:

A l R"d.
A ,

1~1.
s
. sa, al re - gno dei ~ie
"
Di · che chia- ma al - la su, · lL'
2. cuo · °
re, U . ni - ti In co - mu - nio - ne, fe - de . li per seffi · pre!
~
glio che_il lu . mi - na il cam - mi - no, ,al Pa - dre con - du ·
Fi . -
c
'0;- . o che chi a- ma al - la . so, ,l re - gno Cl c~ -
*
'"' "
" d . lL'
2. cuo · re, u . ni - ti In co - mu - nio - oe, fe - de - li per seffi · pre!
3. Fi . glio che)) - lu . mi - na il cam - mi - 00 , , l Pa - dre con - du ce!
- ·

l~ 'r rI l r r~ rr l r r
Ir ~ 'T r f "'r rr
- 1
I

-Et. _ -& Al Rit.

Vers'o
I oe de Il e St ro f;e per Scho Ja a 2 VOC I lspan
:
Voc ;
rcm
L En - tra - le, po- po - li, è Lui l, por - la ,"o · la, ren - de - te gra · zie a
2. Cer- ca - te, po - po - li , io Lui l, ve . p' · ce, ab- bia - le lUI · ti un sol
3. Cre- de - le, po- po- li , è Lui il Ver- bo e " . ter · 0O ,
- ab - bia - te re · de oel

Voc I
vir
:
p "- ~ "- - ~ "- "- "- "- ~ .-
l. En - Ira- te, po- po- li, è Lui l, por - ta soo · ro, ren - dc - te gta · zie ,
2. Cer- ca - te, po- po - li, io Lui l, ve . pa · ce, ab - bia - te lui · li un sol
3. Cre- de - te, po- po- li, è Lu i il "-
Ver- bo e . ter · 0O, ab - bia- te re · de oel
I

\~ p
1
~ "I 'l
t 1
r
:

lO [42]
,r~~~~~~~~~~~~~~~~
Ir , ~~~~~~~~~~~~~A~/~
I. Di g'~o - o
Ri~'.che chia- maal - Ia sua ca - sa. al re - dei cie - li!
2. euo - re, U - ni - li in co - mu - nio - ne. re - de - li per sem - pre !_ __ _ _

~~~3~.iri'-";-
~Fi'~·~.~~g~I~;O~c~h~e; ~I~.~i'-'~"~.~m~-~;~.~n~a~;I~c~
V::;; - am~~.~m~'~.~n~o~.~
, a~'~Pia~.~d~re~c~o~n~.~d~"~~~·~~~~'~iiiiiiii~~~~
<>

J. Di - o che chia- ma_a l - la sua ca - sa, al re - gno dei cie - li!


2. euo - re. u - nJ - li in co - mu - nio - ne. re - de - li per sem - pre !_ _ _ __
3. Fi - g lio che_il - lu - mi - na_iI C3m - m i - no, al Pa - dre con - du - ce!

r r r ' I r li j J I r f l'''r ir

Versione delle Strofe per Schola a 3 voci d' spari (SCB) ,


·ii
s
san · la, zie a
" I. En - lra- te,
2. Cer-ca- le,
po- po - li ,
po - po - li ,
è
;n
Lui
Lui
la por - ta
la ve - fa pa · cc,
ren - ile - le
ab-bia-te
grn
lo! ·
·
li un sol
3. Cre- de - te, po - po- li , è Lui ;, Ver- bo e · te< · no, ab- bia - te le · dc nel
-
c
l '' I. En - tra - te, po - po- li , è Lu i la por - la san · la, ren · de - le g" · zie ,
2 . Cer- ca - te, po - po - li , ;n Lu i la ve - Ta p' · cc, ,b · biu - le t"t · ti un sol
3. Cre- de - te, po- po- li, è Lui ;1 Ver- bo e · te< · no, ab · bia - te le · dc nel
p
• • i'- ,i :
B
J. En-Ira- le, po- po- li. è Lui I, por - ta san · ta. ren · de- le grn · zie a
2. Cer- ca - le. po- po - li , m Lui la ve - ra pa · cc. ab · bia- le t"t · ti un sol
3. C re - de - te, po- po - li , è Lui H Ver - bo e · te, · no, ab · bia- te le · dc nel
-
~ ,
o'"
)" P
'"
t I r

Al R"l..
s
r~<li. D; · o che chia- ma
. , al - la s"a ca · sa, al re · gno dei cie · l"I.
2. euo · re, · ni - t i m co-m" · nio - ne, (e - de · H p" sem · pre!
3. F; · "
glia c hc_i l - lu . mi- na il cam · mi - no, al Pa · dre con - du
- · cc!
c
" I. !,)':-': o che chiu- ma al - la s"a
2. e ll O · re,
. .,
'--"
ca · sa, al re · gno dei c~-
· m - 11m co - m" · nio - ne, fe - de · I; p" sem ·
l"I.
pre!
-----------
"
3. F; · glia che_il - ~ - mi . n~i l cam · mi - no, al Pa · dre con - d"_____a · ce!

B
. • ~ .~
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D; .
I.
2. euo .
O che chiu- ma al - la so.
re , - ca · sa. al re ·
· ni - ti in co· m" · mo - ne, fe - de .
gno dei
H pe' sem
de ·
·
l"I.
pre !
3. F; · "
glio Che_il -
'"
mi - nail cam · mi - no, al Pa ·
. - dre con - du · ce!

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- - - - - - AI Rit ,
[43) Il
I due brevi interludi organ istici presentati preparano sapientemente. dopo l'assembleare ritornello. il canto delle strofe.

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I INTERLUDIO

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:
1 J j I

"
Cristo Risorto, Signore della storia,
nella gioia cantiamo la tua gloria.

1. Entrate, popoli . è Lui la porta santa,


rendete grazie a Dio che chiama alla sua casa,
al regno dei cieli !

2. Cercate, popoli, in Lui la vera pace,


abbiate tutti un sol cuore, uniti in comunione,
fedeli per sempre!
3. Credete, popoli, è Lui il Verbo eterno,
abbiate fede nel Figlio che illumina il cammino,
al Padre conduce.

12 [44]
IL RISORTO VIVE NELLA CHIESA
Canto per Assemblea, Schola e ottoni ad libitum
T: M. Mantovani
M: M. Bargagna

L'Eucaristia, banchetto della nuova alleanza, è il luogo in cui Gesù si man ifes ta: la 'Jracfio pOllis" è il gesto che il Risorto
compie anche oggi per noi. "Radunati dalla sua parola" e convocati alla sua mensa, lutti i fedeli sono chiamati a dare "gloria
all 'autore della vi ta", come "testimoni della sua vittoria" e "portatori della sua speranza". Il canto è particolarmente adatto alla
liturgia della 1// Domenica di Pasqua (al/no B): Gesù Risorto opera sempre nella sua Chiesa.
Poche battute d'Organo preparano l'ingresso dell' Assemblea nel Ritornello.

RilOmcllo per Assemblea


Andan te len to (J _69)
%
f"wrca to
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AI - le -

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Organo f ,

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Tast.
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J--------S- r;:] .L J _ ~J,; J. 1>


:

[451 13
Le strofe sono proposte nelle versioni per Assemblea (o voce solista, o sezione della Sello/a), per Seho/a a due voci pari
(SC), per Seho/a a due voci dispari (S-Br) e per Sehola a quattro voci dispari (SerB).
Strofa a l voce
,
Andantino (J _76)
Voc ,;;;- mn

lo Can - tia - mo ,n in - no al ,"o no - me. ;1 vol- to del- J'AI -


2. Rac - 001 - I; nel do - no del m; - sle - co ;
- ".-
fi - gli re - si a -
3. Chia - ma - I; da Cri- sto a vi - ta
- n,o a pa - ce sen - za
,
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-L-
• Ii
f;--, U U....., ~J r"ì
.
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Ped. Tast.

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"'I -tis-si-mo splen-da
"
d;
2.-po-sto-li con - tem -pla-no il suo '" no - ;.
voi - IO.
Sia- mo te -sti - mo
Sia-mo ra- du -
-
-
m
I;
del- la ,"a vit
dal- la sua pa
-
-
3. om- bre che ri - em - pie l'e - si - sten - za. Sia- mo por- ta - IO "' - n del- la sua spe -

\~

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Ped.

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'"
~ I. -IO - ria, glo- ria, glo - na al - J'au - to - re del - la ,; - ta.
2. -ro
3. -ran
-- '".
za.
glo- ria,
glo- ria,
glo
glo
- na
- na
al - l'au
al - l'au
-
-
IO-re
to - re
del - la
", ; -- la.
del - la ta.
I. §!! ;--, r-- '".
lrf ur u r I ~ I 10
f U l....J Rit .
cresc, dal ~

.
n (J) , J .r-, r::1 J ~1JJJ al FINE

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14 [46]
Strofa a 2 voci pari (Se)
And.a"rilin o (J _ 76)
."
s
oJ
I. Can - tia - mo ,n in - no ,"o no - m,. il val - IO del- l'AI -
" ", ,

,
2. Rac - 001 - t; n,I .do - no d,I m; - - fi - gli re- sia-
3. Chia - m, - t; d, Cri- sia a vi - ,"o - '".'" , pa - ce sen - za
- "
c

in - no ,I s!~
~

J. Can - lia - mo ,n no - m,. il vol - IO : ;- l'AI-


2. Rac - 001
3. Chia - m,
- t; 001
- t; d,
do - no d,I m;
Cri- sto a vi -
- . - n,o
", -- '"
'". ,; fi - gli re-sia-
pa - ce sen - za

" "
u rr-; J r. r
mp
JJ
U....., .J' ~ r
:

Ped. Tast.

s
l '' I. -tis- si - ma ri splen- da d; no - L Sia-ma le- Sii - ma - m del-la sua vii -
2.-po-slo- li con - Iem -pla-no il suo '" voi - to. Sia-ma ra -du - na - ti dal- la sua pa -
3. om- bre che ri - em - pie l'e - si - slen - ". ",t
Sia- ma por- ta - IO - ri del- la sua spe -
==--
c
I oJ I .-lls-
. sI-. ma
ri splen- da d; no - "-
~

Sia - ma te - Sii - mo- : : ;- ~ s~~ vit -


2. -po- sto- Ii con - tem - pia-no il suo'" voi - to. Sia - mo ra-du - na -li dal- la sua pa-
3. om- bre che ri - em - pie l'e - si - Slen - ". Sia - ma
,.-,......,
por- ta - IO - ri del- la sua spe -
rr1

-1.,....1 U U ...... r "If


1
~=II= Ir1J"TT
l~]-1---n .l

- ,
1 ---------------
Ped.

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'"
I~
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l. - IO
2. oro
- ria,
- l,.
glo- ria,
glo- ria,
glo - ri,
glo - ri,
al- l' au
al- l'au
-
-
to -
to - " del - I,
del - I,
v;
v;
-
-
......
3. - ran - ". glo- ria, glo - ri, p~l - l'au - to - " del - I, - t,.
A = cresco " V>

'"
c
~ I. -to
.
...
- na.

glo- ria, glo - ri, al- l'au - to - re del - la
!f
v; - ...... Ril.
2. - ro - l,. glo - ria, glo - ri, al · l'au -- to - re del - la V> -- ... dal ~
3. • ran -
'". glo - ria. glo - ria al- J'au to~ del - la V>
(d FINE
I J-- '"
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c~esc.;
I
J-, [.......J L...J
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(.J) .1 I r;;:JJ
'I
0
147J 15
Slrofa a 2 voci di span (S-Br)
Andantino (J _76)
h. mD ,
s .
IV ;1
I. Can - lia · mo un in - " O al '"o
t; 001 do · " O del m; .
"O · me.
;
voi - IO del - l'Al -
2. Rac - col · Ste · fi - g li re -sia -

..
<O
3. Chia - ma · t; da Cri- SIO a vi - ta a pa - ce sen - la

:
- "'o ·
mp
vo.
,. ,.----.,
B,
I. ;1 vol - IO del- l'Al . tis · s; .
2. , fi - gli re -sia . po · sto .
3. a pa - ce sen - la om · b"

0'.
\~ r' U rr-; LT rr r
.
r I l,.....i


mp
. JJ ~, J
.'.
Ped.
, tt, Tasi.

s r~
"
,
I. - tis-si-mo ri splen- da d; "O • ,.
",r
Sia- mo le- sii - mo · n;
=
del- la sua vit ·
'"
2. - po-slo - Ii con- te m - pl a- noi! suo voi - IO. Sia- mo ra - du - na · t; dal- la sua pa ·
3. om- bre che ri - em - pie re -
si . del- la sua spc ·
... '"
,. ,. '"
,.
sten - la.

~ ~
Sia- mo por- la - IO ·
"If
ri
,. .. i ..
B, ~ ~
l. - mo ri splen - da su d; no • <- le- sli- mo- ni de l- la sua vi I -
2. - Ii con - lem- pia- no il suo voi - to. ra - du - na - ti dal- la sua pa ·
3. che n - e m - pie lé- s; . Sie n - za. por- ta-to- n del - la sua spe ·
,.......,
~
--"t r-.
'""'
\~ r U
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nJ I IJ1 l~
l

=
-c resco f
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Ped.

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""
s
If' l . - IO
2. - ro
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· ~. glo - ria
glo - ria
al · au
al · I .u
·
·
to .
IO . "" del -
del -
V<
v;
·
·
ta.
ta.
3. - ran · za, g lo - ri. al - l'au IO . del - v; · ta.
.. ,.=- cresco ...
f"
·
" ~ ,. ...... 0
B, Rit .
I. - IO · n a, g lo- na, g lo · ri. al - l'au · to · del - la v; · ta. dfll ~
2. - ro · la. g lo- na, glo · ri. al- l' au · to · "" del - la V< · la.
01 FINE
3. -ran · "'. g lo- na. glo · ria al - l'au · to ·
"
del - la v; · ta.

I 0
V
u r J r ~ f r 0
h ,l,~
jesc. ;
lJ .f"ì 1 J :.t ..1 JJl'J
r
1
16 [48J
Strofa a 4 voci miste (SCTB)
Andantino (J - 76)
mv
s
l'' l. Can - tia - mo in - no ,l '00 - mc. il vol- IO del-l'Al -
2. Rac - col - ti ",l "" do - no dci mi -
"O
,te - ro
,• fi - gli re-sia-
3. Chia - m,
mD
- ti d,
-
Cri- sto a vi - lO "00 - '"o pa - ce sen - za

c
~
l'' I. Can - lia - mo O" in - "O ,l s;o "O - mc. i] vol - IO del-I 'AI -
2. Rac - col - ti ",l do - no del mi - ,te - ro i fi - gli re-sia-
3m1r ia - m, - ti d, Cri- slo a vi - lO
- "00 - '"o a pa - ce sen - za

IV l. Can - tia - mo O" in - "O ,l '00 "O - mc. i] vol- to del- l'Al -
2. Rac - col - ti ",l do - "O dci mi - ,te - ro
,i fi - gli re -sia-
-
3. Chia - ma
m
- ti da Cri -sto a
- "- la "00 - va. pa - ce sen - za
:
B

l. Can - lia - mo O" in - no al ' 00 ;;- - mc. i] voI - to del- l'AI -


- ti ",l - - fi - gli re-sia-
2. Rac - col
3. Chia - m, - ti d,
do - no dci mi
Cri- sto a vi - la
-
stc
"00 -
ro
'"o ,• P:':';;
-
sen - za
~

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I

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Ped. Tast.

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s =---ifi
" l. - tis- si- mo ri splen-da 'o
2.-po- SIO - li con- lem- pIa-no il suo
di "O
voI - to.
- i. Sia-mo le- sIi - mo
Sia-mo ra-du- na
-
-
"i
ti
del- la sua viI
dal- la sua pa
-
-
3. om-bre che ri - em- pie l'é - si - sien - za. ~}a- mo por-la - to - del- la sua spe -
A
" ===-
c
I ~
1. -lis- si-mo ri splen-da 'O di "O - L Sia - mo le - sIi - mo- ni del - la sua vii -
2.-po- slo- li con- tem-pla-no il suo voi - to, Sia - mo ra- du- na - ti dal- la sua pa -
3. om- bre che ri - em- pie l'e - si - Slen - ". Sia - mo por- la - to- ri de l- la sua spe -

T
~"If~ ===-
l. - li s- si-mo ri splen-da 'o di "O - L Sia - mo le - sli- mo- ni del- la sua vit -
2.-po- SIO- li con - lem- pIa- no il suo voI - to. Sia - mo ra - du - na - li dal- la sua pa -
3. om-bre che ri - em- pie l'è - si - slen - za. Sia - mo por-Ia- 10- ri del- la sua spe -
:
B

l. -lis -si- mo ri splen-da 'o di "O - ••


2. -po- SIO - li con- tem-pla-no_il suo voI - to.
3. om-bre che ri - em- pie l'e - si - Slcn - z,.
rn r-"1 ,...
\~ .
,
,

u td
n~ Dll
'-J I "If

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: I J ,.I l~ Il- J

- , I~
Ped.
[49] 17
= c re$c. f

l. - IO ri a, glo- ria. glo - fin al- l'au IO - re del - la vi - la.


2. oro
3.-ran ".
za.
glo- rin,
glo- rin.
glo· rin
glo - ria
al - l'au
;1 - l' nu
IO -
IO -
re del - la
re del - la
vi - la.
vi - la.

C 1~~~~~~~~,.~_~~:~c~~~,~c.~~~ J_~~~~~~~~~~~~~"'~
" ~.:~ ~. ~: ~: ~:. ~:~: ~: al - J'au
al - l' au
IO - re
IO - re
del -la
del - la
I 3.- mn - re
za. gIO~. ria - l' au IO - del - la
Rit.
diII ~
I . - IO ria, glo- rin. glo - ria al - l'nu IO - re del - la IO. (Il FINE
2. - ro
3.- ran ".
za.
glo - ria,
glo- ri~
gla - ria
gla - ri a
al - l'au
al - l' au
IO - re
lo- re
del - la
del - la
IO-
IO-
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3. glo - rin. glo - na al - I' au IO - re de l - la VI - la .

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Il ri torne llo è presenlato nella solenne versione per Assemblea. ScllOlo (SerS) e Ottoni ad libiwm (2 trombe. 2 tromboni).

Andan te lento (J _69)


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151 J 19
Pcr solenni celebrazioni si propone un pre ludio e un postlud io al canto per Organo con Ouoni ad Iibilllm

PRELUDIO per OrgtlllO COli Ollolli fld lib.


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INTEltLUDIO Ile r OrgllflO
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Alleluia, alleluia! Il Risorto vive nella Chiesa.
Elevate a Lui la lode, acclamale al Signore.

l. Cantiamo un inno al suo nome.


il volto dell ' Altissimo risplenda su di noi.
Siamo testimoni della sua vittoria,
gloria, gloria all'autore della vita.

2. Raccolti nel dono del mistero


i figli resi apostoli contemplano il suo volto.
Siamo radunati dalla sua parola.
gloria. gloria all'autore della vita.

3. Chiamati da Cristo a vita nuova.


a pace senza ombre che riempie l'esistenza.
Siamo portatori della sua speranza.
gloria, gloria all 'autore della vita.

22 1541
PASTORE DELLA CHIESA
Canto per Assemblea e Schola
T : M. Manlovani
M: R. de CrislOfaro
c:!ooo ~ E.liti<>Al 101 ",,1...1;
T ... ;j~;,j"i,; ........i

Il teslO del canto si ispira dircltamente ai temi fomiti dall' ant ifona d'ingresso, letture e orazioni de lla IV domenica di
Pasqua (anno 8): la salvezza è nel nome del Signore Gesù, Buon Pastore che "guida alla mensa della gioia" e "conduce il suo
gregge alla pace".
Un breve preludio orga ni stico prepara l'annuncio del ritornello da parte di un solista , po i ripe tuto congiuntamcmc
dali' Assemblea e dalla Schola a 4 voci dispari (SCfB) (l'intervento della Schola è ad libitum).

PRELUDIO
So Ienne

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[551 23
RITQRNEu.o (R ipelulOdalr Assemblea e dalla SdlOla a 4 vd)
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Pa- slo -re del - la Chie - sa, S; - .ino - re del - i, v; - IO,
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Pa -Slo-re dci - la Chie - sa, S; - gno - <e de l - io v, - ta,
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gui - di al - la meo -
'" de l - lo gio - ia.

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24 [56)
Le Slrofe sono proposle nelle versioni per Sello/a a due voci pari (SC). a Ire voci dispari (SC B) c a 4 voci dispari (SCTB ).
Sempre un brevc interludio organi slico prepara l'ingresso dclla SellO/li dopo il canto del rilornello assembleare (l' ullimo inter-
vento orga n ~o.proposlo funge :mche da posll udio).
Versione a 2 ,'oci pari

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S t ess~f'~empo , / I ~-'
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-------
, -------------
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2. O G, - sù, no - SIro
'" D; - o. sal - vez- Z3 dc i - l' uo
, mo hai re-den - loìl
-.
...
3. Tri - n; - tà. o no - SIro D; - o, - bi - la nei ,"o -
,-3----,
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-
hai rac - col - to,
,
c
l. La bon - là del no- siro
..
D; - o
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ri -- !J ~ ~
pie la lcr - ra. ha cre- a-IO ,
2. O Ge - sù, no- siro D; - o. sal vez- za del - l'uo- mo hai re - derHO ;]
'" - o, - ;

---
3. Tri - ni - là, o no- sIro D; a bi - la ne i cuo- ri . hai rac - col- IO
( L-' Stesso tempo
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I~
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Con-vo-c3_il suo po- po- lo_al - Ie f~n ~ del .
Por- la il buon Pa - sto - re il suo greg - ge al - la
ta-
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-:-

Con-vo - ca il suo - po - po- lo al - Ie


Por - ta iT buon Pa - SIO- re-il suo
Nu - tri la tua Chie- sa col

,
s
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If'l. _ mo
2. pa
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3. gnel - lo, - sa - tO no - i nel - la Pa - squa.
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2. greg - ge
del - l' a - ma -
al - la pa -
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- ga - te
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dal
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fian- co del suo - ~. g:~"
glo- ria d,l Ri - sor - to. _ _ _
3. san - gue del -I'A-gnel - lo, m - sa - to pe' no - i nel - la Pa- squa. _ _
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Versione a 3 voci dis pari (SC B)

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2. no- Siro Dò - o, del - l' uo - mo
3. no- Siro Dò - o, ò ouo - n,

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l. La boo - ,à del no - stro Dò - O n- em - pie la ,,, - '", ha ore -


2. O Ge - sù, tu no - SIro Dò - o, ",I - vez - za del - r uo - mo hai re -
3. Tri - oò - là, o no - siro Dò - o, , - bi - la nei ouo - n, hai ",o -
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I ~ I. ha cie - li Con - vo- ca il suo
ere - a - toi pa m la .
2 . hai re - dcn - loìl mon - do vit to ria. Por- la il buon Pa-
3. hai TaC - col - tòi fi - gli Spi n - to.
, Nu - In la tua

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I ~
J. ha e r e - a - Io i de - li pa m la. Con- VQ- ca il suo
2. hai re - de n - 1011 mon - do vii to ria. Por- la il buon Pa -
3. hai rac - co l - ,oi fi - gli Spi n - to. Nu - Iii la tua
, ____.:.. J---, ,
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B ~:
J. - 3 IO i cie - li 000 la sua pa - fO la. éon-t'o - cr il s~o
2.- den - loì l mon - do 000 la lUa v i! - IO ria. Por- ta il buon Pa -
3. - col Il)i fi - gli 000 il tuo Spi - ri to. Nu - Ir. la tua

~
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26 [58]
• • ., --,
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" i. po . po . '0_' " le 100 lei l' a. ma - re. sgor · ga· te dal fi an-co lei s~o Fi · glia.
2. -sto - re
3. Chic- sa col
il suo gre g.- ;uce al - la
san -
pa - ce, ri - splen- de la
del - l' A - gnel - lo. ver-sa- ~~~~a ~~: -. Ri -sor · to.
, DI )- la Pa · squa.

c
I ~ i. po - po- lo_al - le fon - ti del - l' a . ma - re, sgor - ga - le dal fi an-co del s~o Fi glia.
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2. -sia - re il suo greg- ge al - la pa - cc. ri - splen- de la glo- ria del Ri - sor · lo.
3. Chie· sa col ·sa';· ioe del · l' A . gocl - lo. V". ~.i 001· la Pa · squa.

B
i. po - po- lo_al - le fon - li del- l'a . ';'0' re, sfo,. ga . le dal :.:. "o del suo Fi · glia.
2. -sia - re il suo greg- ge al - la pa - ce, ri - splen- de la glo- ria del Ri - sor . to.
3. Chie - sa col san - gue del - r A - gncl - lo, ver-sa - to p" no - i nel - la Pa · squa.

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l. La bon - là del ;';'. cm· pie la ca, cre .
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l ' uo
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3. ~~ - ni - t'. o no - Siro Di · o, a . bi- la nei coo ·
-", ~a i rae -

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l. La bon • tà del no - stro
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Di ·
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o . . ém·.~}/ la ~
----·-1 ter - ra, h, ere -
2. O Ge · sù, lo no - stro Di · o, sal - vez - la del- ]' uo - ma hai re .
3. Tri - ni . là, o no - SIro Di · o, a . bi · la ne i eua· n , hai rae -
, ~ . ,
I~
T
l. La bon - là del ~o - SIro Di · o . ém • ·~i':· I, te, · ", ha cre •
2. O Ge - sù, lu no · SIro Di · o, sal · vez - la del - l' uo · mo hai re·
3. Tri . ni - là, o no· SirO
~.
Di · o, a . bi- la nei cuo · ", hai cac .

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vez· za del·
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bi - la nei euo - d ,

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I. --, IO i de - li COO lo pa - ro - I,. Con-vo-cail suo-po-po- Io al-Ie fon - li del - l"a-
2. -den - loil moo - do '"'
coo I, ,"a vi i - IO - ria. Por-la il buon suo- 510 - re il • 'uo grcg- ge}11 - la
,oi. sa
.A.l .
3. -col - fi - gl i coo ;1 (u - o Spi - ri - to. Nu-
, In
I, tua Chic - col san - gue del - l'A -

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I. -3 - IO
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lo. Con- VQ- ca il suo po - po-lo_al- le fon- ti del - l'a-


ria. Por- la il bu·on Pa - sto - re il 'uo greg - ge.ul - I,
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la tua Chic - sa
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[VI. -a - 00 ; cie - I; coo la s~a pa - ro la. - Con- vo-ca il suo
2. -den - (O H moo
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3. -col - (O fi - gli coo ;1 tu - o Spi- ri - to. Nu - lri la tua
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" dal fian - co del , uo F; -- glia._
2. pa - ce. ri - splen - d, la glo - ria d,I R; - '0' to. __
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I. po- po- Io al-le fon - li dcl - l'a - mo - re, sgor - ga - le dal fian-co del suo F; - glio. __
2.-sI0 - reil- 'uo greg-geal - la pa - ce. ri - splen-de la glo- ~a del R; - - to. _ _
3. Chie - col sa san- gue- del - l' A gnel- lo. v," - sa - IO pc' no- I nel- la Pa "" - squa._
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Ped. Ped.

Pastore della Chiesa, Signore della vita,


tu ci guidi alla mensa della gioia.
I. La bontà del nostro Dio riempie la terra,
ha creato i cieli con la sua parola. •
Convoca il suo popolo alle fonti dell 'amore,
sgorgate dal fi anco del suo Figlio.
2. O Gesù, tu nostro Dio, salvezza dell'uomo
hai redento il mondo con la tua vittoria.
Porta il buon Pastore il suo gregge alla pace.
risplende la gloria del Ri sorto.
3. Trinità. o nostro Dio, abita nei cuori ,
hai raccolto i fi gli con il tuo Spirito.
Nutri la tua Chiesa col sangue dell ' Agnello,
versato per noi nella Pasqua.

[61J 29
CANTATE A DIO
Canto per Assemblea
T: G. Fala[)cJJ<.l
M: F. Rampi
T",,; i diriui ""''''otj
"Come tralci ci innesta nella vite"; "come ceri ci scalda al suo fuoco", "come gocce ci immette ne lla fonte": la Chiesa. guidata
dallo Spirito e " inneslala" sulla fede nel Cristo Rison o è chiamata a cantare instancabilmente a Dio un cantico nuovo. Essa è
inviata a ri velare ai popoli la salvezza e a portare fruni di libertà, pace. verità, gioia, santità e grazia, doni del Risorto.
Illeslo fa riferimento diretto alla liturgia della V Domenica di Pasqua (anno B).
Il canto è proposto nella semplice ma interessanle versione per sola Assemblea (o solisti, o sezione della Schola nelle strofe).
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RIT. Can - ta - Di - Dun can - li- co nuo - VO, a i po- po- li ri - ve- la la sal-vez-za.

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l'' l. Ha com- piu - IO p<o . di - gi nel - la SIQ - ria


2. Ha cer - ca- IO i suoi
3. Ha man- da - IO le
fi - gli nel - la nOI - te
ae - que d; giu - Sii · zia
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co- me tra - CI
co- me ce - ri
, .. Cl]n
ci
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ne- sta nel - la vi - te .
seal -da col suo fuo-co.
co- me goc- ce ci_im . mel - le nel - la fon - te.
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l. Li - ber-là e p' · ce c; do-na nel Ri- sor - t0' pn . mi - zia d; cre - a - zio- ne nuo - va. Can-
2. Ve-ri-Ià c gio · ;, d
3. San - ti - là e g" · zia ci
do- na nel Ri- sor - to, Si - gno - re del
do-na nel Ri-sor - to, mi - ste - <O d;
co- smo e del- la vi ".
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ca- n - tàe-ter na.
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J ....--- 1--.1) ~ j ~j I

,
Cantate a Dio un cantico nuovo, 2. Ha cercalO i suoi figli nella none
a tutti i popoli rivela la salvezza. e come ceri ci scalda col suo fuoco.
Verità e gioia ci dona nel Rison o.
l. Ha compiuto prodigi nella stori a Signore del cosmo e della vita.
e come tralci ci innesla nella vite.
Libenà e pace ci dona nel Risorto, 3. Ha mandato le acque d i giustizia
primizia di creazione nuova. e come gocce ci immette ne lla fo nte.
Santità e grazia ci dona nel Risorto.
mistero di carità eterna.
30 [621
DIO È AMORE
Canto per Assemblea e Scho/a
T: M. Mantovan!
M: G. Gai
Tu"; idiri"i,.;",,,·.. i

I cfistiani sono chiamati a vivere il comandamento dell'amore vicendevole perché " Dio è Amore" e " non fa preferenze di
persone" (At 10.34).
Il testo, nella sua semplicità, Irae spunlO dalla liturgia della VI Domenica di Pasqua (anno B), soprattutto dalle letture.
Rendendo visi bili le parole di Gesù "amatevi come io ho amato voi" la Chiesa fa risuonare in tulta la sua verità esistenziale
l'Alleluia pasquale e l'annuncio che " il Signore ha liberato il suo popolo".
Un interessante pre ludio organi stico prepara l'ingresso dell ' Assemblea nel ritornello costruito sul primo modo gregoriano.
INTRODUZIONE
Allegro maestoso (J - 84)
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Organo
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[63] 31
Le slrofe sono proposte nella versione per Assemblea o solisli e in quella per ScllOla a due \"oci di5pari (voce femminile e virile).

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Vers·one per Assemblea
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OT
1. Gior- ni d i le · ,i · zia, an - nun - ci d i 'pe . "m · zo. L, buo - no . ve l- la , i dir -
2. Cri - SIO è Ri · ,,)c · 'o, I, mor- te è sia - (a vin · ". L, vi · "' di Di - o è o r ·
3. Sia- mo suoi a · m, · ci, la
-
pa - ce ciè do . n, · ". Lo "
Spi · ri - IO San - IO ,i di r -
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~ l. -fon - de per 'tt' mon · do.
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A I - le- lu · ia ! A I- le-I u · ia!
2. -(er- Ia ad o- gni uo · mo. A I - le- lu · ia! A I - Ie- lu · ia!
3Aon- de in lUI - li i euo · n. A I - le- lu · ia ! A I - Ie- Iu · ia!
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gno - re_ha "" · be ·
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ra - IO il su - o
ra - lo-i l su - o
ra - lo-i l s u - o
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po . po. lo.

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l. G ior- ni d i le • ,i · zia, an - nun -ci d i spe - ran · za. La buo - na no . vel - la si d if -
2, Cri - SIO è Ri - sor
3. Sia - mo suo i a · m,
·
·
'o , la mor- te è sta - la
ci. la
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pa - ce ci} do- n,
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IV 1. Gior - ni d i le . ,i .
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zia, ,n • nun - ci di spe - ran - za. L, buo · n, no·
2. Cri - SIO è Ri -
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" di
3, Sia- mo suoi . mi . c i. la pa - ce cièdo - n' .
- Lo ", Spi · ri - IO

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32 [64]
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I. -fon - de pc' , *,' mon . do. *'
Al-Ie-lu · ia! AI-Ie-Iu · ia!
2. -fer- la ad 0- gni "O . mo. AI· le - lu · ia! Al-Ie-Iu · ia!
3. - fon - de in luI - ti i . ri. A I · le - lu · ia! Al-Ie-Iu ia!
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Iv l. -vel- s; dir · fon - de pc, ;1 mon . AI· le .
2. Di - o
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dir · fon- dein tul - ti i
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l'' 1. - r, S; · gno- rej.a I; · be · ra-tail S" · o po . po. lo.
2._ S; fa - lo-il po. po. lo.
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3. S; · gno - re_ha I; · be · ra - lo-il S" · o po. po . lo.
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Si propone anche la versione del ritornello per Schola a 4 voci dispari (SCTB) che può unirsi liberamente all' Assemblea.
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Ril.a4vd

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re, l', . mo - re è da D; · o.
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c re, i'a . mo - re è da D; · o.
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-m, - le - vi co - me i - o haa - m' - IO voi.
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L'ardito interludio presemato che fa lontanamente risuonare i temi del camo in un ' interessante atmosfera annonica, può
essere eseguilo anche come postludio del canto stesso.
I NTERLUDI O
Meditativo (J . 60)
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I~ pp molto legm ed espressivo

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Dio è Amore, l'amore è da Dio. 2. Cristo è Risorto, la morte è stata vinta.
Amatevi come io ho amato voi. La vita di Dio è offerta ad ogni uomo.
Alleluia! Alleluia! Il Signore ha liberato il suo popolo.
l. Giorni di letizia, annunci di speranza.
La buona nove\la si diffonde per il mondo. 3. Siamo suoi amici, la pace ci è donata.
Alleluia! Alleluia! Il Signore ha liberato il suo popolo. Lo Spirito Santo si diffonde in lutti i cuori.
Alleluia! Alleluia! Il Signore ha liberato il suo popolo.

34 [66]
IL TUO VOLTO CERCHIAMO
Canto per Assemblea, Solo, Scho/a e Ottoni ad /ibiluln T, M. M,nto.,n;
M: A. Ceddia
T""jidj,ini li"""",;

Il testo del canto si ispira direttamente ai temi fomiti dall'antifona d'ingresso. leUure e orazioni della VII Domenica di
Pasqua (011110 B): al Signore. che ha reso gli Apostoli testimoni della resurrezione. la Chiesa radunata in comunione chiede di
essere consacrala nell ' unilà, per diventare sempre più testimone di gioia e di pace.
A colui che "cerca il suo volto" il Signore si rivela come "fonte inesauribile di ... ila", "luce che rischiara", "cuore sconfinato,
tutto dono",
Un pre ludio organislico con Ottoni ad /ibilllm pre para il canto dcII ' Assemblea nel Ritornello.

Con solennità
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Con~ol ennità

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[67]
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"" 35
Le strofe sono proposte nelle versio ne per Assemblea (o solisli. o sezione de lla Sello/a ). per SellO/a a:2 voci pari (voce fe m·
minile o virile), e a 4 voci d ispari (SCfB).
Versio ne per Assemblea
;, , ,
l '' I. Fon-Ie i- ne- sau - ri - bi - le di vi - la, pre - sen-Ie_in o - gni Icm- po ne l - la Chic - sa. Si ·
2. Lu - ce
che ri - schia- ri o - gni uo- mo, splen- den - te nel- I' au - ro- ra sen - za lem - po. Si -
3. Cuo- re scon- fi - na - IO, lUI- IO do - no , ar - den - Ie del- I'a - ma - re , ch' è di Di - o. Si -
~ ,....,

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"If ~ J 1"1 ~ ; <J ,l n ; .d
,
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" I. -gno - re che eo- no - sci i no - SIri euo - ri,


2.-gno - re che ra - du - ni In co- mu · nio - ne.
col - ma - li di g io
do - na - ci la pa
·
·
ia.
co.
3.- gno-re che c l ren - di le - SIi , mo - ni , fa' di noi ,"a ca · sa.
r.-,

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Versione per Scllola a 4 voci dispari (SCfB)
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s
l'' I , Fon- Iei- ne -sau - ri - bi- le di vi - la, pre - se n-I~~n 0 - gni lém -~ nel - la Chie-
2. Lu - ce che ri - schia- ri 0 - gni uo - mo,
3. Cuo- re scon- fi - na· IO, luI- IO do -ono,
splen- den - le nel- I' au - ro - ra sen - za lem - po.
ar - den - Ie del - l' a - mo - re, ch'è di Di - O.
"
Si -
S i-
A mI' , ,
C
l'' I. Fon-le_i - ne - ;~ - ~.'. ~ le di vi - la, pre · sen· le in 0 - gni Icm·po nel - la Chie · sa. SI ·
2. Lu - ce che ri- schia- ri o - gni uo - mo , splen · de n - ié nel- I' au - ro - ra sen - za tem · po, SI ·
3. Cuo- re scon - fi - na· IO, IUI- IO do- no, ar · den - le del - l'a- mo- re, ch'è di DI · o. SI ·
, .'.
T I~ t . Fon-te i - ne- sau - ri - bi- le di V> · la, pre · sen- Ie in 0- gni lem- po nel · la C hie- sa. SI ·
2. Lu - ce che ri - sc hia- ri o - gni uo · mo,sp len · dcn - le net- l'au - ro - ra sen - za tem- po. SI ·
3.Cuo- re scon- fi - na- Io, tut- IO do · no, or · den - le del- l'a - mo - re, ch'è di Di - O. SI ·

I. Fon-Ie i - ne - sau - ri · bi · le di V> ·


,
la, p'" · sen-Ie in o - gni tem - po nel - la Chie
--- · sa, SI
,
·
2. Lu - ce che ri- schia- ri o- gni uo · mo ,splen · de n - ìé nel- I'au - ro - ra sen · za tem · po. SI ·
3. C uo- re scon - fi - na - IO, tUI - IO do · no, or . de n - te del-l ' a- mo- re, ch 'è di DI · o. SI ·
, ~ ,....,

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36 Tast. [68]
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J.-gno-re che co-no-scii no - siri cuo - ri, col -ma- li d i gia - ia.
2.-gno - re che fa - du-n; In co- mu - nio - ne. do- nu- ci la pa - co.
3.-gno- re che ci ren - di te- sti - mo - ni, fa' di noi tua
" - ".

c ""
oJ
"
l. -gno-re c he co - no- SC II no - stri ,"o - ~ c~l- : a -)j' di' gio - ia.
2.-gno- re che Ta- du- ni!n co- mu - nio - ne, do- na-ci la pa - ce.
3. -gno- re che ci ren - di te- sti - mo - ni, fa' di noi - sa .
, • '"' " •
T
""
V l. -gno - re che co - no- sci i no - SIri cuo - ri, col - ma- li di gia - ia.
2. -gno - re che ra - du- ni in co- mu - nio - ne, do-na-ci la P' - ce.
3. -gno- re che e; ren - di te- sti - mo - ni, fa' d; noi tua ca - sa.
, ,
B
""
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I. -gno- re 'he -;;0 - - s; no - siri cuo - ri , col - ma - li d; gia - ia.
2.-gno-re che '" - d~-;; in co- mu - nio - ne, do- na- ci la P' - co.
3. -gno- re che e ; ren - (J' te- sti - mo - no , fa' d; noi la ca - sa.
, ~

l~ T r- r
I , Il
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j J I~
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,
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RIT. dal ~ a l FINE

Versione per Scho/a a 2 voci pari (Se - TB)


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I. FOll-te i- ne- sau - ri - bi - le d; vi - la, pre- sen- te_in 0- gni tem- po nel - la C hic- sa. Si -
2. Lu - ceche ri- schia- ri 0- gni uo- mo, splen - de n - le nel- l 'au- ro - ra sen - za lem- po. Si -
3. Cuo- re scon- fi - na- IO, IUI- IO do - no, ar - de n - Ie de l- l'a- mo- re,ch'è di Di - o . Si -
.ç ,
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• • •' f 7
I. FOll-le i- ne- sau - ri - bi - le di vi - la, pre - sell-Ie_in 0- gni lem- po ne1 - la Chie- sa. S; -
2. Lu - ce che ri- schia- ri 0 - gni uo- mo, splen - den - Ie nel- l'au- ro- ra sen - za lem - po. S; -
3. C uo- re scon- fi - na - IO, IUI- IO do - no, - den - Ie del- I'a-mo-re,ch'è di Di - o . S; -
" ...,..,
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[69] 37
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- gno- re ch, co - no- sci i no - SIri
-gno - re ch, fa - du- ni in co- mu ,
euo - ri ,
nio - ne.
col - ma - li d; gio
do- na- ci la pa
,
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ia.
ce.
3. -gno- re ch, d ren - di le' sti , mo , ni, fa ' d; noi ,"a ca ,
sa.
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l '' I. -gno-re che co- 00 - sc i i no - Siri c"O ,
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2. -gno- re ch, ra- du-niln co- mu
3. -gno- re ch, d ren - di le - SIi
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do-na-ci la pa
fa' d; noi ,"a ca
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Viene inoltre presentata una versione del RilOmello per Assemblea e Schola (SerB) con Olloni ad libilum.
Gli alloni si uni scono ad Iibilum come nella versione per Assemblea.
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~ Il ,"o voi - IO ceT-chia- mo, Si - gno , -
re, a, scol - la la no- Slra vo- ee. Con-
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re, a-seol - Ia la no-stra vo - ee. Con-
I I" , ,
c
" Il ,"o
I .. 1' .1': . l'~ ' ,"',
vo - l O cer-e la - mo, I - gno ,
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Il ,"o val - IO cer-chia - mo, Si - gno , re, a scol ta la no-stra ce. Con-

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nel - l 'u - ni - tà per n - ma - ne - re u-m-tl neltuoa-mo-re.
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- sa - era- ci nel - ru- ni - tà pc' ri-ma-ne- re u - ni -ti nel tuo, a - mo - re.


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• r.-.

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I due interludi proposli (Organo e Ottoni ad libilum) sono per "lanciare" le strofe dopo il canto del ritornello, il postludio
chiude solennemente il canto.
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Il t uo volto cerchiamo, Signore,
ascolta la nostra voce.
Consacraci nell 'unità
per rimanere uniti nel tuo amore.
I. Fonte inesauribile di vita,
presente in ogni tempo nella Chiesa.
Signore che conosci i nostri cuori,
colmal i di gioia.

2. Luce che rischiari ogni uomo,


splendente nell 'aurora senza tempo.
Signore che raduni in comunione.
donaci la pace.

3. Cuore sconfinato. tutto dono,


ardente dell'amore. ch'è di Dio.
Signore che ci rendi testimoni ,
fa' di noi tua casa.

40 [72]
CRISTO NELL'ALTO DEI CIELI
Canto per Assemblea, Schola e Ottoni
T: A. Appella
M: A. Ruo Rui

L'Ascensione celebra "il destino deIrumanità nuova" inaugurato dalla Resurrezione del Signore Gesù. La Chiesa loda e
glorifica Dio Padre perché nel Figlio asceso al cielo è innalzata "accanlo" a Lui la nostra umanità, e ciò costituisce il solido
fondamento della speranza d i cu i la comunità cristiana è annunciatrice.
A questo tema si ispira direttamente il testo del canto (Solennità dell'Ascensione del Signore, anno B). Al Signore della
festa. della storia, della vita, "compimento di ogn i promessa", inneggia per sempre la Sposa, "fecondata col dono dell'amore".
Il canto è proposto in una versione "base" per Assemblea e organo "faci le".

Solo

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~ A.uemblea

l" Al- le - lu - ia. Al - le - lu - ia. Al - le - l, - ia. Cri - sto Ri -


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• Lui pe' .,m . pre.

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Lo stesso canto è presentato nella "panilUra completa" e c ioè nella versione per Assemblea. Schola (Sera), Organo e
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Si propongono anche le versioni delle strofe per ScllOla a 2 voci pari (Se, che può fu nzionare anche per TB un'ottava sotto.
e per T lottava sotto} e C) e a due voci dispari (ST).
Versione per Schola a 2 voci pari

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3. In · ncg · g; pc' sem · pre 'a Spo · sa. re-con -
c
" l. E · su, · ta d; gia ·
.. ..
;a 'a Chic - sa, con · 'o · ca ·
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ta :,
2. Ri · suo · n; d; can · t; 'a tec . ra, a · b; · la · la nc'
3. I n · ncg · g; pc, sem · p'" 'a Spo . sa, fe · con · da · ta co,

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2. · Ia · ta ne' Icm - po dal - l'E · te f - no. C; pre · ce · dei l S; · gno- re del - la
3. • da · do - no del - l'a · mo . re. pre · ce · dcì l S; · gno- re del - la
ta co, C;
-
c
l. gior ·
~

no
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del - la 'o · de. C; pre · ce
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2. tem · po dal - l'E · tec · no. C; pre · ce · de-il S; · gno - re del - la
S;
1 do · no del - l' a · mo · re. C; pre · ce · de-il
- · gno - re del - la

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d; -
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Versione per Schola a 2 voci dispari (ST)


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3. In - neg - g; pe' som - p" la Spo - sa, fe - con -

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T

I. E - sul - d; gio - ;a la Chic - sa,


2. R; - suo - "
n;
g;
d; can - t; la te, - m,
3. In - neg - pe' sem - pre la Spo - sa,

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2. - la -
" nel tcm - po dal- l'E te, - - no. C; pre - ce - dCI I S; - gno- re del- la
3. -da - ta col do- no del - l'a - mo - re. C; . S; . gno- re dcl - la
pre - ce - de-il

lo - de. -
l'" I. con - VQ
2. a - bi
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la - la
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gior - no
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pre - ce- de-i l
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3. re - con - da - la col do - no del- l'a - mo - re. C; pre - ce- dCI I Si -
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[79] 47
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2. sto - ria. re - den - to - re di o - gni pec - - to.
3.
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l '.-gno - re del - la - lo, fon - da- mon - to di o - gni 'pe - mn -
2. -gno- re del - la " - ria,
sto re - den - to - re di o - gni pc< - to.
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" - lo, com - pi men to di o gni pro - mes - sa.

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A completamento del tutto si presenlanO tre diversi interludi che vengono incontro alla concreta diversificata disponibilità di mezzi.
INTERLUD IO "MANUAL ITER " per Organo
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INTERI.UDIO TROMBA (in Do) e ORGANO
Stesso tempo del Rit. "'f
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I NTERLUDIO ortONI e ORGANO
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Alleluia. Cristo Risorto è asceso nell 'alto dei cieli. 2. Risuoni di canti la terra,
Alleluia. Egli tornerà. abi tata nel tempo dell 'Eterno.
Gloria a Lui per sempre. Ci precede il Signore della storia,
redentore di ogni peccato.
I. Esulta di gioia la Chiesa,
convocata nel giorno della lode. 3. lnneggi per sempre la Sposa,
Ci predece il Signore della vita, fecondata col dono dell ' amore.
fondamento d'ogni speranza. Ci precede il Signore della vita,
compimento di ogni promessa.

[81] 49
rità, il guadagno e il tornacontG:perfino nel mi ssio-
(CA CHE COSA nario, nel volontario, nel mi stico.
PARAGONERÒ Si è più inclini a pensare all ' inutilità di un Giubi-
leo, che ad indagare se questa data porti con sé la
QUESTA GENERAZIONE?» memoria di un avvenimento, di uno sposalizio av-
venuto nella carne dell ' uo mo, nella sua storicità, ca-
Vedere il mondo, gli uomini , questa generazione, pace di vederlo fecondo di bene, di civiltà, di mo-
l'attuale momento storico di passaggio epocale con delli da inventare.
gli occhi di Gesù può diventare decisivo per sapere Per molti il cielo è VUOlO, la religione una pratica
che cosa Dio pensa di noi. ascetica verso il no n se ntire più dolore, la pace
«A chi paragonerò questa generazione ?». Ov- astrazione dal sudiciume della storia ed il millennio
viamente non solo quella dei contemporanei di Ge- che si apre non sarà certo capace di offrire all ' uo-
sù: sia in Mt Il, 16- 19, che in Le 7,3 1-35. la «gene- mo ciò che l' umanità stessa non avrà voglia di dar-
razione» diventa quella di chi legge e ascolta la Pa- si da sola.
rola. Ed invece Gesù dice una cosa nuova rispetto a
E Gesù, guardando i bambini come passano il questo scenario, per troppi realistico: «Ma alla sa-
tempo, vi legge l' atteggiamento degli adulti che non pienza è stata resa giustizia dai suoi figli».
sanno stare al gioco di Dio. L'autocomunicarsi di Dio, il suo i·ngresso nella
Divisi in due squadre sulla piazza del villaggio, storia portando il dono della sapienza, che dà senso
una prima propone di giocare al fu nerale. ma quelli alle cose, dell a Pace, come città da costruire con la
che dovrebbero commuovers i per il passaggio del fatica e l'umani zzazione quotidiana, la Bella Noti-
morto non hanno voglia di piangere e a loro volta zia che ogni uomo è mio fratello ed è amato da Dio
propongono di giocare al matrimo nio, ma questa ed esige dunque rispetto ed è il primato sulle strut-
volta coloro che dovrebbero applaudire al passag- ture e sovrastrutture, il punto d' Arrivo della storia
gio del corteo nuziale non vogliono accontentare come trionfo dell' amore, e non come catastrofe, ha
l' altra squadra. posto nell ' umanità uno Spirito che da duemila anni
«Venne Giovanni, che non mangia e non beve, e è all 'opera per rendere giusti zia ad una verità sem-
dicono: È indemoniato; venne il Figlio dell 'uomo plicissima: l'uomo è fig lio di Dio e non del caso, del
(lo Sposo!), che mangia e beve, e dicono: Ecco un fato, del destino o del tempo. L' uomo non è solo
mangione e un beone. un amico di pubblicani e di espressione dell a materia, ed in ogni età può avver-
peccatori». tire la gioia che il suo partner, il suo amore dunque
Così è del secolo e del millennio che ci lasciamo più profondo e capace di fare stori a sia Dio stesso.
alle spalle, con i suoi funerali: campi di concentra- Non necessariamente " essere stati chiamati all'e-
mento, fosse comuni, guerre, perfino di religione, sistenza è per assistere al funerale dell ' uo mo, in at-
discriminazioni razzial i, sperequazioni economiche, tesa del proprio; non necessariamente la noia, che
eccidi di massa. Ma l'umanità ha stentato a capire. tutto rende in sapore ed inutile, condurrà in modo
Si è data strumenti adeguati, perché avesse a vi nce- esponenziale gli uomini a scorciatoie di gioia, para-
re l' umanizzazione sull ' istinto del potere, ma vi ha disi artificiali o al cinismo intellettuale.
dato regole che soggiacciono alle vecchie politiche Celebriamo l'anniversario di un matrimonio, la
e logiche, più che aver posto al centro t'uomo e t'e- nascita alla storia di un amore che è da sempre, ri-
tica dell' oggettività. comprendiamo il futuro ed il presente dalla memo-
Quanti germi di bene, quante molecole di speran- ria di un fatto registrato e credibile, anzi intrigante
za, quanti spazi d'amore gratuito ha visto il secolo la nostra libertà e razio nalità: Dio ha assunto tutto
appena concluso! ciò che avevamo constatato in noi come precario e
La Chiesa ha vissuto un Concilio, dove lo Spirito l'ha sostanziato di eternità; d' ora in poi sarà con la
l' ha sospinta avanti di seco li pe rché dive ntasse nostra povertà che renderemo giustizia alla sapienza
«anima», traino della storia. Lo Spirito della pace e di Dio, che non ha solo amato ciò che è spirito, ma
dell a non violenza ha fa tto rinascere la speranza in ha posto in tutto ciò che ha creato un divenire, che
aree vastissime del globo, esempi di amore e di do- farà sfociare il tempo nell 'Eternità.
no d' esistenza hanno reso visibile la possibilità Non so quale mu sica celebrerà questo accadi-
evangelica di partire dagli ultimi , e di come la Bea- mento. Ma dalla sua nascita la nostra liturgia (che
titudine arrivi e parta dall a situazione limite del- dico?) la nostra stessa esistenza è una prova d' or-
l' uomo: la povertà, il pianto, l' abbandono, la perse- chestra, di scho la e d' assemblea mondiale, per l' a-
cuzione, il degrado. pertura di una porta, la caduta di un muro, l'ingres-
Eppure anche questo gioco delle nozze è affoga- so in una sala di nozze che avrà dato ragione alla
to mille volte nella noia, che tutto ingoia, deride e speranza.
nella spocchia, che cerca l'interesse anche nella ca- Ezio Stermieri

50 182]
L'arte ha applicato ali' esplicitazione della fede catego-
18.2.2000 FEDE ED ARTE rie estranee, riducendola spesso a occasione per l'eserci-
SI RICONCILIANO zio artistico, e la fede ha corso il rischio di identifi carsi
con questo o quel modo di esprimersi, facendo fati ca a d
inculturarsi e a ritrovarsi in quel «bello» universale che
Il cristi anesi mo ha in se stesso una forza propulsiva
accompagna l'uomo come «elevazione al di sopra della
che va al d i là dei confini etnici, culturali, geografico-sto-
semplice predisposizione al piacere sensibile» (Kant,
riei , tracciati via via dai cristiani: è reallà con essenza in
Critica del giudizio §59).
esubero. La stessa idea d i chiesa. i cui confini escatologi·
ci sono il mondo. supera le sempre limitate categorie di È difficile oggi entrare in una chiesa dove l'osservato-
spazio e di tempo, e la stessa salvezza non è questione re si renda conto che chi l'ha pensata, ne ha disposto la
concememe le nostre miopi categorie. Alla fine ci saran- suppellettile, aveva una precisa idea di Chiesa, non solo e
no sorprese per tutti, visto che pubblicani e peccatori tanto come edificio, ma come realtà trascendente, eppure
apri ranno la fi la dei salvati. Quando diciamo che «per noi immersa nella storia.
uomini e per la nostra salvezza si è incarnato», ricono- Allo stesso modo. spesso è d ifficile riscontrare, dalla
sciamo qualcosa che è ben al di là delle nostre omogenee condizione dell'edificio, la gestione amministrata da per-
e rassicuranti assemblee e ci è messo dentro il disagio sul sone educate al «bello», almeno quanto sono state esami-
come questa salvezza possa raggiungere e inculturarsi in nate sul «vero» .
ogni popolo e nazione. Potrebbe poi essere giunto il momento tanto auspicato,
Benedizione è «per voi e per tutti», per «i molti» che con la riconciliazione giubilare degli artisti con il bello
ancora non sanno di potersi abbeverare allo stesso sangue della fede. per frui re di musiche e testi usciti dalle sacche
perché scorra nella carne quel cromosoma di eternità che del panteismo e naturalismo dominante, del soggettivi-
ci rende generati da Dio, suoi figli destinati alla risurre- smo edulcorante, verso espressioni, come nel passato, ca-
zione. paci di cantare e pregare con il senso che l' uomo di oggi
Potrei inventariare tante altre categorie che rendono la ha di enucleare il pensiero, offrire l' immagine, scanda-
chiesa segno e sacramento di universale che ci ingloba e gliare il sentimento, formulare il concetto, modulare il
supera, ma il Giubileo degli artisti mi fa ricordare che an- suo tormentato bisogno di andare sempre oltre.
che la bellezza, in qualsiasi espressione (poetica, musica- Non pochi artisti oggi si sentono mortificati per il li-
le, architettonica. figurativa ... ), ha in sé la forza non solo vello musicale del dopo-concilio. ma la riconciliazione
di salvare una determinata cultura, ma il mondo. Anzi , non può passare attraverso musiche che rendono estranea
come scriveva il Card. Martini nella sua ultima lettera pa- l'assemblea, come se bellezza e virtuosismo per addetti
storale: «Mettersi in ascolto delle domande vere del cuo- fossero sinonimi.
re umano vuoI dire cogliere ogni nostalgia di bellezza, E non c'è tutta una riconciliazione da fare da parte di
dovunque essa sia presente, per camminare insieme con chi presiede, con ('arte di guidare, l'assemblea? Rubrici-
tutti nella ricerca della bellezza che salva» (Quale bel- smi, spontaneismi, formalismi, improvvisazione, non so-
lezza salverà il mondo? Lett. Past. 1999-2000). Ed il sen- no parenti dell' arte di celebrare. Oggi si pensano sinoni-
so di questa salvezza l'aveva ricordato il Concilio nel suo mi spontaneità ed autenticità, ma quest'ultima, proprio
messaggio agli artisti, a questi «innamorati della bellez- perché offre la purezza della forma e la semplicità del
za», che per essa lavorano, operando per «questo mondo contenuto, è al termine di una lunga fatica e ricerca anche
in cui viviamo che ha bisogno di bellezza per non cadere su se stessi.
nella disperazione (sic!). LA bellezza, come la verità, La fraltura che dura da secoli , e che il Concilio ha
mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto pre- chiesto di sanare (memorabi le di quella stagione fu il di-
zioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le gene- scorso agli artisti di Paolo VI del 7.5 .1964 e oggi di Gio-
razioni e le fa comunicare nell'ammirazione» (Messag- vanni Paolo II), richiede per l'immediato futuro una nuo-
gio del Concilio agli artisti). va strategia educativa sia nella fonnazione dei pastori, sia
Grazie al bello, l'uomo avverte la capacità di andare in una offerta sistematica della Chiesa particolare al mon-
oltre le forme, per cogliere la bellezza che gli si rivela in do dell'arte, Discipline e contenuti di confine tra i due
ciò che guarda. ascolta, misura. assaJXlra, perché a lui è mondi devono venire a quel dialogo, che il Concilio ha
dato di cogliere il bello e il buono (Gen 1,3 1), l' impronta auspicato da parte dei futuri preti come frutto di una ade-
che Dio ha voluto lasciare di sé in tutte le cose. Ha fatto guata conoscenza della mentalità moderna (ar, 15) per
bene il S. Padre a convocare per il Giubileo gli artisti, il essere in grado di «offrire opportuni consigli agli artisti
bene dell ' umanità. Nel millennio che si apre, la Chiesa nella realizzazione delle loro opere» (SC, 129).
deve essere amica dell 'arte (GS, 62) e, come ha fatto Pao- Anche le scienze umane possono aiutare la fede ad
lo VI, chiedere anche scusa se alcuni uomini di chiesa esprimersi e a d iventare arte su quel fi lo sottilissimo del-
hanno fatto soffrire gli artisti, perché qualunque loro ope- la evangelizzazione, dove diventa difficile, ma ineludibi-
ra riporta alla luce i grandi problemi dell 'uomo e la sua le, la distinzione tra colonizzazione e inculturazione.
capacità di orientamento. nello sforzo continuo di «cono- Avremo allora chiese che si inseriscono nel tessuto
scere e perfezionare se stesso e il mondo, di scoprire la umano, musiche e testi non avulsi dal vissuto della gente,
sua situazione nella storia e nell'universo, di illustrare le liturgie perfettamente inserite nella tradizione, ma con se-
sue miserie e le sue gioie, j suoi bisogni e le sue capacità gni leggibili e non stereotipi. Solo il dialogo è in grado di
e di prospettare una migliore condizione dell'uomo» e offrire il metodo, perché ogni sapere sia ricondolto al-
anche di «innalzare lo spirito a Dio» (GS, 62). l'essenziale dal confronto con l'altro e così mettere nel
Benvenuto il Giubi leo, se rende possibile anche que- c ircolo vitale e culturale quel «di più » che, vedendo,
sta riconciliazione tra il mondo dell'arte e la Teologia, ascoltando, misurando, fa dire dell'opera umana: è un' o-
perché la separazione è stata consumata a danno di en- pera d'arte.
trambe. Erio Stermieri

\~,l 51
Il salmo responsoriale (Callliamo aJSigllore) presenta
RECENSIONE un ritornello mollo popolare e un recitati\"o sobrio. che
vuole evidenziare il tono rispettoso con il quale deve es-
sere annunciata la Parola di Dio. L' idea di proporre, per
GIOVANNI M ARIA ROSSI
la melodia del ritornello, parole diverse, adatte alle varie
NEL GIORNO DEL SIGNORE esigenze dell 'anno liturgico, è certamente utile ed «eco-
Messa per )' Assemblea. Presidente,
nomica», ma non rispetta l'esigenza di compenetrazione
Coro, Organo e (ad Iibitum) Ottoni tra testo e musica: come è possibile cantare allo stesso
modo «Perdonaci, Signore, siamo tuoi, speriamo in te» e
Roma, Paotine, 1999 «Ascende tra canti di gioia il Signore Gesù»?
Il Canto al Vangelo viene proposto sia con l' Alleluia
L' ultima opera del compositore Giovanni Maria Rossi che con l'acclamazione quaresimale, seguendo la stessa
è una Messa nata dali' esperienza di condivisione delle melod ia. Forse la scelta della semplicità potrebbe ri-
celebrazioni liturgiche presso una comunità parrocchiale schiare di indurre a forme di esecuzione eccessivamente
di un paese della Vahellina. Da questo contesto specifico, «semplicistiche».
e dalle sue esigenze particolari , è emersa una proposta di La professione di fede (Credo. Signore! Amen) vede,
composizione in cui si compenetrano j dinamismi della ancora una volta, l'alternarsi tra il canto del Presidente,
celebrazione e quelli della musica, in adesione allo spiri· incisivo e scarno, e l'acclamazione assembleare, che
IO del Magistero ecclesiale sul rapporto tra musica e Ii- avrebbe potuto essere maggiormente solenne con un di-
IUrgia. versificato intervento degli strumenti e del coro.
Sono chiamati a «partecipare», in adesione alla loro La Preghiera dei fedeli offre la melodi a dell'invoca-
specifica ministerialità, tutti i componenti dell 'assemblea zione ripetuta dall ' assemblea e quella per la preghiera
liturgica; viene sottolineato il ruolo del presidente, è of- conclusiva. .
ferta ampia possibilità di intervento a tutta l' assemblea, Per la Santa Eucaristia è il canto alla presentazione
trova la sua collocazione il canto del coro «per sostenere delle offerte, le cui parole sottolineano con chiarezza il
l'assemblea, per dialogare con essa, per aggiungere spes- significato del gesto compiuto dalla comunità: la dimen-
sore fonico al discorso musicale» (potrebbe forse assu- sione prettamente assembleare del canto sembra quasi
mere qualche altro elemento nella sua propria ministeria- accompagnare la ritualità dell 'offerta comunitaria.
Ihà), sono proposte anche parti slfUmentali per organo e È proposta una modalità di esecuzione della preghiera
ottoni al dì là del semplice ruolo di accompagnamento eucaristica seguendo il testo della seconda fonnula tratta
del canto. da «La Messa dei fanciulli», una scelta giustificata dal-
Nella presentazione Eugenio Costa parla di una «mac- l'autore a partire dal contesto celebrativo in cui è nata
china rituale», una sorta di «confezione in kit», che viene l'intera opera, ma forse discutibile. Risulta certamente
affidata alle capacità di animazione dei musicisti (e dei fondamentale il ruolo del presidente, al quale è affidata
pastori) delle parrocchie. Nelle diverse situazioni cele- una lunga parte in canto. lineare ma non facilc. Assem·
brative, che spesso vengono s uggerite e indicate, toc- blea e coro intervengono più volte con le risposte del pre-
cherà ai fruitori dell'opera «scegliere, provare, predispor- fazio , con altre acclamazioni e con il canto del Santo (in-
re, realizzare». teressante l'alternarsi di di verse modalità de) canto
n tropario di ingresso (Noi li lodiamo, Signore) si «Osanna»). Per la prima volta viene indicata la presenza
compone di un preludio per organo, una strofa di inizio a degli ottoni, che (purtroppo! ) non compare nella regi stra-
quattro voci, che riprende il tema dell ' antifona d ' ingres- zione.
so di alcune feste, tempi liturgici, un ritornello e, infine, La litania di frazione Agnello di Dio offre al canto del-
la salmodia, anch' essa proposta con testi diversi per i va- le assemblee una pluralità di invocazioni, con un richia·
ri momenti dell ' anno liturgico. L'insieme risulta, al tem- ma alla esatta collocazione del canto che accompagna un
po stesso, solenne e sobrio. gesto spesso vissuto distrattamente.
Signore, Figlio di Dio è l'invocazione penitenziale dia- Per il momento della comunione è previsto il canto
logata tra presidente e assemblea. Il recitativo presenta Genti tutte, proclamale traduzione del Pange lingua. È
una varietà che porta quasi naturalmente al tono implo- un corale che ben si adatta alla processione e può essere
rante dell' ultima invocazione, mentre l' intervento litani- alternato tra l' esecuzione a più voci del coro e l' unisono
co dell' assemblea, semplice e lineare nella linea melodi- dell 'asscmblea.
ca, è arricchito dalle variazioni deU' annonizzazione stru- Dopo la comunione viene proposto Giorno santo del
mentale. Sigllore Dio, un canto gioioso che alterna velocemente
L' inno di looe Gloria a Dio è proposto con una estre- coro e assemblea, raccogliendo i temi della celebrazione
ma differenziazione esecutiva (in alcuni casi un po' mac- e preludendo al Congedo (non riportato sulla registrazio-
chinosa) tra uomini e donne, solo e tutti , che, secondo le ne), in cui alla risposta dell 'assemblea, «fa eco» il coro.
intenzioni dell'autore, dovrebbe aiutare l'esecuzione di La presentazione di questa Messa ha permesso di mo-
questo inno non slrofico. strame pregi e qualche limite, ma ha soprattutto eviden-
Viene indicata, quindi, la melodia per cantare la Col- ziato la ricerca di offrire uno strumento idoneo all'uso
letta, con l' Amen conclusivo che riprende, in maniera più nella pratica celebrativa, con estrema attenzione al «qui e
solenne e sonora, l'acclamazione del Gloria a Dio. Più ora» delle diverse assemblee parrocchiali . È nostra con-
avanti, con differente melodia, troviamo l'Orazione sulle vinzione che si realizzi proprio in questo modo la speci-
offerte, mentre manca quella finale. fica ministerialità ecclesiale dei compositori di musica
Appare molto interessante il Preludio alla Parola, bra- per la liturgia: seri professionisti che si pongano sempre
no per solo organo, bello per semplicità e modernità, sti- l'intenzione, difficile da realizzare e. forse. poco appa-
molante per la collocazione all'intemo della celebrazione gante ri spetto ad altri «palcoscenich>, di educare ed ele-
e per l'emergere «quasi improvviso» dello strumento vare i fruitori delle loro opere, presentando prodotti cul-
musicale come ministro della celebrazione, in alternativa turali che, proprio in quanto tali , riescono a raggiungere
(forse migliore ... ) alle parole di un eventuale introduzio- il popolo di Dio in tulte le sue componenti.
ne alle letture. Francesco Rovida

52 l84]
DI MAURO GOlA

'"i'..." dato ai canti è giovanile, ma grazie a


melodie caratteristiche e orecchiabili qualunque
assemblea può impararli in breve tempo.

le interpretazioni registrate su cd e musicassetta


(voci di Mauro Goia e Federica Pregnolato) sono
naturalmente una proposta: gli animatori liturgici
possono modificare la struttura dei brani,
adattandoli a solista e coro, coro e assemblea, coro
all'unisono o polifonico ... , e decidere gli strumenti
che li accompagnano (organo, chitarra, fiati ... ).

Corso Francia 214 - 10090


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