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DIFETTI E DISCONTINUITÀ DI PRODUZIONE

L'analisi e la descrizione dei difetti è molto articolata, pertanto si


rimandano i dovuti approfondimenti ai corsi di specializzazione
universitari o aziendali.
La'letteratura tecnica attribuisce una sigla ai singoli metodi di prova non
Distruttivi (PnD):
• AT = emissione acustica;
• ET = correnti indotte;
• GT = gammagrafia;
• LT = rivelazioni di fughe;
• MT = magnetoscopia;
• OT = olografia;
• PT = liquidi penetranti;
• RT = radiografia;
• TT = termografìa;
• UT = ultrasuoni;
• VT = esame visivo.
Lingotti e getti di fonderia
Lavorazioni plastiche
Trattamenti termici

Saldatura
Materiali compositi
La tabella elenca e descrive i principali difetti nei materiali compositi.

DIFETTI E DISCONTINUITÀ DI ESERCIZIO


LIQUIDI PENETRANTI

Esso si basi principalmente, sulla proprietà


detta capillarità, che esprime la tendenza di
un liquido penetrante a sapersi inserire e a
saper risalire all'interno di una cricca o in una
piccola cavità superficiale.
Tale proprietà è strettamente correlata alla
tensione superficiale e bagnabilità.
Bagnabilità
La bagnabilità è la capacità di un liquido a
sapersi espandere aderendo ali; superficie.
La bagnabilità è determinata dall'angolo di
contatto 6 con la superficie quando l'angolo è
inferiore a 90° si dice che "bagna.

Tensione superficiale

La tensione superficiale rappresenta la forza


di coesione delle molecole liquide disposte
sulla superficie del manufatto.
Controllo ai liquidi penetranti. Modalità esecutiva

Pulizia superficiale: eliminazione degli ossidi, dei grassi, delle scaglie e


di qualsiasi altra sostanza estranea che otturi il difetto superficiale.

Applicazione del liquido penetrante può avvenire per immersione, per


applicazione con pennello, a spruzzo con pistole.

Asportazione dell'eccesso di penetrante trascorso il tempo di


penetrazione, il liquido che fuoriesce dalla cricca viene asportato.

Asciugatura operazione effettuata con getti d'aria tiepida, in forno,


oppure strofinando i pezzi con carta assorbente o con stracci puliti.

Applicazione del rivelatore il rivelatore assorbe il liquido penetrante


intrappolato nelle fessure, favorendone la fuoriuscita in superficie.

Esame dei risultati tale esame sarà condotto in modo diverso in


funzione del tipo di liquido penetrante utilizzato.

LP rosso: l'esame visivo viene condotto in un ambiente ben illuminato,


perché il colore rosso ben contrasta con il colore del rivelatore.

LP fluorescente: il pezzo è sottoposto alle radiazioni di una lampada a


luce nera o di Wood (lampada a vapori di mercurio), all'interno di una
camera oscura. Il liquido penetrante, fuoriuscito dal difetto, è in grado
di emettere radiazioni luminose visibili a occhio nudo. Si parla di
"lampada a luce nera" ma, nella maggior parte dei casi, la luce è giallo-
verde, perché fornisce la massima percezione all'occhio umano.
Caratteristiche dei liquidi Penetranti
Essi sono formati da una base liquida con composti
derivati dal petrolio.
Di seguito sono indicate le loro principali
caratteristiche
• capacità di penetrazione;
• buona mobilità;
• lenta evaporazione;
• buona asportabilità;
• non sono infiammabili;
• sono inodori e atossici;
• posseggono l'inerzia chimica;
• sono economici.
Rivelatori
Essi rivelano ciò che è nascosto; la loro funzione è creare il massimo
contrasto di colore, se si usano penetranti rossi oppure la massima
differenza di intensità luminosa, se si utilizzano quelli fluorescenti.
Un buon rivelatore deve possedere le seguenti caratteristiche:
• avere buona capacità di adsorbimento ma non di assorbimento,
ovvero l'azione di attrazione tra le molecole del liquido penetrante e
quelle d rivelatore
• essere costituito da particelle piccolissime (granulometria 2+4
mm/1000), in modo da formare uno strato sottile e uniforme sulla
superficie in esame;
• essere facilmente bagnabile dal liquido penetrante;
• creare il massimo contrasto di colore;
• essere chimicamente inerte;
• essere atossico;
• non essere infiammabile.

Per comprendere le parole


Adsorbimento: capacitò, da parte di un solido o di un liquido, di fissare
sulla sua superficie, per uno spessore di pochi micron, molecole, atomi
o ioni di un'altra sostanza; tale fenomeno è dovuto alle forze di
attrazione molecolare superficiale.
Assorbimento: capacità da parte di un materiale di trattenere ingenti
quantità di un'altra sostanza (per esempio spugna - acqua].
TERMOGRAFIA
Ogni corpo con temperatura superiore allo zero
assoluto emette radiazione nella cosiddetta banda
dell'infrarosso. L'entità della radiazione infrarossa
emessa è proporzionale alla temperatura del corpo
stesso, rilevata una cella fotovoltaica (trasduttore),
trasformata in un segnale elettrico e convertita in
un'immagine termica su uno schermo.

in cui sigma è la costante di


Stefan-Boltzmann e vale 5,6697 x
IO-12 [W/cm2 K4].
Corpo reale
Quando su un corpo qualunque incide una radiazione
elettromagnetica (come i raggi solari), una parte di
questa energia viene assorbita (trattenuta al suo
interno), una parte viene riflessa e una parte viene
trasmessa
RILEVAZIONE DI FUGHE E PROVE DI TENUTA
Il controllo per rivelare le fughe può essere diviso
nelle seguenti tre classi.
Localizzazione della perdita: controllo qualitativo
volto a individuare l'esatta posizione del difetto e
della perdita.
Misura della velocità di perdita: quanto fluido
attraversa la perdita l'unità di tempo. Può essere
applicato a un sistema completo o a sue parti
Controllo della velocità di perdita: misura continua
della quantità di fluido perso. La misura viene
condotta a intervalli di tempo considerevolmente
lunghi.
Metodi di prova
Prova a bolle in immersione
Questa tecnica è applicabile a elementi le cui dimensioni ne consentano
la completa immersione in un recipiente contenente il fluido indicatore,
che può essere acqua, alcol metilico, glicole etilenico, olio minerale,
glicerina, fluorocarburi e sostanze derivate dagli idrocarburi.
L'oggetto in prova viene normalmente pressurizzato, così da facilitare la
fuoriuscita del gas in pressione. La successione delle bollicine rende
immediata la localizzazione del difetto.
Grandi serbatoi: applicazione del liquido indicatore
Quando il serbatoio da verificare è troppo grande per essere
immerso, si applica solo alla parte superficiale interessata una
soluzione saponosa, nelle due modalità operative di seguito
illustrate.
Recipiente sotto pressione: nel serbatoio la pressione è
superiore a quella atmosferica; il gas ivi contenuto fuoriesce
spontaneamente creando bollicine di sapone in corrispondenza
del difetto.

Recipiente a depressione in questo caso il gas contenuto nel


serbatoio è richiamato dall'esterno dalla depressione creata in
superficie. Una pompa a vuoto crea, dentro la cassetta, una
pressione variabile tra 50+100 mbar. La cassetta è una scatola
metallica, normalmente a forma di parallelepipedo a base
rettangolare, lunga 30+80 cm e il cui coperchio è costituito da
una lastra di vetro o plexiglas.
Prova di tenuta mediante variazione di pressione
Tale prova si effettua misurando la variazione di pressione tra
l'interno l'esterno del recipiente in esame; essa permette la
misura delle quantità fluido o di gas perse in un sistema o in
alcune sue parti.
EMISSIONE ACUSTICA
Principio fisico
Nei materiali, in prossimità dei difetti, delle dislocazioni, delle
vacanze e de cricche, si accumula energia potenziale elastica
che, successivamente rilasciati si trasformerà in altri tipi di
energia:

• lavoro meccanico di plastificazione che farà progredire il


difetto;

• calore;

• energia acustica di alta frequenza, non udibile dall'orecchio


umano (ultra-suoni).
Nell'ipotesi di applicare modesti carichi esterni di
prova, si può trascurare il lavoro meccanico
responsabile dell'evoluzione del difetto:
Studio del segnale
Le onde sonore prodotte dal materiale vengono
registrate e riprodotte su uno schermo attraverso la
cosiddetta ‘’catena di misura’’.

Il trasduttore viene fissato meccanicamente o tramite


incollaggio sulla superficie esterna del pezzo in prova.
E costituito da un elemento di ceramica
piezoelettrica, capace di assorbire le onde
vibrazionali, e trasformarle in segnali elettrici (può
essere comparato all'orecchio umano).
MAGNETOSCOPIA

Generalità sul magnetismo


Una carica elettrica in movimento crea un campo magnetico.
Dalla semplificazione della teoria dell'atomo, si può dedurre che
l'elettrone, ruotando atto al proprio asse e attorno al nucleo
dell'atomo, genera un campo magnetico in grado di sviluppare
forze di attrazione o di repulsione.
Si tratta di forze che agiscono a distanza, anche nel vuoto, e sono
rappresentate da tanti vettori orientati, per convenzione,
entranti nel polo sud e uscenti dal polo nord
Proprietà dissociativa
Tagliando un magnete in due parti si originano due
magneti, ciascuno dei quali possiede un polo nord e
un polo sud.

Proprietà associativa
Due magneti che si uniscono formano un solo
magnete, avente un polo nord e un polo sud
Conduttore rettilineo
Un conduttore rettilineo percorso da corrente genera sempre un campo
magnetico, composto di linee di forza circolari intorno al conduttore
stesso e perpendicolari alla direzione della corrente elettrica.
La direzione e il verso delle linee di forza vengono definite con la nota
"regola della mano destra", in cui il pollice indica la direzione della
corrente e le altre dita indicano il verso delle linee di forza del campo
magnetico.
Conduttore a spira

Conduttore a bobina
MAGNETOSCOPIA

Quando incontrano un difetto a esse perpendicolare,


si forma un campo magnetico disperso, con
allargamento delle linee di forza al di fuori del
contorno geometrico del pezzo. Mediante l'accumulo
delle particelle rivelatrici colorate o fluorescenti, è
possibile individuare facilmente la discontinuità
presente nel materiale. Una discontinuità disposta
parallelamente alla direzione del flusso non produce
una dispersione apprezzabile, perché non distorce
l'andamento delle linee di flusso; questo tipo di
continuità è scarsamente visibile con tale metodo.
Da cosa è influenzato l’esame
magnetoscopico

• orientazione;
• dimensione;
• distanza dalla superficie;
• rapporto tra sezione del pezzo e area della
discontinuità;
• forma; le discontinuità piatte sono più rilevabili di
quelle sferiche pe producono una maggiore
deformazione del flusso magnetico;
• condizioni ottimali di magnetizzazione; un'intensità
di campo magne scarso non rileva i difetti, mentre
un'intensità di campo magnetico troppo elevato
produce un eccesso di indicazioni su tutta la
superficie.
Fasi dell'esame magnetoscopico
• preparazione dei pezzi;
• magnetizzazione;
• irrorazione del rivelatore magnetico;
• osservazione visiva e interpretazione;
• smagnetizzazione;
• preservazione superficiale.
Preparazione dei pezzi
La pulizia è necessaria per evitare che il grasso o lo
sporco trattengano del rivelatore per aderenza,
causando false indicazioni, ovvero indicazioni non
rispondenti a difetti reali.

Magnetizzazione
Essa rappresenta la fase fondamentale dell'intero
esame; la direzione di magnetizzazione deve essere
perpendicolare alla direzione presunta dei difetti. In
relazione al ciclo della prova si ottiene:
• il metodo a magnetizzazione diretta (metodo
continuo), quando l'applicazione del rivelatore è
fatta durante la magnetizzazione (o
immediatamente prima);
• il metodo a magnetizzazione residua (metodo
residuo), quando l'applicazione del rivelatore è
fatta dopo breve tempo da sfruttando la
magnetizzazione residua del manufatto.
Magnetizzazione longitudinale
Il pezzo è attraversato da linee di flusso
che non si richiudono su se stesse.
Magnetizzazione circonferenziale:
le linee di flusso magnetico si richiudono lungo la
periferia del pezzo;
Effetto pelle
L'effetto pelle, o pellicolare, è una distribuzione
disuniforme della corrente nei vari strati del
conduttore; ne consegue un maggior addensamento
della corrente negli strati superficiali del conduttore,
a discapito degli strati sottostanti.
Irrorazione del rivelatore magnetico

• rivelatori a secco (particelle magnetiche secche),


applicati contemporaneamente alla
magnetizzazione;
• rivelatori a umido (particelle magnetiche in
sospensione), applicati già prima che inizi la
magnetizzazione, così da bagnare la superfìcie e
portare in sospensione le particelle magnetiche.
Osservazione visiva e interpretazione
E una fase che richiede esperienza oltre che astuzia
tecnica.

False indicazioni
Sono costituite da accumuli di rivelatore che, per
gravità, si deposita entre scanalature, negli angoli e
nelle rugosità superficiali.
La scoperta dei raggi X
I raggi X furono casualmente scoperti, nel 1895, dal
fisico Wilhelm Rontgen nel corso di un'esperienza che
stava conducendo con un tubo a scarica nel gas a
bassa pressione: una lastra fotografica che si trovava
in un cassetto, nelle vicinanze, era stata
impressionata, pur essendo protetta dalla luce.

Raggi sconosciuti, pertanto denominati X o Rontgen


in onore dello scopritore, avevano la proprietà di
penetrare la materia.

Da esperienze successive fu dimostrato che si


propagavano in linea retta ed erano privi di carica
elettrica, perché non venivano deviati in vicinanza di
un magnete.
Definizione dei raggi X

Sono onde elettromagnetiche aventi la stessa natura della luce visibile


(si propagano con la stessa velocità, circa 300 000 km/s), ma lunghezza
d'onda molto più piccola e frequenza molto più grande.

frequenza

lunghezza d'onda

I raggi X si dividono in:


• molli, con un modesto potere penetrante,
impiegati per pezzi di piccolo spessore

• duri, con un buon potere penetrante, applicati su


pezzi di acciaio con spessori di circa 150 mm
Generazione dei raggi X
La presenza di un'eventuale cavità lascia passare con più facilità i raggi,
annerendo maggiormente la corrispondente zona sulla lastra: il difetto
viene individuato con una colorazione più scura, il restante materiale
con una colorazione grigio chiaro . Al contrario la presenza di
un'inclusione assorbe maggiormente le radiazioni, evidenziando sulla
pellicola una zona più chiara.
Formazione dell'immagine radiografica

• Esposizione radiografica della pellicola ai raggi X


• Sviluppo (bagno rivelatore)
• Fissaggio

Camera oscura
Nessuna luce può penetrare nella camera
oscura
Indicatori di qualità d'immagine (IQI)
Si tratta di semplici strumenti, normalmente costituiti
da piastrine forate o di materiale identico a quello da
analizzare (acciaio, alluminio, rame, zinco, magnesio
ecc.): il minimo diametro del filo o del foro
percepibile nella radiografia costituisce la misura
della qualità dell'immagine.
Va precisato che il minimo foro, o il minimo filo, non
può essere assunto come rappresentativo delle
dimensioni minime del difetto rilevabile nel pezzo. I
difetti presentano forme, dimensioni e orientamenti
fortemente variabili l'uno dall'altro, rendendo talvolta
sfavorevoli il contrasto-oggetto e la loro proiezione
sul piano della pellicola.
Indicatori di qualità a fili
Sono costituiti da una serie di 7 fili di diametro crescente. Il numero del
filo più sottile visibile sulla radiografia deve essere assunto come valore
della qualità dell'immagine.

Indicatori di qualità a fori


La sensibilità è determinata dal più piccolo foro percepibile (piastrina
liscia), oppure dal gradino più sottile
GAMMAGRAFIA (RAGGI ϒ)
I raggi ϒ non sono prodotti da un'apparecchiatura elettrica, ma
nascono dalla disintegrazione spontanea dei nuclei atomici di un
elemento radioattivo. Gli elementi radioattivi, natura o artificiali,
sono instabili perché possiedono un eccesso di energia; per
riportare l'atomo a un livello stabile devono quindi emettere
energia all'esterno.
I raggi ϒ sono più penetranti dei raggi X, perché hanno una
minore lunghezza d'onda.

I raggi ϒ non possiedono carica elettrica e quindi non vengono


deviati.
Parametri delle sorgenti radiogene industriali
Periodo di dimezzamento: detto anche semiperiodo,
costituisce l'intervallo di tempo dopo il quale l'intensità della
radiazione emessa viene ridotta della metà rispetto al valore
iniziale. L'intensità della radiazione è misurata come numero di
disintegrazioni al secondo.

Ci = Curiè (usato nella pratica industriale)


Bq = Becquerels (n° disintegrazioni al secondo)

Dose di ionizzazione assorbita: quantifica la cessione di


energia per unità di massa di un elemento radioattivo.

Gy = Gray
Effetti della radiazione ionizzante sul corpo umano
• Reazioni delle cellule o dei tessuti (arrossamento della pelle
dovuto all'aumento della circolazione sanguigna).

• effetti delle radiazioni sulle cellule di riproduzione.

Il danno da radiazioni dipende da molteplici fattori:


• tipo di radiazione (raggi X, ϒ , tipo di elemento radioattivo);
• energia sprigionata;
• tempo di esposizione;
• mezzo a cui essa è ceduta (aria, tessuto vivente).
Radioisotopi più utilizzati in gammagrafia

Limiti di utilizzo
I raggi ϒ sono più penetranti e pericolosi dei raggi X. A causa di questo
è più difficile contenerli e l’emissione non può essere sospesa.
Peggiora l'interpretazione dei risultati, perché i raggi ϒ sono più
penetranti dei raggi X e creano minori differenze di assorbimento in
quanto piccoli difetti non attenuano sensibilmente i raggi ϒ. I tempi di
esecuzione sono più lunghi (anche un'intera notte di esposizione), non
potendo impiegare sorgenti di elevata intensità.
METODO ULTRASONORO

Generalità degli ultrasuoni


Sono onde elastiche, capaci di propagarsi in un mezzo
solido, liquido o gassoso, con frequenza superiore a
quella percepibile dall'orecchio umano (> 20 kHz).
Il campo delle frequenze che interessa le applicazioni
dei controlli non distruttivi è compreso tra 200 kHz e
20 MHz.

Per potersi propagare, gli ultrasuoni necessitano di


materia, quindi nel vuoto non si propagano.
Onde trasversali e longitudinali
Si chiama direzione o raggio di propagazione
qualsiasi semiretta che va dalla sorgente ad un altro
punto investito dall'onda.
Se le particelle raggiunte dalla perturbazione vibrano
nella stessa direzione di propagazione dell'onda si
parla di onde longitudinali.

Le onde sonore ne sono un tipico esempio: esse si


propagano, a partire dalla sorgente, in tutte le
direzioni dello spazio tridimensionale e, per ogni
direzione, le molecole investite dall'onda vibrano
lungo il raggio di propagazione, provocando fasi
alternate di compressione (alta densità e pressione) e
di rarefazione (bassa densità e pressione) del mezzo.
E’ possibile provocare delle onde su una gigantesca molla
elicoidale appesa orizzontalmente in una stanza, facendone
oscillare una estremità. Se si muove il capo libero della molla
nella direzione della sua lunghezza, si provoca un impulso o un
treno di onde longitudinali in cui ogni spira della molla oscilla
lungo la direzione di propagazione

In un'onda trasversale il raggio di propagazione e la direzione del


moto delle molecole individuano un piano di vibrazione o di
polarizzazione. Se esso rimane fisso, senza ruotare, si parla di
onda polarizzata.

La ola è un'onda trasversale polarizzata: le persone che


costituiscono il mezzo di trasmissione si muovono
perpendicolarmente (e sempre nella stessa direzione) rispetto
alla propagazione dell'onda.
In un'onda longitudinale non viene individuato alcun piano di
vibrazione: le onde polarizzate sono dunque sempre onde
trasversali.
Tutte le onde elettromagnetiche, compresa la luce, sono
trasversali perché i campi elettrici e magnetici vibrano
perpendicolarmente rispetto al raggio di propagazione.
Riflessione e rifrazione delle onde piane
(legge di Snell)

Velocità di propagazione delle onde


ultrasonore
Angolo limite
Si definisce angolo lìmite, l'angolo αi dal cui valore in
poi si ha sola riflessione (riflessione totale).

La suddetta figura mostra che esistono due angoli


limite: si definisce primo angolo limite quel valore
dell'angolo di incidenza per cui cessa di essere
trasmesso il raggio longitudinale; si definisce secondo
angolo limite quel valore dell'angolo di incidenza per
cui cessa di essere trasmesso anche il raggio
trasversale.
Metodi di esame
I metodi di esame con ultrasuoni si suddividono in:

esame a contatto, in cui la sonda viene posta a


contatto con la superficie del pezzo, interponendo un
sottile strato di olio di media densità oppure glicerina,
acqua additivata o, ancora, paste idonee all'uso;
l'esame a contatto non si presta facilmente a essere
automatizzato;

Esame a immersione, in cui la sonda è immersa in


acqua o altro liquido adatto, e può essere spostata
nello spazio, da un manipolatore automatico;