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Corso sui Controlli Non Distruttivi

Metodo Visivo
Dispense a cura di: Prof. Ing. Umberto Galietti
Ing. Palumbo Davide
Introduzione
Introduzione
Introduzione
Scopo dell’esame visivo

Per vari tipi d'oggetti, l'esame visivo è utilizzato per:


• determinarne la quantità;
• dimensioni;
• forma;
• finitura superficiale;
• riflettività;
• colore caratteristico;
• caratteristiche funzionali;
• La presenza di discontinuità superficiali.
Cenni di Fotometria
Fotometria: definizioni
Il flusso luminoso esprime la quantità totale di energia
luminosa emessa da una sorgente in un intervallo di tempo (o
potenza luminosa emessa da una sorgente). Il flusso non dà
alcuna informazione sulla qualità della luce, né sulla sua
distribuzione nello spazio.
Se immaginiamo di fare un paragone fra la luce e l'acqua, una
sorgente luminosa può essere paragonata ad un rubinetto
aperto, e il flusso luminoso esprime la quantità di litri che
fuoriescono dal rubinetto in un secondo.
Il flusso viene indicato con la lettera greca (Phi o Φ) e si
misura in lumen (abbreviazione: lm).

L'intensità luminosa (I) esprime la quantità di luce che


esce da una sorgente in una certa direzione, una sorta di
potenza del raggio luminoso. Si misura in candele
(abbreviazione cd=lumen/steradiante).
Più propriamente, l'intensità esprime il rapporto fra il
flusso uscente dalla sorgente entro un certo angolo
solido e l'ampiezza dell'angolo solido stesso. Una
intensità di 1 candela corrisponde ad un flusso di 1
lumen uscente da un angolo solido di 1 steradiante.
Fotometria: definizioni
L'illuminamento (E) esprime il rapporto tra il flusso luminoso ricevuto da una superficie e
area della superficie stessa. Esso si misura in lux (abbreviazione: lx=lm/m2).
L'illuminamento, esprimendo il rapporto fra un flusso ed una superficie, è una grandezza
relativa: un illuminamento di 1 lux corrisponde ad un flusso di 1 lumen distribuito su una
superficie di 1 metro quadrato.
L'illuminamento può essere misurato sia su superfici orizzontali che su superfici verticali.
Solitamente, quando non diversamente specificato, ci si riferisce all'illuminamento sul
"piano di lavoro", cioè su una ipotetica superficie orizzontale, posta ad una altezza
corrispondente a quella abituale delle scrivanie o dei banchi di lavoro (circa 85 cm.).
L'illuminamento è molto utile per descrivere le condizioni di illuminazione di un ambiente.
Poiché la luce è la forma di energia che consente la visione, l'illuminamento esprime
quanto agevolmente l'occhio può vedere. Ad illuminamenti più elevati corrispondono
funzioni visive più agevolate. Ad esempio, mentre in un magazzino sono sufficienti poche
decine di lux, per eseguire lavori di precisione possono essere necessarie anche alcune
migliaia di lux. Normative e raccomandazioni prescrivono i livelli di illuminamento più
appropriati per le diverse destinazioni d'uso degli ambienti.
Fotometria: definizioni
La luminanza (brillanza) (L) esprime il rapporto fra l‘intensità emessa in una certa
direzione e l'estensione della superficie emittente. Si misura in candele al metro
quadro (abbreviazione: cd/mq). Nella definizione della Luminanza si tiene conto non
della estensione reale della superficie emittente, ma della sua "superficie apparente"
cioè dell'estensione che appare all'osservatore dal suo punto di osservazione. La
superficie apparente corrisponde alla superficie reale moltiplicata per il coseno
dell'angolo sotto il quale la superficie viene osservata.
La luminanza è la grandezza più direttamente correlata alla visione: essa tiene conto
non solo della quantità di energia che raggiunge l'occhio, ma anche della sensazione di
abbagliamento o di fastidio che essa può produrre.
Fotometria
Leggi della Fotometria

E=I/D2
E Illuminamento
I Intensità della luce

E1D²=E2(2D)²
Secondo tale legge, se si
misurano 16W/cm² ad 1m
di distanza, si
misureranno 4W/cm² a 2
metri.
Leggi della Fotometria

L’intensità della luce riflessa dipende


dall’ampiezza dell’angolo q tra la direzione di
incidenza della sorgente di luce l, e la normale n
alla superficie.

Infatti, in accordo alla legge di Lambert, noi


vediamo solo la componente verticale della luce
incidente.

Per comprendere almeno intuitivamente questa


legge, consideriamo l’esempio mostrato in
Figura. Quando la sorgente luminosa si abbassa,
lo stesso ammontare di luce si distribuisce su
un’area più vasta, e la superficie appare meno
luminosa. Eθ = E cos θ
Caratteristiche della luce
Descrizione esami visivi ed ottici

• Nella pratica vari metodi di prove non distruttive necessitano


del concorso dell'esame visivo, ad esempio:

– una radiografia è interpretata correttamente se l'ispettore possiede


un'acuità visiva idonea alla visione d'immagini radiografiche;
– così pure l'accumulo di particelle magnetiche sopra una cricca indica
all'ispettore una discontinuità altrimenti invisibile;
– osservazioni dell’aspetto superficiale dell'oggetto da esaminare con
ultrasuoni.
Descrizione esami visivi ed ottici

• Gli esami visivi e ottici usano, nella loro esecuzione, onde


elettromagnetiche nella porzione dello spettro della luce
visibile.

L’esame visivo può essere


migliorato o reso possibile con
l’uso di specchi, lenti
d’ingrandimento, boroscopi ed
altri accessori migliorativi della
visione
Spettro elettromagnetico
Lo spettro elettromagnetico comprende l'intera gamma delle lunghezze d'onda esistenti in natura, dalle
onde lunghissime, poco energetiche (10.000 Km di lunghezza, 30 Hz di frequenza), alle onde
cortissime (0,00001 Angström di lunghezza, 3x10 23Hz), dotate di straordinaria energia.
Fenomeni fisici apparentemente diversissimi, come le onde radio che trasportano suoni e voci nell'etere
e i raggi X che impressionano le lastre radiografiche, appartengono in realtà alla medesima dimensione,
quella delle onde elettromagnetiche
Caratteristiche onda elettromagnetica
La lunghezza d'onda è uguale alla velocità dell'onda divisa per la sua frequenza.

Quando si ha a che fare con la radiazione elettromagnetica nel vuoto, questa velocità è la
velocità della luce c si ha:

dove:

λ = è la lunghezza d'onda di un'onda elettromagnetica


c = velocità della luce = 3×108 m/s
ν = frequenza dell'onda

L’energia della radiazione elettromagnetica E è legata alla frequenza dell’onda dalla relazione E=hv
h= costante di Planck
Luce visibile
All'interno dello spettro elettromagnetico, solo una piccolissima porzione appartiene al cosiddetto
spettro visibile, cioè all'insieme delle lunghezze d'onda a cui l'occhio umano è sensibile e che sono alla
base della percezione dei colori. Le differenze individuali possono far variare leggermente l'ampiezza
dello spettro visibile. In linea di massima, comunque, esso si situa tra i 380 e i 780 nanometri: alla
lunghezza d'onda minore corrisponde la gamma cromatica del blu-violetto, alla lunghezza d'onda
maggiore corrisponde invece la gamma dei rossi.
Luce visibile

• La teoria corpuscolare (Newton) affermava che la luce fosse costituita da un insieme di


corpuscoli emessi dai corpi luminosi

• La teoria ondulatoria (Huygens) affermava che la luce fosse dovuta ad una vibrazione
meccanica propagata nell'etere cosmico.

• quest'ultima costituì la base, all'inizio del secolo XIX, della teoria "meccanica" di A.
Fresnel e T. Young che, interpretando la luce come un vero e proprio movimento, riusciva a
spiegare, anche quantitativamente, i fenomeni luminosi al tempo sconosciuti.

• All'inizio del secolo XX, la scoperta della fotoelettricità , dell'emissione del corpo nero e
di altri fenomeni contrari al concetto di continuità proprio delle onde portò alla
formulazione della teoria "quantistica" (M. Planck, A. Einstein), secondo cui la luce è
interpretato come aggregato di singole particelle di energia.

• Secondo l’attuale teoria, il “dualismo onda-corpuscolo” va interpretato come sintesi tra


l’insieme di particelle elementari (i fotoni) ed un veicolo per la loro distribuzione (l’onda
elettromagnetica)
Corpo Nero
Corpo nero, è il corpo ideale, in grado di assorbire radiazioni di tutte le lunghezze d'onda senza
rifletterne alcuna (sarebbe anche un radiatore perfetto, cioè emetterebbe radiazioni di tutte le lunghezze
d'onda). Esso ha la caratteristica di riuscire a trattenere interamente tutte le radiazioni incidenti e
restituirle sotto altra forma di energia in uguale misura (es. assorbe luce e restituisce calore).

Per simulare sperimentalmente, in modo approssimato, il comportamento di


un corpo nero (un corpo nero perfetto è nella pratica irrealizzabile) si può
ricorrere a un corpo cavo di materiale qualsiasi, il cui interno sia
completamente annerito e comunichi con l'esterno solo attraverso un foro
sottile.

Quando vi è una radiazione incidente sul corpo, la parte di tale radiazione che
penetra nel foro rimane intrappolata nella cavità a causa delle innumerevoli
riflessioni che vi subisce e viene assorbita completamente: il foro si comporta
perciò come un "corpo nero" .

Il limite di tale apparecchiatura è che essa agisce come un corpo nero solo per
radiazioni di lunghezza d’onda molto minore delle dimensioni del foro.
Corpo Nero
Riportando in un grafico l'intensità d'energia emessa da un
corpo nero che si trovi alla temperatura "T" (T0 temperatura
assoluta) in funzione della lunghezza d'onda, si ottiene la
curva di "corpo nero" (o spettro di corpo nero), indipendente
dalla forma o dalla natura del corpo.

L'intensità e la lunghezza d'onda del massimo (max) di


emissione spettrale dipendono solo dalla temperatura
assoluta "T"; vale la relazione:

max·T= cost.

L'andamento della curva di corpo nero venne spiegato nel 1900 dal tedesco M. Planck (1858-
1947), il quale ipotizzò che, in tutti i processi di tipo termico, l'energia venga assorbita ed
emessa sempre in quantità discrete chiamate "quanti" (fotoni), ciascuno dei quali ha un'energia
inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda della radiazione.
Rilevazione Tramite Fluorescenza
La fluorescenza è la proprietà di alcune sostanze di
riemettere a frequenza più bassa le radiazioni
ricevute, in particolare di assorbire luce
ultravioletta ed emetterla visibile, come accade per
esempio negli evidenziatori.

Semplificando il processo gli ultravioletti eccitano


gli atomi della sostanza fluorescente, facendo
saltare gli elettroni in un'orbita più esterna. Subito
dopo gli elettroni tornano al livello precedente
emettendo luce visibile.

Il fenomeno della fluorescenza è diverso da quello della fosforescenza, la distinzione tra i due
processi si basa sul tempo di vita della radiazione:

•nella fluorescenza la luminescenza cessa quasi subito dopo aver eliminato la radiazione eccitante

•nella fosforescenza la radiazione continua ad essere emessa, almeno per un breve lasso di tempo,
anche dopo aver eliminato la sorgente eccitante.
Rilevazione Tramite Fluorescenza
Gli esami visivi, basati sugli effetti della fluorescenza o
fosforescenza, vengono utilizzati per controllare, in alcuni
casi:

• la qualità dei componenti chimici del materiale in esame

• per identificare banconote contraffatte

• per evidenziare perdite d'acqua nascoste

• per prove di tenuta o per la rivelazione di discontinuità in


materiali e rivestimenti metallici

• Nel campo dei beni culturali è usata sia nei documenti, rende
ben visibile le varie cancellazioni, che nei dipinti, dove mette
in evidenza e rivela le varie alterazioni di colore dello strato
pittorico
Occhio umano e requisiti
richiesti per l’esame VT
Componenti dell’occhio umano
Il bulbo oculare (occhio) è simile ad un piccolo apparecchio fotografico

sferoidale che mette a fuoco automaticamente secondo la distanza

dell’immagine che interessa e che si volge in direzione del punto voluto ed è

dotato di obbiettivo autopulente.


Componenti dell’occhio umano
•Il cristallino (lente biconvessa) è usato per
focalizzare i raggi di luce riflessi dall'oggetto nel
campo visivo. In conseguenza i raggi di luce sono
diretti sulla retina, situata nella parte posteriore del
bulbo oculare.

•La cornea ricopre gli occhi e protegge il cristallino.

•La quantità di luce ammessa ad attraversare il


cristallino è controllata dalla contrazione dell'iride
(diaframma).

•Il cristallino ha la proprietà di ingrandirsi o


rimpicciolirsi, in modo da poter variare la propria
lunghezza focale.

•I muscoli degli occhi promuovono l'alterazione


della forma del cristallino (lente biconvessa),
mettendo a fuoco i raggi di luce proiettati sulla
retina. Questa configurazione consegue la migliore
e definita immagine per l'intero sistema.

•La retina costituita da ricettori detti per la loro


forma coni e bastoncelli, i primi sensibili ai colori e
alla visone diurna, i secondi a condizioni di scarsa
luminosità.
Angolo di ispezione

L'angolo d'ispezione durante il collaudo


visivo è molto importante. L'esaminatore
deve in tutti i casi tentare d'esaminare il
bersaglio nel centro degli assi degli occhi.
L'angolo di visione non deve essere
minore di 30°dalla superficie (vedere
figura e UNI EN 970).
Angolo di ispezione
I medesimi principi si applicano nell'esame d'oggetti per mezzo d'accessori
come specchi o endoscopi.

Il campo di visione deve essere mantenuto, circa nello stesso modo, come se
l'ispezione fosse eseguita direttamente.

Con fondi riflettenti, l'angolo d'ispezione deve essere lontano dalla normale, ma
non oltre i 45°.

In questo modo la luce riflessa lontano dalla superficie, non è diretta verso gli
occhi, riducendo il contrasto dell'immagine dalla superficie stessa, inoltre
questo permette la valutazione di discontinuità senza distorsioni delle loro
dimensioni, colore e dislocazione.

Questo è molto importante quando si usano apparecchiature ottiche per


l'ispezione d'aree non direttamente accessibili alla vista.
Acuità visiva e Visione del colore
Il personale candidato alla Qualificazione e Certificazione nelle Prove non Distruttive,
in accordo alla norma UNI EN 473, deve possedere un'acutezza visiva da vicino da
permettergli, come minimo, la lettura del JAEGER numero 1 o TIMES ROMAN N4,5 o
caratteri equivalenti a una distanza non minore di 30 cm con uno o entrambi gli occhi,
con o senza correzione.

Il personale candidato alla Qualificazione e Certificazione nelle Prove non Distruttive,


in accordo alla norma UNI EN 473, deve possedere i seguenti requisiti:
La visione dei colori deve essere sufficiente a permettere al candidato di differenziare il
contrasto tra i colori utilizzati nel metodo PND in questione come specificato dal datore
di lavoro.
Strumentazione
Sistemi di Visione

• Specchi
• Lenti
ESAME DIRETTO
• Calibri
• Microscopi
• Endoscopi
ESAME REMOTO
• Boroscopi
• Fibroscopi
• Videoendoscopi
Specchi

• La loro facilità di uso unitamente al loro basso costo ne fa uno


degli strumenti più utilizzati nell’ispezione visiva.

• La zona da esaminare deve comunque essere adeguatamente


illuminata.

• La luce deve arrivare direttamente sul componente per evitare


la presenza di ombre che possono falsare l’ispezione.
Lenti

• Per l’esame visivo si utilizzano lenti con ingrandimento tra


1,5X ad oltre 2000X.

• Le caratteristiche che contraddistinguono le lenti sono:

-ingrandimenti;
-campo visivo;
-distanza di lavoro;
-risoluzione;
-profondità di campo.
Lenti

• L’ingrandimento è valutato ponendo un confronto con un oggetto alla distanza di


254 mm: se un oggetto a distanza 25,4 mm si vede uguale a quello distante 254 mm,
la lente fornisce 10X di ingrandimento dall’osservatore.

• Distanza di lavoro = Distanza focale: è la distanza tra lente ed oggetto a cui si ha la


migliore messa a fuoco.

• Profondità di campo: è il massimo intervallo di distanze che sono a fuoco allo stesso
tempo senza cambiare la posizione della lente e diminuisce all’aumentare
dell’ingrandimento.

• Le lenti possono essere singole o composte; in questo caso incrementa


l’ingrandimento.
Profilometri

• Consentono di rilevare il profilo di una saldatura o di una cavità.

• Sono una sorta di pettine costituito da un consistente numero di fili di acciaio.

• Posizionando lo strumento ed agendo con una sufficiente pressione si ottiene


il calco della superficie.
Calibri per la saldatura
Calibri per la saldatura
Calibri per la saldatura
Endoscopi
- esteso campo di visione;
- immagini non distorte;
- accurata trasmissione dei colori (valori di tonalità, luminosità, ecc.);
- adeguato illuminamento.

• Immagini brillanti sono ottenibili da un endoscopio di gran diametro e corta


lunghezza.

• Come s'incrementa la lunghezza dell'endoscopio, l'immagine diventa meno


brillante per la diminuzione dell'intensità della luce, dovuta all'aggiunta di
lenti richieste per la trasmissione dell'immagine.

• Per minimizzare questa diminuzione dell'intensità della luce, le lenti sono


generalmente ricoperte con uno strato antiriflettente che favorisce la
trasmissione della luce.
Endoscopi
•L'endoscopio industriale a fibre ottiche ha una guaina flessibile, che protegge due
fasci di fibre, ciascun composto da migliaia di fibre di vetro.

•Un fascio serve alla trasmissione dell'immagine; l'altro consente l'illuminazione


dell'oggetto in esame.

•La luce viaggia solo in linea retta, però se le fibre ottiche di vetro curvano, la luce
al loro interno, con riflessioni successive si trasmette lungo la curvatura.
Endoscopi

• L'angolo del campo visivo è relativamente esteso, nell'ordine dei 50°.

• L'ingrandimento totale di un endoscopio varia in funzione del diametro e


della lunghezza, ma la gamma d'ingrandimenti normalmente usata varia
da circa 2x a 8x. L'ingrandimento lineare di un endoscopio è dato dalle
variazioni delle distanze di lavoro, ed è inversamente proporzionale alla
distanza dell'oggetto.

• Quindi, un endoscopio con ingrandimento 2x ad una distanza di lavoro di


25 mm, fornirà un ingrandimento di 4x ad una distanza di 13 mm.
Endoscopi: Sonde
Gli endoscopi si utilizzano in una vasta gamma d'applicazioni
negli esami visivi, e sono reperibili in vari diametri e lunghezze;
per speciali richieste sono costruiti in vari angoli di visione.
I più comuni tipi di direzione della visuale sono:

Diritta

Laterale

Retro a 110°

Obliqua avanti a 45°


Tipi di Endoscopi

• BOROSCOPI (endoscopi rigidi o sonde rigide). Utilizzano un sistema di


lenti per il trasferimento dell’immagine all’oculare.
• FIBROSCOPI (endoscopi flessibili). Utilizzano fibre ottiche per il
trasferimento dell’immagine.
• VIDEOENDOSCOPI (utilizzano una telecamera ed un sistema visivo).
Utilizzano un segnale video (elettrico) per il trasferimento
dell’immagine.