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PROPRIETA' DEI MATERIALI METALLICI

conducibilit elettrica
conducibilit termica
lucentezza: propriet che hanno alcuni materiali metallici, in opportune condizioni, di
riflettere la luce;
riciclabilit: separare il metallo dall'ossigeno per poter riutilizzare il metallo;
comportamento plastico: consente l'uso dei metalli perch se sottoposto ad un carico il
metallo si deforma prima di rompersi, e soprattutto perch possibile lavorarlo;

CONDUCIBILIT ELETTRICA
corrente: passaggio di cariche nell'unit di tempo; qualsiasi carica che si muove costituisce un
flusso di corrente.
I conduttori possono essere di prima o di seconda specie; i metalli appartengono ad entrambe le
categorie, infatti essi possono essere sia conduttori elettronici che ionici. Di tutti i conduttori
metallici, il rame quello con il miglior rapporto prestazioni/costo. La corrente all'interno dei fili
condotta dalla fase metallica, ma se sono presenti degli ossidi, questi non possono condurre
corrente. Occorre quindi raffinare il metallo; per esempio, per raffinare il rame si utilizza la fusione
a zone: si mette il rame in un solenoide, che riscalda la zona di materiale interessata creando del
liquido. In questo liquido sono contenute le seconde fasi . Facendo transitare il solenoide lungo tutto
il pezzo, il liquido si depositer in coda e quindi il pezzo potr essere tagliato e utilizzato per il suo
scopo.
L'unico modo per avere del rame puro, attraverso l'elettrochimica: si pone il rame liquido in un
bagno elettrolitico e si fa l'elettrolisi; il rame puro si deposita al catodo, mentre il rame sporco va in
soluzione.
Per conduttori di piccole dimensioni preferibile il rame, perch ha conducibilit specifica
migliore, mentre per conduttori di grandi dimensioni preferibile l'alluminio, perch a parit di
peso consente di avere sezioni maggiori.

CONDUCIBILIT TERMICA
i materiali metallici presentano un'elevata conducibilit termica, ovvero la tendenza a trasmettere
facilmente il calore all'esterno. La trasmissione del calore avviene soprattutto nei processi chimici e
in ambienti corrosivi.

SALDATURA
consiste nel portare a fusione due pezzi, a volte in presenza di un terzo elemento, detto metallo
d'apporto, e poi si ha la cosolidificazione.
Per esempio tra alluminio ed acciaio, pi facile da saldare l'acciaio perch l'alluminio ha capacit
termica, elettrica e conducibilit termica migliori dell'acciaio. Le ZTA (zone termicamente
riscaldate) sono zone che non sono arrivate a fusione, ma essendo a contatto con il materiale fuso si
sono fortemente riscaldate e sono state anche energicamente raffreddate perch sono a contatto con
il metallo base. In sostanza hanno subito dei trattamenti termici con conseguente dilatazione che
pu generare delle tensioni che possono portare alla rottura del materiale.

DEFORMABILITA' PLASTICA (1)


principale caratteristica dei materiali metallici ed anche quella che li ha resi pi utilizzati in campo
industriale. Tutti i materiali sottoposti ad un carico si deformano in modo reversibile
(comportamento elastico); se un materiale sottoposto ad un carico, superato un certo valore,
l'energia viene spesa per rompere i legami. Nella maggior parte dei materiali, ci coincide con la
rottura del materiale, che avviene in modo istantaneo e ingestibile. I materiali metallici, invece,
arrivati ad un certo punto, non si rompono, ma si ha un aumento della deformazione che non pi
proporzionale al carico applicato; qui la rottura avviene con un elevato assorbimento di energia,
gradualmente nel tempo e quindi in modo avvertibile e gestibile.
Per avere una deformazione plastica il materiale deve avere o un legame metallico, o essere un
materiale cristallino, in cui gli atomi sono disposti secondo geometrie ben precise e ripetibili nello
spazio.
Se il materiale di deforma plasticamente, allora sicuramente un materiali cristallino, ma non il
contrario, non per forza un materiale cristallino si deforma plasticamente.

DIFFRAZIONE DI RAGGI X
utilizzata per capire se un materiale sia cristallino o meno. La diffrazione il fenomeno che si
verifica quando si ha un'interferenza tra una radiazione e una fessura, cio si ha diffrazione quando
la fessura ha una dimensione dello stesso ordine di grandezza della lunghezza d'onda della
radiazione.

DIFETTI
- Un altro vantaggio dei raggi x che permettono di vedere dei difetti subsuperficiali. Un generatore
di raggi x permette di vedere attraverso la materia e quindi di vedere i difetti che non sono visibili
immediatamente.
- Un'altra tecnica per scovare i difetti di un materiale metallico quella dei liquidi penetranti: viene
messo un liquido sulla superficie di un pezzo, viene rimosso e viene aggiunto lo sviluppatore, un
secondo liquido che reagisce con il primo liquido e rivela dove sono le discontinuit.
- Un altro metodo quello degli ultrasuoni; si possono avere ultrasuoni che lavorano in trasmissione
e ultrasuoni che lavorano in ricezione: nel primo caso si ha un'apparecchiatura che emette e una che
riceve; se le onde si interrompono, vuol dire che nel pezzo in esame presente un difetto. Nel
secondo caso il principio lo stesso, ma una volta che l'onda ha attraversato tutto il pezzo, essa
torna indietro; se l'onda non rimbalza vuol dire che sono presenti dei difetti.
- Un altro metodo quello del campo magnetico: un campo magnetico nel vuoto ha un certo valore,
ma se si interpone un mezzo, il campo magnetico varia. Se si ha un difetto, si ha una perturbazione
nel campo magnetico e ci si pu vedere attraverso la limatura di ferro; il pezzo viene immerso in
una campo magnetico e cosparso di limatura di ferro, se si ha un difetto, in prossimit di esso, si
avr un'anomalia delle linee di flusso e quindi il difetto pu essere localizzato. Esso ha per una
grande limitazione: il pezzo deve essere magnetizzabile, quindi non applicabile a tutti i materiali.
- Un ultimo metodo quello dell'induzione elettrica: se si introduce un materiale metallico
all'interno di un solenoide, si generano delle correnti sul pezzo; in presenza di difetti, la corrente
non passa e quindi eventuali difetti possono essere individuati.

PROVE NON DISTRUTTIVE


si pu valutare la presenza di difetti anche senza distruggere il pezzo; queste prove sono appunto
dette prove non distruttive e vengono fatte quando bisogna dare un giudizio sulla funzionalit del
pezzo in questione.
Il tipo di controllo varia in base a diversi fattori:
tipo di discontinuit attesa
composizione chimica del materiale
caratteristiche meccaniche (individuano il tipo di applicazioni da effettuare)
trattamenti termici
dimensioni
spessori
complessit geometrica

DIFETTOLOGIA
i difetti sono soluzioni di discontinuit, cio un qualcosa che interrompe il perfetto utilizzo del
materiale. Si possono avere difetti bidimensionali o tridimensionali e difetti superficiali o
subsuperficiali.
Se si ha un acciaio, i difetti possono essere discontinuit presenti nel materiale dovute alla presenza
di inclusioni di:
ossidi, il corpo estraneo pi facile da avere; pu essere presente dell'ossido di silicio o di
alluminio. Questo avviene perch durante la produzione dell'acciaio, oltre al ferro puro, nel
forno viene messo anche del minerale che contiene sempre dell'ossido di silicio e del
fondente, che contiene ossido di alluminio. Questi elementi dovrebbero finire nelle scorie,
ma rimangono intrappolati nell'acciaio. Un'altra possibilit di contaminazione si ha nel
convertitore, quando viene trasformata la ghisa in acciaio e viene soffiato dell'ossigeno per
portare via il silicio ed il fosforo. Ancora questa contaminazione si pu avere nell'operazione
di calmaggio, che consiste nel mettere dell'alluminio nel liquido che stato investito
dall'ossigeno.
Solfuri, nel minerale pu essere presente dello zolfo sotto forma di solfuro di ferro o di
manganese. Questo zolfo deriva dal metano o dalla nafta con cui si alimenta l'altoforno che
serve per riscaldare il metallo. L'unico modo per eliminare lo zolfo dal pezzo quello di
aggiungere del sodio quando il metallo esce dall'altoforno, perch lo zolfo con il sodio
forma solfuro di sodio, che galleggia e che quindi pu essere eliminato.
Lo zolfo provoca la fragilit a caldo del pezzo e per questo deve essere presente in tenori
dello 0,01-0,02% per evitare questo fenomeno.
Fiocchi, unghiature nel materiale e sono dovuti alla presenza di idrogeno. Tutte le volte
che si fa un trattamento galvanico in ambiente acquoso inevitabile che si faccia l'elettrolisi
e quindi c' sviluppo di idrogeno al catodo che entra a questo punto nel materiale. Non esiste
nessun metodo per sapere se l'idrogeno sia entrato o meno nel materiale; l'unica soluzione
quella di riscaldare il pezzo per eliminare l'idrogeno se si ha il sospetto che sia entrato nel
metallo. L'idrogeno causa rotture fragili,immediate e differite: fragili perch avvengono
senza assorbimento di energia, immediate perch non c' deformazione non essendoci
assorbimento di energia e differite perch avviene dopo che l'idrogeno entrato nel
materiale.
Inclusioni non metalliche, le pi comuni sono i silico-alluminati che derivano dalle scorie; le
inclusioni possono essere endogene, se si creano dall'interno, o esogene,
inclusioni metalliche, si hanno negli acciai prodotti nelle acciaierie elettriche dove essi
vengono prodotti a partire da rottami.
Quando si parla di difetti si pensa a qualcosa di negativo, ma in realt questi aumentano la stabilit
di un materiale e gli permettono di avere un'energia minore. Tutta la metallurgia si basa sulla
possibilit di bloccare o favorire il movimento delle dislocazioni, dovuto a degli sforzi di taglio, in
quanto uno sforzo normale romperebbe il pezzo e scollerebbe i piani. Il movimento avviene perch
atomi contigui vanno a finire nella dislocazione. Si possono muovere solo le dislocazioni che hanno
un'energia bassa (vettore di burgers minimo) e questo movimento provoca uno spostamento
proporzionale alla distanza reticolare. Il vettore di burgers definisce l'entit di una dislocazione;
esso definisce di quanto si sposta la dislocazione e in che direzione e verso si muove.
Nel sistema CFC i piani a maggior compattezza sono i piani diagonali che passano per i tre vertici;
si possono avere 4 piani e 3 direzioni differenti, per un totale di 12 sistemi di scorrimento. Nel
sistema CCC non si hanno dei piani a maggior densit atomica, ma pi direzioni a maggior
affollamento atomico.
Mentre nel sistema CFC i piani di scorrimento sono tutti equivalenti, nel sistema CCC i piani
intervengono a seconda della temperatura: alle alte temperature le dislocazioni si muovono ed il
materiale duttile, alle basse temperature non si muovono e il materiale fragile.
Dunque all'aumentare della deformazione plastica, aumenta la parte elastica. Quindi per proseguire
la deformazione plastica, si deve aumentare quella elastica e proprio per questo i materiali metallici
sono detti elasto-plastici.

DISCONTINUIT CHE INSORGONO DURANTE LA COLATA


Discontinuit di cristallizzazione
durante il processo di solidificazione si ha un gradiente di temperatura e un gradiente di
composizione. Si ha una cristallizzazione che avviene nel senso del gradiente termico: sulle pareti i
cristalli sono molto sottili perch a temperatura pi bassa si formano molti nuclei, mentre andando
verso il cuore la temperatura pi alta e si hanno pochi nuclei che crescono in modo dendritico.
Cavit da ritiro
dovute al fatto che c' una contrazione di volume quando si passa dal liquido al solido; l'ultima parte
del liquido che rimane, contraendosi, se non c' la cosiddetta materozza, pu lasciare delle zone
vuote. Un difetto simile si ha quando altri vuoti si formano perch il liquido, se lo stampo di
dimensioni complesse, non riesce a raggiungere tutte le posizioni dello stampo.
Cricche
la cricca sempre generata da una tensione nel materiale. Il modo pi semplice per generarle sono
le variazioni di volume che devono essere il pi possibile graduali.

DISCONTINUIT CHE INSORGONO DURANTE L'ESERCIZIO


Fatica
sollecitare il materiale in modo variabile nel tempo. La rottura per fatica lascia degli indizi: si hanno
delle striature sul materiale che sono dei solchi di fatica. Essa si divide in tre stadi:
1- innesco: punto iniziale.
2- propagazione: la cricca avanza ma non ha ancora rotto il materiale.
3- collasso: dovuto alla mancanza di sezione resistente.
Forgiatura
strappi: il materiale anzich fluire, si rompe
ripiegature: il materiale anzich deformarsi plasticamente, viene ripiegato su se stesso.

DISCONTINUIT DI SALDATURA
nei trattamenti termici nascono sempre dei tensionamenti; nel caso della saldatura, questo fatto
esasperato perch il trattamento termico avviene in una zona che vincolata. Se le rotture
avvenissero nella zona di saldatura vuol dire che questa non stata fatta bene. Ci sono due criteri
per valutare la saldabilit delle leghe: il primo la composizione chimica, cio il tenore di carbonio
ed elementi leganti; acciai con elevata presenza di queste due cose non possono essere saldati,
perch all'aumentare di questi fattori l'entit dei trattamenti termici pi evidente. Il secondo il
tenore di inclusioni, soprattutto zolfo e fosforo.
Mancanza di penetrazione
la zona fusa non ha completamente unito i pezzi che dovevano essere collegati, si ha cio
un'incollatura: la saldatura non ha coinvolto l'altro materiale, solo incollata a quest'ultimo.
Cricche
a freddo si originano nel corso del raffreddamento. Il materiale si raffredda, ma essendo troppo
tensionato da origine a delle cricche.
A caldo si originano se l'acciaio sporco o se si ecceduto nel riscaldamento e si indebolita
termicamente la zona vicino alla zona di fusione da cui pu partire la cricca.
Inclusioni di scoria
i processi di saldatura sono dei processi che avvengono con dei fluidi o delle polveri che hanno lo
scopo di proteggere dall'ossidazione e dall'immissione di gas dall'esterno. Pu per capitare che
alcune particelle rimangano intrappolate all'interno del giunto sottoforma di inclusioni.
Eccesso di sovrametallo
la zona saldata ha troppo metallo d'apporto e questo crea una discontinuit che pu arrecare danni
durante l'uso.

ACCIAI
Acciaio inossidabile significa che la sua superficie non si ossida, ma perch la sua superficie gi
ossidata. Per impedire la corrosione del metallo, si utilizza lo zinco che meno nobile del ferro e
perci in presenza di agenti corrosivi si corrode lo zinco e non l'acciaio. La resistenza alla
corrosione dell'acciaio molto bassa perch forma degli ossidi che formandosi iniziano a crescere,
si fessurano e non isolano pi il metallo dall'ambiente corrosivo esterno. Se invece si utlizzano degli
acciai ad alto tenore di cromo (>13%), in superficie si forma un ossido estremamente compatto che
isola il metallo base dall'ambiente corrosivo. Per resistere alla corrosione bisogna inoltre evitare di
avere due fasi per non rischiare di ottenere una pila. Il nemico maggiore di questi acciai il
carbonio perch tende a reagire col cromo per dare carburi e questo potrebbe provocare la seconda
fase permettendo l'innesco della pila di corrosione. Se non si riesce a tenere basso il tenore di
carbonio, si utilizzano gli acciai stabilizzati , ovvero acciai nei quali si aggiunge titanio, vanadio o
molibdeno che hanno un'affinit col carbonio maggiore di quella del cromo e formano cos carburi
con questi elementi anzich con il cromo. Gli acciai devono essere monofasici, ma siccome sono a
base di ferro si possono avere acciai ferritici, austenitici, martensitici o duplex.
gli acciai ferritici sono leghe ferro-cromo ad alto tenore di cromo (20-22%) e a basso tenore
di carbonio. Non possono essere usati a bassa temperatura perch sono molto fragili.
Gli acciai austenitici resistono meglio alla corrosione, ad eccezione della stress corrosion
(sforzi meccanici+ambiente chimico aggressivo). Per far si che la struttura sia austenitica
CFC oltre al ferro e al cromo, si aggiunge anche del nichel (8-10%). Ottima resistenza alle
temperature e bassa resistenza alla fatica.
Gli acciai duplex resistono anche alla stress corrosion. In questi acciai, la composizione
chimica tale per cui si forma una quantit significativa di austenite e ferrite, ma diminuisce
la resistenza alla corrosione.
Gli acciai martensitici hanno lo 0,2% di carbonio , un po di nichel per formare l'austenite,
perch la martensite si origina passando dal campo austenitico e raffrendandolo, e un po di
cromo per resistere alla corrosione, che comunque rimane pi bassa rispetto agli acciai
ferritici e austenitici.

METALLOGRAFIA
osservazione di preparati metallografici mediante microscopia. Con un'analisi macroscopica si pu
controllare se sono presenti delle cricche, mentre a livello microscopico si utilizza il microscopio
che in grado di ingrandire fino a 100x.
Per preparare il campione ai diversi test necessario prepararlo attraverso alcuni passaggi:
Campionamento, serve ad individuare il punto in cui bisogna tagliare il campione ed
un'operazione difficile perch il pezzo tagliato dovr essere rappresentativo della globalit
del manufatto. Maggiori sono le dimensioni del manufatto, maggiori sono le differenze tra i
vari punti del pezzo.
Taglio; vi sono dei materiali che sotto l'azione meccanica possono evolvere. Se si taglia il
campione bisogna fare in modo che ci non produca dei cambiamenti di fase. Nel taglio
anche importante non far scaldare il provino, perch altrimenti come se fosse gi stato
sottoposto ad un trattamento termico e quindi il provino non sarebbe pi rappresentativo del
materiale iniziale.
Inglobatura; il campione viene intrappolato in una resina che termoindurente. Questo
passaggio consente la maneggevolezza, la protezione dei bordi, la velocizzazione del
processo e l'identificazione del progetto.
Passaggio sulle carte; si lucida il provino passandolo su delle carte a granulometria sempre
pi fine girandolo ogni volta di 90. si possono anche lucidare su carte a base di carburo di
silicio, a base di polvere di diamante, o utilizzando l'allumina.
Attacco; consiste nel mettere a contatto il provino con un debole reattivo per un tempo
limitato. Il reattivo pi utilizzato il nital (acido nitrico in alcool etilico) in soluzione molto
diluita (1-2%). Questa soluzione corrode le zone sovraenergetiche, ovvero i bordi di grano e
le zoe in cui si hanno due o pi fasi, rendendole visibili.

DEFOMABILITA' PLASTICA (2)


in tutti i materiali esiste una proporzionalit diretta fra carico e deformazione. Arrivati ad un certo
punto, il materiale si rompe; ad eccezione dei metalli, ci richiede poca energia ed un evento
istantaneo e imprevedibile.
In campo elastico si assiste a un fenomeno reversibile: appena si toglie la sollecitazione, la
deformazione sparisce. In campo plastico invece di assiste a delle deformazioni irreversibili:
togliendo il carico applicato viene recuperata una parte elastica della deformazione, ma rimane una
parte di deformazione plastica permanente.

DIAGRAMMA FERRO-CARBONIO
il ferro ha due forme allotropiche differenti, ovvero pu esistere i due forme cristallografiche
diverse. Fino a 907C CCC, da 907 a 1400 C CFC, da 1400 a 1537 C CCC. Aggiungendo
carbonio, si formano 3 soluzioni solide, rispettivamente ferro alfa (ferrite), ferro gamma (austenite)
e ferro delta.
Nel diagramma ferro-carbonio si hanno tre punti importanti:
il punto di peritettico, punto a fusione incongruente;
il punto di eutettoide,
il punto di eutettico, il punto in cui si ha il liquido a temperatura pi bassa.
Superato il 2% di carbonio, si entra nel campo delle ghise; al di l dell'eutettico si possono so pu
formare grafite o cementite. La grafite si former in misura maggiore quando il raffreddamento
lento ed in presenza di elementi che favoriscono la grafitizzazione, ossia non stabilizzano i carburi
(silicio).
Nel caso di Fe C la lega eutettica ha il 4,2% di carbonio; questa lega buona dal punto di vista
della colabilit, ma estremamente fragile, per cui per ovviare a questo problema si aggiunge del
silicio, che rende il carbonio pi attivo. L'aggiunta del 3% di silicio, simula 1% di carbonio in pi,
quindi si pu arrivare alla composizione eutettica con molto meno carbonio (circa il 3%). la grafite
deve anche disporsi uniformemente e avere una forma lamellare. Per avere ci si ha l'inoculazione,
cio si aggiunge lo 0,1% di una lega Fe Si al momento della solidificazione. Si spargono allora dei
germi di silicio su tutta la lega che sta solidificando che aumentano localmente l'attivit del
carbonio.
Si aggiunge a volte anche lo 0,1% di magnesio che interviene sull'energia superficiale della grafite e
fa si che le lamelle diventino degli sferoidi. Il vantaggio diminuire il fattore di intaglio e
aumentare la tenacit.

TRATTAMENTI TERMICI
per effettuare i trattamenti termici bisogna innanzitutto riscaldare; riscaldando si ha una dilatazione
differenziale: l'esterno del materiale si riscalda, e quindi si dilata, pi velocemente rispetto al cuore.
Quindi la superficie va in trazione e il cuore in compressione.
Soprattutto per gli acciai rapidi, in cui si deve riscaldare alla pi alta possibile, per portare in
soluzione tutti i carburi, il riscaldamento non mai effettuato in un colpo solo: si aumenta la
temperatura a gradini dando il tempo di uniformarsi tra un aumento e l'altro. Bisogna per stare
attenti a non scaldare troppo in fretta, perch se si arriva in campo liquido il pezzo bruciato ed
da buttare. Inoltre riscaldando un pezzo, si attivano delle cinetiche di reazione che possono
modificare la chimica della superficie; siccome i processi di ossidazione sono accelerati, si pu
avere ossidazione e decarburazione. Se invece si deve proteggere il pezzo, si deve impedire che la
superficie si ossidi e il che si pu fare in tre modi:
vuoto; la pi efficiente, ma anche la pi costosa: si lavora a bassissima pressione, quasi a
vuoto, e quindi non c' ossidazione e decarburazione. Il grosso problema di questa tecnica
il raffreddamento, perch si pu raffreddare solo in gas mettendo un gas in pressione
raffreddato attraverso un scambiatore per aumentare il rapporto di scambio.
Gas inerti; non si riscalda in aria, ma in presenza di un gas inerte con una leggera
sovrapressione.
Gas da generatori endotermici; si lavora in rarefazione di ossigeno; i prodotti in reazione
creano un'atmosfera decarburante e ossidante che protegge la superficie del pezzo.
TEMPRA
nella tempra il raffreddamento deve essere veloce perch bisogna fare in modo che non si formino
le fasi di equilibrio. I principali mezzi di raffreddamento sono:
acqua; essa, a contatto con il pezzo incandescente, evapora istantaneamente e il pezzo viene
avvolto da una coltre di vapore. Questo, essendo un isolante, inibisce il raffreddamento, ma
via via l'acqua riesce ad attraversare il vapore e a bassa temperatura si ha un notevole
raffreddamento. Ad alta temperatura si desidera asportare il calore e scendere in fretta di
temperatura per evitare di finire nel campo della trasformazione eutettodica; a bassa
temperatura invece si desidera avere una bassa velocit di raffreddamento perch il pezzo
potrebbe rompersi.
Olio; l'olio un mezzo meno drastico dell'acqua e quindi il raffreddamento pi lento con
conseguente diminuzione del rischio di rompere il pezzo. Ha per diversi inconvenienti: la
presenza di fumi, infiammabile, inquinante.
Gas; ha un potere raffreddante ancora minore dell'olio; di solito viene usato l'azoto in
pressione raffreddato.
L'unico vantaggio di raffreddare in gas o in olio che il rischio di rottura del pezzo aumenta, mentre
l'acqua pi conveniente, ma raffreddando il pezzo ad una velocit maggiore, aumenta il rischio di
rottura.

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