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BIBLIOTHECA MUSICA BONONIENSIS

Collana fondata da Giuseppe Vecchi e diretta da Paolo Da Col

Sezione IV N. 104

In copertina
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino,
Fondo Foà Giordano, Giordano 1, c. 84v, Toccata Octaui toni.

© Arnaldo Forni Editore, Sala Bolognese, 2011


COMPOSIZIONI INEDITE
DALL’INTAVOLATURA D’ORGANO TEDESCA
DI TORINO

A cura di / Edited by
Candida Felici

ARNALDO FORNI EDITORE


2011
INDICE / INDEX 19. Fuga 4. voc: 57
20. Ricercar 60
21. Ricercar p°. Quarti toni. di Ms. C. V. D. H. [Carl van der Hoeven] 68
22. Ricercar Secondo. [Carl van der Hoeven] 71
Prefazione VII
23. Ricercar Terzo. [Carl van der Hoeven] 76
Preface XV
23a. Fantasia. [Carl van der Hoeven] 81
Bibliografia / Bibliography XXIII
24. Ricercar Quarto. [Carl van der Hoeven] 86
Apparato critico / Critical Commentary XXV
25. Ricercar 95
1. Preambulum primi toni 1
26. Ricercar 103
2. Preambulum 3
27. Ricercar p°. a 4. del Sig. Giulio Radino
r
108
3. Preambulum 5
28. Ricercar Secondo [Giulio Radino] 115
4. Preambulum. con Pedale 8
29. Ricercar Terzo. [Giulio Radino] 120
4a. Toccata 11
30. Ricercar Quarto. [Giulio Radino] 127
5. Toccata 12
31. Ricercar Noni toni 132
6. Toccata 16
32. Fuga à 4 voc: del p° tuono 139
7. Toccata Octaui toni. 20
33. Ricercar 142
8. Introitus Valentin Trexell [Valentin Dretzel] 25
34. Fantasia sopra la sol fa re mi 148
9. Toccata di Giouan. Staden [Johann Staden] 29
35. Ricercare del Settimo tuono 151
10. Toccata di Giou. Staden. [Johann Staden] 31
11. Toccata di Giouan Staden. [Johann Staden] 33
12. Toccata di Giouan Staden. [Johann Staden] 35
13. [Toccata e] Ricercar di 2. tuono
do
36
14. Ricercar 42
15. Ricercar 44
16. Ricercar 46
17. Ricercar 49
18. Ricercar per falsi pordoni 52
PREFAZIONE modo seguente in base alle indicazioni di pagamento inserite al loro
interno:

vol. 6 c. 201v (carta finale) 25/9/1637


IL MANOSCRITTO vol. 9 cc. 188v-212v (carta finale) 28/1 - 3/2/1639
vol. 8 cc. 92v-232v (carta finale) 23/6/1639 - 29/10/1640
L’intavolatura tedesca per tastiera conservata presso la Biblioteca
Nazionale Universitaria di Torino1 è costituita da sedici volumi, in quarto, I volumi non datati sono presumibilmente i primi ad essere stati
di formato oblungo, compilati presumibilmente da un unico copista.2 La compilati.
notazione adottata è quella comunemente definita nuova intavolatura per Sappiamo che il manoscritto è appartenuto al nobile veneziano Jacopo
organo tedesca, che utilizza le lettere dell’alfabeto per indicare le note e Soranzo fino alla sua morte nel 1761; in seguito, forse attorno al 1780, è
segni convenzionali per rappresentare le altezze e le durate. La redazione stato acquistato dal conte genovese Giacomo Durazzo, dai cui eredi tra il
del manoscritto cominciò prima del 25 settembre 1637 e terminò dopo il 1927 e il 1930 è infine giunto in possesso della Biblioteca Nazionale
29 ottobre 1640, come testimoniano le annotazioni di pagamento Universitaria di Torino, dove tuttora è conservato, grazie alla
apposte all’interno dei volumi. Complessivamente la fonte contiene circa munificenza delle due famiglie di industriali torinesi Foà e Giordano.5
duemila composizioni suddivise in base al genere, toccate nei volumi 13 e Le origini del manoscritto sono purtroppo ignote e certamente la
2 (Giordano 1-2), mottetti, messe, versetti liturgici nei volumi 3-5 rilegatura settecentesca realizzata quando la fonte apparteneva a Soranzo
(Giordano 3-5), ricercari e brani contrappuntistici nei volumi 6-9 deve aver cancellato eventuali riferimenti originari. È altamente
(Giordano 6-8 e Foà 2), canzoni nei volumi 10-11 (Foà 1 e 3), madrigali improbabile la provenienza italiana per il tipo di notazione utilizzato.
intavolati nei volumi 12-13 (Foà 4-5) e infine le danze nei volumi 14-16 Una buona metà del repertorio è di autori italiani e va dalla seconda metà
(Foà 6-8). del Cinquecento al 1635 (i Fiori musicali di Frescobaldi), la restante metà è
La presente edizione contiene brani tratti dai volumi 1, 2, 6, 7, 8, 9 invece di origine tedesca ed in particolare di autori attivi tra Augusta e
(rispettivamente Giordano 1-2, 6-8 e Foà 2). I volumi 1, 2 e 7 non Norimberga (Hans Leo Hassler, Christian Erbach,6 Jacob Hassler,7
recano alcuna annotazione o data, mentre gli altri4 sono databili nel Johann Staden, Carl van der Hoeven, Valentin Dretzel) e in minor
misura di autori olandesi, inglesi e francesi (Peter Philips, John Bull, Jan

1 D’ora in avanti il manoscritto sarà denominato per brevità To. una tavola completa delle date e annotazioni di tutti i volumi di To cfr. O. MISCHIATI,
2
Cfr. OSCAR MISCHIATI, L’intavolatura d’organo tedesca della Biblioteca Nazionale di Torino, L’intavolatura d’organo tedesca della Biblioteca Nazionale di Torino.
«L’Organo» IV (1963): 2-154 e 237-8. Per un’analisi del manoscritto, del suo contenuto 5 Per una ricostruzione delle vicende relative al manoscritto a partire dalla sua presenza

e in particolare dei brani contrappuntistici cfr. CANDIDA FELICI, Musica italiana nella nella biblioteca di Jacopo Soranzo si veda l’Introduzione di Alberto Basso a ISABELLA
Germania del Seicento. I ricercari dell’intavolatura d’organo tedesca di Torino, (Historiae Musicae FRAGALÀ DATA e ANNARITA COLTURATO, Biblioteca nazionale universitaria di Torino.
Cultores 107), Firenze, Olschki, 2005. Si veda inoltre ROBERT JUDD, The Use of Raccolta Mauro Foà. Raccolta Renzo Giordano, (Cataloghi di fondi musicali italiani 7), Roma,
Notational Formats at the Keyboard, Ph.D. dissertation, Oxford University, 1989, in cui Torre D’Orfeo, 1987.
particolare attenzione è rivolta al secondo volume di To, Giordano 2. 6 Le composizioni per tastiera di Erbach sono edite in CHRISTIAN ERBACH, Collected
3 Il vol. 1 del manoscritto, Giordano 1, è pubblicato in facsimile, Bologna, Forni, 1970. Keyboard Compositions, edited by C. G. Rayner, American Institute of Musicology
4 Qui sono riportate soltanto le annotazioni di pagamento relative ai volumi del (Corpus of Early Keyboard Music 36), Neuhausen-Stuttgart, Hänssler, 1971-1977.
manoscritto da cui sono tratte le composizioni pubblicate nella presente edizione. Per 7 JACOB HASSLER, Orgelwerke, hrg. von Hartmut Krones, Wien, 1978.

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Pieterszoon Sweelinck, Clément Janequin). Hans Leo Hassler è Fugger abba commissionato la redazione del manoscritto in previsione
certamente l’autore più rappresentato,8 ma è degno di nota che il della vendita, proprio a causa delle difficili condizioni finanziarie in cui si
manoscritto contenga la totalità dell’opera tastieristica pervenutaci del trovava, della propria biblioteca, vendita che effettivamente avvenne nel
fratello Jacob Hassler. Malgrado la molteplicità di compositori e stili 1655, quando Albrecht Fugger la alienò a Ferdinando III d’Asburgo.
rappresentati all’interno del manoscritto, sono tuttavia del tutto assenti Oltre ai Fugger o ad altre famiglie importanti di Augusta e Norimberga,
autori dell’Italia meridionale e della Spagna, essendo l’interesse per la possibili committenti potrebbero essere state le istituzioni musicali
musica italiana limitato ai compositori della scuola veneziana e attivi cittadine, le Stadtpfeifereien, ove operarono sia Hans Leo Hassler sia
nell’Italia settentrionale e centrale, in primis Claudio Merulo – l’autore Christian Erbach. In ogni caso il committente aveva la possibilità di
italiano più rappresentato –, Andrea e Giovanni Gabrieli e Girolamo acquistare tutte le primizie dell’editoria musicale veneziana, come
Frescobaldi, di cui è conservata quasi tutta l’opera a stampa oltre a dimostra tra l’altro la presenza nel manoscritto dei Fiori musicali di
diversi unica. Frescobaldi, copiati a soli due anni dalla pubblicazione. Tuttavia non è da
Data la prevalenza di autori operanti ad Augusta e Norimberga, il escludere del tutto che To sia stato realizzato a Venezia per un
manoscritto potrebbe essere stato compilato in una di queste due città; committente tedesco e da un copista tedesco, forse un giovane che vi
committente non fu quasi certamente una delle chiese cattoliche o soggiornava per completare la propria formazione musicale.
protestanti, che pure avevano un ruolo fondamentale nella vita musicale
cittadina, a causa della presenza in To di ben tre volumi dedicati alle LA NOTAZIONE
danze e di due volumi contenenti madrigali intavolati; non si tratta di un
manoscritto redatto da un musicista per proprio uso, visto l’ottimo stato Le composizioni sono notate dal verso di una carta al recto della successiva.
di conservazione, le dimensioni ciclopiche della fonte e soprattutto il Le pagine sono di norma suddivise in quattro sistemi separati da linee
fatto che sia stato realizzato su commissione; più probabilmente il orizzontali.
committente apparteneva ad una delle famiglie di banchieri e mercanti Le note sono indicate dalle lettere dell’alfabeto atteggiate alla scrittura
che costituivano il patriziato delle due ricche città mercantili, gotica, Fraktur, e sono maiuscole per la prima ottava, minuscole per la
identificabile forse con i Fugger di Augusta. Questa famiglia, tra le più seconda, minuscole sormontate da uno a tre trattini per le ottave
potenti d’Europa, pur trovandosi negli anni Trenta del Seicento in una successive. La demarcazione tra le ottave si trova tra si e si naturale, con
difficile situazione economica, disponeva tuttavia dei mezzi per poter l’eccezione della prima ottava, ove abbiamo lettere maiuscole fino al si
commissionare un lavoro di tali dimensioni e soprattutto una biblioteca naturale compreso e minuscole a partire dal do successivo. Le durate
musicale di grande rilevanza da cui il copista poteva attingere per sono rappresentate da alcuni segni convenzionali: linea verticale per la
realizzare le sue trascrizioni. Un’ipotesi assai suggestiva è che la famiglia semibreve, linea sormontata da una a cinque caudae per i valori dalla
minima alla biscroma.
L’accidentazione è espressa con un ricciolo attaccato alla lettera che
8 Le opere per strumento a tastiera di Hans Leo Hassler sono disponibili nelle seguenti
identifica la nota, semplificazione dell’antico suffisso -is; si tratta quindi
edizioni moderne: Ordinarium et Proprium de Apostolis. Versetti e corali per organo, a cura di di alterazioni ascendenti ad eccezione del si, rappresentato dalla lettera
O. Mischiati, (Biblioteca classica dell’organista 2), Brescia e Kassel, Paideia e
Bärenreiter, 1973; Toccatas, edited by S. Stribos, American Institute of Musicology b, mentre il si naturale è rappresentato dalla lettera h.
(Corpus of Early Keyboard Music 45), Neuhausen-Stuttgart, Hänssler, 1985; Sämtliche Il numero di voci in generale non supera il numero di quattro (in alcuni
Werke, XIII, Orgelwerke I, Die Unika der Turiner Tabulatur, 2 voll., hrg. von U. Wethmüller mottetti contenuti nel vol. 3, composti per più di quattro voci, queste
und W. Thein, Wiesbaden, Leipzig, Paris, Breitkopf & Härtel, 2001.

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sono state ridotte a quattro). La suddivisione delle altezze non sovrapposizione di alcuni passi, o ancora al ritorno del soggetto della
corrisponde sempre alla reale condotta delle parti; tra i volumi sezione fugata al termine della toccata, come nei Preambula copiati in
contenenti ricercari, i primi ad essere stati compilati – Giordano 6, 7, la Giordano 1, le cui sezioni fugate sono state trascritte all’inizio del vol. 9
prima parte di Foà 2 – presentano una notevole fedeltà alla scrittura (Foà 2, nn. 1-4 della presente edizione).13
contrappuntistica, mentre la seconda metà del vol. 9 (Foà 2) e il vol. 8 Gli errori più frequenti in To sono i seguenti: dimenticanza di una o più
(Giordano 8), copiati successivamente, si avvicinano molto di più al tipo note in una voce (la trascrizione è effettuata copiando una voce alla
dell’intavolatura italiana per il notevole arricchimento ornamentale, lo volta); errore di ottava; errore di terza; dimenticanza di un accidente, o
scarso rispetto della condotta delle parti, l’eliminazione degli unisoni, la attribuzione dello stesso alla nota sbagliata; mancata indicazione delle
risoluzione degli incroci ponendo semplicemente nella voce superiore le durate. Inoltre capita che il copista, dopo aver interrotto l’opera di
note più acute e infine la presenza di numerose pause di mano. trascrizione, riprenda il lavoro dal punto sbagliato – egli lavorava
In To vi è spesso un simbolo a forma di semicerchio nelle cadenze subito contemporaneamente a più volumi – soprattutto nei passi in cui si ha
dopo la sensibile: esso indica un ornamento, quasi certamente un trillo. l’entrata del soggetto nella stessa voce (omoteleuto).
Il copista mostra tuttavia anche un atteggiamento spregiudicato, poiché,
IL COPISTA quando commette un errore che riguarda un intero passaggio, non
cancella, bensì modifica il testo in modo da poter avere una correttezza
Il copista si rivela musicista esperto, è in grado di intavolare senza apparente evitando cancellature. Un esempio compare nel primo
problemi dalle parti separate; aggiunge – soprattutto nei volumi ricercare di Giulio Radino (E. n. 27) in cui una diminuzione errata nel
compilati più tardi – una grande messe di diminuzioni stilisticamente Basso alla m. 83 porta il copista a inserire ben due tempi nella misura
affini all’ornamentazione di scuola veneziana, descritta nel Transilvano9 di successiva per ricondurre al fa dell’originale (cfr. Apparato Critico).
Girolamo Diruta.10 Per quanto riguarda le modalità di trascrizione, possiamo cogliere alcuni
Una caratteristica peculiare è l’estrema sistematicità nella suddivisione dei comportamenti ricorrenti dell’estensore del manoscritto, soprattutto nei
brani in base al genere, fino al punto che il copista priva numerose volumi redatti tra il 1639 e il 1640:
toccate delle rispettive sezioni fugate, collocandone poi alcune nei 1) in presenza di un unisono una delle due note viene sostituita da una
volumi contenenti ricercari11 come composizioni indipendenti. In alcuni pausa di durata equivalente, come nell’Esempio 1, in cui la quarta nota
casi è stato possibile ricostruire il brano nella sua interezza grazie alla del Canto, re all’unisono con l’Alto, è sostituita da una pausa;
concordanza con altre fonti,12 in altri casi grazie alla parziale
Esempio 1. Carl van der Hoeven, Ricercar Quarto, E. n. 24, mm. 8-9
9 GIROLAMO DIRUTA, Il Transilvano dialogo sopra il vero modo di sonar organi et istromenti da
penna, Venezia, G. Vincenti, 1593 (rist. 1597, 1612 e 1625); Seconda parte del Transilvano
dialogo diviso in quattro libri, Venezia, G. Vincenti, 1609 (rist. 1622).
10 Per una disamina dell’argomento cfr. C. FELICI, Ornamentazione in stile italiano

nell’intavolatura d’organo tedesca di Torino, «Informazione Organistica», Nuova Serie, n. 8,


Agosto 2004: 83-99, e Venetian-style ornamentation in the books of the Turin organ tablature,
«The Organ Yearbook» XXXIV (2005): 95-108. Padova, Padova, Biblioteca universitaria, ms. 1982; cfr. O. MISCHIATI, Descrizione
11 Si tratta dei volumi 6 e 9 (rispettivamente Giordano 6 e Foà 2). dell’intavolatura d’organo tedesca del sec. XVII della Biblioteca Universitaria di Padova (manoscritto
12 Le toccate copiate all’inizio di Giordano 1, le cui sezioni fugate sono state trascritte al 1982), «L’Organo» XXVII (1991-92): 21-9.
termine di Giordano 6, compaiono integre in varie fonti, tra cui l’intavolatura tedesca di 13 D’ora in avanti la presente edizione sarà per brevità indicata con E.

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2) in presenza di un unisono una delle due note viene eliminata senza IL CONTENUTO
essere sostituita da una pausa;
3) quando una voce ne scavalca un’altra costituita da una nota di valore Nel corso degli anni molto del repertorio trasmesso da To è apparso in
maggiore, la nota più acuta viene posta nella voce superiore e l’incrocio è varie edizioni (il contributo più rilevante è costituito dai volumi editi nel
segnalato da pause; Corpus of Early Keyboard Music), ma sono state del tutto tralasciate le
composizioni anonime e, prelevando qua e là dal manoscritto, è stato
Esempio 2. Giulio Radino, Ricercar Quarto, m. 35 (E. n. 30) impossibile restituire una visione coerente della fonte e delle sue
caratteristiche: nella presente edizione si è scelto di privilegiare le
composizioni inedite e prive di concordanze – con la sola eccezione dei
quattro ricercari di Giulio Radino –, presentandole per quanto possibile
nell’ordine in cui appaiono nel manoscritto14 e consentendo così di
cogliere anche le trasformazioni nelle modalità di trascrizione durante il
lungo arco di tempo in cui esso è stato compilato.
I Preambula copiati nel vol. 1 e nel vol. 9 (in quest’ultimo sono trascritte
in casi come questo nella presente edizione è stata ripristinata la condotta le rispettive sezioni fugate), per le caratteristiche di scrittura, il termine
corretta delle parti e le pause sono state di conseguenza eliminate per una Preambulum estraneo alla Germania meridionale e all’Italia, e soprattutto
migliore comprensibilità (cfr. l’Apparato Critico); per la presenza di esplicite indicazioni di pedale provengono
4) quando nella mano sinistra Tenore e Basso sono a distanza di decima, probabilmente dalla Germania del nord o dall’Olanda e mostrano
una delle due voci viene modificata per evitare l’intervallo troppo ampio l’influsso di Sweelinck e dei compositori inglesi.
(in E. la versione di To è stata mantenuta tranne nei casi in cui la Per le composizioni adespote e prive di concordanze copiate nel vol. 7
modifica del copista generava errori); (Giordano 7, E. nn. 18-20) si può ipotizzare un’origine tedesca, o
5) in cadenza di solito vengono eliminate eventuali legature di valore; comunque non italiana, oltre che per le caratteristiche stilistiche, anche
6) in cadenza, quando il numero delle voci è inferiore a quattro, viene perché questo volume comprende esclusivamente composizioni di autori
aggiunta una nota per completare l’armonia. tedeschi, inglesi, di Sweelinck. Allo stesso modo per i brani copiati nel
Tutte queste caratteristiche sono facilmente riscontrabili confrontando le
due versioni del terzo ricercare di Carl van der Hoeven, che compare in
Giordano 8 (come Ricercar Terzo di una serie di quattro di cui il primo 14 Fanno eccezione la Fantasia tratta dal vol. 7 che concorda con il Ricercar Terzo di van

reca le iniziali C. V. D. H.) ed anche in Giordano 7 (qui adespoto e der Hoeven ed è stata quindi posta subito dopo come n. 23a, il Ricercar di 2.do tuono
(Giordano 7, n. 45), che è in realtà una toccata ed è stato quindi collocato tra le
intitolato semplicemente Fantasia): quest’ultima versione è fedele
composizioni in stile libero (E. n. 13). Non è questo l’unico caso in cui il copista
all’andamento delle parti, lasciando inalterati incroci e unisoni, mentre la inserisce tra i ricercari un brano toccatistico; infatti molte composizioni di autori della
versione copiata in Giordano 8 in un momento successivo è fortemente Germania meridionale presentano un notevole sviluppo della sezione contrappuntistica
idiomatica e scarsamente fedele alla scrittura contrappuntistica (in E. ho all’interno della toccata e l’intero brano si articola spesso in una introduzione libera
trascritto entrambe le versioni che presentano spesso elementi seguita da un ricercare. Ciò ha spinto il copista a inserire brani di questo tipo nei volumi
contenenti ricercari. Sull’argomento si veda C. FELICI, La musica per tastiera nella
ornamentali diversi, nn. 23 e 23a).
Germania meridionale tra Cinque e Seicento: un esempio di fusione innovativa di molteplici influssi
stilistici, in I suoni ritrovati. 23 anni di recupero degli organi storici nell’Appennino bolognese, a cura
di E. Pasquini, Lucca, LIM (in preparazione).

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vol. 9 (Foà 2) si può ipotizzare una provenienza italiana (E. nn. 33-35), Fuga ab Erbach nel manoscritto 1581 di Monaco16 e due ricercari anonimi
poiché questo volume, se si eccettuano due composizioni di Scheidt e le (E. nn. 25-26); la seconda sezione si trova al termine del volume e
sezioni fugate estrapolate dai Preambula, contiene esclusivamente musica comprende una composizione attribuita a Hans Leo Hassler,17 un
italiana. Il n. 33, lungo e politematico, sembrerebbe tratto da una stampa ricercare adespota (E. n. 31), due brani attribuiti a Christian Erbach18 ed
di musica italiana in parti separate, quindi non destinata ad uno ancora un ricercare adespota (E. n. 32). Le composizioni adespote E. nn.
strumento a tastiera, per la completa assenza di ogni elemento 25, 26, 31, 32 sembrerebbero attribuibili a questi due autori, o ad autori
ornamentale. I nn. 34 e 35, trascritti uno di seguito all’altro, sono tra loro operanti tra Augusta e Norimberga. In particolare il ricercare n. 25 è una
stilisticamente affini, brevi, monotematici, con il soggetto proposto composizione di dimensioni considerevoli a due soggetti, più alcuni
anche in inversione. motivi secondari proposti in imitazione e in sequenza; il secondo
Per quanto riguarda i brani contenuti negli altri volumi, la valutazione è soggetto è caratterizzato dal salto ascendente di quarta diminuita ed
puramente di tipo stilistico, poiché nei voll. 1, 2, 6, 8 compaiono entrambi i soggetti sono conclusi da un motivo per grado congiunto dal
inframmezzati brani di varia provenienza. In ogni caso per le ritmo puntato, che funge da elemento unificatore comparendo anche per
composizioni adespote trascritte in To sembra prevalere l’origine tedesca: moto parallelo a distanza di terza o sesta. L’elemento puntato è poi
infatti gran parte della musica italiana è stata copiata direttamente o sostituito nel corso della composizione da altri motivi in crome proposti
indirettamente da fonti a stampa (pur con significative eccezioni nel caso in imitazione e in sequenza, mentre i due soggetti sono variamente
di composizioni di Giovanni Gabrieli, Claudio Merulo, Girolamo sottoposti ad aggravamento e diminuzione. La composizione potrebbe
Frescobaldi), che recavano quindi l’esatta indicazione dell’autore, mentre essere attribuita a Erbach, poiché il motivo caratterizzato dal ritmo
la musica tedesca è copiata quasi esclusivamente da manoscritti, a volte puntato ricorre in composizioni di questo autore, tra le quali proprio la
in fascicoli sparsi, poiché è rara in Germania a cavallo tra Cinque e Fuga fantastica che precede il ricercare n. 25, attribuita ad Erbach nel
Seicento la stampa di musica per tastiera. manoscritto Monaco 1581; non si può escludere tuttavia la paternità di
I ricercari tratti dal vol. 6 (E. nn. 14-17), che contiene prevalentemente Hans Leo Hassler, poiché l’intervallo di quarta diminuita in senso
musica di autori italiani come i volumi 8 e 9, sembrerebbero appunto ascendente compare in due composizioni di questo autore: nella sezione
composizioni italiane. I brani adespoti e privi di concordanze copiati nel centrale imitativa di una toccata trasmessa da To con il titolo Ricercar noni
vol. 8 (E. nn. 25, 26, 31, 32) presentano invece caratteristiche di scrittura toni Joh. Leo Has: (Giordano 6, n. 70) e in un Ricercar del secondo tono
ascrivibili a Hans Leo Hassler, Jacob Hassler e Christian Erbach; inoltre (Giordano 7, n. 30).19
essi sono collocati in due sezioni omogenee del volume contenenti brani
di autori della Germania meridionale: la prima è incastonata tra i ricercari
di Andrea Gabrieli e quelli di Aurelio Bonelli15 e comprende i quattro 16 München, Bayerische Staatsbibliothek, mus. Ms. 1581. La composizione è pubblicata
ricercari di Carl van der Hoeven, una Fuga fantastica concordante con una in CHRISTIAN ERBACH, Collected Keyboard Compositions, vol. 3, n. 5: 31.
17 Ricercar Septimi toni. di Ms. J. L. H., pubblicato in HANS LEO HASSLER, Sämtliche Werke,

XIII, Orgelwerke I, Die Unika der Turiner Tabulatur, vol. 2, II/10: 88.
18 Cfr. CHRISTIAN ERBACH, Collected Keyboard Compositions, vol. 2, nn. 22-23: 50 e 55.
19
15 I ricercari trascritti in To sono tratti da AURELIO BONELLI, Il primo libro de ricercari et Il Ricercar del secondo tono è pubblicato in CHRISTIAN ERBACH, Ausgewählte Werke, I.
canzoni a quattro voci con due toccate e doi dialoghi a otto, Venezia, Angelo Gardano, 1602; Teil: Werke für Orgel und Klavier - HANS LEO HASSLER, Werke, I Teil: Werke für Orgel und
edizione critica dei ricercari nella doppia versione, senza ornamenti così come appaiono Klavier. Mit beigefügten Stücken von JACOB HASSLER, hrg. von E. von Werra, (Denkmäler
nella stampa del 1602 e con una florida ornamentazione come trasmessi da To, a cura di der Tonkunst in Bayern 7), Leipzig, Breitkopf & Härtel, 1903: 55.
C. Felici, Padova, Armelin, 2003.

- XI -
Il ricercare n. 26 è più breve, caratterizzato da un unico soggetto Oltre ai brani strumentali pubblicati in appendice alle raccolte di musica
composto da due elementi, il primo in valori lunghi, il secondo costituito vocale profana, Staden pubblicò due raccolte di musica strumentale
da diminuzioni in crome; esso compare inviariato nel corso della (1618 e 1625) e una terza raccolta apparve postuma nel 1643.
composizione. Soggetti di questo tipo ricorrono nella musica di Hans Le quattro toccate tramandate nel vol. 2 (Giordano 2) sono
Leo Hassler. Il primo soggetto del ricercare n. 31 è simile a quello del n. composizioni brevi, prive di sezione fugata, e l’ultima in mi (E. n. 12)
26, ma la composizione è di dimensioni maggiori poiché nella seconda presenta la (notato però come si).21
parte viene introdotto un secondo soggetto, caratterizzato da un
elemento scalare discendente proposto in sequenza, che poi pervade VALENTIN DRETZEL (1578-1658)
l’intero tessuto polifonico e la composzione termina con un lungo
passaggio toccatistico con figurazioni scalari proposte da due voci in Valentin Dretzel (indicato anche come Trexel, Drechsel, Dretzl)
seste parallele, anch’esse tipiche dello stile di Hans Leo Hassler. La Fuga apparteneva ad una famiglia di musicisti di Norimberga.22 Nel 1616
n. 32, monotematica, di dimensioni più contenute e dalla florida successe a Caspar Hassler come organista della Spitalkirche e nel 1618 fu
ornamentazione, sembrerebbe invece più prossima allo stile di Erbach. nominato organista al posto lasciato da Staden nella chiesa di St. Lorenz;
infine, alla morte di Staden nel 1634, gli successe come organista in St.
JOHANN STADEN (1581-1634) Sebald. La sua raccolta principale è il Sertulum musicale del 1620, per voci,
strumenti e continuo, comprendente anche due ricercari a quattro voci e
Originario di Norimberga, Johann Staden fu organista di corte a due canzoni, rispettivamente a quattro e a otto voci. L’Introitus
Bayreuth e poi a Kulmbach al servizio del margravio Christian; nel 1612, conservato in To (vol. 1, Giordano 1) è costituito da un exordium seguito
alla morte di Hans Leo Hassler, gli successe come organista di corte a da una lunga sezione in cui ad un soggetto scalare in valori lunghi,
Dresda fino alla fine del 1613 o l’inizio del 1614. Tornato a Norimberga proposto anche in aumentazione, sono contrapposte vivaci figurazioni in
fu nominato organista prima della Spitalkirche, poi di St. Lorenz, una scrittura prevalentemente a tre parti.23
succedendo a Kaspar Hassler. Nel 1618 divenne organista di St. Sebald,
la principale chiesa cittadina, ove rimase fino alla morte. Staden fu autore CARL VAN DER HOEVEN (1580-1661)
di raccolte di musica vocale profana (Neue teutsche Lieder, 1606 e 1609,
Venus Kräntzlein, 1610), comprendenti anche alcuni brani strumentali, e Carl van der Hoeven (compare anche come Hoffen, Houven, Hoven),24
raccolte di musica vocale sacra (tra cui Neue teutsche geistliche Gesäng, 1609, anch’egli di Norimberga come Staden e Dretzel e formatosi all’ombra dei
Hauss-Music, 1623-8, Musicalischer Freuden- und Andachtswecker, 1630, fratelli Hassler, proprio grazie a loro nel 1606 ottenne un posto alla corte
Hertzens Andachten, 1631), fortemente influenzate dalla scrittura di Hans
Leo Hassler. Le Harmoniae sacrae del 1616 recano invece impronte della 21 Le quattro toccate di Staden sono state pubblicate in Fränkische Orgelmeister des 17.

musica di Orlando di Lasso e dei Cento Concerti ecclesiastici di Viadana e Jahrhunderts, hrg. von A. Reichling, Berlin, Edition Merseburger, vol. 1, 1967; esse sono
introducono nella compagine il basso continuo e parti strumentali trascritte in notazione moderna anche in R. JUDD, The Use of Notational Formats at the
indipendenti.20 Keyboard, Appendix C: 231-5.
22 Cfr. LINI HÜBSCH-PFLEGER, Dretzel, Valentin, in Grove Music Online, (consultato l’11

giugno 2010).
20 Su Johann Staden si veda SUSAN BRYAN COLLINS, Johann Staden: His life and times, 23 L’Introitus di Dretzel è stato pubblicato in Fränkische Orgelmeister des 17. Jahrhunderts.

Ph.D dissertation, Univerity of Texas at Austin, 1987 e HAROLD E. SAMUEL, Staden, 24 Cfr. C. G. RAYNER, Hoeven, Carl van der, in Grove Music Online, (consultato l’11 giugno

Johann, in Grove Music Online, (consultato l’11 giugno 2010). 2010).

- XII -
del conte Georg von Zollern a Hechingen. Successivamente, nel 1609, fu otto voci,29 alcune composizioni vocali e brani sacri di compositori di
nominato organista alla corte di Salisburgo, ove rimase fino alla morte. area padovana. Solo i quattro ricercari, composizioni politematiche, sono
Due composizioni vocali apparvero a stampa nell’antologia curata nel stati trascritti nel vol. 8 (Giordano 8) e il copista li ha arricchiti di una
1615 da Georg Gruber in memoria di Hans Leo Hassler e Giovanni notevole messe di ornamenti e diminuzioni.
Gabrieli, morti entrambi nel 1612,25 e un mottetto, In te Domine speravi, è
incluso nell’intavolatura organistica di Woltz.26 Sue composizioni per CRITERI EDITORIALI
tastiera sono conservate, oltre che in To, nel manoscritto Monaco 1581.27 I
quattro ricercari trascritti nel vol. 8 (Giordano 8) sono composizioni Nella presente edizione sono stati preservati i valori originali e le
molto interessanti, per l’arditezza di scrittura e il notevole arricchimento indicazioni di tempo (To ha sempre  per il ritmo binario e 3 per il ritmo
ornamentale, che certamente non è ascrivibile al copista e giunge fino ternario). Le stanghette di misura, assenti nell’intavolatura d’organo
all’inserimento di vere sezioni toccatistiche nel tessuto del ricercare.28 tedesca, sono editoriali; si è optato per misure di due semibrevi per il
ritmo binario e tre semibrevi per il ternario, secondo la consuetudine
GIULIO RADINO († ca. 1607) dell’epoca. Quando un valore si trova tra due misure, è stato trascritto
come due note legate; una nota puntata tra due misure è stata sostituita
Dalla prefazione dell’unica raccolta di Giulio Radino, i Concerti per suonare da due note legate.
et cantare, firmata dal padre Giovanni Maria e datata 10 aprile 1607, Le pause mancanti nell’originale sono state reintegrate in corpo minore
apprendiamo che Giulio morì nel fiore della giovinezza, quindi prima solo quando necessario per maggiore chiarezza. Le alterazioni si
della stampa dei Concerti avvenuta nel 1607. La raccolta contiene quattro applicano solo alla nota che precedono, tranne nei trilli e nelle note
ricercari a quattro voci, quattro canzoni a quattro e quattro canzoni a ripetute, ove l’alterazione si riferisce all’intera serie; in molti casi sono
stati comunque inseriti accidenti di cortesia per maggiore chiarezza. In
To vi è spesso un simbolo a forma di semicerchio nelle cadenze subito
dopo la sensibile: esso indica un ornamento, quasi certamente un trillo
ed è stato preservato così come appare nella fonte.
25 Reliquiae Sacrorum Concentuum Giovan Gabrielis, Iohan-Leonis Hasleri, utriusq; praestantissimi Nei passi conclusivi delle composizioni, quando il copista deve
Musici: Et aliquot aliorum praecellentium aetatis nostrae artificum Motectae, VI. VII. VIII. IX. prolungare un accordo, spesso sostituisce alle note e alle legature di
X. XII. XIII. XIV. XVI. XVIII. XIX. vocum, noviter expromtae à Georgio Grubero Norimb., valore punti sovrapposti che indicano il prolungamento della stessa
Nürnberg, Paul Kauffmann, 1615.
26 armonia; tale prassi è stata normalizzata inserendo gli accordi e le
Johann Woltz, Nova Musices Organicae Tabulatura, Basel, J. J. Genath, 1617; facs.
Bologna, Forni, 1967. rispettive legature di valore. Errori nelle durate e nell’altezza delle note
27 Le composizioni trasmesse da questa fonte sono pubblicate in München, Bayerische sono stati corretti e riportati nell’Apparato Critico.
Staatsbibliothek: ms. Mus. 1581: an anthology of keyboard compositions from a South-German Gli asterischi nell’edizione rimandano all’Apparato Critico; nei Preambula
manuscript, edited by C. G. Rayner, American Institute of Musicology (Corpus of Early essi indicano l’inizio e la fine delle sezioni contrappuntistiche che nel
Keyboard Music 40), Neuhausen-Stuttgart, Hänssler, 1976, voll. 1-3: si tratta di un manoscritto sono state separate e collocate nel vol. 9 (Foà 2). Nel
Ricercar primi toni, una Toccata primi toni e una Toccata secundi toni attribuite nella fonte a
Carl von der Hofen, che si rivelano di gran lunga meno interessanti dei brani trasmessi
da To. 29La voce su Giulio Radino nel New Grove indica erroneamente che i Concerti del 1607
28 Cfr. C. FELICI, La musica per tastiera nella Germania meridionale tra Cinque e Seicento: un contengono due canzoni e un ricercare: cfr. HOWARD FERGUSON, Radino, Giulio, in
esempio di fusione innovativa di molteplici influssi stilistici. Grove Music Online, (consultato l’11 giugno 2010).

- XIII -
ricollocare le sezioni fugate nei rispettivi Preambula, è stato spesso bozze e a tutto il personale della sezione manoscritti della Biblioteca
necessario completare il testo musicale nei punti di giunzione. Tutti i Nazionale di Torino per la sollecitudine dimostratami nelle mie
valori editoriali sono notati in corpo minore. numerose visite.
In To, a causa del lungo arco di tempo occorso per la redazione dei 16
volumi, si assiste ad un progressivo cambiamento nel modo di trascrivere
le composizioni contrappuntistiche. Le differenze tra i volumi Milano, agosto 2010 Candida Felici
cronologicamente anteriori – 6, 730 e prima metà del 9 – e i volumi
completati nel 1639-1640 – la seconda parte del vol. 9 e il vol. 8 –
concernono, oltre l’ornamentazione, la condotta delle parti, gli unisoni e
gli incroci delle voci. Nel vol. 9, ma soprattutto nel vol. 8, gli incroci
sono risolti ponendo le note più acute nella voce superiore, gli unisoni
sono sostituiti con pause o semplicemente omessi e sono aggiunte pause
di mano. Nella presente edizione ci si è attenuti fedelmente alla fonte,
pur restituendo la corretta condotta delle parti quando essa appariva
particolarmente oscura, anche con l’ausilio di linee di congiunzione; per
una migliore comprensione, sono stati segnalati in Apparato Critico i casi
in cui l’unisono nel manoscritto è evidentemente sostituito da una pausa.
Solo per i ricercari di Giulio Radino è stato possibile operare una
collazione con la fonte a stampa; si è scelta comunque la versione data
dall’intavolatura tedesca, dotata di un notevole arricchimento
ornamentale, tranne nei casi di errore da parte del copista. Le varianti tra
il manoscritto e la stampa sono riportate nell’Apparato Critico.

RINGRAZIAMENTI

Questa edizione critica è stata realizzata grazie ad una borsa di ricerca


post dottorato di cui ho potuto fruire per un biennio presso il
Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna,
consulente Lorenzo Bianconi, al quale vanno i miei ringraziamenti.
Sono pure grata a Luigi Ferdinando Tagliavini che ha continuato a
fornirmi preziosi consigli anche quando i miei studi dottorali con lui
erano da tempo terminati. La mia gratitudine va anche a Christopher
Stembridge, Paolo Da Col e Liuwe Tamminga per l’attento esame delle

30 Giordano 7 non reca alcuna data al suo interno, ma è stato presumibilmente tra i
primi ad essere stati copiati.

- XIV -
PREFACE annotations or dates, while the others4 are dated in the following manner
based on the payments annotated inside each of them:

vol. 6 p. 201v (last page) 25/9/1637


THE MANUSCRIPT vol. 9 pp. 188v-212v (last page) 28/1 - 3/2/1639
vol. 8 cc. 92v-232v (last page) 23/6/1639 - 29/10/1640
The German keyboard tablature preserved in the Biblioteca Nazionale
Universitaria of Turin1 consists of sixteen volumes in oblong quarto The undated volumes were presumably the first to have been compiled.
format presumably compiled by a single copyist.2 The notation adopted We know that the manuscript belonged to the Venetian nobleman
is that commonly referred to as “new German organ tablature”, which Jacopo Soranzo until his death in 1761. Subsequently, possibly around
employs the letters of the alphabet to indicate the notes and particular 1780, it was purchased by Count Giacomo Durazzo of Genoa, owned
signs to represent octaves and note-values. The compiling of the by his heirs and finally, between 1927 and 1930, thanks to the generosity
manuscript began before 25 September 1637 and was concluded after 29 of two wealthy Turin families, Foà and Giordano, entered the holdings
October 1640, as proven by payment indications which appear in the of the Biblioteca Nazionale Universitaria of Turin, where it is still preserved.5
volumes. The source contains approximately two thousand The origins of the manuscript volumes are unfortunately unknown and
compositions subdivided according to genre: toccatas are in Volumes 13 the eighteenth-century binding made while in Soranzo’s possession
and 2 (Giordano 1-2); motets, Masses and liturgical verses in Volumes 3- evidently cancelled any original references. An Italian provenance is
5 (Giordano 3-5); ricercars and contrapuntal pieces in Volumes 6-9 highly unlikely because of the type of notation used. At least half of the
(Giordano 6-8 and Foà 2); canzonas in Volumes 10-11 (Foà 1 and 3); repertoire is by Italian composers and ranges from the second half of the
intabulated madrigals in Volumes 12-13 (Foà 4-5); and, lastly, dances in sixteenth century to 1635 (Frescobaldi’s Fiori musicali). The other half
Volumes 14-16 (Foà 6-8). consists of mainly German music, especially by authors active in
The present edition contains pieces found in Volumes 1, 2, 6, 7, 8 and 9 Augsburg and Nuremberg (Hans Leo Hassler, Christian Erbach,6 Jacob
(Giordano 1-2, 6-8 and Foà 2, respectively). Volumes 1, 2 and 7 bear no Hassler,7 Johann Staden, Carl van der Hoeven, Valentin Dretzel), but

4 The annotations listed here refer only to the volumes containing the compositions
published in this edition. For a complete table of dates and annotations of all the
volumes, see O. MISCHIATI, “L’intavolatura d’organo tedesca della Biblioteca Nazionale
1 From now on, the manuscript will be referred to simply as To. di Torino”.
2
Cfr. OSCAR MISCHIATI, “L’intavolatura d’organo tedesca della Biblioteca Nazionale di 5 For a reconstruction of the events concerning the manuscript beginning with its

Torino”, L’Organo IV (1963): 2-154 and 237-8. For an analysis of the manuscript and its presence in the library of Jacopo Soranzo, see the introduction by Alberto Basso to the
contents, particularly the contrapuntal pieces, see CANDIDA FELICI, Musica italiana nella catalogue by ISABELLA FRAGALÀ DATA and ANNARITA COLTURATO, Biblioteca nazionale
Germania del Seicento. I ricercari dell’intavolatura d’organo tedesca di Torino, (Historiae Musicae universitaria di Torino. Raccolta Mauro Foà. Raccolta Renzo Giordano (Cataloghi di fondi
Cultores 107), Florence, Olschki, 2005. See also ROBERT JUDD, The Use of Notational musicali italiani 7), Rome, Torre D’Orfeo, 1987.
Formats at the Keyboard, Ph.D. dissertation, Oxford University, 1989, in which particular 6 The keyboard works of Erbach are published in CHRISTIAN ERBACH, Collected Keyboard

attention is given to the second volume of To, Giordano 2. Compositions, edited by C. G. Rayner, American Institute of Musicology (Corpus of
3 Volume 1 of the manuscript, Giordano 1, is published in facsimile: Forni, Bologna, Early Keyboard Music 36), Neuhausen-Stuttgart, Hänssler, 1971-1977.
1970. 7 JACOB HASSLER, Orgelwerke, edited by Hartmut Krones, Vienna, 1978.

- XV -
also includes works by Dutch, English and French musicians (Peter library which the copyist could have used for his transcriptions. It could
Philips, John Bull, Jan Pieterszoon Sweelinck and Clément Janequin). be that the Fuggers commissioned To before disposing of their music
Hans Leo Hassler is certainly the most represented composer,8 but it is library in order to alleviate their financial troubles; this attractive
worth noting that the manuscript also contains the entire corpus of hypothesis is supported by the fact that in 1655 Albrecht Fugger did sell
surviving keyboard works by his brother, Jacob Hassler. Despite the his collection to Ferdinand III of Habsburg. In addition to the Fuggers
multiplicity of composers and styles represented in this source, there is a or other important families from Augsburg and Nuremberg, the
total absence of music from southern Italy and Spain. This is because the manuscript might have been commissioned by the Stadtpfeifereien, the
interest in Italian music was limited to composers of the Venetian school civic musical institutions which employed both Hans Leo Hassler and
and those active in northern and central Italy, above all Claudio Merulo Christian Erbach. What is certain is that whoever commissioned it was
(the best represented Italian author), Andrea and Giovanni Gabrieli and in a position to purchase the latest Venetian prints, as demonstrated by
Girolamo Frescobaldi, of whom nearly the entire printed production is the presence (among other things) of Frescobaldi’s Fiori musicali, which
preserved, as well as a number of otherwise unknown pieces that are was copied into the manuscript a mere two years after it was first
here attributed to him. published. Finally, it is possible that To was compiled in Venice for a
Given the prevalence of composers active in Augsburg and Nuremberg, German client by a German copyist, perhaps a youth residing there in
To might well have been compiled in one of these two cities. It was order to complete his musical training.
almost certainly not commissioned by one of the Catholic or Protestant
churches, despite their playing a fundamental role in civic musical life, THE NOTATION
since in To no fewer than three volumes are devoted to dances and two
others contain intabulated madrigals. Nor was it compiled by a musician The compositions are notated across the whole opening, from the verso
for his own personal use, considering the excellent state of conservation, of one page to the recto of the next, the pages generally being subdivided
its cyclopean dimensions and, above all, the fact that it was into four systems separated by horizontal lines.
commissioned. More likely, the manuscript was realized at the behest of The pitches are indicated by letters of the alphabet in gothic script
a member of one of the families of bankers and merchants who formed (Fraktur). Upper-case letters are used for the lowest octave, lower-case
the patrician class of the two rich commercial cities. A possible candidate for the second, and one to three dashes are added above the letter for
might have been from the Fugger family of Augsburg, one of the most the successive octaves. The demarcation between the octaves occurs
powerful dynasties of Europe. Despite a difficult economic situation in between b and b, with the exception of the first octave which uses
the 1630s, the Fuggers nonetheless had the financial means to upper-case letters up to B and lower-case letters starting from c.
commission a work of these dimensions as well as an important musical Rhythmic values are represented by the following signs: vertical lines for
whole-notes (semibreves) and lines with one to five flags for values
ranging from half-notes (minims) to thirty-second notes. Accidentals are
8 The keyboard works of Hans Leo Hassler are available in the following modern
expressed with a curl attached to the letter which identifies the note; this
editions: Ordinarium et Proprium de Apostolis. Versetti e corali per organo, edited by O. is a simplification of the antique suffix –is and thus indicates a rise in
Mischiati, (Biblioteca classica dell’organista 2), Brescia and Kassel, Paideia and
Bärenreiter, 1973; Toccatas, edited by S. Stribos, American Institute of Musicology pitch. The only exception is in the case of b, represented by the letter b,
(Corpus of Early Keyboard Music 45), Neuhausen-Stuttgart, Hänssler, 1985; Sämtliche as opposed to b indicated by the letter h.
Werke, XIII, Orgelwerke I, Die Unika der Turiner Tabulatur, 2 vols., edited by U.
Wethmüller and W. Thein, Wiesbaden, Leipzig, Paris, Breitkopf & Härtel, 2001.

- XVI -
The number of voices does not generally exceed four; indeed in some containing ricercars11. In some cases it is possible to reconstruct the
motets contained in Volume 3, originally composed for more voices, the piece in its entirety, thanks to the concordance with other sources.12
number has been reduced to four. The subdivision of the pitches does Elsewhere, this is made possible by the partial overlapping of certain
not always correspond to the actual voice-leading. Of those volumes passages, or the re-appearance at the end of the toccata of the subject of
containing ricercars, the first to have been compiled (Giordano 6, 7 and the fugal section; this occurs in the Preambula copied in Giordano 1, the
the first part of Foà 2) are remarkably faithful to the contrapuntal writing fugal sections of which have been transcribed at the beginning of vol. 9
of the original. On the other hand, the second half of Volume 9 (Foà 2) (Foà 2, nos. 1-4 of this edition).13
and especially Volume 8 (Giordano 8), which were copied later, are The most common errors in To include: missing note or notes in one of
much closer to the Italian keyboard tablature (intavolatura) for the rich the voices (the transcription was made by copying one voice at a time);
ornamentation, failure to clarify the original voice-leading, the notes transcribed an octave or a third too high or too low; accidentals
elimination of unisons, the resolution of voice-crossing by simply placing missing or applied to the wrong note; the omission of note-value
the highest notes in the upper voice and, finally, the presence of symbols. In addition, after an interruption from his work, the copyist
numerous rests to indicate where the voice passes from one hand to the sometimes began again from the wrong place (he was evidently working
other. on more than one volume simultaneously); this occurs especially where a
A common symbol found in To is a semicircle placed at the cadences subject-entry is repeated in the same voice (homeoteleuton).
immediately after the leading-tone to indicate an ornament, almost At times the copyist was capable of taking remarkable liberties, for when
certainly a trill. he mistakenly transcribes an entire passage, he chooses to modify the
music rather than cross out his error. In this way the transcription gives
THE COPYIST the impression of being totally accurate since there are no apparent
corrections. A case in point is the first ricercar by Giulio Radino (E. no.
The copyist was evidently a skilled musician, capable of making excellent 27) in which the copyist, having written an incorrect division in the bass
tablatures from separate parts. In the later volumes, he even inserted a at measure 83, inserted two beats in the next measure in order to return
great number of divisions in the style of the Venetian school as to the f in the original (see the Critical Commentary).
described in Girolamo Diruta’s9 Transilvano.10 Regarding the copyist’s method of trascription, one can observe certain
A curious characteristic of the manuscript is the extreme systematization repeated patterns of behaviour, especially in the volumes compiled
in the subdivision of the pieces according to genre. The copyist goes so between 1639 and 1640:
far as to deprive many toccatas of their respective fugal sections, placing
some of the latter as independent compositions in the volumes

9 GIROLAMO DIRUTA, Il Transilvano dialogo sopra il vero modo di sonar organi et istromenti da 11 Volumes 6 and 9 (Giordano 6 and Foà 2, respectively).
penna, Venice, G. Vincenti, 1593 (rep. 1597, 1612 and 1625); Seconda parte del Transilvano 12 The toccatas copied at the beginning of Giordano 1, whose fugal sections have been
dialogo diviso in quattro libri, Venice, G. Vincenti, 1609 (rep. 1622). transcribed at the end of Giordano 6, appear complete in various sources, including the
10 For an examination of this subject, see C. FELICI, “Ornamentazione in stile italiano German tablature in the Biblioteca universitaria, Padua, ms. 1982; see O. MISCHIATI,
nell’intavolatura d’organo tedesca di Torino”, Informazione Organistica, Nuova Serie, no. “Descrizione dell’intavolatura d’organo tedesca del sec. XVII della Biblioteca
8, August 2004: 83-99, and “Venetian-style ornamentation in the books of the Turin Universitaria di Padova (manoscritto 1982)”, L’Organo XXVII (1991-92): 21-9.
organ tablature”, The Organ Yearbook XXXIV (2005): 95-108. 13 From this point on, the present edition will be referred to simply as E.

- XVII -
1) In the case of a unison, one of the two notes is replaced by a rest of Giordano 8 (Ricercar Terzo from a series of four ricercars the first of
the same duration, as in Ex. 1 where the fourth note of the soprano, a d' which bears the initials C. V. D. H.) and Giordano 7 (unattributed and
in unison with the alto, is replaced by a rest. entitled simply Fantasia). In the latter version, faithful to the voice-
leading, unisons and part-crossings have been left unchanged. The
Example 1. Carl van der Hoeven, Ricercar Quarto, E. no. 24, ms. 8-9. version in Giordano 8, evidently copied at a later date, is instead strongly
idiomatic and quite unfaithful to the contrapuntal writing of the original.
(In E. I have transcribed both versions, since they often differ in the
ornamentation; see E. nos. 23 and 23a.)

2) In the case of a unison, one of the two notes is eliminated without THE CONTENTS
being replaced by a rest.
3) When a voice crosses over another whose note is of greater duration, Over the years, much of the repertoire contained in To has appeared in
the higher note is placed in the upper voice and the voice-crossing is various editions (the most significant being various volumes of the
marked by rests, as in Example 2: Corpus of Early Keyboard Music). Unfortunately, the anonymous
compositions have been completely ignored and, by taking pieces here
Example 2. Giulio Radino, Ricercar Quarto, E. no. 30, ms. 35. and there from the manuscript, it has been impossible to paint a
coherent picture of the source and its characteristics. In this edition I
have chosen to favor compositions which have not been published in
modern editions and for which there are no concordances (the sole
exception being Giulio Radino’s four ricercars). They have been
presented as much as possible in the order in which they appear in the
manuscript,14 thus enabling the reader to observe the transformations in

In such cases in this edition the correct voice-leading has been restored
and the rests have consequently been eliminated for the sake of clarity
(see the Critical Commentary). 14 Exceptions to this rule have been made for the Fantasia from Volume 7, which

4) When tenor and bass voices in the left hand are a tenth apart, one of concords with the Ricercar Terzo by van der Hoeven and has thus been placed
immediately afterward as no. 23a, and the Ricercar di 2.do tuono (Giordano 7, no. 45),
the two voices is altered in order to avoid excessively large intervals. (In which is actually a toccata and has therefore been included among the compositions in
E. the version of To is retained except in cases where the copyist’s free style (E. no. 13). This is not the only case where the copyist has inserted a toccata-
modification constitutes an error.) like piece among the ricercars. Indeed, many works by composers from southern
5) At cadences ties are generally eliminated. Germany have remarkably developed contrapuntal sections within the toccata and the
6) At cadences, when there are fewer than four voices, he added a note entire piece often consists of a free introduction followed by a ricercar. Consequently,
the copyist chose to insert pieces of this kind in the volumes containing ricercars. For
to complete the harmony. more on this subject, see C. FELICI, La musica per tastiera nella Germania meridionale tra
All of these characteristics are readily evident when comparing the two Cinque e Seicento: un esempio di fusione innovativa di molteplici influssi stilistici, in I suoni ritrovati.
versions of the third Ricercar by Carl van der Hoeven, which appears in 23 anni di recupero degli organi storici nell’Appennino bolognese, edited by E. Pasquini, Lucca,
LIM (forthcoming).

- XVIII -
the manner of transcribing over the long period of time during which To unattributed pieces without concordances copied in Volume 8 (E. nos.
was compiled. 25, 26, 31 and 32) present stylistic characteristics reminiscent of Hans
The Preambula appear in Volumes 1 and 9 (the latter includes Leo Hassler, Jacob Hassler and Christian Erbach. Moreover, they are
transcriptions of the relevant fugal sections). Their style, the use of the placed in two homogeneous sections of the volume containing pieces by
term Preambulum – uncommon in southern Germany and Italy – and southern German composers. The first is collocated between the
above all the presence of explicit indications for the pedal suggest for ricercars of Andrea Gabrieli and those of Aurelio Bonelli15 and include
these works North German or Dutch origin, reflecting the influence of Carl van der Hoeven’s four ricercars, a Fuga fantastica concordant with a
Sweelinck and English composers. Fuga ab Erbach in ms. 1581 in Munich16 and two unattributed ricercars
As for the unattributed compositions without concordances copied in (E. nos. 25-26). The second section is found at the end of the volume
Volume 7 (Giordano 7, E. nos. 18-20), a German – or at least non- and includes a composition attributed to Hans Leo Hassler,17 an
Italian – origin is conceivable, not only because of their stylistic anonymous ricercar (E. no. 31), two pieces attributed to Christian
characteristics, but also because this volume contains exclusively pieces Erbach18 and another anonymous ricercar (E. no. 32). The anonymous
by Sweelinck as well as by German and English composers. By analogy, compositions E. nos. 25, 26, 31 and 32 seem attributable to these
the unattributed works copied in Volume 9 (Foà 2) might be of Italian composers or to others working in Augsburg and Nuremberg. The
origin (E. nos. 33-35) since this volume contains only Italian music (with ricercar no. 25, in particular, is a composition of considerable
the exception of two compositions by Scheidt and the fugal sections dimensions based on two subjects and a few secondary motifs treated
from the Preambula discussed above). No. 33, which is long and with imitation and sequential writing. The second subject is characterized
polythematic, seems to be drawn from a print of Italian music in by an ascending leap of a diminished fourth and both the first and
separate partbooks (thus not intended for the keyboard) since it is second subjects close with a repeated dotted motif in stepwise motion
completely lacking in ornamentation. Nos. 34 and 35, which follow one which serves as a unifying element also appearing in parallel thirds and
after the other, are similar in style, brief and monothematic, with the sixths. This is then replaced in the course of the composition by eighth-
subject also appearing in inversion. note motifs in imitation or in sequence, while the two subjects are
Any evaluation concerning the pieces contained in the other volumes treated with a variety of augmentation and diminution.
must be based on purely stylistic grounds since Volumes 1, 2, 6 and 8 The composition might be attributed to Erbach since the characteristic
include works of various provenance. For the most part, the dotted motif recurs in other works of his, including the Fuga fantastica
unattributed compositions in To seem to be of German origin; while the which precedes the ricercar no. 25 (unattributed here, it is attributed to
majority of the Italian compositions were copied directly or indirectly
from printed sources clearly identifying the author (albeit with the 15 The ricercars transcribed in To are taken from AURELIO BONELLI, Il primo libro de
significant exceptions of pieces by Giovanni Gabrieli, Claudio Merulo ricercari et canzoni a quattro voci con due toccate e doi dialoghi a otto, Venice, Angelo Gardano,
and Girolamo Frescobaldi), German music was copied almost 1602. See the critical edition by C. Felici (Padua, Armelin, 2003), which contains the
exclusively from manuscript sources, since printed keyboard music was ricercars in the double version, without ornaments as they appear in the 1602 print and
with the florid ornamentation of To.
quite rare in Germany at the turn of the seventeenth century. 16 München, Bayerische Staatsbibliothek, mus. Ms. 1581. The composition is published
The unattributed ricercars from Volume 6 (E. nos. 14-17) would seem to in CHRISTIAN ERBACH, Collected Keyboard Compositions, vol. 3, no. 5: 31.
be of Italian provenance, since this volume contains primarly music by 17 Ricercar Septimi toni. di Ms. J. L. H., published in HANS LEO HASSLER, Sämtliche Werke,

Italian composers (as do Volumes 8 and 9). On the other hand the XIII, Orgelwerke I, Die Unika der Turiner Tabulatur, vol. 2, II/10: 88.
18 Cfr. CHRISTIAN ERBACH, Collected Keyboard Compositions, vol. 2, nos. 22-23: 50 and 55.

- XIX -
Erbach in Munich 1581). Nonetheless, Hans Leo Hassler should also be 1606 and 1609, and Venus Kräntzlein, 1610), which also contain some
taken into consideration as its possible composer, since the interval of instrumental pieces, as well as collections of sacred vocal music
the ascending diminished fourth appears in two other compositions by (including Neue teutsche geistliche Gesäng, 1609, Hauss-Music, 1623-8,
him: in the central imitative section of a toccata in To entitled Ricercar noni Musicalischer Freuden- und Andachtswecker, 1630, and Hertzens Andachten,
toni Joh. Leo Has: (Giordano 6, no. 70) and in a Ricercar del secondo tono 1631), which were strongly influenced by the writing of Hans Leo
(Giordano 7, no. 30).19 Hassler. The Harmoniae sacrae of 1616 reveal instead the influence of
The shorter ricercar no. 26 is characterized by a single subject consisting Orlando di Lasso and of Viadana’s Cento Concerti ecclesiastici and feature a
of two elements, the first in long note-values and the second in eighth- basso continuo and independent instrumental parts.20
note divisions that remains unvaried throughout the composition. In addition to instrumental works included as an appendix to the
Subjects of this kind recur in the music of Hans Leo Hassler. The first volumes of secular vocal music, Staden also published two collections of
subject of the ricercar no. 31 is similar to that of no. 26, but the instrumental music (1618 and 1625); a third was issued posthumously in
composition is longer because the second part introduces a second 1643.
subject. Characterized by a descending scale proposed in sequence, this The four toccatas transcribed in Volume 2 (Giordano 2) are short
subject pervades the entire polyphonic fabric and the composition compositions without a fugal section, and the last one, in E (E. no. 12),
concludes with a long toccata-like passage with scale figures in parallel presents an a (notated, however, as a b).21
sixths, another element typical of Hassler’s style. The monothematic
Fuga no. 32, which is somewhat shorter and features florid VALENTIN DRETZEL (1578-1658)
ornamentation, seems to be more in the style of Erbach.
Valentin Dretzel (Trexel, Drechsel, Dretzl) came from a family of
JOHANN STADEN (1581-1634) Nuremberg musicians.22 In 1616 he succeeded Caspar Hassler as organist
at the Spitalkirche and in 1618 was appointed organist at the church of
Originally from Nuremberg, Johann Staden was organist at the court in St. Lorenz, a post formerly held by Staden. Upon the latter’s death in
Bayreuth and later in Kulmbach where he served the margrave Christian. 1634, Dretzel became organist at St. Sebald. His most important
Upon the death of Hans Leo Hassler in 1612, Staden succeeded him as collection is the Sertulum musicale of 1620 for voices, instruments and
court organist in Dresden, a post which he held until the end of 1613 or continuo, which also includes two ricercars for four voices and two
the beginning of 1614. Returning to Nuremberg he was nominated canzonas, for four and eight voices respectively. The Introitus preserved
organist first at the Spitalkirche and then at St. Lorenz, where he in To (Volume 1, Giordano 1) consists of an exordium followed by a long
succeeded Kaspar Hassler. In 1618 he became organist at St. Sebald, the
principal church of the city, where he remained until his death. Staden 20 For information about Johann Staden, see SUSAN BRYAN COLLINS, Johann Staden: His

published various collections of secular vocal music (Neue teutsche Lieder, life and times, Ph.D dissertation, Univerity of Texas at Austin, 1987, and HAROLD E.
SAMUEL, Staden, Johann, in Grove Music Online, (consulted on 11 June 2010).
21 The four toccatas by Staden have been published in Fränkische Orgelmeister des 17.
19
The Ricercar del secondo tono is published in CHRISTIAN ERBACH, Ausgewählte Werke, I. Jahrhunderts, edited by A. Reichling, Berlin, Edition Merseburger, vol. 1, 1967. They
Teil: Werke für Orgel und Klavier - HANS LEO HASSLER, Werke, I Teil: Werke für Orgel und have also been transcribed in modern notation in R. JUDD, The Use of Notational Formats
Klavier. Mit beigefügten Stücken von JACOB HASSLER, edited by E. von Werra, (Denkmäler at the Keyboard, Appendix C: 231-5.
der Tonkunst in Bayern 7), Leipzig, Breitkopf & Härtel, 1903: 55. 22 See LINI HÜBSCH-PFLEGER, Dretzel, Valentin, in Grove Music Online, (consulted on 11

June 2010).

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section in which a subject based on a scale motif in long note-values, veritable toccata-like sections are inserted into the fabric of the
also proposed in augmentation, is juxtaposed against vivacious figures in ricercars.28
primarily three-part writing.23
GIULIO RADINO (d. ca. 1607)
CARL VAN DER HOEVEN (1580-1661)
From the preface to Giulio Radino’s only collection, the Concerti per
24
Carl van der Hoeven (Hoffen, Houven, Hoven) was also from suonare et cantare, signed by his father Giovanni Maria and dated 10 April
Nuremberg, like Staden and Dretzel, and trained in the shadows of the 1607, we learn that Giulio died in the full bloom of his youth before the
Hassler brothers, who were instrumental in his obtaining a post at the Concerti were published. The collection contains four ricercars for four
court of Count Georg von Zollern in Hechingen in 1606. In 1609 he voices, four canzonas à 4, and four canzonas à 8,29 as well as vocal
was appointed organist at the court in Salzburg where he remained until compositions and sacred music from the area around Padua. Only the
his death. Two vocal compositions were printed in the anthology edited four ricercars, polythematic compositions, were transcribed in Volume 8
by Georg Gruber in 1615 in memory of Hans Leo Hassler and Giovanni (Giordano 8), and the copyist has embellished them with a striking
Gabrieli, both of whom died in 1612,25 and a motet, In te Domine speravi, amount of ornaments and divisions.
is included in the Woltz organ tablature book.26 Van der Hoeven’s
keyboard works are preserved in the manuscript Munich 158127 as well as EDITORIAL CRITERIA
in To. The four ricercars transcribed in Volume 8 (Giordano 8) are quite
interesting compositions for the bold style and remarkably rich In the present edition original note-values and time signatures have been
ornamentation, which certainly cannot be ascribed to the copyist; thus preserved (To invariably uses  for binary meters and 3 for ternary
meters). Bar-lines, absent in German organ tablature, have been added
by the editor following the common practice of the period, using two
whole-notes (semibreves) for binary and three whole-notes for ternary
23 The Introitus by Dretzel has been published in Fränkische Orgelmeister des 17.
Jahrhunderts. meters. Note-values that extend across a bar-line as well as notes dotted
24 See C. G. RAYNER, Hoeven, Carl van der, in Grove Music Online, (consulted on 11 June over the bar-line are notated in the present edition as two tied notes.
2010). Editorial rests have been inserted in smaller type only when necessary
25 Reliquiae Sacrorum Concentuum Giovan Gabrielis, Iohan-Leonis Hasleri, utriusq; praestantissimi
for the sake of clarity. Accidentals apply only to the note that they
Musici: Et aliquot aliorum praecellentium aetatis nostrae artificum Motectae, VI. VII. VIII. IX. precede, except in the case of trills and repeated notes where the
X. XII. XIII. XIV. XVI. XVIII. XIX. vocum, noviter expromtae à Georgio Grubero Norimb.,
Nuremberg, Paul Kauffmann, 1615. accidental refers to the entire series. In many cases, however, cautionary
26
Johann Woltz, Nova Musices Organicae Tabulatura, Basel, J. J. Genath, 1617; facs. accidentals have been added for clarity. In To a semicircle often appears
Bologna, Forni, 1967. at the cadences immediately after the leading tone and serves to indicate
27 The compositions transcribed from this source are published in München, Bayerische

Staatsbibliothek: ms. Mus. 1581: an anthology of keyboard compositions from a South-German


manuscript, edited by C. G. Rayner, American Institute of Musicology (Corpus of Early 28 See C. FELICI, La musica per tastiera nella Germania meridionale tra Cinque e Seicento: un
Keyboard Music 40), Neuhausen-Stuttgart, Hänssler, 1976, 3 vols. The works in esempio di fusione innovativa di molteplici influssi stilistici.
question are a Ricercar primi toni, a Toccata primi toni and a Toccata secundi toni attributed in 29 The article on Giulio Radino in the New Grove Dictionary incorrectly states that the

the manuscript to Carl von der Hofen, and they prove to be far less interesting than the Concerti of 1607 contain two canzonas and a ricercar: see HOWARD FERGUSON, Radino,
pieces transcribed from To. Giulio, in Grove Music Online, (consulted on 11 June 2010).

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an ornament, almost certainly a trill; this symbol has been preserved as it errors. Discrepancies between manuscript and print are noted in the
appears in the source. Critical Commentary.
In the final passages of the compositions, when the copyist needed to
prolong a chord, he often replaced the notes and ties with dots to ACKNOWLEDGEMENTS
indicate that the same harmony is to be held. In accordance with modern
practice these are shown as tied chords in the present edition. This critical edition was made possible thanks to a biennial post-doctoral
Errors of pitch or note-values have been corrected and noted in the research grant made available to me at the Department of Music and
Critical Commentary. Drama at the University of Bologna, under the guidance of Lorenzo
Asterisks in the present edition refer to a note in the Critical Commentary. Bianconi, to whom I wish to express my gratitude.
In the Preambula they mark the beginning and end of the contrapuntal I would also like to thank Luigi Ferdinando Tagliavini, who continued to
sections separated in the source where they appear in Volume 9 (Foà 2). provide valuable advice even long after my doctoral studies with him had
In reconnecting the fugal sections to their respective Preambula, it has concluded. I would also like to extend my gratitude to Christopher
often been necessary to fill in the music at the point of connection; all Stembridge, Paolo Da Col and Liuwe Tamminga for their careful
such editorial additions have been printed in smaller type. examination of the proofs. Finally, I wish to thank the entire personnel
Due to the extended period of time needed to compile all 16 volumes of in the manuscript division at the Biblioteca Nazionale of Turin for the kind
To, one can observe a progressive change in the manner of transcribing attention shown to me during my numerous visits.
the contrapuntal compositions. The differences between the earlier
volumes – 6, 7,30 first part of 9 – and those which were completed in
1639-40 – second part of Volume 9 and Volume 8 – concern, besides
the ornamentation, the treatment of voice-leading, unisons and part- Milan, August 2010 Candida Felici
crossing. In Volume 9, but especially in Volume 8, part-crossings are
suppressed by placing the highest notes in the upper voice, unisons are
replaced by rests or simply omitted and rests are added when a voice
passes from one hand to the other. (Translation by Candace Smith)
This edition remaines as faithful as possible to the original source.
Nonetheless, correct voice-leading has been restored where it seemed
particularly obscure and lines have occasionally been inserted to clarify
part-crossing or where a voice changes stave. For the sake of better
understanding, evident cases in which a unison in the manuscript is
replaced by a rest are listed in the Critical Commentary.
Only in the case of Giulio Radino’s ricercars a collation between To and
the printed source has been possible. I have opted, however, to use the
version in To, with its rich ornamentation, except where it contains

30 Giordano 7 is undated but was presumably one of the first to be copied.

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