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Analisi Sonata Op. 25 n.

2 di Maurizio Clementi
ESPOSIZIONE Misure 1 – 68
La sonata Op-ì. 25 n. 2 di Clementi è in tonalità di Sol Maggiore, la metrica è di 4/4 e l’indicazione agogica è
di Allegro con brio.
Il primo tempo della suddetta sonata è diviso nelle seguenti sezioni:
I TEMA Misure 1 – 20
PONTE Misure 20 – 32
II TEMA Misure 33 – 49
CODE e CODETTE 50 – 68.
Il primo tema inizia con una sorta di introduzione tetica sul primo grado, molto ritmica e incisiva, formata
da quartine di semicrome che si prestano all’interpretazione dettata dall’indicazione agogica.
Questo motivo può considerarsi uno degli elementi chiave della sonata, in quanto verrà ripreso molto
spesso in ogni sezione della sonata, eccetto il secondo tema (Vedi partitura).
Il tema melodico inizia a battuta 3, ed è composto da due frasi della durata ciascuna di 8 battute. Ciascuna
frase è composta da due semifrasi, la prima a carattere propositivo mentre la seconda a carattere risolutivo.
La seconda frase non è che una variazione della prima, abbellita grazie all’inciso (!?!?!?) iniziale, ad
appoggiature cromatiche e al basso che a battuta 18 suona un ritmo sincopato.
Il ponte è indissolubile rispetto all’inciso iniziale, il suo ripetersi è accompagnato da un addensamento
ritmico della mano sinistra, in contrasto con lo sviluppo dinamico del ponte, che inizia forte e a battuta 23
indica un diminuendo, prima della fine della frase, che cambia carattere sulla dinamica del piano.
A questo punto il ponte riprende il ritmo terzinato caratteristico della seconda semifrase, modulando a Re
Maggiore, Mi minore e La Maggiore, per terminare nella tonalità della dominante.
Il secondo tema inizia a battuta 33, il tema alla mano destra è melodico e cantabile, mentre il ritmo suonato
dalla sinistra è sovrapponibile a quello del primo tema. Sono presenti due frasi simili della durata di 4
battute, in cui la seconda ripresenta la struttura della prima abbellita da acciaccature e appoggiature
(evidenziate nella partitura), lo sviluppo armonico è identico in entrambe le frasi.
Successivamente il secondo tema assume un carattere conclusivo dettato dal ritmo terzinato già suonato in
precedenza per terminare il primo tema e il ponte. Questa sezione modula alle tonalità di Si minore, Sol
minore, mi minore per arrivare a Re Maggiore con un accordo di settima diminuita costruita sul quarto
grado alzato.
Dopo un trillo sulla settima di dominante di Re Maggiore si conclude il secondo tema e iniziano le code, che
vanno da battuta 49 a 69.
Anche in questa sezione viene ripreso il materiale presentato in precedenza

SVILUPPO Misure 69 – 90
L’incipit dello sviluppo è sovrapponibile a quello del ponte, caratterizzato dalla quartina di semicrome,
suonata in maniera alternata dalla mano destra e dalla sinistra. Il discorso musicale iniziato a battuta 71, si
carica di tensione armonica alle battute 75 e 76, grazie allo sviluppo sulla dominante di Mi minore, al
cambio dinamico e all’accompagnamento dalle incalzanti quartine di semicrome suonate dalla mano
destra. Questo intervento ci porta rapidamente alla conclusione dello sviluppo, tramite modulazioni (La-
>Mi->Sol).

RIPRESA Misure 91 – 162


La ripresa avviene a battuta 91 e riprende l’esposizione secondo la definizione scolastica di Forma Sonata, il
Ponte modulante che inizia a battuta 109 è sempre contrassegnato da un forte cambio dinamico. Questa
volta il compositore modula grazie ad una piccola progressione circolare che funge da congiunzione tra i
due temi, terminando il ponte sempre nella tonalità di Sol maggiore. Il secondo tema termina a battuta
139, in cui tramite una settima di dominante che introdurrà le code finali, costituite da una variazione dei
temi già proposti (motivi di terzine e quartine). L’armonia delle code si divide esclusivamente sulla tonica e
la dominante.