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L'ORGANO
RIVISTA DI CULTURA ORGANARIA E ORGANISTICA

DIREZIONE E REDAZIONE

OSCAR MISCHIATI e LUIGI FERDINANDO TAGLIAVINI

ANNO XV - N. 1-2 GENNAIO- DICEMBRE 1977

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DOCUMENTI D'ARCHIVIO

L'organo Facchetti
per il Monastero di S. Benedetto di Polirone (1552)

Il monastero di S. Benedetto di Polirone " dopo l'originaria dipendenza dai


Canossa (Tedaldo, che ne è il fondatore nel 1007 , poi Bonifacio e quindi Matil-
de) e la successiva fortunata annessione a Cluny (1077), attraversa nei secoli
XIII e XIV la crisi tipica della maggior parte dei monasteri, fino a terminare in
commenda. Commendatario Guido Gonzaga, l'abbazia fu tra le prime a parteci-
pare del movimento riformatore promosso a S. Giustina di Padova da Ludovico
Barbo: nel 1419-20 entra a far parte della nuova Congregazione De Unitate o
De Observantia 2.

Questa stessa Congregazione di S. Giustina, nel richiamarsi al rigore liturgi-


co dell'antico monachesimo, assume a partire dal 1438 una rigida posizione
proibizionistica circa l'uso dell'organo e di "monocordia aut alia instrumenta
ad sonandum" e la pratica del "cantus figuratus", in quanto esercizi "que
mente m a puritate devotionis et compunctionis sepe deviant" 3. In particolare,
riguardo all'organo, il Capitolo del 1438 dispone: "in nostris monasteriis, que
antiquitus non consueverunt habere organa, non fiant, sed etiam ubi consueve-
runt esse, per fratres nostros minime pulsentur [soltanto "in duplicibus maiori-
bus"; dal 1444 anche "in duplicibus minoribus"], quorum non permittantur

1 Tra i fiumi Po e Lirone: toponimo cura dell' Accademia Polironiana, S. Be-


vigente durante l'intero arco di esistenza nedetto Po 1974. Cfr. anche G.B.WTRA,
del monastero (1007-1797), che d'ora in- Il Monastero di S. Benedetto di Polirone
nanzi indicherò brevemente con Poliro- in "Archivio Storico Lombardo", Serie
ne: oggi S. Benedetto Po, località del bas- XXIV, III, voI. 7 (1897), pp. 297-338.
so mantovano. 3 Cfr. in proposito G. CATTIN, Tradi-
2 Sulle vicende storico-artistiche in ge- zione e tendenze innovatrici nella norma-
nerale del monastero si veda indicativa- tiva e nella pratica liturgico-musicale della
mente R. BELLODI, Il monastero di S. Be- congregazione di S. Giustina, in "Bene-
nedetto in Polirone nella storia e nel! 'ar- dictina", XVII (1970), pp. 254-299, in
te, Mantova 1905; ristampa anastatica a particolare pp. 254-261.
136 M.BOLZANI

ulli addiscere' '4. Questa la disposizione; ma assai difficilmente si sarebbe stati in


grado di mantenerla integralmente e per lungo tempo 5; già dal 1444 vi si im-
porranno via via eccezioni, volte ad ammettere da un lato la costruzione di
nuovi organi e dall'altro un uso sempre meno ristretto della pratica organisti-
ca 6. Ne fa esempio, tra gli altri numerosi casi analoghi, la deroga concessa in
proposito al monastero di Polirone: una Ordinatio capitolare del 1453, prima
testimonianza nota della presenza dell'organo a Polirone, dove si concede al
monastero "[quod] possint facere pulsare organum per d. Paulum de Carpi mo-
nachum in eodem monasterio, ac tenere instrumenta ad id accomodata et uti eis
non obstante constitutione quod per fratres non possint huiusmodi exerceri" 7.
Una lettera inviata il 7 settembre 1480 dal marchese Federico Gonzaga al fi-
glio Francesco sembra, dal tono, testimoniare la recente costruzione di un nuo-
vo organo nel monastero. Da Polirone il marchese così scrive: "Illustris filii
nostre carissime, poiché voressemo oldir questo organo de S. Benedicto tu vede-
rai mandarce Alexandro dal organo; ma voressemo che ad ogni modo el fusse
qui ad hora de vespro, e per questo rispetto mandiamoti questo messo batente.
Ex S. Benedicto, VII septembris 1480 " 8.
È senz'altro lo stesso strumento che, in una minuta notarile dell'8 settem-
bre 1514 si convenne di arricchire della mano del Correggio: " Quod dictus
magister teneatur depingere portas organi et podium ipsius organi " 9, magari
in occasione (o creando l'occasione) di un restauro. Non si dispone, peraltro, di
testimonianze documentarie successive a riprova dell'effettiva realizzazione dei
dipinti, stante il fatto che questi non esistono (più) in loco, né ci è riuscito di i-
dentificarli - come possibili - tra le opere conosciute dell'artista. Nel contrat-

4 D.T. LECC/SOTII, Congregationis S. Georgio maiori de Venetiis" (T. LECCI-


/ustinae de Padua O.s.E. Ordinationes SOTII,op. cit., p. 85).
Capitulorum Generalium, Montecassino, 7 T. LECCISOTTI, op. cit., p. 151.
1939, pago56. 8 Mantova, Archivio di Stato, Archi-
5 Naturalmente non era solo in giuoco vio Gonzaga, Copialettere lib. 100, c. 71.
l'effettiva utilità pratica dell'organo ai fini In proposito, e in particolare sull'identità
della liturgia. Il problema era anzi quello di Alexandro dal organo, cfr. M. BaLZA-
che l'organo doveva voler dire al di fuori NI, Nota storica sull'organo del documen-
della propria funzione strettamente litur- to correggesco in "Gazzetta di Manto-
gica: da un lato, un naturale e diffuso bi- va", 20 dicembre 1974, p. 9.
sogno estetico, legato alla stessa evoluzio- 9 Cfr. E. MENEGAZZO, Contributo al/a
ne storica dello strumento e della lettera- biografia di Teofilo Folengo (1512-1520)
tura ad esso destinata; dall'altro, un biso- in "Italia Medioevale e Umanistica", Pa-
gno di prestigio culturale, utilizzato dai dova 1959, in parto pp. 383-384; e P. PE-
centri religiosi medesimi sia alloro inter- LATI,Il Correggio e il Cenobio di Poliro-
no, sia nei confronti delle istituzioni lai- ne in un contratto inedito del 1514, Ac-
che. cademia Polironiana, S. Benedetto Po
6 Non suona poi tanto come conces- 1974, con modifiche e aggiunte in "Gaz-
sione la deroga del 1444 in favore di S. zetta di Mantova", 20 dicembre 1974, p.
Giorgio Maggiore di Venezia: "Ordina- 9.
mus quod hoc anno fiat organum in S.
Documenti d'archivio 137

to del 1552 con G.B. Facchetti viene contemplato un "organo vecchio", e pre-
cisamente per convenire come' 'Puossi esso maestro Jo. Battista a suo piacere
disfare l'organo vecchio et servirse per lui a suo beneplacito" e più avanti che
"lo monastero cede et renuntia al ditto maestro Gio. Battista l'organo vechio".
Ora, se l'''organo vecchio" è da identificarsi - com'è più che plausibile -
con quello che sarebbe stato decorato dal Correggio, appare s[rano come nella
convenzione non si sia fatto il minimo accenno a cantoria ed ante dipinte, per
l'opportunità invece di includere o escludere esplicitamente quest'ultime dalla
cessione IO. Ciò può voler dire che quei dipinti non vennero in effetti mai ese-
guiti (per cui poteva non avere importanza precisare la destinazione degli ele-
menti esterni dello strumento), ma anche che i dipinti stessi semplicemente non
c'erano al momento del contratto: i monaci potevano aver già tolto le ante e
staccate le tavole dalla cantoria e averle altrimenti destinate o utilizzate.
Nel 1552 il monastero venne dunque alla decisione di erigere un nuovo or-
gano. Va detto che dal 1539 era in atto la ricostruzione della chiesa abbaziale o-
perata da Giulio Romano, terminata nella parte muraria già dal 1544 ma ancora
aperta ad interventi relativi all'arredo interno (la chiesa fu comunque consacrata
nel 154 7) ". Evidentemente la nuova struttura interna aveva reso liturgicamen-
te non funzionale l' ubicazione dell'" organo vecchio". In ragione di qUesto, in ~
fatti l'abate dovette l'anno prima 12 aver esaminato col Facchetti l'opportunità o
meno "de removendo organum ecclesiae [... ] de loco ad locum seu aliud novum
organum construendo et aedificando super choro ecclesiae". Alfine egli optò
per un 'utilizzazione appieno delle capacità del Facchetti (nonostante il monaste-
ro avesse speso tanto in quegli ultimi tredici anni!), che non fosse per la mera
traslazione - con eventuale restauro - dell' "organo vecchio"; e destinò l'u-
bicazione del nuovo strumento nel braccio destro del transetto 13

lO Ad esempio, nel contratto del Fac- Bellù, direttrice dell' Archivio di Stato di
chetti con l'abaziale di S. Eufemia di Bre- Mantova.
scia del 1537 si nota invece come il mo- 12 Con atto del 20 maggio 1551, che

nastero sia tenuto "darli tutto l'organo non mi è riuscito di reperire, ma che figu-
vechio [...] cum tutti li ornamenti, cum il ra riassunto nella stessa convenzione del
pozetto, la cassa, le ante ..."; mentre nel 1552.
contratto sempre del Facchetti con il 13 L'indicazione ci è data da una plani-
Duomo di Genova del 1552 i committen- metria della chiesa abbaziale,compilata,
ti "prometono darli le canne et tutto lor- insieme con una descrizione globale del
gano vecchio excepto la capsa". Per i rin- monastero, da d. Benedetto Fiandrini nel
vii bibliograficicfr. più avanti. 1790, mentre si trovava a riordinare l'ar-
11 Cfr. P.fu A, Giulio Romano e la chivio del monastero. Didascalia R, indi-
chiesa abbaziale di Polirone in "Studi su cante il braccio destro del transetto: "co-
Giulio Romano", Accademia Polironia- lonne che sostentano antiche orchestre,
na, S. Benedetto Po 1975, pp. 53-115. in una delle quali, vicino la sagrestia, era-
Allo stesso Paolo Piva devo peraltro utili vi l'organo vecchio". L'intera testimo-
ragguagli e scambi di opinione per quello nianza del Fiandrini è di prossima pubbli-
che qui riguarda la storia e le arti figurati- cazione su "Arte Lombarda' " a cura di
ve del monastero; ringrazio anche Ade1e Paolo Piva.
138 M.BOLZANI

Dopo l'intervento del Facchetti, il primo organo documentato sarà quello di


Giuseppe Bonatti del 1726 14. Ma prima di questo andrebbe forse collocato un
lavoro di Willem Hermans: ce ne dà indicazione Giuseppe Serassi, senza tutta-
via documentarla 15. D'altro canto, restaurando la campata sinistra del presbi-
terio sono recentemente apparse tracce sicure dell'installazione di un organo;
per altra via si è dimostrato che esse risalgono attorno al 16 78 (data ante s--
quem) 16. È quindi possibile che questa fosse l'ubicazione di un organo Her-
mans. E la data di costruzione potrebbe cadere tra gli anni 1660-1665: per que-
sto quinquennio infatti non si hanno notizie sull'attività dell'organaro fiammin-
go, che troviamo negli anni 1657-'60 alla Chiesa del Gesù di Genova e poi nel
1665 a Roma, presso il Collegio Germanico - dove resterà fino al 1668 17 -.
Dell'organo di Giuseppe Bonatti non è stato ancora rintracciato il contratto
e non sono note la disposizione fonica e le caratteristiche tecniche; era comun-
que posto sopra la porta maggiore, dov' è l'organo attuale; la cassa sembra esse- a
re stata decorata nel 1743 18. Lo strumento, riparato dai Montesanti tra il giu-
gno 1775 e il maggio 1776 19, fu restaurato nel primo decennio del '900 dal
veronese Giuseppe Grigolli 20; una descrizione del 1930 ci presenta un quadro

14 La conferma documentaria ci viene 17 TH. CuLLEY,Organari Fiamminghi


da una lettera del 15 dicembre 1726 in- a S. Apol!inare a Roma, TIin "L'Organo"
viata da Polirone, in cui un certo signor V (1967), pp. 211-224.
di Risenfeld, a nome di Bonatti, prende 18 Da una lettera di Umberto Falavi-

occasione di lamentare presso lo zio, se- gna, vicario di S. Benedetto Po, inviata a
gretario di stato, il mancato pagamento Renato Lunelli il l o Aprile 1943: "L' or-
dell'organo (Mantova, Archivio Gonza- gano ha conservata la sua antica e artisti-
ga, b. 2863,15 die. 1726). ca facciata costruita[ma è da intendere,
L'iscrizione Josephus [sic] Bonali 0- più verosimilmente, "decorata"] nel
pus Desentiani 1726, rilevata all'interno 1743' '. Ringrazio Clemente Lunelli per do.
dello strumento da Mons. Augusto Ber- avermene fornito la riproduzione. -'
tazzoni intorno al 1930, è oggi leggibile 19 "All'organaro Montessanti per a-
solo parzialmente; cfr. R. LUNELL!, I Bo- ver accordato, ed intonato tutto l'organo,
natti e l'organo barocco italiano in "Atti trasportati li mantici e rimesse tutte le
della Accademia Roveretana degli Agia- cattenazzature ... L. 1770" (Mantova,
ti" 203, Serie V, VoI. III (1954), pp. 77- Archivio di Stato, Archivio Demaniale ed
101, in particolare p. 87. Uniti, b. 50, fase. lO Giugno 1775 - tut-
15 G. SERASSI, Sugli Organi - Lettere, to maggio 1776, C. 41). s
Bergamo 1816, p. 33. Cfr. inoltre R. Lu- 20 La notizia è contenuta in una sche-

NELL!,Descrizione del! 'organo del Duo- da dell' "inventario generale degli organa-
mo di Como e l'attività italiana di Gu-
glielmo Hermans in "Collectanea Histo-
riae Musicae" TI (1956), in parto pp.
ri storico-artistici italiani", compilata il
l O maggio 1930 dal parroco di S. Bene-
detto Po Mons. Augusto BertazlOni, nel-
=
268-269: ritiene possibile una ricostru- la quale, tra l'altro, si afferma essere l'or-
zione di Hermans, stando al lasso di tem- gano di Bonatti quello su cui ha lavorato
po che intercorre tra l'intervento di Fac- il Grigolli (facendo però confusione, nel
chetti e quello di Bonatti. ritenere il lavoro del Bonatti una "ripara-
16 P. PIVA, Giulio Romano, cit., p. zione" dell' organo cinquecentesco).
75.
Documenti d'archivio 139

fonico evidentemente manomesso, sia pure con la conservazione della trasmis-


sione meccanica 21. Nel 1943 esso fu rifatto dalla ditta Tamburini di Crema entro
l'antica cassa, con riutilizzazione di numerose canne settecentesche.
Il documento sotto riportato consta di cinque parti distinte, cioè altrettanti
atti rogati in momenti diversi e successivamente dallo stesso notaio raccolti in-
sieme in un "cartolario", certo per maggiore comodità della cancelleria mona-
stica. Essi contengono rispettivamente il contratto vero e proprio, la nomina di
Vincenzo Parabosco a collaudatore, l'atto di collaudo dello stesso Parabosco, le
clausole di pagamento e infine l'atto liberatorio del Facchetti e in pari tempo la
nomina dell' organaro Giovanni Giacomo Calvi di Piacenza per la realizzazione
delle modifiche suggerite nell' atto di collaudo 22.
L'organo avrebbe dovuto essere, secondo la posteriore terminologia usuale,
di dodici piedi; l'espressione approssimati va di F acchetti "di piedi dieci in unde-
ci" va spiegata riferendola sia a una misura lunga di piede, sia a un corista sen-
sibilmente alto, com'era usuale nel XVI secolo 23, precisamente a quel tono ap-

21 Riporto testualmente la descrizione ti e l'organo di Merlin Cocaio in "Note


dello strumento, così com'è redatta nel d'Archivio" XIX (1942), pp. 136-
questionario dell' inventario sopra citato: 144; in seguito Parabosco avrà tipetuta
"a) Il I organo ha lO Reg.: Principale I occasione di raccomandare e vivamen-
da 8 (completo) Principale I! da 8 (c) otta- te elogiare il Facchetti, come a Cremo-
va 4 (c) Cornetta (dal mi della 3 ott.) flau- na nel 1542 ("credo non abbia pari al
to (c) Flautino 2 p (c) Violone Bassi (c) mondo per intonare un organo et farlo
Unda maris (dal do 2 ott.) Tromba (c) quel che sia possibile armonioso, special-
Contrabasso. Il I! organo 5 Reg.: Bordone mente in una giesa grande") e a Salò nel
8 p (c) flauto camino (dal mi 3 ot1.) Viola 1545; cfr. F. SACCHI, L'organo della Cat-
(dal Do 2 ott.) oboe (c) Voce umana (dal tedrale di Cremona in "Gazzetta Musica-
do 3 ott.). I manubri sono meccanici. Le le di Milano" LI! (1897), pp. 126-128,
unioni sono azionate da pedalini: Un. 204-207, 234-236, 252-253 ed E. Po-
ped. e tasti, Ripieno (12 file), Mezzo Rip., DA VINI, Cli organi di Salò e Valle Sabbia,
Mezzo Forte. b) I tasti sono 54 e vanno Bolzano 1973, pp. 5-6.
dal do al fa. Le tastiere sono due. I pedali 23 In quel periodo il corista tendeva ad
sono 27. c) I somieri sono due. Il funzio- abbassarsi sensibilmente rispetto a quello
namento è meccanico. Ha un mantice so- praticato precedentemente. L'organo di
lo. d) Le canne nella massima parte sono Facchetti doveva essere infatti un tono più
di stagno. e) Lo stato di conservazione è basso dello strumento preesistente; nel
relativo e c'è già un progetto di rifacimen- 1530 lo stesso F acchetti aveva abbassato
to generale" . d'un tono l'organo di S. Petronio di Bolo-
22 Sul Calvi non possediamo al mo- gna (Lorenzo da Prato, 1475). È inoltre
mento alcun'altra notizia. Quanto al Pa- sintomatico che sia G. Giacomo Ante-
rabosco, che era allora titolare dell' organo gnati per il Duomo di Brescia nel 1536,
Antegnati del Duomo di Brescia, non era sia Facchetti l'anno dopo per S. Eufemia
la prima volta che si trovava a collaudare della stessa città s'impegnassero a costrui-
un organo di Facchetti, poichè già nel re ed accordare i loro strumenti un semi-
1539 aveva espletato tale mansione a tono più basso dell'organo di S. Faustino
S. Eufemia in Brescia; cfr. P. GUERRl- Maggiore di Brescia. Cfr. P. GUERRINI,
NI, L 'organaro bresciano C.E. Facchet- op. cito e La Bottega organaria degli Ante-
140 M.BOLZANI

propriato al coro, cui fa esplicita allusione l'aggettivo chorista figurante nel con-
tratto. Lo strumento doveva constatare di nove registri:
Principale
Ottava
Quintadecima
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta
Vigesimanona
Flauto in VIII
Flauto in XII

L'intero Principale era previsto di stagno, gli altri registri tutti di piombo.
La tastiera era prevista di cinquanta tasti, quindi da Fa_I a La4senza Fa:ll:-l'
501:11: -1 e Sol :11:4.

I venti tasti del pedale dovevano abbracciare l'ambito Fa-l -Re2 (senza i primi
due "cromatici", analogamente alla tastiera).
Il somiere, di legno di noce con fondo (della secreta) d'abete, doveva essere
a vento e costruito in modo da esser ispeziona bile in ogni momento senza dover
scollare alcuna parte; evidentemente la chiusura inferiore dei canali nella parte
retrostante la secreta doveva essere assicurata mediante listelli di legno guarniti
di pelle inseri bili a secco 24.
La catenacciatura era prevista in ferro 25, verosimilmente applicata alla pare-
te interna della tavola ("di dietrovia") e racchiusa a mo' di cassetta.

gnati in "Bollettino del Consiglio e Uffi- teressante testimonianza d'un' innovazio-


cio Provinciale dell'Economia di Brescia" ne tecnica rispetto alle più ingombranti
X (1930), pp. 264-267, 289-294, in par- catenacciature di legno praticate prece-
ticolare p. 289 (n.d.f.). dentemente in Italia e sopravvissute nel-
24Si tratta d'una clausola analoga a l'organaria transalpina; del tipo primitivo
quella figurante nel contratto per il citato si conservano tracce nel citato organo di
organo di G.G. Antegnati nel Duomo S. Petronio di Bologna (1475); lo stesso
bresciano; "somero a vento [...] ch'e! se Facchetti, del resto, all'inizio della sua at-
possa aprire et serare in uno istante per o- tività, seguiva ancora l'antica maniera,
gni caso che a la zornata occoresse". Te- com'è attestato dal contratto per l'organo
stimonianze superstiti di somieri a vento di S. Pietro di Modena (1519): "li tasti
siffatti appartengono all' area della scuola siano cinquanta cum li cadenazi e li liga-
organaria parmense: Carpi, S. Bernardino mi [= tiranti] de legname"; cfr. O. MI-
(Ottavio e Antonio Tortona di Soragna, SCHIATI, Documenti d'Archivio - Il con-
1670); Parma, organi Poncini nelle chie- tratto del 1519 per l'organo di C.E. Fac-
se di Ognissanti (1747) e S. Cristina chetti a S. Pietro di Modena, in "L'Orga-
(1764); Pieve Dugliara (Piacenza), orga- no" II (1961), pp. 211-215. Significativa
no anonimo del sec. XVIII (n.d.f.). è pure la clausola ne! citato contratto per
25Il fatto che in questo, come in altri l'organo del Duomo di Brescia: "l'asso
contratti di quei decenni, si specifichi che cum li cadenazi de ferro e non di legno"
la catenacciatura deve essere di ferro è in- (n.d.f.).
Documenti d'archivio 141

L'alimentazione doveva essere garantita da quattro grandi mantici rivestiti


con pelle di vacchetta.
L'accordatura doveva essere effetuata "in tondo" quanto più possibile.
Durante l'esecuzione dei lavori Facchetti, in aggiunta a quanto convenuto
nel contratto, dotò lo strumento di venti canne di piombo sonanti all'unisono
del Principale, per un' estensione coincidente con quella del pedale; esse erano
collocate posteriormente su un portavento alimentato dal somiere maestro me-
diante condotti (i "condutti pizzoli" del collaudo di Parabosco) di numero u-
guale alle canne. Parabosco rilevò che ciò provocava' 'mancamento grande di
vento" al somiere e propose di collocarle su un nuovo somiere indipendente
con propria catenacciatura collegata al pedale, si da poter essere impiegate quale
registro di pedale autonomo.
La fisionomia di questo strumento si in scrive in quel tipo d'organo che pro-
prio in quegli anni veniva fissandosi, per essere poi codificato nei trattati di Co-
stanzo Antegnati e di Antonio Barcotto 26. Anche l'elemento apparentemente
più singolare, le venti canne di basseria, trova riscontro nell'organaria contem-
poranea. L'organo del Duomo di Brescia (Giovanni Giacomo Antegnati,
1536), che Facchetti esplicitamente cita e tiene evidentemente a modello, pos-
sedeva un secondo Principale, le cui prime venti canne fungevano da "Contra-
bassi" per il pedale; un caso analogo, se pur posteriore, è offerto dagli stessi
Antegnati nell'organo di S. Marco di Milano (1604) 27; quanto all'ambito di
venti note al pedale per un organo di dodici piedi, lo stesso Facchetti l'aveva già
praticato nell' organo della chiesa benedettina di S. Eufemia a Brescia nel
1537 28.

MARCOBOLZANI

26 C. ANTEGNATI,L'Arte organica, 27 Entrambi gli strumenti antegnatia-

Brescia 1608, Tebaldino (edizione in fac- ni sono descritti nel!' Arte Organica; cfr.
simile Bologna, 1971, Forni); R. LUNEL- inoltre O. MISCHIATI,L'organo della
LI, Un trattatello di A. Barcotto colma le chiesa di S. Marco a Milano, Milano
lacune dell'Arte organica in "Col!ectanea 1975.
Historiae Musicae" I (1953), pp. 135- 28 Cfr. P. GUERRINI, L 'organaro bre-
155. sciano C.B. Pacchetti cito
142 M.BOLZANI

[I]

Conventio construendi horganum novum super choro ecclesiae S. ti Bene-


dicti facta cum magistro Baptista Fachetto organorum compositore. c
In Christi nomine ameno Anno domini a nativitate eiusdem millesimo quin-
gentesimo quinquagesimo secundo, indictione decima, die vero ventesimo quar-
to mensis martii, tempore serenissimi principis et domini domini Caroli, divina
favente clementia Romanorum Imperatoris et semper augusti. In camera facto-
riae Monasterii S. Benedicti etc.; presentibus domino Maroardo, horganista
praedicti monasterii, filio quondam domini Jo. Bartholomei de Maroardis, habi- c
tatore in villa S. Benedicti teste, qui iuravit etc., ser Francisco filio quondam
Angeli Brazzabeni, habitatore in villa supradicta, et ser Petro Johanne filio
quondam Bartholomei Ferraroli, habitatore in villa Gurgi de S. Benedicto prae-
dicto, omnibus sub ducatu Mantuae, Mantuae testibus ete..
Quum alias monasterium S. Benedicti de Padolirone, mantuanae diocesis,
convenerit se cum magistro Jo. Baptista infrascripto de removendo organum ec-
clesiae S. Benedicti praedicti de loco ad locum seu aliud novum organum con-
struendo et aedificando super choro ecclesiae praedictae, illudque omni diligenti a
et stabilitate pro posse suo, usque ad cultus finem decorando ad complemen-
tumque demandando certis pactis, modis et condictionibus/ac conventionibus,
quibus et prout patet per publicum documentum rogatum per me nota rum infra-
scriptum sub die mercurii vigesimo mensis maii proximi decursi anni 1551, ad
quod ete.. Quodque infrascriptus R.dus p. Abbas ad aliam conventionem devene-
rit cum dicto infrascripto magistro Jo. Baptista: de conficiendo organum prae-
dictum de novo, hinc et quod voluerunt partes de huiusmodi infrascripta con-
ventione apparere per hanc presentem publici documenti paginam, modis, pac-
tis, capitulis et conventionibus infrascriptis videlicet.
Che magistro Zoo Baptista filius quondam domini Bartholomei de Fachetti
bressano, habitatore in Mantua della contrata della Rovere, magistro da organi,
per se et suoi heredi sia obligato et così promette al sudetto R.doP. Abbate don
Lorenzo da Mantova, benemerito abbate del detto convento et monasterio de S.
Benedicto, presente et accettante per se et suoi successori et a nome del ditto
suo monasterio, videlicet di fare un organo al predicto monastero o giesa di S.
Benedicto ut supra: di piedi diece in undeci, qual organo sarà chorista et haverà
nove registri in questo modo, ut infra.
Documenti d'archivio 143

Lo primo registro va fatto tutto de stagno buono, et saran posti in facciata


del organo tutte le canne gli puotrano stare; il secondo registro saran l'ottave;
il terzo la quinta decima; il quarto la decima nona; il quinto registro sarà vige-
sima secunda; il sesto sarà vigesima sexta; il settimo sarà vigesima nona; l' ot-
tavo saranno gli flauti in ottava; il nono saranno flauti in duodecima.
E tutti gli otto registri, eccettuando il primo che va fatto de stagno, sarano
de piombo et facendo ditta organo così se obliga farlo di tasti cinquanta; la cha-
denazzadura di dietro via serrata a modo d'una casetta, com' è quella del organo
del Domo di Bressa; con il pedale de tasti vinti con gli semitoni computati; la
testa tura registrata; il somero sarà a vento, che si puossa aprire et serare ad o-
gni soa requisitione senza colla alcuna; et l'accordatura tonda più che si puossa.
Questo si è quanto ha da fare il detto maestro Battista, non mancando punto in
ciò et cum patto che detto maestro Jo. Battista faccia et habbi a fare lo detto or-
gano a spese sue, cioè della robba sua et piombo; e nota che a ditta organo van-
no mantici numero quatro grandi coperti di corame di vacchetta; il somero pre-
detto sarà fatto prout supra de assi di noce, eccetto il fundo qual va d'albero.
Tutti gli cadenazzoli che fanno giuocare la testatura vanno fatti de ferro; obli-
gandosi esso maestro Gio. Battista far ditta organo de uno tono più basso che
non è il vecchio; promettendo fare che detto organo sarà stabilito et posto al
luoco suo talmente che si puotrà sonare nel giorno ultimo del mese d'agosto
prossimo a venire del presente anno 1552.
Qual organo esso maestro ha da dare in detto tempo finito, compito et stabi-
lito de tutte le sopracitate cose et de ogni altra cosa necessaria alla perfettione de
un simile instrumento aver organo, a giudicio de un buono perito in simile arte
da essere eletto dal rev. P. Abbate per farlo giudicare; et questo giudicio se ha
da fare et spedire per tutto settembre del ditta anno presente 1552, doppo il sta-
bilimento de detto organo; e sopra ciò lo monastero s' obliga, così promette esso
rev. P. Abbate, far fare et ponere in apra el pontile dove ha da poggiare susa
l'organo nuovo praedetto et la cassa de detto organo, accomodati secundo il bi-
sogno del ditta organo a tutte spese del monasterio; et il preditto R.da P. Abba-
te, in nome del monasterio ut supra, promette al ditta maestro dargli tutto lo li-
gname per fare il somero e mantici serrati. Puossi esso maestro Jo. Battista a
r. suo piacere disfare l'organo vecchio et servirse per lui a suo beneplacito con
questa condictione, chel non habba pone re alcuna canna de detto organo vec-
chio nel nuovo predetto, se non fussero regittate. E fra tanto che lui maestro la-
vorarà in monasterio circa ditta organo nuovo, el monastero sii obligato fare le
spese del vivere a lui et a suoi garzoni lavoratori; et ogni fiata chel ditta maestro
voglia andar a Mantua per bisogno de ditta organo nuovo, el monastero gli darà
una cavalcatura, promettendo ditta P. Abbate reverendo conservar ditta mae-
stro da ogni datio gli occorresse per causa de condutte delle robbe et cose neces-
sarie et opportune al ditta organo, sul mantuano solamente.
Et per mercede del detto organo aver precio, seu per mercede di detto mae-
stro Gio. Battista in fare et finire ditta nuovo organo, il detto R.dap. Abbate per
se et suoi successori et a nome di esso suo monastero promette dare et pagare a
lui o suoi heredi schuti ducento quaranta, videlicet 240 d'oro, in oro da once 5
144 M.BOLZANI

e pesi 8 l'uno mantuani; del qual mercede aut pretio esso maestro Gio. Battista
per se ete., ad instantia del ditto rev. P. Abbate presente et accettante per se etc.
et a nome del convento et monastero suo / preditto, dice, confessa et declara
ha vere già havuto et receputo alli XX de mazzo prossimo passato del anno de-
corso 1551 scudi 40 d'oro ut supra, in tanto oro a buon conto et per ara et par-
te de pagamento del pretio aut mercede sua predetta; come di tal sborsamenti di
denari consta per un altro instrumento sopra ciò celebrato et per me notaro ro-
gato sotto il detto giorno XX mazzo 1551, a qual si può havere ricorso. Il re-
stante de ditto pretio o mercede, qual è di scudi 200 d'oro ut supra, esso R.doP.
Abbate pagarà o farà pagare in questo modo, cioè: doppo finito che sarà ditto
organo et posto in opra scudi 50; et deinde, sin alla summa del tutto, esso R.do
P. Abbate gli pagarà scudi 50 ogn'anno successivamente, sempre alla fin del
mese d'agosto, videlicet delli anni 1553, 1554, 1555, perché così son stati
concordi insieme tra loro predetti.
Renuntians ipse magister Jo. Baptista exceptioni non factae suprascriptae
confessionis ac non habitorum et receptorum suprascriptorum schutorum qua-
draginta auri alias et annui stipendii praesentis instrumenti ut supra, speique fu-
turae habitis et receptis eorum ac exceptione doli, mali, ete.. Renuntiantes pari-
ter dictae ambae partes et ita renuntiaverunt exceptioni non factae praesentis
huius instrumenti conventionis et concordii circa organum novum praedictum,
modo et forma quibus supra ac exceptione doli, mali, vi, ete. Caeterique omni
earum partium iuri, legum, privilegiorum, statutorum vel decretorum, quorum-
cumque auxilio quibus unquam possent opponi quoquomodo praesenti instru-
mento aut in aliquo sese deffendere vel tueri, cassantes quoque revocantes et
annullantes partes ipsae omne instrumentum omnemque scripturam, tam publi-
cam quam privatam, maxime instrumentum alterius conventionis antea factae
circa praemissa per me notarum rogatum, de quo supra fit mentio in quo, qua
vel quibus et seu in omni et quacumque parte, in qua una pars alteri et ei con-
tra apparet, appareret aut quovis modo apparere posset debitis et obligatis ratio-
nibus et causis praenarratis et seu ex causa conventionis dicti organi novi con-
struendi pro ut supra etc., liberantesque se semetipsas per aquilianam stipulatio-
nem, praecedentes et acceptantes legittime interpositam subsequentem. Quam
autem conventionem, promissionem et obligationem, confessionem, declaratio-
nem et renuntias seu quod quidem omnia alia et singula in praesenti instrumen-
to contenta, dictus magister Jo. Battista per se et heredes suos ex una, nec non
dictus' R.dusP. D. Laurentius Abbas per se et successores suos ac nomine et vi-
ce ipsius eius conventus et Monasterii·S.u Benedicti ex alia promiserunt et pro-
mittunt sibi ipsis, scilicet unus alteri et alter alteri ad invicem etc., omnibus
praemissis solemnibus stipulantibus hinc inde intervenientibus etc., sese perpe-
tuo et omni tempore firmam seu firmas, ac firma, rata et grata habere etc. et
non contrafacere ete., sub paena dupli ete., qua paena ete., cum reffectione
damnorum ete., sub obligatione bonorum etc., praedicti magistri Jo. Baptistae
ac introituum monasterii cum clausula iuramenti ete., certificati ete.

A.R. Ego Antonius filius domini Jo. Petri de Reno[v]ardis, civis Mantue,
Documenti d'archivio 145

publicus imperiali auctoritate notarius, omnibus suprascriptis praesens fui eaque


rogatus publice scribere scripsi ac me in praemissorum robur solita cum attesta-
tione subscripsi.

[Il]
Electio domini Vicentii Paraboschi ad iudicandum horganum novum.
In Christi nomine ameno Anno domini a nativitate eiusdem millesimo quin-
gentesirno quinquagesimo secundo, indictione decima, tempore serenissimi
principis et domini domini Caroli, divina favente clementi a Romanorum Impe-
ratoris et semper augusti. In mei notarii publici testiumque infrascriptorum ad
haec vocatorum et rogatorum praesentia personal iter constitutus R.dusin Chri-
sto P. D. Laurentius de Mantua, abbas benemeritus conventus et monasterii S.
Benedicti ete. ac totius congregationis cassinensis ete. praesidens dignissimus,
asserens huc se dux/isse dominum Vincentium Paraboschum placentinum, or-
ganistam eximium de praesenti ad domum civitatis Brixiae, de consensu et
scienti a magistri Jo. Baptistae Fachetti, brixiensis compositoris horganorum,
habitatoris civitatis Mantuae de contrata Ruperis, nec non vigore instrumenti
concordii circa organum novum nunc compositum ab eodem magistro Baptista,
per me rogati sub anno ete., ad quod ete., elegisse pro parte sua, prout ipsum i-
bi praesentem et consentientem ex nunc elegit et deputavit ad iudicandum orga-
num huiusmodi et iudicium suum proferendum super organo praedicto ac a-
nexis, connexis et dependentibus ab eo, in omnibus et per omnia prout oppor-
tuerit; et ipse Paraboschus expediens esse iudicaverit ipsumque iudicium suum
laudum et approbationem in scriptis notificandum publice, exprimendum et re-
ferendum bene et diligenter supra pectus suum etc .. Quam electionem, dictus
R.dusP. praesidens per se ete. promisit mihi notaro stipulanti ete. se firmam ha-
bere ete. et non contradicere ete., sub obligatione introituum monasterii etc ..
Acum extitit in monasterio S. Benedicti, in camera residentiae praedicti R. di P.
Abbatis, in infirmaria etc., sub die mercurii quarto decimo mensis decembris
anni praesentis 1552; praesentibus ser Maroardo organista, filio quondam do-
mini Jo. Bartholomei de Maroardis et ser Francisco filius quondam Angeli de
Brazzabenis, ambobus in Sancto Benedicto testibus rogatis.
Eo die, hora et contestium praesentia, paulo post praedicam, magister Jo.
Baptista filius quondam ser Bartholomei de Fachettis de Brixia, habitator Man-
tuae, antedictus compositor organorum omni meliori modo ete., quibus ete., si-
militer eligit pro parte sua et deputavit suprascriptum dominum Vincentium
Paraboscum, organistam excellentissimum, praesentem et consentientem ad fa-
ciendum iudicium suum super organo de quo supra; illudque et ab eo connexa
et dependentia iudicandum, videndum super eius conscientia et diligenter exa-
minandum et considerandum si quod fuerit bene compositum et confectum a
praedicto magistro Baptista, prout promisit ac se obligavit ad laudem boni viri
et periti in similibus et ut ex instrumento per me rogato sub anno etc., ad quod
ete., ipsumque iudicium suum seu laudurn et terminationem etc., in scriptis
proferentis ete., in omnibus et per omnia prout ipse Paraboscus expediens esse
146 M.BOLZANI

iudicaverit circa organum praedictum etc. et prasentem electionem etc., promi-


sit idem magister Baptista mihi notaro stipulanti etc. firmam ha bere etc. et non
contradicere etc., sub obligatione bonorum etc. Actum in camera dimidiae sca-
lae foresteriae laicorum, in monasterio praedicto etc., praesentibus testibus an-
tedictis.

A.R. Ego Antonius filius egregii viri domini Jo. Petri de Renovardis, ClVlS
Mantuae, publicus imperiali auctoritate notarius, suprascriptis omnibus et sin-
gulis dum sic agerentur praesens fui et ea omnia publice rogatus scribere scripsi
ac me in praemissorum robur solita cum attestatione subscripsi.

[IIIJ

Approbatio horgani novi nunc compositi.


In Christi nomine ameno Anno domini a nativitate eiusdem millesimo quin-
gentesimo quinquagesimo secundo, indictione decima, die vero mercuri i quarto
decimo mensis decembris, tempore serenissimi principis et domini domini Caro-
li, divina favente clementia Romanorum Imperatoris et semper augusti. In mo-
nasterio Sancti Benedicti etc., astante in camera sub titulo P. Abbatis posita in
infrimaria eiusdem monasterii etc.; praesentibus magistro Federico filio magi-
stri Pauli Tampeloni cyrurgico et magistro Marovardo filio quondam domini Jo.
Bartholomei de Maroardis organista, ambobus habitantes in S.to Benedicto, te-
stibus etc.
Ibique dominus Vincentius filius quondam domini Antonii de Paraboschis
placentinus, ad praesens organista de Domo de Brixia seu civitatis Brixiae, e-
lectus pro parte et ad instantiam tam R.di p. domini Laurentii de Mantua, abba-
tis monasterii S.ti Benedicti et praesidentis dignissimi congregationis cassinensis
etc., nomine dicti sui monasterii etc., quam magistri Jo. Baptistae de Fachettis
de Brixia, organistae compositoris excellentissimi habitatoris Mantuae de contra-
ta Ruperis, videlicet ad faciendum probationem ac approbandum et iudicandum
organum novum, de praesenti factum et compositum per eundem magistrum
Jo. Baptistam ad ecclesiam sY Benedicti praedicti; et super organo praedicto
prout opportuerit sententiandum et terminandum iuxta conscientiam suam etc.,
ut de electione praedicta constat publico documento rogato per me notarium,
instrumento/sub praesenti die paulo ante stipulationem prasentis instrumenti ad
quod etc.
Omni meliori modo, via, iure etc., quibus etc., ad petitionem et instantiam
suprascriptorum dominorum abbatis seu praesidentis et Jo. Baptistae dixit et de-
claravit se noviter bene vidisse et diligenter considerasse ac examinasse orga-
num novum praedictum, ac anexa, connexa et ab eo dependentia in omnibus et
per omnia prout expediens fuit illudque et ea laudavit, approbavit et iudicavit ita
et taliter, seu modo et forma prout ex rescripto suo tenoris et effectus in calce
praesentis instrumenti registrandi mihi notaro exhibito per eundem dominum
Vincentium et praesentato. Quam autem approbationem, laudum et terminatio-
nem seu iudicium desuper sic factum et ut infra dictus dominus Vincentius Pa-
Documenti d'archivio 147

ll- raboscus per se ete. promisit mihi notaro stipulanti, tam nomine dicti R.di p.
Jn Abbatis et monasterii quam magistri Baptistae de Fachettis antedicti vel aliorum
:a- ete., quorum interest etc., firmam seu firmum et ratum habere etc. et non con-
n- trafacere ete., sub obligatione bonorum ete.
Tenor respecti approbationis de quo supra:
In nome del nostro Signor Iddio e del Padre santo Benedetto io Vincentio
ilS
Paraboscho piacentino al presente organista del Domo di Bressa dimandato e
lll-
condutto dal R.do p. presidente Abbate di S.to Benedetto, de consenti mento an-
Dsi
chora del predetto maestro Battista infrascritto, a dovere giudicare l'organo
composto per l'eccellente maestro Battista di Fachetti bressano, compositore de
ditt' organo: dico et giudico supra pectum meum che l'organo si ritrova buono
et ben fatto, videlicet le Principale, l'Ottave, Quinta decima, Decima nona, Vi-
gesima seconda, Vigesima nona, Flauti grossi in ottava e Flauti pizzoli in XII".
I! somero similmente ben lavorato et ben fatto gli mantici, la cadenazadura, la ta-
m- statura, il pedale: che tutti insieme sono ben fatti e ben lavorati al proposito de
rto ditto organo. Dico similmente che quella adiunta delle XX canne di piombo di
ro- drieto, unissen con le principale, sono belle e buone e di bella sonorità: questo
lO- è quanto io Vincentio soprascritto voglio dire circa la collaudatione.
in Circa a quello gli manca, per il mio giudicio dico essere bisogno di fargli uno
gl- somero di nuovo a quelle XX canne principali de piombo, sopradette con la sua
Jo. cadenazzadura e con gli condutti pizzoli che si cavano fuori del condutto mae-
te- stro e non dal somero grande; ita che detto registro delle XX principale sia
commodato talmente che si puos sa sonare ad ogni requisitione de chi el sonarà
his con il pedal solo e non con le mani; chel si puossi commodare di sonare con
e- tutti gli registri sopradetti, a un peruno e tutti insieme. Item, per essere manca-
ba- mento grande al somero grande de vento, dico chel sia revisto e stoppato tutti
lSlS quelli busi che se gli ritrovino per accommodare il detto registro delle XX can-
ttis ne, come si dice di sopra. E per tanto, a volere accommodare somero grande et
:ra- somero picciolo, dico e giudico che si slarga il condutto maestro tutto onze dua
!lm per ogni banda, cioè per grossezza e per larghezza: e questo si è quanto ch' io
um sento a tal giudicio; e circa al prefato mancamento dico chel predetto maestro
cto Battista sia obligato ad ogni requisitione del predetto R.dop. Abbate et presiden-
CC.,
te o di suoi successori. Ma la spesa che va a largare il condutto predetto soa p.
ID, reverenda sia obligata dargli quello ge mancherà. In camera del soprascritto p.
ad Abbate R.doet presidente. In S.te Benedicto, adi mercori XlIII Decembris 1552;
praesente magistro Federico Tampelono et magistro Maroardo organista de Ma-
am roardi, habitantibus in S. Benedicto, testibus ete.
de- lo Vincentio Paraboscho piacentino al presente organista del Domo di Bres-
'ga- sa, confermo quanto di sopra si contiene nel mio giudi:::ato et in fede del vero mi
5 et son sottoscritto de mia man propria, adi XlIII di decembrè 1552. /
ita
ùce
A.R. Ego Antonius filius egregii viri domini Jo. Petri de Reno[v]ardis, civis
um Mantuae, publicus imperiali authoritate notarius, omnibus et sing~lis supra-
tio- scriptis praesens fui, ea quoque publice rogatus scribere scripsi ac me in prae-
Pa- missorum robur manu propria cum solita attestatione subscripsi. /
148 M.BOLZANI

[IV]
Creditum magistri Baptistae Facheti contra monasterium S.ti Benedicti ac ratio-
nis calculum circa novum horganum nunc per eum compositum.
Sia manifesto a chi legera la presente scritta come il venerabile in Christo P.
D. Egidio da Verona, monacho et decano et computista del convento et mona-
stero di S.1OBenedetto di Padolyrone diocesis Mantuae, in nome del molto R.do
in Christo P. D. Laurentio da Mantua Abbate benemerito di esso monastero e
presidente dignissimo de la Congregatione cassinense etc., in nome parimente
di esso suo monastero ha saldato et fatto un saldo raggion insieme con maestro
Gio. Battista filio quondam de ser Bartholomeo di Fachetti bressano, maestro da
organi, et con ser Jo. Maria suo figliuol, habitante in Mantua della contrata del-
la Rovere, presente, consenti ente et saldante anchora lui et detto figliuolo col
ditto R.do Padre si come mandato in sua absentia dal detto R.to P. presidente co-
me computista del monastero ut supra, videlicet d'ogni soa mercede in havere
fatto 1'organo della chiesa de ditto monastero di S.1OBenedetto per la summa
delli schuti ducento quaranta d'oro, secondo la conventione soa fatta com'appa-
re per instrumento rogato per me Antonio infrascritto, et per gli schuti trenta-
cinque d'oro dell' accordo doppo fatto per una giunta a ditto organo de canne
XX delle maggiori in unisono delle principale, di piombo, con gli mantici,
computate ogn' altre cose pertinenti per far sonare tal organo, computando an-
chora piombo aut stagno et ogn'altra cosa compra et spesa per lui, del suo, per
fare esso organo, etiam che non fusse specificato nel presente scritto aut saldo
parimente ogn' altri suoi mercedi, quale detto maestro Battista o figliuol suo
puotesse allegare d'havere fatto, per causa de ditt'organo o per altra causa, al
detto monastero sin al dì d'hoggi.
Defalcando tutti gli dinari e robbe per esso maestro Battista havute et rece-
pute dal monastero o R,di Padri di esso, a questo conto, in tutto e per tutto, per
calculo e saldo raggion fatto tra esso Ven. Padre et loro de Fachetti, esso mae-
stro Gio. Battista Fachetto resta havere dal detto monastero schuti cento diece,
soldi cinquanta sette, pizzoli cinque mantuani, a once 5 e pesi 8 de pizzoli man-
tuani per schuto. Quali schuti 110, once 2, soldi 17, pizzoli 5, debiti come di
sopra per lo monastero, se gli pagarano per gli agenti di esso monastero, come
così promette ditto Ven. Padre, in questo modo e forma, videlicet schuti quin-
deci d'oro, di presente a nome suo a maestro Vincentio Paraboscho, per la rata
soa presente et per accordo fatto per esso maestro Gio. Battista et figliuolo col
detto maestro Vincentio del giudicato suo del organo preditto, et schuti vintiu-
no, soldi 91, pizwli 2 a maestro Giovanni Jacomo de Calvi, suo compagno et al
presente come di sopra a nome suo, perché così commetteno et se contentan
detti Gio, Battista et figliuolo de Fachetti: che sono in summa schudi trentasei,
once 4, soldi 11, pizzoli 2; altri schuti trenta sei, once 4, soldi 11, pizzoli 2 se
gli pagarà alla fine del mese d'avosto dell'anno 1554, et altri scuti 36, once 4,
soldi 11, pizzoli 2 parimente alla fine d'avosto dell'anno 1555, in tanti dinari e
non in altra cosa, senza exceptione alcuna etc. Quali dinari per la summa del
tutto, che sono per gli ditti schuti cento diece, pesi 57, pizzoli, 5, receputi che
lBOLZANl Documenti d'archivio 149

ditto maestro Gio. Battista haverà, o suoi heredi, dal detto monastero integra-
c ratio- mente, essi maestro Gio. Battista e figliuolo ex nunc, prout ex tu ne et e contra
etc., facere nunc fine generale et remission o quitantia al ditto monastero, o
Ven. P. D. Egidio di Verona computista, come di sopra accettante de ciò che
'sto P. detti maestri Fachetti o suoi heredi puotessero havere et dimandare al ditto mo-
mona- nastero et monachi di esso: si per conto della mercede et fattura de ditto orga-
lto R.do no, come per ogn'altra merce e robbe per essi datt'al monastero, computate la
tero e saldatura delle canne et ogn' altre cose datte et fatte a ditto monastero sin al dì
ente d'hoggi, etc.
maestro Cassando et anulland' ogni scritture così publiche come private in le qual u-
estro da na parte a l'altra et e contra apparesse o puotesse apparere debitore et obligato,
ara del- si per causa de ditt' organo fatto come di sopra come per altra causa et occasio-
uolo col ne, massime l'instromenti rogati per me in le parte solamente, in quale una
llente co- parte a l'altra et e converso apparere debbitore et obligato etc. Notando come lo
havere monastero cede et renuntia al ditto maestro Gio. Battista l'organo vechio, se-
summa condo la convention fatta come nel instromento dell' accordo in fare ditto orga-
m appa- no novo, per me rogato etc., Renuntiando loro predetti all'exceptione de non
trenta- puotere alegare di non haver fatto tra esse il presente calculo, saldo, accordio et
de canne compositione, in modo e forma come di sopra et ad ogn 'altra exceptione di dolo
mantici, aut fraude et errore di calculo etc., leggi et statuti etc., per quali lor parti puo-
do an- tessero contravenire al presente scritto di saldo etc., qual saldo, e cose tutte nar-
suo, per rate nel presente scritto il ven. P. D. Egidio, in nome come di sopra per una
ut saldo parte, et il detto maestro Battista et figliuolo de Fachetti per se e suoi heredi per
iuol suo l'altra parte, videlicet una parte all'altra et l'altra all'altra hanno promesso et
tausa, al prometteno perpetuamente osservare et attendere e/non contradire, né contra-
fare in alcun modo, raggion o causa etc., sotto pena del doppio de ditti denarii
~et rece- etc. et obligatione delle entrade del monastero predetto et de beni mobili et im-
urto, per mobili de detti de Fachetti presenti et future. Et questo fu in la camera di mezza
o mae- schala della foresteria, intittulata S. Alexio, nel ditto monastero, alli zobbia XV
ItO diece, de decembre 1552; presenti Zoo Pedrazzo del quondam Jacobo, Bartholomeo
wli man- del quondam Symion vesentino et maestro Benedetto figliuol de maestro Phelip-
come di po Zaccho, tutti habitanti de S. Benedetto. et in fede del vero io Antonio Re-
fO, come noardo, fattore di sto Benedetto, ho scritto di volontà delle parti et mi son sotto
uti quin- scritto insieme con loro predetti, a dì ut supra.
er la rata lo D. Egidio decano del monastero di S.toBenedetto, a nome de detto mona-
iuolo col stero prometto conservare ut supra. lo Gio. Battista Fachetto affirmo ut supra.
ti vintiu- lo Gio. Maria figliol affirmo ut supra. lo Zoo Pedrazzo testimonio affirmo ut su-
(gIlo et al pra. lo Benedetto Zacheo testimonio affirmo. lo Barthulomeo vesentino testimo-
ontentan nio affirmo ut supra. Idem Antonius Renoardus notarius et prothofactor mona-
rentasei, sterii manu propria scripsi ac me subscripsi. Et io D. Laurentio de Mantua abba-
LZoli2 se te et presidente supranominato confirmo et approbo quanto è scritto nel presen-
, once 4, te scritto et me ho sottoscritto de mia man propria, a dì e millesimo soprascritti.
i dinari e
mma del A.R. Ego Antonius filius egregi viri domini Jo! Petri de Reno[ vJardis, civis
~puti che Mantuae, publicus imperiali authoritate notarius, omnibus et singulis super ex-
150 M.BOLZANI

pressis interfui, ea quoque publice rogatus scribere scripsi meque in praemisso-


rum robur solita cum attestatione subscripsi.

[V]
Liberatio magistri Baptistae de Fachetis a monasterio etc.
concordiumque magistri Jo. Jacobi de Placentia.
In Christi nomine ameno Anno domini a nativitate eiusdem millesimo quin-
gentesimo quinquagesimo secundo indicatione decima, die iovis quinto decimo
mensis decembris, tempore serenissimi principis domini domini Caroli Impera-
toris etc. In camera residentiae R.di P. Abbatis infrascripti, in infirmaria mona-
sterii s.ù Benedicti de Padolyronae; praesentibus domino Aluysio filio quon-
dam domini Jaeobi del portu presbytero mutinense, parochiano ad Sanctum
Florianum, teste qui tacto pectore etc iuravit etc., excellente domino Vincenti o
filio quondam domini Antonii de Paraboschis organista ad Domum Brixiae, do-
mino Maroardo filio quondam Ioannis Bartholomei de Maroardis organista, et
magistro Bernardino filio quondam Jo. Francisci Bolze faberferrario, ambobus
in S.toBenedicto praedicto, omnibus testibus etc.
Cum sit quod magister Jo. Baptista quondam domini Bartholomei de Fac-
chettis, brixiensis eompositor organorum, ad praesens habitator Mantuae de
contrata Ruperis, composuerit et fecerit organum novum Ecclesiae S.ti Bene-
dicti etc., quo iudicato sit quod nonnulla defecerint opportuna ad perfectio-
nem dicti organi, secundum iudicium prolatum per dominum Vincentium Pa-
roboscum placentinum organistam excellentem, ad praesens in civitate Brixiae
habitatorem et organistam ad Domum eiusdem civitatis, deputatum ad quae
quidem sic deficientia ex eius deffectu, obligatus fuerit idem Jo. Baptista ut in
dicto iudicato, volens tamen R.dusin Christo P. D. Laurentius de Mantua, Ab-
bas dicti monasterii ac Praesidens congregationis cassinensis etc., rationibus et
causis animum suum moventibus, liberare a praedicta obligatione praefatum ma-
gistrum Baptistam; nec non ab omnibus et singulis deficientibus ex eius negli-
gentia organo praemisso prout supra, asserens maxime magister Jo. Jacobus fi-
lius quondam Raphaeli de Calvis placentinus, eolega dicti magistri Jo. Bapti-
stae, se velle submittere, subponere ac subrogare et obligare loeo dicti magistri
Johannis Baptistae ad eomplendum opus praedictum, prout expedierit idcireo i-
dem R.du P. Abbas et praesidens, per se etc., omni meliori modo etc., quibus
etc., liberavit seu liberat et absolvit dictum magistrum Jo. Baptistam, licet ab-
sentem, ac me nota rum pro eo et eius nomine stipulantem et/acceptantem a
praedicta obligatione conficiendi seu complemento demanadandi organum no-
vum per eum sic compositum, de quo supra.
Cassans et revocans ipse R.dusP. Abbas et praesidens obligationem praeas-
sertam, de qua in iudicio antedicti de Paraboschis. Et hoc ideo quia ex huiusmo-
di surrogationis respectu dictus R.dusP. Abbas et praesidens agravavit omni me-
liori modo quo supra et agravat magistrum Jo. Jacobum de Calvis antedictum,
praesentem, volentem et consentientem, qui per se et heredes suos, sponte et
non vi, ut declarat, promisit et promittit praefato R.do P. Abbati et praesidenti,
!':ANI Documenti d'archivio 151

550- praesenti et acceptanti per se etc., ac nomine et vice dicti sui monasterii etc., fa-
cere et adimplere quantum iudicatum, approbatum et sententiatum fuit circa
organum praedictum ad eius Jo. Jacobi sumptus et expensas ac in omnibus et
per omnia prout tenebatur dictus magister Jo. Baptista in iudicio prolato per
eundem de Paraboschis, de quo in actis mei notarii etc., quae autem omnia etc.
R.dus P. Abbas seu praesidens, per se etc. ac nomine dicti sui monasterii etc.,
promisit et promittit mihi notario stipulanti nomine et vice eiusdem magistri Jo.
uin- Baptistae absentis. Nec non dictus Jo. Jacobus per se etc. promisit et promittit
Uno praedicto R.doP. Abbati et praesidenti, praesenti et acceptanti pro se etc. ac no-
era- mine monasterii etc., sese perpetuo firma et rata ha bere etc. et non contrafacere
ma- etc., sub paena dupli etc., qua etc., cum reffectione damnorum etc., sub obliga-
lon- tione bonorum etc., cum clausula iuramenti etc.
tum Continuo ad aliam conventionem devenit idem R.dusP. Abbas et praesidens
ntio cum dicto magistro Jo. Jacobo de accordando dictum novum organum, qui ma-
do- gister Jo. Jacobus promisit ac se obligavit praedicto R.doP. Praesidenti, praesen-
. et ti et ut supra acceptanti, venire pro uno anno semel tantum ad tempus quo re-
bus quisitus fuerit a R.dis Dominis Monachis eiusdem monasterii ad accordandum
organum Ecclesiae S.ti Benedicti praedicti, dando ei pro suo sallario aut mercede
rac- pro faciendam dictam concordationem, in dicto anno et ad rationem anni, prout
I de promisit dictus R.dusP. Abbas etc., schuta sex auri et in auro a pesi 108 parvi
~e- Mantuani pro schuto, inchoando sallarium per dictum annum die celebrationis
:no- praesentis instrumenti. Et hoc de anno in annum successive, dum partibus pIa-
Pa- cuerit, cum obligatione facta per dictum Jo. Jacobum prout promisit ut supra
uae semper pro una vice tantum singulo anno durante prasenti conventione revi-
uae dendi et concordandi organum praedictum quotieséumque requisitus fuerit a
t in dictis R.dis Dominis Monachis etc., Promittens dictus R.dusP. Abbas praestare
i\b- et seu servire dicto magistro Jo. Jacobo de uno equo pro equitando in reverten-
5 et do se domi suae ad Placentiam, pro qualibet vice qua veniet ad accordandum
ma- prout supra; et ipso cessante quod non acceda t ad concordandum organum et
gli- seu monasterium vel eius agentes eum non vocantes ad dictum organum ut su-
di- pra: tunc aliter non teneantur sibi respondere salarium etc. Et praesentem con-
pti- ventionem sic ut praemittitur factam dictae partes per sese etc., et dicto nomine
stri promiserunt et promittunt sibi ipsis ad invicem etc., sese perpetuo firmam et ra-
:01- tam habere etc. et non contradicere etc., sub obligatione introitum monasterii
bus ac bonorum dicti Jo. Jacobi etc., cum clausula iuramenti etc., certificati etc.
ab-
n a A.R. Ego Antonius filius domini Jo. Petri de Renovardis, civis Mantuae,
no- publicus imperiali auctoritate notarius, suprascriptis omnibus praesens fui eaque
rogatus publice scribere scripsi meque in praemissorum robur solita cum atte-
~as- statione subscripsi.
no-
ne- Mantova, Archivio di Stato, Corporazioni Religiose Soppresse Busta 534;
ID, not. Antonio Renovardi (1544-1553).